L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

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2.INCARNAZIONE ED EUCARISTIA

Il nesso tra Maria e l’Eucaristia è il nesso che c’è tra madre e figlio. Si tratta di una relazione inscindibile. Maria, la madre del Gesù storico, continua a essere la Madre di Gesù eucaristico, così come è la madre del Cristo glorioso e la madre del corpo mistico di Cristo, che è la Chiesa. L’Eucaristia è un’estensione dell’Incarnazione. Per cui la maternità di Maria si estende anche alla presenza eucaristica del Figlio nella Chiesa. Come a Betlemme, ancora oggi Maria, Madre della Chiesa, continua a deporre Gesù eucaristico sull’altare.

San Giovanni Crisostomo paragona la mangiatoia di Betlemme proprio alla mensa eucaristica. In un panegirico, egli afferma:
«[Come è possibile che mentre] dei magi, pagani e stranieri, accorrono dalla Persia per vedere il Signore giacere nella mangiatoia, tu, invece, che sei cristiano, non riesci a sottrarre neppure un po’ di tempo per godere di questo gioioso spettacolo? sì; se ci accosteremo con fede, certamente Lo vedremo deposto nella mangiatoia. Ebbene, questa mensa [eucaristica] occupa il posto della mangiatoia».2 Nella tradizione liturgica e teologica della Chiesa sono numerosi e significativi i richiami a rilevare, proprio a partire dalla relazione Maria-Chiesa, l’identità esistente tra il corpo fisico di Gesù e il suo corpo eucaristico.3 L’antichissima iscrizione di Abercio, vescovo di Gerapoli in Frigia (fine del II secolo d. C.), è il più antico monumento lapidario che menzioni l’Eucaristia distribuita da Maria nella Chiesa. Si tratta di un epitaffio in ventidue versetti dettato dallo stesso vescovo, il quale, nel suo viaggio di ritorno in patria da Roma, incontra nelle varie città le comunità cristiane che gli offrono l’Eucaristia. Ecco alcuni di questi versi:
«13. Ella [e cioè la fede] mi procurò come cibo un pesce di acqua sorgiva, 14. grandissimo, puro, che aveva pescato una vergine casta. 15. Ella lo dava da mangiare tutti i giorni agli amici; 16. ella aveva un ottimo vino e, mescolato, lo dava con il pane. 17. Io, Abercio, stando presente, dissi di scrivere qui queste cose
19818. quando, in verità, compivo il settantaduesimo anno d’età. 19. Chi comprende queste cose, ed è confratello, preghi per Abercio».4
La vergine casta che distribuisce quotidianamente il pesce5 grandissimo e puro sotto le specie del pane e del vino è la Vergine Maria.6 Maria come ha donato Gesù a Natale così dona Gesù eucaristico nella Chiesa. Maria, madre del corpo di Cristo, è anche madre dell’Eucaristia,7 e, come la Chiesa, dona ai cristiani il Cristo eucaristico per il loro nutrimento spirituale. S. Efrem Siro (306-373), in un suo inno, così canta a Maria, la nuova Eva, che ha dato al mondo Gesù, presente sotto le specie eucaristiche: «Al posto di quell’amaro frutto che Eva colse dall’albero, Maria ha dato agli uomini il dolce frutto. Ed ecco che tutto il mondo gode del frutto di Maria. La Vite verginale ha dato un’uva il cui dolce vino ha donato conforto a quanti piangono. Eva e Adamo, afflitti dal pianto, hanno gustato il farmaco della vita e in esso hanno trovato conforto alle loro lacrime».8
Maria, inoltre, è considerata il tabernacolo dove abitò il Verbo fatto carne, simbolo dell’abitazione del Verbo nell’Eucaristia presente nella Chiesa. Lo stesso corpo nato da Maria è nato per divenire Eucaristia.


2 GIOVANNI CRISOSTOMO, Panegirico su S. Filogonio vescovo, Omelia 6: PG 48,753-756. Traduzione in G. DI NOLA, La dottrina eucaristica di Giovanni Crisostomo, LEV, Città del Vaticano 1997, p. 59. 3

Cf. H. CROUZEL, Les préparations du rapprochement entre Marie, l’Église et l’Eucharistie chez les Pères anténicéens, in Études Mariales 3637 (1979-1980) p. 38-48.4

Cf., per la traduzione italiana e per una prima introduzione, G. BOSIO, Iniziazione ai Padri, SEI, Torino 1964, v. I, 283s.

Cf. anche B. EMMI, La testimonianza mariana nell’epitaffio di Abercio, in «Angelicum» 46 (1969) p. 232-302. 5

Si noti che (greco), «pesce», era l’acrostico per «Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore». 6 Così interpretano gli studiosi. Oltre al già citato H. Crouzel, cf. anche, J. QUASTEN, Patrologia, Marietti, Casale M., vol. I, p. 154-155. 7

Cf. H. CROUZEL, Les préparations, 45. 8 EFREM SIRO, Inni su Santa Maria, Inno 1,10.14: Monumenta Eucharistica, I, p. 340.

Continua….

Fonte.http://www.culturamariana.com/pubblicazioni/fine20/pdf/Fine20_Amato_196-215.pdf

 

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