Papa a imprenditori: troppi poveri, serve modello economico più giusto

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016-12-03 Radio Vaticana

 

 

 

Ci sono troppi poveri nel mondo e continuano ad aumentare, occorre promuovere con urgenza un nuovo modello economico, più giusto: è quanto ha detto Papa Francesco incontrando in Sala Clementina gli imprenditori che partecipano al convegno promosso a Roma e in Vaticano da Time-Life. Nel suo discorso, il Santo Padre ha invitato la Chiesa a farsi sempre voce di quanti sono messi a tacere. Alessandro Guarasci:

Troppe differenze a livello mondiale, troppi poveri mentre la ricchezza è concentrata in poche mani. Fatto sta che per il Papa “la disuguaglianza tra i popoli continua a crescere e molte comunità sono direttamente colpite dalla guerra e dalla povertà o dalla partenza forzata di migranti e profughi”. Ma in tanti vogliono far sentire la propria voce, denunciare queste inconcepibili disuguaglianze. Queste persone vogliono dare il loro “legittimo contributo alle comunità locali e alla più vasta società e beneficiare delle risorse e dello sviluppo troppo spesso riservati a pochi”, dice Francesco:

“E ciò, mentre può creare conflitti e mettere a nudo le molte sofferenze del nostro mondo, ci permette anche di capire che stiamo vivendo un momento di speranza. Perché quando riconosciamo finalmente il male in mezzo a noi, possiamo cercare di sanarlo applicando la giusta cura”.

Dunque, la  presenza di tanti imprenditori in Vaticano “è un segno di tale speranza”, perché dimostra che queste persone riconoscono “i problemi che ci stanno di fronte e la necessità di agire con decisione. Questa strategia di rinnovamento e speranza richiede una conversione istituzionale e personale; un cambiamento del cuore che conferisce il primato alle più profonde espressioni della nostra comune umanità, delle nostre culture, delle nostre convinzioni religiose e delle nostre tradizioni”. Un rinnovamento che non ha che fare solo con l’economia di mercato, dice il Francesco:

“No, ciò di cui stiamo parlando è il bene comune dell’umanità, il diritto di ogni persona di aver parte alle risorse di questo mondo e di avere le medesime opportunità di realizzare le proprie potenzialità, potenzialità che in ultima analisi si basano sulla dignità di figli di Dio, creati a sua immagine e somiglianza”.

Dunque, più responsabilità locale, anzi personale, in modo che nessuno venga escluso dalla partecipazione sociale. Il Papa sottolinea che “la domanda da porci è come meglio incoraggiarci l’un l’altro e incoraggiare le nostre rispettive comunità a rispondere alle sofferenze e ai bisogni che vediamo, sia lontani sia in mezzo a noi. Il rinnovamento, la purificazione e il rafforzamento di solidi modelli economici dipende dalla nostra personale conversione e generosità verso i bisognosi”.

(Da Radio Vaticana)

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