MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE,PARTE SECONDA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL’AMORE( Paragrafi : 18 e 19)

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“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

“Sono venuta per insegnarvi a viere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

18. Il digiuno e l’amore – Tra i messaggi della Madonna a Medjugorje si trova anche quello del digiuno. È un messaggio straordinario anche se la pratica del digiuno è sempre stata conservata nella Chiesa. Ma in questi ultimi tempi il digiuno è diventato sempre più raro fino quasi a sparire dall’uso. La Madonna non comanda, raccomanda! E i motivi per raccomandare il digiuno oltre che nell’esempio di Gesù e nella pratica della Chiesa, dobbiamo vederli nel contesto del tempo odierno. Esso non è fine a se stesso, naturalmente, non ha il senso pagano del disprezzo del corpo e delle cose materiali, perché Dio ha creato tutte le cose per il bene dell’uomo e perciò tutto ciò che è creato porta in sé il sigillo dell’amore di Dio e del suo “Tutto è buono”. Il vero motivo e valore del digiuno sta nel senso che esso è un mezzo col quale l’uomo verifica, conferma e assicura la propria padronanza su se stesso. Il digiuno gli rende possibile e insieme gli garantisce che la sua adesione alla fede in Dio è sincera e sicura. Nessuno infatti può darsi ad un altro se prima non si possiede. Chi è schiavo non si appartiene. E un uomo non è schiavo solo del peccato, ma di molte passioni. La temperanza nel cibo e nelle bevande è virtù, l’intemperanza è già passione. Il digiuno allora aiuta l’uomo a darsi liberamente a Dio e al prossimo nella fede e nell’amore, vince la tendenza alla mentalità consumistica che porta a consumare anche ciò che non è necessario, violando la giustizia ed esaltando l’egoismo. Frutto del digiuno è una maggiore condivisione con chi è nel bisogno, una maggiore vita di preghiera, una più grande sensibilità per gli altri e un ridimensionamento delle proprie esigenze. Il digiuno aiuta la corporeità dell’uomo ad inserirsi nel piano di fede. È questo che la Madonna vuole sottolineare e vuole aiutarci a realizzare perché qui si trova un grande mezzo di conversione. Questo fu praticato nella parrocchia di Medjugorje fin dai primi mesi delle apparizioni: ogni famiglia digiuna per uno o due giorni, il mercoledì e il venerdì, a pane e acqua; ma la Madonna insiste anche su altri tipi di digiuno, complementari a questo: digiuno dal peccato, dal fumo, dall’alcool e dalla televisione. “Cari figli, oggi vi invito a cominciare col digiuno di cuore: ci sono tanti che già digiunano, più che altro perché tutti digiunano: questa quindi è diventata un’abitudine che nessuno desidera interrompere. Cari figli, digiunate e pregate di cuore” (settembre 1984). Il digiuno col cuore è molto importante per la conversione, per la pace, perché si realizzino i disegni di Dio, per vincere le tentazioni, per essere ascoltati nelle preghiere, per vivere una buona disposizione a pregare. “Cari figli, anche oggi vi invito al digiuno e alla rinuncia” (marzo 1998). Il digiuno e la rinuncia sono due pratiche ascetiche inculcate specialmente nel periodo quaresimale, ma non devono essere limitate a questo periodo particolare del tempo liturgico, insegna la Madonna a Medjugorje. Sono pratiche importanti e necessarie sempre, nella nostra vita cristiana. Il digiuno principale, che è un comandamento, consiste nell’astenersi dal peccato. Ma è importante anche il digiuno corporale che consiste nell’astensione parziale e temporanea dal cibo, perché questa ci purifica e ci aiuta a disciplinare il corpo e a sottometterlo all’anima. La Bibbia ci dice che il digiuno, unito alla preghiera e alle opere di carità, fatto con amore e per amore, è gradito a Dio ed è uno dei mezzi più efficaci per ottenere le grazie. Il digiuno è pure un’ottima preparazione per vincere le tentazioni, come ci insegna Gesù che per quaranta giorni prega e digiuna nel deserto, prima di affrontare e vincere le tentazioni del demonio (Mt 4, 2).
Pratica Spirituale: Prendiamo la decisione di accogliere l’invito di Maria e programmiamo il nostro tempo di digiuno.


19. La Penitenza e l’amore – Il Sacramento della Penitenza o Confessione è entrato a far parte delle esortazioni della Madonna fin dall’inizio delle apparizioni e questo ne dimostra l’importanza fondamentale nella nostra vita di fede: “Cari figli, vi invito ad aprire la porta del vostro cuore a Gesù, come il fiore si apre al sole. Gesù desidera riempire i vostri cuori di pace e di gioia. Non potete, figlioli, realizzare la pace se non siete in pace con Gesù. Perciò vi invito
alla Confessione, affinché Gesù sia la vostra verità e pace. Perciò pregate per avere la forza di realizzare ciò che vi dico. Io sono con voi e vi amo” (gennaio 1995). Noi abbiamo aperto la porta del nostro cuore a Gesù nel momento in cui abbiamo ricevuto il Battesimo e gli altri Sacramenti. Se siamo in grazia di Dio, Gesù è nel nostro cuore. La Madonna ci invita ad accettare la sua presenza santificante in noi, ad aprirci alla sua presenza e a far sì che nulla in noi offenda questa presenza. La pace e la gioia in senso pieno e perfetto le avremo solo in Paradiso, ma l’anima in grazia, l’anima che frequentemente ricorre al sacramento della Penitenza, può già gustarne un preludio in questa vita. È in una vita di riconciliazione e di pentimento che si trova la felicità perché questa può darcela solo il Signore, non le persone né le cose. Ma che cos’è che ci può impedire di essere in pace con Gesù? Non solo il peccato grave, che offendendo Dio gravemente ci priva della grazia santificante e quindi ci espone al pericolo della dannazione eterna, ma anche il peccato leggero o veniale, perché è sempre un’offesa fatta a Dio, anche se non ci priva della sua grazia. Dobbiamo sforzarci di eliminare qualsiasi peccato, anche piccolissimo, se vogliamo essere in pace con Gesù e avere pace e gioia nel cuore. La Confessione è il grande dono che Gesù ci ha fatto la sera stessa della resurrezione, quando ha detto agli apostoli: ‘Pace a voi!’ e ha dato ai loro successori il potere di assolvere dai peccati, per togliere dal cuore ogni traccia di male, per quanto piccola possa essere, perché questo offende Dio e ci impedisce di avere per lui un amore sincero privandoci della pace del cuore. È vero che dei peccati leggeri noi possiamo ottenere il perdono con un atto di sincero pentimento, senza bisogno di confessarli. Ma, a parte il fatto che avere un pentimento perfetto non è sempre facile, la Confessione non solo rimette i peccati commessi, ma in più dà anche la grazia sacramentale, cioè una forza soprannaturale e aiuti speciali per non ricadere più nel peccato. Il precetto della Chiesa ci invita, come minimo, a confessarci almeno una volta l’anno. Una buona regola, indicata con chiarezza anche dalle pratiche dei primi nove venerdì del mese e dei primi cinque sabati, è una frequenza mensile. Questo è quanto ha raccomandato la Madonna a Medjugorje.
Pratica Spirituale: Dopo aver recitato l’Atto di dolore, andiamo a confessarci appena possibile proponendoci di seguire l’invito della Madonna.

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

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