Archive for settembre 2016

Tweet del Papa

30 settembre 2016

Oggi parto per la Georgia e l’Azerbaigian. Accompagnatemi con le vostre preghiere per seminare insieme pace, unità e riconciliazione.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 9:30 – 30 sett 2016

Signore Gesù, stendi l’ombra della tua croce sui popoli in guerra: imparino la via della riconciliazione, del dialogo e del perdono.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 18:00 – 30 sett 2016

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Liturgia del giorno: Audio salmo 139(138)

30 settembre 2016

Venerdì, 30_Settembre_2016


Guidami, Signore, per una via di eternità.

 

[1] Al maestro del coro. Di Davide. Salmo.
Signore, tu mi scruti e mi conosci,
[2] tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,

[3] mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;

[4] la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.

[5] Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.

[6] Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.

[7] Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?

[8] Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.

[9] Se prendo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,

[10] anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.

[11] Se dico: “Almeno l’oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte”;

[12] nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.

[13] Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.

[14] Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.

[15] Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
intessuto nelle profondità della terra.

[16] Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i miei giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.

[17] Quanto profondi per me i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio;

[18] se li conto sono più della sabbia,
se li credo finiti, con te sono ancora.

Premere qui per ascoltare il salmo.

 


Ritaglio del Vangelo Odierno:

Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me, disprezza colui che mi ha mandato».Lc 10,13-16


 

 

Il successo nella vita non si misura per quello che raggiungi ma dagli ostacoli che hai superato.

 

Seguire il Cristo

Frére Roger

Seguire il Cristo con cuore deciso,
non è accendere un fuoco d’artificio che lampeggia e poi si spegne.

È entrare, poi rimanere, in un cammino di fiducia
che può durare tutta la vita.

La gioia del Vangelo,
lo spirito della lode,
supporrà sempre una decisione interiore.

Osare cantare il Cristo fino alla gioia serena…

Non una gioia qualsiasi,
ma quella che proviene direttamente dalle sorgenti del Vangelo.

Vangelo (Lc 10,17-24) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 1 Ottobre 2016) con commento comunitario

30 settembre 2016

S. TERESA DI GESU’ BAMBINO – VERGINE E DOTTORE DELLA CHIESA, memoria

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,17-24)

In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».
Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nasc

osto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Questo è il Vangelo dell’ 1 Ottobre, quello del 30 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Tweet del Papa

29 settembre 2016

Il Signore ha affidato agli arcangeli il compito di difendere gli esseri umani.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:30 – 29 sett 2016

Vangelo (Lc 10,13-16) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 30 Settembre 2016) con commento comunitario

29 settembre 2016

SAN GIROLAMO, SACERDOTE E DOTTORE DELLA CHIESA, memoria

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,13-16)

In quel tempo, Gesù disse:

«Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, nel giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.

E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai!

Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato».

Questo è il Vangelo del 30 Settembre, quello del 29 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Liturgia del giorno: Audio salmo 144(143)

29 settembre 2016

Giovedì, 29 _ Settembre _ 2016


 

Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.

[1] Di Davide.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
A te voglio cantare davanti agli angeli,

[2] mi prostro verso il tuo tempio santo.
Rendo grazie al tuo nome
per la tua fedeltà e la tua misericordia:
hai reso la tua promessa più grande di ogni fama.

[3] Nel giorno in cui t’ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

[4] Ti loderanno, Signore, tutti i re della terra
quando udranno le parole della tua bocca.

[5] Canteranno le vie del Signore,
perché grande è la gloria del Signore;

[6] eccelso è il Signore e guarda verso l’umile
ma al superbo volge lo sguardo da lontano.

[7] Se cammino in mezzo alla sventura
tu mi ridoni vita;
contro l’ira dei miei nemici stendi la mano
e la tua destra mi salva.

[8] Il Signore completerà per me l’opera sua.
Signore, la tua bontà dura per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.
Premere qui per ascoltare il salmo.


Ritaglio del Vangelo Odierno:

«Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».Gv 1,47-51


 

 

Preghiera di fiducia al Signore, rifugio e roccia della mia salvezza

Il lumino rosso

Bruno Ferrero, Il canto del grillo, LDC

Un protestante, durante un giro turistico, entrò con la sua bambina in una chiesa cattolica. Invece di guardare le opere d’arte, la bambina fu incuriosita dal lumicino rosso che ardeva in un angolo, accanto al tabernacolo.
“Papà, perché c’è quel lumino rosso?”
“Perché, secondo i cattolici, dentro quell’armadietto c’è Gesù sotto forma di pane consacrato. La lampada ricorda a tutti la sua presenza”, rispose sincero il padre.
Una settimana dopo, padre e figlia entrano nella loro chiesa per la funzione domenicale. La bambina si guarda intorno per un po’, poi tirò la giacca del padre.
“Papà, perché qui non c’è il lumicino rosso?”
“Per noi protestanti, qui non c’è Gesù, bambina mia”.
La bambina si accigliò, poi prendendo la mano del padre disse:
“Papà, andiamo in una chiesa dove c’è Gesù“.

Mille migliaia lo servivano

29 settembre 2016

LA LITURGIA DEL GIORNO
http://www.lachiesa.it/liturgia

La Liturgia di Giovedi 29 Settembre 2016
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SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE
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Grado della Celebrazione: FESTA
Colore liturgico: Bianco

PRIMA LETTURA (Dn 7,9-10.13-14)
Mille migliaia lo servivano.

Dal libro del profeta Daniele

Io continuavo a guardare,
quand’ecco furono collocati troni
e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente. Un fiume di fuoco scorreva
e usciva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d’uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.

Parola di Dio.

Tweet del Papa

28 settembre 2016

Che bello sarebbe lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato!

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:30 – 28 sett 2016

Piazza San Pietro, appello per la Siria, 28-09-2016

28 settembre 2016
Pubblicato il 28 set 2016

Chi bombarda Aleppo renderà conto a Dio

Al termine dell’udienza generale, nuovo forte appello di Papa Francesco per la pace nell’amata e martoriata Siria, preoccupato per quanto accade ad Aleppo. L’obbligo urgente di proteggere i civili.

 

Piazza San Pietro udienza generale, 28-09-2016

28 settembre 2016
Pubblicato il 28 set 2016

La Chiesa e la salvezza di Dio sono per tutti

Papa Francesco ha dedicato la catechesi dell’udienza generale al perdono sulla croce, commentando il colloquio di Gesù con i due malfattori crocifissi con lui.

 

Liturgia del giorno: Audio salmo 88(87)

28 settembre 2016

28,  Martedì _ Settembre _ 2016


 

Giunga fino a te la mia preghiera, Signore.

[1] Canto. Salmo. Dei figli di Core.
Al maestro del coro. Su “Macalat”.
Per canto. Maskil. Di Eman l’Ezraita.

[2] Signore, Dio della mia salvezza,
davanti a te grido giorno e notte.

[3] Giunga fino a te la mia preghiera,
tendi l’orecchio al mio lamento.

[4] Io sono colmo di sventure,
la mia vita è vicina alla tomba.

[5] Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa,
sono come un morto ormai privo di forza.

[6] È tra i morti il mio giaciglio,
sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,
dei quali tu non conservi il ricordo
e che la tua mano ha abbandonato.

[7] Mi hai gettato nella fossa profonda,
nelle tenebre e nell’ombra di morte.

[8] Pesa su di me il tuo sdegno
e con tutti i tuoi flutti mi sommergi.

[9] Hai allontanato da me i miei compagni,
mi hai reso per loro un orrore.
Sono prigioniero senza scampo;

[10] si consumano i miei occhi nel patire.
Tutto il giorno ti chiamo, Signore,
verso di te protendo le mie mani.

[11] Compi forse prodigi per i morti?
O sorgono le ombre a darti lode?

[12] Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro,
la tua fedeltà negli inferi?

[13] Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi,
la tua giustizia nel paese dell’oblio?

[14] Ma io a te, Signore, grido aiuto,
e al mattino giunge a te la mia preghiera.

[15] Perché, Signore, mi respingi,
perché mi nascondi il tuo volto?

[16] Sono infelice e morente dall’infanzia,
sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.
[17] Sopra di me è passata la tua ira,
i tuoi spaventi mi hanno annientato,

[18] mi circondano come acqua tutto il giorno,
tutti insieme mi avvolgono.

[19] Hai allontanato da me amici e conoscenti,
mi sono compagne solo le tenebre.

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

Ritaglio Odierno del Vangelo:

«Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Lc 9,57-62


 

 

Risultati immagini per ti seguirò Gesù

Seguire il Cristo

Frére Roger

Seguire il Cristo con cuore deciso,
non è accendere un fuoco d’artificio che lampeggia e poi si spegne.

È entrare, poi rimanere, in un cammino di fiducia
che può durare tutta la vita.

La gioia del Vangelo,
lo spirito della lode,
supporrà sempre una decisione interiore.

Osare cantare il Cristo fino alla gioia serena…

Non una gioia qualsiasi,
ma quella che proviene direttamente dalle sorgenti del Vangelo.

Vangelo (Gv 1,47-51) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 29 Settembre 2016) con commento comunitario

28 settembre 2016

SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,47-51)

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Questo è il Vangelo del 29 Settembre, quello del 28 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

“Non c’è alternativa alla pace”

28 settembre 2016

E’ morto Shimon Peres, ex presidente israeliano e Nobel per la Pace

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Shimon Peres abbraccia in Vaticano il presidente palestinese Abbas alla presenza del Papa

28/09/2016
Si è spento nella notte l’ultimo dei padri fondatori di Israele, Shimon Peres, 93 anni, dopo due settimane di ricovero in seguito ad un ictus. Passato alla storia per essere stato uno dei fautori degli accordi di Oslo nel 1993, ha ricevuto il premio Nobel per la Pace. I funerali si terranno venerdì a Gerusalemme. Peres sarà sepolto tra i Grandi della Nazione nel cimitero del Monte Herzl a Gerusalemme. Il servizio di Debora Donnini:

L’uomo della pace, protagonista in politica dalla nascita di Israele nel 1948, ministro, premier e infine presidente, esponente del Partito laburista. Peres passò da falco a colomba a partire dal 1977. Nato in Polonia ed emigrato da ragazzo in Palestina, entrò in politica dopo aver conosciuto per caso Ben Gurion facendo l’autostop. Spirito indomito, nonostante le diverse sconfitte elettorali si rialzava ogni volta. Centrale il suo impegno negli accordi di Oslo e il conseguente premio Nobel per la Pace del 1994, ricevuto assieme a Rabin e Arafat.
Lui, che in precedenza aveva rifiutato qualsiasi compromesso con i Paesi arabi ostili ad Israele e autorizzato le prime colonie ebraiche nella Cisgiordania occupata, aveva poi compreso che l’obiettivo doveva essere chiaro: due Stati, Israele e Palestina, che convivono in amicizia e cooperazione. Terminato il mandato presidenziale nel 2014, era proseguito il suo impegno per il dialogo con la sua fondazione. Forti i contrasti con Netanyahu, negli anni crebbe sempre più la sua fama di uomo della riconciliazione.
Indimenticabile l’incontro di preghiera per la pace in Vaticano con Papa Francesco, a cui partecipò nel 2014 assieme al presidente palestinese Mahmoud Abbas. Queste le parole di Shimon Peres:
“Due popoli – gli israeliani e i palestinesi – desiderano ancora ardentemente la pace. Le lacrime delle madri sui loro figli sono ancora incise nei nostri cuori. Noi dobbiamo mettere fine alle grida, alla violenza, al conflitto. Noi tutti abbiamo bisogno di pace. Pace fra eguali”.
(more…)

Tweet del Papa

27 settembre 2016

Promuoviamo un turismo sostenibile, che porti sviluppo e incontro con le popolazioni locali, ed eviti ogni sorta di discriminazione.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:30 – 27 sett 2016

Messa a Casa Santa Marta 27-09-2016

27 settembre 2016
Pubblicato il 27 set 2016

La preghiera prima risposta alla desolazione spirituale

Papa Francesco, nell’omelia della messa del mattino a Casa Santa Marta, ha commentato lo sfogo del profeta Giobbe: vincere il buio interiore con la preghiera e la vicinanza di chi sa accompagnare.

 

 

 

 

 

 

Liturgia del giorno: Audio salmo 88(87)

27 settembre 2016

Martedì, 27_settembre_2016


Giunga fino a te la mia preghiera, Signore.

[1] Canto. Salmo. Dei figli di Core.
Al maestro del coro. Su “Macalat”.
Per canto. Maskil. Di Eman l’Ezraita.

[2] Signore, Dio della mia salvezza,
davanti a te grido giorno e notte.

[3] Giunga fino a te la mia preghiera,
tendi l’orecchio al mio lamento.

[4] Io sono colmo di sventure,
la mia vita è vicina alla tomba.

[5] Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa,
sono come un morto ormai privo di forza.

[6] È tra i morti il mio giaciglio,
sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,
dei quali tu non conservi il ricordo
e che la tua mano ha abbandonato.

[7] Mi hai gettato nella fossa profonda,
nelle tenebre e nell’ombra di morte.

[8] Pesa su di me il tuo sdegno
e con tutti i tuoi flutti mi sommergi.

[9] Hai allontanato da me i miei compagni,
mi hai reso per loro un orrore.
Sono prigioniero senza scampo;

[10] si consumano i miei occhi nel patire.
Tutto il giorno ti chiamo, Signore,
verso di te protendo le mie mani.

[11] Compi forse prodigi per i morti?
O sorgono le ombre a darti lode?

[12] Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro,
la tua fedeltà negli inferi?

[13] Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi,
la tua giustizia nel paese dell’oblio?

[14] Ma io a te, Signore, grido aiuto,
e al mattino giunge a te la mia preghiera.

[15] Perché, Signore, mi respingi,
perché mi nascondi il tuo volto?

[16] Sono infelice e morente dall’infanzia,
sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.
[17] Sopra di me è passata la tua ira,
i tuoi spaventi mi hanno annientato,

[18] mi circondano come acqua tutto il giorno,
tutti insieme mi avvolgono.

[19] Hai allontanato da me amici e conoscenti,
mi sono compagne solo le tenebre.

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

Ritaglio del Vangelo Odierno:

«Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò.  Lc 9,51-56


 

La mia vita invoca Dio

(Nicolino Sarale)

Sono irritato con me;
vorrei e non vorrei;
desidero e non desidero;
prometto e non mantengo;
prego e non ho fiducia;
credo in Cristo;
e lo temo… oh, sì!
Io porto in me lo stimolo del mondo!
L’universo intero
mi tormenta e mi esalta:
il mistero della storia
mi scarnifica e mi stupisce;
l’aldilà mi spaventa e mi attrae…
La mia vita
non è che un’ombra scialba
che invoca Dio.

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Vangelo (Lc 9,57-62) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 28 Settembre 2016) con commento comunitario

27 settembre 2016

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,57-62)

In quel tempo, mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».

A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».

Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Questo è il Vangelo del 28 Settembre, quello del 27 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Servire Cristo nei poveri

27 settembre 2016

Da alcune «Lettere e conferenze spirituali» di san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote (Cfr. lett. 2546, ecc.; Correspondance, entretiens, documents, Paris 1922-1925, passim)

Non dobbiamo regolare il nostro atteggiamento verso i poveri da ciò che appare esternamente in essi e neppure in base alle loro qualità interiori. Dobbiamo piuttosto considerarli al lume della fede. Il Figlio di Dio ha voluto essere povero, ed essere rappresentato dai poveri. Nella sua passione non aveva quasi la figura di uomo; appariva un folle davanti ai gentili, una pietra di scandalo per i Giudei; eppure egli si qualifica l’evangelizzatore dei poveri: «Mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio» (Lc 4, 18).
Dobbiamo entrare in questi sentimenti e fare ciò che Gesù ha fatto: curare i poveri, consolarli, soccorrerli, raccomandarli. (more…)

Perché dare la luce a un infelice?

27 settembre 2016

LA LITURGIA DEL GIORNO
http://www.lachiesa.it/liturgia

La Liturgia di Martedi 27 Settembre 2016
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San Vincenzo de’ Paoli
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Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco

PRIMA LETTURA (Gb 3,1-3.11-17.20-23)
Perché dare la luce a un infelice?

Dal libro di Giobbe

Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno.
Prese a dire:
«Perisca il giorno in cui nacqui
e la notte in cui si disse: “È stato concepito un maschio!”.
Perché non sono morto fin dal seno di mia madre
e non spirai appena uscito dal grembo?
Perché due ginocchia mi hanno accolto,
e due mammelle mi allattarono?
Così, ora giacerei e avrei pace,
dormirei e troverei riposo
con i re e i governanti della terra,
che ricostruiscono per sé le rovine,
e con i prìncipi, che posseggono oro
e riempiono le case d’argento.
Oppure, come aborto nascosto, più non sarei,
o come i bambini che non hanno visto la luce.
Là i malvagi cessano di agitarsi,
e chi è sfinito trova riposo.
Perché dare la luce a un infelice
e la vita a chi ha amarezza nel cuore,
a quelli che aspettano la morte e non viene,
che la cercano più di un tesoro,
che godono fino a esultare
e gioiscono quando trovano una tomba,
a un uomo, la cui via è nascosta
e che Dio ha sbarrato da ogni parte?».

Parola di Dio

Tweet del Papa

26 settembre 2016

Nel fratello che aiutiamo riconosciamo il volto di Dio che nessuno può vedere.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:30 – 26 sett 2016

Liturgia del giorno: Audio salmo 17(16)

26 settembre 2016

Lunedì, 26 _Settembre _ 2016


Tendi a me l’orecchio, Signore, ascolta le mie parole.

Invocazione dell’innocente

[1] Preghiera. Di Davide.
Accogli, Signore, la causa del giusto,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno.

[2] Venga da te la mia sentenza,
i tuoi occhi vedano la giustizia.

[3] Saggia il mio cuore, scrutalo di notte,
provami al fuoco, non troverai malizia.
La mia bocca non si è resa colpevole,

[4] secondo l’agire degli uomini;
seguendo la parola delle tue labbra,
ho evitato i sentieri del violento.

[5] Sulle tue vie tieni saldi i miei passi
e i miei piedi non vacilleranno.

[6] Io t’invoco, mio Dio: dammi risposta;
porgi l’orecchio, ascolta la mia voce,

[7] mostrami i prodigi del tuo amore:
tu che salvi dai nemici
chi si affida alla tua destra.

[8] Custodiscimi come pupilla degli occhi,
proteggimi all’ombra delle tue ali,

[9] di fronte agli empi che mi opprimono,
ai nemici che mi accerchiano.

[10] Essi hanno chiuso il loro cuore,
le loro bocche parlano con arroganza.

[11] Eccoli, avanzano, mi circondano,
puntano gli occhi per abbattermi;

[12] simili a un leone che brama la preda,
a un leoncello che si apposta in agguato.

[13] Sorgi, Signore, affrontalo, abbattilo;
con la tua spada scampami dagli empi,

[14] con la tua mano, Signore, dal regno dei morti
che non hanno più parte in questa vita.
Sazia pure dei tuoi beni il loro ventre
se ne sazino anche i figli
e ne avanzi per i loro bambini.

[15] Ma io per la giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua presenza.
Premere qui per ascoltare il salmo.


Ritaglio del Vangelo Odierno:

«Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».

Lc 9,46-50


 

 

 

 Ogni essere ha un valore

S. Teresa di Lisieux

Gesù… mi ha messo innanzi agli occhi il libro della natura e ho capito che tutti i fiori creati da Lui sono belli, che lo splendore della rosa e il candore del giglio non tolgono nulla al profumo della piccola violetta o alla semplicità incantevole della margheritina…

Ho capito che se tutti i fiorellini volessero essere rose, la natura perderebbe il suo ornamento primaverile, i campi non sarebbero più smaltati di fioretti…

Così avviene nel mondo delle anime che è il giardino di Gesù.

Egli ha voluto creare grandi Santi che possono paragonarsi ai gigli e alle rose, ma ne ha creati anche di più piccoli, equesti devono contentarsi di essere pratoline o violette destinate a rallegrare lo sguardo del buon Dio quando Egli lo abbassa ai suoi piedi.

La perfezione consiste nel fare la sua volontà, e nell’essere ciò che Egli vuole che siamo…

Vangelo (Lc 9,51-56) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 27 Settembre 2016) con commento comunitario

26 settembre 2016

SAN VINCENZO DE’ PAOLO – SACERDOTE, memoria

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,51-56)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

Questo è il Vangelo del 27 Settembre, quello del 26 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Liturgia del giorno: Audio salmo 90(89)

25 settembre 2016

25, Domenica _ Settembre _ 2016 


Loda il Signore, anima mia.

[1] Alleluia.
Loda il Signore, anima mia:

[2] loderò il Signore per tutta la mia vita,
finché vivo canterò inni al mio Dio.

[3] Non confidate nei potenti,
in un uomo che non può salvare.

[4] Esala lo spirito e ritorna alla terra;
in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.

[5] Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe,
chi spera nel Signore suo Dio,

[6] creatore del cielo e della terra,
del mare e di quanto contiene.
Egli è fedele per sempre,

[7] rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri,

[8] il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,

[9] il Signore protegge lo straniero,
egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie degli empi.

[10] Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione.

Premere qui per ascoltare il salmo.

 


Ritaglio del Vangelo Odierno:

“Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.

Lc 16,19-3


 

 

 

Amore e ricchezza

(Abba Evagrio il monaco)

Non è possibile che l’amore possa coesistere con la ricchezza. L’amore cristiano non solo distrugge l’avidità del possesso, ma la stessa nostra vita legata al tempo. Rimanendo attaccati a qualche bene esteriore, il nemico è sempre in vantaggio e su di noi getta i suoi lacci per provocare in noi risentimento, dove sa che il nostro cuore è ancora attaccato.

Abba Evagrio il monaco, monaco della Chiesa Orientale del IV secolo

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Santa Messa per il Giubileo dei Catechisti -2016.09.25

25 settembre 2016

Papa Francesco celebra la Santa Messa in occasione del Giubileo dei Catechisti, con al termine la preghiera dell’Angelus.

 

Tweet del Papa

25 settembre 2016

Il mondo ha bisogno di segni concreti di solidarietà, soprattutto davanti alla tentazione dell’indifferenza.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:30 – 25 sett 2016

Vangelo (Lc 9,46-50) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 26 Settembre 2016) con commento comunitario

25 settembre 2016

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,46-50)

In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.

Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».

Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

Questo è il Vangelo del 26 Settembre, quello del 25 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Ora cesserà l’orgia dei dissoluti

25 settembre 2016

LA LITURGIA DEL GIORNO
http://www.lachiesa.it/liturgia

La Liturgia di Domenica 25 Settembre 2016
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XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
=====================================

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

PRIMA LETTURA (Am 6,1.4-7)
Ora cesserà l’orgia dei dissoluti.

Dal libro del profeta Amos

Guai agli spensierati di Sion
e a quelli che si considerano sicuri
sulla montagna di Samaria!
Distesi su letti d’avorio e sdraiati sui loro divani
mangiano gli agnelli del gregge
e i vitelli cresciuti nella stalla.
Canterellano al suono dell’arpa,
come Davide improvvisano su strumenti musicali;
bevono il vino in larghe coppe
e si ungono con gli unguenti più raffinati,
ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano.
Perciò ora andranno in esilio in testa ai deportati
e cesserà l’orgia dei dissoluti.

Parola di Dio

Giubileo dei catechisti, la chiamata di San Matteo

24 settembre 2016

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Anno santo della misericordia

Filippo Rizzi
23/09/2016

Contemplare ma anche mettere in pratica – dal punto di vista spirituale e corporale – la misericordia, avendo come modello e bussola di riferimento il dipinto la “Vocazione di San Matteo” di Caravaggio.

È la prospettiva ma anche lo sfondo ideale su cui si apre sabato a Roma il Giubileo dei catechisti per concludersi domenica alle 10.30, con la Messa presieduta in piazza San Pietro da papa Francesco. Un evento che avrà come filo rosso narrativo il noto dipinto caravaggesco (custodito ancora oggi nella cappella Contarelli della chiesa romana di San Luigi dei Francesi) e l’intrinseco legame di quest’opera con il motto episcopale di papa Francesco, (tratto da uno scritto di Beda il Venerabile) “Miserando atque eligendo”(«Vide Gesù un pubblicano e siccome lo guardò con sentimento di amore e lo scelse, gli disse: seguimi)».

(more…)

Tweet del Papa

24 settembre 2016

Camminiamo insieme prendendoci cura l’uno dell’altro e anche del creato, nostra casa comune.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:30 – 24 sett 2016

Liturgia del giorno: Audio salmo 90(89)

24 settembre 2016

Sabato, 24_Settembre_2016


Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

 

[1] Preghiera. Di Mosè, uomo di Dio.
Signore, tu sei stato per noi un rifugio
di generazione in generazione.

[2] Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, Dio.
[3] Tu fai ritornare l’uomo in polvere
e dici: “Ritornate, figli dell’uomo”.

[4] Ai tuoi occhi, mille anni
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

[5] Li annienti: li sommergi nel sonno;
sono come l’erba che germoglia al mattino:

[6] al mattino fiorisce, germoglia,
alla sera è falciata e dissecca.

[7] Perché siamo distrutti dalla tua ira,
siamo atterritti dal tuo furore.

[8] Davanti a te poni le nostre colpe,
i nostri peccati occulti alla luce del tuo volto.

[9] Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua ira,
finiamo i nostri anni come un soffio.

[10] Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,
ma quasi tutti sono fatica, dolore;
passano presto e noi ci dileguiamo.

[11] Chi conosce l’impeto della tua ira,
tuo sdegno, con il timore a te dovuto?

[12] Insegnaci a contare i nostri giorni
e giungeremo alla sapienza del cuore.

[13] Volgiti, Signore; fino a quando?
Muoviti a pietà dei tuoi servi.

[14] Saziaci al mattino con la tua grazia:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.

[15] Rendici la gioia per i giorni di afflizione,
per gli anni in cui abbiamo visto la sventura.

[16] Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e la tua gloria ai loro figli.

[17] Sia su di noi la bontà del Signore, nostro Dio:
rafforza per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rafforza.

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

Ritaglio del Vangelo Odierno:

«Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».

 Lc 9,43-45

 

 

 

Voglio credere  

Jorge Mario Bergoglio

Voglio credere in Dio Padre, che mi ama come un figlio, e in Gesù, il Signore, che ha infuso il suo Spirito nella mia vita per farmi sorridere e portarmi così al regno di vita eterna.
Credo nella mia storia, che è stata trapassata dallo sguardo di amore di Dio e, nel giorno di primavera, 21 settembre,mi ha portato all’incontro per invitarmi a seguirlo.
Credo nel mio dolore, infecondo per l’egoismo, nel quale mi rifugio.
Credo nella meschinità della mia anima, che cerca di inghiottire senza dare… senza dare.
Credo che gli altri siano buoni, e che devo amarli senza timore, e senza tradirli mai per cercare una sicurezza per me.
Credo nella vita religiosa.
Credo di voler amare molto.
Credo nella morte quotidiana, bruciante, che fuggo, ma che mi sorride invitandomi ad accettarla.
Credo nella pazienza di Dio, accogliente, buona come una notte d’estate.
Credo che papà sia in cielo insieme al Signore.
Credo che anche padre Duarte (*) stia lì intercedendo per il mio sacerdozio.
Credo in Maria, mia madre, che mi ama e mai mi lascerà solo. E aspetto la sorpresa di ogni giorno nel quale si manifesterà l’amore, la forza, il tradimento e il peccato, che mi accompagneranno fino all’incontro definitivo con quel volto meraviglioso che non so come sia, che fuggo continuamente, ma che voglio conoscere e amare. Amen.

Testo di papa Bergoglio scritto del 1969, poco prima di essere ordinato sacerdote, tratto da Avvenire del 31 marzo 2013.

(*) il sacerdote che lo confessò quel 21 settembre citato prima.

Vangelo (Lc 16,19-31) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 25 Settembre 2016) con commento comunitario

24 settembre 2016

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 16,19-31)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:

«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.

Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.

Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.

E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Questo è il Vangelo del 25 Settembre, quello del 24 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Tweet del Papa

23 settembre 2016

Dio non si stanca di offrire sempre il suo perdono ogni volta che lo chiediamo.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:30 – 23 sett 2016

Liturgia del giorno: Audio salmo 144(143)

23 settembre 2016

Venerdì, 23_ Settembre_2016


Benedetto il Signore, mia roccia.

[1] Di Davide.
Benedetto il Signore, mia roccia,
che addestra le mie mani alla guerra,
le mie dita alla battaglia.

[2] Mia grazia e mia fortezza,
mio rifugio e mia liberazione,
mio scudo in cui confido,
colui che mi assoggetta i popoli.

[3] Signore, che cos’è un uomo perché te ne curi?
Un figlio d’uomo perché te ne dia pensiero?

[4] L’uomo è come un soffio,
i suoi giorni come ombra che passa.

[5] Signore, piega il tuo cielo e scendi,
tocca i monti ed essi fumeranno.

[6] Le tue folgori disperdano i nemici,
lancia frecce, sconvolgili.

[7] Stendi dall’alto la tua mano,
scampami e salvami dalle grandi acque,
dalla mano degli stranieri.

[8] La loro bocca dice menzogne
e alzando la destra giurano il falso.

[9] Mio Dio, ti canterò un canto nuovo,
suonerò per te sull’arpa a dieci corde;

[10] a te, che dai vittoria al tuo consacrato,
che liberi Davide tuo servo.
Salvami dalla spada iniqua,

[11] liberami dalla mano degli stranieri;
la loro bocca dice menzogne
e la loro destra giura il falso.

[12] I nostri figli siano come piante
cresciute nella loro giovinezza;
le nostre figlie come colonne d’angolo
nella costruzione del tempio.

[13] I nostri granai siano pieni,
trabocchino di frutti d’ogni specie;
siano a migliaia i nostri greggi,
a mirìadi nelle nostre campagne;

[14] siano carichi i nostri buoi.
Nessuna breccia, nessuna incursione,
nessun gemito nelle nostre piazze.

[15] Beato il popolo che possiede questi beni:
beato il popolo il cui Dio è il Signore.
Premere qui per ascoltare il salmo.


 

Ritaglio del Vangelo Odierno:

Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Parola del Signore

Lc 9,18-22

 

24. Chi non medita può fare come colui che non si specchia mai, e che quindi non si cura di uscire ordinato, poiché può essere imbrattato senza saperlo.
La persona che medita e rivolge il suo pensiero a Dio, che è lo specchio della sua anima, cerca di conoscere i suoi difetti, tenta di correggerli, si modera negli impulsi, e rimette la sua coscienza a posto.

25. Non so poi affatto compatirti né perdonarti quel tuo modo di tralasciare con facilità la comunione nonché la santa meditazione. Ricordati, figlia mia, che non si perviene a salute se non per la preghiera; che non si vince la battaglia se non per la preghiera. A te dunque la scelta.

26. In quanto poi a ciò che mi dite di sentire quando fate la meditazione, sappiate che l’artificio è diabolico. Perciò state attenta e siate vigilante. Non tralasciate la meditazione giammai per questo, altrimenti persuadetevi che rimarrete sconfitta in seguito su tutta la linea.

27. Tu intanto non ti affliggere fino al punto di perdere la pace interna. Prega con perseveranza, con fiducia e con mente calma e serena.

28. Pregate per i perfidi, pregate per i fervorosi, pregate per il sommo Pontefice, per tutti i bisogni spirituali e temporali della santa Chiesa, nostra tenerissima madre; e una preghiera speciale per tutti coloro che lavorano per la salute delle anime e per la gloria del celeste Padre.

29. Dopo l’amore di nostro Signore, ti raccomando, o figliuola, quello della Chiesa, sua Sposa, di questa cara e dolce colomba, che sola può far le uova e far nascere i colombini e le colombine dello Sposo.
Ringrazia Dio continuamente di essere figliuola della Chiesa, ad esempio di tante anime che ci hanno preceduto nel felice passaggio.
Abbi gran compassione di tutti i pastori, predicatori e guidatori di anime, e vedi come sono sparsi su tutta la faccia della terra, poiché non vi è al mondo provincia dove non ve ne siano molti. Prega Dio per essi, acciocché salvando loro medesimi, procurino fruttuosamente la salute delle anime.

http://www.sanpiodapietrelcina.org/pensieri.htm

Vangelo (Lc 9,43b-45) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 24 Settembre 2016) con commento comunitario

23 settembre 2016

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,43b-45) 

In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

Questo è il Vangelo del 24 Settembre, quello del 23 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Liturgia del giorno: Audio salmo 90(89)

22 settembre 2016

Giovedì, 22_ Settembre_ 2016


 

Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

[1] Preghiera. Di Mosè, uomo di Dio.
Signore, tu sei stato per noi un rifugio
di generazione in generazione.

[2] Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, Dio.
[3] Tu fai ritornare l’uomo in polvere
e dici: “Ritornate, figli dell’uomo”.

[4] Ai tuoi occhi, mille anni
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

[5] Li annienti: li sommergi nel sonno;
sono come l’erba che germoglia al mattino:

[6] al mattino fiorisce, germoglia,
alla sera è falciata e dissecca.

[7] Perché siamo distrutti dalla tua ira,
siamo atterritti dal tuo furore.

[8] Davanti a te poni le nostre colpe,
i nostri peccati occulti alla luce del tuo volto.

[9] Tutti i nostri giorni svaniscono per la tua ira,
finiamo i nostri anni come un soffio.

[10] Gli anni della nostra vita sono settanta,
ottanta per i più robusti,
ma quasi tutti sono fatica, dolore;
passano presto e noi ci dileguiamo.

[11] Chi conosce l’impeto della tua ira,
tuo sdegno, con il timore a te dovuto?

[12] Insegnaci a contare i nostri giorni
e giungeremo alla sapienza del cuore.

[13] Volgiti, Signore; fino a quando?
Muoviti a pietà dei tuoi servi.

[14] Saziaci al mattino con la tua grazia:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.

[15] Rendici la gioia per i giorni di afflizione,
per gli anni in cui abbiamo visto la sventura.

[16] Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e la tua gloria ai loro figli.

[17] Sia su di noi la bontà del Signore, nostro Dio:
rafforza per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rafforza.

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

Ritaglio del Vangelo Odierno:

Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.
Parola del Signore.  Lc 9,7-9

 

 

 

 

«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mt 5,9-13)

Tweet del Papa

22 settembre 2016

Più ci lasciamo coinvolgere dall’amore di Dio e più la nostra vita si rigenera.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:30 – 22 sett 2016

Vangelo (Lc 9,18-22) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 23 Settembre 2016) con commento comunitario

22 settembre 2016

SAN PIO DA PIETRELCINA, memoria

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,18-22) 

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».

Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».

Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Questo è il Vangelo del 23 Settembre, quello del 22 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Non c’è niente di nuovo sotto il sole

22 settembre 2016

LA LITURGIA DEL GIORNO
http://www.lachiesa.it/liturgia

La Liturgia di Giovedi 22 Settembre 2016
==================================
Giovedì della XXV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
==================================

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

PRIMA LETTURA (Qo 1,2-11)
Non c’è niente di nuovo sotto il sole.

Dal libro del Qoèlet

Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità: tutto è vanità.
Quale guadagno viene all’uomo
per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole?
Una generazione se ne va e un’altra arriva,
ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge, il sole tramonta
e si affretta a tornare là dove rinasce.
Il vento va verso sud e piega verso nord.
Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento.
Tutti i fiumi scorrono verso il mare,
eppure il mare non è mai pieno:
al luogo dove i fiumi scorrono,
continuano a scorrere.
Tutte le parole si esauriscono
e nessuno è in grado di esprimersi a fondo.
Non si sazia l’occhio di guardare
né l’orecchio è mai sazio di udire.
Quel che è stato sarà
e quel che si è fatto si rifarà;
non c’è niente di nuovo sotto il sole.
C’è forse qualcosa di cui si possa dire:
«Ecco, questa è una novità»?
Proprio questa è già avvenuta
nei secoli che ci hanno preceduto.
Nessun ricordo resta degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
presso quelli che verranno in seguito.

Parola di Dio

J. M. Bergoglio sulla poesia: ha dimora di carne e peso di ali non ancora spiegate in volo

21 settembre 2016

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Il 19 settembre 2016 è morto p. Osvaldo Pol, gesuita argentino e poeta.

L’allora rettore del Colegio Máximo San José era p. Jorge Mario Bergoglio. Fu lui a scrivere una prefazione breve a una raccolta di sue poesie dal titolo De destierros y moradas.

In questo breve intervento il futuro Papa Francesco, ispirato dalla poesia del confratello, dà una definizione della parola poetica che colpisce per densità.

— Qui è riprodotto il testo di p. Bergoglio tradotto in italiano, a seguire l’originale e quindi alcune poesie di Osvaldo Pol.

PREFAZIONE DI P. JORGE MARIO BERGOGLIO
Padre Osvaldo Pol, gesuita, ex alunno e oggi professore, ha scritto quasi tutti questi sonetti qui, a casa sua. Alcuni sono già stati pubblicati, altri appaiono per la prima volta.

Le facoltà di Filosofia e Teologia sono liete di presentare questo libro di sonetti dove, in linguaggio poetico, si esprime la sapienza teologica, che è il frutto più apprezzato dalla Compagnia di Gesù nel suo impegno accademico.

Può sembrare paradossale che un poeta parli, con linguaggio della terra, di esiliati dalla terra. Può sembrare paradossale ma non lo è, perché la parola poetica ha dimore di carne nel cuore dell’uomo e – al tempo stesso – sente il peso di ali che ancora non hanno spiccato il volo. Arduo dilemma, questo, che santa Teresa esprime poeticamente e misticamente: “Com’è duro quest’esilio!”.

San Miguel, 20 giugno 1981, nel cinquantenario del Colegio Máximo San José

Jorge Mario Bergoglio, S.I.

Rettore

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(more…)

Tweet del Papa

21 settembre 2016

Il dialogo nasce quando sono capace di riconoscere che l’altro è un dono di Dio e ha qualcosa da dirmi.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:30 – 21 sett 2016

Vangelo (Lc 9,7-9) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 22 Settembre 2016) con commento comunitario

21 settembre 2016

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,7-9)

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».

Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

Questo è il Vangelo del 22 Settembre, quello del 21 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Tweet del Papa

20 settembre 2016

Ogni incontro con l’altro è un seme che può diventare albero rigoglioso, dove tanti troveranno riparo e nutrimento.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 17:00 – 20 sett 2016

Ecumenical Prayer and Concluding Ceremony of the World Day for Peace – 2016.09.20

20 settembre 2016

 

 

 

Messa Santa Marta, 20.09.2016

20 settembre 2016
Pubblicato il 20 set 2016

Il mondo è in guerra, preghiamo per la pace

Prima di partire per Assisi, Papa Francesco ha celebrato la messa nella cappella della Casa Santa Marta, invitando tutti a pregare per la pace nel mondo, per quanti sono sotto le bombe e non ricevono aiuti umanitari.

 

 

Liturgia del giorno: Audio salmo 119(118)

20 settembre 2016

Martedì, 20 _settembre _2016


Guidami, Signore, sul sentiero dei tuoi comandi.

[1] Alleluia.
Beato l’uomo di integra condotta,
che cammina nella legge del Signore.

[2] Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.

[3] Non commette ingiustizie,
cammina per le sue vie.

[4] Tu hai dato i tuoi precetti
perché siano osservati fedelmente.

[5] Siano diritte le mie vie,
nel custodire i tuoi decreti.

[6] Allora non dovrò arrossire
se avrò obbedito ai tuoi comandi.

[7] Ti loderò con cuore sincero
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.

[8] Voglio osservare i tuoi decreti:
non abbandonarmi mai.

[9] Come potrà un giovane tenere pura la sua via?
Custodendo le tue parole.

[10] Con tutto il cuore ti cerco:
non farmi deviare dai tuoi precetti.

[11] Conservo nel cuore le tue parole
per non offenderti con il peccato.

[12] Benedetto sei tu, Signore;
mostrami il tuo volere.

[13] Con le mie labbra ho enumerato
tutti i giudizi della tua bocca.

[14] Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia
più che in ogni altro bene.

[15] Voglio meditare i tuoi comandamenti,
considerare le tue vie.

[16] Nella tua volontà è la mia gioia;
mai dimenticherò la tua parola.

[17] Sii buono con il tuo servo e avrò vita,
custodirò la tua parola.

[18] Aprimi gli occhi perché io veda
le meraviglie della tua legge.

[19] Io sono straniero sulla terra,
non nascondermi i tuoi comandi.

[20] Io mi consumo nel desiderio
dei tuoi precetti in ogni tempo.

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

Ritaglio del Vangelo Odierno:

«Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica»

(Lc 8,19-21)

 

 

Preghiera cristiana con il creato

(Papa Francesco, Laudato si’, Lettera Enciclica, 24 maggio 2015)

Ti lodiamo, Padre, con tutte le tue creature,
che sono uscite dalla tua mano potente.
Sono tue, e sono colme della tua presenza
e della tua tenerezza.
Laudato si’!

Figlio di Dio, Gesù,
da te sono state create tutte le cose.
Hai preso forma nel seno materno di Maria,
ti sei fatto parte di questa terra,
e hai guardato questo mondo con occhi umani.
Oggi sei vivo in ogni creatura
con la tua gloria di risorto.
Laudato si’!

Spirito Santo, che con la tua luce
orienti questo mondo verso l’amore del Padre
e accompagni il gemito della creazione,
tu pure vivi nei nostri cuori
per spingerci al bene.
Laudato si’!

Signore Dio, Uno e Trino,
comunità stupenda di amore infinito,
ins egnaci a contemplarti
nella bellezza dell’universo,
dove tutto ci parla di te.
Risveglia la nostra lode e la nostra gratitudine
per ogni essere che hai creato.
Donaci la grazia di sentirci intimamente uniti
con tutto ciò che esiste.
Dio d’amore, mostraci il nostro posto
in questo mondo
come strumenti del tuo affetto
per tutti gli esseri di questa terra,
perché nemmeno uno di essi è dimenticato da te.
Illumina i padroni del potere e del denaro
perché non cadano nel peccato dell’indifferenza,
amino il bene comune, promuovano i deboli,
e abbiano cura di questo mondo che abitiamo.
I poveri e la terra stanno gridando:
Signore, prendi noi col tuo potere e la tua luce,
per proteggere ogni vita,
per preparare un futuro migliore,
affinché venga il tuo Regno
di giustizia, di pace, di amore e di bellezza.
Laudato si’!
Amen

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Vangelo (Mt 9,9-13) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 21 Settembre 2016) con commento comunitario

20 settembre 2016

SAN MATTEO, Apostolo ed Evangelista – Festa

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,9-13)

In quel tempo, mentre andava via, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».

Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Questo è il Vangelo del 21 Settembre, quello del 20 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

I Simboli che circondano il cuore dolcissimo di Gesù, Quinta parte

20 settembre 2016

Nulla osta per la stampa Asti, 2 Giugno 1983

 

P. Severino Dalmaso Superiore Generale O.S.J.

 

Visto: Nulla osta Asti 22683

 

Can. Pietro Dacquino

 

Imprimatur Asti, 2361983

 

fi Franco Sibilla Vescovo

CAPITOLO V

 Risultato immagine per sacro cuore di gesù

«LA FERITA»

 

Supponiamo che ci fosse un amico che fosse molto ricco di denari e di bontà e ci invitasse nella sua casa e ci aprisse il suo tesoro dicendoci: «Guarda qui e vedi quanto oro e argento; guarda qui, perle e gemme preziose: prendine pure finché vuoi, il tesoro è mio, ma io lo apro a te e tu guardalo come cosa tua…». Se succedesse mai di trovare un amico simile, che diremo mai? Ma per quanto ci guardiamo intorno non troveremo mai e poi mai un simile amico nel mondo; però ne troveremo sempre uno nel Santo Tabernacolo, ed è Gesù. Il Suo Cuore non è il tesoro della Chiesa e questo tesoro non lo apre Egli a noi e non ce lo dona? Quel Cuore ferito è il tesoro aperto e dato a noi.

 

Il Sacro Cuore presentato al mondo non è solamente un ricordo, ma è soprattutto un dono, perché il cuore è l’amore, e chi non sa che amare vuol dire donarsi? E ciò perché l’amore è il primo fra tutti i doni, anzi è il vero dono essenziale, di cui gli altri doni non sono che le conseguenze e i segni; e come il vero orologio è il sole, di cui i nostri orologi non sono che i rappresentanti e gli interpreti, così è fra gli esseri intelligenti e liberi: il vero dono è quello dell’amore e i soliti doni non sono altro che i rappresentanti e gli interpreti del nostro amore, i raggi e i messaggeri del cuore.

 

Per vedere questa verità torniamo a Gesù! Gesù ci amò e ci ama di immenso amore; e ora, che cos’è questo amore? Non è proprio questo il gran dono sostanziale e inequivocabile che Gesù ci fece? I segni poi e le conseguenze di questo amore sono la Incarnazione, la Passione, il Calvario, il Tabernacolo, la Chiesa. E noi, possedendo l’amore di Gesù, noi siamo sicuri di possedere il Suo Cuore, quando anche non ce ne avesse fatto apertamente un dono.

 

Ma i grandi amori quando mai sono sazi? Perciò Gesù ha voluto donarci direttamente anche il cuore, e questo dono ci fu sul Calvario misteriosamente indicato dalla lancia, e poi ci fu apertamente fatto nell’ultima età da Gesù medesimo, quando lo manifestò e lo fece nostro pubblicamente per tutta la Chiesa e privatamente per ciascuno di noi. Noi dunque possediamo il Cuor di Gesù; è l’ultimo dono fatto e confermato al mondo da Gesù. Ma dandoci Egli il Suo Cuore, non è chiaro che ci ha donate tutte anche le dovizie che in esso sono raccolte? Chi possiede, per esempio, una sorgente è padrone dei rivi, e chi ha una miniera è lui il padrone dei diamanti che ci sono dentro. E Gesù, lo Sposo divino, donandoci il suo Cuore ci fa padroni di quei rivi di grazia e di quei tesori celesti, dei quali il Sacro Cuore è l’arca e la fonte!

 

Vediamo un po’, Reverendo Padre mio, l’elenco sommario di queste ricchezze. Quel Cuore ferito è il segno autentico della morte di Gesù, e Gesù donandoci il Cuore ci comunica volentieri i meriti della sua morte.

 

Quel Cuore ferito è la vittima di propiziazione per i peccati nostri, essendo il Cuore dell’Agnello di Dio, prefigurato dagli agnelli immolati nel tempio antico ogni dì; e Gesù, dandoci il Suo Cuore, ci dà in esso il prezzo del perdono.

 

Quel Cuore ferito è la culla della Chiesa, la quale nasceva dal Sacro Cuore, fluiva nell’acqua e nel sangue, cioè dal Battesimo e dall’Eucarestia, come fiume di vita per il popolo credente. E Gesù, dandoci il Suo Cuore, ci attesta che per noi è la sua Chiesa e per noi tutte le grazie, delle quali la Chiesa è custode.

 

Finalmente quel Cuore ferito ma vivo, ricordando che Gesù Cristo è morto, ci ricorda ancora che Egli è risorto e salito al Cielo per prenderne il possesso per noi e per garantire a noi la celeste eredità. Adunque, donandoci il suo Cuore divino con tutte le misericordie, i meriti e i diritti suoi, ci dà in esso un pegno del Paradiso e una garanzia della vita eterna, essendo Egli l’arbitro supremo dei beni celesti.

 

Ecco adunque che cosa è, che cosa significa quel Cuore ferito che ci sta davanti, visione di eterno amore. Quel Cuore è il dono che Gesù ci fa e la ferita è la donazione; quel Cuore è il tesoro della Redenzione, della vita eterna, e la ferita ce lo apre e mette a nostra disposizione i suoi doni, cioè il merito della morte di Gesù, il perdono dei nostri peccati, le ricchezze spirituali della Chiesa e il diritto al Paradiso.

 

Ecco il tesoro di Gesù aperto a tutti. E non è questo quel Cuore Divino, da cui prese la Maddalena tanto dolore e Pietro un perdono così bello e il buon ladrone la chiave del Paradiso, e Paolo uno zelo così ardente, e Agostino tanto amore e Francesco d’Assisi tanto distacco e San Luigi tanta purità e Santa Margherita Alacoque tanta virtù e i Santi tutti quanto hanno di bontà e santità? E noi? E noi, quando arricchiremo colle dovizie del Cuor di Gesù? Oh! quando daremo a Gesù il nostro cuore!!!

 

Ma un vaso di spine può egli riceverne semi preziosi? Prima, adunque, dobbiamo sbarazzare il nostro cuore sradicandone i germogli di peccato, e allora Gesù vi potrà piantare i semi della sua grazia e i germi del suo spirito, affinché verdeggino e fioriscano in opere virtuose e in meriti di vita eterna.

 

Quando il Verbo si incarnava, era la Sapienza, era la Verità eterna che si incarnava. «Io sono la verità» dice Gesù. Essendo Gesù il grande Maestro del mondo, in Lui tutto parla ed ammaestra; Egli parla colla parola e coi fatti; Egli insegna cogli esempi e coi suoi misteri, e, o sia veduto in quello che fa o ascoltato in quello che dice, Egli è sempre un vangelo. E che cosa è il vangelo poi, se non la raccolta delle parole, dei fatti e dei misteri Suoi?

 

E il Cuor di Gesù non è desso il vangelo? Il Sacro Cuore non è desso il compendio del vangelo? E che cosa insegna il vangelo, che il Sacro Cuore non ci ripeta? Oh! sì! sì! quel Cuore ferito è proprio un libro aperto, il libro della legge.

 

I libri di Dio, che tutti possono leggere, sono due: il libro della natura e il libro del Cuor di Gesù. La natura è un libro immenso, in cui la terra di giorno e il cielo di notte ci presentano la grandezza di Dio: è il poema del Creatore. Il Cuor di Gesù poi è un libro il quale, coi suoi simboli, ci presenta in compendio le verità e i misteri dell’umana salute: è l’opera del Redentore. La natura è il libro della potenza infinita, e il Cuor di Gesù è il libro dell’infinito amore. Ed è questo il libro che Gesù presenta a tutto il mondo nella grande sera… Vedendo Gesù che la fede e le grandi verità del vangelo cominciavano a impallidire come astri fra le nebbie, che cosa fa questo amante Divino? Compendia se stesso e il vangelo nel Suo medesimo Cuore, e tutto all’improvviso lo presenta agli occhi di tutti i cristiani, i quali, o dissipati o indifferenti, amavano dimenticare Gesù e il vangelo. Ma siccome senza il vangelo non c’è luce religiosa e senza Gesù non c’è vita eterna, perciò Egli, sempre buono e misericordioso, si e presentato alle anime col Cuore ferito, quasi obbligandole a leggere in una occhiata in quel vangelo aperto le verità rivelate, cioè quelle verità che non si possono dimenticare senza perdersi.

 

Perciò si può proprio dire che il Cuor di Gesù ferito è dato a noi come l’ultimo vangelo. E difatti, la prima verità del vangelo non è l’infinito amore di Gesù per il suo Divin Padre e per noi? E il Cuor di Gesù ci ricorda e conferma l’uno e l’altro amore.

 

Nel vangelo noi vediamo Gesù non vivere, non faticare, non più patire che pel Suo Divin Padre, e nel medesimo tempo lo vediamo amar le anime sino alla morte e anteporle a tutto. E questa medesima verità ci indica il Cuor di Gesù.

 

Nel vangelo Gesù ne insegna che il vero male della terra non sono le infermità, la povertà, le disgrazie, ma bensì il peccato e la perdizione; e questa medesima è la dottrina ricordata dal Cuor di Gesù.

 

Vediamo nel vangelo che i veri beni e i veri mali dell’uomo non cominciano se non dopo la morte, e sono il Paradiso e l’inferno; e il Cuor di Gesù perché ci si manifesta se non per aiutarci ad evitare l’inferno e a meritarci il Paradiso? E siccome per raggiungere qualunque meta vi è la sua via, perciò il vangelo ci mostra la via del Paradiso nell’amore e nel sacrifizio. Ma quel Cuore ardente nelle sue fiamme e aperto dalla sua ferita, che altro ne insegna se non l’amore nel sacrifizio e il sacrifizio nell’amore?

 

Quel Cuore ferito è dunque un libro aperto, un compendio della rivelazione, il vangelo ultimo presentato a noi. E chi è che non possa leggere questo vangelo?

 

Dico che è l’ultimo, perché è l’amore nella ultima sua forma più piena e diretta, è il frutto della pianta, è la gemma della miniera, è la perla della conchiglia. è impossibile aspettare qualche cosa di più.

 

è l’ultimo vangelo, perché i doni, le grazie e gli effetti della Incarnazione e della Redenzione erano sì l’amore di Dio, ma l’amore diramato e goduto nei rivi suoi. Ma ora, nel Cuor di Gesù noi abbiamo la sorgente medesima di tutte le grazie celesti; e dopo la sorgente che rimane ancora da cercare? La divozione al Cuor di Gesù è proprio l’ultimo dono, che Dio ha destinato alla terra; dopo questo dono non ci resta altro che la fine del mondo (non so se mi sia spiegata bene).

 

è adunque manifesta l’importanza di questo libro, che è il Cuor di Gesù ferito, vangelo ultimo aperto davanti agli occhi di tutto il mondo. Qui si impara a conoscere Gesù e l’anima, il vero bene e il vero male; qui si impara l’arte di saper amare e patire e salvarsi. E intanto che cosa fanno gli uomini e che cosa studiano?

 

Oh! Cuor del mio Gesù, o libro degli eletti, concedi a noi di imparare in te e da te la scienza dell’amore e del sacrifizio, e ne avremo abbastanza per imparare l’arte della eterna felicità.

 

Il Cuor di Gesù è il nido dei giusti. Dio fu sempre sconosciuto ai popoli antichi e perfino al popolo di Israele, perché i pagani ne avevano un’idea falsa, e gli Ebrei non lo conobbero che dalla parte della potenza che li spaventava e della gloria che li abbagliava; ma quale idea avevano mai essi della bontà, della dolcezza e dell’amore di Dio? Il mondo non conobbe Dio se non dopo la Incarnazione, e lo conobbe in Gesù. Ma a poco a poco il mondo tornava a perdere la vera idea di Dio tra le nebbie degli errori moderni; e allora che fa Gesù? Risuscita l’idea di Dio e la ravviva nella dolce visione del Suo Cuore Divino, in cui è tutta la bontà, la dolcezza e l’amor di Dio per noi. E difatti, che cosa è il Cuor di Gesù? Non è per i giusti un nido, per i colpevoli un rifugio e per tutti la sorgente di ogni grazia?

 

Il cuore è una parola assai grande; essa non significa solamente quel muscolo che vibra nel petto umano e di cui palpita la vita; ma significa anche quel complesso di sentimenti, di affetti, di volontà, di carattere che formano la fisionomia morale di una persona. Adunque, noi adorando il Cuor di Gesù non solo adoriamo quel Cuore ferito, che appartiene al Verbo incarnato, ma ancora e soprattutto adoriamo in quel Cuore la misericordia, la bontà, la dolcezza, la clemenza, la liberalità, la potenza, l’amor di Dio: ecco il Cuore di Dio!!! Ecco quel Cuore, che Dio ebbe ab eterno e di cui il Cuore visibile di Gesù è il simbolo e la sintesi eloquente…

 

Ed ecco insieme il nido dei giusti; questo è il vero riposo. Difatti, l’anima nostra dove mai potrebbe trovare il suo benessere, il suo riposo? forse nella ricchezza o nei piaceri? forse nelle regge, nei teatri, nei cinema, nelle illusioni di questo brutto mondo, che non bastano neppure alle passioni e ai sensi? Eh! no! no! L’anima non si trova bene se non nella misericordia infinita, nella bontà, santità e purità di Dio, nella sua pazienza e liberalità, nella sua dolcezza ed amore e nelle grandi visioni della speranza cristiana. Perché, bisogna dire che l’anima ha bisogno di misericordia nelle sue miserie, di bontà fra le sue debolezze, di santità fra le sue passioni, di purità fra le sue tentazioni, di clemenza per le sue infedeltà, di liberalità nella sua indigenza, di amore tra le sue freddezze, di dolcezza fra le tante pene della vita presente e di speranza davanti alla felicità che ci aspetta. Insomma ha bisogno del Cuor di Gesù. Difatti, dove troveranno le anime nostre questi tesori della Divinità se non in questo Cuore divino?

 

Ecco adunque il nido dei giusti: ecco il Cuore di Gesù!… In questo Cuore possono entrare tutti; non solo è permesso, ma tutti siamo invitati. E l’invito è antico come l’amor del Verbo per le anime; questo Verbo Divino invita l’anima ad entrare come colomba nel nido nella caverna misteriosa, simbolo del Cuor di Gesù.

 

Nel vangelo Gesù fa lo stesso; questo Verbo incarnato invita i miseri, i bisognosi, gli afflitti, quelli che soffrono, e li invita tutti, tutti quanti e dice: «Io vi consolerò». Ma questo sollievo e conforto che Gesù promette, lo promette non già ai corpi, ma bensì alle anime, e questo conforto e sollievo non è altro se non il sollievo di trovare in Gesù la misericordia e la bontà, la dolcezza e l’amore, e di entrare così nel Suo medesimo Cuore; e lì l’anima nostra troverà il suo riposo.

 

La Chiesa, madre benigna, interprete di queste verità così dolci e dei sentimenti del Cuor di Gesù, esorta ogni anima a prendere il suo posto per sempre in questo nido di grazia e di amore. La Chiesa dice: «Se tu sei un’anima misera e colpevole, entra dice entra pure…, lì, in quel Cuore, troverai la compunzione e le lacrime, e lì, in quel nido, imparerai i gemiti della tortorella».

  (more…)

Tweet del Papa

19 settembre 2016

Servire è lo stile con cui vivere la missione, l’unico modo di essere discepolo di Gesù.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:30 – 19 sett 2016

Liturgia del giorno: Audio salmo 15(14)

19 settembre 2016

Lunedì, 19_  Settembre _2016


Il giusto abiterà sulla tua santa montagna, Signore.

[1] Salmo. Di Davide.
Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sul tuo santo monte?

[2] Colui che cammina senza colpa,
agisce con giustizia e parla lealmente,

[3] non dice calunnia con la lingua,
non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulto al suo vicino.

[4] Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Anche se giura a suo danno, non cambia;

[5] presta denaro senza fare usura,
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.


Ritaglio del Vangelo Odierno:
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».
(Lc 8,16-18)

Tu conosci, Signore, quelli che amo.
Ma io credo che tu li conoscessi prima di me, da sempre li sognavi così,
prima che le mie braccia potessero stringere il loro cuore, tuo dono per me!
Tu sai, Signore, che io voglio loro bene, voglio il loro bene vero.
Ma tu solo conosci i sentieri che hai preparato per i loro passi,
Tu solo scruti i tempi che hai fissato per seminare la loro vita,
per fiorire in pienezza il loro cuore,
fino a quando altri potessero coglierne il frutto maturo,
che neppure a me è forse dato gustare.
Tu sai, Signore, quanto la mia vita sia disposta a marcire come il seme,
per fecondare i solchi del loro cuore.
E sempre più mi guidi a morire a me stesso perché loro possano viverne.
Ma tu hai versato su di essi più di quanto posso spargere io:
il tuo sangue di uomo, il tuo sangue di Dio!
Non lasciarmi afferrare dalla gelosia del tuo amore per essi,
così più grande del mio:
anzi da te imparare con gioia l’Amore a fondo perso.
Donami di cancellare ogni loro delusione
come tu dimentichi tutte le mie fragilità!
Insegnami a lasciarmi trafiggere dal tuo sguardo tagliente d’Amore:
quelli che amo si lasceranno trapassare dal mio sguardo, riflesso del tuo!
Dona a me e ad essi, Signore, qui o in cielo,
l’incontro profondo e totale sotto i tuoi occhi,
avvolti nello stesso più grande abbraccio, il tuo,
fonte e sigillo del nostro amore, oggi e per l’eternità!

Vangelo (Lc 8,19-21) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 20 Settembre 2016) con commento comunitario

19 settembre 2016

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,19-21)

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.

Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».

Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

Questo è il Vangelo del 20 Settembre, quello del 19 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.