Archive for the ‘Siti spirituali, bei paesaggi, città, opere di architettura…’ Category

L’11 Febbraio si festeggia la Madonna di Lourdes

12 febbraio 2018

L’11 febbraio 1858 la Madonna apparve per la prima volta a Bernardette Subirous nella grotta di Massabielle, tra i Pirenei francesi.

Da allora…

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Miracoli Eucaristici , WEITEN-RAXENDORF , Austria 1411

13 gennaio 2016

http://www.reginamundi.info/MiracoliEucaristici/Austria/Weiten.pdf

Beata Vergine Maria del Rosario. Meditazione di Benedetto XVI

7 ottobre 2015

VISITA PASTORALE
AL PONTIFICIO SANTUARIO DI POMPEI

RECITA DEL SANTO ROSARIO

MEDITAZIONE DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Pontificio Santuario di Pompei
Domenica, 19 ottobre 2008

        

Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari religiosi e religiose,
cari fratelli e sorelle!

Prima di entrare in Santuario per recitare insieme a voi il santo Rosario, ho sostato brevemente dinanzi all’urna del beato Bartolo Longo, e pregando mi sono chiesto: “Questo grande apostolo di Maria, da dove ha tratto l’energia e la costanza necessarie per portare a compimento un’opera così imponente, nota ormai in tutto il mondo? Non è proprio dal Rosario, da lui accolto come un vero dono del cuore della Madonna?”. Sì, è stato veramente così! Lo testimonia l’esperienza dei santi: questa popolare preghiera mariana è un mezzo spirituale prezioso per crescere nell’intimità con Gesù, e per imparare, alla scuola della Vergine Santa, a compiere sempre la divina volontà. E’ contemplazione dei misteri di Cristo in spirituale unione con Maria, come sottolineava il servo di Dio Paolo VI nell’Esortazione apostolica Marialis cultus (n. 46), e come poi il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II ha ampiamente illustrato nella Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, che oggi idealmente riconsegno alla Comunità pompeiana e a ciascuno di voi. Voi che vivete ed operate qui a Pompei, specialmente voi, cari sacerdoti, religiose, religiosi e laici impegnati in questa singolare porzione di Chiesa, siete tutti chiamati a fare vostro il carisma del beato Bartolo Longo e a diventare, nella misura e nei modi che Dio concede a ciascuno, autentici apostoli del Rosario.

Ma per essere apostoli del Rosario, occorre fare esperienza in prima persona della bellezza e della profondità di questa preghiera, semplice ed accessibile a tutti. E’ necessario anzitutto lasciarsi condurre per mano dalla Vergine Maria a contemplare il volto di Cristo: volto gioioso, luminoso, doloroso e glorioso. Chi, come Maria e insieme con Lei, custodisce e medita assiduamente i misteri di Gesù, assimila sempre più i suoi sentimenti e si conforma a Lui. Mi piace, al riguardo, citare una bella considerazione del beato Bartolo Longo: “Come due amici – egli scrive –, praticando frequentemente insieme, sogliono conformarsi anche nei costumi, così noi, conversando familiarmente con Gesù e la Vergine, nel meditare i Misteri del Rosario, e formando insieme una medesima vita con la Comunione, possiamo diventare, per quanto ne sia capace la nostra bassezza, simili ad essi, ed apprendere da questi sommi esemplari il vivere umile, povero, nascosto, paziente e perfetto” (I Quindici Sabati del Santissimo Rosario, 27ª ed., Pompei, 1916, p. 27: cit. in Rosarium Virginis Mariae, 15).

Il Rosario è scuola di contemplazione e di silenzio. A prima vista, potrebbe sembrare una preghiera che accumula parole, difficilmente quindi conciliabile con il silenzio che viene giustamente raccomandato per la meditazione e la contemplazione. In realtà, questa cadenzata ripetizione dell’Ave Maria non turba il silenzio interiore, anzi, lo richiede e lo alimenta. Analogamente a quanto avviene per i Salmi quando si prega la Liturgia delle Ore, il silenzio affiora attraverso le parole e le frasi, non come un vuoto, ma come una presenza di senso ultimo che trascende le parole stesse e insieme con esse parla al cuore. Così, recitando le Ave Maria occorre fare attenzione a che le nostre voci non “coprano” quella di Dio, il quale parla sempre attraverso il silenzio, come “il sussurro di una brezza leggera” (1 Re 19,12). Quanto è importante allora curare questo silenzio pieno di Dio sia nella recita personale che in quella comunitaria! Anche quando viene pregato, come oggi, da grandi assemblee e come ogni giorno fate in questo Santuario, è necessario che si percepisca il Rosario come preghiera contemplativa, e questo non può avvenire se manca un clima di silenzio interiore.

Vorrei aggiungere un’altra riflessione, relativa alla Parola di Dio nel Rosario, particolarmente opportuna in questo periodo in cui si sta svolgendo in Vaticano il Sinodo dei Vescovi sul tema: “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”. Se la contemplazione cristiana non può prescindere dalla Parola di Dio, anche il Rosario, per essere preghiera contemplativa, deve sempre emergere dal silenzio del cuore come risposta alla Parola, sul modello della preghiera di Maria. A ben vedere, il Rosario è tutto intessuto di elementi tratti dalla Scrittura. C’è innanzitutto l’enunciazione del mistero, fatta preferibilmente, come oggi, con parole tratte dalla Bibbia. Segue il Padre nostro: nell’imprimere alla preghiera l’orientamento “verticale”, apre l’animo di chi recita il Rosario al giusto atteggiamento filiale, secondo l’invito del Signore: “Quando pregate dite: Padre…” (Lc 11,2). La prima parte dell’Ave Maria, tratta anch’essa dal Vangelo, ci fa ogni volta riascoltare le parole con cui Dio si è rivolto alla Vergine mediante l’Angelo, e quelle di benedizione della cugina Elisabetta. La seconda parte dell’Ave Maria risuona come la riposta dei figli che, rivolgendosi supplici alla Madre, non fanno altro che esprimere la propria adesione al disegno salvifico, rivelato da Dio. Così il pensiero di chi prega resta sempre ancorato alla Scrittura e ai misteri che in essa vengono presentati.

Ricordando infine che oggi celebriamo la Giornata Missionaria Mondiale, mi piace richiamare la dimensione apostolica del Rosario, una dimensione che il beato Bartolo Longo ha vissuto intensamente traendone ispirazione per intraprendere in questa terra tante opere di carità e di promozione umana e sociale. Inoltre, egli volle questo Santuario aperto al mondo intero, quale centro di irradiazione della preghiera del Rosario e luogo di intercessione per la pace tra i popoli. Cari amici, entrambe queste finalità: l’apostolato della carità e la preghiera per la pace, desidero confermare e affidare nuovamente al vostro impegno spirituale e pastorale. Sull’esempio e con il sostegno del venerato Fondatore, non stancatevi di lavorare con passione in questa parte della vigna del Signore che la Madonna ha mostrato di prediligere.

Cari fratelli e sorelle, è giunto il momento di congedarmi da voi e da questo bel Santuario. Vi ringrazio per la calorosa accoglienza e soprattutto per le vostre preghiere. Ringrazio l’Arcivescovo Prelato e Delegato Pontificio, i suoi collaboratori e coloro che hanno lavorato per preparare al meglio la mia visita. Devo lasciarvi, ma il mio cuore rimane vicino a questa terra e a questa comunità. Vi affido tutti alla Beata Vergine del Santo Rosario, e a ciascuno imparto di cuore l’Apostolica Benedizione.

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La Vergine della Carità del Cobre nella storia cubana

26 settembre 2015

Nei suoi quaranta centimetri d’altezza, la “Cachita” – come viene chiamata familiarmente – racchiude l’essenza più profonda della cubanità. Fin da quando fu ritrovata, la Vergine della Carità del Cobre si è incarnata nella storia della nazione caraibica…

http://mobile.avvenire.it/Chiesa/Pagine/vergine-della-carita-del-cobre.aspx

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Ritiro a Loreto 11-12 luglio 2015 della Comunità Maria Madre del Verbo Incarnato con don Giampaolo Centofanti. Alcune foto

13 luglio 2015

Santa Casa 1

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Video: A sua immagine, Santa Sabina ed il giardino degli aranci a Roma / Serra San Bruno in Calabria

18 agosto 2014

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5f0a65e5-68a7-428c-a588-f387c22752cf.html

Video: A sua immagine, La festa di sant’Anna a Ischia

5 agosto 2014

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5d5ff89e-4bf0-407f-a48e-c1cd27fe9383.html

Video: A sua immagine, Ischia e la fede (II)

4 agosto 2014

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b3bdb22a-f89b-4abc-a862-f67d4c486347.html

Video: Sulla via di Damasco: Spiritualità e arte della Sicilia

3 agosto 2014

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-c990b820-2294-48e7-9011-7597be58f5e5.html

Video: A sua immagine, Roma, luoghi della storia della fede

30 luglio 2014

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7c23edb3-9734-4b14-87a3-38c61a58dddb.html

Eremo di Montecastello

22 giugno 2014

 

 

 

Amava l’eremo di Montecastello, il cardinal Martini. Gli piaceva salire a quella casa di spiritualità incastonata fra cielo e terra, posta su un promontorio roccioso a picco sul lago di Garda, e ritirarsi in preghiera e meditazione. Periodicamente ci ritornava con i vescovi lombardi, a condividere l’esperienza degli esercizi spirituali. Ad accoglierli, un’opera della diocesi di Brescia fondata nel 1950 per iniziativa di Pierino Ebranati (1885-1959), laico di Salò impegnato nella formazione di giovani e adulti attraverso la via privilegiata degli esercizi spirituali. Quella casa di preghiera, rinnovata fra il 1993 e il 1997, sorge accanto all’antico santuario della Madonna di Montecastello, risalente al IX secolo.

Ebbene: il 4 luglio prossimo l’eremo verrà intitolato a Carlo Maria Martini. Accadrà nell’ultimo giorno di esercizi spirituali dei vescovi lombardi. Un omaggio al cardinale gesuita e biblista, arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002, che fu autorevole, ascoltato maestro della Parola di Dio perché, anzitutto, autentico e appassionato discepolo della Parola.

Proprio così, «Discepolo della Parola», s’intitola lo scritto di don Virginio Pontiggia – sacerdote ambrosiano, negli anni ’90 segretario personale di Martini – raccolto in una pubblicazione realizzata in vista dell’intitolazione del 4 luglio. Nello stesso volume, i contributi di riflessione e testimonianza di altri autori: il vescovo di Brescia Luciano Monari; il vicario generale di Milano, vescovo Mario Delpini; i sacerdoti bresciani Franco Frassine e Pier Antonio Lanzoni; lo storico Alberto Monticone. Pagine per ricordare Martini, ma anche altri amici dell’eremo (come Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI, ritratto in una foto assieme ai fratelli, a Montecastello, negli anni dell’episcopato milanese); altre pagine sono dedicate alla storia dell’eremo, alla sua realtà attuale, al servizio prezioso svolto dai volontari. Infine il «grazie» vergato dalla piccola comunità dell’eremo: il direttore, don Dino Capra, e le suore Pieranna Caravaggi e Vincenza Scarpari delle Dorotee di Cemmo. Responsabile del santuario, lo ricordiamo, è invece il parroco di Tignale (Brescia), nel cui territorio si trova Montecastello. Sempre in vista dell’intitolazione, ecco la posa di alcuni pannelli. In questo modo, con Martini, verranno ricordati il fondatore della casa, Ebranati, e l’architetto responsabile del restauro, Raoul Rabolli.

È viva e feconda, la memoria del cardinal Martini. Come mostrano altri gesti e iniziative: si pensi al concerto (il Requiem di Verdi) che si terrà mercoledì 25 giugno nel Duomo di Milano, o alla seconda edizione delMartini International Award recentemente presentato. Ma il segno più eloquente resta il flusso costante di fedeli e pellegrini, raccolti in preghiera alla sua tomba, in Duomo.

Cimabue, il “Cristo” ritorna a Santa Croce

4 maggio 2014

http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/cimabue-il-cristo-ritorna-a-santa-croce.aspx

“La Consolata” e la gente di Torino

1 maggio 2014

La Chiesa torinese della Consolata

Il Capoluogo piemontese in festa al santuario dedicato a Maria, patrona della città da trecento anni

La data fondamentale è il 21 maggio 1714, giorno in cui la Beata Vergine Consolata è stata proclamata patrona della Città, dal Consiglio comunale di Torino. Trecento anni dopo, il 21 maggio, giorno della proclamazione, la “Sala Rossa” di Palazzo civico della città ospiterà una cerimonia istituzionale. Il rapporto della Consolata con Torino ha origini antiche e l’atto giuridico del 1714, con il quale la si dichiara patrona, ufficializza questo lungo legame. La proclamazione trova la sua motivazione storica nell’avvenimento bellico dell’assedio di Torino del 1706 e coinvolge personaggi quali il beato Sebastiano Valfré e Vittorio Amedeo II, primo re di casa Savoia. Anche nella drammatica esplosione di colera del 1835 la relazione di affetto e fiducia tra la popolazione e la “Madre di Dio Consolatrice e Consolata” trova nuove conferme a questo secolare legame.   (more…)

Venezia virtual tour

18 marzo 2014

http://venice.arounder.com/it/

Video: Alcune immagini sul nuovo Museo di Terra Santa

15 marzo 2014

http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/terra-santa-museum
-museo-origini-cristianesimo-conservazione-luoghi-santi-terr
asanta.aspx

Firenze virtual tour

4 marzo 2014

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd
=1&ved=0CC4QFjAA&url=http%3A%2F%2Fflorence.arounder.co
m%2Fit%2F&ei=U1oDU8jzMOiD4ATi2IHgDg&usg=AFQjCNF8ugn
iFdQcAIb7eAkcnDpu_KzjFA&bvm=bv.61535280,d.bGE&cad=rja

Scopri Cracovia, sede della prossima GMG

7 febbraio 2014

http://www.krakow2016.com/it/arcidiocesi-e-cracovia,
scopri-cracovia

Russia, al via i preparativi del Natale con le reliquie dei Magi

20 dicembre 2013

Mosca

I resti dei doni ricevuti da Cristo verranno portati in pellegrinaggio anche in Ucraina e Bielorussia

di Raffaele Guerra

È in via di preparazione il nuovo pellegrinaggio di reliquie che in genere accompagna il Natale russo, celebrato il 7 gennaio prossimo secondo il calendario giuliano. A renderlo noto è l’Ufficio Stampa del Patriarcato di Mosca, con la benedizione del patriarca Cirillo. Il pellegrinaggio abbraccerà tutto il periodo del Natale ortodosso: dal 7 al 30 gennaio, coprendo anche le feste del 14 gennaio (1 gennaio giuliano, Circoncisione del Cristo e festa di San Basilio) e del 19 gennaio (6 gennaio giuliano, giorno dell’Epifania). Anche quest’anno, al centro dell’iniziativa ci sono santi resti provenienti dal Monte Athos. Si tratta delle reliquie dei doni dei Magi al Messia, conservate nel monastero di San Paolo, dedicato all’Apostolo e fondato da san Paolo di Xeropotamou.

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Maalula.

2 dicembre 2013
Un nido d’aquila all’ingresso di una gola. «Ingresso» è d’altronde il significato aramaico del nome di Maalula. Le sue case, quasi attaccate l’una all’altra, scendono verso la valle lungo il fianco accidentato di una montagna del Qalamun, la catena dell’Antilibano. Risiedono 5mila persone in maniera permanente in questa cittadina situata a 56 chilometri a nord di Damasco.È proprio la lingua aramaica a rendere famosa Maalula, insieme ad altre due località vicine, Bakhaa e Jabdin. Sono 1.800 le persone che si esprimono ancora in questo idioma, parlato da Gesù, ma pochi sono in grado di scriverlo. Anche per questo Maalula è candidata a diventare Patrimonio dell’umanità per l’Unesco.
La città rappresenta, insieme alla vicina località di Saydnaya, una tappa obbligatoria per tutti i pellegrini cristiani che si recano in Siria. La zona conta, infatti, una quarantina di chiese e monasteri, tra cui spiccano quello dedicato a santa Tecla, abitato da monache ortodosse, e il convento Sergio e Bacco, martiri del 297 sotto Massimiano. Gestito dai sacerdoti greco-cattolici (melchiti), questo convento è stato costruito nel IV secolo sulle rovine di un tempio romano. Le sue numerose grotte, che testimoniano di un’occupazione ininterrotta del territorio da tempi antichissimi, hanno dato luogo a numerose leggende e credenze.
Maalula è infatti al centro di vari racconti relativi alla persecuzione dei cristiani in epoca romana. La stessa santa Tecla si sarebbe rifugiata nella città per sfuggire alla persecuzione della sua famiglia dopo essersi convertita al cristianesimo grazie a San Paolo.Il villaggio è noto in tutto l’Oriente anche per la solennità con cui viene celebrata la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, il 14 settembre, quando vengono accesi dei falò ovunque. Luogo simbolo, nei suoi negozi si vendono registrazioni del Padre Nostro e di altre preghiere pronunciate nella lingua di Cristo.
Monastero a Maalula
da un articolo di Camille Eid  pubblicato su Avvenire del 2 dicembre 2013

Avvento 2013: la mostra “100 presepi” a Roma

29 novembre 2013

“Il presepe ci ricorda continuamente una cosa particolare: l’amore come sua proprietà ha quella di abbassarsi al livello di chi è amato. Il Mistero dell’Incarnazione ci svela la grandezza e il mistero enorme di quest’amore di Dio per l’uomo. Allora, guardare il presepe credo che aiuti tutti noi a ricordare quanto siamo amati da Dio. Credo che la bellezza della mostra sia proprio questa: l’uomo esprime il Mistero con le dimensioni della propria cultura”.

Mons. Celli, all’inaugurazione dell’ esposizione internazionale “100 presepi” avvenuta ieri a Roma e che rimarrà aperta fino al 6 gennaio nelle Sale del Bramante di Piazza del Popolo.

logo 100 presepi

In esposizione 171 presepi, che rispondono a canoni diversi: dal presepio storico-regionale (i classici del ’600 e ’700 napoletano , del ‘700 e dell’ 800 ligure, dell’800 romano), a quello di “fantasia”, dove l’estro dei presepisti trasforma la banalità di oggetti e materie del vivere quotidiano in una originale rappresentazione del sacro. Una mostra quindi particolare, non a caso indicata dal “The New York Times” tra le sei cose da visitare al mondo nel periodo di Natale.

Da quest’anno 100 Presepi racconta la storia del presepe nei vari territori, regione per regione, attraverso i secoli. Si inizia con la Liguria, precisamente con Genova, che dal XVII secolo si è imposta accanto a Napoli come uno dei centri più attivi nella produzione di figure di presepi, presentando alcune opere del Museo Giannettino Luxoro.

Trionfo del Nome di Gesù

15 novembre 2013

Quella che vedete è la volta della chiesa del Santissimo Nome di Gesù a Roma, che è anche la chiesa madre dell’ordine della Compagnia di Gesù. L’affresco è uno degli esempi più belli d’illusionismo barocco. Soffermatevi qualche secondo: vi sembrerà che il ciclo di personaggi raffigurati fuoriesca dalla volta, che la nuvola che li sostiene sia sospesa nel nulla.

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Preghiera, pellegrinaggio e ritiro spirituale

9 novembre 2013

“… La preghiera, che è il canto del cuore, giunge alle orecchie di Dio anche se confusa in mezzo alle grida e ai lamenti di migliaia di voci.”

 Kahlil Gibran

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Video: A sua immagine, Liguria, il mare e la fede

5 ottobre 2013

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem
-1024737f-9549-4b3a-95ef-0336dfb9c787.html

Il Pellegrinaggio

21 settembre 2013

Il pellegrinaggio non è solo un “muoversi” per andare a questo o a quel santuario; è soprattutto un gesto di fede, l’espressione esteriore di una volontà fermamente decisa ad entrare nella casa del Signore.

Ci si muove ubbidendo ad un’ispirazione interiore che spinge a “cercare il volto di Dio“, là dove i segni della sua presenza sono più manifesti e si percorre un cammino di fede compiendo degli atti personali di penitenza e preghiera per giungere al miracolo della propria conversione.

Nel suo valore simbolico il pellegrinaggio è un richiamo al carattere passeggero della vita presente e un invito a vivere con la mente e il cuore tesi alla meta finale. Così, infatti, il Concilio Vaticano II ha presentato la Chiesa: popolo di Dio peregrinante sulla terra verso il suo Signore.

Nel suo valore ascetico il pellegrinaggio è occasione per vivere la sobrietà e quasi l’austerità del sacrificio e della rinuncia alle comodità della propria casa, in spirito di penitenza.

Nel suo valore spirituale il pellegrinaggio stimola alla pietà sincera, dove la preghiera, personale e comunitaria, diventa il respiro di un “camminare insieme” verso il perdono e la riconciliazione.

Dobbiamo riconoscere umilmente che “le vie del Signore, non sono ancora le nostre vie” e quindi metterci in cammino:

come Abramo, “pellegrino dell’Assoluto”, che lascia la sua terra per andare, ricco di fede e di speranza, là dove il Signore gli dirà. Egli cammina sotto lo sguardo di Dio, a Lui innalza altari nei luoghi di sosta, lo prega, lo loda, lo ascolta. Vive di fede, crede alla “promessa” di Dio e la sua speranza non andrà delusa;

come il popolo ebreo, che si allontana dalla terra di schiavitù e, attraverso il faticoso cammino nel deserto, si purifica e giunge alla Terra promessa: e quando, divenuto infedele, è costretto all’esilio, lo vive come un pellegrinaggio di penitenza, finché ritrova la “strada pura e santa” (Is. 35,8) per il suo ritorno. Ricostruisce il Tempio, rimette Dio al centro della propria vita e ridiventa “popolo” attorno al suo altare;

come Maria, che portando il suo grande segreto nel cuore, va “in tutta fretta” dalla anziana parente per darle l’annuncio di gioia e il dono del suo caritatevole aiuto;

come Gesù, il Salvatore, che inizia la sua opera con un “pellegrinaggio di offerta e di riscatto” quando è presentato al Padre nel Tempio, e la porta a compimento durante una festa-pellegrinaggio, salendo a Gerusalemme per la sua Pasqua, per il suo “passaggio da questo mondo al Padre”.

Consideriamo insieme questi elementi di ogni vero pellegrinaggio cristiano:

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Casa della Nascita di Maria

21 settembre 2013

http://fmc-terrasanta.org/  cliccare su “8 settembre nasce la vergine Maria”.

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Piscina_di_Betzaeta

 

la casa della nascita di Maria è adiacente alla piscina probatica (Gv5) dove Gesù guarì il paralitico, piscina probatica perchè vi si lavavano gli agnelli.

 

Video: A sua immagine, I luoghi del Vaticano

7 settembre 2013

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem
-5e3f67f4-21b8-4b82-b23d-d08315af3cc0.html#p=0

Video: A sua immagine, Luoghi spirituali

1 settembre 2013

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem
-925e41f3-d5be-4a47-b0f9-c79aac0e151e.html#p=0

Medjugorje, messaggio del 25 agosto 2013: approfondimento.

30 agosto 2013

“Cari figli! Anche oggi l’Altissimo mi dona la grazia di essere con voi e di guidarvi verso la conversione. Giorno dopo giorno Io semino e vi invito alla conversione perché siate preghiera, pace, amore e grano che morendo genera il centuplo. Non desidero che voi, cari figli, abbiate a pentirvi per tutto ciò che potevate fare ma non avete voluto. Perciò, figlioli, di nuovo con entusiasmo dite: “Desidero essere segno per gli altri”. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

La Chiesa sembra guardare con favore ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje.


Cari amici,

la Madre ci ricorda innanzitutto che la Sua presenza in mezzo a noi è un dono che Le concede l’Altissimo, perché possa guidarci verso la conversione.

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Video: A sua immagine, Le cappelle sotto la basilica di san Pietro

29 agosto 2013

http://www.asuaimmagine.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/
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Madonna di Czestochowa: 26 agosto

26 agosto 2013

Santuario di Częstochowa

Il Santuario di Częstochowa è uno dei più importanti centri di culto cattolico.

Il santuario si trova in Polonia, sui pendii del monte Jasna Góra (Monte chiaro, luminoso): qui è conservata l’icona della Madonna di Częstochowa (Madonna Nera).

La tradizione vuole che sia stata dipinta da san Luca e che, essendo contemporaneo alla Madonna, ne abbia dipinto il vero volto. Secondo i critici d’arte il Quadro di Jasna Gòra sarebbe stato in origine un’icona bizantina, del genere “Odigitria” (“Colei che indica e guida lungo la strada”), databile tra il VI e il IX secolo. Dipinta su una tavola di legno, raffigura il busto della Vergine con Gesù in braccio. Il volto di Maria domina tutto il quadro, con l’effetto che chi lo guarda si trova immerso nello sguardo di Maria. Anche il volto del Bambino è rivolto al pellegrino, ma non il suo sguardo, risulta in qualche modo fisso altrove. Gesù, vestito di una tunica scarlatta, riposa sul braccio sinistro della Madre. La mano sinistra tiene il libro, la destra è sollevata in gesto di sovranità e benedizione. La mano destra della Madonna sembra indicare il Bambino. Sulla fronte di Maria è raffigurata una stella a sei punte. Attorno ai volti della Madonna e di Gesù risaltano le aureole, la cui luminosità contrasta con l’incarnato dei loro visi. La guancia destra della Madonna è segnata da due sfregi paralleli e da un terzo che li attraversa; il collo presenta altre sei scalfitture, due delle quali visibili, quattro appena percettibili.

Questi segni sono presenti perchè nel 1430 alcuni seguaci dell’eretico Hus, durante le guerre degli Ussiti, attaccarono e predarono il convento.

Il quadro fu strappato dall’altare e portato fuori dinanzi alla cappella, tagliato con la sciabola in più parti e la sacra icona trapassata da una spada. Gravemente danneggiato, fu perciò trasferito nella sede municipale di Cracovia e  sottoposto ad un intervento del tutto eccezionale per quei tempi, in cui l’arte del restauro era ancora agli inizi. Ecco allora come si spiega che ancora oggi siano visibili nel quadro della Madonna Nera gli sfregi arrecati al volto della Santa Vergine.

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Video: Sulla via di Damasco, Siena, bellezza divina

25 agosto 2013

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem
-915bcece-5da9-41ef-a0a5-3710c0e0cf59.html

Dal 27 al 31 agosto, la diocesi di Roma in pellegrinaggio a Lourdes

21 agosto 2013



“Lourdes, una porta della fede”: questo il tema del pellegrinaggio annuale che la diocesi di Roma compirà a Lourdes dal 27 al 31 agosto. A guidare l’evento sarà il cardinale Vicario, Agostino Vallini. Una tradizione le cui origini risalgono al 1957: in quell’anno, i pellegrini si recarono nella cittadina mariana in treno; oggi, grazie all’Opera Romana Pellegrinaggi (Orp), i mezzi a disposizione saranno anche la nave e l’aereo. Durante le cinque giornate di preghiera, i pellegrini potranno prendere parte alla Via Crucis, alla processione aux flambeaux, alla celebrazione eucaristica con la benedizione dei malati ed alle visite nei luoghi di Bernadette Soubirous, la giovane a cui apparve, per diciotto volte, la Vergine Maria. “Questo appuntamento è sempre molto atteso – spiega monsignor Liberio Andreatta, vice presidente dell’Orp– perché risponde all’esigenza di ognuno di noi di trovare ascolto, conforto, riposo dalle inquietudini che agitano il cuore. La Madonna a Lourdes ci accoglie e rinnova ogni giorno in noi il messaggio di salvezza”. “Il pellegrinaggio della diocesi di Roma – prosegue il presule – è il pellegrinaggio delle nostre famiglie che raggiungono la cittadina pirenaica con ogni mezzo per rinnovare, nell’attuale Anno della fede, la propria vita alla luce del Vangelo”. Ma la proposta di Lourdes si rivela sempre di grande interesse anche per le fasce d’età più giovani che sono alla ricerca di punti di riferimento spirituali e che ogni anno scelgono sempre in maggior numero di intraprendere un pellegrinaggio di questo genere”. Da segnalare che attualmente Lourdes è tornata ad affollarsi di pellegrini dopo i danni causati dalle inondazioni del mese scorso, durante le quali il fiume Gave aveva allagato anche la grotta di Massabielle. (I.P.)

fonte: http://it.radiovaticana.va/news/2013/08/17/dal_27_al_31_
agosto,_la_diocesi_di_roma_in_pellegrinaggio_a_lourdes/it1-720304
 

del sito Radio Vaticana 

Meeting Rimini 2013. Nel volto di Manoppello i tratti inconfondibili di Cristo

17 agosto 2013
Agosto 13, 2013 Daniele Guarneri

Intervista a Raffaella Zardoni, curatrice della mostra dedicata al misterioso velo ritrovato in Abruzzo, al centro di leggende, miracoli e ora di ipotesi storiche coraggiose. Anche Benedetto XVI volle vederlo. 

volto-manoppello

«In quel tempo che molta gente va per vedere quella imagine benedetta,

la quale Gesù Cristo lasciò a noi per esempio della sua bellissima figura»

(Dante, Vita Nuova) 

«Gli uomini hanno perduto un volto, un volto irrecuperabile e tutti vorrebbero essere quel pellegrino

che a Roma vede il sudario della Veronica e mormora:

“Gesù Cristo, Dio mio, Dio vero, così era dunque la tua faccia?”»

(Borges, L’Artefice)

Leggende, fantasie, o pura realtà? Sono vicende intricate quelle legate agli antichi ritratti di Cristo, autorevoli modelli di un viso dai tratti inconfondibili, riconoscibile lungo tutta la storia, in Occidente come in Oriente. Ma da dove nasce l’interesse diffuso per il Volto Santo lungo la storia della Chiesa? Perché cerchiamo il suo volto? E perché non smettiamo di cercarlo dopo averlo trovato? Quale attrattiva suscitano sul cuore dell’uomo i suoi tratti inconfondibili? «Per rispondere a queste domande ci siamo imbattuti in un’intricata storia che attraversa tutti i secoli e i paesi cristiani. È la storia di un ritratto di Cristo, acheropita, cioè non fatto da mani d’uomo, protagonista di innumerevoli racconti, leggende e miracoli. L’obiettivo del percorso è quello di conoscere le storie di questi ritratti con il desiderio di prendere consapevolezza di cosa abbia significato e cosa possa significare per noi questo dono che Cristo stesso ci ha lasciato», spiega Raffaella Zardoni, principale curatrice della mostra “Il Volto ritrovato. I tratti inconfondibili di Cristo” presente nel padiglione C5 del Meeting di Rimini. 

La memoria di un’immagine acheropita è evocata da due racconti significativi: in Oriente, quello del Mandylion, un panno sul quale Gesù avrebbe impresso la sua immagine rispondendo al desiderio di Abgar re di Edessa; in Occidente, quello del velo con cui Veronica avrebbe asciugato il volto di Gesù sulla via del Calvario. Fonti letterarie e storiche ricordano poi un altro ritratto su stoffa, più antico di questi, che riceve il nome dalla città della Cappadocia in cui apparve: Kamoulianai, Camulia. L’immagine, portata a Costantinopoli nel 574, seguirà Giustiniano come labaro nelle campagne d’Africa e Persia e a esso saranno attribuite molte delle vittorie imperiali. Infine, il Volto Santo di Manoppello conservato in un santuario alle pendici della Majella (Abruzzo), un ritratto di Cristo, su velo quasi trasparente, che non sembra riconducibile ad alcuna tecnica di pittura su tessuto (nella foto a destra).

volto-manoppelloI quattro acheropiti
«Questi sono i quattro acheropiti di Cristo di cui si tratterà nella mostra, tutti su stoffa e tutti che – secondo le fonti – rappresentano il solo volto di Gesù vivo, con gli occhi aperti. Altra caratteristica comune è la misteriosa apparizione, con relativo periodo di grande fama che ne certifica l’esistenza, e la successiva misteriosa scomparsa che rende invece molto complessa e controversa la ricostruzione storica».

Tre di questi veli sono considerati perduti: la Camulia in una data imprecisata prima delle lotte iconoclaste. Il Mandylion durante il sacco di Costantinopoli del 1204, avvenuto per mano degli stessi cristiani che avrebbero dovuto dirigersi in Terra Santa per la quarta crociata. Della Veronica romana si hanno le prime tracce nel 1206, quando papa Innocenzo III istituì una processione con un ritratto del Salvatore che il popolo chiamava Veronica. Ad essa è attribuita anche la prima indulgenza legata a una immagine; forse anche per questo è diventata la più importante reliquia della cristianità per quattro secoli, la cui visione era termine e coronamento dei pellegrinaggi a Roma. La fama di questo Volto inizia a sbiadire dopo il sacco di Roma del 1527 (anche se un’immagine illeggibile è ancora conservata in San Pietro). «Della Veronica romana si hanno moltissime tracce, Petrarca e Dante ne parlano nei loro capolavori: “Qual è colui che forse di Croazia viene a veder la Veronica nostra, che per l’antica fame non sen sazia, ma dice nel pensier, fin che si mostra: ‘Signor mio Iesù Cristo, Dio verace, or fu sì fatta la sembianza vostra?’” (Dante, Divina Commedia). E se in molti credevano nell’originalità di quel Volto Sacro, non mancavano quelli che invece lo contestavano, come un cavaliere danese che confessò a santa Brigida che quello non era il vero sudario della Veronica e che era follia venerare quel velo. “A queste parole santa Brigida si pose in orazione, nella quale le apparve il suo Celeste Sposo, e le disse: ‘Che ti ha detto quel superbo vantatore? Che questo non è veramente il mio Sudario? Or ti assicuro, che siccome avvicinandosi la mia dolorosa passione versai dal mio corpo sudore di sangue, così è vero che in quel velo si contengono i sudori della mia fronte impressi per la futura consolazione degli uomini’” (Santa Brigida, Rivelazioni).

veronica-calvario-monumentaleL’ipotesi rivoluzionaria
Dopo secoli di silenzio e misteri legati alla reliquia romana, nel 1999 il padre gesuita Heinrich Pfeiffer azzarda un’ipotesi rivoluzionaria, ripresa da tutti gli organi di informazione italiani e internazionali: «È in Abruzzo, nella chiesa monastero dei frati cappuccini di Manoppello, dimenticata da quattrocento anni, la Veronica, il velo con impresso il volto di Gesù», racconta un servizio del Tg1. È questo il solo velo che possediamo, giunto nella cittadina abruzzese agli inizi del 1500 e visitato da Benedetto XVI all’inizio del suo Pontificato (1 settembre 2006).

«L’idea della mostra è nata proprio quando ho scoperto questo Volto, nel 2010. Io sono una disegnatrice, in quel periodo stavo illustrando un Vangelo per ragazzi e avevo il problema di come raffigurare il Signore. Quando mi sono imbattuta nel Volto di Manoppello sono rimasta stupefatta. Nessuna fotografia rende la consolante bellezza di quel viso che rispetta ogni caratteristica dei volti di Cristo, ma resta imparagonabile a qualsiasi ritratto. Porta i segni della Passione: il naso disassato, le labbra gonfie e insanguinate, il segno del colpo sulla guancia. Incontrando il suo sguardo si sperimenta cosa significa che Dio si fa specchio dell’uomo, assumendo su di sé tutti i suoi peccati; mentre l’uomo, nell’incontro, riguadagna la vita. È stata una sorpresa scoprire l’importanza che ha avuto il Volto di Cristo nella Chiesa, e che ciò che muoveva i pellegrini verso Roma era proprio il desiderio di vederlo, di contemplarlo. E una volta tornati a casa ne facevano una copia per farlo conoscere e poi venerare a tutta la popolazione, di generazione in generazione. Nella mostra abbiamo desiderato far conoscere questa storia e il movimento di tutta l’Europa verso il Volto di Cristo. Ne abbiamo trovato traccia perfino in Finlandia. Ci siamo concentrati non tanto sul particolare momento in cui Dio ci ha donato la reliquia, quanto sul perché ci è stato fatto questo dono. Le risposte sono tante e Gesù le ha seminate nel corso del tempo. Ma una più di tutte ha riacceso la mia speranza, quella data a santa Brigida: “Ho lasciato questo velo per la futura consolazione degli uomini”. È una storia affascinante, complicata; sembra quasi un giallo, i romanzi di Dan Brown in confronto non sono niente. La Camulia persa prima delle lotte iconoclaste, il Mandylion trafugato da Costantinopoli durante lo scisma, la Veronica dispersa durante il sacco di Roma e di cui per secoli non si è più saputo nulla. Fino ai giorni nostri, fino al Volto ritrovato di Manoppello, proprio in un momento dove sembra che l’Europa abbia perso l’amore per Cristo. Ma se Gesù è riuscito a farsi amare già una volta, e le tracce del Volto Santo in tutto il mondo lo dimostrano, perché non dovrebbe riuscirci ancora? Questo ritrovamento non può che essere per noi un segno di speranza».

* * *

LA MOSTRA E LA VISITA A MANOPPELLO
La mostra “Il Volto ritrovato. I tratti inconfondibili di Cristo” è stata realizzata da Raffaella Zardoni, Paul Badde, Emanuele Colombo, Michele Colombo, Paolo Martinelli, Paola Moretti, Cristina Terzaghi, e nella settimana del Meeting (18-24 agosto) si troverà nel padiglione C5 della Fiera di Rimini. Giovedì 22 agosto è prevista una visita in giornata a Manoppello.

fonte: http://www.tempi.it/meeting-rimini-2013-volto-santo-manoppello-mostra-tratti-inconfondibili-cristo-velo-veronica#.Ug-KUJJQaSo

Novena all’Amore Misericordioso

2 agosto 2013

MariaMediatrice

NOVENA

ALL’AMORE MISERICORDIOSO

composta dalla

Rev.ma MADRE SPERANZA DI GESU’

FONDATRICE  DELLE  CONGREGAZIONI

DELLE ANCELLE E DEI FIGLI

DELL’AMORE MISERICORDIOSO

per fraterna condivisione di Valeria Vezzil

9° GIORNO

Nel nome del Padre, del Figlio

e dello Spirito Santo. Amen

Preghiera introduttiva

Gesù mio, grande è il mio dolore considerando la disgrazia che ho avuto di offenderti tante volte. Tu invece, con cuore di Padre, non solo mi hai perdonato ma con le Tue parole: “domandate ed otterrete ” mi inviti a chiederti quanto mi è necessario. Pieno di fiducia ricorro al Tuo Amore Misericordioso, affinché mi conceda ciò che imploro in questa novena e soprattutto la grazia di cambiare la mia condotta e d’ora innanzi di testimoniare la mia fede con le opere, vivendo secondo i Tuoi precetti, e di ardere nel fuoco della Tua carità.

Meditazione sulle prime parole del Padre nostro.

“ Ma liberaci dal male”. Chiediamo che Dio ci liberi da ogni male, cioè dai mali dell’anima e da quelli del corpo, da quelli eterni e da quelli temporali; dai passati, dai presenti e dai futuri; dai peccati, dai vizi, dalle passioni disordinate, dalle cattive inclinazioni e dallo spirito di ira e di superbia.

Lo chiediamo dicendo Amen con intensità, affetto e fiducia, poiché Dio vuole e comanda che chiediamo così.

Domanda (per tutti i giorni)

Gesù mio, a te ricorro in questa tribolazione. Se tu vuoi usare la tua clemenza con questa misera creatura tua, trionfi la tua bontà. Per il tuo amore e la tua misericordia perdona le mie colpe, e anche se indegno di ottenere ciò che ti domando, esaudisci pienamente i miei desideri se è per la tua gloria e per il bene della mia anima. Nelle tue mani mi abbandono: fa’ di me ciò che a te è gradito.

(Chiediamo la grazia che desideriamo ottenere con questa novena)

Preghiera

Gesù mio, lavami con il Sangue del tuo divino costato e fammi tornare puro alla vita della tua grazia. Entra, Signore, nella mia povera stanza e riposa con me, accompagnami nel pericoloso cammino che percorro affinché non mi perda. Sostieni Signore la debolezza del mio spirito e consola le angustie del mio cuore, dicendomi che per la tua misericordia non lascerai di amrmi un solo momento e che sarai sempre con me.

Tre Pater, Ave e Gloria.

__________

Madre Speranza di GesùIn breve su Madre Speranza.

“Tutto per amore”.

Nel 1930 Madre Speranza ha fondato, la notte di Natale, in Spagna, la “Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1951, il 15 Agosto, in Italia, ha fondalo la Congregazione del “Figlie dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1955 ha iniziato in Collevalenza la costruzione del Santuario dell’Amore Misericordioso- (vedi https://gpcentofanti.wordpress.com/2013/05/23/il-santuario-dellamore-misericordioso/).

Nel 1955 ne fu costruita la Cappella dell’Amore Misericordioso che il 30 Settembre 1959 mons. De Sanctis, compianto vescovo di Todi, eresse canonicamente Santuario dell’Amore Misericordioso, mentre il 31 Ottobre 1965 veniva consacrato dal vescovo di Todi mons. Fustella ed inaugurato da Sua Em.za il card. Ottaviani il nuovo Tempio, adiacente alla precedente cappella. Il Santo Padre Giovanni Paolo II, in ricordo del suo pellegrinaggio a Collevalenza avvenuto il 22 Novembre 1981, con Bolla Papale in data 17 Aprile 1982 ha voluto insignire il Santuario del titolo di Basilica Minore.

Novena all’Amore Misericordioso

1 agosto 2013

MariaMediatrice

NOVENA

ALL’AMORE MISERICORDIOSO

composta dalla

Rev.ma MADRE SPERANZA DI GESU’

FONDATRICE  DELLE  CONGREGAZIONI

DELLE ANCELLE E DEI FIGLI

DELL’AMORE MISERICORDIOSO

per fraterna condivisione di Valeria Vezzil

8° GIORNO

Nel nome del Padre, del Figlio

e dello Spirito Santo. Amen

Preghiera introduttiva

Gesù mio, grande è il mio dolore considerando la disgrazia che ho avuto di offenderti tante volte. Tu invece, con cuore di Padre, non solo mi hai perdonato ma con le Tue parole: “domandate ed otterrete ” mi inviti a chiederti quanto mi è necessario. Pieno di fiducia ricorro al Tuo Amore Misericordioso, affinché mi conceda ciò che imploro in questa novena e soprattutto la grazia di cambiare la mia condotta e d’ora innanzi di testimoniare la mia fede con le opere, vivendo secondo i Tuoi precetti, e di ardere nel fuoco della Tua carità.

Meditazione sulle parole del Padre nostro

“Non ci indurre in tentazione”. Nel chiedere al Signore che non ci lasci cadere nella tentazione, riconosciamo che Egli permette la tentazione per il nostro bene, la nostra debolezza per vincerla, la fortezza divina per la nostra vittoria. Riconosciamo che il Signore non nega la sua grazia a chi fa da parte sua quanto è necessario per vincere i nostri potenti nemici.

Chiedendo che non ci lasci cadere nella tentazione domandiamo di non contrarre nuovi debiti oltre quelli già contratti.

Domanda (per tutti i giorni)

Gesù mio, a te ricorro in questa tribolazione. Se tu vuoi usare la tua clemenza con questa misera creatura tua, trionfi la tua bontà. Per il tuo amore e la tua misericordia perdona le mie colpe, e anche se indegno di ottenere ciò che ti domando, esaudisci pienamente i miei desideri se è per la tua gloria e per il bene della mia anima. Nelle tue mani mi abbandono: fa’ di me ciò che a te è gradito.

(Chiediamo la grazia che desideriamo ottenere con questa novena)

Preghiera

Gesù mio, sii protezione e conforto all’anima mia; sii mia difesa contro ogni tentazione e coprimi con lo scudo della tua verità. Sii il mio compagno e la mia speranza; difesa e riparo contro tutti i pericoli dell’anima e del corpo. Guidami nel vasto mare di questo mondo e degnati di consolarmi in questa tribolazione. Mi sia di porto sicurissimo l’abisso del tuo amore e della tua misericordia, così potrò vedermi libero dalle insidie del demonio.

Tre Pater, Ave e Gloria.

__________

Madre Speranza di GesùIn breve su Madre Speranza.

“Tutto per amore”.

Nel 1930 Madre Speranza ha fondato, la notte di Natale, in Spagna, la “Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1951, il 15 Agosto, in Italia, ha fondalo la Congregazione del “Figlie dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1955 ha iniziato in Collevalenza la costruzione del Santuario dell’Amore Misericordioso- (vedi https://gpcentofanti.wordpress.com/2013/05/23/il-santuario-dellamore-misericordioso/).

Nel 1955 ne fu costruita la Cappella dell’Amore Misericordioso che il 30 Settembre 1959 mons. De Sanctis, compianto vescovo di Todi, eresse canonicamente Santuario dell’Amore Misericordioso, mentre il 31 Ottobre 1965 veniva consacrato dal vescovo di Todi mons. Fustella ed inaugurato da Sua Em.za il card. Ottaviani il nuovo Tempio, adiacente alla precedente cappella. Il Santo Padre Giovanni Paolo II, in ricordo del suo pellegrinaggio a Collevalenza avvenuto il 22 Novembre 1981, con Bolla Papale in data 17 Aprile 1982 ha voluto insignire il Santuario del titolo di Basilica Minore.

Novena all’Amore Misericordioso

31 luglio 2013

MariaMediatrice

NOVENA

ALL’AMORE MISERICORDIOSO

composta dalla

Rev.ma MADRE SPERANZA DI GESU’

FONDATRICE  DELLE  CONGREGAZIONI

DELLE ANCELLE E DEI FIGLI

DELL’AMORE MISERICORDIOSO

per fraterna condivisione di Valeria Vezzil

7° GIORNO

Nel nome del Padre, del Figlio

e dello Spirito Santo. Amen

Preghiera introduttiva

Gesù mio, grande è il mio dolore considerando la disgrazia che ho avuto di offenderti tante volte. Tu invece, con cuore di Padre, non solo mi hai perdonato ma con le Tue parole: “domandate ed otterrete ” mi inviti a chiederti quanto mi è necessario. Pieno di fiducia ricorro al Tuo Amore Misericordioso, affinché mi conceda ciò che imploro in questa novena e soprattutto la grazia di cambiare la mia condotta e d’ora innanzi di testimoniare la mia fede con le opere, vivendo secondo i Tuoi precetti, e di ardere nel fuoco della Tua carità.

Meditazione sulle parole del Padre nostro

“Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Chiediamo a Dio di perdonare i nostri debiti, cioè i peccati e la pena meritata per essi; pena enorme che mai potremmo pagare se non col sangue del buon Gesù, con i talenti di grazia e di natura che abbiamo ricevuti da Dio e con tutto ciò che siamo e possediamo.

In questa domanda ci impegniamo a perdonare al nostro prossimo i debiti che ha con noi, senza vendicarci, anzi dimenticando le ingiurie e le offese che ci ha fatto. Così Dio mette nelle nostre mani il giudizio che si farà di noi, perché se perdoniamo ci perdonerà, ma se non perdoniamo agli altri, Egli non ci perdonerà.

Domanda (per tutti i giorni)

Gesù mio, a te ricorro in questa tribolazione. Se tu vuoi usare la tua clemenza con questa misera creatura tua, trionfi la tua bontà. Per il tuo amore e la tua misericordia perdona le mie colpe, e anche se indegno di ottenere ciò che ti domando, esaudisci pienamente i miei desideri se è per la tua gloria e per il bene della mia anima. Nelle tue mani mi abbandono: fa’ di me ciò che a te è gradito.

(Chiediamo la grazia che desideriamo ottenere con questa novena)

Preghiera

Gesù mio, so che tu chiami tutti senza eccezione; abiti negli umili, ami chi ti ama, giudichi la causa del povero, hai pietà di tutti e nulla disprezzi di quanto il tuo potere ha creato; dissimuli le mancanze degli uomini, li attendi a penitenza e ricevi il peccatore con amore e misericordia. Apri anche a me, Signore, la sorgente della vita, concedimi il perdono e annienta in me tutto ciò che si oppone alla tua legge divina.

 Tre Pater, Ave e Gloria.

__________

Madre Speranza di GesùIn breve su Madre Speranza.

“Tutto per amore”.

Nel 1930 Madre Speranza ha fondato, la notte di Natale, in Spagna, la “Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1951, il 15 Agosto, in Italia, ha fondalo la Congregazione del “Figlie dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1955 ha iniziato in Collevalenza la costruzione del Santuario dell’Amore Misericordioso- (vedi https://gpcentofanti.wordpress.com/2013/05/23/il-santuario-dellamore-misericordioso/).

Nel 1955 ne fu costruita la Cappella dell’Amore Misericordioso che il 30 Settembre 1959 mons. De Sanctis, compianto vescovo di Todi, eresse canonicamente Santuario dell’Amore Misericordioso, mentre il 31 Ottobre 1965 veniva consacrato dal vescovo di Todi mons. Fustella ed inaugurato da Sua Em.za il card. Ottaviani il nuovo Tempio, adiacente alla precedente cappella. Il Santo Padre Giovanni Paolo II, in ricordo del suo pellegrinaggio a Collevalenza avvenuto il 22 Novembre 1981, con Bolla Papale in data 17 Aprile 1982 ha voluto insignire il Santuario del titolo di Basilica Minore.

Novena all’Amore Misericordioso

30 luglio 2013

MariaMediatrice

NOVENA

ALL’AMORE MISERICORDIOSO

composta dalla

Rev.ma MADRE SPERANZA DI GESU’

FONDATRICE  DELLE  CONGREGAZIONI

DELLE ANCELLE E DEI FIGLI

DELL’AMORE MISERICORDIOSO

per fraterna condivisione di Valeria Vezzil

6° GIORNO

Nel nome del Padre, del Figlio

e dello Spirito Santo. Amen

Preghiera introduttiva

Gesù mio, grande è il mio dolore considerando la disgrazia che ho avuto di offenderti tante volte. Tu invece, con cuore di Padre, non solo mi hai perdonato ma con le Tue parole: “domandate ed otterrete ” mi inviti a chiederti quanto mi è necessario. Pieno di fiducia ricorro al Tuo Amore Misericordioso, affinché mi conceda ciò che imploro in questa novena e soprattutto la grazia di cambiare la mia condotta e d’ora innanzi di testimoniare la mia fede con le opere, vivendo secondo i Tuoi precetti, e di ardere nel fuoco della Tua carità.

Meditazione sulle parole del Padre nostro

“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Qui chiediamo il pane eccellentissimo che è il SS. Sacramento; l’alimento ordinario dell’anima nostra, che è la grazia, i sacramenti e le ispirazioni del cielo. Chiediamo anche l’alimento necessario per conservare la vita del corpo, da procurarsi con moderazione.

Chiamiamo nostro il Pane eucaristico perché è istituito per il nostro bisogno e perché il nostro Redentore dà se stesso a noi nella Comunione.

Diciamo quotidiano per esprimere la dipendenza ordinaria che abbiamo da Dio in tutto, corpo e anima, ogni ora e ogni momento.

Dicendo dacci oggi, compiamo un atto di carità, chiedendo per tutti gli uomini senza l’affanno del domani.

Domanda (per tutti i giorni)

Gesù mio, a te ricorro in questa tribolazione. Se tu vuoi usare la tua clemenza con questa misera creatura tua, trionfi la tua bontà. Per il tuo amore e la tua misericordia perdona le mie colpe, e anche se indegno di ottenere ciò che ti domando, esaudisci pienamente i miei desideri se è per la tua gloria e per il bene della mia anima. Nelle tue mani mi abbandono: fa’ di me ciò che a te è gradito.

(Chiediamo la grazia che desideriamo ottenere con questa novena)

Preghiera

Gesù mio, tu che sei fonte di vita, dammi da bere l’acqua viva che sgorga da te stesso perché, gustando di te, non abbia più sete che di te; annegami tutto nell’abisso del tuo amore e della tua misericordia e rinnovami col tuo preziosissimo sangue, con il quale mi hai riscattato. Lavami, con l’acqua del tuo santissimo costato, da tutte le macchie con le quali ho contaminato la bella veste dell’innocenza che mi hai dato nel battesimo.

Riempimi, Gesù mio, del tuo santo Spirito e rendimi puro di corpo e di anima.

Tre Pater, Ave e Gloria.

__________

Madre Speranza di Gesù

In breve su Madre Speranza.

“Tutto per amore”.

Nel 1930 Madre Speranza ha fondato, la notte di Natale, in Spagna, la “Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1951, il 15 Agosto, in Italia, ha fondalo la Congregazione del “Figlie dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1955 ha iniziato in Collevalenza la costruzione del Santuario dell’Amore Misericordioso- (vedi https://gpcentofanti.wordpress.com/2013/05/23/il-santuario-dellamore-misericordioso/).

Nel 1955 ne fu costruita la Cappella dell’Amore Misericordioso che il 30 Settembre 1959 mons. De Sanctis, compianto vescovo di Todi, eresse canonicamente Santuario dell’Amore Misericordioso, mentre il 31 Ottobre 1965 veniva consacrato dal vescovo di Todi mons. Fustella ed inaugurato da Sua Em.za il card. Ottaviani il nuovo Tempio, adiacente alla precedente cappella. Il Santo Padre Giovanni Paolo II, in ricordo del suo pellegrinaggio a Collevalenza avvenuto il 22 Novembre 1981, con Bolla Papale in data 17 Aprile 1982 ha voluto insignire il Santuario del titolo di Basilica Minore.

Novena all’Amore Misericordioso

29 luglio 2013

MariaMediatrice

NOVENA

ALL’AMORE MISERICORDIOSO

composta dalla

Rev.ma MADRE SPERANZA DI GESU’

FONDATRICE  DELLE  CONGREGAZIONI

DELLE ANCELLE E DEI FIGLI

DELL’AMORE MISERICORDIOSO

per fraterna condivisione di Valeria Vezzil

5° GIORNO

Nel nome del Padre, del Figlio

e dello Spirito Santo. Amen

Preghiera introduttiva

Gesù mio, grande è il mio dolore considerando la disgrazia che ho avuto di offenderti tante volte. Tu invece, con cuore di Padre, non solo mi hai perdonato ma con le Tue parole: “domandate ed otterret ” mi inviti a chiederti quanto mi è necessario. Pieno di fiducia ricorro al Tuo Amore Misericordioso, affinché mi conceda ciò che imploro in questa novena e soprattutto la grazia di cambiare la mia condotta e d’ora innanzi di testimoniare la mia fede con le opere, vivendo secondo i Tuoi precetti, e di ardere nel fuoco della Tua carità.

Meditazione sulle parole del Padre nostro

”Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”. Qui chiediamo che la volontà di Dio si faccia in tutte le creature con fortezza e perseveranza, con purezza e perfezione, e chiediamo di compierla noi stessi, in qualsiasi modo e per qualunque via si venga a conoscere.

Domanda (per tutti i giorni)

Gesù mio, a te ricorro in questa tribolazione. Se tu vuoi usare la tua clemenza con questa misera creatura tua, trionfi la tua bontà. Per il tuo amore e la tua misericordia perdona le mie colpe, e anche se indegno di ottenere ciò che ti domando, esaudisci pienamente i miei desideri se è per la tua gloria e per il bene della mia anima. Nelle tue mani mi abbandono: fa’ di me ciò che a te è gradito.

(Chiediamo la grazia che desideriamo ottenere con questa novena)

Preghiera

Dammi, Gesù mio, una fede viva, fà che io osservi fedelmente i tuoi divini comandamenti e che, col cuore pieno del tuo amore e della tua carità, corra sulla via dei tuoi precetti. Fammi gustare la soavità del tuo spirito ed avere fame di compiere la tua divina volontà, perché sempre ti sia accetto e gradito il mio povero servizio.

Mi benedica, Gesù mio, l’Onnipotenza del Padre. Mi benedica la tua Sapienza. Mi dia la sua benedizione la benignissima Carità dello Spirito Santo e mi custodisca per la vita eterna.

Tre Pater, Ave e Gloria.

__________

Madre Speranza di GesùIn breve su Madre Speranza.

“Tutto per amore”.

Nel 1930 Madre Speranza ha fondato, la notte di Natale, in Spagna, la “Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1951, il 15 Agosto, in Italia, ha fondalo la Congregazione del “Figlie dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1955 ha iniziato in Collevalenza la costruzione del Santuario dell’Amore Misericordioso- (vedi https://gpcentofanti.wordpress.com/2013/05/23/il-santuario-dellamore-misericordioso/).

Nel 1955 ne fu costruita la Cappella dell’Amore Misericordioso che il 30 Settembre 1959 mons. De Sanctis, compianto vescovo di Todi, eresse canonicamente Santuario dell’Amore Misericordioso, mentre il 31 Ottobre 1965 veniva consacrato dal vescovo di Todi mons. Fustella ed inaugurato da Sua Em.za il card. Ottaviani il nuovo Tempio, adiacente alla precedente cappella. Il Santo Padre Giovanni Paolo II, in ricordo del suo pellegrinaggio a Collevalenza avvenuto il 22 Novembre 1981, con Bolla Papale in data 17 Aprile 1982 ha voluto insignire il Santuario del titolo di Basilica Minore.

Novena all’Amore Misericordioso

28 luglio 2013

MariaMediatrice

NOVENA

ALL’AMORE MISERICORDIOSO

composta dalla

Rev.ma MADRE SPERANZA DI GESU’

FONDATRICE  DELLE  CONGREGAZIONI

DELLE ANCELLE E DEI FIGLI

DELL’AMORE MISERICORDIOSO

per fraterna condivisione di Valeria Vezzil

4° GIORNO

Nel nome del Padre, del Figlio

e dello Spirito Santo. Amen

Preghiera introduttiva

Gesù mio, grande è il mio dolore considerando la disgrazia che ho avuto di offenderti tante volte. Tu invece, con cuore di Padre, non solo mi hai perdonato ma con le Tue parole: “domandate ed otterrete ” mi inviti a chiederti quanto mi è necessario. Pieno di fiducia ricorro al Tuo Amore Misericordioso, affinché mi conceda ciò che imploro in questa novena e soprattutto la grazia di cambiare la mia condotta e d’ora innanzi di testimoniare la mia fede con le opere, vivendo secondo i Tuoi precetti, e di ardere nel fuoco della Tua carità.

Meditazione sulle prime parole del Padre nostro.

”Venga il tuo regno”. In questa domanda chiediamo che venga in noi il regno della sua grazia e dei favori del cielo, che è il regno dei giusti, e il regno della gloria dove Egli regna in perfetta comunione coi Beati. Perciò chiediamo anche la fine del regno del peccato, del demonio e delle tenebre.

Domanda (per tutti i giorni)

Gesù mio, a te ricorro in questa tribolazione. Se tu vuoi usare la tua clemenza con questa misera creatura tua, trionfi la tua bontà. Per il tuo amore e la tua misericordia perdona le mie colpe, e anche se indegno di ottenere ciò che ti domando, esaudisci pienamente i miei desideri se è per la tua gloria e per il bene della mia anima. Nelle tue mani mi abbandono: fa’ di me ciò che a te è gradito.

(Chiediamo la grazia che desideriamo ottenere con questa novena)

Preghiera 

Signore, abbi misericordia di me e rendi il mio cuore simile al tuo. Abbi misericordia di me, Dio mio, e liberami da tutto ciò che mi impedisce di giungere a te e fà che nell’ora della morte non oda una sentenza terribile, ma le salutari parole della tua voce: “Vieni, benedetto dal Padre mio” e la mia anima gioisca alla vista del tuo volto.

 Tre Pater, Ave e Gloria.

__________Madre Speranza di GesùIn breve su Madre Speranza.

“Tutto per amore”.

Nel 1930 Madre Speranza ha fondato, la notte di Natale, in Spagna, la “Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1951, il 15 Agosto, in Italia, ha fondalo la Congregazione del “Figlie dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1955 ha iniziato in Collevalenza la costruzione del Santuario dell’Amore Misericordioso- (vedi https://gpcentofanti.wordpress.com/2013/05/23/il-santuario-dellamore-misericordioso/).

Nel 1955 ne fu costruita la Cappella dell’Amore Misericordioso che il 30 Settembre 1959 mons. De Sanctis, compianto vescovo di Todi, eresse canonicamente Santuario dell’Amore Misericordioso, mentre il 31 Ottobre 1965 veniva consacrato dal vescovo di Todi mons. Fustella ed inaugurato da Sua Em.za il card. Ottaviani il nuovo Tempio, adiacente alla precedente cappella. Il Santo Padre Giovanni Paolo II, in ricordo del suo pellegrinaggio a Collevalenza avvenuto il 22 Novembre 1981, con Bolla Papale in data 17 Aprile 1982 ha voluto insignire il Santuario del titolo di Basilica Minore.

Novena all’Amore Misericordioso

27 luglio 2013

MariaMediatrice

NOVENA

ALL’AMORE MISERICORDIOSO

composta dalla

Rev.ma MADRE SPERANZA DI GESU’

FONDATRICE  DELLE  CONGREGAZIONI

DELLE ANCELLE E DEI FIGLI

DELL’AMORE MISERICORDIOSO

per fraterna condivisione di Valeria Vezzil

3° GIORNO

Nel nome del Padre, del Figlio

e dello Spirito Santo. Amen

Preghiera introduttiva

Gesù mio, grande è il mio dolore considerando la disgrazia che ho avuto di offenderti tante volte. Tu invece, con cuore di Padre, non solo mi hai perdonato ma con le Tue parole: “domandate ed otterrete ” mi inviti a chiederti quanto mi è necessario. Pieno di fiducia ricorro al Tuo Amore Misericordioso, affinché mi conceda ciò che imploro in questa novena e soprattutto la grazia di cambiare la mia condotta e d’ora innanzi di testimoniare la mia fede con le opere, vivendo secondo i Tuoi precetti, e di ardere nel fuoco della Tua carità.

Meditazione sulle parole del Padre nostro :

”Sia santificato il tuo nome”. E’ questa la prima cosa che dobbiamo desiderare, la prima cosa che dobbiamo chiedere nell’orazione, l’intenzione che deve orientare tutte le nostre opere ed azioni: che Dio sia conosciuto, amato, servito e adorato e che al suo potere si sottometta ogni creatura.

Domanda (per tutti i giorni)

Gesù mio, a te ricorro in questa tribolazione. Se tu vuoi usare la tua clemenza con questa misera creatura tua, trionfi la tua bontà. Per il tuo amore e la tua misericordia perdona le mie colpe, e anche se indegno di ottenere ciò che ti domando, esaudisci pienamente i miei desideri se è per la tua gloria e per il bene della mia anima. Nelle tue mani mi abbandono: fa’ di me ciò che a te è gradito.

(Chiediamo la grazia che desideriamo ottenere con questa novena)

Preghiera                           

Gesù mio, aprimi le porte della tua pietà, imprimi in me il sigillo della tua sapienza, fa’ che mi veda libero da ogni affetto illecito e che ti serva con amore, gioia e sincerità. Confortato col profumo soave della tua divina parola e dei tuoi comandamenti, possa progredire sempre nelle virtù.

Tre Pater, Ave e Gloria.

__________

Madre Speranza di Gesù

In breve su Madre Speranza.

“Tutto per amore”.

Nel 1930 Madre Speranza ha fondato, la notte di Natale, in Spagna, la “Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1951, il 15 Agosto, in Italia, ha fondalo la Congregazione del “Figlie dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1955 ha iniziato in Collevalenza la costruzione del Santuario dell’Amore Misericordioso- (vedi https://gpcentofanti.wordpress.com/2013/05/23/il-santuario-dellamore-misericordioso/).

Nel 1955 ne fu costruita la Cappella dell’Amore Misericordioso che il 30 Settembre 1959 mons. De Sanctis, compianto vescovo di Todi, eresse canonicamente Santuario dell’Amore Misericordioso, mentre il 31 Ottobre 1965 veniva consacrato dal vescovo di Todi mons. Fustella ed inaugurato da Sua Em.za il card. Ottaviani il nuovo Tempio, adiacente alla precedente cappella. Il Santo Padre Giovanni Paolo II, in ricordo del suo pellegrinaggio a Collevalenza avvenuto il 22 Novembre 1981, con Bolla Papale in data 17 Aprile 1982 ha voluto insignire il Santuario del titolo di Basilica Minore.

Novena all’Amore Misericordioso

26 luglio 2013

MariaMediatrice

NOVENA

ALL’AMORE MISERICORDIOSO

composta dalla

Rev.ma MADRE SPERANZA DI GESU’

FONDATRICE  DELLE  CONGREGAZIONI

DELLE ANCELLE E DEI FIGLI

DELL’AMORE MISERICORDIOSO

per fraterna condivisione di Valeria Vezzil

2° GIORNO

Nel nome del Padre, del Figlio

e dello Spirito Santo. Amen

Preghiera introduttiva

Gesù mio, grande è il mio dolore considerando la disgrazia che ho avuto di offenderti tante volte. Tu invece, con cuore di Padre, non solo mi hai perdonato ma con le Tue parole: “domandate ed otterrete ” mi inviti a chiederti quanto mi è necessario. Pieno di fiducia ricorro al Tuo Amore Misericordioso, affinché mi conceda ciò che imploro in questa novena e soprattutto la grazia di cambiare la mia condotta e d’ora innanzi di testimoniare la mia fede con le opere, vivendo secondo i Tuoi precetti, e di ardere nel fuoco della Tua carità.

Meditazione sulle parole del Padre Nostro

“Che sei nei cieli”. Diciamo che sei nei cieli perché, pur essendo Dio in ogni luogo come Signore del cielo e della terra, il pensiero del cielo ci muova ad amarlo con più venerazione e, vivendo in questa vita come pellegrini, ad aspirare alle cose celesti.

Domanda (per tutti i giorni)

Gesù mio, a te ricorro in questa tribolazione. Se tu vuoi usare la tua clemenza con questa misera creatura tua, trionfi la tua bontà. Per il tuo amore e la tua misericordia perdona le mie colpe, e anche se indegno di ottenere ciò che ti domando, esaudisci pienamente i miei desideri se è per la tua gloria e per il bene della mia anima. Nelle tue mani mi abbandono: fa’ di me ciò che a te è gradito.

(Chiediamo la grazia che desideriamo ottenere con questa novena)

Preghiera

Gesù mio, so che tu rialzi i caduti, liberi dal carcere i prigionieri, non respingi nessun afflitto e guardi con amore e misericordia tutti i bisognosi. Perciò ascoltami, ti prego, perché ho bisogno di parlare con te della salvezza della mia anima e di ricevere i tuoi salutari consigli. Mi spaventano i miei peccati, Gesù mio, mi vergogno delle mie ingratitudini e delle mie diffidenze. Ho gran timore del tempo che tu mi hai dato per fare il bene e che io, invece, ho speso male e, peggio ancora, offendendoti.

A te ricorro, Signore, che hai parole di vita eterna.

Tre Pater, Ave e Gloria.

__________

Madre Speranza di Gesù

In breve su Madre Speranza.

“Tutto per amore”.

Nel 1930 Madre Speranza ha fondato, la notte di Natale, in Spagna, la “Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1951, il 15 Agosto, in Italia, ha fondalo la Congregazione del “Figlie dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1955 ha iniziato in Collevalenza la costruzione del Santuario dell’Amore Misericordioso- (vedi https://gpcentofanti.wordpress.com/2013/05/23/il-santuario-dellamore-misericordioso/).

Nel 1955 ne fu costruita la Cappella dell’Amore Misericordioso che il 30 Settembre 1959 mons. De Sanctis, compianto vescovo di Todi, eresse canonicamente Santuario dell’Amore Misericordioso, mentre il 31 Ottobre 1965 veniva consacrato dal vescovo di Todi mons. Fustella ed inaugurato da Sua Em.za il card. Ottaviani il nuovo Tempio, adiacente alla precedente cappella. Il Santo Padre Giovanni Paolo II, in ricordo del suo pellegrinaggio a Collevalenza avvenuto il 22 Novembre 1981, con Bolla Papale in data 17 Aprile 1982 ha voluto insignire il Santuario del titolo di Basilica Minore.

Novena all’Amore Misericordioso

25 luglio 2013

MariaMediatrice

NOVENA

ALL’AMORE MISERICORDIOSO

composta dalla

Rev.ma MADRE SPERANZA DI GESU’

FONDATRICE  DELLE  CONGREGAZIONI

DELLE ANCELLE E DEI FIGLI

DELL’AMORE MISERICORDIOSO

per fraterna condivisione di Valeria Vezzil

1° GIORNO

Nel nome del Padre, del Figlio

e dello Spirito Santo. Amen

Preghiera introduttiva

Gesù mio, grande è il mio dolore considerando la disgrazia che ho avuto di offenderti tante volte. Tu invece, con cuore di Padre, non solo mi hai perdonato ma con le Tue parole: “domandate ed otterrete ” mi inviti a chiederti quanto mi è necessario. Pieno di fiducia ricorro al Tuo Amore Misericordioso, affinché mi conceda ciò che imploro in questa novena e soprattutto la grazia di cambiare la mia condotta e d’ora innanzi di testimoniare la mia fede con le opere, vivendo secondo i Tuoi precetti, e di ardere nel fuoco della Tua carità.

Meditazione sulle prime parole del Padre nostro.

“Padre”. E’ il titolo che conviene a Dio, perché a Lui dobbiamo quanto è in noi nell’ordine della natura e in quello soprannaturale della grazia che ci fa suoi figli adottivi. Vuole che lo chiamiamo Padre perché, come figli, lo amiamo, gli obbediamo e lo onoriamo, e per ravvivare in noi l’amore e la fiducia di ottenere quanto gli domandiamo.

“Nostro” perché avendo Dio un solo Figlio naturale, nella sua infinita carità ne volle avere molti adottivi ai quali comunicare le sue ricchezze e perché, avendo tutti lo stesso Padre ed essendo fratelli, ci amassimo gli uni gli altri.

Domanda (per tutti i giorni)

Gesù mio, a te ricorro in questa tribolazione. Se tu vuoi usare la tua clemenza con questa misera creatura tua, trionfi la tua bontà. Per il tuo amore e la tua misericordia perdona le mie colpe, e anche se indegno di ottenere ciò che ti domando, esaudisci pienamente i miei desideri se è per la tua gloria e per il bene della mia anima. Nelle tue mani mi abbandono: fa’ di me ciò che a te è gradito.

(Chiediamo la grazia che desideriamo ottenere con questa novena)

Preghiera

Gesù mio, sii per me Padre, custode e guida nel mio pellegrinaggio affinché nulla mi turbi e non sbagli il cammino che conduce a Te. E tu, Madre mia, che con tanta delicatezza e premura ti sei presa cura del buon Gesù, educami e aiutami nel compimento del mio dovere, conducendomi per i sentieri dei comandamenti. Dì per me a Gesù: ”Ricevi questo figlio, te lo raccomando con tutta l’insistenza del mio cuore materno”.

Tre Pater, Ave e Gloria.

__________

Madre Speranza di Gesù

In Breve su Madre Speranza.

“Tutto per amore”.

Nel 1930 Madre Speranza ha fondato, la notte di Natale, in Spagna, la “Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1951, il 15 Agosto, in Italia, ha fondalo la Congregazione del “Figlie dell’Amore Misericordioso”.

Nel 1955 ha iniziato in Collevalenza la costruzione del Santuario dell’Amore Misericordioso – (vedi https://gpcentofanti.wordpress.com/2013/05/23/il-santuario-dellamore-misericordioso/).

Nel 1955 ne fu costruita la Cappella dell’Amore Misericordioso che il 30 Settembre 1959 mons. De Sanctis, compianto vescovo di Todi, eresse canonicamente Santuario dell’Amore Misericordioso, mentre il 31 Ottobre 1965 veniva consacrato dal vescovo di Todi mons. Fustella ed inaugurato da Sua Em.za il card. Ottaviani il nuovo Tempio, adiacente alla precedente cappella.

Il Santo Padre Giovanni Paolo II, in ricordo del suo pellegrinaggio a Collevalenza avvenuto il 22 Novembre 1981, con Bolla Papale in data 17 Aprile 1982 ha voluto insignire il Santuario del titolo di Basilica Minore.

Santuario Maria Santissima Addolorata Castelpetroso

13 luglio 2013

Maria SS. Addolorata Castelpetroso

Castelpetroso si trova nel Molise  a ca. 1ora di distanza da Campobasso: è un comune di circa 1.600 abitanti della provincia di Isernia in Molise.  Il nucleo centrale di Castelpetroso è costituito da un borgo medievale ancora intatto ma abitato solo da poche decine di persone.

Castelpetroso è conosciuta soprattutto per il famoso Santuario della Madonna Addolorata, patrona del Molise.

Il maestoso Santuario, poste ai piedi del Monte Patalecchia svetta bianco e leggero con le sue forme slanciate sullo sfondo della folta e verde vegetazione.

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Le Origini

La storia del Santuario di Maria SS. Addolorata  inizia il 22 marzo 1888, giorno in cui la Vergine apparve per la prima volta.

Due contadine del luogo, Fabiana Cicchino (chiamata Bibiana) e Serafina Valentino, si trovavano nei pressi del luogo denominato “Cesa Tra Santi” per lavorare un appezzamento di terra; avevano portato con sé due pecorelle ma nel pomeriggio si accorgono che una si era smarrita, decidono così di dividersi per andare a trovarla. Cercando tra siepi e crepacci Fabiana vide la pecorella di fronte ad un anfratto da dove proveniva una strana luce. Incuriosita da tale evento la donna si avvicinò e si trovò di fronte una visione celeste: nel bagliore della luce si riconosceva l’immagine di Maria SS. Addolorata seminginocchiata con ai piedi il Figlio morto, lo sguardo rivolto verso il cielo e le braccia allargate in atto di offerta. Dopo un primo momento di sgomento la veggente iniziò a gridare il nome di Serafina affinché la raggiungesse, quest’ultima giunta sul luogo non riuscì a vedere nulla e fu molto stupita nel sentire da Bibiana quello che aveva visto. Dieci giorni dopo, il primo aprile, giorno di Pasqua, l’Apparizione si rinnovò e questa volta anche Serafina poté beneficiarne.

via matris

Statua di Maria SS. Addolorata seminginocchiata con ai piedi il Figlio Gesù morto

Le voci sulle apparizioni ben presto si diffusero in paese e, nonostante molti ritenevano le due contadine solamente delle bugiarde, altri iniziarono a peregrinare verso il luogo Santo dove fu posta una croce a rimembranza di ciò che era accaduto.

croce

croce

Il 26 settembre 1888 Mons. Francesco Macarone Palmieri, vescovo di Bojano, si recò sul luogo sacro per “indagare” sulle presunte apparizioni ed ebbe la grazia di vedere la Madonna Addolorata così com’era apparsa alle due contadine.

Alle apparizioni si aggiunse un altro evento straordinario: ai piedi della rupe era scaturita una sorgente d’acqua rivelatasi subito miracolosa.

FONTE

fonte dell’acqua miracolosa

Le notizie sui fatti prodigiosi di Castelpetroso si diffusero rapidamente specie attraverso la stampa; particolare attenzione fu data dalla rivista bolognese “Il Servo di Maria” di cui era direttore Carlo Acquaderni.

Sul finire del 1888 Acquaderni si recò personalmente a “Cesa tra Santi” insieme al figlio dodicenne Augusto, gravemente malato di tubercolosi ossea, per chiedere la grazia della guarigione. Augusto bevve l’acqua della sorgente e, per intercessione della Vergine Addolorata, ricevette il dono della guarigione.

Agli inizi del 1889, dopo gli accertamenti medici che attestavano la miracolosa guarigione, Acquaderni ed Augusto tornarono nuovamente sulla rupe per ringraziare la Madonna che fece loro il dono di manifestarsi in atteggiamento medesimo a quello delle antecedenti visioni.

Ed è proprio per rendere grazie alla Madre che in Carlo Acquaderni si manifestò l’idea di edificare un Tempio intitolato alla Vergine SS. Addolorata. Trovato sostegno e collaborazione con il vescovo Macarone Palmieri, insieme iniziarono a mobilitarsi per raccogliere fondi e incaricarono l’ing. Francesco Gualandi di Bologna di progettare la maestosa opera.

Era il 28 settembre 1890 quando venne posta la prima pietra del Santuario di Maria SS. Addolorata di Castelpetroso, in questo giorno Mons. Francesco Macarone Palmieri, nel corso di una solenne celebrazione, da ufficialmente il via ai lavori.

La consacrazione, invece, avverrà solamente il 21 settembre 1975-

il 6 dicembre 1973 papa Paolo VI proclamò la Vergine Addolorata di Castelpetroso quale celeste Patrona del Molise.

L’architettura

Progettato in stile neogotico dall’ing. Francesco Gualandi di Bologna, il Santuario è un inno a Maria e al Molise. Interamente scolpito in pietra locale, la prima venne posta il 28 settembre 1890.

La Chiesa per il suo stile architettonico rientra nell’ambito del movimento artistico denominato Gothic Revival.

castel petroso3

facciata del Santuario

Incastonati tra le svettanti torri campanarie che racchiudono la facciata tripartita dai pilastri, sormontati dai caratteristici gigli, spiccano i tre portali ricamati di mosaici nelle lunette e da rosoni lobati sui quali campeggiano i pinnacoli. E’ un intarsio di pietra, che riporta alle arti antiche dei molisani, in una metafora della mano esperta che tesse il tombolo. Tutto l’ornato della facciata è opera di artisti della pietra locali, dei fratelli Chiocchio di Oratino e dei fratelli Pasquini di Pietrasanta.

La pianta è di tipo radiale con sette cappelle laterali e si sviluppa su una superficie di circa 2800 metri quadrati.

pianta del Santuario

pianta del Santuario

Essa simboleggia un cuore, la parte centrale, trafitto da sette spade, i sette dolori di Maria, le sette cappelle; la cupola ha un’altezza di 52 m e sorregge tutto l’impianto architettonico. Tale disposizione planimetrica è d’immediata lettura se si osserva la volumetria dell’intero complesso architettonico: dall’alto corpo centrale, sovrastato dalla cupola, si dispongono a raggiera i bracci più bassi delle cappelle.

Il Simulacro

Il Simulacro della Madonna Addolorata occupa il posto d’onore all’interno del Santuario. Esso è sistemato in alto nella cappella centrale ed è incorniciato dal Trono in marmo decorato che ne risalta la bellezza. La Madonna è rappresentata così come apparve alle due contadine: semi ginocchiata, con il Figlio morto ai piedi, con le braccia allargate e lo sguardo rivolto verso l’alto in atto di offerta.

simulacro

simulacro

Il Simulacro fu donato nel 1894 dal popolo di Colle Sannita (BN) e realizzato dall’artista Nicola Santillo di Napoli, ma era molto diverso da quello che ammiriamo oggi poiché, a causa di un corto circuito, nel 1963 fu gravemente danneggiato anche perché era ligneo e con le vesti di stoffa. Restaurato, in quell’occasione fu benedetto e intronizzato tra i ricchi marmi del Trono e da allora padroneggia all’interno del Sacro Tempio.

Il 19 marzo 1995, in occasione della sua visita, il Pontefice Giovanni Paolo II, dona alla Vergine Addolorata di Castelpetroso una corona bianca che la Madonna custodisce nella mano.

La Via Matris

La Via Matris di Castelpetroso, inaugurata il 27 ottobre 1947, è un sentiero di 750 metri che si snoda lungo la montagna e che collega il Santuario con il luogo delle apparizioni.

Suddivisa in sette tappe, ognuna fu contrassegnata da un’edicola in rame, racchiusa in una nicchia in muratura, che commemora uno dei sette dolori.

edicola

edicola

Negli anni novanta furono poi collocati, vicino ad ogni edicola, gruppi scultorei in bronzo molto suggestivi, opera dell’artista Alessandro Caetani.

via matris2

Dal 1947 migliaia di fedeli hanno attraversato la Via Matris dolorosa soffermandosi e meditando sui dolori che la Vergine Maria, madre e cooperatrice del Salvatore, soffrì durante la vita nell’adempimento della sua missione.

Nella Via Matris, l’intera vita della Vergine è articolata in sette “stazioni”, corrispondenti a sette episodi in cui la pietà del popolo cristiano ha individuato i sette “principali” dolori della Madre del Signore, ossia:

– Presentazione di Gesù al Tempio

– Fuga in Egitto

– Smarrimento di Gesù

– Maria SS. incontra il Figlio Gesù sulla via del Calvario

– Maria SS. assiste alla crocifissione del Figlio Gesù

– Maria SS. riceve tra le braccia Gesù deposto dalla croce

– Maria SS. depone Gesù morto nel sepolcro

Via-Matris

Il cammino percorso da Gesù, il Figlio, dal tribunale a Pilato e al Monte Calvario lo percorse anche Maria, la Madre: fu in gran parte un cammino comune, per cui alcune “stazioni” del cammino della Via Crucis sono coincidenti con quelle della Via Matris.

 

Preghiera prima di un Pellegrinaggio

Guida, Signore, il nostro cammino e  fà che i nostri cuori siano il luogo santo in cui Dio trova dimora.

 Padre Santo, che al tuo popolo pellegrinante nel deserto ti offristi come luce e guida,veglia sui nostri passi,

perché, liberi da ogni pericolo, possiamo arrivare alla mèta e tornare lieti alle nostre case.”

Amen

 

Fonte: http://www.santuarioaddolorata.it/2/il-santuario/

Arquidiocese de Sao Sebastiao do Rio de Janeiro (Arcidiocesi di Rio de Janeiro) / Rio de Janeiro in diretta webcam

27 giugno 2013

http://www.arquidiocese.org.br/

La prossima GMG a Rio de Janeiro nel 2013 (18-23 luglio)

TEMA DELLA GMG DI RIO: “Andate e fate discepoli tutti i popoli” (Mt 28, 19)

<a href=”http://www.youtube.com/embed/2kp_gIm4Y3w” target=”_blank”>

(Link-video sopra: http://www.redentor.tv.br/)

Live webcam Rio de Janeiro: http://www.earthcam.com/brazil/riodejaneiro/

 

Sito dei Francescani di Terra Santa

10 maggio 2013

http://www.fmc-terrasanta.org/it/

Video: A sua immagine, I luoghi di Gesù

4 gennaio 2013

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-12-30&ch
=1&v=165783&vd=2012-12-30&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per alcuni giorni.

Betlemme

3 gennaio 2013

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Video: A sua immagine, I luoghi dove Gesù è nato e vissuto

22 dicembre 2012

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012
-12-16&ch=1&v=163081&vd=2012-12-16&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per pochi giorni.

Video: A sua immagine, Pellegrinaggi in Terra Santa

7 dicembre 2012

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-12-01&ch=
1&v=160355&vd=2012-12-01&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per alcuni giorni.

Video: LOURDES e i colori dell’autunno

27 novembre 2012

http://gloria.tv/?media=358883