Archive for the ‘Gesù Cristo’ Category

DOMENICA DELLE PALME (ANNO A) – 9 APRILE 2017

6 aprile 2017

Monsignor Nunzio Galantino commenta il Rito romano

06/04/2017


TESTIMONI CREDIBILI DELLA RISURREZIONE

Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».

Matteo 26,14- 27,66


 
La celebrazione della domenica delle Palme potrebbe in un certo senso anche apparire “contraddittoria”, almeno se ci si ferma ai sentimenti che può suscitare in noi. Da una parte, la festosa processione delle Palme; dall’ altra, il solenne annunzio della Passione! Eppure, a uno sguardo più approfondito, questa contraddizione si riduce fino a scomparire. Soprattutto se ricordiamo che la sofferenza di Gesù non è fine a sé stessa, ma il modo più pieno con cui il Signore vuole comunicarci l’amore suo e del Padre verso di noi. Un amore da accogliere con gioia, da vivere in pienezza e testimoniare in maniera credibile.

Per questo, a partire da oggi e per tutta la Settimana Santa, la Chiesa ci invita a vivere (“fare memoria”) in più tappe il “racconto d’ amore” di Dio Padre, con un solo obiettivo: cambiare il nostro cuore e aprirlo alla salvezza in Gesù Cristo!

TUTTO INIZIA CON UNA FESTA

Il “racconto d’ amore” di Dio, dunque, comincia con una festa: l’ingresso di Gesù a Gerusalemme per dare inizio all’ atto decisivo di questo progetto di salvezza. Egli entra a Gerusalemme per coinvolgere altri in questo itinerario, per tradurre le parole d’amore annunciate in fatti concreti.

I diversi momenti e i numerosi personaggi che affollano il racconto della Passione ci dicono, però, che alla proposta di amore del Signore si può rispondere in tanti modi, la si può anche rifiutare o magari rimanerne ai margini. C’è un solo modo per uscire dall’ anonimato, per abbandonare la marginalità, per partecipare in pieno e con coerenza al pellegrinaggio della vita e al racconto di amore del Padre: alzare lo sguardo verso colui che hanno trafitto! Lasciarci raggiungere dall’eccesso di amore che ha portato Gesù sulla croce. È questa la strada messa a nostra disposizione per dare scacco matto alla presunzione, alla superficialità e al nostro peccato.

E siamo chiamati a fare questo percorso non da spettatori, ma da protagonisti. Ricordando che nella sofferenza di Gesù – per l’abbandono dei suoi, l’ingratitudine del popolo, la condanna dei capi del popolo – c’è la sofferenza di tutti gli uomini, qualunque sia il suo aspetto.

UOMINI E DONNE DELLA PASSIONE.

Cristo ha scelto di non evitare la sofferenza, di non scartare la croce. Perciò, nel seguirlo – e in particolare durante questa Settimana – proviamo a non esaurire tutta la nostra attenzione sulle statue della passione, bensì a volgerla in maniera partecipata e concreta verso gli uomini e le donne della passione: in loro, infatti, si prolunga la presenza del Cristo che patisce e, al tempo stesso, la nostra occasione per rispondere alla sua chiamata d’amore.

Rammentando che, come per il Cristo, anche per questi uomini e donne la sofferenza non può essere fine a sé stessa. Anche per loro deve potersi aprire la via della Risurrezione attraverso “angeli” (messaggeri) e testimoni credibili.


Fonte:

http://m.famigliacristiana.it/blogpost/domenica-delle-palme-anno-a—9-aprile-2017.htm

Preghiera del giorno: Il nostro pane quotidiano  

17 gennaio 2017

Risultato immagine per gesù

O Gesù,  fare la volontà del Padre tuo,  agire in vista di lui fu il tuo cibo,  fu ciò di cui vivesti.  Sia anche questo il nostro cibo,  la nostra vita:  agire incessantemente in vista di te,  vivere di ciò,  vivere del pensiero della tua volontà,  del pensiero della tua gloria,  di questa ricerca,  di questa realizzazione.

(more…)

Preghiera del giorno: Mio Dio , di Charles de Foucauld

11 gennaio 2017

Risultato immagine per mio dio

Mio Dio, come sei buono  tu che ci permetti di chiamarti «Padre nostro».  Come devo tener presenti  tutti gli istanti della mia vita passata  in quest’ordine così dolce.  Quale riconoscenza,  quale gioia, quale amore  ma soprattutto quale fiducia  tutto questo deve ispirarmi.  Dal momento che sei mio Padre, o mio Dio,  quanto devo sperare in te.

(more…)

Preghiera del giorno: Padre mio, di Charles de Foucault

3 gennaio 2017

Risultato immagine per padre mio

Padre mio,  io mi abbandono a Te,  fa di me ciò che ti piace;  qualunque cosa tu faccia di me,  ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto,  perché la tua volontà si compia in me  e in tutte le tue creature;  non desidero niente altro, mio Dio.

(more…)

Preghiera del giorno: La Tua Volontà, di Charles de Foucauld

29 dicembre 2016

Risultato immagine per la volontà di Dio

Mio Signore e mio Dio, 
non è con la bocca soltanto, 
ma dal profondo del cuore 
che io voglio fare la tua volontà, 
l’intera tua volontà, 
la sola tua volontà, 
la tua volontà e non la mia: 
fammela conoscere mio Dio 
e fammela compiere. 
Dammi la fede e l’obbedienza di Abramo, 
fammi ascoltare la tua voce, 
la tua voce interiore, 
la voce di coloro attraverso i quali tu mi parli… 
dammi la fede, mio Dio. 

(more…)

Preghiera del giorno: Come piace a te di Charles de Foucauld

23 dicembre 2016

Risultato immagine per sacro cuore di gesù

Sacro Cuore di Gesù,

grazie del dono eterno della santa Eucaristia:

grazie di essere sempre con noi,

sempre davanti ai nostri occhi, ogni giorno in noi.

Grazie di donarti, di offrirti,

di abbandonarti tutto intero a noi,

di essere fino a questo punto nostro Sposo!

Mio Dio, vieni in me: ti amo, ti adoro,

(more…)

La vera storia del Presepe

18 dicembre 2016

Risultato immagine per presepe

Nelle cronache del 1200 si legge
che San Francesco inventò a
Greccio, vicino a Rieti, il
primo presepe.
Francesco era famoso in tutta la
cristianità per la vita che
conduceva, e molti giovani
avevano lasciato beni e
professione per seguirlo nel suo
ideale di povertà. Egli parlava
del Vangelo con tale entusiasmo
che la gente e persino gli
uccelli lo ascoltavano attenti.
Nell’anno 1210 era stato a Roma
da papa Onorio III e gli aveva
chiesto l’approvazione della sua
Regola di vita con i fratelli,
in povertà assoluta, predicando
il Vangelo nella semplicità. Qualche anno dopo-era il 1219-
egli, “armato” solo del perdono e della parola di Gesù,
partì crociato in oriente. Fu ricevuto dal sultano al-
Malik- al-Kamil e poté visitare in pace i luoghi santi
della vita del Signore. Il ricordo più intenso di questo
viaggio fu la visita all’umile grotta di Betlemme ove il
Signore volle nascere.

(more…)

Preghiera del giorno: Tutte le Ostie , di Charles de Foucault

14 dicembre 2016

Risultato immagine per ostia

Cuore Sacro del mio Signore Gesù,

ti adoro qui, nell’Ostia esposta

su questo altare e in tutte le Ostie consacrate della terra.

Ti adoro in Cielo, dovunque tu sei,

in tutti i momenti della tua vita mortale,

nella tua vita nascosta di Nazareth, con la santa Vergine e san Giuseppe,

santa Maddalena, san Giovanni,

san Pietro, san Paolo,

il mio buon Angelo custode, tutti quelli che ti amano.

(more…)

Preghiera del giorno: La tua casa , di Charles de Foucault

12 dicembre 2016

Risultato immagine per tabernacolo

Mio Dio, nella santa Eucaristia

mi arricchisci ogni giorno

dei beni della tua casa:

in questo tabernacolo, in questa cappella

sei realmente presente, come

lo sei stato nella grotta di Betlemme,

nella santa casa di Nazareth e in quella di Betania.

È la tua casa di adesso, mio Dio:

le altre (quelle che hanno ascoltato

la tua voce e dato riposo al tuo corpo)

sono molto sante, ma tu non ci sei più

ed esse non sono che pietre.

Tu sei presente in ogni tabernacolo:

lì è il tuo corpo e la tua anima,

la tua divinità e la tua umanità.

(more…)

Preghiera del giorno: Sempre con noi, di Charles de Foucault

6 dicembre 2016

Risultato immagine per gesù sempre con noi

Tu sei sempre con noi

mediante la santa Eucaristia,

sempre con noi mediante la tua grazia,

sempre con noi mediante la tua Provvidenza

che ci protegge senza interruzione,

sempre con noi mediante il tuo Amore…

O mio Dio, quale felicità! Dio con noi,

Dio in noi, Dio nel quale ci muoviamo e siamo,

Dio che è a due metri da me in questo

tabernacolo: che cosa ci manca ancora?

Quanto sono felice!

«Emmanuele, Dio-con-noi»,

ecco per così dire la prima parola del Vangelo…

«Io sono con voi fino alla fine del mondo»,

ecco l’ultima. Quanto sono felice! Quanto sei buono!

La santa Eucaristia è Gesù, è tutto Gesù!

Nella santa Eucaristia tu sei tutto intero,

completamente vivo, o mio Amato Gesù,

così pienamente come lo eri

nella casa della santa Famiglia di Nazareth,

nella casa di Maddalena a Betania,

come lo eri in mezzo ai tuoi apostoli.

Allo stesso modo tu sei qui,

o mio Amato e mio Tutto.

(more…)

Preghiera del giorno: Preghiera a Gesù agonizzante nel Gethsemani

25 novembre 2016

Risultato immagine per gesù nell'orto degli ulivi

O Gesù, che nell’eccesso del tuo amore e per vincere la durezza dei nostri cuori, doni tante grazie a chi medita e propaga la devozione della tua SS. Passione del Gethsemani, ti prego di voler disporre il cuore e l’anima mia a pensare spesso alla tua amarissima Agonia nell’Orto, per compatirti e unirmi a te il più possibile.
Gesù benedetto, che sopportasti in quella notte il peso di tutte le nostre colpe e che per esse hai pagato completamente, fammi il grandissimo dono di una perfetta contrizione per le mie numerose colpe che ti fecero sudare sangue.
Gesù benedetto, dammi di poter riportare completa e definitiva vittoria nelle tentazioni e specialmente in quella cui vado maggiormente soggetto.
O Gesù appassionato, per le ansie, i timori e le sconosciute ma intensissime pene che hai sofferto nella notte in cui fosti tradito,dammi una grande luce per compiere la tua volontà e fammi pensare e ripensare all’enorme sforzo e all’impressionante lotta che vittoriosamente sostenesti per fare non la tua ma la volontà del Padre.
Sii benedetto, o Gesù, per l’agonia e le lacrime che versasti in quella notte santissima.
Sii benedetto, o Gesù, per il sudore che avesti e per le angoscie mortali che provasti nella più agghiacciante solitudine che mai uomo potrà concepire.

(more…)

I Simboli che circondano il cuore dolcissimo di Gesù, Quinta parte

20 settembre 2016

Nulla osta per la stampa Asti, 2 Giugno 1983

 

P. Severino Dalmaso Superiore Generale O.S.J.

 

Visto: Nulla osta Asti 22683

 

Can. Pietro Dacquino

 

Imprimatur Asti, 2361983

 

fi Franco Sibilla Vescovo

CAPITOLO V

 Risultato immagine per sacro cuore di gesù

«LA FERITA»

 

Supponiamo che ci fosse un amico che fosse molto ricco di denari e di bontà e ci invitasse nella sua casa e ci aprisse il suo tesoro dicendoci: «Guarda qui e vedi quanto oro e argento; guarda qui, perle e gemme preziose: prendine pure finché vuoi, il tesoro è mio, ma io lo apro a te e tu guardalo come cosa tua…». Se succedesse mai di trovare un amico simile, che diremo mai? Ma per quanto ci guardiamo intorno non troveremo mai e poi mai un simile amico nel mondo; però ne troveremo sempre uno nel Santo Tabernacolo, ed è Gesù. Il Suo Cuore non è il tesoro della Chiesa e questo tesoro non lo apre Egli a noi e non ce lo dona? Quel Cuore ferito è il tesoro aperto e dato a noi.

 

Il Sacro Cuore presentato al mondo non è solamente un ricordo, ma è soprattutto un dono, perché il cuore è l’amore, e chi non sa che amare vuol dire donarsi? E ciò perché l’amore è il primo fra tutti i doni, anzi è il vero dono essenziale, di cui gli altri doni non sono che le conseguenze e i segni; e come il vero orologio è il sole, di cui i nostri orologi non sono che i rappresentanti e gli interpreti, così è fra gli esseri intelligenti e liberi: il vero dono è quello dell’amore e i soliti doni non sono altro che i rappresentanti e gli interpreti del nostro amore, i raggi e i messaggeri del cuore.

 

Per vedere questa verità torniamo a Gesù! Gesù ci amò e ci ama di immenso amore; e ora, che cos’è questo amore? Non è proprio questo il gran dono sostanziale e inequivocabile che Gesù ci fece? I segni poi e le conseguenze di questo amore sono la Incarnazione, la Passione, il Calvario, il Tabernacolo, la Chiesa. E noi, possedendo l’amore di Gesù, noi siamo sicuri di possedere il Suo Cuore, quando anche non ce ne avesse fatto apertamente un dono.

 

Ma i grandi amori quando mai sono sazi? Perciò Gesù ha voluto donarci direttamente anche il cuore, e questo dono ci fu sul Calvario misteriosamente indicato dalla lancia, e poi ci fu apertamente fatto nell’ultima età da Gesù medesimo, quando lo manifestò e lo fece nostro pubblicamente per tutta la Chiesa e privatamente per ciascuno di noi. Noi dunque possediamo il Cuor di Gesù; è l’ultimo dono fatto e confermato al mondo da Gesù. Ma dandoci Egli il Suo Cuore, non è chiaro che ci ha donate tutte anche le dovizie che in esso sono raccolte? Chi possiede, per esempio, una sorgente è padrone dei rivi, e chi ha una miniera è lui il padrone dei diamanti che ci sono dentro. E Gesù, lo Sposo divino, donandoci il suo Cuore ci fa padroni di quei rivi di grazia e di quei tesori celesti, dei quali il Sacro Cuore è l’arca e la fonte!

 

Vediamo un po’, Reverendo Padre mio, l’elenco sommario di queste ricchezze. Quel Cuore ferito è il segno autentico della morte di Gesù, e Gesù donandoci il Cuore ci comunica volentieri i meriti della sua morte.

 

Quel Cuore ferito è la vittima di propiziazione per i peccati nostri, essendo il Cuore dell’Agnello di Dio, prefigurato dagli agnelli immolati nel tempio antico ogni dì; e Gesù, dandoci il Suo Cuore, ci dà in esso il prezzo del perdono.

 

Quel Cuore ferito è la culla della Chiesa, la quale nasceva dal Sacro Cuore, fluiva nell’acqua e nel sangue, cioè dal Battesimo e dall’Eucarestia, come fiume di vita per il popolo credente. E Gesù, dandoci il Suo Cuore, ci attesta che per noi è la sua Chiesa e per noi tutte le grazie, delle quali la Chiesa è custode.

 

Finalmente quel Cuore ferito ma vivo, ricordando che Gesù Cristo è morto, ci ricorda ancora che Egli è risorto e salito al Cielo per prenderne il possesso per noi e per garantire a noi la celeste eredità. Adunque, donandoci il suo Cuore divino con tutte le misericordie, i meriti e i diritti suoi, ci dà in esso un pegno del Paradiso e una garanzia della vita eterna, essendo Egli l’arbitro supremo dei beni celesti.

 

Ecco adunque che cosa è, che cosa significa quel Cuore ferito che ci sta davanti, visione di eterno amore. Quel Cuore è il dono che Gesù ci fa e la ferita è la donazione; quel Cuore è il tesoro della Redenzione, della vita eterna, e la ferita ce lo apre e mette a nostra disposizione i suoi doni, cioè il merito della morte di Gesù, il perdono dei nostri peccati, le ricchezze spirituali della Chiesa e il diritto al Paradiso.

 

Ecco il tesoro di Gesù aperto a tutti. E non è questo quel Cuore Divino, da cui prese la Maddalena tanto dolore e Pietro un perdono così bello e il buon ladrone la chiave del Paradiso, e Paolo uno zelo così ardente, e Agostino tanto amore e Francesco d’Assisi tanto distacco e San Luigi tanta purità e Santa Margherita Alacoque tanta virtù e i Santi tutti quanto hanno di bontà e santità? E noi? E noi, quando arricchiremo colle dovizie del Cuor di Gesù? Oh! quando daremo a Gesù il nostro cuore!!!

 

Ma un vaso di spine può egli riceverne semi preziosi? Prima, adunque, dobbiamo sbarazzare il nostro cuore sradicandone i germogli di peccato, e allora Gesù vi potrà piantare i semi della sua grazia e i germi del suo spirito, affinché verdeggino e fioriscano in opere virtuose e in meriti di vita eterna.

 

Quando il Verbo si incarnava, era la Sapienza, era la Verità eterna che si incarnava. «Io sono la verità» dice Gesù. Essendo Gesù il grande Maestro del mondo, in Lui tutto parla ed ammaestra; Egli parla colla parola e coi fatti; Egli insegna cogli esempi e coi suoi misteri, e, o sia veduto in quello che fa o ascoltato in quello che dice, Egli è sempre un vangelo. E che cosa è il vangelo poi, se non la raccolta delle parole, dei fatti e dei misteri Suoi?

 

E il Cuor di Gesù non è desso il vangelo? Il Sacro Cuore non è desso il compendio del vangelo? E che cosa insegna il vangelo, che il Sacro Cuore non ci ripeta? Oh! sì! sì! quel Cuore ferito è proprio un libro aperto, il libro della legge.

 

I libri di Dio, che tutti possono leggere, sono due: il libro della natura e il libro del Cuor di Gesù. La natura è un libro immenso, in cui la terra di giorno e il cielo di notte ci presentano la grandezza di Dio: è il poema del Creatore. Il Cuor di Gesù poi è un libro il quale, coi suoi simboli, ci presenta in compendio le verità e i misteri dell’umana salute: è l’opera del Redentore. La natura è il libro della potenza infinita, e il Cuor di Gesù è il libro dell’infinito amore. Ed è questo il libro che Gesù presenta a tutto il mondo nella grande sera… Vedendo Gesù che la fede e le grandi verità del vangelo cominciavano a impallidire come astri fra le nebbie, che cosa fa questo amante Divino? Compendia se stesso e il vangelo nel Suo medesimo Cuore, e tutto all’improvviso lo presenta agli occhi di tutti i cristiani, i quali, o dissipati o indifferenti, amavano dimenticare Gesù e il vangelo. Ma siccome senza il vangelo non c’è luce religiosa e senza Gesù non c’è vita eterna, perciò Egli, sempre buono e misericordioso, si e presentato alle anime col Cuore ferito, quasi obbligandole a leggere in una occhiata in quel vangelo aperto le verità rivelate, cioè quelle verità che non si possono dimenticare senza perdersi.

 

Perciò si può proprio dire che il Cuor di Gesù ferito è dato a noi come l’ultimo vangelo. E difatti, la prima verità del vangelo non è l’infinito amore di Gesù per il suo Divin Padre e per noi? E il Cuor di Gesù ci ricorda e conferma l’uno e l’altro amore.

 

Nel vangelo noi vediamo Gesù non vivere, non faticare, non più patire che pel Suo Divin Padre, e nel medesimo tempo lo vediamo amar le anime sino alla morte e anteporle a tutto. E questa medesima verità ci indica il Cuor di Gesù.

 

Nel vangelo Gesù ne insegna che il vero male della terra non sono le infermità, la povertà, le disgrazie, ma bensì il peccato e la perdizione; e questa medesima è la dottrina ricordata dal Cuor di Gesù.

 

Vediamo nel vangelo che i veri beni e i veri mali dell’uomo non cominciano se non dopo la morte, e sono il Paradiso e l’inferno; e il Cuor di Gesù perché ci si manifesta se non per aiutarci ad evitare l’inferno e a meritarci il Paradiso? E siccome per raggiungere qualunque meta vi è la sua via, perciò il vangelo ci mostra la via del Paradiso nell’amore e nel sacrifizio. Ma quel Cuore ardente nelle sue fiamme e aperto dalla sua ferita, che altro ne insegna se non l’amore nel sacrifizio e il sacrifizio nell’amore?

 

Quel Cuore ferito è dunque un libro aperto, un compendio della rivelazione, il vangelo ultimo presentato a noi. E chi è che non possa leggere questo vangelo?

 

Dico che è l’ultimo, perché è l’amore nella ultima sua forma più piena e diretta, è il frutto della pianta, è la gemma della miniera, è la perla della conchiglia. è impossibile aspettare qualche cosa di più.

 

è l’ultimo vangelo, perché i doni, le grazie e gli effetti della Incarnazione e della Redenzione erano sì l’amore di Dio, ma l’amore diramato e goduto nei rivi suoi. Ma ora, nel Cuor di Gesù noi abbiamo la sorgente medesima di tutte le grazie celesti; e dopo la sorgente che rimane ancora da cercare? La divozione al Cuor di Gesù è proprio l’ultimo dono, che Dio ha destinato alla terra; dopo questo dono non ci resta altro che la fine del mondo (non so se mi sia spiegata bene).

 

è adunque manifesta l’importanza di questo libro, che è il Cuor di Gesù ferito, vangelo ultimo aperto davanti agli occhi di tutto il mondo. Qui si impara a conoscere Gesù e l’anima, il vero bene e il vero male; qui si impara l’arte di saper amare e patire e salvarsi. E intanto che cosa fanno gli uomini e che cosa studiano?

 

Oh! Cuor del mio Gesù, o libro degli eletti, concedi a noi di imparare in te e da te la scienza dell’amore e del sacrifizio, e ne avremo abbastanza per imparare l’arte della eterna felicità.

 

Il Cuor di Gesù è il nido dei giusti. Dio fu sempre sconosciuto ai popoli antichi e perfino al popolo di Israele, perché i pagani ne avevano un’idea falsa, e gli Ebrei non lo conobbero che dalla parte della potenza che li spaventava e della gloria che li abbagliava; ma quale idea avevano mai essi della bontà, della dolcezza e dell’amore di Dio? Il mondo non conobbe Dio se non dopo la Incarnazione, e lo conobbe in Gesù. Ma a poco a poco il mondo tornava a perdere la vera idea di Dio tra le nebbie degli errori moderni; e allora che fa Gesù? Risuscita l’idea di Dio e la ravviva nella dolce visione del Suo Cuore Divino, in cui è tutta la bontà, la dolcezza e l’amor di Dio per noi. E difatti, che cosa è il Cuor di Gesù? Non è per i giusti un nido, per i colpevoli un rifugio e per tutti la sorgente di ogni grazia?

 

Il cuore è una parola assai grande; essa non significa solamente quel muscolo che vibra nel petto umano e di cui palpita la vita; ma significa anche quel complesso di sentimenti, di affetti, di volontà, di carattere che formano la fisionomia morale di una persona. Adunque, noi adorando il Cuor di Gesù non solo adoriamo quel Cuore ferito, che appartiene al Verbo incarnato, ma ancora e soprattutto adoriamo in quel Cuore la misericordia, la bontà, la dolcezza, la clemenza, la liberalità, la potenza, l’amor di Dio: ecco il Cuore di Dio!!! Ecco quel Cuore, che Dio ebbe ab eterno e di cui il Cuore visibile di Gesù è il simbolo e la sintesi eloquente…

 

Ed ecco insieme il nido dei giusti; questo è il vero riposo. Difatti, l’anima nostra dove mai potrebbe trovare il suo benessere, il suo riposo? forse nella ricchezza o nei piaceri? forse nelle regge, nei teatri, nei cinema, nelle illusioni di questo brutto mondo, che non bastano neppure alle passioni e ai sensi? Eh! no! no! L’anima non si trova bene se non nella misericordia infinita, nella bontà, santità e purità di Dio, nella sua pazienza e liberalità, nella sua dolcezza ed amore e nelle grandi visioni della speranza cristiana. Perché, bisogna dire che l’anima ha bisogno di misericordia nelle sue miserie, di bontà fra le sue debolezze, di santità fra le sue passioni, di purità fra le sue tentazioni, di clemenza per le sue infedeltà, di liberalità nella sua indigenza, di amore tra le sue freddezze, di dolcezza fra le tante pene della vita presente e di speranza davanti alla felicità che ci aspetta. Insomma ha bisogno del Cuor di Gesù. Difatti, dove troveranno le anime nostre questi tesori della Divinità se non in questo Cuore divino?

 

Ecco adunque il nido dei giusti: ecco il Cuore di Gesù!… In questo Cuore possono entrare tutti; non solo è permesso, ma tutti siamo invitati. E l’invito è antico come l’amor del Verbo per le anime; questo Verbo Divino invita l’anima ad entrare come colomba nel nido nella caverna misteriosa, simbolo del Cuor di Gesù.

 

Nel vangelo Gesù fa lo stesso; questo Verbo incarnato invita i miseri, i bisognosi, gli afflitti, quelli che soffrono, e li invita tutti, tutti quanti e dice: «Io vi consolerò». Ma questo sollievo e conforto che Gesù promette, lo promette non già ai corpi, ma bensì alle anime, e questo conforto e sollievo non è altro se non il sollievo di trovare in Gesù la misericordia e la bontà, la dolcezza e l’amore, e di entrare così nel Suo medesimo Cuore; e lì l’anima nostra troverà il suo riposo.

 

La Chiesa, madre benigna, interprete di queste verità così dolci e dei sentimenti del Cuor di Gesù, esorta ogni anima a prendere il suo posto per sempre in questo nido di grazia e di amore. La Chiesa dice: «Se tu sei un’anima misera e colpevole, entra dice entra pure…, lì, in quel Cuore, troverai la compunzione e le lacrime, e lì, in quel nido, imparerai i gemiti della tortorella».

  (more…)

I Simboli che circondano il Cuore dolcissimo di Gesù, Quarta Parte

12 settembre 2016

Nulla osta per la stampa Asti, 2 Giugno 1983

P. Severino Dalmaso Superiore Generale O.S.J.

Visto: Nulla osta Asti 22683

Can. Pietro Dacquino

Imprimatur Asti, 2361983

fi Franco Sibilla Vescovo

CAPITOLO IV

Risultato immagine per sacro cuore di gesù

«LA CORONA»

La corona del Cuor di Gesù è l’emblema di Gesù Cristo Re. Sì, quella corona, benché di spine, è il segno caratteristico di Gesù Cristo Re, è il segno della sua divina sovranità, perché chi è Dio è naturalmente Re. Pertanto Egli, rivelandosi al mondo, doveva affermare e confermare la Sua monarchia alta ed eterna, perché Gesù Cristo è Re assoluto, universale, eterno e divino. Ed è Re non pure in quanto è Dio, ma ancora in quanto è uomo, perché, per l’ipostatica unione e per l’unità di persona, anche come uomo è Dio, essendo bensì uomo nella sua natura umana, ma sempre Dio nella sua persona Divina. Perciò è suo ogni primato, né solamente nell’ordine delle cose spirituali, ma delle temporali ancora e delle politiche; e la terra è sua e i popoli appartengono a Lui…

Però, volendo Egli insegnare coll’esempio il distacco dal mondo e l’amore dell’umiltà, non volle nella sua vita mortale esercitare la politica monarchia, e perciò la sua vita è stata prima nascosta e poi travagliata, povera sempre; ma quanto a monarchia spirituale la dichiarò, la volle, la esercitò subito, sempre e da per tutto.

Oh! come è ammirabile il regno di Gesù! Questo regno è la Chiesa. Se noi guardiamo i sudditi, Gesù regna direttamente non sui corpi, come i Re, ma sulle anime e sui cuori, dove nessun conquistatore poté mai stendere lo scettro. E se guardiamo l’organismo è unico; la gerarchia dei suoi Sacerdoti scende dal Capo supremo all’ultimo Sacerdote, e influisce sopra tutti i cristiani; le leggi sono due amori grandi, di Dio e del prossimo; le tasse non sono che di opere buone; l’erario pubblico sono le ricchezze del tesoro di Cristo, dove i sudditi nulla mettono di loro e vi trovano tutto per sé; i tribunali poi sono di perdono e di pace, sparsi per tutta la terra, sono aperti a tutti i rei, e mentre nei tribunali del mondo chi si confessa reo è condannato, nei tribunali di Gesù chi si confessa reo è perdonato. Questo regno poi non ha nessun confine né nella terra né nei secoli, esso è universale ed eterno.

Ecco adunque con quanta verità Gesù Cristo è Re e come a Lui si addice bene la corona reale. Ma questa corona Gesù la porta sul Cuore, perché Egli regna per via di amore; non regna colla diplomazia, destreggiando e ingannando; non regna colla forza, spaventando i deboli e schiacciando i nemici; regna coll’amore. Egli ama e domanda di essere amato; tutta la sua legge è l’amore.

Ma la sua corona è di spine per ricordare a tutti in qual modo Egli fondò il suo regno e come fu consacrato Re della terra, cioè col sacrificio. La sua consacrazione pubblica, solenne, clamorosa si fece sul Golgota. Il monte delle umiliazioni e del dolore, del sangue e del sacrifizio è la reggia di Gesù, perché mentre gli altri re per farsi un trono oppure per conservarlo fanno morire i sudditi, Gesù invece per salvare i sudditi sacrificò se medesimo sul Calvario, dove il suo trono è la croce, il suo diadema le spine, la sua porpora il sangue, e le guardie e la corte sono i carnefici, i farisei, i nemici suoi e quel popolo ebreo, che lo ha rifiutato. Ecco la cerimonia della sua consacrazione reale!!! Ecco la pompa in mezzo alla quale fu dichiarato Re.

Oh! Gesù, Re d’amore, fammi la grazia di essere sempre la suddita del tuo eterno amore… Il mondo non ha mai voluto riconoscere la sovranità di Gesù, ma essa è così vera e sicura, che nell’ultimo giorno nessun’altra cosa risplenderà di così viva luce come la sovranità di Gesù. I diritti che ha Gesù per regnare sono ben diversi da quelli che vantano i re della terra; essi sono diritti proprii di Gesù soltanto, perché soltanto Gesù è veramente ed eternamente Re. Gesù è un monarca universale, assoluto e solo.

Per diritto di creazione. Gesù è il Creatore, essendo il Verbo incarnato, quel Verbo che creò tutte quante le cose. Gesù è creatore non già come uomo, bensì come Dio. Essendo Egli il Creatore, è il gran padrone delle sue creature; a Lui appartengono la terra, la luna e il sole, le stelle, il Paradiso, gli Angeli in Cielo, a Lui gli uomini in terra; noi siamo suoi e il nostro cuore appartiene a Gesù, come la pianta a colui che la piantò nel suo giardino, la statua a colui che la scolpì. Perciò chi non dà il suo cuore a Dio glielo ruba, perché è Gesù che ci ha creato in petto quel cuore che palpita di vita e vibra d’amore.

Ma perché Gesù ci ha dato un cuore? Forse perché ci servisse ad amare tutti e tutto fuorché Colui che lo fece? Questo sarebbe una grande mostruosità. Gesù ci ha dato il cuore e l’amore, affinché potessimo rivolare a Lui, nostro Dio e Creatore, nostra pace e felicità. E questa è la vera e suprema destinazione dell’amore; e di qui ne viene che il nostro cuore non è mai contento degli amori della terra, perché mentre noi amiamo e vagheggiamo la bellezza, la bontà, la pace, la felicità, cioè Dio, difatti, poi, che cosa troviamo negli amori della terra, se non illusioni e disillusioni, aurore e tramonti?

Come gli abissi del mare sono così vasti e profondi che non potevano essere fatti che per le grandi acque del mare, così è il nostro cuore: ha così larghe misure che solo l’amor di Dio lo può riempire.

Per diritto di eredità. Il Padre Eterno diede al Suo Verbo incarnato in eredità tutte le genti. Ma questo non vuol dire che i cuori appartengono a Gesù come la eredità all’erede?

Tutto serve e deve servire a Gesù, ma diversamente, secondo le diverse nature, e mentre certe cose Lo servono per necessità come gli astri, le stagioni e le bestie ecc…, altre cose invece lo debbono servire con libera volontà, e tali sono le ragionevoli creature; anche esse debbono appartenere a Gesù e servirlo, ma per elezione di volontà, ossia per amore.

Del resto non succede così anche a noi nel corso della vita? I campi, gli alberi, le fonti ci servono sì, ma necessariamente; gli animali della terra ci servono, ma istintivamente; non però così ci servono gli uomini: essi ci servono liberamente. Difatti, quando si chiama una persona a servizio, prima si interroga se vuole, e poi si viene ai patti; allora la serva liberamente comincia a servire e seguita liberamente. Questo è servire al modo umano.

(more…)

I SIMBOLI CHE CIRCONDANO IL CUORE DOLCISSIMO DI GESU’,Terza Parte

11 settembre 2016

CAPITOLO III

Nulla osta per la stampa Asti, 2 Giugno 1983

1. Severino Dalmaso Superiore Generale O.S.J.

Visto: Nulla osta Asti 22683

Can. Pietro Dacquino

Imprimatur Asti, 2361983

fi Franco Sibilla Vescovo

«LA CROCE»

Risultato immagine per sacro cuore di gesù

 

Dopo gli splendori e dopo le fiamme, nel Cuor dolcissimo di Gesù ci si presenta la Croce, quasi bandiera sulla vetta di una roccia; e come un giorno fu vista sulla cima del Golgota, così ora si vede sulla vetta del Cuor di Gesù. Questo è il terzo simbolo, che Gesù nel suo Cuore ci presenta, e noi lo dobbiamo studiare per poterlo capire; è la sua bandiera, è la bandiera della sua milizia, della sua vittoria e della sua gloria.

Bandiera della sua milizia, cioè bandiera della redenzione. La redenzione è la grande impresa di Gesù; e il carattere di Redentore è il suo proprio carattere. Egli per noi è tutto: è Dio, è Padre, è Monarca, è Pastore, è Amico, è tutto, ma soprattutto è Redentore, perché la redenzione era la nostra primissima necessità. Colla sua Croce Egli ci redense e non coi suoi miracoli; colla Croce e non coi discorsi oppure colle preghiere.

Egli guarisce i ciechi, i muti, i malati, ma non è qui dove d salva. Egli risuscita i morti, ma non è qui dove ci salva. Egli moltiplica i pani nel deserto e comanda alle tempeste del mare e si trasfigura sul Tabor, ma non è qui dove ci salva. Egli parla, istruisce e rivela dottrine sorprendenti, ma non è ancor qui dove ci salva. Egli si abbandona ai suoi nemici, si lascia flagellare, vituperare, crocifiggere, ed ecco dove e come ci salva.

Oh! mio Dio! e chi poteva pensarlo? Egli ci salva non col mostrarsi Dio, ma coll’abissarsi al di sotto di tutti gli uomini. Gesù Crocifisso era là sul Calvario, era l’obbrobrio della plebe. Ecco la Croce, ecco cioè il simbolo che raccoglie e ricorda tutte le privazioni, i patimenti, le umiliazioni, i sacrifizi coi quali Gesù ci salvò…

Bandiera delle sue vittorie. Allora il mondo era per gli uomini quello che è adesso per i Cattolici la Chiesa; il mondo era quello che formava i popoli, le famiglie, i costumi, e intanto questo mondo era impastato di vizi, di errori, di forza e non c’era una Chiesa accampata contro di lui. Ma gli errori erano rispettati come verità e i vizi erano adorati negli idoli; e la forza che difendeva gli idoli ed errori si chiamava Impero romano. Questo Impero, adunque, con tutti i suoi errori, vizi e violenze era il mondo di allora, il mondo che formava i popoli per l’inferno.

E questo mondo bisognava pur vincerlo. E lo vinse Gesù; lo vinse colle sue dottrine sante e colle sue massime di mortificazioni e umiltà; vinse i vizi collo spirito di sacrificio; vinse l’Impero Romano collo slancio dei martiri e colla virtù del martirio; insomma vinse il mondo colla Croce, perché la mortificazione, il sacrifizio, il martirio che cosa sono mai? non sono la croce? è stata la croce di Gesù; e questa croce Gesù consegnava poi alla Chiesa ed Egli colla sua Chiesa, quasi capitano col suo esercito, vinse il mondo e liberò i popoli dai loro errori, dai loro vizi e dalle loro violenze.

La croce è la bandiera delle sue vittorie ed è la bandiera della sua gloria. E qual è la gloria più grande di Gesù? Non è forse di aver attirato a sé e alla sua Chiesa le nazioni pagane per farne il suo popolo e il suo regno? L’aveva predetto: avrebbe attirato gli intelletti a credere i suoi misteri, le volontà ad osservare la sua legge, le libertà ad accettare il suo giogo, i cuori ad amarlo, i fedeli a seguirlo. Per Lui gli Apostoli, per Lui i martiri, per Lui gli anacoreti nei deserti, per Lui i monaci e le Suore nei loro chiostri, per Lui i Santi coi loro eroismi e i martiri coi loro sacrifizi.

  (more…)

I SIMBOLI CHE CIRCONDANO IL CUORE DOLCISSIMO DI GESU’, Seconda Parte

7 settembre 2016

Nulla osta per la stampa Asti, 2 Giugno 1983

1.Severino Dalmaso Superiore Generale O.S.J.

Visto: Nulla osta Asti 22683

Can. Pietro Dacquino

Imprimatur Asti, 2361983

fi Franco Sibilla Vescovo

CAPITOLO II

 Risultato immagine per sacro cuore di gesù

«LE FIAMME»

 

Dopo gli splendori ci sono quelle fiamme sante che escono dal Cuor di Gesù e che tutto lo avvolgono. Gli splendori devono illuminare la mente che medita; invece le fiamme devono accendere un cuore che sente, perché quelle fiamme ci ricordano e ci rappresentano l’amore infinito. Questo amore è la suprema beltà del Cuor di Gesù; le fiamme del Cuor di Gesù simboleggiano l’amore di Gesù per la Divinità.

Adesso vediamo un pò come nasce l’amore nei nostri cuori. L’amore è la più nobile facoltà del nostro spirito, ma è come la radice sepolta dentro del campo: aspetta che piova e il sole, per nascere e mettere i suoi germogli. Così è l’amore chiuso dentro il cuore: aspetta le sue occasioni per risvegliarsi, per farsi sentire e vedere. E quali sarebbero queste occasioni? Non sono forse la bellezza, la bontà, la dolcezza, l’amore, l’amabilità? Questo è certo, nevvero Reverendo Padre mio? Come pure è certo che quanto maggiore è la amabilità che si presenta, tanto è ancor più grande l’amore che al vederla si accende.

E che diremo dell’amore dovuto a Dio? Non è Dio una infinita bellezza? Non è una bontà, una dolcezza, una amabilità infinita? Dio non solo si merita l’amore, ma un amore infinito. Questa verità la mente la intende, il cuore la sente: Dio infinitamente amabile merita un infinito amore. Oh sì, lo merita, ma dove lo troverà? Non lo troverà di certo se non nei due mondi che esistono, e sono il mondo eterno e il mondo creato, cioè l’Essere della Divinità colle sue perfezioni infinite, e il mondo temporaneo e creato con tutti gli esseri, cioè l’universo.

Adesso vediamo: quell’infinito amore che Dio si merita lo trova Egli nel mondo primo ed eterno, che è la sua stessa immensità, infinità e eternità? Oh! sì certamente, ivi lo trova e infinito; questo amore infinito è lo Spirito Santo. In noi intelletto e amore sono due facoltà dello spirito, ma in Dio sono due persone: il Verbo e lo Spirito Santo; e come il Verbo è la sapienza infinita della Divinità, così lo Spirito Santo è il Suo infinito amore, quell’amore con cui le Divine persone vicendevolmente si amano in un gaudio infinito; e questa infinita sapienza e amore sono la intrinseca gloria di Dio, gloria che non dipende dal creato e che Dio ebbe ed ha e sempre avrà in se stesso.

Adesso entriamo nel mondo creato: ci troveremo noi l’amore a Dio? Oh! che vi troveremo l’amore, ma non certamente l’amore infinito a Dio che si merita. In questo universo conosciamo Angeli a Dio fedeli e uomini buoni: essi amano Dio, ma essendo amori creati e naturalmente limitati, che cosa sono mai essi dinanzi a Dio se non stille dinanzi al mare e faville dinanzi al sole? Sono milioni e miliardi di amori, ma, fatto il conto, di essi ne viene forse fuori un amore infinito? Oh! no! no! la somma sarà sempre un amore finito, voglio dire un amore infinitamente lontano dall’infinita amabilità di Dio.

Padre mio, io faccio uno sciocco paragone: supponiamo che tutti i mondi che vanno circolando per l’azzurra immensità del Cielo, siano tutti popolati di creature innumerevoli e siano tutte piene di grazia e di amore; non sarebbe questo, Reverendo Padre, uno splendido culto d’amore tributato a Dio? Oh! sì! ma pure, quell’amore non sarebbe infinito.

Facciamo ancora un altro paragone più bello, maggiore.

 Supponiamo che Dio tutti gli anni creì dei nuovi mondi popolandoli di anime tutte sante e tutto amore. Oh! Padre, che bellezza!!! ma di qui risulterebbe forse quell’amore che Dio si merita, l’amore infinito? Oh! no! no! perché essendo amori finiti, messi tutti insieme non offrirebbero mai a Dio un amore infinito. E che debbo dire? che Dio non avrà mai dal creato un amore degno di sè?

Fu proprio così, finché il mondo non ebbe Gesù Cristo. Ma venuto in mezzo di noi Gesù, non fu più così, perché nella Sua Santa Umanità egli ama Dio con un amore degno di Dio; dico nella Sua Santa Umanità, perché Gesù Cristo, essendo Dio e uomo, possiede due amori, il Divino e l’umano, appartenenti l’uno e l’altro al Verbo. Io, parlando dell’amore di Gesù alla Divinità, non parlo nel Suo amore Divino ed eterno, ma invece del suo amore creato e umano, che armonizza perfettamente coll’amore Divino, ma ne è sempre distinto, come due corde tirate insieme che fanno concerto, ma l’una non è l’altra (non so se mi sia spiegata bene).

Ebbene, questo amore umano è quello che fiammeggia nel Cuor di Gesù ed è così ricco, così bello, alto, santo, profondo, sublime, che, sebbene umano, dà a Dio una gloria infinita, perché esso medesimo è un amore infinito, non già infinito nella sua sostanza, ma sì nella sua dignità, essendo l’amore umano del Verbo divino.

Ecco, adunque, quel nuovo amore, che il Verbo accese nel Suo Cuore adorabile per mettersi così fra le creature, e con quel Cuore amare Dio con un amore che fosse degno di Dio. Questo è quello che avvenne nella Incarnazione.

Immaginiamoci che adesso alla terra manchi il sole e che gli uomini tutti vivano e lavorino al chiaro della luna e delle lucerne. Oh! che vita misera, stentata sarebbe mai! Ma supponiamo che un bel giorno cresca la luce e finalmente spunti il sole inondando di luce e vita la terra: non sarebbe questa una incredibile mutazione di scena? Che gioia, che stupore, che vita nel mondo!!!

Così è stato nel mondo quando è nato Gesù. Prima di Gesù l’amore degli uomini a Dio era simile al chiaror della luna e delle lucerne; ma venuto Gesù fra di noi, Egli inondò di luce e amore il mondo, ed essendo il capo dell’universo e amando divinamente Dio, trasse presso di sè le anime e orientò verso Dio i cuori e gli amori creati. Allora il creato glorificò il Creatore come Egli merita e lo glorificò sopra tutto coll’amore.

Così Gesù esercita il Suo eterno pontificato, Egli Sacerdote supremo dell’universo. Il sacrifizio del Calvario è passato, i sacrifzi dell’altare finiranno e finirà questo culto composto di preghiere, di sacramenti, di cerimonie e di riti; ma resterà il culto di amore, e questo culto d’amore che adora, che ringrazia, che loda e benedice sarà la religione in Cielo degli Angeli e dei Beati associati a Gesù, e Gesù il Pontefice eterno. Il Suo Cuore è il centro di tutti gli amori celesti ed Egli li attira, li trasporta con sè alla prima sorgente degli esseri, dell’amore e di ogni felicità, la Triade sacrosanta. Così Dio sarà amato in eterno come deve essere amato. E questo immenso ed eterno inno di amore ha il suo principio nel Cuor di Gesù e il suo simbolo nelle fiamme che ne divampano…

Chi ama Dio ama anche tutto quello che appartiene a Dio e Gli è caro, e, sebbene tutte le cose sono di Dio, è però certo che le anime soprattutto sono di Dio e Gli sono carissime. L’amore di Dio produce sempre l’amor del prossimo, come vediamo nel Cuor di Gesù, in cui quanto è immenso l’amor verso Dio, altrettanto è inesauribile l’amor per le anime. Questo è il secondo significato di quelle fiamme che ardono nel Cuor di Gesù; esse ci ricordano l’amor suo per noi.

 

Dio è tutto, ma soprattutto è amore, tanto che gli attributi della Divinità sembrano tutti militare per l’amore; e noi nell’eternità di Dio vediamo l’amore immenso; nella sapienza l’amore eterno; nell’immensità l’amore che tutto sa; nell’onnipotenza l’amor che tutto può; nell’infinità l’amor infinito; la stessa giustizia milita per l’amore, perché come la misericordia lo asseconda, così la giustizia lo vendica e lo difende. Sebbene adunque i Divini attributi sono tutti essenzialmente uguali, pure l’amore nelle sue relazioni con noi è il più mirabile fra gli attributi di Dio ed è l’amore che solo ci spiega le opere, i benefizi e le grazie di Dio, perché se si togliesse l’amore, come si spiegherebbero le effusioni di Dio e le sue comunicazioni alle creature nei tre mondi della natura, della grazia e della gloria?

Gesù Cristo è Dio e Dio è l’amore sostanziale. Adunque era ben naturale che la qualità più evidente di Gesù fosse l’amore. Difatti, Egli è sempre amore e tutto per noi amore: amore nell’incarnazione, amore nella nostra vita mortale, amore nella redenzione, amore nella Eucarestia e poi, quando questo Divin amore manifestò il suo Cuore, «Ecco, disse, ecco quel Cuore che tanto ha amato gli uomini», e intanto quel Cuore era tutto circondato di fiamme.

E che cosa sono queste fiamme? Non è questo il simbolo, non è forse il linguaggio dell’amore? E perché queste fiamme? Il cuore non bastava a significare l’amore? Oh no, che non bastava. Primo, perché il cuore umano, benché sia il simbolo naturale dell’amore, è anche la sede delle passioni che lo turbano, per esempio l’ira, l’invidia, l’impazienza, la durezza, ecc… E poi, tutti quanti gli uomini nei loro amori presto si stancano e il cuore facilmente si muta, perché, dipendente come nell’essere così nell’amore, appena si vede venir meno i motivi che ebbe di amare subito sente venirsi meno l’amore, quasi fiamma a cui manca l’alimento.

Invece Dio è l’amore sostanziale, eterno e assoluto, e, indipendente nell’amore come nell’essere, sa amare l’uomo anche quando l’uomo non meriterebbe che un colpo della sua giustizia punitrice; e dopo tanti secoli di ingratitudini somme, la carità Divina verso il genere umano ardeva ancora, nè i torrenti di colpe infinite avevano potuto estinguerla.

E che fa Gesù? Rivela agli uomini dei tempi nostri il suo stesso Cuore. Ma il Cuor in mezzo alle fiamme è un Cuore riboccante di amore. Egli è pieno di pazienza, pieno di compassione e di misericordia, pieno di perdoni e di grazie. Ma perché, se non perché è pieno d’amore?

è questo adunque il secondo significato di quella sacra fiamma che esce dal Cuor di Gesù; questa fiamma dice che quel Cuore non solo ama Dio smisuratamente, ma ama immensamente anche noi. Oh! che divina consolazione!!! per noi poveri pellegrini di questa terra! Oh! perché lamentarsi del poco amore che troviamo nelle creature? Oh! no! no! no! consoliamoci piuttosto di quell’immenso amore che Dio ci porta, e procuriamo di corrispondere meglio coi nostri cuori a quel Cuore Divino, che ci ama tanto tanto per farci felici.

E poi, questo non è ancora niente: ciò che fa bello il cuore e attraente è l’amore; per questo il Cuor di Gesù è il più bello e il più attraente fra tutti i cuori creati e creabili, perché è pieno di amore e di tanto amore. Eppure questa amabilità di questo Cuore Divino ci sembrerà ancor più bella e attraente e irresistibile se noi, Reverendo Padre, la guardiamo da un lato tutto speciale, che sarebbe questo: il Cuor di Gesù è un amore il quale, essendo assistito e servito da una sapienza infinita, ama le anime non solo in generale, ma ancora in particolare; le ama ad una ad una con un particolarissimo amore, ama ciascuna delle anime che gli appartengono, come se non amasse nel mondo che una anima sola. Ecco uno dei lati più belli di questo grande amore, che è il Cuor dolcissimo di Gesù.

Per esempio, un re ama il suo popolo, e un buon generale ama il suo esercito; ma come la mente loro non conosce i singoli, ma solamente la moltitudine, così il loro amore si estende certo alla moltitudine, senza però riferirsi personalmente ai singoli.

Ma non è così Gesù. Egli conosce una per una le anime tutte quante e così le ama ad una ad una; ond’è che mentre il Re e il generale ama i singoli perché ama tutti, invece Gesù ama tutto il popolo delle anime, perché ciascuna delle anime presa a sè è per Gesù un amor particolare, solitario, indipendente. E difatti, non è Gesù che, come potenza infinita, crea le anime ad una ad una? E non è Egli che ad una ad una le conosce come sapienza infinita? E così Egli medesimo come infinito amore le ama una per una, come se ciascuna anima per Lui fosse sola al mondo.

Diamo uno sguardo al sole. Si potrebbe credere che il sole, occupato intorno a tutta l’universa natura, non si occuperà, poi, individualmente delle singole cose della terra; eppure non è così. Qual filo d’erba, che spunta dentro un fosso, o un fiorellino che spunta dentro a un vecchio muro, oppure una formica o un moscerino che sono nei campi o nell’aria, che il sole non li guardi e non li nutra di luce, di calore, di vita?

E così è il Cuor di Gesù con noi. è desso il sole del mondo spirituale. è questa verità medesima, che Gesù ci insegna ora coi fatti ora colle parabole. E Gesù che parla alle turbe, le istruisce, le attrae: ecco il sole della grazia, che opera sopra la moltitudine. Al pozzo di Sichem aspetta la Samaritana, la interroga, la istruisce, la converte: ecco il sole che si occupa di un solo fiore. E poi nelle parabole delle vergini e degli invitati alla cena Gesù, questo Divin amore, ci fa vedere come si occupi delle turbe; ma nella parabola del buon pastore e del figliuol prodigo, del samaritano, non vediamo Gesù occuparsi di ciascuna anima in particolare? Perché l’agnella smarrita, il figliuol prodigo perdonato, il vìandante ferito dai ladroni ci rappresentano le anime una ad una; ma è Gesù il buon Pastore, è Gesù il Padre, è Gesù il Samaritano, perché è Gesù l’amore che cerca, che accoglie, che risana. è un’anima sola, ma per Gesù vale molto di più che il sole e tutti gli astri del cielo.

Oh sì! sì! Gesù conosce ciascuno di noi e ci ama e si occupa di noi con divino amore; e sono quelle fiamme che ci ricordano questo amore; così ammirabile e così consolante…

Gesù dice: «Io ti amo; e tu mi ami?» Ecco una domanda a cui presto o tardi bisogna rispondere; ma la risposta non può essere che quella del cuore: amare Gesù e rendergli amore per amore.

Adesso guardiamo un po’ la natura del cuore umano. Chi è che non sa che il cuore è fatto per amare? è bensì vero che il cuore è agitato da tante passioni, come il mare da venti diversi; però come il mare è fatto per le acque grandi, così il cuore per l’amore. Ma perché noi abbiamo l’amore? La mente è fatta per la verità e l’amore per la amabilità, e l’amor grande per quello che è grandemente amabile, e il sommo per ciò che è sovranamente amabile. Adunque il cuore lo abbiamo per amare Dio, suprema amabilità, e segnatamente il Dio fattosi nostro, il Dio incarnato, Cristo Gesù. Alla natura dell’amore si aggiunge il precetto; sopra i dieci precetti sta quello dell’amore, e questo è il primo, e con quanta forza batte al cuore e insiste e incalza. Con questo precetto Dio assalta il cuore, investe la mente, impera alla volontà, esige ogni sforzo, e non solo domanda l’amore, ma lo vuole e lo vuol tutto quanto. Nella pienezza poi dei tempi, questo Dio, fattosi uomo, prima riconferma solennemente il precetto dell’amor di Dio, dichiarando essere questo il primo e il massimo di tutti i precetti, e poi quante volte ritorna al punto dell’amore?

E questo diritto di Gesù e questo nostro dovere apparirà ancora in un altro modo, se guardiamo il contegno di Gesù dinanzi a noi: che cosa è venuto a fare nel mondo? Con quale pompa si presentò? Forse tuonò dalle nuvole come sul monte Sinai? Ha forse detto: « O figli della terra, adoratemi e tremate»? Oh! no; era questo il linguaggio di Dio nei secoli antichi; ma dopo l’Incarnazione tutto tutto è cambiato; Egli alza la sua voce là dalla Giudea e grida a tutta la terra: « O voi che soffrite, qua, venite a me, sì, venite tutti a me: se siete infermi vi guarirò, se siete affamati io vi nutrirò, se siete peccatori io vi salverò; se siete afflitti io vi consolerò».

Gesù bisogna capirlo bene: Egli non vuole il timore, vuole l’amore; non ci vuole schiavi ma amici, ma figli, e per renderci facile questo santo amore e quasi naturale, oh! quante industrie non ha mai adoperato! E qual vi è posto del cuore umano che non abbia assalito? Guardiamolo e lo vedremo prendere tutti i profili e le tinte e le sfumature dell’amore e dell’amabilità. Non lo vediamo? Ebbene, guardiamolo in Betlem bambino che piange, in Nazaret fanciullo che lavora, nel deserto anacoreta che digiuna, nella Giudea maestro che illumina, sul Tabor uomo che si trasfigura, sul Calvario vittima che muore, nei Tabernacoli Dio che sta con noi.

E che fa? Ama. Che cosa vuole? Vuole essere amato; e per ottenere l’amore Egli è tornato al Cielo, ci manda l’amore eterno, l’amore sostanziale, lo Spirito Santo, affinché noi, animati dallo Spirito Santo, diventiamo capaci di rendere a Gesù amore per amor.

E dopo tutto questo, Gesù non è amato! ah! no che non è amato! Fu amato tanto nei tempi antichi; e l’amore a Gesù fu un amore domestico, un amore sociale, come si vede nella storia dei martirii e delle penitenze dei chiostri e delle crociate. Invece adesso non è più così; l’amore di Gesù arde sì, ma qua e là, ma arde come lampada solitaria nelle anime buone, le quali per amare

Gesù devono andare contro la corrente sociale, ed è che pochi Lo cercano, pochi Lo vogliono e pochi Lo amano. Oh! San Paolo! San Paolo! avevi proprio ragione quando gridavi: «Chi non ama Gesù è un anatema». Sì, la terra, il mare, il cielo dovrebbero dichiarare la guerra a costoro. E che cosa fanno nel mondo quelli che non amano Gesù?

Il primo nostro dovere sarà sempre il primo amore, giacché il cuore è fatto per questo. E che cosa sarebbe il mare senza le acque immense? E che cosa è un cuore senza l’amore di Dio?

E il mare del cuore ha la sua immensità, le sue tempeste e la sua calma. La sua immensità è la capacità di amare, le tempeste sono le passioni, la calma è l’amore a Gesù. Questo amante Divino ci tiene molto a dichiararsi padrone del mare, ma ci tiene molto di più ad essere padrone del nostro cuore. Il nostro cuore è fatto per amare Dio, il quale dandoci un cuore ce ne domanda l’amore.

Ma si presenta una difficoltà e sarebbe questa: noi siamo piccole creature, vicinissime al nulla e nulla abbiamo che sia veramente nostro, e Dio è l’essere eterno e immenso, infinita grandezza, pienezza infinita; e adunque come va che il tutto domanda al nulla? E conviene all’Essere infinito domandare l’amore a noi? Oh! sì! sì! che conviene, perché soltanto l’amore può dare a Dio la gloria sua, quella gloria che gli conviene e che Egli vuole da noi.

Ecco là il Cuore di Gesù. In quel Cuore Divino è Dio medesimo che si presenta a noi, non più come maestà, come grandezza, come giustizia e sapienza e potenza infinita, ma bensì come infinito amore; Dio ci ama e vuole essere amato, chè questa è la gloria dell’eterno amore…

E poi, tutti i divini attributi, coi quali noi stiamo in relazione con Dio, aspettano da noi ciascuno la sua propria corrispondenza, come, per esempio, alla maestà infinita dobbiamo il nostro rispetto, alla grandezza infinita le nostre adorazioni, alla potenza l’ammirazione, alla sapienza la fede, alla misericordia la fiducia, all’autorità l’obbedienza, alla giustizia il timore. E all’amore infinito qual tributo potremo mai rendere? Niente altro che il tributo dell’amore.

  (more…)

I SIMBOLI CHE CIRCONDANO IL CUORE DOLCISSIMO DI GESU’

6 settembre 2016

I SIMBOLI CHE CIRCONDANO IL CUORE DOLCISSIMO DI Gesù

Nulla osta per la stampa Asti, 2 Giugno 1983

Severino Dalmaso Superiore Generale O.S.J.

Visto: Nulla osta Asti 22683

Can. Pietro Dacquino

Imprimatur Asti, 2361983

fi Franco Sibilla Vescovo

Risultato immagine per i sinìmboli che circondano il cuore di gesù

PRESENTAZIONE

L’opuscolo «I simboli che circondano il Cuor dolcissimo di Gesù» è offerto alla meditazione dei lettori così come è sgorgato, nel 1929, dalla penna o meglio dal cuore di Maria Tartaglino, che con la sua fede semplice e profonda, alla luce dei doni dello Spirito Santo, è potuta entrare nel mistero del Cuore di Cristo e del Suo amore, per contemplarne «l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità» (cfr Ef 3, 18).

Maria Tartaglino è nata ad Asti il 17 settembre 1887 ed è morta il primo settembre 1944, primo venerdì del mese. La sua vita è stata tutta una partecipazione ai misteri di Cristo, soprattutto di Cristo crocifisso. Si è offerta vittima a Dio fin dalla sua giovinezza, per il bene della Chiesa e specialmente dei Sacerdoti.

Il Signore l’ha arricchita di doni particolari; ed essa, nella più grande umiltà, mise ogni impegno per essere fedele alla sua vocazione di vittima. Chiese molte volte al Signore, e con insistenza, di essere sconosciuta e disprezzata. E fu esaudita abbondantemente.

Questo opuscolo, scritto da lei che aveva frequentato solo la scuola elementare, è ricco di sapienza spirituale, che viene esposta con grande semplicità, con limpida chiarezza e con una unzione che sembra non di leggere, ma di ascoltare una persona vivente che parla al cuore.

Vorremmo raccomandare la lettura e la meditazione di questo opuscolo soprattutto ai Sacerdoti, che Cristo «ha scelto tra i fratelli con affetto di predilezione» (cfr prefazio della Messa crismale del giovedì santo). Vi troveranno tanta «dottrina cristiana», tanto «Vangelo»; saranno stimolati a credere di più all’amore che Cristo ha per loro e per tutte le anime, e saranno sempre più desiderosi di porre in Lui, Cuore Divino, la loro stabile dimora.

Al termine della lettura di queste pagine non potranno che riconoscere la verità di quanto disse Gesù: «Ti benedico, o Padre,… perchè hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli» (Mt 11,25).

Per quanto riguarda i doni che possono essere affermati in queste pagine, non intendiamo prevenire minimamente il giudizio della Chiesa, alla quale ci sottomettiamo fedelmente.

Il grande «Cuore di Dio» benedica queste pagine e le diffonda perchè sia maggiormente conosciuto, maggiormente amato e maggiormente glorificato. è per questo fine che Maria Tartaglino le ha scritte.

Maria, madre di Cristo e della Chiesa, ci conduca al cuore di suo figlio Gesù.

Asti, 1 maggio 1983

festa di S. Giuseppe artigiano

  1. Alberto Chilovi O.S.J.

 

Alcune osservazioni utili

per una miglior comprensione del testo L’originale di «I simboli che circondano il Cuor dolcissimo di Gesù» consta di due quaderni manoscritti, di pagine 48 il primo e 104 il secondo. Contengono solo due correzioni.

La punteggiatura è inesistente, salvo i punti interrogativi ed esclamativi. Si direbbe che i due quaderni siano un pensiero unico, un unico periodo dalla prima all’ultima pagina. Non c’è alcuno spazio vuoto nè per una riga nè per una parola.

Perciò non c’è nè la parola Introduzione, nè Capitolo col relativo argomento, nè, tanto meno, alcun Indice. C’è soltanto il titolo: I simboli che circondano il Cuor dolcissimo di Gesù.

I due quaderni sono stati trascritti con assoluta fedeltà; è bastato mettere la punteggiatura mancante, separare i periodi venendo ogni volta a capo e suddividere il tutto in capitoli. Ne è risultato un ottimo trattato sul S. Cuore, ottimo anche dal punto di vista letterario.

«Quando scrivo diceva la Tartaglino sembra che una mano mi conduca».

Il manoscritto è indirizzato al Padre spirituale.

 

I SIMBOLI CHE CIRCONDANO IL CUOR DOLCISSIMO DI GESù

Jesu, Maria, Joseph!

Oh! quante cose ci sarebbero da dire del Cuore di Gesù! Ripensiamo, Reverendo Padre, a quei divini attributi che rendono Dio così vicino a noi, così nostro: per esempio la misericordia, la clemenza, la bontà, l’amore; e poi mettiamo anche le virtù praticate da Gesù su questa terra: la carità, la mansuetudine, la pazienza, il sacrificio, e mettiamo insieme questi tesori di santità, di grazia, di amore, di bontà e facciamone una sintesi luminosa e santa, ed eccoci il Cuore di Gesù in tutta la pienezza della sua divina realtà. Per quanto, Reverendo Padre, si dica di questo Cuore Divino, ce n’è sempre da dire, perché è una miniera da cui si possono trarre fuori sempre nuove gemme, è un oceano dove sempre si pescherà.

Reverendo Padre, non so se sia ispirazione di Dio: nella Santa Comunione e anche nella visita a Gesù Sacramentato mi sento spinta a scrivere i simboli che circondano questo Cuore Divino e mi sento che, se faccio questo, faccio un piacere grande a Gesù e che anzi proprio lo voglia.

Comunque sia, io lo farò, come sono capace, come Gesù mi fa capire.

Questi simboli del Cuor dolcissimo di Gesù, studiati e ben intesi, ci portano a quella conoscenza ed amore del dolce Dio incarnato, che sono la meta a cui questa gran divozione mira e conduce le anime a Gesù. Questo dolce Amore ci conceda questa grazia così grande, perché chi lo conosce e lo ama è già bene avviato alle feste dell’eterno Amore.

 

INTRODUZIONE

Il Re ha il suo giardino e lo ama, però lo fa coltivare dai suoi giardinieri; ma se il Re piantasse Lui medesimo un fiore e lo coltivasse da sè, chi è che non direbbe che quel fiore è carissimo al Re? e chi non loderebbe il fiore del Re? Il giardino della Chiesa è pieno di diverse divozioni, che Gesù lascia coltivare dai Suoi Ministri; ma questo fiore lo piantò e coltivò Lui medesimo. Erano grandi i pericoli e i bisogni della Chiesa, e ci voleva un aiuto grande; ma per la Chiesa e per le anime non c’è altro aiuto: ci vuole Gesù Cristo; e nel Cuore di Gesù abbiamo Gesù Cristo, ma Gesù Cristo nella sua forma più attraente e più dolce; questa forma è la bontà e l’amore. Gesù non ci presentò solamente il Cuore, ma ce lo rappresentò questo Cuore Divino circondato da cinque simboli, che, secondo me, come h capisco, sono gli splendori, le fiamme, la croce, le spine e la ferita. Questi simboli non sono là emblemi oziosi, hanno tutti un significato; abbiamo in questi simboli dei sicuri interpreti del Suo Cuore; basta interrogarli ed ascoltarli.

Questi simboli sono cinque: gli splendori, le fiamme, la croce, la corona e la ferita. Il significato di ciascun simbolo è diverso: gli splendori significano la divinità, la grazia e le virtù di questo Cuore Divino; le fiamme significano quell’amore infinito che pose in questo Cuore la Sua sede visibile; la croce significa la forza generosa dell’amor Suo e la condizione imposta all’amor nostro; la corona significa la sovranità di questo Cuore e la monarchia dell’amore; la ferita poi significa il compimento della redenzione nel dono che del Suo Cuore ci fa questo amante Divino. Ecco, Reverendo Padre mio, secondo la mia ignoranza, i significati profondi che sono chiusi in questi simboli sacrosanti. Essi non sono là come un semplice ornamento del Cuore Divino; questo Dio d’amore non fa nulla senza grandi ragioni.

Ecco, adunque, per quali motivi, volendo Gesù presentare il Suo Cuore al mondo, lo presentò così; il Cuore di Gesù presentato così è come un linguaggio simbolico popolare che tutti possono capire; questo Cuore è un libro che anche i più semplici possono leggere e capire. Oh! cieli! cieli! voi con le vostre cifre formate di astri e di soli, voi, oh! sì, voi ci racconterete la gloria di Dio; ma tu, Cuore amabile, tu, Sole degli ultimi secoli, tu coi simboli tuoi ci racconterai la gloria, la bellezza, l’amore di questo Dio d’amore per noi.

(more…)

ICONOGRAFIA DEL SACRO CUORE DI GESU’

5 settembre 2016

Risultato immagine per iconografia del sacro cuore di gesù

 

http://preghiereagesuemaria.it/libri/iconografia%20del%20sacro%20cuore.htm

Circolare n° 139 Il Sacro Cuore di Gesù il suo significato teologico e sociale

2 settembre 2016

Primo Sentiero

 

In occasione della Festa del Sacro Cuore di Gesù invitiamo i nostri amici

a riflettere sulla grandezza e la bellezza di questa verità cattolica

 

Risultato immagine per Sacro cuore di gesù, la storia sociale

 

 

Il Cristianesimo afferma che la salvezza è nell’adesione del cuore. Per il Cristianesimo la conoscenza è importante ma non determinante, nel senso che essa (la conoscenza) svolge una funzione ausiliare per l’esercizio della virtù ma non costituisce il criterio della salvezza. Il Cristianesimo non è una religione gnostica, ovvero una religione che fa della conoscenza l’unico criterio della salvezza: chi conosce si salva, chi non conosce non si salva

Che il criterio cristiano della salvezza non sia nella conoscenza ma nell’adesione del cuore, è esito del fatto che il Dio cristiano ha creato per amore e che per amore ha deciso d’incarnarsi, di fare esperienza della sofferenza e della morte.

Nel XVII secolo nacque e iniziò a diffondersi l’eresia giansenista, che si basava prevalentemente su due punti. Primo: il peccato originale ha talmente rovinato l’uomo che questi, senza la Grazia, non può fare il bene, neanche occasionalmente. Secondo: Dio ha già deciso chi deve essere salvato e chi dannato indipendentemente dai meriti e dai demeriti; insomma, una predestinazione in senso calvinista.  Dunque quella del giansenismo era una concezione antropologica dichiaratamente pessimistica e, nello stesso tempo, una concezione di Dio rigoristica ed angosciante. Il Sacro Cuore appare a santa Margherita Maria Alacoque affermando, invece, che bisogna abbandonarsi al Suo Amore, indicando cioè il Suo Cuore come criterio di vincolo a Lui ed anche come criterio di comprensione (per quanto possibile) della Sua tenerezza per l’uomo stesso. In una delle rivelazioni a santa Margherita il Sacro Cuore disse: “Ecco quel Cuore che ha talmente amato gli uomini da non aver risparmiato nulla, fino ad esaurirsi e consumarsi per testimoniare a loro il proprio amore.”

Dunque, con la devozione al Sacro Cuore, Gesù ricorda il suo immenso amore e la sua immensa misericordia per l’uomo. Un ricordo non astratto ma volto a far capire concretamente quanto la vita dell’uomo stesso possa cambiare abbandonandosi all’amore di Gesù. Egli rivelò a santa Margherita ben dodici promesse di una indiscutibile concretezza. Leggiamole. 1.  Ai devoti del mio Sacro Cuore darò tutte le grazie e gli aiuti necessari al loro stato. 2. Stabilirò e manterrò la pace in tutte le loro famiglie. 3.Li consolerò in tutte le loro afflizioni. 4. Sarò per loro sicuro rifugio in vita e soprattutto nell’ora della morte. 5.Spargerò abbondanti benedizioni su tutte le loro fatiche e imprese. 6.I peccatori troveranno nel mio Cuore un’inesauribile fonte di misericordia. 7.Le anime tiepide diventeranno ferventi con la pratica di questa devozione. 8.Le anime ferventi saliranno rapidamente ad un’alta perfezione. 9.La mia benedizione rimarrà nei luoghi in cui verrà esposta e venerata l’immagine del Sacro Cuore. 10.A tutti coloro che opereranno per la salvezza delle anime, darò grazie per poter convertire i cuori più induriti. 11.Le persone che diffonderanno questa devozione avranno i loro nomi scritti per sempre nel mio Cuore. 12.A tutti coloro che si comunicheranno nei primi venerdì di nove mesi consecutivi, darò la grazia della perseveranza finale e della salvezza eterna.

A proposito della devozione al Sacro Cuore di Gesù, Pio XI al paragrafo 4 della  Miserentissimus Redemptor, dell’8.5.1928, dice che “essa è non soltanto il simbolo, ma anche, per così dire, la sintesi di tutto il mistero della Redenzione (…) la più completa professione della Religione cristiana.”

(more…)

Preghiera nell’arco della giornata: LE ORE DELLA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO

2 settembre 2016

Risultato immagine per le ore della passione di nostro signore gesù cristo

 

IN CHE MODO SI POSSONO FARE QUESTE ORE DELLA PASSIONE

* Un metodo è quello di meditare ogni giorno un’ORA, leggendola da soli o in famiglia o con altri. Così, nel giro di 24 giorni si completano le 24 ORE. Un buon orologio non si ferma mai; la vita non si ferma mai.

* Un altro metodo sarebbe quello di formare gruppi di varie persone 4, 8, 12, persino 24 persone, che possono essere anche famiglie , ognuna delle quali si compromette seriamente a fare una delle ORE, quella che le viene affidata, e questo per un certo periodo di tempo, prima di cambiare ORA. Un buon orologio segna tutte le ore, non salta nessuna…

* Un terzo metodo, poi, è quello di fare ogni giorno almeno un’ORA, quella che coincide proprio con il momento che capita della giornata; e comunque, arrivare a tale familiarità con le ORE DELLA PASSIONE e tanto assimilarle, da riuscire a seguirle mentalmente nel loro contenuto lungo tutta la giornata.

“Fare” un’ORA DELLA PASSIONE significa leggerla con attenzione, meditandola, contemplandola, facendola vita propria… Sì, perché non è la meditazione generica della passione, che ognuno fa come può, come si fa per esempio considerando i misteri dolorosi del S. Rosario; ma è un modo concreto e specifico, ispirato dall’amore di Gesù, d’immedesimarci innanzi tutto con la sua Volontà Divina e rivivere in continuazione, ininterrottamente, la sua vita interiore, tutto ciò che egli fece nel corso della sua passione.

Ogni ORA occupa poche pagine, qualcuna di più, qualcuna di meno. Una lettura calma e attenta occupa, in media, meno di un quarto d’ora; eccezionalmente può essere più lunga. Le ORE difficili da farsi nel tempo indicato, come sono in genere le ore notturne, possono essere spostate in altri momenti, per esempio prima di coricarsi.

è molto importante tuttavia che l’impegno preso venga compiuto ogni giorno. Quando una persona s’impegna a fare una certa ORA per un dato periodo di tempo, non deve preoccuparsi col pensiero: “Ma, sempre la stessa ORA?”. Innanzi tutto, se si fa con l’attenzione e l’amore dovuto, mai la si trova uguale; poi, conviene esercitarsi nella costanza di farla sempre, non tenendo conto di altro che di tener compagnia a Nostro Signore. E dopo un certo tempo, quando si vede che l’OROLOGIO funziona bene, si può allora passare a fare altre ORE.

Si comprende, dunque, che non è qualcosa “da leggere” e basta, e nemmeno un esercizio di devozione o di pietà in più, ma si tratta dell’educazione ad una vita: la vita interiore personale di Gesù. In questo modo, arriverà il momento in cui, oltre a quello spazio di 15 o 20 minuti di lettura, riempirà la mente ed il cuore per tutto il resto dell’ora e della giornata, mentre si fanno altre cose o si tratta con altre persone. Allora sentiremo, un po’ per volta, che in noi Gesù vive, non solo la nostra vita, ma proprio la sua vita.

(more…)

SULL’IMPORTANZA DEL VIVERE NELLA DIVINA VOLONTÀ LE 24 ORE DELLA PASSIONE DI N.S.G.C. Brani tratti dagli scritti della serva di Dio Luisa Piccaretta,Decima Parte

1 settembre 2016

Ogni parola sulla Mia Passione, pensiero, compatimento, riparazione, tante elettricità di comunicazioni aprono tra Me e l’anima.

 Risultato immagine per la passione di Cristo

Stavo pregando per un’anima moribonda con un certo timore ed ansietà, ed il mio amabile Gesù, venendo mi ha detto:

“Figlia mia, perché temi? Non sai che ogni parola sulla Mia Passione, pensiero, compatimento, riparazione, ricordo delle mie pene, tante elettricità di comunicazioni aprono tra Me e l’anima? E quindi di tante varietà di bellezze si va adornando l’anima; lei ha fatto le ‘Ore della Passione’, si è vestita del mio Sangue ed adornata delle Mie Piaghe, ed Io la riceverò come figlia della Mia Passione; questo fiore e cresciuto nel tuo cuore ed Io lo benedico e lo ricevo nel Mio come un fiore prediletto”. E mentre ciò diceva si sprigionava un fiore dal mio cuore e prendeva il volo verso Gesù.

 

Vol. 13 – 21 ottobre 1921

(more…)