Archive for aprile 2016

Preghiera della sera. Meditazioni sulla Passione

30 aprile 2016

ARRESTO DI GESU

Parola di Dio
“Venne la terza volta e disse loro: «Basta, è venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino». E subito, mentre ancora parlava, arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una folla con spade e bastoni mandata dai sommi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Chi lo tradiva aveva dato loro questo segno: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo e conducetelo via sotto buona scorta». Allora gli si accostò dicendo: «Rabbi» e lo baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo arrestarono. Uno dei presenti, estratta la spada, colpì il servo del sommo sacerdote e gli recise l’orecchio. Allora Gesù disse loro: «Come contro un brigante, con spade e bastoni siete venuti a prendermi. Ogni giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e non mi avete arrestato. Si adempiano dunque le Scritture!»” (Mc 14,42-49).

Per la comprensione
– Gesù si consegna spontaneamente ai suoi nemici. L’arresto avviene nell’orto degli ulivi, un luogo tranquillo, dove Gesù si ritirava spesso a pregare e riposare; un luogo conosciuto bene da Giuda, che tante volte vi era stato insieme al Maestro. I nemici di Gesù, guidati da Giuda, scelgono questo luogo solitario per catturarlo e scelgono la notte, pensando di sorprendere Gesù nel sonno.

Rifletti
– Molte volte i Giudei avevano tentato di arrestare Gesù, ma non vi erano riusciti; Egli si era sempre sottratto perché non era giunta “la sua ora”. Questa volta non si nasconde, non fugge, ma “si consegna” liberamente ai suoi nemici: “Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete steso le mani contro di me; ma questa è la vostra ora, è l’impero delle tenebre” (Lc 22, 53). È l’ora del maligno.

– Consigliati da Giuda, i capi fanno le cose alla grande per catturare Gesù con sicurezza. Radunano una turba di gente con torce, spade e bastoni, preceduta da Giuda, dai capi, dalle guardie del tempio e dai soldati romani. Prendono tutte le precauzioni per sorprendere Gesù e prenderlo senza pericoli.

– Ma appena arrivano sul posto, con grande sorpresa, vedono che Gesù è lì ad aspettarli: “Come contro un brigante, con spade e bastoni siete venuti a prendermi”. Gesù sapeva quello che Gli stava per accadere; poteva approfittare delle tenebre per nascondersi, per fuggire. Ma questa più che l’ora delle tenebre, è l’ora di Gesù: “Per questo sono giunto a quest’ora” (Gv 12, 27).

– Nell’arresto di Gesù si trovano di fronte due forze impari: da una parte la folla con guardie e soldati armati; dall’altra Gesù indifeso e solo. È il ricercato che prende l’iniziativa: “Chi cercate?… Gesù, il Nazareno… Sono io!” (Gv 18,45), detto con solennità, quasi come una sfida. Tanta sicurezza sbalordisce, spaventa e qualcuno dei nemici indietreggia, barcolla e cade a terra. Gesù, sembra dire: “Sono io, il Figlio di Dio, che volete catturare. Eccomi! È l’ora vostra. Ora vi è permesso!”. Se c’è qualcuno che ha paura non è Lui, il disarmato, ma gli armati che devono arrestarlo.

– “Si adempiano le Scritture”. Era stato predetto che sarebbe arrivata quest’ora, in cui il Padre avrebbe consegnato il suo Figlio nelle mani degli empi, l’ora in cui l’innocente sarebbe stato trattato come un malfattore. Ora Gesù mette in pratica la preghiera rivolta al Padre poco prima: “Padre mio, se questo calice non può passare senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà” (Lc 22,42).

– Svegliati dal trambusto gli apostoli si agitano; Pietro tira fuori la spada, colpisce alla cieca e recide l’orecchio destro di Malco. Gesù guarisce il malcapitato e interviene: “Rimetti la spada nel fodero: non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?.” (Gv 18,11). Il Principe della pace non vuole essere difeso con la violenza. Egli potrebbe chiedere al Padre legioni di angeli in sua difesa, ma deve compiere il progetto del Padre e si lascia arrestare non per debolezza, ma per suo amore.

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Tweet del Papa

30 aprile 2016

Lavorare è proprio della persona umana: esprime la sua dignità di creatura fatta a immagine di Dio.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:00 – 30 Apr 2016

Araldo del Divino Amore , Libro Terzo , Le Rivelazioni di Santa Geltrude ,Capitolo XLVII

30 aprile 2016

MANIFESTAZIONE DELL’AMICIZIA DEL SIGNORE

Geltrude sentiva il peso delle relazioni con le creature perchè un’anima che ama veramente il Signore, trova fuo­ri dì Lui noia e sofferenza.

Così le capitava molto spesso di togliersi di scatto da ogni commercio umano per correre dal suo Gesù, dicendo: « Eccomi qui, o mio Maestro: la conversazione delle crea­ture annoia l’anima mia, che si diletta solo in Te; dò quin­di un addio a tutti e me ne vengo a Te, o mio sommo Be­ne, unica gioia del mio cuore».

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La corona della vita: i misteri di Gesù Cristo

30 aprile 2016

2016-04-30 Radio Vaticana

 

 

Meditazioni tratte dall’omonimo volume del Padre Ottavio De Bertolis, della Compagnia di Gesù.

“L’anima della preghiera del Rosario è la meditazione e contemplazione dei misteri della vita di Gesù e di Maria, in modo tale che mentre le labbra lodano  la mente si rinfranchi e il cuore si riscaldi contemplando gli eventi della nostra salvezza”.

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(Da Radio Vaticana)

 

 

2016-04-30 Radio Vaticana

30 aprile 2016

2016-04-30 Radio Vaticana

 

 

Alla vigilia della festa di San Giuseppe Lavoratore, istituita nel 1955 da Pio XII, don Mario Carrera, dell’Opera don Guanella, Direttore della Pia Unione del Transito di San Giuseppe e dell’omonima rivista, ci offre una riflessione sulla figura del padre putativo di Gesù: l’artigiano di Nazareth, umile e silenzioso custode della Sacra Famiglia.

Inizia domani il mese di maggio, dedicato alla Madre di Dio e contrassegnato da significative pratiche devozionali che, però, oggi faticano a resistere al vento della secolarizzazione. Un’esperienza in controtendenza viene da un campo profughi del Kurdistan iracheno, come racconta il cappellano, padre Jalal Yako, al microfono del padre Vito Magno.

Ascoltiamo alcune pagine tratte dal volume Giusto di Giovanni Donna D’Oldenigo. Una  biografia delicata ed originale che racconta gli ultimi giorni della vita terrena del padre putativo di Gesù.

(Da Radio Vaticana)

 

 

 

 

 

Vangelo (Gv 14,23-29) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 1 Maggio 2016) con commento comunitario

30 aprile 2016

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,23-29)

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:

«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

Questo è il Vangelo dell’1 Maggio, quello del 30 Aprile lo potete trovare qualche post più sotto.

Liturgia del giorno: Audio salmo 100(99)

30 aprile 2016

Sabato, 30 _Aprile_2016


 

Acclamate il Signore, voi tutti della terra.

[1] Salmo. In rendimento di grazie.

[2] Acclamate al Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

[3] Riconoscete che il Signore è Dio;
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

[4] Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome;

[5] poiché buono è il Signore,
eterna la sua misericordia,
la sua fedeltà per ogni generazione.

Premere qui per ascoltare il salmo.

 

 


Ritagli del Vangelo Odierno:

«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. (Sal 99)


 

 

Querido DIOS!!!!…
Cántale a los niños y a las niñas del mundo entero.
Y cántale también a los que ya no somos niños.
Todos los necesitamos.
Aunque a veces no nos animemos a pedírtelo.
Quizás!!!!!….
Nos da vergüenza.
Nos sentimos grandes.
Pero en verdad….
Seguimos siendo pequeños.
Cántale a los pobres y a los enfermos.
A los viejitos y a los olvidados.
A los que están encerrados.
Y a los que no tienen pan…. casa…. trabajo… familia… o amigos.
Cántanos a todos!!!!!….
Que escuchemos….
Muy dentro de nosotros.
Tu dulce e inconfundible voz que nos susurra.
Cántame!!!!!!…..
Cánteme una canción para que vuelva ser el niño o la niña..
Que aún soy…
TE AMO DIOS!!!!!…..

TRADUZIONE:

Caro DIO!!!! Cantale alle bimbe e ai bimbi del mondo intero. E cantale anche a quelli che già non sono bimbi. Tutti ne abbiamo bisogno. Anche se a volte non ce la facciamo a chiedertelo. Forse!!!!!…..ci vergogniamo. Ci sentiamo grandi. Ma in verità ….. siamo ancora piccoli. Cantale ai poveri agli ammalati. Ai vecchietti e ai dimenticati quelli che si sono chiusi a te. E a quelli che non hanno pane ….lavoro… famiglia…. o amici.

Cantaci a tutti!!!…. che possiamo sentire nel più intimo del nostro cuore,  la tu dolce voce inconfondibile che ci sussurra. Cantami !!!!!…. Cantami una canzone per tornare a essere un bimbo o una bimba. Ancora lo sono…..

TI AMO DIO!!!!…..

La testimonianza della nostra speranza

30 aprile 2016

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni, apostolo 22, 10-21
L’angelo mi disse: «Non mettere sotto sigillo le parole profetiche di questo libro, perché il tempo è vicino. Il perverso continui pure a essere perverso, l’impuro continui ad essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora.
Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolàtri e chiunque ama e pratica la menzogna!
Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino».
Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta ripeta: «Vieni!». Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l\’acqua della vita. (more…)

Vieni in Macedonia e aiutaci!

30 aprile 2016

LA LITURGIA DEL GIORNO
www.lachiesa.it/liturgia

La Liturgia di Sabato 30 Aprile 2016
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Sabato della V settimana di Pasqua
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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Bianco

 

PRIMA LETTURA (At 16,1-10)
Vieni in Macedonia e aiutaci!

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Paolo si recò a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco.
Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero. Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno.
Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galàzia, poiché lo Spirito Santo aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia. Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitìnia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade.
Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: «Vieni in Macedònia e aiutaci!». Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedònia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.

Parola di Dio

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Preghiera del Mattino. PREGHIERA AL SS. SACRAMENTO

30 aprile 2016

O Verbo annichilito nell’Incarnazione, più annichilito ancora nell’Eucaristia,

vi adoriamo sotto i veli che nascondono la vostra divinità

e la vostra umanità nell’adorabile Sacramento.

In questo stato dunque vi ha ridotto il vostro amore!

Sacrificio perpetuo, vittima continuamente immolata per noi,

Ostia di lode, di ringraziamento, di propiziazione!

Gesù nostro mediatore, fedele compagno, dolce amico,

medico caritatevole, tenero consolatore, pane vivo disceso dal cielo,

cibo delle anime. Voi siete il tutto per i vostri figli!

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I Doni dello Spirito Santo nel Cuore purissimo della Vergine Maria

30 aprile 2016

I Doni dello Spirito Santo
nel Cuore purissimo della Vergine Maria
di P. A. Gardeil O.P.

SECONDA PAROLA
IL DONO DELLA FORTEZZA

«L’Angelo le rispose: Lo Spirito Santo scenderà sopra di te, e la virtù dell’Altissimo ti adombrerà. E per questo ancora quello che nascerà di te, Santo, sarà chiamata Figliuolo di Dio… Poiché nulla è impossibile a Dio.
«E Maria disse: Ecco l’ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua parola!».

S. Luc., I, 35-38.

Che trasformazione! All’esitazione inquieta successe la confidenza assoluta, la risoluzione d’abbandonarsi senza riserva all’azione di Dio che può tutto, rimuove tutti i pericoli e ci conduce sicuramente alla meta più inaccessibile. Come conservare la sua verginità, e diventar madre? L’angelo rispose: Nulla è impossibile a Dio. E Maria disse: Ecco l’ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua parola. Grido dell’amor trasformatore, cioè del dono della Fortezza. «A volte, dice S. Tommaso, lo Spirito Santo muove lo spirito dell’uomo in modo ch’egli compia l’opera sua sfuggendo a tutti i pericoli che lo minacciano. Quando non è in poter dell’uomo il conseguire un risultato, o lo sfuggire un pericolo…, lo Spirito Santo che guida il nostro cammino verso la vita eterna interviene, e produce nell’anima una sicurezza che esclude ogni timore contrario. Questo dono dello Spirito Santo è il dono della fortezza (3)». Questo passo del Santo Dottore non è forse il commento letterale della trasformazione prodotta in Maria? Ella diceva tutta tremante: come avverrà questo? E l’angelo le rispose: La virtù dell’Altissimo ti adombrerà. Niente è impossibile a Dio. Lo spirito della fortezza la ispira, ed ella dice, come agguerrita: Ecco l’ancella del Signore, si faccia di me secondo la tua parola.

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Miracoli Eucaristici:Miracolo Eucaristico di Torino, Italia 1453

30 aprile 2016

Nella Basilica del Corpus Domini a Torino, si trova una cancellata in ferro che racchiude il luogo dove si verificò il primo Miracolo Eucaristico avvenuto a Torino nel 1453. Un’iscrizione sul pavimento all’interno della cancellata descrive il Prodigio: «Qui cadde prostrato il giumento che trasportava il Corpo divino – qui la Sacra Ostia liberatasi dal sacco che l’imprigionava, si levò da se stessa in alto – qui clemente discese nelle mani supplici dei Torinesi – qui dunque il luogo fatto santo dal Prodigio – ricordandolo, pregando genuflesso ti sia in venerazione o ti incuta timore (6 giugno 1453)».

http://www.reginamundi.info/MiracoliEucaristici/Italia/torino1.pdf

Tweet del Papa

30 aprile 2016

Cristo ha vinto il male alla radice: è la Porta della salvezza, spalancata perché ognuno possa trovare misericordia.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:00 – 29 Apr 2016

Di fronte alle voragini spirituali e morali dell’umanità, solo Dio con la sua infinita misericordia può darci salvezza.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:00 – 28 Apr 2016

Preghiera della sera. Meditazioni sulla Passione

29 aprile 2016

IL BACIO DI GIUDA

Parola di Dio
“Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l’ora nella quale il Figlio dell’uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina». Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». E subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbi!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!» (Mt 26, 45-50).

Per la comprensione
– Gesù si alza vittorioso dalla sua “agonia”, non ha più paura e sveglia gli apostoli: “Alzatevi, andiamo! Ecco colui che mi tradisce è vicino” (Mc 14,42). Sa quello che gli sta per accadere; sa che Giuda conosce bene quel posto e che presto verrà a prenderlo; ma non fugge, va volontariamente incontro alla morte. Gli apostoli erano soliti dare al Maestro il bacio di pace nell’allontanarsi e nel tornare a Lui; Giuda si serve di questo gesto per ingannare gli apostoli e il Maestro e nascondere il suo tradimento.

Rifletti
– I Vangeli danno diverse definizioni di Giuda, tutte negative: “Era uno dei Dodici” (Mc 14,13), “un ladro” (Gv 12,6), “un diavolo” (Gv 6,70), “figlio di perdizione” (Gv 17,12), “il traditore”: è il soprannome classico di Giuda, l’epiteto che ritorna più frequentemente nei Vangeli e con il quale passerà alla storia. È il grande mistero di Giuda, da apostolo a traditore.

– Perché Giuda tradì Gesù? I Vangeli ci presentano Giuda come ladro, venale, amministratore fraudolento della cassa comune. Non potendosi arricchire seguendo Gesù, spera di avere di più dal tradimento. Ma alla base di tutto c’è forse una delusione nei riguardi di Gesù. Giuda aveva creduto in Gesù; sperava che Lui fosse un Messia glorioso, vincitore di tutti i nemici, capo ricco e potente di un nuovo regno; quando vede che questo non avviene, che Gesù sta per soccombere, passa dalla parte dei nemici e cerca di trarre qualche guadagno dal suo tradimento.

– Giuda tradisce Gesù con un bacio: “Salve, Maestro. E lo baciò”. È l’atto più ripugnante per eliminare una persona amata, è tradimento e ipocrisia. Tradire un amico con un bacio, cambiare un segno d’amore in un segno di morte suscita ripugnanza, repulsione. Specialmente se si pensa che questo amico è il Figlio di Dio.

– Gesù risponde al tradimento con l’amore: “Amico, questo (cioè il bacio) è il motivo per cui sei qui!”. E voleva dire: “Con un bacio tradisci il Figlio dell’Uomo?” (Lc 22,48). Si rivolge a Giuda come a un “amico”, anche se Lo tradisce e viola il vincolo d’amore e di rispetto tra Maestro e discepolo.

– Gesù non finge, chiamando Giuda “amico”: vuole far capire al discepolo traditore che è pronto a perdonarlo, che lo ama ancora e lo considera sempre un amico, lo vuole salvare dall’abisso di perdizione. Ma Giuda rimane insensibile e continua con decisione per la sua strada.

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Udienza Convegno internazionale medicina rigenerativa, 29.04.2016

29 aprile 2016

 

 

 

 

Cure per tutti, promuoviamo la globalizzazione dell’empatia

Il Pontefice ha ricevuto in aula Paolo VI i partecipanti al Convegno internazionale sulla medicina rigenerativa, promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura.

Messa Santa Marta, 29.04.2016

29 aprile 2016

 

 

 

 

 

No alla doppia vita. I cristiani siano sempre nella luce.
Papa Francesco ha celebrato la messa a Santa Marta, commentando nell’omelia un brano della Lettera di San Giovanni, in cui l’Apostolo mette i credenti di fronte alla responsabilità di non avere una doppia vita, luce di facciata e tenebre nel cuore.

Liturgia del giorno: Audio salmo 103(102)

29 aprile 2016

Venerdì, 29_Aprile_2016


Benedici il Signore, anima mia.

[1] Di Davide.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.

[2] Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tanti suoi benefici.

[3] Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue malattie;

[4] salva dalla fossa la tua vita,
ti corona di grazia e di misericordia;

[5] egli sazia di beni i tuoi giorni
e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza.

[6] Il Signore agisce con giustizia
e con diritto verso tutti gli oppressi.

[7] Ha rivelato a Mosè le sue vie,
ai figli d’Israele le sue opere.

[8] Buono e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.

[9] Egli non continua a contestare
e non conserva per sempre il suo sdegno.

[10] Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe.

[11] Come il cielo è alto sulla terra,
così è grande la sua misericordia su quanti lo temono;

[12] come dista l’oriente dall’occidente,
così allontana da noi le nostre colpe.

[13] Come un padre ha pietà dei suoi figli,
così il Signore ha pietà di quanti lo temono.

[14] Perché egli sa di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.

[15] Come l’erba sono i giorni dell’uomo,
come il fiore del campo, così egli fiorisce.

[16] Lo investe il vento e più non esiste
e il suo posto non lo riconosce.

[17] Ma la grazia del Signore è da sempre,
dura in eterno per quanti lo temono;
la sua giustizia per i figli dei figli,

[18] per quanti custodiscono la sua alleanza
e ricordano di osservare i suoi precetti.

[19] Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono
e il suo regno abbraccia l’universo.

[20] Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli,
potenti esecutori dei suoi comandi,
pronti alla voce della sua parola.

[21] Benedite il Signore, voi tutte, sue schiere,
suoi ministri, che fate il suo volere.

[22] Benedite il Signore, voi tutte opere sue,
in ogni luogo del suo dominio.
Benedici il Signore, anima mia.

Premere qui per ascoltare il salmo.

 

 


Ritaglio del Vangelo Odierno:

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». (Sal 102)


 

 

 

SE MI NIEGI OGGI

IO LO FARO’ DOMANI !

 

 

Voglio credere  

Jorge Mario Bergoglio

Voglio credere in Dio Padre, che mi ama come un figlio, e in Gesù, il Signore, che ha infuso il suo Spirito nella mia vita per farmi sorridere e portarmi così al regno di vita eterna.

Credo nella mia storia, che è stata trapassata dallo sguardo di amore di Dio e, nel giorno di primavera, 21 settembre, mi ha portato all’incontro per invitarmi a seguirlo.
Credo nel mio dolore, infecondo per l’egoismo, nel quale mi rifugio.
Credo nella meschinità della mia anima, che cerca di inghiottire senza dare… senza dare.
Credo che gli altri siano buoni, e che devo amarli senza timore, e senza tradirli mai per cercare una sicurezza per me.
Credo nella vita religiosa.
Credo di voler amare molto.
Credo nella morte quotidiana, bruciante, che fuggo, ma che mi sorride invitandomi ad accettarla.
Credo nella pazienza di Dio, accogliente, buona come una notte d’estate.
Credo che papà sia in cielo insieme al Signore.
Credo che anche padre Duarte (*) stia lì intercedendo per il mio sacerdozio.
Credo in Maria, mia madre, che mi ama e mai mi lascerà solo. E aspetto la sorpresa di ogni giorno nel quale si manifesterà l’amore, la forza, il tradimento e il peccato, che mi accompagneranno fino all’incontro definitivo con quel volto meraviglioso che non so come sia, che fuggo continuamente, ma che voglio conoscere e amare. Amen.

Testo di papa Bergoglio scritto del 1969, poco prima di essere ordinato sacerdote, tratto da Avvenire del 31 marzo 2013.

(*) il sacerdote che lo confessò quel 21 settembre citato prima.

Vangelo (Gv 15,18-21) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 30 Aprile 2016) con commento comunitario

29 aprile 2016

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,18-21)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Questo è il Vangelo del 30 Aprile, quello del 29 Aprile lo potete trovare qualche post più sotto.

Ho gustato e veduto. Dal «Dialogo della Divina Provvidenza» di santa Caterina da Siena, vergine

29 aprile 2016

(Cap. 167, Ringraziamento alla Trinità; libero adattamento; cfr. ed. I. Taurisano, Firenze, 1928, II, pp. 586-588)

O Deità eterna, o eterna Trinità, che, per l’unione con la divina natura, hai fatto tanto valere il sangue del tuo Unigenito Figlio! Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo; e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti. Tu sei insaziabile; e l’anima, saziandosi nel tuo abisso, non si sazia, perché permane nella fame di te, sempre più te brama, o Trinità eterna, desiderando di vederti con la luce della tua luce.
Io ho gustato e veduto con la luce dell’intelletto nella tua luce il tuo abisso, o Trinità eterna, e la bellezza della tua creatura. Per questo, vedendo me in te, ho visto che sono tua immagine per quella intelligenza che mi vien donata della tua potenza, o Padre eterno, e della tua sapienza, che viene appropriata al tuo Unigenito Figlio. Lo Spirito Santo poi, che procede da te e dal tuo Figlio, mi ha dato la volontà con cui posso amarti.
Tu infatti, Trinità eterna, sei creatore ed io creatura; ed ho conosciuto – perché tu me ne hai data l’intelligenza, quando mi hai ricreata con il sangue del tuo Figlio – che tu sei innamorato della bellezza della tua creatura.
O abisso, o Trinità eterna, o Deità, o mare profondo! E che più potevi dare a me che te medesimo? Tu sei un fuoco che arde sempre e non si consuma. Sei tu che consumi col tuo calore ogni amor proprio dell’anima. Tu sei fuoco che toglie ogni freddezza, e illumini le menti con la tua luce, con quella luce con cui mi hai fatto conoscere la tua verità. (more…)

Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato

29 aprile 2016

LA LITURGIA DEL GIORNO
www.lachiesa.it/liturgia

La Liturgia di Venerdi 29 Aprile 2016
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SANTA CATERINA DA SIENA
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Grado della Celebrazione: FESTA
Colore liturgico: Bianco

PRIMA LETTURA (1Gv 1,5-2,2)
Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli miei, questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che noi vi annunciamo: Dio è luce e in lui non c’è tenebra alcuna. Se diciamo di essere in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, siamo in comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù, il Figlio suo, ci purifica da ogni peccato.
Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.
Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.

Parola di Dio

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