L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

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1.UNA PRIMA SPIEGAZIONE DEL TITOLO
Offriamo anzitutto una spiegazione del titolo, che, nel suo insieme, non è per niente facile. La prima parte è una citazione evangelica: «Diede alla luce il suo Figlio primogenito» (Lc 2, 7). Nei dintorni di Betlemme, la «casa del pane», Maria partorisce Gesù. Contempliamo questo evento che da duemila anni illumina la storia dell’umanità in modo straordinario. Il Figlio di Dio, generato eternamente dal Padre, viene ora generato nel tempo da una donna, la Beata Vergine Maria. Se nella generazione eterna egli è «nato dal Padre»1 senza madre, nella nascita terrena egli è «nato da donna» (Gal 4, 4), senza il concorso di un padre umano. Maria, infatti, concepisce e partorisce Gesù in modo verginale per la potenza dello Spirito Santo (cf. Lc 1, 35). Il bambino nato a Betlemme ha un Padre celeste e una madre terrena. La sua umanità è quindi tutta da Dio e tutta dalla Vergine Madre. Si tratta di una autentica umanità, ma ricreata in Maria dalla SS. Trinità. È la nuova umanità. Il bambino che nasce a Betlemme è il nuovo Adamo. Se il primo Adamo si trova all’origine dell’umanità peccatrice, il nuovo Adamo è il primogenito della nuova creazione (Col 1, 15), l’artefice della salvezza dell’intera umanità. Il «nuovo Adamo» (1Cor 15, 45), nato dalla nuova Eva, è l’«uomo nuovo» (cf. Ef 4, 22-24; Col 3, 10).

Per sottolineare questa novità, che è un meraviglioso dono trinitario, San Paolo accentua la diversa origine dei due Adami: «Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo» (1Cor 15, 47). E il cielo da cui proviene Gesù non è solo Dio Trinità, ma anche la Vergine Immacolata, la nuova Eva, la donna nuova preservata da ogni macchia di peccato originale, in vista dei meriti del suo Figlio divino. Il sottotitolo della nostra tematica, «L’Eucaristia attualizza l’evento», indica che il sacramento dell’Eucaristia ripropone la nascita di Gesù sotto le specie del pane e del vino. E Maria, madre della Chiesa, è ancora colei che ci dona Gesù. Come un giorno ci ha donato l’umanità di Gesù, così nella Chiesa e per mezzo della Chiesa ella continua ad offrirci il corpo eucaristico del suo Figlio diletto. Come Gesù era presente nella mangiatoia a Betlemme, così egli è ora presente nei mille tabernacoli del mondo per mezzo della Chiesa. A proposito dell’Incarnazione, San Paolo esclama stupito: «Dobbiamo confessare che grande è il mistero della pietà: Egli si manifestò nella carne» (1Tm 3, 16). Ma ancora più grande è la manifestazione di Gesù nell’Eucaristia. Incarnazione ed Eucaristia costituiscono un unico grande «pietatis et fidei mysterium».

Continua…

Fonte:http://www.culturamariana.com/pubblicazioni/fine20/pdf/Fine20_Amato_196-215.pdf

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