I Novissimi: Purgatorio, Le relazioni delle anime purganti con il Cielo e la terra

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Risultato immagine per il purgatorio e i santi

A questo punto ci si potrebbe chiedere: sono possibili (e in che modo) rapporti o relazioni tra l’aldilà e gli uomini di questa terra? Tra l’aldilà sia esso Inferno, Purgatorio o Paradiso e questo mondo degli uomini, non c’è un abisso invalicabile, come disse Abramo nella parabola del ricco Epulone?

E tuttavia, in tutto quello che è stato detto fin qui, si parla enormemente di tali rapporti. Rapporti strettissimi e, spesso, consolanti al massimo. Sono veri? …E come spiegare questo “commercio” di amore tra Purgatorio e Chiesa trionfante e militante?

La morte non spezza i vincoli di sangue, di parentela e di cultura

I vincoli di sangue, di amicizia, di cultura, ecc:, esistenti o creati sulla terra tra gli uomini, non si dissolvono con la morte. L’anima che, con la morte sopravvive al corpo disfatto, porta con sé tutto il suo carico di bene e di male: “Poi udii una voce dal cielo che diceva: `Scrivi: Beati d’ora in poi i morti che muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono ” (Apocalisse 14,13).

Sopravvivono quindi le opere e anche, logicamente, i rapporti determinati da tali opere. San Tommaso d’Aquino (12251274) insegna nella Summa che la beatitudine in Cielo consiste essenzialmente nella visione e nel possesso di Dio: con Dio non si ha più bisogno di niente. Però non disdice ed è conveniente ad una più piena beatitudine almeno esterna, che ci sia anche la comunione e la compagnia di parenti ed amici, cioè i vincoli di sangue, di cultura, ecc.

La morte, in effetti, distrugge solo quello che è peccato e che, quindi, non ha per autore Dio in nessun modo. E noi lo abbiamo constatato in più di qualche episodio riportato. Questi “vincoli” che persistono anche dopo la morte potrebbero spiegare già molte cose. Comunque è un presupposto importante perché la Grazia perfeziona (e non annulla!) la natura. Ma nel mondo cristiano si ha ben altro per spiegare il persistere dei rapporti tra Cielo e terra, tra beati, anime purganti e uomini: c’è la comunione dei santi.

 

La comunione dei santi

L’universo, ci dicono gli scienziati, è attraversato e come avviluppato da onde magnetiche di ogni tipo. Sono queste onde che rendono possibile il contatto e la comunicazione con ogni essere. Radio, telefonia, televisione sono le espressioni più chiare e convincenti di questa rete meravigliosa che avviluppa il mondo, rendendolo un tutt’uno e nel quale, perciò, si possono avere tutti i contatti e rapporti possibili.

Il mondo soprannaturale, reso unito soprattutto dalla carità soprannaturale, è ancora più meraviglioso e più capace di creare rapporti. L’unità qui si fonda sul Sangue di Cristo che ha redento e unite tutte le anime al suo Corpo. E cioè le anime redente dal Sangue di Cristo, che vivono in grazia tutte sante perché hanno la grazia santificante, sia quelle che sono già nella felicità del Paradiso, sia quelle che sono in Purgatorio e quelle che sono ancora pellegrine su questa terra, formano un solo corpo, il Corpo mistico di Gesù. Un corpo misterioso di cui è capo lo stesso Gesù Cristo e del quale fanno parte tutti i redenti. In questo corpo mistico vi circolano e uniscono le onde della carità, mettendo in qualche modo tutto in comune, la gloria e i meriti e le intercessioni dei santi; le sofferenze e le preghiere delle anime purganti; e le opere buone e i meriti degli uomini in cammino verso l’eternità. Si avvera così e si vive quella comunione dei santi che si professa nella recita del Credo.

Nel corpo mistico avviene un po’ quello che avviene nel corpo fisico. Il sangue circola e raggiunge tutte le parti del corpo, apportando vita. Anche nel corpo mistico c’è come un interscambio: gloria dei beati e preghiere sono come comuni e partecipate da tutti. I santi intercedono e attendono che i loro fratelli e sorelle arrivino in Paradiso. Le anime del Purgatorio esaltano Dio per la gloria dei santi e non potendo più meritare per sé, possono pregare e intercedere e, col permesso di Dio, aiutare e proteggere gli uomini della terra. Questi, a loro volta, onorano Dio nei santi, l’invocano e pregano per le anime del Purgatorio. “Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso.” (Romani 14,7). Se un membro soffre, tutte le membra soffrono; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui: “Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte” (1 Corinzi 12,2627).

In merito vale la pena narrare un significativo episodio che tocca la vita di san Giovanni Bosco (18151888). Viveva a Torino un uomo sui trentacinque anni, vedovo, padre di due figli. Questi menava una vita indegna: era infatti un irreligioso, un bestemmiatore. Avvicinandosi il 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti, la mamma lo esortò a ricordarsi di suo padre nella preghiera, morto già da vari anni. Il figlio le rispose stizzito: “Perché pregare? Se è all’inferno o in paradiso non ha più bisogno delle nostre preghiere; se è in purgatorio, a suo tempo uscirà”. La mamma, amareggiata, non replicò. Ma la notte seguente le sembrò di udire nella camera del figlio degli strani rumori. Al mattino chiese al figlio se non avesse passato una brutta notte, avendo, appunto, sentito dei rumori fastidiosi. “Che rumori? Voi donne siete piene di superstizioni di cui vi riempiono la testa i preti”. Ciò detto, se ne uscì di casa. Arrivata la sera, egli si ritirò in camera. I rumori li aveva sentiti per davvero. Prima di mettersi a letto, guardò per ogni angolo della casa per assicurarsi che nulla potesse produrre lo strano fenomeno. E si coricò. Davanti alla finestra, all’esterno, correva un ballatoio che dava accesso ad altre camere. Il letto era posto di fronte alla finestra. Ad un tratto udì qualche passo strascicato che gli fece pensare a quello di suo padre quando passeggiava per casa in pantofole. Ed ecco al di là della finestra passar l’ombra di suo padre: proprio lui, il suo vestito, la sua statura, il suo modo di camminare. Andò oltre e poi ripassò dinanzi alla finestra ritornando indietro. Quindi l’ombra entrò nella stanza pur essendo chiusa la finestra e si mise a passeggiare su e giù ai piedi del letto. In preda all’ansia, l’uomo ebbe il coraggio di domandare: “Papà, avete bisogno di qualche cosa da me?” Nessuna risposta. Il figlio ripeté la domanda: “Papà, avete bisogno di preghiere? Ditemelo!” Il padre, con voce fioca, gli dice. “Io non ho bisogno di niente”. Il figlio replicò: “Ma allora perché siete venuto?” “Sono venuto per dirti che è tempo di finirla con gli scandali che dai ai tuoi, figli, quelle anime semplici che tu avresti dovuto conservare innocenti. Quei poveretti imparano da te la bestemmia, l’irreligione, il disprezzo della Chiesa e dei suoi ministri, la condotta scostumata. Sono venuto per dirti che Dio è disgustato e tanto offeso, e che se tu non ti emendi saprai fra poco quanto pesino i suoi castighi. No, non pregare per me; a suo tempo, come dici tu, uscirò dal purgatorio. Pensa alla tua situazione!”.

“Papà…”. L’ombra che stava per andarsene verso la finestra, si volse e disse: “Cambia vita!” e scomparve. Al mattino dopo, la mamma lo conduceva da Don Bosco. Si confessò e pianse.

Alla luce dunque della comunione dei santi si comprendono i suffragi che i fedeli della Chiesa peregrinante moltiplicano a favore delle anime purganti: “Santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perché siano assolti da peccati ” (2 Maccabei 12,45).

E se delle volte i suffragi non arrivano e ne abbiamo data qualche esemplificazione è perché nei disegni di Dio, essi sono dirottati ad altre anime.

 

Interscambi tra Cielo e terra

I santi del Cielo vengono in soccorso delle anime purganti e degli uomini con le loro preghiere. Si sa come i santi intervengono nelle cose umane con le innumerevoli grazie da essi ottenute a favore degli uomini. Intervengono a liberare le anime del Purgatorio con le loro preghiere di intercessione, con i loro interventi presso gli uomini che possano e vogliano aiutare le anime purganti.

Le anime del Purgatorio non solo lodano e glorificano il Signore; ma pregano pure e intercedono e vengono in soccorso degli uomini. E qui le testimonianze di aiuti avuti dalle anime purganti sono senza fine. Sono tanti i santi che attestano di aver invocato le anime purganti ricevendone benefici e aiuti (per esempio il beato Angelo d’Acri, santa Caterina da Bologna, san Leonardo da Porto Maurizio, santa Teresa d’Avila, ecc…).

è meraviglioso pensare a questi scambi e rapporti tra le anime purganti e i redenti del Cielo e della terra. Col Purgatorio aperto al Cielo e alla terra, si deve dedurre che la Chiesa è veramente come un corpo o come una famiglia dove ci sono membri sani e ammalati, e dove le membra ammalate sono amate e curate dalle membra sane fino a quando non si arriverà alla salute perfetta per tutti. E allora, assieme alla gioia e alla felicità di tutti, sarà pure il trionfo della vita piena, della pienezza che glorifica al massimo il Signore.

Fonte: http://www.preghiereagesuemaria.it/

Autore.di P Antonio Maria di Monda Studi apologetici Josep oboedientissinmus

 

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