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Il mio Ideale: Gesù, Figlio di Maria (Padre Emilio Neubert, Santo Marianista). Libro II; Capitolo VIII

17 settembre 2019

CON ME, VIVI IN UNIONE CON MIA, MADRE

Gesù: Fratello mio, devo ora rivelarti un altro tratto essenziale della mia pietà filiale verso mia Ma­dre: la mia vita d’unione con lei. Se per qualsiasi figlio non v’è cosa più dolce dell’intimità con sua madre, quali non furono le gioie della mia intimità con Maria? Gioie di quei nove mesi di unione ineffabile, quand’ero tutt’uno con lei, ed ella, tabernacolo vivente, mi portava sempre con sé; infatti, a dif­ferenza degli altri fanciulli, io conobbi mia Ma­dre fin dal primo istante della mia esistenza ter­rena, e fin da allora tra lei e me vi fu uno scam­bio continuo di pensieri e di amore. Gioie di quei trent’anni di intimità senza pari, a Betlemme, in Egitto e a Nazaret, quando mi portava tra le sue braccia, mi vedeva al suo fian­co, conversava con me con la parola e con lo sguardo. Trenta lunghi anni che passai esclusi­vamente con lei sola e con Giuseppe. Gioie non meno profonde degli ultimi tre an­ni della mia vita, quando in mezzo alla incom­prensione delle turbe, alla mediocrità degli ami­ci, al furore dei nemici, il mio pensiero andava a colei che nella sua casetta di Nazaret pensava a me, mi comprendeva, mi amava, ed offriva al Padre continue suppliche ed immolazioni per la buona riuscita della mia missione.

   2. Altre gioie dovevo provare ancora: quelle cioè che mi avrebbero procurato la generosità dei miei apostoli, la fede e l’affetto di un gran numero di discepoli, la semplicità e lo zelo di in­numerevoli anime che fino alla fine dei tempi avrebbero creduto nel mio amore e si sarebbero date a me interamente; ma tutte queste altre gioie messe insieme non sarebbero bastate a rag­giungere neppure la più piccola delle gioie che provavo nella mia intensa e profonda unione con mia Madre.

   3. Ora, caro fratello, io voglio che anche tu partecipi a questa vita di unione con Maria, per partecipare alla gioia di cui essa è fonte. Vi tro­verai, oltre che una immensa consolazione, una grande facilitazione nel praticare tutte le altre manifestazioni di pietà filiale che ti ho insegnato. Vicino a Maria, ti applicherai quasi istintiva­mente a rinnovare e a manifestare in tutta la vi­ta la tua totale consacrazione a lei; sentirai cre­scere ogni giorno il tuo affetto filiale; ti sembre­rà cosa facile conformarti ad ogni suo volere e persino ai suoi più piccoli desideri; ti appliche­rai spontaneamente ad imitare le sue virtù e tut­te le sue disposizioni; proverai un’incrollabile fiducia nella sua bontà materna. Vicino a lei imparerai tante altre cose che non ti ho spiegate, ma che il tuo cuore scoprirà da sé.

   4. Sforzati dunque di entrare, sulle mie orme, nella più stretta intimità con mia Madre. Unisciti a lei con la preghiera. Sii fedele al rinnovamento quotidiano della tua consacrazione a Maria, alla recita quotidia­na del santo rosario, o almeno di una parte di esso, e alle preghiere che hai stabilito di offrirle ogni giorno. E più volte nel corso della giornata alza il tuo sguardo verso colei che non ti perde di vista un solo istante.

   5. Ma nel pregarla pensa che ricorri a lei in mio nome e che col tuo cuore e con la tua bocca sono io stesso che continuo ad onorare e ad amare mia Madre. Anche quando vuoi parlare col Padre o con lo Spirito o con me, comincia con l’unirti a lei. In sua compagnia il tuo raccoglimento sarà più profondo, la tua fede più certa, la tua fiducia più salda, il tuo amore più ardente. Perché alle disposizioni del tuo povero cuore si aggiunge­ranno quelle perfettissime di tua Madre.

   7. Ricorri a Maria in particolar modo quando mi ricevi nel sacramento dell’amore. Pregala al­lora di farti partecipe della sua fede, della sua speranza, del suo abbandono, della sua carità; pregala di darmi a te e di trasformarti in me.

   8. Unisciti a lei nell’azione. Io lavoravo per mia Madre e con mia Madre. Fa’ tu pure lo stesso. Offrile ciascuna delle tue occupazioni. Ma non accontentarti di una semplice formula; cer­ca di fare effettivamente soltanto quello che ella vuole, perché lo vuole e come lo vuole. Bada che i tuoi capricci, le tue tendenze o i tuoi interessi personali non prendano mai il soprav­vento su quella intenzione iniziale. Soprattutto nelle occupazioni che potrebbero assorbirti o tur­barti, abbi cura di rinunciare ad ogni ricerca di te stesso per agire solo secondo i disegni di Maria. Impara a poco a poco a rinnovare la tua of­ferta, anche con un semplice sguardo, in mezzo alle tue occupazioni.

   9. Unisciti a lei nei vari moti del tuo spirito. Il cuore di mia Madre ed il mio palpitavano sem­pre in perfetta sintonia: gioie, tristezze, speran­ze, timori, affetti, tutto era comune tra me e lei. Confida a tua Madre tutto ciò che ti turba o ti commuove. Ella comprende ciò che si agita in fondo al tuo cuore, più di quanto non possa comprenderlo tu stesso. Sei triste? Raccontale i tuoi dispiaceri ed ella ti aiuterà a sopportarli se non li cambierà addi­rittura in motivi di gioia. Sei felice? Esprimile la tua gioia ed ella l’in­tensificherà. Ti senti scoraggiato? Confidale i tuoi timori e le tue delusioni ed ella volgerà tutto a tuo van­taggio. Ti è riuscita bene un’impresa? Va a ringra­ziarla e pregala di renderne duraturi i frutti. Non sai che partito prendere e rimani perples­so? Consultala ed ella ti illuminerà e ti guiderà. Ti trovi senza forza e senza volontà? Va a rin­novare presso di lei le tue energie.

   10. Confidale non solo i tuoi sentimenti più profondi, ma anche le semplici impressioni e ri­flessioni che ti suggeriscono le vicende della vita quotidiana. Non si comporta forse così il bam­bino con sua madre? e non credi che io agissi al­lo stesso modo, quando ero accanto alla mia?

   11. Nelle tue assidue relazioni con Maria, non occorrono molte parole. Quante volte per co­municare alla madre i sentimenti e i bisogni che provano, i bambini si limitano a guardarla gri­dando: «Mamma!». E questa comprende per­fettamente ciò che essi vogliono. Meglio di qua­lunque altra madre la mia sapeva che cosa vo­lessi dirle quando la chiamavo così e la guarda­vo. E il suo sguardo rispondeva al mio. Che gioia infinita era questa per lei e per me! Per esporre a Maria le tue necessità e i tuoi sentimenti, dille semplicemente: «Madre!» e guardala un momento, mettendo in quel nome e in quello sguardo tutto ciò che, secondo il caso, vuoi esprimerle: una protesta d’amore, l’offerta del tuo lavoro, un grido d’angoscia, un ringra­ziamento, l’espressione della tua gioia o della tua tristezza. E tua Madre comprenderà e ri­sponderà come meglio non si potrebbe alla chia­mata di un suo figlio. Ti ho rivelato soltanto una minima parte delle celestiali gioie che un figlio di Maria trova nella unione con sua Madre. Ella stessa ti introdurrà in quel paradiso e te ne mostrerà a misura della tua fedeltà le ineffabili meraviglie.

Invito al colloquio: O Gesù, restare come te, vicino a mia Madre, vive­re assiduamente sotto i suoi occhi, guardarla di conti­nuo per essere da lei consolato, incoraggiato e guida­to, non è forse il paradiso in terra? Dammi la grazia di vivere sempre in questo paradiso! 

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Il mio Ideale: Gesù,Figlio di Maria (Padre Emilio Neubert, Santo Marianista ) Libro II , Capitolo VII

16 settembre 2019

COME ME, CONFIDA IN MIA MADRE

Gesù: Fratello mio, come ogni figlio confida in sua madre, così anch’io ho confidato nella mia. Ho confidato in lei per le mie necessità mate­riali. Io che nutro gli uccelli dell’aria e rivesto splendidamente i gigli dei campi, volli aver biso­gno degli stessi aiuti materiali di cui necessitano tutti gli altri figli degli uomini. Per ogni cosa confidai in mia Madre. Ella mi nutrì, mi vestì e si prese cura di me. La mia vita fu minacciata. Non me ne sgo­mentai: mia Madre mi portò in terra straniera, mentre dormivo tranquillamente tra le sue brac­cia.

   2. Confidai in mia Madre per il compimento della mia missione. Appena concepito, volendo santificare il mio precursore, manifestarmi, agli Ebrei e ai Gentili, al vecchio Simeone e alla profetessa Anna, affi­dai ogni cosa a lei. Nuovo Adamo, venuto a riparare la colpa del primo, volli che mia Madre si associasse a me, quale nuova Eva, in una perfetta uniformità di voleri, di preghiere e di sacrifici. Ella capì per­fettamente ogni cosa e vi consentì generosamen­te.

   3. Confidai in lei nelle angosce cagionatemi dalla mia missione. L’anima mia fu triste oltre ogni dire. Triste alla vista del culto tutto materiale, spesso ipocrita, che si rendeva a mio Padre: triste per la incom­prensione della gente, per l’opposizione e la mala fede dei miei nemici, per i sentimenti grossolani e l’incostanza dei miei amici; triste soprattutto per la perdita di innumerevoli anime, tutte a me infi­nitamente care, per le quali stavo per versare inu­tilmente il mio sangue. Ero triste, triste fino alla morte, a tal punto che pregai mio Padre di allon­tanare da me l’amaro calice. Eppure mi rimaneva un’immensa consolazio­ne: mia Madre. Ella mi comprendeva; ella sape­va adorare in spirito e verità; ella prendeva par­ te alle mie angosce; ella mi amava tanto più quanto più accanitamente ero odiato dai Farisei, quanto più amaramente rimanevo deluso per la condotta dei miei discepoli; «Ella veglia­va e pregava con me», per tutto il tempo della mia vita nascosta e per tutto quello della mia missione pubblica; ella «stette» ai piedi della croce, credendo con fede incrollabile, mentre vacillava la fede di tutti gli altri; in lei la mia opera redentrice produsse tutto il suo frutto; in lei ottenni il mio più splendido trionfo.

   4. Come me, confida anche tu in mia Madre. Confida: ella è onnipotente. Non l’ho forse fatta dispensatrice di tutte le grazie? Non può ella dare tutto ciò che vuole, a chi vuole, quan­do vuole? Confida: la sua bontà è immensa. Avendola fatta onnipotente, potevo non farla tutta mise­ricordiosa? Confida: io sono suo Figlio; che cosa potrei negare a mia Madre? Confida: tu pure le sei figlio; può mai una madre negare al figlio ciò che gli può dare? Confida: ti sei donato tutto a lei; potrebbe el­la essere meno generosa di te? Confida: dando a te, ella dà a me, poiché sa bene che io vivo in te e che qualunque cosa fatta al più piccolo dei miei fratelli è fatta a me. Quando la invochi le procuri la gioia di conti­nuare a prendersi cura di me, a nutrirmi, a por­tarmi, a sottrarmi dai pericoli, a compiere la mia educazione. Confida: ella desidera concederti grazie più di quanto tu non desideri riceverne, perché ti ama; ama me in te, più di quanto tu non possa amare te stesso. Confida: esitando le recheresti dispiacere, poiché esitare sarebbe come mettere in dubbio il suo amore per te e per me.

   5. Che cosa ti impedisce di avere piena ed as­soluta fiducia in lei? Forse credi di non meritare i favori di tua Ma­dre per il tuo poco zelo nel servirla? E’ veramente molto poco il tuo zelo, ma non tanto da raffreddare l’amore di tua Madre. Devi confidare non perché sei buono tu, ma perché è buona lei. Forse che ella cessa di essere buona quando tu sei cattivo?

   6. Ma non sai se la tua preghiera sia conforme ai disegni di Dio su di te, e per questo resti titu­bante… Ascolta, voglio insegnarti un modo di pregare che sia sempre conforme a quei disegni, e che potrai sempre adottare con assoluta fiducia. Anzitutto, intendi bene queste verità:

   a) Riguardo ad ognuna delle tue necessità, tua Madre nutre intenti di amore.

   b) I suoi intenti sono sempre conformi ai dise­gni di Dio e sempre attuabili.   

   c) Essi valgono sempre più e sempre meglio dei tuoi intenti personali, perché Maria conosce meglio di te ciò di cui hai veramente bisogno ed ha a tuo riguardo aspirazioni più alte di quelle che puoi avere tu stesso. Quindi ogni qualvolta provi un desiderio, prega tua Madre di attuare i suoi intenti riguar­do ad esso; e sii pur sicuro, fermamente sicuro, che otterrai o quello che desideri o qualche cosa di meglio, e che ti verrà fatto non secondo la mi­sura dei tuoi desideri, spesso tanto meschini, ma secondo la misura del suo immenso amore per te.

Invito al colloquio: O Gesù, che consolante promessa è mai la tua! Dunque, per avere una fede da trasportare le mon­tagne, ed essere esaudito oltre ogni mia attesa, mi ba­sterà in ogni necessità pregare mia Madre di compiere i suoi disegni su di me!

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Pensiero del giorno: Cosa comporta Rifiutare Gesù

16 settembre 2019

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Quello che io ora scriverò non renderà mai l’idea di ciò che ho percepito realmente estrapolando un mio fatto personale su un passo del Vangelo secondo Luca; ma tenterò ugualmente di trasmettere in questo scritto il risultato della seguente meditazione.
Il mistero a cui mi riferisco è: La presentazione al tempio di Gesù.
Quando Maria e Giuseppe dopo gli otto giorni dalla nascita portano Gesù al Tempio per farlo circoncidere secondo la legge di Mose; qui Maria incontra Simeone che gli profetizza che Gesù sarà uno spirito di contraddizione per molti in Israele e che “una spada le trafiggerà l’anima”.
Ma quale spada sarà cosi tagliente da trafiggere l’anima di Maria?

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Preghiera della Sera : Al Cuore Addolorato di Maria

15 settembre 2019

O Vergine SS. Addolorata, Madre dal Cuore trafitto, volgi lo sguardo pietoso su tutti noi ed ascolta la nostra preghiera. Ottienici un grande amore al cuore Sacratissimo del tuo Figlio perchè non abbiamo più ad offenderlo con il peccato. Aiutaci ad accettare e portare le croci di ogni giorno senza ribellarci, ma con amore e con fede. Chinati su di noi quando siamo nel dolore, nella tristezza e nell’abbandono. Fà che la nostra vita sia sempre un olocausto, offerto a Dio, per la conversione dei peccatori e la diffusione nel mondo del regno dell’amore del Cuore del Tuo Figlio e del Tuo Cuore Addolorato. Ottieni alla Chiesa ed alla Congregazione dei Missionari dei Sacri Cuori molte e sante vocazioni. Amen.

https://ilmattinosacroblog.wordpress.com/2017/09/14/suppliche-e-preghiere-alla-beata-vergine-maria-addolorata/

Il mio Ideale: Gesù, Figlio di Maria ( Padre Emilio Neubert, Santo Marianista)Libro II. Capitolo VI

15 settembre 2019

COME ME, IMITA MIA MADRE

Gesù: Fratello mio, i figli somigliano alla propria madre. E io ho somigliato tanto alla mia come mai figlio d’uomo somigliò alla sua. Essendo nato da lei sola, le mie fattezze, il mio sguardo, il mio portamento, i miei gesti, il mio incedere, tutto il mio aspetto ricordava la mia verginale Madre; chi mi vedeva mi ricono­sceva subito quale figlio di Maria. Ma più ancora che il nostro aspetto esteriore, si somigliavano le nostre personalità. Mio Padre aveva formato Maria secondo la mia immagine, affinché poi, come una vera ma­dre, ella mi formasse secondo la sua. E con una costante applicazione ad osservarmi, a meditare nell’animo suo tutto ciò che facevo e dicevo, el­la riproduceva tutte le mie disposizioni interiori con una impareggiabile perfezione. Perciò, di qualunque cosa si ragionasse, avevamo gli stessi pensieri, gli stessi sentimenti, gli stessi voleri. L’anima sua era passata in me e l’anima mia in lei.

   2. Sforzati di somigliare a mia Madre come le ho somigliato io. Somiglia a lei nell’aspetto esteriore, con la tua modestia. Fa’ che vedendoti si provi in qual­che modo quel rispetto e quel raccoglimento che provavano coloro che vedevano mia Madre.

   3. Somiglia a Maria soprattutto nel tuo mon­do interiore. Ricopia le sue virtù, che sono estremamente semplici. Poiché la vita di Maria non fu dissimi­le dalla tua, è per te cosa agevole comprendere o indovinare come ella agiva, o come avrebbe agi­to trovandosi nelle tue stesse condizioni. Come lei studierai le virtù anzitutto in me. Poi guarderai la Madre tua per sapere come ella le abbia riprodotte in sé. Da me riceverai l’insegnamento; ma esso ti apparirà più chiaro quando te l’avrà spiegato tua Madre.

   4. Sii puro per essere un degno figlio della Vergine delle vergini. Sii umile e semplice, dimentico di te, come lo fu la serva del Signore. Sii raccolto in Dio, e sull’esempio di mia Ma­dre medita in cuor tuo tutto ciò che ti è rivelato riguardo a me. Sii fermo nella fede, credendo, nonostante tutte le apparenze contrarie, alla parola del Si­gnore, come ella credette. Sii sottomesso a tutti i decreti divini rispon­dendo sempre a Dio con una sola parola: «Sono il figlio della tua serva; avvenga di me quello che hai detto». Sii pieno di bontà verso il prossimo, adoperan­doti con zelo al suo servizio, come Maria in casa di Elisabetta, a Cana e soprattutto sul Calvario. Tra le virtù di mia Madre, sforzati di imitare in modo particolare quella che più ti manca e che più ti è necessaria.

   5. Imita non solo le sue virtù ma anche le sue disposizioni verso le persone che le stavano in­torno; verso i suoi genitori Gioacchino ed An­na; verso Giovanni mio discepolo prediletto, che mi sostituì presso di lei; soprattutto verso Giuseppe suo sposo e mio padre verginale, che ella circondava di indicibile affetto, venerazione e riconoscenza per tutto quello che egli era e fa­ceva per me e per lei. Non saresti veramente suo figlio, se non ti sforzassi di amare e di venerare colui che le era così caro.

   6. Imita soprattutto le sue disposizioni verso di me. Maria è stata creata solo per me; ha respirato, lavorato e sofferto solo per me. Da lei imparerai a vivere per me solo e a dedicarti interamente alla mia causa. E ciò imparerai presto e perfettamente. Poi­ché la contemplazione delle disposizioni di mia Madre a mio riguardo eserciterà su di te uno straordinario potere misto di forza e di delica­tezza, di intelligenza e di amore, accompagnato da una grazia speciale. Vicino a lei tu proverai, in virtù della simpa­tia che intercorre tra madre e figlio, ciò che ella sentiva vicino a me. Che meraviglia se accanto a lei imparerai a fare tue le mie disposizioni!

   7. A suo esempio entrerai pure nell’intimità del Padre mio celeste, del quale ella sapeva di essere, fin dalla sua immacolata concezione, la figlia privilegiata, e dello Spirito che l’aveva eletta per sua sposa infinitamente amata.

   8. L’imitazione di mia Madre ti ispirerà anche un’altra disposizione: quella di un amore immen­so per il prossimo. Ma di ciò ti parlerà lei stessa.

Invito al colloquio: O Gesù rendimi simile alla Madre tua affinché ella mi renda simile a te.

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Il mio ideale:Gesù, Figlio di Maria.(Padre Emilio Neubert, Santo, Marianista).Libro II, Capitolo V

14 settembre 2019

COME ME, ONORA MIA MADRE

Gesù: Fratello mio, io sono il Dio dinanzi al quale gli angeli si velano la faccia e che adorano tre­manti. Eppure ho onorato Maria in tutta umiltà perché, quantunque sia Dio, sono suo Figlio. Avendo promulgato il comandamento: «Onora tuo padre e tua madre» come potevo non osservarlo io stesso nel modo più perfetto?

 2. Ho onorato Maria perché mi è Madre, Ma­dre incomparabilmente santa, degna rappresen­tante del Padre mio celeste. Immaginati se puoi, il rispetto profondo e tenero ad un tempo col quale prima fanciullo, poi adolescente e quindi uomo adulto, la salutavo e le stavo dinanzi, l’ascoltavo, le parlavo, ed eseguivo ogni suo de­siderio. Quanto la vedevo gioire interiormente per questi miei segni di rispetto che ella gradiva con semplicità – perché così voleva il Padre – pur ripetendo fra sé: «Egli ha guardato l’umiltà del­la sua serva ed ha innalzato gli umili».

   3. Ma per onorarla, non ho voluto soltanto tributarle questi segni di rispetto, ho fatto im­mensamente di più. Non è forse un segno della mia venerazione l’averla esentata dalla legge del peccato origina­le, l’averla preservata dalla concupiscenza e cir­condata di tanti aiuti spirituali da non permette­re che la sua purezza cristallina fosse mai ap­pannata dal più lieve soffio di male? Non è un effetto del mio infinito rispetto per lei l’aver salvaguardato la sua integrità fisica nel mio concepimento e nella mia nascita, e l’averla trasportata in cielo senza permettere che il suo corpo verginale conoscesse la corruzione del se­polcro? E non fu una manifestazione della mia volon­tà di esaltarla sempre di più l’averla riempita fin dalla sua immacolata concezione di una sovrab­bondanza di grazia superiore a quella di tutte le creature messe insieme, l’averla associata alla mia missione redentrice ed incoronata quale Re­gina del cielo e della terra? E poi, come già ti ho detto, che cosa sono gli omaggi che sia per bocca dei suoi venerandi pa­stori, sia attraverso le entusiastiche acclamazioni di popoli, la Chiesa non ha cessato di moltiplica­re in ogni secolo e moltiplicherà più ancora nei secoli venturi, se non un’attuazione parziale del mio immenso desiderio di onorare mia Madre?

   4. «Ecco – esclamava ella un giorno, mossa dallo Spirito – ecco, tutte le generazioni mi chiameranno beata». Bisogna che questa profe­zia si avveri: che su tutta la terra sia santificato il nome di mio Padre e glorificato il nome di mia Madre.

   5. Per onorare Maria come io l’ho onorata e come voglio che la si onori, cerca innanzitutto di comprenderla meglio. Non cessare di contemplare la sua dignità, i suoi privilegi, la sua perfezione, la sua missione. Poi umiliati nel tuo nulla e nella tua miseria: quanto più ti farai piccolo, tanto più sarai capa­ce di intendere la grandezza di mia Madre. Soprattutto fa’ penetrare nel tuo cuore le di­sposizioni del mio: guarda Maria coi miei occhi, ammirala col mio spirito, gioisci con me della sua bellezza.

   6. Onorala celebrando con gioioso fervore tut­te le feste che la Chiesa ha istituito in suo onore. Onorala con qualche pratica di pietà che le dedicherai costantemente ogni giorno, con sacrifici che ti imporrai per contribuire alla sua glorificazione. Onorala facendola conoscere ed amare intor­no a te; unendoti ad altri suoi figli privilegiati per poterla meglio servire insieme ad essi. Onorala donandoti interamente a lei, lavo­rando per lei e sotto la sua guida. In che modo? Ella stessa te lo dirà in seguito. Onorala soprattutto con la tua vita. Diventa santo e farai più per il suo cuore che se, cristia­no mediocre, componessi dotti trattati intorno ai suoi privilegi.

   7. Onorala a nome mio e a nome tuo. Onorala per quelli che non la onorano, per i pagani che la ignorano, per gli infelici che la bestem­miano, per i cattivi cristiani che non la pregano, per le anime consacrate che si mostrano poco zelanti nel servirla.

   8. Onorala con tutte le tue forze, perché, es­sendo superiore ad ogni lode, non la loderai mai abbastanza. Onorala senza tema di esagerare: non la ono­rerai mai quanto l’ho onorata io e quanto vo­glio che sia onorata.

Invito al colloquio: Benedetto sia il nome di Maria, Vergine e Madre, ora e in tutti i secoli!

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Il mio Ideale: Gesù Figlio di Maria (Padre Emilio Neubert, Santo Marianista). Libro II, Capitolo IV

13 settembre 2019

COME ME, UBBIDISCI A MIA MADRE

Gesù: Fratello mio, vuoi come me dimostrare il tuo amore a mia Madre? Siile obbediente come lo ero io. Bambino, mi lasciai trattare da lei come le pareva: mi lasciai adagiare nel presepe, porta­re tra le sue braccia, allattare, avvolgere in fa­sce, portare a Gerusalemme, in Egitto, a Naza­reth. Poi, appena ne ebbi la forza, mi affrettai ad eseguire i suoi desideri, anzi, ad indovinarli e a prevenirli. Dopo aver fatto stupire i maestri della legge nel tempio, tornai con lei a Nazareth e le fui sot­tomesso. Rimasi con lei fino all’età di trent’anni accon­discendendo sempre ai suoi minimi desideri.

   2. Provavo una gioia indicibile nell’obbedirle; e con l’obbedienza contraccambiavo appun­to ciò che ella faceva per me, e soprattutto ciò che un giorno avrebbe dovuto soffrire.

   3. Le obbedivo con perfetta semplicità; quan­tunque fossi suo Dio, ricordavo di essere anche suo figlio; ella era pur sempre mia Madre e rap­presentante del Padre celeste. Ed ella da parte sua, con la stessa perfetta semplicità, mi comandava e dirigeva, ineffabil­mente beata nel vedermi attento ai suoi minimi cenni. Vuoi rinnovare a tua volta questa sua gioia? Obbediscile come ho fatto io.

   4. Mia Madre ha degli ordini da darti: ella ti comanda anzitutto per mezzo del dovere. Alcuni fanno consistere la devozione a Maria in immagini e statue, in ceri e fiori; altri in for­mule di preghiera e in canti; altri in sentimenti di tenerezza e di entusiasmo; altri ancora in pra­tiche e sacrifici supplementari. C’è chi crede di amarla molto perché parla volentieri di lei o perché si vede, con la fantasia, intento a fare grandi cose per lei, o perché si sforza di pensare sempre a lei. Tutte queste cose sono buone ma non sono l’essenziale. «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, en­trerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la vo­lontà del Padre mio che è nei cieli». Così, non quelli che le dicono «Madre Ma­dre» sono i veri figli di Maria, ma coloro che fanno sempre la sua volontà. Ora Maria non ha altra volontà che la mia, e la mia volontà a tuo riguardo è che tu compia bene il tuo dovere.

   5. Sforzati dunque, anzitutto, di fare il tuo dovere e di farlo per amore di lei: il tuo dovere grande o piccolo, facile o penoso, piacevole o monotono, appariscente o nascosto. Se vuoi piacere a tua Madre sii più puntuale nella tua obbedienza, più coscienzioso nel tuo lavoro, più paziente nei tuoi dispiaceri.

   6. E tutto fai col massimo amore possibile e con volto sorridente. Sorridi nel penoso lavoro quotidiano, nelle occupazioni più prosaiche, nel monotono succe­dersi delle tue faccende: sorridi a tua Madre, che ti chiede di dimostrarle il tuo amore nel compimento gioioso del tuo dovere.

   7. Oltre che a richiamarti ai tuoi doveri di sta­to, Maria ti dà altri segni della sua volontà: le ispirazioni della grazia. Ogni grazia ti viene tramite suo. Quando la grazia ti invita a rinunziare a quel tal piacere, a disciplinare certe tue tendenze, a riparare certe colpe o negligenze, a praticare certi atti di virtù, è Maria che soavemente e amorevolmente ti manifesta i suoi desideri. Forse talora provi un certo sgomento per quanto richiedono da te quelle ispirazioni. Non temere: sono voci di tua Madre, di tua Madre che vuole renderti felice. Riconosci le voci di Maria, credi al suo amo­re, e rispondi con un «si» a tutto ciò che ella ti chiede.

   8. Vi è però un terzo modo di praticare l’ob­bedienza verso Maria, ed è quello di eseguire il compito speciale che ella sta per affidarti. Sii pronto.

Invito al colloquio: O Gesù, incomincio a capire che tutto il mio pro­gramma spirituale deve consistere nel fare ciò che dice di te lo Spirito Santo: «Ed egli era loro sottomesso».

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Il mio Ideale Gesù:Figlio di Maria ( Padre Emilio Neubert, Santo Marianista) Libro II, Capitolo III

12 settembre 2019

COME ME, AMA MIA MADRE

b) IN QUALE MODO ?

Gesù: Fratello mio, ami veramente colei che ti ama tanto e che io stesso amo a dismisura? Tu credi di amarla perché ti piace conversare con lei, e canti con esultanza le sue lodi. Ma sul­la terra, amare non è tanto godere ed esultare quanto lavorare e soffrire.

   2. Se ami Maria, vorrai lavorare per lei. Sarai felice di consacrarle la tua attività, il tuo tempo, le tue fatiche. Nessun lavoro ti riuscirà troppo penoso se sa­rà in gioco la sua gloria; nessuna impresa ti sem­brerà impossibile se sarà finalizzata a promuo­vere i suoi interessi. Quando dovessi trovare superiore alle tue forze un qualche cosa che tornerebbe a gloria di Maria, confessa pure che hai cessato di amare. Ora mia Madre ti riserva una impresa nobilis­sima e talvolta assai difficile.

   3. Se ami Maria vorrai soffrire per lei. Chi non ama più Maria quando gli si chiede di soffrire per lei, vuol dire che non l’ha mai amata: ha amato solo se stesso nelle consolazio­ni che ha ricevuto da lei. Non rifiutarti mai di soffrire se non vuoi ri­fiutarti di amare. Non ti accontentare di accettare i patimenti; amali. Non sei desideroso di poter dimostrare il tuo amore? Di poter amare sempre di più?

   4. Per imparare ad amare sempre di più pren­di i quattro mezzi che ora ti indicherò:

   a) Cerca di compiere con più amore possibile quell’infinità di piccoli sforzi e sacrifici che in­contri nella vita quotidiana. Se arriverai a non dir mai di «no» a tua Madre nelle piccole cose, non le dirai di «no» neppure nelle grandi.

   b) Non cessare mai di studiare tua Madre. Impara dai libri tutto ciò che puoi sulle sue grandezze, sulla sua missione, sulla sua vita e sulla vita di coloro che l’hanno amata e servita, e poi rifletti su ciò che avrai imparato. Non avrai mai finito di studiarla perché non si finisce mai di comprendere ciò che io ho fatto per lei, e ciò che ella ha fatto per me e per te.

   c) Vivi in una costante unione con lei. Non potrai vivere nella sua intimità senza trovarla ogni giorno più amabile e senza amarla ogni giorno di più. Ti spiegherò più tardi come po­trai, a mio esempio, rimanere sempre unito a lei.

   d) Finalmente, chiedimi la grazia di amarla e di crescere sempre nel suo amore. L’amore per mia Madre è una grazia speciale. Ora la grazia si ottiene con la preghiera: chiedi e riceverai. Chiedi senza esitare, poiché si tratta di una grazia che è conforme ai miei disegni. Esitare significherebbe fare ingiuria a me e a mia Madre, in quanto potrebbe lasciare adito al sospetto che io possa non volere che ella sia amata. Il tuo stesso desiderio di amarla non ti è stato forse ispirato da me? E te l’avrei ispirato se non volessi esaudirlo? Chiedi questa grazia ogni giorno. Chiedila soprattutto quando vengo a te nella comunione eucaristica. Vengo allora a te come figlio di Maria, con l’umanità che ho ricevuto da lei, e per mezzo della quale ti rendo partecipe della mia divinità. «Colui che mi mangia vivrà di me». Amare mia Madre di quell’amore con il quale io la amo non è appunto vivere di me? Nella comunione soprattutto faccio passare dal mio cuore nel tuo l’amore per mia Madre; allora soprattutto chi vive non sei tu ma vivo io in te; chi ama Maria non sei tu, ma l’amo io in te. Fino ad oggi non mi hai chiesto con la dovuta insistenza questa grazia. Chiedi e riceverai, e la tua gioia sarà perfetta.

Invito al colloquio: OGesù, per l’amore col quale ami tua Madre, con­cedimi, ti prego, di amarla veramente come tu stesso la ami e vuoi che ella sia amata.

CONTINUA….

Il mio Ideale Gesù:Figlio di Maria ( Padre Emilio Neubert , Santo Marianista) Libro II/ Capitolo II Come me, ama mia Madre

11 settembre 2019

a) PERCHE’

Gesù: Fratello mio, mi sono fatto figlio di Maria per amore. Tutto, nelle mie relazioni con mia Madre, si spiega con l’amore. Vuoi comprende­re la mia pietà filiale verso di lei? Comprendi anzitutto il mio amore per lei. Quanto desidero infondere nel tuo cuore un po’ di quell’amore per mia Madre che arde nel mio! Sforzati di diventare semplice, umile, genero­so, perché io possa versare in te l’abbondanza del mio amore filiale.

   2. Ricorda, nel raccoglimento e nella preghie­ra, ciò che ti ho accennato del mio amore per Maria: come l’ho scelta da tutta l’eternità e co­me l’ho colmata di privilegi; come sono vissuto nella sua intimità e l’ho associata alla mia mis­sione; come l’amo e l’amerò in eterno per mez­zo dei santi e per mezzo della Chiesa terrena e celeste.

   3. Poi, penetrando più intimamente nel mio cuore medita i motivi che mi hanno indotto ad amarla tanto. L’ho amata e l’amo perché è mia Madre; una Madre di meravigliosa bellezza e perfezione; una Madre che mi dà più gioia con una sua sola parola e con un solo suo sguardo, di quanta non hanno potuto darmi i santi con i loro atti più eroici; una Madre che mi ama di un amore supe­riore a quello di cui mi amano gli angeli e i san­ti; una Madre che visse per me solo ed accettò volentieri, per causa mia, il martirio più atroce che creatura abbia mai patito.

   4. L’ho amata, perché mi ha aiutato a com­piere la missione affidatami dal Padre. Mi ha dato infatti la natura umana affinché potessi predicare la buona novella agli uomini e morire per essi. Si è unita a me con la sua volontà, con le sue ardenti preghiere, con le sue immolazioni, con la sua presenza ai piedi della croce. Sino alla fine dei tempi si adopererà a conver­tire i peccatori, a santificare i giusti, a conqui­stare innumerevoli anime. Ella stessa inoltre rappresenta il maggior suc­cesso della mia missione redentrice, in quanto, riscattandola in modo tanto perfetto, ho fatto più che riscattando tutto il resto del mondo.

   5. L’ho amata e l’amo perché grazie a lei ho potuto offrire al Padre un’adorazione e una gloria di valore infinito, che non avrei potuto rendergli senza l’umanità di cui ella mi aveva ri­vestito; perché si è unita a me nell’adorare e nel pregare il Padre, superando in ciò tutti i santi e gli angeli insieme; e perché per mezzo suo si comprenderà meglio mio Padre e si nutriranno sentimenti più filiali verso di lui.

   6. Non cessare di meditare l’immensità del mio amore verso Maria; non ne raggiungerai mai i confini, nemmeno nell’eternità. Meditando questo amore, mettiti al mio po­sto, diventa Gesù, il figlio primogenito di Ma­ria, Gesù la cui vita è vita tua, e cerca di sentire in te tutto ciò che ho sentito io stesso.

   7. Poi considera l’amore speciale che Maria ti porta. Ella ti ama perché io stesso ti ho amato fino a morire per te, e gli affetti miei sono i suoi affetti. Ti ama perché l’ho fatta tua Madre ed ogni madre è amore. Ti ama perché ogni madre ama di preferenza quel figlio che più le è costato, e tu le sei costato indicibili patimenti. Ti ama perché per partorire te alla vita, ha dovuto offrire me alla morte. Ti ama perché sei una cosa sola con me, ed amandoti ella ama me stesso.

Invito al colloquio: O Gesù, amavo già Maria quando intuivo solo con­fusamente ciò che ella è per me. Ora che capisco quanto veramente mi sia madre, quanto tu l’ami e quanto ella mi ami, come potrei non amarla anch’io con tutte le mie forze?

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IL mio Ideale Gesù:Figlio di Maria (Padre Emilio Neubert, Santo Marianista).Libro II : Le esigenze dell’ Ideale

10 settembre 2019

Gesù: Fratello mio, ti ho indicato l’ideale da rag­giungere; ora voglio mostrarti ciò che esso ri­chiede da te. Mi hai seguito fin qui con gioia. D’ora in poi seguimi, sia pure con gioia, ma soprattutto con amore e generosità. Non si tratta più solamente di contemplare con stupore e ammirazione il tuo modello; si tratta di ricopiarne i lineamenti. Te li indicherò ad uno ad uno. Ma li potrai fare perfettamente tuoi soltanto se saprai rinun­ciare a te stesso e se saprai amare.

I.

COME ME: DONATI A MIA MADRE: SENZA RISERVE

Gesù: Fratello mio, divenendo figlio di Maria, mi sono donato interamente a lei. Creatore e Signore assoluto di tutte le cose ho voluto, per amore, appartenere a Maria e da lei dipendere; ho voluto appartenerle coi legami più intimi, quelli che provengono dalla natura stessa e che nessuna cosa al mondo può scio­gliere. Da tutta l’eternità ho scelto questa apparte­nenza e dipendenza filiale, e fin dal primo istan­te della mia incarnazione nel seno di Maria rati­ficai con la mia volontà umana questo decreto del mio eterno amore, e provai in esso un inef­fabile compiacimento. Figlio di una Vergine, appartenevo a mia Ma­dre come nessun fanciullo appartiene alla propria; e come nessun fanciullo può fare, volli perpetuare questo mio stato di totale dipenden­za. Non abbandonai mia Madre come fanno i fi­gli quando vogliono fondare una nuova fami­glia, ma le restai accanto fino al momento stabi­lito per il compimento della mia missione pub­blica; e poiché mia Madre non ebbe mai altra volontà se non quella di mio Padre, anche allo­ra, e perfino nel supremo sacrificio, la mia vo­lontà fu sempre in perfetta sintonia con la sua. Non solo. Nel cielo stesso mi ricordo e mi ri­corderò sempre che sono suo figlio; e benché vi eserciti la mia signoria assoluta, accondiscende­rò eternamente, con perfetto amore filiale, ai suoi materni desideri.

   2. A mio esempio, donati a mia Madre intera­mente, senza riserve e per sempre in qualità di figlio suo amatissimo. Consacrale il tuo corpo con ogni sua attività, il tuo spirito con ogni sua facoltà. Consacrale tutti i tuoi beni, materiali e spiri­tuali, naturali e soprannaturali. Consacrale tutto ciò che sei e che sarai, tutto ciò che hai e che avrai, tutto ciò che fai e che fa­rai. Così che né in te né intorno a te non vi sia più nulla che non le appartenga.

   3. Non ti accontentare di darti a Maria per es­sere un suo «bene immobile»; ella vuole servirsi di te non come di un oggetto inerte ma come di un figlio premuroso nel prestare assistenza a sua madre. Poiché – come te lo rivelerà lei stessa più tardi – ho affidato a lei una grande missio­ne nel mondo, ella vuole aver bisogno di te.

   4. Donati a lei incondizionatamente. Non per interesse, non per ricevere di più di quello che darai, non per la consolazione che proverai nel dono di te stesso, ma per puro amore filiale, come mi sono dato io. Proverai consolazione, certo, ma incontrerai anche tribolazioni: non pensare né alle une né alle altre, ché a tutto provvederà tua Madre. Tu pensa solo a donarti tutto intero e per amore.

   5. Donati a lei per sempre. Sono molti quelli che in un momento di fervore hanno dichiarato di donare ogni cosa a mia ma sono quasi altrettanti coloro che dopo aver dato tutto complessivamente, si sono poi ripresi tutto un po’ alla volta. Nell’ora della prova, quando la loro totale donazione richie­deva sacrifici, hanno detto: «E’ duro questo lin­guaggio; chi lo può intendere?». E non hanno più voluto andare oltre nelle via della loro intera consacrazione. Farai tu come costoro? Occorre a volte essere eroici per vivere la totale appartenenza a Maria, perché occorre salire con lei fino in cima al Cal­vario. Ti senti capace di un tale eroismo?

   6. Prendi l’abitudine di rinnovare spesso la tua consacrazione alla Madre celeste. Rinnovala svegliandoti, per affidare a lei l’in­tera giornata. Rinnovala ricevendomi nella San­ta Comunione: in quel momento, essendo una cosa sola con me, donati di nuovo a mia Madre come suo amato figlio. Rinnovala alle ore tre pomeridiane, in ricor­do di quell’ora solenne in cui, sacrificandomi, Maria ti diede la vita e si sentì dire da me: «Donna, ecco tuo figlio». Rinnovala all’inizio delle tue principali azio­ni, per ricordarti che non devi agire per te stes­so, ma unicamente per lei. Rinnovala specialmente nelle prove che in­contri. Rivolgiti allora a Maria dicendo: «O Madre, quando nell’entusiasmo del mio amore filiale mi diedi tutto a te non prevedevo questo sacrificio. Ma poiché la mia intenzione era sin­cera, non intendo ora venir meno alla mia dona­zione. Voglio tutto ciò che tu vuoi perché lo vuoi, per quanto mi debba costare!».

   7. Se vuoi diventare così generoso da vivere sempre ed interamente secondo la tua donazio­ne, non ti fermare a guardare il sacrificio. Guar­da me e guarda tua Madre. L’amore ti sarà di stimolo e la grazia di sostegno. E se sentirai vacillare il tuo coraggio, prega: può una madre come Maria non venire in aiuto di un figlio che la invoca per restarle fedele? E posso io, tuo fratello primogenito, negarti la forza di camminare verso l’ideale al quale ti ho chiamato.

Invito al colloquio: Sono tutto tuo, o Madre mia, e tutto ciò che ho ti appartiene.

Il mio Ideale Gesù: Figlio di Maria ( Padre emilio Neubert , Santo, Marianista).Libro I L’ideale, Capitolo V : Tu ami Maria, ma chi l’ama non sei tu, sono Io che l’amo in te

9 settembre 2019

Gesù: Fratello mio, poiché la mia vita è vita tua e la Madre mia Madre tua, ti è facile imitare la mia pietà filiale verso di lei. Non devi imitarmi solamente come un disce­polo imita il maestro, o come un cristiano in ter­ra imita il suo celeste patrono. Io sono per te più che un modello posto davanti agli occhi; sono un principio interno di vita.

   2. Tu vivi di me. Le mie disposizioni devono diventare le tue. Io sono il ceppo della vite, di cui tu sei un tralcio; la medesima linfa circola nel ceppo e nei tralci. Io sono il capo e tu un membro del mio corpo mistico; nel capo come nelle membra scorre il medesimo sangue. Quando sei puro, io sono puro in te; quando sei paziente, io sono paziente in te; quando pra­tichi la carità, sono io che la pratico in te; tu vi­vi, ma in realtà sono io che vivo in te; tu ami mia Madre, ma sono io ad amarla in te. Comprendi ora perché godi tanto nell’amare Maria? Sono io che in te gioisco nell’amarla.

   3. Tu partecipi alla mia vita; manca però an­cora molto perché la mia vita in te sia perfetta. Se lo fosse, penseresti, sentiresti, vorresti e agi­resti in ogni cosa come me. Sono ancora troppi gli ostacoli che tu frappo­ni al libero esercizio della mia attività in te. Troppo spesso tu mi condizioni come la cella condiziona un carcerato. Ti è necessario rimuovere questi ostacoli. Bi­sogna che con sforzi generosi arrivi a pensare i miei pensieri, a volere i miei voleri; bisogna che completi ciò che manca alla mia vita in te. Tu partecipi alla mia pietà filiale verso mia Madre; ma questa mia pietà filiale verso di lei è ben lontana dall’essere perfetta in te. Ti è necessario rimuovere gli ostacoli, per giungere, non senza sforzi generosi, ad assume­re verso la Madre mia i miei stessi pensieri, i miei sentimenti, i miei voleri, la mia attività. Bisogna che tu completi quello che in te man­ca alla mia pietà filiale verso mia Madre.

   4. Cominci ad intuire, almeno in parte, ciò che cerco di rivelarti riguardo alla tua devozione verso Maria? Si tratta per te di amare mia Madre perché io stesso la amo; si tratta di amarla come io stesso la amo; si tratta di amarla con lo stesso amore con il quale io la amo.

Invito al colloquio: O Jesu dulcis, o Jesu pie, O Jesu fili Mariae!

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Il mio Ideale: Gesù Figlio di Maria( Padre Emilio Neubert ,Santo Marianista.) Libro I L’Ideale. Capitolo IV Mia Madre, Madre Tua

7 settembre 2019

Gesù: Fratello mio, non puoi veramente imitare la mia pietà filiale verso Maria se non sei, come me, suo figlio. Ma sai veramente fino a qual punto sei figlio di Maria? Molti cristiani credono di saperlo, e infatti chiamano Maria loro madre. Eppure la maggior parte di essi hanno della sua maternità un’idea assai imperfetta: amano Maria «come se» ella fosse loro madre. Ora, che cosa ti rispondereb­be colei che ti ha partorito, se le dicessi: «Ti amo come se fossi mia madre»? Non sono pochi coloro che ritengono Maria loro madre unicamente per effetto di quella pa­rola che pronunziai prima di spirare, quando, vedendo mia Madre ai piedi della croce, e ac­canto a lei il discepolo prediletto, le dissi: «Don­na ecco tuo figlio», e a Giovanni: «Ecco tua madre». Senza dubbio la mia parola avrebbe potuto affidare a Maria una missione materna e creare in lei disposizioni simili a quelle di una madre; ma se la sua maternità fosse il frutto di quella parola soltanto, si tratterebbe di una ma­ternità puramente adottiva. Ora invece devi comprendere che Maria è tua «vera» Madre nell’ordine soprannaturale come ti è madre nell’ordine della natura colei che ti ha messo al mondo.

   2. Madre è la donna che dà la vita. Ora Maria ti ha dato la vita per eccellenza. Te l’ha data a Nazareth, sul Calvario e al tuo Battesimo. A «Nazareth» ti ha concepito concependo me. Maria infatti sapeva che rispondendo a Ga­briele con un «sì» o con un «no» ti avrebbe dato la vita o ti avrebbe lasciato nella morte; rispose con un «sì» perché tu vivessi. Consentendo a dare la vita a me, consentiva a darla anche a te. Diventando mia Madre, diventava Madre tua. Da quel momento nei suoi disegni, come già nei piani di Dio (che ella peraltro conosceva e ai quali aderiva con tutte le forze), tu facevi parte del mio corpo mistico. Il capo ne ero io, ma tu ne eri membro. Così, sebbene in modo diverso, Maria ci portava entrambi nel suo seno mater­no, poiché i membri e il capo formano una real­tà inscindibile.

   3. Sul «Calvario» ella ti ha partorito, offren­domi in sacrificio per te. La tua liberazione dal peccato e dalla morte fu consumata soltanto sul Golgota, dove, «di­struggendo colui che reggeva l’impero della morte», ti meritai con la mia morte la grazia di vivere della mia stessa vita. Ora io feci tutto questo in unione con Maria. Ella che mi aveva concepito quale vittima e mi aveva nutrito ed al­levato in previsione del sacrificio, nel momento supremo mi offrì al Padre per la tua salvezza, rinunziando in tuo favore ai suoi diritti materni su di me. E colei che, sempre vergine, non ebbe altro che gioia dalla nascita del suo primogeni­to, vi partorì, te e i tuoi fratelli, nel più crudo dolore.

   4. In quell’ora ebbe effettivamente compi­mento la sua maternità a tuo riguardo; ed è ap­punto ciò che volli proclamare e rendere noto, affidando Maria a Giovanni e Giovanni a Ma­ria. La mia parola, in altri termini, non creava tale maternità, ma la promulgava, la conferma­va e la completava nell’ora più solenne della mia vita, nell’ora in cui mia Madre, divenuta pienamente Madre tua, era meglio in grado di comprendere la sua missione materna.

   5. Al «Battesimo» Maria ti ha dato la vita non più solo di diritto, come sul Calvario, ma di fatto. Tua madre terrena aveva dato alla luce, per così dire, un bambino nato morto. Perché tu giungessi alla vita, si richiedeva che la grazia santificante ti fosse infusa al fonte battesimale. Ora, questa grazia santificante te l’ha ottenu­ta Maria, la dispensatrice di tutte le grazie. Quando da figlio dell’ira sei diventato figlio di Dio, è stata Maria a partorirti alla vita divina.

   6. Comprendi ora che col farti partecipe della vita di Dio Maria ti è «veramente» Madre nell’ordine soprannaturale, come colei che ti ha dato la vita terrena è veramente tua madre se­condo la natura? Anzi, Maria ti è molto più Madre ancora! Anzitutto per il modo in cui ti dà la vita. Per partorirti ella ha dato incomparabilmente più di quanto non abbia dato la madre tua terre­na: le sei costato dolori indicibili, nonché la vita di colui che le era infinitamente più caro della propria vita. Inoltre ella continua, per tutto il corso della tua esistenza, ad occuparsi di te, mentre le madri terrene si curano dei loro figli solo finché non giungono all’età adulta. Tu sarai sempre il suo «bimbetto che partorirà continuamente fin­ché Cristo non sia formato in te». E se per di­sgrazia ti accadesse di perdere la vita sopranna­turale, a differenza delle madri terrene alle quali altro non resta che piangere impotenti sul corpi­cino esangue di un figlio, Maria potrebbe ridar­tela. E poi, per quanto tu sia imperfetto ed ingra­to, ella ti ama di un amore che vince per intensi­tà e purezza l’amore di tutte le madri per i loro figli.

   7. Infine Maria ti è Madre più di ogni altra soprattutto per la natura stessa della vita che ti ha dato. Non si tratta infatti di una vita effimera come la vita terrena, ma di una vita senza fine; non di una vita mista di imperfezioni e di dolori come la presente, ma di una vita incomparabilmente beata; non di una vita creata, umana o angelica, ma – intendilo bene – di una partecipazione alla vita increata, alla vita stessa di Dio, alla vita della Santissima Trinità. Si tratta dunque di una vita che non avrà mai fine e che sarà essenzial­mente beata, perché parteciperà dell’eternità e della beatitudine stessa di Dio. Quale maternità umana potrebbe reggere il confronto con una simile maternità? Ora Maria è tua vera Madre, e Madre tanto perfetta, perché è Madre mia. E tu sei mio fratello, mio fratello infinita­mente caro, perché mio Padre è Padre tuo, e mia Madre, Madre tua.

Invito al colloquio: O Gesù, sinceramente non sapevo fino a qual pun­to Maria fosse mia Madre! Quanto la sento ora più vicina a me! Dunque, colei che è veramente tua Ma­dre è anche veramente Madre mia, ed io sono vera­mente suo Figlio! Grazie, o Gesù, grazie per questo incomparabile dono.

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IL mio ideale: Gesù figlio di Maria(Padre Emilio Nubert Santo Marianista) Libro I L’ideale, III Contempla e stupisci

6 settembre 2019

Gesù: Contempla adesso ciò che il mio amore di Fi­glio mi ha ispirato per mia Madre. Fin dall’eter­nità, io penso a lei e l’amo, poiché fin dall’eter­nità vedo in lei la mia futura Madre. Penso a lei nel creare il cielo coi suoi angeli, penso a lei nel plasmare la terra e gli uomini. Penso a lei nel pronunziare la mia sentenza contro i tuoi progenitori, penso a lei nel rivelar­mi ai patriarchi e ai profeti.

   2. Per amore di lei, la colmo di privilegi, ognuno dei quali oltrepassa ciò che ho fatto di più grande per tutte le altre creature, e in suo fa­vore sospendo le leggi che colpiscono tutti gli al­tri uomini. Lei, e lei sola, creo immacolata nella concezione, libera da ogni concupiscenza, esen­te da ogni imperfezione, piena di grazia più di tutti gli angeli e i santi. Madre di Dio e sempre Vergine, è glorificata anche nel corpo, come me e insieme a me, prima della risurrezione univer­sale.

   3. Venuto in terra per riscattare il genere umano, consacro trent’anni della mia vita esclu­sivamente a lei, e tre anni soltanto al resto dell’umanità.

   4. E non contento di renderla partecipe dei miei privilegi e della mia intimità, ho voluto che partecipasse alla stessa missione che il Padre aveva affidato a me. Redentore, ho deciso che fosse Corredentrice insieme con me e che tutto ciò che io meritavo con pieno diritto per la sal­vezza del mondo ella lo meritasse per una ragio­ne di somma convenienza.

   5. Ed anche in cielo ho voluto che mi fosse as­sociata e che, essendo io l’avvocato degli uomi­ni presso il Padre, ella fosse la loro avvocata presso di me, per elargire tutte le grazie che con me ha contribuito a meritare in loro favore. E questo perché in cielo come in terra sono suo Fi­glio e mi compiaccio infinitamente di ricompen­sarla, con la mia liberalità, di tutto ciò che ha fatto e sofferto per amor mio.

   6. Ascolta ancora: io vivo nella Chiesa, mio corpo mistico animato dal mio Spirito. Ciò che fa la Chiesa, lo faccio io; ciò che la Chiesa fa per mia Madre, lo faccio io stesso per lei. Ora considera quanta venerazione ed amore la Chie­sa le ha dimostrato: difendendo e proclamando i suoi privilegi; istituendo feste in suo onore; ap­provando le associazioni e le famiglie religiose che si propongono di servirla. Contempla la pie­tà dei suoi figli, dei suoi santi, così devoti tutti della Madre mia, delle anime ferventi sempre pronte a tributarle un culto specialissimo; degli stessi semplici fedeli, così gelosi dell’onore di Maria, così perspicaci – talora più degli stessi sapienti – nel riconoscere i suoi privilegi, così pieni di entusiasmo quando si tratta di darle qualche testimonianza di particolare affetto. Che cos’è tutto ciò se non una manifestazione grandiosa, sia pure ancora assai imperfetta, del­la mia singolare pietà filiale verso mia Madre? E a quanto ha fatto e farà per Maria sino alla fine dei secoli la Chiesa militante, aggiungi quello che fa per lei durante tutta l’eternità la Chiesa trionfante, poiché io vivo nei santi del cielo molto più che nei fedeli della terra. Cerca di comprendere i sentimenti di riconoscenza, di rispetto e di amore che i beati esprimono senza sosta alla loro Regina e Madre, cui si riconosco­no debitori della beatitudine eterna! In essi e per mezzo di essi sono sempre io che onoro e amo mia Madre.

   7. Passa in rassegna tutte queste prove della mia pietà filiale, scandaglia ed approfondisci questo abisso di amore; cerca di comprendere quanto più puoi, ma sii persuaso che ciò che sfugge alla tua intelligenza è di gran lunga supe­riore a quanto con essa riuscirai a comprendere. E poi rifletti: è proprio di questa mia infinita pietà filiale che io voglio renderti partecipe.

Invito al colloquio: O Gesù, in passato, sentendomi così felice nell’amare la Madre tua, credevo di riuscire a raffigu­rarmi in qualche modo quale potesse essere il tuo im­menso amore per lei; ma ora vedo che esso è decisa­mente superiore ad ogni possibile umana immagina­zione. Sarà senza dubbio una delle maggiori nostre soddisfazioni in Paradiso il poterlo contemplare ed ammirare per tutta l’eternità, senza mal riuscire a ve­derne i limiti. Ma come potrò ricopiare in me una tale pietà filiale?

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Il mio Ideale Gesù: Figlio di Maria (Padre Emilio Neubert , Santo Marianista)Libro I, l’Ideale capitolo II Sono Figlio di Maria perchè cosi ho voluto

5 settembre 2019

Gesù: Fratello mio, se vuoi comprendere i miei sen­timenti di pietà filiale verso Maria, devi com­prendere anzitutto che se sono suo figlio è per­ché così ho voluto. Non ho fatto nulla per forza, né per caso, né senza scopo. Quando decisi di venire a rendere al Padre mio la gloria che gli è dovuta e a salvare l’uma­nità, una infinità di vie mi si aprivano dinanzi a tutte preferii quella di Maria. Liberamente e deliberatamente creai Maria perché divenisse un giorno mia Madre, così che ella non esisterebbe se non avessi voluto affidar­le tale compito; l’ho fatta quale è, affinché a sua volta mi facesse quale sono. Sono suo Figlio in tutta verità: ho voluto es­sere tratto, come ogni altro figlio, dalla sostan­za di mia Madre; ho voluto nutrirmi del suo lat­te; ho voluto essere curato e allevato da lei; ho voluto esserle sottomesso. Anzi, sono suo Figlio assai più di quanto tu non sia figlio di tua madre, poiché da lei sola ho voluto ricevere tutta la mia umanità. Sono suo Figlio in tutto il mio essere, come Dio e come Uomo, perché colui al quale ella ha dato la vita terrena è una sola e medesima per­sona col Verbo.

   2. Ora sappi che se ho voluto essere suo Fi­glio, l’ho voluto per amore. Per amore di mio Padre anzitutto, pensando che avrei potuto glo­rificarlo meglio e che gli uomini lo avrebbero conosciuto ed amato meglio a motivo di lei. Poi per amore della stessa Madre mia, che mi avreb­be dato più gioia di quanta non me ne diano tut­ti gli angeli e tutti gli uomini insieme. Ma anche per amore degli uomini… e per amore tuo, mio caro fratello.

Invito al colloquio: Ave, verum Corpus natum de Maria virgine!

Il mio Ideale: Gesù Figlio di Maria (P. Emilio Neubert Santo Marianista/ Libro I L’Ideale : I Vi ho dato l’esempio

4 settembre 2019

Gesù: Fratello mio, tu ami mia Madre e nell’amarla ti senti felice. Ma sei ancora ben lontano dall’amarla come vorrei. Tu l’ami perché si ama tutto ciò che è puro e bello, ed ella è purezza e bellezza ideale. Tu l’ami perché si amano coloro che sono buoni e premurosi, e nessuno è buono e premu­roso come lei. Tu l’ami perché la consideri come tua madre, e ogni figlio ama la propria madre. Tu l’ami perché hai sperimentato il suo amo­re e hai capito che con lei ti riesce più facile ri­manere puro e fervente. Tu l’ami perché hai imparato dai libri e dai predicatori che la devozione verso di lei è il mez­zo più facile per assicurarti la salvezza eterna e raggiungere la perfezione; ora tu vuoi salvarti e santificarti.

   2. Tutti questi motivi sono buoni e possono ispirarti un tenero affetto verso mia Madre; non possono però costituire il fondamento di quella devozione che io desidero vederti praticare. La devozione verso mia Madre è qualche cosa di così grande, di così benefico, di così gradito a lei e a me, da rendere inadeguato ogni tuo tenta­tivo di praticarla in maniera ordinaria, o alta, o anche altissima: devi cercare la devozione più perfetta possibile.

   3. Ebbene, sai qual è la devozione più perfet­ta verso Maria? Cerca nei libri, consulta i teolo­gi, interroga i santi, domanda il loro segreto ai più insigni servi di Maria che la terra abbia mai conosciuto; non troverai una devozione più per­fetta di quella che ti voglio insegnare io: la par­tecipazione, cioè, alla mia stessa pietà filiale verso mia Madre. La perfezione, per i miei discepoli, non consi­ste forse nell’essere simili al loro Maestro? Non ho dato loro l’esempio affinché facessero ciò che ho fatto io per primo? Il mio apostolo Pao­lo non ha ripetuto che per un cristiano tutto sta nell’imitare Cristo, nel rivestirsi di Cristo, nell’assumere i sentimenti di Cristo, nel vivere non più della propria vita, ma della vita stessa di Cristo? Ora dimmi, puoi tu concepire disposizioni più perfette verso mia Madre di quelle che ho avute io stesso?

Invito al colloquio: O Gesù, quale magnifico ideale è questo che mi proponi: partecipare alla tua pietà filiale verso la Ma­dre tua! Ma, povero peccatore qual sono, come potrò raggiungerlo? Come potrò anche solo comprenderlo?

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Il mio ideale Gesù, Figlio di Maria (padre Emilio Neubert Santo Marianista, Presentazione)

3 settembre 2019

I – Questo libro che ho il piacere di presentare nella sua 10a edizione italiana, è un vero classico della spiritualità mariana. Il mio ideale: Gesù, Figlio di Maria è uscito timidamente nel 1933 da una casa editrice di Marsiglia. Contro ogni previsione, la prima edizione si esaurì in poche settimane, e in un solo anno sono state vendute ventiduemila copie nell’originale lingua francese. Divenne un autentico best-seller negli anni successivi. Nessuna difficoltà ne arrestò la diffusione: né la Guerra Mondiale, né il travagliato dopoguerra. Nel 1953 chiesi all’Autore, P. Emilio Neubert, notizia delle edizioni del libro, ed egli mi rispose: «Per quanto si riferisce alla diffusione del Mio Ideale nelle varie lingue, in genere mi chiedono il permesso, ma non sempre. Chiedo una decina di copie come compenso, però molti traduttori non me le mandano. Ecco le copie che posseggo: 8 in francese; 9 in olandese; 7 in italiano; 6 in inglese; 5 in tedesco; 4 in spagnolo; 2 in portoghese; 2 in giapponese; ed 1 in ciascuna di queste altre lingue: polacco, ungherese, slovacco, sloveno, vietnamita. Ho concesso l’autorizzazione di tradurlo anche in arabo, basco, bretone, catalano, cinese, congolese, gaelico, hindi, lettone, malese, croato, ucraino, …ma non ne conosco l’esito. Penso che in totale siamo sul mezzo milione di copie…». Tali traduzioni furono effettivamente pubblicate, cosa che l’Autore attribuiva alle preghiere di religiosi e religiose, soprattutto contemplativi, che pregavano per il suo apostolato mariano. E il libro continuò per anni questa sua marcia trionfale. Nel 1966 fu pubblicata una edizione spagnola in cui, con l’autorizzazione dell’Autore, si citavano passi del Concilio Vaticano IL Nella edizione presente abbiamo preferito mantenere il testo originale come lo pubblicò il Padre Neubert. La crisi della devozione a Maria e della mariologia in genere nel post-Concilio colpì anche la diffusione di quest’opera. Oggi, in un clima più sereno in cui è sempre più evidente il ruolo di Maria nella storia della salvezza, siamo certi che il Mio Ideale aiuterà i cattolici a inserirsi generosamente nella «nuova evangelizzazione» proposta dalla Chiesa. Negli Stati Uniti, per esempio, è stata appena lanciata una vasta edizione popolare di questo libretto. Ma che cos’ha quest’opera che attira tanto?

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Maria a medjugorje, messaggio del 2 Settembre 2019 a Mirjana

2 settembre 2019

“Cari figli, pregate! Pregate ogni giorno il Rosario, quella corona di fiori che mi lega direttamente quale Madre ai vostri dolori, sofferenze, desideri e speranze. Apostoli del mio amore, sono con voi mediante la grazia e l’amore di mio Figlio, e da voi chiedo preghiere. Le vostre preghiere sono così necessarie al mondo, affinché le anime si convertano! Aprite con completa fiducia i vostri cuori a mio Figlio, ed egli scriverà in essi il compendio della sua Parola, cioè l’amore. Vivete un legame inscindibile con il Sacratissimo Cuore di mio Figlio! Figli miei, come Madre vi dico che non c’è tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo vostro Dio, centro della vostra vita. Offritegli dei doni, ciò che lui più ama, ossia l’amore verso il prossimo, la misericordia e cuori puri. Apostoli del mio amore, molti miei figli ancora non riconoscono mio Figlio come loro Dio, ancora non hanno conosciuto il suo amore. Ma voi, con la vostra preghiera detta a partire da un cuore puro ed aperto, e con i doni che offrite a mio Figlio, farete sì che anche i cuori più duri si aprano. Apostoli del mio amore, la forza della preghiera detta a partire dal cuore, di una preghiera potente e colma d’amore, cambia il mondo. Perciò, figli miei, pregate, pregate, pregate! Io sono con voi. Vi ringrazio! ”

la Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

MESSAGGI A CONFRONTO

2 Settembre 2018 (more…)

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE /PARTE TERZA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE INSEGNA COME SI AMA (PARAGRAFI 30 E 31)

2 settembre 2019
UN MESSAGGIO CHE INSEGNA COME SI AMA
"Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini". La Madonna a Medjugorje
Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini”. La Madonna a Medjugorje

Sono venuta per insegnarvi a vi­vere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

30. L’amore e la vita eterna – Una delle verità più dimenticate ai nostri tempi è la vita eterna. Eppure tutta la rivelazione ci dice che la vita terrena de­ve essere vissuta per la vita eterna. La Madonna non poteva non ricordarci questa verità. Le sue stesse apparizioni sono una testimonianza di quella realtà. Nel 1981 a cinque veggenti di Medjugorje Maria ha fatto vedere il Paradiso e il Purgatorio. In un’altra occasione li ha fatti vedere al sesto veggente. Due di loro, quindici giorni dopo, sono stati portati fisicamente in Paradiso e in Purgatorio. Quattro di loro hanno visto pure l’Inferno. Oggi, una stragrande maggioranza di gente, quando muore, va in Purgatorio, secondo quanto la Madonna ha detto ai veggenti. Un numero pure grande va all’inferno. Soltanto un piccolo numero va direttamente in Paradiso senza dover passare per il Purgatorio. La Madonna dice: “Vi conviene rinunciare a tutto pur di es­sere portati direttamente in paradiso, al momento della vostra morte”. “Cari figli desidero che ognuno di voi sia felice qui sulla terra e che ognuno di voi sia con me in Cielo” (maggio 1987). Una madre non può desiderare altro che il maggior bene possibile per i suoi figli. Maria che è la migliore di tutte le ma­dri, desidera per noi il bene massimo, cioè la santità, che è con­dizione per entrare nella felicità piena del Paradiso. Abbiamo tutti una santità iniziale che consiste nel vivere in grazia di Dio, ma dobbiamo crescere e mirare al conseguimento della santità completa che consiste nel seguire e nell’imitare Gesù in tutto, nell’avere in noi gli stessi suoi sentimenti. Dio non ha creato l’uomo per condannarlo alla tristezza, ma perchè viva nella gioia: in una gioia che comincia già su questa terra e che continuerà poi eternamente in Cielo dove non ci saranno più separazioni, malattie, pene, ma dove tutto sarà pieno di gioia e di amore, nella visione beatifica di Dio, accanto alla Mamma Celeste che trova la sua felicità nell’avere accanto a sé per sempre tutti i suoi figli. “Cari figli miei, oggi desidero invitarvi tutti a far sì che ognuno di voi si decida per il Paradiso” (ottobre 1987). Oggi il mondo pensa a costruirsi un paradiso in terra, molti non pensano più dov’è il vero Paradiso! È il modo di vivere di chi di cristiano non ha più niente e che si insinua anche in chi crede ancora. Ma noi abbiamo la certezza più assoluta che esi­ste una vita preparata da Dio per coloro che lo amano: una vita che, se vogliamo, sarà piena di gioia, in eterno. La Madonna viene a ricordarci che il Paradiso esiste e che è lo scopo della nostra vita. Dobbiamo sottrarci alla suggestione dei beni e del benessere di questo mondo e, pur accettando con gratitudine le legittime gioie che Dio ci concede nel cammino terreno, dob­biamo deciderci per il Paradiso, orientando tutte le nostre aspet­tative, le nostre speranze e i nostri desideri verso il cielo. “Cari figli, io sono con voi e desidero guidarvi verso il Cielo, sulla mia stessa strada” (agosto 1990). La strada percor­sa da Maria è quella che noi conosciamo dal Vangelo: la strada dell’umiltà, della discrezione, del nascondimento, dell’ascolto e della meditazione della Parola di Dio, della piena disponibilità a Dio e al prossimo, del sì detto non solo nel momento della gioia, ma anche nel momento dell’immolazione. La strada di Maria, che noi siamo invitati a percorrere, è la strada della san­tità cristiana, la strada che ci porta al Cielo e che porta fin d’ora anche il Cielo quaggiù.

Pratica Spirituale: Con gioia e speranza in ciò che ci aspetta, recitiamo col cuore il Regina Coeli.

31. Medjugorje e gli ultimi tempi della Chiesa – La Madonna più volte ha detto che queste di Medjugoije sa­ranno le sue ultime apparizioni perché sta per venire un tempo in cui il cuore dell’uomo finalmente tornerà a Dio. Questo è un periodo di preparazione ad un tempo nuovo e a questa prepara­zione la Vergine si sta dedicando ormai da molti anni offrendo al mondo i suoi accorati messaggi. La devozione a Maria, infatti è necessaria negli ultimi tem­pi. Di questo aveva già scritto San Luigi Maria Grignion di Montfort nel Trattato della Vera Devozione, del quale riportia­mo qui alcuni brani: “L’Altissimo e la sua Santa Madre inten­dono plasmare dei santi. Queste grandi anime colme di grazia e di zelo saranno prescelte da Dio a opporsi ai suoi nemici che frementi si leveranno da ogni parte. Saranno devotissime alla Madonna, illuminate nelle ispirazioni, nutrite col suo latte, gui­date dal suo spirito, fortificate dal suo braccio” (48). “La salvezza del mondo ebbe inizio per mezzo di Maria; per mezzo di Maria dovrà avere anche il suo compimento. Nella prima venuta di Gesù, Maria quasi non compare… nella secon­da venuta invece, Maria sarà conosciuta, sarà rivelata dallo Spirito Santo allo scopo di far conoscere, amare e servire Gesù per mezzo di lei. Lo Spirito Santo non avrà più motivo di na­sconderla, come durante la sua vita e dopo la prima evangeliz­zazione” (49). “Negli ultimi tempi Dio desidera rivelare e manifestare Maria come suo capolavoro… Maria è stata la via della prima venuta di Gesù e lo sarà anche della sua seconda venuta, ben­ché in modo diverso. Maria è il mezzo sicuro, la via diritta e immacolata per andare a Gesù e trovarlo in pienezza: per mez­zo suo arrivano a possederlo i grandi santi chiamati a risplende­re in santità. Chi trova Maria trova la vita, cioè Gesù che è via, verità e vita. Non si trova però senza cercarla, non la si può cer­care senza conoscerla, perché non si cerca e non si desidera ciò che non si conosce. Bisogna dunque che Maria sia più cono­sciuta che mai, per la conoscenza e per la gloria della Trinità. “Maria deve risplendere più che mai in questi ultimi tempi, in misericordia, potenza e grazia. In misericordia per ricondurre e accogliere amorosamente i peccatori e i lontani che si conver­tiranno e ritorneranno alla Chiesa. In potenza, contro i nemici di Dio. Maria sventerà i loro tentativi di sedurre e di far cadere con promesse e minacce i loro oppositori. Deve infine riplende­re in grazia per animare e sostenere i valorosi soldati e i fedeli servi di Gesù, zelanti nella diffusione del suo regno. Maria inol­tre deve essere “terribile come schiere a vessilli spiegati” (Ci 6, 3) di fronte al diavolo e ai suoi satelliti, soprattutto in questi ul­timi tempi, perché il diavolo “ben sapendo che gli resta poco tempo” (Ap 12, 12) e più poco che mai, per rovinare le anime, raddoppia ogni giorno i suoi sforzi e le sue offensive” (50). (I figli di Maria, negli ultimi tempi) “conosceranno la gran­dezza di questa Regina, si dedicheranno totalmente al suo servi­zio come figli schiavi d’amore. Potranno sperimentare le sue dolcezze e la sua bontà materna, l’ameranno teneramente come figli di predilezione. Conosceranno allora la misericordia di cui essa è colma, la necessità del suo soccorso, ricorreranno in ogni cosa a lei come a loro cara avvocata e mediatrice presso Gesù. Essi sperimenteranno che Maria è la via più facile, più sicura, più breve, più perfetta, per raggiungere Gesù. Si offriranno a lei anima e corpo, senza alcuna riserva, per essere totalmente di Gesù” (55). La Madonna è l’eterno dono di Dio agli uomini: lei cammina con noi e ci guida verso la meta.

Pratica Spirituale: Scegliamo di appartenere completamente a lei e at­traverso di lei a Gesù, vivendo più intensamente la nostra Consacrazione. 

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

FINE

Riflessioni sulla Vergine Maria e sulla mitezza e umiltà di cuore

2 settembre 2019
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Dopo la recita del   santo rosario, sono arrivata alla conclusione che la Vergine Maria è una creatura tutt’ora viva; ella (l’Immacolata) è la prima creatura che dopo la sua morte è stata assunta in cielo in corpo e anima e per la volontà di Dio, grazie alle virtù ricevute dallo Spirito Santo, in quanto è piena di Grazia, è la Regina del cielo e della terra.

Maria, quindi, la possiamo definire la porta del cielo che ci conduce alla Santissima Trinità: Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo. E’ attraverso di Lei che la Trinità elargisce a noi sue creature, le grazie di cui abbiamo bisogno.

Le apparizioni di Maria, riconosciute dalla Chiesa, sono tutte Cristocentriche, poiché ci forniscono i mezzi, per alzare le “Porte dei nostri Frontali” e fare entrare il “Re della Gloria” come lo Sposo si unisce alla sua Sposa, nei cuori di noi peccatori, che per grazia possiamo ricevere i doni della mitezza e dell’umiltà.

Per umiltà di cuore si intende ritornare come bambini tra le braccia di Dio, mentre per mitezza si intende essere obbedienti a Lui e compiere la sua volontà secondo la sua Parola, tutto ciò consiste in un abbandono e in un amore  totale dove il corpo, la anima , la mente e il cuore sono tutti rivolti  a Dio, affinché  la nostra volontà diventi del tutto conforme alla Sua , come lo è stata la volontà di Maria, nella quale si è incarnato il Verbo di Dio e si è fatto Uomo.

Sull’esempio di Maria, anche in noi può riflettere la luce di Dio che illumina il mondo.

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE /PARTE TERZA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE INSEGNA COME SI AMA (PARAGRAFO 29)

31 agosto 2019
"Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini". La Madonna a Medjugorje
Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini”. La Madonna a Medjugorje

Sono venuta per insegnarvi a vi­vere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

29. L’Amore e la gioia – “Cari figli, desidero che ognuno di voi sia felice, ma nessu­no, con il peccato, può esserlo, perciò, cari figli pregate e nella preghiera riconoscerete la nuova strada della gioia. La gioia si manifesterà nei vostri cuori e in tal modo sarete gioiosi testi­moni di ciò che io e mio Figlio desideriamo da ognuno di voi” (febbraio 1987). Il nostro cuore ha sete di gioia, di felicità. È Dio la gioia inf­inita ed è fonte inesauribile di gioia. Dio ci ha creati a sua im­magine e somiglianza, quindi ci ha creati felici. Maria, che in Dio è piena di grazia e quindi piena di esultanza, desidera che anche noi, suoi figli, siamo nella gioia. Anche noi lo desideria­mo, ma tante volte cerchiamo la gioia, la felicità, dove non c’è. Nei beni terreni troviamo spesso solo delusione e nel peccato troviamo amarezza e rimorso. Infatti il peccato ci separa da Dio che è felicità infinità e sorgente di ogni consolazione. La gioia vera, intima, del cuore, che nessuno ci può rubare, può venire solo da Dio. La preghiera, l’amore, sono le strade che ci portano a Dio, ci mettono in contatto diretto con lui che è la nostra gioia. Queste sono vie sicure, fondamentali, che dob­biamo percorrere se vogliamo essere davvero felici, pienamente felici. La gioia che Dio effonde nel nostro cuore non potrà ri­manere nascosta perché trasparirà anche esteriormente nella se­renità della nostra vita, del nostro comportamento, comunican­dosi a coloro che avviciniamo. Così diventeremo testimoni gioiosi di quella santità che Gesù e Maria desiderano da noi e che è sorgente di serenità, di pace e di gioia anche in mezzo alle amarezze e alle prove della vita. “Pregate perché la vostra vita sia un gioioso ringraziamen­to che scorre dal vostro cuore come un fiume di gioia. Figlioli, ringraziate senza sosta per tutto ciò che possedete, per ogni piccolo dono che Dio vi dà, così che sempre la benedizione del­la gioia di Dio scenda sulla vostra vita” (agosto 1988). Non solo con le parole dobbiamo esprimere a Dio il nostro ringraziamento e la nostra gioia per tutto quello che ci ha dato e continua a darci. Il vero ringraziamento è quello della vita, del­la condotta. lo esprimo davvero e concretamente la mia gratitu­dine a Dio se vivo nella volontà di Dio in tutte le cose. Quanti sono i doni di ogni giorno, piccoli e grandi!: la salute, il tempo, la possibilità di lavorare, le soddisfazioni, le gioie. Nulla è da attribuire al caso, neanche la cattiveria delle creature che ci fan­no soffrire ingiustamente. Quel che Dio stesso non ci manda, lo permette perché sa trarre il bene anche dal male. “Apritevi a Dio e date a lui tutte le vostre difficoltà e le vo­stre croci, affinché lui possa trasformare tutto in gioia” (luglio 1989). Se apriamo il cuore a Dio nella fiducia, nell’amore, nella preghiera, allora egli prenderà su di sé le nostre difficoltà e le nostre croci e allora non verrà mai meno la nostra gioia interio­re, anche in mezzo alle sofferenze e ai problemi della vita. La gioia è dono di Dio a coloro che si abbandonano fiduciosi in lui. La Madonna vuole che ognuno di noi sia felice. Seguiamo la via che ci indica e il nostro cuore conoscerà che cos’è la vera gioia che la Madre vuole regalare ai suoi figli. La lode e il ringrazia­mento si trasformeranno in gioia, ogni sì detto col cuore sarà un seme di gioia che crescerà e che nessuno potrà toglierci mai!

Pratica Spirituale: Ricerchiamo i motivi di gioia nella nostra vita e con gratitudine lodiamone e ringraziamone Dio e Maria.

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE /PARTE TERZA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE INSEGNA COME SI AMA (PARAGRAFO 28)

30 agosto 2019
UN MESSAGGIO CHE INSEGNA COME SI AMA
"Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini". La Madonna a Medjugorje
Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini”. La Madonna a Medjugorje

“Sono venuta per insegnarvi a vi­vere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

28. L’amore e la pace – Cari figli, oggi vi invito alla Pace. Sono venuta qui come Regina della pace e desidero arricchirvi con la mia pace ma­terna. Cari figli, io vi amo e desidero guidarvi tutti verso la pa­ce che solo Dio può dare e che arricchisce ogni cuore. Vi invito a diventare portatori e testimoni della mia pace in questo mon­do senza pace. Vi benedico con la mia benedizione materna” (luglio 1990). La pace è certamente un dono di Dio, ma è un dono che noi dobbiamo cercare, dobbiamo meritare creando le condizioni perché essa possa stabilirsi, consolidarsi e crescere in noi. Ha quindi senso e valore concreto l’invito alla pace. È un invito a togliere tutti gli ostacoli che impediscono la pace e a coltivare nel nostro cuore tutti i sentimenti e le disposizioni che la favori­scono. Sant’Agostino dice che la pace è la tranquillità dell’ordine, cioè la tranquillità che è insita nell’ordine, che deriva dall’ordi­ne. E ordine, nei confronti di Dio, è sottomissione alla sua vo­lontà, amicizia, rispetto, amore, ascolto, obbedienza ai suoi co­mandamenti. Frutto di tutto questo è la pace intima e profonda del cuore. Maria è Regina della pace perché è la creatura che più perfettamente di tutte le altre, è vissuta in questo ordine con Dio. Perciò la Madonna vuole e può guidarci verso la pace che solo Dio può darci. La pace viene da Lui e noi ne abbiamo un grande bisogno. Chiediamo a Maria di ottenercela! Che il mondo sia senza pace lo vediamo tutti: c’è egoismo, c’è divisione, c’è violenza, c’è odio e perciò non c’è pace. Il mondo vive senza Dio, senza amore, nel disordine che è la ne­gazione della pace. Noi dobbiamo essere testimoni e portatori della pace perché questo è il desiderio di Gesù che Maria viene a ricordarci: “Beati gli operatori di pace!” (Mt 5, 9). Il mondo è senza pace, ma la desidera, la cerca: la pace è un bene sommo e tutti i cuori ne sentono il bisogno, il fascino, il desiderio, ma molti la cercano dove non la si può trovare: nel denaro, nei beni di consumo, nell’autonomia da ogni legge mo­rale, lontano da Dio. Questa è una ricerca inutile perché, come dice Sant’Agostino, “O Signore, tu ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te”. Anche la benedizione di Maria è ancora un riferimento alla pace la benedizione, infat­ti, è la benevolenza di Dio che si effonde e si riversa nei nostri cuori con tutte le sue grazie che, come frutto immediato, produ­cono la pace, come ci assicura il salmo 28: “Il Signore benedirà il suo popolo con la pace”. Si possono avere ricchezze, stima, successo, ma la pace non deriva da tutto questo. Il dono di un cuore non turbato, senza timore, in pace, viene da Dio e noi lo otteniamo per intercessione della Regina della pace, in un rap­porto di unione filiale a lei che ci unisce al Cuore di Gesù.

Pratica Spirituale: Recitiamo il Santo Rosario per le intenzioni della Regina della Pace, per ottenere la pace in noi, nei nostri cari e in tutto il mondo.

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE /PARTE TERZA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE INSEGNA COME SI AMA (PARAGRAFO 27)

29 agosto 2019
UN MESSAGGIO CHE INSEGNA COME SI AMA
"Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini". La Madonna a Medjugorje
“Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini”. La Madonna a Medjugorje

“Sono venuta per insegnarvi a vi­vere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

27. L’Amore verso Dio e la lotta contro satana – “Cari figli, voi siete pronti a commettere il peccato e a met­tervi nelle mani di satana, senza pensare. Io vi invito perché ciascuno di voi si decida coscientemente per Dio e contro sata­na” (maggio 1987). Siamo pronti a commettere il peccato, cioè siamo sempre in pericolo di commetterlo. Certamente non vogliamo, di proposi­to, commetterlo, ma tutto, dentro di noi e attorno a noi, congiura nel farci vedere il peccato attraente, gratificante, nel persua­derci che non è poi un male così grave, che Dio non può offen­dersi per così poco, che in fondo noi non vogliamo assoluta­mente offendere Dio, ma vogliamo solo prenderci quella piccola soddisfazione che ci pare legittima. Questo succede specialmente per i peccati veniali, quelli che chiamiamo leggeri, che debilitano la nostra anima e ci fan­no perdere il senso del peccato, esponendoci al pericolo di met­terci nelle mani di satana, che vuole indurci al peccato grave, alla rottura con Dio. Dobbiamo perciò fare una scelta chiara, ra­dicale, per Dio contro satana e combattere il nemico con l’aiuto di Maria, perché nella lotta possiamo riportare la vittoria pro­messa ai figli di Dio. “Cari figli, io non desidero che satana vi ostacoli sulla via della santità” (luglio 1987). La santità è il nostro massimo be­ne. Satana lo sa meglio di noi e per questo fa di tutto per ostaco­larci e impedirci di camminare sulla strada della santità. Cerca di ingannarci presentandoci il male come una cosa piacevole, grati­ficante: “Satana seduce tutta la terra” (Ap 12, 9) e insinua in tan­ti cuori il pensiero che la Misericordia di Dio non può punirci per cose così piccole come sono i nostri peccati. Ma Gesù ha detto: “Il diavolo è stato omicida fin dal princi­pio, non vi è verità in lui, è menzognero e padre della menzo­gna”: noi dobbiamo credere a Dio e non a satana. “Desidero proteggervi da tutto ciò che satana vi offre e attraverso cui vi vuole distruggere ” (marzo 1990). Satana ci offre tante occasioni seducenti per distruggerci. Non ci presenta mai il male in quanto tale, perché sa che noi lo respingeremmo. Ma ci presenta il male come se fosse un bene come una cosa utile, piacevole, buona. Qui comincia la nostra dura lotta! Tutte le tentazioni satana ce le presenta con un aspetto che ci seduce perché noi lo accogliamo. Tutte le tentazioni sono menzogne e inganni, come fu la prima tentazione ad Adamo ed Eva. Essi non solo non divennero come dei, ma furono distrutti in tutti i beni soprannaturali che Dio aveva loro dato. Satana vuole distruggere anche noi, ma Maria ci è vicina per proteggerci, a patto che noi ci rendiamo conto della sua vi­cinanza e ci rivolgiamo a lei per avere la sua protezione. ‘In questo tempo satana vuole creare disordine nei vostri cuori e nelle vostre famiglie. Figlioli, non cedete, non dovete permette­re che egli diriga voi stessi e la vostra vita” (gennaio 1994). Satana crea disordine inducendoci al peccato, impedendoci di progredire nella vita spirituale, indebolendo la nostra anima e facendola cadere più facilmente nel peccato grave. Egli crea di­sordine facendo leva sulle nostre difficoltà, incomprensioni, fa­cendoci vedere in modo esagerato i difetti degli altri e impeden­doci di vedere i nostri. Molte famiglie, così, vanno in rovina. L’imperativo “non cedete!” significa che dipende da noi ce­dere a satana o respingerlo. Non è fatale, non è inevitabile il di­sordine che egli vuole seminare. Dipende da noi, con l’aiuto so­prannaturale, respingere i suoi assalti. Satana cerca di prendere la direzione della nostra vita, ma Maria ci ripete che non siamo soli in questa lotta. La nostra preghiera ci assicura il suo aiuto e la sua vittoriosa presenza.

Pratica Spirituale: Uniti a Maria rinnoviamo con fede le promesse battesimali.

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

Preghiera del Mattino: ai bambini mai nati

29 agosto 2019

 

Madre dei bimbi non nati,
accogli nel tuo grembo verginale
tutti i piccoli uccisi dall’umana crudeltà.
Il Tuo Cuore Immacolato e Addolorato
ottenga Divina Misericordia per i piccoli martiri innocenti
e grazia di contrizione per quelli che hanno praticato
e collaborato alla loro uccisione.
Prega per tutti, Santa Madre di Dio
e perdonaci perchè abbiamo peccato
contro Dio e contro di Te.
Amen.

fonte

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE ,PARTE TERZA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE INSEGNA COME SI AMA (Paragrafo 26)

28 agosto 2019
"Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini". La Madonna a Medjugorje
“Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini”. La Madonna a Medjugorje “Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini”. La Madonna a Medjugorje

26. L’amore verso Dio e i fratelli – Cari figli, oggi vi invito affinché ciascuno di voi cominci di nuovo ad amare prima Dio che ha salvato e redento ognuno di voi e dopo i fratelli e le sorelle che vi sono vicini” (novembre 1995). “In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è Lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati” (1Gv 4, 9-10). L’amore di Dio è così potente che trasforma noi, creature umane, in figli di Dio. Dobbiamo perciò accettarlo questo amore, se vogliamo essere intimamente uniti a lui. Dobbiamo amare lui e il prossi­mo perché se il primo comandamento è “amerai il Signore Dio tuo” il secondo è simile al primo: “amerai il prossimo tuo come te stesso” (Mt 22, 39). L’amore al prossimo consiste nel comportamento che ab­biamo verso gli altri: “Desidero avvicinarvi sempre più a Gesù e al suo Cuore ferito affinché siate capaci di capire l’amore senza misura che si è dato per ognuno di voi. Per questo, cari figli, pregate affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su ogni uomo e su quelli che vi odiano e vi disprezzano” (novembre 1991). Il Cuore ferito di Gesù, circondato di spine, sormontato dal­la croce e squarciato dalla lancia, è il simbolo più eloquente e più toccante dell’amore senza misura che egli nutre per noi. Questo ci aiuta a capire, per quanto è umanamente possibile, quello che leggiamo nel Vangelo: “Dio ha tanto amato il mon­do da dare il suo Figlio Unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). Maria desidera avvicinarci a Gesù e al suo Cuore ferito per farci comprendere l’immensità dell’amore divino per noi e per spingerci a ricambiarlo concretamente nella nostra vita, non so­lo evitando il peccato, causa della sua Passione e morte in cro­ce, ma sforzandoci di seguirlo nei suoi esempi, nei suoi inse­gnamenti, accettando il suo invito: “Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro Celeste” (Mt 5, 48). Si dice che il cuore è fatto per amare. L’amore sgorga spon­taneo verso le persone alle quali siamo legati da vincoli di pa­rentela, di amicizia, di simpatia, di riconoscenza, mentre è diffi­cile amare quelli che ci odiano e ci disprezzano. Ma se abbiamo un vero amore per Dio, dal nostro cuore sgorgherà una fonte di amore, non sensibile, non di simpatia istintiva, ma di benevo­lenza, verso tutti, anche verso quelli che non vi amano, perché così Dio vuole. “Vi invito a diventare gli apostoli dell’amore e della bontà” (ottobre 1993). Noi dobbiamo sforzarci di essere buoni non so­lo per noi stessi, ma con tutti perché siamo solidali con tutti gli uomini nostri fratelli. E perciò dobbiamo essere apostoli, cioè diffusori della bontà e dell’amore nella società e nel mondo in cui viviamo. Gesù ci dice che dobbiamo essere come “il lievito che una donna prende e mescola in tre misure di farina, finché tutta la massa sia fermentata” (Mt 13, 33). La vocazione cristia­na è vocazione ad essere fermento di bontà e di amore sopran­naturale nella società in cui ci troviamo.

Pratica spirituale: Facciamo un gesto concreto di amore verso Dio e verso il nostro prossimo.

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

Maria a Medjugorje, messaggio del 25 Agosto 2019

26 agosto 2019

Cari figli! Pregate, lavorate e testimoniate con amore il Regno dei Cieli affinché possiate stare bene qui sulla terra. Figlioli, Dio benedirà il centuplo il vostro sforzo e sarete testimoni tra i popoli, le anime dei non credenti sentiranno la grazia della conversione ed il Cielo sarà grato per le vostre fatiche ed i vostri sacrifici. Figlioli, testimoniate con il rosario nella mano che siete miei e decidetevi per la santità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. “

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE /PARTE TERZA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE INSEGNA COME SI AMA (Paragrafo 25)

24 agosto 2019
"Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini". La Madonna a Medjugorje

“Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini”. La Madonna a Medjugorje

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

25. L’amore, la preghiera e il perdono in famiglia“Cari figli, anche oggi sono con voi e vi invito a scoprire l’amore nei vostri cuori e nelle vostre famiglie; affinché Dio possa vivere nei vostri cuori, dovete amare” (novembre 1995). La presenza materna vigilante premurosa di Maria con noi vicina a noi, è una preziosa grazia di Dio perché noi da soli siamo troppo deboli e incostanti nel nostro cammino verso Dio e rischiamo di perdere la strada o di stancarci e fermarci su questo cammino. La presenza materna di Maria, con i suoi esempi, con le sue sollecitazioni, con la sua preghiera di intercessione ci incoraggia e ci dà forza e fiducia, aiutandoci a capire che il nostro cuore è fatto per amare Dio e il prossimo, a cominciare dal prossimo più vicino che sono i nostri familiari. In famiglia, soprattutto, dobbiamo vivere l’amore e la preghiera perché Dio che è Amore si trova solo là dove si vive di amore e di rapporto filiale con lui. Per sentire la presenza di Dio che vive e agisce nei nostri cuori dobbiamo amare veramente, sinceramente, concretamente tutti, a cominciare dalla nostra famiglia fino a fare del mondo stesso la nostra famiglia! Così infatti ci dice San Giovanni: “Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1Gv 3, 18). “Cari figli, oggi vi invito al rinnovamento della preghiera nelle vostre famiglie, affinché la famiglia diventi la gioia del mio Figlio Gesù” (gennaio 1992). La Madonna ci invita a rinnovare la preghiera nel senso di darle più importanza, più consistenza, più spazio, più partecipazione intima, più fervore, più fede, più speranza, più perseveranza, specialmente nelle famiglie. Qui è indispensabile la preghiera privata, personale, ma è indispensabile anche quella comunitaria e la prima comunità, voluta da Dio stesso, è proprio la famiglia. La famiglia è il primo e più importante gruppo di preghiera. La famiglia, unita nella preghiera, supera meglio le difficoltà e diventa una gioia per Gesù, come desidera Maria. In famiglia, per questo, bisogna saper organizzare meglio il proprio tempo. Bisogna eliminare le cose inutili o anche dannose e trovare più tempo da dedicare al Signore. Solo la preghiera assidua fatta in famiglia aiuta a capire i disegni di Dio e ottiene la forza di accettare con fede e portare con forza e fiducia le croci, anche le più pesanti, nella certezza che “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rm 8, 28). “lo sono con voi e vi invito tutti, figlioli, a perdonare innanzitutto in famiglia e poi potrete perdonare agli altri” (gennaio 1996). “Innanzi tutto in famiglia” perché la famiglia è la prima comunità che più sta a cuore a Dio e i membri della famiglia sono il primo prossimo che ognuno di noi ha. Dio vuole che l’amore per gli altri abbia il suo primo sviluppo fra i membri della famiglia che egli particolarmente benedice, per estendersi poi anche al di fuori. Nella continua convivenza familiare sono possibili divergenze, attriti, screzi…: solo la comprensione, la pazienza, il perdono reciproco possono conservare l’unione dei cuori nella famiglia e ci rendono capaci di perdonare anche gli altri.

Pratica Spirituale: Cerchiamo di trovare un modo per pregare insieme in famiglia e di vivere all’interno di essa il perdono reciproco.

 Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE /PARTE TERZAMEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE INSEGNA COME SI AMA

22 agosto 2019
“Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini”. La Madonna a Medjugorje
 

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorj

24. L’amore, la fiducia e l’abbandono in Dio Cari figli, vi invito all’abbandono totale in Dio. Pregate, figlioli, che satana non vi faccia là agitare come fa il vento con i rami. Siate forti in Dio! Desidero che il mondo, attraverso di voi, conosca il Dio della gioia. Non preoccupatevi, non abbiate paura: Dio vi aiuterà e vi mostrerà la strada. Io vi amo e desidero che vi abbandoniate anche a me, affinché io possa condurvi verso Dio” (maggio1988). La Madonna ci invita ad un amore, ad una fiducia, ad un abbandono totale a Dio, cioè a lasciarci guidare da lui in tutto, ad accettare tutti gli avvenimenti come permessi da lui per il nostro bene, anche quando ci impongono la croce; a prendere la sua Parola come norma di vita, come guida del nostro pensare e agire con una fiducia illimitata in lui, con la certezza che egli vuole soltanto il nostro bene e che, facendo la sua volontà, noi realizziamo davvero il nostro bene. Satana non può sopportare la nostra fiducia e il nostro abbandono in Dio e perciò cerca di turbarci, di gettarci nell’agitazione, come il vento che scuote i rami. Per resistergli dobbiamo essere forti. Non forti confidando unicamente nelle nostre risorse naturali, ma confidando in Dio. Se viviamo nell’abbandono in Dio non dobbiamo temere nulla: Dio stesso ci guiderà, ci mostrerà la strada, come dice Maria. La strada l’abbiamo chiaramente indicata nel Vangelo dove Gesù ci dice: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14, 6). Già nell’antico Testamento Dio aveva promesso: “Io vi insegnerò la via buona e giusta” (libro dei Re). Per avere fiducia e per vivere nell’abbandono come un bambino si abbandona nelle braccia della mamma, la Madonna ci raccomanda l’amore: non un amore calcolato, dettato dalla simpatia, dall’interesse, ma un amore come il suo, soprannaturale, che comprende tutti, perché Dio ama tutti e vuole la salvezza di tutti. La Madonna ci ricorda poi che le apparteniamo, perché siamo stati affidati a lei nella persona di Giovanni. E la Madonna ha preso sul serio questa maternità e perciò si prende cura di noi. Capiremo questo nella misura in cui preghiamo e ci affidiamo a lei per essere guidati, presi per mano e teneramente condotti verso Dio, verso la nostra vera felicità! “Cari figli, oggi vi invito all’abbandono totale a Dio. Tutto ciò che fate, tutto ciò che possedete, datelo a Dio affinché egli possa regnare nella vostra vita” (luglio 1988). L’abbandono, l’amore, la fiducia in Dio è l’atteggiamento fondamentale di Maria ed è lo stesso che ella vuole far nascere nei nostri cuori. La Madonna non ci invita ad un abbandono passivo, ma ad un abbandono attivo. Tutto quello che abbiamo è dono di Dio. Dunque, tutto quello che facciamo con questi doni dobbiamo offrirlo a Dio attraverso le mani e il cuore di Maria, nel rispetto della sua volontà, con sentimenti di profonda gratitudine per i suoi doni e di sincero amore. È così che Dio e Maria regneranno davvero nella nostra vita.

Pratica spirituale: Con gratitudine abbandoniamoci al Signore recitando una preghiera di amore e di fiducia.

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000 �

Maria a Medjugorje, messaggio del 12 Agosto 2019 a Ivan

13 agosto 2019

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La Chiesa guarda con favore, ma non si é ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE /PARTE TERZA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE INSEGNA COME SI AMA (Paragrafi :22, 23)

29 luglio 2019

Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

23. Amare Dio e il prossimo col Cuore di Maria – La Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria ci dona il suo Cuore per amare Dio e i fratelli come lei li ama. Maria vuole infatti aiutarci a vivere d’amore. “Cari figli, oggi vi invito all’amore. Figlioli, senza l’amore non potete vivere né con Dio né con i fratelli. Perciò vi invito tutti ad aprire i vostri cuori all’amore di Dio che è tanto grande ed è aperto per ognuno di voi. Dio, per amore dell’uomo, mi mandò in mezzo a voi per mostrarvi la via della salvezza, la via dell’amore. Se prima non amate Dio, non potrete amare il prossimo, né colui che odiate. Perciò, figlioli, pregate! E attraverso la preghiera scoprirete l’amore” (aprile 1995). L’amore è il clima naturale, normale, necessario, in cui nascono, maturano, si sviluppano e si realizzano tutte le cose buone. “Dio è amore, chi rimane nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1 Gv 4,16). E quindi, chi ha Dio presente nel suo cuore, da Dio riceve la spinta, l’aiuto, la forza per fare il bene. Chi invece non ama, non ha Dio presente nel suo cuore e perciò non produce nulla di spiritualmente buono. Ma bisogna ricordare che l’amore vero non consiste nel sentimento, ma nelle opere, nella condotta, nel comportamento. Infatti Gesù ha detto: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama” (Gv 15, 21). “In questo consiste l’amore, nell’osservare i suoi comandamenti” (1Gv 5, 3). Quanto più mi sforzo di osservare i comandamenti, anche nelle cose piccole, tanto più dimostro di avere un vero, concreto, sincero amor di Dio! Nel febbraio del 1985 la Madonna ha detto: “Cari figli, oggi vi invito a vivere le seguenti parole: Io amo Dio! Cari figli, con l’amore voi potete conseguire tutto, anche ciò che ritenete impossibile”. Nel maggio del 1986 aggiunge “Cari figli, oggi vi invito tutti a vivere l’amore verso Dio e verso il prossimo nella vostra vita. Senza l’amore, cari figli, voi non potete fare nulla “. Nel novembre del 1986 ci ha rivolto queste parole: “Cari figli, decidetevi per l’amore, affinché l’amore prenda il sopravvento in tutti voi: non però l’amore umano, ma l’amore divino!”. L’amore è indispensabile in ogni rapporto con gli altri. L’amore è apertura, disponibilità, dono di sé. Dove non c’è amore c’è egoismo, che è chiusura verso gli altri e ricerca di se stessi, della propria soddisfazione. L’egoismo accarezzato, assecondato, porta a mettere il proprio io al primo posto, in quel posto che spetta soltanto a Dio e tende ad escludere Dio dai propri pensieri, dalla propria vita. È chiaro quindi che senza l’amore non si può vivere in comunione con Dio e non si può neanche avere un rapporto di fraternità, di solidarietà e di condivisione con il nostro prossimo. Se non amiamo Dio non abbiamo nessun valido motivo umano per amare coloro che ci sono estranei, coloro che magari ci sono antipatici e tanto meno coloro che ci hanno fatto o continuano a farci del male. Per questi ultimi proviamo istintivamente un senso di astio, se non di odio vero e proprio. Ma se invece amiamo Dio sinceramente, sentiamo il dovere e anche il bisogno di amare tutti coloro che Dio ama, anche i nemici, appunto perché Dio li ama come ama noi. È per aiutarci in questo cammino che Dio continua a mandare Maria in mezzo a noi, perché i suoi messaggi possano far breccia nel nostro cuore.

Pratica Spirituale: Offriamo la nostra giornata, con le gioie e i dolori, per ottenere da Dio, per intercessione di Maria, il dono di riuscire ad amare.

Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini”. La Madonna a Medjugorje

24. L’amore, la fiducia e l’abbandono in DioCari figli, vi invito all’abbandono totale in Dio. Pregate, figlioli, che satana non vi faccia là agitare come fa il vento con i rami. Siate forti in Dio! Desidero che il mondo, attraverso di voi, conosca il Dio della gioia. Non preoccupatevi, non abbiate paura: Dio vi aiuterà e vi mostrerà la strada. Io vi amo e desidero che vi abbandoniate anche a me, affinché io possa condurvi verso Dio” (maggio1988). La Madonna ci invita ad un amore, ad una fiducia, ad un abbandono totale a Dio, cioè a lasciarci guidare da lui in tutto, ad accettare tutti gli avvenimenti come permessi da lui per il nostro bene, anche quando ci impongono la croce; a prendere la sua Parola come norma di vita, come guida del nostro pensare e agire con una fiducia illimitata in lui, con la certezza che egli vuole soltanto il nostro bene e che, facendo la sua volontà, noi realizziamo davvero il nostro bene. Satana non può sopportare la nostra fiducia e il nostro abbandono in Dio e perciò cerca di turbarci, di gettarci nell’agitazione, come il vento che scuote i rami. Per resistergli dobbiamo essere forti. Non forti confidando unicamente nelle nostre risorse naturali, ma confidando in Dio. Se viviamo nell’abbandono in Dio non dobbiamo temere nulla: Dio stesso ci guiderà, ci mostrerà la strada, come dice Maria. La strada l’abbiamo chiaramente indicata nel Vangelo dove Gesù ci dice: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14, 6). Già nell’antico Testamento Dio aveva promesso: “Io vi insegnerò la via buona e giusta” (libro dei Re). Per avere fiducia e per vivere nell’abbandono come un bambino si abbandona nelle braccia della mamma, la Madonna ci raccomanda l’amore: non un amore calcolato, dettato dalla simpatia, dall’interesse, ma un amore come il suo, soprannaturale, che comprende tutti, perché Dio ama tutti e vuole la salvezza di tutti. La Madonna ci ricorda poi che le apparteniamo, perché siamo stati affidati a lei nella persona di Giovanni. E la Madonna ha preso sul serio questa maternità e perciò si prende cura di noi. Capiremo questo nella misura in cui preghiamo e ci affidiamo a lei per essere guidati, presi per mano e teneramente condotti verso Dio, verso la nostra vera felicità! “Cari figli, oggi vi invito all’abbandono totale a Dio. Tutto ciò che fate, tutto ciò che possedete, datelo a Dio affinché egli possa regnare nella vostra vita” (luglio 1988). L’abbandono, l’amore, la fiducia in Dio è l’atteggiamento fondamentale di Maria ed è lo stesso che ella vuole far nascere nei nostri cuori. La Madonna non ci invita ad un abbandono passivo, ma ad un abbandono attivo. Tutto quello che abbiamo è dono di Dio. Dunque, tutto quello che facciamo con questi doni dobbiamo offrirlo a Dio attraverso le mani e il cuore di Maria, nel rispetto della sua volontà, con sentimenti di profonda gratitudine per i suoi doni e di sincero amore. È così che Dio e Maria regneranno davvero nella nostra vita.

Pratica spirituale: Con gratitudine abbandoniamoci al Signore recitando una preghiera di amore e di fiducia.

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE /PARTE SECONDA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL’AMORE ( Paragrafo 22)

26 luglio 2019

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

22. La Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e l’amore – Direttamente la Madonna, a Medjugorje, comincia a parlarne nel 1988, ma tutto il suo messaggio: presenza, atteggiamento, contenuto, non ci mostra altro che lei è venuta e continua a venire per insegnarci che cosa è la consacrazione e come si vive. La Consacrazione al suo Cuore è il mezzo, la via per vivere l’Amore, per vivere tutti i mezzi di grazia con amore, per portare l’amore nella vita e raggiungere Dio-Amore. “Cari figli, vi invito a consacrarvi al mio Cuore Immacolato. Desidero che vi consacriate personalmente, come famiglie e come parrocchie, in modo che tutto appartenga a Dio attraverso le mie mani” (ottobre 1988). La Consacrazione non è solo una formula, una preghiera, ma è anche un cambiamento radicale. Nella Messa, con la consacrazione, pane e vino cambiano e diventano Corpo e Sangue di Gesù. Nella nostra vita, con la consacrazione tutto il nostro modo di vivere deve cambiare e da naturale deve diventare soprannaturale. Non solo ci impegniamo a vivere in grazia di Dio ma tutto quello che facciamo, vogliamo farlo per compiere la volontà di Dio, per fargli piacere, per amore suo, e tutto offriamo a lui. C’è una consacrazione personale che impegna il singolo individuo; c’è una consacrazione familiare che vuole elevare e santificare tutta la vita della famiglia, i rapporti degli sposi fra loro, ispirati a reciproco rispetto, umiltà, benevolenza, comprensione, e i rapporti tra genitori e fi-gli; c’è poi la consacrazione di una famiglia più estesa come può essere la parrocchia, che impegna tutti i membri ad aiutarsi a vicenda a vivere in Dio e per Dio. Facendo la nostra consacrazione a Maria e per mezzo di Maria, la Madonna esercita la sua missione di Mediatrice di tutte le grazie e ci aiuta a vivere in Dio e per Dio. Noi ci consacriamo al Cuore materno di Maria con il nostro amore di figli che ci porta necessariamente ad imitarla non già nei suoi privilegi che sono unici e irripetibili, ma nelle sue virtù di creatura umana che ebbe una vita umile e modesta, come la nostra, quindi perfettamente imitabile. Ci consacriamo a Maria per appartenere a Dio attraverso di lei, con l’impegno di imitarla nel suo atteggiamento di apertura a Dio, di ascolto attento della sua Parola, custodita, meditata nel cuore e vissuta. Cerchiamo di vivere la sua disponibilità e prontezza nel compiere sempre e in tutto la volontà di Dio, ripetendo con il cuore: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1, 38). Ci consacriamo al Cuore di Maria con la generosità e il fervore nell’accogliere i suoi materni inviti ripetuti nel corso dei secoli e specialmente nelle apparizioni di questi ultimi tempi a Medjugorje. Affidiamo a Lei la nostra vita mettiamoci nelle sue mani e nel suo Cuore, lasciamoci guidare qui sulla terra perché ogni passo ci renda più vicino il Cielo. Amiamo Dio con il Suo Cuore e vivremo eternamente la gioia che lei ci promette.

Pratica Spirituale: Rinnoviamo la nostra Consacrazione a Maria o prepariamoci a farla con gioia. 

  Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

Maria a Medjugorje, messaggio del 25 Luglio 2019

26 luglio 2019

Cari figli! La mia chiamata per voi è la preghiera. La preghiera sia per voi gioia e una corona che vi lega a Dio. Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù. Perciò figlioli, ritornate alla preghiera affinché la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente , sui fatti di Medjugorje

Messaggi a Confronto 25 Luglio 2018

Cari figli! Dio mi ha chiamata per condurvi a Lui, perché Lui è la vostra forza. Perciò vi invito a pregarLo e a fidarvi di Lui, perché Lui è il vostro rifugio da ogni male che sta in agguato e porta le anime lontano dalla grazia e dalla gioia alle quali siete chiamati. Figlioli vivete il Paradiso qui sulla terra affinché stiate bene e i comandamenti di Dio siano la luce sul vostro cammino. Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE /PARTE SECONDA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL’AMORE ( Paragrafo: 21)

25 luglio 2019
“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje




“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

21. L’adorazione eucaristica e l’amore – “Cari figli, oggi vi invito ad innamorarvi del SS. Sacramento dell’altare. Adoratelo, figlioli, nelle vostre parrocchie e così sarete uniti con tutto il mondo. Gesù vi diventerà amico e non parlerete di lui come di qualcuno che appena conoscete. L’unità sarà per voi gioia e diventerete testimoni dell’amore che Gesù ha per ogni creatura. Figlioli, quando adorate Gesù, voi siete vicini anche a me” (settembre 1995).

Questo invito così chiaro ed esplicito ad adorare Gesù nel SS. Sacramento segue un altro messaggio del marzo del 1984 quando la Madonna disse: “Cari figli, adorate senza interruzione il SS. Sacramento dell’altare. Io sono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione. In quel momento si ottengono grazie particolari “. Prima dell’invito ad adorare c’è questa volta l’invito ad innamorarci del SS. Sacramento ed è logico perché l’adorazione è una conseguenza dell’amore. Se non c’è amore non ci può essere neanche adorazione. Ma perché bisogna essere innamorati dell’Eucaristia? Perché, a differenza degli altri Sacramenti, è una Persona viva e vera. Gli altri Sacramenti sono soltanto dei segni, dei mezzi degni del massimo rispetto e venerazione e amore, ma sono mezzi, elevati da Gesù alla dignità altissima di trasmetterci, di conferirci la grazia di Dio. L’Eucarestia, invece, è Gesù stesso, in persona! oggi come 2000 anni fa, nascosto nel segno visibile del pane e del vino. Ma è proprio lui, qui in mezzo a noi, come lo era allora in mezzo ai suoi discepoli. Di questo noi siamo certamente convinti nella nostra mente, ma questa convinzione non si dimostra sempre nella nostra condotta. Spesso il cuore è lontano, è assente e se succede questo come possiamo essere innamorati del SS. Sacramento? Nell’Ostia consacrata, chiusa nel tabernacolo, c’è Gesù vivo con tutto il suo Amore Infinito per noi. La prima cosa che dobbiamo fare è cercare di essere davvero convinti e coscienti che quel Cuore divino, pieno d’amore per noi, è davvero sempre presente nell’Eucarestia. Da questa convinzione e da questa consapevolezza sgorgheranno l’amore, l’amicizia e l’adorazione. Gesù nel SS. Sacramento merita tutta la nostra adorazione fatta soprattutto di gratitudine e di amore. Gesù resta presente nel tabernacolo per esserci sempre vicino e a disposizione, non solo per ricevere la nostra adorazione, ma per ascoltare ed esaudire le nostre richieste e concederci grazie spirituali e materiali di cui abbiamo continuamente bisogno. Dal tabernacolo egli continua a dirci: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi ed io vi ristorerò” (Mt 11, 28). Se ci impegniamo a fermarci spesso in adorazione davanti al Tabernacolo siamo uniti a tutti i fedeli del mondo che si trovano in adorazione davanti all’Eucarestia. Maria è stata sempre unita a Gesù e continua ad essere vicina a Lui in Cielo e ovunque Gesù si trova, quindi anche in tutti i Tabernacoli del mondo. Quando ci rechiamo in chiesa per adorare Gesù, troviamo sempre lei che ci aspetta, che ci ispira, ci guida e presenta a Gesù le nostre adorazioni e le nostre suppliche avvalorandole con la sua materna intercessione. Quando ci accostiamo all’Eucarestia, allora chiamiamo Maria accanto a noi, chiediamole il suo Cuore per amare Gesù e per adorarlo, facciamo la comunione con lei e lasciamoci preparare all’incontro con Gesù da Colei che lo ha amato e lo ama più di ogni altro. Uniti a Maria il nostro amore sarà più puro e più profondo e Gesù troverà in noi, come in sua Madre, un cuore sul quale riposarsi.

Pratica Spirituale: Facciamo un’ora di adorazione a Gesù, accanto a Maria sua e nostra Madre.

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE

23 luglio 2019

Sono venuta per insegnarvi a vi­vere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

PARTE SECONDA

MEDJUGORJE

UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL’AMORE

20. La Santa Messa e l’amore a Gesù – Cari figli, Dio desidera farvi santi perciò attraverso di me vi invita all’abbandono totale. La Santa Messa sia per voi la vita. Comprendete che la chiesa è la casa di Dio, il luogo in cui vi riunisco e desidero mostrarvi la strada che conduce a Dio” (aprile 1988). Questo messaggio è un ulteriore invito alla santità. La maggior parte dei cristiani non conosce la Messa, non la capisce e perciò non la apprezza e non la vive. Molti cristiani, anche fra i migliori, la considerano una pratica di pietà, ma invece la Messa deve essere la nostra vita! Al centro della Messa sentiamo queste parole: “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue: fate questo in memoria di me”. È come se Gesù ci dicesse: “Fatevi anche voi Eucaristia. In sostanza fate ciò che ho fatto io: offrite e immolate anche voi il vostro corpo in sacrificio, come vedete che ho fatto io”. Allora la Messa diventa la norma di tutta la nostra vita e la nostra vita di ogni giorno diventa la Messa che noi celebriamo in ogni momento.

La chiesa è la casa di Dio e Gesù, Dio fatto uomo, vi abita giorno e notte con la sua presenza personale, viva, anche se nascosta nel mistero dell’Eucarestia. Siamo davvero persuasi di questa presenza viva e vera? E allora come si spiegano tante mancanze di rispetto, tante superficialità e come si spiega che andiamo raramente in chiesa e vi rimaniamo pure brevemente? Dobbiamo avere più fede nella presenza reale di Gesù nelle nostre chiese anche se non lo vediamo con gli occhi del corpo: vediamolo con la luce della fede! Preghiamo allora il Signore perché aumenti la nostra fede e in questo contiamo sull’aiuto costante di Maria. “Cari figli, io non posso aiutarvi se voi non vivete i comandamenti di Dio, se non vivete la Messa, se non evitate il peccato” (ottobre 1993). Sentiamoci fortemente impegnati su questi tre punti e fra gli altri proprio nel vivere la Messa. Nella prima parte della Messa, Liturgia della Parola, è Dio stesso che ci parla e nel Vangelo è Gesù. La parola è sempre viva, attuale, valida e impegnativa oggi, in tutte le circostanze della vita di ogni giorno. La seconda parte, Liturgia Eucaristica, attualizza la passione e morte di Gesù in croce, cioé rende attuale, misticamente presente a noi oggi, la redenzione di Gesù. Rende misticamente presenti anche noi sul Calvario, insieme a Maria, a Giovanni, alle pie donne e mette a nostra disposizione i frutti della salvezza. Dobbiamo partecipare alla Messa con queste convinzioni e con sentimenti di attenzione, adorazione, compartecipazione, gratitudine e amore, quelli che avremmo avuto se fossimo stati presenti sul Calvario insieme a Maria, mentre Gesù moriva sulla croce. Ecco perché la Messa ha un valore inestimabile! “Figlioli, la Santa Messa non sia per voi un’abitudine, ma sia vita. Vivendo ogni giorno la Santa Messa voi sentirete il bisogno della santità e crescerete nella santità” (gennaio 1998). Fra tutte le preghiere la Santa Messa è la più grande, la più perfetta, la più completa e la più efficace. Qui è Gesù stesso che prega con noi e per noi e ci si rende presente. Alla Messa non si partecipa per abitudine, assistendovi passivamente. Vi si partecipa attivamente facendo nostri i vari sentimenti e atteggiamenti di preghiera che in essa si susseguono e cercando poi di vivere questo nelle occupazioni della giornata. La Santa Messa così vissuta, più di ogni altra preghiera, ci fa sentire il bisogno della santità e ci fa crescere in essa.

Pratica Spirituale: Partecipiamo alla Messa ogni volta che possiamo e uniamoci così più profondamente alla morte e resurrezione di Gesù, uniti al Cuore di Maria.

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE,PARTE SECONDA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL’AMORE( Paragrafi : 18 e 19)

3 luglio 2019

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

“Sono venuta per insegnarvi a viere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

18. Il digiuno e l’amore – Tra i messaggi della Madonna a Medjugorje si trova anche quello del digiuno. È un messaggio straordinario anche se la pratica del digiuno è sempre stata conservata nella Chiesa. Ma in questi ultimi tempi il digiuno è diventato sempre più raro fino quasi a sparire dall’uso. La Madonna non comanda, raccomanda! E i motivi per raccomandare il digiuno oltre che nell’esempio di Gesù e nella pratica della Chiesa, dobbiamo vederli nel contesto del tempo odierno. Esso non è fine a se stesso, naturalmente, non ha il senso pagano del disprezzo del corpo e delle cose materiali, perché Dio ha creato tutte le cose per il bene dell’uomo e perciò tutto ciò che è creato porta in sé il sigillo dell’amore di Dio e del suo “Tutto è buono”. Il vero motivo e valore del digiuno sta nel senso che esso è un mezzo col quale l’uomo verifica, conferma e assicura la propria padronanza su se stesso. Il digiuno gli rende possibile e insieme gli garantisce che la sua adesione alla fede in Dio è sincera e sicura. Nessuno infatti può darsi ad un altro se prima non si possiede. Chi è schiavo non si appartiene. E un uomo non è schiavo solo del peccato, ma di molte passioni. La temperanza nel cibo e nelle bevande è virtù, l’intemperanza è già passione. Il digiuno allora aiuta l’uomo a darsi liberamente a Dio e al prossimo nella fede e nell’amore, vince la tendenza alla mentalità consumistica che porta a consumare anche ciò che non è necessario, violando la giustizia ed esaltando l’egoismo. Frutto del digiuno è una maggiore condivisione con chi è nel bisogno, una maggiore vita di preghiera, una più grande sensibilità per gli altri e un ridimensionamento delle proprie esigenze. Il digiuno aiuta la corporeità dell’uomo ad inserirsi nel piano di fede. È questo che la Madonna vuole sottolineare e vuole aiutarci a realizzare perché qui si trova un grande mezzo di conversione. Questo fu praticato nella parrocchia di Medjugorje fin dai primi mesi delle apparizioni: ogni famiglia digiuna per uno o due giorni, il mercoledì e il venerdì, a pane e acqua; ma la Madonna insiste anche su altri tipi di digiuno, complementari a questo: digiuno dal peccato, dal fumo, dall’alcool e dalla televisione. “Cari figli, oggi vi invito a cominciare col digiuno di cuore: ci sono tanti che già digiunano, più che altro perché tutti digiunano: questa quindi è diventata un’abitudine che nessuno desidera interrompere. Cari figli, digiunate e pregate di cuore” (settembre 1984). Il digiuno col cuore è molto importante per la conversione, per la pace, perché si realizzino i disegni di Dio, per vincere le tentazioni, per essere ascoltati nelle preghiere, per vivere una buona disposizione a pregare. “Cari figli, anche oggi vi invito al digiuno e alla rinuncia” (marzo 1998). Il digiuno e la rinuncia sono due pratiche ascetiche inculcate specialmente nel periodo quaresimale, ma non devono essere limitate a questo periodo particolare del tempo liturgico, insegna la Madonna a Medjugorje. Sono pratiche importanti e necessarie sempre, nella nostra vita cristiana. Il digiuno principale, che è un comandamento, consiste nell’astenersi dal peccato. Ma è importante anche il digiuno corporale che consiste nell’astensione parziale e temporanea dal cibo, perché questa ci purifica e ci aiuta a disciplinare il corpo e a sottometterlo all’anima. La Bibbia ci dice che il digiuno, unito alla preghiera e alle opere di carità, fatto con amore e per amore, è gradito a Dio ed è uno dei mezzi più efficaci per ottenere le grazie. Il digiuno è pure un’ottima preparazione per vincere le tentazioni, come ci insegna Gesù che per quaranta giorni prega e digiuna nel deserto, prima di affrontare e vincere le tentazioni del demonio (Mt 4, 2).
Pratica Spirituale: Prendiamo la decisione di accogliere l’invito di Maria e programmiamo il nostro tempo di digiuno.

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Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Luglio 2019

3 luglio 2019

“Cari figli, secondo il volere del Padre misericordioso, vi ho dato ed ancora vi darò segni evidenti della mia presenza materna. Figli miei, essa è per il mio desiderio materno della guarigione delle anime. Essa è per il desiderio che ogni mio figlio abbia una fede autentica, che viva esperienze prodigiose bevendo alla sorgente della Parola di mio Figlio, della Parola di vita. Figli miei, col suo amore e sacrificio, mio Figlio ha portato nel mondo la luce della fede e vi ha mostrato la via della fede. Poiché, figli miei, la fede eleva il dolore e la sofferenza. La fede autentica rende la preghiera più sensibile, compie opere di misericordia: un dialogo, un’offerta. Quei miei figli che hanno fede, una fede autentica, sono felici nonostante tutto, perché vivono sulla terra l’inizio della felicità del Cielo. Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito a dare esempio di fede autentica, a portare la luce là dove c’è tenebra, a vivere mio Figlio. Figli miei, come Madre vi dico: non potete percorrere la via della fede e seguire mio Figlio senza i vostri pastori. Pregate che abbiano la forza e l’amore per guidarvi. Le vostre preghiere siano sempre con loro. Vi ringrazio! ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE, PARTE SECONDA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL’AMORE ( Paragrafo 17)

28 giugno 2019

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

17. La preghiera e la vita d’amore –Desidero guidarvi verso la preghiera del cuore. Solo così capirete che la vostra vita è vuota senza la preghiera. Voi scoprirete il senso della vostra vita quando avrete scoperto Dio nella preghiera” (luglio 1997). Pregare non vuol dire sforzarci di convincere Dio ad accettare il nostro punto di vista, a fare la nostra volontà, a concederci proprio quello che gli chiediamo noi, perché noi possiamo facilmente sbagliarci e chiedere cose dannose o per lo meno non utili. Pregare vuol dire chiedere a Dio che ci aiuti ad accettare quello che lui vuole, a fare la sua volontà, perché egli vuole solo il nostro massimo bene e non si sbaglia mai. Se non chiediamo questo la nostra vita è vuota perché non si può realizzare il piano di Dio su di noi che è quello di arricchirci di bontà, di virtù, si santità, in preparazione alla pienezza di vita del cielo. La nostra vita ha un senso pieno e una preziosità infinita solo se noi realizziamo questo piano che Dio ha su di noi, nella diversità dei carismi che Egli ha dato a ciascuno. Questo noi lo possiamo scoprire e capire solo nella preghiera che ci mette in contatto diretto, personale, a tu per tu con Dio. “Cari figli, oggi vi invito a comprendere che senza amore non potete capire che Dio deve essere al primo posto nella vita. Per questo, figlioli, vi invito tutti ad amare non con amore umano, ma con l’aiuto di Dio. Così la vostra vita sarà più bella e non interessata” (settembre 1997). Noi, con la preghiera, dobbiamo coltivare, esercitare, sviluppare l’amore soprannaturale per non cadere nella morte spirituale. Il centro della vita, allora non è più il nostro io, lo scopo non è solo quello di soddisfare le sue attrattive e le esigenze egoistiche. Se fosse così si perderebbe di vista Dio, mentre, se vogliamo che la nostra vita sia ben ordinata e ricca di bontà, di soddisfazione e di gioia, Egli deve essere al primo posto. San Francesco di Sales scriveva: “Iddio richiede questo da noi: che fra tutti gli amori il suo sia il primo nel nostro cuore, il più caro”. Quando l’amore a Dio ha il primo posto nel nostro cuore, allora tutta la nostra vita si orienta spontaneamente verso di Lui e noi troviamo la nostra gioia nel compiere la sua volontà. L’amore umano è interessato, egoistico, dà per ricevere. L’amore soprannaturale, quello che dobbiamo chiedere nella preghiera con insistenza, è invece disinteressato, oblativo, porta ad offrire, a dare, a dare a Dio la propria adorazione, il rispetto, la docilità, l’obbedienza, l’affetto filiale, l’adesione alla sua volontà, ai suoi disegni. La vita vissuta in questo amore è una vita pienamente realizzata e quindi, pur essendo disinteressata, è una vita ricca di soddisfazioni, capaci di ripagare i sacrifici fatti per vivere nell’amore soprannaturale; è una vita bella, gioiosa, alla quale sono chiamati tutti quelli che vogliono essere veri seguaci di Gesù Cristo. Figlioli, che la preghiera sia per voi vita!” (ottobre 1997). Per poter fare tutto e solo quello che il Signore ci dice è necessario che noi viviamo continuamente in uno stato di preghiera che è apertura a Dio, attenzione, rispetto, adorazione, sottomissione e amore a Lui. Tutto questo non può limitarsi al breve tempo in cui recito una formula di preghiera, ma deve estendersi a tutta la giornata, ad ogni momento della giornata. Perciò tutto quello che faccio e che mi capita lo indirizzo a Dio, lo offro a Lui: la preghiera vocale e mentale, ma anche il lavoro, il compimento dei doveri del proprio stato, la croce che fa sentire il suo peso, la gioia che mi dilata il cuore, insomma tutta la trama della vita è accettata dalle mani di Dio e compiuta per suo amore, offerta a Lui. È così che tutta la vita diventa preghiera e la preghiera diventa l’espressione continua della vita orientata verso Dio.

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Pensiero della sera:Maria nella Storia

26 giugno 2019

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Un segno grandioso, apparve nel cielo, una donna vestita di sole , sotto i suoi piedi era la luna e sul capo una corona di dodici stelle
Siamo nel bel mezzo dell’Apocalisse , l’Immacolata si rivela a noi come un segno grandioso dal 27 Novembre 1830, fino a oggi con le continue apparizioni a Medjugorje( anche se la Chiesa riguardo a queste ultime apparizioni non si è ancora espressa ufficialmente). Questo tempo lungo ed infinito  , per noi mortali è un tempo di grazia: tempo della rivelazione con l’Immacolata Concezione.
Oh! Maria Concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te

Medjugorje, il messaggio mariano che insegna a vivere la consacrazione. Parte Seconda: Mrdjugorje, un messaggio che conduce alle fonti dell’Amore ( Paragrafo 16)

26 giugno 2019

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

16. Il Rosario e l’amore a Maria e a Gesù –Cari figli, Dio mi ha dato questo tempo come dono a voi per poter insegnarvi e guidarvi sulla via della salvezza. Ora, cari figli, non comprendete questa grazia, però presto verrà il tempo quando rimpiangerete questi messaggi. Perciò, figlioli, vivete ogni parola che vi ho dato durante questo tempo di grazia. Rinnovate la preghiera affinché la preghiera diventi gioia per voi. In modo particolare invito coloro che sono consacrati al mio Cuore Immacolato a diventare esempio per gli altri. Invito tutti i sacerdoti e religiosi a pregare il Rosario e ad insegnare agli altri a pregare. Figlioli, il Rosario mi è particolarmente caro. Attraverso il Rosario voi aprite i vostri cuori ed io posso aiutarvi!” (agosto 1997). Perché i semi di santità che sono i messaggi della Madonna producano frutti di santità nella nostra vita, dobbiamo essere perseveranti nella preghiera, anzi, dobbiamo rinnovare continuamente la nostra preghiera, cioè dobbiamo di giorno in giorno cercare di renderla migliore: più attenta, più sentita, più umile, più fiduciosa, più conforme ai desideri e alle raccomandazioni di Gesù che ci ha insegnato a chiedere prima di tutto i beni spirituali: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia” (Mt 6, 33). Allora la nostra preghiera sarà esaudita e diventerà fonte di gioia per noi, come ci ha promesso Gesù: “Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena! “(Gv. 16, 24). Così noi diventiamo punto di riferimento e di esempio per gli altri. La consacrazione al Cuore Immacolato di Maria suppone e attualizza la consacrazione a Cristo derivante dal Battesimo e ci aiuta a vivere di giorno in giorno l’esortazione di San Paolo: “Offri te stesso come esempio in tutto di buona condotta” (Tt 2, 7). Viviamo in tempi in cui, molto spesso, la preghiera è in crisi. È quindi necessario che specialmente coloro che sono consacrati vivano di preghiera, non solo di quella ufficiale della Chiesa, quale è la preghiera liturgica, ma anche della preghiera personale e popolare, specialmente il Santo Rosario che è nello stesso tempo preghiera mentale e vocale ed è preghiera essenzialmente biblica. L’assiduità e la fedeltà, anche materiale, ai tempi e alle formule della preghiera aiuta a migliorarne la qualità e rende capaci di insegnare anche agli altri a pregare. Il Rosario è preghiera particolarmente cara alla Madonna e anche a tutti i veri devoti di lei.

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Messaggio della Madonna a Medjugorje del 25 Giugno 2019

26 giugno 2019

“Cari figli! Ringrazio Dio per ciascuno di voi. In modo particolare, figlioli, grazie per aver risposto alla mia chiamata. Io vi preparo per i tempi nuovi affinché siate saldi nella fede e perseveranti nella preghiera, affinché lo Spirito Santo operi attraverso di voi e rinnovi la faccia della terra. Prego con voi per la pace, il dono più prezioso, anche se satana vuole la guerra e l’odio. Voi, figlioli, siate le mie mani tese e camminate fieri con Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

La Chiesa guarda con favore , ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE/PARTE SECONDA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL’AMORE ( PARAGRAFI 14, 15)

25 giugno 2019

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

14. La Preghiera e l’amore – Preghiera. È questa la parola pronunciata più frequentemente dalla Madonna a Medjugorje. Essa ricorre in quasi tutti i messaggi. Questo fatto ci sottolinea che la preghiera è l’azione più importante di tutte. Lo dice anche il Vangelo, ma noi spesso non ci facciamo caso. Quando saremo nell’aldilà vedremo il danno enorme prodotto dalla trascuratezza della preghiera, ma allora che potremo fare più? Adesso è il momento di cambiare. Ascoltiamo la Madonna che con tanta pazienza continua ad incitarci alla preghiera! Così Padre Slavko, a Medjugorje, diceva ai pellegrini italiani: “Perché la Madonna continua a dirci di pregare? Si può dire che ogni sua apparizione è un invito alla preghiera, perché? Perché la preghiera è l’unico modo nostro per incontrare Dio, per incontrare Gesù. Lei è la Madre di Gesù e la Madre nostra, perciò fa il suo dovere che è quello di farci incontrare con Gesù, perché solo se lo incontriamo noi siamo salvi. Maria continua a fare quello che ha fatto a Cana di Galilea. Era presente lei e anche Gesù, ma Gesù non era ancora conosciuto per quello che era: lei lo fece conoscere. Fatto questo, si ritira dicendo ai servi: “Fate quello che Egli vi dirà!”. La sua presenza è un forte invito a noi anche perché ci mettiamo in comunicazione con Gesù Cristo. Ma la sua presenza è anche un rimprovero per noi tutti che abbiamo dimenticato, che non crediamo abbastanza alla presenza di Gesù nelle nostre chiese. La Madonna ha detto a Jelena: ‘Io vi sono più vicina durante la santa Messa che durante l’apparizione”. Fare la Comunione è più che essere veggenti! Ma noi questo lo crediamo? Se non ascoltiamo l’invito della Madonna a pregare davvero, non incontreremo mai il Signore. Maria ci dice: “La preghiera deve diventare il nutrimento quotidiano, gioia e pace interiore, sollievo nella stanchezza per il troppo lavoro… Ma perché sia così, la preghiera deve essere: preghiera col cuore, preghiera di un cuore che ama, preghiera di chi si abbandona totalmente a Dio, dì chi desidera Dio, di chi anela a Dio “. Questo è il punto centrale di tutti i consigli della Madonna riguardo alla preghiera: dialogo con Dio, con Gesù, con lei stessa, ma per arrivare, sempre ad incontrare Dio! Perciò la preghiera non può essere una pura e semplice recita di formule: la cosa è molto più seria e importante. Nel gennaio del 1986 ci ha dato il seguente messaggio che riassume molte sue esortazioni: “Cari figli, anche-oggi vi invito a pregare. Voi cari figli non sarete in grado di comprendere quanto valga la preghiera finché non direte a voi stessi: adesso è il tempo della preghiera, adesso nessun’altra cosa è importante, adesso per me nessun’altra cosa è importante quanto Dio. Cari figli, dedicatevi alla preghiera con particolare amore, così Dio potrà darvi le grazie “. Ma quali preghiere dobbiamo fare? Tutte! La Santa Messa, l’adorazione al Santissimo Sacramento, la devozione al Cuore di Gesù, il culto della Croce e della Passione, la devozione allo Spirito Santo, la lettura della Bibbia, il Rosario… Maria raccomanda moltissimo la preghiera allo Spirito Santo e dice: “Molta gente prega in modo sbagliato, chiede delle cose, ma pochi chiedono il dono dello Spirito Santo. Chiedete prima di tutto il dono dello Spirito Santo, perché chi ha questo ha tutto!”. E dice ancora: “Un fiore non può crescere bene senza acqua. Così voi non potete crescere bene senza la benedizione di Dio. Chiedete ogni giorno la benedizione di Dio per poter crescere e per poter fare i vostri lavori”: la benedizione di Dio dona lo Spirito Santo.
Pratica Spirituale: Scegliamo un tempo di preghiera e chiediamo insistentemente lo Spirito Santo.

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In Attesa dei messaggi di Medjugorje del 25 giugno 2019

25 giugno 2019

Ultimo Messaggio di Medjugorje, 25 maggio 2019

“Cari figli! Per la Sua misericordia, Dio mi ha permesso di essere con voi, di istruirvi e di guidarvi verso il cammino della conversione. Figlioli, tutti voi siete chiamati a pregare con tutto il cuore perché si realizzi il piano della salvezza per voi e tramite voi. Siate coscienti figlioli, che la vita è breve e vi aspetta la vita eterna secondo i vostri meriti. Perciò pregate, pregate, pregate per poter essere degni strumenti nelle mani di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”

La Chiesa guarda con favore , ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Ultimo Messaggio di Medjugorje, 2 giugno 2019 – Apparizione a Mirjana

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Medjugorje:Il messaggio mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione. Parte Seconda:Medjugorje.un messaggio che ci conduce alle fonti dell’amore( paragrafo 13,La nostra conversione e l’amore)

23 maggio 2019

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

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Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

Uno dei più importanti messaggi della Madonna a Medjugorje è la richiesta della conversione degli uomini. Ella ripete che la Pace è frutto della nostra conversione. L’uomo che si allontana da Dio, sorgente e scopo della sua esistenza, cade nella contraddizione con sé e con il mondo, si perde e non riesce più a raggiungere lo scopo della vita. Per questo ciò che pensa e intraprende si volge contro lui stesso. Essendo il peccato il rifiuto e l’allontanamento da Dio, il rimedio contro di esso e le sue conseguenze sta nel ricercare il volto di Dio e nel tornare a Lui. Ma come la decadenza è iniziata con il cuore e la volontà dell’uomo, così anche il ritorno deve iniziare con essi. Questo richiede un radicale cambiamento di orientamento che si chiama appunto conversione. La vera conversione è “lavare il cuore”, cambiare intenzioni e comportamenti. L’uomo da solo non può togliersi il peccato e le sue conseguenze, ma lo può con l’aiuto di Dio. Questo lo obbliga a servirsi dell’aiuto. In ciò sta la possibilità della conversione. Qui non si tratta solo di regolare i rapporti tra il peccatore e Dio, ma anche di migliorare i rapporti con tutti gli uomini. Il peccato di chiunque aumenta il comune peso dei peccati. Così anche le conversioni individuali influiscono positivamente sulla situazione degli uomini, del mondo e della società. Il peccato aggrava, la conversione migliora. È per questo che senza una personale conversione è impossibile cambiare in meglio lo stato del mondo. È inutile aspettare dalle cause esterne quello che può venire soltanto dal cuore dell’uomo. La Madonna a Medjugorje invita tutti a convertirsi. Nessuno ne è esentato. La conversione è un libero, totale, personale atto per cui l’uomo cambia profondamente e si accorda con la volontà di Dio. Tutte le altre opere e sacrifici, al posto della conversione, sono inutili (Isaia 1, 13). I più grandi portavoce della conversione, nella storia della salvezza, sono stati i profeti. Adesso Maria, Regina dei profeti, continua ad invitarci a tornare a Dio con tutto il cuore. Le apparizioni della Madonna sono le giuste occasioni perché ognuno rifletta su se stesso e accolga il messaggio salvifico di lei e di Dio alla conversione. Montagne di peccati spariscono nell’oceano dell’amore di Dio! “Figlioli, io desidero che gli uomini si convertano e vedano in voi, me e mio Figlio Gesù” (maggio 1996). La conversione è sempre dono di Dio, frutto della Grazia. Le nostre parole, da sole, non saranno mal capaci di convertire altre persone. Ma se gli altri potranno vedere in noi almeno un pochino della fisionomia di Maria e di Gesù, cioè , se ci vedranno mettere in pratica gli insegnamenti e i precetti del Vangelo, si sentiranno attratti e spinti alla conversione. Le parole possono smuovere, ma è l’esempio che trascina. “Figlioli vi invito ad aprirvi a me e a decidervi per la conversione” (giugno 1996). Aprirci a Maria vuol dire aprire il cuore a lei, togliere tutto ciò che le dispiace e le impedisce di guidarci verso la santità; è lasciare che lei entri nei nostri pensieri, nei nostri sentimenti, nei nostri orientamenti, nella nostra condotta, perché il suo invito è un invito alla santità. Maria guiderà allora la nostra vita verso Dio e la conversione nostra ne sarà la logica conseguenza: questa è la volontà di Dio che ci ripete Maria: la nostra santificazione!

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Maria a Medjugorje:I messaggi del 25 Aprile 2019 e del 2 Maggio 2019

23 maggio 2019

“Cari figli! Questo è tempo di grazia, tempo di misericordia per ciascuno di voi. Figlioli, non permettete che il vento dell’odio e dell’inquietudine regni in voi e attorno a voi. Voi, figlioli, siete invitati ad essere amore e preghiera. Il diavolo vuole l’inquietudine e il disordine ma voi, figlioli, siate la gioia di Gesù Risorto il quale è morto e risorto per ciascuno di voi. Lui ha vinto la morte per donarvi la vita, la vita eterna. Perciò, figlioli, testimoniate e siate fieri di essere risorti in Lui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”

(Messaggio del 25 Aprile 2019)

La Chiesa guarda con favore ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

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Medjugorje , il messaggio mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione. Parte Seconda: Medjugorje: un messaggio che conduce alle fonti dell’Amore ( paragrafo 12 . La fede e l’amore)

10 aprile 2019

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

– “Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

La fede ha un’importanza fondamentale nella vita cristiana per aderire a Dio, per avere la salvezza e la vita divina, per vincere il mondo e ciò che c’è nel mondo. La fede di Maria vince l’infedeltà di Eva e ha vinto tutte le eresie. È per questo che è lei che può aiutarci a vivere di fede in ogni momento della nostra vita. È lei che vuole sostenere la nostra fede con il suo insegnamento e le sue esortazioni materne. È lei che può difendere la nostra fede da tutti gli attacchi del nemico. Il più importante messaggio della Signora di Medjugorje è proprio la fede: questo è evidente nei molti suoi incitamenti e raccomandazioni. Che questo le stia a cuore più di tutto è comprensibile perché con la fede l’uomo riceve in dono la vita per l’eredità eterna. D’altra parte in molti uomini la fede è impallidita e ha cessato di ordinare e formare la loro vita. Questo ha condotto a grandi peccati e divisioni tra gli uomini, ma anche in tutto il creato. Con l’incredulità l’uomo si è separato da Dio e così si è totalmente impoverito. È divenuto vittima non solo della sua debolezza e dei suoi peccati, ma anche del suo potere, attirando su di sé una moltitudine di mali. L’unica salvezza dell’uomo sta nel fatto che Dio è vivo, che il suo amore non è cessato e che egli continua ancora ad offrire all’uomo la sua vita. Maria viene a testimoniare tutto ciò e ad annunciare la grande speranza che si nasconde solo nella fede. Questo richiede che la fede si conosca meglio e la si accolga più responsabilmente. Essa è collegata con la parola di Dio nella quale Dio rivela se stesso e l’intenzione di darsi in dono agli uomini, così che essi diventino partecipi della sua vita con tutte le conseguenze che ne derivano. Noi abbiamo bisogno di fede, di rafforzare la nostra fede, di non perdere la fede in mezzo alle vicende del mondo. Le difficoltà della vita, le delusioni dovute agli insuccessi, la paura del futuro, le minacce in tanti diversi campi, possono portare a scegliere gli dei inventati dall’uomo: il potere, la ricchezza, il progresso, la forza che però si mostrano prima o poi impotenti e distruttivi. Essi non salvano l’uomo ma lo annientano. Il rivolgersi a Dio con la fede è rivolgersi verso la vera salvezza. Questo è il messaggio che la Madonna ripete costantemente a Medjugorje: “Desidero invitarvi ad avere più fede e fiducia in Dio che vi ama senza misura” (agosto 1996). E la fede non è solo quella intellettuale per cui crediamo in Dio e in tutto quello che Egli ci ha rivelato, ma soprattutto la fede praticata, vissuta, per cui le verità rivelate, che noi crediamo con la nostra mente, diventano la guida e la norma del nostro pensare, amare, agire, e della nostra condotta. Questo ci chiede Maria e a questo invito accorato noi vogliamo rispondere con fiducia e con amore di figli.

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Medjugorje:il messaggio che insegna a vivere la Consacrazione. Medjugorje: Parte Seconda . Un messaggio che conduce alle fonti dell’ Amore( Paragrafo 11, le fonti dell’Amore)

6 aprile 2019

Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

Dio è amore e l’amore è da Dio. Per darci il suo amore Dio ha mandato a noi il Figlio che ha istituito la Chiesa e i mezzi di grazia necessari per farci vivere l’amore e la riconciliazione con Lui. La Madonna nelle sue apparizioni, ci ricorda e ci invita a vivere nella Chiesa e a servirci dei mezzi di grazia. Come ripeteremo spesso, il programma di Medjugorje è fatto di fede, conversione, preghiera, digiuno e tutto questo richiama l’ìnsegnamento di Gesù e della Chiesa. La vita cristiana consiste nell’amare e vivere Gesù. La Madonna, Madre del divino Amore, ci insegna a trasformare i mezzi di grazia in amore per Gesù, in vita di Gesù. Ella perciò non viene mai per cambiare il piano di Dio espresso anche attraverso la Tradizione, ma insegna a viverla. Il vero rinnovamento, infatti, non sta nel cambiare, ma nel vivere il piano di Dio e nel realizzarlo sempre più perfettamente. Le apparizioni hanno grande e universale significato perché impegnano tutta la Chiesa. Maria è Mediatrice di grazia appunto come Madre di Dio e Madre della Chíesa. Con le sue apparizioni ella conferma il suo ruolo di serva di Dio per la salvezza del mondo e dimostra che è per l’uomo e a servizio dell’uomo. Dio così si inserisce nella storia del mondo con l’aiuto di lei. Tra il principio e la fine c’è il tempo, la storia e la vita della Chiesa: in questo tempo si svolge l’azione salvifica di Dio e questo avviene anche attraverso le apparizioni della Vergine. Le sue non sono apparizioni per la sua gloria, ma per quella di Cristo. Servono alla fede in Cristo e in Dio, promuovono la devozione eucaristica, guidano alla conversione e al generale rafforzamento della vita cristiana. Le apparizioni aiutano a vedere più facilmente e a scorgere i segni dei tempi e a giudicarli con più esattezza. Le manifestazioni della Signora infondono forza, approfondiscono la fede, rafforzano la speranza, aumentano l’amore, danno sicurezza, slancio e gioia, a condizione che i redenti accolgano l’azione di Dio attraverso di lei, collaborino con lei e rispondano in accordo con lei. Le apparizioni rafforzano la fede nella presenza di Dio e nella sua azione nella storia del mondo, illuminano, testimoniano e avvicinano i beni escatologici che la Chiesa aspetta. La salvezza , non c’è dubbio, viene da Cristo, ma la presenza di Maria ci convince che egli vuole servirsi di lei. La Madonna a Medjugorje, sulla linea della tradizione della Chiesa e mettendone in evidenza tutti i mezzi di salvezza, sveglia gli addormentati , rafforza i deboli, ammaestra gli sconcertati, consola i disperati , cerca i perduti e conduce gli smarriti alla casa paterna. La via della salvezza non si può trovare né seguire senza di lei. Bisogna che i messaggi di Maria siano tradotti nella vita. Solo così si può affrontare il trionfo dell’amore e della pace.

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Medjugorje: Il messaggio mariano che fa vivere la Consacrazione.Parte Prima:Medjugrje un messaggio d’Amore per il nostro tempo (Paragrafi 9 e 10)

3 aprile 2019

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

 

Dio mi ha mandata a voi per insegnarvi ad amare”. La Madonna a Medjugorje

9. La parrocchia di Medjugorje – Tramite Jelena la Madonna ha detto che desiderava avere tutta la parrocchia attorno all’Eucarestia, una sera alla settimana, per compiere un cammino spirituale. Lei avrebbe dato un messaggio. Nel marzo del 19841a Madonna ha iniziato i suoi messaggi per aiutare la parrocchia a percorrere la strada di un Esodo pasquale. Queste sono sinteticamente le linee del cammino spirituale. La Madonna chiama la parrocchia attorno all’Eucarestia. L’Eucarestia fa la Chiesa. Noi invece, molto spesso pensiamo che occorrano iniziative diverse per invigorire o guarire le nostre parrocchie. La parrocchia è una famiglia, una unità vivente, nella quale le singole persone devono farsi carico di ognuna delle altre. Il cemento di tale unità è la carità fraterna. Quanto insiste la Madonna sulla carità! Ci sono persone che vivono male, che non credono, che non amano? Allora bisogna pregare e digiunare di più per questi fratelli. La parrocchia, porzione del Corpo di Cristo, non deve avere emarginati, estranei o forestieri: tutti sono figli di Dio e figli della Madonna, ugualmente amati. Le verità della fede, la vita religiosa, le feste, i riti devono incarnarsi nella realtà umana della vita quotidiana. Nei messaggi entrano con naturalezza i raccolti, le piogge, le stagioni, le preoccupazioni, i problemi grossi e piccoli. La parrocchia ha una sua santità, un suo merito, un suo peso, un ruolo nei piani della salvezza: quanto è importante questo per noi, spesso preda dell’individualismo! La parrocchia deve santificarsi per la Chiesa universale e per l’umanità. I mezzi fondamentali della vita parrocchiale sono: la piena partecipazione alla Liturgia, la Parola di Dio, i Sacramenti, la preghiera e il digiuno. Per ottenere questi risultati sarebbe auspicabile che alla guida di ogni gruppo parrocchiale ci fosse proprio il parroco o un sacerdote da lui incaricato. L’animatore del gruppo deve possedere il buon senso cristiano che scaturisce dalla sana dottrina da sempre insegnata dalla Chiesa riguardo alla fede e alla morale. Inoltre il moderatore, più degli altri, deve farsi docile all’azione dello Spirito Santo e deve avere un particolare rapporto filiale con la Vergine Maria. Il suo compito principale è quello di creare nel gruppo l’atmosfera dell’amore vicendevole perché ogni fratello sia aiutato a manifestare i propri pensieri, ispirazioni ed esperienze per l’utilità comune. Uno dei grandi vantaggi del gruppo per la formazione delle persone è l’occasione dell’esercizio dell’amore fraterno. Tale esercizio ci è necessario più dell’allenamento ad un atleta. La stessa preghiera riceve valore solo dall’amore fraterno.
Pratica Spirituale: Chiediamo a Maria l’aiuto per crescere nell’amore fraterno all’interno delle nostre famiglie, dei gruppi e delle comunità parrocchiali.

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Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Aprile 2019 a Mirjana

3 aprile 2019

Cari figli, come Madre che conosce i suoi figli, so che anelate a mio Figlio. So che anelate alla verità, alla pace, a ciò che è puro e non è falso. Per questo io, come Madre, mediante l’amore di Dio mi rivolgo a voi e vi invito affinché, pregando con cuore puro ed aperto, conosciate da voi stessi mio Figlio, il suo amore, il suo Cuore misericordioso. Mio Figlio vedeva la bellezza in tutte le cose. Egli cerca il bene, perfino quello piccolo e nascosto, in tutte le anime, per perdonare il male. Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito ad adorarlo, a ringraziarlo continuamente e ad esserne degni. Perché lui vi ha detto parole divine, le parole di Dio, le parole che sono per tutti e per sempre. Perciò, figli miei, vivete la letizia, la serenità, l’unità e l’amore reciproco. Questo è quello che vi è necessario nel mondo di oggi: così sarete apostoli del mio amore, così testimonierete mio Figlio nel modo giusto. Vi ringrazio. ”

la Chiesa guarda con favore ma non si è ancora espressa sui fatti di Medjugorje

MESSAGGI A CONFRONTO

Messaggio di Medjugorje, 2 aprile 2018 – Apparizione a Mirjana

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Medjugorje, il messaggio mariano che insegna a vivere la Consacrazione.Parte Prima : Medjugorje un messaggio d’ Amore per il nostro Tempo ( Paragafo,8I messaggi inseriti nella Parrocchia)

27 marzo 2019

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

“Dio mi ha mandata a voi per insegnarvi ad amare”. La Madonna a Medjugorje

Una delle tante novità delle apparizioni della Madonna a Medjugorje è la chiamata di tutta una parrocchia a collaborare con lei nella realizzazione dei piani di Dio. Il suo piano pastorale ha dato ottimi risultati. Il vescovo Franic ha detto: “Vorrei che tutte le parrocchie della mia diocesi fossero come Medjugorje”. Chiunque vuole impegnarsi seriamente nel condurre alla vita cristiana comunità e singole persone non potrà non tenere in considerazione il metodo della Madonna. La parrocchia è di-ventata segno nella Chiesa, anche se tanti ancora si ostinano ad ignorare questo segno. Ma questo segno è anche un merito e perciò siamo tutti chiamati a guardare e a benedire per tanti frutti di grazia che vi si manifestano. I primi due anni delle apparizioni servirono alla Madonna a proclamare i grandi messaggi, a risvegliare molti dal torpore, ad aprire gli occhi di tanti. Fatto questo, ha raccolto nel suo cuore i generosi che volevano corrispondere più degli altri, per diventare esempio agli altri e per meritare grazie per la comunità e per la Chiesa. La Madonna disse: “La vostra esperienza servirà anche agli altri”. Il primo gruppo si è costituito dopo il secondo anniversario, sotto la guida di padre Tomislav. Più tardi è sorto anche un altro gruppo per i più giovani. All’inizio del 1985 un parroco italiano, tramite Jelena, ha chiesto se fosse opportuno un Gruppo di preghiera per la parrocchia. La Madonna rispose: “Si, è molto opportuno e non solo in quella parrocchia”. Da allora sono cominciati i gruppi di preghiera che si rifanno alla spiritualità delle apparizioni della Madonna. L’esperienza dice che i gruppi di preghiera sono davvero provvidenziali! Uno dei segni della loro utilità è il cumolo di difficoltà che ogni gruppo incontra per sorgere e per continuare la sua azione secondo i desideri di Maria. La Madonna a Medjugorje ha voluto il gruppo perché fosse lievito della comunità parrocchiale. E di fatto il gruppo ha preceduto di un anno il cammino di fede che ora fa tutta la parrocchia. 1 gruppi nascono con l’aiuto o almeno col consenso del parroco a meno che si tratti di gruppi limitati a una sola famiglia o una stretta cerchia di amici, ma, anche in questo caso, è bene che il parroco ne sia informato perché il gruppo è sempre per la parrocchia. Esso si santifica per la comunità parrocchiale, si fa carico della realtà della parrocchia, pregando e facendo penitenze per questo scopo, prepara e stimola i propri membri a diventare operai nella vigna della comunità. Bisogna tenere presente che il demonio tenta di creare divisioni all’interno e attorno ai gruppi, perché la divisione rende sterili anche le preghiere più belle, le penitenze più austere e le attività più zelanti. Perciò il gruppo non deve mai accettare divisioni: i tentativi degli altri non dividono se non vengono accolti. Il gruppo deve aiutare i suoi membri ad estendere l’orizzonte della carità alla Chiesa universale e all’intera umanità: la carità non deve avere limiti!

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Maria a Medjugorje, messaggio della Regina della Pace del 25 Marzo 2019

27 marzo 2019

“Cari figli! Questo è tempo di grazia. Come la natura si rinnova a vita nuova anche voi siete invitati alla conversione. Decidetevi per Dio. Figlioli, voi siete vuoti e non avete gioia perché non avete Dio. Perciò pregate affinché la preghiera sia per voi vita. Nella natura cercate Dio che vi ha creati perché la natura parla e lotta per la vita e non per la morte. Le guerre regnano nei cuori e nei popoli perché non avete pace e non vedete, figlioli, nel vostro prossimo il fratello. Perciò ritornate a Dio ed alla preghiera. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

MESSAGGI A CONFRONTO

25 marzo 2018

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Medjugorje,il messaggio mariano che insegna a vivere la Consacrazione.Parte Prima:Medjugorje, un messaggio d’amore per il nostro tempo(Paragrafo 7.La presenza di Maria)

23 marzo 2019

Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

“Dio mi ha mandata a voi per insegnarvi ad amare”. La Madonna a Medjugorje

Il messaggio più profondo della Madonna a Medjugorje non sono solo le sue parole, ma la sua continua presenza. Essa imita la presenza viva e operante di Dio in mezzo al suo popolo e la presenza incarnata del Verbo. Maria si fa straordinariamente presente nella nostra vita e la sua prolungata presenza indica l’importanza della sua pedagogia, tutta tesa nell’insegnamento a fare la volontà di Dio amandolo e mettendolo al primo posto nella nostra vita. È così, stando a lungo fra noi, che lei ci introduce nel terzo millennio, nell’era che la vedrà protagonista della storia umana, in unione con lo Spirito Santo, vivificatore e perfezionatore dei cuori. Ma questa continua e materna presenza dà molto fastidio a Satana, il nemico personale di Maria e dei suoi figli. L’Apocalisse ci dice che Satana vomita un fiume di acqua dietro alla Donna per poterla travolgere. Questo fiume è simbolo di tutte le opposizioni a lei, alla sua presenza e al suo ruolo nella Chiesa e nella vita dei cristiani; è il simbolo delle opposizioni alla devozione mariana del popolo cristiano, dell’opposizione, specialmente, al Rosario. Ma la Madonna è Madre e la Madre si trova sempre dove i figli sono in pericolo! Consacrarsi alla Madonna allora significa accogliere con gioia e con riconoscenza questa presenza e dirle: “lo ti prendo come mia madre e ti affido la mia vita”. E, lasciare a Maria la propria vita, vuol dire lasciarsi condurre da lei a Gesù. È questo che vuole la Madonna! Si comporta come a Cana di Galilea quando la sua premurosa e attenta presenza ha cambiato le cose e ha riportato la gioia. Oggi come allora ella ci ripete: “Fate tutto quello che Egli vi dirà”. È allora molto importante fare quello che anche Maria ci dice che è l’eco della voce di Gesù! Se la ascoltiamo non rendiamo vana la sua presenza tra noi. La Madonna sta davanti a ciascuno di noi, sta davanti ad ogni famiglia, davanti alla Chiesa, davanti al mondo e vuole condurci a Gesù. Ma non costringe nessuno, ci invita soltanto. A tutti la continua presenza di Maria dice: “Pregate perché il mondo accetti il mio amore”: questo è molto importante, perché accettare la Madonna come Madre significa anche consacrarsi a lei. Consacrarsi vuol dire questo: accettare Maria come madre, accettarla nella famiglia, accettarla in tutte le situazioni della vita e far passare tutto attraverso il suo Cuore. Ogni sua parola, e tutta la sua presenza, ha un solo scopo: Ella vuole educarci tutti. Non sappiamo quando finiranno le apparizioni, ma la scuola dell’amore non finisce mai. Le apparizioni private sono sempre date alla Chiesa, durante la storia, quando gli uomini dimenticano qualcosa. Le apparizioni vengono e ci ricordano ciò che è necessario per vivere di Dio e con Dio. Ecco perché la presenza di Maria è un dolce e forte continuo richiamo. A tornare a lei e attraverso di lei al Signore, perché la nostra vita abbia un senso e la meta divenga più vicina.

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