IL SACRO CUORE E IL SACERDOZIO , Madre Luisa Margherita Claret de la Touche Serva di Dio

by

PARTE TERZA

L’AMORE DEL VERBO INCARNATO PER 1 SUOI SACERDOTI

Risultato immagine per Madre Luisa Margherita Claret de la Touche Serva di Dio

CAPITOLO IV

Amore di Cristo per i suoi sacerdoti dopo la risurrezione

La morte poteva, per qualche ora, irrigidire il cuore pulsante di amore di Gesù e impedirgli di battere. Ma appena fosse apparsa l’aurora radiosa della risurrezione; appena la vita fosse rientrata trionfale nell’Umanità del Salvatore, l’Amore avrebbe nuovamente fatto battere il cuore di Cristo, e per primo ne sarebbe traboccato l’amore per il suo sacerdozio.

Le prime parole di Gesù a Maddalena, dopo essersi fatto riconoscere, sono per i suoi preti: « Va’ a dire ai miei fratelli che io risalgo al Padre mio e Padre vostro, al mio Dio e vostro Dio ». I miei fratelli. Non dice: va’ a dire ai miei discepoli, o ai miei apostoli. Queste parole sono troppo fredde per soddisfare il suo amore. « Andate a dire ai miei fratelli », ripete alle donne venute al sepolcro. I tradimenti, le ingratitudini, le viglìaccherie della vigilia, tutto è dimenticato. Questo amore supera le possibilità di essere capito.

I quaranta giorni che il Salvatore trascorre sulla terra dopo la risurrezione saranno tutti impiegati all’edificazione definitiva della Chiesa e alla formazione dei suoi preti. In precedenza, si offriva alla folla: insegnava, consolava, guariva i malati e accarezzava i bambini. Si faceva tutto a tutti. Ora, sembra aver ripreso la vita soltanto per dedicarla ai suoi apostoli. La sua parola, i miracoli, le sue benedizioni saranno soltanto per loro. Li copre con la sua potenza, li colma di beni tanto che nessuna creatura potrà eguagliarli. Li innalzerà così in alto che i re della terra dovranno inchinarsi a loro e i principati del cielo potranno invidiarli. Li rivestirà a tal punto di se stesso, vivrà a tal punto in loro che compiranno le opere che egli ha compiuto, e anche più grandi ancora. E’ l’amore più grande quello che opera un’unione così totale.

Dopo essere apparso alle donne, il cui coraggio e attaccamento a lui meritavano una simile preferenza amorosa, Gesù apparve a Pietro. Questo discepolo, malgrado la sua caduta così dolorosa per Cristo, è tuttavia il primo a ricevere le sue benedizioni. Perché è il capo del sacerdozio nuovo, pastore supremo del gregge di Cristo. La sera dello stesso giorno, dopo aver illuminato e consolato i due discepoli sulla strada di Emmaus, ed essersi rivelato loro nell’Eucaristia, il Salvatore viene al Cenacolo, e appare fra i suoi apostoli riuniti. Il suo volto è raggiante; le sue parole colme di tenerezza: « La pace sia con voi… Perché avete paura?… »’ Mostra loro le mani e i piedi, e con semplicità chiede qualcosa da mangiare per convincerli del tutto della realtà della sua risurrezione. Allora, quando la fede entra in loro, Gesù si china e con il suo soffio comunica loro lo Spirito vivificatore.

Al tempo della creazione, Dio aveva formato l’uomo dal fango della terra, gli aveva dato vita con il suo soffio e aveva conferito alla sua anima l’immortalità. Al tempo della Redenzione, questo stesso soffio onnipotente, uscendo dalla bocca del Cristo, comunica ai preti il potere di dare la vita alle anime, di risuscitarle dalla morte del peccato: « Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi; a chi li riterrete, saranno ritenuti ». Quasi una partecipazione offerta ai preti alla potenza creatrice di Dio.

Otto giorni dopo, Gesù appare nuovamente nel Cenacolo. Viene a soddisfare la curiosità del discepolo ostinato e incredulo. « Tommaso gli dice , vieni qui: metti le tue dita nella ferita del mio costato, e non essere più incredulo, ma credente ». Sembra dire: metti la tua mano nel mio cuore e ascolta i suoi palpiti di amore. Tommaso non poteva non riconoscere, in questa bontà, il suo Signore e il suo Dio.

Un giorno gli apostoli, spinti dalla necessità, avevano ripreso le loro barche e le reti ed erano andati a pescare, su quel lago di Tiberiade che spesso era stato testimone dei miracoli di Gesù. Dopo una lunga notte di lavoro infruttuoso, era giunto il mattino. Ed ecco che sulla riva, alle prime luci dell’aurora, apparve una figura: era Gesù. La sua voce risuonò sulle onde, nel silenzio della natura ancora addormentata: « Figli miei, non avete niente da mangiare? ». è la bontà di un padre: « Figli miei… ». E quando gli apostoli approdano, trainando le reti miracolosamente cariche di pesci, trovano un fuoco acceso, la colazione preparata e Gesù, come il più piccolo fra loro, che apparecchia ogni cosa e si prepara a servire egli stesso il pasto.

Al termine, Gesù si avvicina a Pietro. Per rimproverargli le sue cadute? Per toglierli il primato e darlo a qualcuno più degno e più fedele? Per metterlo ancora alla prova, e rimetterlo di fronte alla sua debolezza? Niente di tutto questo. Cristo è troppo delicato per fare anche soltanto un’allusione al passato: « Simone, mi ami tu più di costoro? Signore, io ti amo. Pasci i miei agnelli », cioè governa il mio popolo, sii loro capo e loro padre, nutrili con le tue attenzioni e le tue fatiche.

E Gesù riprende ancora: « Simone, mi ami tu? Sì, Signore. Pasci i miei agnelli! ». Sii madre per il mio popolo, portalo nel tuo cuore, nutrilo di te, offri la vita per lui.

E di nuovo Gesù domanda: « Simone, mi ami tu? ». Due affermazioni non sono bastate al Maestro per convincerlo dell’amore di Pietro? Certo sono bastate, e per questo la cura di reggere il popolo di Dio gli è stata affidata. Ma Gesù vuole ancora donare qualcosa al suo apostolo. Vuole affidargli la parte del suo gregge più cara al suo cuore e, per questo, esige un amore più grande e più forte.

Pietro, rattristato da questa inspiegabile insistenza, risponde: « Signore, tu sai ogni cosa, e sai dunque bene che ti amo ». Questa risposta non è solo un atto di amore, come i due precedenti; è anche un atto di fede solida nella divinità di Cristo: « Tu sai ogni cosa », e di assoluta confidenza in lui: « tu sai bene che ti amo ». Gesù aspettava proprio questo. Dice a Pietro: « Pasci le mie pecore ». Sii il capo, il pastore del mio sacerdozio; conduci i miei preti ai pascoli della verità. Dedica le tue attenzioni più vigili a queste pecore così teneramente amate; fa’ che siano forti e feconde, perché è attraverso di loro che il mio gregge si accresce.

Gesù aveva detto ai suoi discepoli di portarsi su un monte della Galilea, e di raccogliere intorno a sé molti discepoli. Quando furono tutti riuniti, apparve. Questa volta, il Maestro non si accontenta più dell’intimità degli Undici. Sta per compiersi qualcosa di grande; vuole che una folla di fedeli sia testimone di ciò che sta per fare, e possa raccontare alle generazioni future l’immensa generosità e i doni inauditi di grazia e di amore che sta per spargere sui suoi sacerdoti. Tutti si sono prostrati di fronte a lui e lo hanno adorato. Tuttavia Cristo non si rivolge alla folla rispettosa e raccolta che lo contempla. Chiama a sé gli apostoli, i suoi preti, e di fronte a questi cinquecento testimoni, li riveste della propria potenza e conferisce loro la pienezza dei suoi doni.

Con quella autorità sovrana, che gli appartiene; con quella maestà che è anche dolcezza e che sempre lo avvolge, Cristo parla: « Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. Andate e insegnate a tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte e ciascuna le cose che vi ho confidato ».

Ogni potere mi è stato dato, e io vi associo alla mia potenza. Tutto ciò che ho fatto, lo farete anche voi. I miei poteri, ve li do. Andate, non più come uomini deboli e impotenti, ma come Cristi, inviati di Dio. Andate per tutta la terra e ammaestrate tutte le nazioni. Dissipate le tenebre dell’ignoranza; offrite la verità alle intelligenze; siate i maestri del mondo e gli educatori degli uomini.

Siate preti, ministri del Dio vivente. Agendo in nome della Trinità, purificate gli uomini, trasformateli, innalzateli fino al cielo con la potenza del Padre, con la sapienza del Figlio, con la carità ardente dello Spirito Santo. Tutti quelli che crederanno alla vostra parola, tutti quelli che si sottometteranno alla vostra autorità, saranno salvati; quelli che respingeranno il vostro insegnamento saranno condannati.

E Gesù termina con queste grandi parole: « Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla consumazione dei secoli ». Non si indirizza alla folla, in questo momento; non vuole quindi parlare qui dell’unione di grazia che deve avere con tutti i cristiani. Non è neppure quell’unione generale che produce la sua presenza eucaristica, perché tutti possono avvicinarsi al tabernacolo e ogni fedele in grazia può nutrirsi del Corpo del Signore. è di una grazia particolare di unione con i preti che Gesù in questo momento intende parlare; grazia tutta speciale, che unisce così intimamente il prete a Gesù che essi sono un unico sacerdote; unione così stretta che la parola del prete è la parola stessa di Cristo: « Chi ascolta voi, ascolta me », e che disonorare il prete è disonorare Cristo: « Chi vi disprezza, disprezza me ».

Unione d’amore, attraverso la quale Gesù non solo attira il prete a sé, ma penetra in lui, vive in lui per farne un altro se stesso: un altro Gesù nella potenza sugli uomini, nella luce al cuore degli uomini, nella tenerezza per loro.

I quaranta giorni fissati da Gesù volgono al termine; per un’ultima volta, egli si manifesta agli apostoli prima di andare a prendere possesso della sua gloria. Compare in mezzo a loro, a Gerusalemme, e, questa volta, mettendo da parte la sua dolcezza e la sua indulgenza abituali, rimprovera loro la durezza del cuore, la loro lentezza nel credere alla sua risurrezione, il loro orgoglio e la loro viltà.

è ancora il suo amore per gli apostoli che lo spinge a parlare così. Li ha innalzati alle più sublimi grandezze; li ha fatti i maestri del mondo; tra pochi istanti aprirà il loro spirito, dando loro la comprensione delle Scritture; altri doni mirabili saranno loro ben presto comunicati dallo Spirito Santo. Occorre un contrappeso a tanta grazia; bisogna che siano convinti della propria debolezza e della loro miseria di uomini, per non inorgoglirsi, per non esaltarsi, credendosi dei, per i benefici del loro Maestro.

Dopo aver loro svelato il senso nascosto delle Scritture, e aver loro ricordato ciò che era stato scritto di lui e ciò che aveva portato a compimento, dice loro: « Ora, voi siete testimoni di queste cose… »; « abiterete in Gerusalemme finché non sarete rivestiti di forza dall’alto. Riceverete lo Spirito Santo che scenderà in voi, e mi renderete testimonianza in Samaria, in Giudea… e fino all’estremità della terra… ». I confini, i limiti che Gesù mette all’apostolato dei suoi sacerdoti e alla loro azione divinizzante sono soltanto le estremità della terra!

Terminate queste parole, Gesù esce con gli Apostoli e li conduce sul monte degli Ulivi. Percorre ancora una volta con loro quella strada che avevano fatto insieme, quaranta giorni prima, la sera della Cena, e dove aveva fatto loro ascoltare quelle parole traboccanti tenerezza che abbiamo riportato più sopra. Attraversa il giardino del Getsemani, testimone della sua agonia, sale, sale ancora.

Giunto in cima al monte, Gesù si volge verso i suoi discepoli. Li guarda, con quello sguardo profondo, luminoso, che penetra fino nell’intimo dell’anima. Tutto il suo amore ardente, fedele, buono passa in quello sguardo che getta sugli apostoli prostrati ai suoi piedi. Alza le braccia per benedire e, lentamente, come rincresciuto di lasciare i discepoli che ama, si innalza nel cielo limpido, splendente del sole di primavera, sale a poco a poco, allontanandosi gradatamente dalla terra. Presto una nube di luce lo avvolge; gli apostoli distinguono soltanto più le mani tese che continuano a benedire; poi, tutto si perde nella luce: Cristo è entrato nella gloria.

Fonte: http://preghiereagesuemaria.it/libri/il%20sacro%20cuore%20e%20il%20sacerdozio.htm

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: