Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Tweet del Papa

22 maggio 2017

​Maria ci insegna a sperare in Dio anche quando tutto appare privo di senso, anche quando Lui sembra nascosto.
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Vangelo (Gv 15, 9-11) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 18 Maggio 2017) con commento comunitario

17 maggio 2017

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 9-11)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

Questo è il Vangelo del 18 Maggio, quello del 17 Maggio lo potete trovare qualche post più sotto.

La guida di Maria

15 maggio 2017

“Il mio cuore immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio” (Maria a Fatima, giugno 2017).

Nel videomessaggio in vista della partenza per Fatima Francesco cita queste parole.

Preghiera del giorno:Credo mariano

10 maggio 2017

Risultato immagine per maria vergine madre di dio

Credo nella Madonna
e ci credo fermamente e con tutto il cuore !
Credo nella sua maternità divina,
nella sua perpetua verginità,
nella sua immacolata concezione,
nella sua missione Corredentrice
accanto al Figlio Redentore.

Credo nella sua Assunzione e glorificazione celeste
in corpo ed anima perchè
Maria è immagine della Chiesa
che dovrà avere il suo compimento nell’età futura.
Credo nella sua Maternità spirituale,
nella sua Maternità ecclesiale,
nella sua Regalità reale.
Credo nella sua mediazione di grazia
per lo sviluppo della vita divina nelle anime.
Credo quindi nella sua presenza di amore
accanto a ciascuna creatura come Madre,
Ausiliatrice, Soccorritrice.
Credo nel trionfo universale
del Cuore Immacolato di Maria
oggi…. perchè questa è la sua ora !
A te dono il mio cuore
Madre del mio Gesù, Madre d’amore

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Agostino d’Ippona , Confessioni: Libro Quinto

2 maggio 2017

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Le preghiere di Monica

  1. 17. Non vedo davvero come si sarebbe risanato, se la mia morte in quello stato avesse trafitto le viscere del suo amore. Dove sarebbero finite le preghiere così ferventi che ripeteva senza interruzione? Presso di te, non altrove; ma avresti potuto tu, Dio delle misericordie, sprezzare il cuore contrito e umiliato di una vedova casta e sobria, assidua nell’elemosina, devota e sottomessa ai tuoi santi; che non lasciava passare giornata senza recare l’offerta al tuo altare, che due volte al giorno, mattino e sera, senza fallo visitava la tua chiesa, e non per confabulare vanamente e chiacchierare come le altre vecchie, ma per udire le tue parole e farti udire le sue orazioni? Le lacrime di una tale donna, che con esse ti chiedeva non oro né argento, né beni labili o volubili, ma la salvezza dell’anima di suo figlio, avresti potuto sdegnarle tu, che così l’avevi fatta con la tua grazia, rifiutandole il tuo soccorso? Certamente no, Signore. Tu anzi le eri accanto e l’esaudivi, operando secondo l’ordine con cui avevi predestinato di dover operare. Lungi da me il pensiero che avresti potuto ingannarla nelle sue visioni e nei tuoi responsi, già ricordati e non ricordati da me, che ella serbava nel suo cuore fedele e ti presentava nelle sue orazioni incessanti come impegni firmati di tua mano. Infatti nell’eternità della tua misericordia tu accetti d’indebitarti con coloro cui condoni tutti i debiti.

Rapporti con i manichei romani

  1. 18. Così mi guaristi da quella infermità e salvasti il figlio dell’ancella tua, allora e per allora fisicamente, per avere poi a chi porgere una salvezza più preziosa e sicura. Però anche a Roma mi tenevo in contatto con quei falsi e fallaci santoni: non solo cioè con gli uditori, fra i quali si annoverava pure chi mi ospitò malato e convalescente, bensì con gli eletti, come son chiamati. Ero tuttora del parere che non siamo noi a peccare, ma un’altra, chissà poi quale natura pecca in noi. Lusingava la mia superbia l’essere estraneo alla colpa, il non dovermi confessare autore dei miei peccati affinché tu guarissi la mia anima rea di peccato contro di te. Preferivo scusarmi accusando un’entità ignota, posta in me stesso senza essere me stesso, mentre ero un tutto unico e mi aveva diviso contro me stesso la mia empietà. Ed era un peccato più difficile da sanare il fatto che non mi ritenessi peccatore; ed era un’empietà esecrabile il preferire, Dio onnipotente, la tua sconfitta dentro di me, per mia rovina, alla mia sconfitta di fronte a te, per mia salvezza. Non avevi ancora collocato una custodia alla mia bocca e la porta del ritegno sulle mie labbra, affinché il mio cuore non uscisse in parole maligne per offrire scuse da scusare i peccati insieme a uomini che operano il male. Perciò me l’intendevo ancora con i loro eletti, sebbene non sperassi più di progredire in quella falsa dottrina. Anzi tenevo ormai con minore impegno e cura la posizione stessa ove avevo deliberato di stare pago, se non trovavo nulla di meglio.

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Vangelo (Gv 8,51-59) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 6 Aprile 2017) con commento comunitario

5 aprile 2017

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 8,51-59)

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».

Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: ”È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».

Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».

Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

Questo è il Vangelo del 6 Aprile, quello del 5 Aprile lo potete trovare qualche post più sotto.

Celebrazioni Papali

28 marzo 2017


Pubblicata la Notificazione per le celebrazioni della Settimana Santa: 


https://t.co/FFTpqHuatB



@UCEPO 12:28 – 28 mar 17

Un libro di grandissimo aiuto: Consigli di un papa amico. Le parole di papa Francesco che ci aiutano a vivere meglio

26 marzo 2017

Consigli di un Papa amico

Andrea Tornielli , Domenico jr Agasso

Consigli di un Papa amico

Le parole di papa Francesco che ci aiutano a vivere meglio

1ª edizione marzo 2017
Collana I PAPI DEL TERZO MILLENNIO
Formato 13,5 x 21 cm

Numero pagine 168

Edizioni San Paolo

Papa Francesco ha colpito, in questi primi quattro anni di Pontificato, per l’immediatezza del suo linguaggio che va al cuore della gente più semplice. È, come dice il titolo stesso, un “Papa amico”, che accompagna – tra l’altro – con le sue meditazioni da Casa Santa Marta i fedeli quasi ogni giorno. Da questa intuizione è nato il libro presente, che raccoglie, in una sorta di vademecum, grandi e piccoli consigli per la vita cristiana di ciascuno. Tornielli e Agasso jr accompagnano il lettore all’interno di questi consigli, aiutandone la comprensione e collegandoli tra loro in una sorta di affresco della vita semplice, quella che ciascuno di noi è chiamato a seguire da credente; ma anche quella che i non credenti possono considerare una sorta di mappa per la loro ricerca quotidiana.

n libro

Piccolo magnificat

24 marzo 2017

Quelle qui sotto sono poesiole stese al volo e dunque imprecise, da non utilizzare per comprendere i miei scritti.

Piccolo magnficat (yo vine aqui para cantar y para que cantes conmigo*)

Ferragosto

Nel lungo silenzio d’estate,
entrato il ristoro dell’anno,
la poesia saliva dalla carne e dal sangue,
come una caparra dell’assunzione.
Sentivo cantare la vita, persone,
col loro dolore, le gioie,
dentro la sconfinata compassione.

Il canto di Maria

Tutto e niente.
Niente senza di te,
senza la gente.
Il canto che sento
è un canto che sente.
Shemà Israel.

Via lucis

Nella cineteca della memoria
prendo il film della tua storia
con sorpresa sempre nuova
di mille sfumature inavvertite.
E cercandoti mi scopro,
lì, sull’argine nebbioso,
a metà del primo tempo,
nell’ultima parola, non colta,
di quel canto, ai titoli di coda.

Solitudine, disoccupazione

Ogni sera che viene
è una sera che piango.
Riguardo il mattino.
Ogni terra che penso
è speranza lontana,
di giorni lontani,
che amo soltanto
in una foto del futuro.
Ritorna la sera.
Ritorna il mio letto, la mia nave,
la mia solita nave di sempre,
in cui piango da solo terre lontane.
Ogni terra che penso
è una sera, è un mattino.
Ogni terra che penso domando:
sei forse tu la mia terra?

Una piccola vela nel mare

Io che veleggio su questa dolce barca
che il vento porta leggera ed alla sera
appoggio il peso della giornata alla tua riva
io più non so di porti-chimera senza rifugio
che l’uomo cerca disperato per mari sempre stranieri.
Sì, questa dolce barca che ora porta
anche voi, porta il mare alla terra
e la terra al mare, a questa costa
che così chiara separa e cuce
ogni cosa al cielo. Senza
essere vista, dopo la sera,
quando ogni domanda, stanca, riposa.

Ultimo giorno della vita nascosta: canto a Maria

Il pane fragrante nella piccola brace,
i panni stesi, la porta schiusa,
ogni cosa di te, intorno a te,
sommessa svelava una pace.
Tra la madia, la falegnameria, il piccolo orto,
imparai una piccola, semplice, via.
Piccino la notte sognavo che un manto di stelle
custodiva la terra dal male con un dolce canto.

Conversione

Com’era bella la sera quella sera,
una canzone semplice ci cantava
non sarà una chimera ed intuivo:
davvero ci ameremo per sempre.
Che luce serena rischiarava l’aria,
che luce vera, semplice e buona
che dava vita, così spontanea
da non essere notata ma che era
la fonte di ogni cosa. E che aria
alla campagna andava, umile
e tersa come l’anima tua.
La vita sapeva di lavanda
e di mentuccia ed era grano,
rondini, papaveri, il cardo,
l’olivo, luna nascente, margherita.

Abramo, che sperò contro ogni speranza

Niente.
Non vedo ancora niente lì sul monte.
Forse le stelle alpine sono le sole
a credere ancora ad un tempo che viene,
loro hanno in dono petali di lana per il vento e la neve.
Lì sulle cime calve battute dalla tramontana
vi è tanto turbinare che non alza in volo niente.
Ma una felicità insensata ancora pervade l’aria,
su per la mulattiera, ancora è come lana. (more…)

Il discernimento di Samuele

20 marzo 2017

Il profeta Samuele, come riportano le Scritture, “acquistò autorità poiché il Signore era con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole” (1 Sam 3, 19). Ma anche i profeti sono uomini in cammino. Saul “fu presentato al popolo: egli sopravanzava dalla spalla in su tutto il popolo. Samuele disse a tutta la folla: “Vedete dunque che l’ha proprio eletto il Signore, perché non c’è nessuno in tutto il popolo come lui” (1 Sam 10, 23-24). Samuele cerca di discernere in Dio ma è ancora, inconsapevolmente, influenzato da criteri terreni. Il cammino appunto, anche, in ciò, l’esperienza della riprovazione di Saul da parte di Dio, lo fanno maturare. E mica così facilmente. Il nostro ancora insiste su certe valutazioni di corto respiro, il cambiamento è in un più profondo, attento, ascolto di Dio. “Samuele vide Eliàb e disse: “Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!”  Il Signore rispose a Samuele: “Non guardare al suo aspetto né all’imponenza della sua statura. Io l’ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore” (1 Sam 16, 6-7). “Iesse presentò a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripetè a Iesse: “Il Signore non ha scelto nessuno di questi”. Samuele chiese a Iesse: “Sono qui tutti i giovani?”. Rispose Iesse: “Rimane ancora il più piccolo che ora sta a pascolare il gregge”. Samuele ordinò a Iesse: “Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui”. Quegli mandò a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e gentile di aspetto. Disse il Signore: “Alzati e ungilo: è lui!” (1 Sam 16, 10-12). Che bella questa scelta più portata da Dio, più libera da ripiegamenti vari terreni.

Il libro donato dal papa ai preti della sua diocesi 

3 marzo 2017

http://www.eri.rai.it/book/non-aver-paura-di-perdonare/

 

http://www.lastampa.it/2016/05/09/multimedia/vaticaninsider/ita/padre-luis-il-frate-misericordioso-che-il-papa-cita-come-esempio-Kyyn2iAwhPatZfyVUhHqBJ/pagina.html

 

 

Come Praticare il Digiuno Durante la Quaresima

1 marzo 2017

Tutti possiamo digiunare: giovani o adulti, gestanti o madri che allattano, anziani stanchi o ammalati. Tutti possono farlo senza che ciò arrechi alcun danno, caso mai se ne trarrà vantaggio.
Molte persone non digiunano perché, non sanno come farlo; immaginano che sia una cosa molto difficile (la fare ed anche “dolorosa” e che non ci riusciranno mai.
Per aiutare a chiarire dubbi e ad eliminare le paure di queste persone, ho scritto questo libretto sulla pratica del digiuno. Quello che presento qui è frutto della mia esperienza. Non che io sia un modello: in verità sono stato un tipo piuttosto pigro; però, con il passare degli anni, ho accumulato delle esperienze che voglio condividere con voi.
Esistono molti altri libri dai quali poter apprendere di più sulla “mistica” del digiuno. In queste pagine, desidero affrontarne solo l’aspetto pratico.
Esistono più varianti. Ne tratteremo qui solamente quattro tipi che potranno esservi di grande aiuto in questa pratica.
Il digiuno prescritto dalla Chiesa
Così è chiamato quello prescritto per tutta la Chiesa e che, perciò, è estremamente semplice perché adatto a qualsiasi persona.
Qualcuno potrebbe pensare che sia un digiuno di tutto riposo o che neanche sia realmente tale, perché troppo facile da mettere in pratica. Ma non è proprio così.
Questo modo di digiunare viene dalla tradizione della Chiesa e può essere praticato da tutti, senza eccezione. La base di questo tipo di digiuno è che si faccia colazione come d’abitudine, poi si consumi solo un pasto durante il resto della giornata. Si può scegliere tra pranzo o cena, secondo le proprie abitudini, la propria salute e il proprio lavoro.
L’altro pasto sarà sostituito da un semplice spuntino, secondo le proprie necessità.
In questo modo. per esempio, se si sceglie il pranzo come pasto completo, a cena si mangi solo qualcosa che metta nella condizione di trascorrere il resto della notte senza accusare la fame.
L’importante, e qui sta l’essenza del digiuno, è, la disciplina, il non mangiare niente oltre questi tre pasti. Quello che importa è, troncare l’abitudine di “mangiucchiare,”, di aprire il frigorifero più volte al giorno per “spizzicare” qualcosa.

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Maria a Medjugorje : Messaggio del 25 Febbraio 2017

27 febbraio 2017

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Cari figli! Oggi vi invito a vivere profondamente la vostra fede e a pregare l’Altissimo affinché la rafforzi, cosicché i venti e le tempeste non possano spezzarla. Le radici della vostra fede siano la preghiera e la speranza nella vita eterna. Già adesso, figlioli, lavorate su voi stessi, in questo tempo di grazia nel quale Dio vi dona la grazia affinché attraverso la rinuncia e la chiamata alla conversione siate uomini dalla fede e dalla speranza limpide e perseveranti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

La chiesa sembra guardare con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

I frutti dello Spirito

23 febbraio 2017

La via del discernimento a misura, la via dell’incontro, possono aprire più profondi varchi di comprensione nella persona, nel suo vario rapporto con gli altri, e ad ogni livello, ecclesiale, interreligioso, politico… Si possono sciogliere tendenzialmente sempre più tante cause di incomprensione, di separazione, di difficile collaborazione… Anche se gradualmente, ci avviamo forse verso nuovi possibili percorsi di crescita libera, di dialogo sereno, di partecipazione comune. Si tratta di criteri che già segnalano una più bella umanità, che, per esempio, non assale l’altro alla prima parola magari equivocabile ma casomai con amore dialoga per comprendersi meglio. Su questa via le possibili difficoltà nella comunicazione possono divenire esse stesse occasioni per comprendere meglio certe questioni di fondo. Per esempio secondo qualcuno oggi la Chiesa sta rinunciando ai riferimenti della fede. Nel manifestarsi di tali osservazioni si può chiarire che la Chiesa riconosce, nella loro essenza, per grazia, i riferimenti di fondo della fede come ce li hanno trasmessi Gesù e gli apostoli. Per esempio l’indissolubilita’ del matrimonio, chiaramente rivelata, nella fede, nei vangeli. Nella storia stessa della Chiesa vediamo che hanno subito modifiche, approfondimenti, per esempio, aspetti ascrivibili al contesto storico, ad una più profonda comprensione dell’amore attento, a misura, con il quale Gesù accompagna il cammino personalissimo di ciascuno verso la pienezza dell’amore. La stragrande maggioranza delle persone è contenta di scoprire un Dio che ama senza condizioni, che con discrezione aiuta in ogni amorevole modo a crescere. Se, abbastanza raramente, qualcuno è turbato da certe voci critiche la sua stessa vita personale, familiare, lo aiutano spessissimo facilmente a comprendere con gioia, appena vi accenni in tal senso, il significato di questa maturazione nella Chiesa. Il cuore di una mamma può comprendere subito, presto, che forzare troppo il figlio, ormai grandicello, nella fede può risultare talora controproducente, può non farlo sentire amato, capito. Può comprendere presto che si può pregare per la fede del figlio e accompagnarlo, aiutarlo, con amore, a misura, lungo le tappe del suo personale percorso di crescita. Senza dunque che questo significhi che la fede in Cristo non sia la vera fede. Anzi aiutandoci a percepire meglio che si tratta di un dono meraviglioso.

Liturgia del giorno: Audio salmo 102(101)

16 febbraio 2017

Venerdì, 17 _  febbraio _ 2017


 

Il Signore dal cielo ha guardato la terra.

[1] Preghiera di un afflitto che è stanco
e sfoga dinanzi a Dio la sua angoscia.

[2] Signore, ascolta la mia preghiera,
a te giunga il mio grido.

[3] Non nascondermi il tuo volto;
nel giorno della mia angoscia
piega verso di me l’orecchio.
Quando ti invoco: presto, rispondimi.

[4] Si dissolvono in fumo i miei giorni
e come brace ardono le mie ossa.

[5] Il mio cuore abbattuto come erba inaridisce,
dimentico di mangiare il mio pane.

[6] Per il lungo mio gemere
aderisce la mia pelle alle mie ossa.

[7] Sono simile al pellicano del deserto,
sono come un gufo tra le rovine.

[8] Veglio e gemo
come uccello solitario sopra un tetto.

[9] Tutto il giorno mi insultano i miei nemici,
furenti imprecano contro il mio nome.

[10] Di cenere mi nutro come di pane,
alla mia bevanda mescolo il pianto,

[11] davanti alla tua collera e al tuo sdegno,
perché mi sollevi e mi scagli lontano.

[12] I miei giorni sono come ombra che declina,
e io come erba inaridisco.

[13] Ma tu, Signore, rimani in eterno,
il tuo ricordo per ogni generazione.

[14] Tu sorgerai, avrai pietà di Sion,
perché è tempo di usarle misericordia:
l’ora è giunta.

[15] Poiché ai tuoi servi sono care le sue pietre
e li muove a pietà la sua rovina.

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

 

Ritaglio del Vangelo odierno:

E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.

Mc 8,27-33


 

 

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Inondami del tuo Spirito

John Henry Newman

O Gesù,
inondami del tuo Spirito e della tua vita.
Penetra in me e impossessati del mio essere,
così pienamente, che la mia vita
sia soltanto un’irradiazione della tua.
Aiutami a spargere
il profumo di te, ovunque vada.
Che io cerchi e veda non più me,
ma soltanto te.
Fa’ che io ti lodi, nel modo
che a te più piace,
effondendo la tua luce
su quanti mi circondano.
Che io predichi te senza parlare,
non con la parola, ma col mio esempio,
con la forza che trascina,
con l’amore che il mio cuore
nutre per te. Amen.

In viaggio. Il nuovo libro di Andrea Tornielli, con un’intervista a papa Francesco

12 febbraio 2017

Editore: Piemme

È in prima fila sull’aereo papale e ha seguito tutte le visite apostoliche fin dal primo simbolico viaggio a Lampedusa. Tornielli ha scelto di raccontare i grandi temi e i gesti profetici di questo pontificato attraverso i viaggi fatti con il Papa, senza mai tralasciare la narrazione di episodi inediti e aneddoti vissuti in prima persona nei vari spostamenti, negli incontri pubblici negli stadi e nelle chiese, e in quelli privati con i grandi personaggi del panorama mondiale: da Obama a Fidel Castro, da Bartolomeo I al patriarca russo Kirill, da Abu Mazen a Shimon Peres. Con un’intervista a Sua Santità Francesco.

http://www.lastampa.it/2017/01/26/vaticaninsider/ita/vaticano/in-viaggio-con-francesco-NUSVbjCaBbXBHKi2kQzrhJ/pagina.html

 

Preghiera del giorno: La mia anima è la tua casa/ Sant’Agostino

30 gennaio 2017

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Angusta è la casa della mia anima perché tu possa entrarvi: allargala dunque; è in rovina: restaurala; alcune cose contiene, che possono offendere la tua vista, lo ammetto e ne sono consapevole; ma chi potrà purificarla, a chi griderò, se non a te: “purificami, Signore dalle mie brutture ignote a me stesso, risparmia al tuo servo le brutture degli altri”?

 

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Vangelo (Mc 5,21-43) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 31 Gennaio 2017) con commento comunitario

30 gennaio 2017

SAN GIOVANNI BOSCO, sacerdote – memoria

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 5,21-43)

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.

Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.

E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».

Stava ancora parlava, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.

Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

Questo è il Vangelo del 31 Gennaio, quello del 30 Gennaio lo potete trovare qualche post più sotto.

Il cuore divino e umano di Cristo, chiave di ogni cosa. La strada semplice e profonda di Cristo

18 gennaio 2017

La Evangelii Gaudium, così come la stessa vita e gli altri discorsi e scritti di papa Francesco, sembrano sviluppare, sulla scia anche di papa Benedetto, un cammino di avvicinamento sempre più profondo al cuore divino e umano, non solo divino, spiritualistico, di Cristo, anche, proprio, quello dei vangeli, riscoperto con rinnovata fiducia non solo come Dio ma anche come uomo, come principale punto di riferimento, nelle impostazioni essenziali, anche culturale. Cristo ci è (anche) avanti, ha detto papa Francesco: egli è l’alfa e l’omega. Papa Francesco sembra essere entrato sempre più profondamente in questa strada, forse aiutato da un ambiente talora meno intellettualista, sicuramente crescendo su una strada spirituale di liberazione da incrostazioni che possono in vario modo e misura occludere il cuore, spiritualmente, umanamente. Niente ideologismi, pragmatismi, discernimento spirituale e umano delle situazioni concrete, accompagnamento personalizzato, senza schemi astratti, della crescita verso Cristo, attenzione alle situazioni concrete, una pastorale diversificata in base alle situazioni, alle persone, ascolto attento, spirituale e umano, come importante via per la soluzione di mille questioni, per la crescita, vicinanza concreta e a tutto campo, non spiritualistica: le parabole del figliol prodigo (padre misericordioso), del buon Samaritano, dei discepoli di Emmaus, sembrano prendere naturalmente nuova vita, così come si viene stimolati a meditare con rinnovata attenzione tutto il vangelo, pronti a nuove scoperte, riferendosi in ogni cosa prima di tutto proprio al Cristo dei vangeli, talora invece messo in secondo piano rispetto a teorie, prassi, etc., che sembrano metterlo in un cantuccio, sembrano non cercare una vissuta, sempre più profonda, sintonia col suo autentico cuore, discernere, divino e umano (“Lo Spirito vi condurrà alla verità tutta intera, ricordandovi quello che vi ho detto”, afferma Gesù nel vangelo di Giovanni). Questo amore sempre più così divino e così umano, questo cercare di appoggiarsi (con continui possibili chiarimenti-scoperte anche qui) sempre più, per prima cosa, a Cristo, fonte della grazia, rivela sempre più la sua totale misericordia. Il suo comprendere, perdonare tutto, il suo desiderio di aiutare in ogni discreto modo. Il suo essere vicino, dunque, ad ogni uomo, rivelando sempre più profondamente tanta bella vicinanza anche tra gli uomini. Stiamo forse entrando sempre più profondamente in un passaggio, in una liberazione da orientamenti riduttivi, distorcenti, come lo spiritualismo, l’intellettualismo, il pragmatismo, tutte tendenze che possono indirizzare anche subliminalmente al secolarismo, etc.. Stiamo forse andando verso la riscoperta (sempre più approfondita) di una via nell’essenza semplice e profonda, quella del cuore divino e umano di Cristo nella luce che scende a misura, delicatamente, come una colomba, la via del suo amore divino e umano che rivela ogni cosa in modo sempre rinnovato, facendo incontrare gli uomini in avanti, in lui. Una via che apre, già ha aperto, nuovi orizzonti in tutti i campi della vita, della cultura. Una via che scioglie i nodi: un giovane afferma di non poter credere più… la scienza, la cultura… ma se gli chiedo cosa gli suggerisce la sua serena coscienza ecco che dice, se ha ricevuto il dono della fede, di credere in Cristo. Ecco spesso facilmente risolto il problema, rivelando gli inceppamenti razionalistici. Lo Spirito che grida Abbà, Padre. Non voglio qui entrare in questioni complicate ma oggi anche molti matematici, logici, atei, sanno, dopo Goedel, che la logica si fonda su una fede. La logica stessa si scopre maturando sempre più in Cristo, Dio e uomo. Non ci accorgiamo di riflettere in modo nuovo, più profondo e vivo, maturando? Non contribuisce ad aprire nuovi orizzonti l’amore di questo papa?

Non può far riflettere che Maria, che ha pronunciato sempre poche densissime parole, abbia detto a Fatima che il suo cuore immacolato trionferà? Papa Benedetto ha chiesto a Maria, a Fatima (maggio 2010), che si affrettasse la vittoria del suo cuore immacolato entro il centenario delle apparizioni (2017). E’ Cristo che rinnova ogni cosa, se lo accogliamo, sua è l’opera della salvezza. Si può aggiungere che scoprire, nel suo nucleo essenzialissimo poi sempre da approfondire, questa via può risultare più difficile per persone con una strutturazione spirituale-culturale di lunga data mentre la gente si può sentire invece finalmente compresa, amata, messa, ognuno secondo il proprio personalissimo cammino, su una via semplice, autentica, serena. La difficoltà dunque non è in se ma può essere nel passaggio.

Link al Manifesto: https://gpcentofanti.wordpress.com/manifesto-del-cuore-divino-e-umano-di-cristo/

Tweet del Papa

16 gennaio 2017

La Santa Famiglia vegli su tutti i migranti minorenni e accompagni quelli vulnerabili e senza voce nel loro cammino. @M_RSezione

Papa Francesco su Twitter  (@Pontifex_it), ore 13:45 – 15 gen 2017

 

Lo sfruttamento senza scrupoli fa molto male ai bambini trattati come merce e resi schiavi. Dio benedica quelli che li liberano @M_RSezione

Papa Francesco su Twitter  (@Pontifex_it), ore 13:45 – 14 gen 2017

 

 I bambini costretti alla fuga, specialmente se sono soli, sono i più indifesi e vulnerabili. Preghiamo per loro e aiutiamoli. @M_RSezione        

Papa Francesco su Twitter  (@Pontifex_it), ore 13:45 – 13 gen 2017