Archive for the ‘Maria’ Category

Preghiera del mattino: A Maria addolorata by bioraffaella

10 aprile 2020

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Dove eri oh, Maria! Quando tuo Figlio Gesù si trovava sul Monte del Getsemani e sudava sangue, per la sofferenza di non essere amato dagli uomini, che avevano ricevuto la redenzione dal suo gesto d’amore per noi?
Dove eri oh, Maria! Quando fu arrestato, giudicato, frustato, coronato di spine e caricato della croce per essere condotto nel monte Cranio detto Golgota?
In questi momenti i Vangeli non parlano di te, ma sono sicura che gli sei stata accanto il più possibile, e che per causa nostra hai sofferto con Lui per la nostra salvezza.
Oh, Madre! I Vangeli non parlano di te all’inizio della Passione, ma nel momento più importante: Quando lo hai incontrato lungo il cammino che lo portava al termine della sua vita terrena, sei stata con Lui, sempre, prima, durante e dopo.
Ma perché i Vangeli non parlano di te, nemmeno nel momento dell’istituzione all’Eucaristia? Forse perché, mentre stavi sotto la croce, ti sei presa la parte migliore, anche se all’apparenza cosi non sembra. Tu, in quell’istante, non sei stata più soltanto la madre di Gesù, perché sei diventata la madre nostra e madre della Chiesa, che ci istruisce e ci guida per condurci sulla Via, che porta al Regno dei cieli, preparata da tuo Figlio, Gesù!
Oh, Madre! Resta accanto a noi, miseri peccatori, anche quando sembra che non ti amiamo.
Io, misera creatura, ho bisogno di te, perché non ho che te, su questa terra.
Proteggimi sotto il tuo manto stellato dalle insidie del demonio, dai nemici visibili e invisibili, fino a quando non sia passato il pericolo.
Porta a Dio la mia preghiera e intercedi per me oh, Vergine Maria!
Amen

Il Santo Rosario nella Divina Volontà,Terzo Mistero della Gioia ( Terzo Atto Gioioso del Fiat Redentivo)di Luisa Piccarreta

9 aprile 2020

TERZO MISTERO della GIOIA
La Nascita di Gesù Bambino nella grotta di Betlemme

Unita, fusa, con la SS. Madre ed il suo Celeste Bimbo, m’immergo anch’io, Divina Volontà, nei tuoi mari di luce per contemplare il pieno meriggio: il Verbo Divino in mezzo a noi!

La Divina Volontà è esigente e vuole tutto, anche il sacrificio delle cose più sante e, a seconda delle circostanze, il grande sacrificio di privarsi dello stesso Gesù; ma questo è per distendere maggiormente il Suo Regno e per moltiplicare la vita dello stesso Gesù, perché quando la creatura per amore suo si priva di Lui, è tale e tanto il suo eroismo ed il sacrificio, che ha virtù di produrre una vita novella di Gesù, per poter formare un’altra abitazione a Gesù. Ecco perché la Vergine SS. ci invita:

“Sii attento, e sotto qualunque pretesto non negare mai nulla alla Divina Volontà”.

Mi unisco a Te, piccolo Gesù, per ascoltare il racconto della dolce Madre.

“Il piccolo Gesù, spasimante d’amore, stava in atto di muovere il passo per uscire alla luce del giorno. La Mamma tua sentiva che non Lo poteva più contenere dentro di sé. Mari di luce e d’amore mi inondavano, e come dentro un mare di luce lo concepii, così dentro un mare di luce uscì dal mio seno materno. Per chi vive di Volontà Divina tutto è luce e tutto si converte in luce.
Onde in questa luce io, rapita, aspettavo di stringere fra le mie braccia il mio piccolo Gesù e, come uscì dal mio seno, sentii i suoi primi vagiti amorosi. E l’Angelo del Signore me lo consegnò fra le mie braccia ed io me Lo strinsi forte forte al mio Cuore e Gli diedi il mio primo bacio ed il piccolo Gesù mi diede il suo.
Era mezzanotte quando il piccolo Re neonato uscì dal mio seno materno. Ma la notte si cambiò in giorno; Colui che era Padrone della luce metteva in fuga la notte dell’umana volontà, la notte del peccato, la notte di tutti i mali. Tutte le cose create correvano per inneggiare in quella piccola Umanità il loro Creatore. Il sole, il vento, i cieli, la terra, il mare… tutte le cose create riconobbero che il loro Creatore già stava in mezzo a loro e tutte facevano a gara ad inneggiarLo. Gli stessi Angeli, formando luce nell’aria, con voci melodiose da potersi sentire da tutti, dicevano: ‘Gloria a Dio nel più alto dei Cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà!’
Come io ricevetti il piccolo Gesù fra le mie braccia e Gli diedi il mio primo bacio, sentii il bisogno d’amore di dare del mio al mio Figlio Bambino e, porgendoGli il mio seno, Gli diedi latte abbondante, latte formato dallo stesso FIAT Divino nella mia persona per alimentare il piccolo Re Gesù. Ma chi può dirti ciò che io provavo nel far ciò e i mari di grazia, d’amore, di santità che mi dava il Figlio mio per contraccambiarmi? Quindi Lo involsi in poveri ma nitidi pannicelli e Lo adagiai nella mangiatoia. Questa era la Sua Volontà ed io non potevo far a meno di eseguirla. Ma prima di fare ciò feci parte al caro San Giuseppe, dandolo nelle sue braccia; ed oh, come gioì, se lo strinse al cuore, ed il dolce Bambinello versò nell’anima sua torrenti di grazia. Io mettevo in moto tutti i miei mari di amore che il Volere Divino aveva formato in me per amarLo, adorarLo e ringraziarLo.
Ed il celeste Pargoletto che faceva nella mangiatoia? Un atto continuo della Volontà del nostro Padre Celeste, che era anche Sua, ed emettendo gemiti e sospiri, vagiva, piangeva e chiamava tutti, col dire nei suoi gemiti amorosi: ‘Venite tutti, figli miei; per amore vostro sono nato al dolore, alle lacrime. Venite tutti a conoscere l’eccesso del mio amore! DateMi un ricetto nei vostri cuori’. E ci fu un via vai di pastori che vennero a visitarLo, ed a tutti dava il suo sguardo dolce ed il suo sorriso d’amore nelle sue stesse lacrime.
Tutta la mia gioia era tenere nel mio grembo il mio caro Figlio Gesù, ma il Volere Divino mi fece intendere che Lo mettessi nella mangiatoia a disposizione di tutti: era il piccolo Re di tutti, quindi avevano il diritto di farsene un dolce pegno d’amore. Ed io, per compiere il Volere Supremo, mi privai delle mie gioie innocenti ed incominciai con le opere e i sacrifici d’ufficio di Madre, di dare Gesù a tutti”.

Mio tenero Bambinello, non appena fosti nato, Tu subito Ti rifugiasti tremante fra le braccia della Mamma Celeste ed Ella Ti strinse al suo seno, Ti baciò, Ti riscaldò, Ti nutrì col suo latte e Ti quietò il pianto. Anch’io, Bambinello Gesù, voglio mettermi in braccio alla Mamma tua e sullo stesso suo bacio io voglio deporre il mio; voglio far scorrere il mio Ti amo nel suo latte verginale, per poterTi nutrire col mio amore. Tutto ciò che Ella Ti fece, voglio fartelo anch’io.
Mio tenero Bimbo, io desidero che Tu aprendo i tuoi occhi alla luce, Ti veda circondato dalle falangi delle opere tue, ciascuna delle quali Ti dica con me: ‘Ti amo, Ti amo, Ti amo! Ti benedico, Ti ringrazio, Ti adoro!’ e con tutte loro vorrei imprimere il mio primo bacio sulle tue labbra infantili!
Vedi, o mio amato Bambino, che non sono sola; con me ho tutto: ho il sole per riscaldarTi e per asciugare le tue lacrime, ho tutte le opere tue. Tu vagisci e singhiozzi perché non Ti vedi amato; ma io col mio Ti amo voglio cantarTi una nenia che Ti riconcilii il sonno, così mi riuscirà più facile invocare da Te, al tuo risveglio, il Regno del Tuo FIAT Divino.

Pater, 10 Ave, Gloria

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Il Santo Rosario nella Divina Volontà, Secondo mistero della Gioia ( Secondo Atto gioioso del Fiat Redentivo)La Visita di Maria a Santa Elisabetta by Luisa Piccarreta

2 aprile 2020

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Rimanendo in Te, Divina Volontà, seguo la Vergine Maria che, sentendosi Madre di Gesù, va in cerca di cuori da santificare. Sono presente all’incontro con Elisabetta ed il piccolo Giovanni santificato nel grembo della madre sua.
La Vergine SS. poté operare tanti prodigi nell’incontro con l’anziana parente Elisabetta perché la Divina Volontà possedeva in Lei il suo posto regio. La Divina Volontà fa cose grandi ed inaudite ovunque Essa regna.
“Se anche tu – ci invita la dolce Madre – lascerai regnare il Divin Volere nell’anima tua, diverrai tu pure la portatrice di Gesù alle creature, sentirai anche tu l’irresistibile bisogno di darLo a tutti!”
Mamma Santa, eccomi attenta al tuo racconto.
“Figlia mia, partii dunque da Nazareth accompagnata da San Giuseppe, affrontando un lungo viaggio e valicando montagne per andare a visitare nella Giudea Elisabetta che, a tarda età, era miracolosamente diventata madre.
Premurosamente mi recai alla casa di Elisabetta. Essa mi venne incontro festante. Al saluto che le diedi, successero fenomeni meravigliosi. Il mio Piccolo Gesù esultò nel mio seno e fissando coi raggi della propria Divinità il piccolo Giovanni nel seno della madre sua, lo santificò, gli diede l’uso di ragione e gli fece conoscere che Egli era il Figlio di Dio. Giovanni allora sussultò così fortemente di amore e di gioia, che Elisabetta si sentì scossa; colpita anch’essa dalla luce della Divinità del Figlio mio, conobbe che io ero diventata la Madre di Dio e, nell’enfasi del suo amore, tremebonda di gratitudine, esclamò: ‘Donde a me tanto onore, che la Madre del Signore mio venga a me?’
Io non negai l’altissimo mistero, anzi lo confermai umilmente, inneggiando a Dio col canto del Magnificat.
Figlia mia, chi potrà mai dirti quanto bene abbia recato la mia visita ad Elisabetta, a Giovanni, a tutta quella casa? Ognuno restò santificato, pieno d’allegrezza, avvertì gioie insolite, comprese cose inaudite e Giovanni, in particolare, ricevette tutte le grazie che gli erano necessarie per prepararsi ad essere il Precursore del Figlio Mio”.
Mamma mia, voglio rinchiudermi in Te per poter rimanere col mio Piccolo Gesù e tenerGli compagnia. Ma io vedo che il mio Bambinello già incomincia a soffrire nel tuo seno tante agonie e tante morti quante sono le ripulse che l’uomo oppone alla Volontà Divina ed osservo che Tu, Madre dolcissima, vorresti subito prendere su di Te tutte queste morti per soddisfare la Suprema Volontà.
O Gesù, io mi sento straziare il cuore vedendoTi agonizzare così piccino ancora, perciò mio tenero Bambinello, voglio dar tante volte vita al FIAT Divino nell’anima mia quante sono le volte che le creature l’hanno respinto, altrettante voglio far morire il mio volere quante sono le volte in cui esse diedero vita alla loro propria volontà. Sì, io voglio far scorrere il flusso della Tua stessa Volontà Divina nella tua piccola Umanità, affinché l’agonia e la pena di morte che Tu soffri sia meno straziante. Voglio contemplare tutte le tue pene, per suggellarle col mio Ti amo, Ti benedico, Ti ringrazio.
Caro mio Piccino Gesù, voglio portare la vita della Tua Volontà nell’angusto carcere della tua prima dimora sulla terra, per diradare le tenebre in cui Ti trovi; voglio imprimere il mio bacio, il mio Ti amo sulle tenere tue membra costrette all’immobilità, per chiederTi, per i meriti di queste tue stesse sofferenze, che il Tuo Voler Divino abbia moto nelle creature e, mediante la sua Luce, ponga in fuga la notte dell’umano volere e formi il giorno perenne del Tuo FIAT. Per ottenere il mio intento, io chiamo in mio aiuto tutti gli atti della Tua Volontà Divina, chiamo il Cielo con l’esercito delle sue stelle intorno a Te, chiamo il sole con la forza della sua luce e del suo calore, il vento con l’impetuosità del suo impero, il mare con le sue onde fragorose, chiamo la Creazione tutta; animando ogni cosa con la mia voce, io voglio offrirTi in nome di tutti il Regno del Tuo FIAT Divino.
Pater, 10 Ave, Gloria

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Il Santo Rosario nella Divina Volontà, Misteri della Gioia: Primo mistero della Gioia Primo Atto Gioiosodel Fiat Redentivo)

31 marzo 2020

MISTERO DELLA GIOIA

ignore, apri le mie labbra e la Tua Volontà in me preghi e lodi.
Mio Gesù, entro nel mare immenso della tua Volontà, fisso la mia volontà nella Tua e Ti chiedo la tua Volontà come Vita mia, come Vita di ogni mio atto, interno, esterno, volontario, involontario. Che tutto sia nella tua Divina Volontà, Signore, per darTi il ricambio di amore, adorazione, gloria, come se tutte le creature Ti dessero questo contraccambio completo.
Gesù, Ti amo con la Tua Volontà!
Vieni, Divina Volontà, a pregare in me e poi offri questa preghiera a Te, come mia, per soddisfare alle preghiere di tutti e per dare al Padre la gloria che dovrebbero darGli tutte le creature.
E Tu, Mamma Santa, porgi la mano alla tua piccola figlia e fammi valicare il mare del tuo amore affinché, col tuo stesso amore, io possa più facilmente chiedere che venga il Regno del FIAT Divino.
Faccio mia la tua adorazione al mio Creatore; faccio mie le tue preghiere, le tue suppliche e i tuoi sospiri per chiedere per mezzo loro il Regno del FIAT Divino.
Mamma mia, come Tu attirasti il Verbo dal Cielo per farLo scendere sulla terra nel tuo seno, così fa’ muovere il FIAT Supremo dalla sua Sede Celeste perché venga a regnare sulla terra in tutte le creature.
“Vieni, o Volere Supremo, a regnare sulla terra! Investi tutte le generazioni! Vinci e conquista tutti!”
– O Dio, vieni a regnare in noi!
– Signore, venga presto il Tuo Volere!
Gesù, credo nel Tuo Amore verso di me. Prendo tutto e tutti nella Tua Volontà, perché Ti amo; e voglio amarTi, lodarTi, glorificarTi, ringraziarTi, benedirTi, ripararTi, adorarTi, per me e per tutti, nel Tuo Divino Volere, per la Tua maggiore gloria e per la santificazione universale.

 Primo mistero della Gioia

L’Annuncio dell’Arcangelo Gabriele a Maria Santissima

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Ti seguo, o Divina Volontà, nel Concepimento del Verbo e, stando in Te, faccio compagnia al piccolo Prigioniero Gesù nel seno della Mamma sua.
Girando negli atti del Fiat della Redenzione scopriamo quanto importante sia per ognuno di noi il fare ed il vivere di Volontà Divina.
“Fammi pronunziare il mio ‘Fiat’ sull’anima tua – ci chiede la Vergine-Madre Maria SS. – Ma per far ciò, voglio il tuo ‘fiat’. Sempre in due si fanno le opere più grandi. Dio stesso non voleva fare da solo, ma volle me insieme, per formare il gran prodigio dell’Incarnazione, e nel mio ‘Fiat’ e nel Loro si formò la vita dell’Uomo Dio, si aggiustarono le sorti dell’umano genere, il Cielo non fu più chiuso e tutti i beni vennero racchiusi in mezzo ai due ‘Fiat’. Perciò, pronunciamoli insieme: ‘Fiat! Fiat!’ e nel mio amore materno chiuderò in te la vita della Divina Volontà”.
Mamma Santa, eccomi sulle tue ginocchia materne per apprendere le tue lezioni divine. Le tue parole dolcissime come balsamo sanino le ferite della mia misera volontà umana e, scendendo potenti nel mio cuore, formino una nuova creazione, per formare il germe della Divina Volontà nell’anima mia. Ascolto con attenzione i tuoi insegnamenti:
“Figlia mia, ascoltami dunque. Nel trascorrere della mia vita in Nazareth, il FIAT Divino continuava ad allargare in me il suo Regno; se ne serviva dei più piccoli atti miei, anche dei più indifferenti, qual era il mantenere l’ordine nella piccola casetta, accendere il fuoco, spazzare, e tutti quei servizi che si usano nelle famiglie, per farmi sentire la sua vita palpitante nel fuoco, nell’acqua, nel cibo, nell’aria che respiravo; ed investendoli, formava sopra i miei piccoli atti mari di luce, di grazia, di santità, perché dove regna il Divin Volere, ha la potenza di formare, dai piccoli nonnulla, nuovi cieli di bellezza incantevole, perché Esso, essendo immenso, non sa fare cose piccole, ma con la sua potenza avvalora i nonnulla e ne forma le cose più grandi, da far strabiliare cieli e terra. Tutto è santo, tutto è sacro, per chi vive di Volontà Divina.
Io vedevo il Cielo aperto ed il Sole del Verbo Divino alle sue porte, come per guardare su chi doveva prendere il suo volo, per rendersi celeste prigioniero di una creatura. Le Divine Persone della Trinità Sacrosanta guardavano la terra non più come estranea a Loro, perché c’era la piccola Maria che, possedendo la Divina Volontà, aveva formato il Regno Divino, dove il Verbo poteva scendere sicuro, come nella sua propria abitazione, nella quale trovava il Cielo ed i tanti soli dei tanti atti di Volontà Divina fatti nell’anima mia. La Divinità rigurgitò d’amore e, togliendosi il manto di Giustizia che da tanti secoli aveva tenuto con la creatura, le Divine Persone si coprirono con il manto di misericordia infinita e decretarono tra Loro la discesa del Verbo.
La Mamma tua si sentiva incendiata d’amore e facendo eco all’amore del Mio Creatore, volevo formare un solo mare d’amore, affinché scendesse in esso il Verbo sulla terra. Le mie preghiere erano incessanti e, mentre pregavo nella mia stanzetta, un Angelo venne spedito dal Cielo come messaggero del gran Re; mi si fece davanti ed inchinandosi mi salutò: ‘Ave, o Maria, Regina nostra; il FIAT Divino ti ha riempita di grazia. Già ha pronunziato il Fiat che vuol scendere; già è dietro le mie spalle; ma vuole il tuo Fiat per formare il compimento del Suo Fiat’.
Ad un annuncio sì grande, da me tanto desiderato, ma che non avevo mai pensato di essere io la eletta, io restai stupita ed esitai un istante; ma l’Angelo del Signore mi disse: ‘Non temere, Regina nostra, Tu hai trovato grazia presso Dio. Tu hai vinto il Tuo Creatore; perciò, per compiere la vittoria, pronunzia il tuo Fiat.
Io pronunciai il Fiat, ed oh, meraviglia! I due Fiat si fusero insieme, ed il Verbo Divino scese in Me. Il mio Fiat, avvalorato dallo stesso valore del Fiat Divino, formò dal germe della mia umanità, la piccina, piccina Umanità che doveva racchiudere il Verbo e così fu compiuto il gran prodigio dell’Incarnazione.
Oh potenza del Fiat Supremo! Tu mi innalzasti tanto da rendermi potente, fino a poter creare io in me quell’Umanità che doveva racchiudere il Verbo Eterno, che cieli e terra non potevano contenere! I cieli si scossero e tutta la Creazione si atteggiò a festa e, tripudiando di gioia, echeggiavano intorno la casetta di Nazareth, per dare gli omaggi e gli ossequi al Creatore umanato e, nel loro muto linguaggio dicevano: ‘Oh, prodigio dei prodigi! L’Immensità Si è rimpicciolita, la Potenza Si è resa impotente, la sua Altezza inarrivabile Si è abbassata fino nell’abisso del seno di una Vergine, e nel medesimo tempo è restato Piccolo ed Immenso, Potente ed Impotente, Forte e Debole!’ ”
Sovrana Mamma mia, agli atti tuoi unisco i miei per formarne di tutti uno solo e per chiedere insieme a Te l’avvento del Regno del Volere Divino.
Mentre considero il concepimento del Verbo, nascondo nel tuo seno materno il mio continuo Ti amo e tutte le mie pene per rendere ardente omaggio al Figlio di Dio. Per quel medesimo smisurato amore che Lo fece discendere dal Cielo nella piccola prigione del tuo seno, offrendogli tutti i suoi atti uniti ai miei, io Gli chiedo di concederci presto il Regno della Sua Volontà Divina.
Regina del Divino Volere prendimi sulle tue ginocchia materne e insegnami a vivere solo di Volontà Divina.
Quante sorprese in questo Volere sì Santo!
E quello che è più, aspetta la creatura per tenerla a giorno delle sue opere, per farle conoscere quanto l’ama e per farle un dono di quello che fa”.
Pater, 10 Ave, Gloria.

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Preghiera a Maria con il bambino by Bioraffaella

28 marzo 2020

Eccomi, o Madre! Sono qui davanti a te, mentre mi mostri tuo Figlio Gesù.
Tu sei la Mediatrice di tutte le grazie, ma la grazia più grande è il dono di tuo Figlio per noi.
Guardando Te, noi guardiamo a Lui, nel quale è racchiuso il mistero della Vita, quella Vera, colei che ti dona la pace e la gioia nel cuore.
Chi accoglie, in questa vita, Gesù nel proprio cuore, accoglie il Padre in una comunione perfetta con il Figlio.
L’immensità di questo miracolo la possiamo percepire, come un bambino che raccoglie una goccia del mare nella sua conchiglia; che perla preziosa è il Cristo Gesù, che tesoro inestimabile è il suo Amore per noi.
O Madre, con il tuo Si incondizionato non potevi farci regalo più bello di questo: Gesù, Salvatore e Sposo di ognuno di noi, oltre che essere tuo Figlio.
Amen

Maria a Medjugorje, messaggio del 25 Marzo 2020

26 marzo 2020

Cari figli! Tutti questi anni Io sono con voi per guidarvi sulla via della salvezza. Ritornate a mio Figlio, ritornate alla preghiera e al digiuno. Figlioli, permettete che Dio parli al vostro cuore perché satana regna e desidera distruggere le vostre vite e il pianeta sul quale camminate. Siate coraggiosi e decidetevi per la santità. Vedrete la conversione nei vostri cuori e nelle vostre famiglie, la preghiera sarà ascoltata, Dio esaudirà le vostre suppliche e vi darà la pace. Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. “

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente dui fatti di Medjugorje

Pregare nella Divina Volontà, Il Santo Rosario nella Divina Volontà, Riflessione, della serva di Dio Luisa Piccarreta

26 marzo 2020

La preghiera del Santo Rosario è un ottimo mezzo per girare negli atti della Divina Volontà.
Col fondersi nel Divin Volere, l’anima incontra tutti gli atti fatti dalla Divina Volontà nella Creazione, Redenzione e Santificazione – in atto e a sua disposizione – per poterli ricevere, ripeterli in se stessa, offrirli a Dio come suoi, come atti d’amore e ringraziamento in nome di tutta la famiglia umana e, così, crescere sempre più nella immagine e somiglianza del suo Creatore, svolgendo dinanzi a Lui lo stesso ufficio della Umanità di Gesù.
E tutto questo lo fa accompagnata e guidata dalla sua Mamma Celeste, Madre e Regina della Divina Volontà, la quale, con infinita premura e attenzione, svolge il Suo ufficio materno nei confronti dell’anima, investendola con i Suoi mari d’amore e di sapienza, con la potenza della Sua stessa preghiera, premurandosi a che nulla manchi alla piccola anima, affinché la sua preghiera possa essere preghiera universale e i suoi atti interni – per ogni granello del Rosario, in ogni Ave Maria – possano essere atti completi e perfetti di Volontà Divina e la stessa Vita di Gesù, nella Sua Umanità e Divinità, si ripeta in lei.
Alla luce delle verità del vivere nel Divin Volere, la preghiera del Santo Rosario può svolgere e dispiegare tutta la sua potenza e ricchezza: non sarà più soltanto la meditazione e contemplazione della vita di Gesù al fine di conformarsi ad essa e di imitarla, ma per la potenza della Volontà di Dio regnante e operante nell’anima come sua propria vita, diventa la vera ripetizione della Vita di Gesù in lei e la moltiplicazione di questa Vita, col suo valore ed effetti infiniti, per il bene di tutte le anime.
Pertanto, i venti misteri del Santo Rosario (Gioiosi, Luminosi, Dolorosi e Gloriosi) sono come pietre miliari che guidano l’anima lungo il suo cammino all’interno dell’Umanità di Nostro Signore, nella Sua Divina Volontà.
Tuttavia, Gesù fece molti altri atti durante la Sua Vita e ciascuno di essi contiene valore e ricchezze infinite di santità, di sapienza, di amore, di bellezza… che sospirano di comunicarsi all’anima. Ma per poterli ricevere è necessario riconoscerli, ricordarli, ripeterli in sé stessi. Ed ecco che il Santo Rosario diviene la guida di un cammino, di un giro negli atti della Divina Volontà, che può estendersi ed espandersi all’infinito, non solo negli atti della Redenzione, ma anche in quelli della Creazione (gli atti della Divina Volontà racchiusi e velati in ogni cosa creata) come pure in quelli della Santificazione (le operazioni dello Spirito Santo per la santificazione delle anime attraverso i Sacramenti, i doni divini della grazia, il Magistero della Chiesa).
E, con una Guida come la nostra Mamma Celeste e la Luce dello Spirito Santo, il giro dell’anima nei confini infiniti della Divina Volontà sarà certo sicuro ed entusiasmante. L’anima stessa sentirà sempre più il bisogno di pregare lentamente, andando di atto in atto – da un granello all’altro – per poter prestare tutta l’attenzione alle sorprese, alle ricchezze e ai tesori posti lungo il suo cammino e così poterli ricevere con gratitudine e goderli con gioia, uno per uno. E continuando il suo viaggio nella Divina Volontà giorno per giorno tramite la preghiera del Santo Rosario, il suo abbandono alla guida amorosa della Mamma Celeste aumenterà e, con esso, la sua fiducia e creatività infantile nel passeggiare e volare negli infiniti possedimenti e ricchezze del Regno del suo Padre Celeste: il Regno della Divina Volontà, che è anche Regno suo.

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Andrà tutto bene

25 marzo 2020

Coraggio, Maria è con noi, ella intercede e prega per noi!

LA REGINA DI OFIR IN PREZIOSI RICAMI E LA MADONNA

19 marzo 2020

In questo periodo di quarantena abbiamo tutti più tempo per riflettere sulla Parola di Dio e per pregare la Madonna, ebbene mentre stavo recitando il Rosario assieme la Parrocchia di San Rocco a Benevento su Fb ho avuto un’illuminazione, nell’osservare la Madonna di Fatima. Mi è venuto in mente il Salmo 45 che dice:  Figlie di re fra le tue predilette; alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir….
Entra la figlia del re: è tutta splendore, tessuto d’oro è il suo vestito. 15 È condotta al re in broccati preziosi; dietro a lei le vergini, sue compagne, a te sono presentate; 16 condotte in gioia ed esultanza, sono presentate nel palazzo del re.
Perché la madonna di Fatima è cosi Vestita (Vedi foto qui sotto)

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Cercando poi su internet ho trovato la seguente spiegazione in questo sito:

https://nuovozenith.files.wordpress.com/2018/04/risplende-la-regina.pdf

 

 

Maria a Medjugorje , messaggio del 18 Marzo 2020 a Mirjana

19 marzo 2020

Cari figli! Mio Figlio essendo Dio ha sempre guardato oltre il tempo. Io come Sua Madre per mezzo di Lui vedo nel tempo. Vedo le cose belle e tristi. Ma vedo che c’è ancora amore e bisogna far si che lo si conosca. Figli miei non potete essere felici se non vi amate gli uni gli altri, se non avete amore in ogni situazione ed in ogni momento della vostra vita. Anche Io come Madre vengo da voi per amore, per aiutarvi a conoscere il vero amore e a conoscere mio Figlio. Perciò vi invito ad avere sempre di nuovo e sempre di più sete d’ amore, di fede e di speranza. L’unica sorgente dalla quale potete bere è la fiducia in Dio, mio Figlio. Figli miei, nei momenti di inquietudine e di rinuncia cercate soltanto il volto di mio Figlio. Vivete soltanto le Sue parole e non abbiate paura. Pregate ed amate con sentimenti sinceri e opere buone affinché aiutiate il mondo a cambiare e il Mio Cuore a vincere. Come mio Figlio, anche Io vi dico amatevi gli uni gli altri perché senza amore non c’è salvezza. Vi ringrazio, figli miei.

La Chiesa guarda con favore , ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

(more…)

Apparizioni, veggenti, diavolo: le 6 cose su Medjugorje che vanno chiarite

3 marzo 2020

Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Marzo 2020

2 marzo 2020

“Cari figli, il vostro amore puro e sincero attira il mio Cuore materno. La vostra fede e la confidenza nel Padre Celeste sono rose profumate che mi offrite: il bouquet di rose più bello, formato dalle vostre preghiere, da opere di misericordia e di carità. Apostoli del mio amore, voi che cercate di seguire mio Figlio sinceramente e con cuore puro, voi che sinceramente lo amate, siate voi ad aiutare: siate un esempio per coloro che non hanno ancora conosciuto l’amore di mio Figlio. Però, figli miei, non soltanto con le parole, ma anche con opere e sentimenti puri, mediante i quali glorificate il Padre Celeste. Apostoli del mio amore, è tempo di veglia ed a voi richiedo amore; di non giudicare nessuno, poiché il Padre Ceste giudicherà tutti. Chiedo che voi amiate, che diffondiate la verità, poiché la verità è antica: essa non è nuova, essa è eterna, essa è la verità! Essa dà testimonianza dell’eternità di Dio. Portate la luce di mio Figlio e squarciate la tenebra che sempre più vuole afferrarvi. Non abbiate paura: per la grazia e l’amore di mio Figlio, io sono con voi! Vi ringrazio!”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Preghiera del giorno: Novena alla Madonna dei Miracoli (da ripetere per 9 giorni consecutivi)

29 febbraio 2020

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1 – O Madonna di Miracoli e Madre mia Maria, Ti sei mostrata tanto buona da onorare con la tua presenza questo luogo che Tu stessa hai così destinato a centro di devoti pellegrinaggi
e sorgente di grazie e di benedizione. Fa’ che anch’io possa godere dei tuoi meravigliosi benefici e ottenga in particolare quella grazia per la quale oggi Ti prego con tutto il mio fervore.

Ave Maria

2 – O Madonna dei Miracoli e Madre mia Maria, Tu hai eletto esecutore della tua volontà un uomo semplice e onesto e m’hai così insegnato che l’umiltà è necessaria per ottenere le tue grazie e i tuoi favori. Fa’ che io possa rendere semplice ed umile il mio cuore ed ottenere così da Te quella grazia per la quale particolarmente Ti prego.

Ave Maria

3 – O madonna dei Miracoli e Madre mia Maria che hai accolto e ricompensato la fede e l’amore dei nostri padri, i quali Ti hanno innalzato questa chiesa, e Ti sei mostrata con loro generosa nel concedere ogni grazia ed ogni beneficio, guarda la mia fede e il mio amore per Te dimostra la tua inesauribile generosità concedendomi la grazia per la quale particolarmente Ti prego.

Ave Maria

Maria a Mejugorje, messaggio del 25 Febbraio 2020

27 febbraio 2020

Cari figli! In questo tempo di grazia desidero vedere i vostri volti trasformati nella preghiera. Voi siete così inondati dalle preoccupazioni terrene che non sentite neanche che la primavera è alle soglie. Figlioli, siete invitati alla penitenza ed alla preghiera. Come la natura lotta nel silenzio per la vita nuova, così anche voi siete invitati ad aprirvi nella preghiera a Dio nel quale troverete la pace e il calore del sole di primavera nei vostri cuori. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. “

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugrje

Preghiera del mattino , alla Madonna delle rose

26 febbraio 2020

O Madre Celeste, Regina dei Cieli, Sovrana Signora degli uomini, che hai ricevuto da Dio il potere e la missione di schiacciare la testa di satana, docili all’invito della tua materna voce, accorriamo ai tuoi piedi, ove ti degnasti di apparire, per indicare ai traviati il cammino della preghiera e della penitenza e dispensare ai languenti le grazie ed i prodigi della tua sovrana bontà.
Accogli, o Madre pietosa, le lodi e le preci che i figli tuoi, pellegrini di tutto il mondo, stretti da amare angustie, fidenti levano a Te.
O candida visione di Paradiso, fuga dalle nostri menti le tenebre dell’errore con la luce della fede.
O mistico roseto, solleva le anime affrante con il celeste profumo della speranza. sorgente inesausta di acqua salutare, ravviva gli aridi cuori con l’onda divina della carità.
Fa’che noi, figli tuoi, da Te confortati nelle pene, protetti nei pericoli, sostenuti nelle lotte, amiamo e serviamo il tuo dolce Gesù, ci innamoriamo del tuo Rosario, diffondiamo la tua devozione, ci sforziamo di vivere in grazia per meritare i gaudi eterni presso il tuo trono nei cieli.
Amen.
Madonna Miracolosa delle Rose, vogliamo il tuo Trionfo!
Madonna Miracolosa delle Rose, vogliamo il tuo Trionfo!
Madonna Miracolosa delle Rose, vogliamo il tuo Trionfo!

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Preghiera del giorno: Dolcissima Vergine Maria di San Francesco di Sales

14 febbraio 2020

Ricordati e rammentati, o dolcissima Vergine,
che Tu sei mia Madre e che io sono Tuo figlio;
che Tu sei potente
e che io sono poverissimo, timido e debole.
Io Ti supplico, dolcissima Madre,
di guidarmi in tutte le mie vie,
in tutte le mie azioni.

Non dirmi, Madre stupenda, che Tu non puoi,
poiché il Tuo amatissimo Figlio
Ti ha dato ogni potere, sia in cielo che in terra.
Non dirmi che Tu non sei tenuta a farlo,
poiché Tu sei la Mamma di tutti gli uomini
e, particolarmente, la mia Mamma.

Se Tu non potessi ascoltare,
io Ti scuserei dicendo :
“è vero che è mia Mamma e che mi ama come Suo figlio,
ma non ha mezzi e possibilità per aiutarmi”.

Se Tu non fossi la mia Mamma,
io avrei pazienza e direi :
“ha tutte le possibilità di aiutarmi,
ma, ahimé, non è mia Madre
e, quindi, non mi ama”.

Ma invece no, o dolcissima Vergine,
Tu sei la mia Mamma
e per di più sei potentissima.
Come potrei scusarti se Tu non mi aiutassi
e non mi porgessi soccorso e assistenza?
Vedi bene, o Mamma,
che sei costretta ad ascoltare
tutte le mie richieste.

Per l’onore e per la gloria del Tuo Gesù,
accettami come Tuo bimbo
senza badare alle mie miserie
e ai miei peccati.

Libera la mia anima e il mio corpo
da ogni male e dammi tutte le Tue virtù,
soprattutto l’umiltà.
Fammi regalo di tutti i doni, di tutti i beni e
di tutte le grazie che piacciono
alla SS. Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo.

Amen

    
     
San Francesco di Sales
(+ 28 dicembre 1622)

Come va intesa la verginità di Maria? Perchè si lega al Regno dei Cieli?

13 febbraio 2020

BLESSED Virgin Mary

“L’integrità fisica è da intendersi non solo come assenza di atti coniugali e sensuali in genere, ma anche come permanenza di tutte le caratteristiche fisiche della verginità, anche durante il parto”

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Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Febbraio 2020 a Mirjana

4 febbraio 2020

“Cari figli, sono stata scelta per essere madre di Dio e vostra madre, per decisione e amore del Signore, ma anche per mia volontà, per mio amore illimitato verso il Padre Celeste e mia totale fiducia in Lui. Il mio corpo è stato il calice del Dio Uomo. Sono stata al servizio della verità, dell’amore e della salvezza così come lo sono adesso, in mezzo a voi, per invitarvi, figli miei, apostoli del mio amore, ad essere portatori della verità, per invitarvi, per mezzo della vostra volontà e dell’amore verso mio Figlio, a diffondere le Sue parole, parole di salvezza e per mostrare, con i vostri gesti, a tutti coloro che non hanno conosciuto mio Figlio, il Suo amore. La forza la troverete nell’Eucarestia: Mio Figlio che vi nutre con il Suo corpo e vi rafforza con il Suo sangue. Figli miei, unite le mani in preghiera e guardate verso la croce in silenzio. In questo modo troverete la fede affinché possiate diffonderla, troverete la verità affinché possiate distinguerla, troverete l’amore affinché possiate capire come amare realmente. Figli miei, apostoli del mio amore, unite le mani in preghiera e guardate verso la croce: solo nella croce c’è la salvezza. Vi ringrazio. ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti Medjugorje

Recitare il Credo davanti l’immagine della Madonna

31 gennaio 2020

Recitare il Credo con lo sguardo rivolto a Maria, Madre di Gesù, riempie il suo cuore di gioia e Lei ti ricopre di grazie indicibili, perché con Lei il cielo fa festa.

Dire il Credo innanzi alla sua immagine significa voler confermare che tu non solo credi a Dio Padre, ma a tutto il suo piano di redenzione di cui Maria fa parte.

Quest’atto è un atto di Consacrazione a Dio , è il nostro si, oltre che essere un atto di Amore per la Santissima Trinità, che fai con Maria.

Roma 31/01/20

Firmato : Raffaella

Maria a Medjugorje, messaggio del 25 Gennaio 2020

26 gennaio 2020

Cari figli! Oggi vi invito a pregare ancora di più finché nel vostro cuore sentiate la santità del perdono. Nelle famiglie ci deve essere la santità perché figlioli, non c’è futuro per il mondo senza amore e santità, perché nella santità e nella gioia voi vi donate a Dio Creatore il quale vi ama con amore immenso. Per questo mi manda a voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”

La Chiesa guarda con Favore, anche se non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

A Marienfried dove la Vergine apparve tre volte (Seconda Parte)

25 gennaio 2020

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Queste parole ancora una volta riflettono il linguaggio apocalittico, nello specifico le parole di Gesù laddove esorta i discepoli a guardarsi dal falso profetismo, uno dei segni degli ultimi tempi, cioè dagli inganni che il diavolo intenterà contro i fedeli per ingannare e sedurre i credenti e per condurli sulla via della menzogna, dell’orgoglio, della morte eterna. Terminato il colloquio, l’Angelo rivolge una preghiera alla Madonna, invocandola come “Mediatrice di tutte le grazie”. Quindi la Vergine benedice le due ragazze, per poi scomparire in una grande luce. La terza apparizione ha luogo il 25 giugno 1946. Questa volta anche il parroco accompagna Barbara e Anna presso la Cappellina di Marienfried. I tre hanno fin qui mantenuto un rigoroso silenzio sui fatti accaduti, per evitare sensazionalismi. Dopo poco che sono raccolti in preghiera, la Madonna si presenta nuovamente a Barbara e dice alla veggente: “Io sono la Grande Mediatrice delle grazie. Il Padre vuole che il mondo riconosca questo compito alla Sua Ancella. Gli uomini devono credere che Io, continuando ad essere la Sposa dello Spirito Santo, sono la fedele Mediatrice di tutte le grazie. Il mio Segno sta per apparire. Così vuole il Signore.Solo i miei figli diletti lo riconoscono, perché esso si manifesta in segreto, e perciò essi glorificano Dio.”

Il segno segreto di cui parla la Madonna è la perfetta conformazione a Lei che nel cuore di ogni consacrato a poco a poco si fa strada, liberando il cuore stesso dalle catene del peccato, dalla miseria, dalla debolezza. Conformarsi perfettamente a Maria, prima discepola di Cristo, per essere perfettamente conformati a Cristo stesso, come diceva il Montfort. Si tratta di un compito che continua nella storia: come la Madonna ha donato Gesù al mondo nell’orizzonte dell’esistenza terrena, così ora deve continuare a servire fedelmente il Signore, conducendoGli l’umanità. “Io non posso manifestare adesso la mia potenza nel vasto mondo. Ora devo ritirarmi assieme ai miei figli.Io compirò miracoli nel segreto delle anime, finché il numero delle vittime sarà completo. Dipende da voi abbreviare i giorni delle tenebre. Le vostre preghiere ed i vostri sacrifici distruggeranno l’immagine della Bestia. Allora Io mi potrò manifestare al mondo intero a gloria dell’Onnipotente.Scegliete il mio Segno, affinché presto il Dio Uno e Trino sia adorato ed onorato da tutti.”

A mano a mano che ci si addentra negli ultimi tempi, si scatena il combattimento finale contro il demonio. Questo combattimento, del quale sappiamo già l’esito, poiché Cristo ha vinto per sempre il demonio con la Sua Resurrezione, viene portato avanti anzitutto nel segreto, attraverso le anime che la Madonna sceglie imprimendo in esse il proprio segno, ovvero la conformazione al Suo Divin Figlio. Sarà una battaglia che richiederà grande disponibilità e spirito di sacrificio: i servi di Maria dovranno affidarLe la propria vita, le proprie intenzioni di preghiera, e disporsi a essere vittime riparatrici, ovvero a soffrire per tutte quelle anime che, altrimenti sarebbero perse.Pensiamo al richiamo fatto in tal senso a Fatima – “un grande numero di anime si perdono e vanno all’inferno perché non c’è nessuno che preghi per loro” – e pensiamo anche alla vita personale di Barbara, che ebbe la grazia di vivere questo dono di espiazione sulla propria pelle, offrendo preghiere e sofferenze per i peccatori e per le anime purganti.Tutto questo fa emergere il particolare carattere della chiamata che la Madonna rivolge ai suoi Figli: vuol da tutti noi una partecipazione attiva, affinché ognuno prenda parte alla battaglia contro il Male, alla scuola di Maria che, a pieno titolo, potremmo definire “corredentrice”, come veniva presentandosi nelle contemporanee apparizioni di Amsterdam. “Pregate e sacrificatevi a Dio per mezzo mio! Pregate sempre! Recitate il Rosario! Al Padre domandate tutto quanto vi occorre per mezzo del mio Cuore Immacolato! Egli concederà quanto chiedete, se questo sarà a Sua maggior gloria. Recitate quel Rosario, sì ricco di grazie, dell’Immacolata, come io ti ho insegnato.Con questo Rosario non chiedete beni materiali, ma chiedete grazie per ogni anima, per le vostre comunità, per i popoli, affinché tutti amino ed onorino il Divin Cuore. Continuate a onorare il sabato a me dedicato, come Io ho chiesto.E’ necessario che gli apostoli e i sacerdoti si consacrino particolarmente a Me, affinché i grandi sacrifici che l’Imperscrutabile vuole appunto da loro, venendo posti nelle mie mani, aumentino in santità e valore. Offritemi molti sacrifici! Fate che la vostra preghiera sia un sacrificio! Non siate egoisti! Oggi la cosa che solo vale è questa: offrire all’Eterno gloria e riparazione.”

La Madonna ribadisce chiaramente che la strada da percorrere è la strada della Croce, per portare gloria alla Trinità Santissima. Come noi dobbiamo spogliarci dall’egoismo, così pure dobbiamo notare che tutto quello che Maria compie lo fa – come già nell’Annunciazione – secondo lo spirito della piena disponibilità a servire solo e soltanto i piani di Dio: “Eccomi, sono la serva del Signore”. Prosegue la Madonna: “Se vi metterete completamente a mia disposizione, a tutto il resto provvederò Io.Io caricherò i miei figli diletti di croci, pesanti, profonde come il mare, perché Io li amo nel mio Figlio immolato. Vi prego: siate pronti a portare la croce, affinché venga presto la pace. Sceglietevi il mio Segno, perché presto sia onorato il Dio Uno e Trino. Io esigo che gli uomini eseguano presto i miei desideri, perché questa è la volontà del Padre Celeste, e perché questo è necessario oggi e sempre alla Sua maggior gloria e onore. Il Padre annuncia uno spaventoso castigo per coloro che non si vogliono sottomettere alla Sua volontà.” Ecco: “Siate pronti per la croce”. Se l’unico scopo della vita è rendere gloria a Dio e a Lui solo, e guadagnare la salvezza eterna affinché l’anima possa continuare a rendergli per sempre gloria, che altro importa all’uomo? Perché dunque lamentarsi per le prove e le difficoltà di ogni giorno? Non sono esse forse le croci delle quali Maria stessa ci carica per amore? E non ci tornano, nella mente e nel cuore, le parole di Gesù: “Chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno, e mi segua”? Ogni giorno. Ecco il segreto della perfetta conformazione a Gesù per Maria: fare di ogni giorno l’occasione per accogliere e offrire le croci che il Signore ci dona, sapendo che sono strumenti necessari per la nostra (e altrui) salvezza. Tutto per mezzo tuo cara Madonna, tutto per amor tuo, caro Gesù!

Poi la Madonna incarica Barbara di far conoscere il suo messaggio al mondo, confidando che esso sarebbe stato accolto in particolare da quanti “hanno già potuto vedere i miei miracoli nascosti. Essi hanno riconosciuto che Io sono la “Madre ammirabile, e mi onorano con questo nome”.Quindi, Barbara, come richiestole dal parroco, chiede alla Vergine di dare un segno visibile, affinché gli uomini prestassero fede al Suo messaggio. La Madonna risponde: “Io darò i segni solo se gli uomini eseguiranno la mia volontà. Allora Io compirò dei miracoli molto più grandi di quanto non ne abbia mai fatto, e precisamente miracoli nelle anime. Io ho già dato spesso dei segni esteriori, e molte persone sono venute qui soltanto per questi segni esteriori. Ci troviamo di fronte a un tempo in cui tutti coloro che credono solo ai segni esteriori saranno ingannati. I segni saranno per loro solo un motivo di maggior responsabilità (…).Là dove gli uomini riconosceranno e seguiranno il mio messaggio, là Io farò i primi e più grandi miracoli, che saranno però visibili solo ai miei figli diletti, perché essi si compiranno solo nel nascondimento”. Ancora una volta la Madonna ribadisce chiaramente che i segni da attendersi sono quelli interiori.Questo per due ragioni: anzitutto perché su quelli esteriori si può essere ingannati, in quanto anche il demonio è capace di operare miracoli e di travestirsi di angelo di luce. E poi perché quelli interiori raggiungono le profondità dell’anima, dove il Maligno non arriva, e sono quelli più apprezzati, alla fine, perché la risoluzione momentanea dei problemi materiali lascia sempre spazio all’ansia e al dubbio: e se mi ricapita questa sventura, che cosa faccio? Ma se invece ottengo la pace del cuore, quella che solo Gesù, il Re della Pace, può dare, ecco che allora non ho più paura di nulla, né delle colpe passate, né della prova presente, né delle incertezze e delle sfide future.

Poi la Madonna invitò Barbara a pregare, dicendo: “E’ necessario che i miei figlioli lodino, glorifichino e ringrazino di più l’Eterno. Egli li ha creati proprio per questo, per la sua Gloria”. Alla fine di ogni Rosario, si devono recitare queste invocazioni: “Tu grande, Tu fedele Mediatrice di tutte le grazie!”. Si deve pregare molto per i peccatori. Per questo è necessario che molte anime si mettano a mia disposizione, in modo che Io possa dar loro l’incarico di pregare. Ci sono tante anime che stanno aspettando solo la preghiera dei miei figli.” Appena la Madonna ebbe finito di parlare, subito le si fa intorno una sterminata schiera di Angeli, con vesti lunghe e bianche, inginocchiati a terra e si inchinano profondamente. Gli angeli recitano quindi l’Inno alla Santissima Trinità che Barbara ripete e il parroco, lì vicino, riesce a stenografare, riportandolo nella versione che alla fine potremo pregare insieme, cari amici. Quindi Barbara prega il Santo Rosario, del quale la Madonna recita solo il Padre Nostro e il Gloria al Padre. Quando la schiera angelica comincia a pregare, la triplice corona che Maria, la “tre volte ammirabile”, porta sul capo diventa radiosa e illumina il cielo. Barbara stessa racconta: “Quando Ella diede la benedizione allargò le braccia come il sacerdote prima della consacrazione, ed io allora vidi uscire dalle sue mani soltanto raggi che passavano attraverso quelle figure e attraverso noi. I raggi venivano dall’alto alle sue mani. Per questo le figure e anche noi divenimmo tutti luminosi. Allo stesso modo i raggi uscivano dal suo corpo, attraversando tutto ciò che era lì attorno. Ella era diventata tutta trasparente e come immersa in uno splendore che non si può descrivere. Era così bella, pura e luminosa, da non poter trovare parole adatte per descriverLa. lo ero come accecata. Avevo dimenticato tutto ciò che era lì attorno. Non sapevo che una cosa: che Ella era la Madre del Salvatore. Improvvisamente, gli occhi incominciarono a farmi male per il chiarore. Io distolsi il mio sguardo, ed in quell’attimo Ella disparve con tutto quel chiarore e quella bellezza.”

E’ una immagine molto significativa, quella descritta da Barbara: i raggi che escono dal corpo della Madonna simboleggiano proprio che Ella è il tramite delle grazie divine, che per Sua intercessione l’uomo domanda al Cielo e che attraverso di Lei sono donate ai fedeli. In fondo, quando invochiamo Maria come “Porta del Cielo”, non stiamo proprio dicendo che è attraverso di Lei che si giunge al Cielo, al Paradiso, cioè alla vita eterna con Gesù?Si concludono così le apparizioni di Marienfried. Dopo averne esposto i contenuti, possiamo meglio capire le parole del vescovo di Fatima che riconosceva in Marienfried la sintesi della devozione mariana dei nostri tempi. Esse si legano infatti a Rue du Bac, Parigi, 1830, per il disvelamento del piano satanico che minaccia l’umanità; a La Salette, 1846, per l’ammonimento alla conversione per scampare il castigo che la giustizia divina sta per riversare sul mondo; a Lourdes, 1858, per la richiesta di fare penitenza e opere di espiazione in favore dei peccatori; a Fatima, 1917, per il preannuncio del trionfo del Cuore Immacolato di Maria e per la richiesta di pregare il Rosario; ad Amsterdam, 1945-1950, dove la “Signora di tutti i popoli” si presenta come Corredentrice, Mediatrice e Avvocata. Per il grande richiamo alla pace, non è possibile poi tacere il legame con i messaggi che oggi vengono dati al mondo dalla Regina della Pace. A Marienfried la Madonna utilizza un linguaggio apocalittico per mostrarci i “segni dei tempi”, come Cristo stesso ci ha detto: “Quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il tempo è vicino” (Marco 13, 29). E ci mette in guardia poiché il nemico, l’avversario, sta alla porta, ed egli cerca di trarre in inganno anche i figli diletti di Maria con segni e prodigi. Per questo dice: “Io voglio agire in segreto come la grande Mediatrice di grazie”. La Madonna vuole avvertirci, per evitare che noi ci facciamo trascinare e sedurre dai segni e prodigi dei falsi profeti. (Cfr. Marco 13, 22-23). Consapevoli dell’urgenza della conversione personale di ognuno di noi, cari amici, ci affidiamo alla preghiera, secondo l’insegnamento della Madonna stessa a Marienfried:

Consacrazione quotidiana a Maria

O Maria, tu sei la grande mediatrice delle grazie. Tu, concepita Immacolata: io ti consacro il mio cuore e tutto me stesso.
Io mi consacro a Gesù, il tuo Divin Figlio, che si è offerto al Padre come vittima di espiazione per noi. Voglia egli concedere, per la tua intercessione e per l’amore dello Spirito Santo, la vera pace al mondo.
Esaudisci la mia preghiera, tu che sei la Sposa dello Spirito Santo, la Madre del Figlio di Dio, tu che sei la Madre di tutti gli uomini. Amen.

Sabrina Farina, Le apparizioni di Marienfried. Un messaggio profetico, Shalom 2005

Fonte

Amiamo il rosario, riflessioni e suggerimenti sulla preghiera e sull’altre vita, Don Renzo del Fante Apostolato Mariano Melegnano (MI)

24 gennaio 2020

PRIMO MISTERO DOLOROSO
La tua volontà!
Lasciato il Cenacolo dove aveva lavato i piedi agli Apostoli, mangiato l’Agnello pasquale e istituito la Santa Eucaristia, donando pure agli Apostoli il potere di rinnovare questo santo Mistero, Gesù uscì verso l’Orto degli Ulivi. Avevano pregato molto e si era fatto buio. Anche nell’anima di Gesù scendeva sempre più fitta la tenebra e la tristezza.
Scelse tra gli Apostoli i tre che riteneva i più affezionati, perché gli facessero compagnia. Dormirono invece, nonostante i richiami, mentre Gesù passò ore di sofferenze indescrivibili, tanto che sudò sangue. Giuda intanto stava già attuando il suo tradimento.
Nessun conforto né dal Cielo né dalla terra, di fronte alla sicura previsione di essere abbandonato da tutti, di venir tradito da un amico, di essere processato, torturato, condannato, ucciso su una croce. Gesù aveva pure l’impressione che tutto sarebbe rimasto inutile per molti, per troppi fra gli uomini che Lui avrebbe voluto salvare senza eccezioni…
«Padre, allontana da Me questo calice!… », implorò in quel tremendo momento.
La Madonna era certamente rimasta nel Cenacolo, ma il presentimento materno, illuminato anche da tanti accenni che Gesù aveva fatto sulla sua Passione, le faceva già vivere, spiritualmente vicina, la dolorosa agonia del Figlio.
E come Lei aveva accettato di divenire la Madre del Redentore dicendo «sia fatto di me secondo la tua parola», così il Figlio ripeterà le stesse parole della Mamma, in quella «notte delle tenebre» in cui il Sangue già cominciava a sprizzargli dalle vene: «Padre, sia fatta non la mia ma la tua volontà».
Quanta amarezza provò in cuore la Madonna quando l’apostolo Giovanni le raccontò poi del tradimento di Giuda.
Maria aveva sempre amato gli Apostoli, comprendendone i limiti, sopportandone i difetti, incoraggiando con la saggezza e tenerezza materna il molto bene che scopriva in loro. Ma Giuda, questo infelice Giuda, alla Madonna faceva paura.
Falso, lussurioso e quindi sempre bisognoso di denaro, in mezzo agli altri Discepoli sembrava un’aspide in un nido di uccelli. La Madonna soffriva e pregava: temeva per il suo Gesù. La vipera avrebbe dato quella notte l’ultimo morso, quello mortale, sotto la forma di un bacio traditore.

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A Marienfried dove la Vergine apparve tre volte ( Prima Parte)

24 gennaio 2020

La traccia mariana ci porta al santuario di Marienfried, situato nella parrocchia di Pfaffenhofen, piccolo borgo della Baviera. Le apparizioni della Vergine e i messaggi nel 1946 alla veggente, Barbara Ruess, dicono tutta la sua forza e l’urgenza alla conversione che da Mariefried si rivolge a tutto il mondo.

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La traccia mariana ci porta al santuario di Marienfried, situato nella parrocchia di Pfaffenhofen, piccolo borgo della Baviera, a 15 km di distanza dalla città tedesca di Neu-Ulm. Non possiamo limitarci a presentare il luogo sacro e la devozione che lo caratterizza, bensì partiremo dall’evento da cui tutto questo ha avuto origine, ovvero dall’iniziativa della Madonna che ha portato i fedeli a sviluppare la devozione che caratterizza il santuario di Marienfried. Si tratta dunque di partire dalle apparizioni della Vergine e dai messaggi da Ella consegnati nel 1946 alla veggente, Barbara Ruess, per cogliere in tutta la sua forza e urgenza l’appello alla conversione che da Mariefried si rivolge a tutto il mondo. Apparizioni che, a detta di mons. Venancio Pereira, vescovo di Fatima che visito il santuario tedesco nel 1975, costituiscono “la sintesi della devozione mariana del nostro tempo”. Già queste parole sono sufficienti a evidenziare un legame tra Fatima e Marienfried, secondo una chiave di lettura che permetterà di legare queste apparizioni al più ampio disegno mariano degli ultimi due secoli, da Rue du Bac ai nostri giorni.

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Amiamo il Rosario,riflessioni e suggerimenti sulla preghiera e sull’altra vita. Don Renzo del Fante Apostolato Mariano Melegnano (MI)

20 gennaio 2020

ED ORA, CORONA IN MANO!
Dopo tante belle riflessioni e suggerimenti, veniamo ora al pratico:
1. Si incomincia facendo il segno della croce e dicendo:
– O Dio, vieni a salvarmi. – Signore, vieni presto in mio aiuto.
2. Poi si dice il Gloria:
– Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. – Come era nel principio e ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
3. Poi una giaculatoria (non più di una!) ad esempio: – Lodato sempre sia – Il santissimo Nome di Gesù, di Giuseppe e di Maria!
oppure:
– Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’Inferno, porta in Cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua Misericordia!
4. Ora si enuncia il primo mistero (gaudioso, doloroso e glorioso) ad esempio, così:
– Nel primo mistero gaudioso si contempla l’Annunciazione dell’Angelo a Maria SS.
5. Alternandosi, se si è in molti, si dice la prima e la seconda parte del Padre nostro:
– Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra.
– Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri de¬bitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
6. Iniziando al centro della corona, dove solitamente c’è una medaglietta, si recita per dieci volte l’Ave Maria:
– Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. – Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
7. Alla fine delle dieci Ave Maria si recita il Gloria, poi il secondo mistero, ecc.
8. Alla fine della corona (ritornati cioè alla medaglietta) è lodevole usanza fare una preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, anche per poter godere delle sante Indulgenze annesse al Rosario.
9. Si chiude con la Salve Regina:
– Salve, o Regina, Madre di Misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve! A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, Avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi, e mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Le Litanie della Madonna
Non fan parte del Rosario, ma è usanza quasi universale aggiungere, almeno all’ultima corona che si recita, il canto delle Litanie Lauretane.
Oltre alla formulazione tradizionale, che si può trovare nei libri di preghiera, ho trovato già in uso una litania semplice da comprendersi e ricca di contenuto. Può essere cantata con qualsiasi melodia delle Litanie.
Signore, abbi pietà, Gesù, abbi pietà, ascoltaci, Signore, ed esaudiscici!
Dio, Padre e Creatore, abbi pietà di noi, Dio, Figlio Redentore, abbi pietà di noi! Dio, Spirito di Amore, abbi pietà di noi, Santa Trinità, Unico Dio, abbi pietà di noi! Santa Maria, Madre di Dio,
Madre della Vita, prega per noi!
Madre di Gesù Cristo, Madre corredentrice, Madre della Chiesa, prega per noi!
Madre purissima, Madre degna di amore, Madre sempre Vergine, prega per noi! Madre della Misericordia, Madre del Buon Consiglio, Madre della Provvidenza, prega per noi! Vergine prudentissima, Vergine potente, Mediatrice di ogni grazia, prega per noi! Sposa ubbidientissima, Sposa fedele, Custode dei focolari, prega per noi! Fonte di vera gioia, modello di santità, Tempio dello Spirito Santo, prega per noi! Gloria di Israele, Maestra dei credenti, Signora di tutti i popoli, prega per noi! Sede della Sapienza, Stella del mattino, Porta del Paradiso, prega per noi! Salute degli infermi, rifugio dei peccatori, Conforto degli afflitti, prega per noi! Aiuto dei Cristiani, Vincitrice delle Tenebre, Sollievo del Purgatorio, prega per noi! Regina degli Angeli, Regina dei Patriarchi, Regina dei Profeti, prega per noi!
Regina degli Apostoli, Regina dei Martiri, Regina di tutti i Santi, prega per noi! Concezione Immacolata, Cuore dell’Universo, Regina assunta in Cielo, prega per noi! Regina dell’innocenza, Regina del Rosario, Regina della pace, prega per noi!
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, Signore;
Ascoltaci, o Signore e abbi pietà di noi!

La formula più semplice
Benché si sia liberi di enunciare i misteri come ciascuno crede meglio, propongo la forma più semplice e comune:
Misteri gaudiosi (lunedì e giovedì)
Nel primo mistero gaudioso si contempla:
1 ° L’annunciazione dell’Angelo a Maria SS.
2° La visita di Maria SS. a Santa Elisabetta.
3 ° La nascita di Gesù nella grotta di Betlemme.
4 ° La presentazione di Gesù Bambino al Tempio.
5 ° Il ritrovamento di Gesù fra i dottori del Tempio.
Misteri dolorosi (martedì e venerdì)
Nel primo mistero doloroso si contempla:
1 ° L’agonia di Gesù nell’orto degli Ulivi.
2 ° La flagellazione di Gesù, legato a una colonna.
3 ° Gesù incoronato di pungentissime spine.
4° Gesù che porta la croce sul monte Calvario.
5 ° Gesù che muore sulla croce.
Misteri gloriosi (mercoledì, sabato, domenica)
Nel primo mistero glorioso si contempla:
1 ° Gesù che risorge da morte.
2 ° Gesù che ascende in Cielo.
3 ° La discesa dello Spirito Santo sulla Madonna e gli Apostoli.
4° La Madonna assunta dagli Angeli in Paradiso.
5° La Madonna incoronata Regina del Cielo e della terra.
Riuscire a dir bene il Rosario è un nostro santo desiderio; ci si arriva però solo lentamente. Per nostra fortuna la Santissima Trinità e la Madonna stessa, che tanto ci raccomanda questa preghiera, terranno conto più dei nostri sforzi che dell’apparente bella riuscita.
Per aiutare a conoscere «i santi misteri» ho preso dall’opuscolo «Maria, Mamma bellissima» quelle pagine che riferiscono quei momenti della vita di Gesù e di Maria SS., richiamati nella recita del Rosario.
Un bel rosario può essere recitato in circa venti minuti, mezz’ora al massimo. Suggerisco perciò di leggere quelle contemplazioni prima o dopo il Rosario. Se avviene durante, che se ne legga una sola, per un allungare la recita oltre misura. Ogni sussidio o suggerimento per una recita devota del santo Rosario, sia accolto nella misura che rende più agile e feconda la preghiera, senza allungarla o complicarla inutilmente.

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Maria a Medjugorje, i messaggi del 25 Dicembre 2019 a Mirjana e Jakov, e il messaggio del 2 Gennaio 2020

17 gennaio 2020

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

 Messaggio di Medjugorje, 25 dicembre 2019
“Cari figli! Vi porto mio Figlio Gesù perché vi benedica e vi riveli il Suo amore che viene dai cieli. Il vostro cuore brama la pace che diminuisce sempre più sulla terra. Per questo gli uomini sono lontani da Dio, le anime sono ammalate e vanno verso la morte spirituale. Sono con voi, figlioli, per guidarvi su questo cammino di salvezza al quale Dio vi chiama. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”

Messaggio di Medjugorje, 2 gennaio 2020 – Apparizione a Mirjana

“Cari figli, so di essere presente nelle vostre vite e nei vostri cuori. Sento il vostro amore, odo le vostre preghiere e le rivolgo a mio Figlio. Però, figli miei, io voglio essere, mediante un amore materno, nella vita di tutti i miei figli. Voglio radunare attorno a me tutti i miei figli, sotto il mio manto materno. Perciò invito voi e vi chiamo apostoli del mio amore, perché mi aiutiate. Figli miei, mio Figlio ha pronunciato le parole: “Padre nostro”, Padre nostro che sei ovunque e nei nostri cuori, perché vuole insegnarvi a pregare con le parole e i sentimenti. Vuole che siate sempre migliori, che viviate l’amore misericordioso che è preghiera e sacrificio illimitato per gli altri. Figli miei, date a mio Figlio l’amore per il prossimo; date al vostro prossimo parole di consolazione, di compassione e atti di giustizia. Tutto ciò che donate agli altri, apostoli del mio amore, mio Figlio lo accoglie come un dono. E io sono con voi perché mio Figlio vuole che il mio amore, come un raggio di luce, rianimi le vostre anime, che vi aiuti nella ricerca della pace e della felicità eterna. Perciò, figli miei, amatevi gli uni gli altri, siate uniti mediante mio Figlio, siate figli di Dio che tutti insieme con cuore colmo, aperto e puro, dicono il Padre nostro e non abbiate paura! Vi ringrazio. ”

Messaggio di Medjugorje, 25 dicembre 2019 – Apparizione annuale a Jakov Colo
Nell’ultima apparizione quotidiana del 12 Settembre 1998 la Madonna ha detto a Jakov Colo che avrebbe avuto l’apparizione una volta all’anno, il 25 Dicembre, a Natale. Così è avvenuto anche quest’anno. La Madonna e venuta con il Bambino Gesu tra le braccia. L’apparizione è iniziata alle 14 e 25 ed è durata 9 minuti. La Madonna è venuta con il piccolo Gesù fra le braccia. La Madonna attraverso Jacov ha trasmesso il seguente messaggio:
“Cari figli, oggi in questo giorno di grazia, in modo particolare vi invito ad aprire i vostri cuori e pregate Gesù affinché fortifichi la vostra fede. Figli, attraverso la preghiera col cuore, la fede e le opere comprenderete che cosa significhi vivere una sincera vita cristiana. Spesse volte, figli, le vostre vite ed i vostri cuori sono presi da tenebra, dolore e croci. Non vacillate nella fede e non domandatevi il perché pensando che siete soli e abbandonati ma aprite i vostri cuori, pregate e credete fermamente e allora il vostro cuore sentirà la vicinanza di Dio, e che Dio non vi abbandona mai e che è al vostro fianco in ogni momento. Attraverso la preghiera e la fede, Dio risponderà ad ogni vostro perché e trasformerà ogni vostro dolore, tenebra e croce in luce. Vi ringrazio. ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Amiamo il Rosario, riflessioni e suggerimenti sulla preghiera e sull’altra vita .Don Renzo del Fante, Apostolato Mariano Melegnano (MI)

16 gennaio 2020

NON LO DIGERISCE
Non c’è prete che abbia veramente cura delle anime, che non sappia quanto il Rosario sia odiato da Satana e da tutto il regno infernale.
L’inimicizia insanabile, fatta di rancore e di paura, Satana la porta contro Maria in persona, la Donna immacolata superiore a lui, anche quando egli era il bellissimo Lucifero del Paradiso.
Egli ricorda meglio di noi che dalla libera adesione alla volontà di Dio da parte di Maria è venuta la Salvezza: Gesù il Figlio di Dio.
Conosce meglio dei teologi il ruolo universale di Maria Intermediaria fra Gesù e noi, e fra noi stessi, che la sua Regalità e Maternità corredentrice le rendono possibile, anzi doveroso.
Questo odio si concretizza contro la preghiera del Rosario, contro un pregare che non sollecita l’orgoglio, anzi ci fa tornare bambini, accanto alla Madre, di fronte a Dio.
Conosco per esperienza di esorcista il materializzarsi di questa rabbia di Satana, di questo suo terrore panico anche di fronte alla corona benedetta. Le persone da lui tormentate cercano di spezzare le corone messe loro al collo o di gettarle lontano. Costrette a ricollocarle in luogo di onore, dimostrano un orrore e una riluttanza come se dovessero raccogliere da terra un serpente velenoso.
Ciò impressiona maggiormente quando uno sa che le stesse persone, nei momenti di libertà spirituale, sanno recitare e con devozione il santo Rosario…

Con questo segno vincerai!
Se la Madonna in persona e il Santo Padre ci raccomandano tanto il Rosario, dei motivi ci devono pur essere e Satana, con il suo rancore, al riguardo mostra di esserne al corrente.
Nell’agosto 1945, dopo i bombardamenti sul Giappone, ricordo di aver scritto questa frase: «Le atomiche spezzano il mondo, i Rosari lo riuniranno!».
E così sarà. Satana non è onnipotente, anzi è il vinto che avrà il capo schiacciato dal calcagno della «Donna vestita di sole», l’umile e grande Maria. Si sbagliano coloro che sperano che sia lui, il Ribelle, il vincitore definitivo di questa battaglia cosmica.

LE MALE LINGUE
Anche sul Rosario si sono scatenate valanghe di ironie, perplessità e obiezioni da parte persino di persone il cui compito è di aiutare e non di scoraggiare la povera gente nella ricerca di un dialogo con Dio, nel modo meno artificioso possibile.

Non è preghiera liturgica
Una prima osservazione contro il Rosario muove dal fatto che non è una preghiera «liturgica». Su questo argomento già abbiamo detto; spero che Giovanni XXIII, che ha descritto il Rosario come preghiera «quasi liturgica», riesca a ottenere in Cielo che presto in terra si cancelli quel timido «quasi».
Ma poi chi ha detto che le preghiere debbano essere tutti ufficiali? Il sacerdote ed il levita di Gerusalemme avevano forse la voce roca dal gran cantare nel Tempio; il samaritano credo proprio che di questi riti ne fosse piuttosto digiuno. Ma chi ci è additato come modello? Chi ascolta nella coscienza la voce di Dio e la traduce in pratica nella carità concreta.
Proclamo senza esitazione la superiorità, in se stessa, della preghiera liturgica; nego però che la si possa contrapporre a quella che da soli, o in grosse assemblee, si eleva a Dio e alla santissima Vergine. Talvolta si prega «non liturgicamente» sotto la guida dei nostri sacerdoti, dei vescovi, persino del Papa.
Quel che è avvenuto la vigilia dell’Anno Mariano, con quell’indimenticabile Rosario di dimensione mondiale, ha commosso il Paradiso. Ed è quello che conta!

È ripetitiva
La seconda obiezione punta sulla asserita monotonia del Rosario. E perché nella nostra vita, ad esempio sul piano fisiologico, ci sono delle ripetizioni continue? Guai a noi se non ci fossero; pensiamo al battito ritmico del cuore, al respiro cadenzato dei polmoni.
Anche le nostre abitudini di ogni giorno di lavarci le mani e il viso, di spazzolarci i denti ecc., non perdono di importanza per il fatto di essere ripetitive. Nell’eseguire il nostro lavoro, dopo alcuni mesi ci accorgiamo che sono sempre le stesse cose, gli stessi piccoli o grossi problemi.
La virtù sta nel saper reagire risolutamente: c’è chi si lascia ammazzare dalla noia, e chi sa ricominciare ogni giorno con voluto entusiasmo.
A chi esige per la sua preghiera (quasi fosse lui a fare un piacere a Dio), un menù ogni giorno diverso, faccio notare che le persone sagge non escludono mai l’acqua tra le bevande, né il pane tra gli altri alimenti.
Senza forzare i paragoni, mi pare che Gesù ci voglia nutrire, meglio se ogni giorno, con il Pane vivo che è Lui stesso, e pare che la Madonna, da Mamma saggia e semplice, voglia dissetare i suoi figli con l’acqua limpidissima del suo amore. Non per caso lungo i secoli centinaia di sue apparizioni sono accompagnate dallo sgorgare dell’acqua miracolosa.
Per attingere ristoro da questo Cuore materno, quale mezzo più dolce ed efficace se non quello di prendere in mano con fede la corona del Rosario? E non pensiamo alla consolazione che diamo al suo Cuore Addolorato, pregandola così?
Ma tutte queste Ave Maria a decine e tutte uguali – si lamentano alcuni – non sono un po’ troppe? Proviamo a salire le rampe di una lunga scala: tutti i gradini sono fra loro identici ma nessuno ne fa caso, anzi si protesterebbe se fossero fra loro diversi. Chi sale ai vari piani del palazzo sa benissimo che i gradini sono uguali ma che ciascuno è pure diverso perché lo porta sempre più in alto.
Così chi dice con amore il Rosario, cresce nella grazia di Dio e, di Ave Maria in Ave Maria, si avvicina sempre più a Lui e alla Vergine santissima. Non cambia la formula della preghiera, ma migliora il soggetto che prega.
La monotonia che dobbiamo abborrire è quella dello spirito «freddo. Ha sapore di morte tutto quanto si compie senza impegno, senza ideale che entusiasmi, senza una scintilla di amore.
La mamma che bacia il suo bambino infinite volte e lo imbocca, cucchiaino dopo cucchiaino, non si pone problemi di monotonia. Il fidanzato o sposo veramente innamorato della persona a lui più cara, non conta le volte che ripete che le vuole bene, e chi l’ascolta sente la parola nuova e dolcissima, come fosse la prima volta.
È solo al Signore e alla Madonna che dovremmo rivolgerci in maniera studiata a tavolino, cambiando ogni volta le formule, secondo il moltiplicarsi dei sussidi ascetici e pastorali?

Padre Bozzetti
Tra le infinite poesie dedicate alla Madonna, ho scelto per voi quella di un solido filosofo, Superiore generale dei Rosminiani, Padre Giuseppe Bozzetti. Mi onorò della sua amicizia, in Milano e a Roma a San Giovanni di Porta Latina. Mi sentivo come un topolino di fronte a un gigante.
Rosario
Cara mi sei, mia umile coroncina. Non sempre fu così. Ero come tanti che ti trovan noiosa, e dicono: che gusto ripetere e ripetere la medesima cosa?
Col passare degli anni quanto mai s’impara! che la miseria degli uomini è tanta e non fa che ripetersi la medesima a ogni ora.
E lascerem d’invocare a ogni ora il lavacro e il perdono che intorno al dolce e puro e benedetto Nome si spande?
Guarda il continuo tornare dei ciechi uomini al fango! Deh, riattingere al fonte e versar senza posa le limpide acque: Ave Maria, ave Maria, ave Maria, ave Maria…

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Amiamo il Rosario, riflessioni e suggerimenti sulla preghiera e sull’altra vita, di Don Renzo del Fante: Apostolato Mariano Melegnano (MI)

18 dicembre 2019

UN ROSARIO… FA SEMPRE BENE!
La corona, di oro o di plastica, conservata come ricordo caro o appena acquistata, ci stà in qualunque tasca o borsetta. Possiamo portarla sempre con noi. È anche un segno di protezione da parte della Madonna, per cui fanno bene coloro che l’appendono nella camera da letto o allo specchietto retrovisore della loro vettura.
Il Rosario potrebbe essere recitato anche senza corona, o usando quella specie di anello dentato che chiamano «rosario basco, o semplicemente contando le Ave Maria con le dita, quando non si potesse fare diversamente.

Non ha controindicazioni
Il Rosario può essere recitato in qualunque luogo di questo mondo, purché ci si trovi sereni e si operi nel santo timor di Dio.
Può essere recitato a qualunque ora del giorno e della notte, da qualunque persona, sana o malata, dotta o senza cultura, buonissima o ingolfata nei peccati da cui vorrebbe liberarsi.
In qualunque situazione spirituale ti trovi: di gioia e di riconoscenza, di paura o di dolore, di entusiasmo, di desolazione o smarrimento, puoi rivolgerti a cuore aperto alla tua Mamma del cielo.
Se una persona malata o stanchissima si addormenta, magari dopo poche Ave Maria?
Ebbene, invece di svegliarla io ne proverei invidia; chiedo a Dio la grazia di addormentarmi per l’ultima volta anch’io recitando l’Ave Maria, sì, nell’ora della mia morte. E se una persona, dopo una decina di Ave Maria, ha la sensazione di essere già stanca? Prima valuti che non si tratti di pigrizia o di una tentazione del Maligno che odia queste preghiere e che ci suggerisce mille altre cose, in se stesse buone. Chi ritiene che si tratti di vera stanchezza, non abbia scrupoli a sospendere il Rosario, convinto che la Madonna è la Mamma più indulgente ed è comprensiva delle nostre situazioni concrete.
All’opposto, chi potendolo fare senza mancare ad altri doveri e senza creare noie al prossimo, dopo un bel Rosario, ne volesse recitare un secondo, un terzo, ascolti la buona ispirazione, sicuro che non si prega mai abbastanza, quando si prega con fede.

I Santi insegnano
Su questo punto i Santi ci danno buon esempio. Quanti e quali Rosari recitava ogni giorno l’attivissimo don Bosco? Ed il santo Curato d’Ars, posto a modello di tutti i parroci? Il Papa di venerata memoria, Giovanni XXIII, confidava con tutto candore che trovava ogni giorno il tempo per recitare il Rosario intero, cioè le tre corone.
Di Padre Pio da Pietralcina dicono che recitasse una dozzina di Rosari al giorno. Io non lo so, anche perché non immagino come ne trovasse il tempo nelle sue giornate tutte «mangiate dall’Apostolato; ricordo però di averlo visto sempre – tranne quando celebrava la santa Messa – con la corona del Rosario in mano. Ora, scendendo a capofitto dalle vette della santità fino alla mia povera vita, rammento che nei giorni di maggiori impegni o di grande sofferenza, il numero dei Rosari lo lasciavo contare all’Angelo Custode.
Non è questione di tempo, miei cari, ma di volontà e di fede!
Dove riuscivano a ricreare le forze morali, e talvolta anche fisiche, tanti papà, mamme, preti e suore che vivevano una carità meravigliosa ma estenuante, se non nell’Eucaristia e in tante belle corone di Rosari? Le offrivano al Signore e alla Mamma del Cielo, camminando, lavorando in casa o nei campi e persino in officina, oppure in ginocchio nella solitudine di una chiesa o di una cameretta.

Un «sogno» di don Bosco
Il 20 agosto 1862 erano appena tornati a Valdocco i giovani per le ripetizioni, dopo il breve soggiorno in famiglia cominciato il 28 luglio (gli altri sarebbero tornati verso la metà di ottobre), quando don Bosco alla «Buona Notte» prese il tono dei giorni migliori e, pur avendo dinanzi a sé non più di un centinaio di ragazzi, raccontò un sogno che aveva avuto probabilmente la notte del suo dì natalizio, il 16 agosto precedente.
Questa volta non fece alcun preambolo né di ordine precauzionale né di ordine segreto; disse semplicemente che aveva avuto un sogno e che lo voleva narrare loro perché, a pensarci bene, gli era parso che avesse un contenuto efficace per gli ascoltatori. Prese dunque a dire che, tra la stalla di suo fratello Giuseppe e il portico per i carri, c’era un prato, quello precisamente dove, ai tempi della sua fanciullezza, stendeva la corda e intratteneva i paesani, con giochi di equilibrio e di prestigio. Su quel prato in forte declivio, a un certo punto del sonno era comparso un «personaggio».
Infatti, don Bosco non si stupì della sua presenza, gli fece anzi atto di ossequio e avviò una conversazione che, data l’esperienza del passato, avrebbe potuto concludersi con qualche prezioso ammaestramento, se non addirittura con qualche rivelazione di cose. Ma il dialogo non durò a lungo; anzi, morì subito, dinanzi a un’ingiunzione del personaggio che, dopo avergli fatto os¬servare tra l’erba un serpentaccio lungo sette od otto metri, gli mise anche tra le mani il capo di una corda con cui avrebbero dovuto immobilizzarlo e ucciderlo.
Don Bosco non se la sentiva di fare il boia in quella circostanza, e lo disse anche al personaggio, che invece insistette e lo costrinse a rimanere sul luogo.
– Se non osi battere – gli disse – tieni solo duro; batterò io e vedrai cosa ne faremo di questa bestiaccia. Infatti cominciò a menar frustate da orbo, flagellando il serpente in maniera che, rivoltandosi quello per vendicarsi e liberarsi nello stesso tempo, s’incagliava sempre più, fino a restar preso come nelle maglie di una rete. Dibattendosi, le sue carni volavano all’aria e ricadevano pesantemente sull’erba del prato, che risultò così lordata da tutto quel sangue e popolata da tutti quei brandelli di carne che, tra l’altro, mandavano un fetore insopportabile.
Don Bosco, che aveva legato per ordine del personaggio misterioso il capo della corda a un albero, tirò un respiro di sollievo, quando di tutto quel mostro non vide impigliato nella rete che uno scheletro immane ma impotente, afflosciato come un sacco svuotato del suo contenuto.
Morto il serpente, quando credeva che tutto fosse finito, don Bosco si sentì invece dire di stare con gli occhi bene aperti, perché ora sarebbe succeduta cosa, che avrebbe mandato in estasi il più gran prestigiatore di questo mondo, non diciamo poi un povero prete come lui era.
Quel personaggio prese la corda, ne fece un gomitolo che mise in una cassetta, dove la rinchiuse. Tosto la riaprì sotto gli occhi stupiti dei giovani, che intanto erano accorsi.
Che cosa era successo? che la corda si era disposta in maniera da formare le parole: Ave Maria.
– Ma come può essere che la corda si sia cambiata in una scritta così venerata?
– Il motivo è questo – rispose compiaciuto il personaggio, dal momento che era proprio qui che voleva portare il discorso fin dal principio. – Il motivo è che il serpente raffigura il demonio e la corda l’Ave Maria o piuttosto il santo Rosario, che è una continuazione di Ave Maria, con la quale, o con le quali, si possono battere, vincere e distruggere tutti i demoni dell’inferno.

ATTENZIONE AGLI ERRORI

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Amiamo il Rosario, riflessioni e suggerimenti sulla preghiera e sull’altra vita, di Don Renzo del Fante: Apostolato Mariano Melegnano (MI)

13 dicembre 2019

 

PREGARE E’ BELLO – Ah, figlioli, che bel Rosario!
Questa esclamazione fu così carica di fede e di meraviglia da rimanermi ancora impressa dopo decine di anni.
Mio padre aveva partecipato, con parecchi adulti e alcuni giovani, ad un pellegrinaggio serale al Santuario della Caravina, in Valsolda.
– E pensare che in casa si fa fatica a rispondere a qualche Ave Maria… mentre ieri sera, finita la prima corona del santo Rosario, ne avremmo recitata pure un’altra!
Quegli uomini avevano capito quanto sia diverso il «dir su preghiere» di malavoglia, dal pregare tutti insieme e «con sentimento», convinti che quando si prega seriamente Qualcuno lassù in Cielo sta in ascolto.
Ora, nell’offrirti queste pagine, chiedo alla Madonna che tu riesca a vivere la stessa esperienza di fede. Esperienza di buona preghiera che molti fanno ogni giorno. Magari una più elevata ancora fino a recitare il santo Rosario con lo stesso fervore di Bernadette Soubirous alla Grotta di Lourdes. Sapeste quanto è bello «un bel rosario, figlioli!»… «Ancor più del ciel di Lombardia», aggiungerebbe convinto il nostro caro Manzoni.
Don RENZO

ROSA, ROSARIO
Il Rosario – bellissima preghiera – prende nome dal fiore simbolo dell’amore: rosario vuol dire roseto, mazzo di rose.
Vogliamo dunque offrirlo con finezza di gusto: niente rose (cioè le Ave Maria) appassite, sgualcite, mal tenute insieme e buttate là con noncuranza! È un omaggio gentile alla più bella di tutte le creature, alla benedetta fra le donne.

Con bel garbo
Con il Rosario compiamo un gesto di riconoscenza a Dio, che ha voluto divenire figlio di questa Donna, frutto benedetto del suo grembo.
Alla Regina del Cielo e della terra, alla Madre del Creatore dell’Universo le rose si offrono con rispettoso amore.
Al gambo di questi fiori sono attaccate le spine: esse ci insegnano a far attenzione nel comporre nei debiti modi questo mazzo spirituale, per porgerlo poi con bel garbo, con semplicità e con fede.
Non è quindi tanto facile recitare «bene» il Rosario: occorre un notevole impegno.

Le sue origini
Il re Davide, vissuto in Giudea tremila anni fa, non recitava certo il Rosario; eppure potremmo considerarlo un lontano antenato di questa forma di preghiera. Egli compose parole, musica e danza di una parte dei centocinquanta Salmi. Questi sono composizioni poetiche ispirate da Dio che, prima gli Ebrei e poi i Cristiani impararono a memoria per la preghiera privata e liturgica.
Dopo san Benedetto, e con l’abbondanza di monaci nei monasteri, successe che quelli non addetti abitualmente al coro, perché impegnati in lavori pesanti nelle campagne e nelle stalle, non riuscivano a recitare ogni giorno tutti quei Salmi. Non sapendoli a memoria, dovevano accontentarsi di recitare centocinquanta Pater noster: un surrogato della preghiera liturgica, a detta dei «sapienti».

Fatica e umiltà
Eppure era anch’essa una lode, forse più gradita a Dio, perché rivolta a Lui nella fatica e con semplicità di cuore.
Come i Salmi erano suddivisi a dieci a dieci (le decurie) e terminavano con il Gloria, così anche i Pater noster furono suddivisi a dieci a dieci dal Gloria Patri. Poi, al posto di tutti questi Pater, attraverso, i secoli, la buona Provvidenza permise che si infiltrassero sempre più le Ave Maria.
Molti Santi, ed il più conosciuto al riguardo è san Domenico, diffusero questa «liturgia rimediata» tra il popolo, con grandi vantaggi spirituali.
Vorrei riportarvi una sintesi delle promesse che la Madonna ha fatto, attraverso alcuni Santi, ai veri devoti del santo Rosario. Sappiamo che la Madonna quel che promette mantiene.

Promesse della santa Vergine
l. A quelli che devotamente reciteranno il mio Rosario prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie. Il santo Rosario sarà un’arma potente contro l’Inferno; distruggerà i vizi, vi libererà dal peccato, dissiperà le eresie.
2. Il santo Rosario farà fiorire le virtù e le opere buone; otterrà alle anime grande misericordia da parte di Dio; raffredderà l’amore alle cose del mondo, elevando i cuori al desiderio dei beni eterni.
3. Chi confiderà in Me, pregando con il santo Rosario, non perirà e non sarà soverchiato dalla sventura. I peccatori si convertiranno, cresceranno nella Grazia di Dio e diverranno degni della vita eterna.
4. Quelli che recitano il mio Rosario troveranno durante la vita e nell’ora della morte la luce di Dio e la pienezza delle sue grazie; parteciperanno ai meriti degli Angeli e dei Santi.
5. Libererò presto dal Purgatorio le anime che furono devote al santo Rosario. Chi l’avrà recitato con costanza e vera devozione godrà di una grande gloria in Cielo.
6. Ciò che chiederete con fede per mezzo del mio Rosario, voi lo otterrete. Coloro che propagheranno la devozione del santo Rosario saranno da Me soccorsi in tutte le loro necessità.
7. Io ho ottenuto da mio Figlio che coloro che si associano nella devozione del santo Rosario abbiano per fratelli, in vita e in morte, i Santi del Cielo.
8. Quelli che recitano fedelmente il Rosario sono figli miei amatissimi, veri fratelli e sorelle di Gesù Cristo. La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.

Meditando i «misteri»
A coloro che non sapevano leggere, e iniziando dai monasteri, in luogo delle Sacre Letture, si propose la contemplazione di momenti importanti della vita di Gesù e di Maria, che ora sono codificati nei quindici misteri.
A quei tempi, in cui poche persone tra il popolo sapevano leggere, i quadri, gli affreschi e le sculture che rendevano le chiese una vera scuola, aiutavano a comprendere il significato e a fissare nella memoria anche visiva questi santi «misteri».

Come recitarlo
A brave ragazzine di città mi è capitato di regalare alcune corone del Rosario. Qualcuna le baciava e la riponeva nella borsetta, altre che ne ignoravano l’uso, tentavano di metterle al collo come fossero collane. Per questo, pur essendo dell’idea che ci vuol fantasia e libertà nella recita del Rosario, sento che occorre sapere prima di tutto, che cosa è il Rosario ed il modo in cui va recitato.
La corona del Rosario è formata da cinquanta grani (le Ave Maria) suddivise in cinque decine da un grano più grosso (il Padre nostro).
Il Rosario intero è composto da centocinquanta Ave Maria; perciò è necessario usare la corona per tre volte. Non spaventatevi subito perché è uso comune (ma non è proibito fare di meglio) recitare una sola corona, meditando i cinque misteri del santo Rosario, ogni giorno.

Per ricordare i misteri
Si riservano i misteri gaudiosi al lunedì e al giovedì; i dolorosi al martedì e al venerdì; i misteri gloriosi al mercoledì, al sabato e alla domenica.
Quando una ricorrenza liturgica oppure circostanze liete o dolorose della vita portano a preferire la meditazione di determinati misteri, non solo è permesso ma è raccomandabile variare in questo senso.
Ci sono alcuni che, dopo anni che recitano il Rosario, non sanno ancora i quindici misteri a memoria; altri invece li imparano con facilità, poiché vedono il loro legame con la vita di Gesù che nasce (misteri gaudiosi), che muore (dolorosi) e che risuscita (gloriosi).

I misteri della Famiglia
Il primo gruppo (i cinque misteri gaudiosi) ci presentano:
1. l’annuncio dell’Angelo a Maria: «Darai alla luce il Figlio di Dio!»;
2. ci sottolinea la carità operosa di Maria che si reca dalla parente Elisabetta;
3. il Natale di Gesù nella grotta di Betlemme;
4. quaranta giorni dopo il Bambino viene presentato al Tempio;
5. infine – unico episodio dei trent’anni di vita a Nazareth – lo smarrimento di Gesù dodicenne ed il suo ritrovamento nel Tempio di Gerusalemme.

I misteri della sofferenza
Il secondo gruppo (i cinque dolorosi) sorvolando sui tre anni di vita pubblica, ci descrivono alcuni momenti della Passione di Gesù:
1. la notte nel Gethsemani, dove Gesù suda sangue e viene tradito;
2. il mattino del Venerdì santo con le torture della flagellazione;
3. e della incoronazione beffarda con un fascio di spine;
4. la salita al Calvario e la crocifissione;
5. infine l’agonia, la morte in croce e la sepoltura.

I misteri dell’Aldilà
Il terzo gruppo (i cinque gloriosi) ci presentano la gloria di Gesù:
1. che risorge da morte;
2. che ascende in Cielo, quaranta giorni dopo;
3. mantenendo la promessa, manda sugli Apostoli lo Spirito Santo e la Chiesa muove i primi passi;
4. anche la Madonna, unita a Gesù nella serenità di Nazareth e nello strazio del Calvario, negli ultimi due misteri è contemplata nella sua glorificazione personale: l’assunzione in Cielo;
5. e nella sua partecipazione materna e regale alla vita della Chiesa e di tutto l’universo.

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Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Dicembre 2019 a Mirjana

3 dicembre 2019

“Cari figli, mentre guardo voi che amate mio Figlio, la delizia colma il mio Cuore. Vi benedico con la benedizione materna. Con la materna benedizione benedico anche i vostri pastori: voi che dite le parole di mio Figlio, benedite con le sue mani e lo amate tanto da essere disposti a fare con gioia ogni sacrificio per lui. Voi seguite Lui, che è stato il Primo Pastore, il Primo Missionario. Figli miei, apostoli del mio amore, vivere e lavorare per gli altri, per tutti coloro che amate per mezzo di mio Figlio, è la gioia e la consolazione della vita terrena. Se attraverso la preghiera, l’amore ed il sacrificio il Regno di Dio è nei vostri cuori, allora per voi la vita è lieta e serena. Tra coloro che amano mio Figlio e si amano reciprocamente per mezzo di lui, le parole non sono necessarie. E’ sufficiente uno sguardo per udire le parole non pronunciate e i sentimenti non espressi. Laddove regna l’amore, il tempo non si conta più. Noi siamo con voi! Mio Figlio vi conosce e vi ama. L’amore è ciò che vi conduce a me e, mediante quest’amore, io verrò a voi e vi parlerò delle opere della salvezza. Desidero che tutti i miei figli abbiano fede e sentano il mio amore materno che li guida a Gesù. Perciò voi, figli miei, ovunque andiate rischiarate con l’amore e con la fede, come apostoli dell’amore. Vi ringrazio. ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Maria a Medjugorje, messaggio del 25 Novembre 2019

27 novembre 2019
“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

Cari figli! Questo tempo sia per voi il tempo della preghiera. Senza Dio non avete la pace. Perciò, figlioli, pregate per la pace nei vostri cuori e nelle vostre famiglie affinché Gesù possa nascere in voi e darvi il Suo amore e la Sua benedizione. Il mondo è in guerra perché i cuori sono pieni di odio e di gelosia. Figlioli, l’inquietudine si vede negli occhi perché non avete permesso a Gesù di nascere nella vostra vita. CercateLo, pregate e Lui si donerà a voi nel Bambino che è gioia e pace. Io sono con voi e prego con voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. “

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

MESSAGGI A CONFRONTO

Messaggio del 25 Novembre 2018

“Cari figli! Questo tempo è tempo di grazia e di preghiera, tempo di attesa e di donazione. Dio si dona a voi perché lo amiate al di sopra di ogni cosa. Perciò, figlioli, aprite i vostri cuori e le vostre famiglie affinché quest’attesa diventi preghiera ed amore e soprattutto donazione. Io sono con voi, figlioli e vi esorto a non rinunciare al bene perché i frutti si vedono, si sentono, arrivano lontano. Perciò il nemico è arrabbiato e usa tutto per allontanarvi dalla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. “

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Vergine di Chiquinquirà, Storia

18 novembre 2019

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Storia della devozione
La storia della devozione all’immagine della Vergine di Chiquinquirá risale al XVI secolo quando iniziarono le spedizioni coloniali nel centro della regione, spedizioni accompagnate quasi sempre dall’opera di evangelizzazione di sacerdoti spagnoli.
Nel 1560 lo spagnolo Antonio de Santana ricevette in encomienda il territorio intorno alla città di Chiquinquirá; qui costruì diversi edifici per l’amministrazione coloniale ed anche abitazioni per gli indigeni e gli schiavi. Com’era abitudine volle anche costruire una cappella per le funzioni religiose.
Il domenicano Andrés Jadraque, che prestava il suo servizio in quella encomienda, volle fornire la cappella di un’immagine sacra; per questo motivo commissionò al pittore spagnolo Alonso Narváez, che viveva nella città di Tunja, il dipinto della Madonna del Rosario con Sant’Antonio di Padova e Sant’Andrea apostolo.
Nel 1563 l’immagine sacra, dipinta su tela di cotone tessuta secondo l’arte india, fu collocata nella cappella. Il piccolo edificio, con tetto in paglia, dopo pochi anni si deteriorò; anche la tela con l’immagine della Madonna fu gravemente danneggiata dalle intemperie alla quale fu esposta tanto che nel 1585 fu data via perchè fosse utilizzata in una cappella saltuariamente utilizzata dalla gente del posto come cappella.
Il 26 dicembre 1586 si verificò l’evento prodigioso conosciuto come Renovación (“rinnovamento”): María Ramos, una pia donna che si era impegnata per rendere più degna e accogliente la cappella dov’era custodita l’immagine, insieme ad una india di nome Isabel e al figlio di quest’ultima, furono testimoni del rinnovato splendore che i colori della tela ritrovarono senza che mano d’uomo intervenisse per il restauro.
Il 10 gennaio 1587 e il 12 settembre dello stesso anno le autorità ecclesiastiche dopo una accurata indagine si espressero in modo positivo sulla autenticità del miracolo.
Fu costruito subito un bahareque (un classico edificio fatto di canne, legno e paglia) che divenne presto meta di pellegrinaggi. Considerato il notevole afflusso di fedeli che visitava il luogo dell’evento prodigioso l’arcivescovo di Bogotà Luís Zapata de Cárdenas ordinò che fosse costruita una chiesa nel luogo della Renovación.
All’inizio del XIX secolo per custodire la prodigiosa immagine fu costruita l’attuale chiesa in un posto diverso da quello originario del miracolo per poter far fronte ai disastrosi terremoti frequenti nella zona.
Intanto la devozione alla Vergine di Chiquinquirà conquistò sempre più il popolo di ogni fascia sociale. Lo stesso Simon Bolivar, che aveva utilizzato anche il tesoro del santuario per finanziare la sua Campaña Libertadora, si recò più volte a Chiquinquirà per pregare per il successo della sua impresa.
Nel 1908 il provinciale dei domenicani Vicente María Cornejo ed il priore del santuario José Ángel Lambona, con l’accordo della Conferenza episcopale che proprio quell’anno si era riunita per la prima volta, chiesero alla Santa Sede la incoronazione canonica della sacra immagine che avvenne il 9 luglio 1919 insieme alla proclamazione della Vergine di Chiquinquirà come Regina della Colombia.
Il 3 luglio 1986 Giovanni Paolo II visitò Chiquinquirà in occasione del quarto centenario della Renovación. In quell’occasione, rivolgendosi a Maria, così si espresse:«
Sono molti i luoghi della terra dai quali i figli del popolo di Dio, nati dalla nuova alleanza, ti ripetono senza posa le parole di questa beatitudine: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo; a che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?” (Lc 1,42-43). E uno di questi luoghi che tu hai voluto visitare, come la casa di Elisabetta, è questo: il santuario mariano del popolo di Dio nella terra colombiana. Qui, a Chiquinquirá, hai voluto, o Madre, instaurare per sempre la tua dimora. Per quattro secoli la tua presenza, vigile ed efficace, ha tenuto compagnia ininterrottamente ai messaggeri del Vangelo in queste terre per far scaturire in esse, con la luce e la grazia del tuo Figlio, l’immensa ricchezza della vita cristiana. Ben possiamo ripetere oggi, ricordando le parole pronunciate dal mio venerato predecessore Pio XII, che “la Colombia è giardino mariano, fra i cui santuari domina, come il sole fra le stelle, Nostra Signora di Chiquinquirá”. Amatissimi fratelli e sorelle: mentre si compie il quarto centenario del Rinnovamento di questa venerata immagine, mi associo gioiosamente a voi in questo pellegrinaggio di fede e di amore. Sono venuto in questo luogo per prostrarmi ai piedi della Vergine, desideroso di confortarvi nella fede, e cioè nella verità di Gesù Cristo, della quale fa parte la verità di Maria e la vera devozione verso di lei. Desidero anche pregare assieme a voi per la pace e per la prosperità di questa amata Nazione, davanti a colei che proclamate Regina della pace e con filiale affetto invocate quale Regina della Colombia. »
(Omelia, concelebrazione eucaristica a Chiquinquirá, 3 luglio 1986, online)

https://it.cathopedia.org/wiki/Vergine_di_Chiquinquirà

Preghiera del mattino: Offerta della giornata a Maria

18 novembre 2019

O Maria, Madre del Verbo incarnato e Madre nostra dolcissima,

siamo qui ai Tuoi Piedi mentre sorge un nuovo giorno,

un altro grande dono del Signore.

Deponiamo nelle Tue mani e nel Tuo Cuore tutto il nostro essere.

Noi saremo Tuoi nella volontà, nel pensiero, nel cuore, nel corpo.

Tu forma in noi con materna bontà In questo giorno una vita nuova,

la vita del Tuo Gesù.

Previeni e accompagna o Regina del Cielo, anche le nostre più

Piccole azioni con la Tua ispirazione materna, affinchè ogni cosa sia pura

E accetta al momento del Sacrificio Santo e immacolato.

Rendici santi, o Madre buona; santi Come Gesù ci ha comandato,

come Il Tuo cuore ci chiede e ardentemente desidera.

Così sia.

Preghiera della notte: Alla Santissima Vergine del Colle

8 novembre 2019
vergine Santissima del Colle

O Vergine Ss.ma, voi qual vaga e misteriosa aurora vi degnaste dissipare le tenebre, che per lunghi secoli gravarono su questo colle prescelto da Dio per manifestare agli uomini, attraverso la vostra materna potenza e la sua mano divina, voi faceste rinascere speranze perdute, accendeste nei cuori dominati dall’odio, un amore ardente, infinito. Per la possanza che a voi viene dal vostro divino Figliuolo, i ciechi videro, i sordi udirono, i morbi sparirono! Risuonò tante volte questo Colle dei canti di folle lontane e vicine, accorse per sciogliere voti, per impetrare favori! Noi lo abbiamo appreso, tante volte lo sperimentammo, giornalmente ammiriamo segni straordinari che chiaramente manifestano la vostra materna assistenza. Vi ringraziamo perciò con le lingue delle migliaia di devoti che da secoli si prostrano innanzi a questo vostro trono, vi salutiamo con i canti innocenti delle schiere di fanciulli che misteriosamente invitarono tutti a vedere voi qui apparsa per nostra letizia. Aprite, vi supplichiamo, il tesoro delle grazie a quanti a voi fanno ricorso, esaudite le nostre preghiere, affinché in tempi di morta fede questo sacro Colle splenda irradiato dai vostri favori, quale faro che accende speranza e guida al porto sicuro della salvezza. Così sia. Salve Regina.

Basilica Santa Maria del Colle le Origini

8 novembre 2019
Visualizza immagine di origine

Il Santuario della Madonna del Colle nella terra di Lenola affonda la sua radice storica ai primi secoli dell’era cristiana, nella metà del terzo secolo. Lo storico belga De Schepper, narra che gli Apostoli Pietro e Paolo in viaggio verso Roma percorrendo la Via Appia, la “Regina Viarum”, che attraversa la fertile pianura di Fondi, città dalle mura megalitiche, annunziarono ai pagani la Buona Novella del Vangelo costituendo cosi i primi nuclei di cristiani”. Attraverso i secoli successivi, si svilupparono nella zona fondana e dintorni molteplici comunità di cristiani tanto che nel 250 d.C., quando l’Imperatore Decio ordinò la persecuzione contro di essi, che riteneva responsabili dei mali che attanagliavano l’Impero, nel territorio fondano ne furono uccisi parecchie migliaia. Fu a seguito di quella spietata caccia all’uomo che alcuni di essi si rifugiarono sui monti vicini, non per viltà, ma con lo scopo di poter conservare e diffondere il seme del Vangelo. Uno gruppo di perseguitati trovò riparo sul Colle di Lenola, un tempo roccioso e selvaggio, trovando rifugio in una caverna celata tra piante e rovi, dove eressero un edicola con l’immagine della Madonna col Bambino.

Là pregavano e celebravano i divini misteri della Fede. Alcuni soldati romani, fedeli all’ordine imperiale di far minuziosa ricerca in ogni luogo, scoprirono la piccola caverna dove trovarono i martiri Onorio e Livio insieme ad altri che pregavano; li uccisero tutti lasciandoli insepolti. La notizia dell’eccidio avvenuto sul Colle di Lenola si propagò tra i cristiani rimasti nell’agro fondano, i quali informarono il monaco egiziano San Paterno, che si trovava di passaggio per Roma per venerare le tombe degli Apostoli Pietro e Paolo. Avutane notizia, egli insieme ad altri cristiani si recò sul Colle, per dare una degna sepoltura ai corpi dei martiri. Terminata l’opera pietosa pose sul sepolcro una rozza pietra, con una scritta incisa in lingua sconosciuta ai pagani: “Qui giace Onorio, Livio ed altri, morti per la Fede nella metà del terzo secolo” Presso il sepolcro piantarono un albero di cipresso, segno di resurrezione. Calate le tenebre, si misero a pregare salmodiando e, presi dalla stanchezza, si addormentarono profondamente. In piena notte furono scossi da un rumore, semisvegli e sgomenti videro la caverna inondata di una forte luce, ma una voce angelica li rincuorò: “Non temete, sperate in Dio, Io sono tra voi per vostro conforto, qui è la mia Immagine”. Svegliati dal sonno videro l’Immagine della Vergine col Bambino, circondata da Angeli che agitavano palme e corone del martirio. Non credendo ai propri occhi si domandarono l’un l’altro se ognuno avesse visto e ascoltato le stesse parole. L’indomani, confortati da quella visione, pieni di gioia ridiscesero nell’agro fondano dove avrebbero voluto propagare subito ad altri fratelli la gioiosa notizia; ma dovettero desistere perché era ancora in pieno vigore l’Editto dell’imperatore Decio. A vigilare le tombe gloriose dei martiri restò la Vergine Madre, in attesa di un’alba radiosa segnata da Dio.

https://www.madonnadelcolle.it/2-13/storia/Origini.htm

Preghiera del mattino: Suppliche alla Vergine Santissima del Colle

8 novembre 2019

vergine Santissima del Colle

Vergine ss.ma prostrati ai piedi del vostro trono vi salutiamo Regina del Colle che prodigiosamente vi degnaste eleggere a vostra dimora. voi difendeteci dai nemici e liberatici dalle tribolazioni. Ave Maria

Vergine ss.ma da questo trono di grazie girate su di noi le vostre graziose pupille; abbiate pietà dei poveri sofferenti che hanno bisogno del vostro soccorso e mostratevi vera Madre di Misericordia. Ave Maria

Vergine ss.ma voi avete salvati i peccatori più perduti! Le anime nostre sono pure sotto il peso di enormi colpe e forse non meritano il vostro patrocinio. voi però che siete la mediatrice fra l’uomo e Dio, la consolatrice degli afflitti, il conforto degli abbandonati,
potete farci perdonare. Ave Maria

Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Novembre 2019, a Mirjana

6 novembre 2019
“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

Cari figli, il mio diletto Figlio ha sempre pregato e glorificato il Padre Celeste. Gli ha sempre detto tutto ed ha confidato nella sua volontà. Così dovreste fare anche voi, figli miei, poiché il Padre Celeste ascolta sempre i suoi figli. Un unico cuore in un solo cuore: amore, luce e vita. Il Padre Celeste si è donato mediante un volto umano, e tale volto è il volto di mio Figlio. Voi, apostoli del mio amore, voi dovreste sempre portare il volto di mio Figlio nei vostri cuori e nei vostri pensieri. Voi dovreste sempre pensare al suo amore e al suo sacrificio. Dovreste pregare in modo da sentire sempre la sua presenza. Poiché, apostoli del mio amore, questo è il modo di aiutare tutti coloro che non conoscono mio Figlio, che non hanno conosciuto il suo amore. Figli miei, leggete il libro dei Vangeli: è sempre qualcosa di nuovo, è ciò che vi lega a mio Figlio, che è nato per portare parole di vita a tutti i miei figli e per sacrificarsi per tutti. Apostoli del mio amore, portati dall’amore verso mio Figlio, portate amore e pace a tutti i vostri fratelli. Non giudicate nessuno, amate ognuno mediante l’amore verso mio Figlio. In tal modo vi occuperete anche della vostra anima, ed essa è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene. Vi ringrazio! “

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Preghiera della sera : Invocazione a Maria contro le Invadenze diaboliche

31 ottobre 2019

https://gpcentofanti.wordpress.com/2017/07/12/preghiera-del-mattino-invocazione-a-maria-contro-le-invadenze-diaboliche/

Preghiera del mattino: Alla Regina del Cielo

31 ottobre 2019

O Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli,
a te che hai ricevuto da Dio
il potere e la missione di schiacciare la testa a Satana, noi chiediamo umilmente di mandarci le legioni celesti,
perché al Tuo comando inseguano i demoni,
li combattano dappertutto, reprimano la loro audacia
e li respingano nell’abisso
Amen.

Il mio Ideale : Gesù, Figlio di Maria.( Padre Emilio Neubert, Santo Marianista).Libro IV, Capitolo IX

26 ottobre 2019

«NEL TUO NOME GETTERÒ LA RETE»

Maria: Figlio mio, ti ho indicato i mezzi che devi adottare nell’esercizio del tuo apostolato, ma non ti ho ancora parlato della fiducia che ti deve sempre animare nella tua attività apostolica. Considerando la tua debolezza e la difficoltà del compito che ti è affidato, ti domandi talora di che cosa sarai capace. Certamente di nulla da solo, ma di cose meravigliose insieme con me. Non ha forse fatto grandi cose per me l’Onnipotente appunto perché ha guardato l’umiltà della sua serva? Non hai letto come Dio abbia scelto per confondere i sapienti coloro che il mondo considera insensati, e per confondere i forti coloro che il mondo considera vili?
2. Ascolta e rifletti. Voglio insegnarti due verità che ti infonderanno una fede incrollabile nell’efficacia della tua missione, una fede da trasportare le montagne. In primo luogo devi essere convinto che il tuo apostolato è il mio apostolato, che i tuoi interessi sono i miei interessi. A me, non a te, Dio ha affidato la missione di schiacciare la testa al serpente e di stabilire nel mondo il regno di suo Figlio: tu non fai altro che partecipare alla mia missione. Si tratta di salvare i miei figli e non i tuoi. Una madre desidera la salvezza dei figli certamente più di quanto non possa desiderarla un estraneo! Gli interessi di Gesù stanno infinitamente più a cuore a me che a te. Anche se tu ti mostrassi freddo riguardo al frutto delle tue fatiche, io certo non potrei rima-nere indifferente poiché è di Gesù che si tratta e degli altri miei figli. Ora io sono onnipotente per l’onnipotenza di Dio e comunico questa onnipotenza a coloro che operano nel mio nome.
3. In secondo luogo, ricorda ed applica al tuo apostolato ciò che Gesù ti ha spiegato intorno alla fiducia senza limiti che deve informare la tua preghiera. Io ho un’intenzione d’amore riguardo a ciascuna delle tue imprese apostoliche. E questa mia intenzione è sempre più perfetta della tua; poiché ti amo più di quanto tu ami te stesso, ed amo Gesù e gli uomini più di quanto non li ami tu. Ed è un’intenzione che potrai facilmente e infallibilmente raggiungere nella misura in cui agirai nel mio nome. Quindi, quali che siano gli ostacoli che si oppongono alla tua attività, potrai sempre ottenere più di quanto prevedevi, purché agisca in mio nome.
4. Per ottenere questi effetti straordinari non basta lavorare molto: bisogna lavorare nel mio nome. Gli apostoli si erano affaticati tutta la notte senza pescare nulla. Ma appena Pietro ebbe detto a Gesù: «Nel nome tuo getterò le reti», fecero una pesca miracolosa. Quante volte ti sei affaticato invano! Perché? Perché non avevi detto, incominciando: «Nel tuo nome, o Madre». Lavorare nel mio nome vuoi dire lavorare secondo le mie intenzioni e con la coscienza di partecipare alla mia missione e alla mia onnipotenza.
5. Offri a Gesù per mano mia la tua preghiera, i tuoi patimenti perché vengano attuate le mie intenzioni riguardo al tuo apostolato. Prima di intraprendere qualsiasi cosa, invocami e cerca quali possano essere le mie intenzioni così da agire sempre come uno strumento nelle mie mani. Bada però di non equivocare. Quante volte infatti nell’incominciare dichiari di voler agire solo per me, e poi in realtà finisci per seguire le tue personali tendenze. Il frutto delle tue attività apostoliche è assicurato solo se persevererai nella disposizione di voler assecondare le mie intenzioni. Pietro in mezzo alla tempesta aveva cominciato col credere a Gesù che gli comandava di raggiungerlo e sulle prime camminò sulle onde del mare; ma poi pensò ai flutti e a se stesso, ed affondò. Molte volte forse hai cominciato col fare autentici prodigi, ma l’esito finale è stato negativo. La causa è da attribuire al fatto che ad un certo punto hai perso coscienza di essere un mio strumento.
6. Non puoi pensare di continuo a me, è vero. Ma puoi lasciarti sempre guidare dal mio spirito; puoi acquistare una tale disposizione d’animo che se qualcuno ti domandasse: «In nome di chi agisci?», tu potresti rispondere: «In nome di mia Madre». Non arriverai ad avere queste disposizioni se non a prezzo di molti sforzi. Ma almeno rinnova di tanto in tanto la tua intenzione e correggila appena ti accorgi che le tue vedute si sono sostituite alle mie.
7. Dopo l’azione, se ti è riuscita bene ringrazia Dio; se male, esamina te stesso: o non hai agito in mio nome e allora l’esito è veramente negativo; o hai cercato di conformarti alle mie intenzioni e di appoggiarti a me e allora il frutto del tuo operato è soltanto differito e verrà quando a Dio piacerà, e sarà tanto maggiore quanto maggiori sforzi avrai dovuto fare e quanto maggiore fiducia avrai dimostrata. Senza di me non puoi riuscire a nulla; con me non potrai fallire mai.

Invito al colloquio: O Madre mia, credo in te e nella missione che ti ha affidato Gesù. Credo che appoggiandomi a te sarò onnipotente. Fammi toccare con mano l’inutilità dei miei sforzi ogni qualvolta avrò voluto agire nel mio nome e costringermi ad operare unicamente nel tuo! Allora ti aiuterò efficacemente a condurre a Gesù in¬numerevoli fratelli e si compirà quell’augurio che amo ripetere ad ogni ora del giorno e anche di notte quando mi sveglio: «Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo siano in ogni luogo glorificati per mezzo dell’Immacolata Vergine Maria».

IL TUO IDEALE

Gesù: Fratello mio, comprendi adesso il dono che ti ho fatto rivelandoti il mistero della mia pietà filiale verso la Madre mia? Quando t’invitai a darti tutto a lei, seguendo il mio esempio, credevi che con ciò volessi solo esortarti ad amarla un po’ più di prima. Ora, a poco a poco, hai capito che imitare la mia pietà filiale verso di lei vuol dire diventare sotto la sua guida un santo e un apostolo, vuol dire trasformarti in me, Figlio di Dio divenuto Figlio di Maria per la salvezza del mondo.

Invito al colloquio: O Gesù, mio Dio e mio Fratello! O Maria, Madre di Dio e Madre mia! Mi consacro nuovamente a te, senza riserve e per sempre, ma con una conoscenza più chiara dei tuoi disegni su di me e con una volontà più risoluta di eseguirli ad ogni costo. O Gesù dammi la grazia di amare tua Madre e di farla amare come tu la ami e vuoi che sia amata. E tu, o Maria, ottienimi la grazia di amare Gesù e di farlo amare da tutti gli uomini come tu stessa lo ami.

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Maria a Medjugorje:Messaggio del 25 Ottobre 2019

26 ottobre 2019

Cari figli! Oggi vi invito alla preghiera. La preghiera sia il balsamo per la vostra anima perché il frutto della preghiera è la gioia, il dare, il testimoniare Dio agli altri attraverso le vostre vite. Figlioli, se vi abbandonate completamente a Dio, Lui si occuperà di tutto, vi benedirà e i vostri sacrifici avranno senso. Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”

La Chiesa guarda con favore ma non si è ancora espressa ufficialmente sui messaggi di Medjugorje

MESSAGGI A CONFRONTO

Il Messaggio del 25 Ottobre 2018

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Il mio Ideale: Gesù. Figlio di Maria.( Padre Emilio Neubert, Santo Marianista). Libro IV , Capitolo VIII

25 ottobre 2019

QUELLI CHE MI FANNO CONOSCERE

Maria: Figlio mio, Gesù ti ha condotto a me affin­ché, diventando mio figlio prediletto, diventassi mio apostolo. Tutto ciò sarà da lui benedetto. Ma egli vuole non soltanto che tu operi in mio Nome, ma anche che predichi il mio Nome! E ogni qualvolta lo farai darà al tuo apostolato una grazia e un’efficacia specialissima.

   2. Essere apostolo vuol dire condurre a Cristo gli uomini, dare Cristo agli uomini. Ora io sono la via che conduce a Cristo; da me Cristo è stato donato al mondo. Se dunque vuoi condurre gli uomini a Cristo più rapidamente, devi indicare loro la via che a lui conduce. Se vuoi dare loro pienamente Cristo, fa’ loro conoscere colei che ha la missione di darlo. Ricorda la tua personale esperienza: malgra­do le tue continue infedeltà alla grazia, da quan­do Gesù ti ha rivelato il mistero della sua pietà filiale, hai costatato in te stesso una meraviglio­sa trasformazione. Poiché hai trovato la luce, non puoi ora metterla sotto il moggio, ma devi farla risplendere davanti agli uomini. Il segreto della tua vita interiore sarà pure quello della tua vita apostolica: quanto più mi farai intervenire apertamente nella tua attività tanto più abbon­danti ne saranno i frutti.

   3. Così ha voluto Gesù. Egli poteva darsi agli uomini direttamente; ha deciso invece di darsi loro per mezzo mio. Nella promessa del paradi­so terrestre, negli oracoli dei profeti, in casa del Precursore, dinanzi ai pastori di Betlemme, ai Magi, a Simeone ed Anna, alle nozze di Cana, sul Calvario egli ha voluto manifestare sempre anche me mentre manifestava se stesso. E’ per mezzo della Chiesa, suo corpo mistico animato dal suo Spirito, egli non cessa di predicarmi e di indicare come via naturale per trovar­lo quella che conduce dalla Madre al Figlio. Anche questo è un aspetto della sua pietà fi­liale che devi premurarti di imitare.

   4. Ti ho spiegato come, soprattutto nei tempi nuovi, Gesù vuole glorificare il mio nome e mediante la mia conoscenza e il mio culto santifi­care e salvare gli uomini. A questa grande vitto­ria che egli mi ha destinata avranno una parte speciale coloro che mi faranno conoscere e ama­re. Fammi dunque conoscere quanto più ti sarà possibile. Questo aspetta da te Gesù.

   5. Anch’io mi aspetto molto da te al riguar­do. Tanti cristiani non conoscono la loro Madre, o la conoscono pochissimo. Tocca a te rivelarla loro, perché ella possa abbracciare tutti come diletti suoi figli. Tocca a te condurli a lei, perché possa formarli come te a somiglianza del suo primogenito.

   6. In che modo potrai farmi conoscere ed amare? Sii pieno di un amore ardente per me e per i tuoi fratelli, il resto verrà da sé. In primo luogo sia manifesto agli occhi di tut­ti che ti sei particolarmente consacrato al mio culto. Non temere che si scorga nelle tue mani o sul tuo petto il mio rosario o la mia effige, o che ti si veda partecipare a qualche pubblica mani­festazione in mio onore. Se nello stesso tempo ti mostrerai cittadino irreprensibile e cristiano senza paura e senza macchia, la tua condotta mi predicherà eloquentemente.

   7. Poi, secondo le circostanze, sappi con po­che parole esporre le tue convinzioni e la tua personale esperienza riguardo alla vita di unio­ne con me. Nelle conversazioni confidenziali, nella tua corrispondenza sappi discretamente far compa­rire il mio nome. A coloro che piangono rivela l’immagine del­la Consolatrice degli afflitti. A coloro che lottano per conservare o riac­quistare la loro illibatezza, raccomanda il ricor­so a colei che tutta pura ha avuto da suo Figlio il privilegio di rendere puri quelli che la invocano. A quanti aspirano ad una vita di intimità con Gesù insegna la via che tu stesso hai percorso per giungere ad una più stretta unione con lui. Ai desiderosi di apostolato spiega la missione apostolica che Dio mi ha affidata e la meravi­gliosa fecondità che otterranno i loro sforzi se agiranno in mio nome e sotto la mia guida. E se qualche giorno ti sarà dato di potermi far conoscere pubblicamente con la parola o con gli scritti, approfitta premurosamente di questa grazia. La tua parola recherà un messaggio di fiducia, d’amore e di salvezza a tutti gli uomini di buona volontà che la sentiranno, e forse per mezzo di questi a migliaia di altri uomini. «Coloro che mi faranno conoscere, avranno la vita eterna» e la diffonderanno intorno a sé.

Invito al colloquio: Fammi degno di lodarti, o santissima Vergine Ma­ria! Rendimi forte e coraggioso contro i tuoi nemici!

La Madonna della Nube e il Signore dei Miracoli

23 ottobre 2019

La Vergine della nube è apparsa a Quito (Ecuador) su di una nuvola il 30 dicembre 1696, compiendo come primo miracolo la guarigione del Vescovo.

Nel 1696, il vescovo Don Sancho de Andrade e Figueroa di Quito era molto malato. Tutti i suoi fedeli erano particolarmente preoccupati per lui e temevano la sua dipartita, decisero quindi di rivolgersi alla Vergine Maria, organizzando una novena per ottenerne la guarigione. Mentre si trovavano in processione per le strade della città verso la cattedrale recitando il Santo Rosario il 30 dicembre improvvisamente apparve l’immagine di Maria in mezzo alle nuvole.
La Vergine indossava una corona sul capo e un mazzo di gigli erano stretti nella mano destra come si trattasse di uno scettro. La sinistra reggeva il Bambino Gesù con la testa leggermente inclinata. I capelli erano coperti da un velo leggero che pareva formato esso stesso da una nuvola. Indossava una semplice tunica che cadeva in pieghe candide e ondulate, mezzo nascoste da un manto di ampiezza maestosa e regale. Una nuvola le fungeva da trono.
Circa 500 persone hanno assistito al fatto meraviglioso, mentre il vescovo in quell’istante veniva improvvisamente guarito. Però non tutti furono in grado di vedere quella straordinaria apparizione, ma la notizia si diffuse rapidamente giungendo fino a Lima.

Il vescovo autorizzò la devozione alla Madonna della Nube, facendo erigere un altare a lei dedicato nella Cattedrale di Quito.
Viene particolarmente onorata con una processione il 1 ° gennaio, proprio in vista di questa festa all’ inizio di ogni anno, in particolare,migliaia di fedeli provenienti da tutte le zone dell’Ecuador e dall’estero si recano alla città di Azogues per venerare e partecipare a tutti gli eventi preparati dai francescani, tra cui il corteo che ricorda il primo miracolo della vergine che unisce alla devozione generale anche i turisti. Questa processione viene riprodotta anche in altre parti del mondo , tra cui la città di New York.
La Vergine della Nube è fortemente associata nel culto peruviano al Signore dei Miracoli, un dipinto murale raffigurante Gesù crocifisso. Nel 1655 un terremoto devastò la città di Lima riducendo in macerie la maggior parte degli edifici. Il muro sul quale si trovava il dipinto di Gesù crocifisso fu risparmiato e sopravvisse anche ai successivi sismi. I cittadini iniziarono a pregare con devozione l’immagine e ad ottenere da essa guarigioni e grazie: questo fece sì che il dipinto fosse considerato miracoloso e chiamato, appunto, “Signore dei Miracoli”.

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Il mio Ideale:Gesù, Figlio di Maria.(Padre Emilio Neubert, Santo Marianista), Libro IV Capitolo VII

23 ottobre 2019

L’UNIONE FA LA FORZA

Maria: Figlio mio, non rimanere isolato. Unisciti con quelli che hanno le stesse tue aspirazioni. Se ti limitassi a custodire gelosamente nel tuo cuore il sacro fuoco dell’apostolato, finiresti per spegnerlo. Parlando con altri della comune fede e delle comuni aspirazioni, renderai queste più ardenti in te stesso e in essi. L’unione, oltre che infiammare il vostro co­mune zelo, darà ad esso una forza singolare. Quando lavorerai con un altro, sarai più forte non due ma dieci volte. E quando sarete una schiera ben unita che avanzerà sotto la mia gui­da, sarete irresistibili.

   2. E dove potrai trovare questi compagni ani­mati dallo stesso tuo ideale? Cerca e troverai. Forse ve ne sono intorno a te di già pronti ad accoglierti nelle loro file: unisciti ad essi. Forse intorno a te esistono soltanto forze in­dividuali ed isolate. Cerca di scoprirne alcune in grado di comprenderti. Spesso esistono le une accanto alle altre pa­recchie persone che hanno le stesse inclinazioni, ma ciascuna di esse si crede sola nel suo genere. Quando, dopo mesi e forse anni di mutuo iso­lamento, un incontro fortuito le ha fatte ricono­scere a vicenda, si meravigliano di essere rima­ste così a lungo estranee le une alle altre, pur es­sendo anime sorelle. Provati a parlare con gli al­tri di ciò che ti sta a cuore, e vedrai che prima o poi i tuoi tentativi otterranno risposta.

   3. Forse non troverai subito delle persone di­sposte a condividere i tuoi ideali. Del resto i tuoi migliori collaboratori non saranno sempre quel­li che avranno risposto per primi e con maggiore entusiasmo alle tue proposte: un giudizio retto, una volontà ferma, la generosità, la prontezza al sacrificio della propria persona valgono mol­to di più che i subitanei improvvisi entusiasmi. Non dire: «Non c’è nulla da fare in questo ambiente: tutti quelli che mi circondano sono ugualmente indifferenti». Vi sono cuori nobili che si nascondono; vi sono individui generosi che ignorano se stessi. Tocca a te scoprirli e far prendere loro coscienza. Saranno felicissimi nel sentirsi ridestare in fondo al cuore aspirazioni alla perfezione e al servizio di una grande Cau­sa.

   4. Proprio quelli che professano le dottrine più opposte alle tue possono essere talvolta i più idonei ad essere un giorno i tuoi colleghi di mili­tanza. Saulo il persecutore non divenne forse il grande apostolo di Cristo? Considera negli uo­mini non tanto le parole e gli atteggiamenti este­riori, quanto piuttosto l’intima disposizione che li fa parlare ed agire. Un miscredente se è since­ro, generoso, ardente, è più atto a dedicarsi con te alla medesima causa che non un cristiano sen­za nerbo e senza spirito di sacrificio.

   5. Può darsi che debba cercare a lungo coloro che potrebbero diventare tuoi soci; che ti richie­da molta fatica la loro formazione e che alla fi­ne ti avvenga di provare molte delusioni. Non lasciarti abbattere per questo: Cristo ha dapper­tutto i suoi eletti; cerca, finché non li abbia tro­vati.

   6. Sulle prime sarete solo un piccolo gruppo. Non importa, purché siate uniti. Non è mai il gran numero che riporta la vittoria finale, ma una minoranza coraggiosa, attiva, ben ordinata e disciplinata. Con una dottrina infallibile e meravigliosa­mente sublime e l’aiuto onnipotente del cielo, i cattolici hanno mezzi più che sufficienti per avere la meglio sui loro avversari, purché obbediscano a chi ha la missione di guidarli, per far converge­re tutte le loro forze al trionfo del bene.

   7. E quali sono i capi che devono coordinare la vostra attività apostolica? «Dio ha costituito i Vescovi a dirigere la sua Chiesa». Il Vescovo dei vescovi, il Papa, non tralascia mai di dare chia­re direttive in proposito. Da coloro che Cristo ha costituito pastori de­vi ricevere la parola d’ordine, non da uomini che non hanno ricevuto mandato alcuno e che pretendono di servire la causa della Chiesa con mezzi che ella disapprova. Sappi rinunziare alle tue vedute proprie, per quanto belle esse ti appaiano. Non a te, non a tale o a tale altro lai­co o anche sacerdote, bensì alla Chiesa è stata promessa l’infallibile assistenza dello Spirito Santo. Comprendi che un bene minore ma reale val più che uno maggiore non mandato ad effetto; che la forza risiede nell’unione e l’unione richie­de l’abnegazione e che ciascuno deve preferire il trionfo della causa comune a quello delle sue ve­dute personali. Medita questa dottrina; conforma ad essa la tua vita e diffondila con la parola.

Invito al colloquio: O Madre, te lo prometto: voglio adoperarmi per tutta la vita ad accrescere il numero dei tuoi collabo­ratori e a renderli sempre più animati di santo entu­siasmo. Ti prometto particolarmente di impegnarmi con docilità e devozione fino alla morte al tuo servizio.

Il mio Ideale: Gesù, Figlio di Maria. (Padre Emilio Neubert, Santo Marianista)./Libro IV, Capitolo VI

17 ottobre 2019

Maria: Figlio mio, impara a parlare da vero apostolo per diffondere intorno a te lo spirito di Cristo. Non dire: «Mi mancano le occasioni». Le oc­casioni ci sono, ma bisogna scoprirle; e se pro­prio non ci fossero bisognerà crearle. Figlio della luce, hai forse bisogno di essere addestrato dai figli delle tenebre? Essi sanno ben trovare dappertutto occasioni per diffondere le loro perverse dottrine: nell’in­timità di un colloquio, per la pubblica strada, sul posto di lavoro, in viaggio, negli stessi loro passatempi. Ciò che possono quelli per rovina­re, non lo puoi tu per salvare? Bada bene: se ti credi incapace di farlo, ciò che ti manca non è l’occasione, ma il sacro ar­dore dell’apostolato. Vieni a ravvivarlo al Calvario e troverai tante occasioni di farlo sprigionare intorno a te.

   2. Per parlare da apostolo, non è necessario predicare. Parla in ogni incontro secondo le tue cristiane convinzioni: a proposito delle persone, delle co­se, degli avvenimenti. Pensa coi pensieri stessi di Cristo e non temere di manifestare il tuo pen­siero. Discuti raramente; non umiliare mai l’avver­sario. Esponi con semplicità le tue idee. La verità è per se stessa attraente, perché la verità rende liberi. Per se stessa la verità conqui­sta le menti, perché il suo splendore ne favorisce l’adesione. Non credere che occorrano ordinariamente lunghi discorsi: una breve spiegazione, un mo­desto consiglio, una semplice riflessione, talvol­ta una sola esclamazione possono bastare a pro­durre la luce in una anima sincera.

   3. Non ti scordare che a convincere l’avversa­rio gioveranno meno i tuoi argomenti che la tua persona. Parla semplicemente, ma coraggiosamente: tu possiedi la Verità. Ti si senta profondamente convinto di ciò che dici: sarai creduto facilmente se sarai coerente nell’uniformare la tua condotta ai tuoi discorsi. Ti si veda desideroso non di riportare una vit­toria, ma di essere utile ai tuoi ascoltatori. Studia senza posa la dottrina di Cristo, per poterle rendere una sempre più credibile testi­monianza. Fa’ che sia riconosciuto da tutti il tuo valore professionale: se ti mostrerai competente nella tua arte o professione avrai più credito anche nelle tue convinzioni religiose.

   4. Solo con un lungo tirocinio si diventa mae­stri nell’apostolato della parola. Prima di ogni conversazione pregami di ispi­rarti ciò che dovrai dire. Dopo la conversazione esamina dinanzi a me se hai saputo rendere qualcuno o migliore o più felice, e prevedi come potresti far meglio un’al­tra volta. Quanto più docilmente ti lascerai guidare da me in questo tirocinio, tanto più rapidi ed effi­caci saranno i tuoi progressi: solo per mio mez­zo diventerai un vero apostolo di Gesù.

Invito al colloquio: O Maria, lo confesso, non mi sono dato pensiero, come avrei dovuto, di diffondere attorno a me la dot­trina di tuo Figlio, perché nelle mie relazioni con il prossimo non ho cercato altro che me stesso. D’ora in poi penserò a Gesù e a chi mi sta dinanzi. Ti invoche­rò prima di parlare e tu mi detterai ciò che dovrò dire.

Il mio Ideale: Gesù, Figlio di Maria.(Padre Emilio Neubert, Santo Marianista)/Libro IV, Capitolo V

14 ottobre 2019

IL CONTAGIO DELLA TESTIMONIANZA

Maria: Figlio mio, all’apostolato indiretto della pre­ghiera e della sofferenza, per quanto sia meravi­gliosamente fecondo, bisogna che aggiunga l’in­flusso diretto della tua persona su quella dei tuoi fratelli. Credi forse che intenda parlare dell’apostola­to della parola. Ma no: l’apostolato della parola è senza dubbio importante; ve n’è però un altro che deve precederlo, accompagnarlo e seguirlo: l’apostolato dell’esempio.

   2. Non avrai bisogno di una lunga esperienza per accorgerti che su certi individui l’apostolato della parola, sia pure eloquentissima, riesce inefficace. La parola è feconda solo quando è ricevuta da chi è disposto ad accoglierla. Se cade in un terreno sassoso, o tra i rovi e le spine, come può portare frutto? Ora, per disporre i tuoi simili a ricevere la tua parola, occorre la testimonianza della tua vita. Spesso un atto, un gesto, uno sguardo, un sorriso vale più di qualsiasi discorso.

   3. Fa’ stimare nella tua persona la religione che professi. Mostrati sempre dignitoso, compreso della tua cristiana grandezza e della presenza di Dio in te. Fa’ che quanti ti avvicinano sentano che porti dentro qualcosa di misterioso. In mezzo alla generale corruzione la tua virtù sia al di sopra di ogni sospetto. Sii integro e onesto, quando intorno a te non si pensa ad altro che ad arricchire a spese altrui. Sii leale e sincero, quand’anche la menzogna e la dissimulazione fossero diventate quasi una legge universale. Sii coscienzioso e fedele al tuo dovere anche se negli ambienti che frequenti si è generalmente perduta persino la nozione del dovere e della co­scienza. Quelli che non hanno la tua stessa fede e quel­li stessi che la combattono saranno allora co­stretti a renderle omaggio col rendere omaggio alla condotta che essa ti ispira.

   4. Mostrati quale sei, senza ostentazioni, ma anche senza rispetto umano. Di che dovresti vergognarti? Forse di posse­dere la verità mentre gli altri professano l’erro­re? Di aver il senso della tua dignità, mentre gli altri si fanno schiavi di vergognose passioni? Di esser discepolo di Cristo e collaboratore di sua Madre? Temi forse di perdere la stima di coloro che non la pensano e non vivono come te? Ma non ti sei accorto che gli uomini anche più perversi stimano coloro che non si vergognano delle pro­prie convinzioni personali e ad esse coerente­mente conformano la propria vita? Sii cristiano senza paura e senza macchia, e la tua condotta sarà una predicazione vivente e continua.

   5. E’ già una bella cosa fare stimare in te la dottrina di Cristo, ma io ti chiedo ancora di più: devi farla amare. Prendi a cuore gli interessi dei tuoi fratelli: rendi loro tutti i servizi che puoi; ascolta i loro lamenti, solleva le loro miserie, cura le loro pia­ghe; aiutali nel loro lavoro, sii buono e affabile con coloro che ti circondano; dandoti tutto a tutti guadagnerai tutti a Cristo. Se si sentiranno più felici per causa tua non potranno non amare la dottrina che ti avrà fatto dispensatore di felicità. Se frequentando capiranno meglio l’amore, arriveranno a capire meglio Dio pur ignorandone il nome. Dio infatti non è un nome: è l’amo­re. Aprendosi all’amore, si apriranno quindi a Dio.

   6. Per arrivare a darti tutto a tutti non guar­derai negli uomini le loro qualità o i loro difetti, le loro virtù o i loro vizi, le loro azioni buone o cattive; vedrai in essi il prezzo del sangue di Ge­sù e del mio immenso dolore. Li amerai con l’amore stesso con cui li ama il loro Redentore e la loro Madre, e così saprai attirarli all’amore e attraverso l’amore a Dio. 

Invito al colloquio: O Madre conosco alcuni tuoi figli la cui vita è una predicazione continua. Io invece, con i miei difetti, sono spesso per gli altri causa di disgusto e di mormo­razione. Col tuo aiuto, voglio sforzarmi di predicare Gesù con la mia condotta. Fa’ che con una maggiore coerenza di vita possa contribuire a condurre il pros­simo a Gesù.

CONTINUA…..

Il mio Ideale: Gesù , Figlio di Maria. (Padre Emilio Neubert, Santo Marianista)/Libro IV, Capitolo IV

13 ottobre 2019

LA SOFFERENZA REDENTRICE

Maria: Figlio mio, ascolta e comprendi. Voglio inse­gnarti una dottrina tanto difficile da intendere, anche e soprattutto perché credi di conoscerla già da molto tempo: la dottrina della salvezza per mezzo della Croce. Quelli che si consacrano all’apostolato cri­stiano sanno che la sofferenza ha un’efficacia grandissima al riguardo: Gesù ha salvato il mondo con la sua passione e morte; per essere la Corredentrice io ho dovuto essere l’Addolorata; i grandi apostoli hanno tutti patito grandi tribo­lazioni. Ma quando la sofferenza viene a visitarli per­sonalmente, non si ricordano più del suo signifi­cato; si meravigliano e si scoraggiano. Per essi come per i Giudei la Croce rimane tuttora og­getto di scandalo. Si illudono forse di poter par­tecipare all’azione di Cristo Redentore senza partecipare anche alla sua passione?

   2. Tu invece, figlio mio, guarda coraggiosamente la croce che ti è destinata. Dovrai compiere duri sacrifici. Dovrai lavo­rare ed affaticarti, spendere le tue forze e logo­rare la tua salute al mio servizio. E ciò non sola­mente per alcune ore o per alcuni giorni, ma fin­ché vi saranno uomini da salvare; non solamen­te nelle ore di successo e di conforto, ma anche in mezzo alle difficoltà e alle amarezze. E dovrai andare incontro a immolazioni vo­lontarie, dovrai farti vittima in cambio dei fratel­li da salvare; e quanto più sterili ed ardui ti appa­riranno i tuoi sforzi, tanto più vi dovrai aggiun­gere mortificazioni ed espiazioni volontarie.

   3. Sei pronto ad abbracciare questa croce? Forse sì. Ma ecco un’altra croce ben più difficile da portare, perché non te la imponi da te stesso e perché è veramente sconcertante. Le tue intenzioni saranno fraintese, i tuoi di­segni scherniti, la tua attività biasimata. Coloro che dovrebbero aiutarti si disinteresseranno del­le tue fatiche o tenteranno di distruggere ciò che ti sarai sforzato di edificare; coloro che dovreb­bero incoraggiarti ti sconfesseranno o sovverti­ ranno i tuoi piani. Vi opporranno ogni sorta di ostacoli e poi diranno a chi li vorrà sentire che da molto tempo ne avevano predetto la cattiva riuscita. Se porti volentieri la croce che scegli tu stesso; se ti rassegni facilmente alla croce che ti provie­ne dalla malattia o dalla povertà; la croce che ti preparano l’ignoranza, la stoltezza o la malva­gità degli uomini potrebbe suscitare in te un sen­so di ribellione. Eppure questa croce, proprio questa, racchiu­de in sé una maggiore efficacia di redenzione.

   4. Considera Gesù. Si è forse imposto da sé la sofferenza con la quale ti ha salvato? O non fu piuttosto il frutto dell’ignoranza, della stoltezza e della malvagità degli uomini, di coloro stessi che per il loro ufficio avrebbero dovuto aiutarlo a salvare la loro nazione?

   5. Non ti meravigliare se lo spirito del male si accanisce in questo modo nell’ostacolare le tue imprese: prendendo di mira i miei collaboratori egli in realtà combatte me. Conserva intera la tu a fiducia e il tuo coraggio. La sua sconfitta sarà tanto più completa: gli ho schiacciato il capo e glielo schiaccerò sempre!

   6. Bada tuttavia che la sofferenza non ha vir­tù liberatrice per se stessa, ma solo quando essa è unita a quella di Gesù. Si può dire della sofferenza quello che si dice della tua persona: da te non sei altro che un povero peccatore, unito a Gesù, partecipi della natura divina. Similmente la sofferenza in se stessa è sterile, ma unita alla sofferenza di Gesù, acquista un’efficacia divina.

   7. Quando nell’esercizio del tuo apostolato incontri il dolore, vieni a stringerti più intima­mente a me. Insieme saliremo al Calvario. Lì, accanto alla Croce del Redentore, intenderai il valore infinito di quella sofferenza che ti scon­certava e ti opprimeva. Anche la sofferenza che ti proviene dall’incomprensione o dalla maligni­tà degli uomini ti riuscirà dolce. In essa vedrai non più gli uomini che l’hanno causata, ma Ge­sù e sua Madre che ti invitano a condividere la loro missione redentrice, e i fratelli che così avrai modo di salvare.

   8. E’ una dottrina molto austera quella che ti sto predicando, figlio mio, ma è una dottrina di fede, di amore e di vittoria. Presumevo forse troppo di te, stimandoti capace di comprenderla?

Invito al colloquio: O Madre, tu conosci la mia vita e il mio terrore per la sofferenza, ma conosci anche il desiderio che ho di amarti e di aiutarti nella tua missione. Quando verrà l’ora della prova, tu mi sosterrai ed allora sarò capace di soffrire tutto ciò che vorrai, per­ché lo vorrai, per quanto mi debba costare.

Il mio Ideale: Gesù,Figlio di Maria. (Padre Emilio Neubert, Santo, Marianista). Libro IV/ Capitolo III

5 ottobre 2019

Maria: Figlio mio, sappi che in qualunque condizio­ne ti trovi disponi sempre di un’arma apostolica di incalcolabile valore: la preghiera! Tu credi, è vero, che si può essere apostoli sia pregando come predicando. Riconosci che la preghiera è una consolazione e un supplemento all’attività personale per i vecchi, gli infermi e per tutti coloro che non possono dedicarsi alle opere esteriori di zelo. Ma quanto sei lontano dal comprenderne appieno l’efficacia apostoli­ca!

   2. La preghiera non costituisce una semplice alternativa, o un degno complemento dell’azio­ne diretta. E’ un’arma apostolica la cui potenza supera di gran lunga quella di qualsiasi attività esteriore. Gesù ha predicato per tre anni; ma prima ave­va pregato per trent’anni; e durante i tre anni del suo ministero pubblico non solo passava in­tere notti in preghiera, ma abitualmente nel suo intimo, mentre le labbra istruivano gli uomini, egli conversava col Padre. Con lui ho cooperato al riscatto del mondo; eppure non ho predicato, non ho governato la Chiesa, non ho fatto miracoli. Ho però pregato e sofferto. E come me Giuseppe ha pregato e sofferto; e senza mai proferire parola che sia registrata in un libro, ha fatto più per la conversione degli uomini che non Giovanni e Pietro e Paolo. Guarda la vita degli uomini apostolici: quelli che hanno convertito più anime sono stati degli uomini di preghiera.

   3. Guai all’apostolo che non prega! Bronzo risonante e cembalo squillante, egli si affatica, si consuma, e forse si perde senza fare alcun be­ne agli altri. E se pure sembra che la sua attività produca frutti di salvezza, lo si deve alle suppli­che di qualche anima buona sconosciuta; ma egli non ne avrà alcuna ricompensa.

   4. Non ti pare che debba necessariamente es­sere così? Convertire, santificare o salvare un’anima è opera soprannaturale; l’attività pu­ramente naturale non può da sola produrre frutti soprannaturali. Il soprannaturale è frutto della grazia e la grazia è frutto della preghiera. Quanto più si prega tanto più si ottengono effetti soprannatu­rali.

   5. Dio vuole le opere, laddove sono possibili, come vuole il segno sensibile per produrre la grazia sacramentale. Ma come tutta l’acqua dell’oceano è incapace per se stessa di far rina­scere alcuno alla vita nuova di figlio di Dio, così tutte le opere esterne sono incapaci di convertire o di santificare un’anima sola. Come è necessario che la parola del sacerdote accompagni l’atto di infondere l’acqua sul capo del battezzando perché si produca la grazia, allo stesso modo bisogna che la preghiera dell’apo­stolo accompagni ogni sua opera esteriore. La preghiera può perfino sostituire le opere se queste sono impossibili, come quando, essendo impossibile il battesimo dell’acqua, vi può sup­plire quello di desiderio.

   6. Non è forse onnipotente Dio? Non ha egli infiniti mezzi per far giungere a destinazione la grazia della salvezza? Egli può dare un’efficacia meravigliosa ad un linguaggio semplicissimo; può far trovare in una parola letta o sentita, e forse imperfettamente compresa, in una disgra­zia subita, in un fatto comunissimo l’ammae­stramento che illumina, commuove e converte; può anche far concorrere gli stessi suoi nemici alla esecuzione dei suoi misericordiosi disegni. Il profeta Balaam era stato mandato per male­dire Israele e invece di maledizioni proferì bene­dizioni. Ciò che manca all’apostolato sono assai me­no le opere che la preghiera apostolica.

   7. Hai compreso la lezione? E se l’hai compresa, ti sforzi di essere aposto­lo più con la preghiera che con l’attività esterio­re? Ti ricordi ogni giorno di pregare con inten­zioni apostoliche? Quando vuoi guadagnare a Cristo qualcuno, ti adoperi per ricercare i mezzi da prendere, le cose da dire, e fai bene; ma pensi soprattutto a pregare, convinto che la buona riuscita della tua impresa dipende piuttosto dal Dio che preghi che dalla tua abilità o dalla tua forza di persuasione?

   8. Prega, prega ed impara a moltiplicare le preghiere per la conversione e la santificazione del tuo prossimo. Ad ogni tua preghiera pre­metti un’intenzione apostolica. Trasforma in preghiera le tue azioni e i tuoi patimenti, offren­doti a Dio per le mie mani secondo le mie inten­zioni. Aggiungi a tutto questo l’offerta di tutte le Messe che si celebreranno in tutto l’universo durante la giornata.

   9. Prega per i tuoi parenti e per tutti coloro che ti sono cari. Prega per la Chiesa, per il Papa, per i Vesco­vi, per i Sacerdoti e per tutti i missionari ed apo­stoli. Prega particolarmente per coloro che si sono impegnati a prestarmi la loro personale collabo­razione affinché venga presto il regno di Gesù per mezzo del regno mio. Prega per coloro ai quali hai cercato di fare qualche bene affinché questo bene sia duraturo. Prega per coloro ai quali hai omesso di fare il bene che potevi affinché la tua preghiera com­pensi la tua negligenza. Prega per coloro che incontrerai durante la giornata affinché tu possa fare loro tutto il bene che potrai.

   10. Prega prima di ogni azione perché il Si­gnore dia a ciascuna tutta l’efficacia che egli stesso desidera. Prega quando qualcuna di esse ti appare difficile, così che la tua preghiera cor­robori la tua debolezza. Prega anche quando qualcun’altra ti sembra facile, per tema che, fi­dando solo nella tua naturale abilità, non otten­ga alcun frutto soprannaturale. Prega durante tutte le tue attività affinché Dio continui ad operare per mezzo tuo. Prega dopo le attività, per ringraziare Dio se ti sono riuscite bene; o perché ne risulti comun­que qualche bene se ti pare di avere lavorato in­vano, ricordando che quanto più Dio ti costrin­ge a pregare tanto più ti vuole concedere grazie.

Invito al colloquio: O Maria, la tua vita fu una continua preghiera per la gloria del Padre, per la missione del Figlio e per la salvezza degli uomini. Insegnami a pregare come sa­pevi pregare tu!

Il mio Ideale: Gesù, Figlio di Maria.(Padre Emilio Neubert, Santo Marianista). Libro IV/Capitolo II

4 ottobre 2019

II.

IL SACRO ARDORE DELL’APOSTOLATO

Maria: Sei risoluto ad essere mio apostolo; ma ti stai domandando come ciò sarà possibile nella tua presente condizione. Non sei infatti insignito del carattere sacerdotale, non hai ricevuto, così ti sembra, il mandato di predicare.

   2. Ora, guarda intorno a te. Vedi questi propa­gandisti di dottrine sovversive che si succedono nel mondo e che in pochi anni trascinano dietro a sé milioni di aderenti? Di quale sacerdozio sono essi rivestiti? Chi ha dato loro il mandato di pre­dicare? Per riuscire nel loro intento molti di essi hanno dovuto affrontare gli schemi, le persecu­zioni, la prigionia e talvolta il rogo o il patibolo. Si erano fatti diffusori appassionati di un’idea – di una menzogna inventata da Satana – ed han­no raggiunto il loro intento. E tu che sei apostolo di Cristo e di sua Madre dubiti di poter raggiungere il tuo?

   3. Non dire che questi seminatori di menzo­gne avevano buon gioco, bastando loro, per avere successo, assecondare le umane passioni. Tu hai dei mezzi molto più potenti: per rispon­dere alle aspirazioni più profonde dell’umanità possiedi la dottrina di verità che rende liberi, la dottrina della felicità che sazia il cuore, la dot­trina di quel Dio ignoto che essa, nonostante tutto, invoca con suppliche ardenti. Ed hai infi­ne per sostenerti l’onnipotenza del divino aiuto.

   4. Assecondavano forse le passioni dei loro uditori i primi predicatori di Cristo presso i Giu­dei e i Gentili? Non imponevano, al contrario, austere rinunzie ai loro discepoli con l’obbligo di essere pronti a subire le persecuzioni, la pri­gionia, la spada e il fuoco? Eppure essi conver­tirono con straordinaria rapidità innumerevoli moltitudini. E questo, perché ardeva loro in petto il sacro ardore dell’apostolato. Se il medesimo ardore avesse animato il cuore dei loro successori, già da lungo tempo il nome di mio Figlio sarebbe stato predicato ad ogni creatura!

   5. Bisogna che questo fuoco sacro si accenda in te. Come? e dove? Vieni, seguimi sul Calvario. Mettiti insieme con me di fronte a Gesù Crocifisso. Vedi il suo corpo dilaniato dall’orrendo supplizio: vedi so­prattutto il suo spirito straziato in un’agonia mille volte più orrenda. Che cosa lo riempie di questa infinita desolazione? Più di ogni altra cosa, la vista degli uomini per i quali egli versa il suo sangue, e che pure non riceveranno alcun frutto dalla sua passione. Non ne ricaveranno frutto perché resisteranno alla grazia, certo, ma anche perché quelli che dovrebbero continuare in loro favore l’opera della Redenzione non se ne daranno pensiero.

   6. Considera pure, figlio mio, l’amarezza del mio dolore. Perché anch’io ho sofferto tanto sul Calvario? A causa dei supplizi che torturavano il corpo di Gesù, non v’è dubbio, ma an­che e soprattutto a motivo dell’agonia che lo straziava dentro. Perché contemplavo con lui quella moltitudine di uomini ai quali allora sta­vo dando la vita, con la tragica prospettiva che si sarebbero persi per sempre.

   7. Ma ascolta Gesù che parla: «Donna ecco tuo figlio; figlio ecco tua Madre». Queste paro­le egli le rivolge a me e a te. «Donna ecco tuo figlio: egli ti aiuterà; sì, ti aiuterà a salvare i suoi fratelli, che senza di lui si avvierebbero all’eterna perdizione. Egli ricon­durrà a te questi poveri erranti. Ti assisterà nel­la tua apostolica missione e ci consolerà entram­be». Hai capito il desiderio di Gesù? Fa’ in modo che lo spettacolo del Calvario ti sia sempre pre­sente e non ti dia mai pace. Risuonino giorno e notte alle tue orecchie il grido di Cristo morente e i gemiti di tua Madre!… Allora imparerai cosa significa essere apostolo!

   8. Ricordati bene: sarai veramente apostolo se saprai occupare accanto a me, il posto di Gesù.

Invito al colloquio: O Madre mia, fa’ che non si affievolisca mai in me questo triplice amore: l’amore per Gesù, per te e per i fratelli!

Il mio Ideale: Gesù,Figlio di Maria. (Padre Emilio Neubert, Santo Marianista)/Libro IV, Capitolo I

3 ottobre 2019

MIO COLLABORATORE

I.

LA MIA MISSIONE E LA TUA

Maria: Figlio mio, ascolta bene ciò che sto per dirti e cerca di comprenderne appieno il significato. Debbo rivelarti un mistero, un mistero che ci riguarda entrambi.

   2. Quando l’angelo Gabriele mi annunciò che il Figlio di Dio desiderava nascere da me, mi an­nunciò pure che mio Figlio si sarebbe chiamato Gesù, ossia Salvatore, e allora compresi che questo salvatore voleva associarmi alla sua ope­ra redentrice. Vedevo che col dare la mia ade­sione alla divina proposta, avrei acconsentito a cooperare non solo al mistero dell’Incarnazio­ne, ma anche a quello della Redenzione. E diedi il mio consenso. Da quel momento fino all’ultimo respiro di Gesù, mi adoperai con lui al riscatto degli uomi­ni: fornendo la sostanza della vittima, allevando la vittima per il sacrificio, unendo le mie sup­pliche e sofferenze alle sue, la mia volontà alla sua, ed offrendo mio Figlio al Padre celeste per l’immolazione suprema. Gesù era il Redentore, e io la Corredentrice.

   3. Ora – intendi bene questo – Dio è costan­te nelle sue chiamate come nei suoi doni. La col­laborazione che prestai a mio Figlio a Nazaret e sul Calvario, debbo continuare a prestargliela fino alla consumazione dei secoli. Avendo dato Gesù al mondo intero nel giorno dell’Incarnazione, debbo darlo ancora a ciascun uomo in particolare attraverso l’avvicendarsi sto­rico delle generazioni. Cooperatrice di Gesù nell’opera della Redenzione, debbo cooperare con lui anche per la salvezza individuale di cia­scun uomo. Infatti la Redenzione non è ancora compiuta: bisogna che la grazia della salvezza meritata per tutti sul Calvario sia applicata a cia­scun uomo che viene in questo mondo. Ed ecco allora la mia missione sino alla fine dei tempi. Con Gesù ho lavorato all’universale riscatto dell’umanità; con Gesù debbo lavorare alla conversione e santificazione di ciascun uo­mo.

   4. E come potrebbe essere diversamente? Di­venendo Madre di Gesù, sono divenuta Madre di tutti coloro che sono chiamati ad essere suoi fratelli. Non debbo io, da vera Madre, prender­mi cura della vita e della salute di coloro che ho generato?

   5. Come vedi, nel giorno in cui fui assunta in cielo Dio mi affidò una missione apostolica, missione universale come quella della mia coo­perazione redentrice e come quella della mia maternità spirituale.

   6. Sono la Regina degli apostoli. Lo sono non soltanto perché ho assistito con materno affetto i primi apostoli, non solo perché rendo feconda l’opera dei loro successori, che senza il mio inter­vento sarebbero incapaci di fare alcun bene agli uomini, ma perché il loro apostolato altro non è che una limitata partecipazione all’apostolato universale che fu affidato a me in primo luogo.

   7. Ora l’apostolato è lotta. Debbo infatti strappare ogni essere umano dalle mani di Sata­na al fine di condurlo per Gesù al Padre. Nel momento in cui il seduttore trionfò dei nostri progenitori, Dio gli predisse appunto la sconfitta in questi termini: «Porrò inimicizia fra te e la Donna, tra la tua stirpe e la sua: essa ti schiaccerà la testa». Gli schiacciai il capo fin dalla mia Immacola­ta Concezione. Ma quella vittoria fu soltanto la prima di una serie infinita di vittorie. Sino alla fine dei tempi, debbo continuare a schiacciargli il capo. Sono la sua irriducibile av­versaria, «più terribile di un esercito schierato in campo».

   8. Nella lotta per la salvezza degli uomini gli inflissi dure sconfitte fin dai primissimi tempi della Chiesa. Da allora in poi ho distrutto tutte le eresie nel mondo intero, ed ho ricondotto sul­la via della grazia innumerevoli peccatori. Ora, Dio ha voluto che di secolo in secolo la mia opera conquistatrice si facesse più evidente, e vuole che in questi tempi nuovi essa appaia agli occhi di tutti più splendidamente che mai.

   9. Sembra che Satana trionfi nel mondo? Non temere: quanto più cresce la sua potenza tanto più manifestamente, secondo i disegni di Dio, debbo intervenire per schiacciargli la testa. Un’immensa vittoria mi è riservata. Il mio re­gno deve stabilirsi nel mondo intero affinché giunga e più largamente si estenda il regno di mio Figlio. Più ancora dei precedenti, gli ultimi tempi della Chiesa saranno i miei tempi. Si vedranno meraviglie operate da me e per me. Si vedrà Sa­tana stritolato sotto il calcagno della Donna co­me non lo fu mai. Si vedrà la Chiesa manifesta­re una fecondità e una forza di conquista che mai ebbe in passato. Si vedrà Gesù regnare su moltitudini sempre più numerose, acclamato da coloro stessi che prima lo combattevano con ac­canimento.

   10. Questa è la parte che mi compete nel mi­stero che ti volevo rivelare. Ecco ora la parte tua. Dio ha deciso di associare gli uomini, e parti­colarmente alcuni di essi, alla esecuzione dei suoi amorosi disegni al punto da farne dipende­re la riuscita dalla fedeltà dei chiamati alla loro vocazione. Per continuare in terra la missione avuta dal Padre, Gesù ha voluto aver bisogno della colla­borazione dei suoi apostoli. E così per compiere la mia missione di far regnare Gesù nel mondo anch’io ho bisogno di ausiliari e di collaborato­ri. Quando avverranno le cose meravigliose che ti ho annunziate? Allorquando i miei figli com­prenderanno l’opera apostolica a me affidata, e saranno pronti a impegnarsi con me e ai miei or­dini.

   11. Ora che hai compreso la parte che mi spetta, vuoi essere mio collaboratore? Vuoi aiu­tarmi a strappare alle forze del male i miei figli per condurli a Gesù? Vuoi avere parte alla gran­de vittoria che mi è riservata? Ad imitazione del tuo divin modello, ti sei da­to tutto a me. Mi hai consacrato tutto te stesso, tutta la tua attività. Ora che conosci l’uso che intendo fare della tua persona e delle tue ener­gie, vorrai ritrattare la tua consacrazione?

   12. Finora nella pietà filiale verso di me tu scorgevi qualche cosa di simile al tranquillo at­teggiamento del bambino sulle ginocchia della madre. Ed ecco invece che ora ti propongo un impegnativo e duro servizio di apostolato! Ma Gesù è stato forse mio Figlio soltanto nella casa di Nazaret? Non era mio Figlio anche quando distruggeva l’impero del principe di questo mondo, e riscattava il genere umano? Non ha egli preso carne nel mio grembo appunto per di­ventare il Salvatore degli uomini? Egli ti ha chiamato ad essere un mio figlio prediletto, e in quanto tale un salvatore di ani­me. O sarai un apostolo, o rinunzierai ad appar­tenermi come figlio.

Invito al colloquio: O Maria, io sono tutto tuo e tutto ciò che ho ti ap­partiene. Per te e ai tuoi ordini voglio lavorare, lotta­re, soffrire e morire.

Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Ottobre 2019

3 ottobre 2019

Cari figli, la volontà e l’amore del Padre Celeste fanno sì che io sia qui in mezzo a voi, per aiutare con materno amore la crescita della fede nel vostro cuore, in modo che possiate davvero capire lo scopo della vita terrena e la grandezza di quella celeste. Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità, verso la verità e la vita: verso mio Figlio. Per quella via voglio condurvi. Voi, figli miei, voi che avete sempre sete di maggior amore, verità e fede, sappiate che solo una è la fonte da cui potete bere: la fiducia nel Padre Celeste, la fiducia nel suo amore. Abbandonatevi completamente alla sua volontà e non temete: tutto ciò che è il meglio per voi, tutto quello che vi porta alla vita eterna, vi sarà dato! Comprenderete che lo scopo della vita non è sempre volere e prendere, ma amare e dare; avrete la vera pace ed il vero amore, sarete apostoli dell’amore. Col vostro esempio, farete sì che quei miei figli che non conoscono mio Figlio ed il suo amore vogliano conoscerlo. Figli miei, apostoli del mio amore, adorate mio Figlio insieme a me, ed amatelo al di sopra di tutto. Cercate sempre di vivere nella sua verità. Vi ringrazio! “

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje