Quaresima. Sabato della Prima Settimana di Quaresima

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Donami un cuore semplice e degli occhi puri, o Signore!

Quando una persona si chiude in se stessa e si nega agli altri dimostra di essere avara, invidiosa, gelosa e soprattutto piena di concupiscenza. Questo vizio è pari all’ingordigia propria di chi non è mai sazio del piacere, della comodità, del proprio benessere. La Sacra Scrittura ci mette in guardia da questo vizio quando ci fa riflettere sul particolare che Gesù non ci sottrae al mondo ma dice di guardarsi dai vizi della superbia degli occhi, della vanità della mente e della concupiscenza della carne. Per tendere alla conformità a Cristo Gesù bisogna opporsi alla “concupiscenza” della carne. La carne è impastata di materialità e facilmente si inchina verso tutti i piaceri ignorando l’esortazione paolina che invita ogni uomo a “ricercare e a gustare le cose di lassù non le cose di quaggiù”. L’uomo, sulla terra, è un pellegrino o un esule e non ha una stabile dimora. La sua patria è altra, quella dei cieli dove ci sarà la totale trasformazione dell’umano in divino perché, come dice l’apostolo Giovanni, “noi vedremo Dio così come egli è”. Mentre si è sulla terra bisognerebbe educarsi al distacco dalle cose materiali perché è da stolti attaccare il proprio cuore a tutto ciò che è relativo e passeggero. Nessuno può condannare il proprio corpo o la materia. Tutto quello che Dio ci ha dato è bello, buono ed amabile ma tutto deve occupare il suo posto e assolvere la missione stabilita dal Signore Dio, Creatore e Signore di ogni bontà. La concupiscenza, invece, sovverte l’ordine armonioso delle cose e snatura il loro stesso fine.

Ti offrirò, Signore, le mie mani innocenti ed il mio cuore puro
per poterti seguire dovunque tu vorrai condurmi.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

PREGHIERA PER LA QUARESIMA

O Gesù, sempre ricco di misericordia,
perdonami!
Vieni a rinascere nella mia anima
e restaci per sempre;
sforzane la porta, se sarò duro,
e regnaci per sempre.
Tu conosci la volontà
che vuole assolutamente possederti,
amarti e prestare sottomissione alle tue divine leggi.
L’amore più ardente
porta tu nel mio freddo cuore.
Accendici tu quel fuoco
che venisti a portare sulla terra,
affinché consumato da esso
m’immoli sull’altare della tua carità,
quale olocausto d’amore,
perché tu regni nel mio cuore e nel cuore di tutti,
e da tutti, e da per tutto
si levi un solo cantico di lode,
di benedizione, di ringraziamento a te
per l’amore che in questo mistero
di divina tenerezza ci hai dimostrato.

(San Pio da Pietrelcina)

LITANIE DEL PENTIMENTO

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