Preghiera del giorno: Gli occhi della Fede, del Beato Charles Di Foucauld

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Gesù, mio Dio,

se credessi veramente alle tue parole,

quale rispetto e amore,

quale adorazione appassionata,

quale contemplazione profonda e infinita

davanti al Santo Sacramento!

come sarebbe lontana da me questa mediocrità,

questa indifferenza, questa sonnolenza,

questa dissipazione, questo stato d’animo

che non sa cosa dire e fare,

questa pigrizia e questa aridità spirituale

che mostro così spesso ai piedi del tuo altare!

Soccorrimi, mio Dio,

fammi vedere ciò che è,

aprimi gli occhi della fede!

Mio Salvatore, se guardassi con fede il tabernacolo,

la santa ostia, come mi immergerei nel tuo amore,

come mi ci perderei,

come mi lascerei attrarre da te

tanto da restare tutti i momenti dei miei giorni

e delle mie notti in questa ebbrezza

che è quella della verità….

Mio Dio, dammi questa fede,

una fede molto viva,

per farmi morire d’amore

ai piedi del tuo corpo divino.

in te, con te e per te. Amen

BEATO CHARLES DE FOUCAULD

(CARLO DI GESU’)

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Strasburgo, Francia, 15 settembre 1858 – Tamanrasset, Algeria, 1 dicembre 1916

Nacque il 15 settembre 1858, a Strasburgo. Visse una giovinezza scapestrata, «senza niente negare e senza niente credere», impegnandosi solo nella ricerca del proprio piacere. Intraprese la carriera militare, ma fu congedato con disonore «per indisciplina aggravata da cattiva condotta». Si dedicò allora a viaggiare, esplorando una zona sconosciuta del Marocco, impresa che gli meritò una medaglia d’oro dalla Società di Geografia di Parigi. Tornò in patria scosso dalla fede totalitaria di alcuni musulmani conosciuti in Africa. Si riavvicinò al cristianesimo e si convertì radicalmente, accettando di accostarsi per la prima volta al sacramento della confessione. Deciso a «vivere solo per Dio», entrò dapprima tra i monaci trappisti, ma ne uscì dopo alcuni anni per recarsi in Terra Santa e abitarvi come Gesù, in povertà e nascondimento. Ordinato sacerdote, con l’intento di poter celebrare e adorare l’Eucaristia nella più sperduta zona del mondo, tornò in Africa, si stabilì vicino a un’oasi del profondo Sahara, indossando una semplice tunica bianca, sulla quale aveva cucito un cuore rosso di stoffa, sormontato da una croce. A cristiani, musulmani, ebrei e idolatri, che passavano per la sua oasi, si presentava come «fratello universale» e offriva a tutti ospitalità. In seguito si addentrò ancora di più nel deserto, raggiungendo il villaggio tuareg di Tamanrasset. Vi trascorse tredici anni occupandosi nella preghiera (a cui dedicava undici ore al giorno) e nel comporre un enorme dizionario di lingua francese-tuareg (usato ancor oggi), utile alla futura evangelizzazione. La sera del primo dicembre 1916, la sua abitazione – sempre aperta a ogni incontro – fu saccheggiata da predoni. Il cadavere fu ritrovato presso l’ostensorio che conteneva l’ostia, quasi per un’ultima adorazione. E’ stato beatificato in San Pietro il 13 novembre 2005 sotto il pontificato di Benedetto XVI.

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