I VENTI SABATI DEL SANTO ROSARIO, MISTERI DELLA LUCE, Sesto Sabato

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Passando dall’infanzia e dalla vita di Nàzareth alla vita pubblica di Gesù, la contemplazione ci porta su quei misteri che si possono chiamare, a titolo speciale, ‘mi­steri della luce’. In realtà, è tutto il mistero di Cristo che è luce. Egli è “la luce del mondo” (Gv 8,12). Ma questa dimensione emerge particolarmente negli anni della vita pubblica, quando Egli annuncia il vangelo del Regno. Volendo indicare alla comunità cristiana cinque momen­ti significativi – misteri ‘luminosi’ – di questa fase della vi­ta di Cristo, ritengo che essi possano essere opportuna­mente individuati: 1. nel suo Battesimo al Giordano; 2. nella sua auto-rivelazione alle nozze di Cana; 3. nell’an­nuncio del Regno di Dio con l’invito alla conversione; 4. nella sua Trasfigurazione e, infine, 5. nell’istituzione dell’Eucaristia, espressione sacramentale del mistero pa­squale.

Ognuno di questi misteri è rivelazione del Regno or­mai giunto nella persona stessa di Gesù. È mistero di luce innanzitutto il Battesimo al Giordano. Qui, mentre il Cristo scende, quale innocente che si fa ‘peccato’ per noi (cfr 2 Cor 5,21), nell’acqua del fiume, il cielo si apre e la voce del Padre lo proclama Figlio diletto (cfr Mt 3, 17 e par), mentre lo Spirito scende su di Lui per inve­stirlo della missione che lo attende. Mistero di luce è l’i­nizio dei segni a Cana (cfr Gv 2,1-12), quando Cristo, cambiando l’acqua in vino, apre alla fede il cuore dei discepoli grazie all’intervento di Maria, la prima dei cre­denti. Mistero di luce è la predicazione con la quale Ge­sù annuncia l’avvento del Regno di Dio e invita alla con­versione (cfr Mc 1,15), rimettendo i peccati di chi si ac­costa a Lui con umile fiducia (cfr Mc 2,3-13; Lc 7,47­48), inizio del ministero di misericordia che Egli conti­nuerà ad esercitare fino alla fine del mondo, specie attra­verso il sacramento della Riconciliazione affidato alla sua Chiesa (cfr Gv 20,22-23). Mistero di luce per eccel­lenza è poi la Trasfigurazione, avvenuta, secondo la tra­dizione, sul Monte Tabor. La gloria della Divinità sfol­gora sul volto di Cristo, mentre il Padre lo accredita agli Apostoli estasiati perché lo ascoltino (cfr Lc 9,35 e par) e si dispongano a vivere con Lui il momento doloroso della Passione, per giungere con Lui alla gioia della Ri­surrezione e a una vita trasfigurata dallo Spirito Santo. Mistero di luce è, infine, l’istituzione dell’Eucaristia, nel­la quale Cristo si fa nutrimento con il suo Corpo e il suo Sangue sotto i segni del pane e del vino, testimonian­do “sino alla fine” il suo amore per l’umanità (cfr Gv 13,1), per la cui salvezza si offrirà in sacrificio.

In questi misteri, tranne che a Cana, la presenza di Maria rimane sullo sfondo. I Vangeli accennano appena a qualche sua presenza occasionale in un momento o nel­l’altro della predicazione di Gesù (cfr Mc 3,31-35; Gv 2, 12) e nulla dicono di un’eventuale presenza nel Cena­colo al momento dell’istituzione dell’Eucaristia. Ma la funzione che svolge a Cana accompagna, in qualche mo­

do, tutto il cammino di Cristo. La rivelazione, che nel Battesimo al Giordano è offerta direttamente dal Padre ed è riecheggiata dal Battista, sta a Cana sulla sua boc­ca, e diventa la grande ammonizione materna che Ella rivolge alla Chiesa di tutti i tempi: “Fate quello che vi di­rà” (cfr Gv 2,5). È ammonizione, questa, che ben intro­duce parole e segni di Cristo durante la vita pubblica, co­stituendo lo sfondo mariano di tutti i `misteri della luce’.

(Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II, Rosarium Vir ginis Mariae, 2 1)

 

1° Mistero della Luce: Gesù è battezzato nel Giordano

Prima di metterci in ascolto della Parola di Dio, invochiamo lo Spirito Santo e preghiamo con la fede della Chiesa.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito San­to. Amen.

INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO

Noi ti adoriamo e ti amiamo con tutto il nostro cuore, o Spirito divino, Dio onnipotente, Amore del Padre e del Figlio. Vieni dunque, o Dio di bontà e di misericordia, a dare la grazia col tuo alito vivificatore al nostro cuore; vieni, o Fuoco divino e insegnaci a parlare il linguaggio dei Santi. Vieni e con la tua luce ineffabile illuminaci, col tuo fuoco purificaci, accendici il cuore e rendilo ardente della tua carità. Spirito di verità, senza di te siamo nell’errore; Spirito di amore, senza di te siamo aridi; Spirito di vita, senza di te siamo senza vita. Donaci, perciò, o Dio di bontà, i frutti del tuo Spirito. Amen.

(Dagli Scritti di Bartolo Longo)

PREGHIAMO CON LA CHIESA

Padre d’immensa gloria, tu hai consacrato con po­tenza di Spirito Santo il tuo Verbo fatto uomo, e lo hai stabilito luce del mondo e alleanza di pace per tutti i popoli; concedi a noi di vivere come fedeli imitatori del tuo Figlio prediletto, in cui il tuo amore si compiace. Per Cristo nostro Signore. Amen.

(Messale Romano, Colletta del Battesimo del Signore)

ASCOLTIAMO LA PAROLA DI DIO

Per dare maggiore profondità alla nostra meditazione apria­mo il cuore al Signore che ci parla.

Dal vangelo di Marco (1,4-11)

Si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, pre­dicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battez­zare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro pec­cati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico e predicava: “Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinar­mi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho bat­tezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo”.

In quei giorni Gesù venne da Nàzareth di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. E si senti una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto”.

MEDITIAMO

L’ascolto e la meditazione si nutrono di silenzio. Facciamo una breve pausa, poi, leggiamo e continuiamo a meditare.

Dai Discorsi di San Gregorio Nazianzeno

Cristo nel Battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissia­moci con lui per poter con lui salire alla gloria.

Giovanni dà il battesimo, Gesù si accosta a lui, forse per santificare colui dal quale viene battezzato nell’ac­qua, ma anche di certo per seppellire totalmente nelle acque il vecchio uomo. Santifica il Giordano prima di san­tificare noi e lo santifica per noi. E poiché era spirito e carne santifica nello Spirito e nell’acqua.

Il Battista non accetta la richiesta, ma Gesù insiste. Sono io che devo ricevere da te il battesimo (cfr Mt 3,14), così dice la lucerna al sole, la voce alla Parola, l’a­mico allo Sposo, colui che è il più grande tra i nati di donna a colui che è il primogenito di ogni creatura, colui che nel ventre della madre sussultò di gioia a colui che, ancora nascosto nel grembo materno, ricevette la sua ado­razione, colui che precorreva e che avrebbe ancora pre­corso, a colui che era già apparso e sarebbe nuovamente apparso a suo tempo.

“Io devo ricevere il battesimo da te” e, aggiungi pure, “in nome tuo”. Sapeva infatti che avrebbe ricevuto il bat­tesimo del martirio o che, come Pietro, sarebbe stato la­vato non solo ai piedi. Gesù sale dalle acque e porta con sé in alto tutto intero il cosmo. Vede scindersi e aprirsi i cieli, quei cieli che Adamo aveva chiuso per sé e per tut­ta la sua discendenza, quei cieli preclusi e sbarrati come il paradiso lo era per la spada fiammeggiante.

E lo Spirito testimonia la divinità del Cristo: si pre­senta simbolicamente sopra Colui che gli è del tutto u­guale. Una voce proviene dalle profondità dei cieli, da quelle stesse profondità dalle quali proveniva Chi in quel momento riceveva la testimonianza.

Lo Spirito appare visibilmente come colomba e, in questo modo, onora anche il corpo divinizzato e quindi Dio. Non va dimenticato che molto tempo prima era sta­ta pure una colomba quella che aveva annunziato la fine del diluvio. Onoriamo il battesimo di Cristo, e celebria­mo come è giusto questa festa.

Purificatevi totalmente e progredite in questa purez­za. Dio di nessuna cosa tanto si rallegra, come della con­versione e della salvezza dell’uomo. Per l’uomo, infatti, sono state pronunziate tutte le parole divine e per lui so­no stati compiuti i misteri della rivelazione.

Tutto è stato fatto perché voi diveniate come altret­tanti soli cioè forza vitale per gli altri uomini. Siate luci perfette dinanzi a quella luce immensa. Sarete inondati del suo splendore soprannaturale. Giungerà a voi, limpi­dissima e diretta, la luce della Trinità, della quale finora non avete ricevuto che un solo raggio, proveniente dal Dio unico, attraverso Cristo Gesù nostro Signore, al quale va­dano gloria e potenza nei secoli dei secoli.

CONTEMPLIAMO IL MISTERO

Guidati da Maria fissiamo lo sguardo sul volto di Cristo per poi aprire il cuore alla lode trinitaria, traguardo di ogni con­templazione cristiana.

Mostraci il tuo volto, Signore, in te speriamo. Donaci il tuo sguardo Maria: con te crediamo, con te amiamo.

Padre nostro… Ave Maria… e benedetto il frutto del tuo seno Gesù, che fu battezzato nel Giordano … Santa Maria… (10 volte). Gloria al Padre…

PREGHIAMO CON IL BEATO BARTOLO LONGO

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Quanto sei amabile, o nostro Dio, e come è vero che la tua bontà è infinita!

Tu hai dato il tuo Figlio per il riscatto di tutti gli uomini!, sì di tutti, ed in particolare di noi, che siamo peccatori. Questo Figlio unico del Padre ci ha amati, benché noi siamo degli ingrati, e si è per amor nostro dato alla morte. Eh! come corrispondere, o nostro Dio, all’amore che hai avuto per noi avanti a tutti i secoli! Da tutta l’eternità Tu hai pensato a noi per farci del bene; nessuna cosa è sfuggita al tuo amore e alla tua sapienza. In ogni tempo e avanti a tutti i tempi hai preveduto e determinato il momento della nostra nascita, quello della nostra rigenerazione spirituale, mediante il Battesimo.

O bontà che non ha eguale e che è incomprensibile!, chi mai ti renderà amore per amore?

(Dagli Scritti di Bartolo Longo)

La giaculatoria che ora recitiamo ci aiuti ad unire il significa­to del mistero che abbiamo pregato con l’impegno di vita.

Regina del Santo Rosario di Pompei, Madre nostra dolcissima, ottienici che contemplando Gesù battez­zato nelle acque del Giordano, ascoltiamo la voce del Padre che lo proclama Figlio prediletto, e prendiamo viva coscienza del nostro Battesimo, che ci ha reso fi­gli di Dio, unendoci a Gesù nello Spirito Santo. Beato Bartolo Longo, apostolo del Santo Rosario, pre­ga per noi.

PICCOLA SUPPLICA ALLA MADONNA DI POMPEI

madonna_di_pompei_01[1]

Dopo aver meditato e contemplato il mistero, concludiamo la nostra preghiera rivolgendoci con amore filiale a Colei alla cui scuola impariamo a immergerci nel mistero di Dio e a vi­vere come a Lui piace.

Vergine del Santo Rosario, Madre del Redentore, donna della nostra terra innalzata al di sopra dei cieli umile serva del Signore proclamata Regina del mondo dal profondo delle nostre miserie noi ricorriamo a Te. Con fiducia di figli guardiamo il tuo viso dolcissimo. Coronata di dodici stelle, Tu ci porti al mistero del Padre, Tu risplendi di Spirito Santo, Tu ci doni il tuo Bimbo divino, Gesù, nostra speranza unica salvezza del mondo. Porgendoci il tuo Rosario Tu ci inviti a fissare il suo volto. Tu ci apri il suo cuore, abisso di gioia e di dolore, di luce e di gloria, mistero del figlio di Dio, fatto uomo per noi. Ai tuoi piedi sulle orme dei Santi ci sentiamo famiglia di Dio. Madre e modello della Chiesa, Tu sei guida e sostegno sicuro. Rendici un cuor solo e un’anima sola, popolo forte in cammino verso la patria del cielo. Ti consegniamo le nostre miserie, le tante strade dell’odio e del sangue le mille antiche e nuove povertà e soprattutto il nostro peccato. A te ci affidiamo, Madre di misericordia: ottienici il perdono di Dio, aiutaci a costruire un mondo secondo il tuo cuore. O Rosario benedetto di Maria catena dolce che ci annoda a Dio, catena d’amore che ci fa fratelli, noi non ti lasceremo mai più. Nelle nostre mani sarai arma di pace e di perdono, stella del nostro cammino. E il bacio a te con l’ultimo respiro ci immergerà in un’onda di luce, nella visione della Madre amata e del Figlio divino, anelito e gioia del nostro cuore con il Padre e lo Spirito Santo. Amen.

 Fonte:http://www.preghiereagesuemaria.it/devozioni/i%20venti%20sabati%20del%20santo%20rosario.htm

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