Archive for the ‘Brani biblici famosi’ Category

L’armatura di Dio

29 giugno 2015

foto di GESù TI AMO.

 

 

 
“Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere. State dunque saldi: prendete la verità per cintura dei vostri fianchi; rivestitevi della corazza della giustizia; mettete come calzature ai vostri piedi lo zelo dato dal vangelo della pace; prendete oltre a tutto ciò lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio…

 

” Efesini 6:13-17


L’Apostolo Paolo, guidato dallo Spirito Santo, in Efesini 6:14 ci consiglia cosa fare per resistere nei giorni di lotta. Egli dice che dobbiamo vestire l’armatura di Dio per poter far fronte ai giorni malvagi. Nel testo sono elencate le varie parti di cui è composta questa armatura.

Ogni pezzo designa le forme di attacco del nemico contro di noi e la provvidenza di Dio verso ogni tipo di attacco.
L’armatura è di Dio, quindi è Lui che ci provvede ogni pezzo.

Noi non sappiamo quando arriverà il giorno malvagio, perciò dobbiamo indossare sempre l’armatura di Dio. Tutti i pezzi dell’armatura rappresentano armi da difesa ad eccezione della spada dello Spirito che è arma di attacco.

Cristo risuscitato dai morti non muore più. Dalla lettera ai Romani di san Paolo, apostolo 6, 3-11

5 aprile 2015

Fratelli, quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato.

(more…)

Liturgia del giorno: Daniele cap.3 (52-56)

9 aprile 2014

 

«Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo,
degno di lode e di gloria nei secoli.
53Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso,
degno di lode e di gloria nei secoli.
54Benedetto sei tu nel trono del tuo regno,
degno di lode e di gloria nei secoli.
55Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli
abissi
e siedi sui cherubini,
degno di lode e di gloria nei secoli.
56Benedetto sei tu nel firmamento del cielo,
degno di lode e di gloria nei secoli.

Ciclo di Conferenze 2013 su “Abramo Padre della Fede”

3 febbraio 2014

 
Abramo, dalla dispersione alla vocazione (Gen 11-12)
Relatore: prof. Massimo Serretti
(Pontificia Università Lateranense)
 
Abramo: entrare nella logica dell’alleanza con Dio (Gen 13-15)
Relatore:prof. Giuseppe De Virgilio
 (Pontificia Università della Santa Croce)
 
Abramo e il figlio della schiava (Gen 16-17)
Relatore:prof.ssa Filippa Castronovo
 (Istituto Superiore di Scienze Religiose “Regina Mundi”)
 
Abramo e la giustizia di Dio (Gen 18-20)
Relatore:prof. Paolo Merlo
 (Pontificia Università Lateranense)
 
Abramo e la paternità provata (Gen 21-22)
Relatrice:prof.ssa Rosanna Virgili
 (Istituto Teologico Marchigiano)

Il giubilo nella lode. S. Agostino

22 novembre 2013
Dal «Commento sui salmi» di sant’Agostino, vescovo

 

Paul Rubens, Angeli musicanti

«Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate. Cantate al Signore un canto nuovo!» (Sal 32, 2. 3). […]

Ecco egli ti dà quasi il tono della melodia da cantare: non andare in cerca delle parole, come se tu potessi tradurre in suoni articolati un canto di cui Dio si diletti. Canta nel giubilo. Cantare con arte a Dio consiste proprio in questo: Cantare nel giubilo. Che cosa significa cantare nel giubilo? Comprendere e non saper spiegare a parole ciò che si canta col cuore. Coloro infatti che cantano sia durante la mietitura, sia durante la vendemmia, sia durante qualche lavoro intenso, prima avvertono il piacere, suscitato dalle parole dei canti, ma, in seguito, quando l’emozione cresce, sentono che non possono più esprimerla in parole e allora si sfogano in sola modulazione di note. Questo canto lo chiamiamo «giubilo».

Il giubilo è quella melodia, con la quale il cuore effonde quanto non gli riesce di esprimere a parole. E verso chi è più giusto elevare questo canto di giubilo, se non verso l’ineffabile Dio? Infatti è ineffabile colui che tu non puoi esprimere. E se non lo puoi esprimere, e d’altra parte non puoi tacerlo, che cosa ti rimane se non «giubilare»? Allora il cuore si aprirà alla gioia, senza servirsi di parole, e la grandezza straordinaria della gioia non conoscerà i limiti delle sillabe. Cantate a lui con arte nel giubilo (cfr. Sal 32, 3).

 

il cantico dei tre giovani

20 marzo 2013

«Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel trono del tuo regno,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli
abissi
e siedi sui cherubini,
degno di lode e di gloria nei secoli.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo,
degno di lode e di gloria nei secoli.

Daniele  cap.3, 52_56

Messaggio annuale dato dalla Madonna il 18 Marzo 2013 a Mirjana (una dei veggenti di Medjugorje)

Cari figli! Vi invito a benedire il nome del Signore con fiducia totale e gioia e a ringraziarLo col cuore di giorno in giorno per il Suo grande Amore. Mio Figlio, attraverso questo Amore dimostrato con la Croce, vi ha dato la possibilità che tutto vi sia perdonato, cosicché non abbiate a vergognarvi, a nascondervi e per paura a non aprire la porta del proprio cuore a mio Figlio. Al contrario, figli miei, riconciliatevi con il Padre Celeste perché possiate amare voi stessi come vi ama mio Figlio. Quando comincerete ad amare voi stessi, amerete anche gli altri uomini e in loro vedrete mio Figlio e riconoscerete la grandezza del Suo Amore. Vivete nella Fede! Mio Figlio tramite Me vi prepara per le opere che desidera fare tramite voi, attraverso le quali desidera glorificarsi. RingraziateLo. In modo particolare ringraziateLo per i pastori, vostri intermediari nella riconciliazione con il Padre Celeste. Io ringrazio voi, i miei figli. Vi ringrazio.

“La Madonna ci dice di VIVERE i santi messaggi che ci dà,
non di fermarci soltanto ad una semplice lettura…”

«Io sono la luce del mondo», dice il Signore;
«chi segue me, non cammina nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita». (Gv 8,12)

Anno della fede. L. Monti. Mc 4,35-41 “Perchè avete paura? Non avete ancora fede?”.

17 novembre 2012

 

Mc. 4, 35-41 

35In quel medesimo giorno, venuta la sera, disse loro: “Passiamo all’altra riva”. 36E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. 37Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. 38Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: “Maestro, non t’importa che siamo perduti?”. 39Si destò, minacciò il vento e disse al mare: “Taci, calmati!”. Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. 40Poi disse loro: “Perché avete paura? Non avete ancora fede?”. 41E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: “Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?”.

 

 

La fede è dono che viene da Dio, virtù teologale che riguarda anche una scelta pienamente e autenticamente umana, cioè quella di un atto libero di fiducia, senza il quale non ci sarebbe vita. Fede-Parola, fede-conversione, fede-croce, fede-preghiera, fede-incredulità e infine fede-paura…..

Nel  racconto della tempesta sedata l’evangelista Marco narra per opposti: da una parte la burrasca insieme al temperamento timoroso dei discepoli, dall’altro lato la bonaccia e la calma del sonno di Gesù, fiducioso in Dio. I tratti umani di un Cristo stanco per la predicazione, che si addormenta dopo essersi lasciato accogliere dai suoi discepoli. E ad un certo punto il loro grido disperato, un’accusa a Gesù che non tiene conto del fatto che anche Lui è esposto allo stesso pericolo. La debolezza di Gesù, che condivide l’angoscia dell’uomo, improvvisamente si tramuta in autorità. La stessa autorità di Dio, che può minacciare il mare e la tempesta. A quel punto la domanda provocatoria di Gesù:

Perché avete paura? Non avete ancora fede?”.

 

” I miracoli rivelano la messianicità di Gesù e la sua origine, ma non sono in grado di svelare completamente la sua identità, cioè il suo grande gesto di amore e di donazione. Per questo occorre attendere la croce,luogo della massima gloria perché luogo dell’amore nudo e incondizionato…..Anche la nostra fede, di riflesso, non va vissuta nonostante la debolezza, ma nella debolezza. Ciò comporterà rischi e fallimenti, ma questi saranno tutte occasioni per accrescere la fede dei cristiani in Gesù Cristo, colui che non abbandona mai i suoi, anche quando essi, vedendolo dormire, pensano di essere lasciati soli…E ci sia dato, almeno, di rispondere con le parole del padre del ragazzo epilettico: “Credo, Signore, ma tu vieni in aiuto alla mia incredulità!” (Mc. 9, 22-24)

 

 

Testo della relazione di Ludwig Monti

http://www.acforli.org/images/mostra_pdf/materiali/incontri/fede_in_marco

Audio

https://skydrive.live.com/?cid=bf67c0597e785adb&id=BF67C0597E785ADB%21107

Da: Brani biblici famosi, 1 Re 18, 41 – 46

7 ottobre 2012

[41]Elia disse ad Acab: «Su, mangia e bevi, perché sento un rumore di pioggia torrenziale». [42]Acab andò a mangiare e a bere. Elia si recò alla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la faccia tra le proprie ginocchia. [43]Quindi disse al suo ragazzo: «Vieni qui, guarda verso il mare». Quegli andò, guardò e disse. «Non c’è nulla!». Elia disse: «Tornaci ancora per sette volte». [44]La settima volta riferì: «Ecco, una nuvoletta, come una mano d’uomo, sale dal mare». Elia gli disse: «Và a dire ad Acab: Attacca i cavalli al carro e scendi perché non ti sorprenda la pioggia!». [45]Subito il cielo si oscurò per le nubi e per il vento; la pioggia cadde a dirotto. Acab montò sul carro e se ne andò a Izrèel. [46]La mano del Signore fu sopra Elia che, cintosi i fianchi, corse davanti ad Acab finché giunse a Izrèel.

(Questa piccola nube è stata vista come una profezia di Maria che porta Cristo, la fine della siccità.NdR).

Apocalisse 5, 1-10

25 settembre 2012

[1]E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli. [2]Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: “Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?”. [3]Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo. [4]Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo. [5]Uno dei vegliardi mi disse: “Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli”.

[6]Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra. [7]E l’Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era seduto sul trono. [8]E quando l’ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro vegliardi si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno un’arpa e coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi. [9]Cantavano un canto nuovo:

“Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione [10]e li hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti e regneranno sopra la terra”.

(Cristo, Dio e uomo, che dona la vita, è la chiave di ogni cosa.NdR).

Da: Brani biblici famosi

14 agosto 2012

Deuteronomio 6, 4-9

[4]Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. [5]Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. [6]Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore; [7]li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. [8]Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi [9]e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.

(Questo riassunto del decalogo, deca-logo, dieci parole, mostra ancora più chiaramente come queste parole siano doni, promesse che Dio può compiere in chi, chiamato, le accoglie: amerai può venire letto dunque non come un imperativo ma, sotto certi aspetti, come un indicativo futuro.I doni qui cominciano con quello di una Parola che può aprire il cuore all’ascolto).

Esodo 20, 1-17 (Qui invece leggiamo il decalogo per intero.Un’altra versione di esso la si trova in Deuteronomio 5, 1–22)

20 1 Dio allora pronunciò tutte queste parole: 2 «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: 3 non avrai altri dei di fronte a me. 4 Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, 6ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi. 7 Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. 8 Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: 9 sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; 10 ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. 11 Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro. 12 Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio. 13 Non uccidere. 14 Non commettere adulterio. 15 Non rubare. 16 Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. 17 Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo». 

Da: Brani biblici famosi

13 agosto 2012

Genesi 12, 1-4

[1]Il Signore disse ad Abram:

«Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria
e dalla casa di tuo padre,
verso il paese che io ti indicherò.
[2]Farò di te un grande popolo
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e diventerai una benedizione.
[3]Benedirò coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò
e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra».

[4]Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui
partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran.

(Dio parla ad Abramo il quale ascolta la voce del Signore.Dio lo
chiama ad uscire fuori della propria terra, cosa non facile, tanto
più a 75 anni, ma possibile con la grazia di Dio.E’ un distacco profondo,
dal proprio paese, dalla propria patria e dalla casa di suo padre,
verso un paese sconosciuto per giunta, che Dio promette di indicare,
guidando momento per momento Abramo.Ma è una chiamata
motivata, e con la più piena delle motivazioni, quella di fare di Abramo,
che non aveva avuto figli, un grande popolo.E’ insomma una promessa
di pienezza di vita, di un Dio benevolo che benedice e fa di Abramo, che
lo ascolta, una benedizione e una benedizione per tutte le famiglie della
terra (bella questa promessa ricevuta non solo per sè ma per tutti).

Da: Brani biblici famosi

30 luglio 2012

Genesi 32, 23-33

[23]Durante quella notte egli si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici figli e passò il guado dello Iabbok. [24]Li prese, fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi.[25]Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. [26]Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui. [27]Quegli disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!». [28]Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». [29]Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». [30]Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. [31]Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel «Perché – disse – ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva». [32]Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all’anca. [33]Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra l’articolazione del femore, perché quegli aveva colpito l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico.

Giacobbe è giunto ad passaggio decisivo della sua vita ma è combattuto tra l’abbandonarsi al Signore ed il seguire ancora una volta qualche sua furbesca scorciatoia.Una misteriosa persona lotta con lui tutta la notte e ad un certo punto, non riuscendo a vincerlo, lo azzoppa.Ma quell’uomo dice a Giacobbe: non ti chiamerai più Giacobbe ma Israele perchè hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto.Come mai se è Giacobbe che è stato colpito? Comprendendo bene che Dio non fa del male a nessuno il senso fondamentale è che Giacobbe ha vinto perchè ha perso con Dio…

Da: Brani biblici famosi

28 luglio 2012

Genesi 18, 16-33

16 Poi quegli uomini s’alzarono e volsero gli sguardi verso Sodoma; e Abrahamo andava con loro per accomiatarli. 17 E l’Eterno disse: “Celerò io ad Abrahamo quello che sto per fare, 18 giacché Abrahamo deve diventare una nazione grande e potente e in lui saran benedette tutte le nazioni della terra? 19 Poiché io l’ho prescelto affinché ordini ai suoi figliuoli, e dopo di sé alla sua casa, che s’attengano alla via dell’Eterno per praticare la giustizia e l’equità, onde l’Eterno ponga ad effetto a pro d’Abrahamo quello che gli ha promesso”. 20 E l’Eterno disse: “Siccome il grido che sale da Sodoma e Gomorra è grande e siccome il loro peccato è molto grave, 21 io scenderò e vedrò se hanno interamente agito secondo il grido che n’è pervenuto a me; e, se così non è, lo saprò”. 22 E quegli uomini, partitisi di là, s’avviarono verso Sodoma; ma Abrahamo rimase ancora davanti all’Eterno. 23 E Abrahamo s’accostò e disse: “Farai tu perire il giusto insieme con l’empio?24 Forse ci son cinquanta giusti nella città; farai tu perire anche quelli? o non perdonerai tu a quel luogo per amore de’ cinquanta giusti che vi sono? 25 Lungi da te il fare tal cosa! il far morire il giusto con l’empio, in guisa che il giusto sia trattato come l’empio! lungi da te! Il giudice di tutta la terra non farà egli giustizia?” 26 E l’Eterno disse: “Se trovo nella città di Sodoma cinquanta giusti, perdonerò a tutto il luogo per amor d’essi”. 27 E Abrahamo riprese e disse: “Ecco, prendo l’ardire di parlare al Signore, benché io non sia che polvere e cenere; 28 forse, a que’ cinquanta giusti ne mancheranno cinque; distruggerai tu tutta la città per cinque di meno?” E l’Eterno: “Se ve ne trovo quarantacinque, non la distruggerò”. 29 Abrahamo continuò a parlargli e disse: “Forse, vi se ne troveranno quaranta”. E l’Eterno: “Non io farò, per amor dei quaranta”. 30 E Abrahamo disse: “Deh, non si adiri il Signore, ed io parlerò. Forse, vi se ne troveranno trenta”. E l’Eterno: “Non lo farò, se ve ne trovo trenta”. 31 E Abrahamo disse: “Ecco, prendo l’ardire di parlare al Signore; forse, vi se ne troveranno venti”. E l’Eterno: “Non la distruggerò per amore dei venti”. 32 E Abrahamo disse: “Deh, non si adiri il Signore, e io parlerò ancora questa volta soltanto. Forse, vi se ne troveranno dieci”. E l’Eterno: “Non la distruggerò per amore de’ dieci”. 33 E come l’Eterno ebbe finito di parlare ad Abrahamo, se ne andò. E Abrahamo tornò alla sua dimora.

E’ un passo chiave per comprendere l’Antico Testamento: sembra che Abramo
sia più misericordioso di Dio ma invece la realtà è che Abramo, pregando con
insistenza, convertendosi, scopre sempre più dentro di sè l’amore, la misericordia,
che Dio gli sta infondendo nel cuore.Il suo amore misericordioso dunque Dio lo rive-
la nel tempo perchè gli uomini non si sentano schiacciati, non si scandalizzino,
di tanto sorprendente bene.Emerge qui anche come l’amicizia con Dio rende Abramo
più profondamente consapevole della situazione deleteria di Sodoma e Gomorra, e anche
lo apre all’intercessione per quelle città.

Da: Brani biblici famosi

27 luglio 2012

Genesi 18

[1]Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva
all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. [2]Egli alzò gli
occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide,
corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra,
[3]dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non
passar oltre senza fermarti dal tuo servo. [4]Si vada a prendere un
pò di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l’albero. [5]Permettete
che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo,
potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro
servo». Quelli dissero: «Fà pure come hai detto». [6]Allora Abramo
andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre staia di fior di
farina, impastala e fanne focacce».[7]All’armento corse lui stesso, Abramo,
prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo.
[8]Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato,
e li porse a loro. Così, mentr’egli stava in piedi presso di loro sotto l’albero,
quelli mangiarono.[9]Poi gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?». Rispose:
«E’ là nella tenda».[10]Il Signore riprese: «Tornerò da te fra un anno a
questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Intanto Sara stava
ad ascoltare all’ingresso della tenda ed era dietro di lui. [11]Abramo e
Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene
regolarmente alle donne. [12]Allora Sara rise dentro di sé e disse:
«Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore
è vecchio!». [13]Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso
dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia? [14]C’è forse
qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te
alla stessa data e Sara avrà un figlio». [15]Allora Sara negò: «Non ho
riso!», perché aveva paura; ma quegli disse: «Sì, hai proprio riso».

Abramo, divenuto lungo il cammino vigile e pronto anche nel riposo,
sulla soglia della coscienza (della tenda) dove si avverte la frescura,
il soffiare, dello Spirito, accoglie con immensa disponibilità (nel pieno
della siesta nella calura meridiana) i  misteriosi ospiti
come se fossero Dio stesso (mio Signore).Quelli, che sono
veramente angeli, gli chiedono dove sia Sara sua moglie
(questa domanda rivela la loro natura soprannaturale,
perchè erano sconosciuti).Abramo risponde che è nella
tenda, cioè Dio ha messo pienamente nel suo cuore,
in un lungo cammino, la sua moglie.Solo allora
è venuto il tempo così a lungo atteso della nascita
di un figlio, cioè della piena realizzazione di Abramo.
Sara, invece, non è ancora pienamente pronta, ora è
lei che ride di questa promessa.Ma Dio può parlarle
attraverso Abramo (infatti sembra si rivolga a lui
per dire qualcosa a lei): altro spunto importantissimo
per la vita di coppia.

Da: Brani biblici famosi

26 luglio 2012

Genesi 17

15]Dio aggiunse ad Abramo: «Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamerai
più Sarai, ma Sara. [16]Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la
benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei».

[17]Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: «Ad
uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all’età di novanta
anni potrà partorire?». [18]Abramo disse a Dio: «Se almeno Ismaele
potesse vivere davanti a te!». [19]E Dio disse: «No, Sara, tua moglie,
ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia alleanza
con lui come alleanza perenne, per essere il Dio suo e della sua discendenza
dopo di lui.

Anche il grande patriarca Abramo, amico di Dio e padre della fede,
rise un giorno scoraggiato al sentire ancora una volta il Signore che
rinnovava una promessa che non si compiva mai.Anche Abramo è
caduto nell’errore, se non nel peccato, di cercare scorciatoie tutte
terrene al compimento di questa promessa.La Bibbia ci parla con
semplicità dei limiti anche di tante persone che nel tempo Dio ha
portato verso la pienezza di vita e la santità proprio, anche, per
aiutarci a comprendere le difficoltà della crescita,
proprio perchè non ci scoraggiamo.

(Possiamo qui
aggiungere che anche per questo la Chiesa ci
insegna che la Bibbia va letta nella Chiesa e con
la Chiesaè ad es. del tutto fuori luogo un’interpretazione
buonista che cerchi di sostenere che Abramo in questa occasione
non era scoraggiato e sfiduciato o che noi non possiamo valutare
ciò; non è questo il senso delle Scritture le quali non accusano
Abramo nè altri personaggi biblici ma semplicemente narrano
l’esperienza reale, non edulcorata, dell’uomo.
Vediamo invece così con più chiarezza e fiducia l’amore di
Dio che guarda con compassione alla lunga prova di Abramo
e invece di redarguirlo lo aiuta a continuare a credere alla
promessa, che invece sta finalmente per compiersi.La
Sapienza di Dio cerca di aiutarci con il massimo amore
possibile ad abbandonarci al Signore, ad essere umili,
obbedienti, fedeli e generosi fino in fondo, perchè
questo ci apre al massimo ai suoi doni.Un Dio che
non cerchi, con sapienza e amore, di condurci su questa
via sarebbe come un Padre che vizia i suoi figli, non
aiutandoli a crescere bene).

Da: Brani biblici famosi

25 luglio 2012

Genesi 15, 1-21

1 Dopo tali fatti, fu rivolta ad Abram in visione questa parola del Signore:
“Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande”. 2
Rispose Abram: “Mio Signore Dio, che mi darai? Io me ne vado senza figli e
l`erede della mia casa è Eliezer di Damasco”. 3 Soggiunse Abram: “Ecco a
me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede”. 4Ed
ecco gli fu rivolta questa parola dal Signore: “Non costui sarà il tuo erede,
ma uno nato da te sarà il tuo erede”. 5 Poi lo condusse fuori e gli disse:
“Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle” e soggiunse: “Tale
sarà la tua discendenza”.6 Egli credette al Signore, che glielo accreditò
come giustizia. 7 E gli disse: “Io sono il Signore che ti ho fatto uscire da
Ur dei Caldei per darti in possesso questo paese”. 8 Rispose: “Signore
mio Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?”. 9 Gli disse:
“Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete
di tre anni, una tortora e un piccione”. 10 Andò a prendere tutti questi
animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte all`altra; non divise
però gli uccelli. 11 Gli uccelli rapaci calavano su quei cadaveri, ma
Abram li scacciava. 12 Mentre il sole stava per tramontare, un torpore
cadde su Abram, ed ecco un oscuro terrore lo assalì. 13 Allora il Signore
disse ad Abram: “Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese
non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni. 14
Ma la nazione che essi avranno servito, la giudicherò io: dopo, essi usciranno
con grandi ricchezze. 15 Quanto a te, andrai in pace presso i tuoi padri; sarai
sepolto dopo una vecchiaia felice. 16 Alla quarta generazione torneranno qui,
perché l`iniquità degli Amorrei non ha ancora raggiunto il colmo”. 17 Quando,
tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un forno fumante e una fiaccola ardente
passarono in mezzo agli animali divisi. 18 In quel giorno il Signore concluse questa
alleanza con Abram: “Alla tua discendenza io do questo paese dal fiume d`Egitto al grande
fiume, il fiume Eufrate; 19 il paese dove abitano i Keniti, i Kenizziti, i Kadmoniti, 20
gli Hittiti, i Perizziti, i Refaim, 21 gli Amorrei, i Cananei, i Gergesei, gli Evei e i Gebusei”.

Brano densissimo di significati, eccone uno: la perseveranza obbediente e fiduciosa nella
preghiera, anche al di là dell’ apparente routine, dell’oscurità, etc., accende sempre più,
nel tempo, il fuoco dell’amore di Dio e ottiene il compimento della preghiera stessa.

Da: Brani biblici famosi

24 luglio 2012

Genesi 13, 1-18

1 Dall`Egitto Abram ritornò nel Negheb con la moglie e tutti i suoi averi;
Lot era con lui. 2 Abram era molto ricco in bestiame, argento e oro. 3
Poi di accampamento in accampamento egli dal Negheb si portò fino a Betel,
fino al luogo dove era stata già prima la sua tenda, tra Betel e Ai, 4 al luogo
dove prima aveva costruito l`altare: lì Abram invocò il nome del Signore. 5
Ma anche Lot, che andava con Abram, aveva greggi e armenti e tende; 6 e
il territorio non consentiva che abitassero insieme, perché avevano beni troppo
grandi e non potevano abitare insieme. 7 Per questo sorse una lite tra i
mandriani di Abram e i mandriani di Lot. I Cananei e i Perizziti abitavano
allora nel paese. 8 Abram disse a Lot: “Non vi sia discordia tra me e te,
tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli. 9 Non sta forse
davanti a te tutto il paese? Sepàrati da me. Se tu vai a sinistra, io antra,
io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra”.
Abram si separa da Lot. – 10 Allora Lot alzò gli occhi e vide che
tutta la valle del Giordano era un luogo irrigato da ogni parte – prima che
il Signore distruggesse Sòdoma e Gomorra -; era come il giardino del Signore,
come il paese d`Egitto, fino ai pressi di Zoar. 11 Lot scelse per sé tutta la valle
del Giordano e trasportò le tende verso oriente. Così si separarono l`uno dall`altro: 12
Abram si stabilì nel paese di Canaan e Lot si stabilì nelle città della valle e piantò
le tende vicino a Sòdoma. 13 Ora gli uomini di Sòdoma erano perversi e peccavano
molto contro il Signore. 14 Allora il Signore disse ad Abram, dopo che Lot si era
separato da lui: “Alza gli occhi e dal luogo dove tu stai spingi lo sguardo verso il
settentrione e il mezzogiorno, verso l`oriente e l`occidente. 15 Tutto il paese
che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza per sempre. 16 Renderò la
tua discendenza come la polvere della terra: se uno può contare la polvere della
terra, potrà contare anche i tuoi discendenti. 17 Alzati, percorri il paese in lungo
e in largo, perché io lo darò a te”.18 Poi Abram si spostò con le sue tende e andò
a stabilirsi alle Querce di Mamre, che sono ad Ebron, e vi costruì un altare al Signore.

Abramo erede della promessa non la difende (come poteva anche apparire giusto e
ragionevole) con il suo potere di patriarca ma lascia scegliere a Lot (che si prende
la parte apparentemente migliore, in realtà la peggiore).Poi Dio dice ad Abramo
(“Alza gli occhi…”) che tutto il territorio sarà suo e della sua discendenza.Inoltre
Abramo va a stabilirsi nel luogo dove poi riceverà finalmente l’annuncio del
compimento della promessa della nascita di suo figlio Isacco.

Da: Brani biblici famosi

23 luglio 2012

Isaia 43

18 Non ricordate più le cose passate,
non pensate più alle cose antiche!
19 Ecco, faccio una cosa nuova:
proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?
Aprirò anche nel deserto una strada,
immetterò fiumi nella steppa.