Archive for the ‘Canzoni, canti, musica, musica cristiana…’ Category

“Hallelujah” di Leonard Cohen

11 novembre 2016


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“Regina Coeli, laetare, alleluia” – Marco Frisina

28 marzo 2016

Preconio Pasquale (Kiko Arguello)

26 marzo 2016

Te Deum, cos’è e chi ha scritto l’inno che si canta il 31 dicembre – Famiglia Cristiana

31 dicembre 2015

http://m.famigliacristiana.it/articolo/te-deum-cos-e-e-chi-ha-scritto-l-inno-che-si-canta-il-31-dicembre.htm

Giubileo della Misericordia, pubblicato l’inno ufficiale

8 agosto 2015

da famigliacristiana.it

GIUBILEO DELLA MISERICORDIA, ECCO L’INNO UFFICIALE

È stato pubblicato su You Tube l’inno ufficiale del Giubileo della Misericordia. Scritto da Paul Inwood ed Eugenio Costa, l’inno si apre con le parole “Misericordes sicut Pater”, ovvero il motto del Giubileo, “Misericordiosi come il Padre”. Gli autori – informa Radio Vaticana – hanno donato ogni diritto di sfruttamento di questa opera al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione al fine di facilitare la diffusione dell’Inno in tutta la Chiesa.

La registrazione è stata eseguita dalla Cappella Musicale Pontificia, diretta dal Maestro mons. Massimo Palombella, a cura della Radio Vaticana.

 

Inno ufficiale del Giubileo della Misericordia

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Dell’aurora Tu sorgi più bella

27 maggio 2015

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Omelia di Sua Santità Benedetto XVI  nella Solennità dell’Annunciazione del Signore. AVE MARIA (Schubert)

25 marzo 2015

CONCISTORO ORDINARIO PUBBLICO

PER LA CREAZIONE DI NUOVI CARDINALI

CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA CON I NUOVI CARDINALI E

CONSEGNA DELL’ANELLO CARDINALIZIO

Piazza San Pietro

Sabato, 25 marzo 2006

 

Signori Cardinali e Patriarchi,
Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!

E’ grande motivo di gioia per me presiedere questa Concelebrazione con i nuovi Cardinali, dopo il Concistoro di ieri, e considero provvidenziale che essa si svolga nella solennità liturgica dell’Annunciazione del Signore e sotto il sole che il Signore ci dà. Nell’Incarnazione del Figlio di Dio, infatti, noi riconosciamo gli inizi della Chiesa. Da lì tutto proviene. Ogni realizzazione storica della Chiesa ed anche ogni sua istituzione deve rifarsi a quella originaria Sorgente. Deve rifarsi a Cristo, Verbo di Dio incarnato. E’ Lui che noi sempre celebriamo: l’Emmanuele, il Dio-con-noi, per mezzo del quale si è compiuta la volontà salvifica di Dio Padre. E tuttavia (proprio oggi contempliamo questo aspetto del Mistero) la Sorgente divina fluisce attraverso un canale privilegiato: la Vergine Maria. Con immagine eloquente san Bernardo parla, al riguardo, di aquaeductus (cfr Sermo in Nativitate B.V. MariaePL183, 437-448). Celebrando l’Incarnazione del Figlio non possiamo, pertanto, non onorare la Madre. A Lei fu rivolto l’annuncio angelico; Ella lo accolse e, quando dal profondo del cuore rispose: “Eccomi … avvenga di me secondo la tua parola” (Lc 1,38), in quel momento il Verbo eterno incominciò ad esistere come essere umano nel tempo.

Di generazione in generazione resta vivo lo stupore per questo ineffabile mistero. Sant’Agostino, immaginando di rivolgersi all’Angelo dell’Annunciazione, domanda: “Dimmi, o Angelo, perché è avvenuto questo in Maria?”. La risposta, dice il Messaggero, è contenuta nelle parole stesse del saluto: “Ave, o piena di grazia” (cfr Sermo 291,6). Di fatto, l’Angelo, “entrando da Lei”, non la chiama con il nome terreno, Maria, ma col suo nome divino, così come Dio da sempre la vede e la qualifica: “Piena di grazia –gratia plena“, che nell’originale greco è 6,P”D4JTµX<0, “piena di grazia”, e la grazia è nient’altro che l’amore di Dio, così potremmo alla fine tradurre questa parola: “amata” da Dio (cfr Lc 1,28). Origene osserva che mai un simile titolo fu rivolto ad essere umano, e che esso non trova riscontro in tutta la Sacra Scrittura (cfr In Lucam 6,7). E’ un titolo espresso in forma passiva, ma questa “passività” di Maria, che da sempre e per sempre è l’”amata” dal Signore, implica il suo libero consenso, la sua personale e originale risposta: nell’essere amata, nel ricevere il dono di Dio, Maria è pienamente attiva, perché accoglie con personale disponibilità l’onda dell’amore di Dio che si riversa in lei. Anche in questo Ella è discepola perfetta del suo Figlio, che nell’obbedienza al Padre realizza interamente la propria libertà e proprio così esercita la libertà, obbedendo. Nella seconda Lettura abbiamo ascoltato la stupenda pagina in cui l’Autore della Lettera agli Ebrei interpreta il Salmo 39 proprio alla luce dell’Incarnazione di Cristo: “Entrando nel mondo Cristo dice: … Ecco, io vengo per compiere, o Dio, la tua volontà” (Eb 10,5-7). Di fronte al mistero di questi due “Eccomi”, l’ “Eccomi” del Figlio e l’ “Eccomi” della Madre, che si rispecchiano l’uno nell’altro e formano un unico Amen alla volontà d’amore di Dio, noi rimaniamo attoniti e, pieni di riconoscenza, adoriamo.

Che grande dono, Fratelli, poter tenere questa suggestiva celebrazione nella solennità dell’Annunciazione del Signore! Quanta luce possiamo attingere da questo mistero per la nostra vita di ministri della Chiesa. In particolare voi, cari nuovi Cardinali, quale sostegno potrete avere per la vostra missione di eminente “Senato” del Successore di Pietro! Questa provvidenziale coincidenza ci aiuta a considerare l’evento odierno, in cui risalta in modo particolare il principio petrino della Chiesa, alla luce dell’altro principio, quello mariano, che è ancora più originario e fondamentale. L’importanza del principio mariano nella Chiesa è stata particolarmente evidenziata, dopo il Concilio, dal mio amato Predecessore Papa Giovanni Paolo II, coerentemente col suo motto Totus tuus. Nella sua impostazione spirituale e nel suo instancabile ministero si è resa manifesta agli occhi di tutti la presenza di Maria quale Madre e Regina della Chiesa. Più che mai questa presenza materna fu da lui avvertita nell’attentato del 13 maggio 1981 qui in Piazza San Pietro. A ricordo di quel tragico evento egli volle che un mosaico raffigurante la Vergine dominasse, dall’alto del Palazzo Apostolico, su Piazza San Pietro, per accompagnare i momenti culminanti e la trama ordinaria del suo lungo pontificato, che proprio un anno fa entrava nell’ultima fase, dolorosa e insieme trionfale, veramente pasquale. L’icona dell’Annunciazione, meglio di qualunque altra, ci fa percepire con chiarezza come tutto nella Chiesa risalga lì, a quel mistero di accoglienza del Verbo divino, dove, per opera dello Spirito Santo, l’Alleanza tra Dio e l’umanità è stata suggellata in modo perfetto. Tutto nella Chiesa, ogni istituzione e ministero, anche quello di Pietro e dei suoi successori, è “compreso” sotto il manto della Vergine, nello spazio pieno di grazia del suo “sì” alla volontà di Dio. Si tratta di un legame che in tutti noi ha naturalmente una forte risonanza affettiva, ma che ha prima di tutto una valenza oggettiva. Tra Maria e la Chiesa vi è infatti una connaturalità che il Concilio Vaticano II ha fortemente sottolineato con la felice scelta di porre la trattazione sulla Beata Vergine a conclusione della Costituzione sulla Chiesa, la Lumen gentium.

Il tema del rapporto tra il principio petrino e quello mariano lo possiamo ritrovare anche nel simbolo dell’anello, che tra poco vi consegnerò. L’anello è sempre un segno nuziale. Quasi tutti voi lo avete già ricevuto nel giorno della vostra Ordinazione episcopale, quale espressione di fedeltà e d’impegno a custodire la santa Chiesa, sposa di Cristo (cfr Rito dell’Ordinazione dei Vescovi). L’anello che oggi vi conferisco, proprio della dignità cardinalizia, intende confermare e rafforzare tale impegno, a partire ancora una volta da un dono nuziale, che vi ricorda il vostro essere prima di tutto intimamente uniti a Cristo, per compiere la missione di sposi della Chiesa. Ricevere l’anello sia dunque per voi come rinnovare il vostro “sì”, il vostro “eccomi”, rivolto al tempo stesso al Signore Gesù, che vi ha scelti e costituiti, e alla sua santa Chiesa, che siete chiamati a servire con amore sponsale. Le due dimensioni della Chiesa, mariana e petrina, si incontrano dunque in quello che costituisce il compimento di entrambe, cioè nel valore supremo dellacarità, il carisma “più grande”, la “via migliore di tutte”, come scrive l’apostolo Paolo (1 Cor 12,31; 13,13).

Tutto passa in questo mondo. Nell’eternità solo l’Amore rimane. Per questo, Fratelli, profittando del tempo propizio della Quaresima, impegniamoci a verificare che ogni cosa nella nostra vita personale, come pure nell’attività ecclesiale in cui siamo inseriti, sia mossa dalla carità e tenda alla carità. Anche per questo ci illumina il mistero che oggi celebriamo. Infatti, il primo atto che Maria compì dopo aver accolto il messaggio dell’Angelo, fu di recarsi “in fretta” a casa della cugina Elisabetta per prestarle il suo servizio (cfr Lc1,39). Quella della Vergine fu un’iniziativa di autentica carità, umile e coraggiosa, mossa dalla fede nella Parola di Dio e dalla spinta interiore dello Spirito Santo. Chi ama dimentica se stesso e si mette al servizio del prossimo. Ecco l’immagine e il modello della Chiesa! Ogni Comunità ecclesiale, come la Madre di Cristo, è chiamata ad accogliere con piena disponibilità il mistero di Dio che viene ad abitare in essa e la spinge sulle vie dell’amore. E’ questa la strada su cui ho voluto avviare il mio pontificato invitando tutti, con la prima Enciclica, a edificare la Chiesa nella carità, quale “comunità d’amore” (cfr Enc. Deus caritas est, Seconda parte). Nel perseguire tale finalità, venerati Fratelli Cardinali, la vostra vicinanza, spirituale e fattiva, mi è di grande sostegno e conforto. E per questo vi ringrazio, mentre invito voi tutti, sacerdoti, diaconi, religiosi e laici, ad unirvi nell’invocazione dello Spirito Santo, affinché il Collegio dei Cardinali sia sempre più ardente di carità pastorale, per aiutare tutta la Chiesa a irradiare nel mondo l’amore di Cristo, a lode e gloria della Santissima Trinità. Amen!

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Canzoni 2

21 gennaio 2015

Norah Jones, Don’t know why: https://www.youtube.com/watch?v=tO4dxvguQDk&index=22&list=PL53D09CBE594F6604

Otis Redding,  (Sittin’ On) The Dock Of The Bay: http://www.otisredding.com/

 

James Senese. Credo

17 gennaio 2015

Il mio sax porta le cicatrici della gioia e del dolore della vita” (James Senese) 

“Ie Crero into a nu Dio Padre Onnipotente
Ca nun tene casa, oro, marmo e argiente.
Ca nun fa vincere e’ fetiente
e nun fa muri e’ famma e’ criature innocenti...”
Video tratto da Avvenire del 14 gennaio 2015
https://www.youtube.com/watch?v=1BCzPiDF0dk#t=59

 

Stù Criato. Enzo Gragnaniello

14 gennaio 2015

Stù Criato” appartiene all’album “Erba cattiva” di Enzo Gragnaniello, autore contemporaneo della musica popolare napoletana. E’ ispirata alla Tarantella del Gargano, che come spiega l’autore, “è un giro armonico del Sud Italia, come il giro armonico del blues, composto da 4 accordi, ognuno poi ci scrive la sua canzone. Io mi sono ispirato alla Tarantella, ma ho ridotto gli accordi da 5 a 2, ho scritto io il testo, l’ho resa più cantautorale, usando un linguaggio diverso, e ho reso il ritmo e il cantato meno sincopato”.

 

 

‘O saccio, ‘o saccio je sulamente
chello c’aggio passato
quanno l’angelo e’ vulato,
chello c’aggio passato
quanno l’angelo e’ vulato
c’aggio passato.

‘Na voce, ‘na voce m”o ripete
nun perdere cchiu’ tempo
cerca d’essere felice,
nun perdere cchiu’ tempo
cerca d’essere felice,
cerca d’essere felice
nun ce sta tempo.

E cantano, e cantano l’aucielli
e cantano sultanto
quanno e’ santo ‘nu pensiero,
e cantano sultanto
quanno e’ santo ‘nu pensiero,
quanno e’ santo ‘nu pensiero
canta l’auciello.

‘A notte, ‘a notte tene ‘e stelle
‘e stelle hanno brillato
fino a quanno l’e’ guardate,
‘e stelle hanno brillato
fino a quanno l’e’ guardate,
fino a quanno l’e’ guardate
hanno brillato.

‘A pace, ‘a pace e’ comme ‘a pece
e ‘a mette ‘ncopp”o fuoco
chillo ca nun e’ capace,
chillo ca nun e’ capace
mette ‘o fuoco sotto ‘a pace,
mette ‘o fuoco sotto ‘a pace
chi nun e’ capace.

‘A vocca, ‘a vocca e’ comm”e rose
quanno parle d’ammore
leva ‘e spine a dint”e parole,
quanno parle d’ammore
leva ‘e spine a dint”e parole,
leva ‘e spine a dint”e parole
si dice ammore.

‘A vita, ‘a vita e’ comme ‘a morte
stanno vicine ‘e casa
nun se ponno appicceca’
stanno vicine ‘e casa
nun se ponno appicceca’,
nun se ponno appicceca’
songo una cosa.

E tu, e tu figlio ‘e Maria
tu nun si manco nato
gia’ si stato cundannato,
tu nun si manco nato
gia’ si stato cundannato,
gia’ si stato cundannato
appena nato.

‘E figli, ‘e figli songo ‘e Dio
e nun se tocca niente
‘e chello ca e’ stato criato,
chello ca e’ stato criato
nun ce l’ammo maje ‘mparato,
nun ce l’ammo maje ‘mparato
chistu criato.

 

Di seguito il Video tratto da Avvenire del 14 gennaio 2015

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