La crisi odierna e le risposte efficaci

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http://www.lastampa.it/2017/07/04/vaticaninsider/ita/commenti/la-crisi-odierna-e-le-risposte-efficaci-ahlDFgTPHM9kfKsm6bWJgP/pagina.html

Al link sopra l’articolo integrale.
Un falso neutralismo tecnicista può in varia misura svuotare le persone fin dalla scuola e renderle isolate, inermi, asservite, sfruttate, dal suo imperversare.

Il tecnicismo orienta a cercare anche in risposta ai problemi soluzioni tecniciste. Non di rado presentate anche nello specifico come vie obbligate. Molti vedono e sperimentano sempre più chiaramente che così non si può più andare avanti. Tanti ragazzi, la società, rischia uno spegnimento sempre più profondo. Serve una svolta decisa.

Ma reazioni violente a tutto ciò almeno nella maggior parte dei casi si pongono sullo stesso piano del tecnicismo, finiscono per confermarlo.

Andare al nocciolo del problema: liberare le coscienze. Libera formazione nelle identità scelte (anche con tutte le diverse legittime sfumature all’interno di esse) e nello scambio tra di esse. Motivazioni, vie autentiche, di crescita per i giovani e per la società.

Pace, democrazia, giustizia, non possono venire avvicinate, come esso stesso cerca di far credere, col pensiero unico ma attraverso la libera crescita e la ricerca anche comune. Che questo sia un punto decisivo lo si può verificare anche dalla sordità assoluta di molti potenti sulla questione. Nella falsa unità del pensiero unico in realtà il potente divide (svuota, isola) et impera. Anche può in certi casi più facilmente usare, ad un già di per sé ingannevole fine di bene, ogni arma per imporsi, per distruggere l’avversario. Si può in molti modi divenire strumenti inconsapevoli, anche talora persuasi, abbindolati, del pensiero unico, schematico. Usati, sfruttati e a suo tempo gettati, anche in ciò, dal potere. Ma non sempre e ad ogni livello inconsapevoli e disinteressati.

No, nel dibattito pubblico, al tecnicismo dei titoli, delle burocrazie. Sì alla verità, alle sue mille sfumature, proposte da chiunque ne intuisca qualcuna. Tecnicismo, burocratismo, possono rivelarsi anche in questo senso vie di variamente stretto controllo del dibattito pubblico.

Libera formazione delle coscienze e scambio stimolano: maturazione, consapevolezza, comprensione non schematica ma invece viva, sempre nuova, di ogni cosa, per esempio dei graduali, reali, cammini personali; dialogo e impegno, anche variamente condiviso, risposte nuove ai bisogni, nelle comunità, tra le comunità, nel territorio, nella società, nel mondo.   Nella società dell’automazione tecnologica si può manifestare più chiaramente la fecondità anche sociale, lavorativa, economica, dell’umano.

Si può dunque concordare una formazione libera ma non settaria. Ossia una scuola dove si possa maturare alla luce dei valori in cui si crede ma anche con congrui, profondamente attenti alla viva, concreta, integrazione, tempi di scambio, di condivisione, con le altre identità. Certo il tutto all’interno di riferimenti essenziali per una convivenza civile.

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