Note (che finora ho dovuto tenere riservate) su alcune possibili esperienze spirituali (sottometto tutto al vaglio della Chiesa)

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Ero in seminario nella mia stanza, davanti a me la finestra e un cielo interamente nuvolo.Ho pregato qualcosa come: “Signore dammi la luce!”.Subito è apparso un sole abbagliante al punto che mi sono dovuto coprire il volto con la mano.Quando ho percepito che la luce si era sfocata ho tolto la mano e nel cielo c’era una grandissima nuvola a forma di madonna rivestita di un manto.Ho parlato con lei e mi ha risposto con cenni della mano.Poi ho pensato di andare alla cappella della Fiducia a chiedere una parola a Dio.Sono arrivato all’ascensore ed era lì pronto (un vero miracolo.Penso che con Maria si fa sempre in tempo a scendere:Maria è la povera, la piccola) e sono sceso due piani (mi pare) più giù, alla Fiducia.Ho cercato il lezionario che è sempre al centro della cappella ma non c’era né sono riuscito a trovarlo altrove nella cappella.Allora ho pensato che la prima scritta che trovavo vicino all’eucarestia nel tabernacolo era la parola per me.E la scritta ai piedi della madonna col bimbo tra gli angeli (e con più sotto i papi e sotto ancora l’altare con l’eucarestia e l’immagine della fiducia) era: ”Praesidet aethereis pia virgo maria choreis”.E io avevo visto una nuvola!

La seconda (mi pare) sera dopo, nel comune dei pastori ai vespri ho trovato l’immaginetta di Annigoni di Massimiliano Kolbe morto per terra e risorto come una nuvola dentro la nuvola di Maria, che aveva le mani sul suo capo come a benedirlo, a plasmarlo, etc..

Qualche tempo dopo, dopo la compieta delle ventidue (circa) ero sulla grande terrazza che guarda ai colli Albani, al nostro campo di calcio, etc..Era una notte limpida e c’era una bella luna piena splendente.Dalla luna partivano due lunghissimi raggi celesti paralleli che scendevano diagonalmente e si posavano su di un’unica nuvoletta nel mezzo del cielo, ed era un angelo con le ali, inginocchiato verso di me, verso la cattedrale di s.Giovanni (e del Salvatore), verso il seminario, verso la città.

Molti anni dopo, quando ero sacerdote da diversi anni, ho visto in sogno una statua di Maria col manto verde chiaro e vestita di bianco.Maria mi ha dato una carezza e si è messa a camminare e mi ha condotto con sé ad un’altra statua di Maria col manto blu scuro e la veste bianca.Come a dirmi che in tutte le statue di Maria è presente sempre lei per davvero.Poi la statua verdolina è ascesa rapidamente al cielo lasciando cadere delle foglioline secche.Io ho visto nella madonna blu l’immacolata, il cammino della redenzione e in quella verde l’assunta.Nelle foglioline ho visto l’aiuto di Maria a superare le mie debolezze, etc..

Ho raccontato questo sogno ad una persona da molto tempo malata (ma forse vicina alla guarigione) forse da rischiare di morire, dicendo che se le raccontavo quel sogno speravo che quella carezza di Maria fosse anche per lei ed anche l’aiuto a superare la prova.Dopo pochissimi giorni quella persona è guarita.

Sono episodi che mi fanno pensare prima di tutto all’era dell’immacolata e dell’assunta, alla chiamata per i sacerdoti a dare la vita (nel cuore di Maria), alla Gerusalemme celeste (la Chiesa “celeste e terrestre”) che scende dal cielo, da Dio, agli angeli che salgono e scendono sul figlio dell’uomo, Cristo, Dio e uomo, alle persone che, come angeli, mi hanno aiutato a crescere.

Molti altri episodi potrei raccontare perché Maria, Dio, gli angeli, i santi, i nostri cari defunti sono con noi.Sono ben consapevole che sono esperienze personali, private.Sono una persona schietta e non parlo obliquamente, non ci sono messaggi collaterali e d’altro canto sarebbe ingenuo perché anche Maria conservava tutte queste parole-fatti nel cuore lasciando che parlassero, operassero, nel tempo.

Quella nube (alta vari metri, 3? 5?) a forma di Madonna che mi ha parlato a gesti etc… stava sulla Lateranense, nella parte dell’edificio più vicina al seminario.Il mio padre spirituale di allora in seminario, ora vescovo, è stato, per molti anni, sostanzialmente l’unica persona (insieme ad un altro sacerdote mio padre spirituale nella parrocchia di origine) a cui ho detto di questi  possibili segni.Quando, dopo molti anni, mi sono chiesto se dovevo rendere pubblici ad es. sul mio blog questi possibili segni, il vescovo ausiliare mi ha detto di no ed io ho obbedito.Ma non mi è costato nulla perchè, almeno per ora, mi pare che sia bene dire questo  solo a qualche vescovo, sacerdote, etc., in privato (e favorendo, con prudenza, delicatezza, etc., tra sacerdoti, la circolazione anche delle note riservate), come se Maria e Cristo volessero venire in modo forse anche, per noi, nuovo (e col contributo, in Cristo, di ogni uomo) sotto certi aspetti, prima di tutto (anche con la conoscenza di questi segni), tramite, in qualche modo, i pastori.Anche gli scritti che qui ho presentato possono forse contribuire a testimoniare che forse bisogna fare molta attenzione.Altre vie, ad es., possono forse individuarsi nella trasmissione viva di una spiritualità sempre più divina e umana tra la gente, in parrocchia, etc., nella cultura, etc..

L’angelo poteva apparire alto forse due metri.Non ricordo bene se si vedeva la manica della tunica spuntare leggermente a mezz’altezza della sagoma del corpo. note ris Il due maggio 2008, anniversario della mia prima comunione (la prima confessione e la cresima il primo maggio 1965), giorno in cui, tra l’altro, ricevetti in regalo la storia di M. Kolbe (che si è reso manifestamente presente in alcuni momenti decisivi, ad es.: la mia ordinazione lo stesso giorno della sua), ho celebrato (in un orario insolito) la messa verso le 14,30 in san Timoteo, Roma.L’altare era stato spostato transitoriamente da qualche tempo e da una finestra sul tetto il sole abbagliante illuminava in un fascio di luce l’altare, il messale, l’eucarestia e me che celebravo.

Poi ho visto che in quella finestra c’era un disegno, ma per il sole non potevo distinguerlo.Il giorno seguente ho visto il disegno: era una colomba, con la scritta: Veni Creator Spiritus.

Anche se, sotto certi aspetti, non posso dedurne nulla di “certo”, ho vissuto quest’esperienza come essere, in un certo senso, battezzato e trasfigurato, cresimato, etc., in Cristo, ma, nella mia piccolezza come, forse, possibile dono e segno per tutti di un approfondimento della rinnovata “creazione” in Cristo, nel suo Spirito, nella sua divinità e nella sua umanità.

Forse è necessario essere profondamente disponibili a cambiare le nostre stesse fondamentali impostazioni spirituali-umane-culturali, tutto, senza pensare che in fondo cambi poco, disponibili ad un concreto, etc., dialogo dal vivo.

P.S. Forse la mia prima confessione risale al giorno o a qualche giorno prima di quello della cresima.P.S. 2 Forse il dono è anche quello dei misteri della luce, di Maria e di Giovanni Paolo II.Questa possibile intuizione rafforza una domanda sulla possibilità di riconoscere, tra l’altro, il segno di questo o quel papa (pastore) anche nelle esperienze spirituali di cui parlo in questo e nel precedente allegato.

Forse, tra l’altro, sta giungendo un tempo nel quale viene ancora di più in questa nuova pienezza colui che battezza in Spirito Santo: la venuta prima di papa Benedetto e ora, ancora di più, di papa Francesco, non sembrano muoversi in questa direzione? La richiesta di papa Benedetto a Fatima dell’affrettamento entro il maggio 2017 della vittoria del cuore immacolato di Maria non sembra muoversi in questa direzione?Perchè mi trovavo da solo in Chiesa quel due maggio? Forse perchè nella mia povertà rappresento un invito a venire nel deserto, oltre sé stessi, per andare incontro a Cristo, Dio e uomo, rispondendo alla sua chiamata: aprendo un varco più profondo all’ascolto, sulla base della fiducia nella chiamata di Dio, una disponibilità a mettere in discussione anche le proprie apparentemente più naturali impostazioni fondamentali spirituali-culturali, una disponibilità a lasciarsi illuminare completamente il cuore dallo Spirito di Cristo, liberati da tante possibili occlusioni ad es. spiritualiste, intellettualiste, pragmatiste.Si può pregare, ad es., per l’unità dei cristiani, ci si può scervellare per l’unità ma, talora, ad es., si può rischiare di non ascoltare, non dialogare, attentamente, con il piccolo che dice il vero e di non essere, talora, tanto facilmente disponibili, assetati, pronti, a modificare le proprie impostazioni spirituali-culturali, a mettere in discussione i propri paletti.E forse perchè il deserto è quello dell’esodo verso la terra promessa, Cristo, Dio e uomo (anche quello dei vangeli, sempre più attentamente e con fiducia meditato), nella sua Chiesa, nel mondo, etc..Cioè il cenacolo, luogo, forse, dell’istituzione dell’eucaristia e della Pentecoste.

Questo testo è ora in appendice al Manifesto del cuore divino e umano di Cristo.Ecco il link per il Manifesto citato: https://gpcentofanti.wordpress.com/manifesto-del-cuore-divino-e-umano-di-cristo/

Aggiungo qui una possibile domanda: Vorrà dire qualcosa, se questa esperienza è veritiera, che la Madonna stava sull’Università Lateranense, tra l’altro l’università “del papa”?

Aggiunta 27 dicembre 2016: Intorno alla metà di dicembre rientro in santuario, da un servizio del giorno, verso le ventitré e trenta. Proprio sul sagrato dell’antico santuario non ricordo perché alzo il capo e vedo che il cielo è tutto coperto, a tappeto, di nuvole ma vi è un’apertura perfettamente quadrata di cielo limpido attraverso la quale apertura, nel centro, risplende luminosa una luna piena molto grande, diciamo col diametro pari quasi alla metà di un lato del quadrato suddetto. Guardo stupito l’inusuale veduta quando la forma dell’apertura da quadrata diviene a cuore. Ho imparato a lasciare fare al Signore conservando, come Maria, proprio nel cuore senza interpretare. Ma certo può venire in mente un riferimento al trovarci, nella Chiesa, in un possibile passaggio da un talora variamente astratto, squadrato, razionalismo ad un discernimento del cuore nella luce che scende serena, delicata. E i richiami della luna, del cuore, a Maria possono risultare spontanei. Il fatto che, mi pare, fosse il giorno seguente al plenilunio potrebbe ricordare la Pasqua, che si celebra la domenica immediatamente successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. Ma non voglio complicare. Comunque Dio, la Madonnina, nel manifestarsi sono umili, discreti, ma anche pieni di fantasia, di sorriso, di poesia…

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3 Risposte to “Note (che finora ho dovuto tenere riservate) su alcune possibili esperienze spirituali (sottometto tutto al vaglio della Chiesa)”

  1. M&C Says:

    Grazie Signore, per i tuoi doni; e grazie dongp, per il continuo esempio che ci dai di generosità ed umiltà.

  2. d. giampaolo centofanti Says:

    Forse viviamo un’epoca nella quale Dio con l’aiuto della Chiesa, di tante persone, come papa Francesco, ci vuole orientare ad appoggiarci sempre più a Cristo, alle fonti della sua grazia e a prenderlo sempre più con fiducia e attentamente come riferimento come Dio e nelle cose essenziali, spirituali e umane, anche come uomo.

  3. bioraffaella Says:

    Grazie Signore per aver rivelato,queste cose ai piccoli, e grazie Don Giampaolo per questo piccolo grande dono che hai potuto condividere con noi, ora più che mai mi sento piccola avvolta tra le braccia di Dio , ciò che ci hai rivelato infonde un grande segno di speranza per ognuno di noi. Oggi dopo aver letto questo articolo posso dire di aver ricevuto anch’io una carezza dalla Madre Celeste !

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