Archive for the ‘Per i più piccoli’ Category

Perchè la Chiesa esiste?

12 dicembre 2016

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Una Storia per Tutti, la Bibbia dei Piccoli

20 giugno 2015

La risurrezione di Gesù

Gesú ha il potere sopra la propria morte

I discepoli andarono al posto dove i soldati lo avevano ucciso e presero il suo corpo e lo portarono in una caverna; un posto fresco. I soldati misero una grande pietra davanti all’apertura della caverna e fecero la guardia. I discepoli di Gesú non poterono preparare il suo corpo per il funerale perché era giorno di festa.

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Una Storia per Tutti, la Bibbia dei Piccoli

18 giugno 2015

L’arresto e la crocifissione di Gesù

Egli diede la sua vita per noi

Dopo l’ultima cena Gesú e i suoi discepoli lasciarono la città per andare a pregare.

Mentre Gesú pregava, Giuda portò i soldati i quali lo arrestarono. I soldati portarono Gesú ai capi dei sacerdoti. I soldati picchiarono Gesú e cercarono di farlo confessare. Gesú rifiutò. I capi lo portarono dal re.

Il re disse: “Quest’uomo non ha fatto niente di male.” Ma i capi dei sacerdoti dissero: “Ammazzalo.”

Il re fece frustare Gesú 39 volte. I capi insistevano a volerlo morto. I soldati lo picchiarono e si beffarono di lui e finalmente il re diede il suo consenso a uccidere Gesú.

I soldati presero Gesú e lo portarono fuori dalla città. I soldati misero dei grandi chiodi nelle sue mani e nei suoi piedi e delle spine intorno alla sua testa. Poi alzarono la croce. Gesú soffriva dei dolori tremendi sulla croce e poteva appena respirare. I soldati offrirono del vino a Gesú ma egli rifiutò.

Quando Gesú morì, disse: “È finito.”

Gesú soffrì la punizione per i peccati del mondo intero. Un’uomo innocente pagò per ogni peccatore.

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Una Storia per Tutti, la Bibbia dei Piccoli

16 giugno 2015

La santa Cena

Gesú ci mostrò le qualità d’un capo buono e ci mostrò il modo di poterlo ricordare

Gesú era in Gerusalemme ed aveva predicato fino al punto che i capi religiosi si adirarono con lui. I capi religiosi erano pronti di arrestarlo. Gesú radunò i suoi discepoli per cenare ed istruirli. La sua missione si avvicinava alla fine.

Gesú disse loro che questa, per un bel po’ di tempo, sarebbe stata l’ultima cena in cui erano insieme. Gesú si alzò, si levò il suo soprabito e mise un’asciugamano intorna alla sua vita. Gesú disse ai suoi discepoli: “Voi, l’un l’altro, dovete lavare i vostri piedi.” I discepoli esitarono, ma Gesú insistette che egli avrebbe lavato i loro piedi. Gesú disse: “Questo esempio è per dimostrarvi, che i capi dovrebbero essere dei servi.”

Inoltre egli racommandò loro: “Seguite i miei comandamenti.” Dopo identificò Giuda come traditore. Giuda s’alzò e andò a tradire Gesú.

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Una Storia per Tutti, La Bibbia dei Piccoli

14 giugno 2015

Gesú guarisce un uomo cieco

Gesú ha il potere sopra le malattie

Gesú andò al posto di preghiera nel giorno di preghiera. Lasciando il posto di preghiera, vide un uomo cieco che chiedeva elemosina. I suoi discepoli chiesero: “Chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché è nato cieco?”

“Nessuno ha peccato,” disse Gesú, “è cieco, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.”

Gesú prese del fango della terra e ne spalmò gli occhi del cieco.  Gesú disse al cieco d’andare a lavare i suoi occhi. Il cieco dunque andò, si lavò i suoi occhi e tornò che ci vedeva!  La gente lo vide e domandò: “Non è questo colui che stava seduto a chieder l’elemosina?” Alcuni dissero: “Non è lui… ma gli somiglia.” Altri dissero: “È lui”.

I capi religiosi domandarono all’uomo che prima era stato cieco; “ Com’è che ti sono stati aperti gli occhi?”

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Una Storia per Tutti, la Bibbia dei Piccoli

11 giugno 2015

Gesú alimenta un gran numero di persone

Gesú si prende cura dei bisogni della gente

Sempre più persone seguivano Gesú. Essi volevano ascoltarlo. Essi volevano essere guariti. Migliaia di persone erano con lui giorno e notte.

Un giorno, Gesú ed i suoi apostoli lasciarono la gente indietro ed andarono in un posto in disparte. Più di 5000 persone li seguirono in questo posto. Quando venne la sera, la gente ebbe fame. I suoi apostoli dissero: “Lascia andare la folla, perché se ne vada per i villaggi e per le campagne vicine per trovarvi cibo.” Gesú rispose: “Dove troveranno cibo? Date loro voi da mangiare.” (Cibo per questo numero di persone = lo stipendio di 200 giorni.)

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Una Storia per tutti, la Bibbia dei Piccoli

9 giugno 2015

Gesú guarisce una bambina

Gesú ha il potere sopra la morte

Gesú insegnò e guarì e molti vennero  da lui con i loro problemi. Un giorno uno dei capi della sinagoga venne da Gesú e lo pregò di venire con lui a casa suo e guarire sua figlia. Ella era molto malata. Il padre della bambina disse: “Vieni a posare le mani su di lei, affinché sia salva e viva”.

Gesú lo seguì a casa suo. Prima di arrivare, Gesú sentì la gente che piangeva e urlava. Parecchie persone dissero: ”Tua figlia è morta”.

Gesú disse: “Non temere, soltanto continua ad aver fede! Ella non è morta, ma dorme.”  La gente addolorata rise di luiGesú mandò tutti fuori dalla camera tranne i genitori della bambina e Pietro, Giacomo e Giovanni.

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Una Storia per tutti, la Bibbia dei Piccoli

5 giugno 2015

Gesú guarisce l’uomo indemoniato

Gesú ha il potere sopra il male

Nell’ultima storia Gesú calmò una tempesta. C’era un uomo che viveva dall’altra parte del lago. Egli era posseduto da uno spirito immondo, il quale aveva la sua dimora nei sepolcri. Quest’uomo era nudo. La gente tentò di legarlo con delle catene, ma egli fuggiva sempre. Egli faceva del male a se stesso perchè era completamente fuori di se.

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Una Storia per Tutti, la Bibbia dei Piccoli

3 giugno 2015

Gesú calma il mare

 

Gesú ebbe il potere sopra la natura.

Dopo essere battezzato, tanta gente venne da lui per sentirlo predicare. Egli curò anche della gente e fece altri miracoli. Gesú scelse 12 discepoli. Egli insegnò loro ed essi andarono con lui.

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Una Storia per Tutti, la Bibbia dei Piccoli

30 maggio 2015

Il Battesimo di Gesù

Gesú cominciò il suo sacerdozio con il battesimo

Dio mandò un profeta di nome Giovanni. Egli era un cugino di Gesú, egli predicava nel deserto, non nella città.

Giovanni diceva alla gente di pentirsi, di seguire Dio, di agire giustamente, e  battezzava la gente. Quando una persona viene battezzata, essa diventa una persona nuova. La persona vecchia è cancellata, morta e sepolta. Giovanni diceva alla gente di lavorare e di essere contenta con quello che aveva, e di fare del bene. La gente domandava a Giovanni, se egli fosse il salvatore. Egli rispondeva: “Qualcuno verrà dopo di me e io non sono degno di portargli i calzari.” Egli diceva anche: “Preparate la strada per il Signore.” Egli intendeva dire Gesú.

Quando Gesú ebbe circa 30 anni, cominciò il suo sacerdozio andando dove Giovanni predicava.

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Una Storia per Tutti, la Bibbia dei Piccoli

28 maggio 2015

La nascita di Gesù

Dio mantiene le sue promesse ed invia un bambino speciale

Dio aveva mandato tanti profeti alla gente, i quali proclamarono che Dio avrebbe mandato qualcuno per salvarla della punizione dei suoi peccati.

Nella terra promessa c’era un uomo di nome Giuseppe che era fidanzato con una giovane donna di nome Maria.

Maria non aveva mai avuto una relazione con un uomo, ma Dio creò un figlio nel suo ventre con l’aiuto dello Spirito Santo. Quando Giuseppe seppe che ella era incinta, ebbe in anima di divorziarla. Angeli visitarono Giuseppe e Maria, dicendo: “Questo è di Dio.” Giuseppe sposò Maria come era stato detto dall’Angelo di Dio. Però non ebbe nessuna relazione sessuale con Maria prima della nascita del suo figlio.

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Una Storia per Tutti, La Bibbia dei Piccoli

26 maggio 2015

Il serpente di rame

Dio è misericordosio e provvede una via di salvezza.

Egli vuole che noi agiamo secondo la Sua volontà.

Durante la migrazione il popolo di Dio continuò a lamentarsi e non ebbe fiducia in Dio. All’arrivo al confine della terra promessa, Dio disse a Mosè di mandare alcune persone nel paese per esplorarlo. La terra era molto buona, ma siccome c’era pericolo, essi dovevano affidarsi a Dio.

La gente si rifiutò d’entrare nella terra che Dio aveva dato loro. A causa della loro mancanza di fede, Dio decise di distruggere il suo popolo, ma Mosè pregò e Dio ascoltò la sua preghiera. Dio disse a Mosè di dare il messaggio al suo popolo che esso avrebbe dovuto vagare nel deserto per 40 anni. Dio disse che tutti quelli che si erano rifiutati d’entrare nella terra promessa, non vi sarebbero mai entrati.

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Una Storia per Tutti, La Bibbia dei Piccoli

24 maggio 2015

I dieci comandamenti

Dio si aspetta rettitudine

I discendenti di Abramo lasciarono l’Egitto. Gli Egiziani furono molto adirati e mandarono un esercito a catturarli. Il popolo di Dio ero numeroso e per quello era facile trovarlo nel deserto. Esso arrivò alla riva di una grande distesa acqua e non poté andare avanti! Dio apri le acque e la gente camminò sulla terra asciutta. Quando l’esercito Egiziano entrò nel passaggio, Dio chiuse le acque e tutti i soldati dell’esercito Egiziano morirono.

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La Via Crucis raccontata ai bambini da una rosa, un bruco ed un fringuello

20 marzo 2015

Cari bambini, Gesù, prima di morire in croce, ha vissuto alcuni avvenimenti di intensa sofferenza e di amore per tutti gli uomini. I grandi hanno fissato questi fatti in quattordici «stazioni», cioè quattordici momenti, chiamandoli: «La via della Croce». Noi ripercorreremo insieme questa «strada», passo dopo passo. È una storia molto bella, anche se dolorosa, perché ci fa vedere e toccare con mano l’amore di Gesù per noi. Questi «passi» ci verranno raccontati da tre fantastici amici: un bruco, un fringuello e una rosa; certamente sono amici nati dalla fantasia, però i fatti che raccontano sono veramente accaduti.

 

Una stupenda rosa rossa stava lì, proprio sotto la croce di Gesù. Era tutta intenta a sistemarsi i suoi meravigliosi petali, quando un piccolo bruco, seduto su una delle sue foglie più grandi, le disse:

«Mia cara, sei proprio bella; ma a quale prezzo è stata pagata la tua bellezza».

«Che vuoi dire?» gli domandò la rosa.

«Come, non conosci la tua storia?».

«No» rispose meravigliata la rosa. «Ma se tu sai come sono nata, dimmelo per favore».

Il bruco alzò gli occhi alla croce e disse: «Vedi quest’uomo? Lui ti ha donato la vita».

La rosa alzò lo sguardo, vide l’uomo e restò senza parole.

La rosa era incuriosita più che mai e domandò: «Come è finito su questa croce?».

«Ti narrerò tutti i passi della strada che l’hanno portato su questo monte. Io l’ho seguito e, ti garantisco, è stata una strada veramente dolorosa» rispose il bruco.

Catechista: Bambini, ascoltiamo anche noi il racconto dell’amico bruco, non con le orecchie solamente, ma soprattutto col cuore. Daremo un titolo ad ogni passo e, dopo il racconto, reciteremo una preghiera.

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IL ROSARIO PREGATO DAI BAMBINI

21 novembre 2014

Fonte:http://www.preghiereagesuemaria.it/bambini/il%20rosario%20pregato%20dai%20bambini.htm

A. Lonardo. Recensione a “La notte delle zucche. Halloween: storia di una festa” di P.Gulisano e B.O’Neill. La festa cristiana dei santi: opposizione o continuità?

31 ottobre 2014

Differenza santi beati canonizzazione beatificazione

Il nome Halloween è indiscutibilmente termine di origine cristiana; è parola composta da hallow, ‘santificare’, ed eve, abbreviazione di evening, ‘sera’. Halloween, insomma, deriva da All Hallow’s Eve e vuol dire semplicemente ‘Sera della festa dei Santi’, ‘Vigilia della festa dei santi’.
La chiesa cattolica fa memoria, infatti, l’1 novembre di tutti i santi e la sera del 31 ottobre è appunto la vigilia della festa.
Ma l’1 novembre era il giorno della festa celtica di Samhain ed alcune delle tradizioni dell’odierna Halloween vi rimandano.
Cosa è avvenuto? Perché questa coincidenza? Halloween è una festa pagana o cristiana? Siamo dinanzi ad una espropriazione cristiana o ad un camuffamento sincretista di riti magici? Cosa è bene fare in campo educativo? Incoraggiare o opporsi alla celebrazione di Halloween?

P.Gulisano e B.O’Neill tracciano con il loro libretto La notte delle zucche. Halloween: storia di una festa (Ancora, Milano, 2006, pp.96, euro 7.00) la traiettoria storica che permette di rispondere a queste domande.

Il passaggio da Samahin ad Halloween manifesta un atteggiamento tipico del cristianesimo che non disprezza mai quanto gli preesiste storicamente, ma ne sa cogliere il valore per riproporlo alla luce della pienezza di vita che proviene dal vangelo[1]. I due Autori invitano così a raccontare alle nuove generazioni come avvenne che questa antica festa divenne cristiana[2]:
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La vita di Gesù ( Terza parte) raccontata ai bambini

6 ottobre 2014

Marco 16

Io sono Maria Maddalena.

La domenica mattina, quella domenica mattina, mi alzai molto prima del sorgere del sole. Mi misi ad aspettare l’arrivo di Maria, la madre di Giacomo

e Salomone, con la quale avevo appuntamento; e intanto ripensavo all’uomo che stavo per andare a imbalsamare, a Gesù. Non riuscivo a togliermi

dalla mente le immagini terribili della sua morte, il dolore, il sangue…

Mentre ero sotto la sua croce, ero pronta a fare qualunque cosa per far cessare la sua sofferenza…ma non potevo! Ora, appena avessi cosparso il suo

corpo di aromi e unguenti, forse mi sarei sentita meglio; anche se egli era morto, immaginavo con quei gesti di poter alleviare il suo dolore.

Maria finalmente arrivò e ci incamminammo, in silenzio, ognuna piena della propria angoscia. Io pensavo: ”Chi farà rotolare la pietra dall’ingresso del

sepolcro? È troppo pesante per noi due.” Ma mentre ci avvicinavamo, ci accorgemmo che qualcosa non era come doveva essere. Il sepolcro era aperto.

La pietra era stata rotolata via,… le guardie se ne stavano da parte, sconvolte.

Entrammo in cerca del corpo di Gesù, temendo che qualcuno l’avesse rubato.

Ma una volta dentro vedemmo un giovane, seduto sulla destra; vestiva una veste bianca. Egli si accorse del nostro spavento e ci parlò.

<<Non vi spaventate!>> ci disse. <<Voi cercate Gesù, il Nazareno, che è stato crocifisso. È risorto. Non è più qui.>>

Noi osservammo la tomba: era vuota. Il lenzuolo e il sudario erano ripiegati sul ripiano di pietra.

<<Ora andate>> continuò il giovane. <<Tornate dagli Apostoli e dite loro che Gesù è risorto. Recatevi poi in Galilea: lo incontrerete là, come vi ha

promesso.>>

Ce ne andammo senza voltarci indietro. La gioia e la paura insieme rendevano i nostri passi veloci e incerti sulla strada che ci conduceva dagli

Apostoli. Lo stupore che avevamo in noi superava la Fede; temevamo che nessuno avrebbe creduto alle nostre parole…

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La vita di Gesù ( Terza parte) raccontata ai bambini

5 ottobre 2014

Matteo 27; Luca 24

Io sono Giuseppe e vengo dalla città di Arimatea.

Sapete, bambini, che è molto doloroso veder morire il proprio maestro? Io lo so bene perché a me è successo. A me è accaduto proprio questo: mi è

accaduto di veder morire Gesù, che era il mio maestro. Seguivo da tempo i suoi insegnamenti e, come molti, aspettavo il Regno di Dio. Perciò, quando

vidi Gesù morire sulla croce, mi disperai; pensai che tutto quello di cui lui aveva parlato- l’amore fraterno, la pace, la carità, la fratellanza, l’umiltànon

ci sarebbero mai più stati. Ma mi sbagliavo…

Dopo che un soldato si fu accertato che Gesù era morto davvero infilzandogli il costato con la lancia, io mi feci coraggio e andai da Pilato. Gli

chiesi:<<Concedetemi il corpo di Gesù, affinché io lo seppellisca>>. Pilato acconsentì, ma dopo un po’ andarono da lui anche alcuni Giudei. Gli

dissero: <<Gesù ha detto che dopo tre giorni sarebbe risorto. È meglio far sorvegliare la tomba, in modo che nessuno vada a rubare il corpo facendo

credere a tutti che egli è risorto.>>. Pilato, allora, comandò di mettere qualcuno a guardia della tomba.

Io e Nicodemo, un altro discepolo, prendemmo il corpo di Cristo, lo avvolgemmo in un sudario e lo deponemmo in un sepolcro scavato nella roccia;

davanti all’ingresso facemmo rotolare una grossa pietra. I soldati apposero i sigilli e si misero di guardia.

Maria Maddalena e altre donne erano lì a guardare. Dissi loro:<<Andate a casa e osservate il riposo del sabato. Domenica tornerete qui, vi farete

aiutare a togliere il pesante coperchio della tomba e cospargerete il corpo di Gesù con gli aromi, come vuole la tradizione.>> Esse obbedirono.

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La vita di Gesù ( Terza parte) raccontata ai bambini

4 ottobre 2014

Marco 15

Sotto la croce di Gesù morente c’ero anch’io. Sono un centurione romano e comandavo i soldati che avevano il compito di eseguire la pena di morte su Gesù e altri due condannati. Prima di salire al Golgota, il luogo delle esecuzioni, Pilato mi aveva dato un cartello. Sul legno egli stesso aveva scritto “Gesù nazareno, il re dei Giudei”. Molti Giudei lessero quel cartello e protestarono con Pilato. <<Non lasciare scritto “È il re dei giudei”>> gli dissero, << ma piuttosto scrivi “Costui ha detto: io sono il re dei Giudei”>>. Però Pilato fu irremovibile <<Quel che ho scritto, ho scritto.>>, disse. E così, con quel cartello in mano, percorsi la strada fino al Golgota, e mi sembrava di portare a morire proprio un re. Mentre era sulla croce, i miei soldati lo schernivano e insultavano, lo provocavano e beffeggiavano, si dividevano le sue vesti… Io me ne stavo in silenzio e non dicevo nulla. A mezzogiorno il cielo si oscurò. Gesù esclamò a gran voce:<< Mio Dio! Mio Dio! Perché mi hai abbandonato?>>. Cominciai allora a provare una gran pena per lui, perché mi sembrò così fragile, così umano… Ma me ne stavo in silenzio e non dicevo nulla. Poi egli chiese da bere. Un soldato andò a inzuppare una spugna con dell’acqua mista ad aceto e gliel’accostò alle labbra, usando una lunga canna. Io stetti a guardare e non dissi nulla. Alle tre Gesù gridò:<<È finita! Padre, nelle tue mani ripongo il mio spirito!>> E morì. A sentirlo chiamare il Padre suo io, finalmente, capii. <<Costui era veramente il Figlio di Dio!>>, dissi.

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Ultimo giorno di scuola

6 giugno 2014

UNA SCUOLA GRANDE COME IL MONDO

 di Gianni Rodari 

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Piccolo Coro dell’Antoniano (Najmun Fi Bayti Lahm): “Una Stella a Betlemme” – Inno alla Pace

6 gennaio 2014

Presentata al 47 Zecchino d’Oro, nel 2004, da Milad Nicola Elias Fatouleh (bambino palestinese di Beit Jala, un sobborgo di Betlemme).

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Avvento, tempo privilegiato di attesa: in quattro domeniche. “Maranà tha – Vieni, Signore Gesu’!” (4)

22 dicembre 2013

“Gesù Bambino benedicente” – Pinturicchio

LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II

AI BAMBINI

NELL’ANNO DELLA FAMIGLIA

Cari bambini!

Lodate il nome del Signore!

Permettete, cari ragazzi e ragazze, che al termine di questa Lettera ricordi le parole di un Salmo che mi hanno sempre commosso: Laudate pueri Dominum! Lodate, fanciulli del Signore, lodate il nome del Signore. Sia benedetto il nome del Signore, ora e sempre. Dal sorgere del sole al suo tramonto sia lodato il nome del Signore! (cf. Sal 112/113, 1-3). Mentre medito le parole di questo Salmo, mi passano davanti agli occhi i volti dei bambini di tutto il mondo: dall’oriente all’occidente, dal settentrione al mezzogiorno. È a voi, piccoli amici, senza differenze di lingua, di razza o nazionalità, che dico: Lodate il nome del Signore!

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Natale al cinema, con i bambini.

19 dicembre 2013

Nel 2009 la storia del bizzarro inventore Flint Lockwood capace di trasformare l’acqua in cibo e di far piovere polpette, hamburger e frullati, patatine e caramelle, aveva conquistato il grande pubblico e i botteghini di tutto il mondo. Questo Natale il cartoon della Warner che arriverà nelle sale proprio il 25 dicembre, continua con una nuova avventura, Piovono polpette 2, affidato alla regia di Cody Cameron e Kris Pearn che rendendo omaggio ai monster movie e a gli spettacolari film di avventura per famiglie degli anni Ottanta, hanno realizzato un coloratissimo, frenetico film di animazione dove riconoscerete facilmente citazioni da I Goonies, Il ritorno dello Jedi, E.T. e soprattutto Jurassic Park.

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Quella Volta che Babbo Natale non si Svegliò in Tempo diThomas Matthaeus Muller,Racconti per bambini

15 dicembre 2013

Hubert, l’anziano Babbo Natale,  saltò giù dal letto: accipicchia, non si era svegliato  in tempo!  Era già la vigilia di Natale, e non c’era ancora nulla di pronto, nemmeno un pacchettino! Dappertutto sul pavimento erano sparse in disordine  le molte letterine di Natale che il postino aveva fatto passare attraverso  una fessura della porta. Quasi contemporaneamente qualcuno busso alla porta e la renna Max, fedele assistente di Hubert, entro puntuale come ogni anno. “E che cosa  faccio adesso?” si lamento Hubert. “La sveglia non ha suonato!”           “Chiedi a Otto, il mago, se può fermare il tempo, cosi tu potresti procurarti ancora tutti i regali”, suggerì la renna  Max.  “Otto sa soltanto far apparire conigli dal cilindro!” brontolo  arrabbiato Hubert. “E per di più soltanto bianchi!”           “Allora portiamoci dietro la cassa dei travestimenti”, disse  la renna Max.

La cassa dei travestimenti era un baule enorme e pesante,piena di vecchi costumi,fazzoletti colorati, cappelli, scarpe e scialli che Hubert, anni prima, aveva ricevuto in regalo da una compagnia teatrale. Quando la caricarono sulla slitta questa si ruppe nel mezzo. “E adesso che faccio?” si lamento Hubert. “Portiamola a mano.” sbuffo la renna Max, si sfrego gli zoccoli prima
di mettersi al lavoro  e trasportarono la cassa cosi per tutta la strada fino in città… per fortuna era in discesa.
Tutti i bambini stavano già aspettando  con ansia i regali di Natale. Ma quell’anno Hubert e Max, al posto dei
regali, fecero una divertente rappresentazione teatrale. E non ebbero niente in contrario quando, uno dopo l’altro, i bambini si misero anch’essi a recitare. Si narrava di un Babbo Natale stanco e arruffato… e l’inizio faceva cosi:  Hubert, l’anziano Babbo Natale, salto giù dal letto … accipicchia,non si era svegliato in tempo! (more…)

Avvento, tempo privilegiato di attesa: in quattro domeniche. “Maranà tha – Vieni, Signore Gesu’!” (3)

15 dicembre 2013

DALLA LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II

AI BAMBINI

NELL’ANNO DELLA FAMIGLIA

Cari bambini!

Gesù dona se stesso.

Cari amici, incontro indimenticabile con Gesù è senz’altro la Prima Comunione, giorno da ricordare come uno dei più belli della vita. L’Eucaristia, istituita da Cristo la vigilia della sua passione durante l’Ultima Cena, è un sacramento della Nuova Alleanza, anzi, il più grande dei sacramenti. In esso il Signore si fa cibo delle anime sotto le specie del pane e del vino. I bambini lo ricevono solennemente una prima volta – nella Prima Comunione, appunto – e sono invitati a riceverlo in seguito il più spesso possibile per rimanere in intima amicizia con Gesù.

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L’annuncio a Maria, Spiegazione per bambini

10 dicembre 2013
20.   Insieme con Maria, la Madre di Gesù Prediletta dall’eternitàElezione gratuitaCdA 77620.   Insieme con Maria, la Madre di Gesù Discepola e cooperatrice del SalvatoreAnnuncio
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La promessa del Salvatore si compie.
Piena di grazia e Vergine fedele, Maria accoglie l’annuncio dell’angelo: sarai Madre di Dio.
L’angelo Gabriele fu mandato da Dio a Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe.
La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”.
A queste parole ella rimase turbata. L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide e il suo regno non avrà fine”.
Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su dite. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio e di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio”.
Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.
(Leggi Luca 1,26-38)

Nel mio zainetto, Filastrocca di natale per bambini

9 dicembre 2013

NEL MIO ZAINETTO HO LA MATITA PER DISEGNARE

LA GOMMA PER CANCELLARE I PASTELLI PER COLORARE I

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Avvento, tempo privilegiato di attesa: in quattro domeniche. “Maranà tha – Vieni, Signore Gesu’!” (2)

8 dicembre 2013

DALLA LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II

AI BAMBINI

NELL’ANNO DELLA FAMIGLIA

Cari bambini!

Gesù dona la Verità.

Il Bambino, che a Natale contempliamo deposto nella mangiatoia, col passar degli anni crebbe. A dodici anni, come sapete, si recò per la prima volta, insieme a Maria e Giuseppe, da Nazaret a Gerusalemme in occasione della Festa di Pasqua. Lì, confuso tra la folla dei pellegrini, si staccò dai genitori e, insieme con altri suoi coetanei, si pose in ascolto dei dottori del Tempio, quasi per una «lezione di catechismo». Le feste in effetti erano occasioni adatte per trasmettere la fede ai ragazzi dell’età, più o meno, di Gesù. Avvenne però che, durante tale incontro, l’Adolescente straordinario, giunto da Nazaret, non solo pose delle domande assai intelligenti, ma egli stesso cominciò a dare delle risposte profonde a coloro che lo stavano ammaestrando. Le domande e più ancora le risposte sbalordirono i dottori del Tempio. Era lo stesso stupore che, in seguito, avrebbe accompagnato la predicazione pubblica di Gesù: l’episodio del Tempio di Gerusalemme non era che l’inizio e quasi il preannuncio di ciò che sarebbe avvenuto alcuni anni più tardi.

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LA VERGINE DI NAZARET , Prima Parte

3 dicembre 2013

La sua identità 

Nome: Maria di Nazaret, città della Galilea.

Figlia di: Gioacchino e di Anna.

Stato civile: Vergine, coniugata a Giuseppe, il fale­gname della casa di Davide. Incinta per virtù dello Spirito Santo. Madre di Ge­sù, detto il Cristo, nato a Betlemme nella Giudea, giustiziato a Gerusalem­me sulla croce, risuscitato il terzo gior­no. Vedova, madre adottiva di Giovanni: il discepolo prediletto di Gesù.

Residenza: Nazaret.

Domicilio: Nazaret, Betlemme. Profuga in Egitto; rientra a Nazaret. Le strade della Pale­stina al seguito del Figlio. La casa di Giovanni. Antiochia.

Parenti: Elisabetta, sua cugina, della famiglia di Aronne. Zaccaria, sacerdote della classe di Abia, marito di Elisabetta e padre di Giovanni il battista. Giacomo, Joses, Giuda e Simone, dai suoi paesani di Na­zaret indicati come i fratelli di Gesù (Mc 6,3; Mt 13,55). Maria, madre di Giacomo e di Joses (Mc 15,40), la stessa, forse, da Gio­vanni chiamata Maria di Cleofe, sorella della madre di Gesù (cf. Gv 19,25). Gli sposi di Cana di Galilea.

Calendario: Nata circa il 20 a. C. sotto l’imperatore Augusto (27 a. C. – 17 d. C.). Madre a circa 17 anni. Con Gesù al Calvario il 30; Imperatore Tiberio (14­-37). Si è addormentata nel Signore, ma il suo corpo già partecipa della gloria del Figlio, forse al tempo di Nerone (54-­68) o di Vespasiano (69-79).

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LA STORIA DEGLI ANGELI DELL’AVVENTO ,Racconti per bambini

2 dicembre 2013

Gli angeli dell’Avvento sono quattro, proprio come le quattro settimane che preparano al Natale. Vengono in visita sulla Terra, indossando abiti di un colore diverso, ciascuno dei quali rappresenta una particolare qualità.

L’angelo blu. Durante la prima settimana un grande angelo discende dal cielo per invitare gli uomini a prepararsi per il Natale. E’ vestito con un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace. Il blu del suo mantello rappresenta appunto il silenzio e il raccoglimento.

Avvento, tempo privilegiato di attesa: in quattro domeniche. “Maranà tha – Vieni, Signore Gesu’!” (1)

1 dicembre 2013

San Giuseppe e Gesù Bambino – Guido Reni

DALLA LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II

AI BAMBINI

NELL’ANNO DELLA FAMIGLIA

Cari bambini!

Nasce Gesù.

Tra pochi giorni celebreremo il Natale, festa intensamente sentita da tutti i bambini in ogni famiglia. Quest’anno lo sarà ancora di più, perché è l’Anno della Famiglia. Prima che esso finisca, desidero rivolgermi a voi, bambini del mondo intero, per condividere con voi la gioia di questa suggestiva ricorrenza.

Il Natale è la festa di un Bambino, di un Neonato. È perciò la vostra festa! Voi l’attendete con impazienza e ad essa vi preparate con gioia, contando i giorni e quasi le ore che mancano alla Santa Notte di Betlemme

Mi pare di vedervi: voi state preparando in casa, in parrocchia, in ogni angolo del mondo il presepe, ricostruendo il clima e l’ambiente in cui il Salvatore è nato. È vero! Nel periodo natalizio la stalla con la mangiatoia occupa nella Chiesa il posto centrale. E tutti si affrettano a recarvisi in pellegrinaggio spirituale, come i pastori nella notte della nascita di Gesù. Più tardi saranno i Magi a venire dal lontano Oriente, seguendo la stella, fino al luogo dove è stato deposto il Redentore dell’universo.

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UNA MACCHIA DI CAFFÈ, Racconti per bambini

21 novembre 2013

C’era una volta una macchia di caffè. Era una di quelle macchie lavabili ma, nonostante ciò, questa macchia era tranquilla perché era ormai certa che, prima o poi, sarebbe tornata a dipingersi sui vestiti di qualche malcapitato.

La specialità di questa macchia di caffè era quella di tuffarsi sulle camicie: si divertiva a macchiarle proprio nei momenti di totale confusione o di grande stress. E dopo aver macchiato era fiera di regnare sui vestiti, facendo fare brutte figure alla gente che li indossava.

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Il postino di Mirano, Filastrocca per bambini

20 novembre 2013

A volte basta una parola, basta una carezza per ridonare il sorriso sulle labbra di una persona ammalata, di una persona triste. Il postino supplente non ha mai niente da portare ad una bambina che è costretta a vivere immobile su una carrozzina, eppure è sufficiente che le sfiori le dita della mano, che le faccia una carezza e quel semplice gesto rivela alla bambina che al mondo c’è ancora tanta bontà, tanto amore.
Seguendo l’insegnamento di Gesù, che nel corso della sua vita terrena ha aiutato i lebbrosi, i ciechi, i sordi, gli zoppi, anche noi possiamo aiutare gli altri: un sorriso, una parola, un gesto di simpatia possono diventare altrettanti “miracoli”, specialmente se sono ispirati all’amore che Gesù ha per noi. Ogni atto d’amore verso il nostro prossimo deve essere accompagnato da un pensiero: Per amore di Gesù.

Al paese di Mirano
c’è un postino supplente
che ama la gente
e la corrispondenza
vuol darla alla presenza dell’interessato.

A costo di perdere il fiato,
si fa tutti gli scalini del palazzo:
bussa alla porta del signor Rampazzo
e gli consegna il giornale;

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Vangelo di Luca Per bambini

18 ottobre 2013

Capitolo 1

1 Molti hanno già scritto di quello che ha fatto Gesù fra noi, 2 raccontando le vicendecome le hanno narrate gli apostoli e coloro che hanno predicato la storia di Gesù; 3 così ho deciso anch’io di fare ricerche attente e di scrivere per te, che ami Dio, un racconto ordinato, 4 perché tu possa capire che gli insegnamenti su Gesù, che hai ricevuto, sono veri.

Annunzio della nascita di Giovanni Battista

5 Al tempo di Erode, re della Giudea, in Palestina, c’era un sacerdote chiamato Zaccaria, che aveva in moglie una donna di nome Elisabetta. 6 Zaccaria ed Elisabetta erano persone buone davanti a Dio, e osservavano tutte le leggi del Signore, 7 ma non avevano figli, perché Elisabetta non poteva averne e tutti e due erano anziani.

8 Ma un giorno mentre Zaccaria era nel tempio a fare l’offerta a Dio  e 10 tutta l’assemblea del popolo pregava fuori dal tempio, 11apparve a Zaccaria un angelo del Signore; l’angelo era in piedi alla destra dell’altare. 12 Quando Zaccaria vide l’angelo ebbe paura ,13ma l’angelo gli disse: “Non temere, Zaccaria, la vostra preghiera di avere un figlio è stata esaudita da Dio e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. 14Avrai gioia e molti saranno contenti per la sua nascita, 15poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino e sarà pieno di Spirito Santo fin dalla sua nascita,16 convertirà a Dio molti Ebrei e, 17con l’aiuto dello Spirito, preparerà per il Signore un popolo capace di accoglierlo”.

18 Zaccaria rispose all’angelo: “Come può avvenire ciò? Io sono vecchio e mia moglie non è più giovane”. 19 L’angelo gli disse: “Io sono Gabriele e sto davanti a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. 20 Ed ecco, poiché tu hai dubbi su ciò che ti ho detto, rimarrai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui accadrà tutto ciò di cui ti ho parlato”

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IL MATRIMONIO DEL TOPO – FIABA AFRICANA

18 settembre 2013

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C’era una volta un bellissimo topolino bianco. E diventava sempre più bello mentre cresceva e diveniva adulto.

I suoi genitori si chiedevano spesso: Dove troveremo una moglie degna per lui?

Quando arrivò il momento di cercare una moglie, decisero che solo nella famiglia di Dio poteva esserci una ragazza giusta per lui.

Così, come era d’uso, tre vecchi componenti della famiglia andarono da Dio a domandargli una moglie per il bel topolino. Giunti alla casa di Dio, i tre entrarono e dissero: Veniamo per conto del bellissimo topolino bianco, a cercare una moglie degna di lui: solo tu puoi trovarcela!

Dio allora disse. Grazie di essere venuti, ma siete nel posto sbagliato: dovete andare a casa del vento! Il vento è più forte di me, perché mi soffia la polvere negli occhi!”

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La Storia di San Francesco

13 settembre 2013

5° Episodio

Per un periodo fui accolto come servo in un monastero a Gubbio, poi vidi che in città c’erano molti lebbrosi, feci amicizia con alcuni di loro: portavo le medicine e da mangiare e diventammo presto amici. Stavo bene a Gubbio, ma sentivo che non era la mia città, il posto in cui dovevo stare, così decisi di tornare ad Assisi. A casa non potevo più tornare così andai in un posto dove ero sicuro di essere accolto nel migliore dei modi: nella piccola chiesa di san Damiano…dove c’era quel bellissimo crocifisso che mi aveva parlato. Coi soldi che gli avevo dato il parroco aveva comprato il materiale e io mi misi al lavoro per riparare la chiesetta! Ero un bravo muratore anche se nessuno mi aveva mai insegnato, soddisfatto del mio lavoro dissi “facciamone un altro!”, anche perché Gesù mi aveva chiesto di riparare la sua casa…pensai volesse chiedermi di fare il muratore! Vidi una piccola Chiesa, nella pianura sotto Assisi che si chiamava la Porziuncola e la rimisi: venne proprio bellina! La domenica andavo alla messa e il Vangelo mi colpiva sempre, ma un giorno proprio sentii che era rivolto a me: erano le parole che Gesù dice quando invia i suoi discepoli nel mondo…WOW! Dovevo partire! Passavo le mie giornate camminando e pregando, con addosso solo la mia tonaca e in mano il rosario: stavo proprio bene! Camminavo e quando incontravo qualcuno mi mettevo a parlare, parlavo di Gesù, e parlavo anche di me, di come avessi scoperto la mia felicità nella povertà: una cosa da cui tutti gli uomini fuggono e che io invece avevo abbracciato! Parlando mi feci degli amici, alcuni di quelli che erano stati miei amici quando ero ricco si accorsero che forse non ero impazzito, avevo solo trovato la mia vera strada…e così non fui più solo! Bernardo e Pietro furono i primi che vennero da me dicendomi “Francesco, noi vogliamo vivere come te perché vediamo che sei Felice e vogliamo esserlo anche noi!”…immaginatevi la mia Gioia!!!  Ero al settimo cielo!…ed era solo l’inizio! Andammo a stare alla Porziuncola.

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Preghiere a Gesù e Maria per l’inizio del nuovo anno scolastico

9 settembre 2013

 

PREGHIERA A GESÙ PER LA SCUOLA

Ti ringraziamo per la nostra scuola,

e per tutti coloro che ci lavorano.

Ti ringraziamo per gli insegnanti

che ci aiutano ad imparare,

per la cuoca che prepara i nostri pasti,

per gli addetti alla pulizia

e per il custode che sorveglia e protegge l’ edificio.

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Catechismo per bambini. I personaggi della Bibbia: San Giovanni Battista

29 agosto 2013

GIOVANNI BATTISTA È L’ANELLO DI CONGIUZIONE TRA IL PRIMO E IL NUOVO TESTAMENTO, TRA LA PRIMA ALLEANZA E LA NUOVA ALLEANZA.

Di lui, Gesù ha detto: “ Tra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni Battista. Tutti i profeti e la loro legge hanno profetato fino a Giovanni ed egli è colui del quale sta scritto: Ecco dinnanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via.(Isaia)” MT 11,10-13

 Ma chi è Giovanni Battista? 

E’ parente di Gesù. Sua madre Elisabetta è cugina di Maria la mamma di Gesù.

E’ contemporaneo di Gesù. Nasce sei mesi prima di Lui. Ed è l’unico tra gli uomini santi, insieme a Gesù e Maria, che si festeggia sia la nascita terrena e sia la morte, o meglio, la sua rinascita in cielo.

Ma vediamolo da vicino……….

……..come con Gesù.

Annunciazione

L’ Angelo Gabriele sei mesi dopo, annuncia a Maria la nascita di Gesù per opera dello Spirito Santo.

Gesù, quindi, è il Figlio di Dio.

L’Angelo Gabriele annuncia la nascita di Giovanni a Zaccaria suo padre, sacerdote del Tempio, molto avanti con gli anni sia lui che la moglie Elisabetta.

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Preghiera della sera

27 agosto 2013

PREGHIERA PER I GENITORI

 

Gesù ascolta la mia umile preghiera.

Tu sai quanto amo i miei cari genitori.

Fa, Gesù, che siano conservati a me il più a lungo.

Fa che essi siano la mia guida

e sempre possa camminare sul retto sentiero.

Fa, Gesù, che essi si vogliano sempre bene

e che la loro vita sia seminata di opere buone affinché

un giorno possano venire in Cielo a raccogliere il tuo premio.

Amen.

SERENA NOTTE!

fonte: http://digilander.libero.it/giardinodegliangeli/Preghiere/PreghiereBimbi.html

Acronimo

27 agosto 2013

IL NOSTRO DIO È FEDELE PER SEMPRE!    

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“…chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.”

25 agosto 2013

                                                                                                                                 

PEDALA E VEDRAI ….           AMA E CAPIRAI …..                                                                                                                

Scommettere su Dio, abbandonarci a ciò che Lui  ha disegnato per noi si esce sempre vincenti, se giuriamo per il cielo, siamo certi che Lui guiderà il nostro cammino, essere leali a Lui vuol dire affidare la guida della nostra vita.                            

Questo racconto per bambini ci può aiutare a camminare scommettendo sempre su di Lui, lasciare sempre fare a Lui e così evitare di essere trascinati da ipocriti scribi e farisei che solo ci porteranno a trovare chiuse le porte del regno dei cieli. Vangelo odierno: Matteo (Mt 23,13-22)

 

In una calda sera d’estate, un giovane si recò da un vecchio saggio: “Maestro, come posso  essere sicuro che sto spendendo bene la mia vita? Come posso essere sicuro che tutto ciò che faccio è quello che Dio mi chiede di fare?”

Il vecchio saggio sorrise compiaciuto e disse:- Una notte mi addormentai con il cuore turbato, anch’io cercavo, inutilmente, una risposta a queste domande. Poi feci un sogno; sognai una BICICLETTA a due posti.

Vidi che la mia vita era come una corsa con una bicicletta a due posti: un tandem. E notai che Dio stava dietro e mi aiutava a pedalare.

Ad un certo punto Dio mi suggerì di scambiarci i posti. Acconsentii e da quel momento la mia vita non fu più la stessa, Dio rendeva la mia vita più felice ed emozionante.

Che cosa era successo da quando ci scambiammo i posti?

Capii che quando guidavo io, conoscevo la strada, era piuttosto noiosa e prevedibile, era sempre la distanza più breve tra due punti, ma quando cominciò a guidare Lui, conosceva bellissime scorciatoie, su per le montagne, attraverso luoghi rocciosi a gran velocità a rotta di collo. Tutto quello che riuscivo a fare era tenermi in sella!! Anche se sembrava una pazzia, lui continuava a dire: “Pedala, pedala”!! Ogni tanto mi preoccupavo, diventavo ansioso e chiedevo:

Signore, ma dove mi stai portando?”. Egli si limitava a sorridere e non rispondeva. Tuttavia , non so come, cominciai a fidarmi.

Presto dimenticai la mia vita noiosa ed entrai nell’avventura, e quando dicevo “Signore, ho paura…” Lui si sporgeva indietro, mi toccava la mano e subito un’immensa serenità si sostituiva alla paura. Mi portò da gente con doni di cui avevo bisogno; doni di guarigione, accettazione e gioia. Mi diedero i loro doni da portare con me lungo il viaggio.

Il nostro viaggio, vale a dire, di Dio e mio. …..E ripartimmo…

Mi disse “Dai via i regali, sono bagagli in più, troppo peso”. Così li regalai a persone che incontrammo,  trovai che nel regalare ero io a ricevere e il nostro fardello era comunque leggero. Dapprima non mi fidavo di Lui, al comando della mia vita, pensavo che l’avrebbe condotta al disastro, ma Lui conosceva i segreti della bicicletta, sapeva come farla inclinare per affrontare gli angoli stretti, saltare per superare i luoghi pieni di rocce, volare per abbreviare passaggi paurosi.

Ora  sto imparando a star zitto, a pedalare nei luoghi più strani e comincio a godermi il panorama e la brezza fresca sul volto con il mio delizioso compagno di viaggio, la mia potenza superiore!!

.E quando sono certo di non farcela più ad andare avanti, Lui si limita a sorridere e dice: “Non ti preoccupare, guido io, tu pedala!!”.-

 RICORDA:

La vita è come andare

in bicicletta: non cadi finchè

continui a pedalare!!”

fonte:  Qumren 2.net

«Signore, sono pochi quelli che si salvano?».

25 agosto 2013

Quattro Candele

Io sono la PaceIo sono la FedeIo sono l'AmoreIo sono la Speranza

 

Quattro candele, bruciando,

se consumavano lentamente.

Il fuoco era talmente silenzioso,

che si poteva ascoltare

la loro conversazione.

La prima diceva:


Beati gli operatori di pace, perchè saranno chiamati figli di Dio.  Mt.5,9
” IO SONO LA PACE

Ma gli uomini non riescono a mantenermi.

Penso proprio che non mi resti altro da fare

che spegnermi.


Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.  Lc.10,5
Così fu, e a poco a poco, la candela

si lasciò spegnere completamente. 

 

La seconda disse:


Sia fatto a voi secondo la vostra fede.  Mt.9,29
” IO SONO LA FEDE
Purtroppo non servo a nulla.

Gli uomini non ne vogliono sapere niente di me

e per questo motivo non ha senso che io resti accesa”.


Figlia, la tua fede ti ha salvata...  Lc.8,48
Appena ebbe terminato di parlare,

una leggera brezza soffiò e su di lei e se spense.

La terza candela,
a sua volta disse:


Vi dò un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato...  Gv.13,34
” IO SONO L’AMORE
Non ho la forza di continuare

e rimanere accesa.

Gli uomini non mi considerano

e non comprendono la mia importanza.

essi odiano perfino coloro che più amano”.


Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri.  Gv.13,35
E senza attendere oltre, la candela
si lasciò spegnere.

 

 

Inaspettatamente…
entrò nella stanza un bimbo che
quando vide le tre candele spente,
impaurito per la semi oscurità, disse:
Non temere soltanto abbi fede e sarà salvata... Lc.8,50Dov'è la vostra fede ?  Lc.8,25Perchè mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico ?  Lc.7,46
” Ma cosa fate !
Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio !”
E così dicendo scoppiò in lacrime.

 

 

Allora la quarta candela disse:
” Non temere, non piangere:
finchè io sarò accesa,
potremo sempre riaccendere le altre tre candele :
Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.   Gv.14,1
“IO SONO LA SPERANZA

 

 

Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime,
il bimbo prese la candela della speranza,
e riaccese tutte le altre.
Io sono la PaceIo sono la FedeIo sono l'AmoreIo sono la Speranza
CHE NON SI SPENGA MAI LA SPERANZA
DENTRO AL NOSTRO CUORE…

 

 

…e che ciascuno di noi possa essere,
come quel bimbo, lo strumento capace di riaccendere
in ogni momento, con la sua Speranza,
la Fede, la Pace e l’Amore !!!

 

 

 

Fonte: Pensieri Dolcissimi

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Con i racconti per i bambini possiamo, sempre di più, entrare nel cuore della Parola di Dio.  Dio nella Sua misericordia infinita verso di noi e in quella speranza che si sforzandoci per entrare per la porta stretta Lui sempre ci porterà a salvo. Di sicuro la Sua bontà e il Suo amore ci libereranno per sempre e saremmo in grado di entrare per la porta stretta. Vangelo odierno: secondo Luca (Lc 13,22-30)

Racconti per bambini del catechismo

24 agosto 2013

la habitacion de van gogh

LA SEDIA

La figlia di un uomo molto malato chiese al sacerdote di recarsi in visita dal padre.

Quando il sacerdote arrivò nella povera casa, trovò l’uomo nel suo letto e, a lato del letto, c’era una sedia.

Il sacerdote pensò che lo stesse aspettando.

” Ho notato la sedia vuota a lato del suo letto ed ho pensato che fosse stata messa qui per me.”

” Ah, la Sedia.” disse l’altro.

” Non l’ho mai detto a nessuno, ho trascorso tutta la vita senza sapere come pregare.

Insomma, non avevo idea di come fare e alla fine smisi completamente di farlo.

Poi circa quattro anni fa, ne parlai con il mio migliore amico e lui mi disse:

” La preghiera è semplicemente avere una conversazione con Gesù.”

E mi suggerì di collocare una sedia vuota davanti a me e di guardare con fede Gesù seduto lì avanti e parlargli.

Lui stesso ci ha detto: ” Io sarò sempre con voi “.

Ho provato e mi è piaciuto talmente tanto che da allora lo faccio almeno un paio d’ore al giorno.

Non mi faccio vedere da mia figlia, altrimenti mi internerebbe in manicomio.”

Il sacerdote a questo racconto provò una grande emozione e disse all’uomo che ciò che faceva era molto buono e lo consigliò di non smettere mai.

Quindi pregò con lui, gli impartì la benedizione e tornò alla chiesa.

Due giorni dopo, la figlia lo chiamò per dirgli che suo padre era morto.

Il sacerdote le chiese: ” È morto in pace ?”.

” Sì. Andai da lui e lo vidi nel suo letto. Mi disse che mi amava molto e mi dette un bacio. Uscii e quando ritornai un’ora dopo lo trovai morto.

C’è però una cosa che non mi spiego: deve essersi alzato ed avvicinato alla sedia che era accanto al letto, infatti l’ho ritrovato con la testa appoggiata su di essa.”

Il sacerdote, profondamente commosso, si asciugò le lacrime dell’emozione e disse :

” Magari tutti noi potessimo andarcene in questo modo ! “.

Riflessione

Il Signore non ci lascia mai soli!

Quando ci allontaniamo da Lui, con grande delicatezza ci lascia liberi, ma ci rimane silenziosamente sempre accanto,senza farsi vedere, ed aspettando con infinita pazienza il momento in cui noi ricominciamo a cercarLo per farsi finalmente ritrovare, venirci di nuovo vicino, chinarsi su di noi, ascoltarci, parlarci  e per salvarci.

 

“E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete.”  Mt.21,22

 

fonte: http://digilander.libero.it/giardinodegliangeli/DolcissimiPensieri/Sedia.html

Racconti per bambini del catechismo

22 agosto 2013

GLI OCCHI DELL’ANIMA

Due uomini, entrambi gravemente ammalati,

occupavano la stessa stanza d’ospedale.

Uno dei due, il cui letto si trovava di fianco alla finestra

poteva sedersi un’ora al giorno.

L’altro uomo invece era costretto a passare le sue giornate

immobile nel suo letto.

I due compagni di sventura parlavano per ore;

delle loro famiglie, le loro case, il lavoro, le vacanze.

Ed ogni pomeriggio,

quando l’uomo nel letto vicino alla finestra si poteva sedere,

passava il tempo a descrivere, nei minimi particolari,

al suo compagno di stanza, tutto quello che vedeva fuori :

un parco con un bel lago, le anatre ed i cigni,

gli alberi secolari, i bambini che giocavano,

gli innamorati che camminavano a braccetto in mezzo ai fiori.

Mentre l’uomo alla finestra descriveva l’altro

chiudeva gli occhi e immaginava…

Cominciò a vivere nient’altro che per questi periodi di un’ora

durante i quali il suo mondo si arricchiva

di tutte le attività e i colori del mondo esterno.

Le settimane passarono.

Una mattina, l’uomo vicino alla finestra, fu trovato morto.

Il compagno di stanza chiese se poteva essere spostato

in prossimità della finestra, e l’infermiera, l’accontentò.

Finalmente, avrebbe avuto la gioia di vedere lui stesso

quanto il suo amico gli aveva descritto.

Si allungò per girarsi lentamente verso la finestra

ma tutto ciò che vide fu un muro!

L’uomo perplesso, domandò all’infermiera perché

il suo compagno di stanza deceduto gli avesse dipinto

tutta un’altra realtà.

L’infermiera rispose che quell’uomo era cieco,

e che non poteva nemmeno vedere il muro.

” Forse ha solamente voluto incoraggiarla “, commentò.

 

Vi è infatti, una felicità straordinaria nel rendere felici gli altri, a discapito delle nostre sofferenze.

La pena condivisa riduce a metà il dolore, ma la felicità, una volta condivisa, si ritrova raddoppiata.

Se volete sentirvi ricchi, non avete che da contare, tra tutte le cose che possedete, quelle che il denaro non può comperare. L’oggi è un regalo, ed è per questo che in molte lingue lo si chiama “presente”.

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.  Mt.7,12

fonti: http://digilander.libero.it/giardinodegliangeli/DolcissimiPensieri/Occhianima.html

Racconti per bambini del catechismo

20 agosto 2013

tesoro

LA VERA RICCHEZZA

Un giorno un padre di famiglia benestante

portò suo figlio in viaggio

con il fermo proposito di mostrargli quante persone

vivessero in modo differente da loro.

Passarono un giorno e una notte in una umile casa

di una famiglia molto povera.

Quando tornarono da questa esperienza, il padre chiese al figlio:

” Come ti è sembrato il viaggio ?”

” Molto bello, papà !”

” Hai visto come vivono i poveri ?”

” Si !!!!”

” E cosa hai imparato ?”

Suo figlio, allora gli rispose:

” Ho visto che noi abbiamo un cucciolo di cane in casa

e loro ne avevano quattro.

Noi abbiamo una piscina che occupa mezzo giardino

e loro hanno un fiumiciattolo infinito.

Noi abbiamo un solarium illuminato con luce,

loro avevano il cielo, con tutte le stelle e la luna.

Noi abbiamo un giardino con un cancello di ingresso,

loro avevano un bosco intero.

Mentre il piccolo stava rispondendo, il padre, stupito,

non poteva articolare una sola parola.

Alla fine il figlio aggiunse:

Grazie papá, per avermi mostrato quanto siamo poveri…

Quando misuriamo ciò che possediamo, il risultato del calcolo dipende solo da come guardiamo le cose.

Se abbiamo amore, amici, salute, buonumore e fede allora  abbiamo tutto!

Se siamo aridi di spirito, non abbiamo niente.

Ho conosciuto una persona talmente povera, ma talmente povera, che aveva solo denaro!!!

 

 

Non accumulate tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ldri scassinano e rubano; accumulate invece tesori nel cielo…..

Perchè là dov’è il tuo tesoro,sarà anche il tuo cuore.  

Mt.6,19-21

fonte: http://digilander.libero.it/giardinodegliangeli/DolcissimiPensieri/Ricchezza.html

Racconti per bambini del catechismo. Settanta volte sette

18 agosto 2013

catechismo12

HO SCRITTO SULLA SABBIA

Questa storia racconta di due amici che camminavano nel deserto.

Ad un certo punto del viaggio cominciarono a discutere,

ed un amico diede uno schiaffo all’altro;

questi addolorato, ma senza dire nulla,

scrisse sulla sabbia :

” IL MIO MIGLIORE AMICO

OGGI MI HA DATO UNO SCHIAFFO.”

Continuarono a camminare, finché trovarono un’oasi,

dove decisero di fare un bagno.

L’amico che era stato schiaffeggiato rischiò di annegare,

ma il suo amico lo salvò.

Dopo che si fu ripreso, scrisse su una pietra :

” IL MIO MIGLIORE AMICO

OGGI MI HA SALVATO LA VITA.”

L’amico che aveva dato lo schiaffo

e aveva salvato il suo migliore amico domandò :

” Quando prima, ti ho colpito, hai scritto sulla sabbia,

e adesso lo fai su una pietra. Perché ?”

L’altro amico rispose :

quando qualcuno ci ferisce dobbiamo scriverlo sulla sabbia,

dove i venti del perdono possano cancellarlo.

Ma quando qualcuno fa qualcosa di buono per noi,

dobbiamo inciderlo nella pietra,

dove nessun vento possa cancellarlo.

 

Impariamo a scrivere le nostre ferite nella sabbia e ad incidere nella pietra le nostre gioie!

Perdonare sinceramente e con il cuore ogni torto subito, aiuta prima di tutto noi stessi ad essere felici, perché allontana il dolore ed il rancore che ci fanno vivere male, come se avessimo un peso sul cuore che ci schiaccia e ci impedisce di sentirci sereni ed in pace.

Il perdono poi è come l’eco, torna sempre indietro: più perdoni e più sarai perdonato, perché chi si sente perdonato è il primo che, dopo, perdona.

Infatti noi siamo in grado di perdonare, proprio quando ci sentiamo noi per primi perdonati da Dio, ad esempio e soprattutto con la Riconciliazione…

Perdono

 

Signore quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me ? …E Gesù gli rispose: Non ti dico fino a sette ma fino a settanta volte sette.   Mt.18,21-22

 

fonte: http://digilander.libero.it/giardinodegliangeli/DolcissimiPensieri/SullaSabbia.html

Racconti per bambini del catechismo

16 agosto 2013

ma_scrittoio

LE SETTE MERAVIGLIE DEL MONDO

Un gruppo di studenti,

doveva redigere la lista di quelle che ritenevano essere

” le sette meraviglie del mondo “.

Ecco quelle che hanno ricevuto più voti:

1. Le piramidi d’Egitto

2. Il Taj Mahal

3. Il Grand Canyon

4. Il Canale di Panama

5. L’Empire State Building

6. La Basilica di S. Pietro

7. Le Grande Muraglia Cinese

Ma mentre stava per comunicare l’esito del compito,

l’insegnante notò che una studentessa non aveva ancora

consegnato il suo foglio, ancora bianco ;

e le chiese: ” Hai difficoltà ?”

Lei rispose: ” Sì. È difficile decidere l’ordine! “

E l’’insegnante replicò

” Dicci quali sono le possibilità, potremmo aiutarti “.

La ragazza esitò un po’, poi disse:

” Credo che le sette meraviglie del mondo siano:

Vedere

Sentire

Toccare

Gustare

Avere dei sentimenti

Ridere

e Amare…

La classe rimase silenziosa.

Queste cose sono talmente semplici e scontate, che ci dimentichiamo quanto possano essere meravigliose !

Ricorda :

Le cose più preziose non posso essere comprate nè costruite dall’uomo…

ma sono un dono di Dio!

 

 

fonte: http://digilander.libero.it/giardinodegliangeli/DolcissimiPensieri/Meraviglie.html

Racconti per bambini del catechismo

14 agosto 2013

bruco

IL BRUCO E LA MONTAGNA

Un piccolo bruco camminava verso la grande montagna.

Sulla sua strada incontrò un grillo.

” Dove vai ?” gli chiese.

Senza smettere di camminare, il bruco rispose:

” Ieri ho fatto un sogno:

ho sognato che ero sulla cima della montagna

e da lì potevo guardare tutta la valle.

Era bellissimo !

Così ho deciso di realizzare il mio sogno.”

Mentre il bruco si allontanava il grillo disse:

” Devi essere pazzo!

Come farai ad arrivare fin lassù?

Tu, un piccolo bruco ?

Per te, una pietra sarà una montagna,

una piccola pozzanghera sarà un lago,

e qualsiasi ramo sarà una barriera insuperabile !”

Ma il piccolo bruco era gia lontano…..

Poi sentì la voce dello scarafaggio:

” Dove vai con tanto sforzo ?”

E il piccolo bruco gli raccontò il suo sogno.

Lo scarafaggio si mise a ridere, e disse:

” Ma se neanche io con le mie grandi zampe

comincerei un’ impresa così difficile.”

E rimase disteso a ridere,

mentre il bruco continuava per la sua strada.

La scena si ripetè col topo, il ragno, la rana.

Tutti gli consigliavano di rinunciare.

” Non arriverai mai..!”, gli dicevano.

Ma il piccolo bruco continuava a camminare

perché dentro di sè sentiva che doveva farlo.

Dopo molto tempo, stanco e senza forze,

e sentendosi sul punto di morire,

decise di fermarsi a riposare,

e costruì col suo ultimo sforzo, un bozzolo.

” Cosi mi sentirò meglio.” disse.

Ma non uscì più !

Giorni dopo, una mattina nella quale

il sole brillava in modo speciale,

gli animali si avvicinarono a vedere i resti

dell’animale più pazzo del mondo,

che aveva costruito la sua tomba

come un monumento alla mancanza di buon senso.

Lì c’era l’ultimo rifugio di uno,

che era morto per inseguire un sogno;

quando all’improvviso quel bozzolo grigiastro,

cominciò a rompersi, e con gran meraviglia

videro spuntare un paio di occhi e due antenne……

A poco a poco, uscirono anche

due bellissime ali, dai colori stupendi.

Era una farfalla !

Tutti restarono a bocca aperta,

e non dissero niente,

perché già sapevano cosa avrebbe fatto.

Sarebbe volata in cima alla montagna

per vedere da lassù, tutta la valle;

e realizzare così il suo sogno.

Il sogno per il quale era vissuto

e s’era sforzato fino a morire;

ed era rinato per realizzarlo.

farfalla2

Riflessione

Se crediamo fino in fondo che Gesù può cambiare la nostra vita e realizzare i nostri sogni, anche noi,  da piccoli bruchi, piano piano camminando nella Fede con fiducia, senza farci fermare dalle nostre paure o  incertezze,  possiamo diventare delle bellissime farfalle e volare liberi verso la felicità, cioè verso il vero Bene,  Dio,  che è gioia e vita pienamente realizzate.

 Gesù afferma: ” Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà.” Gv.11,25

fonte: http://digilander.libero.it/giardinodegliangeli/
DolcissimiPensieri/IlBruco.html

Parabole per bambini. Gesù guarisce il paralitico

23 luglio 2013

paralitico

GESU’ GUARISCE IL PARALITICO (Marco 2, 1-12)

Quando Gesù viveva su questa Terra andava attorno facendo del bene alla gente.

Egli guariva tutti quelli che  (…) si rivolgevano a Lui con fiducia e umiltà.

Una volta, c’era un uomo molto malato, che non poteva camminare; costui, però, aveva una cosa bella: l’amicizia di quatto uomini.

Porteremo il nostro amico a Gesù!“, dissero i quattro.

Così ognuno prese un angolo della barella, sulla quale il malato stava, e lo portarono da Gesù.

Il cammino era molto faticoso, ma continuavano ad andare avanti, perché sapevano che Gesù poteva guarire il loro amico.

Finalmente giunsero alla casa dove Gesù stava insegnando; ma c’era così tanta gente che non poterono avvicinarsi al Signore.

I quattro amici non si arresero: fecero un buco nel tetto e calarono l’uomo all’interno della casa, attraverso il foro.

 

paralitico di cafarnao
Gesù vedendo quello che avevano fatto i quattro amici, per la loro fede, guarì il paralitico.

Gesù non solo guarì l’uomo fisicamente, ma anche spiritualmente perché lo perdonò di tutti i peccati: una guarigione doppia, anzi completa!

Così l’uomo preso il suo lettino corse verso casa tutto contento, grato a Gesù e ai suoi quattro amici, per l’aiuto che, con tanto amore, gli avevano offerto.

In quella occasione molte altre persone lodarono Dio per quello che avevano visto.


Anche noi oggi possiamo essere di aiuto a qualcuno bisognoso, portandolo a Gesù, cioè incoraggiandolo ad affidare a Lui la propria vita e i propri bisogni.

 

fonti:

http://www.sdcg.altervista.org/sc/bibbia/kidstory/gesu1.html

http://www.periragazzi.net/index.php/le-storie/51-episodi-della-vita-di-gesu/110-gesu-guarisce-un-paralitico

Parabole per bambini. Il buon samaritano

21 luglio 2013

Il buon samaritano

IL BUON SAMARITANO

Gesù nei suoi discorsi, raccomandava che bisogna amare il nostro prossimo come noi stessi.

Un giorno, un uomo e anche maestro della Legge, fece a Gesù questa domanda: “Chi è il mio prossimo?”.

Se questa domanda venisse fatta a noi oggi, senz’altro risponderemmo subito che il nostro prossimo sono le persone che ci stanno vicino, quelle simpatiche, ma anche quelle non simpatiche… facendo così una bella figura!.

Gesù invece non risponde subito. Non perché non sappia rispondere o non voglia rispondergli… preferisce che quell’uomo rifletta!

Inizia così a raccontare una storia: “Un uomo deve fare un viaggio. Deve andare da Gerusalemme a Gerico. La strada è molto lunga e pericolosa”.

Lungo questa strada infatti avveniva spesso che si verificassero delle rapine e anche degli omicidi, la strada purtroppo era frequentata da “briganti” persone pericolose e cattive.

“Lungo il viaggio, il pover’uomo venne aggredito e derubato di tutto e lasciato in mezzo alla strada. I briganti naturalmente fuggirono…! Dopo qualche ora, passò un sacerdote, vide un uomo disteso per terra, ma tirò dritto… Il poveretto era quasi sfinito, ma la sua forza di sopravvivenza non gli impedì di sentire rumori di passi. Che delusione dovette provare… anche questa volta chi passava, andò oltre….! Eppure era un uomo che si dichiarava molto religioso….!”

Perché questi due uomini non si sono fermati?

Gesù non dice niente a riguardo. A me viene da pensare che essendo uno un sacerdote e l’altro una persona molto religiosa forse si credevano superiori al malcapitato, o forse non volevano sporcarsi le mani, oppure non volevano abbassarsi fino a lui, visto che era per terra!

Voi cosa ne pensate…?

“Chissà quanto tempo passò ancora prima che giungesse qualcun’ altro,  un forestiero, un Samaritano…. Lo vide. Si fermò. Non ci pensò due volte e lo caricò sul suo asino. Lo portò nella locanda più vicina chiedendo al proprietario di prendersi molta cura di lui lasciandogli come acconto due denari. Al suo ritorno se avesse speso di più lo avrebbe pagato”.

Come mi sorprende e mi fa riflettere il finale del racconto!! Anche a voi?

L’uomo aggredito non viene soccorso dalla gente del posto! Chissà, magari lo conoscevano anche…!

E’ uno straniero che ha compassione di lui. Fermandosi ad aiutarlo, questo samaritano sapeva di rischiare in quanto la sua gente non era ben vista in quella regione, eppure non ha esitato a salvare un uomo che non era del suo paese e tantomeno della sua religione!

Il samaritano era un uomo normale e da uomo normale ha soccorso un altro uomo. Questo forse è quello che Gesù voleva far capire al maestro della Legge che lo aveva interrogato?

Cosa significa oggi per noi essere dei “buoni samaritani?”

Per me significa che non devo evitare chi ha bisogno, che non devo essere egoista ma soprattutto che non devo vergognarmi di compiere qualsiasi gesto, grande o piccolo che sia.

Certo so che non posso aiutare tutti… basta però che non tiro dritto… che non mi volti dall’altra parte facendo finta di non vedere.

Spesso basta un sorriso o una parola buona… qualche volta un atto di bontà è costituito anche solo da uno sguardo fatto con…

A M O R E !

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Chi è invece il buon samaritano per noi? Chi si ferma per aiutarci e curarci quando siamo feriti?

 G E S U’ !

Nei momenti di difficoltà, quando qualcosa o qualcuno ci ha ferito, quando siamo tristi e nel dolore, o abbiamo dubbi e incertezze, Gesù ha la medicina giusta per curarci ed aiutarci, basta chiederglielo e lasciarlo fare…

Lui è nostro amico, ci vuole bene, anzi ci ama tantissimo, ci ascolta e quando soffriamo è pronto a fasciare tutte le nostre ferite, spirituali ed anche fisiche… e ci affida a qualcuno che può prendersi cura di noi, come i nostri genitori, un fratello o una sorella, i nonni, gli insegnanti di scuola, oppure un amico sincero, ma anche un sacerdote o i catechisti, chiunque nella Chiesa e nella comunità abbia a sua volta ricevuto da Gesù stesso la grazia per aiutarci (come l’albergatore di questa parabola che ha ricevuto i denari dal buon samaritano).

(Trovi la parabola nel vangelo di Luca 10,25-37)

Preghiamo:

Signore,

vedo attorno a me tanta povertà e miseria

e dico: Non tocca a me!

Vedo tanta povertà e miseria,

ma di sfuggita

per non rischiare di commuovermi

e fermarmi!

Tanto, mi dico, sarà sempre così!

E, poi, non è colpa mia!

E così mi dimentico di te, Signore,

di te e di me:

di quello che tu hai fatto per me

e del tuo amore per chi soffre.

Voglio aprire il cuore a Te

che mi vieni a trovare

nel volto di ogni povero!

fonti:

http://www.somascos.org/spara/vangelo/paraboledeipiccoli/buonsamaritano.htm

http://disegni.qumran2.net/archivio/5259.jpg