Archive for agosto 2015

Preghiera della sera. Le Glorie di Maria – Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

31 agosto 2015

http://rosarioonline.altervista.org/index.php/santorosario/sezione/it/meditazioni/agosto-SantAlfonsoMariaDeLiguori-LeGlorieDiMaria/31

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L’Angelus di Papa Francesco a fumetti (30-08-2015) – Vatican Insider

31 agosto 2015

http://vaticaninsider.lastampa.it/angelus-a-fumetti/articolo/articolo/43060/

Vangelo (Lc 4, 31-37) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 1 Settembre 2015) con commento comunitario

31 agosto 2015

Dal vangelo secondo Luca (Lc 4, 31-37)

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

Questo è il Vangelo dell’1 Settembre, quello del 31 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto

 

San Giuseppe d’Arimatea. Il cristiano discepolo di Cristo: Udienza Generale di San Giovanni Paolo II

31 agosto 2015

http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/2000/documents/hf_jp-ii_aud_20000906.html

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Liturgia del giorno: Audio Salmo 71(70)

31 agosto 2015

Il Signore viene a giudicare la terra.

[1] Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra.
[2] Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunziate di giorno in giorno la sua salvezza.

[3] In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria,
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi.

[4] Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dei.

[5] Tutti gli dei delle nazioni sono un nulla,
ma il Signore ha fatto i cieli.

[6] Maestà e bellezza sono davanti a lui,
potenza e splendore nel suo santuario.

[7] Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,

[8] date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri,

[9] prostratevi al Signore in sacri ornamenti.
Tremi davanti a lui tutta la terra.

[10] Dite tra i popoli: “Il Signore regna!”.
Sorregge il mondo, perché non vacilli;
giudica le nazioni con rettitudine.

[11] Gioiscano i cieli, esulti la terra,
frema il mare e quanto racchiude;

[12] esultino i campi e quanto contengono,
si rallegrino gli alberi della foresta

[13] davanti al Signore che viene,
perché viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e con verità tutte le genti.
Premere qui per ascoltare il salmo.

 

 

«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».

Lc 4,16-30

 

 

Il dolore e la gioia

(Kahlil Gibran)

 

 

Il tuo dolore è lo spezzarsi del guscio che racchiude la tua capacità di comprendere.

E se potessi mantenere il cuore sospeso in costante stupore ai quotidiani miracoli della vita,

il dolore non ti sembrerebbe meno meraviglioso della gioia;

e accetteresti le stagioni del tuo cuore,

come hai sempre accettato le stagioni che passano sui tuoi campi.

 

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Dio parlò ai profeti e parla a tutti. Dal libro della «Imitazione di Cristo»

31 agosto 2015

(Lib. 3, 3)

Il Signore dice: Ascolta, figlio, le mie parole, parole soavissime che oltrepassano ogni scienza di filosofi e di sapienti del mondo. Le mie parole sono spirito e vita (cfr. Gv 6, 63), né sono da pesare con la bilancia del senso umano, né da giudicare in base al gradimento degli uomini, ma da ascoltare piuttosto in silenzio, e da accogliere con tutta umiltà e affetto grande. Rispondo: «Beato l’uomo che tu istruisci, Signore, e che ammaestri nella tua legge, per dargli riposo nei giorni di sventura e non lasciarlo nella desolazione sulla terra» (Sal 93, 12-13). (more…)

Ratzinger e la coscienza

31 agosto 2015

http://www.acistampa.com/story/padre-horn-benedetto-xvi-ha-sempre-cercato-nuove-strade-per-parlare-di-dio-1305

Ufficio delle Letture, Prima Lettura: Dal libro del profeta Geremia 19, 1-5. 10 – 20, 6, E San Giuseppe d’ Arimatea ( Preghiera)

31 agosto 2015

Un gesto simbolico: la brocca frantumata

 

Così disse il Signore a Geremia: «Va’ a comprarti una brocca di terracotta; prendi alcuni anziani del popolo e alcuni sacerdoti con te ed esci nella valle di Benn, che è all’ingresso della Porta dei cocci. Là proclamerai le parole che io ti dirò. Riferirai: Ascoltate la parola del Signore, o re di Giuda e abitanti di Gerusalemme. Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Ecco io manderò su questo luogo una sventura tale che risuonerà negli orecchi di chiunque la udrà, poiché mi hanno abbandonato e hanno destinato ad altro questo luogo per sacrificarvi ad altri dei, che né essi né i loro padri né i re di Giuda conoscevano. Essi hanno riempito questo luogo di sangue innocente; hanno edificato alture a Baal per bruciare nel fuoco i loro figli come olocausti a Baal. Questo io non ho comandato, non ne ho mai parlato, non mi è mai venuto in mente.
Tu poi, spezzerai la brocca sotto gli occhi degli uomini che saranno venuti con te e riferirai loro: Così dice il Signore degli eserciti: Spezzerò questo popolo e questa città, così come si spezza un vaso di terracotta, che non si può più accomodare. Allora si seppellirà perfino in Tofet, perché non ci sarà più spazio per seppellire. Così farò dice il Signore riguardo a questo luogo e ai suoi abitanti, rendendo questa città come Tofet. Le case di Gerusalemme e le case dei re di Giuda saranno impure come il luogo di Tofet; cioè tutte le case, sui tetti delle quali essi bruciavano incenso a tutta la milizia del cielo e facevano libazioni ad altri dèi».
Quando Geremia tornò da Tofet dove il Signore lo aveva mandato a profetizzare, si fermò nell’atrio del tempio del Signore e disse a tutto il popolo: «Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Ecco io manderò su questa città e su tutte le sue borgate tutto il male che le ho preannunziato, perché essi si sono intestarditi, rifiutandosi di ascoltare le mie parole».
Pascur figlio di Immer, sacerdote e sovrintendente-capo del tempio, udì Geremia predire tutte queste cose. Pascur fece fustigare il profeta Geremia e quindi lo mise in ceppi nella prigione che si trovava presso la porta superiore di Beniamino, nel tempio del Signore. Quando poi il giorno dopo Pascur fece liberare dai ceppi Geremia, questi gli disse: «Il Signore non ti chiama più Pascur, ma Terrore all’intorno».
Perché così dice il Signore: «Ecco io darò in preda al terrore te e tutti i tuoi cari; essi cadranno per la spada dei loro nemici e i tuoi occhi lo vedranno. Metterò tutto Giuda nelle mani del re di Babilonia, il quale li deporterà a Babilonia e li colpirà di spada. Consegnerò tutte le ricchezze di questa città e tutti i suoi prodotti, tutti gli oggetti preziosi e tutti i tesori dei re di Giuda in mano ai suoi nemici, i quali li saccheggeranno e li prenderanno e li trasporteranno a Babilonia. Tu, Pascur, e tutti gli abitanti della tua casa andrete in schiavitù; andrai a Babilonia, là morirai e là sarai sepolto, tu e tutti i tuoi cari, ai quali hai predetto menzogne».

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Preghiera della sera. Le Glorie di Maria – Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

30 agosto 2015

http://rosarioonline.altervista.org/index.php/santorosario/sezione/it/meditazioni/agosto-SantAlfonsoMariaDeLiguori-LeGlorieDiMaria/30

I Sogni di San Giovanni Bosco:La lettera da Roma del 1884

30 agosto 2015

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http://medjugorje.altervista.org/doc/visioni/sangiovannibosco//62-lettera.php

L’ Imitazione di Cristo, Libro III di IV , Capitolo Ventunesimo

30 agosto 2015

IN DIO SOLO, SOPRA OGNI BENE E OGNI DONO, DOBBIAMO TROVARE LA PACE

sacro cuore di Gesù

PAROLE DEL DISCEPOLO Sopra tutte le cose ed in tutto, o anima mia, troverai pace sempre, solo nel Signore, perché è Lui l’eterna pace dei Santi. O dolcissimmo e amorosissimo Gesù, concedimi d’aver pace in Te sopra ogni creatura; Sopra ogni bene, sopra ogni bellezza, sopra ogni gloria ed ogni onore, sopra ogni potenza e dignità, sopra ogni scienza ed acutezza d’ingegno; Sopra tutte le ricchezze e le arti, sopra ogni gioia ed esultanza, sopra ogni fama e lode, sopra ogni dolcezza e consolazione; Sopra ogni speranza e promessa, sopra ogni merito e desiderio; Sopra ogni dono e favore, che Tu puoi elargire ed infondere; sopra ogni gaudio e giubilo, che mente umana può ricevere ed assaporare; lnfine, sopra gli Angeli e gli Arcangeli e sopra tutta la milizia celeste, sopra le cose visibili ed invisibili e sopra tutto ciò che non è Te, Dio mio! In verità, Tu, Signore Dio mio, sei l’Ottimo sopra tutte le cose; Tu solo sei l’Altissimo, Tu solo sei l’Onnipotente, Tu solo sei l’Essere più sufficiente e ricco; Tu solo dài soavità e consolazione. Tu solo sei infinitamente bello ed amoroso; Tu solo sei, più d’ogni cosa, adorno di maestà e splendido di gloria; in Te sono, furono sempre e saranno uniti insieme tutti i beni in grado perfetto. Perciò, qualunque cosa Tu mi doni, all’intuori di Te stesso, qualunque cosaTu mi riveli di Te o mi prometta, se non contemplo e non posseggo pienamente Te, e’ scarsa e non basta ad appagarmi. La ragione è, certo, che il mio cuore non può trovare vera pace né essere del tutto felice se non in Te, trascendendo tutti i doni ed ogni creatura. O Gesù Cristo, mio dilettissimo Sposo! O Amore purissimo! O Signore di tutte quante le creature! Chi mi darà le ali della vera libertà, per volare fino a Te ed avere pace in Te? Oh! quando mi sarà dato d’attendere pienamente a Te e di contemplare la tua soavità, o Signore Dio mio? Quando potrò raccogliermi completamente in Te, cosicché, per amore tuo, io non senta più me stesso, ma Te unicamente, oltre ogni senso e modo umano, come non tutti sanno conoscere? Per ora, invece, piango spesso e porto con dolore il peso della mia infelicità. Infatti, in questa valle di miserie s’incontrano molti mali: molto spesso mi turbano, mi rattristano, mi annuvolano lo spirito; troppo spesso mi sono d’inciampo e disorientamento, m’attirano ed irretiscono, per impedire ch’io abbia libero accesso a Te e goda dei gioiosi abbracci che Tu tieni sempre aperti agli spiriti beati. Ti muovano a pietà il mio sospiro e le molteplici pene che soffro qui, sulla terra! O Gesù, splendore d’eterna gloria, conforto dell’anima. pellegrina! La mia bocca è senza voce davanti a Te. ma il mio silenzio Ti parla! Fino a quando tarderà a venire il Signore mio? Venga a me, che sono il suo poverello, e mi faccia lieto; stenda la sua mano e strappi me, infelice, da ogni angustia.Vieni! Vieni! Senza di Te, non un giorno solo, non un’ ora sarà lieta, perché sei Tu la mia letizia; squallida è la mia mensa senza di Te. Un pover’uomo io sono e, in certo modo, incarcerato e carico di ceppi, fino a che Tu non mi ristori con la luce della tua presenza, non mi renda la libertà e non mi mostri il tuo volto amico. Cerchino altri, invece di Te, qualunque cosa loro piacerà; a me nient’altro ora è gradito né sarà gradito, fuori di Te, mio Dio, speranza mia, salvezza eterna. Non tacerò né cesserò di supplicare, fino a quando non ritorni la tua Grazia e Tu non parli dentro di me.

PAROLE DEL SIGNORE Eccomi, sono qui! Ecco, vengo Io da te, poiché tu m’hai invocato. Le tue lacrime, il desiderio dell’anima tua, la tua umiliazione e contrizione di cuore m’hanno piegato e ricondotto a te.

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Il Papa all’Angelus: cambiare il cuore per non essere contro-testimonianza

30 agosto 2015

 

2015-08-30 Radio Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Esiste il pericolo di considerarci a posto o, peggio, migliori degli altri per il solo fatto di osservare delle regole, delle usanze, anche se non amiamo il prossimo, siamo duri di cuore, siamo superbi, e orgogliosi”. E’ quanto sottolinea Papa Francesco, nella sua catechesi all’Angelus, commentando il Vangelo che presenta la disputa tra Gesù e alcuni farisei e scribi sul valore della “tradizione degli antichi”.

Il servizio di Fausta Speranza:

I “precetti di uomini” non sono il «comandamento di Dio»: Francesco invita alla distinzione rifacendosi al profeta Isaia, che raccomandava: gli uni non devono mai prendere il posto dell’altro, ma soprattutto ricordando le parole di Gesù: “Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini”. Alcuni farisei e scribi applicavano le norme in modo assai scrupoloso e le presentavano come espressione di autentica religiosità ma Gesù insegna loro che c’è altro. E spiega:

“L’osservanza letterale dei precetti è qualcosa di sterile se non cambia il cuore e non si traduce in atteggiamenti concreti: aprirsi all’incontro con Dio e alla sua Parola, nella preghiera, ricercare la giustizia e la pace, soccorrere i poveri, i deboli, gli oppressi”.

A braccio, con grande concretezza, Papa Francesco guarda alla vita nelle comunità ecclesiali e afferma:

“Tutti sappiamo, nelle nostre comunità, nelle nostre parrocchie, nei nostri quartieri, quanto male fanno alla Chiesa e danno scandalo quelle persone che si dicono ‘molto cattoliche’ e vanno spesso in chiesa ma dopo, nella loro vita quotidiana, trascurano la famiglia, parlano male degli altri e così via. Questo è quello che Gesù condanna, perché questa è una contro-testimonianza cristiana!”.

“In Cristo c’è la verità – dice Francesco – e la sua sapienza ci libera dai pregiudizi”. “Non sono le cose esteriori che ci fanno santi o non santi, ma è il cuore che esprime le nostre intenzioni, le nostre scelte e il desiderio di fare tutto per amore di Dio”. Papa Francesco non ha dubbi: “Senza un cuore purificato, non si possono avere mani veramente pulite e labbra che pronunciano parole sincere di amore, di misericordia, di perdono”. E sottolinea:

“Gli atteggiamenti esteriori sono la conseguenza di quanto abbiamo deciso nel cuore, ma non il contrario. Con l’atteggiamento esteriore, se il cuore non cambia, non siamo veri cristiani”.

E dunque il richiamo al “primato dell’interiorità, cioè – spiega – del cuore”:

“La frontiera tra bene e male non passa fuori di noi ma piuttosto dentro di noi: possiamo domandarci dov’è il mio cuore? Gesù diceva: “Il tuo tesoro è dov’è il cuore”. Qual è il mio tesoro? E’ Gesù, è la sua dottrina? E’ il cuore buono o il tesoro è un’altra cosa?”.

Papa Francesco ricorda altre parole di Gesù: “Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro”. Dunque, la preghiera a Maria di “donarci un cuore puro, libero da ogni ipocrisia”.

 

(Da Radio Vaticana)

Vangelo (Lc 4, 16-30) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 31 Agosto 2015) con commento comunitario

30 agosto 2015

Dal vangelo secondo Luca (Lc 4, 16-30)

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Questo è il Vangelo del 31 Agosto, quello del 30 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto

 

Liturgia del giorno: Audio Salmo 15(14)

30 agosto 2015

Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda.

[1] Salmo. Di Davide.
Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sul tuo santo monte?

[2] Colui che cammina senza colpa,
agisce con giustizia e parla lealmente,

[3] non dice calunnia con la lingua,
non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulto al suo vicino.

[4] Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Anche se giura a suo danno, non cambia;

[5] presta denaro senza fare usura,
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.
Premere qui per ascoltare il salmo.

 

 «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».

Mc 7,1-8.14-15.21-23

 

 

 

Amare Dio col cuore

San Josemaria Escrivà

 

“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” (Mt 22, 37; Lc 10, 27). Quel che occorre per raggiungere la felicità non è una vita comoda, ma un cuore innamorato.
Solco, 795

Con tutto il cuore, con il corpo e con l’anima
Figli miei, bisogna amare Dio con tutta l’anima, con tutto il cuore, col corpo e con l’anima. Ripeto: che non manchi la grazia umana nel corrispondere alla grazia divina che riceviamo.
Memoria del Beato Josemaría, 92

Statua della Madre del Bell'Amore, che si trova nella

Statua della Madre del Bell’Amore, che si trova nella “ermita” del Campus dell’ Università di Navarra.

Il cuore della creatura, con la grazia di Dio, è capace di un amore immenso. Vale la pena essere fedeli! Non dimenticate che noi siamo degli innamorati; non siamo persone senza amore! Se non facciamo entrare Dio nelle nostre vite, completamente, come degli innamorati, non potremmo andare avanti. Non fate nulla senza provare una scintilla d’amore, anche se costa!
Memoria del Beato Josemaría, 93

Amare è… non albergare che un solo pensiero, vivere per la persona amata, non appartenersi, essere felicemente e liberamente sottomesso, anima e cuore, a una volontà estranea… e, al tempo stesso, propria.
Solco, 795

Vi sono cuori duri, ma nobili, che — avvicinandosi al calore del Cuore di Gesù — si sciolgono come il bronzo in lacrime di amore, di riparazione. Si infiammano! Invece, i tiepidi hanno il cuore di creta, di carne miserabile… e si sgretolano. Sono polvere. Fanno pena. Di’ con me: Gesù nostro, lungi da noi la tiepidezza! Tiepidi, no!
Forgia, 490

Qualcuno ha paragonato il cuore a un mulino, mosso dal vento dell’amore, della passione… Effettivamente, questo «mulino» può macinare grano, biada, sterco… — Dipende da noi!
Solco, 811

Quando si ama veramente, ci si dona con gioia, senza tenere il conto e senza cercare la gratitudine

Quando si ama veramente, ci si dona con gioia, senza tenere il conto e senza cercare la gratitudine: l’anima si accontenta di aver avuto l’opportunità di spendersi volentieri. Non si sta a pensare se si è già fatto molto, o se costa: quando si ama Dio, non si bada agli ostacoli perché, al pari dell’amore umano, non vi sono difficoltà o difetti capaci di impedire la conversazione con una persona amata.
Memoria del Beato Josemaría, 46

Non dubitarlo: il cuore è stato creato per amare. Mettiamo, dunque, nostro Signore Gesù Cristo in tutti i nostri amori. Altrimenti, il cuore vuoto si vendica, e si riempie delle bassezze più spregevoli.
Solco, 800

Dio va amato con un cuore integro, donato, sapendo che il Signore si accontenta di questo nostro povero cuore se glielo doniamo davvero.
Memoria del Beato Josemaría, 96

 

http://www.it.josemariaescriva.info/articolo/amare-dio

Il Signore ha avuto misericordia di noi. Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo

30 agosto 2015

(Disc. 23 A, 1-4; CCL 41, 321-323)

Siamo veramente beati se, quello che ascoltiamo, o cantiamo, lo mettiamo anche in pratica. Infatti il nostro ascoltare rappresenta la semina, mentre nell’opera abbiamo il frutto del seme. Premesso ciò, vorrei esortarvi a non andare in chiesa e poi restare senza frutto, ascoltare cioè tante belle verità, senza poi muovervi ad agire.

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Ufficio delle Letture, Prima Lettura: Dal libro del profeta Geremia 11, 18-20; 12, 1-13

30 agosto 2015

Il profeta dà sfogo alla sua anima

 

Il Signore me lo ha manifestato e io l’ho saputo; allora ha aperto i miei occhi sui loro intrighi.
Ero come un agnello mansueto che viene portato al macello, non sapevo che essi tramavano contro di me, dicendo:
«Abbattiamo l’albero nel suo rigoglio,
strappiamolo dalla terra dei viventi;
il suo nome
non sia più ricordato».
Ora, Signore degli eserciti, giusto giudice,
che scruti il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa.
Tu sei troppo giusto, Signore,
perché io possa discutere con te;
ma vorrei solo rivolgerti una parola sulla giustizia.
Perché le cose degli empi prosperano?
Perché tutti i traditori sono tranquilli?
Tu li hai piantati ed essi hanno messo radici,
crescono e producono frutto;
tu sei vicino alla loro bocca,
ma lontano dai loro cuori.
Ma tu, Signore, mi conosci, mi vedi,
tu provi che il mio cuore è con te.
Strappali via come pecore per il macello,
riservali per il giorno dell’uccisione.
Fino a quando sarà in lutto la terra
e seccherà tutta l’erba dei campi?
Per la malvagità dei suoi abitanti
le fiere e gli uccelli periscono,
poiché essi dicono:
«Dio non vede i nostri passi».
«Se, correndo con i pedoni, ti stanchi,
come potrai gareggiare con i cavalli?
Se non ti senti al sicuro in una regione pacifica,
che farai nella boscaglia del Giordano?
Perfino i tuoi fratelli e la casa di tuo padre,
perfino loro sono sleali con te;
anch’essi ti gridano dietro a piena voce;
non fidarti di loro
quando ti dicono buone parole.
Io ho abbandonato la mia casa,
ho ripudiato la mia eredità;
ho consegnato ciò che ho di più caro
nelle mani dei suoi nemici.
La mia eredità è divenuta per me
come un leone nella foresta;
ha ruggito contro di me,
perciò ho cominciato a odiarla.
La mia eredità è forse per me
come un uccello screziato?
Gli uccelli rapaci l’assalgono da ogni parte.
Venite, radunatevi, voi tutte bestie selvatiche,
venite a divorare.
Molti pastori hanno devastato la mia vigna,
hanno calpestato il mio campo.
Hanno fatto del mio campo prediletto
un deserto desolato,
lo hanno ridotto una landa deserta,
in uno stato deplorevole;
sta desolato dinanzi a me.
E’ devastato tutto il paese,
e nessuno se ne dà pensiero.
Su tutte le alture del deserto
giungono devastatori,
poiché il Signore ha una spada che divora,
da un estremo all’altro della terra;
non c’è scampo per nessuno.
Essi hanno seminato grano e mietuto spine
si sono stancati senz’alcun vantaggio;
restano confusi per il loro raccolto
a causa dell’ira ardente del Signore».

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Preghiera della sera. Le Glorie di Maria – Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

29 agosto 2015

http://rosarioonline.altervista.org/index.php/santorosario/sezione/it/meditazioni/agosto-SantAlfonsoMariaDeLiguori-LeGlorieDiMaria/29

I Sogni di San Giovanni Bosco: Maria… Maria… Maria!

29 agosto 2015

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Nel febbraio del 1884, Don Bosco, fiaccato da decenni di titanico lavoro, cadde in una prostrazione di forze così estrema da non potersi più reggere. Un inizio di bronchite dette il tracollo alla sua eccezionale resistenza, sicché il giorno 12 fu costretto a mettersi a letto.
Immobilizzato così nel fisico ormai consunto dalle veglie e dalle fatiche, lo spirito si spandeva libero verso il regno dell’amore e della gioia: il paradiso. In questo stato, durante la notte sul 13 sognò. Gli parve di trovarsi in una casa dove ebbe due incontri singolari: San Pietro e San Paolo. Indossavano una sopravveste che scendeva fino sotto le ginocchia e portavano un copricapo all’orientale. Sorridevano a Don Bosco. Interrogati se avessero qual che missione per lui, non risposero, ma presero a parlare dell’Oratorio e dei giovani. In quella ecco arrivare un amico di Don Bosco.

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Dalla Farmacia vaticana un contributo alle necessità degli immigrati

29 agosto 2015

 

2015-08-29 L’Osservatore Romano

 

Un barattolo bianco con tappo rosso e un’etichetta adesiva: benzil benzoato al 20 per cento. Per gli addetti ai lavori è uno dei più efficaci trattamenti contro la scabbia.

 

 

Per la Farmacia vaticana è anche un modo nuovo per esercitare la carità e proseguire nel servizio alla persona umana, senza distinzioni di razza, lingua, età e religione. Il barattolo, infatti, contiene un unguento che la farmacia realizza nei propri laboratori per venire incontro alle necessità delle migliaia di immigrati che giungono ogni anno in Italia. La preparazione viene prodotta su richiesta dell’Elemosineria apostolica, che si incarica poi di distribuire il medicinale recandosi periodicamente nei vari centri di accoglienza a Roma per portare la carità del Papa ai bisognosi della diocesi. Proprio di recente, in una delle strutture più affollate della città, i volontari dell’Elemosineria hanno consegnato cinquanta chili del farmaco anti-scabbia, insieme a un centinaio di confezioni di antibiotici e antistaminici, e a una cinquantina di pomate antimicotiche.

Beatificazione mons. Melki. Younan: consolazione per i cristiani perseguitati

29 agosto 2015

 

2015-08-29 Radio Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi pomeriggio ad Harissa, in Libano, viene proclamato Beato il vescovo siro cattolico Flavien Michel Melki, martirizzato cento anni fa, il 29 agosto 1915, durante le persecuzioni dell’Impero Ottomano. Il prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, cardinale Angelo Amato, presente al rito, ha affermato che è desiderio del Papa che questa Beatificazione sia un messaggio di speranza e incoraggiamento per tutti i cristiani che oggi sono umiliati e oppressi. Presiede la solenne liturgia, il patriarca della Chiesa siro-cattolica Ignace Youssif III Younan.

Ascoltiamolo al microfono di Sergio Centofanti:

 

 

 

R. – È una consolazione che non si può descrivere, perché in questi tempi così difficili – per le sofferenze che patiamo, per le stragi che hanno luogo in Iraq e in Siria, per le violazioni dei diritti dell’uomo che vengono compiute, di fronte ai tanti cristiani che sono dovuti fuggire o sono stati rapiti – per noi questo è un segno di speranza e una grazia che ci è stata data dal Signore!

D. – Qual è per voi, oggi, il messaggio di mons. Melki?

R. – Per noi è una testimonianza: per dire ai nostri fratelli di restare saldi nella fede e nella speranza. Noi abbiamo bisogno della sua intercessione.

D. – Oggi qual è la situazione della Chiesa siro-cattolica?

R. – È una situazione che non si può descrivere, è devastante! Siamo abbandonati, perché non abbiamo né il petrolio né le armi… E quindi siamo stati abbandonati! Chiediamo al Signore che ci aiuti a conservare la fede e la speranza, malgrado tutto!

D. – Come può essere sconfitto il sedicente Stato Islamico?

R. – Si può, se si vuole. In Occidente, purtroppo, i Paesi non hanno ancora trovato un accordo sulla strategia da seguire e quindi lasciano che le cose vadano avanti in questo modo … Vediamo anche il problema dei migranti: perché l’Unione Europea – e tutto l’Occidente – non trovano il coraggio di dire chiaramente il motivo per il quale queste migliaia di migranti arrivano con così tanti rischi, perché ci sono tanti morti? Perché non prendono una decisione comune a livello internazionale? I Paesi arabi, che sono a maggioranza musulmana, hanno vasti territori e miliardi di dollari … Allora perché non dare a questi poveri una sistemazione in qualche regione mediorientale, sotto l’egida delle Nazioni Unite, e poi aiutarli a ritornare nelle proprie case una volta che la situazione sarà migliorata? E invece nessuno ne parla: questi popoli hanno affinità di lingua, di religione e di cultura. Purtroppo, però, i governanti non sono in grado di far fronte a questo problema…

D. – In occasione di questa Beatificazione, qual è il suo messaggio?

R. – Ringraziamo con tutto il cuore il Santo Padre, Papa Francesco, che è molto vicino a noi e alle nostre sofferenze e che ha voluto che mons. Melki fosse dichiarato “Beato” nel giorno stesso del suo martirio, 100 anni fa. Il Papa ha inviato il suo delegato, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Il messaggio è di nuovo quello di rinnovare la nostra speranza, affinché Dio susciti delle buone volontà e buone intenzioni e ci aiuti a rimanere nelle nostre terre, malgrado tutta la sofferenza e tutta l’assurdità delle persecuzioni. Noi abbiamo bisogno dell’aiuto divino, ma questo aiuto verrà tramite i Paesi occidentali, che possono fare qualcosa, perché hanno i mezzi…

 

(Da Radio Vaticana)

Trevisan spiazza tutti: “Ciao mio caro rugby, divento missionario”

29 agosto 2015

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/sport/rugby/2015/08/28/news/la_storia_-121755121/?refresh_ce

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Vangelo (Mc 7,1-8.14-15.21-23) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 30 Agosto 2015) con commento comunitario

29 agosto 2015

Dal vangelo secondo Marco (Mc 7,1-8.14-15.21-23)

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».

Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva[ai suoi discepoli]: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, in­ganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Questo è il Vangelo del 30 Agosto, quello del 29 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto

Martirio di San Giovanni Battista. Udienza Generale di Benedetto XVI

29 agosto 2015

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2012/documents/hf_ben-xvi_aud_20120829_it.html – 19k – 2012-08-29 –
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Liturgia del giorno: Audio Salmo 71(70)

29 agosto 2015

La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.

[1] In te mi rifugio, Signore,
ch’io non resti confuso in eterno.

[2] Liberami, difendimi per la tua giustizia,
porgimi ascolto e salvami.

[3] Sii per me rupe di difesa,
baluardo inaccessibile,
poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza.

[4] Mio Dio, salvami dalle mani dell’empio,
dalle mani dell’iniquo e dell’oppressore.

[5] Sei tu, Signore, la mia speranza,
la mia fiducia fin dalla mia giovinezza.

[6] Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno;
a te la mia lode senza fine.

[7] Sono parso a molti quasi un prodigio:
eri tu il mio rifugio sicuro.

[8] Della tua lode è piena la mia bocca,
della tua gloria, tutto il giorno.

[9] Non mi respingere nel tempo della vecchiaia,
non abbandonarmi quando declinano le mie forze.

[10] Contro di me parlano i miei nemici,
coloro che mi spiano congiurano insieme:

[11] “Dio lo ha abbandonato,
inseguitelo, prendetelo,
perché non ha chi lo liberi”.

[12] O Dio, non stare lontano:
Dio mio, vieni presto ad aiutarmi.

Premere qui per ascoltare il salmo.

 

Mi hai fatto provare molte angosce e sventure: mi darai ancora vita, mi farai risalire dagli abissi della terra, accrescerai la mia grandezza e tornerai a consolarmi.

 «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista».

Mc 6,17-29

 

 

L’amore

(S. Agostino, Pensieri)

 

Agita sotto il muso di una capretta un ramoscello tenero: ti verrà appresso.
Mostra ad un fanciullo una ghiottoneria: te lo farai amico.
E il fatto che quell’attrazione lo spingerà a venire dietro a te, è segno che un certo amore lo attrae.

Il desiderio lo attrae.

L’amore spinge e non fa violenza, solo con il vincolo del cuore.

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Precursore della nascita e della morte di Cristo. Dalle «Omelie» di san Beda, il Venerabile, sacerdote

29 agosto 2015

(Om. 23; CCL 122, 354. 356. 357)

Il beato precursore della nascita del Signore, della sua predicazione e della sua morte, dimostrò una forza degna degli sguardi celesti nel suo combattimento. Anche se agli occhi degli uomini ebbe a subire tormenti, la sua speranza è piena di immortalità, come dice la Scrittura (cfr. Sap 3, 4). È ben giusto che noi ricordiamo con solenne celebrazione il suo giorno natalizio. Egli lo rese memorabile con la sua passione e lo imporporò del suo sangue. È cosa santa venerarne la memoria e celebrarla in gioia di spirito. Egli confermò con il martirio la testimonianza che aveva dato per il Signore. San Giovanni subì il carcere e le catene a testimonianza per il nostro Redentore, perché doveva prepararne la strada. Per lui diede la sua vita, anche se non gli fu ingiunto di rinnegare Gesù Cristo, ma solo di tacere la verità.
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Ufficio delle Letture, Prima Lettura: Dal libro del profeta Geremia 7, 1-20, E Preghiera a San Giovanni Battista

29 agosto 2015

Oracolo contro la vana fiducia nel tempio

 

Questa è la parola che fu rivolta dal Signore a Geremia: «Fermati alla porta del tempio del Signore e là pronunzia questo discorso dicendo: Ascoltate la parola del Signore, voi tutti di Giuda che attraversate queste porte per prostrarvi al Signore. Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Migliorate la vostra condotta e le vostre azioni e io vi farò abitare in questo luogo. Pertanto non confidate nelle parole menzognere di coloro che dicono: Tempio del Signore, tempio del Signore, tempio del Signore è questo!
Poiché, se veramente emenderete la vostra condotta e le vostre azioni, se realmente pronunzierete giuste sentenze fra un uomo e il suo avversario; se non opprimerete lo straniero, l’orfano e la vedova, se non spargerete il sangue innocente in questo luogo e se non seguirete per vostra disgrazia altri dèi, io vi farò abitare in questo luogo, nel paese che diedi ai vostri padri da lungo tempo e per sempre. Ma voi confidate in parole false e ciò non vi gioverà: rubare, uccidere, commettere adulterio, giurare il falso, bruciare incenso a Baal, seguire altri dèi che non conoscevate. Poi venite e vi presentate alla mia presenza in questo tempio, che prende il nome da me, e dite: Siamo salvi! per poi compiere tutti questi abomini. Forse è una spelonca di ladri ai vostri occhi questo tempio che prende il nome da me? Anch’io, ecco, vedo tutto questo. Parola del Signore. Andate, dunque, nella mia dimora che era in Silo, dove avevo da principio posto il mio nome; considerate che cosa io ne ho fatto a causa della malvagità di Israele, mio popolo. Ora, poiché avete compiuto tutte queste azioni parola del Signore e, quando vi ho parlato con premura e sempre, non mi avete ascoltato e, quando vi ho chiamato, non mi avete risposto, io tratterò questo tempio che porta il mio nome e nel quale confidate e questo luogo che ho concesso a voi e ai vostri padri, come ho trattato Silo. Vi scaccerò davanti a me come ho scacciato tutti i vostri fratelli, tutta la discendenza di Èfraim.
Tu poi, non pregare per questo popolo, non innalzare per esso suppliche e preghiere né insistere presso di me, perché non ti ascolterò.
Non vedi che cosa fanno nelle città di Giuda e nelle strade di Gerusalemme? I figli raccolgono la legna, i padri accendono il fuoco e le donne impastano la farina per preparare focacce alla Regina del cielo; poi si compiono libazioni ad altri dèi per offendermi. Ma forse costoro offendono me — oracolo del Signore — o non piuttosto se stessi a loro vergogna?». Pertanto, dice il Signore Dio: «Ecco il mio furore, la mia ira si riversa su questo luogo, sugli uomini e sul bestiame, sugli alberi dei campi e sui frutti della terra e brucerà senza estinguersi».

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Preghiera della sera. Le Glorie di Maria – Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

28 agosto 2015

http://rosarioonline.altervista.org/index.php/santorosario/sezione/it/meditazioni/agosto-SantAlfonsoMariaDeLiguori-LeGlorieDiMaria/28

L’Imitazione di Cristo, Libro III di IV , Capitolo Ventesimo

28 agosto 2015

RICONOSCERE LA PROPRIA DEBOLEZZA E LA MISERIA DELLA VITA PRESENTE

sacro cuore di Gesù

PAROLE DEL DISCEPOLO Confesserò contro di me il mio peccato” (Sal 31,5); a Te, o Signore, confesserò la mia debolezza. Ciò che mi deprime e rattrista è spesso cosa da nulla. Mi propongo di comportarmi da forte, in avvenire; ma quando sopraggiunge una piccola tentazione, la mia angustia si fa grande. Talvolta, una cosa assolutamente da nulla mi scatena contro una tentazione grave. E mentre mi ritengo un tantino sicuro, non avvertendo il pericolo, ecco che mi trovo talvolta quasi sopraffatto da un lieve soffio d’aria.”Vedi, dunque, o Signore, la mia miseria” (Sal 24,18) e la mia fragilità che Ti si rivela in ogni occasione. Abbi pietà di me “e salvami dal fango, cosicché io non vi affondi” (Sal 68,15) né vi resti immerso per sempre. Ciò che spesso mi risospinge indietro e mi confonde davanti a Te, è questa mia grande facilità a cadere e questa mia grande debolezza nel resistere alle tentazioni. Ed anche se non cedo del tutto, pure la loro insistenza già mi riesce molesta e gravosa, e m’affligge molto vivere quotidianamente così, in questa lotta. La mia debolezza mi si rivela palese da questo, che le fantasie, che dovrei avere sempre in orrore, sono molto più pronte ad irrompere su di me, che non a partirsene. Almeno Tu, o potentissimo Dio d’Israele, difesa delle anime che hanno fede in Te, guarda alla fatica e all’afflizione del tuo servo ed assistilo in ogni impresa cui s’accinge! Rinfrancami con la tua celeste fortezza, perché non prenda in me il sopravvento l’uomo vecchio, cioè la misera carne non ancora del tutto dominata dallo spirito; còntro di essa bisognerà sempre lottare, finché c’è fiato in questa infelicissima vita. Ahimè, che vita è questa, dove non vengono a mancare tribolazioni e miserie; dove tutto è pieno d’insidie e nemici! Una tribolazione od una tentazione passa e ne viene un’altra; anzi, mentre dura ancora la lotta con la precedente, ne sopraggiungono altre più numerose ed impensate. E come si può amare una vita che serba così grandi amarezze, che è soggetta a tante disgrazie e miserie? Come, anzi, si può chiamare vita, se genera tante morti e sciagure? Oppure la si ama, e molti cercano in essa la propria gioia. Il mondo è spesso accusato d’essere ingannevole e vano; e tuttavia, non lo si abbandona facilmente, perché siamo troppo dominati dagli appetiti della carne. Alcune cose, però, ci inducono ad amare il mondo, altre ci inducono a condannarlo.

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Sant’Agostino. Udienza Generale di Benedetto XVI

28 agosto 2015

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2008/documents/hf_ben-xvi_aud_20080227_it.html – 23k – 2008-02-27 –

Eterna verità e vera carità e cara eternità! Dalle «Confessioni» di sant’Agostino, vescovo

28 agosto 2015

(Lib. 7, 10, 18; 10, 27; CSEL 33, 157-163. 255)

Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrai nell’intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto (cfr. Sal 29, 11). Entrai e vidi con l’occhio dell’anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo interiore e sopra la mia intelligenza. Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo. Direi anzi ancora poco se dicessi che era solo una luce più forte di quella comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa. (more…)