Archive for the ‘Riflessioni sulla famiglia’ Category

Cresciamo donando, di Rabindranath Tagore

3 luglio 2014

Tutto ciò cui possiamo aspirare
è divenire sempre più una cosa sola.
Nel regno della natura, dominio della diversità,
noi cresciamo appropriandoci delle cose.
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Parole per l’anima, nelle diverse circostanze della nostra vita:Quando gli amici ti deludono

30 marzo 2014

 

Matteo 5

Il sale della terra; la luce del mondo

«Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini. 14 Voi siete la luce del mondo.

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Periodo di Quaresima: Passaggio dall’uomo vecchio all’uomo nuovo

23 marzo 2014

 

Credere nel Risorto significa essere certi che la vita e la morte, la sofferenza e la tribolazione, le malattie e le catastrofi non sono l’ultima parola della storia, ma che c’è una vittoria definitiva per la vita delle persone e per il modo stesso.

 

 

 

Mons. Mariano De Nicolò

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Parole per l’anima , nelle diverse circostanze della vita :Quando quando sei soddisfatto di te stesso

18 marzo 2014

Luca 16

Parabola del fattore infedele

Nessun domestico può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e Mammona».

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Parole per l’anima nelle diverse circostanze della vita

16 marzo 2014

Giacomo 2:1-17 (Quando tutto va bene)

Condanna del favoritismo

2 Infatti, se nella vostra adunanza entra un uomo con un anello d’oro, vestito splendidamente, e vi entra pure un povero vestito malamente, 3 e voi avete riguardo a quello che veste elegantemente e gli dite: «Tu, siedi qui al posto d’onore»; e al povero dite: «Tu, stattene là in piedi», o «siedi in terra accanto al mio sgabello», 4 non state forse usando un trattamento diverso e giudicando in base a ragionamenti malvagi?

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Una vita spirituale immersa nel mistero di Gesù

30 gennaio 2014

Sì, cari giovani, Gesù vuole essere vostro amico, vostro fratello nella vita, il maestro che vi indica la via da percorrere per giungere alla felicità. Egli vi ama per quello che siete, nella vostra fragilità e debolezza, perché, toccati dal suo amore, possiate essere trasformati. Vivete questo incontro con l’amore di Cristo in un forte rapporto personale con Lui; vivetelo nella Chiesa, anzitutto nei Sacramenti.
Benedetto XVI – Discorso ai giovani 2 Maggio 2010

Mese di Ottobre dedicato al Santo Rosario. Meditazioni e preghiere per ogni giorno del mese

27 ottobre 2013

 

O CORONA BENEDETTA

GIORNO 27

 

Donare il Rosario

Per invogliare anche gli altri a recitare il S. Rosario, i Santi hanno anche distribuito con generosità e con premura molte corone.

Quando si è compresa la preziosità di questa preghiera mariana, si cerca di farla valorizzare anche dagli altri, stimolando alla recita del Rosario con il dono gentile di una coroncina.

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Mese di Ottobre dedicato al Santo Rosario. Meditazioni e preghiere per ogni giorno del mese

24 ottobre 2013

ROSARI CON AMORE

GIORNO 24

 

Sotto i bombardamenti – In mezzo al chiasso

Quanto a noi, purtroppo, è vero che il Rosario finiamo col non amarlo, omettendolo anche senza rimpianto, solo perché non lo recitiamo bene.

Siamo distratti e dissipati da cento cose durante il giorno, e il tempo del Rosario non si salva da questa continua distrazione.

Spesso, poi, ci riduciamo a recitare il Rosario in fretta, all’ultimo momento, magari a letto, stanchi e assonnati… E poi ci lamentiamo che il Rosario non produce frutti e ci appare una preghiera sterile e monotona. Ma è inutile pretendere fiori dagli sterpi e frutti da piante inaridite.

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Mese di Ottobre dedicato al Santo Rosario. Meditazioni e preghiere per ogni giorno del mese

15 ottobre 2013

 

ROSARI SENZA NUMERO

GIORNO 15

 

 I sacerdoti del Rosario

La bellezza soprannaturale e la straordinaria fecondità del Rosario spiegano perché tanti Santi, specialmente Sacerdoti, l’hanno amato tanto da meritarsi l’appellativo di «Prete del Rosario» o «Apostolo del Rosario».

Tra i molti, ad esempio, il grande apostolo degli educatori, S. Giovanni Battista de La Salle, veniva chiamato il «Prete del Rosario», per la insonne attività della corona fra le sue mani. Lo stesso si diceva di S. Francesco Bianchi, apostolo di Napoli, anch’egli dai contemporanei chiamato «Prete del Rosario».

Ugualmente, S. Luigi M. Grignion de Montfort, S. Pietro Canisio, S. Camillo de Lellis, S. Antonio M. Claret, furono definiti «Apostoli del Rosario». Dalla loro vita sappiamo quanto si prodigarono con l’esempio e con la parola per far amare da tutti il Rosario.

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Perle di saggezza

4 settembre 2013

gesu_misericordioso[1]

 

Signore, tu sei la mia verità, sei la verità dell’uomo.

 

 

— Carlo Maria Martini (scheda)

Al termine del giorno

16 giugno 2013

famiglia unita

“Al termine del giorno, o sommo Creatore, vegliaci nel riposo con amore di Padre.

Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte.

Nel sonno delle membra resti fedele il cuore, e al ritorno dell’alba intoni la tua lode”

Amen

Ogni cosa è possibile a chi crede

ancor di più a chi spera

ancor di più a chi ama

LA FAMIGLIA CHE PREGA UNITA RESTA UNITA

“Se facciamo entrare la preghiera in famiglia, essa si unirà sempre più; si ameranno gli uni agli altri.

Riunitevi per pregare anche solo per cinque minuti e da lì nascerà la vostra forza”

(Madre Teresa di Calcutta)

Bisogna salvare il seme (da Giovannino Guareschi)

17 settembre 2012

Preso da http://www.gliscritti.it/antologia/entry/890

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da Giovannino Guareschi, Don Camillo e don Chichì, in Tutto Don Camillo. Mondo piccolo, II, BUR, Milano, 2008, pp. 3114-3115

Don Camillo spalancò le braccia [rivolto al crocifisso]: “Signore, cos’è questo vento di pazzia? Non è forse che il cerchio sta per chiudersi e il mondo corre verso la sua rapida autodistruzione?”.

Don Camillo, perché tanto pessimismo? Al­lora il mio sacrificio sarebbe stato inutile? La mia missione fra gli uomini sarebbe dunque fallita perché la malvagità degli uomini è più forte della bontà di Dio?”.

“No, Signore. Io intendevo soltanto dire che oggi la gente crede soltanto in ciò che vede e tocca. Ma esistono cose essenziali che non si vedono e non si toccano: amore, bontà, pietà, onestà, pu­dore, speranza. E fede. Cose senza le quali non si può vivere. Questa è l’autodistruzione di cui par­lavo. L’uomo, mi pare, sta distruggendo tutto il suo patrimonio spirituale. L’unica vera ricchezza che in migliaia di secoli aveva accumulato. Un giorno non lontano si troverà come il bruto delle caverne. Le caverne saranno alti grattacieli pieni di macchine meravigliose, ma lo spirito dell’uomo sarà quello del bruto delle caverne […] Signore, se è questo ciò che accadrà, cosa possiamo fare noi?”.

Il Cristo sorrise: “Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l’asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo sulla terra resa ancor più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza. Bisogna salvare il seme: la fede. Don Camillo, bisogna aiutare chi possiede ancora la fede e mantenerla in­tatta. Il deserto spirituale si estende ogni giorno di più, ogni giorno nuove anime inaridiscono perché abbandonate dalla fede. Ogni giorno di più uomi­ni di molte parole e di nessuna fede distruggono il patrimonio spirituale e la fede degli altri. Uomini di ogni razza, di ogni estrazione, d’ogni cultura”.

La famiglia

30 dicembre 2011

Natale è la festa della famiglia.
Ma dov’è nata la più straordinaria famiglia se non nella grotta di Betlemme? E’ lì, con la nascita del Bambino, che essa ha avuto origine. E’ lì che si è sprigionato per la prima volta nel cuore di Maria e di Giuseppe l’amore per un terzo membro: il Dio fatto bambino.
La famiglia: ecco una parola che contiene un immenso significato, ricco, profondo, sublime e semplice, soprattutto reale.
La famiglia o c’è o non c’è.
Atmosfera di famiglia è atmosfera di comprensione, di distensione serena; atmosfera di sicurezza, di unità, di amore reciproco, di pace che prende i suoi membri in tutto il loro essere.
Vorrei che questo Natale incidesse a caratteri di fuoco nei nostri animi questa parola: famiglia.
Una famiglia i cui membri, partendo dalla visione soprannaturale, e cioè vedendo Gesù gli uni negli altri, arrivano fino alle espressioni più concrete e semplici, caratteristiche di una famiglia. Una famiglia i cui fratelli non hanno un cuore di pietra ma di carne, come Gesù, come Maria, come Giuseppe.
Vi sono fra essi coloro che soffrono per prove spirituali? Occorre comprenderli come e più di una madre. Illuminarli con la parola o con l’esempio. Non lasciar mancare, anzi accrescere attorno a loro il calore della famiglia.
Vi sono tra essi coloro che soffrono fisicamente? Siano i fratelli prediletti. Bisogna patire con loro. Cercare di comprendere fino in fondo i loro dolori.
Vi sono coloro che muoiono? Immaginate di essere al loro posto e fate quanto desiderereste fosse fatto a voi fino all’ultimo istante.
C’è qualcuno che gode per una conquista o per un qualsiasi motivo? Godete con lui, perché la sua consolazione non sia contristata e l’animo non si chiuda, ma la gioia sia di tutti.
C’è qualcuno che parte? Non lasciarlo andare senza avergli riempito il cuore di una sola eredità: il senso della famiglia, perché lo porti con sé.
E dove si va per portare l’Ideale di Cristo, nulla si potrà fare di meglio che cercare di creare con discrezione, con prudenza, ma con decisione, lo spirito di famiglia.
Esso è uno spirito umile, vuole il bene degli altri, non si gonfia….è la carità vera, completa.
Insomma, se io dovessi partire da voi, lascerei che Gesù in me vi ripetesse: “Amatevi a vicenda… affinché tutti siano uno”.
(Chiara Lubich)

15 gennaio. B. Nikolaus Gross

15 gennaio 2011

Oggi si ricorda Nikolaus Gross (1898-1945), martire del nazismo.

“Le vie degli uomini si snodano nell’oscurità. Ma anche il buio non è senza luce; la speranza e la fede, che sempre ci precedono, attraverso l’oscurità fanno già presagire l’alba” ( 1943).

http://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/ns_lit_doc_20011007_beat-gross_it.html

 

“La preghiera, il digiuno, le veglie e tutti quanti gli altri precetti cristiani, per quanto di per se stessi possano essere buoni, tuttavia non nel loro semplice adempimento consiste per noi il fine della vita cristiana, anche se pure essi servono quali mezzi indispensabili per raggiungere tale fine. Il fine autentico della nostra vita cristiana consiste, invece, nel conseguimento dello Spirito santo di Dio. E soltanto le buone azioni compiute unicamente per amore di Cristo ci recano i frutti dello Spirito santo”.

Serafim di Sarov (dal Colloquio con Motovilov), 1758-1833,  monaco, ricordato oggi dalla chiesa di russia e dal calendario anglicano.

La Famiglia (Preghiera di Madre Teresa di Calcutta)

27 ottobre 2010

Volevo prendere spunto dal messaggio di Papa Benedetto pubblicato in uno dei post precedenti in cui il Santo Padre in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato parla di “Una sola famiglia umana” per pubblicare una bellissima preghiera di Madre Teresa sulla famiglia, composta nel 1994 in occasione dell’anno mondiale della famiglia.

Padre del Cielo, ci hai dato un modello di vita
nella Santa famiglia di Nazareth.
Aiutaci, Padre amabile, a fare della nostra famiglia
un’altra Nazareth, dove amore, pace e gioia regnino;
che sia profondamente contemplativa,
totalmente eucaristica e vibrante di gioia.
Aiutaci a rimanere insieme nella gioia e nel dolore
attraverso la preghiera in famiglia.
Insegnaci a vedere Gesù nei membri
della nostra famiglia,
specialmente a scoprire il Tuo Volto
nascosto nella loro povertà.
Che il Cuore Eucaristico di Gesù renda i nostri cuori
miti e umili come il Suo e aiutaci a fare
i nostri doveri nella famiglia in santità.
Fa che possiamo amarci l’un l’altro
come Dio ama ognuno di noi di più ogni giorno,
perdonarci scambievolmente
come Tu perdoni i nostri peccati.
Aiutaci, o Padre amabile, ad accettare tutto quello
che Tu ci dai e a donare tutto quello che Tu ci prendi,
con un grande sorriso.
Cuore Immacolato di Maria, causa della nostra gioia, prega per noi.
San Giuseppe, prega per noi.
Santi Angeli Custodi, siate sempre con noi, guidateci e proteggeteci. Amen

Madre Teresa di Calcutta (1994)

Tg2 14 lu 20,30: si risveglia dal coma e rinnegando il testamento biologico comunicato ai parenti tempo addietro afferma di volere vivere.Di seguito l’intervista ad A Socci sul libro scritto per la figlia.

15 luglio 2010

Anche accogliendo, come sempre si deve fare, con estrema cautela le notizie, sono due servizi che fanno riflettere.Per vederli bisogna far scorrere la striscia della registrazione fino al minuto 21,50 (La striscia purtroppo può, mi pare, scomparire, rendendo necessario attendere 21,50 minuti).

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2010-07-14&ch=2&v=23207

Pino Daniele.Je sto vicino a te

24 maggio 2010

Questa canzone può offrire molti spunti di riflessione.Anche un amore vissuto nel bene, che aiuti a vivere nel bene (sto vicino a te pe nun piglià cadute, sulla salita (= sagliuta), qui intesa come fatica, dolore, della vita), quando è vissuto senza un’apertura profonda alla crescita e tanto meglio alla crescita in Cristo, finisce per impoverirsi anche involontariamente (ma che parlamm a fà sempe de stesse cose per intossicarci e non incontrarci mai).L’uomo può così dare per scontata la vita, che, per lui, va solo vissuta, ma così smette di comunicare, di dialogare, di cercare di comprendere sè stesso, gli altri, la vita appunto.Se vive così, anche quando cerca di capire, può vivere questa ricerca con uno sforzo intellettualistico, che può finire per provocare in vario modo frustrazione (c’arraggia= con la rabbia in corpo di chi esce pazzo tutti i giorni per capire).Quando l’uomo si apre alla sequela di Cristo e viene aiutato a percorrere la stessa strada che Cristo ha fatto percorrere agli apostoli, ai suoi discepoli, nella sua vita terrena, ecco che può scoprire che Dio dialoga, appunto in Cristo, con l’uomo: la sua Parola, dice ad es nel vangelo di Giovanni, è Spirito e vita, è una Parola detta nello Spirito, comunicata nello Spirito, che illumina, dà vita, apre ad un dialogo nello Spirito.Solo in Dio si può tendenzialmente aprire in pienezza la comunicazione, ed una comunicazione autentica, viva, aperta alla sempre più profonda accoglienza del mistero, ed anche alla comprensione vitale.Anche nella Chiesa questo dono fontale si sta sempre più profondamente riscoprendo (continuamente gli ultimi pontefici hanno stimolato a centrarsi su Cristo, sulla sua Parola, etc.): come è possibile che Dio apre un dialogo vitale con l’uomo  in Cristo, nella sua Parola, e anche il cristiano possa fare tante cose ma dare per scontata, non necessaria, o considerare intellettualistica questa comunicazione vitale con il proprio Dio? In questa mancata accoglienza sempre più profonda di Cristo risiedono le cause fontali di tante difficoltà nella crescita personale e comunitaria, nella comunicazione interpersonale, ad es nella famiglia, nella coppia, nell’amicizia, etc..Cristo poi aiuta sempre più a trovare un equilibrio tra l’affidamento, che induce a seguire la luce che egli ci infonde nel cuore senza bloccarsi nei rovelli, nei legittimi dubbi, difficoltà, della mente ed una meditazione che dunque può divenire, talora, gradualmente, impegnativa, ma non è mai cervellotica.E’ questo cervellotismo di tanta cultura anche cristiana che può talora indurre a rifiutare un dialogo con Cristo e con i fratelli, che nel vangelo vediamo invece vitale e foriero di sempre nuova vita.Un dialogo sempre più approfondito, appunto proprio come vediamo nel vangelo dove Cristo parlava alle folle e poi con i discepoli entrava in un colloquio per una più piena accoglienza, comprensione, di quegli stessi argomenti.Una fede pienamente viva stimola il dialogo con Dio ed i fratelli in Cristo, nella sua Parola, generando una spiritualità sempre nuova, tendenzialmente sempre più divina e umana, una sempre nuova cultura, rinnovando la vita del mondo.

http://www.youtube.com/watch?v=Bz1ch3cRs6c&feature=related

Riflessioni sulla famiglia

20 febbraio 2010

Se pensiamo che la stessa Trinità divina si manifesta in qualche modo, in Cristo, come una famiglia (Padre e Figlio nello Spirito), se pensiamo che anche come uomo Cristo ha avuto un papà e una mamma (dei nonni, etc.), ed anche, ad es., la storia della nostra fede può sotto certi aspetti vedere il suo inizio nella storia di una famiglia, quella di Abramo…ecco possiamo intuire che mistero grande, meraviglioso, vivificante, sia quello della coppia, della famiglia, etc..Solo Dio, solo lo Spirito, può aprire gradualmente il cuore dell’uomo all’intuizione che la vita è un mistero grande e affascinante…