Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Vangelo (Lc 1, 26-38) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 8 Dicembre 2019) con commento comunitario

7 dicembre 2019

IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA – SOLENNITÀ

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1, 26-38)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».

Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Questo è il Vangelo dell’8 Dicembre, quello del 7 Dicembre lo potete trovare qualche post più sotto

Vangelo (Lc 20,27-38) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 10 Novembre 2019) con commento comunitario

9 novembre 2019

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 20,27-38)
 
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».

Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

Questo è il Vangelo del 10 Novembre, quello del 9 Novembre lo potete trovare qualche post più sotto

Il circolo del mancante

5 novembre 2019

https://www.lastampa.it/vatican-insider-it/2019/11/05/news/la-cultura-razionalista-frantuma-la-persona-in-parti-riduttive-1.37842155

Vangelo (Lc 12,39-48) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 23 Ottobre 2019) con commento comunitario

22 ottobre 2019

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,39-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».

Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.

Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.

Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Questo è il Vangelo del 23 Ottobre, quello del 22 Ottobre lo potete trovare qualche post più sotto

Vangelo (Lc 12,13-21) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 21 Ottobre 2019) con commento comunitario

20 ottobre 2019

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,13-21)

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».

E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».

Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Questo è il Vangelo del 21 Ottobre, quello del 20 Ottobre lo potete trovare qualche post più sotto

Conversione, San Cipriano di Cartagine, lettera a Donato

14 ottobre 2019

Un tempo io giacevo nelle tenebre di una notte buia; mi trovavo come sballottato sul mare del mondo che mi gettava in tutte le direzioni; incerto delle vie che mi si paravano innanzi, vagavo in balia di me stesso e non ero consapevole della mia vita.

Lontano dalla verità e dalla luce, ritenevo che fosse davvero difficile e duro, per i miei sentimenti di quel periodo, ciò che la misericordia di Dio mi prometteva per portarmi alla salvezza.

Reputavo fosse difficile poter nuovamente rinascere e deporre le abitudini precedenti, anche se il battesimo nell’acqua della salvezza mi rinnovava a nuova vita. Stimavo ugualmente difficile che un uomo potesse cambiare la mente e l’animo senza mutare nel suo fisico.

Continuavo a dirmi: «Come sarà possibile una conversione così grande da liberarmi tutto ad un tratto da ciò che fin dalla nascita si solidificò come quando si colloca del materiale e lo si ammucchia in depositi? Come sarà possibile liberarmi di quelle abitudini che ho indebitamente contratte?».

Spesso mi trovavo con questi pensieri. Ero legato dai moltissimi errori della mia vita passata e non credevo di potermene liberare. I vizi aderivano alla mia vita e io continuavo ad assecondarli. Non pensavo più di poter raggiungere i beni migliori; per questo favorivo ciò che mi nuoceva come se fosse qualcosa che ormai mi appartenesse e fosse cresciuto con me.

Ma sopraggiunse l’aiuto dell’acqua che rigenera. La corruzione della vita precedente venne cancellata e dall’alto si diffuse una luce nel mio cuore purificato e mondo. Ricevetti dal cielo lo Spirito e attraverso una seconda nascita diventai un uomo nuovo.

Dopo questo evento, ciò che era segnato dal dubbio improvvisamente divenne, in modo che non saprei descrivere, una certezza; quello che era impenetrabile e pieno di tenebra mi apparve accessibile e luminoso.

Potevo raggiungere quello che prima mi sembrava assurdo e fare quello che finora ritenevo impossibile. Avevo così la possibilità di capire come fosse terreno l’uomo di prima, nato dalla carne e schiavo dei vizi.

Preghiera della sera: Preghiera degli Angeli a Maria

3 ottobre 2019
Photo by JUAN CARLOS LEVA on Pexels.com

Ave, Maria, Madre dell’Uomo come Eva, più di Eva, che hai riportato l’uomo, attraverso l’Uomo, alla sua Patria, alla sua eredità, alla sua figliolanza, alla sua gioia.

Ave, Maria, Seno di santità in cui è rideposto il seme della Specie, perchè l’eterno Abramo abbia i figli di cui l’invidia satanica lo aveva reso sterile.

Ave, Maria, Madre Deipara del Primogenito eterno, Madre pietosa dell’Umanità, lavata nel tuo pianto e nel Sangue che è il tuo sangue.

Ave, Maria, Perla del Cielo, Luce di Stella, Bellezza soave, Pace di Dio.

Ave, Maria, piena di Grazia, in cui è il Signore, mai divisa da Lui che in te prende le sue delizie e i suoi riposi.

Ave, Maria, donna benedetta fra tutte le donne, Amore vivente, fatta dall’Amore, Sposa all’Amore, Madre dell’Amore.

In te purezza, in te Pace, in te Sapienza, in te ubbidienza, in te umiltà, in te perfette le tre e le quattro virtù.

Maria, il Cielo delira d’amore nel contemplare Maria. Il suo canto aumenta sino a note incomparabili. Nessun mortale, per santo che sia, può comprendere cosa sia per tutto il Cielo Maria.

Tutte le cose sono state fatte per il Verbo. Ma anche tutte le opere più grandi sono state fatte dall’Amore eterno in Maria e per Maria. Perchè Colui che è potente l’ha amata senza limite, e l’ama. E la Potenza di Dio sta nelle sue mani di Giglio purissimo per essere sparsa su chi a Lei ricorre.

Ave! Ave! Ave! Maria!

tà, lavata nel tuo pianto e nel Sangue che è il tuo sangue. Ave, Maria, Perla del Cielo, Luce di Stella, Bellezza soave, Pace di Dio. Ave, Maria, piena di Grazia, in cui è il Signore, mai divisa da Lui che in te prende le sue delizie e i suoi riposi. Ave, Maria, donna benedetta fra tutte le donne, Amore vivente, fatta dall’Amore, Sposa all’Amore, Madre dell’Amore. In te purezza, in te Pace, in te Sapienza, in te ubbidienza, in te umiltà, in te perfette le tre e le quattro virtù. Maria, il Cielo delira d’amore nel contemplare Maria. Il suo canto aumenta sino a note incomparabili. Nessun mortale, per santo che sia, può comprendere cosa sia per tutto il Cielo Maria. Tutte le cose sono state fatte per il Verbo. Ma anche tutte le opere più grandi sono state fatte dall’Amore eterno in Maria e per Maria. Perchè Colui che è potente l’ha amata senza limite, e l’ama. E la Potenza di Dio sta nelle sue mani di Giglio purissimo per essere sparsa su chi a Lei ricorre. Ave! Ave! Ave! Maria!

Fonte: http://www.sorgentedamore.it/

Vangelo (Mt 11,25-30) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 4 Ottobre 2019) con commento comunitario

3 ottobre 2019

SAN FRANCESCO D`ASSISI, PATRONO D’ITALIA – FESTA

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-30)

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Questo è il Vangelo del 4 Ottobre, quello del 3 Ottobre lo potete trovare qualche post più sotto

Araldo del Divino Amore, Libro IV. Capitolo LV

3 ottobre 2019

NELLA FESTA DI TUTTI I SANTI

Nella festa di tutti i Santi, Geltrude ebbe illustrazioni speciali che le svelarono i misteri ineffabili riguardanti la gloria della SS. Trinità, facendole comprendere come Essa che non conosce nè principio nè fine, sovrabbondi di beatitudine e procuri a tutti i Santi gaudio, letizia, onore eterno. Non le fu possibile però esprimere ciò che aveva visto tanto lucidamente nello specchio della divina chiarezza; quindi, servendosi di una specie di parabola, rivelò solo quanto segue.

Preghiera della Sera. Potente Supplica ai Santi Angeli

2 ottobre 2019

Preghiera alla Santa Vergine

Augusta Regina del Cielo e Sovrana degli Angeli, Voi che avete ricevuto da Dio il potere e la missione di schiacciare la testa a Satana, Vi chiediamo umilmente di mandarci legioni celesti perché, al Vostro comando, inseguano i demoni, li combattono dappertutto, reprimano la loro audacia e li respingano nell’abisso.
Chi è come Dio?
Santi Angeli ed Arcangeli, difendeteci e custoditeci.
O buona e tenera Madre, Voi sarete sempre il nostro amore e la nostra speranza.
O Madre Divina, inviate i Santi Angeli per difenderci e per respingere lungi da noi il crudele nemico. Amen.

Supplica ai Santi Angeli

(more…)

Vangelo (Mt 18,1-5.10) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 2 Ottobre 2019) con commento comunitario

1 ottobre 2019

SANTI ANGELI CUSTODI – MEMORIA

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,1-5.10)

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».

Questo è il Vangelo del 2 Ottobre, quello dell’ 1 Ottobre lo potete trovare qualche post più sotto

Vangelo (Lc 9,46-50) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 30 Settembre 2019) con commento comunitario

30 settembre 2019

S. GIROLAMO, SACERDOTE E DOTTORE DELLA CHIESA – MEMORIA

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,46-50)

In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.

Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».

Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

 

Il mio Ideale: Gesù, Figlio di Maria.( Padre Emilio Neubert, Santo Marianista).Libro III/ Capitolo VI

27 settembre 2019

TRE MEZZI DI SICURO PROGRESSO

Maria: Figlio mio, se vuoi progredire più rapidamen­te nel progetto della tua trasformazione in Ge­sù, ti occorrerà procedere con metodicità. Vo­glio indicarti tre mezzi che ti saranno in ciò di grande aiuto.

ESAME QUOTIDIANO

   2. Innanzitutto trova ogni giorno, preferibil­mente a metà giornata, un momento per fare un breve esame del tuo lavoro spirituale. Esamina quello che hai fatto, fin dall’inizio della giornata, per vivere della vita di Gesù, con particolare riferimento a qualche sua disposi­zione particolare, e determina ciò che intendi fare fino a sera.

   3. Nota bene i due seguenti punti: In primo luogo, come già ti ho spiegato, sfor­zati non tanto di conoscere il numero delle tue mancanze quanto di vedere ciò che Gesù avreb­be pensato, sentito e fatto nelle situazioni in cui la tua debole natura si è ancora manifestata, e di prevedere come imitare le sue disposizioni quando si dovessero ripresentare. In secondo luogo, fai in modo che questa ras­segna sia una conversazione con Gesù e con me. Ne ricaverai indubbiamente più profitto di quanto ne ricaveresti limitandoti ad una disami­na solitaria del tuo lavoro spirituale. Raccontaci le tue vittorie e le tue sconfitte, sottoponi alla nostra approvazione i tuoi piani, e chiedi il no­stro aiuto per poter vivere meglio della vita di Gesù.

RINNOVAMENTI SPIRITUALI

   4. Ecco un secondo mezzo che faciliterà non poco l’opera della tua identificazione con Gesù. Trova il modo di fare nel corso della giornata un certo numero di brevi soste, una o due in mattinata, altrettante nel pomeriggio, nei mo­menti in cui le tue occupazioni te lo consentiran­no. Saranno altrettante occasioni di rimetterti in intimo contatto con Gesù e con me, mediante una comunione spirituale, una parola d’amore e di fiducia relativa a ciò che di gradito e di spia­cevole ti è accaduto, o anche col richiamare alla mente l’ultima conversazione con Gesù, ecc. Ciò che importa soprattutto è che per un mo­mento tu riprenda contatto con noi. Dopo di che darai un rapido sguardo a quan­to avrai fatto per imitare Gesù dopo il preceden­te «appuntamento» e prevederai quanto vorrai fare fino al successivo. Così riprenderai lena nel lavoro spirituale, e la tua unione con Gesù e con me si farà sempre più intima.

RITIRI

   5. Infine dovrai consacrare un tempo più lun­go, ad intervalli stabiliti, agli interessi della tua vita interiore. Ogni anno sforzati di fare alcuni giorni di riti­ro, o almeno di impiegare, durante un certo tempo, tutti i momenti liberi per metterti in più stretto contatto con Gesù e con me. Mediterai allora nuovamente gli insegnamenti che ti ab­biamo dato, esaminerai le cause del poco pro­gresso fatto durante l’anno trascorso e studierai i mezzi da adottare per progredire maggiormen­te nell’anno seguente.

   6. Ogni mese, preferibilmente il primo sabato o la prima domenica, ti raccoglierai durante una parte del tempo disponibile per considerare a che punto sei arrivato nel lavoro spirituale, e per prendere risoluzioni più efficaci per il nuovo mese.

   7. Ogni settimana, in un giorno stabilito, tro­verai un momento per riscontrare gli sforzi fatti nei giorni trascorsi e per prevedere quelli da far­si nella settimana entrante.

   8. La fedeltà a queste pratiche richiederà da te un sacrificio continuo; ma se amerai, lo stes­so sacrificio ti diventerà caro e facile, perché ti aiuterà ad amare sempre di più.

CONTINUA….

Lettera d’amore di Dio per te, Aleteia

24 settembre 2019

Figliolo mio,

forse non mi conosci, ma Io so tutto di te. So quando ti siedi e quando ti alzi, conosco ogni passo che fai e so il numero esatto dei capelli sulla tua testa, perché sei stato fatto a mia immagine. Ti ho conosciuto prima che tu nascessi, ti ho scelto quando ho pianificato la creazione, non sei stato un errore, perché ogni tuo giorno è già scritto nel mio Libro. Sei stato fatto in modo meraviglioso, Io ti ho formato nel ventre di tua madre e ti ho preso dal suo grembo il giorno in cui sei nato.

Chi non mi conosce mi ha presentato in modo sbagliato, non sono né lontano né arrabbiato, ma sono l’espressione perfetta dell’amore, manifestato in mio Figlio Gesù… ed è mio desiderio amarti, semplicemente perché sei stato creato per essere mio figlio e affinché Io sia tuo Padre.

Io sono colui che provvede ad ogni tua esigenza, il mio piano per il futuro è pieno di speranza. Perché ti amo di un amore eterno. I miei pensieri per te sono smisurati, sono come la sabbia del mare. Sono vicino a te per salvarti, in te mi rallegro e gioisco. Non smetterò mai di farti del bene: se ascolti la mia parola e la metti in pratica, sarai il mio tesoro speciale.

Voglio con tutto il mio cuore e con tutta la mia anima che tu prosperi, desidero mostrarti cose grandi e meravigliose. Se mi cerchi con tutto il cuore mi incontrerai… Trova il tuo diletto in me e Io ti concederò i desideri del tuo cuore. Perché sono Io che suscito in te ciò che tu vuoi. Sono potente, e posso fare in te molto più di quanto tu immagini.

Sono il Padre che ti consola in tutte le tue tribolazioni, sono vicino a te quanto il tuo cuore è ferito. Vedo che a volte sei tanto lontano da me, e arrivo a temere di perderti per sempre. Ieri ti ho visto molto triste e avrei voluto privarti di questo dolore. Ho gridato ai quattro venti, ma non sei venuto a cercarmi. Ti ho visto parlare con i tuoi amici, ti ho visto mangiare fuori orario e ho camminato con te nella strada verso casa. Ho quasi visto con i tuoi occhi ciò che stavi guardando tu, ciò che ti ha provocato tanta nostalgia. Avrei voluto che tu mi prestassi ascolto. Ma non l’hai fatto, e quindi ho aspettato tutto il giorno.

Ti ho donato un bel tramonto a conclusione delle tue giornate, e una leggera brezza per permetterti di riposare meglio. Ti ho aspettato, dopo un giorno così frenetico, ma non sei mai venuto. La scorsa notte ti ho visto dormire e ti ho voluto toccare la fronte. Ti ho mandato dei raggi di luna dentro casa per vedere se ti fossi svegliato, ma hai continuato a dormire.

Ti parlo all’orecchio attraverso le foglie degli alberi e il profumo dei fiori, grido a te nei ruscelli di montagna, e attraverso gli uccelli canto il mio amore per te. Ti rivesto del calore del sole e profumo l’aria della natura con l’aroma della natura. Ascolto il silenzio dentro di te e provo a suscitare in te dei buoni desideri. Non sono lontano, sono nel tuo cuore. Regala uno sguardo d’amore a tutti coloro che ti circondano, e mi troverai, in ogni momento.

Oggi ho cercato qualcuno che mi prestasse le sue mani per scriverti, d’ora in poi scriverò direttamente nel tuo cuore. Se me lo permetti, devi solo dirmi ‘Sì’… So che è difficile vivere in questo mondo, lo è davvero, ma se confidi in me ti darò nuove forze. A partire da oggi. Parla con me, scarica i tuoi pesi e le tue ansie su di me. Ho sempre tempo per te, raccontami ogni cosa, piangi se vuoi, asciugherò ogni tua lacrima e accarezzerò il tuo volto.

Chiamami a qualsiasi ora del giorno o della notte, non dormo mai e ti risponderò sempre. Se tu riuscissi a guardare l’universo con amore, a vederti nello specchio con umiltà, a mostrare tenerezza a chi ti sorride, misericordia a chi ti chiede compassione e perdono a chi ti fa piangere… la mia voce diventerà il tuo pensiero.

Come il pastore guida le sue pecore, così io ti conduco vicino al mio cuore. Un giorno asciugherò ogni lacrima dai tuoi occhi ed eliminerò tutto il dolore che hai sofferto sulla terra. Ti amo tanto, al punto da aver mandato mio Figlio Gesù affinché tu abbia vita eterna. Perché in Gesù ho rivelato il mio Amore per te, Lui è la rappresentazione esatta del mio essere. È venuto per dimostrarti che Io sono dalla tua parte, non contro di te. È venuto per dirti che non ricorderò più dei tuoi peccati. Gesù è morto affinché tu possa riconciliarti con me, la Sua morte è stata la massima espressione del mio amore per te… Ho dato ogni cosa per avere il tuo amore…

Vieni a casa e celebra la festa più grande che il Cielo abbia mai visto… Sono sempre stato, e sempre sarò, tuo Padre. La domanda è: vuoi essere mio figlio? Sono con le braccia aperte, aspetto te. Devi soltanto ricevere mio Figlio Gesù nel tuo cuore.
Ti abbraccio e non me ne vado. Resto al tuo fianco. Ti amo!
Con affetto: tuo papà, Dio.

Preghiera del mattino: Novena all’Easaltazione della Croce dal 5 al 13 Settembre

6 settembre 2019

Cari figli, in questi giorni voglio invitarvi a porre al centro di tutto la Croce. Pregate in particolare davanti alla Croce, da cui derivano grandi grazie. In questi giorni fate nelle vostre case una consacrazione speciale alla Croce. Promettete di non offendere Gesù e la Croce e di non arrecargli ingiurie.” (12/09/85)

La Croce sulla nostra strada deve essere il segno indicatore che ci conduce all’amore e all’uniformità della nostra volontà con quella di Dio, attraverso le quali viene la vera pace.

Se guardiamo la Croce vediamo che ha una dimensione verticale (amore verso Dio) ed una orizzontale (amore verso il prossimo). Queste due dimensioni ci indicano la strada dell’Amore. Colui che ama Dio è pronto a soffrire, pronto a perdonare, a riconciliarsi, è pronto a portare la croce. Chi ama Dio potrà realizzare anche l’altra dimensione: amerà il prossimo, amerà anche la creazione. E quando avremo realizzato questa unità fra le due dimensioni, quando queste s’incontrano nel nostro cuore, avremo la vera pace e comunicheremo pace attorno a noi.

Cristo ci ha salvato con la Croce, segno di Amore. Il centro di unità fra la dimensione verticale e quella orizzontale è Gesù. E se Lui è al centro della nostra vita, allora le preghiere, i digiuni, le veglie, tutto sarà illuminato alla presenza di Gesù che crea la pace vera.
La croce deve essere il nostro innamoramento. Con la follia dell’innamoramento tutto potremo osare, perché per amore si riesce a morire. Sulla croce c’è pienezza di vita perchè Gesù pur essendo di natura divina svuotò se stesso assumendo la condizione di servo e umiliandosi fino alla morte di croce e il Padre ha riempito questo svuotamento con la gloria e la vita in pienezza.

PREGHIERE (dal 5 al 13 settembre)

Mi abbandono o Dio nelle tue mani.
Gira e rigira questa argilla, come creta nelle mani del vasaio.
Dalle una forma e poi spezzala, se vuoi.
Domanda, ordina, cosa vuoi che io faccia?
Innalzato, umiliato, perseguitato, incompreso, calunniato, sconsolato,
sofferente, inutile a tutto, non mi resta che dire, sull’esempio di tua Madre: “Sia fatto di me secondo la tua parola”.
Dammi l’amore per eccellenza, l’amore della Croce, ma non delle croci eroiche che potrebbero nutrire l’amore proprio
ma di quelle croci volgari che purtroppo porto con ripugnanza…
di quelle che si incontrano ogni giorno nella contraddizione, nell’insuccesso, nei falsi giudizi, nella freddezza,
nel rifiuto e nel disprezzo degli altri, nel malessere e nei difetti del corpo, nelle tenebre della mente e nell’aridità di cuore.

Allora solamente Tu saprai che Ti amo.

Ti adoro, o Croce Santa,
che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo preziosissimo sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, o Croce Santa per amore di Colui che è il mio Signore.
Amen

https://innamoratidimaria.wordpress.com/2017/09/05/novena-per-lesaltazione-della-croce-dal-5-al-13-settembre-5/

Comprendere il contesto

1 settembre 2019

http://gpcentofanti.altervista.org/il-polso-della-situazione/

Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Agosto 2019

6 agosto 2019

mo

“Cari figli, grande è l’amore di mio Figlio. Se poteste conoscere la grandezza del Suo amore, non smettereste mai di adorarLo e di ringraziarLo. Lui è sempre vivo con voi nell’Eucarestia, perché l’Eucarestia è il Suo cuore, l’Eucarestia è il cuore della fede. Lui non vi ha mai abbandonato: anche quando voi avete provato ad allontanarvi da Lui, Lui non lo ha mai fatto.

Perciò, il mio cuore materno è felice quando guarda come colmi d’amore ritornate a Lui, quando vede che ritornate a Lui attraverso la via della riconciliazione, dell’amore e della speranza. Il mio cuore materno sa che se vi incamminaste sulla via della fede, sareste come germogli, come boccioli ed attraverso la preghiera ed il digiuno sareste come frutti, come fiori, apostoli del mio amore, sareste portatori della luce ed illuminereste con l’amore e la sapienza tutto intorno a voi.

Figli miei, come madre, vi prego: pregate, pensate e contemplate. Tutto ciò che vi accade, bello, doloroso e gioioso, tutto ciò fa che cresciate spiritualmente, fa che mio Figlio cresca in voi. Figli miei abbandonatevi a Lui. CredeteGli e confidate nel Suo amore. Che Lui vi guidi. Che l’Eucarestia sia il luogo dove nutrirete le vostre anime per poi diffondere l’amore e la verità. Testimoniate mio Figlio. Vi ringrazio. ”

 Messaggio di Medugorje, 2 agosto 2019 - Apparizione a Mirjana

La Chiesa guarda con favore , ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Un cambiamento d’epoca

1 agosto 2019

Manifesto del cuore divino e umano di Gesu’

https://gpcentofanti.wordpress.com/2017/09/11/articoli-di-d-giampaolo-su-vatican-insider/

https://gpcentofanti.wordpress.com/2017/09/10/articoli-di-d-giampaolo-su-il-sismografo/

https://gpcentofanti.wordpress.com/2017/09/08/interventi-di-d-giampaolo-su-settimana-news/

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE

23 luglio 2019

Sono venuta per insegnarvi a vi­vere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

PARTE SECONDA

MEDJUGORJE

UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL’AMORE

20. La Santa Messa e l’amore a Gesù – Cari figli, Dio desidera farvi santi perciò attraverso di me vi invita all’abbandono totale. La Santa Messa sia per voi la vita. Comprendete che la chiesa è la casa di Dio, il luogo in cui vi riunisco e desidero mostrarvi la strada che conduce a Dio” (aprile 1988). Questo messaggio è un ulteriore invito alla santità. La maggior parte dei cristiani non conosce la Messa, non la capisce e perciò non la apprezza e non la vive. Molti cristiani, anche fra i migliori, la considerano una pratica di pietà, ma invece la Messa deve essere la nostra vita! Al centro della Messa sentiamo queste parole: “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue: fate questo in memoria di me”. È come se Gesù ci dicesse: “Fatevi anche voi Eucaristia. In sostanza fate ciò che ho fatto io: offrite e immolate anche voi il vostro corpo in sacrificio, come vedete che ho fatto io”. Allora la Messa diventa la norma di tutta la nostra vita e la nostra vita di ogni giorno diventa la Messa che noi celebriamo in ogni momento.

La chiesa è la casa di Dio e Gesù, Dio fatto uomo, vi abita giorno e notte con la sua presenza personale, viva, anche se nascosta nel mistero dell’Eucarestia. Siamo davvero persuasi di questa presenza viva e vera? E allora come si spiegano tante mancanze di rispetto, tante superficialità e come si spiega che andiamo raramente in chiesa e vi rimaniamo pure brevemente? Dobbiamo avere più fede nella presenza reale di Gesù nelle nostre chiese anche se non lo vediamo con gli occhi del corpo: vediamolo con la luce della fede! Preghiamo allora il Signore perché aumenti la nostra fede e in questo contiamo sull’aiuto costante di Maria. “Cari figli, io non posso aiutarvi se voi non vivete i comandamenti di Dio, se non vivete la Messa, se non evitate il peccato” (ottobre 1993). Sentiamoci fortemente impegnati su questi tre punti e fra gli altri proprio nel vivere la Messa. Nella prima parte della Messa, Liturgia della Parola, è Dio stesso che ci parla e nel Vangelo è Gesù. La parola è sempre viva, attuale, valida e impegnativa oggi, in tutte le circostanze della vita di ogni giorno. La seconda parte, Liturgia Eucaristica, attualizza la passione e morte di Gesù in croce, cioé rende attuale, misticamente presente a noi oggi, la redenzione di Gesù. Rende misticamente presenti anche noi sul Calvario, insieme a Maria, a Giovanni, alle pie donne e mette a nostra disposizione i frutti della salvezza. Dobbiamo partecipare alla Messa con queste convinzioni e con sentimenti di attenzione, adorazione, compartecipazione, gratitudine e amore, quelli che avremmo avuto se fossimo stati presenti sul Calvario insieme a Maria, mentre Gesù moriva sulla croce. Ecco perché la Messa ha un valore inestimabile! “Figlioli, la Santa Messa non sia per voi un’abitudine, ma sia vita. Vivendo ogni giorno la Santa Messa voi sentirete il bisogno della santità e crescerete nella santità” (gennaio 1998). Fra tutte le preghiere la Santa Messa è la più grande, la più perfetta, la più completa e la più efficace. Qui è Gesù stesso che prega con noi e per noi e ci si rende presente. Alla Messa non si partecipa per abitudine, assistendovi passivamente. Vi si partecipa attivamente facendo nostri i vari sentimenti e atteggiamenti di preghiera che in essa si susseguono e cercando poi di vivere questo nelle occupazioni della giornata. La Santa Messa così vissuta, più di ogni altra preghiera, ci fa sentire il bisogno della santità e ci fa crescere in essa.

Pratica Spirituale: Partecipiamo alla Messa ogni volta che possiamo e uniamoci così più profondamente alla morte e resurrezione di Gesù, uniti al Cuore di Maria.

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

Una sinodalita’ tutta da scoprire

28 giugno 2019

https://www.lastampa.it/2019/06/28/vaticaninsider/sinodalit-una-strada-bella-e-complessa-PejxbjdxRVWsZIuH1wl9MK/pagina.html

Il mio giogo e’ dolce e il mio carico leggero

27 giugno 2019

https://www.lastampa.it/2019/07/02/vaticaninsider/non-lasciarsi-soggiogare-da-smanie-paure-cervellotismi-dPDwl2Ixxud6dQ12Yxu13M/pagina.html

Vangelo (Gv 20,19-31) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 28 Aprile 2019) con commento comunitario

27 aprile 2019

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,19-31)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Questo è il Vangelo del 28 Aprile, quello del 27 Aprile lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 24,1-12) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 20 Aprile 2019) con commento comunitario

19 aprile 2019

ll Sabato santo la Chiesa sosta presso il sepolcro del Signore, meditando la sua Passione e Morte, la sua discesa agli inferi, astenendosi dal celebrare il sacrificio della Messa (la messa resta senza tovaglie e ornamenti) fino alla solenne Veglia o attesa notturna della Risurrezione

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,1-12)

Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.
Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”».
Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli.
Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.

Vangelo (Gv 8,12-20) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 8 Aprile 2019) con commento comunitario

7 aprile 2019

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 8,12-20)

In quel tempo Gesù parlò [ai farisei] e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». Gesù pronunciò queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora venuta la sua ora.

Questo è il Vangelo dell’8 Aprile, quello del 7 Aprile lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 8,1-11) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 7 Aprile 2019) con commento comunitario

6 aprile 2019

V DOMENICA DI QUARESIMA

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 8,1-11)

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Questo è il Vangelo del  7 Aprile, quello del 6 Aprile lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 20,17-28) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 20 Marzo 2019) con commento comunitario

19 marzo 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,17-28)

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».

Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».
Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Questo è il Vangelo del 20 Marzo, quello del 19 Marzo lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 11,29-32) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 13 Marzo 2019) con commento comunitario

12 marzo 2019

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,29-32)

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del  giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Questo è il Vangelo del 13 Marzo, quello del 12 Marzo lo trovate qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 25,31-46) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 11 Marzo 2019) con commento comunitario

10 marzo 2019

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,31-46)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.

Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.

E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Questo è il Vangelo dell’11 Marzo, quello del 10 Marzo lo trovate qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 9, 22-25) dalle letture della messa di giovedì 7 marzo 2019

7 marzo 2019

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

Vangelo dalle letture della messa di martedì 19 febbraio 2019

19 febbraio 2019

Mc 8,14-21
In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.
Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

Vangelo (Mc 8,1-10) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 16 febbraio 2019) con commento comunitario

15 febbraio 2019

Dal Vangelo secondo Marco  (Mc 8,1-10)

In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».  Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

Questo è il Vangelo del 16 Febbraio, quello del 15 Febbraio lo potete trovare qualche post più sotto.

 

Vangelo (Mc 6,1-6) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 6 febbraio 2019) con commento comunitario

5 febbraio 2019

SAN PAOLO MIKI E COMPAGNI, martiri – memoria

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,1-6)

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.

Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.

Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Questo è il Vangelo del 6 Febbraio, quello del 5 Febbraio lo potete trovare qualche post più sotto.

Maria a Medjugorje messaggio del 2 Febbraio 2019, a Mirjana

2 febbraio 2019

Cari figli, l’amore e la bontà del Padre Celeste danno delle rivelazioni che fanno sì che la fede cresca, venga spiegata, porti pace, sicurezza e speranza. Così anch’io, figli miei, per l’amore misericordioso del Padre Celeste, vi mostro sempre di nuovo la via a mio Figlio, all’eterna salvezza; purtroppo, però, molti miei figli non vogliono ascoltarmi. Molti miei figli esitano. Ma io, io, nel tempo ed oltre il tempo, ho sempre magnificato il Signore per tutto quello che ha fatto in me e per mezzo di me. Mio Figlio si dà a voi, spezza il pane con voi, vi dice parole di vita eterna perché le portiate a tutti. E voi, figli miei, apostoli del mio amore, di cosa avete paura, se mio Figlio è con voi? Mostrategli le vostre anime, affinché egli possa essere in esse e possa rendervi strumenti di fede, strumenti d’amore. Figli miei, vivete il Vangelo, vivete l’amore misericordioso verso il prossimo; ma soprattutto vivete l’amore verso il Padre Celeste. Figli miei, non siete uniti per caso. Il Padre Celeste non unisce nessuno per caso. Mio Figlio parla alle vostre anime, io vi parlo al cuore. Come Madre vi dico: incamminatevi con me! Amatevi gli uni gli altri, testimoniate! Non dovete temere di difendere col vostro esempio la verità, la Parola di Dio, che è eterna e non cambia mai. Figli miei, chi opera nella luce dell’amore misericordioso e della verità, è sempre aiutato dal Cielo e non è solo. Apostoli del mio amore, vi riconoscano sempre fra tutti gli altri per il vostro nascondimento, l’amore e la serenità. Io sono con voi. Vi ringrazio.

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Messaggi a Confronto

messaggio del 2 Febbraio 2018 a Mirjana

(more…)

Vangelo (Mc 2,23-28) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 22 Gennaio 2019) con commento comunitario

21 gennaio 2019

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 2,23-28)

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.

I farisei gli dicevano: « Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni?».

E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

Questo è il Vangelo del 22 Gennaio, quello del 21 Gennaio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mc 1,29-39) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 16 Gennaio 2019) con commento comunitario

15 gennaio 2019

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,29-39)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, andò subito nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.

Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Questo è il Vangelo del 16 Gennaio, quello del 15 Gennaio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 1,1-18) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 31 Dicembre 2018) con commento comunitario

30 dicembre 2018

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.

A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».

Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Questo è il Vangelo del 31 Dicembre, quello del 30 Dicembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 17,10-13) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 15 Dicembre 2018) con commento comunitario

14 dicembre 2018

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17,10-13)

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».

Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».

Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Questo è il Vangelo del  15 Dicembre, quello del 14 Dicembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Domenico Agasso jr, Paolo VI un dono per la Chiesa

14 dicembre 2018

https://www.lastampa.it/2018/12/14/vaticaninsider/paolo-vi-un-dono-per-la-chiesa-p2Hf39IU46YIKkOyht7wVO/pagina.html

Vangelo (Mt 11,16-19) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 14 Dicembre 2018) con commento comunitario

13 dicembre 2018

SAN GIOVANNI DELLA CROCE, sacerdote e dottore della Chiesa – Memoria

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,16-19)

In quel tempo, Gesù disse alle folle:

«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.

È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.

Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».

Questo è il Vangelo del 14 Dicembre, quello del 13 Dicembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Catechismo della Chiesa Cattolica/Sacramento della Confermazione

4 dicembre 2018

Articolo 2 IL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE

  • II. I segni e il rito della Confermazione

  1. I segni e il rito della Confermazione

1293 Nel rito di questo sacramento è opportuno considerare il segno dell’ unzione e ciò che l’unzione indica e imprime: il sigillo spirituale.

Nella simbolica biblica e antica, l’ unzione presenta una grande ricchezza di significati: l’olio è segno di abbondanza [Cf Dt 11,14, ecc] e di gioia, [Cf Sal 23,5; Sal 104,15 ] purifica (unzione prima e dopo il bagno), rende agile (l’unzione degli atleti e dei lottatori); è segno di guarigione, poiché cura le contusioni e le piaghe [Cf Is 1,6; 1293 Lc 10,34 ] e rende luminosi di bellezza, di salute e di forza.

1294 Questi significati dell’unzione con l’olio si ritrovano tutti nella vita sacramentale. L’unzione prima del Battesimo con l’olio dei catecumeni ha il significato di purificare e fortificare; l’unzione degli infermi esprime la guarigione e il conforto. L’unzione con il sacro crisma dopo il Battesimo, nella Confermazione e nell’Ordinazione, è il segno di una consacrazione. Mediante la Confermazione, i cristiani, ossia coloro che sono unti, partecipano maggiormente alla missione di Gesù Cristo e alla pienezza dello Spirito Santo di cui egli è ricolmo, in modo che tutta la loro vita effonda il “profumo di Cristo” ( 2Cor 2,15 ).

1295 Per mezzo di questa unzione il cresimando riceve “il marchio”, il sigillo dello Spirito Santo. Il sigillo è il simbolo della persona, [Cf Gen 38,18; 1295 Ct 8,6 ] il segno della sua autorità, [Cf Gen 41,42 ] della sua proprietà su un oggetto [Cf Dt 32,34 ] (per questo si usava imprimere sui soldati il sigillo del loro capo, come sugli schiavi quello del loro padrone); esso autentica un atto giuridico [Cf 1Re 21,8 ] o un documento [Cf Ger 32,10 ] e, in certi casi, lo rende segreto [Cf Is 29,11 ].

1296 Cristo stesso si dichiara segnato dal sigillo del Padre suo [Cf Gv 6,27 ]. Anche il cristiano è segnato con un sigillo: “E’ Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l’unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori” ( 2Cor 1,22 ) [Cf Ef 1,13; Ef 4,30 ]. Questo sigillo dello Spirito Santo segna l’appartenenza totale a Cristo, l’essere al suo servizio per sempre, ma anche la promessa della divina protezione nella grande prova escatologica [ Cf Ap 7,2-3; Ap 9,4; Ez 9,4-6 ].

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Genesi, Capitolo 12

2 dicembre 2018

[1] Il Signore disse ad Abram: 
“Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria 
e dalla casa di tuo padre, 
verso il paese che io ti indicherò. 

[2] Farò di te un grande popolo 
e ti benedirò, 
renderò grande il tuo nome 
e diventerai una benedizione. 

[3] Benedirò coloro che ti benediranno 
e coloro che ti malediranno maledirò 
e in te si diranno benedette 
tutte le famiglie della terra”. 

[4] Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. 

[5] Abram dunque prese la moglie Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Cànaan. Arrivarono al paese di Cànaan 

[6] e Abram attraversò il paese fino alla località di Sichem, presso la Quercia di More. Nel paese si trovavano allora i Cananei. 

[7] Il Signore apparve ad Abram e gli disse: “Alla tua discendenza io darò questo paese”. Allora Abram costruì in quel posto un altare al Signore che gli era apparso.  
[8] Di là passò sulle montagne a oriente di Betel e piantò la tenda, avendo Betel ad occidente e Ai ad oriente. Lì costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore. 

[9] Poi Abram levò la tenda per accamparsi nel Negheb. 

[10] Venne una carestia nel paese e Abram scese in Egitto per soggiornarvi, perché la carestia gravava sul paese. 

[11] Ma, quando fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sarai: “Vedi, io so che tu sei donna di aspetto avvenente. 

[12] Quando gli Egiziani ti vedranno, penseranno: Costei è sua moglie, e mi uccideranno, mentre lasceranno te in vita. 

[13] Dì dunque che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva per riguardo a te”. 

[14] Appunto quando Abram arrivò in Egitto, gli Egiziani videro che la donna era molto avvenente. 

[15] La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; così la donna fu presa e condotta nella casa del faraone. 

[16] Per riguardo a lei, egli trattò bene Abram, che ricevette greggi e armenti e asini, schiavi e schiave, asine e cammelli. 

[17] Ma il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi piaghe, per il fatto di Sarai, moglie di Abram. 

[18] Allora il faraone convocò Abram e gli disse: “Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie? 

[19] Perché hai detto: È mia sorella, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e vàttene!”. 

[20] Poi il faraone lo affidò ad alcuni uomini che lo accompagnarono fuori della frontiera insieme con la moglie e tutti i suoi averi. 




Spiegazione

Dio scelse Abramo e lo separò dai compagni idolatri affinché potesse riservarsi un popolo che avrebbe mantenuto il suo vero culto fino alla venuta di Cristo. Da ora in avanti Abramo e la sua discendenza sono quasi l’unico soggetto della storia della Bibbia. Abramo fu provato affinché dimostrasse di amare Dio al di sopra di tutto e affinché lasciasse volontariamente tutto per andare con Dio. I suoi parenti e la casa di suo padre furono una tentazione costante e non poté continuare a vivere con loro senza il pericolo di infettarsi. Coloro che lasciano i loro peccati e si convertono a Dio, guadagneranno tanto per questo cambiamento. Dio diede il comando ad Abramo, secondo la chiamata del vangelo, di sottomettere gli affetti naturali alla Divina grazia. Il peccato e tutte le sue occasioni devono essere abbandonate e, in particolare, le cattive compagnie. Ecco promesse molto grandi e preziose e tutti i precetti di Dio sono seguiti da tali promesse per quelli che ubbidiscono: 1. Io farò di te una grande nazione: quando Dio prese Abramo dal suo popolo gli promise di essere a capo di altra gente. 2. Io ti benedirò: i credenti ubbidienti saranno sicuri di ereditare la benedizione. 3. Renderò grande il tuo nome: il nome dei credenti ubbidienti sarà certamente reso grande. 4. Sarai una benedizione: i buoni sono una benedizione per il loro paese. 5. Benedirò coloro che ti benedicono e maledirò quanti ti malediranno: Dio si assicurerà che nessuno si perda a causa del suo servizio fatto per il suo popolo. 6. In te saranno benedette tutte le famiglie della terra: Gesù Cristo è la grande benedizione del mondo, la più grande che il mondo abbia mai posseduto. Tutta la benedizione che il mondo ora possiede e possederà è dovuto ad Abramo e alla sua posterità. Per mezzo di essi abbiamo una Bibbia, un Salvatore e un Vangelo. Egli è il capostipite su cui è innestata la chiesa di Cristo. 

4 Versi 4, 5

Abramo credeva che la benedizione dell’Onnipotente era sufficiente per tutto ciò che egli avrebbe lasciato e abbandonato. Essa avrebbe inoltre soddisfatto tutte le sue esigenze e superato tutti i suoi desideri e sapeva anche che la miseria avrebbe ricompensato la disobbedienza. I credenti che sono giustificati per fede in Cristo hanno pace con Dio. Essi continuano a camminare verso Canaan. Essi non sono scoraggiati dalle difficoltà nel loro cammino, né indietreggiano per i piaceri che incontrano. Quelli che si incamminano per il cielo devono perseverare fino alla fine. Tutto ciò che intraprendiamo, in ubbidienza all’ordine di Dio e in umile atteggiamento verso la sua provvidenza, certamente riuscirà e sarà portato a termine con grande conforto. Canaan non era, come le altre proprietà, un mero possesso, ma una sorta di cielo e con questo rispetto i patriarchi l’hanno apprezzata con tanta serietà. 

6 Versi 6-9

Abramo trovò il paese popolato dai Cananei che erano vicini malvagi. Egli continuò ancora a viaggiare. È talvolta la sorte degli uomini buoni essere senza dimora e trasferirsi spesso in diversi luoghi. I credenti devono considerare sé stessi come stranieri e di passaggio in questo mondo, Eb 11:8, 13, 14. Ma osservate quanto conforto Abramo ebbe da Dio. Sebbene egli potesse avere una qualche soddisfazione nel conversare con i Cananei che erano là, trovò tuttavia maggior piacere nella comunione con quel Dio che lo condusse fin là e non lo abbandonò. Per mantenere la comunione con Dio ci vuole la Parola e la preghiera. Dio rivela se stesso e i suoi favori alla sua gente in modo graduale: prima Egli promise di mostrare ad Abramo questa terra, dopo di dargliela: se la grazia cresce, ivi è anche conforto. Sembrerebbe che Abramo capì questa concessione di una terra migliore, di cui essa era un esempio di quel paese divino a cui guardava, Eb 11:16. Non appena Abramo arrivò a Canaan, sebbene egli fosse straniero e pellegrino, anche lì praticò il culto di Dio nella sua famiglia. Egli non solo compì il cerimoniale religioso tramite l’offerta del sacrificio, ma volle ricercare il suo Dio chiamandolo per nome e compiendo quel sacrificio spirituale col quale Dio è ben soddisfatto. Egli predicò il nome del Signore ed insegnò alla sua famiglia e ai suoi vicini la conoscenza del Dio vero e della religione santa. Il culto di adorazione di famiglia era una buona vecchia abitudine, non una novità ma quell’uso antico dei santi. Abramo era ricco ed ebbe una numerosa famiglia anche se si trovava in mezzo ai nemici; dovunque egli metteva la sua tenda, costruiva un altare: dovunque andiamo portiamo, pertanto, la nostra religione insieme a noi. 

10 Versi 10-20

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Araldo del Divino Amore, Libro Quarto / Capitolo Sesto ( Triplice Offerta nel giorno dell’Epifania)

30 novembre 2018

Nel giorno dell’Epifania, Geltrude avrebbe voluto offrire a Gesù dei regali di lusso, come quelli dei Magi, per sodisfare a tutti i peccati del mondo, da Adamo fino all’ultimo de’ suoi figli. Ella offrì, come mirra il Corpo di Cristo, con tutte le sofferenze, che lo dilaniarono, specialmente durante la Passione. Presentò quale incenso l’Anima santissima del Cristo, perchè le ardenti suppliche che si elevàrono da quel divino incensiere, supplissero alle negligenze di tutte le creature. Infine offerse come oro, per riparare le imperfezioni di tutti gli esseri creati, la perfettissima Divinità e le delizie di cui è la sorgente. Le apparve allora il Signore Gesù portando quella stessa offerta, come un tesoro infinitamente prezioso, in atto di presentarla alla SS. Trinità. Mentre si avanzava in mezzo al cielo, tutta la Corte celeste, penetrata di rispetto, piegava il ginocchio e si chinava profondamente, come fanno le persone devote quando il Corpo di Cristo passa davanti a loro.


Geltrude si ricordò allora di parecchie persone le quali, con profondo senso d’umiltà, l’avevano supplicata di offrire a Dio per loro, in memoria dei doni dei Magi, alcune preghiere che aveva recitate in preparazione alla festa. Mentre faceva tale offerta con tutto il cuore, il Signore Gesù le apparve, attraversando il cielo con quel secondo dono della sua Sposa, per presentarlo a Dio Padre. Tutta la Corte celeste accorreva a Lui d’intorno, magnificando quello splendido regalo. Ella ben comprese allora che, se un’anima offre a Dio le sue preghiere ed azioni, tutta la Corte celeste esalta quel dono, come offerta preziosa all’occhio del Signore. Quando poi l’anima, non contenta di offrire i suoi beni, vi aggiunge le opere perfettissime dei Figlio di Dio, i Santi, come già dicemmo, mostrano tanta riverenza a quel dono come la cosa più preziosa, al di sopra della quale non sta che l’Unica e adorabile Trinità.

Un’altra volta, mentre al S. Vangelo si leggevano, nella stessa solennità quelle parole « Et procidentes adoraverunt eum – prostrati lo adorarono » ella, con sentimento di grande fervore, si prostrò ai piedi di Gesù divotamente, per adorarlo in nome di tutto ciò che esiste, in cielo, in terra e nei luoghi inferiori.

Non trovando Geltrude però alcuna offerta degna di Dio, si mise a percorrere tutto il mondo, con la brama ansiosa di cercare qualche cosa che potesse essere presentata al suo Diletto. Mentre, ardente del più puro amore, correva con l’immaginazione tutta la terra, trovò in grande quantità cose disprezzabili che chiunque avrebbe rifiutato, perchè scorie che non potevano contribuire alla gloria ed alla lode di Dio. Invece con geniale pensiero le fece sue avidamente, per trasformarle in cose degne di Colui che tutte le creature devono servire.

Raccolse dunque in cuore tutti i dolori, le pene, le ansietà, i timori sofferti senza rassegnazione, con senso di umana fragilità; s’impossessò di tutta la falsa santità, delle preghiere recitate senza divozione dagli ipocriti, dai farisei, dagli eretici e gente consimile; infine raccolse l’affezione naturale, l’amore morboso, falso ed impuro dispensato da tante creature; trasformando quel cumulo di miserie con l’ardore di desideri infuocati, quasi in mistico crogiolo, le presentò al Salvatore, ridotte a mirra squisita, a fragrantissimo incenso, all’oro più puro.

Gesù, seguendo con immensa gioia questo lavoro, tanto ingegnoso della sua Sposa, s’affrettò a gradirlo. Pose quelle offerte come fulgide gemme, nel suo stesso diadema reale, dicendo con ineffabile sorriso: « Sono le perle del tuo amore! Le porterò sempre come ricordo della tua straordinaria tenerezza verso di me, le porterò sulla corona che cinge la mia fronte, dinanzi a tutta la Corte celeste, glorificandomi di averle ricevute da te, o mia diletta Sposa; così appunto fanno gli imperatori della terra, fissando sulla loro corona quella gemma, chiamata volgarmente ein Besant, unica in tutto l’universo ».

In quel punto Geltrude si ricordò di una persona che parecchie volte, l’aveva supplicata d’offrire al Signore, in quel solenne giorno, qualche cosa a nome suo. Ella chiese a Gesù cosa gli sarebbe gradito ed Egli rispose: « Offrimi i suoi piedi, le sue mani, il suo cuore. I piedi rappresentano i desideri: – poichè quella persona vorrebbe riparare i dolori della mia morte, è bene che si applichi a sopportare pazientemente le sue sofferenze fisiche e morali: – essa deve unirle alla mia Passione, e offrirle per la lode e gloria del mio nome, e per l’utilità della Chiesa, mia Sposa. Accetterò tale dono come sceltissima mirra. Le mani simboleggiano l’azione: essa s’impegnerà di unire le sue opere corporali e spirituali a quelle che io ho compiute nella mia santa Umanità; tale intenzione nobiliterà e santificherà tutti i suoi atti, che mi saranno graditi come profumatissimo incenso. Infine il cuore è simbolo della volontà: essa, per conoscere i miei voleri, deve interrogare umilmente un direttore esperto e star sicura che la sua parola è l’eco fedele della mia. Se seguirà tali consigli accetterò tutti i suoi atti come perfetta oblazione di oro purissimo. Per premiare poi l’umile confidenza che l’ha indotta a cercare la tua mediazione, farò sì che la sua volontà sia unita alla mia così strettamente, come l’oro e l’argento che, posti al fuoco, si fondono in un solo metallo ».

Geltrude offerse poi al Signore le preghiere che alcune persone le avevano confidate divotamente. Vide allora Gesù porre in una borsa, che aveva al lato sinistro, quegli spirituali tesori che distribuiva indi a’ suoi particolari amici. Quando poi ella stessa offerse le sue stesse preghiere, esse presero forma di gioielli che il Salvatore dava alle anime meno adorne e preparate: comprese che il Signore accettava le preghiere delle persone che le si erano raccomandate sotto un duplice aspetto, cioè per ricompensare la confidenza che avevano posto nella sua mediazione, e il disinteresse col quale avevano lasciato libertà di offrire tali suppliche, o come sue, o da parte loro, essendo paghe che Gesù fosse onorato e contento.

Continua….

 

Tweet del Papa – @Pontifex_it

15 novembre 2018

Intenzione di preghiera del Papa

A. Tornielli, G. Valente: Il giorno del giudizio

6 novembre 2018

https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/caso-mccarrick-le-verita-taciute-dal-dossier-vigano

https://www.lastampa.it/2018/11/06/vaticaninsider/il-papa-vigan-e-la-guerra-dei-dossier-i-retroscena-in-un-libro-q57Qd7J0Qo18KzQTBjDbhP/pagina.html

https://ilsismografo.blogspot.com/2018/11/italia-il-tentato-golpe-contro.html?m=1

https://www.lastampa.it/2018/11/06/vaticaninsider/il-giorno-del-giudizio-cos-mccarrick-fu-nominato-a-washington-iDSS2LyawMN4JGNCpJjqGK/pagina.html

Pensiero del giorno: Cosa vuole sentire Gesù da noi

2 novembre 2018

Quando sono davanti al Santissimo, mi viene di bombardarlo di richieste e di domande, ma poi mi rendo conto che Gesù vuole da noi una cosa sola: sentirsi dire che lo amiamo, non come vorremo noi,ché in quel caso non lo ameremo mai , ma come vuole Lui e cioè cosi come siamo.
Queste tre semplici parole: Gesù ti Amo. Fanno sì che Gesù ci guarda con benevolenza e ci inonda di tutte le grazie di cui abbiamo bisogno, anche di quelle che non gli abbiamo chiesto; con queste semplici parole Gesù ti fa capire che ti ama anche Lui e per questo non ti abbandona mai.
Vuole solo sentirsi dire Ti Amo, per donarti l’Amore che Lui ha per te fino dalla notte dei tempi, prima che tu nascessi.

Non aspettare che il tuo cuore venga trafitto dal suo amore, tu amalo e lui molto delicatamente verrà da te per farti capire questo suo piccolo, grande segreto: Non temere io ti amo di più!
Firmato Raffaella

D. Agasso jr, Un amore senza resa

30 ottobre 2018

https://www.lastampa.it/2018/10/30/vaticaninsider/un-amore-senza-resa-la-storia-di-madre-cleliamerloni-UDp0ziCtPZvEzmaxGc3TYM/pagina.html

Apocalisse, 13

27 ottobre 2018

1] Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo.

[2] La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande.

[3] Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita.
Allora la terra intera presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia

[4] e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: “Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?”.

[5] Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d’orgoglio e bestemmie, con il potere di agire per quarantadue mesi.

[6] Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio, per bestemmiare il suo nome e la sua dimora, contro tutti quelli che abitano in cielo.

[7] Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni stirpe, popolo, lingua e nazione.

[8] L’adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello immolato.

[9] Chi ha orecchi, ascolti:

[10] Colui che deve andare in prigionia,
andrà in prigionia;
colui che deve essere ucciso di spada
di spada sia ucciso.
In questo sta la costanza e la fede dei santi.

[11] Vidi poi salire dalla terra un’altra bestia, che aveva due corna, simili a quelle di un agnello, che però parlava come un drago.

[12] Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita.

[13] Operava grandi prodigi, fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini.

[14] Per mezzo di questi prodigi, che le era permesso di compiere in presenza della bestia, sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta.

[15] Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia.

[16] Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte;

[17] e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.

[18] Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d’uomo. E tal cifra è seicentosessantasei.

Spiegazione Corso biblico sull ‘Apocalisse (don Roberto Pandolfi).doc

Capitolo 13

vv. 1-18, lettura.
Compaiono due bestie; una esce dal mare e l’altra dalla terra.
Molti interpreti superficialmente intendono la prima bestia come una singola persona o come il diavolo stesso. In realtà non è vero, perché abbiamo visto che il diavolo è il drago e proprio questo dà potere alla bestia. Ma la bestia non è il diavolo; ne ha solo ricevuto il potere.
Un brano biblico da tener presente è il cap.7 di Daniele (lettura), nel quale il profeta narra la visione di quattro bestie il cui significato ci aiuta a identificare la bestia dell’Apocalisse. Infatti le quattro bestie rappresentano:
1) l’impero babilonese;
2) l’impero persiano;
3) l’impero di Alessandro Magno;
4 ) l’impero di Antioco IV Epifane.
Si tratta chiaramente degli imperi che hanno perseguitato Israele.

La prima bestia che esce dal mare ha un po’ le stesse caratteristiche del drago, del quale è un portavoce o, meglio, un delegato.
Notiamo la parodia che Giovanni mette in scena al v. 4 del nostro capitolo: “Chi è simile alla bestia e può combattere con essa?” che si riallaccia al precedente cap. 5 in cui si chiedeva: “Chi è degno di aprire il libro e di sciogliere i sigilli?”.
Qui si sta cercando di imitare quanto succede in cielo.
Quando individueremo la bestia vedremo quante volte si è resa presente nella storia.

“…e gli uomini adorarono il drago… e adorarono la bestia…” (v. 4).
Siamo davanti a una adorazione.
Stando a quanto è stato detto in questo capitolo, al parallelo con Daniele e a ciò che dirà Giovanni in seguito, noi possiamo sicuramente identificare questa bestia con il potere imperiale e non con i singoli imperatori, ossia con una forma di governo che si incarna in varie persone.
Tale potere ha tre caratteristiche:
1) l’arroganza;
2) la bestemmia;
3) la pretesa di essere adorato.
Alla luce di queste indicazioni possiamo rileggere molti poteri dei secoli passati ed anche, forse, di oggi.

Il brano, se interpretato compiutamente, appare come uno dei più rivoluzionari che siano stati mai scritti.
Tutte le caratteristiche di tale potere imperiale, direbbe Giovanni, derivano dal demonio Infatti coloro che detengono questo tipo di potere sono arroganti, bestemmiano e pretendono adorazione.
Ovviamente siamo su un piano storico: il potere imperiale, che qui concretamente perseguita la Chiesa, rappresenta una vicenda che dura da duemila anni. Questa bestia, perciò, diventa emblematica e simbolica di varie forme di potere nei secoli.

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Preghiera del mattino: Meditazione di Don Bosco/ Il giovane provveduto

14 ottobre 2018

DOMENICA
Fine dell’uomo.
1. Considera, o figliuolo, che questo tuo corpo, quest’anima tua ti furono dati da Dio senza alcun tuo merito, col crearti Egli a sua immagine. Egli poi ti fece suo figlio col Santo Battesimo; ti amò e ti ama con tenerezza di padre, e t’ ha creato per l’unico fine che tu lo ami e lo serva in questa vita, e possa così essere un giorno eternamente felice con Lui in Paradiso. Sicché non sei al mondo solamente per godere, né per farti ricco, né per mangiare, bere e dormire come le bestie; il tuo fine è di gran lunga più nobile e più sublime; il tuo fine è amare e servire il tuo Dio, e salvarti l’anima. Se farai questo, quante consolazioni proverai in punto di morte! Ma se non attendi a servire Iddio, quanti rimorsi proverai in fin di vita! Le ricchezze, i piaceri tanto da te ricercati, non serviranno più che ad amareggiarti il cuore, venendo tu allora a conoscere il danno che queste cose han cagionato all’anima tua.

Figliuol mio, guàrdati bene dall’essere di quei tali, che pensano solo a soddisfare il corpo con opere, discorsi e divertimenti cattivi: in quella ultim’ora costoro si troveranno in gran pericolo di andare eternamente perduti. Un segretario del Re d’Inghilterra moriva dicendo: «Povero me! ho consumato tanta carta a scriver lettere per il mio principe, e non ne ho mai usato un foglio per notare i miei peccati e fare una buona confessione!».

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Pensiero Notturno: L’Annunciazione e La Parola di Dio

12 settembre 2018

L’ANNUNCIAZIONE E LA PAROLA DI DIO

In questa bellissima immagine vediamo che Maria tiene tra le ginocchia un libro, ma che cosa stava leggendo la futura Madre di Gesù , prima dell’arrivo dell’Arcangelo Gabriele? Secondo me, la Sacra Scrittura e più precisamente Isaia, 7, 14-17, e Isaia 11, 1-16, dove si annuncia: Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. (=Dio con Noi)… ,e Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici…
All’arrivo dell’Angelo e all’ascolto delle sue parole , ella comprende che è Lei la prescelta per la realizzazione della Parola di Dio, e cosi dice all’Angelo:-Ecco la serva del Signore si compia in me la Sua Parola.
Se poniamo l’attenzione sulla risposta di Maria, ella non dice si compia in me la sua volontà ma la sua Parola è infatti la Parola di Dio che si deve realizzare, (Parola Scritta e tramandata dalle Sacre Scritture).

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Vangelo (Lc 4,16-30) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 3 Settembre 2018) con commento comunitario

2 settembre 2018

SAN GREGORIO MAGNO, papa e dottore della Chiesa – Memoria

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,16-30)

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».

All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Questo è il Vangelo del 3 Settembre, quello del 2 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto.