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Agostino d’Ippona , Confessioni: Libro Settimo

20 luglio 2017

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L’argomento di Nebridio contro la concezione manichea di Dio

  1. 3. Mi sarebbe bastato, Signore, di usare contro quegli ingannatori ingannati e muti ciarlieri, poiché dalla loro bocca non risuonava la tua parola, mi sarebbe bastato di usare l’argomento che fin dai tempi di Cartagine soleva porre innanzi Nebridio, e che tutti ci aveva scossi, quanti l’avevamo udito: cosa avrebbe potuto farti quella, chissà poi quale, genìa delle tenebre, che ti oppongono abitualmente come massa contraria, se ti fossi rifiutato di misurarti con essa? O rispondono che ti avrebbe danneggiato, e allora non saresti inviolabile e incorruttibile; oppure rispondono che non poteva affatto danneggiarti, e allora quale scopo trovare per la lotta? una lotta, poi, ove una porzione di te, una delle tue membra o un prodotto della tua stessa sostanza si mescolerebbe alle potenze avverse, a nature non create da te; e queste lo corromperebbero e degraderebbero a tal punto, che precipita dalla beatitudine nella miseria e ha bisogno di un soccorso per esserne estratto e purificato. E questo prodotto sarebbe l’anima, che il tuo Verbo libero doveva sovvenire nella sua schiavitù, puro, nella sua contaminazione, illibato, nella sua corruzione, però corruttibile anch’egli, poiché fatto di un’unica e medesima sostanza. Se ammettono l’incorruttibilità di tutto ciò che sei, ossia della sostanza di cui sei fatto, le affermazioni sopra riportate sono tutte false ed esecrabili; se invece sostengono la tua corruttibilità, un tale giudizio è già falso e detestabile fin dalla prima parola. Sarebbe bastato questo argomento contro persone che dobbiamo rigettare a qualunque costo dallo stomaco, ove ci pesano. Chi pensava e parlava di te in questi termini, non poteva uscirne senza un orribile sacrilegio di cuore e di lingua.

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Giovedì, 20 Luglio XV Settimana del Tempo Ordinario (Anno Dispari)

20 luglio 2017

Prima Lettura
Es 3, 13-20
Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, udendo la voce del Signore dal mezzo del roveto, Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”».

Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione.

Va’! Riunisci gli anziani d’Israele e di’ loro: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, mi è apparso per dirmi: Sono venuto a visitarvi e vedere ciò che viene fatto a voi in Egitto. E ho detto: Vi farò salire dalla umiliazione dell’Egitto verso la terra del Cananeo, dell’Ittita, dell’Amorreo, del Perizzita, dell’Eveo e del Gebuseo, verso una terra dove scorrono latte e miele”.

Essi ascolteranno la tua voce, e tu e gli anziani d’Israele andrete dal re d’Egitto e gli direte: “Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi. Ci sia permesso di andare nel deserto, a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al Signore, nostro Dio”.

Io so che il re d’Egitto non vi permetterà di partire, se non con l’intervento di una mano forte. Stenderò dunque la mano e colpirò l’Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo di che egli vi lascerà andare».
C: Parola di Dio.

A: Rendiamo grazie a Dio.

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Perché Gesù usa parabole e non parla più chiaramente? padre Carlos Padilla | Lug 19, 2017

20 luglio 2017

Ci sono cose che non si leggono nei libri, ma solo nella vita

Gesù mi parla in parabole, come faceva con gli uomini con i quali condivideva il cammino. Parla con il cuore. Vuole placare la loro sete, le loro angosce, le loro paure. Soffre per loro, con loro. Parla loro con voce forte e sicura. Le sue parole hanno la vita eterna. Tutti vogliono ascoltarlo.

Gesù parla in parabole. Usa dei racconti per spiegare la vita. Fa esempi concreti, tratti dalla vita quotidiana. Osserva gli uomini nel loro lavoro. Parla dei campi. Dei semi. Del grano che cresce in silenzio. Parla loro della vita stessa per spiegare ciò che è importante.

È un osservatore. Non vive in una nuvola, ma sulla terra. E soffre per i problemi degli uomini. Parla con esempi concreti per chi capisce che Dio agisce nella natura del mondo. Non prescinde dalle cose umne. Anzi. Ha bisogno del quotidiano per rendersi presente.Leggi anche: Non fu Gesù ad inventare le parabole. Ecco perché…

Leggevo su Gesù: “Le sue parabole non hanno una finalità propriamente didattica. Quello che Gesù cerca non è trasmettere nuove idee, ma mettere le persone in sintonia con esperienze che quei contadini o quei pescatori conoscevano nella loro vita e potevano aiutarli ad aprirsi al Regno di Dio”.

Con esempi quotidiani, Dio si rendeva presente nella loro vita. Ed era più facile capire l’incomprensibile. Si può cogliere qualcosa di quello che ci sembra inarrivabile.

Ho bisogno di esempi nella mia vita per veder agire Dio. Nella mia vita concreta, limitata e fragile è nascosta la sua saggezza divina e inaccessibile. Questo mi commuove sempre.

Diceva padre Josef Kentenich: “Non si tratta di dedicare più tempo alla preghiera e trascurare il lavoro con il pretesto di questo bisogno di tempo. No. In realtà possiamo coltivare lo spirito di preghiera in ogni momento, anche in quelli più difficili. Possiamo lavorare nell’apparente superficialità della vita quotidiana ma essere interiormente nel profondo”.

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Preghiera del mattino: Al cuore immacolato di Maria di Madre Teresa di Calcutta

20 luglio 2017

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Maria, madre di Gesù, dammi il tuo cuore così bello, così puro, così immacolato, così pieno d’amore e umiltà: rendimi capace di ricevere Gesù nel pane della vita, amarlo come lo amasti e servirlo sotto le povere spoglie del più povero dei poveri.

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IL SACRO CUORE E IL SACERDOZIO Madre Luisa Margherita Claret de la Touche Serva di Dio

19 luglio 2017

PARTE SECONDA

LE VIRTU’ SACERDOTALI DEL CUORE DI CRISTO

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CAPITOLO IV

La passione per la gloria di Dio

Davide, personificando Gesù Cristo, esclamava rivolto a Dio: « Mi divora lo zelo per la tua casa ». Lo zelo, questa gelosia ardente della gloria di Dio e della salvezza degli uomini, ha consumato, ha divorato Cristo e, come tutte le passioni violente, lo ha portato ad eccessi, a follie d’amore e di donazione. Innamorato della gloria di Dio, ha deciso di lottare contro tutto ciò che poteva diminuirla, di abbattere ogni cosa che potesse ostacolarla. Non meno infiammato per il bene e per la salvezza dell’uomo, si è votato a combattere, fino alla morte, tutto ciò che poteva nuocergli e compromettere la sua felicità eterna. Questa passione bruciante lo ha mantenuto sempre pronto alla lotta contro il male, contro gli errori, combattendo contro lo spirito del mondo, di quel mondo per il quale non ha voluto pregare. Ha condannato ogni falsità, ogni ingiustizia; tutto ciò che contrasta l’amore di Dio.Gesù ha combattuto il male. Venuto nel mondo per allontanare lo spirito delle tenebre, lo vediamo costantemente alle prese con esso. Lo scaccia dal corpo degli indemoniati; lo minaccia, gli parla con autorità. Non si accontenta di liberare i corpi: lo scaccia anche dalle anime e lo perseguita in ogni forma sotto cui si nasconda. Gesù, bene sovrano e infinito, si trova costantemente in opposizione con satana, lo spirito del male.

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Mercoledi, 19 Luglio XV Settimana del Tempo Ordinario (Anno Dispari)

19 luglio 2017

     Prima Lettura

Es 3, 1-6. 9-12

L’angelo del Signore apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb. L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?». Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio. Il Signore disse: «Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. Perciò va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti dall’Egitto?». Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte».

Parola di Dio

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L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

19 luglio 2017

8. NOTA EUCARISTICO-MARIANA DEL GRANDE GIUBILEO DELL’ANNO 2000

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Il Papa nella sua lettera apostolica sulla preparazione del Grande Giubileo dell’anno 2000 riconferma esplicitamente questa fondamentale realtà eucaristico-mariana:
«Il Duemila sarà un anno intensamente eucaristico: nel sacramento dell’Eucaristia il Salvatore, incarnatosi nel grembo di Maria venti secoli fa, continua ad offrirsi all’umanità come sorgente di vita divina».39
Come i pastori, andando alla grotta trovarono il bambino adorato da Maria (cf. Lc 2, 16), così oggi tutti i fedeli cristiani, guidati dalla mano materna della Beata Vergine, possono ritrovare e adorare nelle mille chiese del mondo Gesù eucaristico, il figlio benedetto e glorioso di Maria.

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Novena Perpetua alla Madonna della Medaglia Miracolosa

19 luglio 2017
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Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio vieni a salvarci
Signore vieni presto in nostro aiuto

Gloria al Padre

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra, con la più viva fiducia nella tua potente intercessione, tante volte manifestata per mezzo della tua Medaglia, umilmente ti supplichiamo di volerci ottenere le grazie che con questa novena ti chiediamo.

(Chiediamo la Grazia)

O Madonna della Medaglia miracolosa, che sei apparsa a Santa Caterina Laburé, nell’atteggiamento di Mediatrice del mondo intero e di ogni anima in particolare, noi mettiamo nelle tue mani e affidiamo al tuo Cuore le nostre suppliche. Degnati di presentarle al tuo Divin Figlio ed esaudirle, se esse sono conformi alla Divina Volontà e utili alle anime nostre. E, dopo aver innalzato verso Dio le tue mani supplichevoli, abbassale su di noi e avvolgici coi raggi delle tue Grazie, illuminando le nostre menti, purificando i nostri cuori, affinché da Te guidati, raggiungiamo un giorno la beata eternità. Amen.

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Catechismo della Chiesa Cattolica , Parte prima della Professione di Fede

18 luglio 2017

SEZIONE SECONDA:
LA PROFESSIONE DELLA FEDE CRISTIANA

CAPITOLO TERZO
CREDO NELLO SPIRITO SANTO

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ARTICOLO 9
«CREDO LA SANTA CHIESA CATTOLICA»

Paragrafo 5
LA COMUNIONE DEI SANTI

946 Dopo aver confessato « la santa Chiesa cattolica », il Simbolo degli Apostoli aggiunge « la comunione dei santi ». Questo articolo è, per certi aspetti, una esplicitazione del precedente: « Che cosa è la Chiesa se non l’assemblea di tutti i santi? ». 503 La comunione dei santi è precisamente la Chiesa.

947 « Poiché tutti i credenti formano un solo corpo, il bene degli uni è comunicato agli altri. […] Allo stesso modo bisogna credere che esista una comunione di beni nella Chiesa. Ma il membro più importante è Cristo, poiché è il Capo. […] Pertanto, il bene di Cristo è comunicato a tutte le membra; ciò avviene mediante i sacramenti della Chiesa ». 504 « L’unità dello Spirito, da cui la Chiesa è animata e retta, fa sì che tutto quanto essa possiede sia comune a tutti coloro che vi appartengono ». 505

948 Il termine « comunione dei santi » ha pertanto due significati, strettamente legati: « comunione alle cose sante (sancta) e « comunione tra le persone sante (sancti) ».

« Sancta sanctis! » – le cose sante ai santi – viene proclamato dal celebrante nella maggior parte delle liturgie orientali, al momento dell’elevazione dei santi Doni, prima della distribuzione della Comunione. I fedeli (sancti) vengono nutriti del Corpo e del Sangue di Cristo (sancta) per crescere nella comunione dello Spirito Santo (5@4<T<\”) e comunicarla al mondo.

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Martedi , 18 Luglio XV Settimana del Tempo Ordinario (Anno Dispari)

18 luglio 2017

     Prima Lettura 

Es 2, 1-15

Lo chiamò Mosè perché l’aveva tratto dalle acque; cresciuto in età, egli si recò dai suoi fratelli.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una discendente di Levi. La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese per lui un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi adagiò il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. La sorella del bambino si pose a osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto. Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Ella vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L’aprì e vide il bambino: ecco, il piccolo piangeva. Ne ebbe compassione e disse: «È un bambino degli Ebrei». La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: «Devo andare a chiamarti una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?». «Va’», rispose la figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. La figlia del faraone le disse: «Porta con te questo bambino e allattalo per me; io ti darò un salario». La donna prese il bambino e lo allattò. Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Egli fu per lei come un figlio e lo chiamò Mosè, dicendo: «Io l’ho tratto dalle acque!». Un giorno Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i loro lavori forzati. Vide un Egiziano che colpiva un Ebreo, uno dei suoi fratelli. Voltatosi attorno e visto che non c’era nessuno, colpì a morte l’Egiziano e lo sotterrò nella sabbia. Il giorno dopo uscì di nuovo e vide due Ebrei che litigavano; disse a quello che aveva torto: «Perché percuoti il tuo fratello?». Quegli rispose: «Chi ti ha costituito capo e giudice su di noi? Pensi forse di potermi uccidere, come hai ucciso l’Egiziano?». Allora Mosè ebbe paura e pensò: «Certamente la cosa si è risaputa». Il faraone sentì parlare di questo fatto e fece cercare Mosè per metterlo a morte. Allora Mosè fuggì lontano dal faraone e si fermò nel territorio di Madian.

Parola di Dio

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Recitare questa litania ti darà pace per il passato e il futuro/Aleteia | Lug 17, 2017

18 luglio 2017

Questa splendida preghiera di una Sorella della Vita spazzerà via molte fonti d’ansia

Sorelle della Vita

Litania della Fiducia

Dal credere che io debba guadagnarmi il Tuo amore.
Liberami, Gesù.

Dalla paura di non essere degno d’amore.
Liberami, Gesù.

Dalla falsa sicurezza che ho quello che mi serve.
Liberami, Gesù.

Dalla paura che confidare in Te mi lascerà più indigente.
Liberami, Gesù.

Da ogni sospetto circa le Tue parole e le Tue promesse.
Liberami, Gesù.

Dalla ribellione contro il dipendere da Te come un bambino.
Liberami, Gesù.

Dal rifiuto e dalla riluttanza ad accettare la Tua volontà.
Liberami, Gesù.

Dall’ansia per il futuro.
Liberami, Gesù.

Dal risentimento o dall’eccessiva preoccupazione per il passato.
Liberami, Gesù.

Dall’instancabile ricerca di sé nel momento attuale.
Liberami, Gesù.

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L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

17 luglio 2017

7. LA RELAZIONE MARIA-EUCARISTIA NELLA CELEBRAZIONE ARTISTICA 35

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La relazione tra mistero dell’Incarnazione ed Eucaristia mediante la mediazione di Maria è una costante anche nella tradizione artistica in Oriente e in Occidente. Accenniamo brevemente ad alcune rappresentazioni. Nel Museo Cristiano Vaticano è in esposizione una croce eucaristica, in argento sbalzato del sec. IX: Maria è presente nelle

tre scene riprodotte nel braccio orizzontale: miracolo di Cana, istituzione del sacramento e distribuzione dell’Eucaristia da parte di Gesù. Una miniatura del sec. IX di un Codice Latino raffigura la Vergine in trono con il Bambino Gesù in braccio: entrambi, madre e figlio, reggono lo stesso pane eucaristico. Del secolo XV è un affresco nella volta della chiesa di Klérant (Bressanone): raffigura Eva che offre all’umanità il cibo di morte, mentre Maria dona l’Eucaristia, il pane della vita. Sempre al secolo XV risale un tela, ora al Museo di Cluny in Francia, che raffigura la Vergine del frumento: Maria viene chiamata la valle dove cresce il frumento viatico. Del secolo XVI è un artistico ciborio eucaristico in forma di Madonna, il cui grembo custodisce il tabernacolo con le specie eucaristiche (si trova a Parigi, nella collezione Martin-le-RoyDi Sandro Botticelli è nota la Madonna dell’Eucaristia (ora al Museo Gardner di Boston): la Vergine, che con la mano sinistra tiene in mano il Bambino, poggia la sua mano destra su un cesto di uva e di spighe offerto da un angelo (cf. figura ). Notissima è la Inmaculada Eucarística del pittore equatoriano Miguel de Santiago (sec. XVII), presente, ad esempio, nella Chiesa di San Francesco a Quito (ora nel Museo annesso). La Beata Vergine regge l’ostensorio con l’ostia consacrata e la presenta all’umanità, sotto lo sguardo della Santissima Trinità.

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IL SACRO CUORE E IL SACERDOZIO Madre Luisa Margherita Claret de la Touche Serva di Dio

17 luglio 2017

PARTE SECONDA

LE VIRTU’ SACERDOTALI DEL CUORE DI CRISTO

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CAPITOLO III

Il dono di sé

Venendo nel mondo, il Verbo incarnato ha detto al Padre: « Non ti sono graditi olocausti e sacrifici, ma mi hai dato un corpo… ». Un corpo, un cuore, un’anima umana: eccoli, te li offro; li dono alla tua gloria; li dono per la salvezza dei miei fratelli.

L’intera vita di Gesù è stata un’ininterrotta donazione. Ha dimenticato totalmente se stesso e ha dato tutto, senza escludere nulla. Ha dato il suo lavoro e il suo riposo, il suo tempo e le sue forze. Ha fatto dono totale della sua vita, e prima d’offrirla sul Calvario, l’ha consumata a poco a poco in un dono continuo. Ha dato il suo cuore ai suoi fratelli: ecco il segreto. « Ha amato e si dato ». Gesù ha unito in sé il sacerdote e il sacrificatore alla vittima. Come Sacerdote, non ha offerto altre vittime, donandosi e votandosi totalmente, è stato sacrificato. Ma non è un altro sacerdote che lo ha immolato: si è sacrificato. Veramente Gesù è insieme Sacerdote e Vittima, Sacerdote eterno e Vittima eterna per un sacrificio senza fine.Cristo vuole in tutto simili a sé quelli che ha chiamato a seguirlo ai vertici del sacerdozio. Il sigillo con cui li segna li rende partecipi della sua condizione. Sono sacerdoti con Gesùsacerdote; con Gesùvittima, sono vittime. Sono chiamati, certo raramente, ad andare con Gesù fino al culmine del sacrificio, a mischiare davvero il loro sangue al suo. è un’immolazione mistica, come l’immolazione dell’Eucaristia, quella che è chiesta loro; ma è anche un’immolazione visibile: il dono di sé, la disponibilità.

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Agostino d’Ippona , Confessioni: Libro Settimo

17 luglio 2017

VERSO LA VERITÀ

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Il problema del male

L’arduo concetto di Dio

  • 1. Ormai la mia adolescenza sciagurata e nefanda era morta, e mi avviavo verso la maturità. Però, quanto più crescevo nell’età della vita, tanto più scadevo nella fatuità del pensiero. Non riuscivo a pensare una sostanza diversa da quella che si vede abitualmente con gli occhi. Da quando avevo cominciato a udire qualcosa della sapienza, non t’immaginavo più, o Dio, sotto l’aspetto di corpo umano e mi rallegravo, per la ripugnanza sempre provata verso questa concezione, di aver scoperto questa verità entro la fede della nostra madre spirituale, la tua Chiesa cattolica. Non trovavo però un’altra forma, con cui pensarti. Mi sforzavo di pensarti, io, un uomo, e quale uomo, te, il sommo e il solo e il vero Dio; ti credevo con tutta l’anima incorruttibile, inviolabile, immutabile; pur ignorandone la causa e il modo, riconoscevo chiaramente e sicuramente l’inferiorità di una cosa corruttibile rispetto ad una incorruttibile; ponevo senza esitare una cosa inviolabile al di sopra di una violabile, e ritenevo le immutabili superiori alle mutabili; il mio cuore strepitava violentemente contro tutte le mie vane fantasie, io cercavo di allontanare col suo solo impeto dallo sguardo della mia mente la turba delle immonde immagini che le svolazzavano attorno. Ma, appena scacciata, eccola di nuovo in un batter d’occhio avventarsi compatta contro il mio sguardo e offuscarlo. Così, sebbene non in forma di corpo umano, ero tuttavia costretto a pensarti come un che di corporeo esteso nello spazio, incluso nel mondo o anche diffuso per lo spazio infinito oltre il mondo, esso pure incorruttibile e inviolabile e immutabile, cosicché lo anteponevo al corruttibile e violabile e mutabile. Ciò perché, se non attribuivo a una cosa l’estensione in uno di tali spazi, essa per me era nulla, letteralmente nulla e non un semplice vuoto, quale si ottiene togliendo da un certo luogo un certo corpo, che rimane, il luogo, vuoto di qualsiasi corpo terrestre o acqueo o aereo o celeste, ma pure sussiste un luogo vuoto, quasi un nulla provvisto di spazio.

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Ecco quella che è forse la migliore preghiera mariana per quando hai davvero bisogno di aiuto Philip Kosloski | Lug 13, 2017

17 luglio 2017

Questa preghiera del XII secolo è stata collegata a molti miracoli nel corso dei secoli

Una delle preghiere più note alla Beata Vergine Maria, popolare quasi quanto l’Ave Maria, è il Memorare, che ha una reputazione miracolosa.

La preghiera, tradizionalmente attribuita a San Bernardo da Chiaravalle, prende il nome dalla prima parola del testo originale latino. Il testo come lo recitiamo oggi si rinviene tuttavia all’interno di una preghiera molto più lunga alla Vergine Maria intitolata Ad sanctitatis tuae pedes, dulcissima Virgo Maria (Ai tuoi santi piedi, dolcissima Vergine Maria).

 

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17 Luglio, XV Settimana del Tempo Ordinario, (Anno Dispari)

17 luglio 2017

Prima Lettura 

Es 1, 8-14. 22

Cerchiamo di essere avveduti nei riguardi di Israele per impedire che cresca.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, sorse sull’Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe. Egli disse al suo popolo: «Ecco che il popolo dei figli d’Israele è più numeroso e più forte di noi. Cerchiamo di essere avveduti nei suoi riguardi per impedire che cresca, altrimenti, in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi partirà dal paese». Perciò vennero imposti loro dei sovrintendenti ai lavori forzati, per opprimerli con le loro angherie, e così costruirono per il faraone le città deposito, cioè Pitom e Ramses. Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva, ed essi furono presi da spavento di fronte agli Israeliti. Per questo gli Egiziani fecero lavorare i figli d’Israele trattandoli con durezza. Resero loro amara la vita mediante una dura schiavitù, costringendoli a preparare l’argilla e a fabbricare mattoni, e ad ogni sorta di lavoro nei campi; a tutti questi lavori li obbligarono con durezza. Il faraone diede quest’ordine a tutto il suo popolo: «Gettate nel Nilo ogni figlio maschio che nascerà, ma lasciate vivere ogni femmina».

Parola di Dio

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Preghiera del mattino: MIO DIO E MIO TUTTO! di San Francesco d’Assisi

17 luglio 2017

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Questa preghiera è riportata da Bartolomeo da Pisa, nelle sue «Conformitates», come preghiera quotidiana di San France-sco. Anzi, Bartolomeo scrive che il Serafico passava delle notti intere meditando su queste parole. Il Santo davanti alla immensità di Dio si umilia fino a chiamarsi «vermiciattolo»!

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L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

16 luglio 2017

6. L’EUCARISTIA COME SACRAMENTO

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L’Eucaristia è infine il sacramento della presenza reale di Nostro Signore sotto le specie del pane e del vino. Nel decreto tridentino sul sacramento dell’Eucaristia della sessione XIII, il Concilio confessa
«che con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del corpo del Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo sangue. Questa conversione, quindi, in modo conveniente e appropriato è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione».29
Il decreto tridentino dà anche disposizioni sul culto di adorazione da riservare a questo santissimo sacramento, su come conservarlo propriamente nel tabernacolo, su come e quando portarlo agli infermi, sulla preparazione necessaria per ricevere degnamente la santa Eucaristia soprattutto mediante il sacramento della penitenza, sull’uso di questo mirabile sacramento e sulla sua recezione anche spirituale. Il Concilio Tridentino, appoggiato a questa fede della Chiesa, afferma che nel sacramento della ss. Eucaristia, dopo la consacrazione del pane e del vino, nostro Signore Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, è contenuto veramente, realmente e sostanzialmente sotto l’apparenza di quelle cose sensibili:
«Pertanto il nostro Salvatore nella sua umanità è presente non solo alla destra del Padre, secondo il modo di esistere naturale, ma insieme anche nel sacramento dell’Eucaristia “secondo un modo di esistere, che, sebbene sia inesprimibile per noi a parole, tuttavia con la mente illustrata dalla fede possiamo raggiungere e dobbiamo fermissimamente credere che è possibile a Dio».30

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Preghiera del giorno: IGNARA DELLA TUA BELLEZZA BEATA ELISABETTA DELLA SS. TRINITA (1880-1906) 

16 luglio 2017

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O Maria, tu sei la creatura che ha conosciuto il dono di Dio e non ne ha perduto neppure una stilla: tu sei tanto pura e luminosa da sembrare la luce stessa. Virgo Fidelis: sei la Vergine fedele, colei che custodiva tutte le cose nel suo cuore. Ti mantenevi così piccola e raccolta alla presenza di Dio, nel segreto del tempio, che attiravi su di te le compiacenze della Trinità Santa.

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16 luglio, B.V.M. Madonna del Carmelo

16 luglio 2017

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Prima Lettura 

1 Re 18, 42-45

Elia pregò sul monte Carmelo e il cielo diede la pioggia.   Dal primo libro dei Re Elia si recò alla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la faccia tra le proprie ginocchia. Quindi disse al suo ragazzo: «Vieni qui, guarda verso il mare». Quegli andò, guardò e disse: «Non c’è nulla». Elia disse: «Tornaci ancora per sette volte».  La settima volta riferì: «Ecco una nuvoletta, come una mano d’uomo, sale dal mare». Elia gli disse: «Va’ a dire ad Acab: Attacca i cavalli al carro e scendi perché non ti sorprenda la pioggia!». Subito il cielo si oscurò per le nubi e per il vento; la pioggia cadde a dirotto.

Parola di Dio

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