Archive for the ‘Spunti innovativi’ Category

Una chiave di comprensione, anche nella politica

13 novembre 2017

http://www.lastampa.it/2017/11/14/vaticaninsider/ita/commenti/un-nuovo-equilibrio-nelloscillare-degli-estremi-dQnLWy7gVn8aZ705VjcApN/pagina.html

 

 

 

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La chiave decisiva dell’accoglienza

3 ottobre 2017

Un cuore fondamentalmente più libero da schemi, più pronto a discernere in contatto con la realtà viva, potrebbe manifestare una certa più pronta disponibilità a recepire il tema dell’accoglienza, del fare spazio. Un tema delicato, da considerare con equilibrio, nell’ottica attenta di una fede coltivata, per un cristiano, e non di un mero fare. Ma certo una via densa di possibili sviluppi, anche dal basso, dunque in varia misura capaci di aggirare eventuali resistenze oligarchiche. L’oligarchia infatti si può più facilmente reggere sull’individualizzazione e massificazione, schematizzazione, sul fondamentale isolamento, delle persone. Cose che l’egoismo, la scarsa accoglienza, possono alimentare. In modo ancora più drammatico e paradossale quando e’ il vario sottostimato che viene manipolato o anche addirittura sceglie liberamente questi orientamenti che perpetuano la sua stessa soggezione. Evidente che l’oligarchia possa invece scricchiolare quando dal basso si formassero reti, per esempio di cittadini, vivificate proprio anche dalla condivisione, dall’accoglienza, reciproche. Diffusione, sviluppo, scoperta, di tante ricchezze che altrimenti, in regime oligarchico, potrebbero restare doni meno volentieri accolti e fatti fruttificare.

Sarebbe per esempio talora bello ospitare, pur con sana prudenza, sulla propria rivista interventi di persone magari anche sconosciute e di diverso orientamento, solo perché comunque interessanti. Con sincera fraternità. Infatti il basarsi su titoli, fame, e altri riferimenti formali rischia di perpetuare, magari talora mascherandoli da ospitalità, gli interessi, gli schemi, dell’oligarchia e i possibili ripiegamenti dell’egoismo umano. Invece cercare di cogliere e di accogliere gli spunti interessanti da qualsiasi parte vengano può animare una ricerca molto più ricca, viva e diffusa. Uno stimolo di comprensione, di dialogo, di incontro, di ricerca di nuovi orizzonti, che farebbe bene a tutti. La fede, si dice talora, è il luogo dell’et et e non dell’aut aut. Ma talora potrebbe accadere che sia difficile questo per certi vari responsabili, nella Chiesa e fuori. Anche quando potrebbe essere proprio il caso dell’et et si può restare chiusi nel “mono”, in qualche varia unidimensionalità. Pensiamo alla decisiva questione della scuola. Dove si può sentire parlare di (falsa) neutralità, di identità o di dialogo. Magari più raramente di identità e di dialogo tra identità, quasi mai in certi casi, anche dove potrebbe apparire opportuno.

In queste direzioni un aiuto potente potrebbe venire, anche stimolata da esse, dalla possibile lettura (domando) che Cristo donerebbe l’eucarestia sostanzialmente a chiunque la desiderasse. Non si può invece forse riscontrare nei paletti attualmente posti alla recezione eucaristica un possibile limite fontale di chiusura identitaria, il contrario dell’accoglienza? Il Signore ci aiuti, appunto, a lasciar amare, parlare, operare, lui.

Pubblicato su Adista Segni Nuovi n° 37 del 20-10-2017, Lettere http://www.adista.it/edizione/4543

Il cuore divino e umano di Cristo, chiave di ogni cosa. Articoli di d. Giampaolo su Vatican Insider

11 settembre 2017

Gli articoli sono ordinati dal più recente a scendere verso il più antico.

http://www.lastampa.it/2017/11/14/vaticaninsider/ita/commenti/un-nuovo-equilibrio-nelloscillare-degli-estremi-dQnLWy7gVn8aZ705VjcApN/pagina.html (Una chiave di comprensione, anche nella politica)

http://www.lastampa.it/2017/11/07/vaticaninsider/ita/commenti/il-moralismo-che-schiaccia-nella-debolezza-yHEcubiTARmu9zKvFQJkKO/pagina.html (Il problema culturale nella società e nella politica)

http://www.lastampa.it/2017/10/31/vaticaninsider/ita/commenti/una-chiesa-dallapparente-calma-piatta-OAiagsT49AZKrJdg38eWoM/pagina.html (Cuore nuovo, società, politica nuove)

http://www.lastampa.it/2017/10/24/vaticaninsider/ita/commenti/la-societ-neutra-che-tende-a-tecnicizzare-e-distorcere-ogni-cosa-s8FrlZBIoN4DfoXTEBvQfN/pagina.html (Disoccupazione: nuovi paradigmi)

http://www.lastampa.it/2017/10/17/vaticaninsider/ita/commenti/lavoro-e-disoccupazione-rianimare-i-bisogni-di-una-societ-oggi-tanto-sofferente-IYZA6GnDXjG1NnhTRdXd1N/pagina.html (Disoccupazione: ricerca di nuove soluzioni)

http://www.lastampa.it/2017/10/10/vaticaninsider/ita/commenti/la-tradizione-solo-clericale-appesantisce-e-complica-la-vita-delle-persone-seQgZn5njqM28NU3qo0SPN/pagina.html (Non fuori ma sempre piu’ in Cristo)

http://www.lastampa.it/2017/10/03/vaticaninsider/ita/commenti/chi-profeta-DDINzNczrcnwWED5v4MlgM/pagina.html (La gioia della profezia)

http://www.lastampa.it/2017/09/26/vaticaninsider/ita/commenti/se-si-desse-pi-spazio-alle-suore-come-madri-spirituali-si-convertirebbe-pi-gente-Q5cwe0ReHvmMOS533DVjrO/pagina.html (Sacramento, discernimento, arte)

http://www.lastampa.it/2017/09/19/vaticaninsider/ita/commenti/acuore-e-ragione-astratta-rfMQlZIDsEmu5IJbnGyrBJ/pagina.html (Lo stato del discernimento)

http://www.lastampa.it/2017/09/12/vaticaninsider/ita/commenti/una-fede-affidata-contro-lestrutturazioni-a-rischio-sclerosi-pzZ54ApuE83ta4MURZYjoJ/pagina.html (Il riconciliare della luce)

http://www.lastampa.it/2017/09/05/vaticaninsider/ita/commenti/i-paradossali-effetti-di-clericalismo-ed-oligarchismo-91Gz4vFTWVlucLrrZsugiO/pagina.html (La scelta del vescovo)

http://www.lastampa.it/2017/08/29/vaticaninsider/ita/commenti/scarto-e-profezia-PHm4cXV3gSBbKvggzajP3H/pagina.html

http://www.lastampa.it/2017/08/22/vaticaninsider/ita/commenti/dio-si-rivela-rivelando-anche-lumano-geZwW2PdCmGZosOFf5wM9J/pagina.html (“Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele” (Mt 15, 24). Perché?)

http://www.lastampa.it/2017/08/16/vaticaninsider/ita/commenti/lascolto-dono-fondamentale-per-la-crescita-di-una-persona-e-della-societ-5p4mz0xXKtQnK7ESpWBsKL/pagina.html (Non imbalsamare le fonti della grazia)

http://www.lastampa.it/2017/08/08/vaticaninsider/ita/commenti/su-ecologia-economia-e-lavoro-i-paradigmi-attuali-svuotando-e-schematizzando-luomo-anche-nella-chiesa-stanno-portando-al-disastro-VBflrOaAyNgda4jc22b7WP/pagina.html (Dal moralismo, dall’individualismo, all’incarnazione: una nuova economia)

http://www.lastampa.it/2017/08/01/vaticaninsider/ita/commenti/ges-non-era-prono-ad-alcun-potere-terreno-era-vicino-con-discrezione-a-ogni-persona-7RG8r1Qkc4XwtdweqHU0DM/pagina.html (Le vie principali della crescita e della sua trasmissione)

http://www.lastampa.it/2017/07/26/vaticaninsider/ita/commenti/il-cammino-delle-persone-delle-comunit-lo-conosce-pienamente-solo-dio-6NhgdPSgdKkoRV9Bd2vgRM/pagina.html (La recettività)

http://www.lastampa.it/2017/07/18/vaticaninsider/ita/commenti/razionalismi-e-spiritualismitendenze-che-non-orientano-ad-un-ascolto-del-cuore-80t9hidzchXepdwB94vRmN/pagina.html (Profezia, profeti, società)

http://www.lastampa.it/2017/07/11/vaticaninsider/ita/commenti/il-superamento-degli-schematismi-apre-a-una-vita-a-un-dialogo-ricchi-di-sfumature-8VLvftx63gJLfweJjoKXfL/pagina.html (Per una concreta svolta sociale)

http://www.lastampa.it/2017/07/04/vaticaninsider/ita/commenti/la-crisi-odierna-e-le-risposte-efficaci-ahlDFgTPHM9kfKsm6bWJgP/pagina.html

http://www.lastampa.it/2017/06/28/vaticaninsider/ita/commenti/una-via-di-liberazione-dalle-consorterie-del-pensiero-unico-YRByQmfjL0gODhkR2uQ7vL/pagina.html (Vie efficaci di rinnovamento anche civile. L’ascolto “dialogato” della Parola)

http://www.lastampa.it/2017/06/19/vaticaninsider/ita/commenti/la-libert-dellascoltoper-intuire-meglio-le-fragilit-aDNjQZg4d5HsarAxn4xLpI/pagina.html (Il linguaggio di Gesù)

http://www.lastampa.it/2017/06/13/vaticaninsider/ita/commenti/in-comunicazione-con-gli-altri-con-s-stessi-con-la-vita-RjxvYoefs0Jk9t2NCm5JfM/pagina.html (La dinamica della parola)

http://www.lastampa.it/2017/06/06/vaticaninsider/ita/commenti/lo-spirito-che-smuove-le-zone-del-cuore-spente-da-anni-GfnXvwemwQiALYfXz6uNfK/pagina.html (La grazia divina e umana, eucaristica, che guarisce tutto l’uomo)

http://www.lastampa.it/2017/05/30/vaticaninsider/ita/commenti/accogliere-la-figliolanza-cEyE9HhbuC249KK3HlPNjO/pagina.html (La chiave decisiva della maturazione nell’affidarsi e i suoi nodi nel cammino della storia della salvezza)

http://www.lastampa.it/2017/05/23/vaticaninsider/ita/commenti/un-cammino-di-rivestimento-di-cristo-e-di-spogliamento-di-s-EehdfyPOVKbmAiUKWa2BOK/pagina.html (L’ermeneutica rivoluzionaria della messa)

http://www.lastampa.it/2017/05/16/vaticaninsider/ita/commenti/riscoprire-la-storia-per-aprirsi-ad-un-nuovo-presente-e-un-nuovo-futuro-F3MIucpRF8TXmT2nlIOz7J/pagina.html (Tradizione di schemi e tradizione dei cuori)

http://www.lastampa.it/2017/05/09/vaticaninsider/ita/commenti/dagli-schematismi-astratti-al-discernimento-del-cuore-OdmW1gEXfMvo9g7aQKhIzK/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

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http://www.lastampa.it/2016/11/08/vaticaninsider/ita/commenti/questo-umanitarismo-omologante-pu-aiutare-un-giovane-a-trovare-s-stesso-Of3p5PNX123uBxTJm4q7VK/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/11/01/vaticaninsider/ita/commenti/la-comprensione-della-parola-frutto-di-un-cammino-nella-grazia-e-nella-chiesa-ctWeoekOkLLH7UE2SYZRIL/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/10/25/vaticaninsider/ita/commenti/ecco-come-la-scuola-pu-orientare-listruzione-verso-una-crescita-pi-equilibrata-PDjSTh0v3jJPSK0WIA0pUL/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/10/18/vaticaninsider/ita/commenti/per-i-cristiani-non-importante-essere-energumeni-perfetti-ma-appoggiarsi-a-dio-EaBhmYtlZGNdwPwZ3JWlmK/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/10/11/vaticaninsider/ita/commenti/discernere-al-di-l-degli-schemi-Ykj4O6NikgGniPnfvYNOyK/pagina.html

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http://www.lastampa.it/2016/09/27/vaticaninsider/ita/commenti/lamore-per-le-persone-smarrite-non-deve-finire-per-confondere-quelle-giuste-IjOur6lHFZ7ct2SaW6LwgJ/pagina.html (Ma Gesù non è venuto per i giusti)

http://www.lastampa.it/2016/09/20/vaticaninsider/ita/commenti/andare-verso-lumano-accettare-di-essere-creature-in-cammino-ympVWD2Mf1doufIH9vv2HP/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/09/13/vaticaninsider/ita/commenti/vi-una-crisi-pi-integrale-di-quella-economica-wU5BY03qFXcppCkhGrlgRL/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/09/06/vaticaninsider/ita/speciale/giubileo-2015/maria-aiuta-a-riconoscere-i-segni-di-dio-6slqbE7g3z0amqiPz8pwDI/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/08/30/vaticaninsider/ita/commenti/burkini-centofanti-limportante-che-la-donna-possa-scegliere-nessuno-pu-obbligarla-in-una-democrazia-LdGnCwcSTvpbt7iVkx3T6K/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/08/23/vaticaninsider/ita/commenti/istituzioni-come-la-scuola-possono-ostacolare-un-rinnovamento-come-uscirne-dio-pu-tutto-uUrNCsZtHeUt3cPNbkh75N/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/08/16/vaticaninsider/ita/commenti/la-coscienza-spirituale-e-umana-che-pu-liberare-una-persona-CVUGjEEBgyu57kP0I4eFbJ/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/08/09/vaticaninsider/ita/commenti/i-servi-non-si-vedono-nei-vangeli-ma-senza-di-loro-le-parabole-non-si-realizzerebbero-9kYZ0GdT0FJjEQ0jpvprwO/pagina.html

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http://www.lastampa.it/2016/03/22/vaticaninsider/ita/commenti/il-signore-come-laria-e-la-luce-di-primavera-ed-estate-iupojTnpT31tW1oXSVy8UO/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/03/15/vaticaninsider/ita/commenti/ges-interlocutore-spirituale-e-culturale-anche-per-i-non-cristiani-e-i-non-credenti-vG2F3sIO5COfZayYZqqKZK/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/03/11/vaticaninsider/ita/commenti/una-persona-di-scarsi-studi-ma-fedele-a-dio-pu-vivere-una-vita-pi-centrata-di-tanti-intellettuali-c65lsOj1ffCelmvt4EXG2K/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/03/04/vaticaninsider/ita/commenti/la-famiglia-fonte-feconda-di-valori-per-questo-talora-combattuta-7hVW0fJM5JZdl79DDOn43I/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/02/27/vaticaninsider/ita/commenti/dio-non-chiede-alluomo-di-essere-perfetto-ma-lo-aiuta-a-crescere-uiVXKuiQiMmnBPTslFAqwI/pagina.html (Attenzione al centrarsi, o meno, sulla fede)

http://www.lastampa.it/2016/02/19/vaticaninsider/ita/commenti/la-parola-cristo-stesso-presente-in-mezzo-a-noi-che-ci-parla-wIMlaukB04rDZwdORJ6u4O/pagina.html (Come ascoltare la Parola in parrocchia)

http://www.lastampa.it/2016/02/13/vaticaninsider/ita/commenti/il-rapporto-con-dio-illumina-riscalda-ed-equilibra-ogni-altro-rapporto-44fF0HrIwDA9fWUVlKOATP/pagina.html (La continua rivelazione dell’amore familiare)

http://www.lastampa.it/2016/02/05/vaticaninsider/ita/commenti/un-clochard-pu-essere-pi-vicino-a-dio-di-un-grande-santo-nU5C91uodRIA0JpnOLLWeK/pagina.html (Parola viva, dottrina astratta, equilibrio nel vedere ogni cosa, anche il demonio)

http://www.lastampa.it/2016/01/29/vaticaninsider/ita/commenti/anche-noi-possiamo-essere-una-piccola-parola-di-dio-n6OiKEsWuiwkCrtzWgPeVN/pagina.html (L’opera efficace di Cristo nell’Antico Testamento e nel mondo)

http://www.lastampa.it/2016/01/22/vaticaninsider/ita/commenti/il-mistero-del-peccato-originale-2aiHAZd0fjS2YIxmmKLQ6K/pagina.html (Nuove intuizioni sul peccato originale)

http://www.lastampa.it/2016/01/15/vaticaninsider/ita/commenti/non-si-pu-catalogare-incasellare-schematizzare-giudicare-la-storia-di-un-uomo-4tVFIyjzJPmCMvuyjkmMyK/pagina.html (Nuovi spunti sulla giustificazione)

http://www.lastampa.it/2016/01/07/vaticaninsider/ita/commenti/nemmeno-dio-padre-pu-esistere-fuori-dellamore-2QwSPWnUT3KUL6W1xlXXsK/pagina.html (Nuova comprensione della Trinità, della logica, della Chiesa)

http://www.lastampa.it/2016/01/03/vaticaninsider/ita/documenti/se-scatta-la-molla-dellamore-familiare-una-persona-pu-rinascere-z4n11AoqLIovflLxCsQWkI/pagina.html (Nuovi sguardi familiari)

http://www.lastampa.it/2015/12/25/vaticaninsider/ita/commenti/quel-piccolo-cambiamento-segnale-importantissimo-1zUr86CHmaXm5Jiq37q6PJ/pagina.html (Nuova misericordia e famiglia)

http://www.lastampa.it/2015/12/16/vaticaninsider/ita/commenti/la-parola-di-dio-si-fa-carne-nella-vita-delle-persone-fjdGz0AosfEL1PRlgUUvoK/pagina.html (La Parola e la famiglia)

http://www.lastampa.it/2015/12/09/vaticaninsider/ita/documenti/tante-chiusure-e-decisioni-di-comodo-possono-togliere-tanta-vita-sT9bHSrDP0mk8u4Hw1VANJ/pagina.html (Al cuore delle questioni: nuovi rapporti tra i cristiani, con gli stati, la società)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/giubileo-2015-45023/ (I linguaggi del burocratismo)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/dio-god-dios-44829/ (Come scoprire i discernimenti riduttivi e le loro conseguenze)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/dio-god-dios-44699/ (Le influenze di Platone e Aristotele sulla spiritualità cristiana)

http://www.lastampa.it/2015/11/09/vaticaninsider/ita/documenti/il-burocratismo-di-qualsiasi-orientamento-pu-chiudere-alla-vita-HaXdMaR9978surYyOIPApN/pagina.html (Cause e pericoli del burocratismo)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/cristo-christ-44396/ (Un nuovo padre spirituale)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/44245/ (Le conseguenze del legalismo)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/centofanti-44068/ (Sguardi rinnovati per il sinodo sulla famiglia)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/comunione-communion-comunion-43978/ (La profezia è dei piccoli, nuovi sguardi spirituali)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francisco-francis-centofanti-43835/ (Verso la verità tutta intera, la libertà dell’amore)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/centofanti-centofanti-centofanti-43755/ (Uno sguardo rinnovato su spiritualità e culture)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francisco-francis-43654/ (Papa Francesco ci porta al Gesù dei vangeli)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/43340/ (La leggerezza dello Spirito autentico)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/migranti-migrantsmigrantes-43230/ (Individualismo, massificazione, vera democrazia)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/umilta-cuore-di-cristo-43105/ (Un cammino semplice e sempre più profondo, a misura)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/dio-god-dios-42984/ (Alcuni spunti sulla confessione)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/cristo-christ-42871/ (Il cuore divino e umano di Cristo chiave di ogni cosa)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/gesu-jesus-jesus-42777/ (Ostacoli spirituali-culturali alla fede e all’umano)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/centofanti-centofanti-centofanti-42503/ (Il riferimento spirituale-culturale dell’umanità di Cristo)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/eucarestia-eucharist-eucaristia-42403/ (Un vangelo sempre nuovo)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/chiesa-church-iglesia-42110/ (Una nuova visione dell’arte)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/educazione-education-educacion-41964/ (Formazione scolastica nelle identità e nello scambio vissuti e non falso neutralismo intellettualistico)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/psicologia-psichology-psicologia-41771/ (Una nuova psicologia)

http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/gesu-francesco-francis-francisco-vicinanza-41665/ (Intervista di A. Tornielli a d. GP Centofanti sul Manifesto del cuore divino e umano di Cristo)

Spiritualita’, cultura, da rinnovare

1 settembre 2017

Ho già sottolineato che si può prendere il buono anche da ciò che è in parte distorto. Ma in Cristo grad­ualmente nella storia si può riconoscere meglio anche il distorto.

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La crisi odierna e le risposte efficaci

6 luglio 2017

http://www.lastampa.it/2017/07/04/vaticaninsider/ita/commenti/la-crisi-odierna-e-le-risposte-efficaci-ahlDFgTPHM9kfKsm6bWJgP/pagina.html

Al link sopra l’articolo integrale.
Un falso neutralismo tecnicista può in varia misura svuotare le persone fin dalla scuola e renderle isolate, inermi, asservite, sfruttate, dal suo imperversare.

Il tecnicismo orienta a cercare anche in risposta ai problemi soluzioni tecniciste. Non di rado presentate anche nello specifico come vie obbligate. Molti vedono e sperimentano sempre più chiaramente che così non si può più andare avanti. Tanti ragazzi, la società, rischia uno spegnimento sempre più profondo. Serve una svolta decisa.

Ma reazioni violente a tutto ciò almeno nella maggior parte dei casi si pongono sullo stesso piano del tecnicismo, finiscono per confermarlo.

Andare al nocciolo del problema: liberare le coscienze. Libera formazione nelle identità scelte (anche con tutte le diverse legittime sfumature all’interno di esse) e nello scambio tra di esse. Motivazioni, vie autentiche, di crescita per i giovani e per la società.

Pace, democrazia, giustizia, non possono venire avvicinate, come esso stesso cerca di far credere, col pensiero unico ma attraverso la libera crescita e la ricerca anche comune. Che questo sia un punto decisivo lo si può verificare anche dalla sordità assoluta di molti potenti sulla questione. Nella falsa unità del pensiero unico in realtà il potente divide (svuota, isola) et impera. Anche può in certi casi più facilmente usare, ad un già di per sé ingannevole fine di bene, ogni arma per imporsi, per distruggere l’avversario. Si può in molti modi divenire strumenti inconsapevoli, anche talora persuasi, abbindolati, del pensiero unico, schematico. Usati, sfruttati e a suo tempo gettati, anche in ciò, dal potere. Ma non sempre e ad ogni livello inconsapevoli e disinteressati.

No, nel dibattito pubblico, al tecnicismo dei titoli, delle burocrazie. Sì alla verità, alle sue mille sfumature, proposte da chiunque ne intuisca qualcuna. Tecnicismo, burocratismo, possono rivelarsi anche in questo senso vie di variamente stretto controllo del dibattito pubblico.

Libera formazione delle coscienze e scambio stimolano: maturazione, consapevolezza, comprensione non schematica ma invece viva, sempre nuova, di ogni cosa, per esempio dei graduali, reali, cammini personali; dialogo e impegno, anche variamente condiviso, risposte nuove ai bisogni, nelle comunità, tra le comunità, nel territorio, nella società, nel mondo.   Nella società dell’automazione tecnologica si può manifestare più chiaramente la fecondità anche sociale, lavorativa, economica, dell’umano.

Si può dunque concordare una formazione libera ma non settaria. Ossia una scuola dove si possa maturare alla luce dei valori in cui si crede ma anche con congrui, profondamente attenti alla viva, concreta, integrazione, tempi di scambio, di condivisione, con le altre identità. Certo il tutto all’interno di riferimenti essenziali per una convivenza civile.

E’ avvenuta la vittoria del cuore immacolato di Maria?

14 maggio 2017

Papa Benedetto ha chiesto a Fatima nel maggio 2010 che si affrettasse la vittoria del cuore di Maria entro il centenario delle apparizioni (13 maggio 2017). E, in modi sorprendenti, è venuto Francesco che, si direbbe, sta aiutando la Chiesa proprio in questo passaggio al cuore.

Un esempio semplice: una mamma ha un figlio ventenne che non crede. Secondo una religione vissuta con una logica astratta la mamma deve cercare di persuadere il giovane ad andare a messa, etc.. Ma se dici alla mamma di cercare con la sensibilità del cuore con quello specifico ragazzo cosa è meglio fare la signora con semplicità e rasserenata intuisce che magari con lui è meglio non forzare. La via del cuore aiuta a sentirsi amati e ad amare a misura, dunque ad ascoltare, ad entrare in sintonia e non a vivere di schemi prefabbricati. Questo rinnova la vita e gli sguardi a tutto campo, come si può vedere nel Manifesto del cuore divino e umano di Cristo.

Un’intuizione sempre rinnovata di come Cristo fa comunione nella vita reale, non a tavolino, tra i cristiani e con ogni persona. Anche quando intere confessioni cristiane tornassero unite nella Chiesa cattolica vi potrebbero esserne altre divise o che si dividono. Ma le piste per accogliersi, comprendersi, riavvicinarsi, condividere, crescere insieme, potrebbero essere sempre più approfondite. La reale comunione è accogliere e far sviluppare, in un possibilmente reciproco scambio, il cammino di ciascuno. L’incontro concreto può fare maturare una spiritualità semplice, profonda, serena, che fa vedere ogni cosa in modo sempre nuovo.

Un altro esempio di questa via semplice e profonda del cuore: un giovane si inceppa nei dubbi dei ragionamenti, la scienza, l’evoluzionismo… Io, se del caso, gli chiedo: nella tua serena coscienza se ti domando ci credi in Dio o no qual’è​ la prima risposta semplice e immediata? Se dice sì quello è il dono della fede. Quel talora apparentemente piccolo sì è nella luce della fede. La luce che sempre più si scopre serena piena di buonsenso, umana, liberando da sensi di colpa, rigidità, schematismi… Cercando di seguire quella luce serena troviamo risposte nuove benefiche… Poi si può anche riflettere che la Bibbia non è un libro scientifico ma dal lato spirituale vi sono tante intuizioni. L’evoluzionismo c’è già nel primo libro dell’Antico Testamento, la Genesi. Non scientificamente ma come sapienza spirituale: Dio fa le cose con delicatezza, gradualità…

Per il canale di un’astratta ragione la spiritualità si può fare variamente prefabbricata, la psicologia tecnicismo. Anche uno psicologo cristiano non è aiutato, su questa via, a cercare un’adeguata sintesi. La via del cuore nella luce serena, a misura, apre nuove vie nella spiritualità e nella psicologia, armonizzandole. Una sempre nuova, semplice e serena, consapevolezza del cuore. Si possono vissutamente scoprire sempre più nitidamente i riferimenti autentici, spirituali, umani, materiali, del vivere, del discernere e i loro autentici collegamenti. Si delinea sempre più limpidamente, tra l’altro, una logica nuova, viva, spirituale e umana, non da tavolino, come accenno nel Manifesto.

Introduzione dal Manifesto del cuore divino e umano di Cristo: https://gpcentofanti.wordpress.com/2017/01/18/il-cuore-divino-e-umano-di-cristo-chiave-di-ogni-cosa-la-strada-semplice-e-profonda-di-cristo/

Una rinnovata pastorale

16 aprile 2017

http://www.lastampa.it/2016/05/03/vaticaninsider/ita/commenti/un-vescovo-burocrate-pu-essere-un-disastro-nFQZZhulE0kcpOpHhBDkFJ/pagina.html?zanpid=2251780550350674944

Cercare la via del concreto discernere del Gesù dei vangeli

27 marzo 2017

http://www.lastampa.it/2017/03/27/vaticaninsider/ita/commenti/n-buonismo-n-astratto-razionalismo-mK7ioAwLTFndgFzI9jjW1I/pagina.html

In diversi interventi precedenti ho mostrato come Cristo sta forse venendo ancora una volta a rinnovare profondamente la spiritualità, la cultura, sciogliendo germinalmente nodi in ogni campo. Razionalismo, spiritualismo, in varia misura riducono, astraggono, distorcono, i discernimenti mentre sulla via del cuore nella luce (di Cristo) serena, a misura, può maturare un discernimento sempre più vivo, equilibrato, appunto a misura. Un discernimento non di un’astratta ragione, di un’anima variamente disincarnata, ma della sempre più profonda ed equilibrata consapevolezza della coscienza spirituale e psicofisica in Cristo. Un discernimento che più viene più guarisce, dà vita, spiritualmente, umanamente. Per questo, per esempio, la guida che entra, per grazia, sempre più in questa via può incontrare più facilmente le persone, cominciare a trovare soluzioni nuove, più semplici, equilibrate e profonde a tutto campo. Discernimenti che possono gradualmente scavare orientamenti rinnovati, vivificanti, nella vita personale, comunitaria, sociale… Quando qualcuno apre in più occasioni luci nuove una evenienza talora magari non infrequente potrebbe essere quella che chi si accorge dello spunto lo prenda per come può senza pensare ad altro. Comunque se, non di rado così chiusi nei loro mondi, in qualche misura si avvedono dell’innovazione e pongono una qualche attenzione all’autore, il razionalismo potrebbe tutt’al più ritenere che si tratta di una persona intelligente, lo spiritualismo potrebbe tendere a riconoscere un carisma particolare. Ma si può ancora una volta, significativamente, trattare di visuali riduttive, anche magari in varia misura distorcenti. Meno pronte a cogliere cosa vi può essere sotto. (more…)

La spiritualità oggi

11 marzo 2017

Come comprendere sempre più profondamente le persone senza entrare, per grazia, sempre più profondamente, equilibratamente, in una maturazione spirituale e umana della coscienza in Cristo, Dio e uomo? Come può la conoscenza tecnica di qualche possibile causa di malessere psicologico, magari con l’aggiunta di un qualche tirocinio più o meno tecnico, supplire alla profonda maturazione di cui sopra? Come non vedere in questo secondo caso il rischio di schematismi, riduzionismi, di fronte al mistero dell’uomo? Certi orientamenti psicologici, anche cattolici, sembrano cogliere poco, per esempio, la necessità di una sempre rinnovata, anche nella storia, più profonda ed equilibrata, “divina e umana”, a misura, spiritualità; di una visione dell’uomo come, mi pare, coscienza spirituale e umana nella luce serena e dunque non riduttivamente, astrattamente, di una visione razionalistica. Anche correnti più avanzate tendono talora a riferirsi ad un discernimento spirituale più che spirituale e umano. Si è dunque forse non di rado poco attenti alla coscienza più che, nei discernimenti della vita concreta, ad un variamente astratto ragionare. Se si è magari più attenti alla coscienza lo si è ancora, non di rado, in chiave più spirituale che spirituale e umana. Si è attenti dunque alla coscienza per un certo, poco incarnato, discernimento delle intenzioni meno forse per un discernimento integrale, spirituale e umano. Meno attenti, dunque, ad una sempre più profonda ed equilibrata consapevolezza della coscienza spirituale e umana in Cristo, Dio e uomo. Si possono così forse aprire profondamente nuovi orizzonti per comprendere, aiutare, le persone. Orizzonti che possono lasciare intuire profondi limiti a tutto campo di certa cultura attuale. La cultura razionalistica, spiritualistica, si va esaurendo, svuotando, mostrando sempre più, nel concreto, le sue astrazioni, le sue striminzite incarnazioni, le sue inadeguatezze. Diverse persone possono non sentirsi comprese, aiutate a comprendersi… Pensiamo alla preparazione al matrimonio. Si può parlare di cose anche utili ma in varia misura astratte invece di aiutare a trovare gli adeguati punti spirituali e umani per la crescita di quella specifica persona, di quella specifica coppia. Si arriva al matrimonio e magari si scopre un giorno di non aver mai neanche pensato alla necessità di valutare per le vie, nei modi, nei tempi, adeguati le vere, specifiche, problematiche spirituali e umane della propria vita e di quella dell’altro, della coppia.
Talora si sente dire che il prete per esempio nella confessione non deve fare lo psicologo. Certo la confessione è il sacramento nel quale Cristo dona la grazia della riconciliazione. Ma anche qui si possono manifestare frammentazioni, varie scissioni, tra le intenzioni e il resto dell’umanità della persona. Lo Spirito scende anche su Gesù, nel suo battesimo, delicatamente, a misura, come una colomba. Cristo è condotto in una sempre più profonda ed equilibrata consapevolezza del cuore. Non matura solo a livello di intenzioni, più o meno disincarnate poco importa. Dunque Gesù matura in una sempre più profonda consapevolezza di sé, dell’umanità dell’uomo, anche psicologica. L’umanità stessa è via per l’intuizione dello Spirito autentico, non rigido, schematico, etc.. Non aiutare a scoprire la via semplice e piena di buonsenso nella fede nella sequela di Cristo può talora comportare confusioni dolorose, scoraggianti, variamente deleterie. Si dice anche talora, per esempio, che la confessione non è il luogo per la direzione spirituale. Ed è vero che la persona è bene si senta libera, è bene porre grande attenzione e delicatezza in ciò. Ma in tanti casi queste distinzioni sono astrattismi: le persone sono chiaramente ben contente di aver trovato il tempo per dialogare su tutta la propria vita. E Gesù, Dio e uomo, nel sacramento della riconciliazione viene a guarire tutta la nostra umanità, non uno spirito astratto, disincarnato (cfr Mc 2, 1-12). Il vero punto è l’amore sereno, a misura, di Gesù. Quando la persona si sente amata, capita, a misura, non ha alcun problema anzi quasi sempre desidera vivere la confessione come un’apertura confidente di tutta la propria vita, come un aiuto per un discernimento a misura, spirituale e umano, non solo spiritualistico, in tante situazioni concrete.
Una spiritualità tendenzialmente sempre più “divina e umana” orienta così, per esempio, la guida ad un ascolto approfondito, spirituale e umano, dell’altro. Il razionalismo tende alle risposte di logica variamente astratta, in varia misura prefabbricate, può ascoltare poco. Lo spiritualismo può talora forse un po’ più liberamente ascoltare il cuore ma forse talora, appunto, ancora a livello di intenzioni variamente meno incarnate, a misura. Anche qui dunque l’ascolto è meno integrale, più sbrigativo anche se magari non come per certo razionalismo. La guida spiritualista può appunto ritenere che non si debba perdere tempo a parlare delle cose umane, se non per riflettere, in modo poco incarnato, sulle intenzioni del fedele. Tale guida può tendere dunque a limitare in varia misura l’accogliere, con equilibrio, la persona nel suo bisogno umano di aprire il cuore, anche, per esempio, di sfogarsi. Come se questa piena accoglienza fosse un di più inutile. E non invece la via naturale dell’amore, di un discernimento incarnato. In varia misura si resta e si insegna a restare nell’astratto. Dunque discernimenti razionalisti, o spiritualisti, non più pienamente umani in Cristo, Dio e uomo. Specialmente nel caso di una guida spiritualista con un discreto equilibrio tante persone che sono giunte a maturare la scelta di crescere nella fede si possono comunque trovare sufficientemente bene, anche perché possono non venire aiutate altrove a scoprire la via di una crescita più semplice e profonda, piena di buonsenso nella fede, più incarnata a misura. Può invece più evidentemente sperimentare i limiti di un tale orientamento per esempio chi è incappato in passaggi più difficili, anche se in realtà del tutto risolvibili. In tali casi la guida spiritualista si può sentire in varia misura insicura, non in grado di discernere, evidenziando più manifestamente un certo affidarsi a criteri fasulli, variamente schematici. Oppure, altro esempio, possono non sentirsi comprese, adeguatamente avvicinate, persone variamente più lontane da una vita di fede.
Siamo dunque, forse, germinalmente, in un passaggio decisivo da un amore indistinto, spesso inconsapevolmente orientato da logiche schematiche, razionaliste o da un certo più attento ascolto delle sole, variamente disincarnate, intenzioni spirituali alla via dell’amore umano, a misura, in Cristo. La via del cuore semplice nella luce serena, piena di buonsenso, via che conduce tendenzialmente verso una sempre più profonda consapevolezza della coscienza spirituale e umana. Dunque una sempre più profonda abilitazione a leggere, con discrezione, nella vita integrale, spirituale e umana, dell’altro. Sempre più superando logiche astratte o spiritualismi disincarnati. Questo passaggio da un amore variamente indistinto, che può essere rigido, disincarnato, etc., ad un amore semplice, umano, a misura, in Cristo rinnova ogni cosa.
Trovando sempre più, per grazia, le autentiche vie, tappe, della propria personalissima maturazione spirituale e umana si scopre dunque sempre più l’autentico cuore di Cristo, i doni spirituali, umani, materiali, pieni di mille sfumature, a misura, che ogni istante lo Spirito con discrezione elargisce.
La persona è qui, per grazia, sulla via semplice e profonda del cuore nella luce serena, piena di buonsenso nella fede (nei valori per un non credente), a misura. Non è più frammentata per esempio in un’anima variamente disincarnata, in una ragione astratta, in un resto malcompreso della propria umanità. Si è dunque sulla via per trovare l’unità semplice e armonica di tutto il proprio essere.  E dunque anche con Dio, con gli altri, con il mondo. Come, per esempio, percorrere più profondamente le vie della comunicazione, dell’ecumenismo, se l’uomo è frammentato, distorto, in sé stesso? Cercare insieme le vie della comunicazione, dell’unità, è anche cercare le vie della comunicazione e dell’unità interiore, spirituale e umana e viceversa. Pensiamo anche alla famiglia. Francesco stimolando, per esempio, una maturazione delle guide ad un discernimento, ad un accompagnamento, personalizzato, a misura, non schematico, di ciascuno, stimolando una sempre più adeguata sinodalita’, una vissuta ricerca comune con ogni uomo, aiuta molto nella direzione unitaria sopra indicata. Sempre più chiaramente su questa scia la Chiesa può tra l’altro stimolare lo sviluppo integrale di tutte le identità e non solo di quelle cristiane, contribuendo anch’essa a superare gli opposti astrattismi, le opposte imposizioni, dell’integralismo religioso e della piatta omologazione razionalista. Un incontro vivo, di persone, di popoli, concreti, vivi. Pensiamo all’Europa. Non un recupero esclusivo delle radici cristiane ma un aiuto, anche per esempio nella scuola, alla maturazione, anche culturale, delle persone nelle identità liberamente scelte e nel vissuto scambio con le altre.

Genesi di scoperte

19 gennaio 2017

http://www.lastampa.it/2017/01/20/vaticaninsider/ita/commenti/solo-la-comunione-damore-vita-8KBHYwdZxBb4PGf4Ezs9OO/pagina.html?zanpid=2267209899484517376

I fondamentali riferimenti del discernere concreto del Gesù dei vangeli, nelle loro linee generalissime li possiamo rintracciare narrativamente ben delineati per esempio in Gv 1, 29-34. E approfonditi, tra l’altro, in Lc 10, 27. La coscienza spirituale e psicofisica, il cuore, che esiste e matura nello Spirito che scende delicatamente, a misura, come una colomba. Lo Spirito, dunque, come una colomba e Gesù come un agnello, docile e umile (cfr Mt 11, 29), sul quale lo Spirito stesso scende e rimane, come nel suo nido naturale. Si nota dunque un movimento dall’alto, dallo Spirito, ma anche dal basso, dall’umanità, che è via per l’intuizione dello Spirito autentico, per esempio non spiritualistico, razionalistico, moralistico, etc.. Nello sperimentare vissutamente, per grazia, questo duplice movimento sono stato condotto ad intuire in modo rinnovato la vita della stessa Trinità. Il Padre genera il Figlio nello Spirito. Ma il Padre stesso e lo Spirito non possono esistere senza il Figlio. Solo la comunione d’amore è vita. Il Padre è l’origine perché se non vi fosse un’origine si tratterebbe di tre persone giustapposte. Lo Spirito è il ponte, la via comunicativa, amorevole, che consente al Padre e al Figlio di entrare totalmente, delicatamente, l’uno nell’altro, senza confondersi. Senza lo Spirito si tratterebbe di due persone giustapposte. Solo l’amore, dunque è vita e l’amore è Padre, Figlio e Spirito Santo. Questa vissuta interpretazione della Trinità in Cristo, Dio e uomo, nel distinguere e collegare i vari elementi, spirituali, umani, “materiali”, rivela anche i fondamenti spirituali, umani, “materiali”, della logica. Non una logica razionalistica, da tavolino, chiusa in sé. Non una logica solo induttiva, pragmatica. Ma una logica trinitaria in Cristo, Dio e uomo. Un mistero dunque nel quale si può sempre più profondamente venire condotti lasciandosi, per grazia, portare da Gesù. Maturando sempre più profondamente, equilibratamente, spiritualmente e umanamente, per grazia, su questa via. Una logica viva, spirituale e umana. Un vivo intuire, discernere, in vivo contatto con la realtà viva. Non schematismi astratti, variamente a tavolino. Ecco che prendono a delinearsi le basi per un rinnovato incontro tra la fede e la, ora rivista, scienza. Non più il secolare, ripetitivo, paradigma di fede e ragione. Se questa è la via profondamente rinnovate sono anche, per esempio, la teologia, la filosofia, la psicologia… Come osservo dettagliatamente in diversi interventi precedenti. Tutto è tendenzialmente, per grazia, vivificato, equilibrato, ben distinto, messo tendenzialmente in sempre più profondo, adeguato, contatto, per le adeguate, concrete, vie spirituali, umane, “materiali”, con il resto. Dunque possibile sempre nuova adeguatezza, efficacia, Dio volendo, in ogni campo.

La visione della Trinità dunque non è un pensierino a tavolino ma nasce da profondi orientamenti spirituali e umani. Che tendono a plasmare ogni cosa. In un orientamento che solo per brevita’ chiamo spiritualista tutto discende dal Padre, più passivo è il ruolo del Figlio e dello Spirito, come in una certa possibile visuale trinitaria orientale. Da questa tendenza può discendere proprio anche una propensione all’indipendenza di ogni Chiesa regionale. In un orientamento più pragmatico il Padre genera il Figlio e poi si amano nello Spirito, evidenziando la loro parità, come in una talora ormai vecchia, ma non tanto, visione romana. Tale tendenza pragmatica può manifestare una propensione a risolvere i rapporti tra Chiese sul piano di un variamente formale potere giuridico.

La via del cuore nella luce serena, a misura, può orientare, come sopra accennato, alla visuale trinitaria in Cristo, Dio e uomo, descritta all’inizio di questo intervento. Essa può superare le altre due successivamente esposte conservandone le molteplici istanze positive. Il primato del Padre e la sua parità col Figlio non si oppongono ma al contrario o stanno insieme o non possono darsi. Anche nella Chiesa non vi è parità senza primato né vi è primato senza parità. E bisogna considerare il rapporto dei vescovi con le diocesi, che sono parte viva di questa comunione. Anche nell’ottica, per esempio, di un san Pietro, che prima di Roma è stato, pare, vescovo di Antiochia e forse anche di Alessandria d’Egitto. Forse sono questi tra gli orientamenti nuovi che vanno gradualmente emergendo.
Papa Francesco con la sua stessa vita supera schemi della cultura, della mentalità, correnti aprendo tendenzialmente strade nuove, a tutto campo. Può accadere per esempio che qualche buon teologo sia aperto a questi stimoli ma che fatichi, almeno inizialmente, ad uscire più profondamente da un sia pur residuo intellettualismo. Di per sè però non si tratta dell’aprire rinnovati percorsi con il viverli da parte di alcuni mentre altri ne approfondiscono i possibili sviluppi culturali in varia misura a tavolino. È la stessa vita di ciascuno, è poi il vissuto, sempre più profondo, centrarsi in Cristo, Dio e uomo, che orienta a scoprire sempre più distintamente, equilibratamente, i riferimenti spirituali e umani del vivere potendo rinnovare ogni cosa, anche nella cultura. Nell’intervento precedente (   http://www.lastampa.it/2017/01/17/vaticaninsider/ita/commenti/vie-pi-umane-possono-avvicinare-in-modo-nuovo-tanta-gente-in-parrocchia-MVIwk8OqGtKqwMr8r3wS8K/pagina.html )  mi riferisco per esempio alla psicologia. Qui sopra ho accennato anche ad una nuova logica.  Riferendomi ai suoi aspetti spirituali-umani-“materiali”. Non vediamo per esempio una possibile trinitarieta’ anche nel creato? Vi è la voce, il suono, l’udito; il sole, la luce, la vista…

Stiamo entrando dunque in un passaggio da concetti da tavolino a consapevolezze della coscienza. In una cultura ancora razionalista può risultare talora impossibile cercare di spiegare, magari anche dettagliatamente, ad uno studioso quali possono essere i nuovi riferimenti, i nuovi paradigmi, fondamentali e cosa possono comportare i vecchi e i nuovi. La gente invece coglie subito, tendenzialmente, il senso delle cose fondamentalissime. Proprio perché così umane. Come il cuore nella serena luce, il buonsenso nella fede… È il vissuto, con le sue necessarie concrete novità, che si potrà fare gradualmente sempre più profonda, dettagliata, cultura. Allora in un vissuto diffuso i nuovi paradigmi potranno sembrare forse sotto certi aspetti naturali da comprendere per tutti. Mentre oggi può apparire in qualche modo naturale anche il ben più astruso, meno, mi pare, umano, paradigma razionalista.
Lo Spirito scende delicatamente, come una colomba e rimane nel cuore di Cristo, come nel suo nido naturale. La sua umanità (e anche la nostra in lui) dunque è via per intuire lo Spirito autentico, per esempio non cerebrale, rigido… Trovandomi, per grazia, con l’aiuto di molti, specie del mio padre spirituale, su questo cammino ho gradualmente sperimentato sempre più profondamente una libertà a pieni polmoni, perché scoprivo vissutamente che Dio è amore senza limiti e condizioni. Mi sono accorto già prima del 2000 e ho cominciato ad osservare anche per iscritto che forse, superando magari qualche timore di esporsi, si poteva chiarire più profondamente nella Chiesa come la misericordia di Dio è senza limiti. E già intorno al 2000 ho cercato di trasmettere anche per iscritto che forse qui si poteva trovare una limpida soluzione alla questione ecumenica della giustificazione. Accogliendo anche alcuni possibili stimoli del mondo protestante si può affermare appunto che la misericordia divina è senza limiti. Non dimenticando le istanze cattoliche si può nel contempo affermare che Dio è delicato, rispetta la libertà dell’uomo. Il quale dunque può scegliere il suo destino, anche giungere a rifiutare definitivamente e a suo modo con piena consapevolezza (implicita se per esempio ateo) la misericordia del Signore. Ma non era forse, magari, proprio questa la risposta che, per esempio, cercava Lutero?
In questo intervento ho cercato di descrivere con qualche esempio come la sequela di Cristo mi ha condotto a scoprire vissutamente possibili visuali nuove, a tutto campo. Pensiamo anche, per esempio, ad una pastorale sempre più viva, a misura, per tutto l’uomo, non solo per un suo astratto spirito o una sua ragione a tavolino; per ogni specifico uomo. Ho vissutamente scoperto come cercando il discernere concreto, divino e umano, di Cristo potevo intuire in modo nuovo gli intenti positivi dei vari orientamenti e anche coglierli, armonizzati, anche con altri aspetti nuovi, nel suo cuore. Tante sfumature, tanto oscillare, della ricerca umana sono dovuti anche proprio al bisogno di trovare sempre più questo​ equilibrio in Cristo, Dio e uomo. Nei miei interventi su Vatican Insider accenno a molti altri possibili concreti sviluppi, anche in campo ecumenico, su questa via. Il cielo e la terra si possono sempre più profondamente incontrare in Gesù.
Il cuore divino e umano di Cristo è la chiave di ogni cosa.

Gesù e la comunione

15 ottobre 2015

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/comunione-communion-comunion-43978/

Punti critici chiave nella Chiesa oggi

15 ottobre 2015

Nei precedenti articoli apparsi su Vatican Insider ho osservato che l’intellettualismo comporta una riduzione dell’umanità dell’uomo. Una scuola che astrattizza e omologa l’uomo può in varia misura non stimolare la sua ricerca vitale, e con ciò anche il collegamento tra i vari aspetti, ambiti, della sua vita. Già qui si può osservare che è ben difficile costruire una società viva se non si aiuta la personale, comunitaria, civile, etc., maturazione delle persone nei propri valori e anche in un’adeguata condivisione, interscambio. La società degli individui isolati e astratti e della massa anonima e manipolabile sempre si lamenta dell’egoismo dei politici ma non trova le risorse per rinnovare vitalmente ogni cosa.

Eppure su questo punto decisivo della scuola anche nel mondo cattolico si possono riscontrare forse, talora, scarse consapevolezze, timori, reticenze… Ci si può chiedere come mai un tema così evidentemente decisivo non venga così tanto preso in considerazione. Una motivazione decisiva può riscontrarsi appunto nell’intellettualismo. Frammentando, spegnendo, l’uomo, la comunità, etc., talora anche svaluta, agli occhi di non poche persone, a cominciare dalle guide, l’importanza decisiva dell’educazione. Proprio così più facilmente lasciandola nelle mani dei burattinai per esempio dell’economia, della politica. Altro punto decisivo risiede appunto nei potentati della società. Chi detiene le leve dell’informazione di massa può essere perlomeno reticente su queste problematiche. Ulteriori problemi possono nascere, per esempio in campo cattolico: dal timore di alimentare conflitti, anche a livello politico e persino concordatario; dal timore che si perda il controllo, nella vita civile, di eventuali schegge impazzite, anche del tipo terrorismi vari; dal pensiero che la scuola statale favorisce la pace e l’integrazione… Si può osservare che proprio una rinnovata, serena, non intellettualistica, formazione può aiutare a valutare i vari aspetti della problematica educativa senza scadere nel burocratismo, nella disattenzione, in un falso quietismo, nello spiritualismo, alimentando invece un’appassionata ricerca comune. Nella investigazione di vie che, per esempio, aiutino la crescita integrale, profonda, delle persone, delle comunità, nei propri valori; anche dando adeguato spazio all’interscambio, alla vissuta condivisione, alla comune operatività, delle diverse comunità tra di loro; sempre cercando la costruzione ed equilibrata salvaguardia della pace.

Ma l’astrattismo intellettualista può toccare anche, per esempio, la pastorale nel mondo cattolico, orientando in varia misura ad un indottrinamento che non incontra, come la incontrava il Cristo dei vangeli, l’autentica umanità, gli autentici bisogni, delle persone*. Le questioni oggi dibattute al sinodo sulla famiglia sono un esempio di tutto ciò. L’intellettualismo può dunque in varia misura non comprendere l’uomo. Può tendere ad indottrinarlo più che ad essergli, in Cristo, discretamente vicino, a comprenderlo, amarlo, accompagnarlo in modo graduale, personalissimo, aiutarlo in ogni adeguato modo. Con attenzione a tutta la sua umanità e non solo, in varia misura, ad un’anima disincarnata e cervellotizzata. La gente si può sentire dunque variamente non capita, non amata e già in questo è, più o meno consapevolmente, avanti. Più vicina al cuore concreto di Gesù. Più umana.

L’intellettualismo può variamente allontanare anche dalla ricerca sempre più attenta di un profondo centrarsi, e aiutare in ciò i discepoli, sulle fonti e le vie della grazia, su Cristo, che rinnova ogni cosa e non solo un’anima variamente disincarnata. Infatti il razionalismo con le sue astrattezze può orientare in varia misura ad un ascetismo moralista nel quale persino quando si insegna a pregare lo si fa in varia misura puntando su criteri intellettualistici, meccanicistici. Alla fine sulle astratte forze della persona. L’orientamento più frequente può risultare quello di insegnare un filantropismo, un fare, con spruzzatine di fede. Non l’autentica grazia che fa maturare l’uomo gradualmente, con equilibrio. È il cuore, la serena coscienza, dell’uomo e non un astratto ragionare a tavolino, ad essere toccato dalla luce dello Spirito e dall’umanità autentica dell’uomo. Allora la luce stessa orienta l’uomo ad appoggiarsi gradualmente, equilibratamente, sempre più a lei. Anche sempre più attentamente. In ricerca.

Ancora, lo spegnimento, la riduzione, la frammentazione, la settorializzazione, dell’uomo, della comunità, delle comunità, etc., può comportare talora una varia propensione al burocratismo. Anche nella Chiesa. Il burocratismo può spegnere, ostacolare, assecondare la stagnazione… Mille sono le possibili conseguenze negative del burocratismo. Pensiamo alla burocratizzazione nel campo dell’informazione, che può creare élites burocratiche e non un vivo, da sentinelle, scambio di doni nella società.
Il lavoro, l’economia, la politica, in varia misura si generano con questi presupposti.
La situazione descritta lascia dunque intuire le, talora, possibili difficoltà nella maturazione di un sempre più profondo, attento ed equilibrato, discernimento spirituale e umano anche da parte delle guide. Spirituale e umano, non spiritualistico, non razionalistico, non psicologistico, non pragmatista… Senza discernimento ecco l’astrattismo, il pragmatismo, la mancanza di ascolto, di dialogo, attento, personale, comunitario, etc.. Dunque, in varia misura, lo spegnimento, la burocratizzazione, con tutto ciò che possono comportare nel cuore delle persone.
Un cammino di maturazione della coscienza spirituale e psicofisica. Non di uno spirito variamente disincarnato, da un lato; di una ragione variamente astratta da un altro…
Ancora talora si contrappone per esempio ragione e cuore, visto come vuoto sentimentalismo. Ancora, talora, si vuole fondare, in modo anche filosoficamente sprovveduto, il punto base, di incontro, dell’umanità su un’astratta ragione. Incredibilmente anche in campo cattolico. Il che la dice lunga sulla penetrazione di una confusione profonda, che involontariamente allontana dalla sempre rinnovata ricerca, per grazia, del cuore divino e umano di Cristo. Ci si vuole fondare su un’astratta ragione e non si vede che non esiste, che l’uomo pensa secondo quello che ha maturato, anche che è stato aiutato a maturare. Non si vede che puntare su un’astratta ragione priva l’uomo della ricerca viva, personale, comunitaria, etc., nei valori in cui crede. E anche del desiderio della condivisione, dell’interscambio, vitali, con chi la vede diversamente. Qualcuno giunge a ritenere che così si libera l’uomo dal pericolo del fanatismo, senza vedere che una persona spenta, omologata, non può vivere bene e può prendere nel tempo qualsiasi piega. La ragione astratta dunque allontana dalla luce che illumina il cuore, allontana dall’uomo.
Non è facile per la famiglia questa situazione, mi pare evidente. Talora gli appelli alla famiglia sembrano appunto spiritualistici, intellettualistici. Sembrano non comprendere realmente la situazione.Tra l’altro infatti l’intellettualismo, che spegne, settorializza, riduce, non stimola una vissuta, approfondita, visione d’insieme.

Come, da dove, partire per trovare nuovi stimoli che non si riducano a variamente anemiche esortazioni? È il Signore che guida la storia. Maria ci ha parlato del trionfo del suo cuore immacolato. Una sempre rinnovata spiritualità-cultura può aiutare molto. Un papa che si lascia rinnovare, e così un prete, una parrocchia, poi tante parrocchie, associazioni, comunità, un genitore, un giovane, un giornalista, uno sportivo, un operaio, una famiglia… Ogni persona che apre sempre più il cuore si apre e apre a mille possibili scoperte, strade nuove… Forse la via viva del cuore si sta sviluppando gradualmente, le ossa talora in varia misura inaridite viste da Ezechiele stanno prendendo sempre più corpo, vita (Ez 37, 1-14). ” Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo. Togliero’ da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne” (Ez 36, 26).

* Allora Pietro disse: «Forse che si può proibire che siano battezzati con l’acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?» (At 10, 47). “Non però che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio, che ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza, non della lettera ma dello Spirito; perché la lettera uccide, lo Spirito dà vita” (2 Cor 3, 5-6). “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 5, 17-20).
Pietro battezza i pagani perché hanno ricevuto lo Spirito, asseconda lo Spirito. Gesù dice che non passa neppure un iota della legge. Come mai, se ha cambiato tante cose? Gesù parla un linguaggio spirituale e dunque anche umano: la legge autentica è quella di Dio, le leggi, la giustizia, degli uomini, possono modificarsi, anche progredire. Bisogna guardare, con l’aiuto della grazia, al cuore di Cristo. Come vive, parla, dialoga, ama, nei vangeli e quello che fa nello Spirito. Cristo non sta e non agisce, se accolto, efficacemente anche nel cuore di un peccatore che non rifiuta del tutto la sua grazia?
Altro discorso è vedere tempi, modi, di questo progresso. Nel concilio di Gerusalemme la Chiesa stabilisce di imporre solo pochissimi degli obblighi in realtà della tradizione giudaica (At 15, 28-29). E’ un compromesso in un cammino di avvicinamento sempre più profondo allo Spirito di Cristo. Ciò lascia intendere che si possono dare, e sono già dati, nella Chiesa, margini anche locali di discrezionalità. Anche se evidentemente va posta una grande attenzione ai pericoli che tutto ciò può comportare.
Sempre in questa direzione si può forse valutare la possibilità di lasciare al sacerdote il discernimento. Certo qui si tocca un altro punto delicato per esempio perché il sacerdote non può non essere libero nel suo discernimento ma nemmeno può essere una persona fuori di testa. Inoltre la misericordia di Dio è sconfinata.

Chiesa sacramento di unità di tutto il genere umano (Sinodo sulla famiglia)

15 ottobre 2015

In vari articoli precedenti su Vatican Insider accenno ad episodi evangelici nei quali emerge complessivamente lo sguardo amorevole, comprensivo, sereno, fiducioso, di Gesù verso la persona, anche quando è nel peccato volontario. Vediamo che Gesù non punta a far doveristicamente riconoscere i peccati. È il suo personalissimo, discreto,  accompagnamento alla scoperta dell’essere amati, chiamati alla gioia, alla pace, ad ogni bene, che apre gradualmente il cuore delle persone. E orienta anche a riconoscere naturalmente, con equilibrio, gli eventuali peccati commessi, a chiedere perdono, etc..

Nell’articolo immediatamente precedente su Vatican Insider vediamo un episodio in cui è Pietro che chiede a Gesù di allontanarsi da lui che è un peccatore. Ma Gesù lo rincuora, lo rasserena, dicendogli di non temere perché d’ora in poi Pietro stesso sarà pescatore di uomini. L’uomo può talora tendere ad avere una visione moralistica del peccato, del suo riconoscimento, dalla quale Gesù viene a liberarlo. Anche in questo l’uomo è condotto gradualmente verso uno sguardo del cuore, semplice, sereno, sano, equilibrato… Il cuore di Gesù è divino e umano, pieno di umanità.

I santi possono essere persone che, almeno da un certo punto della loro vita in poi, possono non avere commesso più peccati volontari. Ciò naturalmente non significa che siano perfetti. Tra l’altro il ripiegamento del peccato originale lascia qualche traccia di sé. Benché sempre più profondamente superato dalla grazia gradualmente donata e accolta. L’uomo ha infinito bisogno di Dio, del suo amore, della sua luce, della sua grazia, del suo sostegno, senza le quali cose non può nulla.  L’umanità dell’uomo rimane comunque la via stessa per scoprire il vero, semplice, bello, sano,  vivificante, amore di Dio. Rigidità, sensi di colpa, forzature meccaniche, cavillosita’, etc., tutto ciò che non è equilibrato ce lo segnala la nostra stessa umanità. Anche se si possono dare passaggi autentici da poter compiere che possono invece apparire non equilibrati. E possono in particolare richiedere l’aiuto, il confronto, con qualche persona esperta di Dio e dell’uomo. Il punto è che Dio conosce l’umanità serena, autentica, equilibrata, etc., molto più di noi. Il cristiano dunque è gradualmente condotto verso lo scoprirsi una creatura. Davanti a Dio un piccolo, amato dal Padre, con tanti doni. Talora magari con qualche vario peccato valutato con serenità ed equilibrio, e per il quale chiede perdono. Sereno tra le braccia del Padre.

Nell’enciclica di Benedetto XVI Spe salvi al numero 46 si afferma in modo molto chiaro la totale misericordia di Dio. Dio non è un giudice che oltre certi limiti non può non sanzionarmi, anche in modo definitivo. Benedetto fa comprendere ivi che il problema di Dio è il rispetto e la delicatezza verso le persone e la loro libertà. Se in una persona, sia pure implicitamente se atea, vi è nell’ultimo spiraglio della sua anima, pure sommerso da mille consapevoli contraddizioni, il desiderio di andare in cielo Dio, che è totalmente desideroso di accoglierla, potrà farlo perché non le usa violenza. Dunque se la scelta più intima della persona è il paradiso.

Il peccato contro lo Spirito Santo (Mc 3, 29) è il rifiuto della luce che mi fa vedere nel cuore cosa mi dà veramente vita. Finché rifiuto  consapevolmente la vita Dio non può darmela più pienamente perché rispetta la mia volontà. D’altro canto l’amore è solo libertà, non può essere imposto per dovere o con la violenza. Lo Spirito dunque possiamo rifiutarlo. Invece senza la grazia di Dio non possiamo veramente intuire, fidarci, fare, nulla.

Se Dio è totalmente misericordioso come mai poi nel vangelo leggiamo per esempio che Gesù parla di passare per la porta stretta (Mt 7, 13-14)? Il punto chiave è sempre la delicatezza di Dio verso le persone ed il rispetto della loro libertà. Sulla terra il Signore può condurre l’uomo sulla via dell’amore gradualmente, perché maturi un libero e consapevole desiderio di aderire al piano meraviglioso di Dio per lui. Se l’uomo ricevesse una grazia più grande dell’opportuno potrebbe poi ritrovarsi con il peso di un dono indesiderato.
In cielo Dio può, sia pure in un sano percorso graduale,  donarsi più rapidamente alla persona perché questa ha ormai stabilito la sua decisione definitiva a favore della misericordia divina e della sua opera di vita. Chiaro che la persona può, nel corso della vita terrena, anche giungere invece ad una scelta definitiva per il rifiuto della misericordia divina. Sia in terra che in cielo l’amore di Dio entra nel cuore dell’uomo che si lascia spogliare di sé. La porta stretta c’è sempre. In terra per i motivi sopra accennati la grazia per passare attraverso di essa può venire donata più gradualmente. Ma una cosa è entrare più pienamente nella vita già qui sulla terra e un’altra la salvezza eterna, alla quale ho accennato sopra.

In Mt 19, 16-30 alla domanda del giovane ricco sulla via per la vita eterna Gesù gli indica tra i comandamenti solo quelli che lui aveva già ricevuto per grazia di vivere. Anche se il ragazzo inconsapevolmente li ascriveva a proprio merito. Gesù dunque gli dice che sta già vivendo tante cose molto belle, per sé e per gli altri. Quando il giovane gli chiede in cosa ancora può crescere Cristo gli risponde che se vuole essere perfetto lasci tutto, dandolo ai poveri, e lo segua. Il giovane se ne va triste. Ma nel prosieguo del vangelo si può forse intuire che il giovane gradualmente si scoprirà cieco, bisognoso, per entrare sempre più nella vita, non delle proprie forze ma della grazia divina, senza la quale non possiamo nulla (Mt 20, 29-34. I due ciechi di Gerico. Il doppio in Matteo. L’evangelista spesso parla di due persone che entrano in relazione con Gesù perché nella seconda ciascuno di noi possa in vario modo identificarsi). Come mai Gesù, che vediamo accompagnare tante persone in un cammino graduale, qui invece passa dalla stima per il bel cammino graduale del giovane ad una proposta così radicale? Gesù non si è fermato alle apparenze, forse legge l’accendersi sincero di una ricerca ancora più profonda nel cuore del ragazzo, comincia a confermargli il dono di una chiamata profondissima. Che potrà avere il suo giusto tempo per maturare. Dio ama, comprende, ogni persona, sa come portare ciascuno, in modo personalissimo, verso la vita.

La profondità della chiamata non orienta necessariamente alla vocazione sacerdotale o religiosa. Anzi, la famiglia è, nel profondo, l’origine, in Cristo, nella Chiesa, di tutte le vocazioni e anche di ogni profezia. Si può forse dire che ogni persona è, nel profondo, ordinata ad una famiglia. Anche un orfano di genitori sconosciuti, forse atei, portato in un cammino da Dio, potrà gradualmente trovare in Dio una risposta anche in questa direzione. Il sacramento del matrimonio, della famiglia, domando, è un dono anche per lui. Gli dice che la verità profonda dell’uomo è nascere in una famiglia dove c’è amore, benedetta dal cielo. Il sacramento del matrimonio, mi pare, come forse ogni sacramento, non esclude ma include, senza fasulle confusioni. L’amore stesso di Cristo nei sacramenti, con le loro specificità,  si diffonde verso il cammino personalissimo di ogni uomo. Non è chiamata la Chiesa sacramento di unità di tutto il genere umano? Cristo e la Chiesa che con tutto il cuore, con discrezione, delicatezza, attenzione, portano, si fanno vicini, ad ogni uomo, secondo il graduale sereno, personalissimo, aprirsi, del suo cuore.
Altro, mi pare, domando, che dire ad un orfano di genitori sconosciuti, tutto questo non è per te, né tocca in nulla i tuoi genitori. Altro, dunque, domando, che non poter dare, discretamente, l’eucarestia a chi liberamente l’accoglierebbe.

In un precedente articolo su Vatican Insider
( http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/eucarestia-eucharist-eucaristia-42403/ ) osservo che i brani evangelici nei quali Cristo stesso offre l’eucaristia sembrerebbero mostrare che Gesù l’avrebbe donata con tutto il cuore, con discrezione, a chi liberamente l’accoglierebbe. Quello stesso cuore che, mi pare, manifesta in tutto il vangelo. Sono domande che pongo nella comunione e nell’obbedienza alla Chiesa. Non è davvero difficile, leggendo i vangeli, pensare il contrario? Non basta, certo per grazia, leggere i vangeli alla luce di tutta la vita di Gesù, come appunto nei vangeli la troviamo? Non è forse che la crescita talora nella Chiesa può passare, nello Spirito, dall’estrapolare dai vangeli una dottrina astratta, una parola astratta, alla meditazione di tutto il vivere, parlare, dialogare, amare, di Gesù? Tante persone non sentono vicino il Cristo dei vangeli e lontana una dottrina astratta? Non è che in tante cose tanta parte, forse, del popolo è talora avanti?
Ancora: Gesù è nel cuore di qualsiasi persona di buona volontà, quale che sia la tappa del suo cammino, fosse anche un ateo? Gesù è nel cuore anche di una persona che commette peccati consapevoli e volontari, cioè rifiuta aspetti del suo cammino sui quali lo illumina la grazia, ma non ha rifiutato del tutto la grazia che ha ricevuto in dono? Se Gesù è nel cuore di una persona che senso ha non dargli, con discrezione, la comunione? Non vediamo Gesù fare questo nei vangeli? Non dando la comunione non faremmo il contrario di ciò che ha fatto Gesù?

Francesco e la Regina delle Vittorie

4 ottobre 2015

Oggi è san Francesco e la Madonna di Pompei regina delle vittorie. I miracoli avvengono, le promesse si realizzano ma il Signore quando viene trova la fede sulla terra?

Vangelo di domani: Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino (Lc 10, 25-37).

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/centofanti-centofanti-centofanti-43755/

La preghiera di Benedetto e la venuta di Francesco.

3 ottobre 2015

Il rapporto con la spiritualità-cultura antico-testamentaria può rivelarsi ancora ricco di possibili ulteriori approfondimenti che ci possono essere di aiuto. Ho osservato che la storia della salvezza attraverso un popolo è stata forse necessaria anche per preparare la stessa cultura di fondo di Cristo. Il dialogo, pur con tutti i limiti, con Dio del popolo israelita lo ha orientato a trovare, dal lato umano, il riferimento fondamentale nel cuore. Nel cuore, nella coscienza, integrale: spirito, “psiche”, corporalità, potremmo dire oggi. Anche allora troviamo un certa tripartizione, forse in fondo molto simile.

Cristo, per esempio, non era un razionalista. E Cristo può venire sempre più scoperto, nelle cose essenziali, come il riferimento anche umano fondamentale. Anche, dunque, come il filosofo, vorrei dire, di riferimento. Mentre ancora oggi questa fiducia, attenzione, può non riscontrarsi sempre così tanto. Si resta, talora, ad un Cristo un po’ spiritualistico. Gesù, invece, questi riferimenti anche umani (come il cuore e non un’astratta, riduttivamente calcolante, ragione) ce li ha trasmessi con la vita e con le parole. Forse sono argomenti che ha trattato, sotto certi aspetti, in modo tale da lasciare in ciò margini di libertà alla maturazione dell’uomo. Ma, direi, su una linea sostanzialmente tracciata, delicatamente. E che può venire sempre più approfondita.

La filosofia anticotestamentaria può talora essere stata sottovalutata rispetto, per esempio, alla filosofia-cultura dell’antica Grecia. Vista, quest’ultima, come più produttiva. Per esempio in campo scientifico. Se la spiritualità-cultura anticotestamentaria è, nelle cose essenziali, meglio centrata, come mai allora non ha prodotto quella mole di scoperte in tanti campi che si può ascrivere alla cultura greca antica? Forse una risposta almeno parziale la troviamo proprio nel motivo che ha permesso al popolo ebraico anche di preparare, negli aspetti essenziali, la stessa umanità di Cristo. Un regno teocratico nel quale molte cose anche più “terrene” erano stabilite, orientate, etc., teocraticamente. Nel cattolicesimo, per esempio, una certa crescente, talora, distinzione tra gli aspetti più spirituali e le diverse culture, le diverse realtà politiche, dei popoli, sotto alcuni aspetti può aver stimolato una ricerca più libera, per certi versi anche meglio distinta, rispetto alla condizione anticotestamentaria. Ma ciò ha anche comportato il rischio di subire influenze meno centrate anche negli aspetti essenziali dell’uomo. Per esempio influenze razionaliste. Mi paiono, quelli qui trattati, temi decisivi che possono venire, vissutamente, molto approfonditi, anche in un profondo vitale, scambio, dialogo, etc.. Qui più che altro lancio solo possibili stimoli, tutti, eventualmente, da verificare.

La non infrequente distrazione, inconsapevolezza, genericità, della cultura circa queste problematiche può dipendere proprio da una falla determinante nella spiritualità-cultura stessa: non si prende talora in considerazione una visione integrale dell’uomo, con attenzione a tutti i riferimenti spirituali e umani essenziali. Può non di rado rivelarsi assente la (sempre rinnovata, vissuta) ricerca esplicitamente meditata, anche nel dialogo, di un nucleo di riferimento spirituale e umano e delle sue vitali connessioni con tutta la vita e la conoscenza umana. Per cui, per esempio, lo stesso Cristo viene non di rado inconsapevolmente visto come un riferimento in realtà spiritualistico (le intenzioni), non integrale, spirituale (le intenzioni) e anche umano (per esempio il cuore e non un’astratta ragione).
Si possono dunque cercare, per esempio, le strade per centrare in Cristo la crescita integrale, personalissima, comunitaria, etc., del cattolico e quella di ogni altra persona-comunità nei propri riferimenti. E anche si possono cercare le strade per favorire lo scambio, la condivisione, etc., tra le persone delle diverse culture, filosofie, religioni. Si può imparare a cercare sempre più in Cristo gli autentici, essenziali, riferimenti spirituali e umani del suo concreto discernere. Come lo possiamo sempre meglio vedere nei vangeli. Scoprendo sempre più profondamente come solo in Cristo, Dio e uomo, troviamo, per grazia, sempre più i riferimenti essenziali, spirituali e umani, per una spiritualità-cultura sempre meglio centrata sotto tutti gli aspetti e proprio per questo anche tendenzialmente sempre più viva e feconda a tutto campo. Si può infatti, mi pare, rilevare, che Cristo è stato, in quello che maggiormente serviva (per esempio il riferimento alla coscienza), aiutato dalla spiritualità-cultura in cui è nato ma ha anche operato un profondo superamento di ciò che era, a tempo debito, da superare, come la via teocratica.

Ci si può dunque forse domandare se talora paragonando, per esempio, antico ebraismo e cultura greca si finisca per ritenere un certo, talora, razionalismo greco* più produttivo. Quanto vado scrivendo qui potrebbe indurre a porsi qualche interrogativo su tali conclusioni. La spiritualità-cultura ebraica del cuore che si lascia portare da Dio mi pare più fondamentalmente centrata e dunque, tendenzialmente, anche la più feconda. Per divenire sempre più tale andava sfrondata di ciò di cui Cristo la ha, essenzialmente, sfrondata. Andava anche approfondita, come ha fatto Gesù, come cuore che esiste e cresce nello Spirito che scende delicatamente, a misura di quella data persona, come una colomba. Dunque una spiritualità-cultura tendenzialmente sempre più divina e umana. Non solo in varia misura astratta, spiritualistica, per esempio. Lo spiritualismo può risultare meno fecondo perchè può considerare meno e meno equilibratamente, pienamente, tutto l’uomo, non solo le sue intenzioni. Viste allora in varia misura astrattamente.

Chiedo poi se in qualche vario modo non si può vedere sulla tendenziale linea che qui lumeggio la grande fecondità a tutto campo di una varia spiritualità- cultura di, perlomeno, ascendenza anche ebraica. Cosa che forse ci può far riflettere sul venire del Figlio nella carne. Infatti anche l’ebraismo forse, liberato dalla teocrazia, vede, in un certo senso, Dio rivelarsi nella persona, nella comunità, nello scambio tra le comunità, nel popolo, tra i popoli… Come, forse, un avvicinarsi al corpo di Cristo, al farsi carne del Figlio…
La cultura greca antica ha fornito il suo ricco e bel contributo, che può venire rivisto e meglio integrato nella tendenziale direzione in queste riflessioni indicata. Che non è quella del razionalismo ma del sempre rinnovato, tendenzialmente sempre più equilibrato, ben distinto, articolato, vivo, discernimento del cuore integrale. Non un ragionare a tavolino ma un venire portati nel mistero di Dio, dell’uomo, del mondo, in Cristo, Dio e uomo. E in questo mistero riflettendo, dialogando, condividendo la vita…

Per questo si cresce nella comunità cristiana, nel mondo; per questo talora stare nei palazzi del vario potere non aiuta mentre la gente accorre, talora a frotte, da Cristo. Anzi i palazzi del potere possono anche in vario modo e misura distogliere la gente da Cristo. Come dunque è importante in ciò evitare i paludamenti, le apparenze, le cooptazioni senza equanimità e verità, comunicare con e dal basso. Spesso una vera autentica forza di rinnovamento. Tra l’altro questo andare per ruoli, etc., invece che per sostanza, ostacola il contributo talora molto originale e innovativo di tante persone profondamente preparate spiritualmente e culturalmente e alimenta invece la ripetizione dei cliché in voga. Che rassicurano talora il potere, cristallizzano le strutture. Ecco dunque che la frammentazione intellettualistica (invece che la vissuta crescita integrale) alimenta tra l’altro il burocratismo dei ruoli, delle competenze, l’astrattismo dei discernimenti a tavolino.

Su questa stessa via si aprono nuovi orizzonti per la comprensione non solo della donna ma dell’uomo e della donna insieme. La via del cuore nello Spirito che scende come una colomba conduce tendenzialmente verso la liberazione per esempio dal riduttivismo razionalista, che considera la persona umana con gli squadrati criteri di una logica astratta. La via del cuore orienta verso l’autentica umanità dell’uomo e l’autentica umanità della donna. Superando vecchi stereotipi e anche alimentando uno scambio, una maturazione comune, ancora una volta nel libero, sereno, incontrarsi dello Spirito e dell’umanità, dell’uomo e della donna nello Spirito. Si aprono più profondamente le vie della comunicazione e della pace fin dentro la coppia, fin dentro la famiglia. Alle radici di una società rinnovata, sempre più, tendenzialmente, redenta. Nella misura, invece, in cui l’uomo e la donna non si incontrano (anche solo implicitamente, se non credenti) in avanti, in Cristo, Dio e uomo, questo incontro può avvenire anche qui su basi riduttive, astratte, anche di un potere visto riduttivamente ed in modo distorto. Su questa scia si può osservare che la famiglia come ce l’hanno trasmessa i vangeli non è una riduttiva realtà sociologica ma può dare un’impronta di fondo, profondamente umana, a tutta la società nelle sue varie sfaccettature, anche includendo, senza fasulle confusioni. Persona, famiglia o individuo, comunità o folla, incontro di persone-comunità o massa, uguaglianza nella diversità oppure omologazione, armonia o legge (della forza, della furbizia, etc.). Lasciarsi salvare dall’amore, dalla grazia, o salvarsi da soli, potendo scoprire un giorno che questo è già dividersi, anche da sé stessi e unificarsi astrattamente. Il cuore infatti orienta alla luce che lo illumina, la ragione astratta frammenta l’uomo in sé stesso, lo spegne, rendendolo sotto certi aspetti quasi come un computer, soggetto ad una logica astratta, disumana, riduttiva, variamente distorcente.

PS.:

Nel maggio del 2010 papa Benedetto ha chiesto a Fatima a Maria di affrettare la vittoria del suo cuore immacolato entro il centenario delle apparizioni (13 maggio 2017). Forse siamo chiamati a vivere con profonda fede la risposta di Maria. E a pregare Maria e Dio di aiutarci anche in ciò. Non sembra per esempio papa Francesco un vero dono del cielo, forse così tanto del cielo da scoprire forse rinnovatamente sé stesso proprio nel suo pontificato? L’attenzione fiduciosa alla risposta di Maria può aiutare ad intuire che la fede può rendere più vigilanti e disponibili al lasciarsi portare oltre la propria mentalità per esempio proprio da papa Francesco. Forse la preghiera di Benedetto comincia ad essere esaudita, forse papa Francesco ci aiuta a compiere un altro passo oltre l’intellettualismo residuo, verso il cuore divino e umano di Cristo… Giovanni Battista si lasciò spiazzare. Aveva annunciato un fuoco purificatore ma lo identificò in una colomba; il leone della tribù di Giuda e lo identificò in un agnello.

* Che quello della Grecia antica possa considerarsi razionalismo può essere questione tutta da valutare. Forse, almeno in parte, talora, si trattava invece di una libera ricerca vitale. Magari talora con una certa varia tendenza intellettualistica. Qui dunque mi riferisco a ciò che dalla cultura greca antica può talora venire riduttivamente estrapolato. Un variamente astratto razionalismo, appunto.

Francesco e il vangelo

29 settembre 2015

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francisco-francis-43654

Note (che finora ho dovuto tenere riservate) su alcune possibili esperienze spirituali (sottometto tutto al vaglio della Chiesa)

6 giugno 2015

Ero in seminario nella mia stanza, davanti a me la finestra e un cielo interamente nuvolo.Ho pregato qualcosa come: “Signore dammi la luce!”.Subito è apparso un sole abbagliante al punto che mi sono dovuto coprire il volto con la mano.Quando ho percepito che la luce si era sfocata ho tolto la mano e nel cielo c’era una grandissima nuvola a forma di madonna rivestita di un manto.Ho parlato con lei e mi ha risposto con cenni della mano.Poi ho pensato di andare alla cappella della Fiducia a chiedere una parola a Dio.Sono arrivato all’ascensore ed era lì pronto (un vero miracolo.Penso che con Maria si fa sempre in tempo a scendere:Maria è la povera, la piccola) e sono sceso due piani (mi pare) più giù, alla Fiducia.Ho cercato il lezionario che è sempre al centro della cappella ma non c’era né sono riuscito a trovarlo altrove nella cappella.Allora ho pensato che la prima scritta che trovavo vicino all’eucarestia nel tabernacolo era la parola per me.E la scritta ai piedi della madonna col bimbo tra gli angeli (e con più sotto i papi e sotto ancora l’altare con l’eucarestia e l’immagine della fiducia) era: ”Praesidet aethereis pia virgo maria choreis”.E io avevo visto una nuvola!

La seconda (mi pare) sera dopo, nel comune dei pastori ai vespri ho trovato l’immaginetta di Annigoni di Massimiliano Kolbe morto per terra e risorto come una nuvola dentro la nuvola di Maria, che aveva le mani sul suo capo come a benedirlo, a plasmarlo, etc..

Qualche tempo dopo, dopo la compieta delle ventidue (circa) ero sulla grande terrazza che guarda ai colli Albani, al nostro campo di calcio, etc..Era una notte limpida e c’era una bella luna piena splendente.Dalla luna partivano due lunghissimi raggi celesti paralleli che scendevano diagonalmente e si posavano su di un’unica nuvoletta nel mezzo del cielo, ed era un angelo con le ali, inginocchiato verso di me, verso la cattedrale di s.Giovanni (e del Salvatore), verso il seminario, verso la città.

Molti anni dopo, quando ero sacerdote da diversi anni, ho visto in sogno una statua di Maria col manto verde chiaro e vestita di bianco.Maria mi ha dato una carezza e si è messa a camminare e mi ha condotto con sé ad un’altra statua di Maria col manto blu scuro e la veste bianca.Come a dirmi che in tutte le statue di Maria è presente sempre lei per davvero.Poi la statua verdolina è ascesa rapidamente al cielo lasciando cadere delle foglioline secche.Io ho visto nella madonna blu l’immacolata, il cammino della redenzione e in quella verde l’assunta.Nelle foglioline ho visto l’aiuto di Maria a superare le mie debolezze, etc..

Ho raccontato questo sogno ad una persona da molto tempo malata (ma forse vicina alla guarigione) forse da rischiare di morire, dicendo che se le raccontavo quel sogno speravo che quella carezza di Maria fosse anche per lei ed anche l’aiuto a superare la prova.Dopo pochissimi giorni quella persona è guarita.

Sono episodi che mi fanno pensare prima di tutto all’era dell’immacolata e dell’assunta, alla chiamata per i sacerdoti a dare la vita (nel cuore di Maria), alla Gerusalemme celeste (la Chiesa “celeste e terrestre”) che scende dal cielo, da Dio, agli angeli che salgono e scendono sul figlio dell’uomo, Cristo, Dio e uomo, alle persone che, come angeli, mi hanno aiutato a crescere.

Molti altri episodi potrei raccontare perché Maria, Dio, gli angeli, i santi, i nostri cari defunti sono con noi.Sono ben consapevole che sono esperienze personali, private.Sono una persona schietta e non parlo obliquamente, non ci sono messaggi collaterali e d’altro canto sarebbe ingenuo perché anche Maria conservava tutte queste parole-fatti nel cuore lasciando che parlassero, operassero, nel tempo.

Quella nube (alta vari metri, 3? 5?) a forma di Madonna che mi ha parlato a gesti etc… stava sulla Lateranense, nella parte dell’edificio più vicina al seminario.Il mio padre spirituale di allora in seminario, ora vescovo, è stato, per molti anni, sostanzialmente l’unica persona (insieme ad un altro sacerdote mio padre spirituale nella parrocchia di origine) a cui ho detto di questi  possibili segni.Quando, dopo molti anni, mi sono chiesto se dovevo rendere pubblici ad es. sul mio blog questi possibili segni, il vescovo ausiliare mi ha detto di no ed io ho obbedito.Ma non mi è costato nulla perchè, almeno per ora, mi pare che sia bene dire questo  solo a qualche vescovo, sacerdote, etc., in privato (e favorendo, con prudenza, delicatezza, etc., tra sacerdoti, la circolazione anche delle note riservate), come se Maria e Cristo volessero venire in modo forse anche, per noi, nuovo (e col contributo, in Cristo, di ogni uomo) sotto certi aspetti, prima di tutto (anche con la conoscenza di questi segni), tramite, in qualche modo, i pastori.Anche gli scritti che qui ho presentato possono forse contribuire a testimoniare che forse bisogna fare molta attenzione.Altre vie, ad es., possono forse individuarsi nella trasmissione viva di una spiritualità sempre più divina e umana tra la gente, in parrocchia, etc., nella cultura, etc..

L’angelo poteva apparire alto forse due metri.Non ricordo bene se si vedeva la manica della tunica spuntare leggermente a mezz’altezza della sagoma del corpo. note ris Il due maggio 2008, anniversario della mia prima comunione (la prima confessione e la cresima il primo maggio 1965), giorno in cui, tra l’altro, ricevetti in regalo la storia di M. Kolbe (che si è reso manifestamente presente in alcuni momenti decisivi, ad es.: la mia ordinazione lo stesso giorno della sua), ho celebrato (in un orario insolito) la messa verso le 14,30 in san Timoteo, Roma.L’altare era stato spostato transitoriamente da qualche tempo e da una finestra sul tetto il sole abbagliante illuminava in un fascio di luce l’altare, il messale, l’eucarestia e me che celebravo.

Poi ho visto che in quella finestra c’era un disegno, ma per il sole non potevo distinguerlo.Il giorno seguente ho visto il disegno: era una colomba, con la scritta: Veni Creator Spiritus.

Anche se, sotto certi aspetti, non posso dedurne nulla di “certo”, ho vissuto quest’esperienza come essere, in un certo senso, battezzato e trasfigurato, cresimato, etc., in Cristo, ma, nella mia piccolezza come, forse, possibile dono e segno per tutti di un approfondimento della rinnovata “creazione” in Cristo, nel suo Spirito, nella sua divinità e nella sua umanità.

Forse è necessario essere profondamente disponibili a cambiare le nostre stesse fondamentali impostazioni spirituali-umane-culturali, tutto, senza pensare che in fondo cambi poco, disponibili ad un concreto, etc., dialogo dal vivo.

P.S. Forse la mia prima confessione risale al giorno o a qualche giorno prima di quello della cresima.P.S. 2 Forse il dono è anche quello dei misteri della luce, di Maria e di Giovanni Paolo II.Questa possibile intuizione rafforza una domanda sulla possibilità di riconoscere, tra l’altro, il segno di questo o quel papa (pastore) anche nelle esperienze spirituali di cui parlo in questo e nel precedente allegato.

Forse, tra l’altro, sta giungendo un tempo nel quale viene ancora di più in questa nuova pienezza colui che battezza in Spirito Santo: la venuta prima di papa Benedetto e ora, ancora di più, di papa Francesco, non sembrano muoversi in questa direzione? La richiesta di papa Benedetto a Fatima dell’affrettamento entro il maggio 2017 della vittoria del cuore immacolato di Maria non sembra muoversi in questa direzione?Perchè mi trovavo da solo in Chiesa quel due maggio? Forse perchè nella mia povertà rappresento un invito a venire nel deserto, oltre sé stessi, per andare incontro a Cristo, Dio e uomo, rispondendo alla sua chiamata: aprendo un varco più profondo all’ascolto, sulla base della fiducia nella chiamata di Dio, una disponibilità a mettere in discussione anche le proprie apparentemente più naturali impostazioni fondamentali spirituali-culturali, una disponibilità a lasciarsi illuminare completamente il cuore dallo Spirito di Cristo, liberati da tante possibili occlusioni ad es. spiritualiste, intellettualiste, pragmatiste.Si può pregare, ad es., per l’unità dei cristiani, ci si può scervellare per l’unità ma, talora, ad es., si può rischiare di non ascoltare, non dialogare, attentamente, con il piccolo che dice il vero e di non essere, talora, tanto facilmente disponibili, assetati, pronti, a modificare le proprie impostazioni spirituali-culturali, a mettere in discussione i propri paletti.E forse perchè il deserto è quello dell’esodo verso la terra promessa, Cristo, Dio e uomo (anche quello dei vangeli, sempre più attentamente e con fiducia meditato), nella sua Chiesa, nel mondo, etc..Cioè il cenacolo, luogo, forse, dell’istituzione dell’eucaristia e della Pentecoste.

Questo testo è ora in appendice al Manifesto del cuore divino e umano di Cristo.Ecco il link per il Manifesto citato: https://gpcentofanti.wordpress.com/manifesto-del-cuore-divino-e-umano-di-cristo/

Aggiungo qui una possibile domanda: Vorrà dire qualcosa, se questa esperienza è veritiera, che la Madonna stava sull’Università Lateranense, tra l’altro l’università “del papa”?

Aggiunta 27 dicembre 2016: Intorno alla metà di dicembre rientro in santuario verso le ventitré e trenta. Proprio sul sagrato dell’antico santuario non ricordo perché alzo il capo e vedo che il cielo è tutto coperto, a tappeto, di nuvole ma vi è un’apertura perfettamente quadrata di cielo limpido attraverso la quale apertura, nel centro, risplende luminosa una luna piena molto grande, diciamo col diametro pari quasi alla metà di un lato del quadrato suddetto. Guardo stupito l’inusuale veduta quando la forma dell’apertura da quadrata diviene a cuore. Ho imparato a lasciare fare al Signore conservando, come Maria, proprio nel cuore senza interpretare. Ma certo può venire in mente un riferimento al trovarci, nella Chiesa, in un possibile passaggio da un talora variamente astratto, squadrato, razionalismo ad un discernimento del cuore nella luce che scende serena, delicata. E i richiami della luna, del cuore, a Maria possono risultare spontanei. Il fatto che, mi pare, fosse il giorno seguente al plenilunio potrebbe ricordare la Pasqua, che si celebra la domenica immediatamente successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera. Ma non voglio complicare. Comunque Dio, la Madonnina, nel manifestarsi sono umili, discreti, ma anche pieni di fantasia, di sorriso, di poesia…

Un passo in avanti

5 giugno 2015

Nel numero 3958 de La Civiltà Cattolica l’intervento Misericordia e verità, ancora un po farraginoso, si conclude con l’intuizione che esse si incontrano nel cuore di Cristo… E si dice che bisogna risalire appunto a nuovi presupposti superando platonismo e aristotelismo…

Un’epoca di passaggio

31 maggio 2015

Leggendo l’intervento a Scienza e Vita del cardinale Bagnasco si nota che fonda il suo discorso sulla razionalità, sul dialogo razionale, senza avvedersi di favorire con ciò le cause profonde del pensiero di chi vorrebbe persuadere.Oggi spesso l’uomo è scisso tra spiritualismo nella fede, razionalismo nel pensiero, con la conseguenza di non venire aiutato a trovare la via di una maturazione della coscienza (e del discernimento) integrale, spirituale e umana, finendo così nella vita concreta nel pragmatismo. Spiritualismo, razionalismo, pragmatismo, possono ciascuno a suo modo orientare anche subliminalmente al secolarismo, al nichilismo, etc..Tornare con più fiducia e attenzione al Cristo dei vangeli come Dio e come uomo, sul quale lo Spirito scendeva con la delicatezza, la semplicità, etc., di una colomba.Vedere con più fiducia e attenzione come discerneva, edificava, la sua filosofia-cultura di fondo, la sua pastorale, etc..Il mio cuore immacolato trionferà forse è parola densissima.Su questa strada mi sono trovato a vivere in tanti campi scoperte clamorose e riconosciute dalla Chiesa.Cristo discerneva, maturava e parlava di cuore integrale illuminato dallo Spirito colomba.Perciò era vicino, capiva, l’autentico cammino integrale delle persone.Non indottrinava, non schematizzava… oggi anche la scienza avverte la riduttivita’ di una razionalità astratta mentre il cuore integrale porta nel mistero vivo anche della logica… Importante cercare insieme,  dialigare da vicino.Vi è una miniera che puo’ sembrare si stia aprendo.

Ancora sul primato di Pietro

2 aprile 2015

«Tuttavia, nel frattempo, – spiega il patriarca – il modo di comportarsi dei leader religiosi avrà un impatto significativo su come viene percepita l’autorità nella Chiesa. Ad esempio, è importante il modo in cui la leadership ortodossa viene vissuta, se essa è davvero un autentico modello per la collegialità e non invece un’occasione o un alibi per una rivalità nazionale o istituzionale. Un’autentica visione della leadership inevitabilmente determinerà la natura veritiera e credibile della nostra visione critica del ministero petrino».

«Nello stesso tempo – afferma ancora Bartolomeo – il modo in cui il ministero papale sarà esercitato in umiltà e compassione, anziché come una sorta di imposizione sul resto del collegio episcopale, immancabilmente si definirà come un vero riflesso dell’amore crocifisso del Signore, piuttosto che in termini di potere terreno. La sinodalità ha bisogno di un “primo”, del protos: non si intende senza di esso, che è colui che ha il carisma della diakonia al servizio della comunione. Il protos è colui che è alla ricerca del consensus di tutti. E proprio questo è il punto in cui veramente sentiamo che il nostro fratello Francesco ha rivelato una leadership straordinaria»

tratto da:

http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/ecumenismo-ecumenism-ecumenismo-40159/

ecco una mia opinione, in dialogo:

Che siano una cosa sola come tu, Padre, ed io siamo una cosa sola.Il papa rappresenta il Padre, l’origine, è Pietro a cui Gesù ha dato le chiavi.Ma è un Padre che ascolta, che cerca la comunione, il costruire nella pace, anche se a tempo debito può prendere decisioni più personali.Il mistero della Trinità rivela che senza questa unione nel Padre, nello Spirito, non vi è parità tra le persone, sono tre persone separate tra loro.Prevale dunque la separazione, impensabile dunque una comunione della buona volontà, con un protos annacquato.La torre di Babele insegna che gli uomini volevano costruire insieme una cosa buona ma le lingue si confusero perchè mancava l’unità in Dio nello Spirito.Senza questo cammino emergono anche praticamente tali difficoltà: un papa che non sa ascoltare, essere principio di unione, perchè lo è nella legge e non nella conversione nello Spirito; Chiese, comunità, etc. (si chiamino con nomi più precisi, se necessario) separate che si separano e moltiplicano le separazioni.

Il cuore di Cristo nella Chiesa nel mondo

19 febbraio 2015

Un cuore sempre più liberato, per grazia, da ideologismi, pragmatismi, spiritualismi, sempre più attentamente, fiduciosamente, appoggiato, in tutto, non solo spiritualisticamente, a Cristo, Dio e uomo (nelle impostazioni spirituali e umane essenziali anche quello dei vangeli).
La strada semplice e profonda di Cristo.Un aspetto di questa strada potrebbe risultare il sempre più profondo centrarsi in Cristo tendenzialmente come Chiesa nel mondo (una tendenzialmente sempre più profonda ricerca corale, anche perchè anche culturale, in Cristo) e non  come cammini particolari (ad es. francescani): il mio cuore immacolato trionferà

Si veda lo scritto del card W. Kasper su L’Osservatore Romano di oggi: http://ilsismografo.blogspot.it/2015/02/vaticano-alla-radice-il-vangelo.html

Anche padre J. C. Scannone sembra su questa strada nel suo recente intervento in Spagna.Stessa cosa per m. N. Galantino.

La Parola di Dio nell’Antico e nel Nuovo Testamento

18 gennaio 2015

Cristo nella sua venuta terrena porta a compimento, a piena consapevolezza, rivelazione, una questione latente nell’Antico Testamento: la Parola di Dio è Dio o no? Dice il Signore al mio Signore, siedi alla mia destra… Dio è il Dio di Abramo, di Giacobbe, di Mosè, è il Dio dei vivi… Se la Parola di Dio non è Dio rischia di rimanere, in qualche modo, una legge esterna anche all’uomo, non vi è piena comunicazione tra Dio e l’uomo.Negando la possibilità a Dio di farsi uomo si nega la possibilità della comunicazione, che invece Dio aveva dimostrato, ad es., nella shekinà, nella nube che avvolgeva la tenda dell’alleanza.Per questo la nube è un segno profondissimo, sacramentale, della presenza di un Dio che si fa vicino, che si vuole fare carne… Ma proprio perchè si fa carne con la delicatezza di una colomba è bene cercare con sempre più profonda attenzione, nella grazia, l’equilibrio tra la necessità, l’opportunità, la libertà, etc., nel farsi carne di Cristo.Per aprirci alla pienezza virtuale della verità Dio si doveva fare uomo necessariamente? Vi è da pensare a quanto tempo l’uomo avrebbe potuto dover camminare per ricevere una così profonda rivelazione senza venirne schiacciato, si può anche osservare che la vita concreta di Cristo ha aiutato nel modo forse anche più delicato questo passaggio.Si può anche osservare che poi uomini hanno trasmesso questo nucleo veritativo vivente in Cristo.Cristo ha vissuto e detto tante cose delle quali si poteva comprendere, nello Spirito, un nucleo veritativo, lasciando che lo Spirito ci conducesse alla verità tutta intera, ricordandoci sempre più profondamente quello che Cristo stesso ci ha detto, ha vissuto e sviluppandolo.La nube nella trasfigurazione ci manifesta questo approfondimento virtualmente pieno del dimorare di Dio tra gli uomini.La nube rimane, mi pare, un segno che biblicamente ci parla di una presenza concreta e di una profezia del sempre più pieno farsi carne di Dio in Cristo.Nella Trinità, dunque, vi è la possibilità stessa della piena comunicazione.Infatti se la Parola di Dio è Dio vediamo in Dio un farsi altro da sé restando Dio (ciò può avvenire nella Trinità).

Osservazioni sul discorso del papa ai giovani filippini

18 gennaio 2015

Pensare, sentire, amare.La realtà è superiore all’idea.Se ho ben compreso, questo è uscito dal cuore al papa nel parlare con i giovani filippini, lasciando da parte il discorso preparato.E qui vediamo l’avanzamento (“non siate come un computer”) rispetto a tanto vario intellettualismo ma anche le ulteriori tappe da percorrere: non è che la realtà arriva prima ad una mia astratta mente e poi finalmente giunge al cuore (allora variamente inteso in senso spiritualistico, come intenzionalità, e non come cuore integrale): la realtà tocca tutto il mio essere, che, nella grazia, la può accogliere o meno, etc..Vi è tutto un cammino di liberazione dall’intellettualismo, dall’astrattismo e dalle loro conseguenze (tra le prime la secolarizzazione, l’astrattezza pastorale) ancora da sviluppare: il termine idea penso verrà anche esso sempre più messo da parte, in tanti casi almeno, a favore di termini che indichino appunto la realtà nella sua integralità, termini, vorrei dire, sacramentali, come Parola, seme, etc..Papa Francesco sembra profondamente su questa strada senza che però in lui sia diventata più limpidamente cultura e questa non è solo una formalità perchè può variamente implicare un discernimento meno limpido, meno libero dalle influenze di tanto intellettualismo, etc..Il cuore divino e umano di Cristo è la chiave di ogni cosa.

Scorie spirituali-culturali

8 gennaio 2015

Quando parlo di cuore di Cristo come chiave di ogni cosa qualcuno pensa che l’intellettualismo è già stato superato, che si tratta di cose risapute.A dire il vero anche 25 anni fa, con tanto intellettualismo ancora in voga, quello che dicevo veniva preso non di rado per scontato.Ma già fa riflettere la leggerezza con la quale si valuta questo problema che sembra una delle principali cause della secolarizzazione, di una pastorale astratta, delle incomprensioni ecumeniche e di mille altre problematiche.Anche nelle persone più vicine al superamento di questo problema si possono forse trovare scorie di esso e, ad es., una mancata più profonda attenzione allo sviluppo della via del cuore.E queste scorie e questa mancata attenzione già non sono cose da poco in termini di discernimenti più o meno profondi ed equilibrati, in termini di attenzione al bisogno di sviluppare una spiritualità-cultura rinnovata, sempre più pienamente disintossicata da queste problematiche.Non è cosa da poco aver in tante cose superato l’intellettualismo ma averlo in fondo in vario modo ed in varia misura come cultura conosciuta di, alla fine, riferimento; non è cosa da poco concedere ancora spazi ad una ragione che, in vario modo ed in varia misura, continua ad essere considerata astraendola dal resto dell’umanità dell’uomo.Secoli di tale cultura portano una fatica storica nel divenire sempre più consapevoli di rischi, pericoli, conseguenze, implicazioni e anche, ad es., della necessità di prendere sempre più a riferimento Cristo, anche quello dei vangeli, come Dio e come uomo.Pensare di aver facilmente compreso, sottovalutare queste problematiche, la necessità del dialogo, della ricerca personale e comune… già sembra indicare la possibile necessità di un cammino da percorrere…

Il cuore di Cristo, nuovi spunti

1 gennaio 2015

Pensare di poter comprendere qualcosa, fosse pure la matematica, fuori della maturazione personale, comunitari, etc. di tutta la mia umanità è riduttivismo, astrattismo, distorce… è la magari involontaria ubris di chi vuole conoscere con una propria astratta (dunque inesistente) ragione invece che nella sequela sempre più fiduciosa e attenta di Cristo, Dio e uomo, anche quello dei vangeli.Non di rado si separa in varia misura la spiritualità dal resto dell’umanità, dunque dalla cultura, si parla di affidamento a Cristo ma è un affidamento spiritualistico, non di tutta la nostra umanità, anche culturale… Lo Spirito scende come una colomba, con delicatezza, grazia, semplicità, pace, etc., sulla umanità di Cristo e, in lui, sulla nostra.L’intellettualismo sembra durissimo a morire: anche chi, come papa Francesco, sembra in gran parte averlo superato però non ha altre culture (quella di Cristo Dio e uomo) di riferimento.Inutile parlare di cuore e mente, già lì si vede che si separa spirito e umanità.Cristo parla sempre del cuore integrale dell’uomo e parla di mente quando, mi pare, descrive le componenti del cuore (anima, mente, forze: la coscienza spirituale e psicofisica, mi pare).Sulla via del cuore mi sono trovato a sciogliere, tra l’altro, nodi ecumenici secolari, così come mi pare che l’intellettualismo sia una più che possibile causa, ad es., di questa rigidità verso la comunione ai divorziati, etc..Tornare con più attenzione al vangelo.Lo Spirito vi condurrà alla verità tutta intera, ricordandovi quello che vi ho detto.Fate quello che vi dirà… Anche padre Rupnik, che pure vede il pericolo dell’intellettualismo molto più chiaramente, rimane in parte uno spiritualista, si rifugia nell’arte forse perchè non intuisce che Cristo nella sua maturazione integrale comprendeva ogni cosa in modo nuovo e forse anche perchè teme e sfugge i chiarimenti che gli sembrano possibili inghippi (ma, invece, un mancato chiarimento, dialogo, ce lo portiamo addosso comunque).Impressionante vedere che Maria abbia detto con il suo parlare semplice, breve e densissimo: Il mio cuore immacolato trionferà.Impressionante vedere che Benedetto XVI ha chiesto a Fatima (maggio 2010) l’affrettamento della vittoria del cuore immacolato entro il centenario delle apparizioni (maggio 2017) e poi, ritiratosi, sia venuto un papa che appare più vicino alla scia del cuore divino e umano di Cristo.Ps: anzi papa Francesco ha la  spiritualità cultura del popolo come riferimento più semplice e sano in tante cose… non a caso, a tal proposito, la cultura vetero testamentaria non è una cultura qualsiasi, è la cultura di un popolo, pur con tutti  i limiti, plasmato da Dio.

Cedere le redini

30 dicembre 2014

Per giungere a gustare il tutto, non cercare il gusto in niente.

Per giungere al possesso del tutto, non voler possedere niente.

Per giungere ad essere tutto, non voler essere niente.

Per giungere alla conoscenza del tutto, non cercare di sapere qualche cosa in niente.

Per venire a ciò che ora non godi, devi passare per dove non godi.

Per giungere a ciò che non sai, devi passare per dove non sai.

Per giungere al possesso di ciò che non hai, devi passare per dove ora niente hai.

Per giungere a ciò che non sei, devi passare per dove ora non sei. (San Giovanni della Croce).

Si vede qui che non si tratta di disumanizzarsi ma di lasciarsi portare dalla grazia nell’autentica umanità, nei veri gusti, nella vera conoscenza, etc.: qui c’e’ materia per una rivoluzione culturale perché la stessa Chiesa impara e scopre per grazia sempre più a non riservare ambiti all’uomo da solo, ad es nel campo della conoscenza che non si può ridurre in nessun campo ad intellettualismo.Solo in Dio l’uomo ritrova tutto se stesso.Aiutaci Signore a fidarci del tuo amore infinito e sapiente.Dunque accetto di essere piccolo, portato gradualmente da Dio in questo cammino, ho gusti, me li godo ma credo che Cristo mi porta oltre in una vita più bella, gioiosa, pacificata, semplice, nella quale tutto ciò che è autenticamente umano è conservato e vivificato… Persino di Cristo possiamo farci un idolo sul quale scarichiamo la nostra umanità non ancora spogliata di sé stessa… per questo talora Dio ci mostra che dobbiamo staccarci da qualcosa di lui per attaccarci a lui…

Lo Spirito vi condurrà alla verità tutta intera ricordandovi quello che vi ho detto

28 dicembre 2014

Nel cuore divino e umano di Cristo, anche quello dei vangeli, nel suo discernere, riflettere, vi è, mi pare, qualcosa di piccolo e semplice ma fondamentale che oggi spesso non è intuito né tantomeno vissuto: in questo qualcosa sta la chiave per mille nuovi discernimenti in ogni campo della vita.Ma senza lo Spirito non possiamo nulla, senza lo Spirito le soluzioni ci possono venire messe davanti e non le riconosciamo, non ci apriamo al dialogo su di esse…

Ancora sulla via del cuore

1 dicembre 2014

[49]Il cielo è il mio trono
e la terra sgabello per i miei piedi.
Quale casa potrete edificarmi, dice il Signore,
o quale sarà il luogo del mio riposo?
[50]Non forse la mia mano ha creato tutte queste cose? (At 6, 49-50)

Solo su Cristo, Dio e uomo, scende in modo virtualmente pieno lo Spirito del Padre, come una colomba sull’agnello (che apre i sigilli).La nostra cultura, fede e ragione ad es., è, mi pare, ancora riduttiva.
Forse è meglio non fede e ragione ma Spirito di Cristo e umanità.Nell’umanità dell’uomo vi è anche la ragione ma non astratta, inserita invece nella coscienza integrale, spirituale e umana, dell’uomo.Una conoscenza, un discernimento, vivi, non astratti, vissuti in Cristo, che fa vedere ogni cosa in modo sempre nuovo, che porta a riferirsi con sempre nuova attenzione al Cristo dei vangeli.Una strada semplice e profonda, insomma, quella del cuore che accoglie, si lascia portare, dalla luce sana, equilibrata, serena (che fa crescere l’uomo senza calpestarlo), come una colomba, di Cristo.

Il cuore divino e umano di Cristo è la chiave di ogni cosa.

Questo è un possibile contributo in un cammino, in un dialogo, in una ricerca, comuni.Il cercare con ogni attenzione e possibile approfondimento può essere proprio, ad es., di una guida spirituale.Questo poi si può trasmettere implicitamente a tutti e si può gradualmente esplicitare ad es. a livello culturale e universitario cattolico (come nuove proposte, ad es.).Inoltre nel suo nucleo la via del cuore è una via, mi pare, biblica che viene intuita con semplicità e facilita la fede.Indicare il cuore come punto di riferimento non complica ma facilita, aiuta, ogni persona…

La cultura di Cristo

27 novembre 2014

[49]Il cielo è il mio trono e la terra sgabello per i miei piedi. Quale casa potrete edificarmi, dice il Signore, o quale sarà il luogo del mio riposo? [50]Non forse la mia mano ha creato tutte queste cose? (At 6, 49-50) Solo su Cristo, Dio e uomo, scende in modo virtualmente pieno lo Spirito del Padre, come una colomba sull’agnello (che apre i sigilli).

La nostra cultura, fede e ragione ad es., è, mi pare, ancora riduttiva. Maria, piena di grazia, donaci il cuore divino e umano di Cristo, affretta la vittoria del tuo cuore immacolato.

Il cuore divino e umano di Cristo è la chiave di ogni cosa.

Sinodo: un problema a monte, papa Francesco sembra confermarlo

31 ottobre 2014

http://it.radiovaticana.va/news/2014/10/31/papa_lamore_non_la_legge_apre_le_porte_della_speranza/1109831

Si veda anche: https://gpcentofanti.wordpress.com/2014/10/30/sinodo-sulla-famiglia-il-problema-forse-e-a-monte/