L ’UOMO SACERDOTE DELL ’UNIVERSO A IMMAGINE DI MARIA Don Sante Babolin

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PARTE II

Risultato immagine per maria vergine

A IMMAGINE DI MARIA, MADRE DEL SIGNORE

Il sacerdozio regale e universale di Gesù opera nella Ma dre in tutta la sua pienezza, perché Lei è la dimora che la Sapienza di Dio ha costruito in vista dell’incarnazione del Verbo di Dio;4 e Maria continua questa sua partecipazione al sacerdozio regale del Figlio nel tempo della misericordia, nel quale si
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4 SANT’ANSELMO, Discorsi, n. 52; PL 158, 955-956; seconda lettura dell’Immacolata: «Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell’uomo o disposte per la sua utilità si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale, alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio. Erano schiacciate dall’oppressione e avevano perso vivezza per l’abuso di coloro che s’erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellite dall’uso degli uomini che lodano Dio. Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia sentendo che Dio stesso, lo stesso loro Creatore non solo invisibilmente le regge dall’alto, ma anche, presente visibilmente tra di loro, le santifica servendosi di esse. Questi beni così grandi sono venuti dal frutto benedetto del grembo benedetto di Maria benedetta. O donna piena e sovrabbondante di grazia, ogni creatura rinverdisce, inondata dal traboccare della tua pienezza. O vergine benedetta e più che benedetta, per la cui benedizione ogni creatura è benedetta dal suo Creatore, e il Creatore è benedetto da ogni creatura. A Maria Dio diede il Figlio suo unico che aveva generato dal suo seno uguale a se stesso e che amava come se stesso, e da Maria plasmò il Figlio, non un altro, ma il medesimo, in modo che secondo la natura fosse l’unico e medesimo figlio comune di Dio e di Maria. Dio creò ogni creatura, e Maria generò Dio: Dio, che aveva creato ogni cosa, si fece lui stesso creatura di Maria, e ha ricreato così tutto quello che aveva creato. E mentre aveva potuto creare tutte le cose dal nulla, dopo la loro rovina non volle restaurarle senza Maria».
attende il ritorno del Signore, che verrà a giudicare i vivi e i morti. Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà; anche quelli che lo trafissero e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il petto. Sì, Amen! (Ap 1, 7).
° ognuno lo vedrà: riferimento all’Incarnazione del Fi glio di Dio: «Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo, uno simile a un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. Gli furono dati potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano: il suo potere è un potere eterno, che non finirà mai, e il suo regno non sarà mai distrutto» (Dan 7, 13-14). ° anche quelli che lo trafissero: riferimento alla Croce (Gv 19, 37): «Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Ge rusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guar
deranno a me, colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito» (Zac 12, 10).
1. MARIA NELLA SUA VITA TERRENA
All’annunciazione è riconosciuta dall’angelo «piena di grazia». Nella visita a santa Elisabetta innalza il canto di lode al Salvatore: il Magnificat. Nella vita pubblica di Gesù Maria appare: – «quando alle nozze in Cana di Galilea, mossa a compassione, indusse con la sua intercessione Gesù a dar inizio ai miracoli (cfr. Gv 2 1-11).
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–- Durante la predicazione di lui raccolse le parole con le quali egli, mettendo il Regno al di sopra delle considerazioni e dei vincoli della carne e del sangue, proclamò beati quelli che ascoltano e custodiscono la parola di Dio (cfr Mc 3,35; Lc 11,27-28), come ella stessa fedelmente faceva (cfr. Lc 2,19 e 51). – Così anche la beata Vergine avanzò nella peregrinazione della fede e serbò fedelmente la sua unione col Figlio sino alla croce, dove, non senza un disegno divino, se ne stette (cfr. Gv 19,25), soffrendo profondamente col suo Unigenito e associandosi con animo materno al suo sacrifico, amorosamente consenziente alla immolazione della vittima da lei generata; – e finalmente dallo stesso Gesù morente in croce fu data quale madre al discepolo con queste parole: “Donna, ecco tuo figlio”» (cfr. Gv 19,26-27) (Lumen Gentium, 58).
Alle nozze di Cana si accorge che manca il vino e lo dice a Gesù: «Non hanno più vino» (Gv 2, 3); e capisce che Gesù vi porrà rimedio e invita i servi a «fare quello che egli dirà loro» Gv 2, 5). Sul Calvario Maria viene proclamata da Gesù Signora e Madre di tutti gli uomini: «Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E da quel mo mento il discepolo la prese nella sua casa» (Gv 19, 26-27). Maria è la tutta santa, con il cuore pieno di gratitudine verso Dio suo Salvatore, attenta alle nostre necessità e pronta ad intervenire per aiutarci; è madre di ogni uomo redento dal Sangue del suo Figlio: sulla Croce Gesù diventa Signore5 e lei, la Madre, diventa Nostra Signora.
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5 «Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, e

2. MARIA DALLA GLORIA OPERA ANCORA
Dalla Lumen Gentium prendiamo ancora qualche stimolo per la nostra riflessione: – «… la Vergine immacolata, preservata immune da ogni macchia di colpa originale, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell’universo per essere così più pienamente conforme al figlio suo, Signore dei signori (cfr. Ap 19,16) e vincitore del peccato e della morte» (LG 59); –«Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata. Per questo la beata Vergine è invocata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice. Ciò però va inteso in modo che nulla sia detratto o aggiunto alla dignità e alla efficacia di Cristo, unico mediatore. Come il sacerdozio di Cristo è in vari modi partecipato, tanto dai sacri ministri, quanto dal popolo fedele, e come l’unica bontà di Dio è realmente diffusa in vari modi nelle creature, così anche l’unica mediazione del Redentore non esclude ma suscita nelle creature una varia cooperazione partecipata da un’unica fonte» (LG 62).
Nostra Signora e nostra madre è quindi ancora all’opera Sotto questa prospettiva mi piace considerare i luoghi di culto dedicati a Maria, soprattutto quelli sorti a motivo di apparizioni di Maria; e sono molti, pur considerando le apparizioni riconosciute dalla Chiesa.
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diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami: “Gesù Cristo è Signore!”, a gloria di Dio Padre” (Fil 2, 5-11).
Maria continua: ° a stimolare la conversione dei suoi figli al Signore: si direbbe che ripete sempre gli stessi inviti, dovunque e in tutti i tempi (penitenza – conversione e preghiera); ° si preoccupa della pace, perché è amante della vita e delle cose belle, sia naturali che culturali; ° si preoccupa della salute fisica e della serenità dei suoi figli: non fa economia delle sue grazie e delle guarigioni; ° è “virgo potens” durante gli esorcismi della Chiesa, che la invoca per la liberazione dei suoi figli.
Maria esercita quindi con la potenza dell’amore la sua maternità universale ° verso ogni uomo, guardando, pregando e accompagnandolo verso il rendimento di grazie e la lode all’Unico necessario (come a Cana e come nel Magnificat). ° e in ogni luogo (importanza delle apparizioni mariane), manifestandosi assume le sembianze culturali del posto e santifica i luoghi (richiesta di un tempio). A Città del Messico, dove i pellegrini vanno a mostrasi a nostra Signora; a Lourdes dove i pellegrini vanno a bagnarsi nell’acqua; a Fatima dove si va a pregare per la pace; etc. troviamo sempre un santuario per il quale possiamo applicare il seguente testo biblico: «Salomone terminò il tempio e la reggia; attuò quanto aveva deciso di fare nella casa del Signore e nella propria. Il Signore apparve di notte a Salomone e gli disse: “Ho ascoltato la tua preghiera; mi sono scelto questo luogo come casa di sacrificio. Se chiuderò il cielo e non ci sarà più pioggia, se comanderò alle cavallette di divorare la campagna e se invierò la peste in mezzo al mio popolo, se il mio popolo, sul quale è stato invocato il mio nome, si umilierà, pregherà e ricercherà il mio volto, perdonerò il suo peccato e risanerò il suo paese.
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Ora i miei occhi sono aperti e i miei orecchi attenti alla preghiera fatta in questo luogo. Ora io mi sono scelto e ho santificato questo tempio, perché la mia presenza vi resti sempre; e lì saranno sempre i miei occhi e il mio cuore”». (2Cr 7,11-16).
E Maria tiene viva nel mondo intero la speranza della gloria:
«L ’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per la volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sia liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati» (Rm 8, 19-24).
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Fine

Fonte:http://www.culturamariana.com/pubblicazioni/fine30/09-Babolin-tip.pdf

 

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