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Catechismo della Chiesa Cattolica , Parte prima della Professione di Fede

22 maggio 2017

SEZIONE SECONDA: 

LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA

CAPITOLO TERZO

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CREDO NELLO SPIRITO SANTO

ARTICOLO 8

«CREDO NELLO SPIRITO SANTO»

687 « I segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio » (1 Cor 2,11). Ora, il suo Spirito, che lo rivela, ci fa conoscere Cristo, suo Verbo, sua Parola vivente, ma non manifesta se stesso. Colui che « ha parlato per mezzo dei profeti »5 ci fa udire la parola del Padre. Lui, però, non lo sentiamo. Non lo conosciamo che nel movimento in cui ci rivela il Verbo e ci dispone ad accoglierlo nella fede. Lo Spirito di verità che ci svela Cristo non parla da sé.6 Un tale annientamento, propriamente divino, spiega il motivo per cui « il mondo non può ricevere » lo Spirito, « perché non lo vede e non lo conosce » (Gv 14,17), mentre coloro che credono in Cristo lo conoscono perché dimora presso di loro.

688 La Chiesa, comunione vivente nella fede degli Apostoli che essa trasmette, è il luogo della nostra conoscenza dello Spirito Santo:

— nelle Scritture, che egli ha ispirato;

— nella Tradizione, di cui i Padri della Chiesa sono i testimoni sempre attuali;

— nel Magistero della Chiesa, che egli assiste;

— nella liturgia sacramentale, attraverso le sue parole e i suoi simboli, in cui lo Spirito Santo ci mette in comunione con Cristo;

— nella preghiera, nella quale intercede per noi;

— nei carismi e nei ministeri per mezzo dei quali si edifica la Chiesa;

— nei segni di vita apostolica e missionaria;

— nella testimonianza dei santi, in cui egli manifesta la sua santità e continua l’opera della salvezza.

I. La missione congiunta del Figlio e dello Spirito

689 Colui che il Padre ha mandato nei nostri cuori, lo Spirito del suo Figlio,7 è realmente Dio. Consostanziale al Padre e al Figlio, ne è inseparabile, tanto nella vita intima della Trinità quanto nel suo dono d’amore per il mondo. Ma adorando la Santissima Trinità, vivificante, consostanziale e indivisibile, la fede della Chiesa professa anche la distinzione delle Persone. Quando il Padre invia il suo Verbo, invia sempre il suo Soffio: missione congiunta in cui il Figlio e lo Spirito Santo sono distinti ma inseparabili. Certo, è Cristo che appare, egli, l’immagine visibile del Dio invisibile, ma è lo Spirito Santo che lo rivela.

690 Gesù è Cristo, « unto », perché lo Spirito ne è l’unzione, e tutto ciò che avviene a partire dall’incarnazione sgorga da questa pienezza.8 Infine, quando Cristo è glorificato,9 può, a sua volta, dal Padre, inviare lo Spirito a coloro che credono in lui: comunica loro la sua gloria,10 cioè lo Spirito Santo che lo glorifica.11 La missione congiunta si dispiegherà da allora in poi nei figli adottati dal Padre nel corpo del suo Figlio: la missione dello Spirito di adozione sarà di unirli a Cristo e di farli vivere in lui:

« La nozione di unzione suggerisce […] che non c’è alcuna distanza tra il Figlio e lo Spirito. Infatti, come tra la superficie del corpo e l’unzione dell’olio né la ragione né la sensazione conoscono intermediari, così è immediato il contatto del Figlio con lo Spirito; di conseguenza colui che sta per entrare in contatto con il Figlio mediante la fede, deve necessariamente dapprima entrare in contatto con l’olio. Nessuna parte infatti è priva dello Spirito Santo. Ecco perché la confessione della signoria del Figlio avviene nello Spirito Santo per coloro che la ricevono, dato che lo Spirito Santo viene da ogni parte incontro a coloro che si approssimano per la fede ».12

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Preghiera del giorno: SOTTO IL VOSTRO MANTO

22 maggio 2017

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Santissima Vergine Immacolata e madre mia Maria,
a voi che siete la Madre del mio Signore,
la regina del mondo,
l’avvocata, la speranza, il rifugio dei peccatori,
ricorro io che sono il più miserabile di tutti.
Vi ringrazio di quante grazie mi avete fatte finora,
specialmente di avermi liberato dall’inferno
che tante volte ho meritato.

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Perché il simbolo segreto dei cristiani era il pesce? Aleteia Brasil | Mar 27, 2017

17 maggio 2017

Oltre al codice per riconoscersi nei periodi di clandestinità, l’anagramma era una proclamazione di fede

Il cristianesimo continua ad essere la religione più perseguitata del pianeta. Considerando che Cristo stesso è stato crocifisso, è facile immaginare che gli inizi della fede cristiana non siano stati affatto facili. E non lo furono davvero: le persecuzioni contro i cristiani erano già frequenti e brutali nei primi tre secoli del cristianesimo, quando la fede in Cristo doveva essere vissuta in modo praticamente clandestino da gran parte dei convertiti.

In un contesto di tale crudeltà, come faceva un cristiano a sapere se un’altra persona era cristiana anche lei?

Oltre a prendere le precauzioni più evidenti, come informarsi sugli altri in precedenza se era possibile, i primi cristiani utilizzavano “codici segreti” per confermare se si trovavano davvero davanti a una persona che condivideva la loro religione.

Uno di questi codici era l’“Ichthys” o “Ichthus”, parola che in greco antico (ἰχθύς) significava “pesce”.

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Cosa significa il monogramma IHS?, di Philip Kosloski | Mag 16, 2017

17 maggio 2017

L’antico simbolo permea l’arte cristiana in tutto il mondo

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È estremamente comune entrare in una chiesa cattolica e vedere le lettere IHS incise su un crocifisso o spiccare su una vetrata. Cosa significano?

Contrariamente alla convinzione popolare, il monogramma non sta per “Iesus Hominum Salvator” o “In Hoc Signo”. IHS è più appropriatamente definito un “cristogramma”, ed è un modo antico di scrivere “Gesù Cristo” risalente al III secolo.

I cristiani abbreviarono il nome di Gesù scrivendo solo le prime tre lettere in greco, ΙΗΣ (dal nome completo ΙΗΣΟΥΣ). La lettera greca Σ (sigma) nell’alfabeto latino è scritta come “S”, e da questo deriva il fatto che il monogramma venga in genere rappresentato come ΙΗS.

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Preghiera della sera: RICORDATI O PIISSIMA VERGINE MARIA

16 maggio 2017

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Questa preghiera di San Bernardino,
veniva recitata da Madre Teresa di Calcutta,
9 volte di seguito e per 9 giorni consecutivi,
per ottenere una grazia.

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Catechismo della Chiesa Cattolica , Parte prima della Professione di Fede

16 maggio 2017

SEZIONE SECONDA: 

LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA

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CAPITOLO TERZO

CREDO NELLO SPIRITO SANTO

683 « Nessuno può dire: “Gesù è Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo » (1 Cor 12,3). « Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre! » (Gal 4,6). Questa conoscenza di fede è possibile solo nello Spirito Santo. Per essere in contatto con Cristo, bisogna dapprima essere stati toccati dallo Spirito Santo. È lui che ci precede e suscita in noi la fede. In forza del nostro Battesimo, primo sacramento della fede, la vita, che ha la sua sorgente nel Padre e ci è offerta nel Figlio, ci viene comunicata intimamente e personalmente dallo Spirito Santo nella Chiesa:

Il Battesimo « ci accorda la grazia della nuova nascita in Dio Padre per mezzo del Figlio suo nello Spirito Santo. Infatti coloro che hanno lo Spirito di Dio sono condotti al Verbo, ossia al Figlio; ma il Figlio li presenta al Padre, e il Padre procura loro l’incorruttibilità. Dunque, senza lo Spirito, non è possibile vedere il Figlio di Dio, e, senza il Figlio, nessuno può avvicinarsi al Padre, perché la conoscenza del Padre è il Figlio, e la conoscenza del Figlio di Dio avviene per mezzo dello Spirito Santo ».1

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Agostino d’Ippona , Confessioni: Libro Quinto

16 maggio 2017

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Il male concepito come sostanza

  1. 20. Di conseguenza credevo che anche il male fosse una qualche sostanza simile e fosse dotato di una sua massa oscura e informe, qui densa, ed è ciò che chiamavano terra, là tenue e sottile, secondo la natura dell’aria, che immaginano come uno spirito maligno strisciante su quella terra. E poiché la mia religiosità, qualunque fosse, mi costringeva a riconoscere che un dio buono non poteva aver creato nessuna natura cattiva, stabilivo due masse opposte fra loro, entrambe infinite, ma in misura più limitata la cattiva, più ampia la buona. Da questo principio letale derivavano tutte le altre mie eresie. Ogni tentativo del mio spirito di tornare alla fede cattolica era frustrato dal falso concetto che avevo di quella fede. Mi sembrava più grande devozione, Dio mio che confessano gli atti della tua commiserazione su di me, il crederti infinito nelle altre direzioni, eccetto in quella sola ove ti si opponeva la massa del male ed ero costretto a riconoscerti finito, che non il pensarti limitato in ogni direzione entro la forma di un corpo umano. Così mi sembrava più degno credere che tu non avessi creato nessun male, anziché credere derivata da te la natura del male quale me la figuravo io, che nella mia ignoranza non solo gli attribuivo una sostanza, ma una sostanza corporea, essendo incapace di pensare persino lo spirito privo di un corpo, sottile, che però si diffondesse nello spazio. Lo stesso nostro Salvatore, il tuo unigenito, lo immaginavo emanato dalla massa del tuo corpo luminosissimo per la nostra salvezza, null’altro credendo di lui, se non ciò che poteva rappresentarmi la mia vanità. Naturalmente ritenevo che una simile natura non potesse nascere da Maria vergine senza connettersi con la carne. Come poi questa connessione potesse avvenire e non inquinare l’essere che mi figuravo, non riuscivo a scorgere. Esitavo dunque a credere che fosse nato nella carne, per timore di doverlo credere inquinato dalla carne. I tuoi figli spirituali sorrideranno ora con affettuosa indulgenza di me, al leggere le mie confessioni. Tuttavia ero così.

Accuse dei manichei alle Scritture

  1. 21. Esistevano poi le critiche dei manichei alle tue Scritture, che mi sembravano irrefutabili. Eppure a volte avrei desiderato davvero sottoporre alcuni singoli passi a qualche profondo conoscitore dei libri sacri per sondare la sua opinione. C’era ad esempio un certo Elpidio, che soleva discutere pubblicamente proprio con i manichei e che già a Cartagine mi aveva impressionato con i suoi discorsi, poiché citava certi passi scritturali difficilmente contrastabili. Le risposte degli avversari mi sembravano deboli; per di più preferivano darcele in segreto, anziché esporle in pubblico. Sostenevano che gli scritti del Nuovo Testamento erano stati falsati, chissà poi da chi, col proposito d’innestare la legge dei giudei sulla fede cristiana, senza presentare dal canto loro alcun esemplare integro di quel testo. Ma io, incapace di raffigurarmi un essere incorporeo, rimanevo soprattutto schiacciato, per così dire, dalle due masse famose: prigioniero e soffocato sotto il loro peso, anelavo a respirare l’aria limpida e pura della tua verità, ma invano.

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I Novissimi: Il Paradiso, felicità paradisica

14 maggio 2017

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La felicità paradisiaca non può essere espressa a parole, difatti i mistici rispondono a questa domanda con un “non riesco a spiegarlo”. La felicità di cui sono testimoni li inonda di una grandissima gioia e li rapisce perché sperimentano in qualche modo la bellezza divina. Ed è questa comunione con Dio già su questa terra e in modo completo in paradiso rapisce e manda in estasi.

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Fatima: Storia delle Apparizioni di Fatima /«Le apparizioni e il messaggio di Fatima» secondo i manoscritti di suor Lucia di ANTONIO AUGUSTO BORRELLI MACHADO

14 maggio 2017

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ULTIME VISIONI DI GIACINTA


Alla fine di ottobre del 1918, Francesco e Giacinta si ammalarono quasi nello stesso tempo. Andando a fare loro visita, Lúcia trovò Giacinta al sommo della gioia. Ella gliene spiegò la ragione:
«La Madonna ci è venuta a trovare, e ha detto che molto presto viene a prendere Francesco per portarlo in cielo. E a me ha chiesto se volevo convertire ancora altri peccatori. Le ho detto di sì. Mi ha detto che sarei andata in un ospedale, e che là avrei sofferto molto. Di soffrire per la conversione dei peccatori, in riparazione dei peccati contro il Cuore Immacolato di Maria e per amore di Gesù. Ho chiesto se tu saresti venuta con me. Mi ha detto di no. Questo è quello che mi spiace di più. Mi ha detto che mi ci porterà mia madre e che poi resterò là da sola!» (
4).
Durante la malattia dei due veggenti, Lucia faceva loro visita di frequente. Allora conversavano a lungo sugli avvenimenti di cui erano stati protagonisti. Trascriviamo alcune osservazioni di Giacinta:
«Ormai mi manca poco per andare in cielo. Tu resterai qui per dire che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Quando sarà il momento di dirlo, non nasconderti, dì a tutti che Dio ci concede le grazie attraverso il Cuore Immacolato di Maria, di chiederle a Lei, che il Cuore di Gesù vuole che, al suo fianco si veneri il Cuore Immacolato di Maria. Si chieda la pace al Cuore Immacolato di Maria, ché Dio l’ha affidata a Lei. Se potessi mettere nel cuore di tutti la luce che ho qui dentro nel petto a bruciarmi e a farmi amare tanto il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria!» (
5).
«Vedi, sai? Nostro Signore è triste perché la Madonna ci ha detto di non offenderLo più, che era già molto offeso e che nessuno ci fa caso; continuano a fare gli stessi peccati» (
6)
Alla fine di dicembre del 1919, la Madonna comparve nuovamente a Giacinta, che riferì il fatto alla cugina in questi termini:
«Mi ha detto che andrò a Lisbona in un altro ospedale (
7); che non rivedrò né te né i miei genitori; che dopo aver sofferto molto, morirò sola ma che non devo avere paura, che mi viene a prendere Lei là per portarmi in cielo» (8)

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Preghiera della sera: PREGHIERA AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

14 maggio 2017

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O Cuore Immacolato di Maria, colmo di bontà,

mostra il Tuo amore verso di noi.

La fiamma del Tuo Cuore, o Maria,

scenda su tutti gli uomini.

Noi Ti amiamo immensamente.

Imprimi nei nostri cuori il vero amore

così che abbiamo un continuo desiderio di Te.

O Maria, mite e umile di cuore,

ricordati di noi quando pecchiamo.

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PELLEGRINAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AL SANTUARIO DI NOSTRA SIGNORA DI FÁTIMA in occasione del centenario delle Apparizioni della Beata Vergine Maria alla Cova da Iria (12-13 maggio 2017) PREGHIERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO Cappellina delle Apparizioni, Fátima Venerdì, 12 maggio 2017

12 maggio 2017

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Il Santo Padre:

Salve Regina,
beata Vergine di Fatima,
Signora dal Cuore Immacolato,
rifugio e via che conduce a Dio!
Pellegrino della Luce che viene a noi dalle tue mani,
rendo grazie a Dio Padre che, in ogni tempo e luogo, opera nella storia umana;
pellegrino della Pace che, in questo luogo, Tu annunzi,
do lode a Cristo, nostra pace, e imploro per il mondo la concordia fra tutti i popoli;
pellegrino della Speranza che lo Spirito anima,
vengo come profeta e messaggero per lavare i piedi a tutti, alla stessa mensa che ci unisce.

Ritornello cantato dall’assemblea:

Ave o clemens, ave o pia!
Salve Regina Rosarii Fatimæ.
Ave o clemens, ave o pia!
Ave o dulcis Virgo Maria.

Il Santo Padre:

Salve Madre di Misericordia,
Signora dalla veste bianca!
In questo luogo, da cui cent’anni or sono
a tutti hai manifestato i disegni della misericordia di Dio,
guardo la tua veste di luce
e, come vescovo vestito di bianco,
ricordo tutti coloro che,
vestiti di candore battesimale,
vogliono vivere in Dio
e recitano i misteri di Cristo per ottenere la pace.

Ritornello…

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Preghiera della sera: Preghiera alla Vergine Maria di Papa Francesco, Evangelii Gaudium

12 maggio 2017

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Vergine e Madre Maria,
tu che, mossa dallo Spirito,
hai accolto il Verbo della vita
nella profondità della tua umile fede,
totalmente donata all’Eterno,
aiutaci a dire il nostro “sì”
nell’urgenza, più imperiosa che mai,
di far risuonare la Buona Notizia di Gesù.

Tu, ricolma della presenza di Cristo,
hai portato la gioia a Giovanni il Battista,
facendolo esultare nel seno di sua madre.
Tu, trasalendo di giubilo,
hai cantato le meraviglie del Signore.
Tu, che rimanesti ferma davanti alla Croce
con una fede incrollabile,
e ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione,
hai radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito
perché nascesse la Chiesa evangelizzatrice.

Ottienici ora un nuovo ardore di risorti
per portare a tutti il Vangelo della vita
che vince la morte.
Dacci la santa audacia di cercare nuove strade
perché giunga a tutti
il dono della bellezza che non si spegne.

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Fatima: Storia delle Apparizioni di Fatima /«Le apparizioni e il messaggio di Fatima» secondo i manoscritti di suor Lucia di ANTONIO AUGUSTO BORRELLI MACHADO

10 maggio 2017

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ULTIME VISIONI DI GIACINTA


Alla fine di ottobre del 1918, Francesco e Giacinta si ammalarono quasi nello stesso tempo. Andando a fare loro visita, Lúcia trovò Giacinta al sommo della gioia. Ella gliene spiegò la ragione:
«La Madonna ci è venuta a trovare, e ha detto che molto presto viene a prendere Francesco per portarlo in cielo. E a me ha chiesto se volevo convertire ancora altri peccatori. Le ho detto di sì. Mi ha detto che sarei andata in un ospedale, e che là avrei sofferto molto. Di soffrire per la conversione dei peccatori, in riparazione dei peccati contro il Cuore Immacolato di Maria e per amore di Gesù. Ho chiesto se tu saresti venuta con me. Mi ha detto di no. Questo è quello che mi spiace di più. Mi ha detto che mi ci porterà mia madre e che poi resterò là da sola!» (
4).
Durante la malattia dei due veggenti, Lucia faceva loro visita di frequente. Allora conversavano a lungo sugli avvenimenti di cui erano stati protagonisti. Trascriviamo alcune osservazioni di Giacinta:

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Preghiera del giorno:Credo mariano

10 maggio 2017

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Credo nella Madonna
e ci credo fermamente e con tutto il cuore !
Credo nella sua maternità divina,
nella sua perpetua verginità,
nella sua immacolata concezione,
nella sua missione Corredentrice
accanto al Figlio Redentore.

Credo nella sua Assunzione e glorificazione celeste
in corpo ed anima perchè
Maria è immagine della Chiesa
che dovrà avere il suo compimento nell’età futura.
Credo nella sua Maternità spirituale,
nella sua Maternità ecclesiale,
nella sua Regalità reale.
Credo nella sua mediazione di grazia
per lo sviluppo della vita divina nelle anime.
Credo quindi nella sua presenza di amore
accanto a ciascuna creatura come Madre,
Ausiliatrice, Soccorritrice.
Credo nel trionfo universale
del Cuore Immacolato di Maria
oggi…. perchè questa è la sua ora !
A te dono il mio cuore
Madre del mio Gesù, Madre d’amore

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Pensiero del giorno : a tutti i bambini che ricevono la Prima Comunione

9 maggio 2017

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Cari ragazzi,

il giorno della prima Comunione è un giorno di festa che non finisce con il pranzo ed i regali, ma continua per tutto il

percorso della vostra vita.

Non fate di questo giorno , un unico giorno per ricevere Gesù. Pensate invece che la fine di questo giorno è l’inizio di una nuova vita,  come se fosse il primo giorno dell’anno , perché da oggi in poi la vostra vita cambierà…

da oggi infatti il Signore vive in voi , non chiudetegli la porta del vostro cuore., ma  permettetegli di entrare in voi ogni volta che farete la comunione.

Vi prego continuate ad andare a messa e a ricevere Gesù , Lui è li nell’ostia che aspetta di essere accolto  da voi per donarvi la  misericordia e per trasformarvi in persone migliori, dite il vostro Si  a tutti i sacramenti ,soprattutto alla  riconciliazione e alla  comunione.

Dite il vostro Si , come fece la vergine Maria durante l’incontro con l’arcangelo Gabriele.

Il Signore è vivo , è qui in mezzo a noi permettetegli di discendere dal cielo per entrare in ognuno di noi con l’aiuto dei nostri sacerdoti che sono il fiore all’occhiello di Dio, sono i figli con i quali Dio si è compiaciuto, sono coloro che Dio guarda con amore , come lo sposo guarda la sua sposa il primo giorno di nozze, sono lo strumento per la salvezza delle nostre anime .

Cercate quindi di essere un unico corpo con la chiesa perché a capo di tutto c’è Cristo Gesù.

Auguri per la vostra Prima Comunione

Raf

Pensiero Notturno: A cosa si puo’ paragonare Dio ?

3 maggio 2017

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Premetto che Dio non si può paragonare a nulla , perché Dio è unico e trino .

Ma se proprio lo devo paragonare a qualcosa per rappresentare la sua onnipresenza ,

io lo paragonerei alle cose del creato, perché da Lui create.

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Fatima: Storia delle Apparizioni di Fatima /«Le apparizioni e il messaggio di Fatima» secondo i manoscritti di suor Lucia di ANTONIO AUGUSTO BORRELLI MACHADO

3 maggio 2017

III. ALCUNE VISIONI PRIVATE

Nel poco tempo passato sulla terra dopo le apparizioni, e nello stesso periodo da esse abbracciato, Francesco e Giacinta, ma soprattutto quest’ultima, ebbero separatamente diverse visioni. Riferiremo ora le principali, che sono quelle di Giacinta.

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Preghiera del giorno: VERGINE TUTTA SANTA, di San Massimiliano Kolbe

3 maggio 2017

Vergine immacolata, 

scelta tra tutte le donne 

per donare al mondo il Salvatore, 

serva fedele del mistero della Redenzione, 

fa’ che sappiamo rispondere alla chiamata di Gesù 

e seguirlo sul cammino della vita 

che conduce al Padre. 

Vergine tutta santa, strappaci dal peccato 

trasforma i nostri cuori. 

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Catechismo della Chiesa Cattolica , Parte prima della Professione di Fede

2 maggio 2017

SEZIONE SECONDA: 

LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA

CAPITOLO SECONDO 

CREDO IN GESU’ CRISTO, UNICO FIGLIO DI DIO

 

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ARTICOLO 7 

«DI LÀ VERRÀ A GIUDICARE I VIVI E I MORTI»

I. « Di nuovo verrà, nella gloria »

Cristo regna già attraverso la Chiesa…

668 « Per questo Cristo è morto e ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi » (Rm 14,9). L’ascensione di Cristo al cielo significa la sua partecipazione, nella sua umanità, alla potenza e all’autorità di Dio stesso. Gesù Cristo è Signore: egli detiene tutto il potere nei cieli e sulla terra. Egli è « al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione » perché il Padre «tutto ha sottomesso ai suoi piedi » (Ef 1,21-22). Cristo è il Signore del cosmo 603 e della storia. In lui la storia dell’uomo come pure tutta la creazione trovano la loro « ricapitolazione», 604 il loro compimento trascendente.

669 Come Signore, Cristo è anche il Capo della Chiesa che è il suo corpo. 605 Elevato al cielo e glorificato, avendo così compiuto pienamente la sua missione, egli permane sulla terra, nella sua Chiesa. La redenzione è la sorgente dell’autorità che Cristo, in virtù dello Spirito Santo, esercita sulla Chiesa, 606 la quale è « il regno di Cristo già presente in mistero ». 607 La Chiesa « di questo regno costituisce in terra il germe e l’inizio ». 608

670 Dopo l’ascensione, il disegno di Dio è entrato nel suo compimento. Noi siamo già nell’« ultima ora » (1 Gv 2,18). 609 « Già dunque è arrivata a noi l’ultima fase dei tempi e la rinnovazione del mondo è stata irrevocabilmente fissata e in un certo modo è realmente anticipata in questo mondo; difatti la Chiesa già sulla terra è adornata di una santità vera, anche se imperfetta ». 610 Il regno di Cristo manifesta già la sua presenza attraverso i segni miracolosi 611 che ne accompagnano l’annunzio da parte della Chiesa. 612

…nell’attesa che tutto sia a lui sottomesso

671 Già presente nella sua Chiesa, il regno di Cristo non è tuttavia ancora compiuto « con potenza e gloria grande » (Lc 21,27) 613 mediante la venuta del Re sulla terra. Questo regno è ancora insidiato dalle potenze inique, 614 anche se esse sono già state vinte radicalmente dalla pasqua di Cristo. Fino al momento in cui tutto sarà a lui sottomesso, 615 « fino a che non vi saranno i nuovi cieli e la terra nuova, nei quali la giustizia ha la sua dimora, la Chiesa pellegrinante, nei suoi sacramenti e nelle sue istituzioni, che appartengono all’età presente, porta la figura fugace di questo mondo, e vive tra le creature, le quali sono in gemito e nel travaglio del parto sino ad ora e attendono la manifestazione dei figli di Dio ». 616 Per questa ragione i cristiani pregano, soprattutto nell’Eucaristia, 617 per affrettare il ritorno di Cristo 618 dicendogli: « Vieni, Signore » (Ap 22,20). 619

672 Prima dell’ascensione Cristo ha affermato che non era ancora giunto il momento del costituirsi glorioso del regno messianico atteso da Israele, 620 regno che doveva portare a tutti gli uomini, secondo i profeti, 621 l’ordine definitivo della giustizia, dell’amore e della pace. Il tempo presente è, secondo il Signore, il tempo dello Spirito e della testimonianza, 622 ma anche un tempo ancora segnato dalla necessità 623 e dalla prova del male, 624 che non risparmia la Chiesa 625 e inaugura i combattimenti degli ultimi tempi. 626 È un tempo di attesa e di vigilanza. 627

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Agostino d’Ippona , Confessioni: Libro Quinto

2 maggio 2017

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Le preghiere di Monica

  1. 17. Non vedo davvero come si sarebbe risanato, se la mia morte in quello stato avesse trafitto le viscere del suo amore. Dove sarebbero finite le preghiere così ferventi che ripeteva senza interruzione? Presso di te, non altrove; ma avresti potuto tu, Dio delle misericordie, sprezzare il cuore contrito e umiliato di una vedova casta e sobria, assidua nell’elemosina, devota e sottomessa ai tuoi santi; che non lasciava passare giornata senza recare l’offerta al tuo altare, che due volte al giorno, mattino e sera, senza fallo visitava la tua chiesa, e non per confabulare vanamente e chiacchierare come le altre vecchie, ma per udire le tue parole e farti udire le sue orazioni? Le lacrime di una tale donna, che con esse ti chiedeva non oro né argento, né beni labili o volubili, ma la salvezza dell’anima di suo figlio, avresti potuto sdegnarle tu, che così l’avevi fatta con la tua grazia, rifiutandole il tuo soccorso? Certamente no, Signore. Tu anzi le eri accanto e l’esaudivi, operando secondo l’ordine con cui avevi predestinato di dover operare. Lungi da me il pensiero che avresti potuto ingannarla nelle sue visioni e nei tuoi responsi, già ricordati e non ricordati da me, che ella serbava nel suo cuore fedele e ti presentava nelle sue orazioni incessanti come impegni firmati di tua mano. Infatti nell’eternità della tua misericordia tu accetti d’indebitarti con coloro cui condoni tutti i debiti.

Rapporti con i manichei romani

  1. 18. Così mi guaristi da quella infermità e salvasti il figlio dell’ancella tua, allora e per allora fisicamente, per avere poi a chi porgere una salvezza più preziosa e sicura. Però anche a Roma mi tenevo in contatto con quei falsi e fallaci santoni: non solo cioè con gli uditori, fra i quali si annoverava pure chi mi ospitò malato e convalescente, bensì con gli eletti, come son chiamati. Ero tuttora del parere che non siamo noi a peccare, ma un’altra, chissà poi quale natura pecca in noi. Lusingava la mia superbia l’essere estraneo alla colpa, il non dovermi confessare autore dei miei peccati affinché tu guarissi la mia anima rea di peccato contro di te. Preferivo scusarmi accusando un’entità ignota, posta in me stesso senza essere me stesso, mentre ero un tutto unico e mi aveva diviso contro me stesso la mia empietà. Ed era un peccato più difficile da sanare il fatto che non mi ritenessi peccatore; ed era un’empietà esecrabile il preferire, Dio onnipotente, la tua sconfitta dentro di me, per mia rovina, alla mia sconfitta di fronte a te, per mia salvezza. Non avevi ancora collocato una custodia alla mia bocca e la porta del ritegno sulle mie labbra, affinché il mio cuore non uscisse in parole maligne per offrire scuse da scusare i peccati insieme a uomini che operano il male. Perciò me l’intendevo ancora con i loro eletti, sebbene non sperassi più di progredire in quella falsa dottrina. Anzi tenevo ormai con minore impegno e cura la posizione stessa ove avevo deliberato di stare pago, se non trovavo nulla di meglio.

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