Archive for gennaio 2015

Preghiera della sera. Gennaio, mese dedicato alla Sacra Famiglia

31 gennaio 2015

Sacra Famiglia di JuanSimónGutiérrez

31 gennaio

 

“Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell’ultima agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l’anima mia “.

L’uscita da questo mondo è un momento di grande importanza La giaculatoria diretta a Gesù, Maria e Giuseppe è un grido di amorosa fiducia indirizzato a coloro che si sono costituiti protettori e avvocati e nelle cui mani si è posto tutto.

Davanti al timore che infonde sempre il momento supremo della vita, per l’uomo credente, si desidera ottenere l’aiuto eccezionale dei più potenti protettori.

L’esperienza della propria debolezza porta a vivere con timore. Le astuzie del maligno, tante volte sperimentate durante la vita, infondono un timore particolare in quel momento supremo.

Esigenza imperiosa dell’amore è avere la sicurezza della presenza di Gesù, Maria e Giuseppe che si sono amati e di averla per sempre.

L’amore, l’unica cosa che non può tollerare è la separazione, per questo si cerca di assicurare al massimo l’aiuto per quel momento. Che non vi sia nulla né nessuno che possa non solo spezzare ma neppure perturbare la comunione d’amore in quell’ultimo istante. Nessuno come coloro ai quali si appartiene è più adatto per ricevere la richiesta d’aiuto.

Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell’ultima mia agonia, vuol dire: poiché vi appartengo, siate presenti in quei momenti per aiutarmi a ratificare la perfetta unione d’amore con voi, per sempre, poiché è l’ideale che mi ha marcato quando per la prima volta pronunciai la perfetta consacrazione ai “Tre”.

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Vicka racconta il paradiso (Video)

31 gennaio 2015

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In questo video la veggente di Medjugorje Vicka ci racconta la sua straordinaria esperienza nel Paradiso, è commenta uno straordinario miracolo accaduto proprio alla sua presenza.

 

 

 

 

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La Chiesa sembra guardare con favore ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje.

 

Tweet del Papa

31 gennaio 2015

 

C’è un urgente bisogno di una testimonianza credibile della verità e dei valori del Vangelo.

 

Papa Francesco su Twitter (‏@Pontifex_it), 31 gennaio 2015

I VENTI SABATI DEL SANTO ROSARIO, MISTERI DELLA LUCE, Sesto Sabato

31 gennaio 2015

Passando dall’infanzia e dalla vita di Nàzareth alla vita pubblica di Gesù, la contemplazione ci porta su quei misteri che si possono chiamare, a titolo speciale, ‘mi­steri della luce’. In realtà, è tutto il mistero di Cristo che è luce. Egli è “la luce del mondo” (Gv 8,12). Ma questa dimensione emerge particolarmente negli anni della vita pubblica, quando Egli annuncia il vangelo del Regno. Volendo indicare alla comunità cristiana cinque momen­ti significativi – misteri ‘luminosi’ – di questa fase della vi­ta di Cristo, ritengo che essi possano essere opportuna­mente individuati: 1. nel suo Battesimo al Giordano; 2. nella sua auto-rivelazione alle nozze di Cana; 3. nell’an­nuncio del Regno di Dio con l’invito alla conversione; 4. nella sua Trasfigurazione e, infine, 5. nell’istituzione dell’Eucaristia, espressione sacramentale del mistero pa­squale.

Ognuno di questi misteri è rivelazione del Regno or­mai giunto nella persona stessa di Gesù. È mistero di luce innanzitutto il Battesimo al Giordano. Qui, mentre il Cristo scende, quale innocente che si fa ‘peccato’ per noi (cfr 2 Cor 5,21), nell’acqua del fiume, il cielo si apre e la voce del Padre lo proclama Figlio diletto (cfr Mt 3, 17 e par), mentre lo Spirito scende su di Lui per inve­stirlo della missione che lo attende. Mistero di luce è l’i­nizio dei segni a Cana (cfr Gv 2,1-12), quando Cristo, cambiando l’acqua in vino, apre alla fede il cuore dei discepoli grazie all’intervento di Maria, la prima dei cre­denti. Mistero di luce è la predicazione con la quale Ge­sù annuncia l’avvento del Regno di Dio e invita alla con­versione (cfr Mc 1,15), rimettendo i peccati di chi si ac­costa a Lui con umile fiducia (cfr Mc 2,3-13; Lc 7,47­48), inizio del ministero di misericordia che Egli conti­nuerà ad esercitare fino alla fine del mondo, specie attra­verso il sacramento della Riconciliazione affidato alla sua Chiesa (cfr Gv 20,22-23). Mistero di luce per eccel­lenza è poi la Trasfigurazione, avvenuta, secondo la tra­dizione, sul Monte Tabor. La gloria della Divinità sfol­gora sul volto di Cristo, mentre il Padre lo accredita agli Apostoli estasiati perché lo ascoltino (cfr Lc 9,35 e par) e si dispongano a vivere con Lui il momento doloroso della Passione, per giungere con Lui alla gioia della Ri­surrezione e a una vita trasfigurata dallo Spirito Santo. Mistero di luce è, infine, l’istituzione dell’Eucaristia, nel­la quale Cristo si fa nutrimento con il suo Corpo e il suo Sangue sotto i segni del pane e del vino, testimonian­do “sino alla fine” il suo amore per l’umanità (cfr Gv 13,1), per la cui salvezza si offrirà in sacrificio.

In questi misteri, tranne che a Cana, la presenza di Maria rimane sullo sfondo. I Vangeli accennano appena a qualche sua presenza occasionale in un momento o nel­l’altro della predicazione di Gesù (cfr Mc 3,31-35; Gv 2, 12) e nulla dicono di un’eventuale presenza nel Cena­colo al momento dell’istituzione dell’Eucaristia. Ma la funzione che svolge a Cana accompagna, in qualche mo­

do, tutto il cammino di Cristo. La rivelazione, che nel Battesimo al Giordano è offerta direttamente dal Padre ed è riecheggiata dal Battista, sta a Cana sulla sua boc­ca, e diventa la grande ammonizione materna che Ella rivolge alla Chiesa di tutti i tempi: “Fate quello che vi di­rà” (cfr Gv 2,5). È ammonizione, questa, che ben intro­duce parole e segni di Cristo durante la vita pubblica, co­stituendo lo sfondo mariano di tutti i `misteri della luce’.

(Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II, Rosarium Vir ginis Mariae, 2 1)

 

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Liturgia del giorno: Audio Luca capitolo 1, vers. 68-75

31 gennaio 2015

 

 

 

Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo.

 

[67] Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò
dicendo:

[68] “Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,

[69] e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,

[70] come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:

[71] salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.

[72] Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,

[73] del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci,
[74] liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore,
[75] in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

 

Premere qui per ascoltare tutto il capitolo.

 

 

 

«Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».

 

 

 

Ho sentito il battito del tuo cuore

Ti ho trovato in tanti posti, Signore.
Ho sentito il battito del tuo cuore
nella quiete perfetta dei campi,
nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota,
nell’unità di cuore e di mente
di un’assemblea di persone che ti amano.
Ti ho trovato nella gioia,
dove ti cerco e spesso ti trovo.
Ma sempre ti trovo nella sofferenza.
La sofferenza è come il rintocco della campana
che chiama la sposa di Dio alla preghiera.
Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza
della sofferenza degli altri.
Ti ho visto nella sublime accettazione
e nell’inspiegabile gioia
di coloro la cui vita è tormentata dal dolore.
Ma non sono riuscito a trovarti
nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
Nella mia fatica
ho lasciato passare inutilmente
il dramma della tua passione redentrice,
e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata
dal grigiore della mia autocommiserazione.
Signore io credo. Ma tu aiuta la mia fede.

MADRE TERESA DI CALCUTTA

 

Vangelo (Mc 1,21-28) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 1 Febbraio 2015) con commento comunitario

31 gennaio 2015

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,21-28) 

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Questo è il Vangelo dell’ 1 Febbraio, quello del 31 Gennaio lo potete trovare qualche post più sotto

Scritti dei Santi sull’adorazione. San Giovanni Bosco 

31 gennaio 2015

 

da qui

Grande protettore dell’ infanzia, san Giovanni Bosco diceva ai ragazzi e ai suoi confratelli: ” Non esiste nulla che il demonio tema di più di queste due cose: una comunione ben fatta e le visite frequenti al Santissimo Sacramento: Volete che il Signore ci doni tante grazie? Visitatelo spesso. Volete che il Signore ce ne dia poche? Visitatelo poche volte”.

Le sue ultime raccomandazioni ai suoi figli e alle sue figlie spirituali furono:

“Diffondete la devozione a Gesù sacramentato e a Maria ausiliatrice e vedrete quali saranno i miracoli. Aiutate molto i ragazzi poveri, i malati, gli anziani e la gente che più ha bisogno, e otterrete enormi benedizioni e aiuti da Dio. Vi aspetto tutti in Paradiso”.

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Preghiera del mattino: PREGHIERA A DON BOSCO

31 gennaio 2015

 

Padre e Maestro della gioventù,
San Giovanni Bosco,
docile ai doni dello Spirito
e aperto alle realtà del tuo tempo
sei stato per i giovani,
soprattutto per i piccoli e i poveri,
segno dell’amore e della predilezione di Dio.

 

Sii nostra guida nel cammino di amicizia
con il Signore Gesù,
in modo che scopriamo in Lui e nel suo Vangelo
il senso della nostra vita
e la fonte della vera felicità.

 

Aiutaci a rispondere con generosità
alla vocazione che abbiamo ricevuta da Dio,
per essere nella vita quotidiana
costruttori di comunione,
e collaborare con entusiasmo,
in comunione con tutta la Chiesa,
all’edificazione della civiltà dell’amore.

 

Ottienici la grazia della perseveranza
nel vivere una misura alta di vita cristiana,
secondo lo spirito delle beatitudini;
e fa’ che, guidati da Maria Ausiliatrice,
possiamo trovarci un giorno con te
nella grande famiglia del cielo. Amen

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Preghiera della sera. Gennaio, mese dedicato alla Sacra Famiglia

30 gennaio 2015

Sacra Famiglia di JuanSimónGutiérrez

30 gennaio

“Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia”.

Dare il cuore e l’anima a Gesù, Maria e Giuseppe è darsi totalmente a loro con amore. È una donazione pura e libera, gratuita e irrevocabile. Una consegna totale di quanto si è e di quanto si ha. Ora e per sempre, ad imitazione di quel “sì” di Gesù, Maria e Giuseppe. Senza altra gratifica che la sorte di appartenere a loro, di amarli, di glorificarli, di vivere in perpetua comunione con loro per tutta l’eternità.

Questa formula di consacrazione breve è la ratifica concisa e viva dell’atto di consacrazione, pronunciato in un giorno solennemente e ripetuto ogni volta che si recita la preziosa giaculatoria. Durante il giorno quindi ripetiamola tante volte con amore e pensiamo spesso a Gesù, Maria e Giuseppe perchè loro pensano sempre a noi.

Se poi li amiamo veramente e vogliamo vivere sempre uniti a loro senza dispiacerli, impegniamoci a recitare il Santo Rosario completo. Più li ameremo e più corone reciteremo. Ognuno prega tanto, quanto ama.

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Esercizi spirituali per il Papa e la Curia

30 gennaio 2015

2015-01-30 Radio Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esercizi spirituali ad Ariccia dal 22 al 27 febbraio
“Servitori e profeti del Dio vivente”: è il tema degli esercizi spirituali per la Quaresima in programma dal 22 al 27 febbraio nella Casa Divin Maestro di Ariccia e ai quali parteciperanno Papa Francesco e i membri della Curia romana.

Padre Bruno Secondin
Le meditazioni, che presenteranno una lettura pastorale del profeta Elia, saranno tenute dal padre carmelitano Bruno Secondin, docente ordinario emerito di Spiritualità moderna e Fondamenti di vita spirituale alla Gregoriana e nominato nel luglio scorso da Papa Francesco consultore della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica. Autore di numerosi libri e animatore di incontri di Lectio Divina, padre Secondin ha curato in passato i commenti al Vangelo della Domenica trasmessi dal nostro Radiogiornale delle 14.00.

Il programma degli Esercizi spirituali
Il programma degli esercizi prevede per la domenica iniziale, alle 18.00, l’Adorazione eucaristica e la recita dei Vespri. Le giornate successive si apriranno con le Lodi alle 7.30, seguite da una prima meditazione alle 9.30 e poi dalla Concelebrazione eucaristica. Quindi, alle 16.00, si terrà la seconda meditazione, che precederà l’Adorazione eucaristica e i Vespri. Nella giornata conclusiva, venerdì 27, sono in programma la Concelebrazione eucaristica alle 7.30 e una conclusione alle 9.30.

Le meditazioni
Le meditazioni saranno inaugurate domenica 22 da una riflessione sul tema «Uscire dal proprio “villaggio”» e saranno scandite da questo programma giornaliero: «Cammini di autenticità» (le radici della fede e il coraggio di dire no all’ambiguità), «Sentieri di libertà» (dagli idoli vani alla pietà vera), «Lasciarsi sorprendere da Dio» (l’incontro con un Dio che è altrove e il riconoscimento del povero che ci evangelizza), «Giustizia e intercessione» (testimoni di giustizia e solidarietà). La giornata conclusiva sarà dedicata al tema «Raccogliere il manto di Elia» (per divenire profeti di fraternità).

Sospese udienze private e speciali
Durante il periodo di ritiro, come di consueto, vengono sospese le udienze private e speciali, compresa l’udienza generale del mercoledì.

(Da Radio Vaticana)

 

Santa Teresa d’Avila- Il Castello Interiore, Quinte Mansioni, Capitolo 2

30 gennaio 2015

Prosegue sul medesimo argomento, e dice con un grazioso paragone in che consiste l’orazione di unione, e quali gli effetti che lascia Capitolo degno di nota

santa-tereza-avila[1]

.1 – Vi parrà che di questa mansione vi abbia ormai detto ogni cosa; eppure mi rimane ancora molto, perché, come vi ho già fatto osservare, vi è il più e il meno.

Per ciò che riguarda l’unione, non credo di saperne dire di più, ma resta molto da parlare circa gli effetti che Dio produce nelle anime quando esse si dispongono a ricevere le sue grazie. Ne voglio dire qualche cosa, e nel contempo far conoscere lo stato in cui l’anima rimane.

Per farmi meglio capire, voglio servirmi di un paragone che trovo molto appropriato, per mezzo del quale vedremo che quantunque in questa operazione di Dio nell’anima noi non possiamo far nulla, tuttavia per ottenere che il Signore ce ne favorisca, possiamo far molto col disporci.

2 – Avrete già udito parlare delle meraviglie che Dio opera nella produzione della seta, invenzione di cui Egli solo poteva essere l’autore. Si tratta di piccoli semi, simili a granellini di pepe che io non ho mai veduto, ma di cui ho sentito parlare: perciò, se cado in qualche inesattezza la colpa non è mia.

A1 sopraggiungere dell’estate, quando i gelsi si coprono di foglie, questi semi cominciano a prender vita. Prima che spuntino quelle foglie di cui si devono nutrire, stanno là come morti; a poco a poco, con quell’alimento si sviluppano, finché, fatti più grandi, salgono sopra alcuni ramoscelli, ed ivi con la loro piccola bocca filano la seta che cavano dal loro interno, fabbricandosi certi bozzoli molto densi, nei quali ognuno di quegli insetti, che sono brutti e grossi, si rinchiude e muore. Ma poco dopo esce dal bozzolo una piccola farfalla bianca, molto graziosa.

Se questo fenomeno non cadesse sotto i nostri occhi, ma ci fosse raccontato come cosa di altri tempi, nessuno lo crederebbe. Infatti, come potremmo credere che un verme o un’ape, – esseri privi di ragione – siano tanto diligenti e industriosi nel lavorare per noi fino a rimetterci la vita come il povero bacolino nel suo lavoro?

Ecco un buon soggetto, sorelle, per intrattenervi a lungo in meditazione, senza null’altro aggiungere, bastando questo solo per farvi considerare le meraviglie e la sapienza del nostro Dio. Oh, se conoscessimo le proprietà delle cose! Come sarebbe vantaggioso meditare sopra queste meraviglie, compiacendoci di essere le spose da un Re così grande e sapiente!

3 – Tornando ora al nostro argomento, l’anima, di cui quel verme è l’immagine, comincia a prendere vita quando per il calore dello Spirito Santo, comincia a valersi dei soccorsi generali che Dio accorda a ognuno e a servirsi dei rimedi che Egli ha lasciato nella sua Chiesa, come le frequenti confessioni, le buone letture e le prediche: rimedi opportuni per l’anima che sia morta nel peccato e si trovi fra le occasioni cattive a causa della sua trascuratezza.

Ripreso a vivere con quei rimedi e pie meditazioni, vi si andrà pure sostentando finché sia cresciuta. E questo è il punto in cui la considero, poco curandomi di ciò che precede.

4 – Quando questo verme si è fatto grande – come abbiamo visto in principio di questo scritto – comincia à lavorare la seta e a fabbricarsi la casa nella quale dovrà morire.

Questa casa, come vorrei far intendere, è il nostro Signore Gesù Cristo. Mi pare di aver letto in qualche parte, o di aver udito, che la nostra vita è nascosta in Cristo, ovvero in Dio, che è poi lo stesso, oppure che Cristo è la nostra vita. Che il testo sia o non sia così, per il mio intento poco importa.

5 – Osservate qui, figliuole mie, quello che con l’aiuto di Dio possiamo fare: che Sua Maestà diventi nostra dimora fabbricata da noi stessi, come lo è in questa orazione di unione.

Dicendo che Dio è nostra dimora, e che questa dimora possiamo fabbricarcela da noi stessi per prendervi alloggio, sembra quasi che voglia dire di poter noi aggiungere o togliere a Dio qualche cosa.

E lo possiamo benissimo, ma non già aggiungendo o togliendo a Dio, bensì aggiungendo o togliendo a noi, come quei piccoli vermi, perché non avremo ancora ultimato quanto sarà in nostro potere che Egli verrà, e unendo alla sua grandezza la nostra lieve fatica, che è un nulla, le conferirà un valore così eccelso da meritare che Egli si costituisca in nostra stessa ricompensa.

Non contento di aver sostenute le spese maggiori, vorrà pure unire le nostre piccole pene alle molto grandi che Egli un giorno ha sofferto per non farne che una cosa sola.

6 – Orsù dunque, figliuole mie, mettetevi subito al lavoro!

Tessiamo questo piccolo bozzolo mediante lo spogliamento di ogni nostro amor proprio e volontà, distaccandoci da ogni cosa terrena e praticando opere di pedi orazione, di meditazione e di obbedienza, con resto che già sapete.

Oh, se mettessimo in pratica tutto quello che sappiamo e che ci hanno insegnato! E poi muoia, muoia pure questo verme, come il baco da seta dopo aver fatto il suo lavoro!

Allora ci accorgeremo di vedere Iddio e ci sentiremo sepolte nella sua grandezza, come il piccolo verme nel suo bozzolo. Dicendo che vedremo Iddio, dovete intendere nel modo con cui Egli si fa sentire in questa specie di unione.

7 – Passiamo ora a vedere come questo verme si trasformi, che è lo scopo di quanto finora vi ho detto.

Dico che quando il verme entra in questa orazione e vi rimane morto a tutte le cose del mondo, esce mutato in piccola farfalla bianca.

Oh, potenza di Dio! Oh, in che stato esce l’anima, dopo, essere rimasta nella grandezza di Dio e tanto a Lui unita come qui, sia pure per poco tempo, giacché, a mio parere, non si arriva mai a mezz’ora! In verità vi dico che essa non si riconosce più.

Pensate alla differenza fra un verme ributtante e una piccola farfalla bianca: così di lei.

L’anima ignora come abbia potuto meritare tanto bene, voglio dire che non sa di dove le sia venuto, perché conosce benissimo che a meritarlo non è da lei.

Si sente presa da un desiderio vivissimo di lodare Iddio, sino a bramare di distruggersi e di affrontare mille morti. Brame irresistibili di darsi a grandi sofferenze cominciano tosto ad occuparla senza che sappia liberarsene, e sospira con ardore di abbandonarsi alla penitenza, di stare in solitudine e di fare che tutti conoscano il suo Dio, sino a provare afflizione profonda nel vederlo offeso.

Nelle mansioni seguenti parlerò di questi effetti con particolari maggiori. Benché i fenomeni delle quinte mansioni siano quasi identici a quelli delle seguenti, tuttavia sono assai diversi quanto all’intensità degli effetti. Una anima che Dio ha condotto a questo punto, se si sforza di andare avanti, vedrà grandi meraviglie.

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Vangelo (Mc 4,35-41) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 31 Gennaio 2015) con commento comunitario

30 gennaio 2015

San Giovanni Bosco, sacerdote – memoria

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,35-41)

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Questo è il Vangelo del 31 Gennaio, quello del 30 Gennaio lo potete trovare qualche post più sotto

 

Liturgia del giorno: Audio Salmo 37(36)

30 gennaio 2015

La salvezza dei giusti viene dal Signore.

 

[1] Di Davide.
Non adirarti contro gli empi
non invidiare i malfattori.

[2] Come fieno presto appassiranno,
cadranno come erba del prato.

[3] Confida nel Signore e fà il bene;
abita la terra e vivi con fede.

[4] Cerca la gioia del Signore,
esaudirà i desideri del tuo cuore.

[5] Manifesta al Signore la tua via,
confida in lui: compirà la sua opera;

[6] farà brillare come luce la tua giustizia,
come il meriggio il tuo diritto.

[7] Stà in silenzio davanti al Signore e spera in lui;
non irritarti per chi ha successo,
per l’uomo che trama insidie.

[8] Desisti dall’ira e deponi lo sdegno,
non irritarti: faresti del male,

[9] poiché i malvagi saranno sterminati,
ma chi spera nel Signore possederà la terra.

[10] Ancora un poco e l’empio scompare,
cerchi il suo posto e più non lo trovi.

 

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foto di GESù TI AMO.

Stà in silenzio davanti al Signore e spera in lui; non irritarti per chi ha successo, per l’uomo che trama insidie. Desisti dall’ira e deponi lo sdegno, non irritarti: faresti del male, poiché i malvagi saranno sterminati, ma chi spera nel Signore possederà la terra.

 

«A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

 

 

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!

Beata Madre Teresa di Calcutta

 

Preghiera del mattino: Preghiera a Gesù vivente in Maria.

30 gennaio 2015

 

O Gesù vivente in Maria,

vieni a vivere nei tuoi servi,

nello spirito di santità,

con la pienezza della tua possanza,

con la realtà delle tue virtù,

con la perfezione delle tue vie,

con la comunicazione dei tuoi misteri;

domina tutte le potenze nemiche

con la potenza del tuo spirito

a gloria del Padre. Così sia.

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Preghiera della sera. Gennaio, mese dedicato alla Sacra Famiglia

29 gennaio 2015

Sacra Famiglia di JuanSimónGutiérrez

29 gennaio

 

Ci fu un tempo in cui era molto diffusa la devozione e la consacrazione ai Cuori di Gesù, Maria e Giuseppe. Promotore di questa devozione e consacrazione a Gesù, Maria e Giuseppe fu San Giovanni Eudes, fondatore degli “Euditi”, che è stato chiamato “evangelista, apostolo e dottore” della stessa consacrazione.

La devozione al Cuore di Gesù raggiunse una grande diffusione a partire dalle apparizioni a Santa Margherita Maria Alacocque e dalla predicazione del Beato Claudio de la Colombier e da Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. Più tardi, Sant’Antonio Maria Claret, fondatore dei “Claretiani”, Figli dell’Immacolato Cuore di Maria, diffuse ovunque la devozione e consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.

I Carmelitani Scalzi, eredi dello spirito Giuseppino di Santa Teresa, la grande devota del santo Patriarca, promossero la devozione e consacrazione (schiavitù) al Cuore di San Giuseppe, verso la metà del secolo XVIII. Nel corso di questo secolo si incrementò notevolmente la devozione all’insieme dei tre Cuori di Gesù, Maria e Giuseppe. Questo è testimoniato da documenti letterari, artistici, devozionali, libri, culti, confraternite e persino santuari dedicati ai tre Cuori di Gesù, Maria Giuseppe.

Nella Bibbia dire “cuore” è dire “uomo nella sua totalità”. Il cuore designa il più profondo dell’uomo, è il seggio del mistero e il segreto della vita. Il cuore è il simbolo dell’amore. Dare ad una persona il proprio cuore è darsi totalmente. Di conseguenza, onorare i Cuori di Gesù, Maria e Giuseppe significa onorare le loro persone: il più intimo e il più grande delle loro persone: il loro amore. Il loro amore a Dio e il loro amore agli uomini. Ripetiamo anche noi le preziose giaculatorie: Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia! Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell’ultima agonia! Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l’anima mia!

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Liturgia del giorno: Audio Salmo 24(23)

29 gennaio 2015

 

Noi cerchiamo il tuo volto, Signore.

[1] Di Davide. Salmo.
Del Signore è la terra e quanto contiene,
l’universo e i suoi abitanti.

[2] È lui che l’ha fondata sui mari,
e sui fiumi l’ha stabilita.

[3] Chi salirà il monte del Signore,
chi starà nel suo luogo santo?

[4] Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non pronunzia menzogna,
chi non giura a danno del suo prossimo.

[5] Otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.

[6] Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

[7] Sollevate, porte, i vostri frontali,
alzatevi, porte antiche,
ed entri il re della gloria.

 

Premere qui segue ….

 

 

Sollevate, porte, i vostri frontali, alzatevi, porte antiche, ed entri il re della gloria. Chi è questo re della gloria? Il Signore degli eserciti è il re della gloria.

«Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro?

 

 

Serenità interiore

San Serafino di Sarov, Detti

Acquista e conserva la pace interiore e migliaia intorno a te troveranno la salvezza.

Nulla aiuta di più la pace interiore che il silenzio: il dialogo incessante con se stessi e il silenzio con gli altri.

Non bisogna mai esagerare in nulla, ma fare in modo che il nostro amico, il corpo, rimanga fedele e partecipi alla nostra vita interiore.

Bisogna essere pazienti verso se stessi e sopportare le proprie mancanze come si sopportano quelle degli altri, ma bisogna anche non lasciarsi prendere dalla pigrizia e sforzarsi di sempre migliorare.

Davanti alle nostre mancanze non arrabbiamoci, non aggiungiamo un male ad un altro male, ma conserviamo la pace interiore, e dedichiamoci con coraggio a convertirci. La virtù non è una pera che si mangia in un solo boccone.

Dobbiamo attenderci gli attacchi del demonio. Come possiamo sperare che ci lascerà tranquilli se ha tentato anche nostro Signore Gesù?

Se Dio abbandonasse l’uomo a se stesso, il diavolo sarebbe pronto a ridurlo in polvere come un chicco di grano sotto la macina.

Guàrdati dallo spirito di scoraggiamento, perché di qui nasce ogni male.

Giudica te stesso, allora cesserai di giudicare gli altri.

Tweet del Papa

29 gennaio 2015

Il vero amore non bada al male ricevuto. Gioisce nel fare del bene.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), 29 gennaio 2015

Vangelo (Mc 4,26-34) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 30 Gennaio 2015) con commento comunitario

29 gennaio 2015

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,26-34)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Questo è il Vangelo del 30 Gennaio, quello del 29 Gennaio lo potete trovare qualche post più sotto

Preghiera del mattino: PER L’UNITÀ DEI CONIUGI

29 gennaio 2015

 

Santo Bambino Gesù, ascolta la mia preghiera. Tu che sei tanto buono e pietoso con tutti, tu che da giovane mi aiutasti nei momenti difficili dello studio, tu che hai perdonato tanti miei peccati, la mia poca riconoscenza, la fragilità della mia fede, t’ invoco e ti supplico di concedermi questa grazia: riporta la pace nella mia famiglia, la serenità con la mia sposa (il mio sposo ). Perdonami se ultimamente 1 ‘ ho trascurata/to, ma tu sai bene che le/gli voglio bene, ora più di prima.

Ti invoco ancora con tutte le mie forze e con tutto il cuore di concedermi questa grazia che ti chiedo. Continuerò a pregare e ad invocarti, con l’ aiuto e l’ intercessione della tua Madre Immacolata.

Ti prego Gesù, non abbandonarmi!

Donaci la pace in famiglia! Amen.

Santo Bambino Gesù, Tu sai

Santo Bambino Gesù, Tu puoi

Santo Bambino Gesù, Tu vedi

Santo Bambino Gesù, provvedi

Santo Bambino Gesù, pensaci tu

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Preghiera della sera. Gennaio, mese dedicato alla Sacra Famiglia

28 gennaio 2015

Sacra Famiglia di JuanSimónGutiérrez

28 gennaio

 

I dolci nomi di Gesù, Maria e Giuseppe. Il nome esprime l’essere; tutto quello che è: la sua definizione.

Non vi sono nell’universo nomi più veri, più espressivi, più belli né più incantevoli dei nomi di Gesù, Maria e Giuseppe.

Dio stesso li riservò per suo Figlio e per i suoi verginali genitori. Ce li dà il Vangelo.

Gesù, Maria e Giuseppe: Nomi divini. Nomi pieni di misteri e di inesorabili ricchezze. Nomi ineffabili, che formano le delizie di Dio, la gioia degli angeli, il timore dei demoni e la felicità degli uomini.

Nomi, i più puri fra tutti i nomi: senza la più lieve macchia; i più belli: gli specchi più tersi della bellezza di Dio e delle sue perfezioni; i più ricchi: pieni di vita, di luce, d’armonia e d’amore, pieni di sapienza, di grazia e di bontà, pieni dei tesori del Paradiso; i più amabili: Dio con noi, nostra Signora, l’uomo giusto che significa la purezza da ogni colpa e la serenità di una coscienza limpida non solo dalle colpe che uccidono, come le gravi, ma anche da quelle che offendono, come le lievi; i più dolci: miele per le labbra, tenerezza per le orecchie, candore per gli occhi, speranza per il cuore; i più santi: in Gesù abita la pienezza della divinità; Maria è l’Immacolata, la piena di grazia; Giuseppe è ricolmo dei doni dello Spirito Santo. Gesù, Maria e Giuseppe, i vostri dolcissimi nomi sono la nostra delizia, la nostra speranza, la gioia del nostro cuore! Fate che li abbiamo sempre sulle nostre labbra! Fate che non si allontanino dalla nostra memoria! Fate che nell’ora della nostra morte inondino di gioia la nostra anima all’uscita di questo mondo!

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