Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Vangelo (Gv 20,19-31) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 28 Aprile 2019) con commento comunitario

27 aprile 2019

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Questo è il Vangelo del 28 Aprile, quello del 27 Aprile lo potete trovare qualche post più sotto.

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Vangelo (Lc 24,1-12) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 20 Aprile 2019) con commento comunitario

19 aprile 2019

ll Sabato santo la Chiesa sosta presso il sepolcro del Signore, meditando la sua Passione e Morte, la sua discesa agli inferi, astenendosi dal celebrare il sacrificio della Messa (la messa resta senza tovaglie e ornamenti) fino alla solenne Veglia o attesa notturna della Risurrezione

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,1-12)

Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.
Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”».
Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli.
Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.

Vangelo (Gv 8,12-20) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 8 Aprile 2019) con commento comunitario

7 aprile 2019

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 8,12-20)

In quel tempo Gesù parlò [ai farisei] e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». Gesù pronunciò queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora venuta la sua ora.

Questo è il Vangelo dell’8 Aprile, quello del 7 Aprile lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 8,1-11) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 7 Aprile 2019) con commento comunitario

6 aprile 2019

V DOMENICA DI QUARESIMA

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 8,1-11)

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Questo è il Vangelo del  7 Aprile, quello del 6 Aprile lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 20,17-28) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 20 Marzo 2019) con commento comunitario

19 marzo 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,17-28)

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».

Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Questo è il Vangelo del 20 Marzo, quello del 19 Marzo lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 11,29-32) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 13 Marzo 2019) con commento comunitario

12 marzo 2019

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,29-32)

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del  giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Questo è il Vangelo del 13 Marzo, quello del 12 Marzo lo trovate qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 25,31-46) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 11 Marzo 2019) con commento comunitario

10 marzo 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,31-46)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.

Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.

E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Questo è il Vangelo dell’11 Marzo, quello del 10 Marzo lo trovate qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 9, 22-25) dalle letture della messa di giovedì 7 marzo 2019

7 marzo 2019

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

Vangelo dalle letture della messa di martedì 19 febbraio 2019

19 febbraio 2019

Mc 8,14-21
In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.
Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

Vangelo (Mc 8,1-10) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 16 febbraio 2019) con commento comunitario

15 febbraio 2019

Dal Vangelo secondo Marco  (Mc 8,1-10)

In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».  Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

Questo è il Vangelo del 16 Febbraio, quello del 15 Febbraio lo potete trovare qualche post più sotto.

 

Vangelo (Mc 6,1-6) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 6 febbraio 2019) con commento comunitario

5 febbraio 2019

SAN PAOLO MIKI E COMPAGNI, martiri – memoria

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,1-6)

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.

Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.

Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Questo è il Vangelo del 6 Febbraio, quello del 5 Febbraio lo potete trovare qualche post più sotto.

Maria a Medjugorje messaggio del 2 Febbraio 2019, a Mirjana

2 febbraio 2019

Cari figli, l’amore e la bontà del Padre Celeste danno delle rivelazioni che fanno sì che la fede cresca, venga spiegata, porti pace, sicurezza e speranza. Così anch’io, figli miei, per l’amore misericordioso del Padre Celeste, vi mostro sempre di nuovo la via a mio Figlio, all’eterna salvezza; purtroppo, però, molti miei figli non vogliono ascoltarmi. Molti miei figli esitano. Ma io, io, nel tempo ed oltre il tempo, ho sempre magnificato il Signore per tutto quello che ha fatto in me e per mezzo di me. Mio Figlio si dà a voi, spezza il pane con voi, vi dice parole di vita eterna perché le portiate a tutti. E voi, figli miei, apostoli del mio amore, di cosa avete paura, se mio Figlio è con voi? Mostrategli le vostre anime, affinché egli possa essere in esse e possa rendervi strumenti di fede, strumenti d’amore. Figli miei, vivete il Vangelo, vivete l’amore misericordioso verso il prossimo; ma soprattutto vivete l’amore verso il Padre Celeste. Figli miei, non siete uniti per caso. Il Padre Celeste non unisce nessuno per caso. Mio Figlio parla alle vostre anime, io vi parlo al cuore. Come Madre vi dico: incamminatevi con me! Amatevi gli uni gli altri, testimoniate! Non dovete temere di difendere col vostro esempio la verità, la Parola di Dio, che è eterna e non cambia mai. Figli miei, chi opera nella luce dell’amore misericordioso e della verità, è sempre aiutato dal Cielo e non è solo. Apostoli del mio amore, vi riconoscano sempre fra tutti gli altri per il vostro nascondimento, l’amore e la serenità. Io sono con voi. Vi ringrazio.

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Messaggi a Confronto

messaggio del 2 Febbraio 2018 a Mirjana

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Vangelo (Mc 2,23-28) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 22 Gennaio 2019) con commento comunitario

21 gennaio 2019

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 2,23-28)

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.

I farisei gli dicevano: « Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni?».

E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

Questo è il Vangelo del 22 Gennaio, quello del 21 Gennaio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mc 1,29-39) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 16 Gennaio 2019) con commento comunitario

15 gennaio 2019

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,29-39)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, andò subito nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.

Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Questo è il Vangelo del 16 Gennaio, quello del 15 Gennaio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 1,1-18) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 31 Dicembre 2018) con commento comunitario

30 dicembre 2018

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.

A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».

Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Questo è il Vangelo del 31 Dicembre, quello del 30 Dicembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 17,10-13) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 15 Dicembre 2018) con commento comunitario

14 dicembre 2018

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17,10-13)

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».

Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».

Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Questo è il Vangelo del  15 Dicembre, quello del 14 Dicembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Domenico Agasso jr, Paolo VI un dono per la Chiesa

14 dicembre 2018

https://www.lastampa.it/2018/12/14/vaticaninsider/paolo-vi-un-dono-per-la-chiesa-p2Hf39IU46YIKkOyht7wVO/pagina.html

Vangelo (Mt 11,16-19) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 14 Dicembre 2018) con commento comunitario

13 dicembre 2018

SAN GIOVANNI DELLA CROCE, sacerdote e dottore della Chiesa – Memoria

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,16-19)

In quel tempo, Gesù disse alle folle:

«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.

È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.

Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

Questo è il Vangelo del 14 Dicembre, quello del 13 Dicembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Catechismo della Chiesa Cattolica/Sacramento della Confermazione

4 dicembre 2018

Articolo 2 IL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE

  • II. I segni e il rito della Confermazione

  1. I segni e il rito della Confermazione

1293 Nel rito di questo sacramento è opportuno considerare il segno dell’ unzione e ciò che l’unzione indica e imprime: il sigillo spirituale.

Nella simbolica biblica e antica, l’ unzione presenta una grande ricchezza di significati: l’olio è segno di abbondanza [Cf Dt 11,14, ecc] e di gioia, [Cf Sal 23,5; Sal 104,15 ] purifica (unzione prima e dopo il bagno), rende agile (l’unzione degli atleti e dei lottatori); è segno di guarigione, poiché cura le contusioni e le piaghe [Cf Is 1,6; 1293 Lc 10,34 ] e rende luminosi di bellezza, di salute e di forza.

1294 Questi significati dell’unzione con l’olio si ritrovano tutti nella vita sacramentale. L’unzione prima del Battesimo con l’olio dei catecumeni ha il significato di purificare e fortificare; l’unzione degli infermi esprime la guarigione e il conforto. L’unzione con il sacro crisma dopo il Battesimo, nella Confermazione e nell’Ordinazione, è il segno di una consacrazione. Mediante la Confermazione, i cristiani, ossia coloro che sono unti, partecipano maggiormente alla missione di Gesù Cristo e alla pienezza dello Spirito Santo di cui egli è ricolmo, in modo che tutta la loro vita effonda il “profumo di Cristo” ( 2Cor 2,15 ).

1295 Per mezzo di questa unzione il cresimando riceve “il marchio”, il sigillo dello Spirito Santo. Il sigillo è il simbolo della persona, [Cf Gen 38,18; 1295 Ct 8,6 ] il segno della sua autorità, [Cf Gen 41,42 ] della sua proprietà su un oggetto [Cf Dt 32,34 ] (per questo si usava imprimere sui soldati il sigillo del loro capo, come sugli schiavi quello del loro padrone); esso autentica un atto giuridico [Cf 1Re 21,8 ] o un documento [Cf Ger 32,10 ] e, in certi casi, lo rende segreto [Cf Is 29,11 ].

1296 Cristo stesso si dichiara segnato dal sigillo del Padre suo [Cf Gv 6,27 ]. Anche il cristiano è segnato con un sigillo: “E’ Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori” ( 2Cor 1,22 ) [Cf Ef 1,13; Ef 4,30 ]. Questo sigillo dello Spirito Santo segna l’appartenenza totale a Cristo, l’essere al suo servizio per sempre, ma anche la promessa della divina protezione nella grande prova escatologica [ Cf Ap 7,2-3; Ap 9,4; Ez 9,4-6 ].

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Genesi, Capitolo 12

2 dicembre 2018

[1] Il Signore disse ad Abram: 
“Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria 
e dalla casa di tuo padre, 
verso il paese che io ti indicherò. 

[2] Farò di te un grande popolo 
e ti benedirò, 
renderò grande il tuo nome 
e diventerai una benedizione. 

[3] Benedirò coloro che ti benediranno 
e coloro che ti malediranno maledirò 
e in te si diranno benedette 
tutte le famiglie della terra”. 

[4] Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. 

[5] Abram dunque prese la moglie Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Cànaan. Arrivarono al paese di Cànaan 

[6] e Abram attraversò il paese fino alla località di Sichem, presso la Quercia di More. Nel paese si trovavano allora i Cananei. 

[7] Il Signore apparve ad Abram e gli disse: “Alla tua discendenza io darò questo paese”. Allora Abram costruì in quel posto un altare al Signore che gli era apparso.  
[8] Di là passò sulle montagne a oriente di Betel e piantò la tenda, avendo Betel ad occidente e Ai ad oriente. Lì costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore. 

[9] Poi Abram levò la tenda per accamparsi nel Negheb. 

[10] Venne una carestia nel paese e Abram scese in Egitto per soggiornarvi, perché la carestia gravava sul paese. 

[11] Ma, quando fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sarai: “Vedi, io so che tu sei donna di aspetto avvenente. 

[12] Quando gli Egiziani ti vedranno, penseranno: Costei è sua moglie, e mi uccideranno, mentre lasceranno te in vita. 

[13] Dì dunque che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva per riguardo a te”. 

[14] Appunto quando Abram arrivò in Egitto, gli Egiziani videro che la donna era molto avvenente. 

[15] La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; così la donna fu presa e condotta nella casa del faraone. 

[16] Per riguardo a lei, egli trattò bene Abram, che ricevette greggi e armenti e asini, schiavi e schiave, asine e cammelli. 

[17] Ma il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi piaghe, per il fatto di Sarai, moglie di Abram. 

[18] Allora il faraone convocò Abram e gli disse: “Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie? 

[19] Perché hai detto: È mia sorella, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e vàttene!”. 

[20] Poi il faraone lo affidò ad alcuni uomini che lo accompagnarono fuori della frontiera insieme con la moglie e tutti i suoi averi. 




Spiegazione

Dio scelse Abramo e lo separò dai compagni idolatri affinché potesse riservarsi un popolo che avrebbe mantenuto il suo vero culto fino alla venuta di Cristo. Da ora in avanti Abramo e la sua discendenza sono quasi l’unico soggetto della storia della Bibbia. Abramo fu provato affinché dimostrasse di amare Dio al di sopra di tutto e affinché lasciasse volontariamente tutto per andare con Dio. I suoi parenti e la casa di suo padre furono una tentazione costante e non poté continuare a vivere con loro senza il pericolo di infettarsi. Coloro che lasciano i loro peccati e si convertono a Dio, guadagneranno tanto per questo cambiamento. Dio diede il comando ad Abramo, secondo la chiamata del vangelo, di sottomettere gli affetti naturali alla Divina grazia. Il peccato e tutte le sue occasioni devono essere abbandonate e, in particolare, le cattive compagnie. Ecco promesse molto grandi e preziose e tutti i precetti di Dio sono seguiti da tali promesse per quelli che ubbidiscono: 1. Io farò di te una grande nazione: quando Dio prese Abramo dal suo popolo gli promise di essere a capo di altra gente. 2. Io ti benedirò: i credenti ubbidienti saranno sicuri di ereditare la benedizione. 3. Renderò grande il tuo nome: il nome dei credenti ubbidienti sarà certamente reso grande. 4. Sarai una benedizione: i buoni sono una benedizione per il loro paese. 5. Benedirò coloro che ti benedicono e maledirò quanti ti malediranno: Dio si assicurerà che nessuno si perda a causa del suo servizio fatto per il suo popolo. 6. In te saranno benedette tutte le famiglie della terra: Gesù Cristo è la grande benedizione del mondo, la più grande che il mondo abbia mai posseduto. Tutta la benedizione che il mondo ora possiede e possederà è dovuto ad Abramo e alla sua posterità. Per mezzo di essi abbiamo una Bibbia, un Salvatore e un Vangelo. Egli è il capostipite su cui è innestata la chiesa di Cristo. 

4 Versi 4, 5

Abramo credeva che la benedizione dell’Onnipotente era sufficiente per tutto ciò che egli avrebbe lasciato e abbandonato. Essa avrebbe inoltre soddisfatto tutte le sue esigenze e superato tutti i suoi desideri e sapeva anche che la miseria avrebbe ricompensato la disobbedienza. I credenti che sono giustificati per fede in Cristo hanno pace con Dio. Essi continuano a camminare verso Canaan. Essi non sono scoraggiati dalle difficoltà nel loro cammino, né indietreggiano per i piaceri che incontrano. Quelli che si incamminano per il cielo devono perseverare fino alla fine. Tutto ciò che intraprendiamo, in ubbidienza all’ordine di Dio e in umile atteggiamento verso la sua provvidenza, certamente riuscirà e sarà portato a termine con grande conforto. Canaan non era, come le altre proprietà, un mero possesso, ma una sorta di cielo e con questo rispetto i patriarchi l’hanno apprezzata con tanta serietà. 

6 Versi 6-9

Abramo trovò il paese popolato dai Cananei che erano vicini malvagi. Egli continuò ancora a viaggiare. È talvolta la sorte degli uomini buoni essere senza dimora e trasferirsi spesso in diversi luoghi. I credenti devono considerare sé stessi come stranieri e di passaggio in questo mondo, Eb 11:8, 13, 14. Ma osservate quanto conforto Abramo ebbe da Dio. Sebbene egli potesse avere una qualche soddisfazione nel conversare con i Cananei che erano là, trovò tuttavia maggior piacere nella comunione con quel Dio che lo condusse fin là e non lo abbandonò. Per mantenere la comunione con Dio ci vuole la Parola e la preghiera. Dio rivela se stesso e i suoi favori alla sua gente in modo graduale: prima Egli promise di mostrare ad Abramo questa terra, dopo di dargliela: se la grazia cresce, ivi è anche conforto. Sembrerebbe che Abramo capì questa concessione di una terra migliore, di cui essa era un esempio di quel paese divino a cui guardava, Eb 11:16. Non appena Abramo arrivò a Canaan, sebbene egli fosse straniero e pellegrino, anche lì praticò il culto di Dio nella sua famiglia. Egli non solo compì il cerimoniale religioso tramite l’offerta del sacrificio, ma volle ricercare il suo Dio chiamandolo per nome e compiendo quel sacrificio spirituale col quale Dio è ben soddisfatto. Egli predicò il nome del Signore ed insegnò alla sua famiglia e ai suoi vicini la conoscenza del Dio vero e della religione santa. Il culto di adorazione di famiglia era una buona vecchia abitudine, non una novità ma quell’uso antico dei santi. Abramo era ricco ed ebbe una numerosa famiglia anche se si trovava in mezzo ai nemici; dovunque egli metteva la sua tenda, costruiva un altare: dovunque andiamo portiamo, pertanto, la nostra religione insieme a noi. 

10 Versi 10-20

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Araldo del Divino Amore, Libro Quarto / Capitolo Sesto ( Triplice Offerta nel giorno dell’Epifania)

30 novembre 2018

Nel giorno dell’Epifania, Geltrude avrebbe voluto offrire a Gesù dei regali di lusso, come quelli dei Magi, per sodisfare a tutti i peccati del mondo, da Adamo fino all’ultimo de’ suoi figli. Ella offrì, come mirra il Corpo di Cristo, con tutte le sofferenze, che lo dilaniarono, specialmente durante la Passione. Presentò quale incenso l’Anima santissima del Cristo, perchè le ardenti suppliche che si elevàrono da quel divino incensiere, supplissero alle negligenze di tutte le creature. Infine offerse come oro, per riparare le imperfezioni di tutti gli esseri creati, la perfettissima Divinità e le delizie di cui è la sorgente. Le apparve allora il Signore Gesù portando quella stessa offerta, come un tesoro infinitamente prezioso, in atto di presentarla alla SS. Trinità. Mentre si avanzava in mezzo al cielo, tutta la Corte celeste, penetrata di rispetto, piegava il ginocchio e si chinava profondamente, come fanno le persone devote quando il Corpo di Cristo passa davanti a loro.


Geltrude si ricordò allora di parecchie persone le quali, con profondo senso d’umiltà, l’avevano supplicata di offrire a Dio per loro, in memoria dei doni dei Magi, alcune preghiere che aveva recitate in preparazione alla festa. Mentre faceva tale offerta con tutto il cuore, il Signore Gesù le apparve, attraversando il cielo con quel secondo dono della sua Sposa, per presentarlo a Dio Padre. Tutta la Corte celeste accorreva a Lui d’intorno, magnificando quello splendido regalo. Ella ben comprese allora che, se un’anima offre a Dio le sue preghiere ed azioni, tutta la Corte celeste esalta quel dono, come offerta preziosa all’occhio del Signore. Quando poi l’anima, non contenta di offrire i suoi beni, vi aggiunge le opere perfettissime dei Figlio di Dio, i Santi, come già dicemmo, mostrano tanta riverenza a quel dono come la cosa più preziosa, al di sopra della quale non sta che l’Unica e adorabile Trinità.

Un’altra volta, mentre al S. Vangelo si leggevano, nella stessa solennità quelle parole « Et procidentes adoraverunt eum – prostrati lo adorarono » ella, con sentimento di grande fervore, si prostrò ai piedi di Gesù divotamente, per adorarlo in nome di tutto ciò che esiste, in cielo, in terra e nei luoghi inferiori.

Non trovando Geltrude però alcuna offerta degna di Dio, si mise a percorrere tutto il mondo, con la brama ansiosa di cercare qualche cosa che potesse essere presentata al suo Diletto. Mentre, ardente del più puro amore, correva con l’immaginazione tutta la terra, trovò in grande quantità cose disprezzabili che chiunque avrebbe rifiutato, perchè scorie che non potevano contribuire alla gloria ed alla lode di Dio. Invece con geniale pensiero le fece sue avidamente, per trasformarle in cose degne di Colui che tutte le creature devono servire.

Raccolse dunque in cuore tutti i dolori, le pene, le ansietà, i timori sofferti senza rassegnazione, con senso di umana fragilità; s’impossessò di tutta la falsa santità, delle preghiere recitate senza divozione dagli ipocriti, dai farisei, dagli eretici e gente consimile; infine raccolse l’affezione naturale, l’amore morboso, falso ed impuro dispensato da tante creature; trasformando quel cumulo di miserie con l’ardore di desideri infuocati, quasi in mistico crogiolo, le presentò al Salvatore, ridotte a mirra squisita, a fragrantissimo incenso, all’oro più puro.

Gesù, seguendo con immensa gioia questo lavoro, tanto ingegnoso della sua Sposa, s’affrettò a gradirlo. Pose quelle offerte come fulgide gemme, nel suo stesso diadema reale, dicendo con ineffabile sorriso: « Sono le perle del tuo amore! Le porterò sempre come ricordo della tua straordinaria tenerezza verso di me, le porterò sulla corona che cinge la mia fronte, dinanzi a tutta la Corte celeste, glorificandomi di averle ricevute da te, o mia diletta Sposa; così appunto fanno gli imperatori della terra, fissando sulla loro corona quella gemma, chiamata volgarmente ein Besant, unica in tutto l’universo ».

In quel punto Geltrude si ricordò di una persona che parecchie volte, l’aveva supplicata d’offrire al Signore, in quel solenne giorno, qualche cosa a nome suo. Ella chiese a Gesù cosa gli sarebbe gradito ed Egli rispose: « Offrimi i suoi piedi, le sue mani, il suo cuore. I piedi rappresentano i desideri: – poichè quella persona vorrebbe riparare i dolori della mia morte, è bene che si applichi a sopportare pazientemente le sue sofferenze fisiche e morali: – essa deve unirle alla mia Passione, e offrirle per la lode e gloria del mio nome, e per l’utilità della Chiesa, mia Sposa. Accetterò tale dono come sceltissima mirra. Le mani simboleggiano l’azione: essa s’impegnerà di unire le sue opere corporali e spirituali a quelle che io ho compiute nella mia santa Umanità; tale intenzione nobiliterà e santificherà tutti i suoi atti, che mi saranno graditi come profumatissimo incenso. Infine il cuore è simbolo della volontà: essa, per conoscere i miei voleri, deve interrogare umilmente un direttore esperto e star sicura che la sua parola è l’eco fedele della mia. Se seguirà tali consigli accetterò tutti i suoi atti come perfetta oblazione di oro purissimo. Per premiare poi l’umile confidenza che l’ha indotta a cercare la tua mediazione, farò sì che la sua volontà sia unita alla mia così strettamente, come l’oro e l’argento che, posti al fuoco, si fondono in un solo metallo ».

Geltrude offerse poi al Signore le preghiere che alcune persone le avevano confidate divotamente. Vide allora Gesù porre in una borsa, che aveva al lato sinistro, quegli spirituali tesori che distribuiva indi a’ suoi particolari amici. Quando poi ella stessa offerse le sue stesse preghiere, esse presero forma di gioielli che il Salvatore dava alle anime meno adorne e preparate: comprese che il Signore accettava le preghiere delle persone che le si erano raccomandate sotto un duplice aspetto, cioè per ricompensare la confidenza che avevano posto nella sua mediazione, e il disinteresse col quale avevano lasciato libertà di offrire tali suppliche, o come sue, o da parte loro, essendo paghe che Gesù fosse onorato e contento.

Continua….

 

Tweet del Papa – @Pontifex_it

15 novembre 2018

Intenzione di preghiera del Papa

A. Tornielli, G. Valente: Il giorno del giudizio

6 novembre 2018

https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/caso-mccarrick-le-verita-taciute-dal-dossier-vigano

https://www.lastampa.it/2018/11/06/vaticaninsider/il-papa-vigan-e-la-guerra-dei-dossier-i-retroscena-in-un-libro-q57Qd7J0Qo18KzQTBjDbhP/pagina.html

https://ilsismografo.blogspot.com/2018/11/italia-il-tentato-golpe-contro.html?m=1

https://www.lastampa.it/2018/11/06/vaticaninsider/il-giorno-del-giudizio-cos-mccarrick-fu-nominato-a-washington-iDSS2LyawMN4JGNCpJjqGK/pagina.html

Pensiero del giorno: Cosa vuole sentire Gesù da noi

2 novembre 2018

Quando sono davanti al Santissimo, mi viene di bombardarlo di richieste e di domande, ma poi mi rendo conto che Gesù vuole da noi una cosa sola: sentirsi dire che lo amiamo, non come vorremo noi,ché in quel caso non lo ameremo mai , ma come vuole Lui e cioè cosi come siamo.
Queste tre semplici parole: Gesù ti Amo. Fanno sì che Gesù ci guarda con benevolenza e ci inonda di tutte le grazie di cui abbiamo bisogno, anche di quelle che non gli abbiamo chiesto; con queste semplici parole Gesù ti fa capire che ti ama anche Lui e per questo non ti abbandona mai.
Vuole solo sentirsi dire Ti Amo, per donarti l’Amore che Lui ha per te fino dalla notte dei tempi, prima che tu nascessi.

Non aspettare che il tuo cuore venga trafitto dal suo amore, tu amalo e lui molto delicatamente verrà da te per farti capire questo suo piccolo, grande segreto: Non temere io ti amo di più!
Firmato Raffaella

D. Agasso jr, Un amore senza resa

30 ottobre 2018

https://www.lastampa.it/2018/10/30/vaticaninsider/un-amore-senza-resa-la-storia-di-madre-cleliamerloni-UDp0ziCtPZvEzmaxGc3TYM/pagina.html

Apocalisse, 13

27 ottobre 2018

1] Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo.

[2] La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande.

[3] Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita.
Allora la terra intera presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia

[4] e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: “Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?”.

[5] Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d’orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi.

[6] Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo.

[7] Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione.

[8] L’adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello immolato.

[9] Chi ha orecchi, ascolti:

[10] Colui che deve andare in prigionia,
andrà in prigionia;
colui che deve essere ucciso di spada
di spada sia ucciso.
In questo sta la costanza e la fede dei santi.

[11] Vidi poi salire dalla terra un’altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago.

[12] Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita.

[13] Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini.

[14] Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta.

[15] Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia.

[16] Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte;

[17] e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.

[18] Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.

Spiegazione Corso biblico sull ‘Apocalisse (don Roberto Pandolfi).doc

Capitolo 13

vv. 1-18, lettura.
Compaiono due bestie; una esce dal mare e l’altra dalla terra.
Molti interpreti superficialmente intendono la prima bestia come una singola persona o come il diavolo stesso. In realtà non è vero, perché abbiamo visto che il diavolo è il drago e proprio questo dà potere alla bestia. Ma la bestia non è il diavolo; ne ha solo ricevuto il potere.
Un brano biblico da tener presente è il cap.7 di Daniele (lettura), nel quale il profeta narra la visione di quattro bestie il cui significato ci aiuta a identificare la bestia dell’Apocalisse. Infatti le quattro bestie rappresentano:
1) l’impero babilonese;
2) l’impero persiano;
3) l’impero di Alessandro Magno;
4 ) l’impero di Antioco IV Epifane.
Si tratta chiaramente degli imperi che hanno perseguitato Israele.

La prima bestia che esce dal mare ha un po’ le stesse caratteristiche del drago, del quale è un portavoce o, meglio, un delegato.
Notiamo la parodia che Giovanni mette in scena al v. 4 del nostro capitolo: “Chi è simile alla bestia e può combattere con essa?” che si riallaccia al precedente cap. 5 in cui si chiedeva: “Chi è degno di aprire il libro e di sciogliere i sigilli?”.
Qui si sta cercando di imitare quanto succede in cielo.
Quando individueremo la bestia vedremo quante volte si è resa presente nella storia.

“…e gli uomini adorarono il drago… e adorarono la bestia…” (v. 4).
Siamo davanti a una adorazione.
Stando a quanto è stato detto in questo capitolo, al parallelo con Daniele e a ciò che dirà Giovanni in seguito, noi possiamo sicuramente identificare questa bestia con il potere imperiale e non con i singoli imperatori, ossia con una forma di governo che si incarna in varie persone.
Tale potere ha tre caratteristiche:
1) l’arroganza;
2) la bestemmia;
3) la pretesa di essere adorato.
Alla luce di queste indicazioni possiamo rileggere molti poteri dei secoli passati ed anche, forse, di oggi.

Il brano, se interpretato compiutamente, appare come uno dei più rivoluzionari che siano stati mai scritti.
Tutte le caratteristiche di tale potere imperiale, direbbe Giovanni, derivano dal demonio Infatti coloro che detengono questo tipo di potere sono arroganti, bestemmiano e pretendono adorazione.
Ovviamente siamo su un piano storico: il potere imperiale, che qui concretamente perseguita la Chiesa, rappresenta una vicenda che dura da duemila anni. Questa bestia, perciò, diventa emblematica e simbolica di varie forme di potere nei secoli.

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Preghiera del mattino: Meditazione di Don Bosco/ Il giovane provveduto

14 ottobre 2018

DOMENICA
Fine dell’uomo.
1. Considera, o figliuolo, che questo tuo corpo, quest’anima tua ti furono dati da Dio senza alcun tuo merito, col crearti Egli a sua immagine. Egli poi ti fece suo figlio col Santo Battesimo; ti amò e ti ama con tenerezza di padre, e t’ ha creato per l’unico fine che tu lo ami e lo serva in questa vita, e possa così essere un giorno eternamente felice con Lui in Paradiso. Sicché non sei al mondo solamente per godere, né per farti ricco, né per mangiare, bere e dormire come le bestie; il tuo fine è di gran lunga più nobile e più sublime; il tuo fine è amare e servire il tuo Dio, e salvarti l’anima. Se farai questo, quante consolazioni proverai in punto di morte! Ma se non attendi a servire Iddio, quanti rimorsi proverai in fin di vita! Le ricchezze, i piaceri tanto da te ricercati, non serviranno più che ad amareggiarti il cuore, venendo tu allora a conoscere il danno che queste cose han cagionato all’anima tua.

Figliuol mio, guàrdati bene dall’essere di quei tali, che pensano solo a soddisfare il corpo con opere, discorsi e divertimenti cattivi: in quella ultim’ora costoro si troveranno in gran pericolo di andare eternamente perduti. Un segretario del Re d’Inghilterra moriva dicendo: «Povero me! ho consumato tanta carta a scriver lettere per il mio principe, e non ne ho mai usato un foglio per notare i miei peccati e fare una buona confessione!».

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Pensiero Notturno: L’Annunciazione e La Parola di Dio

12 settembre 2018

L’ANNUNCIAZIONE E LA PAROLA DI DIO

In questa bellissima immagine vediamo che Maria tiene tra le ginocchia un libro, ma che cosa stava leggendo la futura Madre di Gesù , prima dell’arrivo dell’Arcangelo Gabriele? Secondo me, la Sacra Scrittura e più precisamente Isaia, 7, 14-17, e Isaia 11, 1-16, dove si annuncia: Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. (=Dio con Noi)… ,e Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici…
All’arrivo dell’Angelo e all’ascolto delle sue parole , ella comprende che è Lei la prescelta per la realizzazione della Parola di Dio, e cosi dice all’Angelo:-Ecco la serva del Signore si compia in me la Sua Parola.
Se poniamo l’attenzione sulla risposta di Maria, ella non dice si compia in me la sua volontà ma la sua Parola è infatti la Parola di Dio che si deve realizzare, (Parola Scritta e tramandata dalle Sacre Scritture).

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Vangelo (Lc 4,16-30) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 3 Settembre 2018) con commento comunitario

2 settembre 2018

SAN GREGORIO MAGNO, papa e dottore della Chiesa – Memoria

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,16-30)

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».

All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Questo è il Vangelo del 3 Settembre, quello del 2 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 22,1-14) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 23 Agosto 2018) con commento comunitario

22 agosto 2018

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 22,1-14)

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare loro con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:

«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.

Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.

Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.

Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.

Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Questo è il Vangelo del 23 Agosto, quello del 22 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 19,3-12) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 17 Agosto 2018) con commento comunitario

16 agosto 2018

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,3-12)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».

Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».

Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?».

Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».

Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».

Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Questo è il Vangelo del 17 Agosto, quello del 16 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mc 9,2-10) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 6 Agosto 2018) con commento comunitario

5 agosto 2018

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE – Festa

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 9,2-10)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.

Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elìa con Mosè e conversavano con Gesù.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati.
Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.

Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Questo è il Vangelo del 6 Agosto, quello del 5 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 13,47-53) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 2 Agosto 2018) con commento comunitario

1 agosto 2018

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,47-53)
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
 
«Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
 
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Questo è il Vangelo del 2 Agosto, quello dell’ 1 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 11,28-30) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 19 Luglio 2018) con commento comunitario

18 luglio 2018

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,28-30)

In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Questo è il Vangelo del 19 Luglio, quello del 18 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 10,34-11,1) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 16 Luglio 2018) con commento comunitario

15 luglio 2018

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,34-11,1)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:

«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

Questo è il Vangelo del 16 Luglio, quello del 15 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Renzo e Domenico Agasso jr, Solo l’amore salva il mondo

13 luglio 2018

http://www.lastampa.it/2018/07/12/vaticaninsider/massimiliano-kolbe-solo-lamore-salva-il-mondo-okrfkmSmALdpj1MrXCj8KO/pagina.html

Vangelo (Mt 19,27-29) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 11 Luglio 2018) con commento comunitario

10 luglio 2018

SAN BENEDETTO, abate, patrono d’Europa – Festa

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,27-29)

In quel tempo, Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».

Questo è il Vangelo dell ’11 Luglio, quello del 10 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

A. Tornielli, D. Agasso jr: A piedi nella notte

5 luglio 2018

http://www.lastampa.it/2018/05/26/vaticaninsider/a-piedi-nella-notte-yt1kmhaSsNthqn4pKIP2qI/pagina.html
«Camminare nel buio. Camminare nella notte. Ma non da soli. Camminare brancolando verso una mèta, con compagni di viaggio. La vita è cammino, è pellegrinaggio. E l’esperienza disorientante del buio non è prerogativa di chi vive nel dubbio, nell’incertezza, né di chi conclude che non esistono risposte soddisfacenti alla nostra sete di infinito».

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE di LORENZO SCUPOLI “Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole” (2Tm 2,5).

23 maggio 2018

CAPITOLO XV
Alcuni avvisi intorno al modo di combattere e specialmente contro chi e con quale virtù si deve fare

Hai già visto, figliuola, il modo con cui devi combattere per vincere te stessa e ornarti delle virtù. Inoltre sappi ora che per riportare vittoria sui tuoi nemici con maggior rapidità e facilità ti conviene combattere, anzi è necessario che tu combatta ogni giorno particolarmente contro l’amor proprio, abituandoti a ricevere come cari amici i disprezzi e le molestie che il mondo potesse darti. E dal non avvertire questa battaglia e dal farne poco conto è avvenuto e avviene, come ho accennato sopra, che le vittorie sono difficoltose, rare, imperfette e instabili.

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Vangelo (Gv 15,1-8) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 29 Aprile 2018) con commento comunitario

28 aprile 2018

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,1-8)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Questo è il Vangelo del 29 Aprile, quello del 28 Aprile lo potete trovare qualche post più sotto.

Il denaro non governa

28 marzo 2018

http://www.edizpiemme.it/libri/il-denaro-non-governa

Buona Pasqua!

25 marzo 2018
Talora nelle parole che ascoltiamo nella Settimana Santa possiamo per certi versi sentire Dio ancora più lontano.

Per esempio, perché tutta questa sofferenza, per lavare i peccati? Gesù si sarebbe fatto uomo comunque, a prescindere dal nostro peccato, per il gran desiderio di starci vicino, di condividere la nostra vita e di aprirci le porte della pienezza.

È rimasto a testimoniare a Gerusalemme perché Dio mantiene le promesse. Il Messia è davvero venuto. E non ha assunto in modo quasi esoterico su di sé i nostri peccati ma semplicemente ha amato ogni uomo, anche con il suo peccato, anche chi lo mandava a morte. Ci ha mostrato la via della fiducia nell’amore del Padre e la via dell’amore per i fratelli e tra fratelli. È semplice e buono come il pane, gioioso, allegro, come il vino. Ciò non è annullato dalle sue piaghe anche da risorto, perché soffre per chi si chiude alla vita. Un Dio vicino. Da un lato ci fa capire che non è masochista, che avrebbe desiderato la via bella della pace e non la crocifissione. Da un altro lato però dice anche di avere sete. Sete di stare vicino, di condividere, il dolore di ogni uomo. Anche lui si è sentito abbandonato da Dio.
E non è vero che più ci si avvicina a Dio più si devono subire prove. Chi lo segue avrà cento volte tanto e la vita eterna. Cioè sperimenta sempre più la potenza della risurrezione e può più facilmente ricevere ogni bene. È un cammino verso la gioia e la pace sempre più piene. Verso la costruzione di tanti buoni, migliori, rapporti, verso tanta luce nuova.
Può talora accadere che il bene dia fastidio a qualcuno, che si vivano persecuzioni. Ma non si può vedere il dolore fuori della grazia che lui ci darà in quel momento.
Un Dio divino ma anche umano, che ci aiuta a ritrovare la nostra umanità. Buona Pasqua

Vangelo (Gv 8,31-42) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 21 Marzo 2018) con commento comunitario

20 marzo 2018

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 8,31-42)

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».

Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».

Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

Questo è il Vangelo del 21 Marzo, quello del 20 Marzo lo potete trovare qualche post più sotto.

Preghiera della Sera: Novena alla Madonna delle Spine ( Secondo giorno)

13 marzo 2018

Tu sei, o Maria, il tabernacolo vivente del Figlio tuo Gesù, che “per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e in Te si incarnò per opera dello Spirito Santo”: aiutaci ad essere sempre all’altezza della dignità filiale, templi vivi dello Spirito di santità.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Madonna delle Spine Prega per noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio, affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

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Vangelo (Mt 18,21-35) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 6 Marzo 2018) con commento comunitario

5 marzo 2018

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,21-35)

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.

Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”.  Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.

Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quel che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.

Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.

Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Questo è il Vangelo del 6 Marzo, quello del 5 Marzo lo potete trovare qualche post più sotto.

Meditazione del giorno.Mese di Febbraio, Venerdi 16/02/18: La Riparazione

16 febbraio 2018

1. L’amore la consiglia. La riparazione è un compenso che si presenta al Signore per chi fa male. Chi ama Gesù e lo vede abbandonato, offeso, bestemmiato, come può sopportare questo in pace? Come non far nulla per riparare tante afflizioni del Cuore di Dio? S. Filippo ingiungeva le Camminate, alcuni passano la notte innanzi al Santissimo, altri praticano penitenze, privazioni, preghiere… E tu che fai?

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Vangelo (Mt 9,14-15) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 16 Febbraio 2018) con commento comunitario

15 febbraio 2018

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,14-15)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

Questo è il Vangelo del 16 febbraio, quello del 15 febbraio lo potete trovare qualche post più sotto.

GIOVANNI BLANLO L’INFANZIA SPIRITUALE CON MEDITAZIONI E PRATICHE PER ONORARE IL BAMBINO GESÙ Traduzione Italiana con note del Sac. Maurilio Andreoletti

1 febbraio 2018

PARTE QUARTA

Misteri e stati propri
dell’Infanzia di Gesù

CAPITOLO QUINTO

L’Adorazione dei Pastori

Quinto mistero

Il Verbo Incarnato, appena fu comparso sulla terra, inviò un Angelo ad annunciare questa lieta nuova ai pastori che vegliavano nei dintorni di Betlemme. I Pastori si affrettarono a portarsi alla stalla onde adorare il Dio Infante e rendergli i loro omaggi; lo trovarono nel presepio, e il Divino Bambino li ricolmò di grazia e di gioia, a segno che non potendo tener nascosto un mistero così grande, corsero a manifestarlo ai loro conoscenti, mentre gli Angeli, coi loro celesti concenti, ne benedicevano Dio nei Cieli.

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Vangelo (Mc 5,1-20) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 29 Gennaio 2018) con commento comunitario

28 gennaio 2018

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 5,1-20)

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro.
Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese.
C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.

Questo è il Vangelo del 29 Gennaio, quello del 28 Gennaio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 10,1-9) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 26 Gennaio 2018) con commento comunitario

25 gennaio 2018

SANTI TIMOTEO E TITO, VESCOVI – memoria

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,1-9)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Questo è il Vangelo del 26 Gennaio, quello del 25 Gennaio lo potete trovare qualche post più sotto.