Archive for giugno 2016

Il Cuore di Cristo. Riflessioni per un mese

30 giugno 2016

30 giugno

Fine dei mese

Siamo giunti al termine del mese di giugno dedicato al Sacro Cuore di Gesù.
Abbiamo presentato l’amore di Cristo sotto vari aspetti, ritornando però sempre alle sorgenti bibliche. Abbiamo posto un’attenzione più viva al rapporto PersonaCuore di Cristo, sia per una maggiore precisione di linguaggio, sia per dare al cuore il significato di un richiamo agli atteggiamenti profondi della Persona (amore, oblazione…).
Abbiamo anche accennato alla dimensione sociale come stile di presenza e solidarietà ai problemi dell’uomo «nella tenerezza del Cuore di Cristo» (LG 46).
Abbiamo sottolineato:
1) il mistero significato dal Cuore trafitto e glorioso del Cristo; lo stretto rapporto tra il mistero del Cuore di Cristo con il mistero della Chiesa, sacramento del progetto di Dio nella storia del mondo. Cuore della Chiesa, cuore del mondo, come Cristo.
E il pensiero corre alla celebre pagina di Teresa di Lisieux: ho trovato il mio posto nella Chiesa; nel cuore della Chiesa io sarò l’amore (Storia d’un’anima).
2) L’influsso che il richiamo del Cuore di Cristo deve esercitare sulle realtà della vita come “storia della salvezza”, cammino di comunione con Dio e fra gli uomini. (…)
Ecco allora il nostro impegno: manifestare chiaramente agli occhi degli uomini il primato dell’amore di Dio; diventare testimoni eccezionali della trascendenza dell’amore di Cristo; essere, insomma, i testimoni dell’amore.
Questo mondo oggi più che mai ha bisogno di vedere in noi uomini che hanno creduto alla parola del Signore, degli impegnati a vivere come immagine viva della carità divina e artefici della fraternità umana.

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Vangelo (Mt 9,9-13) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 1 Luglio 2016) con commento comunitario

30 giugno 2016

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,9-13)

In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Questo è il Vangelo dell’ 1 Luglio, quello del 30 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Udienza giubilare: la misericordia è uno stile di vita. Ampia sintesi

30 giugno 2016

 

2016-06-30 Radio Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Papa ha tenuto oggi in Piazza San Pietro l’ultima udienza giubilare prima del riposo estivo. A luglio sono sospese anche le udienze generali del mercoledì. Stamane ha svolto la catechesi sulle opere di misericordia.

“Quante volte, durante questi primi mesi del Giubileo – ha esordito – abbiamo sentito parlare delle opere di misericordia! Oggi il Signore ci invita a fare un serio esame di coscienza. E’ bene, infatti, non dimenticare mai che la misericordia non è una parola astratta, ma è uno stile di vita. Una persona può essere misericordiosa o può essere non misericordiosa; è uno stile di vita. Io scelgo vivere come misericordioso o scelgo di vivere come non misericordioso.  Una cosa èparlare di misericordia, un’altra è vivere la misericordia. Parafrasando le parole di san Giacomo apostolo (cfr 2,14-17) potremmo dire: la misericordia senza le opere è morta in sé stessa. E’ proprio così! Ciò che rende viva la misericordia è il suo costante dinamismo per andare incontro ai bisogni e alle necessità di quanti sono nel disagio spirituale e materiale. La misericordia ha occhi per vedere, orecchi per ascoltare, mani per risollevare”.

“La vita quotidiana ci permette di toccare con mano tante esigenze che riguardano le persone più povere e più provate. A noi viene richiesta quell’attenzione particolare che ci porta adaccorgerci dello stato di sofferenza e bisogno in cui versano tanti fratelli e sorelle. A volte passiamo davanti a situazioni di drammatica povertà e sembra che non ci tocchino; tutto continua come se nulla fosse, in una indifferenza che alla fine rende ipocriti e, senza che ce ne rendiamo conto, sfocia in una forma di letargo spirituale che rende insensibile l’animo e sterile la vita (…)”.

“Quanti sono gli aspetti della misericordia di Dio verso di noi! Alla stessa maniera, quanti volti si rivolgono a noi per ottenere misericordia. Chi ha sperimentato nella propria vita la misericordia del Padre non può rimanere insensibile dinanzi alle necessità dei fratelli. L’insegnamento di Gesù che abbiamo ascoltato non consente vie di fuga: Avevo fame e mi avete dato da mangiare; avevo sete e mi avete dato da bere; ero nudo, profugo, malato, in carcere e mi avete assistito (cfr Mt 25,35-36). Non si può tergiversare davanti a una persona che ha fame: occorre darle da mangiare. Gesù ci dice questo.  Le opere di misericordia non sono temi teorici, ma testimonianze concrete. Obbligano a rimboccarsi le maniche per alleviare la sofferenza”.

“A causa dei mutamenti del nostro mondo globalizzato, alcune povertà materiali e spirituali si sono moltiplicate: diamo quindi spazio alla fantasia della carità per individuare nuove modalità operative. In questo modo la via della misericordia diventerà sempre più concreta. A noi, dunque, è richiesto di rimanere vigili come sentinelle, perché non accada che, davanti alle povertà prodotte dalla cultura del benessere, lo sguardo dei cristiani si indebolisca e diventi incapace di mirare all’essenziale (…)”.

(Da Radio Vaticana)

 

 

 

Liturgia del giorno: Audio salmo 19 (18)

30 giugno 2016

Giovedì, 30_Giugno_2016


I giudizi del Signore sono fedeli e giusti.

 

[1] Al maestro del coro. Salmo. Di Davide.

[2] I cieli narrano la gloria di Dio,
e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento.
[3] Il giorno al giorno ne affida il messaggio
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

[4] Non è linguaggio e non sono parole,
di cui non si oda il suono.

[5] Per tutta la terra si diffonde la loro voce
e ai confini del mondo la loro parola.

[6] Là pose una tenda per il sole
che esce come sposo dalla stanza nuziale,
esulta come prode che percorre la via.

[7] Egli sorge da un estremo del cielo
e la sua corsa raggiunge l’altro estremo:
nulla si sottrae al suo calore.

[8] La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è verace,
rende saggio il semplice.

[9] Gli ordini del Signore sono giusti,
fanno gioire il cuore;
i comandi del Signore sono limpidi,
danno luce agli occhi.

[10] Il timore del Signore è puro, dura sempre;
i giudizi del Signore sono tutti fedeli e giusti,

[11] più preziosi dell’oro, di molto oro fino,
più dolci del miele e di un favo stillante.

[12] Anche il tuo servo in essi è istruito,
per chi li osserva è grande il profitto.

[13] Le inavvertenze chi le discerne?
Assolvimi dalle colpe che non vedo.

[14] Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro dal grande peccato.

[15] Ti siano gradite le parole della mia bocca,
davanti a te i pensieri del mio cuore.
Signore, mia rupe e mio redentore.

Premere qui per ascoltare il salmo.

 

 


Ritagli del Vangelo odierno:

«Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati».
Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico –, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. (Mt 9,1-8)


 

 

 

Preghiera a Maria

Henri Caldelari – Isabelle Barman, dal mensile “Dall’alba al tramonto”

Umile serva del Signore,
come hai formato Gesù
a tua somiglianza
forma anche me,
a immagine del tuo diletto Figlio.
Insegnami l’umiltà, la dolcezza,
la pazienza e la bontà.
Fa’ crescere in me la fede,
la speranza e la carità.
Fa’ che io sia fedele
all’alleanza del mio battesimo
e aperto al soffio dello Spirito.
Uniscimi a Gesù; che io lo segua
fino alla croce per condividere
un giorno la sua gloria!
Aiutami nella prova
e preservami dal peccato.
Che il mio cuore sia radicato
nella fiducia e nella riconoscenza.

http://www.qumran2.net/ritagli/index.php?parole=crescere+nella+fede&p=barra_ric

 

Il Cuore di Cristo. Riflessioni per un mese

29 giugno 2016

29 giugno

Condizioni richieste

Per ottenere il fine della “GRANDE PROMESSA” chiedeva delle condizioni e riparazioni:
1) Accostarsi alla comunione con le dovute disposizioni, cioè: essere in grazia di Dio. Gesù chiede non proprio comunioni fervorose, ma comunioni ben fatte.
2) Fare la comunione ogni primo venerdì del mese, iniziando il mese che si desidera e proseguendo ininterrottamente per nove mesi. Si può aggiungere un atto di offerta.
Ecco un esempio:
In unione con tutte le anime consacrate, io ti offro, o mio Dio, per il Cuore immacolato di Maria, rifugio dei peccatori, le espiazioni e l’amore infinito del Cuore di Gesù in riparazione delle colpe, che feriscono più amaramente il tuo amore, perché commesse da quelli che maggiormente hai amati, in riparazione dei peccati miei, dei peccati di color che io amo, dei peccati degli agonizzanti e per la liberazione delle anime del Purgatorio.
O Cuore di Gesù, vittima di carità, fa’ di me un’ostia viva, santa, a Dio gradevole.
Distaccato da me stesso e dalle creature, in ispirito di penitenza e di riparazione io voglio con te, che ogni giorno ti immoli per amor mio sul santo altare, abbandonarmi interamente sulla tua volontà, per essere una vittima del lavoro, della preghiera e della sofferenza, secondo le intenzioni che ti sono più care: la gloria della SS. Trinità e la salvezza delle anime.

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Angelus appello Turchia 29-06-2016

29 giugno 2016
Pubblicato il 29 giu 2016

Papa Francesco: vicini alla Turchia colpita dal terrorismo

Al termine dell’Angelus, il Papa ha espresso la sua vicinanza al popolo turco dopo l’attacco terroristico all’aeroporto di Istanbul costato la vita ad oltre 30 persone.

Papa messa san Pietro e Paolo 29-06-2016

29 giugno 2016
Pubblicato il 29 giu 2016

Il Papa: la paura ci chiude alle sorprese di Dio

Nella messa per la solennità dei santi Pietro e Paolo, il Papa ha benedetto i palli per i 25 nuovi arcivescovi metropoliti. Nell’omelia ha ricordato che la preghiera è la via di uscita alle chiusure, l’unico accesso alla compassione del Padre.

 

 

Tweet del Papa

29 giugno 2016

Il Signore oggi ripete ad ogni Pastore: seguimi nonostante le difficoltà; seguimi nell’annuncio del Vangelo a tutti.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 14:00 – 29 giu 2016

Vangelo (Mt 9,1-8) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 30 Giugno 2016) con commento comunitario

29 giugno 2016

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,1-8)

In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati».
Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico –, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua.
Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

Questo è il Vangelo del 30 Giugno, quello del 29 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Liturgia del giorno: Audio salmo 33 (34)

29 giugno 2016

Domenica, 29_Giugno_2016


Il Signore mi ha liberato da ogni paura.

 

[1]
[Alef 2] Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.

[Bet 3] Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

[Ghimel 4] Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.

[Dalet 5] Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

[He 6] Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.

[Zain 7] Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

[Het 8] L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.

[Tet 9] Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

[Iod 10] Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.

[Caf 11] I leoni sono miseri e affamati,
ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene.

[Lamed 12] Venite, figli, ascoltatemi:
vi insegnerò il timore del Signore.

[Mem 13] Chi è l’uomo che desidera la vita
e ama i giorni in cui vedere il bene?

[Nun 14] Custodisci la lingua dal male,
le labbra da parole di menzogna.

[Samec 15] Sta’ lontano dal male e fa’ il bene,
cerca e persegui la pace.

[Ain 16] Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.

Premere qui per ascoltare il salmo.

 


Ritaglio del Vangelo Odierno:

«Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».  (Mt 16,13-19)


 

 

 

L’arrivo del Signore

Ady Endre, poesia, 1908. Traduzione dall’unghere di Agnes Preszler

Quando mi hanno abbandonato
quando sotto il peso
dell’anima crollavo
d’improvviso mi abbracciò Dio.

Non arrivò con suono di trombe
ma con abbraccio muto, vero, forte,
non venne una mattina bella, infuocata,
ma durante una buia notte di guerra.

E i miei occhi vanitosi
si sono accecati,
e la mia gioventù morì, ma Lui,
magnifico e splendente,
lo vedo per sempre.

http://poesie.pe.hu/poesie/larrivo-del-signore-poesia-di-endre-ady/

Tweet del Papa

29 giugno 2016

Se Dio è presente nella nostra vita, la gioia di portare il suo Vangelo sarà la nostra forza e la nostra felicità.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 14:00 – 28 giugno 2016

Il Cuore di Cristo. Riflessioni per un mese

28 giugno 2016

28 giugno

La grande promessa

Diamo un risalto più accentuato all’ultima promessa che i fedeli stessi hanno definito “GRANDE”. «A coloro che si comunicheranno per nove primi venerdì del mese consecutivi, concederò la grazia della penitenza finale. Essi non morranno in mia disgrazia, ma sarà data la possibilità di ricevere i santi sacramenti ed il mio Cuore sarà sicuro asilo in quel momento estremo».
In che consiste? Grande promessa perché presenta il massimo dei doni: la perseveranza finale.
Non è però un talismano dal momento che l’ingresso al cielo non è determinato da nessuna pratica, ma esclusivamente dallo stato di grazia.
Certo, chi si accosta alla comunione con viva fede e accetta e vive l’amore di Cristo ha già un passaporto per il cielo.
Il dono é grande: ma la ricchezza del donatore è immensa; é un privilegio che è accordato dall’amore onnipotente nell’eccessiva misericordia. Però chiede anche la collaborazione per la salvezza dei peccatori: «Pregherai con me per mitigare l’ira divina e per chiedere misericordia verso i peccatori» (s. Margherita Maria).
E domanda pure spirito di amore per contraccambiare con il nostro fervore l’immenso amore del Cuore divino verso di noi, e spirito di riparazione per consolarlo delle freddezza e delle indifferenze con cui gli uomini ripagano tanto amore.

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Benedetto XVI e il cuore di Cristo 

28 giugno 2016

Dalle parole pronunciate nel giorno anniversario della sua ordinazione sacerdotale:

“65 anni fa, un fratello ordinato con me ha deciso di scrivere sulla immaginetta di ricordo della prima Messa soltanto, eccetto il nome e le date, una parola, in greco: “Eucharistomen”, convinto che con questa parola, nelle sue tante dimensioni, è già detto tutto quanto si possa dire in questo momento. “Eucharistomen” dice un grazie umano, grazie a tutti. Grazie soprattutto a Lei, Santo Padre! La Sua bontà, dal primo momento dell’elezione, in ogni momento della mia vita qui, mi colpisce, mi porta realmente, interiormente. Più che nei Giardini Vaticani, con la loro bellezza, la Sua bontà è il luogo dove abito: mi sento protetto. Grazie anche della parola di ringraziamento, di tutto. E speriamo che Lei potrà andare avanti con noi tutti su questa via della Misericordia Divina, mostrando la strada di Gesù, verso Gesù, verso Dio…

“Eucharistomen”: in quel momento l’amico Berger voleva accennare non solo alla dimensione del ringraziamento umano, ma naturalmente alla parola più profonda che si nasconde, che appare nella Liturgia, nella Scrittura, nelle parole “gratias agens benedixit fregit deditque”. “Eucharistomen” ci rimanda a quella realtà di ringraziamento, a quella nuova dimensione che Cristo ha dato. Lui ha trasformato in ringraziamento, e così in benedizione, la croce, la sofferenza, tutto il male del mondo. E così fondamentalmente ha transustanziato la vita e il mondo e ci ha dato e ci dà ogni giorno il Pane della vera vita, che supera il mondo grazie alla forza del Suo amore.

Alla fine, vogliamo inserirci in questo “grazie” del Signore, e così ricevere realmente la novità della vita e aiutare per la transustanziazione del mondo: che sia un mondo non di morte, ma di vita; un mondo nel quale l’amore ha vinto la morte.

Grazie a tutti voi. Il Signore ci benedica tutti.

Grazie, Santo Padre”.
NdR: Parole da meditare con grande attenzione, nella preghiera, nella conversione, nell’ascolto del vangelo… 

Celebrazioni 65.mo ordinazione sacerdotale Benedetto XVI, 28.06.2016

28 giugno 2016
Pubblicato il 28 giu 2016

Benedetto XVI, un pastore sempre con il cuore rivolto a Dio

Papa Francesco ha espresso parole di stima e gratitudine a Benedetto XVI, in occasione del 65.esimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale del Papa emerito. Le celebrazioni hanno avuto luogo nella Sala Clementina, in Vaticano.

 

 

 

Liturgia del giorno: Audio salmo 6 (5)

28 giugno 2016

Martedì, 28_Giugno_2016


Guidami, Signore, nella tua giustizia.

[1] Al maestro del coro. Per strumenti a corda. Sull’ottava.
Salmo. Di Davide.

[2] Signore, non punirmi nel tuo sdegno,
non castigarmi nel tuo furore.

[3] Pietà di me, Signore: vengo meno;
risanami, Signore: tremano le mie ossa.

[4] L’anima mia è tutta sconvolta,
ma tu, Signore, fino a quando…?

[5] Volgiti, Signore, a liberarmi,
salvami per la tua misericordia.

[6] Nessuno tra i morti ti ricorda.
Chi negli inferi canta le tue lodi?

[7] Sono stremato dai lungi lamenti,
ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio,
irroro di lacrime il mio letto.

[8] I miei occhi si consumano nel dolore,
invecchio fra tanti miei oppressori.

[9] Via da me voi tutti che fate il male,
il Signore ascolta la voce del mio pianto.

[10] Il Signore ascolta la mia supplica,
il Signore accoglie la mia preghiera.

[11] Arrossiscano e tremino i miei nemici,
confusi, indietreggino all’istante.

Premere qui per ascoltare il salmo.


Ritaglio del Vangelo odierno:

«Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. Mt 8,23-27


Dio di guarigione

(Don Angelo Saporiti, Commento sulla salvezza di Dio)

Quante volte, mio Dio,
la vita mi dissangua…
Quante volte,
le mie energie se ne vanno per mille rivoli…
Quante volte,
le delusioni e i fallimenti
hanno prosciugato la mia voglia di cambiare…
Quante volte, le mie scelte sbagliate,
il mio modo di comunicare,
di amare,
mi hanno gettato nell’isolamento.
In quei momenti, per non morire,
ho cercato di raggiungere una sicurezza,
ho voluto aggrapparmi a qualcuno che mi potesse aiutare,
ho tentato di evitare gli sguardi taglienti di chi mi giudicava.
In quei momenti, in cui mi ritenevo perduto
ho afferrato l’ultima spiaggia che potesse guarire il mio cuore:
Te, Signore!
Ho provato ad avere fede in te,
a fidarmi della tua forza.
Ho giocato il tutto e per tutto con te.
E ho provato a venirti dietro,
a s eguirti.
Ho provato ad imitare il tuo stile di vita,
il tuo sguardo sul mondo e sulle cose,
il tuo saper donare e ricevere,
il tuo modo di toccare e di essere toccato.
E tu mi hai guarito!
Hai risvegliato in me quel fanciullo
che era morto, o solo addormentato.
Mi hai dato una nuova vita interiore.
Mi hai mostrato nuovi modi di vivere il contatto con gli altri.
Mi hai sollevato dalle amarezze, dalle stanchezze
e dalle immobilità che bloccavano la mia vita.
E mi hai detto: “Non avere paura. Continua solo ad avere fede”.
E questo è l’unico,
solo,
assoluto segreto della mia rinascita interiore:
la fede in te,
Dio di guarigione!

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http://www.qumran2.net/ritagli/index.php?ritaglio=6515

Vangelo (Mt 16,13-19) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 29 Giugno 2016) con commento comunitario

28 giugno 2016

SANTI PIETRO E PAOLO, Apostoli – Solennità

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-19)

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Questo è il Vangelo del 29 Giugno, quello del 28 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Il Cuore di Cristo. Riflessioni per un mese

27 giugno 2016

27 giugno
Le promesse del Sacro Cuore

Queste promesse costituiscono «un piccolo codice dell’amore e della misericordia». Nello stesso tempo sono una sintesi di quanto Gesù ci dice nel vangelo. Ne elenchiamo dodici, raccolte negli scritti dell’apostola del S. Cuore: S. MARGHERITA MARIA

1 Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

2 Metterò la pace nelle loro famiglie.

3 Li consolerò in tutte le loro afflizioni.

4 Sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5 Spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.

6 I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l’oceano della misericordia.

7 Le anime tiepide diventeranno fervorose.

8 Le anime fervorose s’innalzeranno rapidamente a grande perfezione.

9 Benedirò le case dove l’immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata.

10 Darò ai sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.

11 Le persone che propagheranno questa mia devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.

12 A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si comunicheranno al primo venerdì di ogni mese io prometto la grazia della penitenza finale; essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i sacramenti, e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.

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Tweet del Papa

27 giugno 2016

Gesù ci cerca e ci invita a fargli spazio nell’intimo del nostro cuore. Ce ne accorgiamo?

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:00 – 27 giu 2016

Liturgia del giorno: Audio salmo 50 (49)

27 giugno 2016

Lunedì, 27_ Giugno_2016


Perdona, Signore, l’infedeltà del tuo popolo.

 

[1] Salmo. Di Asaf.
Parla il Signore, Dio degli dei,
convoca la terra da oriente a occidente.

[2] Da Sion, splendore di bellezza,
Dio rifulge.

[3] Viene il nostro Dio e non sta in silenzio;
davanti a lui un fuoco divorante,
intorno a lui si scatena la tempesta.

[4] Convoca il cielo dall’alto
e la terra al giudizio del suo popolo:

[5] “Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno sancito con me l’alleanza
offrendo un sacrificio”.

[6] Il cielo annunzi la sua giustizia,
Dio è il giudice.

[7] “Ascolta, popolo mio, voglio parlare,
testimonierò contro di te, Israele:
Io sono Dio, il tuo Dio.

[8] Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici;
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.

[9] Non prenderò giovenchi dalla tua casa,
né capri dai tuoi recinti.

[10] Sono mie tutte le bestie della foresta,
animali a migliaia sui monti.

[11] Conosco tutti gli uccelli del cielo,
è mio ciò che si muove nella campagna.

[12] Se avessi fame, a te non lo direi:
mio è il mondo e quanto contiene.

[13] Mangerò forse la carne dei tori,
berrò forse il sangue dei capri?

[14] Offri a Dio un sacrificio di lode
e sciogli all’Altissimo i tuoi voti;

[15] invocami nel giorno della sventura:
ti salverò e tu mi darai gloria”.

Premere qui per ascoltare il salmo.

 


Ritaglio del Vangelo odierno:

«Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti». (Mt 8,18-22)


 

 

Chiamati a volare

Giuliana Martirani

Parla all’io cuore, Signore.
“Ti sto parlando. Ma perché hai paura?
Eppure non avevi paura di incontrare illustri sconosciuti
che potevano portarti a sfiorare i pantani della vita!
E hai paura di me, l’unico che hai conosciuto meglio di tutti?
Mi hai conosciuto. Non è forse vero?
Puoi forse dire che conosci i pensieri, i sogni e i palpiti di qualcun altro, come conosci i miei?
Sono tanti anni che li racconto personalmente a te.
Quali sogni conosci meglio dei miei?
Ti ho conosciuto, chi ti conosce meglio di me?
Forse qualcuno ha saputo intravedere i tuoi talenti anche quando non si vedevano,
soffocati com’erano da mille croste?
Forse qualcuno ha puntato su di te come ho fatto io, con determinazione e sicurezza?
Io sapevo di te quando tu neanche ti supponevi.
E allora, se io conosco così bene te e tu così bene me, perché hai paura?
Sono forse un fantasma?
Ti ha fatto compagnia un fantasma durante le notti di paura e solitudine?
E’ forse un fantasma quello che, con le mani della provvidenza, ti ha mandato cibo, casa e vestiti per te e i tuoi figli?
Tu dici: – Può essere fantasia, autosuggestione tutto ciò?
E se fosse tutto una follia? –
Io ti rispondo: E’ forse una follia andare insieme sul monte della felicità,
o era una follia affidarsi ciecamente a gente più cieca di te?
E’ forse una follia la dimensione dello spirito sulla quale voglio farti volare,
o non è forse più follia restare terra terra quando invece il Padre nostro
ci ha fatto giganti spirituali con ali per volare?
Non aver paura, non è una follia. Solo resta tranquillo, seguimi, attaccati alle mie ali
e comincia a volare con me.
Quando ti vedrò sicuro nel volo, solo allora ti lascerò volare da solo!
Ma dovrai volare da solo, perché non posso fare la balia per sempre.
Devi diventare adulto e aiutarmi perché è per diffondere l’amore
che mi sono fatto conoscere da te, è per essere amato e per far conoscere agli altri,
attraverso il rapporto d’amore mio e tuo, che l’amore di Dio è una seria e concreta.
Perché vedano e, vedendo, ne abbiano voglia anche loro.
Per questo mi sono fatto conoscere da te”.

http://www.qumran2.net/ritagli/?&parole=seguimi&p=barra_sup

 

Armenia, firma dichiarazione comune e Khor Virap 26.06.2016

27 giugno 2016
Pubblicato il 27 giu 2016

Il mondo ha bisogno di pace, non di armi

Papa Francesco e il Catholicos di tutti gli armeni, Karekin II, hanno firmato una dichiarazione comune a Etchmiadzin, rimarcando la centralità del Vangelo “in un mondo lacerato da conflitti e desideroso di conforto e speranza”. Dall’inviata Barbara Castelli.

Vangelo (Mt 8,23-27) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 28 Giugno 2016) con commento comunitario

27 giugno 2016

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,23-27)

In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

Questo è il Vangelo del 28 Giugno, quello del 27 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Tweet del Papa

27 giugno 2016

La Chiesa armena cammini in pace e la comunione tra noi sia piena.   #PopeInArmenia

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 12:00 – 26 giu 2016

Sono felice di aver visitato l’Armenia, Paese che per primo abbracciò la fede cristiana, e ringrazio tutti per l’accoglienza.   #PopeInArmenia

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 17:00 – 26 giu 2016

Il Cuore di Cristo. Riflessioni per un mese

26 giugno 2016

26 giugno

Consacrazione della famiglia

Sacro Cuore di Gesù, che hai manifestato a santa Margherita Maria il desiderio di regnare sulle famiglie cristiane, noi ti proclamiamo oggi Re e Signore della nostra famiglia.
Sii tu il nostro dolce ospite, il desiderio amico della nostra casa, il centro di attrazione che ci unisce tutti nell’amore reciproco, il centro di irradiazione per cui ciascuno di noi vive la sua vocazione e compie la sua missione.
Sii tu l’unica vera scuola di amore. Fa’ che impariamo da te come si ama, donandoci agli altri, perdonando e servendo tutti con generosità e umiltà, senza pretendere il contraccambio.
O Gesù, che hai sofferto per renderci felici, salva la gioia della nostra famiglia; nelle ore liete e nelle difficoltà il tuo cuore sia la sorgente del nostro conforto.
Cuore di Gesù, attiraci a te e trasformaci; porta a noi le ricchezze del tuo amore infinito, brucia in esso le nostre deficienze e le nostre infedeltà; aumenta in noi la fede, la speranza, la carità.
Ti chiediamo infine che, dopo averti amato e servito in questa terra, tu ci riunisca nella gioia eterna del tuo regno. Amen.

(Tratto da: “Il Cuore di Cristo” Papa Giovanni anno XVIII n. 19 del 2784)

Armenia, Divina liturgia a Etchmiadzin 26-06-2016

26 giugno 2016
Pubblicato il 26 giu 2016

Le divisioni tra i cristiani sono uno scandalo

Papa Francesco ha partecipato alla Divina Liturgia nel piazzale di san Tiridate a Etchmiadzin, in Armenia. Dinanzi al Catholicos Armeno

Armenia, Incontro ecumenico a Yerevan 25-05-2016

26 giugno 2016
Pubblicato il 26 giu 2016

Riprenda il cammino di riconciliazione tra armeni e turchi

Papa Francesco ha partecipato all’incontro ecumenico e alla preghiera per la pace a Yerevan, insieme con il Catholicos armeno apostolico, Karekin II. Forte l’appello per la fine di tutti i conflitti che lacerano il mondo. Dall’inviata Barbara Castelli.

Liturgia del giorno: Audio salmo 16 (15)

26 giugno 2016

Domenica, 25_ Giugno_2016


Sei tu, Signore, l’unico mio bene.

 

Il Signore, mia parte di eredità

[1] Miktam. Di Davide.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

[2] Ho detto a Dio: “Sei tu il mio Signore,
senza di te non ho alcun bene”.

[3] Per i santi, che sono sulla terra,
uomini nobili, è tutto il mio amore.

[4] Si affrettino altri a costruire idoli:
io non spanderò le loro libazioni di sangue
né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.

[5] Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

[6] Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi,
è magnifica la mia eredità.

[7] Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio cuore mi istruisce.

[8] Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare.

[9] Di questo gioisce il mio cuore,
esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,

[10] perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.

[11] Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

Premere qui per ascoltare il salmo.

 


Ritaglio del Vangelo odierno:

«Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».Lc 9,51-62


 

 

Un mondo senza Dio e un mondo senza speranza

Il munus docendi affidato al vescovo è un servizio al Vangelo e alla speranza. La speranza ha un volto e un nome: Gesù Cristo; il Dio-con-noi. Un mondo senza Dio è un mondo senza speranza. Essere al servizio della speranza vuol dire annunciare Dio col volto umano, col volto di Cristo. Il mondo ha sete di conoscere, non i nostri problemi ecclesiali, ma il fuoco che Gesù ha portato sulla terra (Lc 12,50). Soltanto se siamo divenuti contemporanei con Cristo, e questo fuoco è acceso in noi, il Vangelo annunciato tocca i cuori dei nostri contemporanei. Questo annuncio esige il coraggio della verità e la disponibilità a soffrire per la verità (cfr 1 Ts 2,2). Entrare nella successione apostolica implica anche entrare in questa lotta per il Vangelo. Nella nostra cultura agnostica ed atea il vescovo, maestro della fede, è chiamato al discernimento degli spiriti e dei segni dei tempi. Il problema centrale del nostro tempo è lo svuotamento della figura storica di Gesù Cristo. Un Gesù impoverito non può essere l’unico salvatore e mediatore, il Dio-con-noi: Gesù viene così sostituito con l’idea dei “valori del regno” e diventa una speranza vuota. Noi dobbiamo ritornare con chiarezza al Gesù dei Vangeli, poiché lui solo è anche il vero Gesù storico (cfr Gv 6,68).
                                                            
    Card. Joseph Ratzinge

__________________________

Non essere come i tamburi

Quando io ero piccolo, c’era la banda del paese e c’era un tamburo grande
che faceva: bum! bum! bum!, e c’era un tamburo piccolo piccolo che faceva: bim! bim! bim! E io non riuscivo mai a capire perché li chiamassero tutti e due “tamburo”: uno faceva un rumore piccolo e l’altro faceva un rumore grande. Qual era la differenza? La differenza stava semplicemente nel fatto che uno aveva il vuoto più grande e l’altro il vuoto più piccolo… Uno, più fa chiasso, più vuol dire che ha vuoto dentro.
  Padre David Maria Turoldo

http://www.donbosco-torino.it/ita/Kairos/Esempi/02-03/Un_Mondo_sena_Dio_%E9_senza_speranza.html

 

 

Vangelo (Mt 8,18-22) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 27 Giugno 2016) con commento comunitario

26 giugno 2016

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,18-22)

In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva.

Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».

E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

Questo è il Vangelo del 27 Giugno, quello del 26 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

APPARIZIONE DI S. MICHELE SUL MONTE GAURO PRESSO CASTELLAMMARE

26 giugno 2016

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Sul monte Gauro, detto anche S. Angelo, posto tra le città di Castellammare di Stabia e Vico Equense, S. Michele comparve a S. Catello, Vescovo allora di Stabia e a S. Antonino Abate che si erano colà ritirati per godere un po’ di quella quiete, che porta con sé la solitudine; ed approvando la loro risoluzione li esortò ad edificare in suo onore una Chiesa nel luogo dove avrebbero veduto una fiaccola ardente.

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I Miracoli Eucaristici: Miracolo di Volterra, 1472 Italia

26 giugno 2016

http://www.reginamundi.info/MiracoliEucaristici/Italia/volterra.pdf

Il Cuore di Cristo. Riflessioni per un mese

25 giugno 2016

25 giugno

Rivoluzione dell`amore

Qual’è il primo comandamento? (Mc 12,2831). Gesù nella risposta al dottore della legge ci dà la chiave vera per ridurre la nostra vita “ad unum”: l’amore.
Potrebbe essere oggi un argomento scontato Tutti ne parlano, tutti hanno una ricetta. Alle volte succede che parlandone troppo, si mette in pericolo il vero ideale e si perde il valore genuino. Tutto ciò che non porta ad una crescita del senso di comprensione, di umana solidarietà, di accettazione reciproca, ma che invece favorisce l’individualismo egoista che rompe l’unione tra gli uomini e le cosiddette razze, diventa un cancro che divora e un fuoco che distrugge. Noi siamo arrivati al punto di dividere l’amore: non si ama più Dio facendo così, si pensa di non amare il prossimo, quasi che tutto ciò chiediamo a Dio venga tolto al prossimo. Alcuni scrittori marxisti negano Dio perché se giusto è un intruso e l’uomo diventa una marionetta o un robot nelle sue mani.
Gesù ci insegna di amare in una prospettiva di fede: amare Dio nel nostro prossimo è amarlo perché prima di noi lo ama Dio.
Separato dall’amore di Dio il buon cuore rischia di trasformarsi in debolezza se non è sorretto e purificato dalla divina carità… Ciò che è radicalmente diverso, di profondamente rivoluzionario, non è solo il modo, l’intensità con cui il discepolo ama, ma la natura stessa di tale amore: è un amore divino perché è partecipazione dell’amore stesso con cui Dio si ama e ci ama in Cristo siamo figli nel Figlio.

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Tweet del Papa

25 giugno 2016

L’impegno per la piena unità e la collaborazione tra tutti i discepoli del Signore sono come luce fulgida in una notte oscura  #PopeInArmenia

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 17:30 – 24 giu 2016

Le sofferenze degli Armeni ci appartengono, sono le sofferenze delle membra del Corpo mistico di Cristo.  #PopeInArmenia

Papa Twitter su Twitter (@Pontifex), ore 19,30 – 25 giu 2016

Armenia, visita memoriale di Tzitzenakaberd, 25-06-2016

25 giugno 2016

In Armenia, Papa Francesco ha visitato il complesso del memoriale di Tzitzernakaberd, prima di benedire e innaffiare un albero, a memoria dell’appuntamento, e firmare il Libro d’Onore. Dall’inviata Barbara Castelli.

 

 

Liturgia del giorno: Audio salmo 74 (73)

25 giugno 2016

Sabato, 24_Giugno_2016


Non dimenticare, Signore, la vita dei tuoi poveri.

 

[1] Maskil. Di Asaf.
O Dio, perché ci respingi per sempre,
perché divampa la tua ira
contro il gregge del tuo pascolo?

[2] Ricordati del popolo
che ti sei acquistato nei tempi antichi.
Hai riscattato la tribù che è tuo possesso,
il monte Sion, dove hai preso dimora.

[3] Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne:
il nemico ha devastato tutto nel tuo santuario.

[4] Ruggirono i tuoi avversari nel tuo tempio,
issarono i loro vessilli come insegna.

[5] Come chi vibra in alto la scure
nel folto di una selva,

[6] con l’ascia e con la scure
frantumavano le sue porte.

[7] Hanno dato alle fiamme il tuo santuario,
hanno profanato e demolito la dimora del tuo nome;

[8] pensavano: “Distruggiamoli tutti”;
hanno bruciato tutti i santuari di Dio nel paese.

[9] Non vediamo più le nostre insegne,
non ci sono più profeti
e tra di noi nessuno sa fino a quando…

[10] Fino a quando, o Dio, insulterà l’avversario,
il nemico continuerà a disprezzare il tuo nome?

[11] Perché ritiri la tua mano
e trattieni in seno la destra?

[12] Eppure Dio è nostro re dai tempi antichi,
ha operato la salvezza nella nostra terra.

[13] Tu con potenza hai diviso il mare,
hai schiacciato la testa dei draghi sulle acque.

[14] Al Leviatàn hai spezzato la testa,
lo hai dato in pasto ai mostri marini.

[15] Fonti e torrenti tu hai fatto scaturire,
hai inaridito fiumi perenni.

[16] Tuo è il giorno e tua è la notte,
la luna e il sole tu li hai creati.

[17] Tu hai fissato i confini della terra,
l’estate e l’inverno tu li hai ordinati.

[18] Ricorda: il nemico ha insultato Dio,
un popolo stolto ha disprezzato il tuo nome.

[19] Non abbandonare alle fiere la vita di chi ti loda,
non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri.

[20] Sii fedele alla tua alleanza;
gli angoli della terra sono covi di violenza.

[21] L’umile non torni confuso,
l’afflitto e il povero lodino il tuo nome.

[22] Sorgi, Dio, difendi la tua causa,
ricorda che lo stolto ti insulta tutto il giorno.

[23] Non dimenticare lo strepito dei tuoi nemici;
il tumulto dei tuoi avversari cresce senza fine.

Premere qui per ascoltare il salmo.

 


Ritaglio del Vangelo Odierno:

Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti».(Mt 8,5-17)


 

 

 

Santa Maria, Vergine del meriggio

Tonino Bello, Maria donna dei nostri giorni

Santa Maria, Vergine del meriggio,
donaci l’ebbrezza della luce.
Stiamo fin troppo sperimentando
lo spegnersi delle nostre lanterne,
e il declinare delle ideologie di potenza,
e l’allungarsi delle ombre crepuscolari
sugli angusti sentieri della terra,
per non sentire la nostalgia del sole meridiano.
Strappaci dalla desolazione dello smarrimento
e ispiraci l’umiltà della ricerca.
Abbevera la nostra arsura di grazia nel cavo della tua mano.
Riportaci alla fede che un’altra Madre, povera e buona come te,
ci ha trasmesso quando eravamo bambini,
e che forse un giorno abbiamo in parte svenduto
per una miserabile porzione di lenticchie.
Tu, mendicante dello Spirito,
riempi le nostre anfore di olio
destinato a bruciare dinanzi a Dio:
ne abbiamo già fatto ardere troppo
davanti agli idoli del deserto.
Facci capaci di abbandoni sovrumani in Lui.
Tempera le nostre superbie carnali.
Fa’ che la luce della fede,
anche quando assume accenti di denuncia profetica,
non ci renda arroganti o presuntuosi,
ma ci doni il gaudio della tolleranza e della comprensione.
Soprattutto, però, liberaci dalla tragedia
che il nostro credere in Dio
rimanga estraneo alle scelte concrete di ogni momento
sia pubbliche che private,
e corra il rischio
di non diventare mai carne e sangue
sull’altare della ferialità.

http://www.qumran2.net/ritagli/index.php?parole=potenza+di+dio&p=barra_ric

Vangelo (Lc 9,51-62) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 26 Giugno 2016) con commento comunitario

25 giugno 2016

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,51-62)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.

Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».

A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».

Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Questo è il Vangelo del 26 Giugno, quello del 25 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Il Cuore di Cristo. Riflessioni per un mese

24 giugno 2016

24 giugno

Dono della Madre (Gv 19,2527)

Gesù sulla croce non è pago di donare se stesso per nostro amore. C’è ancora il testamento da integrarci, e la parte più cara al suo cuore, il tesoro più prezioso: la sua Madre.
Con questo etremo distacco il suo sacrificio è veramente completo. Donna: ecco il tuo figlio alla Madre. Ecco la tua Madre a Giovanni. Eravamo tutti presenti in quel momento ai piedi della croce insieme a Giovanni.
«La Beata Vergine avanzò nella peregrinazione della fede e serbò fedelmente la sua unione al Figlio fino alla croce, dove, non senza un disegno divino, se ne stette sofferente profondamente col suo unigenito e associandosi con amore materno al sacrificio di lui, amorosamente consenziente alla immolazione della vittima da lei generata» (Vat. II).
«La Beata Vergine per il dono esplicito della divina maternità che la unisce al figlio Redentore, e per le sue singolari, grazie e funzioni, è pure intimamente congiunta con la Chiesa. La Madre di Dio è figura della Chiesa… nell’ordine della fede, della verità, della perfetta unione con Cristo…» (Vat. II).
Maria coopera alla rigenerazione e alla formazione dei fedeli con amore di Madre. La sua missione materna è di condurre al suo Gesù tutti i suoi figli.
Grazie, o Madre, per la tua donazione.

(more…)

Vangelo (Mt 8,5-17) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 25 Giugno 2016) con commento comunitario

24 giugno 2016

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,5-17) 

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.
Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.
Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
“Egli ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle malattie”.

Questo è il Vangelo del 25 Giugno, quello del 24 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Francesco visita l’Armenia, “primo Paese cristiano”

24 giugno 2016

2016-06-24 Radio Vaticana

 

 

 

Papa Francesco si appresta a partire per l’Armenia, 14.mo viaggio apostolico del Pontificato. Alle 9 la partenza da Roma e dopo 4 ore di volo l’arrivo a Yerevan con la cerimonia di benvenuto in aeroporto e subito i primi incontri. L’attesa è grande, ce la racconta il nostro inviato Giancarlo La Vella:

Un viaggio apostolico carico di significati, prima tappa della visita nel Caucaso, che verrà completata a settembre prossimo col la Georgia e l’Azerbaigian. Papa Francesco va in Armenia 15 anni dopo la visita di Giovanni Paolo II. Sarà un nuovo abbraccio con il Paese che per primo, nel 301 dopo Cristo, al culmine dell’opera evangelizzatrice di San Gregorio l’Illuminatore, proclamò il Cristianesimo come religione di Stato. Ben 79 anni prima dell’Editto di Teodosio, col quale l’Impero Romano rese ufficiale la fede in Cristo, dopo averla ammessa nel 313 con l’Editto di Milano. Ma sarà un dialogo, profondo, quello del Papa, con un Paese ferito alla ricerca della pace. Dopo la lunga stagione in cui fu inglobata nell’Unione Sovietica – il russo è la seconda lingua più parlata – l’Armenia deve risolvere ancora oggi il conflitto territoriale con l’Azerbaigian. Al centro della questione, la regione del Nagorno-Karabach, enclave a maggioranza armena in territorio azero. Ma, soprattutto, la ferita più profonda risale al 1915, quando un milione e mezzo di armeni, soprattutto cristiani, vennero orrendamente trucidati per mano dell’esercito ottomano – una vicenda che divide Armenia e Turchia. Ankara non accetta il termine “genocidio” per definire quel massacro. Il Papa incontrerà le autorità civili e quelle religiose, quella armeno apostolica e quella armeno cattolica. Significativa la visita al Memoriale di Tzitzernakaberde, che ricorda proprio l’eccidio armeno, la visita ad un orfanotrofio di Gyumri, nell’ambito pelle opere di misericordia che il Papa compie in questo Giubileo straordinario, poi l’incontro di ecumenico e la preghiera per la pace; infine, la visita al Monastero di Khor Virap, al confine con la Turchia, da dove il Pontefice libererà due colombe, simbolo di pace, verso il Monte Ararat, dove, secondo la tradizione biblica, si arenò l’Arca di Noè alla fine del Diluvio Universale. Rientro in Vaticano nella serata di domenica prossima.

 

(Da Radio Vaticana)

 

 

 

Liturgia del giorno: Audio salmo 139 (138)

24 giugno 2016

Venerdì, 23_Giugno_2016


Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda.

 

[1] Al maestro del coro. Di Davide. Salmo.
Signore, tu mi scruti e mi conosci,
[2] tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,

[3] mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;

[4] la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.

[5] Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.

[6] Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.

[7] Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?

[8] Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.

[9] Se prendo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,

[10] anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.

[11] Se dico: “Almeno l’oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte”;

[12] nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.

[13] Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

[14] Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.

[15] Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.

Premere qui per ascoltare il salmo.

 

 


Ritaglio del Vangelo odierno:

Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome».

(Lc 1,57-66.80)


 

 

 

Tu mi hai sedotto, Dio (per godere del dono della profezia)

Valentino Salvoldi

Spirito creatore, plasmandomi nel seno materno ha posto in me il seme della fede, lo spirito profetico e la chiamata ad essere tutto tuo e a portare te a tanti fratelli.

“Tu mi hai sedotto e io mi sono lasciato sedurre”, nulla ho tenuto per me. Per te e per tutti ho voluto, e voglio, essere un dono. Tutto ho posto sull’altare. Ma l’invecchiare non porta automaticamente alla santità: “Ti amavo di più quand’ero giovane”.

Grazie perché non demordi. E di fronte alla quotidiana tua chiamata, rispondo con tante suppliche. Non permettere che le mie labbra siano “incirconcise” come quelle di Mosè, né abbia come lui a dirti: “Manda mio fratello Aronne”.

Non permettere che fugga in direzione opposta a quella da te indicata: se vuoi che vada a Ninive, non fare di me un altro Giona. Non permettere che accampi scuse come Geremia, per scuotere dalle spalle il mantello profetico. Ma anche a me, come al veggente di Anatot, infiamma le vene con un divorante amore.

Anche a me, come al giovane Isaia, purifica le labbra con un carbone ardente, rendendomi capace di rispondere alla tua chiamata: “Ecco, io sono qui, manda me!”. Con fede e umiltà potrò testimoniare e annunciare la Parola.

Non ti chiedo particolari visioni profetiche, ma solo la forza di non stancarmi mai di ripetere a chi incontro: prova e gusta come è buono il Signore, sta attaccato a Lui, lasciati sedurre da quell’Amore che dà un senso alla vita e rende interessante anche la morte.

 

 

http://www.qumran2.net/ritagli/index.php?parole=fede&p=barra_ric

 

Tweet del Papa

23 giugno 2016

Vi chiedo di accompagnare con la preghiera il mio Viaggio Apostolico in Armenia.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:00 – 23 giu 2016

Videomessaggio Armenia 23-06-2016

23 giugno 2016

In un videomessaggio al popolo armeno alla vigilia del suo viaggio apostolico, Papa Francesco ha sottolineato come il paese caucasico ha sempre trovato la forza di rialzarsi
anche dalle sofferenze più forti.

 

 

Il Cuore di Cristo. Riflessioni per un mese

23 giugno 2016

23 giugno

Lo straniero

Un giorno il Signore, guarì dieci lebbrosi. La miseria, la malattia aveva unito al gruppo un samaritano, uno straniero. I dieci si incontrarono con Gesù e chiesero la guarigione. Andate, mostratevi ai Sacerdoti per entrare nella vita civile al pari di ogni altro uomo. Per la strada guarirono. Di essi uno solo ritornò a dire grazie a Gesù. Ed era lo straniero, il samaritano, il reietto, l’incivile. Gesù fu commosso e chiese: E gli altri nove?
Noi non vogliamo essere come gli altri nove. Abbiamo seguito le promesse che facesti per noi a S. Margherita Maria Alacoque. Ti diciamo con tutto il cuore: grazie, Signore.
Grazie per il dono di Te che l’amore infinito del Divin Padre ci ha fatto.
Grazie per l’amore che ti ha portato ad incarnarti per noi, a vivere per noi, a soffrire, morire, risorgere per noi.
Grazie, o Signore, per il dono dello Spirito Santo che ci unisce a te, come tralci alla vite, come membra al Capo…
Grazie per ogni tua parola, ogni tuo gesto, ogni tuo miracolo compititi per noi, soprattutto per il grande miracolo della santissima Eucaristia.
Grazie, Signore, per averci dato come Madre la tua mamma. Con lei ci sentiamo meno orfani, con lei si aprono i nostri cuori ad accogliere con rinnovata fede e con purificato amore tuoi doni, le promesse generose del tuo Cuore.
Grazie, Signore. Santifica le anime nostre, unisci le nostre famiglie nell’amore scambievole, rendi la patria nostra fedele al tuo insegnamento e alla parola del Papa, fa’ che si uniscano nella concordia tutti i cittadini; riversa sul mondo intero l’abbondanza della tua misericordia, la tua luce, la tua pace, la tua salvezza.
Cuore Sacratissimo di Gesù, noi confidiamo in te.

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Liturgia del giorno: Audio salmo 79 (78)

23 giugno 2016

Giovedì, 23_Giugno_2016


Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.

 

[1] Salmo. Di Asaf.
O Dio, nella tua eredità sono entrate le nazioni,
hanno profanato il tuo santo tempio,
hanno ridotto in macerie Gerusalemme.

[2] Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi
in pasto agli uccelli del cielo,
la carne dei tuoi fedeli
agli animali selvaggi.

[3] Hanno versato il loro sangue come acqua
intorno a Gerusalemme, e nessuno seppelliva.

[4] Siamo divenuti l’obbrobrio dei nostri vicini,
scherno e ludibrio di chi ci sta intorno.

[5] Fino a quando, Signore, sarai adirato: per sempre?
Arderà come fuoco la tua gelosia?

[6] Riversa il tuo sdegno sui popoli che non ti riconoscono
e sui regni che non invocano il tuo nome,

[7] perché hanno divorato Giacobbe,
hanno devastato la sua dimora.

[8] Non imputare a noi le colpe dei nostri padri,
presto ci venga incontro la tua misericordia,
poiché siamo troppo infelici.

[9] Aiutaci, Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome,
salvaci e perdona i nostri peccati
per amore del tuo nome.

[10] Perché i popoli dovrebbero dire:
“Dov’è il loro Dio?”.
Si conosca tra i popoli, sotto i nostri occhi,
la vendetta per il sangue dei tuoi servi.

[11] Giunga fino a te il gemito dei prigionieri;
con la potenza della tua mano
salva i votati alla morte.

[12] Fà ricadere sui nostri vicini sette volte
l’affronto con cui ti hanno insultato, Signore.

[13] E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo,
ti renderemo grazie per sempre;
di età in età proclameremo la tua lode.

Premere qui per ascoltare il salmo.

 

 


Ritaglio del Vangelo Odierno:

«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. (Mt 7,21-29)


 

 

Arroganza

Rabbi Nachman di Brazlav

Caro Dio,
liberami dal falso orgoglio;
liberami dall’arroganza
che accompagna un’immagine di sé gonfiata.
Preservami dall’alterigia,
da un ego sovraccarico
derivante da un io vuoto.
Fa’ che impari a essere soddisfatto di me stesso;
che non senta mai il bisogno
di sminuire qualcuno
per acquisire valore e importanza,
per sentirmi
stimato e degno.

http://www.qumran2.net/ritagli/index.php?ritaglio=1178

 

 

Be God’s Mercy- Il Papa invita a sostenere Aiuto alla Chiesa che Soffre

23 giugno 2016

Spot di 60” della campagna Be God’s Mercy che realizzerà in tutto il mondo progetti di misericordia dal 17 giugno al 4 ottobre.
la campagna è sostenuta personalmente da Papa Francesco!

 

 

Vangelo (Lc 1,57-66.80) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 24 Giugno 2016) con commento comunitario

23 giugno 2016

NATIVITA’ DI SAN GIOVANNI BATTISTA – Solennità

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,57-66.80)

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.

Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».

Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.

Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

Questo è il Vangelo del 24 Giugno, quello del 23 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Pensiero Notturno: Matteo Cap.6- 22, 23 Dal discorso della montagna

22 giugno 2016

 

“la lucerna del corpo è l’occhio . Se dunque il tuo occhio è terso, tutto il corpo sarà illuminato. Ma se per caso il tuo occhio è malato , tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre . Se dunque la luce che è in te è tenebra , quanta sarà l’oscurità?”

Cristo è la luce , chi vive in lui risplende della sua luce riflessa e la trasmette a chi è senza di Lui .

Per essere la luce di Cristo dobbiamo cercare di fare la volontà del Padre , e per fare la volontà del Padre bastano poche regole : Non giudicare, Amare Dio e il prossimo come noi stessi. La regola dell’Amore è la regola per eccellenza, essa  racchiude tutte le altre regole, ed  è la regola che dona la pace e la gioia nell’animo , perchè è la più semplice e al tempo stesso più difficile da applicare.

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