Archive for the ‘Maria’ Category

Preghiera del mattino: Al cuore immacolato di Maria di Madre Teresa di Calcutta

20 luglio 2017

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Maria, madre di Gesù, dammi il tuo cuore così bello, così puro, così immacolato, così pieno d’amore e umiltà: rendimi capace di ricevere Gesù nel pane della vita, amarlo come lo amasti e servirlo sotto le povere spoglie del più povero dei poveri.

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L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

19 luglio 2017

8. NOTA EUCARISTICO-MARIANA DEL GRANDE GIUBILEO DELL’ANNO 2000

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Il Papa nella sua lettera apostolica sulla preparazione del Grande Giubileo dell’anno 2000 riconferma esplicitamente questa fondamentale realtà eucaristico-mariana:
«Il Duemila sarà un anno intensamente eucaristico: nel sacramento dell’Eucaristia il Salvatore, incarnatosi nel grembo di Maria venti secoli fa, continua ad offrirsi all’umanità come sorgente di vita divina».39
Come i pastori, andando alla grotta trovarono il bambino adorato da Maria (cf. Lc 2, 16), così oggi tutti i fedeli cristiani, guidati dalla mano materna della Beata Vergine, possono ritrovare e adorare nelle mille chiese del mondo Gesù eucaristico, il figlio benedetto e glorioso di Maria.

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Novena Perpetua alla Madonna della Medaglia Miracolosa

19 luglio 2017
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Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio vieni a salvarci
Signore vieni presto in nostro aiuto

Gloria al Padre

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra, con la più viva fiducia nella tua potente intercessione, tante volte manifestata per mezzo della tua Medaglia, umilmente ti supplichiamo di volerci ottenere le grazie che con questa novena ti chiediamo.

(Chiediamo la Grazia)

O Madonna della Medaglia miracolosa, che sei apparsa a Santa Caterina Laburé, nell’atteggiamento di Mediatrice del mondo intero e di ogni anima in particolare, noi mettiamo nelle tue mani e affidiamo al tuo Cuore le nostre suppliche. Degnati di presentarle al tuo Divin Figlio ed esaudirle, se esse sono conformi alla Divina Volontà e utili alle anime nostre. E, dopo aver innalzato verso Dio le tue mani supplichevoli, abbassale su di noi e avvolgici coi raggi delle tue Grazie, illuminando le nostre menti, purificando i nostri cuori, affinché da Te guidati, raggiungiamo un giorno la beata eternità. Amen.

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L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

17 luglio 2017

7. LA RELAZIONE MARIA-EUCARISTIA NELLA CELEBRAZIONE ARTISTICA 35

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La relazione tra mistero dell’Incarnazione ed Eucaristia mediante la mediazione di Maria è una costante anche nella tradizione artistica in Oriente e in Occidente. Accenniamo brevemente ad alcune rappresentazioni. Nel Museo Cristiano Vaticano è in esposizione una croce eucaristica, in argento sbalzato del sec. IX: Maria è presente nelle

tre scene riprodotte nel braccio orizzontale: miracolo di Cana, istituzione del sacramento e distribuzione dell’Eucaristia da parte di Gesù. Una miniatura del sec. IX di un Codice Latino raffigura la Vergine in trono con il Bambino Gesù in braccio: entrambi, madre e figlio, reggono lo stesso pane eucaristico. Del secolo XV è un affresco nella volta della chiesa di Klérant (Bressanone): raffigura Eva che offre all’umanità il cibo di morte, mentre Maria dona l’Eucaristia, il pane della vita. Sempre al secolo XV risale un tela, ora al Museo di Cluny in Francia, che raffigura la Vergine del frumento: Maria viene chiamata la valle dove cresce il frumento viatico. Del secolo XVI è un artistico ciborio eucaristico in forma di Madonna, il cui grembo custodisce il tabernacolo con le specie eucaristiche (si trova a Parigi, nella collezione Martin-le-RoyDi Sandro Botticelli è nota la Madonna dell’Eucaristia (ora al Museo Gardner di Boston): la Vergine, che con la mano sinistra tiene in mano il Bambino, poggia la sua mano destra su un cesto di uva e di spighe offerto da un angelo (cf. figura ). Notissima è la Inmaculada Eucarística del pittore equatoriano Miguel de Santiago (sec. XVII), presente, ad esempio, nella Chiesa di San Francesco a Quito (ora nel Museo annesso). La Beata Vergine regge l’ostensorio con l’ostia consacrata e la presenta all’umanità, sotto lo sguardo della Santissima Trinità.

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L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

16 luglio 2017

6. L’EUCARISTIA COME SACRAMENTO

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L’Eucaristia è infine il sacramento della presenza reale di Nostro Signore sotto le specie del pane e del vino. Nel decreto tridentino sul sacramento dell’Eucaristia della sessione XIII, il Concilio confessa
«che con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del corpo del Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo sangue. Questa conversione, quindi, in modo conveniente e appropriato è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione».29
Il decreto tridentino dà anche disposizioni sul culto di adorazione da riservare a questo santissimo sacramento, su come conservarlo propriamente nel tabernacolo, su come e quando portarlo agli infermi, sulla preparazione necessaria per ricevere degnamente la santa Eucaristia soprattutto mediante il sacramento della penitenza, sull’uso di questo mirabile sacramento e sulla sua recezione anche spirituale. Il Concilio Tridentino, appoggiato a questa fede della Chiesa, afferma che nel sacramento della ss. Eucaristia, dopo la consacrazione del pane e del vino, nostro Signore Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, è contenuto veramente, realmente e sostanzialmente sotto l’apparenza di quelle cose sensibili:
«Pertanto il nostro Salvatore nella sua umanità è presente non solo alla destra del Padre, secondo il modo di esistere naturale, ma insieme anche nel sacramento dell’Eucaristia “secondo un modo di esistere, che, sebbene sia inesprimibile per noi a parole, tuttavia con la mente illustrata dalla fede possiamo raggiungere e dobbiamo fermissimamente credere che è possibile a Dio».30

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Preghiera del giorno: IGNARA DELLA TUA BELLEZZA BEATA ELISABETTA DELLA SS. TRINITA (1880-1906) 

16 luglio 2017

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O Maria, tu sei la creatura che ha conosciuto il dono di Dio e non ne ha perduto neppure una stilla: tu sei tanto pura e luminosa da sembrare la luce stessa. Virgo Fidelis: sei la Vergine fedele, colei che custodiva tutte le cose nel suo cuore. Ti mantenevi così piccola e raccolta alla presenza di Dio, nel segreto del tempio, che attiravi su di te le compiacenze della Trinità Santa.

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16 luglio, B.V.M. Madonna del Carmelo

16 luglio 2017

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Prima Lettura 

1 Re 18, 42-45

Elia pregò sul monte Carmelo e il cielo diede la pioggia.   Dal primo libro dei Re Elia si recò alla cima del Carmelo; gettatosi a terra, pose la faccia tra le proprie ginocchia. Quindi disse al suo ragazzo: «Vieni qui, guarda verso il mare». Quegli andò, guardò e disse: «Non c’è nulla». Elia disse: «Tornaci ancora per sette volte».  La settima volta riferì: «Ecco una nuvoletta, come una mano d’uomo, sale dal mare». Elia gli disse: «Va’ a dire ad Acab: Attacca i cavalli al carro e scendi perché non ti sorprenda la pioggia!». Subito il cielo si oscurò per le nubi e per il vento; la pioggia cadde a dirotto.

Parola di Dio

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Papa Francesco _ Angelus Domenica, 16 luglio 2017

16 luglio 2017

 

 

 

 

 

PAPA FRANCESCO

ANGELUS

Piazza San Pietro
Domenica, 16 luglio 2017

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Gesù, quando parlava, usava un linguaggio semplice e si serviva anche di immagini, che erano esempi tratti dalla vita quotidiana, in modo da poter essere compreso facilmente da tutti. Per questo lo ascoltavano volentieri e apprezzavano il suo messaggio che arrivava dritto nel loro cuore; e non era quel linguaggio complicato da comprendere, quello che usavano i dottori della Legge del tempo, che non si capiva bene ma che era pieno di rigidità e allontanava la gente. E con questo linguaggio Gesù faceva capire il mistero del Regno di Dio; non era una teologia complicata. E un esempio è quello che oggi porta il Vangelo: la parabola del seminatore.

Il seminatore è Gesù. Notiamo che, con questa immagine, Egli si presenta come uno che non si impone, ma si propone; non ci attira conquistandoci, ma donandosi: butta il seme. Egli sparge con pazienza e generosità la sua Parola, che non è una gabbia o una trappola, ma un seme che può portare frutto. E come può portare frutto? Se noi lo accogliamo.

Perciò la parabola riguarda soprattutto noi: parla infatti del terreno più che del seminatore. Gesù effettua, per così dire, una “radiografia spirituale” del nostro cuore, che è il terreno sul quale cade il seme della Parola. l nostro cuore, come un terreno, può essere buono e allora la Parola porta frutto – e tanto – ma può essere anche duro, impermeabile. Ciò avviene quando sentiamo la Parola, ma essa ci rimbalza addosso, proprio come su una strada: non entra.I

Tra il terreno buono e la strada, l’asfalto – se noi buttiamo un seme sui “sanpietrini”  non cresce niente – ci sono però due terreni intermedi che, in diverse misure, possiamo avere in noi. Il primo, dice Gesù, è quello sassoso. Proviamo a immaginarlo: un terreno sassoso è un terreno «dove non c’è molta terra» (cfr v. 5), per cui il seme germoglia, ma non riesce a mettere radici profonde. Così è il cuore superficiale, che accoglie il Signore, vuole pregare, amare e testimoniare, ma non persevera, si stanca e non “decolla” mai. È un cuore senza spessore, dove i sassi della pigrizia prevalgono sulla terra buona, dove l’amore è incostante e passeggero. Ma chi accoglie il Signore solo quando gli va, non porta frutto.

C’è poi l’ultimo terreno, quello spinoso, pieno di rovi che soffocano le piante buone. Che cosa rappresentano questi rovi? «La preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza» (v. 22), così dice Gesù, esplicitamente. I rovi sono i vizi che fanno a pugni con Dio, che ne soffocano la presenza: anzitutto gli idoli della ricchezza mondana, il vivere avidamente, per sé stessi, per l’avere e per il potere. Se coltiviamo questi rovi, soffochiamo la crescita di Dio in noi. Ciascuno può riconoscere i suoi piccoli o grandi rovi, i vizi che abitano nel suo cuore, quegli arbusti più o meno radicati che non piacciono a Dio e impediscono di avere il cuore pulito. Occorre strapparli via, altrimenti la Parola non porterà frutto, il seme non si svilupperà.

Cari fratelli e sorelle, Gesù ci invita oggi a guardarci dentro: a ringraziare per il nostro terreno buono e a lavorare sui terreni non ancora buoni. Chiediamoci se il nostro cuore è aperto ad accogliere con fede il seme della Parola di Dio. Chiediamoci se i nostri sassi della pigrizia sono ancora numerosi e grandi; individuiamo e chiamiamo per nome i rovi dei vizi. Troviamo il coraggio di fare una bella bonifica del terreno, una bella bonifica del nostro cuore, portando al Signore nella Confessione e nella preghiera i nostri sassi e i nostri rovi. Così facendo, Gesù, buon seminatore, sarà felice di compiere un lavoro aggiuntivo: purificare il nostro cuore, togliendo i sassi e le spine che soffocano la Parola.

La Madre di Dio, che oggi ricordiamo col titolo di Beata Vergine del monte Carmelo, insuperabile nell’accogliere la Parola di Dio e nel metterla in pratica (cfr Lc 8,21), ci aiuti a purificare il cuore e a custodirvi la presenza del Signore.

Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle,

saluto di cuore tutti voi, fedeli di Roma e pellegrini di varie parti del mondo: le famiglie, i gruppi parrocchiali, le associazioni.

In particolare, saluto le Suore Hijas de la Virgen de los Dolores, a 50 anni dall’approvazione pontificia dell’Istituto; le Suore Francescane di San Giuseppe, a 150 anni dalla fondazione; i dirigenti e gli ospiti della “Domus Croata” di Roma, nel 30° anniversario della sua istituzione.

Vorrei salutare specialmente le suore e i frati carmelitani nel giorno della loro festa. Auspico che possano continuare decisamente sulla strada della contemplazione.

Un saluto speciale rivolgo alla comunità cattolica venezuelana rinnovando la preghiera per il vostro amato Paese.

E a tutti auguro una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

Fatima: come il 13 luglio 1917 “cambiò” la Chiesa

13 luglio 2017

Quello che Nostra Signora di Fatima ha fatto quel giorno ha ispirato molti a convertirsi, ma ad altri ha fatto anche rifiutare la fede

 

Questa settimana segna il 100° anniversario della più controversa apparizione della Madonna a Fatima, in Portogallo.

Quello che la Vergine ha fatto quel giorno ha ispirato molti a convertirsi, ma ad altri ha fatto anche rifiutare la fede.

Il 13 luglio è stato il giorno in cui la Madonna ha mostrato l’iinferno ai tre pastorelli e li ha messi severamente in guardia contro una seconda guerra mondiale e una nuova era di martirio.

La sorprendente apparizione del 13 luglio 1917 ha cambiato la fede della Chiesa nella nostra epoca in vari modi:

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L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

13 luglio 2017

5. L’EUCARISTIA COME SACRIFICIO

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L’Eucaristia è anche un sacrificio: «Il carattere sacrificale dell’Eucaristia si manifesta nelle parole stesse dell’istituzione: “Questo è il mio Corpo che è dato per voi” e “Questo calice è la nuova alleanza nel mio Sangue, che viene versato per voi” (Lc 22, 19-20). Nell’Eucaristia Cristo dona lo stesso corpo che ha consegnato per noi sulla croce, lo stesso sangue che egli ha “versato per molti, in remissione dei peccati” (Mt 26, 28). L’Eucaristia è dunque un sacrificio perché ri-presenta (rende presente) il sacrificio della croce, perché ne è il memoriale e perché ne applica il frutto».22
Dice ancora il Catechismo della Chiesa Cattolica:
«Il sacrificio di Cristo e il sacrificio dell’Eucaristia sono un unico sacrificio».23 Qual è il ruolo di Maria in questo contesto? Nel vangelo di S. Giovanni sappiamo il significato della presenza di Maria al Calvario, presso la croce di Nostro Signore (cf. Gv 19, 25-27). Si tratta della Madre di Gesù che dice il suo fiat alla passione redentrice del Figlio. Si tratta anche dell’inizio dell’economia sacramentale e soprattutto dell’economia eucaristica: dal costato di Gesù fuoriescono sangue e acqua, simboli dei sacramenti della Chiesa. E Maria, la Madre, è là a simboleggiare la Chiesa. Nella tradizione patristica è ricorrente l’affermazione che è nel seno di Maria che Gesù è diventato sacerdote, prendendo il corpo che doveva poi offrire in sacrificio. È mediante l’Incarnazione nel seno della Vergine che Gesù diventa gran sacerdote e può così offrire il suo sacrificio al Padre. Il patriarca Proclo di Costantinopoli (sec. V) sottolinea a ragione che Maria è il tempio in cui Dio è divenuto sacerdote evittima.24 Per cui ogni celebrazione eucaristica, che è il memoriale del sacrificio della croce, ha un intrinseco ed essenziale riferimento a Maria, che ci ha valso il vero e unico sacerdote, il pane venuto dal cielo, il vino di vita eterna. È nel seno della Vergine la sorgente del sacerdozio di Cristo e della chiesa. Viene opportuno questo commento di S. Pio X, nell’enciclica che commemora il cinquantesimo anniversario del dogma dell’Immacolata:

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13 del mese: cosa c’è da sapere sul modo di ottenere l’indulgenza di Fatima/Catholic Link | Lug 13, 2017

13 luglio 2017

Di Winifred Corrigan

Sapevate che il 13 luglio, e ogni 13 del mese del 2017, da maggio a ottobre, i cattolici possono ottenere un’indulgenza in onore del 100° anniversario delle apparizioni della Madonna a Fatima?

In primo luogo un breve ripasso dei messaggi della Beata Vergine Maria a Fatima, trasmessi ai tre pastorelli – i Santi Francisco e Jacinta Marto, canonizzati il 13 maggio scorso, e la loro cugina, la Serva di Dio Lúcia dos Santos.

A Fatima la Madonna ha richiesto che tutti gli uomini si consacrassero al suo Cuore Immacolato, recitassero il Rosario quotidianamente, facessero penitenza e indossassero il suo scapolare marrone.

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L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

12 luglio 2017

4. L’EUCARISTIA COME COMPIMENTO DELL’INCARNAZIONE

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L’Eucaristia è anzitutto «l’estensione e il compimento della Incarnazione; Cristo, figlio di Dio e vero uomo, vi continua lasua reale presenza in mezzo a noi e vi estende l’opera di mediazione che egli, unico mediatore tra Dio e gli uomini, ha compiuto “nei giorni della sua carne”; mediazione ascendente nell’offerta a Dio del sacrificio che ne riconosce l’infinita maestà e il supremo dominio e ringrazia; mediazione discendente soprattutto nel sacramento, che porta alle anime la ricchezza delle grazie divine e il pegno della futura gloria».15 Alla luce del mistero dell’Incarnazione, l’Eucaristia costituisce l’ultimo grado della kénosi del Verbo. Il Figlio di Dio, infatti,
«pur essendo di natura divina […], spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome» (Fil 2, 6-9).
Ora, pur essendo glorioso in cielo, resta nella storia con noi, nascosto nell’Eucaristia sotto le apparenze del pane e del vino. E così continua la sua opera di redenzione e di salvezza dell’umanità. Sulla croce si nascondeva solo la divinità, qui nell’Eucaristia anche l’umanità viene nascosta. Ecco come si esprime la celebre preghiera di S. Tommaso d’Aquino nell’Adoro te devote:

«Ti adoro devotamente, o nascosta divinità, che sotto questi segni veramente ti celi […]. La vista, il tatto, il gusto in te si ingannan0 ma solo con l’udito si crede con fermezza […]. Nella croce solo la divinità si nascondeva, ma qui insieme si nasconde anche l’umanità: tuttavia, credendo e confessando l’una e l’altra, chiedo ciò che chiese il ladrone pentito. Non vedo, come Tommaso, le piaghe, tuttavia ti confesso come mio Dio: fa’ che io creda sempre più in te, in te speri, te ami».16

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Preghiera del mattino: Invocazione a Maria contro le invadenze diaboliche

12 luglio 2017

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O Immacolata Vergine,  Madre di Dio e madre nostra,  Regina degli Angeli,  accogli le mie accorate suppliche  e presentale al trono dell’Altissimo.  Tu hai ricevuto da Dio  la missione di schiacciare,  attraverso il tuo divin Figlio,  il capo orgoglioso di Satana.  Perciò ti ha reso IMMACOLATA  fin dalla tua concezione  e ti ha riempito di grazia.  Così tu puoi facilitare in noi  l’azione redentrice del Cristo  e la discesa del suo Sangue prezioso nelle anime nostre.

Ti supplichiamo ora  che Tu ci ottenga da Dio  l’invio dei santi Angeli  perché respingano i demoni tentatori,  ne svelino gli inganni ,  ne reprimano l’audacia  e li ricaccino nell’Inferno.  Ottienici dalla misericordia divina che possiamo sentire nel nostro animo  la risonanza del grido di adesione  al nostro Dio,  che segnò il vittorioso intervento di S. Michele: “Chi è come Dio?”.  Aiutaci, o Madre amorosa,  a diventare più umili  al cospetto di Dio e degli uomini.  Aiutaci a divenire sempre più decisi  a respingere gli assalti dell’impurità e della cupidigia.  Aiutaci a mantenerci  fedeli e solleciti nelle preghiere.  Aiutaci ad accrescere il desiderio alla S. Messa e S. Comunione.

Aiutaci ad amare il nostro prossimo,  a vivere in pace con tutti,  a perdonare le offese e le incomprensioni,  così da offrire al Cuore del Tuo Gesù  la gioia di vederci attuare il suo messaggio evangelico.  Sotto il tuo manto di misericordia ci rifugiamo,  o Santa Madre di Dio,  sicuri di essere da te difesi  dalle molteplici insidie del Diavolo.  Custodisci in noi la fede,  l’amore di Dio,  lo zelo per la sua gloria,  l’osservanza della sua santa Legge e delle direttive evangeliche.

Infine, o Madre dolcissima,  ti supplichiamo di assisterci  nel momento estremo della vita.  per difenderci dalle maligne insinuazioni del nemico infernale  e farci restare fiduciosi  nella paterna bontà di Dio.  Confidiamo di poter entrare  nel gaudio eterno del cielo  per cantare in eterno la divina misericordia!

Amen.

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L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

11 luglio 2017

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3. I MOLTI NOMI DELL’EUCARISTIA
Diamo ora uno sguardo sistematico alla relazione esistente tra Incarnazione ed Eucaristia alla luce del mistero di Maria, la madre di Gesù. A proposito dei molti nomi con i quali viene indicato il sacramento dell’Eucaristia, il Catechismo della Chiesa Cattolica dice:
«L’insondabile ricchezza di questo sacramento si esprime attraverso i diversi nomi che gli si danno. Ciascuno di essi ne evoca aspetti particolari. Lo si chiama: “Eucaristia, perché è rendimento di grazie a Dio […]”.9 “Cena del Signore, perché si tratta della Cena che il Signore ha consumato con i suoi discepoli la vigilia della sua Passione e dell’anticipazione della cena delle nozze dell’Agnello nella Gerusalemme celeste. Frazione del Pane, perché questo rito, tipico della cena ebraica, è stato utilizzato da Gesù quando benediceva e distribuiva il pane come capo della mensa, soprattutto durante l’ultima Cena […]. Assemblea eucaristica [“synaxis”], in quanto l’Eucaristia viene celebrata nell’assemblea dei fedeli, espressione visibile della Chiesa”.10 “Memoriale della Passione e della Risurrezione del Signore. Santo Sacrificio, perché attualizza l’unico sacrificio di Cristo Salvatore e comprende anche l’offerta della Chiesa; o ancora santo sacrificio della Messa […]. Santa e divina Liturgia, perché tutta la Liturgia della Chiesa trova il suo centro e la sua più densa espressione nella celebrazione di questo sacramento; è nello stesso senso che lo si chiama pure celebrazione dei Santi Misteri.

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L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

10 luglio 2017

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2.INCARNAZIONE ED EUCARISTIA

Il nesso tra Maria e l’Eucaristia è il nesso che c’è tra madre e figlio. Si tratta di una relazione inscindibile. Maria, la madre del Gesù storico, continua a essere la Madre di Gesù eucaristico, così come è la madre del Cristo glorioso e la madre del corpo mistico di Cristo, che è la Chiesa. L’Eucaristia è un’estensione dell’Incarnazione. Per cui la maternità di Maria si estende anche alla presenza eucaristica del Figlio nella Chiesa. Come a Betlemme, ancora oggi Maria, Madre della Chiesa, continua a deporre Gesù eucaristico sull’altare.

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Preghiera della sera: Preghiera di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria (dettata a Jelena dalla Madonna)

10 luglio 2017

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O Cuore Immacolato di Maria,

ardente di bontà,

mostra il tuo amore verso di noi.

La fiamma del tuo cuore, o Maria,

scenda su tutti gli uomini.

Noi ti amiamo tanto.

Imprimi nei nostri cuori il vero amore,

così da avere un continuo desiderio di te.

O Maria, umile e mite di cuore,

ricordati di noi quando siamo nel peccato.

Tu sai che tutti gli uomini peccano.

Donaci, per mezzo

del tuo Cuore Immacolato

la salute spirituale.

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PAPA FRANCESCO ANGELUS 2 LUGLIO 2017

10 luglio 2017

 

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel Vangelo di oggi Gesù dice: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28). Il Signore non riserva questa frase a qualcuno dei suoi amici, no, ma la rivolge a “tutti” coloro che sono stanchi e oppressi dalla vita. E chi può sentirsi escluso da questo invito? Il Signore sa quanto la vita può essere pesante. Sa che molte cose affaticano il cuore: delusioni e ferite del passato, pesi da portare e torti da sopportare nel presente, incertezze e preoccupazioni per il futuro.

Di fronte a tutto questo, la prima parola di Gesù è un invito, un invito a muoversi e reagire: “Venite”. Lo sbaglio, quando le cose vanno male, è restare dove si è, coricato lì. Sembra evidente, ma quanto è difficile reagire e aprirsi! Non è facile. Nei momenti bui viene naturale stare con sé stessi, rimuginare su quanto è ingiusta la vita, su quanto sono ingrati gli altri e com’è cattivo il mondo, e così via. Tutti lo sappiamo. Alcune volte abbiamo subito questa brutta esperienza. Ma così, chiusi dentro di noi, vediamo tutto nero. Allora si arriva persino a familiarizzare con la tristezza, che diventa di casa: quella tristezza ci prostra, è una cosa brutta questa tristezza. Gesù invece vuole tirarci fuori da queste “sabbie mobili” e perciò dice a ciascuno: “Vieni!” – “Chi?” – “Tu, tu, tu…”. La via di uscita è nella relazione, nel tendere la mano e nell’alzare lo sguardo verso chi ci ama davvero.

Infatti uscire da sé non basta, bisogna sapere dove andare. Perché tante mete sono illusorie: promettono ristoro e distraggono solo un poco, assicurano pace e danno divertimento, lasciando poi nella solitudine di prima, sono “fuochi d’artificio”. Per questo Gesù indica dove andare: “Venite a me”. E tante volte, di fronte a un peso della vita o a una situazione che ci addolora, proviamo a parlarne con qualcuno che ci ascolti, con un amico, con un esperto… È un gran bene fare questo, ma non dimentichiamo Gesù! Non dimentichiamo di aprirci a Lui e di raccontargli la vita, di affidargli le persone e le situazioni. Forse ci sono delle “zone” della nostra vita che mai abbiamo aperto a Lui e che sono rimaste oscure, perché non hanno mai visto la luce del Signore. Ognuno di noi ha la propria storia. E se qualcuno ha questa zona oscura, cercate Gesù, andate da un missionario della misericordia, andate da un prete, andate… Ma andate a Gesù, e raccontate questo a Gesù. Oggi Egli dice a ciascuno: “Coraggio, non arrenderti ai pesi della vita, non chiuderti di fronte alle paure e ai peccati, ma vieni a me!”.

Egli ci aspetta, ci aspetta sempre, non per risolverci magicamente i problemi, ma per renderci forti nei nostri problemi. Gesù non ci leva i pesi dalla vita, ma l’angoscia dal cuore; non ci toglie la croce, ma la porta con noi. E con Lui ogni peso diventa leggero (cfr v. 30), perché Lui è il ristoro che cerchiamo. Quando nella vita entra Gesù, arriva la pace, quella che rimane anche nelle prove, nelle sofferenze. Andiamo a Gesù, diamogli il nostro tempo, incontriamolo ogni giorno nella preghiera, in un dialogo fiducioso, e personale; familiarizziamo con la sua Parola, riscopriamo senza paura il suo perdono, sfamiamoci del suo Pane di vita: ci sentiremo amati, ci sentiremo e consolati da Lui.

È Lui stesso che ce lo chiede, quasi insistendo. Lo ripete ancora alla fine del Vangelo di oggi: «Imparate da me […] e troverete ristoro per la vostra vita» (v. 29). E così, impariamo ad andare da Gesù e, mentre nei mesi estivi cercheremo un po’ di riposo da ciò che affatica il corpo, non dimentichiamo di trovare il ristoro vero nel Signore. Ci aiuti in questo la Vergine Maria nostra Madre, che sempre si prende cura di noi quando siamo stanchi e oppressi e ci accompagna da Gesù.

Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle,

saluto cordialmente tutti voi, romani e pellegrini dell’Italia e di vari Paesi. Siete coraggiosi voi, con questo sole, con questo caldo, in piazza. Bravi!

In particolare, saluto i fedeli polacchi venuti in bicicletta da Chełm, arcidiocesi di Lublino (Polonia), con un ricordo anche per il grande pellegrinaggio che oggi la Famiglia polacca di Radio Maria compie al Santuario di Częstochowa. Accompagniamo questo pellegrinaggio del popolo polacco tutti insieme con un’Ave Maria.

[Ave Maria…]

Accolgo con gioia le Suore Ancelle della Beata Vergine Immacolata e benedico i lavori del loro Capitolo Generale, che inizia oggi; come pure i sacerdoti di diversi Paesi partecipanti al corso per formatori di seminario organizzato dall’Istituto Sacerdos di Roma.

Un saluto speciale ai ragazzi del Coro “Puzangalan” – che significa “speranza” – di Taiwan. Grazie per il vostro canto! E anche al Coro Alpino di Palazzolo sull’Oglio; e ai fedeli di Conversano.

Auguro a tutti voi una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

L’EUCARISTIA ATTUALIZZA L’EVENTO «Diede alla luce il Figlio primogenito» (Lc 2, 7) Angelo Amato, s.d.b.

9 luglio 2017

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1.UNA PRIMA SPIEGAZIONE DEL TITOLO
Offriamo anzitutto una spiegazione del titolo, che, nel suo insieme, non è per niente facile. La prima parte è una citazione evangelica: «Diede alla luce il suo Figlio primogenito» (Lc 2, 7). Nei dintorni di Betlemme, la «casa del pane», Maria partorisce Gesù. Contempliamo questo evento che da duemila anni illumina la storia dell’umanità in modo straordinario. Il Figlio di Dio, generato eternamente dal Padre, viene ora generato nel tempo da una donna, la Beata Vergine Maria. Se nella generazione eterna egli è «nato dal Padre»1 senza madre, nella nascita terrena egli è «nato da donna» (Gal 4, 4), senza il concorso di un padre umano. Maria, infatti, concepisce e partorisce Gesù in modo verginale per la potenza dello Spirito Santo (cf. Lc 1, 35). Il bambino nato a Betlemme ha un Padre celeste e una madre terrena. La sua umanità è quindi tutta da Dio e tutta dalla Vergine Madre. Si tratta di una autentica umanità, ma ricreata in Maria dalla SS. Trinità. È la nuova umanità. Il bambino che nasce a Betlemme è il nuovo Adamo. Se il primo Adamo si trova all’origine dell’umanità peccatrice, il nuovo Adamo è il primogenito della nuova creazione (Col 1, 15), l’artefice della salvezza dell’intera umanità. Il «nuovo Adamo» (1Cor 15, 45), nato dalla nuova Eva, è l’«uomo nuovo» (cf. Ef 4, 22-24; Col 3, 10).

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Ti saluto, Stella del mare

9 luglio 2017

TI SALUTO, STELLA DEL MARE

 

Ave stella del mare, madre gloriosa di Dio, Vergine sempre, Maria, porta felice del cielo.

 

“L’ave” del messo celeste reca l’annunzio di Dio, muta la sorte di Eva, reca al mondo la pace.

 

Spezza i legami agli oppressi, rendi la luce ai ciechi, scaccia da noi ogni male, chiedi per noi ogni bene.

 

Mostrati Madre per tutti, porta la nostra preghiera, Cristo l’accolga benigno, lui che si è fatto tuo Figlio.

 

Vergine santa fra tutte, dolce regina del cielo, rendi innocenti i tuoi figli, umili e puri di cuore.

 

Donaci giorni di pace, veglia sul nostro cammino, fa che vediamo il tuo Figlio, pieni di gioia nel cielo.

 

Gloria all’altissimo Padre, Gloria al Cristo Signore, Gloria allo Spirito Santo, l’inno di fede e di amore. Amen

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Preghiera del mattino: Preghiera con l’olio della Santa Casa di Loreto

9 luglio 2017

Risultato immagine per olio benedetto della madonna di loreto

Ungendo il pollice e tracciando un segno di croce sulla fronte o sull’arto ammalato recitando la seguente invocazione: “Che il Signore ci guarisca nell’anima e nel corpo, ci protegga da ogni male spirituale e fisico e da ogni influenza diabolica”.

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