Archive for the ‘Film’ Category

La nascita di Gesù , Video per bambini

25 dicembre 2015

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Films per le vacanze

26 dicembre 2014

https://gpcentofanti.wordpress.com/2014/04/02/r-rossellini-atti-degli-apostoli-2/

Per vedere i video rai bisogna attivare silverlight

https://gpcentofanti.wordpress.com/2010/06/28/e-olmi-la-leggenda-del-santo-bevitore/

https://gpcentofanti.wordpress.com/2010/11/06/g-campiotti-bakhita/ (il film che piace a Benedetto XVI)

https://gpcentofanti.wordpress.com/2010/12/23/bakhita/

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/04/12/g-campiotti-giuseppe-moscati/

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/07/29/i-promessi-sposi-film-a-puntate/

Odissea: un bellissimo film a puntate dove si vede la profonda, anche se bisognosa di maturazione in Cristo, religiosità degli antichi greci: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0d43a986-5c03-4937-a840-021809f49de9.html

Film consigliati dalle Clarisse Eremite di Fara in Sabina

11 giugno 2014

http://www.clarisseremite.com/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=64&Itemid=205&lang=it

R. Rossellini, Atti degli apostoli

2 aprile 2014

Non ho visto questa serie televisiva e non so se l’argomento è trattato alla luce di una fede vissuta.Spero possa comunque dare stimoli positivi, senza lasciarsi influenzare da eventuali visioni più terrene che di fede.Sotto il riquadro del video si trovano i link alle altre quattro puntate.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/Page-bc604fae-ac82-4813-bacc-4dc9ee83c2df.html

Comunque il regista si è fatto aiutare da biblisti come i padri gesuiti Lyonnet e Martini.

 

Video: A sua immagine, Bianca come il latte, rossa come il sangue (le vocazioni dei giovani)

26 aprile 2013

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2013
-04-21&ch=1&v=205853&vd=2013-04-21&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per pochi giorni.

Video: Balla coi lupi (film)

2 gennaio 2013

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-12-27&c
h=3&v=165220&vd=2012-12-27&vc=3

I link di Rai replay sono attivi solo per pochi giorni.

Buongiorno con nel cuore Gesù e la Nostra Madre Maria!!!

25 settembre 2012

IL MIO  IMPEGNO DEL GIORNO CON GESU’:

Caro Gesù e mammina mia, vogliamo riconoscerci fratelli e sorelle perchè compiamo tutto ciò che ci ha insegnato Gesù!!!  Un modo più alla portata di noi e vivere e conoscere la vita dei nostri santi per assomigliargLi e cercare di donare un minimo dell’amore che loro  avevano per Dio, e poter donarlo  ad ogni persona che ci stà vicino quella soave carezza  di serenità e gioia del tuo amore!!!

OGGI MARTEDI 25 DI SETTEMBRE, SU RAI 1  ALLE 21:10, RIPROPONGONO UNA MINISERIE BELLISSIMA CHE VI TERRA’ INCHIODATI DAVANTI LA TV.              GUARDATELA E’ MERAVIGLIOSA!!!

http://www.youtube.com/watch?v=pGm4ZZ3xSvs&feature=colike

“State buoni se potete…”
È diventata proverbiale l’espressione di Filippo Neri, uno dei santi più bizzarri della storia della Chiesa. Il santo della gioia, il giullare di Dio, il secondo apostolo di Roma, Pippo il buono, sono solo alcune delle definizioni di questo sacerdote che nacque a Firenze nel 1515 ed ha poi vissuto per sessant’anni a Roma.Mentre si celebrava il Concilio di Trento e prendeva avvio la Controriforma, San Filippo formava bande di giovani scapestrati trasteverini avvicinandoli alla liturgia e facendoli divertire, cantando e giocando, in quello che sarebbe divenuto l’Oratorio, proclamata congregazione da Papa Gregorio XIIInel 1575.Uno spirito libero ed indipendente, un prete libero che con la stessa dedizione e gratuità ha confessato i ricchi ed i pezzenti, convinto che l’approccio migliore al Vangelo sia lo stupore dei bambini.San Filippo Neri nella sua lunga vita fu amico di Sant’Ignazio e del cardinale Carlo Borromeo, ma quando gli fu chiesto se voleva diventare cardinale disse che preferiva il Paradiso! Fu proclamato santo nel 1622.

I colori della Passione

7 aprile 2012

Salita al Calvario

E’ nelle sale il film che racconta con ritmo solenne e silensioso come Bruegel dipinse questo quadro: al centro quasi nascosto si intravede Gesù  che cade sotto il peso della croce mentre tutti guardano altrove, perchè gli uomini di ogni tempo non si accorgono del dono immenso fattoci dal nostro Redentore.

Film: Madre Teresa / Beethoven, Klavierkonzerte

8 febbraio 2012

http://it.gloria.tv/?media=248132

http://it.gloria.tv/?media=248836

Sopra, il film (parte 1 e 29.Sotto, Wiener Philharmoniker , Beethoven Klavierkonzerte:

http://www.wienerphilharmoniker.at/index.php?set_language=de&cccpage=video

TV2000, ore 21,20: Film di Roberto Rossellini, Il Messia

27 dicembre 2011

http://www2.tv2000.it/s2ewtv2000/s2magazine/index1.jsp?idPagina=14

Ecco la presentazione della stessa emittente TV2000:

Tv2000 il 27 dicembre alle 21.20 (canale 28 digitale terrestre, in streaming su www.tv2000.it) trasmetterà il film “Messia” di Roberto Rossellini del 1975. Un’occasione da non perdere per rivedere la famosa pellicola ispirata ai quattro Vangeli, e in particolare a quello di Marco. La presentazione è affidata all’esperto di cinema Fabio Falzone.
Con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all’umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell’illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. Per la prima volta nel cinema cristologico c’è la scena della Pietà: il Cristo morto in grembo alla madre.
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(Come spesso accade il problema è lo sguardo della fede.Quale aiuto sarebbe un’arte ispirata più profondamente da Dio! E’ evidente che si tratta di un problema complesso, ad es. possono essere necessari talora ingenti sforzi economici…ma forse, ad es., si può ancora pensare, fare, molto per sviluppare in tutti i campi un’arte cattolica, anche trovando i modi per contenere, talora, le spese…Spesso anche in campo organizzativo molto dipende da una continua conversione…NdE).

Il primato della carità

23 ottobre 2011

http://www.mymovies.it/film/2011/ilvillaggiodicartone/

E’ ancora nelle sale “il villaggio di cartone e credo valga la pena di vederlo, non solo per i dialoghi scritti da Ravasi e Magris o per le musiche o gli attori e la sceneggiatura,… Olmi porta sullo schermo l’apparente inutilità di una chiesa svuotata dai parrocchiani e da tutti gli arredi e di un vecchio prete capace di recuperare nella fragilità dei dubbi il significato profondo delle origini dell’ecclesia. A offrirgli l’occasione di farsi prossimo ancora una volta saranno quelli che vengono considerati gli invasori , i clandestini che ripararno nella chiesa vuota e ridanno valore ai banchi abbandonati ed anche al fonte battesimale pronto a raccogliere la pioggia che scende dal tetto. Nell’opporsi agli uomini della Legge il vecchio parroco trova un senso al Mistero, a quel Mistero che fa sì che Dio si manifesti attraverso gli occhi di uomini e donne in cerca di una vita nuova.

La storia potrebbe essere rappresentata in teatro come una tragedia classica dove quasi tutti gli eroi affrontano la distanza tra valori e azioni e perdono travolti dai fatti, “perchè se non cambiano la storia, la storia cambierà noi”.

Santa Teresa di Gesù Bambino, Storia di un anima / Film: Therese

17 ottobre 2011

Il testo si trova a questo link: http://www.teologiaspirituale.it/testi.html

Film Therese: http://it.gloria.tv/?media=21937

Il film è in francese.Non ho potuto visionarlo.

Film su Tommaso Moro / Video Rai: Sulla via di Damasco, Benedetto XVI, un papa che stupisce / Sito del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione / Sito su Maria

16 ottobre 2011

http://it.gloria.tv/?media=184093

Sulla via di Damasco: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-446308f6-dbfc-47b2-8304-504c7e88cfa4.html#p=0

In occasione del grande raduno promosso in Vaticano dal Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione e’ stato lanciato il sito “Aleteia” (www.aleteia.org), una nuova comunita’ online che – come si evince dalla scelta di un nome latino che significa ‘Verita” – si pone l’obiettivo di rispondere a domande di fede e di vita, basate sugli insegnamenti della Chiesa Cattolica. Avviato sperimentalmente dall’arcidiocesi di Boston, il cui cardinale Sean O’Malley e’ un grande sostenitore dell’iniziativa Ratzingeriana, Aleteia vuole essere “una piattaforma di dialogo, un ponte tra coloro che credono e coloro che cercano risposte di senso per la propria vita”. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione per l’Evangelizzazione con i Media, e’ realizzata grazie alla collaborazione di molte realta’ cattoliche, tra cui H2onews, studio di produzione multimediale (www.h2onews.org), e Maria di Nazareth,piattaforma di approfondimento su Maria (www.mariedenazareth.com).
“Aleteia – afferma una nota – nasce come risposta concreta alle sfide comunicative lanciate da Benedetto XVI nei messaggi per le Giornate Mondiali delle Comunicazioni Sociali, promosse dal Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali e in sintonia con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione”. Il sito e’ realizzato da un team di esperti, giornalisti, teologi e social media manager. Aleteia vuole essere un vero luogo di incontro e in tale prospettiva, punta a creare, sin dalla nascita, spazi “social”, con pagine Facebook e Twitter. La versione beta di Aleteia e’ in 4 lingue: italiano, inglese, francese e spagnolo. In poche settimane – promettono i promotori – seguiranno le versioni in arabo e portoghese, cui successivamente si aggiungeranno altre lingue.

© Copyright (AGI)

Il sito su Maria: http://www.mariedenazareth.com/1.0.html?&L=4

Santa Teresa d’Avila, Cammino di perfezione / Film: Fatima

15 ottobre 2011

Il testo si trova a questo link: http://www.teologiaspirituale.it/testi.html

Non ho potuto visionare il film qui di seguito intitolato Fatima, si trova su Gloria Tv che ad un primo sguardo sembra un sito accettabile anche se forse talora un pò cupo, ma potrei sbagliarmi.Ecco il link al film: http://it.gloria.tv/?media=100683

Film: Chiara e Francesco

13 ottobre 2011

nella pagina di questo link si trova anche la seconda parte del film.

Cristianesimo e cultura / Video Rai: Sulla via di Damasco parla di vocazioni / Film: Santa Faustina (in spagnolo)

10 ottobre 2011

Il cristianesimo sembra l’unica fede che non è legata ad un popolo, a una filosofia, ad una legge…Da un lato produce, sottintende, cultura, fermenta le culture, le pone anche in uno scambio, in un incontro in avanti, in Cristo, dall’altro, appunto, le travalica tutte, sempre aperto a più profonde scoperte…

Sulla via di Damasco: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-fa7feaad-5290-463d-8236-cc8473fe9f61.html#p=0

Santa Faustina: http://it.gloria.tv/?media=101559

Finali Wimbledon 1980-1981 Borg-Mc Enroe / Totò

11 agosto 2011

http://www.youtube.com/watch?v=1svs2wWN0ks&feature=related

Al termine di questo video si può selezionare quello della finale del 1981.

http://www.antoniodecurtis.com/ cliccare anche sul link a facebook

Fedor Dostoevski, I fratelli Karamazov

4 agosto 2011

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/Page-6d5b5ef4-4d45-4d70-90cb-bf557147e2ce.html

Film a puntate.Considerato uno dei più grandi romazi di tutti i tempi, non so fino a che punto è condivisibile nei contenuti, nel senso di quanto profondo, equilibrato, sereno, ortodosso, sia lo sguardo di fede di quest’opera…

I Promessi sposi, film a puntate

29 luglio 2011

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/Page-c3e3c7b7-028b-4419-b06e-78041e4a33f3.html

P.Pasolini. Il Vangelo secondo Matteo

14 luglio 2011

In link “Il Vangelo secondo Matteo”, opera del 1964 di P. Pasolini.

http://it.gloria.tv/?media=175201

Venne girato in Lucania, un paesaggio che in qualche modo si prestava ad evocare la Palestina dell’epoca, con un cast di attori rigorosamente non professionisti. La parte di Gesù Cristo fu  affidata a Enrique Irazoqui, che si trovava casualmente sul set del film il giorno prima dell’inzio delle riprese. La voce di Cristo è di Enrico Maria Salerno.

Il regista dichiarava in una intervista “La mia idea è questa: seguire punto per punto il Vangelo secondo Matteo, senza farne una sceneggiatura o riduzione. Tradurlo fedelmente in immagini, seguendone senza una omissione o un’aggiunta il racconto. Anche i dialoghi dovrebbero essere rigorosamente quelli di San Matteo, senza nemmeno una frase di spiegazione o di raccordo: perché nessuna immagine o nessuna parola inserita potrà mai essere all’altezza poetica del testo”.

Le musiche sono di Bach, Mozart, Prokofiev e Webern, di Luis E. Bacalov, oltre a Spirituals e canti  russi. Vinse un Leone d’argento alla XXIV Mostra di Venezia,  tre nastri d’argento ed ebbe tre nomination agli Oscar del 1967

K. Zanussi, Da un paese lontano

24 aprile 2011

E’ un recentissimo film documentario.Non avendolo visto non ne conosco la qualità, non so se la storia di GP II è presentata in un un valido sguardo di fede, etc..

G. Campiotti, film su: Giuseppe Moscati

12 aprile 2011

La storia di un medico santo.Non ho visto questo film televisivo in due puntate, spero che la storia di quest’uomo sia vista con uno sguardo di fede vissuta.Ad es. non è possibile fare l’esperienza profonda di Dio e della sua opera senza pregare molto.Spero comunque che, pur con questa prudenza nel guardare il film, si possano cogliere stimoli ad es. nel riflettere che ciascuna persona può essere inviata da Dio proprio in quei particolari ambiti della vita, proprio lei e non un altra (neanche san Francesco, vorrei dire, e dunque neanche san Francesco sarebbe più utile, etc.) al posto suo.Sotto il riquadro del video si trova il link alla seconda parte.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-ce741045-08c2-4ba7-83c2-3e2d4dc92f79.html?p=0

X. Beauvois, Uomini di Dio

1 marzo 2011

logo CNVF

Giudizio: Raccomandabile/poetico/dibattiti * * *
Tematiche: Evangelizzazione-missione; Gesù; Pace; Rapporto tra culture; Solidarietà-Amore; Tematiche religiose;
Soggetto: Algeria, 1996. Otto monaci cistercensi francesi vivono da tempo in un monastero a Tibhirine, tra i monti del Maghreb. Circondati dalla popolazione musulmana, trascorrono una esistenza serena, dividendo la giornata tra la preghiera, il lavoro nei campi, l’aiuto offerto con medicinali e generi di vestiario ai più bisognosi che arrivano anche da luoghi lontani. Tuttavia la conferma di un clima di tensione e di incertezza arriva alla notizia dell’uccisione di un gruppo di operai stranieri. Da quel momento le minacce provenienti da un gruppo integralista si fanno veramente serie. Più volte i monaci si riuniscono per valutare se restare o andare via. La decisione finale é quella di rimanere laddove la loro missione li ha chiamati. Fino al giorno in cui i terroristi non li prendono e li portano via sotto la neve. Due riescono a rimanere al monastero. Gli altri non sono più tornati.
Valutazione Pastorale: Il fatto, come si sa, é realmente accaduto. Anche la lettera che viene letta nel finale é l’autentico testamento spirituale dettato da padre Christian, il priore della piccola comunità cistercense. Su una base quindi di preciso realismo, prende corpo una storia che poi si allontana dalla cronaca o, meglio, ne fa occasione per una riflessione profonda e alta sull’essenza della vita cristiana, sul rapporto tra dimensione umana e spirituale, sulla vocazione come apertura ad ogni essere del creato. Rinunciando a ‘mostrare’ il momento dell’uccisione, il regista scavalca volutamente l’istintiva reazione della rabbia e dello sdegno per lanciare una precisa indicazione: non c’è martirio, la fede dei monaci è in grado di sconfiggere la morte, e il loro sacrificio é tanto più forte quanto più ha passato tutte le fasi del dubbio e della paura. Sentimenti comuni a chiunque non si rassegni a vivere in un’ottica di conflitto con l’altro. Nella sua scansione lenta, asciutta, in certi passaggi solenne, la regia disegna il diario appassionato di una missione senza fine: testimonianza di vita, cammino verso il Golgota moderno, un fatto vero come un vissuto di fede, da parte di persone che arrivano da situazioni differenti. Un cinema che parla al cuore, anche attraverso immagini abitate non da effetti speciali ma da un antico, attualissimo silenzio. Per questi motivi, il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come raccomandabile, nell’insieme poetico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e da proporre in seguito in molte occasione come esempio di un cinema ricco di stimoli propositivi sui temi anche del dialogo interreligioso e dell’incontro tra culture.

Intervista al monaco Enzo Bianchi sul film Uomini di Dio

20 febbraio 2011

http://www.youtube.com/watch?v=MhLqce9BSJI&feature=related

Padre e figlia, la nostalgia e l’amore oltre la morte

18 febbraio 2011

Bellissimo corto, molto toccante.

Bakhita / Romero / Madre Teresa di Calcutta

23 dicembre 2010

Vieni Signore Gesù

prima puntata:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4e0e6ab9-b3e6-4fe7-96f7-33e182f4f09b.html?p=0

seconda puntata:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-885bd4f3-66d5-4c69-829f-8f35ad74cd79.html?p=0

Un documentario controverso, con persone che non si sa bene chi sono che dicono cose confuse, con il conduttore che può apparire tentato anche lui, magari in varia misura, di tirare Romero dalla propria parte, ma il vescovo Vincenzo Paglia mostra come tutto ciò riduce la comprensione circa un uomo di Dio, del vangelo, che dà la vita per le persone a cui è mandato proprio da Dio:

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=497 raggiunto il link cliccare su puntata integrale.

Una riflessione dal vivo di Madre Teresa di Calcutta, è in spagnolo ma si può capire quasi tutto.

http://www.youtube.com/watch?v=pvM7SEVoKUU&feature=related

Uomini di Dio. Intervista di P.Perrone.

6 novembre 2010

Ancora sul film “Uomini di Dio”, una intervista di Paolo Perrone a Enzo Bianchi.

http://www.youtube.com/watch?v=MhLqce9BSJI&feature=related

G. Campiotti, Bakhita

6 novembre 2010

La storia di una santa.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/Page-98b14a56-13e1-490d-a043-05d308e97281.html

R.Rossellini, Atti degli apostoli

1 novembre 2010

Non ho visto questa serie televisiva e non so se l’argomento è trattato alla luce di una fede vissuta.Spero possa comunque dare stimoli positivi, senza lasciarsi influenzare da eventuali visioni più terrene che di fede.Sotto il riquadro del video si trovano i link alle altre quattro puntate.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/Page-bc604fae-ac82-4813-bacc-4dc9ee83c2df.html

La notte tra il 31 ed l’1 ho visionato velocemente spezzoni della prima parte: mi pare molto meglio di altri film del genere, talora un pò “fumettoni”.Del resto l’autore non lo ricordo, se non sbaglio, credente ma è autorevole e ha svolto, se visionando velocemente non mi è sfuggito qualcosa, il  compito di riportare fedelmente e con l’aiuto di biblisti autorevoli come Lyonnet e Martini il contenuto degli Atti degli apostoli.Forse, ma ancora non posso essere sicuro, questa è un’opera da vedere.Inoltre quando guardiamo un’opera filmica seria che ci fa riflettere su Dio, sulla fede, sulla carità, etc., in un clima attento, questo può anche venire vissuto come una forma di preghiera.

R. Bresson, Diario di un curato di campagna

28 ottobre 2010

Dal romanzo di Georges Bernanos.

Dicono che è un bel film, io non l’ho visto, spero che sia trattato con uno sguardo di fede vissuta.Comunque a scanso di equivoci colgo l’occasione per dire che sono un prete felice, anche se posso avere i contrattempi che umanamente non mi divertono.Io penso che il prete che vive intensamente la sua vocazione ordinariamente, almeno in un cammino, è una persona fondamentalmente molto felice, anche se può avere i suoi (non solo suoi personali) dolori.

M. Brooks, Essere o non essere

25 ottobre 2010

Se non ricordo male si poteva vedere.

Nel primissimo pomeriggio ho visto velocissimamente alcuni spezzoni, quanto basta per capire che non ricordavo nulla.Spero che rimanga comunque valido il ricordo di fondo: una certa bontà, capace di andare al di là dei limiti umani, alcuni valori, e qualche risata.Certo trovare film nei quali si vede più chiaramente lo sguardo della fede non è facile.Questo commento vale anche per alcune prossime programmazioni.Infatti alcune sere (nottate) fa ho programmato varie pubblicazioni per le ore dieci, circa, di ogni giorno, non sapendo se riuscirò a scrivere sul sito perchè entrando nel vivo dell’anno vado sempre più di corsa.

S. Pollack, Corvo rosso non avrai il mio scalpo

24 ottobre 2010

La storia (leggenda) di una persona alla ricerca di una vita autentica.Possa chi va su questa strada incontrare presto l’amore di Dio.

C. Hanson, In her shoes

8 agosto 2010

Non ho visto questo film.Ricordo ancora che sono difficili da trovare film ispirati da un vissuto sguardo di fede, che aiutino, ad es., a scoprire la misteriosa e amorevole presenza di Dio nella vita quotidiana, il bisogno di cercarlo, nella Chiesa, etc..

Genere:Commedia 

Regia: Curtis Hanson

Interpreti: Cameron Diaz (Maggie Feller), Toni Collette (Rose Feller), Shirley McLaine (Ella Hirsch), Mark Feuerstein (Simon Stein), Brooke Smith (Amy), Francine Beers (sig.ra Lefkowitz), Richard Burgi (Jim Danvers), Ken Howard (Michael Feller), Candice Azzara (Sydelle Feller), Norman Lloyd (sig. Sofield), Eric Balfour (Grant), Andy Powers (Tim).

Nazionalità: Stati Uniti 

Distribuzione: 20th Century Fox Italia

Anno di uscita: 2005

Orig.: Stati Uniti (2005) 

Sogg.: tratto dal romanzo “A letto con Maggie” di Jennifer Weiner

Scenegg.: Susannah Grant

Fotogr.(Scope/a colori): Terry Stacey

Mus.: Mark Isham

Montagg.: Craig Kitson, Lisa Zeno Churgin

Dur.: 130′

Produz.: Lisa Ellzey, Carol Fenelon, Curtis Hanson, Ridley Scott.

Giudizio: Accettabile/poetico
Tematiche: Donna; Famiglia – fratelli sorelle; Lavoro;
Soggetto: Rose ha molto successo come avvocato ma tante difficoltà nel trovare la giusta storia sentimentale. Sua sorella Maggie, al contrario, non riesce a tenere un lavoro più di qualche giorno ma ha un fascino magnetico e non esita a cambiare spesso gli uomini. Quando è in crisi, Maggie si rifugia da Rose, va a vivere a casa sua, ma ad un certo punto lei non la sopporta più e la sbatte fuori. Senza dire niente, Maggie se ne va dalla nonna materna, non più vista da anni, in un altro Stato e in una grande casa di riposo per anziani benestanti. Qui Maggie trova lavoro e si sistema. Qui, tempo dopo, la raggiunge Rose. Dopo tante scaramucce e incomprensioni, e soprattutto dopo avere dipanato l’irrisolto nodo della morte della madre, Rose trova l’uomo giusto con cui finalmente si sposa. Al matrimonio tra le due sorelle arriva il momento della riconciliazione.
Valutazione Pastorale: C’è un romanzo all’origine, e si sente: vicende diluite nel corso di molti anni, tanti personaggi a fare da contorno alle protagoniste (anche una non presente, la mamma già defunta), il passato che ritorna, il futuro da costruire. Il copione assorbe bene questa non piccola mole narrativa e la organizza al meglio nelle consueta, ma non scontata, capacità di mescolare spunti realistici e passaggi di pura finzione. Il contrasto tra le due sorelle non manca infatti di appigli precisi alla quotidianità, il resto passa attraverso la voglia di un forte recupero dei legami familiari come occasione per recuperare la propria identità. Un racconto di maturazione e di crescita, che non ha paura di essere sentimentale e un po’ zuccheroso, di lasciarsi andare a qualche sentimentalismo. C’è comunque un atteggiamento di sincerità a rendere convincente la storia. Un atteggiamento tutto positivo, che, dal punto di vista pastorale, fa valutare il film come accettabile e nell’insieme poetico.
Utilizzazione: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e proposto in atre occasioni come prodotto di svago di buon livello professionale. 

A.Shankman, I passi dell’amore

6 agosto 2010

Non ho visto questo film.Ricordo ancora che sono difficili da trovare film ispirati da un vissuto sguardo di fede, che aiutino, ad es., a scoprire la misteriosa e amorevole presenza di Dio nella vita quotidiana, il bisogno di cercarlo, nella Chiesa, etc..

Genere:Commedia 

Regia: Adam Shankman

Interpreti: Mandy Moore (Jamie Sullivan), Shane West (Landon Carter), Peter Coyote (rev. Sullivan), Daryl Hannah (Cynthia Carter).

Nazionalità: Stati Uniti 

Distribuzione: Mediafilm

Anno di uscita: 2002

Orig.: Stati Uniti (2002) 

Sogg.: tratto dal romanzo di Nicholas Spark

Scenegg.: Karen Janszen

Fotogr.(Scope/a colori): Julio Macat

Mus.: Mervyn Warren

Montagg.: Emma H.Hickox

Dur.: 101′

Produz.: Daniel Di Novi.

Giudizio: Accettabile/semplice
Tematiche: Famiglia – genitori figli; Malattia; Solidarietà-Amore;
Soggetto: In un piccolo centro della Carolina del Nord, Landon, ragazzo agiato e viziato, ne ha commessa una di troppo. Per punizione, viene condannato a lavorare per la scuola, occupandosi dell’attività teatrale. Qui incontra Jamie, figlia unica del pastore del luogo. All’inizio lei fa finta di non conoscerlo, e lo tiene lontano durante le prove. Passata la rappresentazione, Landon le chiede di uscire. Lei acconsente. Infine si baciano e si dichiarano reciproco amore. Una sera, qualche tempo dopo, lei gli dice che ha la leucemia. Sconvolto, Landon va dal padre (che è cardiologo e, separato dalla madre, non vedeva da tempo), gli chiede di autarla, ma non c’è più niente da fare. Jamie viene ricoverata. Landon si riconcilia con il padre. Mentre è nel letto d’ospedale, Landon chiede a Jamie di sposarsi. I ragazzi diventano marito e moglie. Dopo l’estate Jamie muore. Quattro anni dopo, Landon la ricorda.
Valutazione Pastorale: A leggere la trama, si può avere l’impressione di trovarsi in quel genere di commedia che oscilla tra il lacrimoso e il patetico, puntando alla ricerca della facile commozione. Certo tutto questo c’é, ma bisogna subito aggiungere che la misura di quelle due zone a rischio (quella ‘lacrimosa’ e quella ‘patetica’, appunto) è tenuta in limiti giusti e opportuni, comunque apprezzabili. Se l’orizzonte narrativo è abbastanza schematico, emergono altri aspetti cui viene dato spazio e giusta valenza: la religiosità, l’accostarsi alla fede, la rivalutazione dei vari ruoli familiari. Anche il cambiamento del ragazzo avviene attraverso passaggi di qualche sensibilità. Niente di straordinario, dunque, ma attenzione rispettosa per momenti e situazioni che possono lasciare tracce profonde nella vita di ciascuno. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come accettabile, e nell’insieme semplice.
Utilizzazione: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare anche per avviare riflessioni sui temi che propone, in realtà seri e difficili.

Un film-documentario per ogni papa, da Pio XII ad oggi

6 agosto 2010

Non li ho visionati.Vederli con attenzione e prudenza.Un problema frequente, anche quando non c’è, troppo, di mezzo la politica è lo sguardo di fede (sempre più vissuta) o lo sguardo magari non cattivo ma “terreno”.

http://benedictxvi.tv/film.html

J. Wright, Il solista

3 agosto 2010

Il commento della Commissione CEI parla di un film di valori, come sempre più difficile trovare un film ispirato da una fede vissuta, nel quale si venga aiutati a scoprire la presenza e l’opera di Dio nella vita concreta

 

Genere:Drammatico 

Regia: Joe Wright

Interpreti: Robert Downey jr. (Steve Lopez), Jamie Foxx (Nathaniel Anthony Ayers), Catherine Keener (Mary Weston), Stephen Root (Curt), Tom Hollander (Graham Claydon), Lisa Gay Hamilton (Jennifer Ayers Moore), Nelsan Ellis (David).

Nazionalità: Stati Uniti 

Distribuzione: Universal Pictures International Italia

Anno di uscita: 2010

Orig.: Stati Uniti (2008) 

Sogg.: basato su una serie di articoli scritti da Steve Lopez per il Los Angeles Time nel 2005 e sul suo libro “Il solista”

Scenegg.: Susannah Grant

Fotogr.(Scope/a colori): Seamus McGarvey

Mus.: Dario Marianelli

Montagg.: Paul Tothill

Dur.: 117′

Produz.: Gary Foster, Russ Krasnoff.

Giudizio: Consigliabile/poetico *
Tematiche: Handicap; Libertà; Musica;
Soggetto: A Los Angeles il giornalista Steve Lopez entra in contatto con il senzatetto Nathaniel, affetto da schizofrenia e appassionato di Bach e Beethoven. Quando Steve gli porta un violoncello donato da una anonima benefattrice, Nathaniel comincia a suonare per strada, dove dice di sentirsi a proprio agio. Con molta fatica Steve lo convince ad andare in una stanza per provare con calma e riposarsi. Nathaniel infatti vorrebbe esibirsi alla Walt Disney Concert Hall, e Steve si impegna per questo traguardo. Dopo molte difficoltà e contrasti, arriva il giorno ma al momento decisivo l’equilibrio di Nathaniel si spezza e l’esibizione salta.
Valutazione Pastorale: Si parte da veri fatti di cronaca: la vita di Nathaniel sotto la grande galleria di Los Angeles, la sua passione per la musica, gli articoli di Lopez per il Los Angeles Times e il suo libro, uscito anche in Italia con lo stesso titolo. Grande merito della regia é quello di non far restare il copione ingabbiato nelle secche degli avvenimenti ma di arricchire la materia con grande intensità visiva e visionaria. Senza mai rinunciare al contorno fortemente realistico della metropoli californiana, Wright scandisce i tratti di un confronto tra ragione e follia, tra fuga e condivisione, tra rabbia e amicizia che diventano diventano metafora dell’irrazionale che è in tutti e della necessità di aiutare la convivenza nell’individuo dell’attrazione per il bello e insieme per la sua distruzione. Ostico da seguire nella parte centrale, il racconto si chiude sul sogno di un abbraccio con gli ultimi di bella efficacia e coinvolgimento. Dal punto di vista pastorale, é da valutare come consigliabile e nell’insieme poetico.
Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da riprendere nell’ambito di proposte sul rapporto cinema/handicap, cinema/musica.

K. Branagh, As you like it (come vi piace)

3 agosto 2010

Inutile ripetermi sulla difficoltà nel rintracciare film che nascano da una fede profondamente vissuta…comunque qui (ma non ho visto il film) si rievoca un’opera (di Shakespeare) che comunque può far rflettere, secondo la CNVF

Genere:Commedia 

Regia: Kenneth Branagh

Interpreti: Bryce Dallas Howard (Rosalida/Ganimede), Takuya Shimada (la geisha), Brian Blessed (duca Federigo), Romola Garai (Celia), Patrick Doyle (Amiens), Adrian Lester (Oliver de Boys), Alfred Molina (Paragone), Kevin Kline (Jaques), Richard Clifford (la Beau), Janet McTeer (Audrey), Gerard Horan (Denis), Richard Briers (Adam).

Nazionalità: Gran Bretagna/Stati Uniti 

Distribuzione: Medusa Film

Anno di uscita: 2006

Orig.: Gran Bretagna/Stati Uniti (2006) 

Sogg.: tratto dalla commedia omonima di William Shakespeare

Scenegg.: Kenneth Branagh

Fotogr.(Scpe/a colori): Roger Lanser

Mus.: Patrick Doyle

Montagg.: Neil Farrell

Dur.: 117′

Produz.: Kenneth Branagh, Judy Hofflund, Simon Moseley.

Giudizio: Accettabile/poetico **
Tematiche: Rapporto tra culture; Solidarietà-Amore; Teatro;
Soggetto: In Giappone, cacciato dal trono dal fratello Federigo, il Duca, insieme ad alcuni servi fedeli, si è rifugiato nella foresta di Arden. Con lui c’è sua figlia Rosalinda, innamorata dell’orfano Orlando, a sua volta nel mirino del fratello Oliviero. Rosalinda confida il suo amore alla cugina Celia e al giullare di corte Paragone, e poi decide che, nel periodo di permanenza nel bosco, assumerà sembianze maschili con il nome di Ganimede. Così tutti la prendono per un uomo, e lei può valutare i sentimenti di ciascuno. Nella foresta c’è anche il saggio Jacques, che dispensa consigli e tesse quelle trame che permettono di ribaltare quelle difficili situazioni. Così Federigo, fratello malvagio, riconosce il proprio torto e restituisce la corona al Duca. Così Oliviero di riappacifica con Orlando. E Rosalinda, caduto il travestimento, può unirsi allo stesso Rolando e con lui convolare a nozze. Al pari di altre coppie presenti nella foresta.
Valutazione Pastorale: “Rosalinda, or As you like it” fa parte di quell’esiguo gruppo di testi non drammatici scritti da William Shakespeare e certamente ‘minori’ rispetto alla produzione più conosciuta. Dire che le commedie pesano di meno rispetto all'”Amleto” o al “Macbeth” non significa tuttavia affermare di conseguenza che siano testi mal riusciti. Forse questa impressione può emergere nel corso delle due ore di questa versione filmica, un nuovo capitolo del lungo rapporto tra Shakespeare e Kenneth Branagh. Forse é spiazzante la cornice giapponese scelta dal regista, magari a distrarre l’attenzione c’è un testo che sembra ripetere monotone filastrocche di bambini o usare dialoghi di scontata banalità, e ci sono personaggi ondivaghi e quasi straniti. Forse tutto questo é vero. Ma resta, eccome, la palpitante intensità di una radiografia dell’amore e del potere, messi a fianco in un confronto di irresistibile vivacità. Resta l’attualità delle schermaglie su sentimenti che non hanno tempo, sul trionfo dell’amore puro, su situazioni metastoriche non a caso fatte iniziare in un Giappone che si apre all’Europa e concluse da Rosalinda in mezzo alle roulotte della troupe. Una versione cinematografica rischiosa ma sensibile e di grande interesse. Un film che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile e senz’altro poetico.
Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre nell’ambito dell’ormai ampio elenco dei film tratti dalle opere di William Shakespeare.

A. Payne, A proposito di Schmidt

31 luglio 2010

Non ho ancora visto questo film.E’ difficile trovare film cristiani.Qui almeno il commentatore della CEI intravede, ad es. nel protagonista, un’apertura “al soffio dello Spirito”…

Genere:Drammatico 

Regia: Alexander Payne

Interpreti: Jack Nicholson (Warren Schmidt), Hope Davies (Jeannie Schmidt), June Squibb (Helene Schmidt), Kathy Bates (Roberta Hertzel), Dermot Mulroney (Randall Hertzel), Harry Groener (John), Connie Ray (Vicky), Howard Hesseman (Larry Hertzel).

Nazionalità: Stati Uniti 

Distribuzione: Nexo

Anno di uscita: 2003

Orig.: Stati Uniti (2002) 

Sogg.: tratto da un romanzo di Louis Begley

Scenegg.: Alexander Payne, Jim Taylor

Fotogr.(Normale/a colori): James Glannon

Mus.: Rolfe Kent

Montagg.: Kevin Tent

Dur.: 117′

Produz.: Michael Besman, Harry Gittes.

Giudizio: Raccomandabile/problematico/dibattiti**
Tematiche: Anziani; Famiglia – genitori figli; Lavoro; Matrimonio – coppia; Morte; Psicologia; Solidarietà-Amore;
Soggetto: Lo sguardo corre verso l’orologio in alto sulla parete dell’ufficio. Sono le 17. Anche per oggi é il momento di andare via. Ma non é un giorno qualunque, é l’ultimo. Warren Schmidt, funzionario in una compagnia d’assicurazioni, é in pensione, domani non dovrà più tornare a sedersi sulla sua scrivania. La moglie lo aspetta a casa. Dopo 42 anni di matrimonio il dialogo tra loro é cordiale ma ridotto al minimo. Mentre cerca di adattarsi ai nuovi ritmi, Warren una sera torna a casa e vede la moglie riversa sul pavimento ormai priva di vita in seguito ad un improvviso attacco. Il decesso, accompagnato alla scoperta di una relazione da lei avuta con un amico di famiglia chissà quanti anni prima, fa scattare in lui una improvvisa molla reattiva. Sale sul camper acquistato senza un preciso motivo anni prima, e da Omaha decide di andare nella città dove risiede Jeannie, l’unica figlia, in procinto di sposarsi con un venditore di materassi ad acqua. Jeannie a dire il vero non lo accoglie bene, né lui vede di buon occhio quel futuro marito che ritiene di modeste qualità. Accolto in casa dalla esuberante mamma di lui, Roberta, separata dal padre Larry, comunque presente in questa occasione, Warren fa un ultimo, inutile tentativo per dissuadere la figlia. Jeannie non cambia idea, il matrimonio viene celebrato, al pranzo Warren fa un sofferto discorso di auguri, paga il viaggio di nozze e poi torna a casa. Qui trova e legge la lettera inviatagli dal bambino africano che, subito dopo la pensione, aveva cominciato ad adottare a distanza. Insieme alla lettera c’é un disegno raffigurante due pupazzetti che si tengono per mano.
Valutazione Pastorale: Bisogna partire dall’immagine finale: Warren osserva quasi stupito il disegno fatto dal bambino e si lascia andare ad un pianto spontaneo di fronte alla scoperta di quanto entusiasmo e quanta fiducia possano nascere da chi vive nell’indigenza e nelle privazioni. Il finale riassume il senso di una storia capace di far riflettere e insieme di commuovere, di aprire la mente verso un esame sereno e meditato delle stagioni della nostra vita e allo stesso tempo di stringere il cuore per la capacità di richiamare l’importanza di lasciarsi andare alla presenza del soffio dello spirito, del colloquio interiore, del dialogo con il cielo sopra di noi. Il viaggio che Warren comincia quando il ciclo della vita sembra ormai volgere al tramonto diventa un terreno di nuove e profonde scoperte (il recupero dei luoghi della giovinezza, la conversazione con i nativi d’America…), di affetti da consolidare (il rapporto con la figlia), di amicizie nate all’improvviso (l’accoglienza che gli offre il camperista con la moglie). Un viaggio-diario che si conclude non con la parola fine ma con la percezione che qualcosa può essere fatto per lasciare ai più piccoli, agli adulti di domani, un futuro migliore. Diretto con stile asciutto ed essenziale, il film ha il merito di toccare riflessioni profonde senza mai cadere nell’artificio o nella banalità, di dire in modo pacato e fermo che é più importante dare che ricevere. La capacità poi di comunicare allo spettatore questo ventaglio di sensazioni é tutta di Jack Nicholson. Il suo Warren Schmidt resta dentro di noi, con l’invito a chiedere e a dare il perdono. Film di coinvolgente spessore che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come raccomandabile, problematico, e adatto a dibattiti.
Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare per avviare riflessioni sui molti argomenti importanti che tocca (anziani, matrimoni, rapporto genitori-figli, terzo mondo…).

J. L. Hanckock, The blind side

28 luglio 2010

 

Come sarebbe bello poter parlare di film nei quali si vedano le vere gioie e le vere difficoltà, complessità, della vita e come solo in un Dio cercato sempre più profondamente si possano trovare sempre più nuove risposte, luce, amore, forza, per superare tante prove, oscurità, interiori, ed esterne…Questo film parla di un mondo un pò idilliaco nel quale basta un pò di fede in Dio e un pò di amore per andare avanti meravigliosamente.E’ comunque un film che parla di amore, anche, non poi così tanto da vicino, di fede, un film che parla di famiglia (ma il mistero del matrimonio, della famiglia, solo in un Dio cercato intensamente può venire sempre più profondamente, vitalmente, scoperto), di come un familiare accogliente anche verso gli esterni può cambiare la vita di tutta la famiglia, un film che comunque mostra, ad es., come tante persone, nella semplicità e nel nascondimento della vita quotidiana, cambiano il volto del mondo contribuendo, talora in una profonda oblazione, a far respirare amore, l’amore di Dio, l’amore fraterno, nelle proprie famiglie e intorno ad esse…
Emergono anche altre temi di possibile dibattito, tra questi il problema dello scientismo, dello psicologismo, che, nello stesso tempo in cui si presta loro eccessivo credito, vengono però poi, inconsapevolmente, in qualche misura smentiti nella stessa storia mostrando, appunto inconsapevolmente, in qualche modo, come più complesso di tanti semplicistici schematismi sia il mistero dell’uomo.

R. Mihaileanu, Train de vie (Un treno per vivere)

26 luglio 2010

“La terra santa dovrebbe essere ovunque”, si dice nel film, ma ci è stata veramente donata una terra santa, che non sarà mai vinta, la Chiesa in Cristo…Dunque le esperienze dei protagonisti (ebrei in fuga dal nazismo) si possono leggere forse anche come passi verso questa direzione…

Genere:Allegorico 

Regia: Radu Mihaileanu

Interpreti: Lionel Abelanski (Schlomo), Rufus(Mordechai), Clément Harari(il rabbino), Michel Muller(Yossi), Bruno Abraham-Kremer(Yankele), Agathe De La Fontaine(Esther), Johan Leysen(Schmecht), Marie-José Nat(Sura), Gad Elmaleh(Manzatou), Serge Kribus(Schtroul).

Nazionalità: Romania 

Distribuzione: Academy Pictures

Anno di uscita: 1999

Orig.:Romania/Francia(1998) 

Sogg. e scenegg.:Radu Mihaileanu

Fotogr.(Scope/a colori):Yorgos Arvanitis, Laurent Dailland

Mus.:Goran Bregovic

Montagg.:Monique Rysselinck

Dur.:103′

Produz.:Noé Productions, Raphael Films.

Giudizio: Raccomandabile/complesso/dibattiti**
Tematiche: Razzismo;
Soggetto: Una sera del 1941 Schlomo, chiamato da tutti il matto, irrompe allarmato in un piccolo villaggio ebreo della Romania: i nazisti, fa sapere, stanno deportando tutti gli abitanti ebrei dei paesi vicini e fra poco toccherà anche a loro. Durante il consiglio dei saggi, che subito si riunisce, Schlomo tira fuori una proposta un po’ bizzarra che però alla fine viene accolta: per sfuggire ai tedeschi, tutti gli abitanti organizzeranno un falso treno di deportazione, ricoprendo tutti i ruoli necessari, gli ebrei fatti prigionieri, i macchinisti, e anche i nazisti in divisa, sia ufficiali che soldati. Così riusciranno a passare il confine, ad entrare in Ucraina, poi in Russia per arrivare infine in Palestina, a casa. Il folle progetto viene messo in atto, il treno parte tra speranza e paura. Gli inconvenienti non mancano, e non sono solo quelli che arrivano da fuori (i controlli alle stazioni) ma, inaspettatamente, anche dall’interno del gruppo: Mordechai, falso ufficiale nazista, comincia a dare ordini sul serio, e, all’opposto, il giovane Yossi abbraccia l’ideologia comunista, proclama che la religione è morta e instaura nei vagoni le cellule marxiste-leniniste. A un certo punto vengono fermati da un altro treno, che però risulta pieno di zingari che avevano escogitato lo stesso stratagemma. Procedono allora tutti insieme, fino all’arrivo sulla linea di confine con le bombe che sparano dalle parti opposte. Ormai possono considerarsi salvi. Come già all’inizio, appare in primo piano il viso del matto, che informa sui successivi destini di alcuni dei protagonisti, tutti viventi tra Russia, Palestina, America. Ma poi l’immagine si allarga e il viso di Schlomo, il matto, guarda da dietro un reticolo di filo spinato. Sullo sfondo, la lugubre sagoma di un campo di concentramento.
Valutazione Pastorale: Va riferita una significativa dichiarazione del regista Mihaileanu: ” Ho visto a Los Angeles il film di Spielberg ‘La lista di Schindler’ e ricordo che quella visione mi ha procurato un doppio effetto: una grande emozione da un lato, ma dall’altro la convinzione che non si poteva continuare a raccontare la Shoa solo sul versante della paura e dell’orrore. Si poteva e si doveva fare qualcos’altro”. Così é nata l’idea del falso treno dei deportati, così ha preso forma il tono di questo racconto improntato ad un umorismo malinconico, a quello spirito ebraico caustico e sferzante che strappa la risata, parlando del male e della morte. Un treno come microcosmo di pregi e difetti, come allegoria della fuga, come luogo corale dove si incontrano i senza patria (ebrei e zingari), dove si fanno i conti con le ideologie, anche quelle che verranno di lì a poco, dove si aspetta una meta finale ma si è convinti che ” la terra santa dovrebbe essere ovunque”. Film notevole e profondo, nel quale l’inizio e la fine danno l’idea di ciò che poteva essere e non é stato. Se qualcuno ha preso quel treno e si é salvato, la maggioranza é rimasta dietro quei fili spinati. Film intenso e commovente che, dal punto di vista pastorale, va raccomandato per la complessità dei temi che propone e insieme per la semplicità espositiva che li sorregge.
Utilizzazione: il film è da utilizzare largamente, sia in programmazione ordinaria sia in altre circostanze, non escluse le sedi didattiche ed educative.

M. Radford, Il Postino

15 luglio 2010

Diverse affermazioni non mi paiono condivisibili, ma resta un film che può aiutare a riflettere, a godere, la poesia.Ecco la tua poesia (Beatrice Russo) dice Pablo Neruda al suo amico postino che vuole imparare a comporre.La poesia più profonda (e non sempre e necessariamente da scrivere, nè da saper scrivere) nasce dall’amore e quanto allora dall’Amore fontale, quello di Dio.Il mondo è metafora di qualcos’altro? chiede il postino al poeta che gli spiega cosa sono le metafore.Neruda risponde che rifletterà (nel mare dove si tuffa) e glielo dirà “domani”…E’ bello vedere che la poesia può condurre quasi da sola al mistero della realtà, della fede (il mare), al mistero dell’Amore, a Dio, all’attesa nascosta nel cuore dell’uomo…
(L’isola, mi pare non nominata, è Procida, Napoli).

K. Branagh, Hamlet

14 luglio 2010

E’ veramente difficile trovare opere d’arte che esprimano una profonda, autentica, fede cristiana e anche opere che siano comunque d’ispirazione cristiana: viviamo in un’epoca che espunge involontariamente o anche, in varia misura, forse volontariamente e magari anche consapevolmente (?), Dio dall’esistenza reale.Il cercare con tanta difficoltà opere cristiane non fa che aumentare la consapevolezza delle difficoltà che si possono incontrare rispetto al venire aiutati nel cercare Dio, sè stessi, il mondo.In questa cultura può apparire normale un Dio poco presente, efficace, coinvolgente, mentre in realtà un mondo senza Dio è così arido che si è dovuti giungere agli ultimissimi secoli per creare diffusamente questa separazione tra Dio, la divinità, e la vita, la cultura.
Attualmente dunque risulta talora più facile cercare i segnali di un bisogno di Dio in una cultura poco o per nulla credente, o  anche riflettere cristianamente sulla visione della vita, della cultura, che talora respiriamo intorno a noi.Anche con ciò possiamo contribuire a mostrare come solo in Cristo si possono sempre più trovare le vere risposte, contribuendo, in piccolo, ad un rinnovato incontrarsi della fede con la vita concreta, con la cultura, incontro rinnovato e fecondo di cui si possono intuire sempre più profondamente diverse avvisaglie ma che resta nel mistero della volontà di Dio e della risposta dell’uomo.
Così oggi presento questo rifacimento filmico dell’Amleto di Shakespeare, opera nella quale la fede non è assente ma è forse figlia di una spiritualità che, ma dovrei riflettere meglio, ad uno sguardo non approfondito può suscitare delle perplessità.Si tratta comunque, perlomeno, di una ripresentazione (di quale valore non posso superficialmente valutare) di un’opera che non resta nella banalità che talora in varia misura quotidianamente respiriamo (televisione, etc.), banalità che può apparire il frutto ultimo (attualmente?) di una vita che si separa sempre più da Dio, dalla fonte della luce, del bene…

C. Malaponti, 7 Km da Gerusalemme

12 luglio 2010

E’ un film che può stimolare qualche riflessione.Bisogna però porre attenzione, ad una scorsa veloce (dunque dovrei rivedere, etc.) mi è parso di leggere diverse affermazioni, atteggiamenti, forse più terreni che di fede anche se non anticristiani, o che vorrebbero essere di fede ma non lo sono poi forse tanto (bene tenere presente, ad es., che la fede nasce da una luce che illumina in questo senso il cuore dell’uomo e non principalmente da ragionamenti, calcoli, etc.).

Rafal Wieczynski: Popieluszko

3 luglio 2010

Dalla presentazione: Non si può uccidere la speranza

 

Max Mayer: Adam

2 luglio 2010

Soggetto: A New York, in un condominio, si incontrano Adam, giovane timido appassionato di astronomia, e Beth, coetanea scrittrice di libri per ragazzi. Adam ha comportamenti che spiazzano Beth, alla quale solo dopo qualche tempo Adam confida di essere affetto dalla sindrome di Asperger. La storia d’amore che nasce tra i due vive su molte incertezze. Fino a trovare un ostacolo, quando Adam decide di trasferirsi in California per lavoro e lei chiede di seguirlo. Beth capisce che la richiesta non contempla un vero amore e rinuncia. Un anno dopo i due si rivedono. E lui appare più rilassato.
Valutazione Pastorale: La sindrome di Asperger si esplica nella difficoltà da parte del soggetto di capire in ritardo il senso di un gesto, di un sorriso, di una frase. Mayer chiarisce che “…è tutto immaginario. Alla fine credo che Adam sia una metafora della nostra fatica ad aprirci agli altri, ascoltarli, amarli…”. L’interpretazione é plausibile ma il racconto risulta convincente anche sul versante del realismo. Anzi qui i contorni dell’ambientazione, i luoghi, i semitoni contribuiscono a segnare fortemente i connotati di una cronaca piccola, quasi nascosta ma sofferta e autentica. La malattia diventa il motore della vicenda senza mai scadere nel patetico, scandendo alti e bassi di rapporti umani e professionali fatto di dolore, gioia, entusiasmo, speranze. Tutto semplice insomma, ma tutto vero e toccante. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.
Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e in seguito come proposta per avviare riflessioni sui temi, importanti, del rapporto tra malattia, sentimenti, famiglia. 

Giudizio: Consigliabile/problematico/dibattiti * *
Tematiche: Famiglia; Lavoro; Malattia;

A D’Alatri: Casomai

1 luglio 2010

Potrei sbagliare, ma non ricordo questo film come del tutto condivisibile, aiuta comunque a riflettere su come, ad es. una famiglia si può sfasciare anche perchè, specie oggi, molte cose, perfino persone talora più vicine a noi, possono finire in un modo o nell’altro per contribuire a queste difficoltà, invece di sostenere, aiutare.Vedendolo vi lessi uno stimolo circa il partecipare ad un cammino di fede in una comunità cristiana, dove, con tutti i limiti, si può crescere, ci si può sostenere, etc., insieme, con Cristo ed i fratelli.

M Gibson: La passione di Cristo

30 giugno 2010

N Jewison: Jesus Christ superstar

29 giugno 2010

Si può pregare anche guardando un film

E Olmi: La leggenda del santo bevitore

28 giugno 2010

Per questi pomeriggi di vacanza assolati vi propongo un film molto bello che ci aiuta a scoprire il mistero eucaristico che discretamente vive in noi ed in mezzo a noi…

(cliccare sul pulsante rosso che si trasformerà in verde e cliccare dunque anche sul pulsante verde (attenzione alle finestre pubblicitarie che possono sovrapporsi, vanno chiuse).Se il film si interrompe per una mezza ora potrà venire ripreso dal punto in cui si vuole.Infatti nella striscia sotto lo schermo che appare vi sono molti comandi, tra cui si può scoprire, scorrendo la riga centrale, una freccetta che appare e che si muove in avanti ed indietro: trovato il punto desiderato da cui ricominciare a vedere il film basta cliccare sulla freccetta ed il film riparte).