Archive for the ‘GMG (Giornate mondiali della gioventù)’ Category

Papa Francesco Veglia di preghiera per la Giornata Mondiale della Gioventù 2017 HD

9 aprile 2017

 

 

 

 

 

VEGLIA DI PREGHIERA IN PREPARAZIONE
ALLA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ

PAROLE DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Basilica di Santa Maria Maggiore
Sabato, 8 aprile 2017

[Multimedia]

Cari giovani,

grazie di essere qui! Questa sera è un doppio inizio: l’inizio del cammino verso il Sinodo, che ha un nome lungo: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, ma diciamo: “il Sinodo dei giovani”, si capisce meglio! E anche il secondo inizio, del cammino verso Panama: c’è qui l’Arcivescovo di Panama [lo indica e si rivolge a lui]. Ti saluto tanto!

Abbiamo ascoltato il Vangelo, abbiamo pregato, abbiamo cantato; abbiamo portato i fiori alla Madonna, alla Madre; e abbiamo portato la Croce, che viene da Cracovia e domani sarà consegnata ai giovani del Panama. Da Cracovia a Panama; e, in mezzo, il Sinodo. Un Sinodo dal quale nessun giovane deve sentirsi escluso! “Ma… facciamo il Sinodo per i giovani cattolici… per i giovani che appartengono alle associazioni cattoliche, così è più forte…”. No! Il Sinodo è il Sinodo per e di tutti i giovani! I giovani sono i protagonisti. “Ma anche i giovani che si sentono agnostici?”. Sì! “Anche i giovani che hanno la fede tiepida?”. Sì! “Anche i giovani che si sono allontanati dalla Chiesa?”. Sì! “Anche i giovani che – non so se c’è qualcuno… forse ci sarà qualcuno – i giovani che si sentono atei?”. Sì! Questo è il Sinodo dei giovani, e noi tutti vogliamo ascoltarci. Ogni giovane ha qualcosa da dire agli altri, ha qualcosa da dire agli adulti, ha qualcosa da dire ai preti, alle suore, ai vescovi e al Papa. Tutti abbiamo bisogno di ascoltare voi!

Ricordiamo un po’ Cracovia; la Croce ce lo ricorda. Lì ho detto due cose, forse qualcuno ricorda: è brutto vedere un giovane che va in pensione a 20 anni, è brutto; e anche è brutto vedere un giovane che vive sul divano. Non è vero? Né giovani “in pensione”, né giovani “da divano”. Giovani che camminino, giovani di strada, giovani che vadano avanti, uno accanto all’altro, ma guardando il futuro!

Abbiamo ascoltato il Vangelo (cfr Lc 1,39-45). Quando Maria riceve quel dono, quella vocazione tanto grande di portare il dono di Dio a noi, dice il Vangelo che, avendo avuto anche la notizia che la sua cugina anziana aspettava un bambino e aveva bisogno di aiuto, se ne va “in fretta”. In fretta! Il mondo di oggi ha bisogno di giovani che vadano “in fretta”, che non si stanchino di andare in fretta; di giovani che abbiano quella vocazione di sentire che la vita offre loro una missione. E, come ha detto tante volte Maria Lisa [giovane Suora] nella sua testimonianza, giovani in cammino. Lei ha raccontato tutta la sua esperienza: è stata un’esperienza in cammino. Abbiamo bisogno di giovani in cammino. Il mondo può cambiare soltanto se i giovani sono in cammino. Ma questo è il dramma di questo mondo: che i giovani – e questo è il dramma della gioventù di oggi! – che i giovani spesso sono scartati. Non hanno lavoro, non hanno un ideale da seguire, manca l’educazione, manca l’integrazione… Tanti giovani devono fuggire, emigrare in altre terre… I giovani, oggi, è duro dirlo, ma spesso sono materiale di scarto. E questo noi non possiamo tollerarlo! E noi dobbiamo fare questo Sinodo per dire: “Noi giovani siamo qui!”. E noi andiamo a Panama per dire: “Noi giovani siamo qui, in cammino. Non vogliamo essere materiale di scarto! Noi abbiamo un valore da dare”.

Ho pensato, mentre Pompeo parlava [nella seconda testimonianza]: per due volte lui è stato quasi al limite di essere materiale di scarto, a 8 anni e a 18 anni. E ce l’ha fatta. Ce l’ha fatta. E’ stato capace di rialzarsi. E la vita, quando guardiamo l’orizzonte – lo ha detto anche Maria Lisa –, sempre ci sorprende, sempre. Tutti e due lo hanno detto.

Noi siamo in cammino, verso il Sinodo e verso Panama. E questo cammino è rischioso; ma se un giovane non rischia, è invecchiato. E noi dobbiamo rischiare.

Maria Lisa ha detto che dopo il sacramento della Cresima si è allontanata dalla Chiesa. Voi sapete bene che qui in Italia il sacramento della Cresima lo si chiama “il sacramento dell’arrivederci”! Dopo la Cresima non si torna più in chiesa. E perché? Perché tanti giovani non sanno cosa fare… E lei [Maria Lisa] mai si è fermata, sempre in cammino: a volte su strade oscure, su strade senza luce, senza ideali o con ideali che non capiva bene; ma alla fine, anche lei ce l’ha fatta. Voi giovani dovete rischiare nella vita, rischiare. Oggi dovete preparare il futuro. Il futuro è nelle vostre mani. Il futuro è nelle vostre mani.

Nel Sinodo, la Chiesa, tutta, vuole ascoltare i giovani: cosa pensano, cosa sentono, cosa vogliono, cosa criticano e di quali cose si pentono. Tutto. La Chiesa ha bisogno di più primavera ancora, e la primavera è la stagione dei giovani.

E inoltre vorrei invitarvi a fare questo cammino, questa strada verso il Sinodo e verso Panama, a farla con gioia, farla con le vostre aspirazioni, senza paura, senza vergogna, farla coraggiosamente. Ci vuole coraggio. E cercare di prendere la bellezza nelle piccole cose, come ha detto Pompeo, quella bellezza di tutti i giorni: prenderla, non perdere questo. E ringraziare per quello che sei: “Io sono così: grazie!”. Tante volte, nella vita, perdiamo tempo a domandarci: “Ma chi sono io?”. Ma tu puoi domandarti chi sei tu e fare tutta una vita cercando chi sei tu. Ma domandati: “Per chi sono io?”. Come la Madonna, che è stata capace di domandarsi: “Per chi, per quale persona sono io, in questo momento? Per la mia cugina”, ed è andata. Per chi sono io, non chi sono io: questo viene dopo, sì, è una domanda che si deve fare, ma prima di tutto perché fare un lavoro, un lavoro di tutta una vita, un lavoro che ti faccia pensare, che ti faccia sentire, che ti faccia operare. I tre linguaggi: il linguaggio della mente, il linguaggio del cuore e il linguaggio delle mani. E andare sempre avanti.

E un’altra cosa che vorrei dirvi: il Sinodo non è un “parlatoio”. La GMG non sarà un “parlatoio” o un circo o una cosa bella, una festa e poi “ciao”, mi sono dimenticato. No, concretezze! La vita ci chiede concretezza. In questa cultura liquida, ci vuole concretezza, e la concretezza è la vostra vocazione.

E vorrei finire… – c’era un discorso scritto, ma dopo aver visto voi, aver sentito le due testimonianze, mi è venuto da dire tutto questo –: ci saranno momenti in cui voi non capirete nulla, momenti oscuri, brutti, momenti belli, momenti oscuri, momenti luminosi… ma c’è una cosa che io vorrei sottolineare. Noi siamo nel presente. Alla mia età, stiamo per andarcene… ah no? [ride] Chi garantisce la vita? Nessuno. La vostra età ha il futuro davanti. Ai giovani, oggi, ai giovani la vita chiede una missione, la Chiesa chiede loro una missione, e io vorrei dare a voi questa missione: tornare indietro e parlare con i nonni. Oggi più che mai abbiamo necessità, abbiamo bisogno di questo ponte, del dialogo tra i nonni e i giovani, tra i vecchi e i giovani. Il profeta Gioele, nel capitolo 3, versetto 2, ci dice questo, come una profezia: “Gli anziani avranno sogni, sogneranno, e i giovani profetizzeranno”, cioè porteranno avanti con le profezia le cose concrete. Questo è il compito che io vi do in nome della Chiesa: parlare con gli anziani. “Ma è noioso…, dicono sempre le stesse cose…”. No. Ascolta l’anziano. Parla, domanda le cose. Fa’ che loro sognino e da quei sogni prendi tu per andare avanti, per profetizzare e per rendere concreta quella profezia. Questa è la vostra missione oggi, questa è la missione che vi chiede oggi la Chiesa.

Cari giovani, siate coraggiosi! “Ma, Padre, io ho peccato, tante volte cado…”. Mi viene in mente una canzone alpina, bellissima, che cantano gli alpini: “Nell’arte di salire, l’importante non è non cadere, ma non rimanere caduti”. Avanti! Cadi? Alzati e vai avanti. Ma pensa a quello che ha sognato il nonno, che ha sognato il vecchio o la vecchia. Falli parlare, prendi quelle cose e fai il ponte al futuro. Questo è il compito e la missione che oggi vi dà la Chiesa.

Grazie tante per il vostro coraggio, e… a Panama! Non so se sarò io, ma ci sarà il Papa. E il Papa, a Panama, vi farà la domanda: “Avete parlato con i vecchi? Avete parlato con gli anziani? Avete preso i sogni dell’anziano e li avete trasformati in profezia concreta?”. Questo è il vostro compito. Che il Signore vi benedica. Pregate per me, e prepariamoci tutti insieme per il Sinodo e per Panama.

Grazie.

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Grazie Cracovia, ci vediamo a Panama! #NosVemosenPanama #GMG #ThanksWYD

31 luglio 2016

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Papa Francesco Annuncia Panama come sede della Gmg 2019.HD

31 luglio 2016
Pubblicato il 31 lug 2016

Si svolgerà a Panama la prossima Giornata mondiale della Gioventù, nel 2019, dopo due anni di giornate celebrate a livello diocesano. Lo ha annunciato prima dell’Angelus ai giovani Papa Francesco, confermando molte indiscrezioni della vigilia.

Papa Francesco Santa Messa di chiusura della XXXI Giornata Mondiale della Gioventù 2016.HD

31 luglio 2016

 

Papa Francesco Omelia Santa Messa per la XXXI Giornata Mondiale della Gioventù 2016.HD

31 luglio 2016
Pubblicato il 31 lug 2016

Il Papa alla Messa della Gmg: siate sognatori che non accettano l’odio tra i popoli

Papa Francesco Veglia con i Giovani della GMG 2016.HD

31 luglio 2016
Pubblicato il 30 lug 2016

Papa a giovani: non siamo nati per vegetare, ma per cambiare il mondo

Papa in Polonia, messa sacerdoti 30.07.2016

31 luglio 2016
Pubblicato il 31 lug 2016

Sacerdoti: cuori teneri coi deboli, lontani dai poteri del mondo

Nella messa per i sacerdoti e religiosi polacchi, nel santuario di san Giovanni Paolo II a Cracovia, Papa Francesco ha tracciato un profilo del buon pastore. Dall’inviato Alessandro Di Bussolo

Buongiorno dal #CampusMisericordiae! #Krakow2016 #GMG

31 luglio 2016

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La porta santa, l’altare papale ed il palco di #CampusMisericordiae con i simboli della #GMG #Krakow2016

30 luglio 2016

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Pellegrini in cammino verso #CampusMisericordiae #GMG #Krakow2016

30 luglio 2016

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Papa in Polonia, visita santuario della Divina Misericordia 30.07.2016

30 luglio 2016
Pubblicato il 30 lug 2016

Non allontaniamoci mai da Gesù, anche se peccatori

Nella prima tappa della sua quarta giornata in Polonia, Papa Francesco ha visitato il santuario della Divina Misericordia a Lagiewniki, pregando davanti alla tomba di Santa Faustina Kowalska. Prima di confessare otto giovani, ha salutato i ragazzi raccolti sul “prato delle confessioni”. Dall’inviato Alessandro Di Bussolo.

Papa in Polonia, saluto arcivescovado 29.07.2016

30 luglio 2016
Pubblicato il 30 lug 2016

Le nuove crudeltà, dalla tortura alle carceri sovraffollate

A Cracovia, Papa Francesco si è affacciato per la terza volta dalla finestra dell’arcivescovado, e parlando dell’orrore del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, ha sottolineato che ancora oggi, dove c’è guerra, succede lo stesso. Ma Gesù è venuto per portare su di sé questa realtà. Dall’inviato Alessandro Di Bussolo

Papa in Polonia, Via Crucis 29.07.2016

30 luglio 2016
Pubblicato il 30 lug 2016

Il dono di sé unica risposta al male

Papa Francesco ai giovani della Gmg di Cracovia al termine della Via Crucis nella spianata di Blonie: “Il Signore vuol fare di voi una risposta concreta ai bisogni dell’umanità. Il mondo ci guarda”. Dall’inviato Alessandro Di Bussolo.

Gmg, confessionali a cielo aperto, la testimonianza di un sacerdote

29 luglio 2016

 

2016-07-29 Radio Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Cracovia sono tantissimi i confessionali a cielo aperto per i giovani. Padre Doris Howell, giovane sacerdote della diocesi di Southwark vicino Londra, è uno dei sacerdoti impegnati a confessare i ragazzi della Gmg. Ascoltiamo la sua testimonianza al microfono del nostro inviatoAlessandro Gisotti:

 

R. – Penso che questo sia il cuore della Gmg, questo è il centro di tutta la conversione spirituale di tutti i giovani. E’ in questo momento che Gesù veramente fa qualcosa nelle loro anime, specialmente in quest’Anno della Misericordia.

D. – I giovani vengono al confessionale?

R. – Sì ed è molto sorprendente la profondità della vita spirituale di alcuni di questi giovani, la sincerità delle loro confessioni: loro hanno sete di confessarsi … Se c’è la disponibilità dei sacerdoti, vogliono venire sempre …

D. – Oltre alle confessioni, vediamo spesso giovani che pregano … Quindi, c’è il momento della festa, chiaramente, nelle Gmg, ma c’è anche il momento di preghiera, di intensità spirituale. Questo ha un significato molto forte nella terra di Giovanni Paolo II …

R. – Sì, perché lui una volta ha detto che nessuno avrebbe potuto capirlo senza conoscere la sua vita di preghiera: questo è il segreto, il fondamento di tutto.

D. – Cosa rappresentano per lei le Gmg? Che cosa hanno rappresentato anche prima che diventasse sacerdote, che sentisse la vocazione?

R. – Per me la Gmg è un momento in cui ognuno può pensare alla propria vocazione e per me è stato un grande aiuto, mentre riflettevo sulla vocazione sacerdotale. Anche il momento di vedere la comunità dei giovani: qui si vede chiaramente che ci sono tanti giovani fedeli e c’è un sostegno reciproco che può essere una spinta a una vita spirituale più profonda.

Auschwitz, Francesco tocca in silenzio il dolore del mondo

29 luglio 2016

 

2016-07-29 Radio Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Papa Francesco è entrato camminando lentamente da solo nel campo di Auschwitz alle 9.15 passando sotto l’infame scritta “Macht arbeit frei”, “Il lavoro vi renderà liberi”. Quindi, su una piccola macchina elettrica si è diretto al centro del campo di sterminio. Dopo essere sceso, il Papa ha percorso pochi passi e si è dunque seduto su una sedia posta davanti alla “piazza dell’appello” dove i nazisti impiccavano i prigionieri. Il Papa è rimasto in silenzio, assorto in preghiera per oltre quindi minuti. Francesco si quindi è avvicinato alla struttura utilizzata per le impiccagioni e ha toccato e baciato una delle travi. Quindi è salito nuovamente a bordo della vettura elettrica, è giunto all’ingresso del Blocco 11 dove è stato accolto dal primo ministro polacco, Beata Maria Szydlo.

 

Francesco in preghiera davanti al piazzale delle fucilazion

Qui Francesco si è recato nel piazzale dove venivano compiute le fucilazioni, con un colpo alla nuca, degli ebrei e degli altri prigionieri. Qui, il Papa ha incontrato e baciato uno ad uno 10 superstiti, tra cui una signora di 101 anni, e si è fermato a parlare brevemente con ognuno di loro. L’ultimo superstite incontrato ha offerto una candela al Papa che ha portato davanti al muro davanti al quale venivano compiute le fucilazioni. Papa Francesco ha toccato il muro dove migliaia di innocenti hanno trovato la morte. Dopo questo momento, il Papa si è recato nella “cella della fame”, dove i nazisti uccidevano i prigionieri lasciandoli senza cibo fino alla morte.

 

Il Papa in preghiera nella cella dove morì San Massimiliano Kolbe
Poco dopo le 9.45, il Papa si è recato a rendere omaggio al martirio di San Massimiliano Kolbe che, proprio in questo luogo ha trovato la morte, dopo che, esattamente il 29 luglio di 75 anni fa, aveva donato la propria vita in cambio di quella di un padre di famiglia che era stato condannato a morte. Il Papa è rimasto solo in preghiera nella cella 18 del seminterrato dove morì San Massimiliano. Qui, vi è oggi una lapide commemorativa assieme ad una candela lasciata da San Giovanni Paolo II a ricordo del suo sacrificio. Anche qui, Francesco è rimasto a lungo da solo assorto in preghiera. Papa Francesco ha dunque firmato il libro d’onore lasciando scritto un suo pensiero. Quindi, il Pontefice ha donato una lampada che rimarrà nel campo di sterminio di Auschwitz. (A cura di Alessandro Gisotti) 

 

(Da Radio Vaticana)

 

 

Gruppo di giovani alla GMG di Cracovia. #Krakow2016

29 luglio 2016

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Papa in Polonia, incontro autorità 27.07.2016

28 luglio 2016

Pubblicato il 28 lug 2016

Polonia, per i migranti surplus di saggezza e misericordia

Papa Francesco ha iniziato a Cracovia il suo viaggio per la 31esima Giornata mondiale della gioventù e ha incontrato le autorità nel castello del Wawel.

Francesco domani a Cracovia, oggi Messa di apertura della Gmg

26 luglio 2016

 

2016-07-26 Radio Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto pronto a Cracovia per l’arrivo, domani, di Papa Francesco. Una visita lungamente attesa, in occasione della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù nel Giubileo della Misericordia. Per la prima volta, il Pontefice argentino sarà nella terra natale di San Giovanni Paolo II. E proprio a Karol Wojtyla “artefice delle Gmg” sarà dedicata la cerimonia di apertura dell’evento con la Messa presieduta, stasera, dal cardinale arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz. Il servizio del nostro inviato in Polonia, Alessandro Gisotti:

“Bisogna portare al mondo il fuoco della misericordia”. L’esortazione di San Giovanni Paolo II torna oggi a risuonare nella sua Cracovia. Proprio all’iniziatore, l’artefice della Gmg, è infatti dedicata – alla vigilia dell’arrivo di Papa Francesco in terra polacca – la cerimonia d’apertura della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù incentrata sul tema “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”. Prima della grande Messa celebrata dallo storico segretario di Karol Wojtyla, l’arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz, si svolgerà un suggestivo pellegrinaggio della “Fiamma della Misericordia” che da Łagiewniki, luogo che richiama immediatamente Santa Faustina Kowalska, arriverà al grande parco di Błonia, nel centro di Cracovia, dove verrà appunto celebrata la Messa d’inizio della Gmg.

Nel suo percorso, la fiamma della misericordia toccherà tutti i luoghi significativi della vita di San Giovanni Paolo II dalla chiesa di San Floriano dove fu giovane sacerdote alla Cattedrale sulla Collina del Wawel che, dal 1963 al 1978, fu la “sua” chiesa quando era pastore dell’arcidiocesi di Cracovia. Alla Messa – in cui si prevede la partecipazione di oltre 500 mila giovani – saranno presenti, come è tradizione, i simboli della Giornata Mondiale della Gioventù: la Croce e l’Icona della Madonna Salus Populi Romani, mentre alcuni giovani indosseranno le magliette con i loghi delle scorse edizioni delle Gmg. La città, con i suoi lunghi viali e grandi parchi, è già invasa pacificamente da una moltitudine di ragazzi festosi, mentre per garantire la sicurezza degli eventi le autorità hanno previsto lo schieramento di 40 mila membri delle forze dell’ordine. Con la cerimonia d’apertura di stasera si farà dunque visibile quel “mosaico di misericordia e armonia” di cui Francesco ha parlato pochi giorni fa nel videomessaggio alla Polonia. Un mosaico che domani, con l’arrivo del Papa, si arricchirà di una tessera fondamentale in questo Anno Santo che proprio a Cracovia, “capitale della divina misericordia”, vivrà il suo Giubileo dei Giovani.

Grande, ovviamente, il risalto che tutti i media polacchi riservano alla visita imminente di Francesco, dieci anni dopo il viaggio apostolico di Benedetto XVI e 14 anni dopo l’ultima visita di Karol Wojtyla nella sua Polonia, visitata ben 9 volte durante il suo Pontificato. In qualche modo, il 15.mo viaggio apostolico internazionale di Papa Bergoglio si declina in tre dimensioni: oltre agli eventi della Gmg, infatti, emerge l’incontro del Papa con la Chiesa e la nazione polacca, nel 1050.mo anniversario del Battesimo della Polonia, e naturalmente la visita ad Auschwitz-Birkenau, contrassegnata dal silenzio e dalla preghiera. Un momento toccante, per il quale il Pontefice ha chiesto il “dono delle lacrime”, e che si preannuncia tra le tappe più significative non solo di questo viaggio, ma di tutto il Pontificato di Papa Francesco.

(Da Radio Vaticana)

Francesco domani a Cracovia, oggi Messa di apertura della Gmg

17 luglio 2016

 

2016-07-26 Radio Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto pronto a Cracovia per l’arrivo, domani, di Papa Francesco. Una visita lungamente attesa, in occasione della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù nel Giubileo della Misericordia. Per la prima volta, il Pontefice argentino sarà nella terra natale di San Giovanni Paolo II. E proprio a Karol Wojtyla “artefice delle Gmg” sarà dedicata la cerimonia di apertura dell’evento con la Messa presieduta, stasera, dal cardinale arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz. Il servizio del nostro inviato in Polonia, Alessandro Gisotti:

“Bisogna portare al mondo il fuoco della misericordia”. L’esortazione di San Giovanni Paolo II torna oggi a risuonare nella sua Cracovia. Proprio all’iniziatore, l’artefice della Gmg, è infatti dedicata – alla vigilia dell’arrivo di Papa Francesco in terra polacca – la cerimonia d’apertura della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù incentrata sul tema “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”. Prima della grande Messa celebrata dallo storico segretario di Karol Wojtyla, l’arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz, si svolgerà un suggestivo pellegrinaggio della “Fiamma della Misericordia” che da Łagiewniki, luogo che richiama immediatamente Santa Faustina Kowalska, arriverà al grande parco di Błonia, nel centro di Cracovia, dove verrà appunto celebrata la Messa d’inizio della Gmg.

Nel suo percorso, la fiamma della misericordia toccherà tutti i luoghi significativi della vita di San Giovanni Paolo II dalla chiesa di San Floriano dove fu giovane sacerdote alla Cattedrale sulla Collina del Wawel che, dal 1963 al 1978, fu la “sua” chiesa quando era pastore dell’arcidiocesi di Cracovia. Alla Messa – in cui si prevede la partecipazione di oltre 500 mila giovani – saranno presenti, come è tradizione, i simboli della Giornata Mondiale della Gioventù: la Croce e l’Icona della Madonna Salus Populi Romani, mentre alcuni giovani indosseranno le magliette con i loghi delle scorse edizioni delle Gmg. La città, con i suoi lunghi viali e grandi parchi, è già invasa pacificamente da una moltitudine di ragazzi festosi, mentre per garantire la sicurezza degli eventi le autorità hanno previsto lo schieramento di 40 mila membri delle forze dell’ordine. Con la cerimonia d’apertura di stasera si farà dunque visibile quel “mosaico di misericordia e armonia” di cui Francesco ha parlato pochi giorni fa nel videomessaggio alla Polonia. Un mosaico che domani, con l’arrivo del Papa, si arricchirà di una tessera fondamentale in questo Anno Santo che proprio a Cracovia, “capitale della divina misericordia”, vivrà il suo Giubileo dei Giovani.

Grande, ovviamente, il risalto che tutti i media polacchi riservano alla visita imminente di Francesco, dieci anni dopo il viaggio apostolico di Benedetto XVI e 14 anni dopo l’ultima visita di Karol Wojtyla nella sua Polonia, visitata ben 9 volte durante il suo Pontificato. In qualche modo, il 15.mo viaggio apostolico internazionale di Papa Bergoglio si declina in tre dimensioni: oltre agli eventi della Gmg, infatti, emerge l’incontro del Papa con la Chiesa e la nazione polacca, nel 1050.mo anniversario del Battesimo della Polonia, e naturalmente la visita ad Auschwitz-Birkenau, contrassegnata dal silenzio e dalla preghiera. Un momento toccante, per il quale il Pontefice ha chiesto il “dono delle lacrime”, e che si preannuncia tra le tappe più significative non solo di questo viaggio, ma di tutto il Pontificato di Papa Francesco.

 

(Da Radio Vaticana)

La pastorale giovanile con il cuore già a Cracovia 2016

13 febbraio 2015

 

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Verso la GMG 2016. Prima ufficiale dell’Inno a Cracovia. “Beati i misericordiosi”

5 gennaio 2015

 

 

Il Comitato Organizzatore della Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia è lieto di annunciare che la prima dell’inno ufficiale della GMG Cracovia 2016 avrà luogo il 6 gennaio 2015, per la Solennità dell’Epifania, alla fine della tradizionale Processione dei Re Magi. L’inno sarà presentato a Piazza del Mercato Principale verso mezzogiorno. L’autore del testo e compositore è Jakub Blycharz.
Ci auguriamo che la Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia possa essere un’opportunità di diffusione del messaggio della Divina Misericordia tra tutti coloro che accorreranno -sull’esempio dei Magi- per condividere la fede con gli altri.

 

http://www.krakow2016.com

 

Verso la GMG 2016. Sulle Beatitudini ( 21). F. Rosini. Beati i perseguitati della giustizia

12 settembre 2014

 

Ottavo incontro: Beati i perseguitati per la giustizia

Sono i nuovi comandamenti. Ma se noi non abbiamo il cuore aperto allo Spirito Santo, sembreranno sciocchezze. ‘Ma, guarda, essere poveri, essere miti, essere misericordiosi non sembra una cosa che ci porti al successo’.

Se non abbiamo il cuore aperto e se non abbiamo gustato quella consolazione dello Spirito Santo, che è la salvezza, non si capisce questo. Questa è la legge per quelli che sono stati salvati e hanno aperto il loro cuore alla salvezza. Questa è la legge dei liberi, con quella libertà dello Spirito Santo”. (Papa Francesco)

 

Le frasi storiche di Giovanni Paolo II

11 settembre 2014

Le parole che hanno segnato il pontificato di Karol Wojtyla

di Michele Zurleni

Giovanni Paolo II, il papa che ha condotto la Chiesa Cattolica dal ‘900 al nuovo millennio, attraverso le parole e le frasi più famose

 

 

SPALANCATE LE PORTE A CRISTO

“Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà! Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera! Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa!”

Discorso per l’inizio del Pontificato, ottobre 1978

SUL COMUNISMO

“Sarebbe semplicistico dire che è stata la Provvidenza Divina a far cadere il comunismo. Il comunismo come sistema è, in un certo senso, caduto da solo. È caduto in conseguenza dei propri errori e abusi. Ha dimostrato di essere una medicina più pericolosa e, all’atto pratico, più dannosa della malattia stessa. Non ha attuato una vera riforma sociale, anche se era diventato in tutto il mondo una potente minaccia e una sfida. Ma è caduto da solo, per la propria immanente debolezza”.

SULLA SECOLARIZZAZIONE DELL’EUROPA

“Il cedimento al desiderio, al sesso, al consumo: questo è l’europeismo che accreditano taluni sostenitori del nostro dovere d’entrare in Europa. Ma noi non dobbiamo diventare parte di questa Europa. L’Europa l’abbiamo creata noi, con molta più forza di quelli che pretendono l’esclusiva dell’europeismo. Qual è il loro criterio? La libertà. Ma quale libertà? Quella di togliere la vita al bambino non nato? Fratelli e sorelle, io protesto contro questa concezione dell’Europa che si sostiene in Occidente. E proprio in questa terra di martiri questo deve essere gridato forte. L’Europa attende una redenzione. Il mondo ha bisogno di un’Europa redenta”.

SULL’IMMIGRAZIONE

“Nelle nostre società invesitite dal fenomeno globale dell’immigrazione è necessario cercare un giusto equilibrio tra il rispetto dell’identità e il riconoscimento di quella altrui. E’infatti necessario riconoscere la legittima pluralità delle culture presenti in un paese, compatibilmente con la tutela dell’ordine da cui dipendono la pace sociale e la libertà dei cittadini.”

Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del 2005

EBREI, FRATELLI MAGGIORI

“La Chiesa di Cristo scopre il suo legale con l’Ebraismo scrutando il suo proprio mistero. La religione ebraica non è estrinseca, ma in un certo qual modo è intrinseca alla nostra religione. Abbiamo quindi verso di essa rapporti che non abbiamo con nessuna altra religione. Siete i nostri fratelli prediletti, e in un certo modo, si potrebbe dire i nostri fratelli maggiori,”

Incontro con la comunità ebraica di Roma, aprile 1986

SUL CAPITALISMO

“Se con «capitalismo» si indica un sistema economico che riconosce il ruolo fondamentale e positivo dell’impresa, del mercato, della proprietà privata e della conseguente responsabilità per i mezzi di produzione, della libera creatività umana nel settore dell’economia, la risposta è certamente positiva, anche se forse sarebbe più appropriato parlare di «economia d’impresa», o di «economia di mercato», o semplicemente di «economia libera». Ma se con «capitalismo» si intende un sistema in cui la libertà nel settore dell’economia non è inquadrata in un solido contesto giuridico che la metta al servizio della libertà umana integrale e la consideri come una particolare dimensione di questa libertà, il cui centro è etico e religioso, allora la risposta è decisamente negativa.”

Enciclica Centesimus Annus, 1991

 SUL LAVORO

“Il lavoro deve essere il mezzo affinché tutta la creazione sia sottomessa alla dignità dell’essere umano e del figlio di Dio. Il lavoro offre la possibilità di impegnarsi con tutta la comunità senza risentimenti, senza odi, ma con l’amore universale di Cristo che nessuno esclude e tutti abbraccia.”

Discorso agli operai di Gaudalajara, 1979

SULL’ABORTO

“Non si può infine sottovalutare la rete di complicità che si allarga fino a comprendere istituzioni internazionali, fondazioni e associazioni che si battono sistematicamente per la legalizzazione e la diffusione dell’aborto nel mondo. In tal senso l’aborto va oltre la responsabilità delle singole persone e il danno loro arrecato, assumendo una dimensione fortemente sociale: è una ferita gravissima inferta alla società e alla sua cultura da quanti dovrebbero esserne i costruttori e i difensori. ”

Enciclica Evangelium Vitae, 1995

SUI GIOVANI

“Per questo oggi vi esorto ad essere operatori e artefici di pace. Rispondete alla violenza cieca all’odio disumano con l’affascinante potere dell’amore. Vincete l’inimicizia con la forza del perdono. Mantenetevi lontani da ogni forma di nazionalismo esasperato, di razzismo e di intolleranza. Testimoniate con la vostra vita che le idee non si impongono, ma si propongono.”

Incontro con i giovani, viaggio in Spagna, 2003

SULLA DONNA

“Non c’è dubbio che l’uguale dignità e responsabilità dell’uomo e della donna giustifichino pienamente l’accesso della donna ai compiti pubblici. D’altra parte la vera promozione della donna esige pure che sia chiaramente riconosciuto il valore del suo compito materno e familiare nei confronti di tutti gli altri compiti pubblici e di tutte le altre professioni. Del resto, tali compiti e profesisoni devono tra loro integrarsi se si vuole che l’evoluzione sociale e culturale sia veramente e pienamente umana.”

Enciclica Familiaris Consortio, 1981

SULLA MAFIA

“Che ci sia concordia! Dio ha detto una sola volta: non uccidere! Non può l’uomo, qualsiasi uomo, qualsiasi umana agglomerazione…mafia, non può cambiare e calpestare il diritto santissimo di Dio. Questo popolo, questo popolo siciliano, talmente attaccato alla vita, popolo che ama la vita, che dà la vita, non può vivere sempre sotto la pressione di una civiltà contraria, civiltà della morte. Nel nome di questo Cristo crocefisso e risorto, di questo Cristo che è vita, via, verità e vita. Lo dico ai responsabili: convertitevi! Una volta, un giorno verrà il giudizio di Dio”.

Anatema contro la mafia, Agrigento, 1993

 

Tratto di Panorama.it art. del 22.aprile 2014

 

 

 

 

Video: Giovanni Paolo II bellissimi fuori onda

 

 

 

La Parola di Dio dalla Prima Lettura. La 1^ Lettera ai Corinzi “Saldi sino alla fine”

28 agosto 2014

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I Lettura 1Cor 1,1-9
In Cristo siete stati arricchiti di tutti i doni.
Salmo (Sal 144)
Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.
Vangelo Mt 24,42-51
Tenetevi pronti.

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1Cor

INDIRIZZO, SALUTO E RINGRAZIAMENTO

1 Paolo, chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Sòstene,2alla Chiesa di Dio che è a Corinto, a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù, santi per chiamata, insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro:3grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo!
4Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, 5perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza. 6La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente 7che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. 8Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo.9Degno di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!

 

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Paolo fondò la comunità di Corinto nel corso del suo secondo viaggio missionario, tra il 50 ed il 52 d.C.
Vi si recò dopo la difficile esperienza vissuta ad Atene, dove venne deriso l’annuncio della resurrezione di Cristo. A Corinto Paolo rimase circa un anno e mezzo, tra grandi difficoltà.

La città era governata dal proconsole romano Gallione, fratello del filosofo Seneca (51 d.C).

Luca, autore degli Atti degli Apostoli,  ricorda che Paolo, durante la notte, era incoraggiato dal Signore a non avere paura e a continuare la missione.  Fra le lettere scritte da Paolo, quelle inviate alla comunità di Corinto, sono tra le più vivaci e dibattute. Il canone biblico contiene due lettere di Paolo ai Corinti. Sicuramente Paolo ne ha scritte di più. Non si conosce, per esempio, la «lettera delle lacrime» citata in 2Cor 2,4, scritta da Paolo tra la prima e la seconda lettera ai Corinti.

Nella prima lettera l’apostolo ringrazia Dio, 1Cor 1,5-6, per la ricchezza dei doni ricevuti da quella comunità “non manca più alcun carisma a voi“.

Corinto per la sua posizione geografica viveva il passaggio di una moltitudine di popoli diversi, che portavano culture e religiosità diverse; Corinto era una città aperta, “in uscita” come ama dire papa Francesco, multiculturale e multireligiosa. Ognuno giungeva a costruirsi il proprio sistema religioso secondo scelte personali e  proposte religiose talvolta contraddittorie.

Nella parte iniziale dell’Epistola, si proclama la sapienza della croce, la lettera termina annunciando la risurrezione: dalla croce per comprendere se stessa alla luce del mistero pasquale che culmina nella nuova vita, rinata, risorta. Durante il cammino, lungo, in salita, impervio….:

“Egli vi renderà saldi sino alla fine, irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo” 1Cor, 1,8

 

Signore Gesù, Figlio del Padre,
Dio incarnato nella nostra natura umana,
Maestro nella fede concreta e appassionata,
insegnaci a credere!
Insegna alla nostra fede a non cedere ai compromessi,
a puntare in alto, a trasformarsi in vita concreta,
a sporcarsi con le sofferenze e le speranze di questo mondo,
e a restare trasparente rispetto alle riduzioni che spesso siamo tentati di attivare.
Crediamo Signore, ma vorremmo credere di più:
credere fidandoci, credere comprendendo,
credere con una fede illuminata dalla ragione che approfondisce,
che interroga e si lascia interrogare,
che studia per penetrare i misteri di Dio e contemplarli.
Maestro buono, insegnaci una fede che sappia dare gusto e colore alla nostra quotidianità,
una fede che irradi con sfumature di carità tutto ciò che viviamo,
tutte le relazioni che costruiamo, tutte le scelte che siamo chiamati a vivere in prima persona.
Insegnaci a gustare la beatitudine dei non vedenti,
di coloro che proprio perché non vedono, credono!
Maria, tua e nostra Madre, ci accompagni nel cammino di un credere determinato,
che non si arrende nella notte, ma che nell’amore fiducioso, resta e attende la nuova alba.
Amen
La preghiera della GMG2011

Verso la GMG 2016. Sulle Beatitudini ( 20). F. Rosini. Beati gli operatori di pace

26 agosto 2014

 

Settimo incontro: Beati gli operatori di pace

 

 http://media02.radiovaticana.va/audio/audio2/mp3/00440953.mp3

Sono i nuovi comandamenti. Ma se noi non abbiamo il cuore aperto allo Spirito Santo, sembreranno sciocchezze. ‘Ma, guarda, essere poveri, essere miti, essere misericordiosi non sembra una cosa che ci porti al successo’.

Se non abbiamo il cuore aperto e se non abbiamo gustato quella consolazione dello Spirito Santo, che è la salvezza, non si capisce questo. Questa è la legge per quelli che sono stati salvati e hanno aperto il loro cuore alla salvezza. Questa è la legge dei liberi, con quella libertà dello Spirito Santo”. (Papa Francesco)

Verso la GMG 2016. Sulle Beatitudini (19). F. Rosini. Beati i puri di cuore

23 agosto 2014

 

 

Sesto incontro: Beati i puri di cuore

 

 

Sono i nuovi comandamenti. Ma se noi non abbiamo il cuore aperto allo Spirito Santo, sembreranno sciocchezze. ‘Ma, guarda, essere poveri, essere miti, essere misericordiosi non sembra una cosa che ci porti al successo’.

Se non abbiamo il cuore aperto e se non abbiamo gustato quella consolazione dello Spirito Santo, che è la salvezza, non si capisce questo. Questa è la legge per quelli che sono stati salvati e hanno aperto il loro cuore alla salvezza. Questa è la legge dei liberi, con quella libertà dello Spirito Santo”. (Papa Francesco)

4^ giornata del Viaggio apostolico in Corea. Discorso ai Vescovi dell’Asia. Testo dell’Omelia a conclusione della 6^ Giornata della Gioventù Asiatica

17 agosto 2014

Logo - Viaggio Apostolico nella Repubblica di Corea

TRASMISSIONI IN DIRETTA

http://www.ctv.va/content/ctv/it/livetv.html

ore 4.00: INCONTRO CON I VESCOVI DELL’ASIA NEL SANTUARIO DI HAEMI

 

“Non possiamo impegnarci in un vero dialogo se non siamo consapevoli della nostra identità. Dal niente, dal nulla, dalla nebbia dell’autocoscienza non si può dialogare, non si può incominciare a dialogare. E, d’altra parte, non può esserci dialogo autentico se non siamo capaci di aprire la mente e il cuore, con empatia e sincera accoglienza verso coloro ai quali parliamo. E’ un’attenzione, e nell’attenzione ci guida lo Spirito Santo. Un chiaro senso dell’identità propria di ciascuno e una capacità di empatia sono pertanto il punto di partenza per ogni dialogo. …. E se la nostra comunicazione non vuole essere un monologo, dev’esserci apertura di mente e di cuore per accettare individui e culture. Senza paura: la paura è nemica di queste aperture.

 Vorrei qui segnalare tre ( rischi)  . Il primo di essi è l’abbaglio ingannevole del relativismo… la superficialità.e  l’apparente sicurezza di nascondersi dietro risposte facili, frasi fatte, leggi e regolamenti.

E la fede viva in Cristo che costituisce la nostra identità più profonda, cioè essere radicati nel Signore. E se c’è questo, tutto il resto è secondario. È da questa identità profonda, la fede viva in Cristo nella quale siamo radicati, da questa realtà profonda che prende avvio il nostro dialogo, ed è questa che siamo chiamati a condividere in modo sincero, onesto, senza presunzione, attraverso il dialogo della vita quotidiana, il dialogo della carità e in tutte quelle occasioni più formali che possono presentarsi. Poiché Cristo è la nostra vita (cfr Fil 1,21), parliamo di Lui e a partire da Lui, senza esitazione o paura”.

TESTO COMPLETO DEL DISCORSO  

ore 9.15: OMELIA DELLA SANTA MESSA CONCLUSIVA DELLA 6^ GIORNATA DELLA GIOVENTU’ ASIATICA (Castello di Haemi)

Video

Cari giovani amici,

«La gloria dei martiri brilla su di voi!». Queste parole, che fanno parte del tema della Sesta Giornata Asiatica della Gioventù, consolano tutti noi e ci danno forza. Giovani dell’Asia, voi siete eredi di una grande testimonianza, di una preziosa confessione di fede in Cristo. E’ Lui la luce del mondo, Lui la luce della nostra vita! I martiri della Corea, e innumerevoli altri in tutta l’Asia, hanno consegnato i propri corpi ai persecutori; a noi invece hanno consegnato una testimonianza perenne del fatto che la luce della verità di Cristo scaccia ogni tenebra e l’amore di Cristo trionfa glorioso. Con la certezza della sua vittoria sulla morte e della nostra partecipazione ad essa, possiamo affrontare la sfida di essere suoi discepoli oggi, nelle nostre situazioni di vita e nel nostro tempo.

Le parole su cui abbiamo appena riflettuto sono una consolazione. L’altra parte del tema della Giornata – «Gioventù dell’Asia, alzati!» – vi parla di un compito, di una responsabilità. Consideriamo per un momento ciascuna di queste parole. Anzitutto l’espressione «dell’Asia». Vi siete radunati qui in Corea, da ogni parte dell’Asia. Ciascuno di voi ha un posto ed un contesto proprio nei quali siete chiamati a riflettere l’amore di Dio. Il Continente asiatico, imbevuto di ricche tradizioni filosofiche e religiose, rimane una grande frontiera per la vostra testimonianza a Cristo, «via, verità e vita» (Gv 14,6). Quali giovani che non soltanto vivete in Asia, ma siete figli e figlie di questo grande Continente, avete il diritto e il compito di prendere parte pienamente alla vita delle vostre società. Non abbiate paura di portare la sapienza della fede in ogni ambito della vita sociale!

Inoltre, quali giovani asiatici, voi vedete e amate dal di dentro tutto ciò che è bello, nobile e vero nelle vostre culture e tradizioni. Al tempo stesso, come cristiani, sapete anche che il Vangelo ha la forza di purificare, elevare e perfezionare questo patrimonio. Mediante la presenza dello Spirito Santo dato a voi nel Battesimo e sigillato nella Confermazione, in unione con i vostri Pastori, potete apprezzare i molti valori positivi delle diverse culture dell’Asia. Siete inoltre capaci di discernere ciò che è incompatibile con la vostra fede cattolica, ciò che è contrario alla vita di grazia innestata in voi col Battesimo, e quali aspetti della cultura contemporanea sono peccaminosi, corrotti e conducono alla morte.

Ritornando al tema della Giornata, riflettiamo sulla parola “gioventù”. Voi e i vostri amici siete pieni di ottimismo, di energia e di buona volontà, caratteristici di questa stagione della vostra vita. Lasciate che Cristo trasformi il vostro naturale ottimismo in speranza cristiana, la vostra energia in virtù morale, la vostra buona volontà in amore genuino che si sa sacrificare! Questo è il cammino che siete chiamati ad intraprendere. Questo è il cammino per vincere tutto ciò che minaccia la speranza, la virtù e l’amore nella vostra vita e nella vostra cultura. In questo modo, la vostra giovinezza sarà un dono a Gesù e al mondo.

Come giovani cristiani, sia che siate lavoratori, o studenti, o che abbiate già intrapreso una professione, o risposto alla chiamata al matrimonio, alla vita religiosa o al sacerdozio, voi non siete soltanto una parte del futuro della Chiesa: siete anche una parte necessaria e amata del presente della Chiesa! Siete il presente della Chiesa! Rimanete uniti gli uni agli altri, avvicinatevi sempre più a Dio, e insieme con i vostri Vescovi e sacerdoti spendete questi anni per edificare una Chiesa più santa, più missionaria e umile – una Chiesa più santa, più missionaria e più umile – una Chiesa che ama e adora Dio, cercando di servire i poveri, le persone sole, i malati e gli emarginati.

Nella vostra vita cristiana sarete molte volte tentati, come i discepoli nel Vangelo di oggi, di allontanare lo straniero, il bisognoso, il povero e chi ha il cuore spezzato. Sono queste persone in modo speciale che ripetono il grido della donna del Vangelo: «Signore, aiutami!». L’invocazione della donna cananea è il grido di ogni persona che è alla ricerca di amore, di accoglienza e di amicizia con Cristo. E’ il gemito di tante persone nelle nostre città anonime, la supplica di moltissimi vostri contemporanei, e la preghiera di tutti quei martiri che ancora oggi soffrono persecuzione e morte nel nome di Gesù: «Signore, aiutami!». E’ spesso un grido che sgorga dai nostri stessi cuori: «Signore, aiutami!». Diamo risposta a questa invocazione, non come quelli che allontanano le persone che chiedono, come se servire i bisognosi si contrapponesse allo stare più vicini al Signore. No! Dobbiamo essere come Cristo, che risponde ad ogni domanda d’aiuto con amore, misericordia e compassione.

Infine, la terza parte del tema di questa Giornata: «Alzati!». Questa parola parla di una responsabilità che il Signore vi affida. E’ il dovere di essere vigilanti per non lasciare che le pressioni, le tentazioni e i nostri peccati o quelli di altri intorpidiscano la nostra sensibilità per la bellezza della santità, per la gioia del Vangelo. Il Salmo responsoriale odierno ci invita continuamente ad «essere lieti e a cantare con gioia». Nessuno, se è addormentato, può cantare, danzare, rallegrarsi. Non è bene quando vedo giovani che dormono… No! “Alzati!”. Vai, vai! Vai avanti! Cari giovani, «Dio, il nostro Dio, ci ha benedetti!» (Sal 67); da Lui abbiamo «ottenuto misericordia» (Rm 11,30). Con la certezza dell’amore di Dio, andate per il mondo, così che «a motivo della misericordia da voi ricevuta» (v. 31), i vostri amici, i colleghi di lavoro, i connazionali e ogni persona di questo grande Continente «anch’essi ottengano misericordia» (v. 31). E’ proprio mediante questa misericordia che siamo salvati.

Cari giovani dell’Asia, vi auguro che, uniti a Cristo e alla Chiesa, possiate camminare su questa strada che certamente vi riempirà di gioia. Ed ora, mentre ci accostiamo alla mensa dell’Eucaristia, rivolgiamoci a Maria nostra Madre, che diede al mondo Gesù. Sì, Madre nostra Maria, noi desideriamo ricevere Gesù; nel tuo materno affetto, aiutaci a portarlo agli altri, a servirlo con fedeltà, e ad onorarlo in ogni tempo ed in ogni luogo, in questo Paese e in tutta l’Asia. Amen.

Gioventù dell’Asia, alzati!

Papa Francesco incontra i giovani asiatici. Testo del Discorso

15 agosto 2014

TRASMISSIONI IN DIRETTA

http://www.ctv.va/content/ctv/it/livetv.html

ore 17.30: Presso il Santuario di Solmoe

TESTO DEL DISCORSO (appena disponibile)

 

Venerdì, 15 agosto 2014

 

Video

 

Dear Young Friends,

“It is good for us to be here!” (Mt 17:4). These words were spoken by Saint Peter on Mount Tabor as he stood in the presence of Jesus transfigured in glory. Truly it is good for us to be here, together, at this shrine of the Korean Martyrs, in whom the Lord’s glory was revealed at the dawn of the Church’s life in this country. In this great assembly, which brings together young Christians from throughout Asia, we can almost feel the glory of Jesus present in our midst, present in his Church which embraces every nation, language and people, present in the power of his Holy Spirit who makes all things new, young and alive!

I thank you for your warm welcome. Very warm, very warm! And I thank for the gift of your enthusiasm, your joyful songs, your testimonies of faith, and your beautiful expressions of the variety and richness of your different cultures. In a special way, I thank Mai, Giovanni e Marina, the three young people who shared with me your hopes, your problems and your concerns; I listened to them carefully, and I will keep them in mind. I thank Bishop Lazzaro You Heung-sik for his words of introduction and I greet all of you from my heart.

[T]

This afternoon I would like to reflect with you on part of the theme of this Sixth Asian Youth Day: “The Glory of the Martyrs Shines on You”. Just as the Lord made his glory shine forth in the heroic witness of the martyrs, so too he wants to make his glory shine in your lives, and through you, to light up the life of this vast continent. Today Christ is knocking at the door of your heart, of my heart. He calls you and me to rise, to be wide awake and alert, and to see the things in the life that really matter. What is more, he is asking you and me to go out on the highways and byways of this world, knocking on the doors of other people’s hearts, inviting them to welcome him into their lives.

This great gathering of Asian young people also allows us to see something of what the Church herself is meant to be in God’s eternal plan. Together with young people everywhere, you want to help build a world where we all live together in peace and friendship, overcoming barriers, healing divisions, rejecting violence and prejudice. And this is exactly what God wants for us. The Church is meant to be a seed of unity for the whole human family. In Christ, all nations and peoples are called to a unity which does not destroy diversity but acknowledges, reconciles and enriches it.

[T]

How distant the spirit of the world seems from that magnificent vision and plan! How often the seeds of goodness and hope which we try to sow seem to be choked by weeds of selfishness, hostility and injustice, not only all around us, but also in our own hearts. We are troubled by the growing gap in our societies between rich and poor. We see signs of an idolatry of wealth, power and pleasure which come at a high cost to human lives. Closer to home, so many of our own friends and contemporaries, even in the midst of immense material prosperity, are suffering from spiritual poverty, loneliness and quiet despair. God seems to be removed from the picture. It is almost as though a spiritual desert is beginning to spread throughout our world. It affects the young too, robbing them of hope and even, in all too many cases, of life itself.

[T]

Yet this is the world into which you are called to go forth and bear witness to the Gospel of hope, the Gospel of Jesus Christ, and the promise of his Kingdom – this is your theme, Marina. I will speak… In the parables, Jesus tells us that the Kingdom comes into the world quietly, growing silently yet surely wherever it is welcomed by hearts open to its message of hope and salvation. The Gospel teaches us that the Spirit of Jesus can bring new life to every human heart and can transform every situation, even the most apparently hopeless. Jesus can transform, can transform all situations! This is the message which you are called to share with your contemporaries: at school, in the workplace, in your families, your universities and your communities. Because Jesus rose from the dead, we know that he has “the words of eternal life” (Jn6:68), that his word has the power to touch every heart, to conquer evil with good, and to change and redeem the world.

Dear young friends, in this generation the Lord is counting on you! He’s counting on you! He entered your hearts on the day of your Baptism; he gave you his Spirit on the day of your Confirmation; and he strengthens you constantly by his presence in the Eucharist, so that you can be his witnesses before the world. Are you ready to say “yes”? Are you ready? [Yes!]

Thank you! Are you tired? [No!] Sure? [Yes!] Beloved friends of mine, as I was told yesterday: “You cannot speak to the young with paper; you must speak, address young people spontaneously from the heart”. But I have a great difficulty: I have poor English. [No!] Yes, yes! But if you wish I can say other things spontaneously… [Yes!] Are you tired? [No!] May I go on? [Yes!] But I will do so in Italian. [turning to the interpreter] Will you translate? Thank you! Go on!

Ho sentito molto forte quello che Marina ha detto: il suo conflitto nella sua vita. Come fare? Se andare per la strada della vita consacrata, la vita religiosa, o studiare per diventare più preparata per aiutare gli altri. Questo è un conflitto apparente, perché quando il Signore chiama, chiama sempre per fare il bene agli altri, sia alla vita religiosa, alla vita consacrata, sia alla vita laicale, come padre e madre di famiglia. Ma lo scopo è lo stesso: adorare Dio e fare il bene agli altri. Che cosa deve fare Marina, e tanti di voi che si fanno la stessa domanda? Anch’io l’ho fatta al mio tempo: che strada devo scegliere? Ma tu non devi scegliere nessuna strada: la deve scegliere il Signore! Gesù l’ha scelta, tu devi sentire Lui e chiedere: Signore, che cosa devo fare? Questa è la preghiera che un giovane deve fare: “Signore, cosa vuoi tu da me?”. E con la preghiera e il consiglio di alcuni veri amici – laici, sacerdoti, suore, vescovi, papi… anche il Papa può dare un buon consiglio – con il consiglio di questi trovare la strada che il Signore vuole per me.

Let’s pray together!

[si rivolge al sacerdote traduttore] Tu fai ripetere in coreano: Signore cosa vuoi tu dalla mia vita? Tre volte.

Preghiamo! Let’s pray!

Sono sicuro che il Signore vi ascolterà. Anche te Marina, di sicuro. Grazie per la tua testimonianza. Scusami! Ho sbagliato nome: la domanda è stata fatta da Mai, non da Marina.

Mai ha parlato di un’altra cosa: dei martiri, dei santi, dei testimoni. E ci ha detto con un po’ di dolore, un po’ di nostalgia, che nella sua terra, la Cambogia, ancora non ci sono Santi, ma speriamo… Santi ci sono e tanti! Ma la Chiesa ancora non ha riconosciuto, non ha beatificato, non ha canonizzato nessuno. E io ti ringrazio tanto Mai di questo. Io ti prometto che mi occuperò, quando torno a casa, di parlare all’incaricato di queste cose, che è un bravo uomo, si chiama Angelo, e chiederò a lui di fare una ricerca su questo per portarlo avanti. Grazie, tante grazie!

It’s time to finish. Are you tired? [No!] Go on a little? [Yes!]

Veniamo adesso a Marina. Marina ha fatto due domande… non due domande, ha fatto due riflessioni e una domanda sulla felicità. Lei ci ha detto una cosa vera: la felicità non si compra. E quando tu compri una felicità, poi te ne accorgi che quella felicità se n’è andata… Non dura la felicità che si compra. Soltanto la felicità dell’amore, questa è quella che dura!

E la strada dell’amore è semplice: ama Dio e ama il prossimo, tuo fratello, quello che è vicino a te, quello che ha bisogno di amore e ha bisogno di tante cose. “Ma, padre, come so io se amo Dio?” Semplicemente se tu ami il prossimo, se tu non odi, se tu non hai odio nel tuo cuore, ami Dio. Quella è la prova sicura.

E poi Marina ha fatto una domanda – io capisco – una domanda dolorosa, e la ringrazio di averla fatta: la divisione tra i fratelli delle Coree. Ma ci sono due Coree? No, ce n’è una, ma è divisa, la famiglia è divisa. E c’è questo dolore… Come aiutare affinché questa famiglia si unisca? Io dico due cose: prima un consiglio, e poi una speranza.

Prima di tutto, il consiglio: pregare; pregare per i nostri fratelli del Nord: “Signore, siamo una famiglia, aiutaci, aiutaci per l’unità, Tu puoi farlo. Che non ci siano vincitori né vinti, soltanto una famiglia, che ci siano soltanto i fratelli”. Adesso vi invito a pregare insieme – dopo la traduzione – in silenzio, per l’unità delle due Coree.

In silenzio facciamo la preghiera. In silence we pray. [silenzio]

Adesso, la speranza. Qual è la speranza? Ci sono tante speranze, ma ce n’è una bella. La Corea è una, è una famiglia: voi parlate la stessa lingua, la lingua di famiglia; voi siete fratelli che parlate la stessa lingua. Quando [nella Bibbia] i fratelli di Giuseppe sono andati in Egitto a comprare da mangiare – perché avevano fame, avevano soldi, ma non avevano da mangiare – sono andati lì a comprare cibo, e hanno trovato un fratello! Perché? Perché Giuseppe se n’era accorto che parlavano la stessa lingua. Pensate ai vostri fratelli del Nord: loro parlano la stessa lingua e quando in famiglia si parla la stessa lingua, c’è anche una speranza umana.

Poco fa abbiamo visto una cosa bella, quello sketch del figliol prodigo, quel figlio che se n’era andato, aveva sprecato i soldi, tutto, aveva tradito il padre, la famiglia, aveva tradito tutto. Ad un certo momento, per le necessità, ma con molta vergogna, ha deciso di tornare. E aveva pensato a come chiedere perdono al suo papà. E ha pensato: “Padre, ho peccato, ho fatto questo di male, ma io voglio essere un dipendente, non tuo figlio” e tante belle cose. Ma ci dice il Vangelo che il padre lo ha visto da lontano. E perché lo ha visto? Perché tutti i giorni saliva sul terrazzo per vedere se tornava il figlio. E lo ha abbracciato: non lo ha lasciato parlare; non lo ha lasciato dire quel discorso e neppure chiedere perdono, lo ha lasciato in seguito… e ha fatto festa. Ha fatto festa! E questa è la festa che piace a Dio: quando noi torniamo a casa, torniamo da Lui. “Ma Padre, io sono un peccatore, io sono una peccatrice…”. Meglio ancora, ti aspetta! Farà ancora più festa! Perché lo stesso Gesù ci dice che in cielo si fa più festa per un peccatore che torna che per cento giusti che rimangono a casa.

Nessuno di noi sa cosa ci aspetta nella vita. E voi giovani: “Che cosa mi aspetta?”. Noi possiamo fare cose brutte, bruttissime, ma per favore non disperare, c’è sempre il Padre che ci aspetta! Tornare, tornare! Questa è la parola. Come back! Tornare a casa, perché mi aspetta il Padre. E se io sono molto peccatore, farà una grande festa. E voi sacerdoti, per favore, abbracciate i peccatori e siate misericordiosi. E sentire questo è bello! A me fa felice questo, perché Dio mai si stanca di perdonare; mai si stanca di aspettarci.

I had written three suggestions but I have talked about this: prayer, Eucharist and work for others, for the poor.

[T]

Now it is time for me to go. [No!] I look forward to seeing you in these days and speaking to you again when we gather for Holy Mass on Sunday. For now, let us thank the Lord for the blessings of this time together and ask him for the strength to be faithful and joyful witnesses of his love throughout Asia and the entire world.

May Mary, our Mother, watch over you and keep you ever close to Jesus her Son. And from his place in heaven, may Saint John Paul II, who initiated the World Youth Days, always be your guide. With great affection I give you my blessing.

And please, pray for me, don’t forget it: to pray for me! Thank you very much!

Verso la GMG 2016. Sulle Beatitudini (18). F. Rosini. Beati i misericordiosi

14 agosto 2014

 

Quinto incontro: Beati i misericordiosi

 

 

 

 

Sono i nuovi comandamenti. Ma se noi non abbiamo il cuore aperto allo Spirito Santo, sembreranno sciocchezze. ‘Ma, guarda, essere poveri, essere miti, essere misericordiosi non sembra una cosa che ci porti al successo’.

Se non abbiamo il cuore aperto e se non abbiamo gustato quella consolazione dello Spirito Santo, che è la salvezza, non si capisce questo. Questa è la legge per quelli che sono stati salvati e hanno aperto il loro cuore alla salvezza. Questa è la legge dei liberi, con quella libertà dello Spirito Santo”. (Papa Francesco)