Archive for the ‘Uncategorized’ Category

A. Tornielli, D. Agasso. A piedi nella notte

29 maggio 2018

http://www.lastampa.it/2018/05/26/vaticaninsider/a-piedi-nella-notte-yt1kmhaSsNthqn4pKIP2qI/pagina.html

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IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE di LORENZO SCUPOLI “Non riceve la corona se non chi ha combattuto secondo le regole” (2Tm 2,5).

23 maggio 2018

CAPITOLO XV
Alcuni avvisi intorno al modo di combattere e specialmente contro chi e con quale virtù si deve fare

Hai già visto, figliuola, il modo con cui devi combattere per vincere te stessa e ornarti delle virtù. Inoltre sappi ora che per riportare vittoria sui tuoi nemici con maggior rapidità e facilità ti conviene combattere, anzi è necessario che tu combatta ogni giorno particolarmente contro l’amor proprio, abituandoti a ricevere come cari amici i disprezzi e le molestie che il mondo potesse darti. E dal non avvertire questa battaglia e dal farne poco conto è avvenuto e avviene, come ho accennato sopra, che le vittorie sono difficoltose, rare, imperfette e instabili.

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Vangelo (Gv 15,1-8) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 29 Aprile 2018) con commento comunitario

28 aprile 2018

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,1-8)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Questo è il Vangelo del 29 Aprile, quello del 28 Aprile lo potete trovare qualche post più sotto.

Il denaro non governa

28 marzo 2018

http://www.edizpiemme.it/libri/il-denaro-non-governa

Buona Pasqua!

25 marzo 2018
Talora nelle parole che ascoltiamo nella Settimana Santa possiamo per certi versi sentire Dio ancora più lontano.

Per esempio, perché tutta questa sofferenza, per lavare i peccati? Gesù si sarebbe fatto uomo comunque, a prescindere dal nostro peccato, per il gran desiderio di starci vicino, di condividere la nostra vita e di aprirci le porte della pienezza.

È rimasto a testimoniare a Gerusalemme perché Dio mantiene le promesse. Il Messia è davvero venuto. E non ha assunto in modo quasi esoterico su di sé i nostri peccati ma semplicemente ha amato ogni uomo, anche con il suo peccato, anche chi lo mandava a morte. Ci ha mostrato la via della fiducia nell’amore del Padre e la via dell’amore per i fratelli e tra fratelli. È semplice e buono come il pane, gioioso, allegro, come il vino. Ciò non è annullato dalle sue piaghe anche da risorto, perché soffre per chi si chiude alla vita. Un Dio vicino. Da un lato ci fa capire che non è masochista, che avrebbe desiderato la via bella della pace e non la crocifissione. Da un altro lato però dice anche di avere sete. Sete di stare vicino, di condividere, il dolore di ogni uomo. Anche lui si è sentito abbandonato da Dio.
E non è vero che più ci si avvicina a Dio più si devono subire prove. Chi lo segue avrà cento volte tanto e la vita eterna. Cioè sperimenta sempre più la potenza della risurrezione e può più facilmente ricevere ogni bene. È un cammino verso la gioia e la pace sempre più piene. Verso la costruzione di tanti buoni, migliori, rapporti, verso tanta luce nuova.
Può talora accadere che il bene dia fastidio a qualcuno, che si vivano persecuzioni. Ma non si può vedere il dolore fuori della grazia che lui ci darà in quel momento.
Un Dio divino ma anche umano, che ci aiuta a ritrovare la nostra umanità. Buona Pasqua

Vangelo (Gv 8,31-42) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 21 Marzo 2018) con commento comunitario

20 marzo 2018

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 8,31-42)

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».

Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».

Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

Questo è il Vangelo del 21 Marzo, quello del 20 Marzo lo potete trovare qualche post più sotto.

Preghiera della Sera: Novena alla Madonna delle Spine ( Secondo giorno)

13 marzo 2018

Tu sei, o Maria, il tabernacolo vivente del Figlio tuo Gesù, che “per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e in Te si incarnò per opera dello Spirito Santo”: aiutaci ad essere sempre all’altezza della dignità filiale, templi vivi dello Spirito di santità.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

Madonna delle Spine Prega per noi.

Prega per noi, Santa Madre di Dio, affinché siamo fatti degni delle promesse di Cristo.

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Vangelo (Mt 18,21-35) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 6 Marzo 2018) con commento comunitario

5 marzo 2018

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,21-35)

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.

Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”.  Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.

Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quel che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.

Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.

Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Questo è il Vangelo del 6 Marzo, quello del 5 Marzo lo potete trovare qualche post più sotto.

Meditazione del giorno.Mese di Febbraio, Venerdi 16/02/18: La Riparazione

16 febbraio 2018

1. L’amore la consiglia. La riparazione è un compenso che si presenta al Signore per chi fa male. Chi ama Gesù e lo vede abbandonato, offeso, bestemmiato, come può sopportare questo in pace? Come non far nulla per riparare tante afflizioni del Cuore di Dio? S. Filippo ingiungeva le Camminate, alcuni passano la notte innanzi al Santissimo, altri praticano penitenze, privazioni, preghiere… E tu che fai?

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Vangelo (Mt 9,14-15) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 16 Febbraio 2018) con commento comunitario

15 febbraio 2018

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,14-15)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

Questo è il Vangelo del 16 febbraio, quello del 15 febbraio lo potete trovare qualche post più sotto.

GIOVANNI BLANLO L’INFANZIA SPIRITUALE CON MEDITAZIONI E PRATICHE PER ONORARE IL BAMBINO GESÙ Traduzione Italiana con note del Sac. Maurilio Andreoletti

1 febbraio 2018

PARTE QUARTA

Misteri e stati propri
dell’Infanzia di Gesù

CAPITOLO QUINTO

L’Adorazione dei Pastori

Quinto mistero

Il Verbo Incarnato, appena fu comparso sulla terra, inviò un Angelo ad annunciare questa lieta nuova ai pastori che vegliavano nei dintorni di Betlemme. I Pastori si affrettarono a portarsi alla stalla onde adorare il Dio Infante e rendergli i loro omaggi; lo trovarono nel presepio, e il Divino Bambino li ricolmò di grazia e di gioia, a segno che non potendo tener nascosto un mistero così grande, corsero a manifestarlo ai loro conoscenti, mentre gli Angeli, coi loro celesti concenti, ne benedicevano Dio nei Cieli.

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Vangelo (Mc 5,1-20) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 29 Gennaio 2018) con commento comunitario

28 gennaio 2018

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 5,1-20)

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro.
Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese.
C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.

Questo è il Vangelo del 29 Gennaio, quello del 28 Gennaio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 10,1-9) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 26 Gennaio 2018) con commento comunitario

25 gennaio 2018

SANTI TIMOTEO E TITO, VESCOVI – memoria

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,1-9)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Questo è il Vangelo del 26 Gennaio, quello del 25 Gennaio lo potete trovare qualche post più sotto.

Liturgia della Parola: 10/01/18 Anno B

9 gennaio 2018

PRIMA LETTURA

1Sam 3,1-10.19-20
Dal primo libro di Samuèle

In quei giorni, il giovane Samuèle serviva il Signore alla presenza di Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti.
E quel giorno avvenne che Eli stava dormendo al suo posto, i suoi occhi cominciavano a indebolirsi e non riusciva più a vedere. La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino ad allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane.
Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto. Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuèle, Samuèle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole. Perciò tutto Israele, da Dan fino a Bersabea, seppe che Samuèle era stato costituito profeta del Signore.

Parola di Dio

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Vangelo (Lc 2,16-21) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 1 Gennaio 2018) con commento comunitario

31 dicembre 2017

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,16-21)

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Questo è il Vangelo dell’1 Gennaio, quello del 31 Dicembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Tweet del Papa

29 novembre 2017

L’amore di Cristo è come un “GPS spirituale” che ci guida infallibilmente verso Dio e verso il cuore del nostro prossimo.

09:00 – 29 novembre 2017

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Come fa Gesù a essere lo stesso in tutte le ostie?( Catechismo per bambini)

14 ottobre 2017

Un giorno Gesù , in una delle visioni di suor Faustina Kowalska, disse che lui era lo stesso in tutte le ostie consacrate.

Dopo questa affermazione ,mi sono posta questa domanda, che penso facciano anche i bambini: “Come fa Gesù ad essere lo stesso in tutte le ostie? “Qualcuno potrebbe dire che siccome Gesù è il Figlio di Dio può fare tutto ed essere presente ovunque in tutti i posti allo stesso modo, ed è vero! Ma come spiegarlo ai bambini?

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Vangelo (Mt 21,28-32) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 1 Ottobre 2017) con commento comunitario

30 settembre 2017

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21,28-32)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: Sì, signore. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Questo è il Vangelo dell’1 Ottobre, quello del 30 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Un papa profeta

7 settembre 2017

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/september/documents/papa-francesco_20170907_viaggioapostolico-colombia-vescovi.html

Vangelo (Lc 4,38-44) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 6 Settembre 2017) con commento comunitario

5 settembre 2017

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,38-44)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

Questo è il Vangelo del 6 Settembre, quello del 5 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.

«Silenzio. Né musica, né canto. La parola di Dio è semplice. Ha solo bisogno di silenzio»

31 agosto 2017


31 agosto 2012, 5 anni fa, moriva il card. Martini.

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Immigrati: buonsenso e burocrazia

11 agosto 2017

Che le persone siano in un graduale cammino e’ giusto. Ma chi (more…)

“Ave Crux, Spes unica”Dagli scritti spirituali di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein, Vita, Dottrina, Testi inediti. Roma, pp. 127-130.)

9 agosto 2017

Dagli scritti spirituali di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein, Vita, Dottrina, Testi inediti. Roma, pp. 127-130.)«Ti salutiamo, Croce santa, nostra unica speranza!» Così la Chiesa ci fa dire nel tempo di passione dedicato alla contemplazione delle amare sofferenze di Nostro Signore Gesù Cristo.

Il mondo è in fiamme: la lotta tra Cristo e anticristo si è accanita apertamente, perciò se ti decidi per Cristo può esserti chiesto anche il sacrificio della vita.

Contempla il Signore che pende davanti a te sul legno, perché è stato obbediente fino alla morte di Croce. Egli venne nel mondo non per fare la sua volontà, ma quella del Padre. Se vuoi essere la sposa del Crocifisso devi rinunciare totalmente alla tua volontà e non avere altra aspirazione che quella di adempiere la volontà di Dio.

Di fronte a te il Redentore pende dalla Croce spogliato e nudo, perché ha scelto la povertà. Chi vuole seguirlo deve rinunciare ad ogni possesso terreno. Stai davanti al Signore che pende dalla Croce con il cuore squarciato: Egli ha versato il sangue del suo Cuore per guadagnare il tuo cuore. Per poterlo seguire in santa castità, il tuo cuore dev’essere libero da ogni aspirazione terrena; Gesù Crocifisso dev’essere l’oggetto di ogni tua brama, di ogni tuo desiderio, di ogni tuo pensiero.

Il mondo è in fiamme: l’incendio potrebbe appiccarsi anche alla nostra casa, ma al di sopra di tutte le fiamme si erge la Croce che non può essere bruciata. La Croce è la via che dalla terra conduce al cielo. Chi l’abbraccia con fede, amore. speranza viene portato in alto, fino al seno della Trinità.

Il mondo è in fiamme: desideri spegnerle? Contempla la Croce: dal Cuore aperto sgorga il sangue del Redentore, sangue capace di spegnere anche le fiamme dell’inferno. Attraverso la fedele osservanza dei voti rendi il tuo cuore libero e aperto; allora si potranno riversare in esso i flutti dell’amore divino, sì da farlo traboccare e renderlo fecondo fino ai confini della terra.

Attraverso la potenza della Croce puoi essere presente su tutti i luoghi del dolore, dovunque ti porta la tua compassionevole carità, quella carità che attingi dal Cuore divino e che ti rende capace di spargere ovunque il suo preziosissimo sangue per lenire, salvare, redimere.

Gli occhi del Crocifisso ti fissano interrogandoti, interpellandoti. Vuoi stringere di nuovo con ogni serietà l’alleanza con Lui? Quale sarà la tua risposta? “Signore, dove andare? Tu solo hai parole di vita”. 

Ave Crux, spes unica!

Atto di consacrazione al cuore immacolato di Maria, di Giovanni Paolo Ii

5 agosto 2017

Come il papa santo ha consacrato il mondo a Maria, consacratele la vostra vita oggi stesso!
Come papa Giovanni Paolo II ha consacrato il mondo a Maria, consacriamo oggi stesso la nostra vita a lei!
Preghiera:
O Madre degli uomini e dei popoli, tu che “conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze”, tu che senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, che scuotono il mondo contemporaneo, accogli il nostro grido che, come mossi dallo Spirito Santo, rivolgiamo direttamente al tuo Cuore e abbraccia, con l’amore della Madre e della Serva, questo nostro mondo umano, che ti affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli uomini e dei popoli.
In modo speciale ti affidiamo e consacriamo quegli uomini e quelle nazioni, che di questo affidamento e di questa consacrazione hanno particolarmente bisogno.
Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio!

Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova!

Non disprezzare!

Accogli la nostra umile fiducia – e il nostro affidamento!
“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3, 16). Proprio questo amore ha fatto sì che il Figlio di Dio abbia consacrato se stesso: “Per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità” (Gv 17, 19).

Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Agosto 2017 a Mirjana

3 agosto 2017


Cari figli, per volontà del Padre Celeste, come Madre di Colui che vi ama, sono qui con voi per aiutarvi a conoscerlo, a seguirlo. Mio Figlio vi ha lasciato le impronte dei suoi passi, perché vi fosse più facile seguirlo. Non temete, non siate insicuri. Io sono con voi! Non fatevi scoraggiare, perché sono necessari molta preghiera e sacrificio per quelli che non pregano, non amano e non conoscono mio Figlio. Aiutateli vedendo in loro dei vostri fratelli. Apostoli del mio amore, prestate ascolto alla mia voce in voi, sentite il mio materno amore. Perciò pregate: pregate operando, pregate donando. Pregate con amore, pregate con le opere e con i pensieri, nel nome di mio Figlio. Quanto più amore darete, tanto più ne riceverete. L’amore scaturito dall’Amore illumina il mondo. La redenzione è amore, e l’amore non ha fine. Quando mio Figlio verrà di nuovo sulla terra, cercherà l’amore nei vostri cuori. Figli miei, lui ha fatto per voi molte opere d’amore. Io vi insegno a vederle, a comprenderle e a rendergli grazie amandolo e perdonando sempre di nuovo il prossimo. Perché amare mio Figlio vuol dire perdonare. Non si ama mio Figlio, se non si riesce a perdonare il prossimo, se non si riesce a cercare di capire il prossimo, se lo si giudica. Figli miei, a cosa vi serve la preghiera, se non amate e non perdonate? Vi ringrazio! ”

La chiesa guarda con favore , ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Vangelo (Mt 13,36-43) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 1 Agosto 2017) con commento comunitario

31 luglio 2017

S. Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo e dottore della Chiesa – memoria

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,36-43)

In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».

Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

Questo è il Vangelo dell’ 1 Agosto, quello del 31 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 11,19-27) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 29 Luglio 2017) con commento comunitario

28 luglio 2017

Santa Marta – memoria

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,19-27)

In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Parola del Signore. Oppure (Lc 10,38-42: Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose): Dal Vangelo secondo Luca In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Questo è il Vangelo del 29 Luglio, quello del 28 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

 PROPRIO IN LATINO DELLA S. MESSAtratto dal Missale Romanum a.D. 1962 promulgatume traduzione italiana delle letture secondola traduzione proposta dalle CEI

21 luglio 2017

MESSALE 

INTRÓITUS      

Eccli. 15, 5. In médio Ecclésiæ apéruit os ejus: et implévit eum Dóminus spíritu sapiéntiæ et intelléctus: stolam glóriæ índuit eum. Ps. 91,2. Bonum est confitéri Dómino: et psállere nómini tuo, Altíssime. Glória Patri.

 

Nel seno della Chiesa il Signore gli ha dischiuso la bocca, lo riempì di sapienza e d’intelligenza ; lo rivestì di un manto di gloria. È buona cosa rendere al tuo nome, o altissimo.

 

ORÁTIO      

Deus, qui ad ardua quæque pro nominis tui gloriam et animarum salute beato Laurentio, Confessori tuo atque Doctori, spiritum sapientiæ et fortitudinis contulisti: da nobis in eodem spiritu et agenda cognoscere, et cognita, eius intercessione, perficere. Per Dominum nostrum.

 

O Dio, che per le imprese più ardue a gloria del tuo nome e per la salvezza delle anime, hai dotato di spirito di sapienza e di fortezza il beato Lorenzo, tuo confessore e dottore, concedi a noi di conoscere con lo stesso spirito ciò che dobbiamo fare; e di attuare con la sua intercessione quanto abbiamo conosciuto. Per il nostro Signore.

 

Exáudi nos, Deus, salutáris noster: ut, sicut de beatæ Praxédis Vírginis tuæ festivitáte gaudémus; ita piæ devotiónis erudiámur afféctu. Per Dóminum.

 

Esaudisci o Dio, nostra salvezza, affinché come ci rallegriamo per la festa della beata tua Vergine Prassede, così siamo ammaestrati dal sentimento di una vera pietà. Per il nostro Signore.

 

EPISTOLA      

Léctio Epístolæ beáti Pauli Apóstoli ad Timotheum. 2. Tim. 4, 1-8.

 

Caríssime: Testíficor coram Deo, et Jesu Christo, qui judicatúrus est vi vos et mórtuos, per advéntum ipsíus et regnum ejus: prǽdica verbum, insta opportúne, importune: árgue, óbsecra, íncrepa in omni patiéntia, et doctrína. Erit enim tempus, cum sanam doctrínam non sustinébunt, sed ad sua desidéria, coacervábunt sibi magistros, pruriéntes áuribus, et a veritáte quidem audítum avértent, ad fábulas autem converténtur. Tu vero vígila, in ómnibus labóra, opus fac Evangelístæ, ministérium tuum ímpie. Sóbrius esto. Ego enim jam delíbor, et tempus resolutiónis meæ instat. Bonum certámen certávi, cursum consummávi, fidem servávi. In réliquo repósita est mihi coróna justítiæ, quam reddet mihi Dóminus in illa die, justus judex: non solum autem mihi, sed et iis, qui díligunt advéntum ejus. M. – Deo grátias. 

 

Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero. Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione. M. – Deo grátias. 

 

GRADUALE      

Ps. 36, 30-31. Os justi meditábitur sapiéntiam, et lingua ejus loquétur judícium. Lex Dei ejus in corde ipsíus: et non supplantabúntur gressus ejus.

 

Ps. 36, 30-31. Il giusto parla con sapienza, la sua lingua proferisce cose giuste. Egli conserva in cuore la legge del suo Dio e i suoi passi non vacillano.

 

ALLELÚIA     

Allelúja, allelúja. Ps. 109, 4. Jurávit Dóminus, et non poenitébit eum: Tu es sacérdos in ætérnum, secúndum órdinem Melchísedech.Allelúja.   

 

Allelúja, allelúja. Ps. 109, 4. Il Signore ha giurato e non si pente tu sei sacerdote per sempre alla maniere di Melchisedech. Allelúja.  

 

EVANGÉLIUM      

Sequéntia sancti Evangélii secúndum Matthǽum. Matth. 5, 13-19.

 

In illo témpore: Dixit Jesus discípulis suis: Vos estis sal terræ. Quod si sal evanúerit, in quo saliétur? Ad níhilum valet ultra, nisi ut mittátur foras, et conculcétur ab homínibus. Vos estis lux mundi. Non potest cívitas abscóndi supra montem pósita. Neque accéndunt lucérnam, et ponunt eam sub módio, sed super candelábrum, ut lúceat ómnibus qui in domo sunt. Sic lúceat lux vestra coram homínibus, ut vídeant ópera vestra bona, et gloríficent Patrem vestrum, qui in coelis est. Nolíte putáre, quóniam veni sólvere legem aut prophétas: non veni sólvere, sed adimplére. Amen, quippe dico vobis, donec tránseat coelum et terra, jota unum aut unus apex non præteríbit a lege, donec ómnia fiant. Qui ergo solvent unum de mandátis istis mínimis, et docúerit sic hómines, mínimus vocábitur in regno coelórum: qui autem fécerit et docúerit, hic magnus vocábitur in regno coelórum. M. – Laus tibi Christe.    

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. M. – Laus tibi Christe.

 

ANTÍPHONA AD OFFERTÓRIUM      

Ps. 91, 13. Justus ut palma florébit: sicut cedrus, quæ in Líbano est multiplicábitur.

 

Ps. 91, 13. Il giusto crescerà come la palme, si ergerà come il cedro del Libano.

 

SECRÉTA      

Sancti Laurentii Confessoris tui at que Doctóris nobis, Dómine, pia non desit orátio: quæ et múnera nostra concíliet; et tuam nobis indulgéntiam semper obtíneat. Per Dóminum. 

 

Non ci venga mai meno, Signore, la pia preghiera del tuo Santo Confessore e Dottore, la quale Ti renda accetti i nostri doni e ci ottenga sempre il tuo perdono. Per il nostro Signore.

 

Accépta tibi sit, Dómine, sacrátæ plebis oblátio pro tuórum honóre Sanctórum: quorum se méritis de tribulatióne percepísse cognóscit auxílium. Per Dóminum nostrum.

 

Ti sia gradita, o Signore, l’offerta del tuo popolo fedele in onore dei tuoi Santi, per i meriti dei quali sa di aver ricevuto soccorso nelle prove. Per il nostro Signore.

 

PREFAZIO COMUNE     

 

COMMÚNIO      

Luc. 12, 42. Fidélis servus et prudens, quem constítuit dóminus super famíliam suam: ut det illis in témpore trítici mensúram.

 

Luc. 12, 42. Egli è il servitore fedele e avvenuto che il Signore ha messo a capo della sua famiglia perchè distribuisca a ciascuno il pane necessario nel tempo opportuno.

 

POSTCOMMÚNIO      

Ut nobis, Dómine, tua sacrifícia dent salútem: beátus Laurentius Confessor tuus et Doctor egrégius, quǽsumus, precátor accédat. Per Dóminum nostrum. 

 

Il tuo Confessore ed insigne Dottore interceda per noi, o Signore, affinché il tuo sacrificio ci procuri la salvezza. Per il nostro Signore

 

Satiásti, Dómine, famíliam tuam munéribus sacris: ejus, quǽsumus, semper interventióne nos réfove, cujus sollémnia celebrámus. Per Dóminum.

 

O Signore, tu che hai saziato la tua famiglia con questi sacri doni, confortaci sempre con l’intercessione della Santa di cui celebriamo la festa. Per il nostro Signore..

 

Vangelo (Gv 20,1-2.11-18) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 22 Luglio 2017) con commento comunitario

21 luglio 2017

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,1-2.11-18)

Santa Maria Maddalena – FESTA

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Questo è il Vangelo del 22 Luglio, quello del 21 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Preghiera a Giacinta di suor Lucia

15 luglio 2017

O tu che in terra

passati volando,

mia cara Giacinta,

con dolore intenso,

amando Gesù 

Ricorda la preghiera

che un giorno ti facevo:

sii sempre amica mia

presso il santo trono 

della Vergine Maria.

Figlio di candor,

o perla lucente,

deh, la nel cielo,

onde vivi trionfante,

Serafino di Amire,

col tuo fratellino,

prega per me

ai piedi del Signore.