Archive for the ‘GMG (Giornate mondiali della gioventù)’ Category

Papa Francesco Veglia di preghiera per la Giornata Mondiale della Gioventù 2017 HD

9 aprile 2017

 

 

 

 

 

VEGLIA DI PREGHIERA IN PREPARAZIONE
ALLA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ

PAROLE DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Basilica di Santa Maria Maggiore
Sabato, 8 aprile 2017

[Multimedia]

Cari giovani,

grazie di essere qui! Questa sera è un doppio inizio: l’inizio del cammino verso il Sinodo, che ha un nome lungo: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, ma diciamo: “il Sinodo dei giovani”, si capisce meglio! E anche il secondo inizio, del cammino verso Panama: c’è qui l’Arcivescovo di Panama [lo indica e si rivolge a lui]. Ti saluto tanto!

Abbiamo ascoltato il Vangelo, abbiamo pregato, abbiamo cantato; abbiamo portato i fiori alla Madonna, alla Madre; e abbiamo portato la Croce, che viene da Cracovia e domani sarà consegnata ai giovani del Panama. Da Cracovia a Panama; e, in mezzo, il Sinodo. Un Sinodo dal quale nessun giovane deve sentirsi escluso! “Ma… facciamo il Sinodo per i giovani cattolici… per i giovani che appartengono alle associazioni cattoliche, così è più forte…”. No! Il Sinodo è il Sinodo per e di tutti i giovani! I giovani sono i protagonisti. “Ma anche i giovani che si sentono agnostici?”. Sì! “Anche i giovani che hanno la fede tiepida?”. Sì! “Anche i giovani che si sono allontanati dalla Chiesa?”. Sì! “Anche i giovani che – non so se c’è qualcuno… forse ci sarà qualcuno – i giovani che si sentono atei?”. Sì! Questo è il Sinodo dei giovani, e noi tutti vogliamo ascoltarci. Ogni giovane ha qualcosa da dire agli altri, ha qualcosa da dire agli adulti, ha qualcosa da dire ai preti, alle suore, ai vescovi e al Papa. Tutti abbiamo bisogno di ascoltare voi!

Ricordiamo un po’ Cracovia; la Croce ce lo ricorda. Lì ho detto due cose, forse qualcuno ricorda: è brutto vedere un giovane che va in pensione a 20 anni, è brutto; e anche è brutto vedere un giovane che vive sul divano. Non è vero? Né giovani “in pensione”, né giovani “da divano”. Giovani che camminino, giovani di strada, giovani che vadano avanti, uno accanto all’altro, ma guardando il futuro!

Abbiamo ascoltato il Vangelo (cfr Lc 1,39-45). Quando Maria riceve quel dono, quella vocazione tanto grande di portare il dono di Dio a noi, dice il Vangelo che, avendo avuto anche la notizia che la sua cugina anziana aspettava un bambino e aveva bisogno di aiuto, se ne va “in fretta”. In fretta! Il mondo di oggi ha bisogno di giovani che vadano “in fretta”, che non si stanchino di andare in fretta; di giovani che abbiano quella vocazione di sentire che la vita offre loro una missione. E, come ha detto tante volte Maria Lisa [giovane Suora] nella sua testimonianza, giovani in cammino. Lei ha raccontato tutta la sua esperienza: è stata un’esperienza in cammino. Abbiamo bisogno di giovani in cammino. Il mondo può cambiare soltanto se i giovani sono in cammino. Ma questo è il dramma di questo mondo: che i giovani – e questo è il dramma della gioventù di oggi! – che i giovani spesso sono scartati. Non hanno lavoro, non hanno un ideale da seguire, manca l’educazione, manca l’integrazione… Tanti giovani devono fuggire, emigrare in altre terre… I giovani, oggi, è duro dirlo, ma spesso sono materiale di scarto. E questo noi non possiamo tollerarlo! E noi dobbiamo fare questo Sinodo per dire: “Noi giovani siamo qui!”. E noi andiamo a Panama per dire: “Noi giovani siamo qui, in cammino. Non vogliamo essere materiale di scarto! Noi abbiamo un valore da dare”.

Ho pensato, mentre Pompeo parlava [nella seconda testimonianza]: per due volte lui è stato quasi al limite di essere materiale di scarto, a 8 anni e a 18 anni. E ce l’ha fatta. Ce l’ha fatta. E’ stato capace di rialzarsi. E la vita, quando guardiamo l’orizzonte – lo ha detto anche Maria Lisa –, sempre ci sorprende, sempre. Tutti e due lo hanno detto.

Noi siamo in cammino, verso il Sinodo e verso Panama. E questo cammino è rischioso; ma se un giovane non rischia, è invecchiato. E noi dobbiamo rischiare.

Maria Lisa ha detto che dopo il sacramento della Cresima si è allontanata dalla Chiesa. Voi sapete bene che qui in Italia il sacramento della Cresima lo si chiama “il sacramento dell’arrivederci”! Dopo la Cresima non si torna più in chiesa. E perché? Perché tanti giovani non sanno cosa fare… E lei [Maria Lisa] mai si è fermata, sempre in cammino: a volte su strade oscure, su strade senza luce, senza ideali o con ideali che non capiva bene; ma alla fine, anche lei ce l’ha fatta. Voi giovani dovete rischiare nella vita, rischiare. Oggi dovete preparare il futuro. Il futuro è nelle vostre mani. Il futuro è nelle vostre mani.

Nel Sinodo, la Chiesa, tutta, vuole ascoltare i giovani: cosa pensano, cosa sentono, cosa vogliono, cosa criticano e di quali cose si pentono. Tutto. La Chiesa ha bisogno di più primavera ancora, e la primavera è la stagione dei giovani.

E inoltre vorrei invitarvi a fare questo cammino, questa strada verso il Sinodo e verso Panama, a farla con gioia, farla con le vostre aspirazioni, senza paura, senza vergogna, farla coraggiosamente. Ci vuole coraggio. E cercare di prendere la bellezza nelle piccole cose, come ha detto Pompeo, quella bellezza di tutti i giorni: prenderla, non perdere questo. E ringraziare per quello che sei: “Io sono così: grazie!”. Tante volte, nella vita, perdiamo tempo a domandarci: “Ma chi sono io?”. Ma tu puoi domandarti chi sei tu e fare tutta una vita cercando chi sei tu. Ma domandati: “Per chi sono io?”. Come la Madonna, che è stata capace di domandarsi: “Per chi, per quale persona sono io, in questo momento? Per la mia cugina”, ed è andata. Per chi sono io, non chi sono io: questo viene dopo, sì, è una domanda che si deve fare, ma prima di tutto perché fare un lavoro, un lavoro di tutta una vita, un lavoro che ti faccia pensare, che ti faccia sentire, che ti faccia operare. I tre linguaggi: il linguaggio della mente, il linguaggio del cuore e il linguaggio delle mani. E andare sempre avanti.

E un’altra cosa che vorrei dirvi: il Sinodo non è un “parlatoio”. La GMG non sarà un “parlatoio” o un circo o una cosa bella, una festa e poi “ciao”, mi sono dimenticato. No, concretezze! La vita ci chiede concretezza. In questa cultura liquida, ci vuole concretezza, e la concretezza è la vostra vocazione.

E vorrei finire… – c’era un discorso scritto, ma dopo aver visto voi, aver sentito le due testimonianze, mi è venuto da dire tutto questo –: ci saranno momenti in cui voi non capirete nulla, momenti oscuri, brutti, momenti belli, momenti oscuri, momenti luminosi… ma c’è una cosa che io vorrei sottolineare. Noi siamo nel presente. Alla mia età, stiamo per andarcene… ah no? [ride] Chi garantisce la vita? Nessuno. La vostra età ha il futuro davanti. Ai giovani, oggi, ai giovani la vita chiede una missione, la Chiesa chiede loro una missione, e io vorrei dare a voi questa missione: tornare indietro e parlare con i nonni. Oggi più che mai abbiamo necessità, abbiamo bisogno di questo ponte, del dialogo tra i nonni e i giovani, tra i vecchi e i giovani. Il profeta Gioele, nel capitolo 3, versetto 2, ci dice questo, come una profezia: “Gli anziani avranno sogni, sogneranno, e i giovani profetizzeranno”, cioè porteranno avanti con le profezia le cose concrete. Questo è il compito che io vi do in nome della Chiesa: parlare con gli anziani. “Ma è noioso…, dicono sempre le stesse cose…”. No. Ascolta l’anziano. Parla, domanda le cose. Fa’ che loro sognino e da quei sogni prendi tu per andare avanti, per profetizzare e per rendere concreta quella profezia. Questa è la vostra missione oggi, questa è la missione che vi chiede oggi la Chiesa.

Cari giovani, siate coraggiosi! “Ma, Padre, io ho peccato, tante volte cado…”. Mi viene in mente una canzone alpina, bellissima, che cantano gli alpini: “Nell’arte di salire, l’importante non è non cadere, ma non rimanere caduti”. Avanti! Cadi? Alzati e vai avanti. Ma pensa a quello che ha sognato il nonno, che ha sognato il vecchio o la vecchia. Falli parlare, prendi quelle cose e fai il ponte al futuro. Questo è il compito e la missione che oggi vi dà la Chiesa.

Grazie tante per il vostro coraggio, e… a Panama! Non so se sarò io, ma ci sarà il Papa. E il Papa, a Panama, vi farà la domanda: “Avete parlato con i vecchi? Avete parlato con gli anziani? Avete preso i sogni dell’anziano e li avete trasformati in profezia concreta?”. Questo è il vostro compito. Che il Signore vi benedica. Pregate per me, e prepariamoci tutti insieme per il Sinodo e per Panama.

Grazie.

Grazie Cracovia, ci vediamo a Panama! #NosVemosenPanama #GMG #ThanksWYD

31 luglio 2016

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Papa Francesco Annuncia Panama come sede della Gmg 2019.HD

31 luglio 2016
Pubblicato il 31 lug 2016

Si svolgerà a Panama la prossima Giornata mondiale della Gioventù, nel 2019, dopo due anni di giornate celebrate a livello diocesano. Lo ha annunciato prima dell’Angelus ai giovani Papa Francesco, confermando molte indiscrezioni della vigilia.

Papa Francesco Santa Messa di chiusura della XXXI Giornata Mondiale della Gioventù 2016.HD

31 luglio 2016

 

Papa Francesco Omelia Santa Messa per la XXXI Giornata Mondiale della Gioventù 2016.HD

31 luglio 2016
Pubblicato il 31 lug 2016

Il Papa alla Messa della Gmg: siate sognatori che non accettano l’odio tra i popoli

Papa Francesco Veglia con i Giovani della GMG 2016.HD

31 luglio 2016
Pubblicato il 30 lug 2016

Papa a giovani: non siamo nati per vegetare, ma per cambiare il mondo

Papa in Polonia, messa sacerdoti 30.07.2016

31 luglio 2016
Pubblicato il 31 lug 2016

Sacerdoti: cuori teneri coi deboli, lontani dai poteri del mondo

Nella messa per i sacerdoti e religiosi polacchi, nel santuario di san Giovanni Paolo II a Cracovia, Papa Francesco ha tracciato un profilo del buon pastore. Dall’inviato Alessandro Di Bussolo

Buongiorno dal #CampusMisericordiae! #Krakow2016 #GMG

31 luglio 2016

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La porta santa, l’altare papale ed il palco di #CampusMisericordiae con i simboli della #GMG #Krakow2016

30 luglio 2016

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Pellegrini in cammino verso #CampusMisericordiae #GMG #Krakow2016

30 luglio 2016

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Papa in Polonia, visita santuario della Divina Misericordia 30.07.2016

30 luglio 2016
Pubblicato il 30 lug 2016

Non allontaniamoci mai da Gesù, anche se peccatori

Nella prima tappa della sua quarta giornata in Polonia, Papa Francesco ha visitato il santuario della Divina Misericordia a Lagiewniki, pregando davanti alla tomba di Santa Faustina Kowalska. Prima di confessare otto giovani, ha salutato i ragazzi raccolti sul “prato delle confessioni”. Dall’inviato Alessandro Di Bussolo.

Papa in Polonia, saluto arcivescovado 29.07.2016

30 luglio 2016
Pubblicato il 30 lug 2016

Le nuove crudeltà, dalla tortura alle carceri sovraffollate

A Cracovia, Papa Francesco si è affacciato per la terza volta dalla finestra dell’arcivescovado, e parlando dell’orrore del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, ha sottolineato che ancora oggi, dove c’è guerra, succede lo stesso. Ma Gesù è venuto per portare su di sé questa realtà. Dall’inviato Alessandro Di Bussolo

Papa in Polonia, Via Crucis 29.07.2016

30 luglio 2016
Pubblicato il 30 lug 2016

Il dono di sé unica risposta al male

Papa Francesco ai giovani della Gmg di Cracovia al termine della Via Crucis nella spianata di Blonie: “Il Signore vuol fare di voi una risposta concreta ai bisogni dell’umanità. Il mondo ci guarda”. Dall’inviato Alessandro Di Bussolo.

Gmg, confessionali a cielo aperto, la testimonianza di un sacerdote

29 luglio 2016

 

2016-07-29 Radio Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Cracovia sono tantissimi i confessionali a cielo aperto per i giovani. Padre Doris Howell, giovane sacerdote della diocesi di Southwark vicino Londra, è uno dei sacerdoti impegnati a confessare i ragazzi della Gmg. Ascoltiamo la sua testimonianza al microfono del nostro inviatoAlessandro Gisotti:

 

R. – Penso che questo sia il cuore della Gmg, questo è il centro di tutta la conversione spirituale di tutti i giovani. E’ in questo momento che Gesù veramente fa qualcosa nelle loro anime, specialmente in quest’Anno della Misericordia.

D. – I giovani vengono al confessionale?

R. – Sì ed è molto sorprendente la profondità della vita spirituale di alcuni di questi giovani, la sincerità delle loro confessioni: loro hanno sete di confessarsi … Se c’è la disponibilità dei sacerdoti, vogliono venire sempre …

D. – Oltre alle confessioni, vediamo spesso giovani che pregano … Quindi, c’è il momento della festa, chiaramente, nelle Gmg, ma c’è anche il momento di preghiera, di intensità spirituale. Questo ha un significato molto forte nella terra di Giovanni Paolo II …

R. – Sì, perché lui una volta ha detto che nessuno avrebbe potuto capirlo senza conoscere la sua vita di preghiera: questo è il segreto, il fondamento di tutto.

D. – Cosa rappresentano per lei le Gmg? Che cosa hanno rappresentato anche prima che diventasse sacerdote, che sentisse la vocazione?

R. – Per me la Gmg è un momento in cui ognuno può pensare alla propria vocazione e per me è stato un grande aiuto, mentre riflettevo sulla vocazione sacerdotale. Anche il momento di vedere la comunità dei giovani: qui si vede chiaramente che ci sono tanti giovani fedeli e c’è un sostegno reciproco che può essere una spinta a una vita spirituale più profonda.

Auschwitz, Francesco tocca in silenzio il dolore del mondo

29 luglio 2016

 

2016-07-29 Radio Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Papa Francesco è entrato camminando lentamente da solo nel campo di Auschwitz alle 9.15 passando sotto l’infame scritta “Macht arbeit frei”, “Il lavoro vi renderà liberi”. Quindi, su una piccola macchina elettrica si è diretto al centro del campo di sterminio. Dopo essere sceso, il Papa ha percorso pochi passi e si è dunque seduto su una sedia posta davanti alla “piazza dell’appello” dove i nazisti impiccavano i prigionieri. Il Papa è rimasto in silenzio, assorto in preghiera per oltre quindi minuti. Francesco si quindi è avvicinato alla struttura utilizzata per le impiccagioni e ha toccato e baciato una delle travi. Quindi è salito nuovamente a bordo della vettura elettrica, è giunto all’ingresso del Blocco 11 dove è stato accolto dal primo ministro polacco, Beata Maria Szydlo.

 

Francesco in preghiera davanti al piazzale delle fucilazion

Qui Francesco si è recato nel piazzale dove venivano compiute le fucilazioni, con un colpo alla nuca, degli ebrei e degli altri prigionieri. Qui, il Papa ha incontrato e baciato uno ad uno 10 superstiti, tra cui una signora di 101 anni, e si è fermato a parlare brevemente con ognuno di loro. L’ultimo superstite incontrato ha offerto una candela al Papa che ha portato davanti al muro davanti al quale venivano compiute le fucilazioni. Papa Francesco ha toccato il muro dove migliaia di innocenti hanno trovato la morte. Dopo questo momento, il Papa si è recato nella “cella della fame”, dove i nazisti uccidevano i prigionieri lasciandoli senza cibo fino alla morte.

 

Il Papa in preghiera nella cella dove morì San Massimiliano Kolbe
Poco dopo le 9.45, il Papa si è recato a rendere omaggio al martirio di San Massimiliano Kolbe che, proprio in questo luogo ha trovato la morte, dopo che, esattamente il 29 luglio di 75 anni fa, aveva donato la propria vita in cambio di quella di un padre di famiglia che era stato condannato a morte. Il Papa è rimasto solo in preghiera nella cella 18 del seminterrato dove morì San Massimiliano. Qui, vi è oggi una lapide commemorativa assieme ad una candela lasciata da San Giovanni Paolo II a ricordo del suo sacrificio. Anche qui, Francesco è rimasto a lungo da solo assorto in preghiera. Papa Francesco ha dunque firmato il libro d’onore lasciando scritto un suo pensiero. Quindi, il Pontefice ha donato una lampada che rimarrà nel campo di sterminio di Auschwitz. (A cura di Alessandro Gisotti) 

 

(Da Radio Vaticana)

 

 

Gruppo di giovani alla GMG di Cracovia. #Krakow2016

29 luglio 2016

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Papa in Polonia, incontro autorità 27.07.2016

28 luglio 2016

Pubblicato il 28 lug 2016

Polonia, per i migranti surplus di saggezza e misericordia

Papa Francesco ha iniziato a Cracovia il suo viaggio per la 31esima Giornata mondiale della gioventù e ha incontrato le autorità nel castello del Wawel.

Francesco domani a Cracovia, oggi Messa di apertura della Gmg

26 luglio 2016

 

2016-07-26 Radio Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto pronto a Cracovia per l’arrivo, domani, di Papa Francesco. Una visita lungamente attesa, in occasione della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù nel Giubileo della Misericordia. Per la prima volta, il Pontefice argentino sarà nella terra natale di San Giovanni Paolo II. E proprio a Karol Wojtyla “artefice delle Gmg” sarà dedicata la cerimonia di apertura dell’evento con la Messa presieduta, stasera, dal cardinale arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz. Il servizio del nostro inviato in Polonia, Alessandro Gisotti:

“Bisogna portare al mondo il fuoco della misericordia”. L’esortazione di San Giovanni Paolo II torna oggi a risuonare nella sua Cracovia. Proprio all’iniziatore, l’artefice della Gmg, è infatti dedicata – alla vigilia dell’arrivo di Papa Francesco in terra polacca – la cerimonia d’apertura della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù incentrata sul tema “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”. Prima della grande Messa celebrata dallo storico segretario di Karol Wojtyla, l’arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz, si svolgerà un suggestivo pellegrinaggio della “Fiamma della Misericordia” che da Łagiewniki, luogo che richiama immediatamente Santa Faustina Kowalska, arriverà al grande parco di Błonia, nel centro di Cracovia, dove verrà appunto celebrata la Messa d’inizio della Gmg.

Nel suo percorso, la fiamma della misericordia toccherà tutti i luoghi significativi della vita di San Giovanni Paolo II dalla chiesa di San Floriano dove fu giovane sacerdote alla Cattedrale sulla Collina del Wawel che, dal 1963 al 1978, fu la “sua” chiesa quando era pastore dell’arcidiocesi di Cracovia. Alla Messa – in cui si prevede la partecipazione di oltre 500 mila giovani – saranno presenti, come è tradizione, i simboli della Giornata Mondiale della Gioventù: la Croce e l’Icona della Madonna Salus Populi Romani, mentre alcuni giovani indosseranno le magliette con i loghi delle scorse edizioni delle Gmg. La città, con i suoi lunghi viali e grandi parchi, è già invasa pacificamente da una moltitudine di ragazzi festosi, mentre per garantire la sicurezza degli eventi le autorità hanno previsto lo schieramento di 40 mila membri delle forze dell’ordine. Con la cerimonia d’apertura di stasera si farà dunque visibile quel “mosaico di misericordia e armonia” di cui Francesco ha parlato pochi giorni fa nel videomessaggio alla Polonia. Un mosaico che domani, con l’arrivo del Papa, si arricchirà di una tessera fondamentale in questo Anno Santo che proprio a Cracovia, “capitale della divina misericordia”, vivrà il suo Giubileo dei Giovani.

Grande, ovviamente, il risalto che tutti i media polacchi riservano alla visita imminente di Francesco, dieci anni dopo il viaggio apostolico di Benedetto XVI e 14 anni dopo l’ultima visita di Karol Wojtyla nella sua Polonia, visitata ben 9 volte durante il suo Pontificato. In qualche modo, il 15.mo viaggio apostolico internazionale di Papa Bergoglio si declina in tre dimensioni: oltre agli eventi della Gmg, infatti, emerge l’incontro del Papa con la Chiesa e la nazione polacca, nel 1050.mo anniversario del Battesimo della Polonia, e naturalmente la visita ad Auschwitz-Birkenau, contrassegnata dal silenzio e dalla preghiera. Un momento toccante, per il quale il Pontefice ha chiesto il “dono delle lacrime”, e che si preannuncia tra le tappe più significative non solo di questo viaggio, ma di tutto il Pontificato di Papa Francesco.

(Da Radio Vaticana)

Francesco domani a Cracovia, oggi Messa di apertura della Gmg

17 luglio 2016

 

2016-07-26 Radio Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto pronto a Cracovia per l’arrivo, domani, di Papa Francesco. Una visita lungamente attesa, in occasione della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù nel Giubileo della Misericordia. Per la prima volta, il Pontefice argentino sarà nella terra natale di San Giovanni Paolo II. E proprio a Karol Wojtyla “artefice delle Gmg” sarà dedicata la cerimonia di apertura dell’evento con la Messa presieduta, stasera, dal cardinale arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz. Il servizio del nostro inviato in Polonia, Alessandro Gisotti:

“Bisogna portare al mondo il fuoco della misericordia”. L’esortazione di San Giovanni Paolo II torna oggi a risuonare nella sua Cracovia. Proprio all’iniziatore, l’artefice della Gmg, è infatti dedicata – alla vigilia dell’arrivo di Papa Francesco in terra polacca – la cerimonia d’apertura della 31.ma Giornata Mondiale della Gioventù incentrata sul tema “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”. Prima della grande Messa celebrata dallo storico segretario di Karol Wojtyla, l’arcivescovo di Cracovia Stanislaw Dziwisz, si svolgerà un suggestivo pellegrinaggio della “Fiamma della Misericordia” che da Łagiewniki, luogo che richiama immediatamente Santa Faustina Kowalska, arriverà al grande parco di Błonia, nel centro di Cracovia, dove verrà appunto celebrata la Messa d’inizio della Gmg.

Nel suo percorso, la fiamma della misericordia toccherà tutti i luoghi significativi della vita di San Giovanni Paolo II dalla chiesa di San Floriano dove fu giovane sacerdote alla Cattedrale sulla Collina del Wawel che, dal 1963 al 1978, fu la “sua” chiesa quando era pastore dell’arcidiocesi di Cracovia. Alla Messa – in cui si prevede la partecipazione di oltre 500 mila giovani – saranno presenti, come è tradizione, i simboli della Giornata Mondiale della Gioventù: la Croce e l’Icona della Madonna Salus Populi Romani, mentre alcuni giovani indosseranno le magliette con i loghi delle scorse edizioni delle Gmg. La città, con i suoi lunghi viali e grandi parchi, è già invasa pacificamente da una moltitudine di ragazzi festosi, mentre per garantire la sicurezza degli eventi le autorità hanno previsto lo schieramento di 40 mila membri delle forze dell’ordine. Con la cerimonia d’apertura di stasera si farà dunque visibile quel “mosaico di misericordia e armonia” di cui Francesco ha parlato pochi giorni fa nel videomessaggio alla Polonia. Un mosaico che domani, con l’arrivo del Papa, si arricchirà di una tessera fondamentale in questo Anno Santo che proprio a Cracovia, “capitale della divina misericordia”, vivrà il suo Giubileo dei Giovani.

Grande, ovviamente, il risalto che tutti i media polacchi riservano alla visita imminente di Francesco, dieci anni dopo il viaggio apostolico di Benedetto XVI e 14 anni dopo l’ultima visita di Karol Wojtyla nella sua Polonia, visitata ben 9 volte durante il suo Pontificato. In qualche modo, il 15.mo viaggio apostolico internazionale di Papa Bergoglio si declina in tre dimensioni: oltre agli eventi della Gmg, infatti, emerge l’incontro del Papa con la Chiesa e la nazione polacca, nel 1050.mo anniversario del Battesimo della Polonia, e naturalmente la visita ad Auschwitz-Birkenau, contrassegnata dal silenzio e dalla preghiera. Un momento toccante, per il quale il Pontefice ha chiesto il “dono delle lacrime”, e che si preannuncia tra le tappe più significative non solo di questo viaggio, ma di tutto il Pontificato di Papa Francesco.

 

(Da Radio Vaticana)