Archive for the ‘Siti spirituali, bei paesaggi, città, opere di architettura…’ Category

Miracoli Eucaristici , WEITEN-RAXENDORF , Austria 1411

13 gennaio 2016

http://www.reginamundi.info/MiracoliEucaristici/Austria/Weiten.pdf

Beata Vergine Maria del Rosario. Meditazione di Benedetto XVI

7 ottobre 2015

VISITA PASTORALE
AL PONTIFICIO SANTUARIO DI POMPEI

RECITA DEL SANTO ROSARIO

MEDITAZIONE DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Pontificio Santuario di Pompei
Domenica, 19 ottobre 2008

        

Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari religiosi e religiose,
cari fratelli e sorelle!

Prima di entrare in Santuario per recitare insieme a voi il santo Rosario, ho sostato brevemente dinanzi all’urna del beato Bartolo Longo, e pregando mi sono chiesto: “Questo grande apostolo di Maria, da dove ha tratto l’energia e la costanza necessarie per portare a compimento un’opera così imponente, nota ormai in tutto il mondo? Non è proprio dal Rosario, da lui accolto come un vero dono del cuore della Madonna?”. Sì, è stato veramente così! Lo testimonia l’esperienza dei santi: questa popolare preghiera mariana è un mezzo spirituale prezioso per crescere nell’intimità con Gesù, e per imparare, alla scuola della Vergine Santa, a compiere sempre la divina volontà. E’ contemplazione dei misteri di Cristo in spirituale unione con Maria, come sottolineava il servo di Dio Paolo VI nell’Esortazione apostolica Marialis cultus (n. 46), e come poi il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II ha ampiamente illustrato nella Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, che oggi idealmente riconsegno alla Comunità pompeiana e a ciascuno di voi. Voi che vivete ed operate qui a Pompei, specialmente voi, cari sacerdoti, religiose, religiosi e laici impegnati in questa singolare porzione di Chiesa, siete tutti chiamati a fare vostro il carisma del beato Bartolo Longo e a diventare, nella misura e nei modi che Dio concede a ciascuno, autentici apostoli del Rosario.

Ma per essere apostoli del Rosario, occorre fare esperienza in prima persona della bellezza e della profondità di questa preghiera, semplice ed accessibile a tutti. E’ necessario anzitutto lasciarsi condurre per mano dalla Vergine Maria a contemplare il volto di Cristo: volto gioioso, luminoso, doloroso e glorioso. Chi, come Maria e insieme con Lei, custodisce e medita assiduamente i misteri di Gesù, assimila sempre più i suoi sentimenti e si conforma a Lui. Mi piace, al riguardo, citare una bella considerazione del beato Bartolo Longo: “Come due amici – egli scrive –, praticando frequentemente insieme, sogliono conformarsi anche nei costumi, così noi, conversando familiarmente con Gesù e la Vergine, nel meditare i Misteri del Rosario, e formando insieme una medesima vita con la Comunione, possiamo diventare, per quanto ne sia capace la nostra bassezza, simili ad essi, ed apprendere da questi sommi esemplari il vivere umile, povero, nascosto, paziente e perfetto” (I Quindici Sabati del Santissimo Rosario, 27ª ed., Pompei, 1916, p. 27: cit. in Rosarium Virginis Mariae, 15).

Il Rosario è scuola di contemplazione e di silenzio. A prima vista, potrebbe sembrare una preghiera che accumula parole, difficilmente quindi conciliabile con il silenzio che viene giustamente raccomandato per la meditazione e la contemplazione. In realtà, questa cadenzata ripetizione dell’Ave Maria non turba il silenzio interiore, anzi, lo richiede e lo alimenta. Analogamente a quanto avviene per i Salmi quando si prega la Liturgia delle Ore, il silenzio affiora attraverso le parole e le frasi, non come un vuoto, ma come una presenza di senso ultimo che trascende le parole stesse e insieme con esse parla al cuore. Così, recitando le Ave Maria occorre fare attenzione a che le nostre voci non “coprano” quella di Dio, il quale parla sempre attraverso il silenzio, come “il sussurro di una brezza leggera” (1 Re 19,12). Quanto è importante allora curare questo silenzio pieno di Dio sia nella recita personale che in quella comunitaria! Anche quando viene pregato, come oggi, da grandi assemblee e come ogni giorno fate in questo Santuario, è necessario che si percepisca il Rosario come preghiera contemplativa, e questo non può avvenire se manca un clima di silenzio interiore.

Vorrei aggiungere un’altra riflessione, relativa alla Parola di Dio nel Rosario, particolarmente opportuna in questo periodo in cui si sta svolgendo in Vaticano il Sinodo dei Vescovi sul tema: “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”. Se la contemplazione cristiana non può prescindere dalla Parola di Dio, anche il Rosario, per essere preghiera contemplativa, deve sempre emergere dal silenzio del cuore come risposta alla Parola, sul modello della preghiera di Maria. A ben vedere, il Rosario è tutto intessuto di elementi tratti dalla Scrittura. C’è innanzitutto l’enunciazione del mistero, fatta preferibilmente, come oggi, con parole tratte dalla Bibbia. Segue il Padre nostro: nell’imprimere alla preghiera l’orientamento “verticale”, apre l’animo di chi recita il Rosario al giusto atteggiamento filiale, secondo l’invito del Signore: “Quando pregate dite: Padre…” (Lc 11,2). La prima parte dell’Ave Maria, tratta anch’essa dal Vangelo, ci fa ogni volta riascoltare le parole con cui Dio si è rivolto alla Vergine mediante l’Angelo, e quelle di benedizione della cugina Elisabetta. La seconda parte dell’Ave Maria risuona come la riposta dei figli che, rivolgendosi supplici alla Madre, non fanno altro che esprimere la propria adesione al disegno salvifico, rivelato da Dio. Così il pensiero di chi prega resta sempre ancorato alla Scrittura e ai misteri che in essa vengono presentati.

Ricordando infine che oggi celebriamo la Giornata Missionaria Mondiale, mi piace richiamare la dimensione apostolica del Rosario, una dimensione che il beato Bartolo Longo ha vissuto intensamente traendone ispirazione per intraprendere in questa terra tante opere di carità e di promozione umana e sociale. Inoltre, egli volle questo Santuario aperto al mondo intero, quale centro di irradiazione della preghiera del Rosario e luogo di intercessione per la pace tra i popoli. Cari amici, entrambe queste finalità: l’apostolato della carità e la preghiera per la pace, desidero confermare e affidare nuovamente al vostro impegno spirituale e pastorale. Sull’esempio e con il sostegno del venerato Fondatore, non stancatevi di lavorare con passione in questa parte della vigna del Signore che la Madonna ha mostrato di prediligere.

Cari fratelli e sorelle, è giunto il momento di congedarmi da voi e da questo bel Santuario. Vi ringrazio per la calorosa accoglienza e soprattutto per le vostre preghiere. Ringrazio l’Arcivescovo Prelato e Delegato Pontificio, i suoi collaboratori e coloro che hanno lavorato per preparare al meglio la mia visita. Devo lasciarvi, ma il mio cuore rimane vicino a questa terra e a questa comunità. Vi affido tutti alla Beata Vergine del Santo Rosario, e a ciascuno imparto di cuore l’Apostolica Benedizione.

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La Vergine della Carità del Cobre nella storia cubana

26 settembre 2015

Nei suoi quaranta centimetri d’altezza, la “Cachita” – come viene chiamata familiarmente – racchiude l’essenza più profonda della cubanità. Fin da quando fu ritrovata, la Vergine della Carità del Cobre si è incarnata nella storia della nazione caraibica…

http://mobile.avvenire.it/Chiesa/Pagine/vergine-della-carita-del-cobre.aspx

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Ritiro a Loreto 11-12 luglio 2015 della Comunità Maria Madre del Verbo Incarnato con don Giampaolo Centofanti. Alcune foto

13 luglio 2015

Santa Casa 1

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Video: A sua immagine, Santa Sabina ed il giardino degli aranci a Roma / Serra San Bruno in Calabria

18 agosto 2014

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5f0a65e5-68a7-428c-a588-f387c22752cf.html

Video: A sua immagine, La festa di sant’Anna a Ischia

5 agosto 2014

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5d5ff89e-4bf0-407f-a48e-c1cd27fe9383.html

Video: A sua immagine, Ischia e la fede (II)

4 agosto 2014

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b3bdb22a-f89b-4abc-a862-f67d4c486347.html

Video: Sulla via di Damasco: Spiritualità e arte della Sicilia

3 agosto 2014

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c990b820-2294-48e7-9011-7597be58f5e5.html

Video: A sua immagine, Roma, luoghi della storia della fede

30 luglio 2014

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7c23edb3-9734-4b14-87a3-38c61a58dddb.html

Eremo di Montecastello

22 giugno 2014

 

 

 

Amava l’eremo di Montecastello, il cardinal Martini. Gli piaceva salire a quella casa di spiritualità incastonata fra cielo e terra, posta su un promontorio roccioso a picco sul lago di Garda, e ritirarsi in preghiera e meditazione. Periodicamente ci ritornava con i vescovi lombardi, a condividere l’esperienza degli esercizi spirituali. Ad accoglierli, un’opera della diocesi di Brescia fondata nel 1950 per iniziativa di Pierino Ebranati (1885-1959), laico di Salò impegnato nella formazione di giovani e adulti attraverso la via privilegiata degli esercizi spirituali. Quella casa di preghiera, rinnovata fra il 1993 e il 1997, sorge accanto all’antico santuario della Madonna di Montecastello, risalente al IX secolo.

Ebbene: il 4 luglio prossimo l’eremo verrà intitolato a Carlo Maria Martini. Accadrà nell’ultimo giorno di esercizi spirituali dei vescovi lombardi. Un omaggio al cardinale gesuita e biblista, arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002, che fu autorevole, ascoltato maestro della Parola di Dio perché, anzitutto, autentico e appassionato discepolo della Parola.

Proprio così, «Discepolo della Parola», s’intitola lo scritto di don Virginio Pontiggia – sacerdote ambrosiano, negli anni ’90 segretario personale di Martini – raccolto in una pubblicazione realizzata in vista dell’intitolazione del 4 luglio. Nello stesso volume, i contributi di riflessione e testimonianza di altri autori: il vescovo di Brescia Luciano Monari; il vicario generale di Milano, vescovo Mario Delpini; i sacerdoti bresciani Franco Frassine e Pier Antonio Lanzoni; lo storico Alberto Monticone. Pagine per ricordare Martini, ma anche altri amici dell’eremo (come Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, ritratto in una foto assieme ai fratelli, a Montecastello, negli anni dell’episcopato milanese); altre pagine sono dedicate alla storia dell’eremo, alla sua realtà attuale, al servizio prezioso svolto dai volontari. Infine il «grazie» vergato dalla piccola comunità dell’eremo: il direttore, don Dino Capra, e le suore Pieranna Caravaggi e Vincenza Scarpari delle Dorotee di Cemmo. Responsabile del santuario, lo ricordiamo, è invece il parroco di Tignale (Brescia), nel cui territorio si trova Montecastello. Sempre in vista dell’intitolazione, ecco la posa di alcuni pannelli. In questo modo, con Martini, verranno ricordati il fondatore della casa, Ebranati, e l’architetto responsabile del restauro, Raoul Rabolli.

È viva e feconda, la memoria del cardinal Martini. Come mostrano altri gesti e iniziative: si pensi al concerto (il Requiem di Verdi) che si terrà mercoledì 25 giugno nel Duomo di Milano, o alla seconda edizione delMartini International Award recentemente presentato. Ma il segno più eloquente resta il flusso costante di fedeli e pellegrini, raccolti in preghiera alla sua tomba, in Duomo.

Cimabue, il “Cristo” ritorna a Santa Croce

4 maggio 2014

http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/cimabue-il-cristo-ritorna-a-santa-croce.aspx

“La Consolata” e la gente di Torino

1 maggio 2014

La Chiesa torinese della Consolata

Il Capoluogo piemontese in festa al santuario dedicato a Maria, patrona della città da trecento anni

La data fondamentale è il 21 maggio 1714, giorno in cui la Beata Vergine Consolata è stata proclamata patrona della Città, dal Consiglio comunale di Torino. Trecento anni dopo, il 21 maggio, giorno della proclamazione, la “Sala Rossa” di Palazzo civico della città ospiterà una cerimonia istituzionale. Il rapporto della Consolata con Torino ha origini antiche e l’atto giuridico del 1714, con il quale la si dichiara patrona, ufficializza questo lungo legame. La proclamazione trova la sua motivazione storica nell’avvenimento bellico dell’assedio di Torino del 1706 e coinvolge personaggi quali il beato Sebastiano Valfré e Vittorio Amedeo II, primo re di casa Savoia. Anche nella drammatica esplosione di colera del 1835 la relazione di affetto e fiducia tra la popolazione e la “Madre di Dio Consolatrice e Consolata” trova nuove conferme a questo secolare legame.   (more…)

Venezia virtual tour

18 marzo 2014

http://venice.arounder.com/it/

Video: Alcune immagini sul nuovo Museo di Terra Santa

15 marzo 2014

http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/terra-santa-museum
-museo-origini-cristianesimo-conservazione-luoghi-santi-terr
asanta.aspx

Firenze virtual tour

4 marzo 2014

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd
=1&ved=0CC4QFjAA&url=http%3A%2F%2Fflorence.arounder.co
m%2Fit%2F&ei=U1oDU8jzMOiD4ATi2IHgDg&usg=AFQjCNF8ugn
iFdQcAIb7eAkcnDpu_KzjFA&bvm=bv.61535280,d.bGE&cad=rja

Scopri Cracovia, sede della prossima GMG

7 febbraio 2014

http://www.krakow2016.com/it/arcidiocesi-e-cracovia,
scopri-cracovia

Russia, al via i preparativi del Natale con le reliquie dei Magi

20 dicembre 2013

Mosca

I resti dei doni ricevuti da Cristo verranno portati in pellegrinaggio anche in Ucraina e Bielorussia

di Raffaele Guerra

È in via di preparazione il nuovo pellegrinaggio di reliquie che in genere accompagna il Natale russo, celebrato il 7 gennaio prossimo secondo il calendario giuliano. A renderlo noto è l’Ufficio Stampa del Patriarcato di Mosca, con la benedizione del patriarca Cirillo. Il pellegrinaggio abbraccerà tutto il periodo del Natale ortodosso: dal 7 al 30 gennaio, coprendo anche le feste del 14 gennaio (1 gennaio giuliano, Circoncisione del Cristo e festa di San Basilio) e del 19 gennaio (6 gennaio giuliano, giorno dell’Epifania). Anche quest’anno, al centro dell’iniziativa ci sono santi resti provenienti dal Monte Athos. Si tratta delle reliquie dei doni dei Magi al Messia, conservate nel monastero di San Paolo, dedicato all’Apostolo e fondato da san Paolo di Xeropotamou.

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Maalula.

2 dicembre 2013
Un nido d’aquila all’ingresso di una gola. «Ingresso» è d’altronde il significato aramaico del nome di Maalula. Le sue case, quasi attaccate l’una all’altra, scendono verso la valle lungo il fianco accidentato di una montagna del Qalamun, la catena dell’Antilibano. Risiedono 5mila persone in maniera permanente in questa cittadina situata a 56 chilometri a nord di Damasco.È proprio la lingua aramaica a rendere famosa Maalula, insieme ad altre due località vicine, Bakhaa e Jabdin. Sono 1.800 le persone che si esprimono ancora in questo idioma, parlato da Gesù, ma pochi sono in grado di scriverlo. Anche per questo Maalula è candidata a diventare Patrimonio dell’umanità per l’Unesco.
La città rappresenta, insieme alla vicina località di Saydnaya, una tappa obbligatoria per tutti i pellegrini cristiani che si recano in Siria. La zona conta, infatti, una quarantina di chiese e monasteri, tra cui spiccano quello dedicato a santa Tecla, abitato da monache ortodosse, e il convento Sergio e Bacco, martiri del 297 sotto Massimiano. Gestito dai sacerdoti greco-cattolici (melchiti), questo convento è stato costruito nel IV secolo sulle rovine di un tempio romano. Le sue numerose grotte, che testimoniano di un’occupazione ininterrotta del territorio da tempi antichissimi, hanno dato luogo a numerose leggende e credenze.
Maalula è infatti al centro di vari racconti relativi alla persecuzione dei cristiani in epoca romana. La stessa santa Tecla si sarebbe rifugiata nella città per sfuggire alla persecuzione della sua famiglia dopo essersi convertita al cristianesimo grazie a San Paolo.Il villaggio è noto in tutto l’Oriente anche per la solennità con cui viene celebrata la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, quando vengono accesi dei falò ovunque. Luogo simbolo, nei suoi negozi si vendono registrazioni del Padre Nostro e di altre preghiere pronunciate nella lingua di Cristo.
Monastero a Maalula
da un articolo di Camille Eid  pubblicato su Avvenire del 2 dicembre 2013

Avvento 2013: la mostra “100 presepi” a Roma

29 novembre 2013

“Il presepe ci ricorda continuamente una cosa particolare: l’amore come sua proprietà ha quella di abbassarsi al livello di chi è amato. Il Mistero dell’Incarnazione ci svela la grandezza e il mistero enorme di quest’amore di Dio per l’uomo. Allora, guardare il presepe credo che aiuti tutti noi a ricordare quanto siamo amati da Dio. Credo che la bellezza della mostra sia proprio questa: l’uomo esprime il Mistero con le dimensioni della propria cultura”.

Mons. Celli, all’inaugurazione dell’ esposizione internazionale “100 presepi” avvenuta ieri a Roma e che rimarrà aperta fino al 6 gennaio nelle Sale del Bramante di Piazza del Popolo.

logo 100 presepi

In esposizione 171 presepi, che rispondono a canoni diversi: dal presepio storico-regionale (i classici del ’600 e ’700 napoletano , del ‘700 e dell’ 800 ligure, dell’800 romano), a quello di “fantasia”, dove l’estro dei presepisti trasforma la banalità di oggetti e materie del vivere quotidiano in una originale rappresentazione del sacro. Una mostra quindi particolare, non a caso indicata dal “The New York Times” tra le sei cose da visitare al mondo nel periodo di Natale.

Da quest’anno 100 Presepi racconta la storia del presepe nei vari territori, regione per regione, attraverso i secoli. Si inizia con la Liguria, precisamente con Genova, che dal XVII secolo si è imposta accanto a Napoli come uno dei centri più attivi nella produzione di figure di presepi, presentando alcune opere del Museo Giannettino Luxoro.

Trionfo del Nome di Gesù

15 novembre 2013

Quella che vedete è la volta della chiesa del Santissimo Nome di Gesù a Roma, che è anche la chiesa madre dell’ordine della Compagnia di Gesù. L’affresco è uno degli esempi più belli d’illusionismo barocco. Soffermatevi qualche secondo: vi sembrerà che il ciclo di personaggi raffigurati fuoriesca dalla volta, che la nuvola che li sostiene sia sospesa nel nulla.

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