L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

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3. I MOLTI NOMI DELL’EUCARISTIA
Diamo ora uno sguardo sistematico alla relazione esistente tra Incarnazione ed Eucaristia alla luce del mistero di Maria, la madre di Gesù. A proposito dei molti nomi con i quali viene indicato il sacramento dell’Eucaristia, il Catechismo della Chiesa Cattolica dice:
«L’insondabile ricchezza di questo sacramento si esprime attraverso i diversi nomi che gli si danno. Ciascuno di essi ne evoca aspetti particolari. Lo si chiama: “Eucaristia, perché è rendimento di grazie a Dio […]”.9 “Cena del Signore, perché si tratta della Cena che il Signore ha consumato con i suoi discepoli la vigilia della sua Passione e dell’anticipazione della cena delle nozze dell’Agnello nella Gerusalemme celeste. Frazione del Pane, perché questo rito, tipico della cena ebraica, è stato utilizzato da Gesù quando benediceva e distribuiva il pane come capo della mensa, soprattutto durante l’ultima Cena […]. Assemblea eucaristica [“synaxis”], in quanto l’Eucaristia viene celebrata nell’assemblea dei fedeli, espressione visibile della Chiesa”.10 “Memoriale della Passione e della Risurrezione del Signore. Santo Sacrificio, perché attualizza l’unico sacrificio di Cristo Salvatore e comprende anche l’offerta della Chiesa; o ancora santo sacrificio della Messa […]. Santa e divina Liturgia, perché tutta la Liturgia della Chiesa trova il suo centro e la sua più densa espressione nella celebrazione di questo sacramento; è nello stesso senso che lo si chiama pure celebrazione dei Santi Misteri.

Si parla anche del Santissimo Sacramento, in quanto costituisce il Sacramento dei sacramenti. Con questo nome si indicano le specie eucaristiche conservate nel tabernacolo”.11 “Comunione, perché, mediante questo sacramento, ci uniamo a Cristo, il quale ci rende partecipi del suo Corpo e del suo Sangue per formare un solo corpo”; viene inoltre chiamato le cose sante […] – è il significato originale dell’espressione “comunione dei santi” di cui parla il Simbolo degli Apostoli – pane degli angeli, pane del cielo, farmaco d’immortalità, viatico…».12 Nel 1965, riassumendo la dottrina conciliare sull’Eucaristia, il Papa Paolo VI nell’enciclica Mysterium fidei,13 dopo aver citato la Costituzione sulla sacra liturgia sull’istituzione del sacrificio eucaristico, come memoriale della morte e risurrezione di Gesù, sacramento di pietà, segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale, pegno della gloria futura (cf. SC n. 47), il Papa così commenta: «Con queste parole si esaltano insieme il sacrificio, che appartiene all’essenza della messa celebrata quotidianamente, e il sacramento, di cui i fedeli partecipano con la santa comunione mangiando la carne di Cristo e bevendone il sangue, ricevendo la grazia, che è anticipazione della vita eterna e la medicina dell’immortalità».14
Questa pluralità di nomi può essere ricondotta a una triplice connotazione: l’Eucaristia come compimento dell’Incarnazione, come sacrificio e come sacramento.


9 CCC n. 1328. 10

CCC n. 1329.

Fonte:http://www.culturamariana.com/pubblicazioni/fine20/pdf/Fine20_Amato_196-215.pdf

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