Il giorno in cui Gesù fece da chierichetto: la leggenda di Pietro Paschal

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Questo santo del XIII secolo aveva un tale zelo per il Vangelo che molti musulmani si convertirono grazie a lui

Pietro Paschal nacque a Valencia (Spagna) nel 1227. I suoi genitori erano devoti mozarabici (cristiani iberici) che vivevano sotto il dominio musulmano, pagando una tassa annuale. I mozarabici e gli arabi musulmani coesistevano e parlavano anche una lingua simile, il mozarabico.
Il fondatore dei Mercedari, San Pietro Nolasco, era un buon amico della famiglia di Pietro, e lui e i suoi compagni mercedari si fermavano spesso a casa di Paschal quando andavano a liberare i cristiani prigionieri. Frequentare questi uomini pii aiutò a instillare nel giovane Pietro un profondo senso di pietà, che unito all’influenza virtuosa, caritatevole e amorevole dei suoi genitori lo fece diventare un servo di Dio profondamente devoto.

Ironicamente, l’influenza fondamentale nel viaggio educativo di Pietro fu quella di un insegnante che i suoi genitori avevano riscattato dai Mori anni prima. Pietro si recò con lui a Parigi, e sotto la sua guida studiò, predicò e insegnò, guadagnandosi una buona reputazione come uomo istruito e pio.

Tornò poi a Valencia, e Pietro Nolasco divenne il suo consulente spirituale. Dopo un altro anno di preparazione divenne membro dell’Ordine della Beata Vergine Maria della Misericordia, i cosiddetti Mercedari. Era il momento di iniziare a riscattare i cristiani prigionieri.
Pietro Paschal aveva una mente brillante, e Giacomo I, re di Aragona, lo nominò insegnante di suo figlio Sanchez, che fu così influenzato da Pietro da diventare egli stesso sacerdote mercedario ed essere nominato nel 1262 arcivescovo di Toledo. Visto che il principe Sanchez era troppo giovane per essere consacrato, Pietro Paschal venne nominato alla guida della diocesi e fu ordinato vescovo di Granada, all’epoca sotto il controllo dei musulmani.
Come vescovo di Granada, Paschal predicò instancabilmente sul cristianesimo. Divenne noto per la sua grande determinazione e il suo zelo nel recuperare i cristiani resi schiavi e imprigionati dai Mori. La sua predicazione fu così potente che molti musulmani iniziarono ad abbracciare le dottrine di Gesù Cristo e a convertirsi al cristianesimo.

Oltre a predicare, Pietro riscattava continuamente cristiani catturati dai Mori, confortava i prigionieri e predicava il Vangelo ai loro sequestratori. La sua capacità di portare i Mori alla Chiesa fu la ragione per la quale alla fine fu arrestato. A nessuno venne permesso di parlargli.
Pietro venne tenuto in prigione e trattato costantemente con crudeltà e disprezzo, ma ricevette il permesso di offrire ogni giorno il Santo Sacrificio della Messa, ed è qui che nasce la pia leggenda di San Pietro Paschal.
Una mattina, dice la leggenda, mentre Pietro si stava preparando per la Messa, un bambino di circa cinque anni gli apparve davanti. Era vestito come uno schiavo e disse al vescovo che avrebbe servito volentieri la Messa per lui se glielo avesse permesso. Pietro gli chiese chi fosse e il piccolo rispose: “Ti dirò chi sono quando avrei finito la Messa”.

Dopo la fine della Messa Pietro pose al bambino qualche domanda e rimase stupito dalla sua saggezza. Poi gli chiese: “Dimmi, chi è Gesù Cristo?”
Il bambino rispose: “Sono io Gesù Cristo; sono io che sono stato crocifisso per la tua salvezza e per quella del mondo intero; guarda le mie mani, e i miei piedi, e il mio costato, e riconoscerai le ferite che ho ricevuto durante la mia Passione. Visto che hai deciso di rimanere prigioniero per cercare di ottenere la libertà per i miei figli reclusi, e visto che per ottenere la loro libertà hai speso il denaro inviato per ottenere la tua, mi hai reso tuo prigioniero”. Poi il bambino scomparve. Pietro Paschal si riempì di una gioia indescrivibile.

I suoi sequestratori musulmani colsero e riverirono la santità del loro prigioniero. Gli dissero che se non avesse mai detto nulla contro Maometto gli avrebbero restituito la libertà. Pietro disse che non avrebbe mai potuto promettere una cosa simile. Poco dopo, mentre il vescovo Pietro Paschal stava recitando il suo ringraziamento dopo la Messa, un aguzzino gli si avvicinò da dietro e gli tagliò la testa. Era il 6 gennaio 1300. Papa Clemente X lo ha beatificato e canonizzato il 14 agosto 1670.
San Pietro Paschal, prega per noi.
[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Fonte: Aleteia.org

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