L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

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6. L’EUCARISTIA COME SACRAMENTO

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L’Eucaristia è infine il sacramento della presenza reale di Nostro Signore sotto le specie del pane e del vino. Nel decreto tridentino sul sacramento dell’Eucaristia della sessione XIII, il Concilio confessa
«che con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del corpo del Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo sangue. Questa conversione, quindi, in modo conveniente e appropriato è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione».29
Il decreto tridentino dà anche disposizioni sul culto di adorazione da riservare a questo santissimo sacramento, su come conservarlo propriamente nel tabernacolo, su come e quando portarlo agli infermi, sulla preparazione necessaria per ricevere degnamente la santa Eucaristia soprattutto mediante il sacramento della penitenza, sull’uso di questo mirabile sacramento e sulla sua recezione anche spirituale. Il Concilio Tridentino, appoggiato a questa fede della Chiesa, afferma che nel sacramento della ss. Eucaristia, dopo la consacrazione del pane e del vino, nostro Signore Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, è contenuto veramente, realmente e sostanzialmente sotto l’apparenza di quelle cose sensibili:
«Pertanto il nostro Salvatore nella sua umanità è presente non solo alla destra del Padre, secondo il modo di esistere naturale, ma insieme anche nel sacramento dell’Eucaristia “secondo un modo di esistere, che, sebbene sia inesprimibile per noi a parole, tuttavia con la mente illustrata dalla fede possiamo raggiungere e dobbiamo fermissimamente credere che è possibile a Dio».30

Il Vaticano II ha riproposto questa dottrina e il Papa Paolo VI nell’enciclica Mysterium fidei, riassumendola, così spiega la realtà della transustanziazione:
«Avvenuta la transustanziazione, le specie del pane e del vino senza dubbio acquistano un nuovo fine, non essendo più l’usuale pane e l’usuale bevanda, ma il segno di una cosa sacra e il segno di un alimento spirituale; ma intanto acquistano nuovo significato e nuovo fine in quanto contengono una nuova “realtà”, che giustamente denominiamo ontologica. Giacché sotto le predette specie non c’è più quel che c’era prima, ma un’altra cosa del tutto diversa; e ciò non soltanto in base al giudizio della fede della chiesa, ma per la realtà oggettiva, poiché convertita la sostanza o natura del pane e del vino nel corpo e sangue di Cristo, nulla rimane più del pane e del vino che le sole specie, sotto le quali Cristo tutto intero è presente nella sua fisica “realtà” anche corporalmente, sebbene non allo stesso modo con cui i corpi sono nel luogo».31
Il compito di Maria nei confronti della presenza reale di Gesù nell’Eucaristia viene sinteticamente riassunto da Papa Giovanni Paolo II in questa affermazione:
«Questa sua maternità è particolarmente avvertita e vissuta dal popolo cristiano nel sacro Convito – celebrazione liturgica del mistero della redenzione –, nel quale si fa presente Cristo, il suo vero corpo nato da Maria Vergine. Ben a ragione la pietà del popolo cristiano ha sempre ravvisato un profondo legame tra la devozione alla Vergine santa e il culto dell’Eucaristia: è, questo, un fatto rilevabile nella liturgia sia occidentale che orientale, nella tradizione delle Famiglie religiose, nella spiritualità dei movimenti contemporanei anche giovanili, nella pastorale dei santuari mariani. Maria guida i fedeli all’Eucaristia».32
Maria è cioè l’odigitria. Ha la funzione carismatica di guidare i fedeli a Gesù Eucaristia. Per questo la devozione popolare mariana, che si esprime spesso con il pellegrinaggio a santuari mariani e le visite alle chiese mariane, sfocia nei sacramenti della riconciliazione e dell’Eucaristia. Maria non solo offre Gesù bambino alla contemplazione adorante dei pastori e dei magi a Natale, ma, come madre della chiesa, presenta il suo Figlio eucaristico all’adorazione e al nutrimento dei fedeli ogni giorno del loro viaggio terreno. Si può veramente affermare che «la pietà del popolo cristiano […] sente nelle feste, nelle ricorrenze e nei santuari mariani più viva che mai la fede e la fame dell’Eucaristia e non trova più conveniente modo di onorare Maria che quello di accostarsi all’altare».33 Guidato da Maria, il «sensus fidelium» diventa «sensus eucharisticus». Dice San Bonaventura: «Come per Maria ci è stato dato questo sacratissimo corpo, così per le sue mani deve essere offerto e per le sue mani deve essere ricevuto nel sacramento».34


29 DS n. 1642, 1652. 30 PAULUS PP. VI, Lettera enciclica Mysterium fidei de doctrina etcultu ss. Eucharistiae, n. 426.

31 Ib. n. 427.

32 GIOVANNI PAOLO II, Lettera enciclica Redemptoris Mater, n. 44.

33 G. LERCARO, La missione della Vergine nell’economia eucaristica, p.
55.
34 BONAVENTURA, Sermo de SS.mo corpore Christi, in Opera Omnia, 5 p. 559.

Continua…

Fonte:http://www.culturamariana.com/pubblicazioni/fine20/pdf/Fine20_Amato_196-215.pdf

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