Archive for giugno 2019

Vangelo (Mt 8,18-22) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 1 Luglio 2019) con commento comunitario

30 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,18-22)

In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva.

Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».

E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

Questo è il Vangelo dell’1 Luglio, quello del 30 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

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Vangelo (Lc 9,51-62) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 30 Giugno 2019) con commento comunitario

29 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,51-62)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.

Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».

A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».

Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Questo è il Vangelo del 30 Giugno, quello del 29 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Una sinodalita’ tutta da scoprire

28 giugno 2019

https://www.lastampa.it/2019/06/28/vaticaninsider/sinodalit-una-strada-bella-e-complessa-PejxbjdxRVWsZIuH1wl9MK/pagina.html

Vangelo (Mt 16,13-19) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 29 Giugno 2019) con commento comunitario

28 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-19)

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Questo è il Vangelo del 29 Giugno, quello del 28 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Catechismo della Chiesa Cattolica, parte terza. Articolo 3 La libertà dell’uomo

28 giugno 2019

Articolo 3
LA LIBERTA’ DELL’UOMO
1730 Dio ha creato l’uomo ragionevole conferendogli la dignità di una persona dotata dell’iniziativa e della padronanza dei suoi atti. “Dio volle, infatti, lasciare l’uomo “in mano al suo consiglio”(⇒ Sir 15,14 ) così che esso cerchi spontaneamente il suo Creatore e giunga liberamente, con l’adesione a lui, alla piena e beata perfezione”: [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 17]
L’uomo è dotato di ragione, e in questo è simile a Dio, creato libero nel suo arbitrio e potere [Sant’Ireneo di Lione, Adversus haereses, 4, 4, 3].

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Genesi, Capitolo 29

28 giugno 2019

[1] Poi Giacobbe si mise in cammino e andò nel paese degli orientali.

[2] Vide nella campagna un pozzo e tre greggi di piccolo bestiame, accovacciati vicino, perché a quel pozzo si abbeveravano i greggi, ma la pietra sulla bocca del pozzo era grande.

[3] Quando tutti i greggi si erano radunati là, i pastori rotolavano la pietra dalla bocca del pozzo e abbeveravano il bestiame; poi rimettevano la pietra al posto sulla bocca del pozzo.

[4] Giacobbe disse loro: “Fratelli miei, di dove siete?”. Risposero: “Siamo di Carran”.

[5] Disse loro: “Conoscete Làbano, figlio di Nacor?”. Risposero: “Lo conosciamo”.

[6] Disse loro: “Sta bene?”. Risposero: “Sì; ecco la figlia Rachele che viene con il gregge”.

[7] Riprese: “Eccoci ancora in pieno giorno: non è tempo di radunare il bestiame. Date da bere al bestiame e andate a pascolare!”.

[8] Risposero: “Non possiamo, finché non siano radunati tutti i greggi e si rotoli la pietra dalla bocca del pozzo; allora faremo bere il gregge”.

[9] Egli stava ancora parlando con loro, quando arrivò Rachele con il bestiame del padre, perché era una pastorella.

[10] Quando Giacobbe vide Rachele, figlia di Làbano, fratello di sua madre, insieme con il bestiame di Làbano, fratello di sua madre, Giacobbe, fattosi avanti, rotolò la pietra dalla bocca del pozzo e fece bere le pecore di Làbano, fratello di sua madre.

[11] Poi Giacobbe baciò Rachele e pianse ad alta voce.

[12] Giacobbe rivelò a Rachele che egli era parente del padre di lei, perché figlio di Rebecca. Allora essa corse a riferirlo al padre.

[13] Quando Làbano seppe che era Giacobbe, il figlio di sua sorella, gli corse incontro, lo abbracciò, lo baciò e lo condusse nella sua casa. Ed egli raccontò a Làbano tutte le sue vicende.

[14] Allora Làbano gli disse: “Davvero tu sei mio osso e mia carne!”. Così dimorò presso di lui per un mese.

[15] Poi Làbano disse a Giacobbe: “Poiché sei mio parente, mi dovrai forse servire gratuitamente? Indicami quale deve essere il tuo salario”.

[16] Ora Làbano aveva due figlie; la maggiore si chiamava Lia e la più piccola si chiamava Rachele.

[17] Lia aveva gli occhi smorti, mentre Rachele era bella di forme e avvenente di aspetto,

[18] perciò Giacobbe amava Rachele. Disse dunque: “Io ti servirò sette anni per Rachele, tua figlia minore”.

[19] Rispose Làbano: “Preferisco darla a te piuttosto che a un estraneo. Rimani con me”.

[20] Così Giacobbe servì sette anni per Rachele: gli sembrarono pochi giorni tanto era il suo amore per lei.

[21] Poi Giacobbe disse a Làbano: “Dammi la mia sposa, perché il mio tempo è compiuto e voglio unirmi a lei”.

[22] Allora Làbano radunò tutti gli uomini del luogo e diede un banchetto.

[23] Ma quando fu sera, egli prese la figlia Lia e la condusse da lui ed egli si unì a lei.

[24] Làbano diede la propria schiava Zilpa alla figLia, come schiava.

[25] Quando fu mattina… ecco era Lia! Allora Giacobbe disse a Làbano: “Che mi hai fatto? Non è forse per Rachele che sono stato al tuo servizio? Perché mi hai ingannato?”.

[26] Rispose Làbano: “Non si usa far così nel nostro paese, dare, cioè, la più piccola prima della maggiore.

[27] Finisci questa settimana nuziale, poi ti darò anche quest’altra per il servizio che tu presterai presso di me per altri sette anni”.

[28] Giacobbe fece così: terminò la settimana nuziale e allora Làbano gli diede in moglie la figlia Rachele.

[29] Làbano diede alla figlia Rachele la propria schiava Bila, come schiava.

[30] Egli si unì anche a Rachele e amò Rachele più di Lia. Fu ancora al servizio di lui per altri sette anni.

[31] Ora il Signore, vedendo che Lia veniva trascurata, la rese feconda, mentre Rachele rimaneva sterile.

[32] Così Lia concepì e partorì un figlio e lo chiamò Ruben, perché disse: “Il Signore ha visto la mia umiliazione; certo, ora mio marito mi amerà”.

[33] Poi concepì ancora un figlio e disse: “Il Signore ha udito che io ero trascurata e mi ha dato anche questo”. E lo chiamò Simeone.

[34] Poi concepì ancora e partorì un figlio e disse: “Questa volta mio marito mi si affezionerà, perché gli ho partorito tre figli”. Per questo lo chiamò Levi.

[35] Concepì ancora e partorì un figlio e disse: “Questa volta loderò il Signore”. Per questo lo chiamò Giuda. Poi cessò di avere figli.

Spiegazione

(31-35)

Versi 1-8

Giacobbe procedeva con letizia nel suo viaggio, dopo la dolce comunione avuta con Dio a Betel. La provvidenza lo portò al campo dove le greggi di suo zio dovevano abbeverarsi. L’attenzione dei pastori per le loro pecore può ricordarci la tenera preoccupazione che il nostro Signore Gesù, il grande Pastore delle pecore, ha per il suo gregge e per la sua chiesa, poiché egli è il buon Pastore che conosce le sue pecore ed è conosciuto da loro. La pietra sull’imboccatura del pozzo era posta per proteggerlo: l’acqua era scarsa e non era di uso pubblico. I diversi interessi però non dovrebbero privarci di aiutare gli uni gli altri. Quando tutti i pastori vennero insieme alle loro greggi, quali vicini benvoluti, poterono abbeverare le loro greggi. La legge della gentilezza della lingua ha una potenza imponente, Pr 31:26. Giacobbe fu cortese con questi stranieri ed egli li trovò altrettanto benevoli nei suoi confronti.

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MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE, PARTE SECONDA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL’AMORE ( Paragrafo 17)

28 giugno 2019

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

17. La preghiera e la vita d’amore –Desidero guidarvi verso la preghiera del cuore. Solo così capirete che la vostra vita è vuota senza la preghiera. Voi scoprirete il senso della vostra vita quando avrete scoperto Dio nella preghiera” (luglio 1997). Pregare non vuol dire sforzarci di convincere Dio ad accettare il nostro punto di vista, a fare la nostra volontà, a concederci proprio quello che gli chiediamo noi, perché noi possiamo facilmente sbagliarci e chiedere cose dannose o per lo meno non utili. Pregare vuol dire chiedere a Dio che ci aiuti ad accettare quello che lui vuole, a fare la sua volontà, perché egli vuole solo il nostro massimo bene e non si sbaglia mai. Se non chiediamo questo la nostra vita è vuota perché non si può realizzare il piano di Dio su di noi che è quello di arricchirci di bontà, di virtù, si santità, in preparazione alla pienezza di vita del cielo. La nostra vita ha un senso pieno e una preziosità infinita solo se noi realizziamo questo piano che Dio ha su di noi, nella diversità dei carismi che Egli ha dato a ciascuno. Questo noi lo possiamo scoprire e capire solo nella preghiera che ci mette in contatto diretto, personale, a tu per tu con Dio. “Cari figli, oggi vi invito a comprendere che senza amore non potete capire che Dio deve essere al primo posto nella vita. Per questo, figlioli, vi invito tutti ad amare non con amore umano, ma con l’aiuto di Dio. Così la vostra vita sarà più bella e non interessata” (settembre 1997). Noi, con la preghiera, dobbiamo coltivare, esercitare, sviluppare l’amore soprannaturale per non cadere nella morte spirituale. Il centro della vita, allora non è più il nostro io, lo scopo non è solo quello di soddisfare le sue attrattive e le esigenze egoistiche. Se fosse così si perderebbe di vista Dio, mentre, se vogliamo che la nostra vita sia ben ordinata e ricca di bontà, di soddisfazione e di gioia, Egli deve essere al primo posto. San Francesco di Sales scriveva: “Iddio richiede questo da noi: che fra tutti gli amori il suo sia il primo nel nostro cuore, il più caro”. Quando l’amore a Dio ha il primo posto nel nostro cuore, allora tutta la nostra vita si orienta spontaneamente verso di Lui e noi troviamo la nostra gioia nel compiere la sua volontà. L’amore umano è interessato, egoistico, dà per ricevere. L’amore soprannaturale, quello che dobbiamo chiedere nella preghiera con insistenza, è invece disinteressato, oblativo, porta ad offrire, a dare, a dare a Dio la propria adorazione, il rispetto, la docilità, l’obbedienza, l’affetto filiale, l’adesione alla sua volontà, ai suoi disegni. La vita vissuta in questo amore è una vita pienamente realizzata e quindi, pur essendo disinteressata, è una vita ricca di soddisfazioni, capaci di ripagare i sacrifici fatti per vivere nell’amore soprannaturale; è una vita bella, gioiosa, alla quale sono chiamati tutti quelli che vogliono essere veri seguaci di Gesù Cristo. Figlioli, che la preghiera sia per voi vita!” (ottobre 1997). Per poter fare tutto e solo quello che il Signore ci dice è necessario che noi viviamo continuamente in uno stato di preghiera che è apertura a Dio, attenzione, rispetto, adorazione, sottomissione e amore a Lui. Tutto questo non può limitarsi al breve tempo in cui recito una formula di preghiera, ma deve estendersi a tutta la giornata, ad ogni momento della giornata. Perciò tutto quello che faccio e che mi capita lo indirizzo a Dio, lo offro a Lui: la preghiera vocale e mentale, ma anche il lavoro, il compimento dei doveri del proprio stato, la croce che fa sentire il suo peso, la gioia che mi dilata il cuore, insomma tutta la trama della vita è accettata dalle mani di Dio e compiuta per suo amore, offerta a Lui. È così che tutta la vita diventa preghiera e la preghiera diventa l’espressione continua della vita orientata verso Dio.

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Vangelo (Lc 15,3-7) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 28 Giugno 2019) con commento comunitario

27 giugno 2019

SACRATISSIMO CUORE DI GESÚ – SOLENNITÀ

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 15,3-7)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola:

«Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?

Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.

Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione».

Questo è il Vangelo del 28 Giugno, quello del 27 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Il mio giogo e’ dolce e il mio carico leggero

27 giugno 2019

https://www.lastampa.it/2019/07/02/vaticaninsider/non-lasciarsi-soggiogare-da-smanie-paure-cervellotismi-dPDwl2Ixxud6dQ12Yxu13M/pagina.html

Catechismo della Chiesa Cattolica , Parte terza, Articolo 2 :le Beatitudini

26 giugno 2019

Articolo 2
LA NOSTRA VOCAZIONE ALLA BEATITUDINE

I. Le beatitudini

1716 Le beatitudini sono al centro della predicazione di Gesù. La loro proclamazione riprende le promesse fatte al popolo eletto a partire da Abramo. Le porta alla perfezione ordinandole non più al solo godimento di una terra, ma al Regno dei cieli:

Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli.

Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il Regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli ( ⇒ Mt 5,3-12 ).

1717 Le beatitudini dipingono il volto di Gesù Cristo e ne descrivono la carità; esse esprimono la vocazione dei fedeli associati alla gloria della sua Passione e della sua Risurrezione; illuminano le azioni e le disposizioni caratteristiche della vita cristiana; sono le promesse paradossali che, nelle tribolazioni, sorreggono la speranza; annunziano le benedizioni e le ricompense già oscuramente anticipate ai discepoli; sono inaugurate nella vita della Vergine e di tutti i Santi.

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Pensiero della sera:Maria nella Storia

26 giugno 2019

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Un segno grandioso, apparve nel cielo, una donna vestita di sole , sotto i suoi piedi era la luna e sul capo una corona di dodici stelle
Siamo nel bel mezzo dell’Apocalisse , l’Immacolata si rivela a noi come un segno grandioso dal 27 Novembre 1830, fino a oggi con le continue apparizioni a Medjugorje( anche se la Chiesa riguardo a queste ultime apparizioni non si è ancora espressa ufficialmente). Questo tempo lungo ed infinito  , per noi mortali è un tempo di grazia: tempo della rivelazione con l’Immacolata Concezione.
Oh! Maria Concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te

Medjugorje, il messaggio mariano che insegna a vivere la consacrazione. Parte Seconda: Mrdjugorje, un messaggio che conduce alle fonti dell’Amore ( Paragrafo 16)

26 giugno 2019

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

16. Il Rosario e l’amore a Maria e a Gesù –Cari figli, Dio mi ha dato questo tempo come dono a voi per poter insegnarvi e guidarvi sulla via della salvezza. Ora, cari figli, non comprendete questa grazia, però presto verrà il tempo quando rimpiangerete questi messaggi. Perciò, figlioli, vivete ogni parola che vi ho dato durante questo tempo di grazia. Rinnovate la preghiera affinché la preghiera diventi gioia per voi. In modo particolare invito coloro che sono consacrati al mio Cuore Immacolato a diventare esempio per gli altri. Invito tutti i sacerdoti e religiosi a pregare il Rosario e ad insegnare agli altri a pregare. Figlioli, il Rosario mi è particolarmente caro. Attraverso il Rosario voi aprite i vostri cuori ed io posso aiutarvi!” (agosto 1997). Perché i semi di santità che sono i messaggi della Madonna producano frutti di santità nella nostra vita, dobbiamo essere perseveranti nella preghiera, anzi, dobbiamo rinnovare continuamente la nostra preghiera, cioè dobbiamo di giorno in giorno cercare di renderla migliore: più attenta, più sentita, più umile, più fiduciosa, più conforme ai desideri e alle raccomandazioni di Gesù che ci ha insegnato a chiedere prima di tutto i beni spirituali: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia” (Mt 6, 33). Allora la nostra preghiera sarà esaudita e diventerà fonte di gioia per noi, come ci ha promesso Gesù: “Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena! “(Gv. 16, 24). Così noi diventiamo punto di riferimento e di esempio per gli altri. La consacrazione al Cuore Immacolato di Maria suppone e attualizza la consacrazione a Cristo derivante dal Battesimo e ci aiuta a vivere di giorno in giorno l’esortazione di San Paolo: “Offri te stesso come esempio in tutto di buona condotta” (Tt 2, 7). Viviamo in tempi in cui, molto spesso, la preghiera è in crisi. È quindi necessario che specialmente coloro che sono consacrati vivano di preghiera, non solo di quella ufficiale della Chiesa, quale è la preghiera liturgica, ma anche della preghiera personale e popolare, specialmente il Santo Rosario che è nello stesso tempo preghiera mentale e vocale ed è preghiera essenzialmente biblica. L’assiduità e la fedeltà, anche materiale, ai tempi e alle formule della preghiera aiuta a migliorarne la qualità e rende capaci di insegnare anche agli altri a pregare. Il Rosario è preghiera particolarmente cara alla Madonna e anche a tutti i veri devoti di lei.

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Messaggio della Madonna a Medjugorje del 25 Giugno 2019

26 giugno 2019

“Cari figli! Ringrazio Dio per ciascuno di voi. In modo particolare, figlioli, grazie per aver risposto alla mia chiamata. Io vi preparo per i tempi nuovi affinché siate saldi nella fede e perseveranti nella preghiera, affinché lo Spirito Santo operi attraverso di voi e rinnovi la faccia della terra. Prego con voi per la pace, il dono più prezioso, anche se satana vuole la guerra e l’odio. Voi, figlioli, siate le mie mani tese e camminate fieri con Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

La Chiesa guarda con favore , ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Vangelo (Mt 7,21-29) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 27 Giugno 2019) con commento comunitario

26 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 7,21-29)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

Questo è il Vangelo del 27 Giugno, quello del 26 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Genesi, Capitolo 28

25 giugno 2019

[1] Allora Isacco chiamò Giacobbe, lo benedisse e gli diede questo comando: “Tu non devi prender moglie tra le figlie di Cànaan.

[2] Su, và in Paddan-Aram, nella casa di Betuèl, padre di tua madre, e prenditi di là la moglie tra le figlie di Làbano, fratello di tua madre.

[3] Ti benedica Dio onnipotente, ti renda fecondo e ti moltiplichi, sì che tu divenga una assemblea di popoli.

[4] Conceda la benedizione di Abramo a te e alla tua discendenza con te, perché tu possieda il paese dove sei stato forestiero, che Dio ha dato ad Abramo”.

[5] Così Isacco fece partire Giacobbe, che andò in Paddan-Aram presso Làbano, figlio di Betuèl, l’Arameo, fratello di Rebecca, madre di Giacobbe e di Esaù.

[6] Esaù vide che Isacco aveva benedetto Giacobbe e l’aveva mandato in Paddan-Aram per prendersi una moglie di là e che, mentre lo benediceva, gli aveva dato questo comando: “Non devi prender moglie tra le Cananee”.

[7] Giacobbe aveva obbedito al padre e alla madre ed era partito per Paddan-Aram.

[8] Esaù comprese che le figlie di Cànaan non erano gradite a suo padre Isacco.

[9] Allora si recò da Ismaele e, oltre le mogli che aveva, si prese in moglie Macalat, figlia di Ismaele, figlio di Abramo, sorella di Nebaiòt.
[10] Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran.

[11] Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo.

[12] Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.

[13] Ecco il Signore gli stava davanti e disse: “Io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale tu sei coricato la darò a te e alla tua discendenza.

[14] La tua discendenza sarà come la polvere della terra e ti estenderai a occidente e ad oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E saranno benedette per te e per la tua discendenza tutte le nazioni della terra.

[15] Ecco io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in questo paese, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che t’ho detto”.

[16] Allora Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: “Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo”.

[17] Ebbe timore e disse: “Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo”.

[18] Alla mattina presto Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità.

[19] E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz.

[20] Giacobbe fece questo voto: “Se Dio sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio che sto facendo e mi darà pane da mangiare e vesti per coprirmi,

[21] se ritornerò sano e salvo alla casa di mio padre, il Signore sarà il mio Dio.

[22] Questa pietra, che io ho eretta come stele, sarà una casa di Dio; di quanto mi darai io ti offrirò la decima”.

Spiegazione

Versi 1-5

Giacobbe ebbe le benedizioni promesse sia in riferimento a questo mondo che a quello futuro, tuttavia andò incontro a un duro destino. Ciò accadde quale punizione per aver frodato suo padre. La benedizione gli sarà concessa, tuttavia dovrà percorrere vie traverse per ottenerla. Giacobbe è congedato da suo padre con un incarico solenne. Egli non deve prendere moglie tra le figlie di Canaan: coloro che si professano credenti non dovrebbero sposare i non credenti, anche se con una benedizione solenne. Isacco lo aveva benedetto prima involontariamente, ora egli lo fa deliberatamente. Questa benedizione è più completa rispetto alla precedente: è una benedizione evangelica. Questa promessa guarda direttamente al cielo, della quale Canaan era un esempio. Quello era il miglior paese che Giacobbe e gli altri patriarchi avevano davanti agli occhi.
6 Versi 6-9

I buoni esempi impressionano anche i profani e i malvagi. Ma Esaù riteneva che per soddisfare i suoi genitori almeno in una cosa bisognava evitare altre cose sbagliate. I cuori carnali si ritengono migliori di come dovrebbero essere, perché in qualche cosa non sono così cattivi come lo furono in passato.

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MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE/PARTE SECONDA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL’AMORE ( PARAGRAFI 14, 15)

25 giugno 2019

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

14. La Preghiera e l’amore – Preghiera. È questa la parola pronunciata più frequentemente dalla Madonna a Medjugorje. Essa ricorre in quasi tutti i messaggi. Questo fatto ci sottolinea che la preghiera è l’azione più importante di tutte. Lo dice anche il Vangelo, ma noi spesso non ci facciamo caso. Quando saremo nell’aldilà vedremo il danno enorme prodotto dalla trascuratezza della preghiera, ma allora che potremo fare più? Adesso è il momento di cambiare. Ascoltiamo la Madonna che con tanta pazienza continua ad incitarci alla preghiera! Così Padre Slavko, a Medjugorje, diceva ai pellegrini italiani: “Perché la Madonna continua a dirci di pregare? Si può dire che ogni sua apparizione è un invito alla preghiera, perché? Perché la preghiera è l’unico modo nostro per incontrare Dio, per incontrare Gesù. Lei è la Madre di Gesù e la Madre nostra, perciò fa il suo dovere che è quello di farci incontrare con Gesù, perché solo se lo incontriamo noi siamo salvi. Maria continua a fare quello che ha fatto a Cana di Galilea. Era presente lei e anche Gesù, ma Gesù non era ancora conosciuto per quello che era: lei lo fece conoscere. Fatto questo, si ritira dicendo ai servi: “Fate quello che Egli vi dirà!”. La sua presenza è un forte invito a noi anche perché ci mettiamo in comunicazione con Gesù Cristo. Ma la sua presenza è anche un rimprovero per noi tutti che abbiamo dimenticato, che non crediamo abbastanza alla presenza di Gesù nelle nostre chiese. La Madonna ha detto a Jelena: ‘Io vi sono più vicina durante la santa Messa che durante l’apparizione”. Fare la Comunione è più che essere veggenti! Ma noi questo lo crediamo? Se non ascoltiamo l’invito della Madonna a pregare davvero, non incontreremo mai il Signore. Maria ci dice: “La preghiera deve diventare il nutrimento quotidiano, gioia e pace interiore, sollievo nella stanchezza per il troppo lavoro… Ma perché sia così, la preghiera deve essere: preghiera col cuore, preghiera di un cuore che ama, preghiera di chi si abbandona totalmente a Dio, dì chi desidera Dio, di chi anela a Dio “. Questo è il punto centrale di tutti i consigli della Madonna riguardo alla preghiera: dialogo con Dio, con Gesù, con lei stessa, ma per arrivare, sempre ad incontrare Dio! Perciò la preghiera non può essere una pura e semplice recita di formule: la cosa è molto più seria e importante. Nel gennaio del 1986 ci ha dato il seguente messaggio che riassume molte sue esortazioni: “Cari figli, anche-oggi vi invito a pregare. Voi cari figli non sarete in grado di comprendere quanto valga la preghiera finché non direte a voi stessi: adesso è il tempo della preghiera, adesso nessun’altra cosa è importante, adesso per me nessun’altra cosa è importante quanto Dio. Cari figli, dedicatevi alla preghiera con particolare amore, così Dio potrà darvi le grazie “. Ma quali preghiere dobbiamo fare? Tutte! La Santa Messa, l’adorazione al Santissimo Sacramento, la devozione al Cuore di Gesù, il culto della Croce e della Passione, la devozione allo Spirito Santo, la lettura della Bibbia, il Rosario… Maria raccomanda moltissimo la preghiera allo Spirito Santo e dice: “Molta gente prega in modo sbagliato, chiede delle cose, ma pochi chiedono il dono dello Spirito Santo. Chiedete prima di tutto il dono dello Spirito Santo, perché chi ha questo ha tutto!”. E dice ancora: “Un fiore non può crescere bene senza acqua. Così voi non potete crescere bene senza la benedizione di Dio. Chiedete ogni giorno la benedizione di Dio per poter crescere e per poter fare i vostri lavori”: la benedizione di Dio dona lo Spirito Santo.
Pratica Spirituale: Scegliamo un tempo di preghiera e chiediamo insistentemente lo Spirito Santo.

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In Attesa dei messaggi di Medjugorje del 25 giugno 2019

25 giugno 2019

Ultimo Messaggio di Medjugorje, 25 maggio 2019

“Cari figli! Per la Sua misericordia, Dio mi ha permesso di essere con voi, di istruirvi e di guidarvi verso il cammino della conversione. Figlioli, tutti voi siete chiamati a pregare con tutto il cuore perché si realizzi il piano della salvezza per voi e tramite voi. Siate coscienti figlioli, che la vita è breve e vi aspetta la vita eterna secondo i vostri meriti. Perciò pregate, pregate, pregate per poter essere degni strumenti nelle mani di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”

La Chiesa guarda con favore , ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Ultimo Messaggio di Medjugorje, 2 giugno 2019 – Apparizione a Mirjana

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Vangelo (Mt 7,15-20) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 26 Giugno 2019) con commento comunitario

25 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 7,15-20)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete.
Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

Questo è il Vangelo del 26 Giugno, quello del 25 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Gesù aveva bisogno dei sacramenti?

24 giugno 2019

 

http://gpcentofanti.altervista.org/i-sacramenti-nella-vita-di-gesu/

Un possibile aspetto di una tendenza a vedere Gesù più come Dio che anche come uomo risiede in una talora minore attenzione nel cercare di comprendere se e come lui stesso ha ricevuto i sacramenti. (more…)

Vangelo (Mt 7,6.12-14) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 25 Giugno 2019) con commento comunitario

24 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 7,6.12-14)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

Questo è il Vangelo del 25 Giugno, quello del 24 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 1,57-66.80) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 24 Giugno 2019) con commento comunitario

23 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,57-66.80)

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

Questo è il Vangelo del 24 Giugno, quello del 23 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 9,11b-17) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 23 Giugno 2019) con commento comunitario

22 giugno 2019

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO – SOLENNITÀ

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,11b-17)

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.

Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».

Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

Questo è il Vangelo del 23 Giugno, quello del 22 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 6,24-34) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 22 Giugno 2019) con commento comunitario

21 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,24-34)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

Questo è il Vangelo del 22 Giugno, quello del 21 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 6,19-23) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 21 Giugno 2019) con commento comunitario

20 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,19-23)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.

La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».

Questo è il Vangelo del 21 Giugno, quello del 20 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 6,7-15) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 20 Giugno 2019) con commento comunitario

19 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,7-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Questo è il Vangelo del 20 Giugno, quello del 19 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 6,1-6.16-18) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 19 Giugno 2019) con commento comunitario

18 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,1-6.16-18)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

Questo è il Vangelo del 19 Giugno, quello del 18 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Prendere il buono da ciascuno, cercare il cuore di Gesù

18 giugno 2019

https://www.lastampa.it/2019/06/18/vaticaninsider/gli-schematismi-di-una-inesistente-ragione-8N0vL5TmVhODOXGbFRuKeL/pagina.html

Vangelo (Mt 5,43-48) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 18 Giugno 2019) con commento comunitario

17 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,43-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Questo è il Vangelo del 18 Giugno, quello del 17 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 5,38-42) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 17 Giugno 2019) con commento comunitario

16 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,38-42)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Questo è il Vangelo del 17 Giugno, quello del 16 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 16,12-15) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 16 Giugno 2019) con commento comunitario

15 giugno 2019

SANTISSIMA TRINITÁ – SOLENNITÀ

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 16,12-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Questo è il Vangelo del 16 Giugno, quello del 15 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 5,33-37) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 15 Giugno 2019) con commento comunitario

14 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,33-37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».

Questo è il Vangelo del 15 Giugno, quello del 14 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 5,27-32) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 14 Giugno 2019) con commento comunitario

13 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,27-32)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».

Questo è il Vangelo del 14 Giugno, quello del 13 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 5,20-26) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 13 Giugno 2019) con commento comunitario

12 giugno 2019

S. ANTONIO DI PADOVA, SACERDOTE E DOTTORE DELLA CHIESA – MEMORIA

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,20-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

Questo è il Vangelo del 13 Giugno, quello del 12 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 5,17-19) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 12 Giugno 2019) con commento comunitario

11 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,17-19)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Questo è il Vangelo del 12 Giugno, quello dell’ 11 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 10,7-13) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 11 Giugno 2019) con commento comunitario

10 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,7-13)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».

Questo è il Vangelo dell’11 Giugno, quello del 10 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 19,25-34) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 10 Giugno 2019) con commento comunitario

9 giugno 2019

BEATA VERGINE MARIA, MADRE DELLA CHIESA – MEMORIA

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 19,25-34)

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.

Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Questo è il Vangelo del 10 Giugno, quello del 9 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 14,15-16.23b-26) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 9 Giugno 2019) con commento comunitario

8 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,15-16.23b-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Questo è il Vangelo del 9 Giugno, quello dell’8 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 21,20-25) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 8 Giugno 2019) con commento comunitario

7 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 21,20-25)

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

Questo è il Vangelo dell’8 Giugno, quello del 7 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 21, 15-19) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 7 Giugno 2019) con commento comunitario

6 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 21, 15-19)

In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Questo è il Vangelo del 7 Giugno, quello del 6 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 17,20-26) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 6 Giugno 2019) con commento comunitario

5 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 17,20-26)

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

Questo è il Vangelo del 6 Giugno, quello del 5 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 17, 11b-19) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 5 Giugno 2019) con commento comunitario

4 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 17, 11b-19)

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità.
Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

Questo è il Vangelo del 5 Giugno, quello del 4 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 17,1-11a) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 4 Giugno 2019) con commento comunitario

3 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 17,1-11a)

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:

«Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

Questo è il Vangelo del 4 Giugno, quello del 3 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 16,29-33) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 3 Giugno 2019) con commento comunitario

2 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 16,29-33)

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Questo è il Vangelo del 3 Giugno, quello del 2 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo ( Lc 24,46-53) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 2 Giugno 2019) con commento comunitario

1 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,46-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».

Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Questo è il Vangelo del 2 Giugno, quello dell’ 1 Giugno lo potete trovare qualche post più sotto.