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L’IMMACOLATA: MESSAGGIO DI DIO Cardinale Giuseppe Siri/L’IMMACOLATA DAVANTI ALLA STORIA DEL MONDO

5 novembre 2018

Non sarebbe esatto considerare in modo avulso dalla persona il Concepimento Immacolato, perché nella realtà esiste solo la Vergine concepita senza il peccato originale e questo credo lo capiscano tutti. Ma c’è un’altra cosa, non si può considerare, nell’ambiente della nostra fede, la Vergine Immacolata come detto ora, avulsa dalla storia del mondo, meglio dalla storia dell’umanità, perché que¬sta storia dell’umanità è una comparsa vera, obiettiva, che ha avuto un principio in modo del tutto ragionevole e che avrà un fine con un giudizio sì ragionevole, ma soprattut¬to pieno di misericordia.
Bisogna dunque considerarLa questa Vergine Imma¬colata, davanti a tutta la storia del mondo, perché il suo posto è là.
Che cosa è che influisce sulla storia del mondo, cioè sulla storia dell’umanità?
Il mondo va avanti senza di noi e non ha affatto bisogno della nostra scoperta per vivere. Il mondo è stato creato prima di noi e continuerà dopo di noi. Non possia¬mo credere che di fronte alla infinità di Dio noi riempiamo tutte le possibilità. Abbiamo l’illusione di essere gran cosa quando non consideriamo il Cielo e tutto ciò che il Cielo racchiude, ma davanti all’infinità di Dio siamo una piccola cosa. La Vergine Immacolata, invece, non è picco¬la cosa.
Ripeto la domanda, che cosa è che influisce sulla storia degli uomini?
Prima di tutto la creazione di Dio e il fine che Dio ha dato alla creazione, cioè la sua gloria. Tutto è stato creato da Lui e, se tutto è partito da Lui, tutto deve ritornare a Lui. Niente da osservare! E sarebbe irragione¬vole fare su questo delle osservazioni. Ma, attenti bene, che cosa vuol dire questo? La storia dell’umanità anzitut¬to è fatta da questo cosmo nel quale noi viviamo, e dalle sue leggi.
Le leggi non obbediscono a noi, noi possiamo usarle perché Dio ha dato alla Sua creazione quella mobilità per cui, avendo intatta la definizione della legge che opera sempre e sempre allo stesso modo, nelle stesse condizioni, noi possiamo usare delle leggi, ma le usiamo secondo il corso che ha stabilito il Creatore, non lo stabiliamo noi. Sfruttiamo quel cosmo che non dipende da noi e, a quan¬to pare, il cosmo ci condiziona, perché, se oggi piove, vorrei vedere se si potesse in qualche parlamento fare una legge per cui l’otto di dicembre non può piovere, ci si provino!
Siamo in mezzo a leggi che obbediscono solo a Dio e fingiamo di non accorgercene!
C’è un secondo punto che influisce sulla storia degli uomini ed è la libertà umana. E’ il piú grande mistero che portiamo con noi perché fin’ora non siamo ancora riusciti a spiegare bene come mai, non so se i nostri successori ci riusciranno, come mai Dio, che è libero per essenza, abbia potuto creare degli altri esseri liberi perfettamente. E na¬turalmente la libertà degli uomini entra nel realizzarsi del¬la storia, ma gli uomini liberi, specialmente quelli che credono di fare la storia, si ricordino che c’è un bel giuo-co al quale debbono stare attenti, perchè, quando gli uo¬mini fanno il male e credono con questo di essere grandi perché si ribellano, perché sono capaci di fare una rivolu-zione, ossia un disordine irrazionale e stupido, tutto quel¬lo che fanno di male serve al disegno di Dio. E’ veramente giocondo osservare la storia da questo punto di vista e vedere questi grandi uomini che passano, che vanno a briglia sciolta dall’oriente all’occidente, dal Nord al Sud, non lo sanno, poveretti, se lo sapessero chi sa come rimar¬rebbero male, in realtà senza merito servono Dio; senza merito, ma fanno tutti il giuoco di Dio e dopo aver fatto quanto ad essi comoda, non resta loro niente. Così, senza aver alcun merito e alcuna pretesa per l’eternità, quello che hanno fatto servirà al disegno di Dio e anche il male, tutto il male sarà costretto a servire a tutto il bene.
La storia si fa in questo modo, perché al di sotto della libertà umana ci sono infinite altre cose, quelle che collegano noi, causa che agisce alla Causa Prima.
Ho ricordato tutto questo perché ora debbo invitarvi a guardare Colei che perché esentata dal peccato originale sta, in questo senso, al di fuori della storia umana, la guarda e la condiziona. Perché la guarda e la condiziona? Se io apro il libro dell’Apocalisse, che è di una incantevo¬le poesia e di una incredibile realtà su tutta la storia umana, al capitolo dodicesimo della visione che Giovanni l’Evangelista ha a Patmos i protagonisti sono due; in modo diverso, ma sono due: il Figlio, che nasce dalla Vergine, e la Vergine. Questo perché tutta la vicenda della libertà umana usata male da Adamo fino a noi è tutta quanta dominata e conclusa dalla venuta del nostro Signore Gesù Cristo. E ormai tutta la storia è guidata da lì: il prima, quello che fu il contemporaneo, e il poi e quello che verrà fino alla chiusura escatologica, al momento in cui il Giu¬dizio chiuderà la vicenda umana.
Ma perché c’è la deuterogonista, la Vergine? Perché il Figlio di Dio potesse riparare per gli uomini e meritare tutto e portare la misericordia prevalente sulla giustizia, era necessario che appartenesse al genere umano. Perchè di là doveva sorgere la riparazione donde era sorta la col¬pa. E che cosa Lo ha fatto membro del genere umano? Una cosa sola: il corpo avuto da Sua madre, la vita accesa dalla stessa fiammella di Adamo, che Lo renderà parente di tutti, consanguineo di tutti gli uomini: e allora in tale veste doveva rappresentarli, sostituirli e così redimerli.
La Vergine Santissima ha dato non l’anima, ma il corpo a Cristo e, pertanto, rimane con Cristo protagonista della storia del mondo. Molti futurologi cercano di preve¬dere cosa sarà il duemila, che è vicino, ma non lo sanno, perché non saranno i calcoli politici ed economici che stabiliranno il corso del duemila; sarà quello che converrà al Regno di Dio in terra, deciso da Cristo che ha redento e, accanto a Lui, da Sua Madre.
Ecco la posizione! E Maria ha potuto avere questa posizione perché Immacolata: infatti l’ombra caduta an¬che per un istante solo sulla Madre si sarebbe riversata sul Figlio e questo era impossibile, perché il Figlio aveva una anima e un corpo come noi, ma questi appartenevano al Verbo di Dio. Le ombre si trasmettono e in questo caso nessuna ombra poteva essere trasmessa.
Ecco da una parte la storia dal mondo, dall’altra Lei, una Madre che è Madre di Dio perché Immacolata.
Vorrei farvi osservare una cosa, il ritmo che Dio mantiene in tutte le verità, in tutto l’ordine creato e in tutto l’ordine soprannaturale: Dio è coerente in quello che fa. Il Creatore attraverso il diritto naturale ha stabili¬to la famiglia; dal punto di vista giuridico, il capo della famiglia è l’uomo. La pochezza umana del nostro tempo non si è accorta che l’uomo ha caratteristiche per cui sta al sommo della famiglia; ma la donna ha altre caratteri¬stiche per cui in un altro modo, non inferiore, sta anch’es¬sa al sommo della famiglia. La donna ha un’altra sovra¬nità: quella della femminilità, cioè del sentimento del pu¬dore, della dolcezza.
Spesso si dimentica che Dio può fare infinitamente piú di quello che possono fare gli uomini. Egli ha creato due sovranità, con questa meraviglia: che tutte e due sono come se fossero una monarchia, il diverso piano le rende coesistenti e non diminuisce affatto né la monarchia dell’ uno, né la monarchia dell’altro.
Guardate bene, questo avviene nell’ordine naturale. Nell’ordine soprannaturale della redenzione si verifi¬ca la stessa cosa: Cristo è il re, che ha fondato il regno e che conduce le cose di questo mondo verso il fine al quale Iddio ha indirizzato la creazione; ma davanti a questo mondo ci ha messo una Madre, una sovranità di amore!
Del resto tutte le volte che c’è bisogno di qualche cosa in questo mondo, è sempre Lei che viene. La storia dei san¬tuari, che noi possiamo fare benissimo dal mille in poi, lo dimostra con chiarezza. L’anima di tali santuari documen¬tati, intendiamoci, è Lei, sempre Lei, sempre Lei. Si ha un solo caso di un fatto miracoloso accaduto e tenuto celato, perché laddove è accaduto è tutto celato quindi anche questo non è del tutto noto, dove è comparso anche Cri¬sto, ma è Sua Madre che viene a chinarsi sugli uomini.
Lo stesso ritmo nel diritto naturale della famiglia umana e nell’ordine soprannaturale della redenzione.
Ora capite perché questa Vergine sta di fronte al mondo e di fronte al mondo è meglio che ci stia una Madre piuttosto che starci un qualche potentato iniquo, spaventoso e terrificante come molti uomini ci vorrebbe¬ro regalare.

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L’IMMACOLATA: MESSAGGIO DI DIO Cardinale Giuseppe Siri/LA VERA DEVOZIONE ALLA SANTA VERGINE

3 novembre 2018

San Bartolo Longo , prega per noi

Il discorso sulla Vergine Immacolata non sempre lo si fa concreto, completo ed esatto.
Si parla sempre di Lei, sé ne magnificano le qualità, i privilegi, la grandezza.
Parliamo un po’ di noi; a Lei non dobbiamo insegna¬re nulla! Noi abbiamo bisogno di apprendere molto.
Il discorso dunque è per noi e di noi.
In che cosa consiste la vera devozione alla Vergine, Madre del Signore?
Anzi tutto consiste nel fare quello che Essa vuole: questo è il fondamento necessario nella devozione alla Madonna.
Che cosa vuole?
La osservanza della legge di Dio!
Vuole la cosa piú grande, piú dolce, e, per molti uomini, piú difficile che è la uniformità della volontà nostra alla volontà del Signore.
Essa vuole quello che vuole Gesú! E la vera devozio¬ne è anzitutto e sostanzialmente in questo: che si faccia quello che Dio vuole.
La devozione alla Madonna non costituisce un tema di extraterritorialità alla norma della legge di Dio, no! E’ tutto nella norma della legge di Dio.
Certo non è difficile capire che la cosa non è facile, ma questo non autorizza a tacerne; quanto piú una cosa è difficile, tanto piú bisogna parlarne; quanto piú una cosa è dimenticata tanto piú bisogna ricordarla.
Ma non è solo questo! La vera devozione alla Ma¬donna domanda un’altra cosa.
Gesú in croce affida la Vergine al suo discepolo piú fedele, Giovanni, l’unico che aveva avuto il coraggio di seguirlo fino alla croce – gli altri si erano tenuti piuttosto discosti! – In Giovanni è rappresentato ciascun uomo, pertanto la nostra devozione verso Maria dev’essere filiale. La vera devozione alla Madonna domanda questo: che si instauri tra l’anima nostra e la Vergine Madre del Signore il rapporto, il clima, il calore che unisce madre e figlio.
Quale calore?
Quello della ammirazione, della stima, dell’afflato – questa parola dice un mondo intero! – della fiducia, dell’abbandono tranquillo, sorridente, pacato.
I rapporti tra madre e figlio sono descritti in queste parole, ed è chiaro che queste parole contengono un insie¬me di sentimenti che non è esattamente quello che sta nel rapporto di amicizia, perché è molto di piú.
Questo deve essere instaurato nella vera devozione: l’intimità, il ricorso, l’appello, il colloquio, il senso di una presenza nella quale ci si sente perfettamente tranquilli. Mi direte: e come si fa?
Sono tutte cose piuttosto difficili.
Tali risposte cominiciano ad essere difficili anche tra le madri e i figli del nostro tempo, perché molte madri non meritano piú e molti figli meritano ancor meno, il che è uno degli aspetti di disfacimento che è la gloria della nostra cosiddetta civiltà.
E’ ora di aprire gli occhi su quello che il mondo è oggi.
Come si fa per prolungare, per creare questo calore, questa intimità, questa vicinanza, questa presenza affet¬tuosa, sorridente e tranquilla?
Ci sono le pratiche di pietà e l’orazione.
E’ con l’orazione che si stabiliscono i rapporti con il Cielo, con Dio, con Cristo, con la Vergine, con gli Angeli, con i Santi.
La strada è la stessa; è unica! E’ questione di per¬correrla con maggiore comprensione, con maggiore sacri¬ficio e maggiore saggezza, è questione di saper prendere e riprendere la rincorsa, ma la via è sempre l’orazione.
Guardiamo a Lei – già! – ma guardiamo un po’ anche a noi, perché i rapporti si hanno in due; è necessa¬ria una reciprocità con Dio, che rispetti la libertà umana, e questa reciprocità non manca mai; anzi la ha affidata a noi, a noi dico!
Vediamo come possiamo colloquiare con Maria, di quali strumenti possiamo servirci.
Naturalmente si può colloquiare con la Vergine, Madre del Signore, in ogni momento e per qualunque cosa e in tutte le forme e per qualunque causa: con la medita¬zione interiore; ma penso che questa possa essere difficile per molte anime. Bisogna cominciare con le cose piú facili e pertanto vengo a quelle.

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Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Novembre 2018 a Mirjana

2 novembre 2018

“Cari figli, il mio Cuore materno soffre mentre guardo i miei figli che non amano la verità, che la nascondono; mentre guardo i miei figli che non pregano con i sentimenti e le opere. Sono addolorata mentre dico a mio Figlio che molti miei figli non hanno più fede, che non conoscono lui, mio Figlio. Perciò vi invito, apostoli del mio amore: voi cercate di guardare fino in fondo nei cuori degli uomini, e là sicuramente troverete un piccolo tesoro nascosto. Guardare in questo modo è misericordia del Padre Celeste. Cercare il bene perfino là dove c’è il male più grande, cercare di comprendervi gli uni gli altri e di non giudicare: questo è ciò che mio Figlio vi chiede. Ed io, come Madre, vi invito ad ascoltarlo. Figli miei, lo spirito è più potente della carne e, portato dall’amore e dalle opere, supera tutti gli ostacoli. Non dimenticate: mio Figlio vi ha amato e vi ama. Il suo amore è con voi ed in voi, quando siete una cosa sola con lui. Egli è la luce del mondo, e nessuno e nulla potrà fermarlo nella gloria finale. Perciò, apostoli del mio amore, non abbiate paura di testimoniare la verità! Testimoniatela con entusiasmo, con le opere, con amore, con il vostro sacrificio, ma soprattutto con umiltà. Testimoniate la verità a tutti quelli che non hanno conosciuto mio Figlio. Io sarò accanto a voi, io vi incoraggerò. Testimoniate l’amore che non finisce mai, perché viene dal Padre Celeste che è eterno ed offre l’eternità a tutti i miei figli. Lo Spirito di mio Figlio sarà accanto a voi. Vi invito di nuovo, figli miei: pregate per i vostri pastori, pregate che l’amore di mio Figlio possa guidarli. Vi ringrazio! ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

L’IMMACOLATA: MESSAGGIO DI DIO Cardinale Giuseppe Siri/L’IMMACOLATA: VITTORIA DEL BENE SUL PECCATO

2 novembre 2018

 

L’Immacolato Concepimento della Vergine costitui¬sce un’indicazione divina.
Questo è il tema sul quale vi invito a riflettere. Tutto costituisce un’indicazione divina di quello che ha fatto Dio, perché Dio non parla – è l’unico – soltanto con le parole, Dio parla anche con la creazione, coi fatti.
Tutto è un’indicazione divina, questo sarebbe un di¬scorso da continuare assai a lungo e, se gli uomini capisse¬ro che tutto quello che è creato costituisce una indicazio¬ne divina, in questo mondo si starebbe molto meno male e probabilmente sarebbero eliminati molti dei suoi guai. Limitiamoci al dogma dell’Immacolato Concepimen¬to della Madonna e vediamo quale indicazione contiene. Non pretendo di esaurire l’argomento, non ne sarei capa¬ce, ma qualche cosa posso dire.
L’Immacolato Concepimento consiste nel fatto che Dio in previsione di Gesú Cristo, del quale Essa sarebbe stata Madre, e per i meriti di Gesú Cristo suo Figlio, ha esentato la Vergine Maria dal peccato originale e da tutto quello che consegue dal peccato originale.
E’ chiaro che non si tratta soltanto di un mistero che ci porta a vedere un punto originale della storia umana della vita della Vergine Maria, ma si tratta di tutta una lunga logica che sviluppa quel punto.
Orbene, ecco le indicazioni divine. La prima – ripe¬to, non pretendo di dirle tutte, ma quanto basta per una meditazione – la prima indicazione è questa: la separazio¬ne tra il bene e il male.
Dio l’ha fatta nettamente; dobbiamo cercare di leg¬gere questa pagina del dogma dell’Immacolato Concepi¬mento di Maria, l’indicazione che il male sta su di una riva, il bene sta sull’altra.
L’indicazione che gli eventi del bene stanno su una riva e gli eventi del male stanno sull’altra. Cerchiamo di scendere ai particolari.

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L’IMMACOLATA: MESSAGGIO DI DIO Cardinale Giuseppe Siri/L’IMMACOLATA LUCE SUL MONDO

31 ottobre 2018

 

La Vergine Maria è grande perché è Madre di Dio ed è stata concepita Immacolata perché doveva essere la Madre di Dio. Tale verità è contenuta nel saluto dell’An¬gelo; l’Angelo entrò da Lei e disse: “Ave, piena di Grazia, il Signore è con Te, Tu sei benedetta fra le donne”. Questo saluto stupisce e questo saluto contiene im-plicitamente la verità dell’Immacolato Concepimento del¬la Vergine. Perché? Perché se la Vergine per un momento solo fosse stata toccata dal peccato d’origine e pertanto soggetta alla legge mortale di tutta quanta l’umanità, non sarebbe stato vero che Essa era piena di grazia, che essa era la “benedetta” tra le donne.
Ma dobbiamo insistere nel risentire dentro di noi il discorso dell’Angelo; badate bene: queste parole costitui¬scono un atto di culto verso la Vergine Santissima.

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L’IMMACOLATA: MESSAGGIO DI DIO Cardinale Giuseppe Siri/L’IMMACOLATA: MESSAGGIO DI DIO

30 ottobre 2018

La Vergine Immacolata, costituisce un mistero, ma è anche un messaggio di Dio.
Tutti i grandi fatti che sono stati accolti e voluti in questa regia divina sono dei messaggi; non li possiamo considerare soltanto come dei bei monumenti scaglionati sul frontone del mondo. Sono dei messaggi sempre vivi, permanenti e in certo senso immanenti nella storia della nostra salvezza.
Vi prego di considerare con me l’Immacolato Conce¬pimento della Vergine come un messaggio divino e legger¬lo attentamente, perché abbiamo da imparare qualche co¬sa che non è affatto nuovo, ma che probabilmente ha bisogno di essere ribadito e sottolineato.
Il primo messaggio costituito dall’Immacolato Con¬cepimento della Vergine dà a noi l’esatta misura delle esigenze di Dio.
Siamo tanto inclini a raccogliere le esigenze di tutti al punto che su questo margine si manifesta veramente la debolezza degli uomini. Una volta tanto mettiamoci a considerare le esigenze di Dio: forse per qualcuno è il momento.

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L’IMMACOLATA: MESSAGGIO DI DIO Cardinale Giuseppe Siri/MARIA, MADRE NOSTRA

29 ottobre 2018

L’immacolato concepimento di Maria Santissima è il tocco di perfezione con cui l’Altissimo, nella Sua eterna Provvidenza, ha voluto che risplendesse di soprannaturale fascino Colei che sarebbe stata la Madre del Verbo Incar¬nato, la Madre di Dio.
Tale singolare splendore è pienamente giustificato perché l’Autore di ogni perfezione e bellezza non poteva tollerare nella Madre Sua qualcosa che fosse dissono, in contrasto, o anche solo non in linea, con la Divina Perfe¬zione e Bellezza!
Maria è pertanto Immacolata: Madre di Dio! Domando a questo punto: noi che siamo toccati, alle volte sommersi, dall’imperfezione ed esiliati, a causa del peccato, dalla originaria bellezza e virtú, dinnanzi a tale splendore divinamente profuso in Maria Santissima, dobbiamo rimanere in una posizione di estatica, ma di¬staccata ed inerme, forse inutile, contemplazione, come un povero che guarda triste un palazzo reale ove sa di non poter mai accedere?
Assolutamente no! Maria non ci abbaglia, ci illumi¬na.

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L’IMMACOLATA: MESSAGGIO DI DIO Cardinale Giuseppe Siri, MARIA: PIENA DI GRAZIA

28 ottobre 2018

Non si può negare che la figura dell’Immacolata eser¬citi una singolare attrattiva su tutti; forse è simile a quella che tutti subiamo contemplando i bambini molto piccoli, quando hanno ancora gli occhi perfettamente limpidi. Non è solo che accada questo per fatto naturale, credo sia qualcosa di piú. Ad ogni modo ecco quello di cui vorrei discorrere. l’Immacolata Concezione non è un fatto mera¬mente negativo, come può sembrare; è un fatto essenzial¬mente positivo, cioè non si tratta soltanto ch’Essa non è stata né toccata, né sfiorata, né invasa dal peccato di origine, ma si tratta che è stata riempita della grazia di Dio. Ed è su questo aspetto positivo dell’immacolato con-cepimento della Vergine che si deve meditare.
Cominciamo dal basso, cioè dalla natura. Tolto il peccato d’origine, non sono state tolte tutte le conseguen¬ze, perché Essa non avrebbe potuto essere trattata – direi – meglio del Suo unigenito Figlio che ha portato la croce, ma molte sí. Quella debolezza che è propria dell’intelletto umano non l’ebbe, quella facilità a dare il predominio alle impressioni, alle attrattive esterne, seducenti, alle insufflature degli altri, non ne aveva. L’intelligenza senza peccato d’origine ha confini ben piú larghi; la volontà senza pecca-to d’origine non ha cedimenti. Questo fu in Lei in modo splendido, come competeva a chi doveva essere la madre di Gesú Cristo. Ma bisogna salire, l’aspetto positivo è so-prattutto questo: Ella fin dal principio ebbe la grazia, ossia partecipò, per quanto è possibile a creatura, alla stessa vita divina. E qui noi ci arrestiamo, perché stiamo sulla spiaggia di un mare che va all’infinito. Il mare va all’infinito, ma io non ci vado all’infinito, e neppure voi; ma guardiamo e sentiamo di dover chinare il capo dinanzi a questa partecipazione che Essa portò nelle Sue umili spoglie e conservò per tutta la vita.

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L’IMMACOLATA: MESSAGGIO DI DIO ,Cardinale Giuseppe Siri/DIO NON VUOLE IL PECCATO

27 ottobre 2018

L’Immacolato Concepimento della Vergine Madre di Dio è rivelatore di una linea costante della Provvidenza di Dio, cioè della norma che il Signore adotta nel governare il creato e la storia che in esso si svolge.
E’ rivelatore per questo: quando si è trattato di sce¬gliere una donna che fosse madre, secondo la carne benin¬teso, dell’Unigenito Figlio di Dio, questa la volle senza peccato.
Il peccato Dio non tollerò mai che s’avvicinasse alla storia di Cristo. Per questo Maria fu Immacolata nel Suo concepimento, cioè non contrasse il peccato originale che abbiamo contratto noi; per questo Essa non conobbe il fomite della concupiscenza, per questo tutto restò illiba¬tissimo e puro fino alla fine.
Non si creda che la Vergine non sia stata esentata dalla comune prova della vita, no; Dio la volle purissima, ma lasciò a Lei l’infinito dolore.
La scelta, forse per noi incomprensibile, dei mezzi di Sua virtú lasciò a Lei un dramma nella vita; gli Evangelisti ad un certo momento notano che Maria e Giuseppe non capivano quello che succedeva intorno a Gesú, e questo significa che il dramma delle tenebre fu dato anche a Lei. Pertanto l’essere Essa rimasta illibata e purissima non si-gnifica né che non abbia liberamente scelto, né che non abbia liberamente accettato l’immane dolore e l’immane tenebra.
Voi comprendete, Essa sapeva, conosceva la sostanza del mistero del Figlio, ma tante altre cose – e ce ne è testimone l’evangelista Luca – Essa non le potè capire subito: cioè conobbe il dramma del dolore e del martirio, perché Essa patí nell’anima e nella sensibilità umana tutto quello che il Figlio in croce patì nella Sua carne e nel Suo spirito.
Pertanto è chiara l’indicazione della Provvidenza di Dio: quando Dio volle dare un’ Arca vivente al Figlio Suo la scelse senza peccato e il peccato non si avvicinò mai.

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L’IMMACOLATA: MESSAGGIO DI DIO Cardinale Giuseppe Siri STORIA DELL’IMMACOLATO CONCEPIMENTO DELLA VERGINE

26 ottobre 2018

 

La immacolata concezione avvolge la Vergine, Madre del Signore, di una luce amabilissima, invitante, tranquil¬lizzante.
Sarà bene che noi impariamo che l’amore, a qualun¬que livello, deve essere circondato di luce e deve essere pulito. La Vergine ci si presenta così. Tuttavia dobbiamo indagare un po’ a fondo, perché l’immacolato concepi¬mento della Vergine ha una storia; e questa storia serve a capire la vicenda del mondo e serve a capire anche la realtà, il mistero che portiamo tutti dentro di noi, tra la vita e la morte, nella linea del dolore e della prova.
Ecco la storia dell’immacolato concepimento della Vergine: la S. Scrittura e il Vecchio Testamento si apre con l’annuncio implicito, ma sostanziale e certo, di que¬sto immacolato concepimento. Il terzo capitolo del libro, della Genesi ne fa fede e pone questo fatto all’inizio della storia umana, come segno indicativo della stessa.
Il Nuovo Testamento, come ce ne fa fede Luca nel Vangelo dell’infanzia, si apre nuovamente con la proposizione della stessa verità, perché il saluto dell’angelo alla Vergine include, implicitamente, ma sostanzialmente, la verità dell’immacolato concepimento della Vergine. Per¬tanto questa verità, questa luce e questa indicazione la troviamo al principio dell’uno e dell’altro Testamento.
L’immacolato concepimento della Vergine è stato l’inizio di tutto il resto, ma per la nostra meditazione bisogna andare piú a fondo.

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Maria a Medjugorje, messaggio del 25 Ottobre 2018 a Marija

26 ottobre 2018

“Cari figli! Voi avete la grande grazia di essere chiamati ad una nuova vita attraverso i messaggi che io vi do. Figlioli, questo è tempo di grazia, il tempo e la chiamata alla conversione per voi e per le generazioni future. Perciò vi invito, figlioli, pregate di più e aprite il vostro cuore a mio Figlio Gesù. Io sono con voi, vi amo tutti e vi benedico con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Preghiera del mattino: Tributo alla Madre di Dio/ Sabato

13 ottobre 2018

PREGHIERA QUOTIDIANA
Signore Gesù Cristo, per la tua infinita misericordia, ti preghiamo di renderci degni di lodare con tutti i Santi del Cielo, la santissima Vergine tua Madre. Concedici in tutti i giorni della nostra vita di presentarle la nostra lode e le nostre preghiere perchè ci ottenga una santa vita ed una morte serena nel tuo amore. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Illumina i miei occhi perchè non abbia a morire in peccato.
E il mio nemico non possa vantarsi di avermi vinto.

O Dio, aiutami.
Signore, salvami.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora, e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

1 Ant. Confortaci, o Madre, nel giorno della morte: e presentaci al Signore.

SALMO 130

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Preghiera del mattino: Tributo quotidiano alla Madre di Dio / Venerdi

12 ottobre 2018

PREGHIERA QUOTIDIANA
Signore Gesù Cristo, per la tua infinita misericordia, ti preghiamo di renderci degni di lodare con tutti i Santi del Cielo, la santissima Vergine tua Madre. Concedici in tutti i giorni della nostra vita di presentarle la nostra lode e le nostre preghiere perchè ci ottenga una santa vita ed una morte serena nel tuo amore. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Illumina i miei occhi perchè non abbia a morire in peccato.
E il mio nemico non possa vantarsi di avermi vinto.

O Dio, aiutami.
Signore, salvami.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora, e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

1 Ant. Nel giorno della morte, o Madre, infondimi letizia: come il tuo spirito esultò in Dio, tuo Salvatore.

SALMO 119

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Liturgia di Maria Vergine e Madre della Chiesa

12 ottobre 2018

 


Il 21 novembre 1964, alla chiusura della Terza Sessione del Concilio Vaticano II, Paolo VI, durante la solenne concelebrazione, proclamò Maria santissima «Madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo di Dio, tanto dei fedeli come dei pastori, che la chiamano Madre amorosissima» (AAS 56, 1965, p. 1015); e stabili che, «con tale titolo soavissimo d’ora innanzi la Vergine (venisse) ancor più onorata ed invocata da tutto il popolo cristiano» (ibidem). Da allora numerose Chiese particolari, e famiglie religiose hanno incominciato a venerare la Madonna sotto il titolo di «Madre della Chiesa». Nel 1974 poi, nel promuovere le celebrazioni mariane dell’Anno Santo della riconciliazione (1975), fu composto questo formulario che, poco tempo dopo, nella seconda edizione tipica del Messale Romano, fu inserito tra le messe votive della beata Vergine Maria (cfr 2 ed. italiana, pagg. 849-850). Sotto il nuovo titolo si prendono in considerazione i molteplici legami con i quali il popolo cristiano è congiunto alla Vergine Maria, ma innanzitutto si celebra la funzione materna che, secondo il beneplacito, di Dio, Maria santissima adempie nella Chiesa e per la Chiesa. I testi eucologici contemplano soprattutto quattro momenti della storia della salvezza: – l’incarnazione del Verbo, nella quale la beata Vergine «accolse nel cuore immacolato» il Figlio di Dio, «meritò di concepirlo nel grembo verginale; divenendo madre del suo Creatore, segnò gli inizi della Chiesa» (Prefazio);
– la passione di Cristo: il Figlio Unigenito di Dio «morente sulla croce, ha dato a noi come madre nostra la sua stessa madre, la beata Vergine Maria» (Colletta, cfr Prefazio, Antifona alla Comunione);
– l’effusione dello Spirito Santo, il giorno di Pentecoste, nel quale la Madre del Signore, «immagine e modello della Chiesa orante, si unì alla preghiera degli Apostoli» (Prefazio);
– l’assunzione della Vergine: Maria santissima «assunta alla gloria del cielo, accompagna con materno amore la Chiesa e la protegge nel cammino verso la patria, fino al giorno glorioso del Signore» (Prefazio).

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Preghiera del mattino: Tributo quotidiano alla Madre di Dio / Giovedi

11 ottobre 2018

PREGHIERA QUOTIDIANA
Signore Gesù Cristo, per la tua infinita misericordia, ti preghiamo di renderci degni di lodare con tutti i Santi del Cielo, la santissima Vergine tua Madre. Concedici in tutti i giorni della nostra vita di presentarle la nostra lode e le nostre preghiere perchè ci ottenga una santa vita ed una morte serena nel tuo amore. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Illumina i miei occhi perchè non abbia a morire in peccato.
E il mio nemico non possa vantarsi di avermi vinto.

O Dio, aiutami.
Signore, salvami.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora, e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

1 Ant. Conforta, o Madre, la mia anima negli estremi istanti e difendi la mia causa dinanzi al Giudice dei secoli.

SALMO 100

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Preghiera del mattino: Triduo quotidiano alla Madre di Dio/Mercoledi

10 ottobre 2018

PREGHIERA QUOTIDIANA
Signore Gesù Cristo, per la tua infinita misericordia, ti preghiamo di renderci degni di lodare con tutti i Santi del Cielo, la santissima Vergine tua Madre. Concedici in tutti i giorni della nostra vita di presentarle la nostra lode e le nostre preghiere perchè ci ottenga una santa vita ed una morte serena nel tuo amore. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Illumina i miei occhi perchè non abbia a morire in peccato.
E il mio nemico non possa vantarsi di avermi vinto.

O Dio, aiutami.
Signore, salvami.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora, e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

1 Ant. Fa’, o Madre, che viviamo nella grazia dello Spirito Santo: e conduci le nostre anime al loro santo fine.

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Preghiera del mattino: Tributo quotidiano alla Madre di Dio /Martedi

9 ottobre 2018

PREGHIERA QUOTIDIANA
Signore Gesù Cristo, per la tua infinita misericordia, ti preghiamo di renderci degni di lodare con tutti i Santi del Cielo, la santissima Vergine tua Madre. Concedici in tutti i giorni della nostra vita di presentarle la nostra lode e le nostre preghiere perchè ci ottenga una santa vita ed una morte serena nel tuo amore. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Illumina i miei occhi perchè non abbia a morire in peccato.
E il mio nemico non possa vantarsi di avermi vinto.

O Dio, aiutami.
Signore, salvami.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora, e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

1 Ant. Proteggimi sempre, o Madre, con la tua grazia e la tua presenza onori la mia morte.

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Preghiera del mattino: Triduo quotidiano alla Madre di Dio / Lunedi

8 ottobre 2018

PREGHIERA QUOTIDIANA
Signore Gesù Cristo, per la tua infinita misericordia, ti preghiamo di renderci degni di lodare con tutti i Santi del Cielo, la santissima Vergine tua Madre. Concedici in tutti i giorni della nostra vita di presentarle la nostra lode e le nostre preghiere perchè ci ottenga una santa vita ed una morte serena nel tuo amore. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Illumina i miei occhi perchè non abbia a morire in peccato.
E il mio nemico non possa vantarsi di avermi vinto.

O Dio, aiutami.
Signore, salvami.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, ora, e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

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Preghiera del Mattino: Tributo quotidiano alla madre di Dio/Domenica

7 ottobre 2018

PREGHIERA QUOTIDIANA
Signore Gesù Cristo, per la tua infinita misericordia, ti preghiamo di renderci degni di lodare con tutti i Santi del Cielo, la santissima Vergine tua Madre. Concedici in tutti i giorni della nostra vita di presentarle la nostra lode e le nostre preghiere perchè ci ottenga una santa vita ed una morte serena nel tuo amore. Amen.

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Liturgia della Beata Vergine del Rosario

7 ottobre 2018

7 OTTOBRE
BEATA VERGINE MARIA DEL ROSARIO
Memoria

MISSALE ROMANUM VETUS ORDO

LETTURE: Bar 4, 5-12.27-29; Sal 68; Lc 10,17-24

Nel medioevo, i vassalli usavano offrire ai loro sovrani delle corone di fiori in segno di sudditanza. I cristiani adottarono questa usanza in onore di Maria, offrendole la triplice «corona di rose» che ricorda la sua gioia, i suoi dolori, la sua gloria nel partecipare ai misteri della vita di Gesù suo figlio. Inizialmente questa festa si chiamò di «Santa Maria della vittoria» per celebrare la liberazione dei cristiani dagli attacchi dei Turchi, nella vittoria navale del 7 ottobre 1571 a Lepanto (Grecia). Poiché in quel giorno, a Roma, le Confraternite del Rosario celebravano una solenne processione, san Pio V attribuì la vittoria a «Maria aiuto dei Cristiani» e in quel giorno ne fece celebrare la festa nel 1572. Dopo le altre vittorie di Vienna (1683) e di Peterwaradino (1716), papa Clemente XI istituì la festa del Rosario nella prima domenica di ottobre. Ora, la memoria è intitolata «Beata Maria Vergine del Rosario».

Noi ci rivolgiamo a Maria, meditando e pregando, perché ci aiuti a partecipare ai misteri della vita, morte, risurrezione di Cristo. Sono i misteri che si attualizzano a nostra salvezza nella celebrazione eucaristica e noi chiediamo alla sua materna intercessione che si compiano in pienezza «nell’ora della nostra morte».

Bisogna meditare i misteri della salvezza

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate
(Disc. «De aquaéductu»; Opera omnia, edit. Cisterc. 5 [1968] 282-283)
Il Santo che nascerà da te, sarà chiamato Figlio di Dio (cfr. Lc 1, 35), fonte della sapienza, Verbo del Padre nei cieli altissimi.
Il Verbo, o Vergine santa, si farà carne per mezzo tuo, e colui che dice: «Io sono nel Padre e il Padre è in me» (Gv 10, 38) dirà anche: «Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo» (Gv 16, 28).
Dunque «In principio era il Verbo», cioè già scaturiva la fonte, ma ancora unicamente in se stessa, perché al principio «Il Verbo era presso di Dio» (Gv 1, 1), abitava la sua luce inaccessibile. Poi il Signore cominciò a formulare un piano: Io nutro progetti di pace e non di sventura (cfr. Ger 29, 11). Ma il progetto di Dio rimaneva presso di lui e noi non eravamo in grado di conoscerlo. Infatti: Chi conosce il pensiero del Signore e chi gli può essere consigliere? (cfr. Rm 11, 24). E allora il pensiero di pace si calò nell’opera di pace: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1, 14); venne ad abitare particolarmente nei nostri cuori per mezzo della fede. Divenne oggetto del nostro ricordo, del nostro pensiero e della nostra stessa immaginazione.
Se egli non fosse venuto in mezzo a noi, che idea si sarebbe potuto fare di Dio l’uomo, se non quella di un idolo, frutto di fantasia?
Sarebbe rimasto incomprensibile e inaccessibile, invisibile e del tutto inimmaginabile. Invece ha voluto essere compreso, ha voluto essere veduto, ha voluto essere immaginato. Dirai: Dove e quando si rende a noi visibile? Appunto nel presepio, in grembo alla Vergine, mentre predica sulla montagna, mentre passa la notte in preghiera, mentre pende sulla croce e illividisce nella morte, oppure mentre, libero tra i morti, comanda sull’inferno, o anche quando risorge il terzo giorno e mostra agli apostoli le trafitture dei chiodi, quali segni di vittoria, e, finalmente, mentre sale al cielo sotto i loro sguardi.
Non è forse cosa giusta, pia e santa meditare tutti questi misteri? Quando la mia mente li pensa, vi trova Dio, vi sente colui che in tutto e per tutto è il mio Dio. E’ dunque vera sapienza fermarsi su di essi in contemplazione. E’ da spiriti illuminati riandarvi per colmare il proprio cuore del dolce ricordo del Cristo.

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Cosa è e come si prega la novena a Maria che scioglie i nodi? Miguel Cuartero Samperi | Apr 02, 2014

6 ottobre 2018

Fu proprio l’attuale papa Francesco a promuovere l’immagine della “scioglinodi” in America

Maria che scioglie i nodi: le testimonianze. Sono sempre più numerose le testimonianze di fedeli che, avendo chiesto aiuto alla Vergine Maria tramite titolo di “Maria che scioglie i nodi”, hanno ricevuto benefici e grazie spirituali. Molte persone hanno sperimentato concretamente lo “sciogliersi” di quei nodi che provocavano dolore e sofferenze e per i quali si sono rivolti a Maria chiedendo umilmente aiuto come ci si rivolge ad una madre amorosa e sollecita verso i propri figli in difficoltà. Da quando è stato eletto papa Francesco questa devozione è divenuta immediatamente molto popolare e cara ai fedeli di tutto il mondo

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Preghiera del Mattino: Atto di affidamento alla Vergine di Fatima di Papa Francesco

5 ottobre 2018

Beata Maria Vergine di Fatima, con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna
uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni che ti dicono beata.
Celebriamo in te le grandi opere di Dio, che mai si stanca di chinarsi
con misericordia sull’umanità,
afflitta dal male e ferita dal peccato,
per guarirla e per salvarla.

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Preghiera del mattino: Corona Francescana

4 ottobre 2018

Il Rosario francescano, o più esattamente la Corona Francescana, risale agli inizi del secolo XV. In quel tempo un giovane, che provava grande gioia spirituale nell’intrecciare corone di fiori selvatici per una bellissima statua della Madonna, decise di entrare nell’Ordine Francescano. Dopo essere entrato nella comunità, però, fu preso da tristezza, perché non aveva più il tempo di raccogliere fiori per la sua devozione personale. Una sera, mentre si sentiva tentato di abbandonare la sua vocazione, ricevette una visione della Vergine Maria. La Madonna incoraggiò il giovane novizio a perseverare, ricordandogli la letizia dello spirito francescano. Inoltre, gli insegnò a meditare ogni giorno sette avvenimenti gaudiosi della sua vita come una nuova forma di rosario. Invece di una corona di fiori, il novizio avrebbe potuto adesso intrecciare una corona di preghiere.
In poco tempo molti altri francescani cominciarono a pregare la corona e velocemente questa pratica si diffuse in tutto l’Ordine diventando ufficialmente riconosciuta nel 1422.

CORONA DELLE SETTE GIOIE DI MARIA

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Preghiera del Mattino:Corona delle 63 giaculatorie alla Vergine Maria

3 ottobre 2018

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

– O Dio, vieni a salvarmi.
– Signore, vieni presto in mio aiuto.

– Gloria al Padre…

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Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Ottobre 2018 a Mirjana dalla Regina della Pace

2 ottobre 2018

“Cari figli, vi chiedo di essere coraggiosi e non vacillare, perché anche il bene più piccolo, il segno d’amore più piccolo vince il male sempre più visibile. Figli miei ascoltatemi perché il bene vinca, perché possiate conoscere l’amore di mio Figlio che è la felicità più grande. Le mani di mio Figlio vi abbracciano, Lui, che ama l’anima, Lui che si è offerto per voi e si offre sempre nuovamente nell’Eucarestia, Lui che ha parole di Vita Eterna; conoscere il suo amore, seguire i suoi passi, significa avere ricchezza spirituale. Questa è la ricchezza che colma di sentimenti buoni e vede l’amore e il bene dappertutto. Apostoli del mio amore, figli miei, siate come i raggi del sole che con il calore dell’amore di mio Figlio riscaldano tutti coloro che li circondano. Figli miei, il mondo ha bisogno di apostoli d’amore, il mondo ha bisogno di molte preghiere, ma preghiere dette con il cuore e l’anima, non solo con le labbra. Figli miei, aspirate alla santità con l’ umiltà che permette a mio Figlio di agire tramite voi, come Lui desidera. Figli miei, le vostre preghiere, i vostri pensieri e le vostre opere, tutto questo vi apre o vi chiude la porta del Regno dei Cieli. Mio Figlio vi ha mostrato la strada e vi ha dato la speranza, io vi consolo e incoraggio perché, figli miei, io ho conosciuto il dolore, ma avevo la fede e la speranza, ora ho il premio della vita nel Regno di mio Figlio. Perciò, ascoltatemi, abbiate coraggio, non vacillate. Vi ringrazio. ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Preghiera del mattino: Rosario con gli Angeli

2 ottobre 2018

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

PREGHIERA INIZIALE:
Maria, Regina degli Angeli, insegnaci a ricordare la presenza degli Angeli nella vita di Gesù e nella nostra vita. Aiutaci a ricorrere alla loro intercessione e a servirli, seguendo le loro buone ispirazioni, perché la Gloria di Dio sia sempre più conosciuta nel nostro mondo.

Amen

PRIMO MISTERO: L’ANGELO DELL’ANNUNCIAZIONE
Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.(Luca 1,26-37)
Padre nostro, 10 Ave Maria, gloria.
Santi Angeli illuminate il nostro cuore e la nostra mente perché possiamo comprendere cosa il Buon Dio desidera che facciamo in ogni giorno della nostra vita.

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Teologia Biblica: Maria, di Pedron Lino

27 settembre 2018

VI MARIA E LA CHIESA
Gli ultimi due brani che consideriamo sono mariologici ed ecclesiologici insieme.
1. LA MADRE DEI DISCEPOLI: MARIA CHIESA NASCENTE (Gv 19,25-27)
Questa scena è il momento della nascita della Chiesa e l’inizio della maternità spirituale della madre di Gesù. La madre di Gesù (V. 25) viene presentata come la madre (V. 26) che diventa la madre del discepolo (V. 27); ed egli sarà suo figlio.
La maternità corporale di Maria verso il Figlio di Dio fatto carne fonda una maternità spirituale che ne è l’adempimento (Grelot). Non si tratta solo di relazioni personali; nessuna delle due persone presenti viene designata con il nome: è la loro funzione che conta, perché personificano due gruppi. Il discepolo amato rappresenta tutti i credenti. La madre di Gesù, chiamata donna (cfr. 2,4) è l’immagine della figlia di Sion.
Le parole di Gesù: Ecco tuo figlio, sembrano riecheggiare l’annuncio profetico alla madre-Sion, che vede tornare dall’esilio i suoi figli: Vedi radunati insieme i tuoi figli; ecco: tutti i tuoi figli vengono da lontano (Is 60,4 LXX; cfr. Bar 4,37; 5,5). In Maria si realizza quindi la comunità messianica; la madre di Gesù, nella sua funzione materna, diventa così anche la Chiesa nascente.
Questo progressivo allargamento della prospettiva verso la Chiesa mostra che è fuori posto pensare qui soltanto alle cure personali ed esterne del discepolo verso la madre di Gesù; egli deve accogliere spiritualmente colei che è diventata sua madre. Quindi dobbiamo leggere così Gv 19,27: Da quell’ora il discepolo l’accolse nel suo intimo e non la prese nella sua casa (Lezionario) o la prese con sé. La portata inesauribile di questo simbolismo lega intimamente il mistero della Chiesa e il mistero di Maria (Grelot).
Da quell’ora, un’accoglienza come quella del discepolo è chiesta a tutte le generazioni dei discepoli e di quanti confessano e amano Cristo (Giovanni Paolo II, Redemptor hominis, 22). Ma se Maria è qui immagine e inizio della Chiesa (LG 68), è allo stesso tempo madre della Chiesa, cioè di tutto il popolo di Dio (Paolo VI), la madre delle membra di Cristo, che siamo noi (s. Agostino).
Così la donna che era stata la madre di Gesù, diventa la madre spirituale dei fratelli di Gesù. Scrive Origene: Non c’è alcun figlio di Maria, se non Gesù… “Ecco il tuo figlio” equivale a dire: “Questo è Gesù che tu hai partorito”. Infatti chiunque è perfetto “non vive più”, ma in lui “vive Cristo”; e poiché in lui vive Cristo, vien detto a Maria: “Ecco il tuo figlio”, cioè Cristo (In Ev. Ioh. I,23, PG 14,32).

2. LA DONNA DELL’APOCALISSE (12,1-18), IMMAGINE DELLA CHIESA
La donna è il simbolo del popolo di Dio. La figura femminile del C. 12 è in contrapposizione alla prostituta dei Cc. 17-19, e diverrà nei Cc. 19 e 21 la sposa dell’Agnello, la Gerusalemme celeste.
Il figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con verga di ferro (V. 5: cit. del Sal 2,9), è senza dubbio il messia.
La donna che lo partorisce è presentata come una figura cosmica e celeste: ammantata di sole, con la luna sotto i piedi e sulla testa una corona di dodici stelle. Il testo probabilmente si ispira a Is 60, dove viene descritta la figlia di Sion messianica, tutta splendente della gloria di Dio (Is 60,1.19-20) e a Ct 6,10: Bella come la luna, brillante come il sole.
Le dodici stelle raffigurano le dodici tribù dei figli di Israele (12,12). La donna quindi è soprattutto la Chiesa. Le doglie del parto sono una metafora classica per descrivere la maternità escatologica di Sion (Mi 4,10; Is 26,17-18; 66,7-9; Gv 16,21). Non alludono qui alla nascita temporale del messia; sono un simbolo della Chiesa che deve partorire la totalità dei figli di Dio nelle sofferenze, durante tutto il tempo escatologico.
Il dragone, il serpente antico (V. 9) rimanda a Gen 3: è il nemico della donna e del suo seme; rappresenta le forze diaboliche avverse al popolo di Dio. Il figlio della donna è rapito al cielo (indica la glorificazione di Cristo), ma ella trova riparo nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio: è la Chiesa che è protetta e nutrita da Dio durante tutta la sua esistenza sulla terra.
Ci si può chiedere allora se c’è ancora posto per un’interpretazione mariologica di Ap 12. Questo secondo tipo di lettura non è solo possibile, ma necessario. Si noti anzitutto il simbolo della donna; sia in Lc (1,28) sia in Gv (2,4; 19,26) Maria era già considerta la figlia di Sion e proprio per questo viene chiamata da Gesù donna (a Cana e presso la croce). Maria era già l’immagine del popolo di Dio messianico, era già l’immagine della Chiesa. La donna partoriente dell’Apocalisse è la comunità messianica, che nel vangelo di Giovanni era rappresentata dalla madre di Gesù (T. Vetrali).
Come abbiamo visto sopra, il discepolo amato in Gv 19,25-27 era il simbolo di tutti i discepoli di Cristo, che diventano figli della madre di Gesù. In un modo simile la donna di Ap 12 non è solo la madre del messia, ma anche di tutti i rimanenti della sua discendenza, quelli che osservano i comandamenti di Dio e posseggono la testimonianza di Gesù (Ap 12,17).
Questi altri figli della donna sono proprio quelli che erano stati affidati da Gesù a sua madre (Gv 19,25-27). Il figlio maschio dell’Apocalisse si prolunga dunque negli altri discendenti della donna; così anche il simbolo della donna del libro dell’Apocalisse è l’allargamento, in senso collettivo ed ecclesiale, di ciò che era già la donna del vangelo, la madre di Gesù, la figlia di Sion, come figura della Chiesa.
Questa prospettiva ecclesiale del mistero mariano è stata espressa bene nel prefazio della festa dell’Immacolata: In lei (Maria) hai segnato l’inizio della Chiesa, sposa di Cristo senza macchia e senza ruga, splendente di bellezza.
VII CONCLUSIONE
Da tutto quanto abbiamo detto appare chiaramente il legame strettissimo tra Maria e la Chiesa. La madre di Gesù viene presentata nella Scrittura come l’immagine della Chiesa. Questo implica che tutta la Chiesa è mariana (card. Journet) e ci invita sempre più a scoprire il volto mariano della Chiesa (H. Urs Von Balthasar).
La teologia della figlia di Sion esprime il mistero dell’alleanza tra Dio e il suo popolo. L’alleanza è al centro della Scrittura. Ora Maria rappresenta precisamente il popolo di Dio che dice sì al suo Dio e che diventa il modello permanente per tutta la Chiesa.

Fine

Fonte

Teologia Biblica: Maria, di Pedron Lino

26 settembre 2018

V SPOSA DELLE NOZZE MESSIANICHE A CANA (Gv 2,1-12)
Questo brano è anzitutto cristologico, ma è anche uno dei grandi temi mariologici. Il tema cristologico fondamentale è la manifestazione messianica della gloria di Gesù (2,11): il vino buono conservato fino adesso rappresenta la manifestazione messianica, la grazia della verità presente in Gesù (1,17), il suo vangelo (s. Agostino, In Ioh., 9,2; PL 35,1459); per mezzo del simbolismo delle nozze, egli si manifesta come lo sposo della nuova comunità messianica (cfr. anche 3,28-29).

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Maria a Medjugorje, messaggio del 25 Settembre 2018

26 settembre 2018

Cari figli! Anche la natura vi offre i segni del suo amore attraverso i frutti che vi dona. Anche voi, con la mia venuta, avete ricevuto l’abbondanza dei doni e dei frutti. Figlioli, quanto avete risposto alla mia chiamata, Dio sa. Io vi invito: Non è tardi, decidetevi per la santità e per la vita con Dio nella grazia e nella pace! Dio vi benedirà e vi darà il centuplo, se confidate in Lui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

la Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora pronunciata ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Pensiero del giorno: Maria con Gesù

25 settembre 2018

Quando osservo l’immagine di Maria con il bambino Gesù, mi immagino che Gesù baci sua madre e che Maria, con amore materno verso di noi ci doni Gesù dicendo :- Ecco mio Figlio!
Come ci comportiamo noi, nel ricevere questo immenso regalo, che Maria ci dona con le sue mani?
Restiamo ammutoliti, perché il gioiello che lei ci dona ha un valore inestimabile e noi non siamo delle creature in grado di gestirlo; Maria, però, non si dà per vinta e ci incoraggia a ricevere suo figlio e ad amarlo, dandoci un altro comando:-Fate quello che vi dirà!
Ecco, il segreto per ricevere Gesù e dire il nostro si come fece Maria durante l’annunciazione e davanti alla croce: Ascoltare il Verbo o Parola incarnata (Gesù) conservare la sua Parola nel nostro cuore come un gioiello prezioso, amarla come uno sposo ama la sua sposa, farla propria e una volta compresa metterla in pratica.
Solo allora saremo il “candelabro” che porta la luce nel mondo a chiunque si avvicina a noi e vuole riceverla, per diventare il popolo tanto amato da Dio.
Maria per prima ha amato e conosciuto Gesù, lei ce lo dona affinché anche noi lo amiamo e lo  conosciamo nella nostra intimità, per far  regnare in noi e nel mondo la Pace di Dio.

Firmato Raffaella

Teologia Biblica: Maria, di Pedron Lino

25 settembre 2018

V LA MADRE DEL MESSIA
Gli altri tre brani mariani di Lc 1-2 presentano aspetti della manifestazione di Gesù-messia.
1. LA VISITAZIONE: MARIA ARCA DELL’ALLEANZA (Lc 1,39-56)
Dopo il parallelismo tra l’annuncio della nascita di Giovanni Battista e quello della nascita di Gesù, il racconto della visitazione presenta l’incontro delle due madri.
La fretta di Maria di recarsi da Elisabetta è l’espressione della sua gioia. Al saluto di Maria, Elisabetta sente nel suo grembo l’esultanza di Giovanni Battista: comprende che egli pieno di Spirito Santo (1,15), è il profeta dell’Altissimo che prepara le vie del Signore (1,76): egli infatti rivela a sua madre la presenza misteriosa del Signore nel grembo di Maria. Elisabetta, piena di Spirito Santo, rivolge a Maria una doppia benedizione (Vv. 42-45) che richiama molto da vicino la celebrazione d’Israele davanti all’arca dell’alleanza (1Sam 6,2-11) come già aveva accennato Lc 1,35.
Scrive sant’Ambrogio: Che cos’è l’arca se non santa Maria? (Sermo 42,6; PL 17,689). Il messaggio essenziale del brano però sta nella doppia proclamazione profetica di Elisabetta: È venuta da me la madre del mio Signore e beata colei che ha creduto: Maria non sarebbe diventata la madre del Signore se non fosse stata colei che ha creduto.
Il cantico della Vergine è l’inno in cui Maria loda Dio per l’opera compiuta in lei e in tutto il popolo di Dio. L’inno è composto in gran parte da citazioni bibliche; si notano soprattutto i contatti con il cantico di Anna (1Sam 2,1-10). La situazione di Maria non era solo simile a quella di Elisabetta, ma anche a quella di Anna madre di Samuele.
Il cantico della Vergine comprende due parti: la prima (Vv. 46-50) concerne la situazione personale di Maria; la seconda (Vv. 51-55) indica il senso dell’evento per Israele: in questa seconda parte Maria parla come la figlia di Sion escatologica, che vede realizzarsi adesso tutto ciò che Dio aveva promesso nel passato per il suo popolo.

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Teologia Biblica: Maria, di Pedron Lino

24 settembre 2018

MARIA NEL NUOVO TESTAMENTO
I INTRODUZIONE
La teologia biblica deve aprire gli orizzonti della storia della salvezza e mostrare il posto che vi occupa Maria, la figlia di Sion, nell’insieme del cammino del popolo di Dio. La mariologia prende il suo vero senso dalla cristologia, ma deve essere integrata nell’ecclesiologia come ha voluto il Concilio Vaticano II (LG c. VIII).
Per l’equilibrio e la fecondità della mariologia, sarà sempre necessario proporla con questo triplice sforzo di integrazione teologica: nell’AT, nel mistero di Cristo, nel mistero della Chiesa.

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Beata Vergine Maria della Mercede

24 settembre 2018

Tra le famiglie religiose dedicate con vincolo speciale alla Madre di Cristo, vi è l’Ordine della beata Vergine Maria della mercede, fondato a Barcellona nel 1218, per la redenzione dei cristiani prigionieri, da san Pietro Nolasco (†1256) con la collaborazione di san Raimondo di Peñafort († 1275} e di Giacomo I († 1276), re di Aragona. La beata Vergine sotto il titolo «della mercede» è venerata soprattutto in Aragona e in Catalogna, come pure in numerose regioni dell’America Latina. Il formulario, considerato il fine per cui l’Ordine mercedario è stato istituito, celebra anzitutto Cristo «redentore del mondo» (Colletta), che con il suo sacrificio ci ha conquistato «la libertà filiale» (Colletta). Fa poi memoria della beata Vergine che, essendo la serva del Signore (cfr Lc 1,38) ed avendo dedicato tutta se stessa all’opera del Figlio suo redentore (cfr LG 56), giustamente è riconosciuta come congiunta indissolubilmente «alla missione redentrice del Figlio (di Dio)» (Prefazio).

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Teologia Biblica: Maria, di Pedron Lino

22 settembre 2018

V MARIA “PROFETICAMENTE ADOMBRATA” NELL’ANTICO TESTAMENTO
1. Is 7,14: CONTESTO ORIGINALE
La giovane donna (ebr. ‘almah) cui accenna il profeta è Abi moglie di Acaz, re di Giuda. Il figlio che darà alla luce è Ezechia, chiamato col nome augurale Emmanuele, cioè Dio con noi: un titolo che suonava come promessa nelle circostanze critiche del momento. E Dio dimostrerà realmente di essere con il suo popolo (Is 8,10): grazie a Ezechia la casa di Davide non si estinguerà.

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Teologia Biblica: Maria, di Pedron Lino

21 settembre 2018

IV DA ISRAELE POPOLO DELLA “MEMORIA” A MARIA CHE “CONSERVA TUTTO NEL CUORE”
E sua madre conservava tutte queste cose nel suo cuore (Lc 2,51): questo celebre ritornello del vangelo di Luca ci rivela quanto Maria avesse fatto propria la spiritualità del popolo di Israele.
1. LA “MEMORIA” NELL’AT
Lungo tutto l’AT si fa obbligo al popolo eletto di ricordare e meditare nel proprio cuore quanto Dio ha fatto in suo favore: Guardati e guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno viste; non ti sfuggano dal cuore, per tutto il tempo della tua vita. Le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli. Ricordati… interroga i tempi antichi… Guardatevi dal dimenticare l’alleanza del Signore vostro Dio… (Dt 4,9-10.23.32).
Il memoriale cui deve applicarsi ogni pio israelita corrisponde all’intera storia della salvezza dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra (Dt 4,32). Nulla di quanto il Signore ha fatto in favore del suo popolo deve essere dimenticato. La tradizione biblica definisce come sapiente la persona che ricorda, che custodisce nel suo cuore gli innumerevoli gesti di salvezza operati dal Signore (cfr. Sir 44,1-50,21; 50,27.28; Gdt 8,26-29).
La memoria di cui si parla nella Bibbia ha sempre un senso dinamico. Non è accademica, libresca, nozionistica. Essa guarda al passato per comprendere meglio il presente. Dio si è rivelato negli eventi trascorsi della storia di Israele. Per cui ritornare con la mente a quei fatti significa conoscere sempre meglio chi è il Signore e qual è la sua volontà per il tempo presente. Tutto scaturisce da questa convinzione: ciò che il Signore ha operato in passato è garanzia che egli farà altrettanto nel presente e nel futuro, perché il suo amore è immutabile. La fede nell’avvenire proviene da quanto si verificò nei tempi passati (Filone, Vita di Mosè II, 288).
La memoria privilegiata è sempre quella dell’esodo dall’Egitto. Come Dio liberò il suo popolo dalla mano del faraone, così lo libererà da ogni altra angustia (Dt 7,17-19) perché il suo amore è eterno (Sal 136).
I padri e i protagonisti della storia di Israele ebbero tante tribolazioni, ma il Signore li soccorse e li liberò. Dice il Sal 22,5-6 (il salmo che Gesù recitò in croce): In te hanno sperato i nostri padri, hanno sperato e tu li hai liberati; a te gridarono e furono salvati, sperando in te non rimasero delusi. Ricordando le numerose liberazioni che Dio aveva compiuto per i padri, Israele consolidava la speranza che Dio avrebbe visitato e redento il suo popolo mediante il Messia (cfr. Lc 1,67-79).

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Teologia Biblica: Maria, di Pedron Lino

20 settembre 2018

III MARIA PERSONIFICAZIONE DI GERUSALEMME
La città di Gerusalemme, cuore di Israele, prepara la tipologia di Maria almeno sotto due aspetti: come figlia di Sion e come madre universale.
1. FIGLIA DI SION
Origine e senso del titolo
Anche Gerusalemme, città posta sui monti, aveva la sua rocca, chiamata Sion. Su questa sommità il re Salomone (970 ca. – 930 ca.) costruì il tempio e la reggia. All’interno del tempio, precisamente nel santo dei santi, fece trasportare l’arca (1Re 8,1-8). Da allora col nome di Sion si volle indicare soprattutto il monte del tempio (Is 18,7; Ger 26,18; Sal 2,6; 48,2-3). Sion, pertanto, era considerata la zona più sacra di Gerusalemme, perché là dimorava il Signore nella sua casa. Perciò il colle di Sion passò ad indicare tutta Gerusalemme e qualche volta anche l’intero popolo di Israele, in quanto Gerusalemme era il centro religioso e politico della comunità ebraica.
Si deve anche notare che il linguaggio biblico, per designare una nazione o una città e i suoi abitanti, usa l’espressione figlia, seguita dal nome della rispettiva terra o località: figlia di Babilonia (Sal 137,8), figlia di Edom (Lam 4,21), figlia d’Egitto (Ger 46,11)… Così l’espressione figlia di Sion significa la città di Gerusalemme e quanti dimorano tra le sue mura (2Re 19,21; ecc.), oppure il suolo e il popolo di Israele (Sof 3,14, Lam 2,1).
Vi sono tre celebri oracoli dei profeti Zaccaria (2,14-15; 9,9-10), Sofonia (3,14-17) e Gioele (2,21-27) in cui la figlia di Sion è invitata a gioire intensamente. Il motivo di tanta letizia è che il suo Dio abita in mezzo ad essa; perciò non deve temere: il Signore, infatti, è il suo re e il suo salvatore. Con queste parole i profeti citati rivelavano ai loro fratelli lo stato di felicità che sarebbe seguito alla desolazione dell’esilio babilonese.
Applicazione mariana
Secondo molti esegeti odierni, nelle parole dell’angelo Gabriele a Maria, vi è l’eco abbastanza distinta del messaggio che i profeti sopra citati rivolgevano alla figlia di Sion. Anche Maria, infatti è invitata a rallegrarsi (Rallegrati, o piena di grazia!) e a non temere perché il Figlio di Dio prenderà dimora in lei facendo del suo grembo il nuovo tempio. Egli sarà re e salvatore della casa di Giacobbe, che è la Chiesa (cfr. Lc 1,28-33; 3,11).
In altre parole: Luca applica a Maria le profezie che Zaccaria, Sofonia e Gioele indirizzavano alla figlia di Sion. Mediante questo procedimento letterario egli intende identificare Maria con la figlia di Sion, cioè con Gerusalemme e tutto il popolo di Israele, erede delle promesse di salvezza.
La vergine di Nazaret, nella sua persona individua, sarebbe quindi la rappresentante del resto di Israele, cioè di questo popolo umile e povero che confida nel Signore (cfr. Sof 2,12-13). L’antico Israele, da secoli in cammino verso il messia redentore, si realizza perfettamente in questa sua figlia. Maria è il fiore di Israele.

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Storia dell’Ave Maria

19 settembre 2018

 

In occasione di una sua apparizione a Santa Matilde la Madonna disse le seguenti parole: “Figlia mia, desidero che tu sappia che nessuno mi può fare un piacere più grande di quello di dire la salutazione con cui la più Adorabile Trinità mi ha elevato alla dignità di Madre di Dio. Per mezzo della parola Ave (vedi il nome EVA) ho impara­to che il Suo infinito potere mi aveva preservato da tutti i peccati e la con­seguente miseria a cui la prima donna era andata soggetta”.

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Teologia Biblica: Maria, di Pedron Lino

19 settembre 2018

II MARIA ARCA DELLA NUOVA ALLEANZA
1. ALLEANZA E ARCA NELL’ANTICO TESTAMENTO
Le tradizioni dell’AT associano strettamente la nozione di alleanza a quella di arca. Infatti appena fu conclusa l’alleanza fra Dio e il popolo di Israele al monte Sinai, il Signore diede quest’ordine: Essi mi faranno un santuario ed io abiterò in mezzo a loro (Es 25,8). Gli israeliti allora eressero la tenda del convegno e all’interno di essa, per ordine del Signore, collocarono l’arca dell’alleanza. Essa aveva la forma di un cofano rettangolare fatto con legno di acacia; misurava all’incirca cm. 112 di lunghezza e 66 di larghezza e di altezza (Es 25,10).
Dentro quest’arca erano custodite le due tavole dei comandamenti dati da Dio a Mosè sul Sinai come documento-base che avrebbe regolato l’alleanza (Es 25,16,31,18; Dt 10,1-5). In questo modo l’arca divenne il segno sensibile della presenza di Dio in mezzo al suo popolo: Stabilirò la mia dimora presso di voi, sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo (Lv 26,11).
Per rappresentare questa dimora di Dio in mezzo al suo popolo (la shekinàh), i libri dell’AT impiegano spesso l’immagine della nube. Con l’uso di questo elemento figurativo-simbolico, essi parlano di Dio che scende ad abitare sul monte Sinai (Es 24,16), nella tenda del convegno (Es 40,34-35) e, infine, nel santo dei santi del tempio di Gerusalemme (1Re 8,10-12; 2Cr 5,13). Qui l’arca ebbe sistemazione definitiva, dopo l’insediamento d’Israele in Palestina.

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Teologia Biblica: Maria,di Pedron Lino

18 settembre 2018

MARIA NELL’ANTICO TESTAMENTO
La persona e la missione di Maria, madre di Gesù, sono state prefigurate in vari modi nell’AT. Per verificare questa affermazione prenderemo come guida gli autori del NT. Essi, infatti, per primi hanno intravisto la figura della Vergine nelle persone e nelle istituzioni dell’antica alleanza.
Adottando questo criterio di lettura si ottengono molti risultati, e tutti convergono nel considerare Maria come il compimento d’Israele in cammino verso il messia redentore.
In questa breve esposizione metteremo in luce il modo col quale Matteo, Luca e Giovanni hanno riletto in chiave mariana diverse pagine dell’AT.

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Preghiera del giorno: Coroncina dell’Addolorata

15 settembre 2018

 

1.Vergine Addolorata, nel meditare le parole che ti disse il santo vecchio Simeone nella presentazione al Tempio del tuo Figlio Gesù: “Ed anche a te una spada trafiggerà I’anima” (Lc 2,35) fa’ che io comprenda il tuo dolore ed ottienimi di saper sempre compatire quanti soffrono nell’anima e nel corpo.
Ave Maria…
Santa Madre, deh voi fate, che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore…

2.Vergine Addolorata, allorché Erode ordinò la strage dei bambini per uccidere anche il tuo Figlio Gesù quanto dolore provasti nel tuo cuore di madre per tante morti innocenti. Ottieni a questa umanità di saper rispettare, favorire, promuovere la vita dal concepimento alla morte naturale.
Ave Maria…
Santa Madre, deh voi fate, che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore…

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Liturgia della Beata Vergine Maria Addolorata

15 settembre 2018

15 SETTEMBRE
BEATA MARIA VERGINE ADDOLORATA
Memoria

LETTURE: Eb 5, 7-9; Sal 30; Gv 19, 25-27

La devozione ai dolori di Maria fu assai prima popolare che liturgica, diffusa particolarmente dai Serviti e dai Passionisti (cf 17 febbraio e 19 ottobre), e contempla i sette momenti messi in rilievo dai Vangeli. Fu papa Pio VII, che in ricordo delle sofferenze inflitte da Napoleone alla Chiesa nel suo capo, introdusse nella liturgia la celebrazione dei dolori di Maria. La compartecipazione dolorosa della Madre del Salvatore alla sua opera di salvezza (Lc 2,33-35) è testimoniata nell’ora della croce da Giovanni che l’ha ricevuta in Madre (Gv 19,25.27). Attualmente, questa memoria dei dolori di Maria si concentra meglio su lei, la Addolorata, e sul sacrificio di Cristo, che lei stessa offre con lui al Padre. E il gesto in cui la ritrae l’arte raffigurandola nella «Pietà», espressione dei «martirio» intimo della Madre del Crocifisso.

La Madre di Gesù stava presso la croce

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate (Disc. nella domenica fra l’ottava dell’Assunzione 14-15; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 273-274)
Il martirio della Vergine viene celebrato tanto nella profezia di Simeone, quanto nella storia stessa della passione del Signore. Egli è posto, dice del bambino Gesù il santo vegliardo, quale segno di contraddizione, e una spada, dice poi rivolgendosi a Maria, trapasserà la tua stessa anima (cfr. Lc 2, 34-35).
Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o santa Madre nostra! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del Figlio se non passando per l’anima della Madre. Certamente dopo che il tuo Gesù, che era di tutti, ma specialmente tuo, era spirato, la lancia crudele, non poté arrivare alla sua anima. Quando, infatti, non rispettando neppure la sua morte, gli aprì il costato, ormai non poteva più recare alcun danno al Figlio tuo. Ma a te sì. A te trapassò l’anima. L’anima di lui non era più là, ma la tua non se ne poteva assolutamente staccare.
Perciò la forza del dolore trapassò la tua anima, e così non senza ragione ti possiamo chiamare più che martire, perché in te la partecipazione alla passione del Figlio, superò di molto, nell’intensità, le sofferenze fisiche del martirio.
Non fu forse per te più che una spada quella parola che davvero trapassò l’anima ed arrivò fino a dividere anima e spirito? Ti fu detto infatti: «Donna, ecco il tuo figlio» (Gv 19, 26). Quale scambio! Ti viene dato Giovanni al posto di Gesù, il servo al posto del Signore, il discepolo al posto del maestro, il figlio di Zebedeo al posto del Figlio di Dio, un semplice uomo al posto del Dio vero. Come l’ascolto di queste parole non avrebbe trapassato la tua anima tanto sensibile, quando il solo ricordo riesce a spezzare anche i nostri cuori, che pure sono di pietra e di ferro?
Non meravigliatevi, o fratelli, quando si dice che Maria è stata martire nello spirito. Si meravigli piuttosto colui che non ricorda d’aver sentito Paolo includere tra le più grandi colpe dei pagani che essi furono privi di affetto. Questa colpa è stata ben lontana dal cuore di Maria, e sia ben lontana anche da quello dei suoi umili devoti.
Qualcuno potrebbe forse obiettare: Ma non sapeva essa in antecedenza che Gesù sarebbe morto? Certo. Non era forse certa che sarebbe ben presto risorto? Senza dubbio e con la più ferma fiducia. E nonostante ciò soffrì quando fu crocifisso? Sicuramente e in modo veramente terribile. Del resto chi sei mai tu, fratello, e quale strano genere di sapienza è il tuo, se ti meravigli della solidarietà nel dolore della Madre col Figlio, più che del dolore del Figlio stesso di Maria? Egli ha potuto morire anche nel corpo, e questa non ha potuto morire con lui nel suo cuore? Nel Figlio operò l’amore superiore a ogni altro amore. Nella Madre operò l’amore, al quale dopo quello di Cristo nessuno altro amore si può paragonare.

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Pensiero Notturno : L’Immacolata Concezione

13 settembre 2018

Perché Dio ha stabilito che Maria fosse concepita senza peccato?

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Liturgia del Santissimo Nome di Maria (memoria facoltativa)

12 settembre 2018

12 SETTEMBRE
SANTISSIMO NOME DI MARIA

(Memoria facoltativa)

LETTURE: Is 66,10-14c; Sal Gdt 13,18-20; Lc 1,41b-55

La festa del santo nome di Maria fu concessa da Roma, nel 1513, ad una diocesi della Spagna, Cuenca. Soppressa da san Pio V, fu ripristinata da Sisto V e poi estesa nel 1671 al Regno di Napoli e a Milano. Il 12 settembre 1683, avendo Giovanni III Sobieski coi suoi Polacchi vinto i Turchi che assediavano Vienna e minacciavano la cristianità, il Beato Innocenzo XI, in rendimento di grazie, estese la festa alla Chiesa universale e la fissò alla domenica fra l’Ottava della Natività. Il santo Papa Pio X la riportò al 12 settembre.
Martirologio Romano: Santissimo Nome della beata Vergine Maria: in questo giorno si rievoca l’ineffabile amore della Madre di Dio verso il suo santissimo Figlio ed è proposta ai fedeli la figura della Madre del Redentore perché sia devotamente invocata.
Nella storia dell’esegesi ci sono state diverse interpretazioni del significato del nome di Maria:

1) “AMAREZZA”
questo significato è stato dato da alcuni rabbini: fanno derivare il nome MIRYAM dalla radice MRR = in ebraico “essere amaro”. Questi rabbini sotengono che Maria, sorella di Mosè, fu chiamata così perchè, quando nacque, il Faraone cominciò a rendere amara la vita degli Israeliti , e prese la decisione di uccidere i bambini ebrei.
Questa interpretazione può essere accettata da noi Cristiani pensando quanto dolore e quanta amarezza ha patito Maria nel corredimerci:
[Lam. 1,12] Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore…
Inoltre il diavolo, di cui il Faraone è figura, fa guerra alla stirpe della donna, rendendo amara la vita ai veri devoti di Maria, che, per altro, nulla temono, protetti dalla loro Regina.

2) “MAESTRA E SIGNORA DEL MARE”
Secondo questa interpretazione il nome di Maria deriverebbe da MOREH (ebr. Maestra-Signora) + YAM (= mare): come Maria, la sorella di Mosè, fu maestra delle donne ebree nel passaggio del Mar Rosso e Maestra nel canto di Vittoria (cf Es 15,20), cosi` “Maria è la Maestra e la Signora del mare di questo secolo, che Ella ci fa attraversare conducendoci al cielo” (S.Ambrogio, Exhort. ad Virgines)
Altri autori antichi che suggeriscono questa interpretazione: Filone, S. Girolamo, S. Epifanio.
Questo parallelo tipologico tra Maria sorella di Mosè e Maria, madre di Dio, è ripreso da Ps. Agostino, che chiama Maria “tympanistria nostra” (Maria sorella di Mosè e la suonatrice di timpano degli Ebrei, Maria SS. è la tympanistria nostra, cioè dei Cristiani: il cantico di Mose` del N.T sarebbe il Magnificat, cantato appunto da Maria: questa interpretazione è sostenuta oggi dal P. Le Deaut, uno dei più grandi conoscitori delle letteratura tergumica ed ebraica in genere: secondo questo autore, S. Luca avrebbe fatto volontariamente questo parallelismo.

3) “ILLUMINATRICE, STELLA DEL MARE”
Secondo questa interpretazione il nome di Maria deriverebbe da: prefisso nominale (o participiale) M + ‘OR (ebr.= luce) + YAM (= mare): Così S. Gregorio Taumaturgo, S. Isidoro, S. Girolamo (insieme alla precedente)
Alcuni autori ritengono che S. Girolamo in realtà non abbia interpretato il nome come “stella del mare”, ma come “stilla maris”, cioè: goccia del mare.
La presenza della radice di “mare” nel nome di Maria, ha suggerito diverse interpretazioni e/paragoni di Maria con il “mare”:
Pietro di Celles (+1183) Maria = “mare di grazie”: di qui Montfort riprende: “Dio Padre ha radunato tutte le acque e le ha chiamate mare, ha radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria” (Vera Devozione, 23).
Qohelet 1,7: “tutti i fiumi entrano nel mare”; S. Bonaventura sostiene che tutte le grazie (= tutti i fiumi) che hanno avuto gli angeli, gli apostoli, i martiri, i confessori, le vergini, sono “confluite” in Maria, il mare di grazie.
S.Brigida: “ecco perchè il nome di Maria è soave per gli angeli e terribile per i demoni”
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Ave maris stella, Dei Mater alma, atque semper virgo, felix coeli porta…
Questo inno sembra una meditazione sul nome di Maria, in rapporto a Maria sorella di Mosè:
“Ave maris stella” (cf significato 3); “Dei Mater ALMA atque semper virgo”: Maria, sorella di Mosè, viene chiamata in Es 2,8, `ALMAH = “vergine” e, etimologicamente “nascosta”; “felix coeli porta”, cioe` “maestra del mare” di questo secolo che Ella ci fa attraversare (cf. significato 2)
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4) PIOGGIA STAGIONALE
Secondo questa interpretazione il nome di Maria deriverebbe da MOREH (ebr. PRIMA PIOGGIA STAGIONALE)
Maria e` considerata come Colei che manda dal cielo una “pioggia di grazia” e “pioggia di grazia essa stessa”.
Questa interpretazione, che C. A Lapide attribuisce a Pagninus, viene in parte ripresa da S. Luigi di Montfort nella Preghiera Infuocata: commentando Ps. 67:10 “pluviam voluntariam elevasti Deus, hereditatem tuam laborantem tu confortasti” (Una pioggia abbondante o Dio mettesti da parte per la tua eredità), il Montfort dice:
“[P.I. 20] Che cos’è, Signore, questa pioggia abbondante che hai separata e scelta per rinvigorire la tua eredità esausta? Non sono forse questi santi missionari, figli di Maria tua sposa, che tu devi scegliere e radunare per il bene della tua Chiesa così indebolita e macchiata dai peccati dei suoi figli?”
Maria, pioggia di grazie, formerà e manderà sulla terra una pioggia di missionari.

5) ALTEZZA
Secondo questa interpretazione il nome di Maria deriverebbe da MAROM (ebr. ALTEZZA, EXCELSIS): questa ipotesi è sostenuta, tra gli antichi dal Caninius, e, tra i moderni, da VOGT, soprattutto in base alle recenti scoperte dei testi ugaritici, che hanno permesso la comprensione di molte radici ebraiche.
Luca 1:78 per viscera misericordiae Dei nostri in quibus visitavit nos oriens EX ALTO
questo versetto, in base al testo greco e alla retroversione in ebraico, può essere tradotto:
ci ha visitati dall’alto un sole che sorge: Cristo è il sole che sorge che viene dall’alto (il Padre)
oppure
ci ha visitati un sole che sorge “dall’alto” = da Maria

***
Di tutti queste ipotesi, qual è quella giusta? forse la Provvidenza ci ha lasciato nel dubbio perchè nel nome di Maria possiamo trovare nel contempo tutti i significati che l’analogia della fede ci suggerisce.

Autore: Don Alfredo Morselli

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Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Settembre 2018 a Mirjana

2 settembre 2018

 

“Cari figli, le mie parole sono semplici ma colme di amore materno e preoccupazione. Figli miei, sopra di voi si allargano sempre più le ombre delle tenebre e dell’inganno, io vi chiamo verso la luce e la verità, io vi chiamo verso mio Figlio. Solo Lui può convertire la disperazione e il dolore in pace e serenità, solo Lui può dare speranza nei dolori più profondi. Mio Figlio è la vita del mondo, più lo conoscete, più vi avvicinate a Lui e più lo amerete perché mio Figlio è amore, e l’amore cambia tutto. Lui rende meraviglioso anche ciò che senza amore vi sembra insignificante. Perciò nuovamente vi dico che dovete amare molto se desiderate crescere spiritualmente. Lo so, apostoli del mio amore, che non è sempre facile, però, figli miei, anche le strade dolorose sono vie che portano alla crescita spirituale, alla fede e a mio Figlio. Figli miei, pregate, pensate a mio Figlio, durante tutti i momenti della giornata elevate la vostra anima a Lui e io raccoglierò le vostre preghiere come fiori dal giardino più bello e le regalerò a mio Figlio. Siate realmente apostoli del mio amore, porgete a tutti l’amore di mio Figlio, siate giardini con i fiori più belli. Con la preghiera aiutate i vostri pastori perché possano essere padri spirituali colmi d’amore verso tutti gli uomini. Vi ringrazio. ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Maria a Medjugorje, messaggio del 25 Agosto 2018

27 agosto 2018

“Cari figli! Questo è tempo di grazia. Figlioli, pregate di più, parlate di meno e lasciate che Dio vi guidi sulla via della conversione. Io sono con voi e vi amo con il mio amore materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Liturgia della BeataVergine Maria Regina

21 agosto 2018

22 AGOSTO
BEATA VERGINE MARIA REGINA
Memoria

LETTURE: Is 9,1-6; Sal 112 (113); Lc 1,26-38

La celebrazione di Maria Regina fu istituita da Pio XII nel 1955 per il 31 maggio; il rinnovamento liturgico voluto dal Concilio la pone a complemento della solennità dell’Assunta, perché formano un unico mistero. « L’immacolata Vergine…, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria col suo corpo e con la sua anima, e dal Signore esaltata come Regina dell’universo, perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, il Signore dei dominanti, il vincitore del peccato e della morte » (LG 59). La regalità messianica è lo stato a cui sono destinati tutti i cristiani. Maria per prima e più di tutti realizza in sé la promessa di Gesù: « Per voi, che avete perseverato con me nelle mie prove, io preparo un regno, come il Padre l’ha preparato per me, perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno, e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele » (Lc 22,28.30).

Regina del mondo e della pace
Dalle «Omelie» di sant’Amedeo di Losanna, vescovo
(Om. 7; SC 72, 188. 190. 192. 200)
La santa Vergine Maria fu assunta in cielo. Ma il suo nome ammirabile rifulse su tutta la terra anche indipendentemente da questo singolare evento, e la sua gloria immortale si irradiò in ogni luogo prima ancora che fosse esaltata sopra i cieli. Era conveniente, infatti, anche per l’onore del suo Figlio, che la Vergine Madre regnasse dapprima in terra e così alla fine ricevesse la gloria nei cieli. Era giusto che la sua santità e la sua grandezza andassero crescendo quaggiù, passando di virtù in virtù e di splendore in splendore per opera dello Spirito Santo, fino a raggiungere il termine massimo al momento della sua entrata nella dimora superna. Perciò quando era qui con il corpo, pregustava le primizie del regno futuro, ora innalzandosi fino a Dio, ora scendendo verso i fratelli mediante l’amore. Fu onorata dagli angeli e venerata dagli uomini. Le stava accanto Gabriele con gli angeli e le rendeva servizio, con gli apostoli, Giovanni, ben felice che a lui, vergine, fosse stata affidata presso la croce la Vergine Madre. Quelli erano lieti di vedere in lei la Regina, questi la Signora, e sia gli uni che gli altri la circondavano di pio e devoto affetto.
Abitava nel sublime palazzo della santità, godeva della massima abbondanza dei favori divini, e sul popolo credente e assetato faceva scendere la pioggia delle grazie, lei che nella ricchezza della grazia aveva superato tutte le creature.
Conferiva la salute fisica e la medicina spirituale, aveva il potere di risuscitare dalla morte i corpi e le anime. Chi mai si partì da lei o malato, o triste, o digiuno dei misteri celesti? Chi non ritornò a casa sua lieto e contento dopo d’aver ottenuto dalla Madre del Signore, Maria, quello che voleva?
Maria era la sposa ricca di gioielli spirituali, la madre dell’unico Sposo, la fonte di ogni dolcezza, la delizia dei giardini spirituali e la sorgente della acque vive e vivificanti che discendono dal Libano divino, dal monte Sion fino ai popoli stranieri sparsi qua e là. Ella faceva scendere fiumi di pace e grazia. Perciò mentre la Vergine delle vergini veniva assunta in cielo da Dio e dal Figlio suo, re dei re, tra l’esultanza degli angeli, il giubilo degli arcangeli e le acclamazioni festose del cielo, si compì la profezia del salmista che dice al Signore: «Sta la regina alla tua destra in veste tessuta d’oro, in abiti trapunti e ricamati» (Sal 44, 10 volg.)

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Pensiero Notturno: L’imitazione di Maria

20 agosto 2018

Ho sempre cercato di essere come Maria, ma non sempre ho avuto successo, e di questo mi rammaricavo molto; poi un giorno,  durante la recita del rosario di Santa Brigida, ho capito che per quanto io possa cercare di assomigliare a Maria io non potrò mai essere identica a Lei, perché un’Imitazione è la copia perfetta o quasi dell’originale .

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Maria a Medjugorje, messaggio del 25 luglio 2018

26 luglio 2018

Cari figli! Dio mi ha chiamata per condurvi a Lui, perché Lui è la vostra forza. Perciò vi invito a pregarLo e a fidarvi di Lui, perché Lui è il vostro rifugio da ogni male che sta in agguato e porta le anime lontano dalla grazia e dalla gioia alla quale siete chiamati. Figlioli vivete il Paradiso qui sulla terra affinché stiate bene e i comandamenti di Dio siano la luce sul vostro cammino. Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”. ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Maria a Medjugorje , messaggio del 2 Luglio 2018 a Mirjana

5 luglio 2018

“Cari figli, sono Madre di tutti voi e perciò non abbiate paura perché io sento le vostre preghiere, so che mi cercate e perciò prego mio Figlio per voi; mio Figlio che è in unione con il Padre Celeste e lo Spirito Consolatore, mio Figlio che guida le anime nel Regno da dove è venuto, che è il Regno della pace e della luce. Figli miei, vi è stata lasciata la libertà di scegliere, perciò io come Madre vi prego di scegliere la libertà per il bene, e con l’animo puro e semplice comprendete, anche se qualche volta non comprendete tutte le parole, dentro di voi intuite cos’è la verità. Figli miei, non perdete la verità e la vita veritiera per seguire le menzogne. Con la vita veritiera il Regno Celeste entra nei vostri cuori, è il Regno dell’amore, della pace e della concordia. In quel Regno, figli miei, non ci sarà l’egoismo ad allontanarvi da mio Figlio, ci sarà l’amore e la comprensione per il vostro prossimo. Perciò ricordate, nuovamente vi ripeto, pregare significa amare gli altri, amare il prossimo, donarsi a loro; amate e donate in mio Figlio, sarà allora che Lui opererà in voi e per voi. Figli miei, costantemente pensate a mio Figlio, amatelo senza misura e allora avrete la vita veritiera, che sarà per l’eternità. Vi ringrazio Apostoli del mio amore. ”

La Chiesa guarda con favore , ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Maria a Medjugorje , messaggio del 2 Giugno 2018 a Mirjana

3 giugno 2018

Cari figli, vi invito ad accogliere con semplicità di cuore le mie parole, che vi dico come Madre affinché vi incamminiate sulla via della luce piena, della purezza, dell’amore unico di mio Figlio, uomo e Dio. Una gioia, una luce indescrivibile con parole umane penetrerà nella vostra anima, e verrete afferrati dalla pace e dall’amore di mio Figlio. Desidero questo per tutti i miei figli. Perciò voi, apostoli del mio amore, voi che sapete amare e perdonare, voi che non giudicate, voi che io esorto, siate un esempio per tutti quelli che non percorrono la via della luce e dell’amore o che hanno deviato da essa. Con la vostra vita mostrate loro la verità, mostrate loro l’amore, poiché l’amore supera tutte le difficoltà, e tutti i miei figli sono assetati d’amore. La vostra comunione nell’amore è un dono per mio Figlio e per me. Ma, figli miei, ricordate che amare vuol dire sia voler bene al prossimo che desiderare la conversione della sua anima. Mentre vi guardo riuniti attorno a me, il mio Cuore è triste perché vedo così poco amore fraterno, amore misericordioso. Figli miei, l’Eucaristia, mio Figlio vivo in mezzo a voi, e le sue parole vi aiuteranno a comprendere. La sua Parola, infatti, è vita, la sua Parola fa sì che l’anima respiri, la sua Parola vi fa conoscere l’amore. Cari figli, vi prego nuovamente, come Madre che vuol bene ai suoi figli: amate i vostri pastori, pregate per loro. Vi ringrazio!

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje