Archive for the ‘Maria’ Category

Preghiera del giorno: Supplica alla Madonna del Miracolo ( da recitarsi il 20 Gennaio alle ore 12:00)

20 gennaio 2018

 

O Vergine Santissima del Miracolo, Madre e Regina di misericordia, prostrati dinanzi alla tua immagine, noi ci affidiamo totalmente alla tua amorosa e potente tutela. Conserva viva e pura in noi quella luce che il tuo Figlio divino fece risplendere sopra la terra; quella luce che è la sorgente della vita morale, la luce della fede. Tu, che ti degnasti miracolosamente apparire, per illuminare con questa luce di fede lo spirito dell’ebreo Ratisbonne, rinnova questo prodigio per tanti infelici nostri fratelli che vivono nella miscredenza o nell’indifferenza. Illuminaci, o Maria, coi tuoi splendori; che ci rendano credibili i giudizi divini e ci facciano vivere costantemente da figli della luce.

Ave Maria

O Santa Madre di Dio, le tue mani benedette, che versarono tanta copia di grazie nell’animo fortunato dell’ebreo, sono pure il tramite prezioso per il quale si diffonde su di noi la grazia, che ridesta nei nostri cuori, inariditi dalla colpa, la speranza della visione divina. A te, dunque, noi ricorriamo in tutte le necessità: da te ci aspettiamo di ottenere dal Signore il perdono di tutte le nostre colpe, l ‘aiuto necessario a sorreggere le nostre debolezze, per non ritornare più sulle vie del peccato. Per tua intercessione, o Madre divina, si mutò il cuore indurito del Ratisbonne; rinnova anche il nostro, e fà che non abbia altri palpiti, che per la virtù, altre aspirazioni che per il cielo!

Ave Maria

O Madre di amore e Regina amabilissima, fosti tu che ottenesti i raggi della grazia alla mente del Ratisbonne, ed accendesti nel suo animo smarrito nella colpa, la fiamma di quell’amore celeste, che tanto lo elevò e lo nobilitò: tu pure purifica e infiamma di amore celeste i nostri cuori. Sì, o Maria, l’amore tuo e del tuo Figlio splenda sempre nei nostri costumi, suoni sulle nostre labbra, e ci renda degni del tuo sguardo e del tuo sorriso materno. Questo amore, o Benedetta, ci affratelli tutti in Gesù Cristo, unifichi le nostre menti e i nostri cuori, ci renda tutti fecondamente operosi per l’eterna salvezza, ci conduca a godere con te le gioie del Paradiso.

Ave Maria

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Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Gennaio 2018

3 gennaio 2018

Cari figli, quando sulla terra viene a mancare l’amore, quando non si trova la via della salvezza, io, la Madre, vengo ad aiutarvi a conoscere la vera fede, viva e profonda; ad aiutarvi ad amare davvero. Come Madre, anelo al vostro amore reciproco, alla bontà e alla purezza. È mio desiderio che siate giusti e che vi amiate. Figli miei, siate gioiosi nell’animo, siate puri, siate bambini! Mio Figlio ha detto che ama stare tra i cuori puri, perché i cuori puri sono sempre giovani e lieti. Mio Figlio vi ha detto di perdonare e di amarvi. So che non è sempre facile: la sofferenza fa sì che cresciate nello spirito. Per crescere il più possibile spiritualmente, dovete perdonare ed amare sinceramente e veramente. Molti miei figli sulla terra non conoscono mio Figlio, non lo amano. Ma voi, che amate mio Figlio e lo portate in cuore, pregate, pregate e, pregando, percepite mio Figlio accanto a voi: la vostra anima respiri il suo Spirito! Io sono in mezzo a voi e parlo di piccole e grandi cose. Non mi stancherò di parlarvi di mio Figlio, amore vero. Perciò, figli miei, apritemi i vostri cuori, permettetemi di guidarvi maternamente. Siate apostoli dell’amore di mio Figlio e del mio. Come Madre vi prego: non dimenticate coloro che mio Figlio ha chiamato a guidarvi. Portateli nel cuore e pregate per loro. Vi ringrazio!

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Preghiera del giorno: Novena alla Vergine di Guadalupe

3 gennaio 2018

 

Risultato immagine per la vergine di guadalupe storia

Nostra Signore di Guadalupe, secondo il tuo messaggio in Messico, io ti venero come “ la Vergine Madre del vero Dio per quelli cui vivono, il Creatore di tutto il mondo, del cielo e della terra.” Nello spirito io mi inginocchio davanti alla tua santa immagine che tu miracolosamente hai impresso sopra il mantello di San Diego, e con fede innumerevole di pellegrini che visitano il tuo santuario io ti imploro questa grazia… Ricordati, O immacolata vergine, le parole che hai detto al tuo devoto fedele, “Io sono per te Madre di misericordia e per tutta la gente che mi ama e che ha fiducia in me ed invoca il mio aiuto. Io ascolto i loro lamenti e, conforto tutti i loro dolori e le loro sofferenze”. Io ti imploro di essere una madre misericordiosa per me, perché io ti amo sinceramente, ho fiducia in te ed invoco il tuo aiuto. Io ti supplico, Nostra Signora di Guadalupe, di accogliere la mia richiesta, se questa è conforme alla volontà del Signore, fa che possa essere testimone del tuo amore, della tua compassione, del tuo aiuto e della tua protezione. Non mi abbandonare nelle mie necessità.

Nostra Signora di Guadalupe prega per noi.

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Bernardo di Chiaravalle Lodi della Vergine : SERMONE PER LA NATIVITÀ DI MARIA SANTISSIMA / L’ acquedotto

1 gennaio 2018

1. Nel Cielo si gode per la presenza della Vergine Madre, la terra ne venera la memoria. Lassù visione di tutta la sua grandezza, qui il ricordo di lei; là vi è la sazietà, quaggiù come una piccola pregustazione di primizie; lassù la realtà, quaggiù il nome. Signore, dice, il tuo Nome è per sempre, e il tuo ricordo di generazione in generazione (Sal 134, 13). Generazione e generazione, di uomini, s’intende, non di angeli. Vuoi sapere che il suo nome e la sua memoria è tra noi, e la sua presenza è in cielo? Così pregherete, dice il Signore: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo Nome (Mt 6, 9). Preghiera fedele, che fin dall’inizio ci fa sapere che noi siamo figli adottivi di Dio, ancora pellegrini sulla terra, affinché sapendo che fino a quando non saremo in cielo, e saremo pellegrini lontani dal Signore, gemiamo interiormente, aspettando l’adozione a figli, cioè la presenza del Padre. Ben a proposito il Profeta, parlando di Cristo, dice: Spirito è davanti alla nostra faccia il Cristo Signore. All’ombra di lui vivremo tra le genti (Lam 4, 20). Tra i beati del cielo invece non si vive all’ ombra, ma piuttosto nello splendore. Tra i santi splendori, dice il Salmo, dal seno dell’aurora, come rugiada, io ti ho generato (Sal 109, 3). Questo dice il Padre.

2. Ma la Madre ha generato quel medesimo splendore, però nell’ombra, quella stessa ombra con cui l’Altissimo l’adombrò. A ragione canta la Chiesa, non la Chiesa dei Santi che è lassù nello splendore, ma quella che nel frattempo è pellegrina sulla terra: All’ombra di colui che ho bramato, mi sono seduta, e dolce è il suo frutto al mio palato (Ct 2, 3). Aveva chiesto che le fosse indicata la luce meridiana dove pasce lo sposo; ma dovette contentarsi dell’ombra in luogo della luce piena, e ricevere per il momento un assaggio invece della sazietà. Infine non dice: «Sotto l’ombra di lui che (l’ombra) avevo desiderata, ma mi sono seduta all’ombra di lui (lo sposo) che avevo desiderato. Non aveva cercato l’ombra di lui, ma lui stesso, il vero meriggio, luce piena da luce piena: È il suo frutto, continua, è dolce al mio palato, come dicesse: al mio gusto. Fino a quando da me non toglierai lo sguardo e non mi permetterai di inghiottire la mia saliva? (Gb 7, 19) Fino a quando si continuerà a dire: Gustate e vedere come è soave il Signore? (Sal 33, 9) Certamente è soave al gusto e dolce al palato, per cui ben a ragione anche (solo) per questo prorompe in parole di ringraziamento e di lode.

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Maria a Medjugorje, i due messaggi del 25 Dicembre 2017

27 dicembre 2017

Messaggio del 25 dicembre 2017
Cari figli! Oggi vi porto mio Figlio Gesù, affinché vi doni la Sua pace e la Sua benedizione. Figlioli, vi invito tutti a vivere e testimoniare le grazie e i doni che avete ricevuto. Non temete! Pregate affinché lo Spirito Santo vi dia la forza di essere testimoni gioiosi e uomini di pace e di speranza. Figlioli siate benedizione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 dicembre 2017 (Jacov)
Cari figli! Oggi, in questo giorno di grazia, vi invito a chiedere al Signore il dono della fede. Figli miei, decidetevi per Dio e iniziate a vivere e a credere in ciò a cui Dio vi invita. Credere, figli miei, significa abbandonare le vostre vite nelle mani di Dio, nelle mani del Signore che vi ha creati e che vi ama immensamente. Non siate credenti soltanto con le parole ma vivete e testimoniate la vostra fede attraverso le opere e con il vostro esempio personale. Parlate con Dio come con il vostro Padre. Aprite e offrite i vostri cuori a Lui e vedrete come i vostri cuori cambieranno e potrete ammirare le opere di Dio nella vostra vita. Figli miei, non c’è vita senza Dio e perciò come vostra Madre intercedo e prego mio Figlio affinché rinnovi i vostri cuori e riempia la vostra vita con il Suo amore immenso.

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Bernardo di Chiaravalle Lodi della Vergine : Omelia III

24 dicembre 2017

1. Volentieri, quando mi sembra opportuno, mi servo delle parole dei Santi, affinché almeno la bellezza dei recipienti renda più gradevole al lettore quanto in essi io gli servo. Comincerò ora dalle parole del Profeta: Guai a me, non perché, come il Profeta, ho taciuto, ma perché ho parlato, poiché io sono un uomo dalle labbra immonde (Cfr. Is 6, 5). Ahimè quante cose vane, quante cose false, quante cose turpi mi sovviene di aver vomitato da questa immondissima bocca, con la quale presumo ora di pronunziare parole celesti! Temo grandemente di sentirmi rivolgere da un momento all’ altro il rimprovero: Perché vai ripetendo i miei decreti e hai sempre in bocca la mia alleanza? (Sal 49, 16). Oh se anche a me venisse portato, non un solo carbone, ma un grande globo di fuoco che consumasse interamente la molta e inveterata ruggine dalla mia libidinosa bocca! Così potrei essere degno di commentare con il mio povero discorso il dolce e casto dialogo tra l’Angelo e la Vergine. Dice dunque l’Evangelista: E l’Angelo, entrato da lei, da Maria, cioè, disse: Ave, piena di grazia, il Signore è con te. Dove è entrato da Lei? Nel segreto, penso, della sua modesta stanzetta, dove forse ella, a porte chiuse, pregava in segreto il Padre suo. Sono soliti i santi Angeli essere presenti a coloro che pregano, e si compiacciono di coloro che vedono innalzare le mani pure nell’orazione; essi sono felici di offrire a Dio l’olocausto della santa devozione e farlo salire a lui come ostia di soave odore.
Quanto fossero gradite al cospetto di Dio le orazioni di Maria, lo diede a vedere l’Angelo, che, entrato da lei, la salutò con tanta riverenza. Né fu difficile all’Angelo entrare per la porta chiusa nella stanza della Vergine, potendo egli, per la sua natura, data la sottilità della sua sostanza, penetrare ovunque desideri, senza essere impedito da qualsivoglia serratura. Agli spiriti angelici non sono di ostacolo le pareti, ma tutte le cose visibili e tutti i corpi, per quanto solidi e spessi sono per essi penetrabili e aperti. Non c’è dunque da supporre che l’Angelo abbia trovato aperta la porta della Vergine, il cui proposito era di fuggire la compagnia degli uomini, di evitarne la conversazione, sia perché non ne venisse turbato il silenzio che favoriva la sua preghiera, sia per non esporre alla tentazione la sua virtù. La prudentissima Vergine teneva dunque chiusa anche in quel momento la porta della sua stanza, chiusa per gli uomini, non per gli Angeli. Questi perciò vi potevano entrare, ma nessun uomo vi aveva facile accesso.

2. Entrato dunque l’Angelo da lei disse: Ave, piena di grazia, il Signore è con te. Leggiamo negli Atti degli Apostoli che anche Stefano era pieno di grazia, e che anche gli Apostoli furono pieni di Spirito Santo, ma in modo molto diverso da Maria. Del resto, né in S. Stefano abitò corporalmente la pienezza della divinità, come in Maria, né gli Apostoli concepirono come lei per opera dello Spirito Santo. Ave, disse, piena di grazia; il Signore è con te. Che meraviglia se era piena di grazia lei, con la quale stava il Signore? Ma quello piuttosto che fa meraviglia è che colui che aveva mandato l’Angelo alla Vergine fu trovato che stava con la Vergine. Fu dunque Dio più veloce dell’Angelo, poiché Egli prevenne sulla terra il suo pur sollecito ambasciatore? Non c’è da stupirsene. Infatti, mentre il Re stava nel suo recinto (nella sua dimora), il nardo della Vergine esalò il suo profumo (Ct 1, 11), e quel fumo aromatico salì al cospetto della sua gloria, e trovò grazia agli occhi del Signore, mentre i circostanti esclamavano: Chi è costei che sale dal deserto, come colonna di fumo (che si sprigiona) dagli aromi di mirra e d’incenso? (Ct 3, 6). E subito il Re, uscendo dal suo luogo santo, esultò come un gigante che percorre la via, e benché partito dalla sommità del cielo, spronato da vivissimo desiderio, con rapido volo giunse prima del messaggero alla Vergine che aveva amata, che si era scelta, dalla cui bellezza era stato affascinato. Vedendolo venire da lontano, la Chiesa piena di gioia e di esultanza grida: Eccolo che viene saltellando sui monti, valicando le colline (Ct 2, 8).

3. Con ragione il Re è rimasto affascinato dalla bellezza della Vergine. Questa aveva infatti messo in pratica gli ammonimenti che Davide suo padre le aveva rivolti: Ascolta, o figlia, guarda e porgi l’orecchio e dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre, e se farai questo, il Re s’invaghirà della tua bellezza (Sal 44, 11. 12). Udì la Vergine, e vide, non come alcuni che, udendo, non ascoltano, e vedendo non capiscono, ma essa ha udito e creduto, ha veduto e ha compreso. Porse il suo orecchio, cioè, all’obbedienza e il suo cuore alla disciplina, e dimenticò il suo popolo e la casa di suo padre, perché non si curò di aumentare il suo popolo dandogli figli, né si preoccupò di dare un erede alla casa di suo padre; ma considerò come immondezza quanto avrebbe potuto avere dalla casa paterna di cose di questa terra, pur di guadagnare Cristo. Né venne meno al proposito, anche quando accettò Cristo come figlio, e non mancò al suo intendimento di restare vergine. Bene pertanto è detta piena di grazia, perché conservò la grazia della verginità, e acquistò inoltre la gloria della maternità.

4. Ave, disse, piena di grazia, il Signore è con te. Non disse: «Il Signore è in te», ma: il Signore è con te. Dio infatti che per la sua sostanza semplice è ugualmente tutto dappertutto, nelle creature razionali lo è in modo diverso che nelle altre, ed è presente ancora in modo diverso, quanto agli effetti, secondo che sono buone o cattive. Nelle creature irrazionali Egli è, senza però che esse lo comprendano. Da tutte le creature razionali Dio può essere compreso per la cognizione, ma solo dai buoni è posseduto anche per l’amore. Nei soli buoni dunque egli è in modo da essere anche con loro per la concordia della volontà. Infatti, mentre essi sottomettono le loro volontà alla giustizia, talmente che non disdice che Dio voglia ciò che essi vogliono, per il fatto che non dissentono dalla sua volontà, uniscono spiritualmente Dio a se stessi. Così avviene in tutti i Santi, ma in modo speciale in Maria, nella quale fu tanto grande il consenso che, non solo unì a sé la sua volontà, ma anche la sua carne, formando dalla sua sostanza e da quella della Vergine un solo Cristo, o piuttosto dalle due risultasse un solo Cristo: il quale, anche se non tutto da Dio, né tutto dalla Vergine, fu tuttavia tutto di Dio e tutto della Vergine, né due figli, ma un solo figlio dell’uno e dell’altra. Disse dunque: Ave, o piena di grazia, il Signore è con te. E non solo è con te il Signore Figlio che tu rivesti della tua carne, ma anche il Signore Spirito Santo per opera del quale concepisci, è il Signore Padre che ha generato colui che tu concepisci. Il Padre, dico, è con te, lui che fa anche tuo il suo Figlio. È con te il Figlio, il quale, per compiere in te il mirabile mistero (della sua incarnazione), in modo meraviglioso dischiude per sé il tuo seno, lasciandoti intatto il segno della tua verginità. È con telo Spirito Santo, che con il Padre e il Figlio santifica il tuo seno. Dunque, il Signore è con te.

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Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Dicembre 2017 a Mirjana

3 dicembre 2017

Cari figli, mi rivolgo a voi come vostra Madre, la Madre dei giusti, la Madre di coloro che amano e soffrono, la Madre dei santi. Figli miei, anche voi potete essere santi: dipende da voi. Santi sono coloro che amano immensamente il Padre Celeste, coloro che lo amano al di sopra di tutto. Perciò, figli miei, cercate di essere sempre migliori. Se cercate di essere buoni, potete essere santi, anche se non pensate questo di voi. Se pensate di essere buoni, non siete umili e la superbia vi allontana dalla santità. In questo mondo inquieto, colmo di minacce, le vostre mani, apostoli del mio amore, dovrebbero essere tese in preghiera e misericordia. A me, figli miei, regalate il Rosario, le rose che tanto amo! Le mie rose sono le vostre preghiere dette col cuore, e non soltanto recitate con le labbra. Le mie rose sono le vostre opere di preghiera, di fede e di amore. Quando era piccolo, mio Figlio mi diceva che i miei figli sarebbero stati numerosi e che mi avrebbero portato molte rose. Io non capivo, ora so che siete voi quei figli, che mi portate rose quando amate mio Figlio al di sopra di tutto, quando pregate col cuore, quando aiutate i più poveri. Queste sono le mie rose! Questa è la fede, che fa sì che tutto nella vita si faccia per amore; che non si conosca la superbia; che si perdoni sempre con prontezza, senza mai giudicare e cercando sempre di comprendere il proprio fratello. Perciò, apostoli del mio amore, pregate per coloro che non sanno amare, per coloro che non vi amano, per coloro che vi hanno fatto del male, per coloro che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio. Figli miei, vi chiedo questo, perché ricordate: pregare significa amare e perdonare. Vi ringrazio!

La chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Maria a Medjugorje , messaggio del 25 Novembre 2017

26 novembre 2017

Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito alla preghiera. Pregate e cercate la pace, figlioli. Lui che è venuto qui sulla terra per donarvi la Sua pace, senza far differenza di chi siete o che cosa siete – Lui, mio Figlio, vostro fratello – tramite me vi invita alla conversione perché senza Dio non avete né futuro né vita eterna. Perciò credete, pregate e vivete nella grazia e nell’attesa del vostro incontro personale con Lui. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

La chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Preghiera del giorno: Novena alla Regina delle Vittorie

20 novembre 2017

Nella comunione spirituale dei cuori, la Chiesa Cristiana Universale della Nuova Gerusalemme invita tutti i fedeli a recitare la seguente Novena in onore della Regina delle Vittorie, la Madre universale, la Beata e sempre Vergine Maria.
(da recitarsi dal 28 settembre al 6 ottobre)

Supplica alla Madonna

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Madonna delle Vittorie

20 novembre 2017

 

In mezzo al giubilo della festa, a Cana, soltanto Maria si accorge che manca il vino… L’anima giunge fino ai minimi dettagli di servizio se, come Lei, vive appassionatamente intenta ai bisogni del prossimo, per il Signore. Solco 631

La storia

Nel giugno del 1063 Cerami, piccolo paese alle spalle dell’Etna, fu teatro di una decisiva battaglia fra le truppe normanne del Gran Conte Ruggero e l’esercito d’occupazione arabo in Sicilia. La notte precedente lo scontro decisivo, narra la leggenda, l’arcangelo Michele apparve al condottiero normanno, promettendo aiuto e rassicurandolo sull’esito positivo della battaglia. Fu una vittoria schiacciante che Ruggero, visto il suo potente alleato, volle condividere con Alessandro II, all’epoca sommo pontefice romano. Parte del bottino, assieme a 4 cammelli, fu inviata a Roma. Grande fu il gradimento del papa, che vedeva con sommo interesse tutte le imprese belliche considerate vantaggiose per la causa cristiana. Il santo padre promise indulgenze plenarie al Conte e a tutti coloro che avevano combattuto al suo fianco e conferì al condottiero normanno, come Vessillo papale, un’icona bizantina dipinta su tela e raffigurante l’immagine della Beata Vergine Maria col Bambino Gesù. Nella tradizione bizantina l’icona della Vergine con il Bambino era associata ai trionfi dell’imperatore. La presenza delle Icone in battaglia veniva spesso considerata come la presenza del Prototipo rappresentato nell’Icona; una miniatura della Cronaca di Skylitzés (Biblioteca Nazionale di Madrid, fol. 172v) illustra l’ingresso trionfale di Giovanni Tzimiskès su un cavallo bianco preceduto da un’Icona della Vergine posta su una carrozza. O ancora, qualche decennio prima, dopo la sconfitta di Antiochia, l’imperatore Romano III ricevendo in dono un’Icona della Vergine detta “Generale” o “Guardiana degli eserciti”, vide mutare i suoi sentimenti di disperazione nella gioia più piena, sentendosi enormemente confortato e rassicurato dalla protezione che derivava dall’Amore della Vergine.
Allo stesso modo Ruggero, con immensa fede e pieno affidamento, accettò il dono papale e lo portò con sè in ogni battaglia. A Plutia, l’odierna Piazza Armerina, strenuamente difesa dalle truppe arabe, venne combattuta una delle battaglie cruciali per la conquista dell’isola. Palese fu su quel terreno l’aiuto della Beata Vergine, che assieme alla collaborazione dei plutiesi portò il principe normanno ad una vittoria schiacciante. La riconoscenza di Ruggero verso i plutiesi fu così grande da spingerlo a promettere che, alla fine di tutte le operazioni di conquista della Sicilia, la custodia dell’Icona miracolosa sarebbe stata conferita a questa città. Conquistata tutta la Sicilia, intorno al 1091, l’Icona venne affidata alle migliori truppe normanne, le gallo-italiche o lombarde, che come promesso la deposero per la venerazione sull’altare della chiesa di Plutia e si stabilirono nella città di Piazza Armerina.
Nell’anno 1161 i plutiesi, rei di avere cospirato all’autorità del re, per la compiacente politica filo saracena di Guglielmo il Malo (già da allora i Lumbard erano diffidenti verso gli immigrati nord africani), nell’imminenza del pericolo della distruzione della città, nascosero l’Icona. “L’onore reso a una Immagine risale al Modello originale”(San Basilio, De Spiritu Sancto);per paura che le profanazioni rese all’Immagine dalle truppe saracene consistessero in un’offesa della tutta Santa Madre di Dio, o per evitare che l’Icona venisse rubata, o cadesse in mano al Re che la voleva portare a Palermo, la rinchiusero segretamente in una cassa di legno e la seppellirono all’’interno dell’eremo di Santa Maria in contrada Piazza Vecchia. Per capire meglio l’operato dei plutiesi si consideri ciò che San Giovanni Damasceno sosteneva: “L’Icona è come riempita di energia e di grazia”, cioè l’Immagine di Maria e del Bambino comunica almeno in parte la sua santità alla materia su cui è dipinta, senza però mai essere consustanziale al Prototipo. Per i due secoli a venire non si seppe più nulla dell’Icona.
Nel 1348 la Sicilia venne colpita dalla tremenda “peste nera” ed anche la città di Piazza, assieme alle altre, ne fu vittima. Il flagello arrivò dall’Oriente, pare da Caffa, sul mar Nero ove le navi genovesi, con a bordo alcuni contagiati, o semplicemente topi imbarcati nelle stive col grano destinato all’Occidente, avrebbero portato la peste prima a Costantinopoli e poi nel bacino del Mediterraneo. Nell’ottobre del 1347 l’epidemia toccò la Sicilia: Messina fu contagiata per prima, come testimonia il cronista Michele da Piazza, poi l’epidemia dilagò in tutta Europa.
Come spesso succede in questi casi, bastano le preghiere di pochi “figli”, persone pie, il cui cuore è capace di innalzare con vero amore e totale affidamento per implorare la Madre di Dio e dell’umanità ad intervenire. Ad un sacerdote, Giovanni Candilia, che aveva consacrato la propria vita alla preghiera di intercessione, apparve la Beata Vergine e gli rivelò il luogo dove 187 anni prima (1161) era stata sepolta l’Icona del conte Ruggero.
La diffidenza dei piazzesi fu però superiore alla fede di Giovanni, tant’è che dopo aver rivelato al clero locale la volontà della Vergine, questi non fu creduto e gli fu negata l’autorizzazione di andare a scavare per portare di nuovo alla luce l’Icona della Vergine Maria.
La pietà e la fede del pio sacerdote superò quest’ostacolo; il Candilia si recò a Catania dal Conte Vescovo Gerardo Odone, per riferire dell’apparizione “in sogno” della Madonna. Gerardo credette al sacerdote ed autorizzò lo scavo nel luogo indicato dalla Madre di Dio.
Il 3 maggio 1348 la sacra icona venne rinvenuta, all’interno della cassetta fu pure ritrovato un capello che si disse essere della Madonna ed è oggi ben custodito in una teca d’argento. Con grande solennità l’Immagine fu portata in città e mentre la processione si avvicinava al centro abitato, la peste miracolosamente cessava: si gridò al miracolo!
La fama della potenza taumaturgica di questa Icona si diffuse per tutta l’isola, estendendone il culto in gran parte della Sicilia, da cui tanta gente accorreva a Piazza per invocare la protezione della Vergine Maria.
Innumerevoli furono le grazie ottenute per intercessione della Madre di Dio, la cui Immagine protesse la città di Piazza Armerina da catastrofi, malattie e guerre ed ancora fino ad oggi, evitando che nella disastrosa seconda guerra mondiale la città fosse rasa al suolo dai bombardamenti.
Annualmente il 15 agosto, solennità dell’Assunzione di Maria Santissima al Cielo (Dormizione), Piazza Armerina festeggia solennemente la sua amata Patrona, la Madonna delle Vittorie. La festa viene preceduta dal famoso Palio dei Normanni, che si svolge il 14 agosto, mentre il 15 sera si svolge la solenne processione per le vie del paese con la sacra Icona della Madonna.

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LA MADONNA DEL PERPETUO SOCCORSO

13 novembre 2017

Risultato immagine per preghiera a maria del mutuo soccorso

Intorno al 1496, si venerava in una chiesa dell’isola di Creta un miraco-loso quadro della Vergine Maria. Se-condo un’antica tradizione, era stato dipinto alla fine del secolo XIII da un artista sconosciuto, che si era ispirato ad una pittura attribuita a San Luca.
Per noi, la storia del venerabile qua-dro comincia quell’anno, con un crimi-ne gravissimo: nella speranza di ven-derlo ad un buon prezzo, un mercan-te lo rubò prendendo la via del mare e nascondendolo tra le sue mercanzie. L’anno seguente, giunto a Roma, subito si ammalò gravemente e fu accolto co-me ospite in casa di un amico, anch’egli mercante. Nell’imminenza della morte, gli raccontò del vergognoso furto e gli chiese di portare il quadro in una chie-sa ove potesse ricevere un culto ade-guato. L’amico romano gli promise che avrebbe fatto come lui voleva.
Di lì a poco, il mercante morì. L’amico si stava preparando a com-piere quanto promesso, quando sua moglie lo persuase a trattenere in casa il quadro. Gli apparve allora la Vergine Maria che gli disse di portar-lo in una chiesa. Egli non obbedì. La Madre di Dio tornò altre due volte e lo minacciò di morte se avesse conti-nuato a disobbedire. Sua moglie pe-rò si oppose di nuovo ed egli si rive-lò più sottomesso a lei che alla Regi-na degli Angeli. In una quarta appa-rizione, la Verginli comunicò:
– Ti ho avvisato, ti ho minacciato, non hai voluto obbedire. Adesso usci-rai tu da questa casa, poi uscirò lo al-la ricerca di un luogo più onorevole.
Subito dopo l’apparizione, infatti, uscì per primo il recalcitrante uomo, dentro la bara, verso la sepoltura. La Santissima Vergine apparve allora a sua figlia di sei anni dicendole:
– Avverti tua madre e tuo zio che Santa Maria del Perpetuo Soccorso vuole che la togliate da questa casa, se non volete morire tutti sul colpo.
La vedova prese sul serio l’avviso, perché aveva avuto una visione ugua-le a quella della bambina. Una sua vi-cina, tuttavia, la convinse a continua-re a tenersi il quadro a casa sua. Que-sta’ultima fu colpita subito dopo da una terribile infermità, però subito si pentì della sua cattiva azione, ricorse alla misericordia della Madonna e fu guarita dopo aver toccato il miracolo-so quadro. La Santissima Vergine ap-parve ancora una volta alla bambina e le comunicò che il quadro doveva essere portato alla chiesa di San Mat-teo, situato nella via Merulana, tra le basiliche di Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano.
Una delle chiese più visitate di Roma
La vedova, la figlia e la vicina si af-frettarono a comunicare questi prodi-giosi fatti ai Padri Agostiniani, incari-cati della suddetta chiesa. In un bat-tibaleno, la notizia si sparse per tut-ta la città. Così, nel momento in cui si doveva trasportare là il quadro, il 27 marzo 1499, si formò una grandio-sa processione seguita da innumere-voli membri del clero e una moltitu-dine di fedeli.
Per tre secoli l’immagine sacra fu venerata nella Chiesa di San Matteo. Lì accorrevano da ogni dove i fede-li in un numero così grande che, in poco tempo, essa divenne una delle chiese più visitate di Roma, per la fa-ma dei miracoli operati per interces-sione della Vergine del Perpetuo Soc-corso.

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Lectio Divina: Serva

3 novembre 2017

“Eccomi, sono la serva ” (Lc 1, 38)

Il Concilio Vaticano II si riferisce a Maria di Nazareth come alla “Donna nuova” animata da «ardente carità» (Lumen gentìum, n. 61).
Adombrata dallo Spirito Santo (cf. Lc 1, 35), ricolma della sua Presenza d’amore, Maria è la donna dell’amore, del dono di sé, della generosità, della totale disponibilità a Dio e agli uomini. Il mistero di Maria si racchiude tutto nel suo “fiat” al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, nel suo sentirsi “serva”, completamente a disposizione nell’amore del disegno salvifico della Trinità nei riguardi dell’uomo: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1, 38).

Per mezzo dello Spirito Santo l’amore di Dio si è riversato pienamente in Maria (cf. Rm 5, 5), cosi da farne l’opera più bella della creazione, il capolavoro della sua grazia. Per Maria Dio vuole trasmettere il suo amore a tutta l’umanità.
«Dio Padre adunò una massa di tutte le acque, che chiamò mare (in latino maria). Similmente riunì una massa di tutte le grazie che chiamò Maria.
Questo grande Iddio possiede un tesoro o un emporio ricchissimo, dove ha racchiuso tutto quanto vi è di bello, di splendido, di raro e di prezioso, perfino il suo proprio Figlio; e questo tesoro immenso è Maria, che i santi chiamano “Tesoro del Signore”, dalla cui pienezza gli uomini sono arricchiti» (s. L. M. di Montfort, Trattato della vera devozione a Maria, n. 23).

Maria è «il luogo della fecondità sovrabbondante» dell’amore di Dio (H. U. von Balthasar, La percezione della forma, in Gloria, vol. I, p. 311). Chi per impulso dello Spirito Santo vive in questo tempio di carità, sperimenta l’Amore che da la vita, la sua potenza rigeneratrice.
Maria realizza in noi suoi figli il primo e più grande comandamento: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso» (Lc 10, 27). Ci ricorda che solo la carità «non avrà mai fine» (1 Cor 13, 8); che tutto cesserà: virtù, carismi, fede, speranza…, solo l’amore non passerà mai; che l’uomo tanto vale quanto ama Dio e il prossimo, e nulla più.
Dare e ricevere amore è la legge fondamentale dell’esistenza: venuti alla luce per un atto di amore, siamo segnati costituzionalmente dall’amore, non possiamo fare a meno di amare per non contraddire noi stessi e la nostra entità più profonda. L’amore è la struttura portante del nostro essere personale, in quanto fatti su misura divina, creati ad immagine e somiglianza di un Dio che è amore (cf. Gv 4,16).

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Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Novembre 2017 (Mirjana)

2 novembre 2017

Cari figli, guardandovi radunati intorno a Me, la vostra Madre, vedo molte anime pure, molti miei figli che cercano l’amore e la consolazione che però nessuno gli offre. Vedo anche coloro che fanno del male: perché non hanno un buon esempio, perché non hanno conosciuto mio Figlio, il bene che silenziosamente si diffonde attraverso le anime pure, la forza che regge questo mondo. I peccati sono molti, però c’è anche l’amore! Mio figlio vi manda a Me, la madre, affinché vi insegni ad amare ed affinché comprendiate che siete tutti fratelli. Lui desidera aiutarvi. Apostoli del mio amore, basta un vivo desiderio della fede e dell’amore perché mio Figlio vi accetti: però dovete essere degni, avere buona volontà e cuori aperti. Mio Figlio entra nei cuori aperti. Io, come Madre, desidero che conosciate di più mio Figlio, Dio nato da Dio, cosicché comprendiate la grandezza del Suo amore di cui avete così tanto bisogno. Lui ha preso su di sé i vostri peccati, ha ottenuto la redenzione per voi ed in cambio ha chiesto di amarvi gli uni con gli altri. Mio Figlio è amore. Lui ama tutti gli uomini senza distinzione, uomini di tutti i paesi e di tutti i popoli. Se vivreste, figli miei, l’amore di mio Figlio, il Suo regno sarebbe già sulla terra, perciò apostoli del mio amore pregate, pregate affinché mio Figlio ed il Suo amore siano più vicini, per poter essere esempio d’amore e poter aiutare tutti coloro che non Lo hanno ancora conosciuto. Non dimenticate mai che mio Figlio, unico e trino, vi ama. Pregate ed amate i vostri pastori. Vi ringrazio

La chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Ineffabilis Deus,

2 novembre 2017

COSTITUZIONE APOSTOLICA
«INEFFABILIS DEUS»
DEFINIZIONE DOGMATICA DELL’IMMACOLATO
CONCEPIMENTO DELLA B. V. MARIA

Dio ineffabile, le cui vie sono la misericordia e la verità, la cui volontà è onnipotente, e la cui sapienza si estende con potenza da un’estremità all’altra [del mondo] e tutto governa con bontà (cfr Sap 8, 1), avendo previsto da tutta l’eternità la luttuosissima rovina dell’intero genere umano, che sarebbe derivata dal peccato di Adamo, decretò, con disegno nascosto dai secoli, di compiere l’opera prima della sua bontà con un mistero ancor più profondo, mediante l’incarnazione del Verbo. Perché l’uomo, spinto — contro il proposito della divina misericordia — al peccato dall’astuzia e dalla malizia del demonio, non doveva più perire; anzi la caduta della natura nel primo Adamo doveva essere riparata con migliore fortuna nel secondo. Dio quindi, fin da principio e prima dei secoli, scelse e preordinò al suo Figlio una madre, nella quale si sarebbe incarnato e dalla quale poi, nella felice pienezza dei tempi, sarebbe nato; e, a preferenza di ogni altra creatura, la fece segno a tanto amore da compiacersi in lei sola con una singolarissima benevolenza. Per questo mirabilmente la ricolmò, più di tutti gli angeli e di tutti i santi, dell’abbondanza di tutti i doni celesti, presi dal tesoro della sua divinità. Così ella, sempre assolutamente libera da ogni macchia di peccato, tutta bella e perfetta, possiede una tale pienezza di innocenza e di santità, di cui, dopo Dio, non se ne può concepire una maggiore, e di cui, all’infuori di Dio, nessuna mente può riuscire a comprendere la profondità. E certo era del tutto conveniente che una Madre così venerabile risplendesse sempre adorna dei fulgori della santità più perfetta, e, immune interamente dalla macchia del peccato originale, riportasse il più completo trionfo sull’antico serpente; poiché a essa Dio Padre aveva disposto di dare l’unigenito suo Figlio — generato dal suo seno, uguale a se stesso e amato come se stesso — in modo tale che egli fosse, per natura, Figlio unico e comune di Dio Padre e della Vergine; poiché lo stesso Figlio aveva stabilito di renderla sua madre in modo sostanziale; poiché lo Spirito Santo aveva voluto e fatto sì che da lei fosse concepito e nascesse colui, dal quale egli stesso procede.

Tradizione della Chiesa sull’immacolato concepimento di Maria

La Chiesa cattolica, che istruita dallo Spirito di Dio, è colonna e fondamento della verità, ha sempre ritenuto come divinamente rivelata e come contenuta nel deposito della celeste rivelazione questa dottrina circa l’innocenza originale dell’augusta Vergine, che è così perfettamente in armonia con la meravigliosa sua santità e con la sua eminente dignità di Madre di Dio; e come tale non cessò mai di spiegarla, insegnarla e favorirla ogni giorno più, in molti modi, e con atti solenni. Ma questa stessa dottrina, ammessa fin dai tempi antichi, profondamente radicata nell’animo dei fedeli e mirabilmente propagata nel mondo cattolico dalla cura e dallo zelo dei Vescovi, fu nel modo più chiaro professata dalla Chiesa, quando essa non esitò a proporre la concezione della Vergine al culto pubblico e alla venerazione dei fedeli (1). Con tale significativo atto essa, infatti, mostrava che la Concezione di Maria doveva essere venerata come singolare, meravigliosa, differentissima da quella di tutti gli altri uomini e pienamente santa; poiché la Chiesa celebra soltanto le feste dei santi. È perciò costume della Chiesa, sia negli uffici ecclesiastici, sia nella santa liturgia, usare e applicare all’origine della Vergine le medesime espressioni, con le quali le divine Scritture parlano della Sapienza increata e ne rappresentano le eterne origini; avendo Dio prestabilita con un solo e medesimo decreto l’origine di Maria e l’incarnazione della divina Sapienza.

Tutte queste dottrine e questi fatti, da per tutto e generalmente accettati dai fedeli, mostrano con quanta cura la stessa Chiesa romana, madre e maestra di tutte le Chiese, abbia favorito la dottrina dell’immacolata concezione della Vergine. Sembra tuttavia assai conveniente ricordare in particolare gli atti più importanti della Chiesa in questa materia; tanta è infatti la dignità e autorità di questa Chiesa quanta assolutamente le spetta, perché essa è da ritenere il centro della verità e dell’unità cattolica, è la sola che ha custodito inviolabilmente la religione, e da essa tutte le altre Chiese debbono ricevere la tradizione della fede. Ebbene questa Chiesa romana nulla ebbe più a cuore che professare, sostenere, propagare e difendere in tutti i modi più significativi l’immacolata concezione della Vergine, il suo culto e la sua dottrina. Tale premura è apertamente e chiaramente attestata da innumerevoli atti insigni dei romani Pontefici Nostri predecessori, ai quali, nella persona del primo degli apostoli, fu dallo stesso Cristo Signore affidato il compito e l’autorità suprema di pascere gli agnelli e le pecore, di confermare i fratelli e di reggere e governare la Chiesa.

I Papi favorirono il culto dell’Immacolata Concezione

Infatti i Nostri predecessori hanno ritenuto loro gloria l’avere, con la propria apostolica autorità, istituita nella Chiesa romana la festa della Concezione, dotandola e onorandola di un ufficio proprio e di una messa propria, in cui con la massima chiarezza si afferma la prerogativa dell’immunità da ogni macchia originale. Inoltre con ogni cura promossero e accrebbero il culto già stabilito, accordando indulgenze; concedendo a città, province e regni la facoltà di scegliersi per patrona la Madre di Dio sotto il titolo dell’Immacolata Concezione; approvando confraternite, congregazioni e famiglie religiose, istituite in onore dell’Immacolata Concezione; tributando lodi alla pietà di coloro che innalzavano monasteri, ospizi, altari, templi sotto il titolo dell’Immacolata Concezione, oppure si impegnavano con giuramento a difendere a ogni costo l’immacolata concezione della Madre di Dio. Di più, con la più grande gioia ordinarono che la festa della Concezione fosse celebrata in tutta la Chiesa con solennità uguale alla festa della Natività; che fosse celebrata dalla Chiesa universale con ottava, e scrupolosamente osservata da tutti i fedeli come festa di precetto; che ogni anno, nel giorno della festa dell’Immacolata Concezione di Maria, si tenesse, nella Nostra patriarcale basilica Liberiana, cappella papale. Desiderando poi confermare sempre più nell’animo dei fedeli questa dottrina dell’immacolata concezione della Madre di Dio e stimolare la loro pietà al culto e alla venerazione della Vergine concepita senza peccato originale, furono felicissimi di concedere la facoltà di nominare l’immacolata concezione della medesima Vergine nelle litanie lauretane e nello stesso prefazio della messa; in modo che la norma della fede fosse stabilita dalla norma della preghiera. Noi, pertanto, posti sulle orme di predecessori così illustri, non solo abbiamo approvato e accettato le loro piissime e sapientissime disposizioni, ma, memori di ciò che aveva istituito Sisto IV (2), abbiamo ben volentieri confermato con la Nostra autorità l’ufficio proprio dell’Immacolata Concezione e ne abbiamo concesso l’uso a tutta la Chiesa (3).

I Papi precisarono l’oggetto del culto dell’Immacolata Concezione di Maria

Ma siccome tutto ciò che si riferisce al culto è strettamente connesso col suo oggetto e non può avere né consistenza né durata, se questo oggetto è mal definito o incerto, i romani Pontefici Nostri predecessori, mentre premurosamente si studiarono di accrescere il culto della Concezione, si preoccuparono anche di spiegarne e inculcarne con ogni impeto l’oggetto e la dottrina. Infatti essi insegnarono chiaramente e apertamente che, nella festa da loro stabilita, si celebrava la concezione della Vergine, e proscrissero, come falsa e contraria al pensiero della Chiesa, l’opinione di coloro che stimavano e affermavano che la Chiesa onorasse non proprio la concezione di Maria, ma la sua santificazione. Né credettero di dover avere maggiori riguardi verso coloro che, per far vacillare la dottrina dell’immacolata concezione, escogitarono una distinzione fra il primo e il secondo istante della concezione, e pretesero che della concezione si festeggiasse non il primo, ma il secondo momento. E in realtà gli stessi Nostri predecessori stimarono loro preciso dovere non solo sostenere con ogni impegno la festa della concezione della Beatissima Vergine, ma anche asserire che vero oggetto del culto era la concezione, considerata nel suo primo istante. Di qui le parole assolutamente perentorie con cui Alessandro VII, Nostro predecessore, espresse il vero pensiero della Chiesa. Egli dichiarò infatti: «È certamente antica la pietà dei fedeli verso la Beatissima Madre Vergine Maria, i quali ritengono che la sua anima, fin dal primo istante della sua creazione e della sua infusione nel corpo, per una speciale grazia e privilegio di Dio, in vista dei meriti di Gesù Cristo, suo figlio e redentore del genere umano, fu preservata immune da ogni macchia di peccato originale; e in questo senso celebrano solennemente la festa della sua concezione» (4).

I Papi proibirono la dottrina contraria

Ma soprattutto i Nostri predecessori si adoperarono con ogni cura, zelo e sforzo a mantenere intatta la dottrina dell’immacolata concezione della Madre di Dio. Infatti, non solo essi assolutamente non tollerarono che venisse da chiunque in qualunque modo biasimata o censurata, ma andarono ancora molto più oltre, proclamando con chiare e reiterate dichiarazioni che la dottrina, con la quale professiamo l’immacolata concezione della Vergine, è e deve essere a buon diritto ritenuta in tutto conforme al culto della Chiesa; è antica e quasi universale; è tale che la Chiesa romana ha preso a favorirla e difenderla; ed è del tutto degna di avere un posto nella stessa sacra liturgia e nelle preghiere più solenni. E non contenti di ciò, affinché la dottrina circa l’immacolata concezione di Maria si conservasse integra, proibirono severissimamente di sostenere, sia in pubblico sia in privato, l’opinione a essa contraria, che vollero in più modi come ferita a morte. E perché queste ripetute e chiarissime dichiarazioni non tornassero vane, vi aggiunsero anche delle sanzioni. Tutto ciò fu espresso dal già ricordato Nostro predecessore Alessandro VII con le seguenti parole:

«Noi abbiamo ben presente che la santa Chiesa romana celebra solennemente la festa della Concezione della intemerata e sempre Vergine Maria, e ha approvato un tempo un ufficio speciale e proprio per detta festa, secondo le disposizioni che allora furono date da Sisto IV, Nostro predecessore. Desideriamo quindi favorire questa lodevole e pia devozione, la festa e il culto a essa prestato e rimasto immutato nella Chiesa romana fin dalla istituzione della medesima; e, dietro l’esempio dei romani Pontefici Nostri predecessori, difendere questo devoto modo di venerare e onorare la Beatissima Vergine, preservata dal peccato originale, per virtù della grazia preveniente dello Spirito Santo. È inoltre Nostra viva preoccupazione conservare nel gregge di Cristo l’unità dello spirito nel vincolo della pace, col togliere le offese e le contese, e rimuovere gli scandali. Perciò, accogliendo le istanze e le suppliche a Noi presentate dai predetti Vescovi, dai capitoli delle loro chiese, e dal re Filippo e dai suoi regni, rinnoviamo le costituzioni e i decreti emanati dai romani Pontefici Nostri predecessori, e specialmente da Sisto IV, Paolo V e Gregorio XV, a difesa della sentenza che sostiene che l’anima della Beata Vergine Maria, nella sua creazione e infusione nel corpo, ebbe il dono della grazia dello Spirito Santo e fu preservata dal peccato originale, e in favore della festa e del culto della concezione della medesima Vergine Madre di Dio, intesi secondo la pia sentenza sopra esposta; e ordiniamo che tali costituzioni e decreti siano pienamente osservati, sotto pena di incorrere nelle censure e nelle altre sanzioni previste dalle costituzioni stesse.

«Decretiamo altresì che tutti coloro che continueranno a interpretare le costituzioni e i decreti sopra ricordati in modo da rendere vano il favore attribuito dalle costituzioni e dai decreti a quella sentenza, alla festa e al culto; che andranno contro questa sentenza, questa festa e questo culto con dispute; o in qualsiasi modo (direttamente o indirettamente) o sotto qualsivoglia pretesto (di esaminare la sua definibilità, di interpretare la sacra Scrittura o i santi padri, o di commentare i dottori) per iscritto o a voce oseranno parlare, predicare, trattare, disputare, precisando, affermando, adducendo argomenti, lasciati poi insoluti, o in qualsiasi altro modo impensabile, oltre a incorrere nelle pene e censure contenute nelle costituzioni di Sisto IV — alle quali vogliamo che essi siano sottoposti e di fatto con questa costituzione li sottoponiamo — sono da Noi privati della facoltà di predicare, di tenere pubbliche lezioni, di insegnare, e di interpretare; sono privati della voce attiva e passiva in ogni specie di elezioni; incorrono “per il fatto stesso”, senza bisogno di alcuna dichiarazione, nella pena dell’inabilità perpetua a predicare, a tenere pubbliche lezioni, a insegnare, e a interpretare. Da tali pene poi non potranno essere assolti o dispensati se non da Noi o dai Sommi Pontefici, Nostri successori. Oltre che a queste pene, Noi li assoggettiamo — e con la presente costituzione li dichiariamo soggetti — a tutte quelle altre pene che potranno essere inflitte ad arbitrio Nostro o dei Sommi Pontefici Nostri successori; confermando, al riguardo, le già ricordate costituzioni di Paolo V e Gregorio XV.

«Da ultimo proibiamo e decretiamo soggetti alle pene e alle censure contenute nell’Indice dei libri proibiti, e ordiniamo che siano “per il fatto stesso” e senza bisogno di alcuna dichiarazione considerati proibiti i libri, le prediche, i trattati, le disquisizioni, pubblicati o ancora da pubblicarsi dopo il ricordato decreto di Paolo V, nei quali la suddetta sentenza, festa e culto siano posti in dubbio, o in qualsiasi modo avversati».

Consensi di dotti, Vescovi e famiglie religiose; il Concilio di Trento in armonia con la tradizione

D’altra parte tutti sanno con quanto zelo la dottrina dell’Immacolata Concezione della Vergine Madre di Dio sia stata tramandata, sostenuta e difesa dalle più illustri famiglie religiose, dalle più celebri accademie teologiche e dai dottori più profondi nella scienza delle cose divine. Tutti parimenti conoscono quanto siano stati solleciti i Vescovi nel sostenere apertamente, anche nelle assemblee ecclesiastiche, che la Santissima Vergine Maria, Madre di Dio, in previsione dei meriti del redentore Cristo Gesù, non fu mai soggetta al peccato originale e fu perciò redenta in una maniera più sublime. A tutto ciò si aggiunge il fatto della massima importanza e autorità che lo stesso Concilio di Trento, quando promulgò il decreto dogmatico sul peccato originale, nel quale, secondo le testimonianze della Sacra Scrittura, dei santi Padri e dei più autorevoli concili, stabilì e definì che tutti gli uomini nascono contagiati dal peccato originale, dichiarò tuttavia solennemente che non era sua intenzione comprendere in detto decreto, e nell’estensione di una definizione così generale, la Beata e Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio. Con tale dichiarazione infatti i padri tridentini fecero abbastanza chiaramente comprendere, per quelle circostanze, che la Beatissima Vergine Maria fu esente dalla colpa originale; e dimostrarono perciò apertamente che né dalle divine Scritture, né dall’autorità dei padri si può dedurre alcun argomento che sia in qualunque modo in contraddizione con questa prerogativa della Vergine (5).

E in verità, illustri e venerande testimonianze dell’antica Chiesa orientale e occidentale sono là ad attestare che questa dottrina dell’Immacolata Concezione della Beatissima Vergine, sempre più splendidamente spiegata, chiarita e confermata presso tutte le nazioni del mondo cattolico dall’autorevolissimo sentire, dal magistero, dallo zelo, dalla scienza e dalla sapienza della Chiesa, è sempre esistita nella Chiesa medesima, come ricevuta per tradizione, e rivestita del carattere di dottrina rivelata. Infatti la Chiesa di Cristo, custode e vindice delle dottrine a lei affidate, non le ha mai alterate, né con aggiunte né con diminuzioni; ma tratta con tutti gli accorgimenti e la sapienza quelle che l’antichità ha delineato e i padri hanno seminato; e cerca di limare e affinare quelle antiche dottrine della divina rivelazione, in modo che ricevano chiarezza, luce e precisione. Così, mentre conservano la loro pienezza, la loro integrità e il loro carattere, si sviluppano soltanto secondo la loro propria natura, ossia nello stesso pensiero, nello stesso senso.

Pensiero dei padri e degli scrittori ecclesiastici

Ora, i padri e gli scrittori ecclesiastici, ammaestrati dai divini insegnamenti, nei libri che scrissero per spiegare la Scrittura, per difendere i dogmi e per istruire i fedeli, ebbero soprattutto a cuore di predicare ed esaltare, in molteplice e meravigliosa gara, la somma santità, la dignità e l’immunità della Vergine da ogni macchia di peccato, e la sua piena vittoria sul crudelissimo nemico del genere umano. Per tale motivo, nello spiegare le parole con le quali Dio, fin dalle origini del mondo, annunziò i rimedi preparati dalla sua misericordia per la rigenerazione degli uomini, confuse l’audacia del serpente ingannatore e rialzò mirabilmente le speranze del genere umano: «Porrò inimicizia fra te e la donna, fra la stirpe tua e la stirpe di lei» (Gn 3, 15), essi insegnarono che con questa divina profezia fu chiaramente e apertamente indicato il misericordiosissimo Redentore del genere umano, cioè il Figlio unigenito di Dio, Gesù Cristo; fu designata la sua Beatissima Madre, la Vergine Maria; e fu insieme nettamente espressa l’inimicizia dell’uno e dell’altra contro il demonio. In conseguenza di ciò, come Cristo, mediatore fra Dio e gli uomini, assunta la natura umana, distrusse il decreto di condanna che c’era contro di noi, attaccandolo trionfalmente alla croce; così la Santissima Vergine, unita con Lui da un legame strettissimo e indissolubile, fu insieme con Lui e per mezzo di Lui, l’eterna nemica del velenoso serpente, e ne schiacciò la testa col suo piede immacolato.

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Lectio Divina: Grazia

31 ottobre 2017

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Ti saluto, o piena di grazia (Lc 1,28)

11 febbraio 1858: presso Massabielle, un anfratto roccioso alla periferia di Lourdes, lungo il fiume Gave, Bemardetta Soubirous, umile ragazza di 14 anni, scorge una “bella Signora”: «Vidi attorno ad una grotta che i rami di un cespuglio si agitavano fortemente come per un forte vento, quando tutto all’intorno regnava la quiete. Contemporaneamente all’interno della cavità rocciosa uscì una nube d’oro luminosa e una bianca Signora, giovane e bella di cui non vidi l’eguale, venne a collocarsi sull’apertura, sopra il cespuglio. Mi guardò. Mi salutò con leggero inchino… Mi sorrideva con molta grazia e m’invitava più vicino. Io continuavo nella mia paura sebbene tanto diversa da quelle solite, tanto che sarei rimasta sempre lì ad ammirarla. Mentre pregavo l’osservavo più che potevo. Aveva l’aspetto di una giovanetta di sedici, diciassette anni. L’abito bianco fino ai piedi e stretto al collo. Il nastro azzurro dei fianchi le scendeva davanti, pure fino ai piedi. Un velo bianco le copriva il capo lasciando apparire pochi capelli e ricadeva dietro le spalle, lungo le braccia quasi fino all’estremità della veste…La Signora, viva e circondata di luce, finito il Rosario mi salutò sorridendo».

La incontrerà per ben 18 volte in quell’anno. Vivrà fino alla morte, che la coglierà a 35 anni, con la nostalgia di rivederne l’indimenticabile volto.
Il 25 marzo la Signora, «più bella che mai», svelerà in dialetto locale il suo nome alla veggente quasi analfabeta: « Io sono l’Immacolata Concezione».
Maria è la «donna vestita di sole» (Ap 12, 1) fulgente di bellezza, l’eccelsa figlia di Sion, l’arca dell’alleanza penetrata da Dio stesso, la «piena di grazia» (Lc 1, 28), lettera stupenda scritta del dito del Dio vivente e consegnata agli uomini (cf. 2 Cor 3,2-3).
«La lettera vivente di Dio che è Maria, comincia con una parola cosi vasta da racchiudere in sé, come un seme, tutta quanta la vita di lei. E la parola grazia. Entrando da lei, l’angelo disse: “Rallegrati piena di grazia”, e di nuovo: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia” (Lc 1,28.30).

L’angelo, nel salutarla, non chiama Maria per nome, ma la chiama semplicemente “piena di grazia” o “ricolmata di grazia” (kecharitomene); non dice: “Rallegrati, Maria”, ma dice: “Rallegrati, piena di grazia”.
Nella grazia è l’identità più profonda di Maria. Maria è colei che è “cara” a Dio (“caro”, come “carità” derivano dalla stessa radice di charis, che significa grazia!)… Maria è cosi la proclamazione vivente, concreta, che all’inizio di tutto, nei rapporti tra Dio e le creature, c’è la grazia. La grazia è il terreno ed il luogo in cui la creatura può incontrare il suo Creatore».(R. Cantalamessa,) La Chiesa chiama la Madonna “tota pulchra” con le parole del Cantico: «Come sei bella, amica mia, come sei bella.
Tutta bella tu sei, amica mia,
iin tè nessuna macchia» (Ct 4,1.7).

Maria è piena del favore divino, della presenza di Dio, il Signore è con lei più che in ogni altra creatura (cf. Lc 1, 28). Dio non le ha dato solo il suo favore, ma tutto se stesso nel proprio Figlio.
Ella risplende di quella bellezza che chiamiamo santità. Per la grazia divina, incontaminata che la ricolma, la santa Vergine si pone al di sopra di tutte le creature angeliche e terrestri. Dalla Chiesa latina è invocata col titolo di ” Immacolata”, da quella ortodossa col titolo di “Tutta santa” (Panaghia), per esprimere in lei l’assenza di ogni peccato anche di quello originale e in positivo per sottolineare nella sua persona la presenza di tutte le virtù in uno splendore straordinario.
Preservata da ogni macchia di peccato, rimane in eterno specchio terso della bellezza di Dio. Maria è«più giovane del peccato, più giovane della razza da cui è uscita» (G. Bemanos, Diario di un curato di campagna). Per questo la sua è una bellezza perenne, straordinaria, sconosciuta al mondo, assolutamente nuova.

Con la sua presenza di grazia si pone come immagine di novità, punto di riferimento e insieme segno di contraddizione per questi tempi confusi, pazzescamente assetati di bellezza e cosi stranamente contrassegnati dai risvolti negativi del peccato. La nostra epoca vuole bellezza, la persegue forsennatamente in tutte le maniere e… a ragione. L’uomo è fatto da Dio per la bellezza: si tratta di un’esigenza radicata nella sua natura. Ma per quale bellezza? Bellezza superficiale, apparente; o bellezza interiore, profonda? «Ai nostri giorni la cura del corpo non è più in vista di una fruizione estetica, come nell’antica Grecia, o di un piacere riservato a pochi, come nell’antica Roma. E diventato un fenomeno di massa.

Che cosa non si fa oggi per il benessere del corpo! Si può parlare addirittura di una sorta di ossessione per il corpo. Cammino per le strade e mi sento guardare da grandi manifesti e pubblicità mirate che mi promettono lo “star bene”; nelle farmacie, prodotti di ogni tipo per migliorare il tono, il rendimento, per ridare giovinezza; nelle edicole, riviste specializzate per la salute, la buona forma, la linea, lafitness. In continuo aumento il numero di palestre, di beauty center, sale e “oasi” per il relax e la meditazione profonda; nei negozi sportivi, accessori per jogging, tute ultimissime modello, costosi completi per i più diversi esercizi ginnici. Perché tutto ciò fa bene» (C. M. Martini).

Eppure, per paradosso, mai come nella nostra epoca che esalta fino al parossismo la corporeità, si è giunti ad una degradazione così umiliante del corpo stesso!
«Per quanto moltitudini di contemporanei si preoccupino ossessivamente della propria salute, finiscono per disprezzare di fatto la dignità ed il valore del corpo: tacitano le sue esigenze con meschini piaceri a pagamento ed eliminano le sue sofferenze attraverso calmanti e droghe disponibili su scala industriale. L’alternativa pare una sola: o ci si asservisce al corpo, sprofondando nell’ingordigia più grossolana, o lo si considera nemico al momento del dolore. La relazione dell’uomo con il suo corpo è andata via via disumanizzandosi, e la smania pianificatrice della nostra epoca sembra dare ragione alla boutade di Paul Valery: “Si direbbe che l’intelligenza sia la facoltà dell’anima meno capace di comprendere il corpo” » (G. Torello, Dalle mura di Gerico).

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Maria a Medjugorje, messaggio del 25 Ottobre 2017

25 ottobre 2017

“Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito ad essere preghiera. Tutti avete problemi, tribolazioni, pene e inquietudini. I santi vi siano modello ed esortazione alla santità, Dio vi sarà vicino e voi sarete rinnovati con la ricerca e la conversione personale. La fede sarà per voi speranza e la gioia regnerà nei vostri cuori.Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Preghiera del giorno: A Maria del Papa Emerito Benedetto XVI, tratta dell’enciclica Deus Caritas Est

25 ottobre 2017

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Santa Maria, Madre di Dio,
tu hai donato al mondo la vera luce,
Gesù, tuo Figlio – Figlio di Dio.
Ti sei consegnata completamente
alla chiamata di Dio
e sei così diventata sorgente
della bontà che sgorga da Lui.
Mostraci Gesù. Guidaci a Lui.
Insegnaci a conoscerlo e ad amarlo,
perché possiamo anche noi
diventare capaci di vero amore
ed essere sorgenti di acqua viva
in mezzo a un mondo assetato.

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2017.10.22 – Angelus Domini

22 ottobre 2017

Viviamo riconoscendo sempre che apparteniamo a Dio.

Prima dell’Angelus, Papa Francesco ha ricordato che rispondendo ai farisei “Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”, Gesù sottolinea che siamo tutti a pieno titolo cittadini dello Stato ma siamo stati creati a immagine di Dio e apparteniamo anzitutto a Lui.

 

 

 

 

 

Preghiera del giorno: l’ora di grazia universale (da recitarsi l’8 Dicembre alle 12:00)

21 ottobre 2017

Così disse la Madonna l´8 dicembre 1947 a Pierina Gilli a Montichiari (BS):
« Desidero che ogni anno, il giorno 8 Dicembre, si pratichi a mezzogiorno l´Ora di Grazia universale; con questa pratica si otterranno numerose grazie spirituali e corporali … Sia riferito al più presto possibile al Sommo Padre della Chiesa Cattolica Papa Pio XII che desidero che quest´Ora di Grazia sia conosciuta ed estesa a tutto il mondo. Quelli che non potranno recarsi nelle rispettive chiese, otterranno da me le grazie pregando anche nelle loro case ».

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Preghiera del giorno:Rosario meditato in onore di maria Rosa Mystica ( Misteri Gloriosi)

18 ottobre 2017

 

 

 

 

 

 

 

 

– SIMBOLO: la rosa d’oro.
Domandiamo lo spirito d’amore e di devozione. 

Risultato immagine per rosa gialla

 

I-LA RESURREZIONE DI GESU’

“So che cercate Gesù , il crocifisso. Non è qui. E’ risorto, infatti , come aveva detto. (Mt.28, 5-6)

O Gesù buono, trionfalmente hai lasciato il sepolcro e sei entrato nella tua Gloria. Quante anime resuscita-no ai piedi dei tuoi altari per merito della tua grazia e misericordia.

O Maria, Regina della Vittoria, fa’ entrare nei nostri cuori lo spirito d’apostolato, affinché Cristo possa sem-pre resuscitare in noi con la sua pace. Che molte rose dorate si spargano attorno agli altari eucaristici, delle rose imbevute dell’eroismo di vocazioni straordinarie, di anime silenziose e nascoste che si sacrifichino per le anime e, soprattutto, per quelle consacrate!

1Padre Nostro, 10 Ave Maria, 1Gloria al Padre

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Preghiera della Sera: Rosario meditato in onore di Maria Rosa Mystica, misteri Gaudiosi

2 ottobre 2017

 

– SIMBOLO: la rosa bianca.
– Domandiamo a Maria lo spirito di preghiera. 

I – L’ANNUNCIAZIONE

Maria disse: “Ecco la serva del Signore, avvenga in me secondo la tua parola “( Lc.1,18)

Tu, grande Maestra, aiutaci con la tua grazia a poter dire con amore ed abbandono: “Signore, sia fatta la tua volontà, ogni volta che Gesù ci domanda dei sacrifici per la salvezza delle anime e per la fioritura di buone vocazioni sacerdotali e religiose!”

1 Padre Nostro, 10 Ave Maria, 1 Gloria al Padre

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Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Ottobre 2017 a Mirjana

2 ottobre 2017

Cari figli, io vi parlo come Madre: con parole semplici, ma colme di tanto amore e sollecitudine per i miei figli, che per mezzo di mio Figlio sono affidati a me. Mio Figlio invece, che viene dall’eterno presente, lui vi parla con parole di vita e semina amore nei cuori aperti. Perciò vi prego, apostoli del mio amore: abbiate cuori aperti, sempre disposti alla misericordia e al perdono. Perdonate sempre il prossimo secondo mio Figlio, perché così la pace sarà in voi. Figli miei, preoccupatevi della vostra anima, perché essa è l’unica realtà che vi appartiene davvero. State dimenticando l’importanza della famiglia. La famiglia non dovrebbe essere luogo di sofferenza e dolore, ma luogo di comprensione e tenerezza. Le famiglie che cercano di vivere secondo mio Figlio, vivono nell’amore reciproco. Fin da quando era ancora piccolo, mio Figlio mi diceva che tutti gli uomini sono per lui dei fratelli. Perciò ricordate, apostoli del mio amore, che tutte le persone che incontrate sono per voi la vostra famiglia, dei fratelli secondo mio Figlio. Figli miei, non perdete tempo pensando al futuro e preoccupandovi. La vostra unica preoccupazione sia come vivere bene ogni istante secondo mio Figlio, ed ecco la pace! Figli miei, non dovete mai dimenticare di pregare per i vostri pastori. Pregate affinché possano accogliere tutti gli uomini come loro figli, in modo che, secondo mio Figlio, siano per loro dei padri spirituali. Vi ringrazio!

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

PREGHIERA DEL MATTINO, ROSARIO MEDITATO IN ONORE DI MARIA ROSA MYSTICA: MEDITAZIONI MISTERI DEL DOLORE

29 settembre 2017

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SIMBOLO: la rosa rossa.

– Domandiamo lo spirito di sacrificio, di penitenza e di riparazione.

I – L’AGONIA DI GESU’
“La mia anima è triste fino alla morte , restate qui e vegliate”( Mc. 14 , 34)

O Gesù, alla vista della tua dolorosissima Passione, noi pensiamo alla terribile agonia, al sudore di sangue sparso sotto l’angoscia di tante sofferenze che Ti attendono.
O Maria, Madre dolorosa, aiutaci a restare sempre uniti a Gesù in spirito di amore, di sacrificio e di riparazione per le infedeltà che Gesù continua a subire nella sua vita eucaristica, soprattutto da parte delle anime consacrate!

1 Padre Nostro,10 Ave Maria , 1 Gloria al Padre.

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Pensiero del giorno : IL Cuore , nel Cuore

26 settembre 2017

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Il Cuore Immacolato di Maria , lo troviamo immerso nel Sacratissimo Cuore di Gesù: Gesù è stato generato per opera dello Spirito Santo , nel seno dell’immacolata Concezione,  per questo motivo il suo  cuore è per natura umana associato al cuore della Beata Vergine  Maria, creatura prediletta ed amata dalla Santissima Trinità.

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Maria a Medjugorje: Messaggio del 25 Settembre 2017

25 settembre 2017

Cari figli! Oggi vi invito ad essere generosi nella rinuncia, nel digiuno e nella preghiera per tutti coloro che sono nella prova, e sono vostri fratelli e sorelle. In modo particolare vi chiedo di pregare per i sacerdoti e tutti i consacrati affinché con più ardore amino Gesù, affinché lo Spirito Santo riempia i loro cuori con la gioia, affinché testimonino il Cielo e i misteri celesti. Molte anime sono nel peccato perché non ci sono coloro che si sacrificano e pregano per la loro conversione. Io sono con voi e prego per voi perché i vostri cuori siano riempiti di gioia. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

La chiesa guarda con favore , ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

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Pensiero della sera : L’AVE MARIA E MARIA ROSA MISTICA

25 settembre 2017

In Maria Rosa Mistica sono raffigurate tre rose: Una bianca, una rossa e una gialla.

Queste tre rose mi fanno pensare alle tre Ave Maria iniziali del rosario che sono associate alle tre virtù teologali: Fede, Speranza e Carità.

Se io associo queste tre rose alle tre virtù ecco cosa ne ricavo:

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Preghiera del mattino: Alla Vergine di Nazaret

18 settembre 2017

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“La dolcezza di una madre, la tenerezza di un’amica, la comprensione di una sposa. Guardando te, nel profondo dello spirito, l’insicurezza svanisce e s’avvicina la gioia. Ecco, noi t’invochiamo, Maria, quale punto archimedeo di luce e di speranza, fra i sentieri a volte scuri della nostra vita quotidiana. I concetti non danno calore, i ragionamenti non fanno carezze, le passioni non danno struttura ai desideri del cuore. Ma evaporano, si perdono, la loro immagine diviene sfocata, poi invisibile e infine assente. Tu sei realtà, e realtà concreta, presente, viva. A te allora la nostra mano, a te il nostro cuore, per te la nostra vita. Cercandola in te, la troviamo in te. E di nuovo l’assumiamo, la viviamo, integriamo una nuova vita alla nostra stessa vita, perfezionata da te, purificata e addolcita da te. Sapienza, non vanagloria, riferimento esistenziale, non boriosa euforia. Tu ci sei, e ci attendi. E non hai pace finché non ci hai aiutati, riavvolti secondo il retto ordine delle cose, rimodellati.

Sapere di essere vivo, destinato all’eternità, felice senza confine, oltre le logiche territoriali, culturali, emotive: un’unica cosa in un unico sguardo, una perfetta simbiosi d’amore e di scambio. Questo è l’orizzonte che il tuo manto apre su di noi. La pace che tu vuoi per noi. Senza misura, senza peso o quantità: totale, assoluta, sconfinata. Eterna gioia, eterna grazia, intramontabile bellezza. Eccoci, Maria, noi ci consegniamo all’opera delle tue mani, ora che “il giorno al giorno ne affida il messaggio e la notte alla notte ne trasmette notizia”: niente altro ci occorre per star bene, con noi stessi e con gli altri, al di là della tua mediazione, del tuo principio di sapienza che tutto provvede, tutto interpreta, tutto codifica e risana.

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BEATA VERGINE MARIA ADDOLORATA

15 settembre 2017

Come Gesù, Maria ha conosciuto la sofferenza, perciò sa essere vicino e compatire coloro che soffrono, da vera Madre dei dolenti.

(Pascual Chavez – 15 settembre 2017 su Twitter)


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Preghiera del mattino : I Sette dolori di Maria

15 settembre 2017
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Maria Addolorata

 

La Madre di Dio rivelò a Santa Brigida che, chiunque reciti sette “Ave Maria” al giorno meditando sui suoi dolori e sulle sue lacrime e diffonda questa devozione, godrà dei seguenti benefici:

La pace in famiglia.

L’illuminazione circa i misteri divini.

L’accoglimento e la soddisfazione di tutte le richieste purché siano secondo la volontà di Dio e per la salvezza della sua anima.

La gioia eterna in Gesù e in Maria.

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Vergine della Candelaria

10 settembre 2017

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La Vergine della Candelaria, ossia della Candelora, è l’appellativo con cui i cattolici venerano Maria in seguito alla scoperta di una statua, ritenuta miracolosa, trovata in riva al mare nelle Isole Canarie (Spagna) nel 1392. La statua della Vergine ricorda la presentazione al Tempio di Gesù ed è patrona delle Isole Canarie.[1]

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