Archive for the ‘Preghiere’ Category

Preghiera del giorno: Coroncina dell’Addolorata

15 settembre 2018

 

1.Vergine Addolorata, nel meditare le parole che ti disse il santo vecchio Simeone nella presentazione al Tempio del tuo Figlio Gesù: “Ed anche a te una spada trafiggerà I’anima” (Lc 2,35) fa’ che io comprenda il tuo dolore ed ottienimi di saper sempre compatire quanti soffrono nell’anima e nel corpo.
Ave Maria…
Santa Madre, deh voi fate, che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore…

2.Vergine Addolorata, allorché Erode ordinò la strage dei bambini per uccidere anche il tuo Figlio Gesù quanto dolore provasti nel tuo cuore di madre per tante morti innocenti. Ottieni a questa umanità di saper rispettare, favorire, promuovere la vita dal concepimento alla morte naturale.
Ave Maria…
Santa Madre, deh voi fate, che le piaghe del Signore, siano impresse nel mio cuore…

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Preghiera del giorno: A San Gabriele Arcangelo

10 settembre 2018

«O glorioso Arcangelo S. Gabriele, io condivido la gioia che provasti nel recarti quale celeste Messaggero a Maria, ammiro il rispetto con cui ti presentasti a lei, la devozione con cui la salutasti, l’amore con cui, primo fra gli Angeli, adorasti il Verbo Incarnato nel suo seno e ti prego di ottenermi di ripetere con gli stessi tuoi sentimenti il saluto che allora rivolgesti a Maria e di offrire con lo stesso amore gli ossequi che allora presentasti al Verbo fatto Uomo, con la recita del Santo Rosario e dell’Angelus Domini». Amen.

Preghiera della Sera: Novena della Madonna delle Spine ( Nono giorno)

31 marzo 2018

O Maria, “in cielo glorificata ormai nel corpo e nell’anima, brilla sempre innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore” (LG 68).

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Madonna delle Spine Prega per noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio, affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

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Preghiera nel giorno del Silenzio

31 marzo 2018

 

Mio caro Gesù ! Io ti invoco,  affinché per il tuo cuore trafitto da spada, dal quale sgorgarono il sangue e l’ acqua, simbolo del sacramento del Battesimo e dell’Eucaristia , per la Chiesa , tua Sposa, nascente dal tuo fianco; come nacque la prima donna Eva dal costato del suo primo Adamo: Di convertire il mio cuore di pietra in un cuore di carne .

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Preghiera della Sera : Novena alla Madonna delle Spine ( Ottavo giorno)

29 marzo 2018

Tu, o Madre, “assunta in cielo non hai deposto la tua funzione di salvezza, ma con la tua molteplice intercessione continui ad ottenerci le grazie della salvezza eterna” (LG 62).
La tua “materna carità” si prenda cura dei fratelli del Figlio tuo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti alla patria beata” (LG 62).

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Madonna delle Spine Prega per noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio, affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

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Preghiera della Sera: Novena alla Madonna delle Spine ( Settimo giorno)

21 marzo 2018

Tu, o Madre, che “cooperasti in modo tutto speciale all’opera del Salvatore, con l’obbedienza, la fede, la speranza e l’ardente carità, per restaurare la vita soprannaturale nelle anime” (LG 61), accendi in noi un amore sincero e un vivo attaccamento alla volontà di Dio.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Madonna delle Spine Prega per noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio, affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

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Quaresima. Mercoledi, Quinta Settimana di Quaresima

21 marzo 2018

Amo la tua Chiesa, Signore, che è il tuo unico corpo vivo.

Una promessa certa di Gesù, fatta a tutta l’umanità da lui redenta, è che un giorno ci sarà un solo ovile sotto un solo pastore e che saranno distrutte tutte le divisioni. Non sappiamo quanto tempo durerà il processo di trasformazione ma non possiamo dubitare della promessa del Signore. Intanto il primo muro di separazione è stato abbattuto da lui stesso. Soltanto lui, in quanto Dio, poteva abbatterlo. Tra cielo e terra non ci sono più distanze. La terra è cielo e il cielo è terra. Egli, il Figlio di Dio, è diventato Uomo rimanendo sempre Dio. In lui è avvenuta l’unità indistruttibile. Non ci sarà più un giorno in cui l’uomo potrà dire che il cielo è chiuso sulla sua testa. L’uomo potrà anche non guardare il cielo, ma il cielo non potrà mai smettere di guardare la terra. “Nulla potrà nuocere ai figli di Dio”. Gesù, con la sua opera, ha anche abbattuto il muro della divisione tra gli uomini. Tutti gli uomini sono un solo corpo. Nel giorno di Pentecoste, con la discesa dello Spirito Santo, si ebbe la visione reale della nuova umanità. Uomini di tutti i popoli erano presenti. Ascoltarono, videro, si ritrovarono tutti insieme nel nome di Gesù. L’opera di Gesù si è estesa su ogni singola persona. Tra lui e l’uomo, dal più piccolo al più grande, c’è unità piena. È suo desiderio che tutti gli uomini siano “consumati nell’unità”, con Dio Santissima Trinità. Quando si parla di Dio si dice che le tre persone sono tutte una unità nella Trinità. Anche degli uomini, di tutti i continenti e di tutte le epoche, si deve voler dire che sono tutti “conformi”, perché “consumati nell’Unità della Trinità”.
Anche se il mio corpo è debole e fragile,
io sono certo che tu mi hai voluto associare a te come tu sei associato al Padre tuo.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)
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Preghiera della Sera : Novena alla Madonna delle Spine (Sesto giorno)

19 marzo 2018


O Madre, Tu che sei stata “assunta al cielo in anima e corpo, e dal Signore esaltata quale Regina dell’universo” (LG 59), ottieni a noi, tuoi figli, di giungere al porto sicuro della salvezza.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Madonna delle Spine Prega per noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio, affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

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Quaresima, Lunedi Quinta Settimana di Quaresima

19 marzo 2018

Tu Signore sei venuto a portare la pace nei nostri cuori.
Il cuore dell’uomo spesso vive in aperto conflitto. “Vedo il bene e lo approvo, poi faccio il male” diceva un grande poeta. L’apostolo Paolo parla di un conflitto interiore tra la legge dello spirito e quella della carne. Tutti gli uomini passano attraverso queste fasi di contraddizioni interne. Vogliamo il bene a tutti i costi ma spesso, inesorabilmente e quasi fatalmente, compiamo il male. La stessa lotta interiore diventa causa di lotta esteriore e i conflitti del nostro animo diventano causa di conflitti con quanti vivono con noi. Non c’è pace tra gli uomini. Dovunque ci sono guerre: odi, dispetti, rivalità, ingiustizie, critiche, maldicenze. E noi stessi o ne siamo vittime o ne siamo i promotori. Soltanto Gesù può darci la pace. Questo non è un bene esteriore ma un bene interiore. Non si ha la pace quando tacciono le armi, ma quando il cuore è in pace. Pace, è concordia, armonia, benevolenza, bontà, comprensione, solidarietà, condivisione con tutti. Quando diciamo che Gesù ha conciliato le cose del cielo con quelle della terra vogliamo dire che il divino Maestro effettivamente ha messo in noi la capacità piena di vivere sulla terra in prospettiva e in dimensione di cielo. Le guerre, le contese, le divisioni cessano col cessare dei sentimenti negativi che producono la morte nel cuore. “Solo in Dio riposa l’anima mia”, afferma il Salmista, perché soltanto lui è il mio rifugio stabile e il “suo amore per noi è forte” (Sal 117). Un vero cristiano deve diventare operatore di pace stabilendosi nella pace che è Cristo Gesù.

Toglierò, Signore, dal mio spirito tutti i sentimenti di
conflittualità ed antipatia che mi corrodono il cuore e la mente.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)
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Meditazione del giorno. Mese di Marzo, Lunedi 19/03/18: San Giuseppe

19 marzo 2018

1. Sua grandezza. Fu scelto fra tutti i Santi per essere capo della Sacra Famiglia, ed aver obbedienti, ai suoi cenni. Gesù e Maria! Fu il più privilegiato fra tutti i Santi, perché poté, per circa trent’anni, vedere, udire, amare ed’ essere amato da Gesù che con lui abitava. Egli superò in grandezza gli Angeli stessi, che, sebbene ministri di Dio, non udirono mai da Gesù, come udì Giuseppe, dirsi Padre… Non mai un Angelo osò dire a Gesù ; Tu, mio figlio…

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Preghiera della Sera: Novena alla Madonna delle Spine ( Quinto giorno)

16 marzo 2018

Tu, o Maria, non senza triboli e spine, di cui vediamo il tuo cuore circonfuso e trafitto, “avanzasti nella peregrinazione della fede e serbasti fedelmente la tua unione col Figlio sino alla croce, dove, non senza un disegno divino, te ne stesti (Gv 19,25) soffrendo profondamente col tuo Unigenito e associandoti con animo materno al sacrificio di lui” (LG 58). Ottieni anche a noi, o Madonna delle Spine, di saper soffrire ed offrire, perché la nostra sofferenza è il sale che spesso condisce il nostro vivere quotidiano.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Madonna delle Spine Prega per noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio, affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

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Quaresima, Venerdi Quarta Settimana di Quaresima

16 marzo 2018

Potete bere il calice che io berrò?

Egli fu l’Uomo che andò a cercare la perla perduta.
Il racconto della perla perduta raccontato da Gesù si addice bene all’umanità. La perla è Dio, somma preziosità nella vita dell’uomo. Bene insopprimibile e indispensabile. Perdere Dio significa andare smarriti e naufraghi nel cammino di tutta l’esistenza. Non si può vivere senza di lui ed ogni cosa perde il suo valore. Chi avesse perduto o trascurato Dio nella propria esistenza deve subito mettersi alla ricerca se non vuole consumare nell’ignominia i suoi giorni. Ma a differenza dei racconti evangelici le parti si invertono. L’uomo che ha perduto la perla preziosa sembra che rimanga indifferente. È come se fosse contento della banalità e della ignavia della sua vita. Diventa insensibile a Dio! Nella storia di Gesù si può leggere un capovolgimento di situazioni. È Gesù, la vera perla dell’esistenza, che invece si mette alla ricerca di chi l’ha perduto. La Scrittura ci parla di lui che, buon pastore, lascia le novantanove pecore al sicuro e si mette in cerca della pecora perduta. La Scrittura ci parla del Padre che, fin dal primo momento in cui il figlio si è allontanato dalla casa, si pone in attesa del suo ritorno e. al ritorno, fa festa. Dio fa festa per la pecora ritrovata, per il figlio riavuto, per colui che si converte e ritorna a casa. All’uomo che ha sciupato tutti i beni viene riconsegnata la perla preziosa dell’amicizia e dell’amore di Dio. Dio fa festa. Non fa festa per sé. Fa festa per l’uomo. Una festa straordinaria: viene sacrificato l’Agnello, il vero Figlio di Dio. L’unica soluzione giusta è quella del mettersi subito alla ricerca del Figlio venuto a casa nostra e che abbiamo dimenticato. ignorato, trascurato e lasciato al di fuori della nostra esistenza.

Mi alzerò, oggi, e mi allontanerò da tutti i miei compromessi
per venire a ricercare solo Te, Gesù, mio Dio.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Preghiera della Sera: Novena alla Madonna delle Spine ( Quarto giorno)

15 marzo 2018

Noi, o Maria, giustamente ti chiamiamo “tutta santa e immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura” (LG 56). Ottienici, o Madre, la grazia della misericordia e del perdono di Dio, perché in noi dimori sempre “lo Spirito vivo e la vivezza dello Spirito”.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Madonna delle Spine Prega per noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio, affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

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Preghiera della sera: Novena alla Madonna delle Spine (Terzo giorno)

14 marzo 2018

Tu, o Maria, “primeggi tra gli umili ed i poveri del Signore, i quali con fiducia attendono e ricevono da Lui la salvezza” (LG 55). Fa’ che sia sempre forte in noi, umili e poveri, la speranza della liberazione che Gesù ha operato per noi.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Madonna delle Spine Prega per noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio, affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

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Quaresima, Mercoledi Quarta Settimana di Quaresima

14 marzo 2018

Voglio passare la mia vita ad acclamarti, mio Signore.

Egli fu l’Uomo che rifiutò la corona di Re.
Chi voleva acclamarlo re aveva, purtroppo, segreti interessi. Dopo aver visto la potenza dei suoi miracoli, dopo avere ascoltato le sagge parole che sapeva dire, dopo aver costatato che si era messo contro la classe dirigente ipocrita, dopo aver capito che insegnava una nuova legge, la folla voleva acclamarlo re. Giustamente egli si oppose e scappò via. Non poteva prestarsi all’inganno e non doveva assecondare le sciocche pretese di gente che, invece, non aveva capito né accettato il suo messaggio. E, difatti, lo avevano abbandonato quando aveva parlato della sua missione ed aveva indicato le nuove misure da seguire. “Questo linguaggio è duro”, gli dissero. Anche quando lo condussero davanti ai tribunali, nessuno gli fu favorevole e tutti vollero la sua condanna. Egli non aveva bisogno di una investitura regale da parte degli uomini lui, l’Unto di Dio, il Cristo di Dio, Colui che Dio aveva posto come principio e fine, origine, causa, salvezza dell’universo intero. Ma il dramma storico di Cristo continua ancora. Ancora oggi egli non è il re acclamato dagli uomini perché gli uomini non riconoscono la sua regalità sovrana, quella regalità che deve occupare i cuori e le menti di tutti gli uomini. Ed io? E tu? Cosa facciamo di quest’Uomo che non volle essere nominato re? Non dovremmo insieme deciderci a farlo regnare pienamente nella nostra vita?
Venga il tuo regno, o mio Cristo, Consacrato dal Padre, compiacenza del Padre.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Quaresima: Martedi Quarta Settimana di Quaresima

13 marzo 2018

Mi piace il tuo dinamismo, Signore e per questo voglio imitarti.
Egli è l’Uomo che andava di città in città.
Non aveva una stabile dimora l’Uomo Dio, venuto dal cielo e nato dalla Vergine Maria. Fin dalla sua nascita il suo fu un continuo pellegrinare. Nazaret, Betlemme, Egitto, Nazaret e poi, di città in città, “perché ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore” (Gv 10, 16). Possiamo dire che il suo andare di città in città, di casa in casa non si è mai esaurito. Egli, infatti, è colui che passa sempre e chiama sempre ed invita sempre tutti ad andare nella sua vigna. Poi manda alcuni come pastori, altri come profeti. A tutti affida un compito ed una missione. Egli non si è mai fossilizzato in una mentalità o in una consuetudine. Non si è fermato in un Paese né ha posto la sua tenda in una località. Egli va continuamente dove vive l’uomo. Ogni uomo è sua patria e sua casa. Ogni uomo è parte di quel gregge che egli conduce ai pascoli ubertosi. Egli precede tutti. È disposto a dare la sua vita per le sue pecore. È straordinario questo continuo “andare di Dio”. Non è statico, ma dinamico. Non è legato ad un popolo o ad una tradizione o ad un partito. Si fa trovare da tutti, aspetta tutti, va incontro a tutti. Come un giorno andò in casa di Simone il lebbroso, o in casa di Pietro, o in casa di Marta e Maria o come si mise a disposizione di Nicodemo, quand’era notte, o aspettò, sotto il sole rovente, la Samaritana. Egli ci insegna l’apertura e la sollecitudine verso tutti i nostri fratelli ovunque vivano.
E se verrò da Te e busserò alla tua porta, non lasciarmi solo, Signore, perché non ho altri che te.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Preghiera della Sera: Novena alla Madonna delle Spine, Primo giorno

12 marzo 2018

O Maria, Tu che, “all’annuncio dell’Angelo accogliesti nel cuore e nel corpo il Verbo di Dio e portasti la vita al mondo” (LG 53), aiutaci ad accogliere sempre nel nostro cuore la buona semente della parola di Dio.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Madonna delle Spine Prega per noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio, affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

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Quaresima: Lunedi della Quarta Settimana di Quaresima

12 marzo 2018

Voglio imitare Te, Gesù, nel tuo stile di vita.
Tu sei l’Uomo che non avevi dove posare il capo.
Fu questa la presentazione che Gesù faceva a chi gli chiedeva di essere suo discepolo. La sentiamo rivolta anche a noi, se vogliamo diventare pienamente suoi discepoli. Che cosa significa questa affermazione e che cosa comporta nella nostra vita? Non vogliamo dare alla frase di Gesù un valore restrittivo. Gesù non si lamenta della estrema povertà nella quale vive. Egli afferma che, effettivamente, non ha dove posare il capo, cioè che non ha in chi riporre la sua fiducia. Durante la cena dell’ultima Pasqua l’apostolo Giovanni poté posare il suo capo sul petto di Gesù. In lui riponeva, giustamente, tutta la sua fiducia. Per chi si incammina sulla via della “conformità” questa norma diventa essenziale. Soltanto Dio può dare conforto, riposo, pace a chiunque spera in lui. Non bisogna avere null’altro su cui posare il capo se non sul cuore di Dio. Bisogna sapersi abbandonare in lui, vivere nella piena fedeltà ai suoi voleri, essere certi del suo amore sempre fedele. Chi ripone la sua fiducia in ciò che è passeggero e transitorio, anche se apparentemente vistoso e grande, rimarrà sempre deluso, alla pari di chi costruisce la sua casa sulla sabbia. Il Salmista (Sal 116, 8) afferma che ogni uomo è bugiardo e che solo in Dio, non nell’uomo (Sal 118, 8), si deve riporre ogni fiducia. Stando all’insegnamento del Salmista bisogna vivere come coloro che trovano riparo, rifugio e sicurezza solo sotto la protezione di Dio (Sal 16, 8).

Voglio vivere, oggi e sempre, nel pieno abbandono nelle tue mani, Signore.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Quaresima, Domenica Quarta Settimana di Quaresima

11 marzo 2018

Voglio venire da Te, Gesù, per essere come tu sei.
Tu sei l’Uomo che ha dato la precedenza assoluta alla preghiera.
Si legge nei Vangeli che Gesù passava le sue notti in preghiera. E non solo! L’immagine di Gesù orante ed in colloquio col Padre suo risalta continuamente nei testi sacri. Egli non faceva mai nulla senza innalzare il suo sguardo al cielo e chiedere l’assenso del Padre suo. Prima della chiamata dei discepoli e prima della sua Passione si vede Gesù assorto in particolare preghiera. Attratti dal suo esempio un giorno gli apostoli lo pregarono di insegnare loro a pregare. E Gesù insegnò la particolare forma di preghiera che è di piena conformità al Padre. Le scuole religiose del tempo di Gesù, insegnavano altre forme di preghiera. Giovanni il Battista, ad esempio, insegnava la preghiera di conversione e di penitenza. Molti erano coloro che si facevano battezzare da lui entrando nella dimensione di vita nuova che consisteva nel cambiare mentalità: abbassare e colmare le asprezze e le tortuosità. La preghiera vissuta, praticata ed insegnata da Gesù è preghiera di intimità col Padre. Per la prima volta, infatti, l’uomo viene autorizzato da Gesù stesso, a chiamare Dio col nome di Padre. La intimità col Padre poi si svolge nella richiesta che tutto l’universo, cielo e terra, angeli e uomini, attuino la sua volontà. Alla sfera dell’autentica intimità divina appartiene la preghiera che è assimilazione del clima di amore che si trova in Dio. Dobbiamo essere uomini che danno alla preghiera la precedenza assoluta. Dobbiamo imparare ad attendere alla preghiera durante tutta la vita. Non si potrà mai giungere alla “conformità” con Gesù se non si entra nel suo clima di vita.
Accogli, Signore, la mia supplica di figlio che osa chiamarti Padre.
Donami un autentico cuore di figlio.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Quaresima, Venerdi Terza Settimana di Quaresima

9 marzo 2018

Canterò in eterno le meraviglie del tuo amore.
Il mistero di Dio, del suo grande amore, e il mistero della vita di Gesù, della sua infinita misericordia, non trovano in noi adeguate espressioni di lode, di ammirazione, di gratitudine. Si sa che il peccato, qualsiasi peccato, è una disobbedienza alla legge di Dio ed una ribellione contro la sua volontà. Un’azione, infatti, è riprovevole solo se è difforme dall’armonia che Dio vuole nel suo infinito piano di amore. Egli solo, comunque, può giudicare la gravità del peccato, le conseguenze che ricadono su colui che l’ha commesso. Ci stupisce la infinita misericordia di Dio che ha mandato il suo Figlio per liberare l’uomo dal peccato. Ci stupisce il grande amore del Figlio venuto per cercare il peccatore (Le 5, 32) che afferma: “Si farà più festa in cielo per un peccatore che si converte che per novantanove giusti che non hanno bisogno di penitenza” (Le 15, 7). È bene evidente che la misericordia di Gesù e l’amore del Padre non sono doni ciechi che vanno a posarsi su spiriti refrattari. La misericordia, infatti, ricade sempre su coloro che, benché peccatori, si convertono a Dio e ristabiliscono rapporti di amore con lui e di sottomissione alla sua legge. Gesù è venuto a chiamare i peccatori a conversione. La conversione vera significa cambiamento di rotta. È come ritornare sulla via che deve portare alla “conformità”. Sta scritto anche che non bisogna approfittare della misericordia del Signore. “Ho paura del Signore che passa e non mi trova preparato al suo incontro”.
Oggi, Signore, verrò da te e invocherò il tuo amore misericordioso. Riammettimi nel tuo regno.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Quaresima: Mercoledi Terza Settimana di Quaresima

7 marzo 2018

Vieni in aiuto alla mia infermità, Signore.
La storia del paralitico che giace da molti anni sul bordo della piscina aspettando di poter scendere nell’acqua al momento opportuno è la storia di ogni uomo. Un po’ tutti siamo ciechi o paralitici o sordi o muti. Un po’ tutti possiamo rapportarci all’uomo dalla mano rattrappita o all’idropico. La malattia o il limite appartengono alla nostra condizione umana. Gesù è il medico che sana e guarisce tutti. Gesù è il Dio che viene in aiuto della nostra debolezza. Gesù è colui che ha realizzato quanto le antiche scritture avevano previsto quando avevano parlato del pastore che porta gli agnellini sul petto e le pecore madri sulle spalle. Infinita ed indescrivibile è la sua bontà. Egli è compassionevole e misericordioso, lento all’ira e pieno di bontà, non lascia mai andare a mani vuote chi si avvicina a lui, supplicandolo e abbandonandosi alla sua volontà. Dal suo comportamento dobbiamo apprendere che, per essere “conformi” a lui, dobbiamo fare nostri i suoi paradigmi di bontà. Dobbiamo aprirci a soccorrere quanti appaiono ai nostri occhi, e nella storia del mondo, come bisognosi di aiuto. Di poveri, come diceva Gesù, ce ne sono tanti nel mondo. Non dobbiamo mai smettere di interessarci di loro. E’ importante che nel povero, nell’ammalato, nell’indigente, noi sappiamo vedere Gesù ed impariamo a chinarci su tutti con la sua bontà. Non basta infatti dividere il proprio pane con l’affamato o il proprio abito con chi è nudo. Bisogna sapere condividere la propria condizione umana con l’altro come Gesù ha condiviso la sua natura divina con noi e ci ha arricchiti col dono di sé.
Il vero amore sta nel fare propria la povertà altrui
senza mai condannare o accusare chi avesse sbagliato.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Preghiera della Sera : Supplica alla Madonna delle Lacrime

6 marzo 2018

Madonna delle lacrime,
abbiamo bisogno di Te:
della luce che si irradia dai Tuoi occhi,
del conforto che emana dal Tuo cuore,
della Pace di cui sei Regina.
Fiduciosi ti affidiamo le nostre necessità:
i nostri dolori perchè Tu li lenisca,
i nostri corpi perchè Tu li guarisca,
i nostri cuori perchè Tu li converta,
le nostre anime perchè Tu le guidi a salvezza.

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Quaresima. Martedi Terza Settimana di Quaresima

6 marzo 2018

Nobile, straordinario, insuperabile sei Tu quando ami.

Meditando i Vangeli si arriva alla conoscenza del Gesù storico. Potrebbe anche sembrare una figura mitica per la grandezza delle opere da lui compiute. Egli non si pose contro le usanze umane mosso da desiderio di primeggiare o di distinguersi per vanagloria. Era diverso dagli altri. Ancora oggi continua ad insegnarci un modo diverso di agire, di pensare, di giudicare, di vivere. Incantevole, per esempio, è il suo comportamento con la donna colta in adulterio. La legge, quella degli uomini costruita anche su pseudo convinzioni religiose, prescriveva la condanna alla lapidazione. Gli accusatori non se ne facevano uno scrupolo anche perché volevano osservare il comportamento di quel profeta che parlava ed agiva in maniera diversa. Volevano trovare capi d’accusa contro di lui. Gesù, con dignità e forza, si chinò per terra ed esortò chiunque non avesse peccato a scagliare la prima pietra. La domanda che ci facciamo oggi non è sulla ipocrisia degli accusatori o sulla bontà di Gesù. La domanda la rivolgiamo a noi stessi. Qualcuno crede di appartenere alla categoria degli impeccabili? Chi può dirsi giusto davanti a Dio? Chi può proclamarsi innocente? Chi non ha da arrossire per le sue manchevolezze? Il Signore Gesù non è venuto per condannare. Egli è salvezza universale. Tutti egli perdona, salva, redime. Si china per terra, tocca la nostra debolezza estrema e poi ci ripete: “Io non ti condanno. Ma va’ e non peccare più”. Chiunque vuole amare come egli ha amato deve imparare a perdonare sempre e tutti.
Sei entrato nella mia vita, Signore Gesù, col tuo amore. Fa’ che io entri nella tua, col mio amore.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Preghiera della Sera: Novena alla Madonna delle Lacrime ( Nono giorno)

5 marzo 2018

Commosso dalle tue lacrime, o Madre di misericordia, io vengo oggi a prostrarmi ai tuoi piedi, fiducioso per le tante grazie da te elargite, a te vengo, o Madre di clemenza e di pietà, per aprirti il mio cuore, per versare nel tuo cuore di Madre tutte le mie pene, per unire alle tue sante lacrime tutte le mie lacrime; le lacrime del dolore dei miei peccati e le lacrime dei dolori che mi affliggono.
Riguardale, o Madre cara, con volto benigno e con occhi misericordiosi e per l’amore che porti a Gesù ti prego di consolarmi ed esaudirmi.
Per le tue sante ed innocenti lacrime impetrami dal tuo Figlio Divino il perdono dei miei peccati, una fede viva ed operosa ed anche la grazia che umilmente ti domando…
O Madre mia e fiducia mia, nel tuo Cuore Immacolato e Addolorato io ripongo tutta la mia fiducia.
Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, abbi pietà di me.

Salve Regina…

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Quaresima, Lunedi Terza Settimana di Quaresima

5 marzo 2018

Insegnami, Signore, la tua amorevolezza di cuore.

La dignità di una persona si può giudicare dal suo modo di comportarsi con gli inferiori. C’è sempre una buona dose di interessi che interagiscono nella vita degli uomini. Si cercano i primi posti, si ambiscono le cariche onorifiche, si aspira alle grandi ricompense. Non si vuole perdere tempo a trattare con gli inferiori e si cerca in tutti i modi di farsi alleati i potenti. Totalmente diverso è l’insegnamento ed il comportamento di Gesù. Ha insegnato ad occupare gli ultimi posti quando si è invitati a mensa. Ha insegnato che non bisogna riservare i primi posti a quelli che sono vestiti con abiti di lusso. Gesù è sempre diverso da tutti gli altri uomini. È l’Uomo contro corrente o, meglio, contro i gusti ricorrenti nel cuore di tutti. È l’Uomo dalle dimensioni e dalle visioni diverse da tutti i calcoli umani. Nelle sue espressioni ritorna l’invito: “Venite a me voi tutti che siete stanchi ed affaticati ed io vi ristorerò”. Nei Salmi si legge: “Getta i tuoi motivi di preoccupazione in Dio, ed egli ti consolerà”. Non siamo favorevoli ad una religiosità impregnata di sentimentalismo. Non ci piace il pietismo. Ci stiamo avvicinando a Gesù nel desiderio di tendere alla configurazione a lui e raggiungere quella delicatezza di cuore che deve essere usata soprattutto con gli sprovveduti, i miserabili, gli abietti, gli ultimi della società. Ci piace guardare la sua delicatezza verso i “piccoli”: “Lasciate che i piccoli vengano a me”. Contro coloro che scandalizzano i piccoli afferma: “Meglio sarebbe se con una macina da mulino legata al collo fosse nel profondo del mare”.
Saprò imitare la tua amorevolezza, Signore, quando saprò dimenticare tutte le mie pretese.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Preghiera del giorno: Rosario a Maria che sciolie i nodi ( misteri gaudiosi)

5 marzo 2018

Preghiera della sera : Novena alla Madonna delle Lacrime ( Ottavo giorno)

4 marzo 2018

 

Commosso dalle tue lacrime, o Madre di misericordia, io vengo oggi a prostrarmi ai tuoi piedi, fiducioso per le tante grazie da te elargite, a te vengo, o Madre di clemenza e di pietà, per aprirti il mio cuore, per versare nel tuo cuore di Madre tutte le mie pene, per unire alle tue sante lacrime tutte le mie lacrime; le lacrime del dolore dei miei peccati e le lacrime dei dolori che mi affliggono.
Riguardale, o Madre cara, con volto benigno e con occhi misericordiosi e per l’amore che porti a Gesù ti prego di consolarmi ed esaudirmi.
Per le tue sante ed innocenti lacrime impetrami dal tuo Figlio Divino il perdono dei miei peccati, una fede viva ed operosa ed anche la grazia che umilmente ti domando…
O Madre mia e fiducia mia, nel tuo Cuore Immacolato e Addolorato io ripongo tutta la mia fiducia.
Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, abbi pietà di me.

Salve Regina…

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Quaresima: , Terza Domenica di Quaresima

4 marzo 2018

Vorrei, Signore, starmene seduto ai tuoi piedi.

La grandezza del vero Maestro non si vede soltanto dalle sue sublimi lezioni. È facile parlare bene ed impartire lezioni di etica. È difficile, invece, la coerenza tra il dire ed il fare. Un vero Maestro, come fu soltanto Gesù, deve essere modello nel vivere e nell’agire più che nel parlare. Di Gesù sta scritto: “Cominciò prima a fare e poi ad insegnare” (At 1, 1). La “conformità a lui” esige la conformità al suo comportamento. L’apostolo Paolo ci esorta ad avere in noi gli stessi sentimenti che furono in lui. I sentimenti sono la spinta efficace delle azioni. Soffermiamoci a contemplare il gesto della docilità o sottomissione di Gesù. Pur essendo Dio, alla pari del Padre e dello Spirito Santo, egli, come Uomo, afferma la sua sottomissione al Padre: “Faccio sempre quello che a lui piace” (Gv 8, 29). Parlando dello Spirito lo stesso Gesù afferma che quando verrà lo Spirito Santo insegnerà ai suoi discepoli ogni cosa (Gv 14, 26). Egli vive in collegamento ed in proiezione con il Padre e con lo Spirito. Anche nei rapporti umani vive la stessa proiezione quando si dimostra sottomesso alla Madre, Maria e al padre putativo, Giuseppe. Lo attesta l’evangelista Luca nel suo Vangelo (Le 2, 51). Lo dimostra Gesù quando, a Cana, ascolta ed esaudisce le preghiere della Madre. Gesù favorisce l’umanità chiamata a nozze che non ha il “vino nuovo”. Gesù “inebria” il cuore degli uomini rendendolo simile al cuore di Dio. Il suo “vino inebriante” è contenuto nel calice che Egli stesso offrì a tutti esortandoli a bere. Occorre che la nostra vita, sia sottomessa alla volontà di Dio. Sempre.
Tu mi insegni, Signore, che devo essere docile in tutto:
nei pensieri, negli affetti, nelle parole, nelle opere.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Preghiera della Sera: Novena alla Madonna delle Lacrime ( Settimo giorno)

2 marzo 2018

Commosso dalle tue lacrime, o Madre di misericordia, io vengo oggi a prostrarmi ai tuoi piedi, fiducioso per le tante grazie da te elargite, a te vengo, o Madre di clemenza e di pietà, per aprirti il mio cuore, per versare nel tuo cuore di Madre tutte le mie pene, per unire alle tue sante lacrime tutte le mie lacrime; le lacrime del dolore dei miei peccati e le lacrime dei dolori che mi affliggono.
Riguardale, o Madre cara, con volto benigno e con occhi misericordiosi e per l’amore che porti a Gesù ti prego di consolarmi ed esaudirmi.
Per le tue sante ed innocenti lacrime impetrami dal tuo Figlio Divino il perdono dei miei peccati, una fede viva ed operosa ed anche la grazia che umilmente ti domando…
O Madre mia e fiducia mia, nel tuo Cuore Immacolato e Addolorato io ripongo tutta la mia fiducia.
Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, abbi pietà di me.

Salve Regina…

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Quaresima: Venerdi Seconda Settimana di Quaresima

2 marzo 2018

Vorrei, mio Signore, offrirti oggi qualcosa che ti sia gradito.

Non è facile scoprire cosa potrebbe essere gradito a Dio. Egli stesso dichiara che non gradisce i sacrifici umani e non sa che cosa farsene dei sacrifici materiali. Le cose materiali di cui l’uomo potrebbe vantarsi appartengono tutte a Dio. Dio chiede a tutti la testimonianza dell’amore. Amore totale e forte. Il Salmo 117 ci ricorda che “forte è il suo amore per noi”. Amore forte è amore di fedeltà estrema e di concretezza vera. Per questo egli ci dice: “Se stai presentando un’offerta sull’altare e lì ti ricordi che un tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia la tua offerta davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti col tuo fratello” (Mt 5, 23-24). È questa una legge singolare! Si ha l’impressione che stravolge il concetto di giustizia. L’offeso deve muovere il primo passo per entrare nella riconciliazione col fratello che ha offeso. Questa è la legge di Dio, Egli, per salvare l’uomo, ha fatto il primo passo verso il peccatore. Si legge che Dio non ha gradito sacrifici ed olocausti da parte degli uomini ma ha voluto il massimo sacrificio espiatorio da parte del Figlio suo. Questo è Gesù. Questa la sua legge. Questo il tracciato per giungere alla “conformità”. La legge di Gesù non ammette attenuanti né scusanti. L’amore trasformante deve essere amore totale, al massimo grado. Amare sempre, fino alla morte.

Cosa potrò mai offrirti per dirti il mio amore? Ecco: ti amerò senza fine e senza limiti.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Preghiera del giorno: Rosario a Maria che scioglie i nodi ( Misteri Dolorosi)

2 marzo 2018

Preghiera della Sera: Novena alla Madonna delle Lacrime (Sesto Giorno)

1 marzo 2018

Commosso dalle tue lacrime, o Madre di misericordia, io vengo oggi a prostrarmi ai tuoi piedi, fiducioso per le tante grazie da te elargite, a te vengo, o Madre di clemenza e di pietà, per aprirti il mio cuore, per versare nel tuo cuore di Madre tutte le mie pene, per unire alle tue sante lacrime tutte le mie lacrime; le lacrime del dolore dei miei peccati e le lacrime dei dolori che mi affliggono.
Riguardale, o Madre cara, con volto benigno e con occhi misericordiosi e per l’amore che porti a Gesù ti prego di consolarmi ed esaudirmi.
Per le tue sante ed innocenti lacrime impetrami dal tuo Figlio Divino il perdono dei miei peccati, una fede viva ed operosa ed anche la grazia che umilmente ti domando…
O Madre mia e fiducia mia, nel tuo Cuore Immacolato e Addolorato io ripongo tutta la mia fiducia.
Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, abbi pietà di me.

Salve Regina…

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Quaresima: Giovedi , Seconda Settimana di Quaresima

1 marzo 2018

Sei soltanto tu, Signore, il compimento della felicità

Il più grande segreto della vita sta nell’amore. È l’energia che fa vivere ogni cosa. Ciò che muore, infatti, non esercita più nessuna attrazione. Dio, sommo ed infinito Creatore, principio e fonte di ogni bene, è Amore. La sua stessa essenza è Amore. In lui “noi tutti viviamo, esistiamo, ci muoviamo” (At 17, 28). La grande e nuova legge del Maestro divino consiste nell’amore. Un amore puro, grande, immenso, come il suo. Un amore finalizzato soltanto ad una meta, ad uno scopo: chi vuole raggiungere la “conformità” a lui, deve amarlo al di sopra del “padre o della madre o anche della propria vita” (Mt 10, 37). L’amore assoluto e totale diventa legge e mezzo per giungere alla “conformità” piena perché occorre entrare nella dimensione dell’amore che si ritrova in Dio santissima Trinità. Le tre divine persone, infatti, sono consumate nell’unità di natura perché collegate strettamente e vitalmente tra di loro per la forza dell’amore. La conformità, che significa comunione di natura tra l’uomo e Dio esige, come condizione essenziale, il legame totale di amore. Quando si parla dell’amore che si deve portare verso gli uomini, come misura massima, si fa riferimento al comandamento di Gesù che ha insegnato l’amore verso i nemici. È evidente che l’amore verso Dio diventa autentica forza trasformante, unificante. È l’amore di fusione: fa sì che si sia due in uno. Nella Trinità “i Tre” sono una sola cosa.
Non Ti dirò più soltanto “ti amo” ma mi sforzerò di dirti: “Aiutami a consumarmi nell’unità. con Te”.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Preghiera del giorno: Rosario a Maria che scioglie i nodi ( Misteri Luminosi)

1 marzo 2018

Preghiera della Sera: Novena alla Madonna delle Lacrime (Quinto Giorno)

28 febbraio 2018

Commosso dalle tue lacrime, o Madre di misericordia, io vengo oggi a prostrarmi ai tuoi piedi, fiducioso per le tante grazie da te elargite, a te vengo, o Madre di clemenza e di pietà, per aprirti il mio cuore, per versare nel tuo cuore di Madre tutte le mie pene, per unire alle tue sante lacrime tutte le mie lacrime; le lacrime del dolore dei miei peccati e le lacrime dei dolori che mi affliggono.
Riguardale, o Madre cara, con volto benigno e con occhi misericordiosi e per l’amore che porti a Gesù ti prego di consolarmi ed esaudirmi.
Per le tue sante ed innocenti lacrime impetrami dal tuo Figlio Divino il perdono dei miei peccati, una fede viva ed operosa ed anche la grazia che umilmente ti domando…
O Madre mia e fiducia mia, nel tuo Cuore Immacolato e Addolorato io ripongo tutta la mia fiducia.
Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, abbi pietà di me.

Salve Regina…

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Preghiera del giorno: Rosario a Maria che scioglie i nodi ( Merdcoledi, Misteri Gloriosi)

28 febbraio 2018

Quaresima, Mercoledi Seconda Settimana di Quaresima

28 febbraio 2018

Quando sarò veramente piccolo allora sarò grande come Dio.

E’ molto conosciuta la scena dei discepoli che litigavano per contendersi i primi posti. E’ quanto avviene spesso tra gli uomini, ancora oggi. Gesù, prendendo fra le braccia un bambino, disse: “Se non diventerete come questo bambino, non entrerete nel regno dei cieli”. L’insegnamento è molto chiaro. La vita nuova esige che si sia come “bambini” ossia che si pratichi la via della “infanzia spirituale”. Gesù aveva anche detto che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli. Il messaggio sulla “piccolezza” è difficile ma indispensabile se si vuole mirare alla “conformità” a Cristo. È un messaggio di grande coerenza: colui che è disceso dal cielo, facendosi piccolo, potrà accogliere nel suo regno soltanto coloro che si sono fatti piccoli. In cielo, nel regno della grande sapienza e felicità, non contano né le ricchezze, né i titoli, né le benemerenze. Vogliamo interrogarci sulla “piccolezza” o sulla “infanzia spirituale”. Piccolezza non è assolutamente infantilismo né svenevolezza. Piccolezza è una grande conquista dello spirito umano. Quando si è consapevoli di quello che si è, si comprende che per raggiungere la “statura del Cristo” occorre farsi piccoli, occorre “svuotarsi”. Dio si è fatto piccolo per potere offrire a tutti la possibilità di stare con lui. Non è facile farsi piccoli. Anche il bambino sogna il momento della sua crescita. Ma nella scienza evangelica è pur sempre vero che “è necessario che egli cresca ma che io diminuisca” (Gv 3, 10).
Aiutami, o Signore, a sbarazzarmi di tutte le mie pretese di grandezza e di importanza.
Insegnami la sublimità della via dell’infanzia per raggiungere te che sei l’immenso.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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preghiera della Sera: Novena alla Madonna delle Lacrime ( Quarto giorno)

27 febbraio 2018

Commosso dalle tue lacrime, o Madre di misericordia, io vengo oggi a prostrarmi ai tuoi piedi, fiducioso per le tante grazie da te elargite, a te vengo, o Madre di clemenza e di pietà, per aprirti il mio cuore, per versare nel tuo cuore di Madre tutte le mie pene, per unire alle tue sante lacrime tutte le mie lacrime; le lacrime del dolore dei miei peccati e le lacrime dei dolori che mi affliggono.
Riguardale, o Madre cara, con volto benigno e con occhi misericordiosi e per l’amore che porti a Gesù ti prego di consolarmi ed esaudirmi.
Per le tue sante ed innocenti lacrime impetrami dal tuo Figlio Divino il perdono dei miei peccati, una fede viva ed operosa ed anche la grazia che umilmente ti domando…
O Madre mia e fiducia mia, nel tuo Cuore Immacolato e Addolorato io ripongo tutta la mia fiducia.
Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, abbi pietà di me.

Salve Regina…

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Quaresima: Martedi, Seconda Settimana di Quaresima

27 febbraio 2018

Risultato immagine per LA STRADA STRETTA

Insegnami, Signore, la via più facile per raggiungere te.

E’ ben noto che ci sono sempre due vie nel nostro cammino. Una è stretta, l’altra è larga. Gli scrittori antichi dicevano che lungo la strada larga passavano i carri pesanti che sollevavano molta polvere mentre quella stretta era percorsa da uomini che si affaticavano per giungere alla meta. La via che conduce alla “conformità” è decisamente molto stretta anche se tutti sono chiamati a percorrerla. Dio non parte da privilegi preconcetti. Dio è padre di tutti e sa bene che cosa i suoi figli facciano. Molti cercano di incamminarsi sulla via larga perché più comoda. Gesù interviene mettendoci in guardia dall’atteggiamento farisaico che a volte si può assumere nel dialogo con lui. Sono molti quelli che cercano la esteriorità. Il teatro piace a tutti, fuorché a Dio che non si lascia commuovere da quello che dicono gli uomini. Gesù insegna la differenza tra ciò che l’uomo vede e ciò che produce. Afferma che non sono le cose che entrano nell’uomo che possono contaminarlo ma ciò che esce dal suo intimo. L’insegnamento si può paragonare alla mentalità industriale. Il valore di un operaio viene valutato in base a quello che produce. Dio guarda il “prodotto”. La mente ed il cuore degli uomini potrebbero essere dei centri produttivi di altissimo valore. Ma bisogna vedere che cosa producono. Dio valuta quello che gli uomini producono. Chiunque può essere produttore di bontà ma anche produttore di empietà. Il cuore e la mente sono le forze produttrici del bene e del male. Intorno all’uomo, al di fuori di lui, il male è solo un fantasma. Nel cuore il male acquista corporeità pesante. Chissà perché l’organo che dovrebbe essere strumento di amore si trasforma spesso in strumento di odio e di inganno.

Se solo sapessi amare con sincerità sarei un bravo produttore di raggi luminosi e vitali.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Preghiera della Sera : Novena alla Madonna delle Lacrime ( Terzo giorno)

26 febbraio 2018

Commosso dalle tue lacrime, o Madre di misericordia, io vengo oggi a prostrarmi ai tuoi piedi, fiducioso per le tante grazie da te elargite, a te vengo, o Madre di clemenza e di pietà, per aprirti il mio cuore, per versare nel tuo cuore di Madre tutte le mie pene, per unire alle tue sante lacrime tutte le mie lacrime; le lacrime del dolore dei miei peccati e le lacrime dei dolori che mi affliggono.
Riguardale, o Madre cara, con volto benigno e con occhi misericordiosi e per l’amore che porti a Gesù ti prego di consolarmi ed esaudirmi.
Per le tue sante ed innocenti lacrime impetrami dal tuo Figlio Divino il perdono dei miei peccati, una fede viva ed operosa ed anche la grazia che umilmente ti domando…
O Madre mia e fiducia mia, nel tuo Cuore Immacolato e Addolorato io ripongo tutta la mia fiducia.
Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, abbi pietà di me.

Salve Regina…

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Quaresima: Lunedi , Seconda Settimana di Quaresima

26 febbraio 2018

La tua parola Signore è come lama affilata ed io voglio ascoltarla.
Quando la parola di Dio scende nel profondo dell’animo agisce come lama a doppio taglio. Ed è un bene. Guai se dovesse lasciare il marcio dove sta senza estirparne perfino le radici. Il primo taglio, molto incisivo, che Gesù ci rivolge è: “Se il tuo occhio ti è di scandalo, cavatelo. E’ meglio entrare nel regno dei cieli con un solo occhio piuttosto che con tutti e due essere condannati nel fuoco della Geenna”. Duro e perentorio sembra, a prima vista, il comando del Signore. In effetti, è giusto e salutare. A che serve una integrità matariale o corporea se poi manca una integrità morale? Per giungere alla integrità morale è bene sottoporsi a qualsiasi rinuncia o privazione. Il bene è sempre qualcosa di molto costoso. Deve essere rapportato alla grandezza. Costa poco ciò che vale poco! Cavarsi un occhio significa togliere dalla propria mente e dal proprio cuore ogni motivo di scandalo o di defezione. C’è bisogno di purezza e di profondità di sguardo. C’è bisogno di udito attento e docile per ascoltare e seguire il cammino di “conformità”. La posta in gioco è molto preziosa. Non si può barattare come non si possono addurre scuse ed attenuanti. Ci vuole grande forza e grande coraggio per attuare l’esortazione divina. Nello stesso tempo, quando qualcuno mette in pratica la parola di Dio, dimostra di amare veramente se stesso. Svendere la propria dignità è sempre meschino ed ignobile. Ascoltare Dio è fonte di saggezza e garanzia di bontà.

Dimmi, Signore, dove posso attingere acqua pura per lavarmi
e collirio prezioso per ridare alla mia vista capacità di vedere Te e seguirti senza indugio.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Quaresima; Seconda Domenica di Quaresima

25 febbraio 2018

Insegnami, Signore, le tue vie e custodirò i tuoi precetti.

Le grandi arti s’imparano alle grandi scuole. Nel campo dello spirito non c’è posto per gli autodidatti né per gli egoisti presuntuosi. Gesù è il vero Maestro. Le sue parole sono parole di vita. I suoi contemporanei che, spesse volte, cercavano di metterlo in difficoltà, riconoscevano che nessuno mai aveva parlato come Lui. Gesù si presenta anche come il nuovo e grande profeta mandato da Dio. Nel momento finale della sua vita, prima di morire, mentre lavava i piedi agli apostoli, disse: “Voi mi chiamate Maestro e fate bene, perché lo sono”. Così lo chiamavano tutti; anche la folla che accorreva per ascoltarlo trascurando le personali necessità. Per giungere alla “conformità” è indispensabile porsi alla scuola dell’unico vero Maestro. Sant’Atanasio, quando parla della “restaurazione dell’uomo”, afferma che soltanto Colui che era la vera Immagine poteva restaurare le altre immagini. Soltanto colui che ha in sé la natura divina può insegnare all’uomo come entrare e stabilirsi nella natura divina. Il processo di divinizzazione lo conosce soltanto Gesù. Quando egli ripete “io vi dico” è chiaro che lo fa con autorità somma che è certezza di verità. Lo stesso Gesù mette in guardia tutti dai falsi cristi e dai falsi profeti. Quando egli mise alla prova i suoi discepoli dicendo “volete andarvene anche voi”, giustamente Pietro gli rispose: “Dove possiamo andare noi, Signore! Tu solo hai parole di vita eterna”. Il pericolo degli altri maestri è molto diffuso. Troppe verità circolano nella mente degli uomini. Tutti credono di essere maestri e giudici e non vogliono sottostare alla vera dottrina insegnata da Gesù. Tutti, però, abbiamo il dovere di stare e di crescere alla sua scuola.

Parlami, Signore: tu solo hai parole di vita eterna
ed io non voglio ascoltare altri se non te, sommo ed unico bene.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Preghiera della Sera: Novena alla Madonna delle Lacrime ( Primo giorno)

24 febbraio 2018

Commosso dalle tue lacrime, o Madre di misericordia, io vengo oggi a prostrarmi ai tuoi piedi, fiducioso per le tante grazie da te elargite, a te vengo, o Madre di clemenza e di pietà, per aprirti il mio cuore, per versare nel tuo cuore di Madre tutte le mie pene, per unire alle tue sante lacrime tutte le mie lacrime; le lacrime del dolore dei miei peccati e le lacrime dei dolori che mi affliggono.
Riguardale, o Madre cara, con volto benigno e con occhi misericordiosi e per l’amore che porti a Gesù ti prego di consolarmi ed esaudirmi.
Per le tue sante ed innocenti lacrime impetrami dal tuo Figlio Divino il perdono dei miei peccati, una fede viva ed operosa ed anche la grazia che umilmente ti domando…
O Madre mia e fiducia mia, nel tuo Cuore Immacolato e Addolorato io ripongo tutta la mia fiducia.
Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, abbi pietà di me.
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Giornata di preghiera e digiuno per la pace

23 febbraio 2018

Si celebra oggi 23 febbraio, primo venerdì di Quaresima, una Giornata di preghiera e digiuno per la pace, in particolare per il Sud Sudan e la Repubblica Democratica del Congo. L’iniziativa è stata lanciata da Papa Francesco durante l’Angelus di domenica 4 febbraio.

La risposta delle altre confessioni cristiane

L’invito del Papa è stato accolto dal Consiglio mondiale delle Chiese il quale ha reso noto che nella sola Repubblica Democratica del Congo, oltre 4 milioni di persone sono sfollate e più di 13 milioni di congolesi assoluto bisogno di assistenza umanitaria. Stessa tragica situazione nel Sud Sudan dove 2 milioni di persone sono fuggite dal Paese ed altrettanti sono sfollati interni. Nel martoriato Paese africano quasi i due terzi della popolazione hanno bisogno di aiuti umanitari. Il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani ha invitato il segretario generale del Consiglio Mondiale delle Chiese, il pastore Olav Fykse Tveit a partecipare a questa Giornata di preghiera che diventa – ha scritto in una lettera – “un segno di solidarietà e vicinanza a coloro che soffrono in queste nazioni e soprattutto ai molti cristiani di diverse Chiese che vivono lì e, inoltre, un passo concreto nella testimonianza condivisa del Vangelo della pace, di cui il mondo ha tanto bisogno”. Il pastore Tveit ha raccolto l’invito che ha rivolto alle Chiese membre del Consiglio, ribadendo come siano proprio i bambini, i giovani e le donne ad essere le persone più colpite dalla crisi.

 

 

Bambini sud sudanesi vittime del conflitto

 

 

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Preghiera:
Accoglici Madre

 

 

 

A te levo i miei occhi, santa Madre di Dio.
Vorrei fare della mia casa una casa nella quale Gesù sia presente,
come ha promesso a quelli che si riuniscono nel suo nome.
Tu hai accolto il messaggio dell’Angelo come un messaggio che viene da Dio,
e hai ricevuto, per la tua fede, la grazia incomparabile di accogliere in te Dio stesso.
Tu hai aperto ai pastori e ai Magi la porta della tua casa
in modo che nessuno si stupisse della sua povertà o della sua ricchezza.
Sii tu, nella mia casa, colei che accoglie.
Perchè quanti hanno bisogno di conforto siano confortati;
quanti desiderano rendere grazie possano farlo;
quanti cercano la pace possano trovarla.
E possa ognuno ritornare nella sua casa con la gioia di avere incontrato Gesù, Via, Verità e Vita.

 

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Quaresima: Venerdi della prima Settimana di Quaresima

23 febbraio 2018

 

Risultato immagine per CAMMINO

Uscirò dalla mia terra per venire dove tu vorrai condurmi.
L’esortazione ad uscire dalla propria terra e ad incamminarsi verso una terra nuova, quella che il Signore indicherà, si ritrova spesse volte nella Sacra Scrittura. Anche nell’Antico Testamento. L’esortazione è pari a quella espressa con altre parole e che richiama la necessità di uscire da se stessi, di spogliarsi dei propri panni per mettersi alla sequela di Gesù o per tendere alla “conformità” a Lui. L’attaccamento alla propria terra può indicare anche il vizio della asocialità in cui facilmente si può cadere tutte le volte che nel nostro cuore si determina un attaccamento particolare a luoghi, persone, cose, mentalità. È il vizio del non sapere dialogare e del non sapersi aprire agli altri. L’etica cristiana invita ad uscire da se stessi e ad aprirsi all’altro. “Ciò che vuoi sia fatto a te, fallo tu agli altri”. legge divina. Su questa legge si fonda tutto il cammino ecclesiale perché tutti i redenti sono un “popolo in cammino”. Non ci possono essere singole individualità ma tutti devono essere un solo corpo ed un solo spirito. L’esempio delle primitive comunità, di cui si parla negli Atti degli Apostoli (2, 42), dovrebbe diventare un metodo ed una traccia di vita per ogni singola persona e per tutte le comunità. L’esempio più bello dato da Gesù fu quello della piena condivisione con tutti. Egli diceva: “La mia gioia si compie nello stare con i figli dell’uomo”. Un uomo gretto, meschino, misantropo, egoista, asociale, non ha nulla di cristiano nella sua vita.

Voglio uscire dal mio egoismo, Signore,
ed entrare nella tua unità di vita col Padre e col mondo intero.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)
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Quaresima: Giovedi della Prima Settimana di Quaresima

22 febbraio 2018

 


Siate perfetti come il Padre vostro è perfetto.

Ogni comunità o associazione ha le sue leggi. Anche Gesù dà chiaramente la sua legge a chi manifesta il desiderio di giungere alla “conformità” con Lui. Si sa che la legge divina non è mai pesante. Gesù, quando invita qualcuno, gli ripete che il “mio giogo non è pesante ma leggero”. Gesù è sempre alla testa della cordata e non permette che qualcuno venga tentato al di sopra delle proprie forze. La legge che Gesù impone è quella che collima con la volontà del Padre. Egli nel crearci ha scritto nel nostro cuore la legge della massima perfezione: “Siate santi perché Io sono santo”. E Gesù ripete: “Siate santi come il Padre vostro che sta nei cieli”. Perché la santità non sembri una cosa impossibile e, nello stesso tempo, per decidersi a lottare contro il vizio della superficialità e del disordine morale, Gesù, servendosi dell’apostolo Paolo, ci dà la specifica della sua legge. In vari brani, infatti, l’apostolo Paolo ci parla di questa legge. Nella lettera ai Filippesi (4, 8) ci indica due dimensioni. La prima è l’elenco delle cose da fare, la seconda è il modo di farle. Sul modo egli richiama la totalità che significa anche integrità. L’elenco delle cose da fare è minuzioso ma importante: “Tutto quello che è vero, tutto quello che è puro, tutto quello che è giusto, tutto quello che è santo, tutto quello che è amabile, tutto quello che è di buona fama, tutto quello che è virtuoso e degno di lode sia oggetto dei vostri pensieri”.

A te che sei il Tutto assoluto voglio offrire la totalità delle mie azioni di lode e di grazie.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Preghiera del mattino: Corona Angelica

22 febbraio 2018

 

CORONA ANGELICA

Quaresima: Mercoledi della Prima Settimana di Quaresima

21 febbraio 2018

Se mi attardo, Signore, non abbandonarmi. Sei Tu la mia salvezza!

Si dice che l’amore mette le ali e che l’amante non sa stare lontano dalla persona amata. Un bimbo non può vivere senza una madre. Nel cammino dello spirito spesso la difficoltà della salita riesce a distogliere i pigri e gli indolenti. È sempre uno spettacolo penoso vedere che ci sono persone che, quando sono invitate, si rifiutano di accedere alla sala nuziale. Tutto ciò che comporta impegno, sacrificio, donazione, lotta viene spesso rifiutato. L’accidia e l’apatia sono mali gravosi. Sono pari all’atrofia muscolare che, col tempo, impedisce di compiere qualsiasi movimento. Si legge negli scritti di un grande Santo che Colui che ci ha creati senza il nostro consenso, non ci salva senza la nostra collaborazione. Gesù chiama sempre in causa la volontà dell’uomo e a chi gli chiede un miracolo Egli dichiara sempre la sua disponibilità ad esaudirlo purché lo voglia realmente. “Vuoi guarire?” Egli domanda e, all’assenso dell’altro, Egli risponde sempre compiendo il grande miracolo. Bisogna entrare nel cammino e nella lotta con grande determinazione anche perché sta scritto che il regno dei cieli è solo per i “violenti”. I pigri, gli infingardi, gli apatici, i fannulloni non possono trovare posto accanto a Gesù che è Vita.
Vengo Signore, ma rafforza la mia fede e fa’ che io ti veda e ti ascolti sempre più.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Quaresima: Martedi della Prima Settimana di Quaresima

20 febbraio 2018

 


Aiutami, Signore, a vendere quanto posseggo per seguire te.

La proposta del vendere tutto per seguire il Signore Gesù e raggiungere la conformità a Lui potrebbe risultare, a prima vista, gravosa. Ma nella mentalità e nelle parole di Gesù appare in una luce ben diversa. Quando si tratta di autentici beni da lasciare Egli dà garanzia: “Voi che avete lasciato tutto, riceverete il centuplo”. Quando, invece, si tratta di vendere delle cose inutili, dobbiamo convenire che quanto prima si riesce a sbarazzarsi di esse, tanto prima ci si arricchisce. La vanità è altro grande vizio, abito comune e molto sporco che si attacca sulle nostre spalle e di cui difficilmente riusciamo a liberarci. E come un liberarsi della propria pelle, perché la vanità ci gonfia, ci ingrassa come una palla che, per nulla, rimbalza sempre, facendo ostentazione di sé. “Cos’hai che non hai ricevuto e se l’hai ricevuto perché ti vanti come se non l’avessi ricevuto?”. Così si legge nella Scrittura. Il vanitoso è colui che, interiormente, è un ipocrita ed un ladro perché si appropria di cose non sue e non riesce a ringraziare Colui che gli ha donato tutto. Soprattutto la grazia non è un dono che nasce dall’uomo. È il dono disceso dal cielo, maturato nel cuore di Dio, immesso nella nostra vita dall’amore dello Spirito Santo. Il vanitoso, invece, è colui che non sa vedere e riconoscere che senza aiuto divino non sa né può fare nulla. Vanità è sinonimo di nullità. La grazia, invece, è sinonimo di ricchezza.
Non voglio gloriarmi di altro, Signore, se non delle mie debolezze.
Ammirerò maggiormente la ricchezza dei tuoi beni.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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Quaresima:Lunedi della Prima Settimana di Quaresima

19 febbraio 2018

Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli.

Quando si costruisce una casa, il primo impegno è quello di porre solide fondamenta. La Scrittura insegna, infatti, che non bisogna mai costruire sulla sabbia ma sulla roccia. Noi sappiamo che la roccia autentica e indistruttibile è Gesù. Viene chiamato “la pietra scartata dai costruttori” che nel piano di Dio è diventata pilastro portante. Il primo abito indossato da Gesù per la lotta ed il primo abito che noi tutti dobbiamo indossare è quello dell’umiltà. Allo stesso modo il primo abito di cui dobbiamo spogliarci è quello della superbia. È scritto anche di Maria che “piacque per la sua umiltà”. Del superbo, invece, si può dire quello che si legge nella Scrittura a proposito della grande statua che aveva la testa d’oro e tutto il corpo di materiale pregiato. Ma aveva i piedi di creta. La pietra distaccatasi dal monte, colpì i piedi e la statua andò in frantumi. Anche Satana, detto Lucifero, Angelo portatore della luce, cadde dal cielo a causa della sua superbia. Voleva portare la “sua” luce, non quella di Dio. Vizio capitale è la superbia, capace di mandare in rovina non soltanto una persona ma, nel caso fosse il vizio di un capo, anche tutti i sudditi di quel capo. Sta scritto che Dio resiste ai superbi e dà la sua grazia agli umili.
L’umiltà è quel bene sommo che unisce Dio all’uomo e l’uomo a Dio.
Devo pur affermare di me: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”.

(brano tratto dal libretto Quaresima – Il cammino di conformità a Cristo Gesù – di N.Giordano)

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