Fatima: Storia delle Apparizioni di Fatima /«Le apparizioni e il messaggio di Fatima» secondo i manoscritti di suor Lucia di ANTONIO AUGUSTO BORRELLI MACHADO

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Prima parte del segreto: la visione dell’inferno

«Dicendo queste ultime parole -racconta suor Lucia- aprì di nuovo le mani come nei due mesi passati. Il riflesso [di luce che esse emettevano] parve penetrare la terra e vedemmo come un grande mare di fuoco e immersi in questo fuoco i demoni e le anime come se fossero braci trasparenti e nere o abbronzate di forma umana, che ondeggiavano nell’incendio sollevate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo cadendo da tutte le parti -simili al cadere delle scintille nei grandi incendi senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e di disperazione che terrorizzavano e facevano tremare di paura. I demoni si distinguevano per la forma orribile e ributtante di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni di bracia ».

La visione durò soltanto un momento, durante il quale Lucia emise un «ah! ». Ella nota che, se non fosse stato per la promessa della Madonna di portarli in cielo, i veggenti sarebbero morti per l’emozione e la paura.

Seconda parte del segreto:
l’annuncio del castigo e dei mezzi per evitarlo

Spaventati, quindi, e come per chiedere soccorso, i veggenti levarono gli occhi verso la Madonna, che disse loro con bontà e tristezza:

LA MADONNA: “Avete visto l’ inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato.
“Se farete quello che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace.
“La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio, nel regno di Pio XI ne comincerà un’altra peggiore
(8), Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio vi dà del fatto che si appresta a punire il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre (9).
“Per impedire tutto questo, sono venuta a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolterete le mie richieste, la Russia si convertirà e avrete pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate; infine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace.
“In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, ecc.
“Questo non ditelo a nessuno A Francesco sì potete dirlo”
(
10).
Dopo qualche istante:
“Quando recitate il rosario, dopo ogni mistero dite: Oh Gesù mio perdonateci, liberateci dal fuoco dell’inferno, portate in cielo tutte le anime, soprattutto quelle più bisognose”. (
11)

LUCIA: “Vostra Signoria vuole qualcosa d’altro da me?”

LA MADONNA: “No, oggi non ti chiedo più nulla .

«E, come al solito, cominciò a elevarsi verso oriente, fino a scomparire nell’immensa distanza del firmamento».
Allora si udì una specie di tuono che indicava che l’apparizione era cessata (12).

(7) Gli autori forniscono alcuni dettagli sulle grazie chieste in questa occasione da Lucia alla Madonna. Una di esse fu la guarigione del figlio paralitico di Maria Carreira. La Madonna rispose che non lo avrebbe guarito e che non lo avrebbe tratto dalla sua povertà, ma che recitasse tutti i giorni il rosario in famiglia e gli avrebbe dato i mezzi per vivere (cfr. G. DE MARCHI op. cit., p. 107, e L. G. DA FONSECA, op. cit., pp. 48-49).
Un altro infermo chiedeva di andare presto in cielo. La Madonna rispose di non avere fretta, che sapeva bene quando doveva venire a prenderlo (cfr. G. DE MARCHI op. cit., p. 107).
Walsh riferisce che «Giacinta parlò [ai suoi genitori] del desiderio della Madonna che il rosario fosse recitato tutti i giorni in ogni famiglia »(cfr. W. T. WALSH, op. cit., ed. in portoghese p. 86). Tuttavia, l’unico riferimento che abbiamo incontrato á questa pia pratica, nelle relazioni delle apparizioni, è il consiglio che abbiamo appena riferito, dato al figlio di Maria Carreira.

(8) Nelle dichiarazioni fatte nel febbraio 1946 al monfortano olandese padre Iongen, suor Lucia confermò di avere sentito la Madonna pronunciare il nome di Pio XI, non sapendo, allora se si trattava di un papa o di un re.
Per suor Lucia non presenta nessuna difficoltà il fatto che di solito si intenda che la guerra è cominciata soltanto sotto il pontificato di Pio XII. Ella fa notare che l’annessione dell’Austria -e, potremmo aggiungere, diversi altri avvenimenti politici della fine del regno di Pio XI- costituisce una autentica premessa della conflagrazione, che si configurerebbe completamente come tale qualche tempo dopo (cfr. la conversazione con padre Iongen, in G. DE MARCHI op. cit., p. 383).


(9) Lucia pensò di vedere «il grande segnale» nella luce straordinaria -che gli astronomi presero per una aurora boreale- che illuminò i cieli dell’Europa nella notte dal 25 al 26 gennaio 1938 (dalle 20 h 45 alle l h l5, con brevi intervalli). Convinta che la guerra mondiale stava per scoppiare -che «doveva essere orribile, orribile »,- raddoppiò gli sforzi per ottenere che si ottemperassero le richieste che -come si vedrà nella parte IV- le erano state comunicate. In questo senso, scrisse una lettera direttamente a Papa Pio XI (cfr. G. DE MARCHI, op. cit., p. 386; W. T. WALSH, op. cit., pp. 329-330; L. G. DA FONSECA, op. cit., p. 52).


(10) La visione dell’inferno e l’annuncio delle cose future che a essa fa seguito costituiscono le due parti note del segreto di Fátima, comunicato ai veggenti durante le apparizioni di luglio.
Nella prefazione alla edizione brasiliana degli scritti di suor Lucia, padre Antonio Maria Martins S. J. afferma, in modo categorico, che la terza parte del segreto, «il cui testo non è stato ancora divulgato, tratta soltanto della cosiddetta “Crisi della Chiesa”» (cfr. O Segredo de Fátima nas memórias e cartas da Irma Lúcia, cit., p. XVIII). L’autore non spiega come ha saputo questo e non dà maggiori chiarimenti sul problema: Comunque, l’informazione è così plausibile, che quasi si dovrebbe dire che il segreto non poteva non versare su questo gravissimo tema. Questo spiegherebbe, forse, perché questa parte del messaggio non è stata ancora divulgata, nonostante l’enorme aspettativa esistente in tutto il mondo.
È interessante notare che nelle Memórias III suor Lucia termina il racconto della seconda parte del segreto con le parole: «e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace ». Nelle Memórias IV aggiunge immediatamente dopo, come a conclusione: (In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede ecc. ». Da questo sembra logico dedurre che il dogma della fede si perderà in una estensione così grande del mondo, che è degno di speciale menzione il fatto che si conservi in Portogallo. Ma che cosa significa propriamente che si conservi o non si conservi il dogma della fede in un determinato paese? È difficile precisarlo. Tuttavia qualunque sia la portata che si dà a questa espressione, è evidente che si riferisce a una crisi della fede. E così sfociamo nuovamente, in pieno, nel gravissimo tema dell’attuale crisi della Chiesa, posto che la crisi della fede è la radice stessa di questa crisi.
D’altra parte, l’«ecc.»con cui suor Lucia conclude la narrazione, suggerisce l’idea che la terza parte del segreto si inserisca proprio a questo punto del racconto e si leghi alla frase appena detta. Ebbene. questa permette di ipotizzare, come abbiamo visto lo svolgersi di una crisi della fede cattolica in tutto il mondo. Così, diventa molto verosimile la congettura secondo cui la crisi nella Chiesa sia il tema della terza parte del segreto.
Per altro, se trascuriamo il terreno delle congetture -d’altronde plausibili- e ci atteniamo alla realtà, uno degli aspetti più spaventosi della crisi nella Chiesa è proprio costituito dalla infiltrazione comunista negli ambienti cattolici. Questo aspetto della crisi era già così allarmante nel 1968, che in quell’anno 1 milione e 600 mila brasiliani. 280 mila argentini, 105 mila cileni e 25 mila uruguayani sottoscrissero una petizione a Sua Santità Pana Paolo VI chiedendo urgenti misure per arrestare questa infiltrazione, a ciò invitati dalle TFP dei rispettivi paesi.
Ora il comunismo è precisamente il flagello con cui Dio vuole punire il mondo per i suoi delitti. La Madonna ha detto, nella seconda parte del segreto, che «la Russia diffonderà i suoi errori nel mondo ». Quando vediamo che questi errori hanno raggiunto la sacrosanta barca della Chiesa cattolica -Paolo VI afferma anche dl avere la sensazione che «da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio»(Discorso del 29 giugno 1972)- non possiamo fare a meno di pensare che vi sarebbe una grande congruenza tra la seconda e la terza parte del segreto, se questa trattasse effettivamente della crisi nella Chiesa .
Infine suor Lucia mette in rilievo che «il segreto consta di tre cose DISTINTE» (cfr. Memórias e Cartas da Irmã Lúcia, cit., III, p. 218). La prima è la visione dell’inferno; la seconda è l’annuncio del castigo e dei mezzi per evitarlo, la terza riguarderebbe -secondo l’affermazione di p. Antonio Maria Martins S. J. e le congetture che abbiamo fatto- la crisi nella Chiesa, fattore di condanna all’inferno di un numero enorme di anime (prima parte del segreto) e una delle cause del castigo che si abbatterà sul mondo (seconda parte del segreto).

(11) Di questa giaculatoria circolano formulazioni molto diverse. Piccole varianti appaiono anche nei manoscritti e nei colloqui di suor Lucia. La formulazione che registriamo si trova nelle Memórias IV, pp. 340 e 342, ed è stata confermata dalla veggente nella conversazione con Walsh (cfr. W. T. WAISH, op. cit., p. 326). Nelle Memórias III, p. 220, invece di «quelle»c’è «le»allo stesso modo si esprime in una lettera a p. José Bernardo Gonçalves S. J. (Cfr. Memórias e Cartas da Irma Lúcia, cit. P 442). Nella risposta all’interrogatorio del dr. Gouhren, però, la frase finale ha la seguente redazione: «e soccorrete principalmente le più bisognose»(cfr. SEBASTIÃO MARTINS DOS REIS, A Vidente de Fátima dialoga e responde pelas Aparições, cit., p. 39). Come si può vedere, quest’ultima formulazione è quella che si allontana di più dalle altre ma è anche quella su cui la veggente insiste meno, dal momento che è attestata in un solo documento. Per altro non si sa se don Sebastião Martins dos Reis che l’ha pubblicata, l’ha trascritta direttamente dal manoscritto o da una copia dattilografata; in quest’ultima ipotesi sarebbe interessante confrontare il manoscritto e la copia dattilografata del citato interrogatorio, per constatare se non vi è stato qualche errore dl trascrizione.
È certo che i veggenti, recitando la giaculatoria, l’intendevano applicata alle anime che si trovano in maggiore pericolo di condanna, e non alle anime del Purgatorio. Lo afferma espressamente suor Lucia in una lettera del 18 maggio 1941 a p. Gonçalves: «L’hanno tradotta [la giaculatoria] facendo l’ultima supplica per le anime del Purgatorio, perché dissero di non capire il senso delle ultime parole ma io credo che la Madonna si riferisse alle anime che si trovano in maggiore pericolo di condanna. Questa fu l’impressione che mi rimase, e forse anche a Lei sembrato stesso dopo avere letto la parte del segreto che ho scritto e sapendo che ce l’ha insegnata poi, nella 3a [apparizione, in] luglio» (Memórias e Cartas da Irmã Lúcia, cit., p. 442). Perciò la formula «Oh Gesù mio, perdonateci, liberateci dal fuoco dell’inferno, sollevate le anime del Purgatorio, specialmente le più abbandonate », è certamente scorretta.

(12) Cfr. Memórias e Cartas da Irmã Lúcia, cit., II, p. 138; III, pp. 218 e 220; IV, pp. 336-342; G. DE MARCHI op. cit., pp. 107-110; W. T. WALSH, op. cit., pp. 126-129, L. G. DA FONSECA, op. cit., pp. 48-49; J. GALAMBA DE OLIVEIRA, op. cit., pp. 72-78 e 146-147.
Presi d’assalto, dopo questa apparizione, con domande relative a che cosa la Madonna aveva detto, i veggenti dichiararono che si trattava di un segreto. «-“È una cosa buona?”», insistettero gli interlocutori. «-“Per alcuni è buona, per altri è cattiva », risposero i bambini (G. DE MARCHI, op. cit., p. 110).
Prima dell’ultima apparizione, Francesco e Giacinta, interrogati dal canonico dr. Manuel Nunes Formigão, se «il popolo avrebbe motivo di rattristarsi se sapesse il segreto », risposero: «-Sì » (cfr. G. DE MARCHI, op. cit., pp. 185-186; W. T. WALSH, op. cit,. pp. 203-204).
Il castigo predetto nella apparizione di luglio sarebbe consistito nella guerra del 1939-1945 ? L’analisi del testo sembra portare alla conclusione che la seconda guerra mondiale fu soltanto l’inizio o l’anticamera del grande castigo.
Infatti la Madonna annuncia che «diverse nazioni saranno annientate ». Ora, diverse nazioni sono state duramente punite durante la guerra e dopo, ma non si può dire che siano state annientate.
D’altra parte, suor Lucia, in un colloquio concesso a Walsh già dopo la fine della conflagrazione, e precisamente il 15 luglio 1946, osservò:
«-“Ciò che la Madonna vuole è che il Papa e tutti i Vescovi del mondo in un giorno particolare consacrino la Russia al suo Cuore Immacolato. Se ciò non vien fatto, gli errori della Russia si diffonderanno in ogni paese del mondo”.
«-“Vorrebbe questo significare, secondo il suo modo di vedere, che ogni paese senza eccezione, sarà pervaso dal comunismo?”
«-“Sì”», rispose la veggente (W. T. WALSH, op. cit., pp. 327-328).
Ora, l’espansione del comunismo e la sua diffusione ideologica in tutto il mondo cominciarono nel modo più chiaro con la fine della guerra. Quindi si deve pensare che il castigo annunciato dalla Madre di Dio è appunto in corso.
Finalmente, se il castigo fosse già passato, si dovrebbe già essere compiuta anche la parte del messaggio che parla della vittoria di Maria santissima e della instaurazione del suo Regno, chiaramente indicate con le parole: «Infine il mio Cuore Immacolato trionferà ». Ora, questo è proprio quanto meno si può dire che sia successo.
Per tutto questo, ci sembra che le terribili sofferenze della seconda guerra mondiale devono essere considerate come premesse dei castighi annunciati dalla Madonna e che ancora devono giungere a compimento.

da Antonio A. Borelli Machado, Le apparizioni e il messaggio di Fatima secondo i manoscritti di suor Lucia, Piacenza: Cristianità, 1977; pp. 19-63.

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