Liturgia del giorno: Audio salmo 146(145)

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Domenica, 11_ Dicembre _2016


Vieni, Signore, a salvarci.

 

[1] Alleluia.
Loda il Signore, anima mia:

[2] loderò il Signore per tutta la mia vita,
finché vivo canterò inni al mio Dio.

[3] Non confidate nei potenti,
in un uomo che non può salvare.

[4] Esala lo spirito e ritorna alla terra;
in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.

[5] Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe,
chi spera nel Signore suo Dio,

[6] creatore del cielo e della terra,
del mare e di quanto contiene.
Egli è fedele per sempre,

[7] rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri,

[8] il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,

[9] il Signore protegge lo straniero,
egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie degli empi.

[10] Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione.

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

 

Ritaglio del Vangelo Odierno:

Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Mt 11,2-11


 

 

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Dio ci parla

Dio ci ama tanto che ha desiderato scriverci una lettera d’amore nella Bibbia per insegnarci la via del bene e per non farci dubitare del suo amore. Lì ci dice: “Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono” (Sal 103, 13). E desidera che ci rivolgiamo a lui con piena fiducia chiamandolo papà, perché abbiamo ricevuto “uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: “Abbà, Padre!”…Siamo figli di Dio, e se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo” (Rm 15, 17). “La sua tenerezza si espande su tutte le creature” (Sal 145, 9). E ci accarezza come un buon padre: “Quando Israele era giovinetto, io l’ho amato… Io insegnavo a camminare tenendolo per mano. Ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare” (Os 11, 14). Quanto ci ama nostro Padre!

Dio, come un Padre previdente “rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati, e libera i prigionieri, ridona la vista ai ciechi… protegge lo straniero, sostiene l’orfano e la vedova” (Sal 146, 79).

“Perciò, Signore, tutti da te aspettano che tu dia loro il cibo in tempo opportuno. Tu lo provvedi, essi lo raccolgono, tu apri la mano, si saziano di beni” (Sal 104, 2728). Certamente, “chi cerca il Signore non manca di nulla” (Sal 34, 11). Per questo, pieni di fiducia, possiamo dire con il Salmo 23: Il Signore è il mio pastore; non manco di nulla; su pascoli erbosi mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce. Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, per amore del suo nome. Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu (Signore) sei con me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza.

Che bello sapere che, anche nei momenti più difficili della vita, quando tutto è oscurità e nebbia intorno a noi, Dio nostro Padre veglia su di noi! Non importa, se siamo importanti o semplici, Dio ci ama tutti allo stesso modo. Dio ha creato il piccolo ed il grande e si cura ugualmente di tutti (Sap 6, 7). Che bello leggere il Salmo 91, un canto alla provvidenza di Dio: Tu che abiti al riparo dell’Altissimo e dimori all’ombra dell’Onnipotente, di’ al Signore: “Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio, in cui confido”. Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge. Ti coprirà con le sue penne Sotto le sue ali troverai rifugio. La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; non temerai i terrori della notte né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che devasta a mezzogiorno… Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede. Camminerai su aspidi e vipere, schiaccerai leoni e draghi. Lo salverò perché a me si è affidato; lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome. Mi invocherà e gli darò risposta; presso di lui sarò nella sventura, lo salverò e lo renderò glorioso. Lo sazierò di lunghi giorni e gli mostrerò la mia salvezza.

Che bello sapere che Dio Padre mi ama e mi protegge!

Perciò, “confida nel Signore e fa il bene; abita la terra e vivi con fede. Cerca la gioia del Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore. Manifesta al Signore la tua via, confida in lui: compirà la sua opera” (Sal 37, 35). “Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza” (Prov 3, 5). Che pena, quando un uomo confida solo sulle proprie forze e si dimentica di Dio! Lui stesso si costruisce la propria rovina ed infelicità, perché senza Dio nessuno può essere felice. Pertanto possiamo dire con Geremia: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo, e il cui cuore si allontana dal Signore… Ma benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è sua fiducia” (Ger 17, 57).

Dio guida le nostre vie, anche se per noi sono incomprensibili. Nulla accade per casualità. Vediamo nell’Antico Testamento il fatto di Giuseppe, vicerè d’Egitto. I suoi fratelli l’avevano venduto come schiavo e lui dice loro: “Se voi avevate pensato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso” (Gen 50, 20).

Quando Abramo era ormai vecchio e Sara non poteva avere figli, Dio gli disse: “Quanto a Sarai, tua moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sara. Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei” (Gen 17, 15). Quando Abramo va per sacrificare suo figlio per ordine di Dio, e non porta nulla come olocausto, dice al figlio Isacco: “Dio stesso provvederà l’agnello per l’olocausto, figlio mio” (Gen 22, 8) e così fu. Mosè era balbuziente e Dio lo sceglie per essere il capo del suo popolo e liberarlo dagli egiziani. Dio gli disse: “Ora va! Io ti mando dal faraone. Fa uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti” (Es 3, 10). “Io sarò nella tua bocca e ti insegnerò quello che dovrai dire” (Es 4, 12). E quando gli israeliti sono nel deserto e non hanno cibo, Dio manda la manna e Mosè dice loro: “è il pane che il Signore vi ha dato in cibo. Ecco che cosa comanda il Signore: raccoglietene quanto ciascuno può mangiarne” (Es 16, 1518).

Dio pensava a loro e ne aveva cura come figli amati. Perciò dobbiamo confidare in lui senza condizioni e non accumulare beni con avarizia, pensando al domani, perché il domani è nelle mani di Dio. Anzi, dobbiamo saper condividere i nostri beni con i bisognosi per ottenere un tesoro in cielo. Ricordando sempre che “Dio provvederà” (Gen 22, 8 e Fil 4, 19) .

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