Araldo del Divino Amore, Libro Quarto Capitolo Secondo ( Della Dolce Vigilia del Santo Natale) Seconda Parte

by

Visualizza immagine di origine

La Comunità secondo il costume, s’inchinò per recitare il salmo Miserere met Deus; allora gli angeli custodi delle Suore presentarono a Dio il cuore della persona affidata alla loro cura. Da ciascuna di quelle anime che dicevano divotamente il Miserere, il Salvatore sembrava ricevere un nodo avvolto Nexum quemdam eonvolutum, ch’Egli posava sul suo Cuore. Le anime delle Religiose più ardenti nell’amore erano presentate dal Serafini, che sollevando le braccia del Signore offrivano quelle ferventi Spose; le anime più illuminate nella divina scienza, erano offerte dai Cherubini; le Virtù offrivano le anime più virtuose, e così i cori angelici prestavano il loro ministero per offrire le anime che avevano con essi qualche lineamento di somiglianza. Le Suore che, pur conoscendo la sopra citata rivelazione, si mostravano poco ferventi, non erano presentate al Signore per mezzo degli Angeli, ma restavano semplicemente prostrate a terra.
Geltrude s’avvicinò poi a Gesù in ispirito d’umiltà e Gli offerse il primo Miserere che, di solito, si recitava per sè, dicendogli: « Ah mio dolcissimo Sposo, io ben volentieri rinuncio alla mia parte e ti offro questo salmo solo per l’eterna tua lode e gloria! Degnati di usarne anche per il bene de’ miei amici, secondo il beneplacito della tua misecordia ». Gradì assai il Signore tale offerta, che prese la forma d’una perla preziosa di splendido bagliore. Egli la incastonò in una magnifica collana sospesa ai collo, già adorna di gemme scintillanti e di fiori d’oro, artisticamente lavorati. Poi disse: « Questa perla d’amore che tu mi hai data, l’ho messa al posto d’onore nella mia collana; tutti coloro che si raccomandano alle tue orazioni, o anche pensano solo di rivolgersi a te, riceveranno la salvezza, cosìi come gli Ebrei morsicati da serpenti velenosi, guarivano guardando il serpente di bronzo che avevo ordinato a Mosè d’inalzare nel deserto ».
Terminati i salmi le Religiose si levarono dalla prostrazione e due principi della Croce celeste apparvero, recatido una tavola d’oro che deposero davanti al Signore, il Quale staccò i nodi allacciati riuniti nel suo Cuore. Tosto si scorsero sulla tavola d’oro tutte le parole dei salmi e delle preghiere recitate dal Convento, sotto forma di gemme preziose dai colori vivi e variati; esse irradiavano fulgori meravigliosi, producendo anche una soave armonia; tutti quei raggi si riflettevano sul Volto del Salvatore, mentre la melodia l’invitava ad offrire a ciascuna di quelle anime, una doppia ricompensa per il frutto che ridondava a tutta la Chiesa dalle sacre parole pronunciate.
Geltrude comprese che il Signore le favoriva per avere tenuto in quel giorno con tanta divoziope il Capitolo, presieduto da Gesù medesimo. In seguito vennero letti i nomi delle Suore che dovevano leggere, o cantare Mattutino. Il Signore si compiaceva di guardare con amabilità e di salutare con un cenno del capo le persone che ascoltavano attentamente tali prescrizioni. Umana lingua non può esprimere queste cose. Il benignissimo Gesù si degnava perfino di consolare con accenti ineffabili le Monache che si lamentavano sotto voce, perché questo, o quel Responsorio non fosse a loro toccato.
Geltrude, che in spirito vedeva queste cose, disse: « Oh dolcissimo Signore, se la Comunità potesse scorgere lo guardo benevolo di cui onori le Suore nominate, quelle che non si sentono chiamate a nessun ufficio, sarebbero ben tristi ». Rispose Gesù: « Ma se alcuna desidera leggere o cantare, affliggendosi perchè tale compito è al di sopra delle sue forze, io la consolerò con le medesime carezze e ricompenserò il suo buon desiderio come l’opera stessa », Ed aggiunse: « Se la sorella che si sente nominata inchina non solo il capo, ma la volontà con l’intenzione di compiere il suo ufficio a mia lode e di rimettersi a me perchè l’aiuti a farlo degnamente, può star sicura che ogni volta attrarrà la mia tenerezza in modo così efficace d’accordarle il mio bacio divino ».
Infine le Monache, seguendo la prescrizione della Regola, dissero le loro colpe, la Vicaria prima di tutte davanti alla Madre Abbadessa, poi le altre, secondo l’ordine di decananza. Quando s’inchinarono per ricevere l’assoluzione, il Signore affermò con dolce serenità: « E Io vi assolvo con la mia divina autorità di tutte le negligenze che avete accusate alla mia presenza e vi prometto che, se la fragilità umana vi farà cadere nelle stesse colpe, mi troverete sempre pronto alla misericordia ed ai perdono». Durante la recita dei sette salmi penitenziali, in riparazione delle colpe accusate, apparvero tutte le parole dei medesimi sotto forma di perle fini, ma senza splendore; esse furono deposte sulla tavola d’oro, di cui già abbiamo parlato, vicino a gemme fulgide e scintillanti. Geltrude capì che le parole dei sette salmi erano perle opache ed oscure, perchè recitate per abitudine, senza speciale divozione.
Questo fatto c’insegna che le suppliche offerte per abitudine sono bensì presentate al Signore per accrescimento dei nostri meriti, ma che le preghiere fatte con attenzione attuale, sono infinitamente più nobili e più gradite a Dio. Durante l’inno del Vespro al Gloria tibi Domine, Geltrude vide una moltitudine di angeli che aleggiavano intorno alle Religiose, facendo gioiosamente risuonare lo stesso versetto. Ella desiderava sapere dal Signore quale profitto possono ritrarre le anime, dal fatto che gli Angeli ad esse si uniscono nella divina salmodia. Gesù però non rispose, ed ella continuò in tale ricerca fìnchè, per ispirazione di Dio, comprese che gli Angeli, presenti alle nostre terrene solennità, chiedono al Signore, per le anime che li imitano nella divozione, una specie di eguaglianza con essi, per mezzo di una vera purezza di corpo e di anima.


In seguito però le venne il timore, (assai giustificato del resto), che quella luce procedesse, non dal divino Spirito, ma dal senso umano. A quel dubbio rispose Gesù: «Non temere, figlia mia, perchè la tua volontà ed la mia sono così unite da non formare che una cosa sola. Per questo, in ogni vicenda, tu brami prima di tutto e sopra tutto la mia gloria, così gli spiriti angelici sono sottomessi alla tua volontà in tal modo che, se non avessero pregato per voi come tu l’hai compreso, lo farebbero ora unicamente perchè tu l’hai desiderato. Dal momento che Io, supremo Imperatore, ti ho eletta imperatrice, i miei celesti principi si piegano ai tuoi voleri al punto che se tu loro comandarsi ciò che mai fecero, lo compirebbero subito secondo i tuoi ordini, e volerebbero immediatamente ad accontentarti».
Dopo Vespro, mentre si portava processionalmente, secondo l’uso, l’immagine della Madonna, Geltrude si rammaricò di non aver potuto, per il suo stato di malattia, moltiplicare, durante l’Avvento, omaggi e preghiere, per fargliene dono in una festa a lei sì cara. Istruita però dall’unzione dello Spirito Santo, ella seppe quello che doveva fare, e offerse alla purissima Vergine il nobilissimo e dolcissimo Cuore di Gesù, per supplire a tutte le sue negligenze.
La Madonna accettò con giubilo e riconoscenza, gustandovi ineffabili delizie, superiori a qualsiasi altro tributo d’onore, perchè quel Cuore nobilissimo, che in sè contiene tutti i beni, le offriva il complesso delle preghiere e dei sacrifici fatti dai fedeli in ogni tempo, per onorare la sua divina Maternità.

CONTINUA…..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: