Archive for the ‘Video’ Category

“Victimae Paschali laudes”  – Sequenza Gregoriana Pasquale

16 aprile 2017


SEQUENZA
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge, 
l’Innocente ha riconciliato 
noi peccatori col Padre. 

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello. 
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria: 
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente, 
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni, 
il sudario e le sue vesti. 
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea». 

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Victimae_paschali_laudes

Perchè la Chiesa esiste?

12 dicembre 2016

“Hallelujah” di Leonard Cohen

11 novembre 2016


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L’uomo più veloce del mondo è devoto alla Medaglia Miracolosa – Top Stories – Aleteia.org – Italiano

18 agosto 2016

Conosci il significato di questa Medaglia?

ALETEIA
16 AGOSTO 2016

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Usain Bolt è attualmente l’uomo più veloce al mondo: per le terze Olimpiadi consecutive (dopo Pechino 2008 e Londra 2012), il 14 di agosto ha ottenuto la medaglia d’oro nei 100 metri. Ma queste tre medaglie d’oro non sono le uniche che porta. L’atleta ne indossa un’altra sempre al collo, conosciuta come Medaglia Miracolosa, frutto delle apparizioni della Madonna a Santa Caterina Labouré.

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La notte di San Lorenzo – Cristiano de Andrè

10 agosto 2016


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“Regina Coeli, laetare, alleluia” – Marco Frisina

28 marzo 2016

Preconio Pasquale (Kiko Arguello)

26 marzo 2016

Dopo Begnini, il comico Giacomo presenta il nuovo libro del Papa

23 gennaio 2016

Dopo lo show di Roberto Benigni in Vaticano, anche a Milano la diocesi ambrosiana ha promosso la presentazione del nuovo libro di Papa Francesco, firmato dal vaticanista de La Stampa, Andrea Tornielli, con un altro comico Giacomo (Poretti) – quello di Aldo, Giovanni e Giacomo, per intenderci – che ha commentato il libro di Papa Francesco, dal titolo “Il nome di Dio è misericordia”.

Il comico nella sala della parrocchia Santi Quattro Evangelisti a Milano ha esordito così:

«Vi confesserò che quando mi hanno telefonato per invitarmi ‘verresti a presentare il libro del Papa?’ tre secondi di silenzio, e poi mi hanno detto ‘Ma va che a Roma ci viene anche Begnini a presentare il libro del Papa’. E lì mi sono proprio insospettito e ho detto ‘cosa c’è dentro in quel libro lì del Papa per chiamare due comici per presentarlo?’. Cosa devono fare questi saltimbanchi per rendere gradevole questa medicina? Per non dire…»

Guarda il seguito del video con lo show di Giacomo Poretti

 

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L’intenzione di preghiera di gennaio di Papa Francesco: il dialogo tra religioni porti pace e giustizia

6 gennaio 2016

“Il dialogo sincero tra uomini e donne di religioni differenti porti frutti di pace e giustizia”.

È quanto auspica Papa Francesco in un videomessaggio con una meditazione sulla sua intenzione universale di preghiera per il mese di gennaio. Si tratta di un’iniziativa inedita promossa dall’Apostolato della Preghiera che ha chiesto al Papa di affidare le sue intenzioni mensili ad un breve videomessaggio, letto in spagnolo e tradotto in 10 lingue. Nel videomessaggio sono presenti esponenti di altre religioni – cattolica, ebraica, musulmana, buddista – ognuna delle quali professa fede nel proprio Dio e tutte insieme dichiarano di credere nell’amore.

da qui

Natale del Signore. Santa Messa della Notte- Centro Televisivo Vaticano

24 dicembre 2015

Basilica Vaticana
ore 21.30
CAPPELLA PAPALE

Giubileo della Misericordia, pubblicato l’inno ufficiale

8 agosto 2015

da famigliacristiana.it

GIUBILEO DELLA MISERICORDIA, ECCO L’INNO UFFICIALE

È stato pubblicato su You Tube l’inno ufficiale del Giubileo della Misericordia. Scritto da Paul Inwood ed Eugenio Costa, l’inno si apre con le parole “Misericordes sicut Pater”, ovvero il motto del Giubileo, “Misericordiosi come il Padre”. Gli autori – informa Radio Vaticana – hanno donato ogni diritto di sfruttamento di questa opera al Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione al fine di facilitare la diffusione dell’Inno in tutta la Chiesa.

La registrazione è stata eseguita dalla Cappella Musicale Pontificia, diretta dal Maestro mons. Massimo Palombella, a cura della Radio Vaticana.

 

Inno ufficiale del Giubileo della Misericordia

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All’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani [AGESCI]. Centro Televisivo Vaticano. Diretta live

13 giugno 2015

Lauda Sion, sequenza del Corpus Domini: una reliquia preziosa di liturgia medievale

7 giugno 2015

Una delle pochissime sequenze sopravvissute dopo la riforma liturgica. E’ vero che è facoltativa e se ne può cantare anche solo la “codina” finale (da Ecce panis angelorum), ma per manifestare la fede nel Santissimo Sacramento nessuno ci vieta di cantarla tutta e soprattutto di meditarla.

Anzi! Visto che raramente la si ascolta in Chiesa, nonostante sia auspicabile, la sentiamo almeno qui.

Godiamoci, dunque, questo prezioso brano di poesia religiosa regalatoci da San Tommaso D’Aquino ispirato dagli angeli, come ben dipingeva il Guercino in questa tela che raffigura, appunto, la composizione della Sequenza della Festa.

Buon Corpus Domini!

Lo spartito in PDF potete scaricarlo a questo link.

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Dell’aurora Tu sorgi più bella

27 maggio 2015

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Vigilia Madonna di Fatima: Webcam in diretta dal Santuario di Fatima, Liturgia e processione

12 maggio 2015

Il mio cuore immacolato trionferà.

http://www.fatima.pt/portal/index.php?id=14924

Intervista a Padre Antonio Spadaro – TV2000

10 aprile 2015

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Lunedì dell’Angelo. Regina Coeli – Angelus di san Giovanni Paolo II del 24 aprile 2000

6 aprile 2015

SAN GIOVANNI PAOLO II

REGINA COELI

Lunedì dell’Angelo, 24 aprile 2000

 

1 La gioia pasquale pervade ancora i nostri cuori in questo Lunedì dell’Ottava di Pasqua, detto «Lunedì dell’Angelo». Dopo il tempo quaresimale, che la Chiesa ha vissuto con particolare intensità in quest’Anno Giubilare, dopo le forti emozioni del Triduo Santo, sostiamo anche oggi in meditazione davanti alla tomba vuota, attratti dal radioso mistero della risurrezione del Signore.

La vita ha vinto la morte. C’è bisogno di fede per aprirsi a questo nuovo e meraviglioso orizzonte. Lasciamoci penetrare dai pensieri e dalle emozioni che vibrano nella sequenza pasquale: “Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto”. Questa verità contrassegnò la vita degli Apostoli che, dopo la risurrezione, sentirono riaccendersi nell’animo la volontà di seguire il loro Maestro e, ricevuto lo Spirito Santo, andarono senza indugio ad annunziare a tutti quanto avevano personalmente visto e sperimentato.

2 Carissimi Fratelli e Sorelle, ancora una volta è risuonato per noi il confortante annuncio della risurrezione: “Cristo, mia speranza, è risorto!”. Se Cristo è risuscitato, possiamo guardare con occhi e cuore nuovi ad ogni evento della nostra esistenza. Ecco il messaggio pasquale che vorrei far pervenire agli uomini del mondo intero.

Sono questi anche i miei auguri pasquali, che rinnovo a voi tutti con affetto in questo giorno, in cui la liturgia ci fa ricordare le parole dell’angelo alle tre donne piangenti accanto alla tomba vuota. Esse, come ricorda il Vangelo, si recarono di buon mattino al sepolcro e là ricevettero da “un giovane… vestito d’una veste bianca” la notizia che ha cambiato il corso della storia: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E’ risorto, non è qui» (cfr Mc 16,6).

3 E’ risorto. Ecco il centro della nostra fede. Testimone silenziosa di tutti questi eventi fu Maria. DomandiamoLe che aiuti anche noi ad accogliere in pienezza quest’annuncio pasquale.

Regina caeli, laetare, alleluia – Regina del cielo, rallegrati, alleluia”. Con questa preghiera, che sostituisce l’Angelus, ci rivolgeremo a Lei per tutto il tempo pasquale. La gioia della Vergine racchiude in sé tutto ciò di cui gioisce la Chiesa: ogni bene della grazia e della natura. InvochiamoLa, dunque, con fede e devozione: Regina caeli laetare, alleluia!

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Pasqua 2015 – Settimana Santa diretta TV

2 aprile 2015

 

http://www.ctv.va/content/ctv/it/livetv.html

Omelia di Sua Santità Benedetto XVI  nella Solennità dell’Annunciazione del Signore. AVE MARIA (Schubert)

25 marzo 2015

CONCISTORO ORDINARIO PUBBLICO

PER LA CREAZIONE DI NUOVI CARDINALI

CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA CON I NUOVI CARDINALI E

CONSEGNA DELL’ANELLO CARDINALIZIO

Piazza San Pietro

Sabato, 25 marzo 2006

 

Signori Cardinali e Patriarchi,
Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!

E’ grande motivo di gioia per me presiedere questa Concelebrazione con i nuovi Cardinali, dopo il Concistoro di ieri, e considero provvidenziale che essa si svolga nella solennità liturgica dell’Annunciazione del Signore e sotto il sole che il Signore ci dà. Nell’Incarnazione del Figlio di Dio, infatti, noi riconosciamo gli inizi della Chiesa. Da lì tutto proviene. Ogni realizzazione storica della Chiesa ed anche ogni sua istituzione deve rifarsi a quella originaria Sorgente. Deve rifarsi a Cristo, Verbo di Dio incarnato. E’ Lui che noi sempre celebriamo: l’Emmanuele, il Dio-con-noi, per mezzo del quale si è compiuta la volontà salvifica di Dio Padre. E tuttavia (proprio oggi contempliamo questo aspetto del Mistero) la Sorgente divina fluisce attraverso un canale privilegiato: la Vergine Maria. Con immagine eloquente san Bernardo parla, al riguardo, di aquaeductus (cfr Sermo in Nativitate B.V. MariaePL183, 437-448). Celebrando l’Incarnazione del Figlio non possiamo, pertanto, non onorare la Madre. A Lei fu rivolto l’annuncio angelico; Ella lo accolse e, quando dal profondo del cuore rispose: “Eccomi … avvenga di me secondo la tua parola” (Lc 1,38), in quel momento il Verbo eterno incominciò ad esistere come essere umano nel tempo.

Di generazione in generazione resta vivo lo stupore per questo ineffabile mistero. Sant’Agostino, immaginando di rivolgersi all’Angelo dell’Annunciazione, domanda: “Dimmi, o Angelo, perché è avvenuto questo in Maria?”. La risposta, dice il Messaggero, è contenuta nelle parole stesse del saluto: “Ave, o piena di grazia” (cfr Sermo 291,6). Di fatto, l’Angelo, “entrando da Lei”, non la chiama con il nome terreno, Maria, ma col suo nome divino, così come Dio da sempre la vede e la qualifica: “Piena di grazia –gratia plena“, che nell’originale greco è 6,P”D4JTµX<0, “piena di grazia”, e la grazia è nient’altro che l’amore di Dio, così potremmo alla fine tradurre questa parola: “amata” da Dio (cfr Lc 1,28). Origene osserva che mai un simile titolo fu rivolto ad essere umano, e che esso non trova riscontro in tutta la Sacra Scrittura (cfr In Lucam 6,7). E’ un titolo espresso in forma passiva, ma questa “passività” di Maria, che da sempre e per sempre è l’”amata” dal Signore, implica il suo libero consenso, la sua personale e originale risposta: nell’essere amata, nel ricevere il dono di Dio, Maria è pienamente attiva, perché accoglie con personale disponibilità l’onda dell’amore di Dio che si riversa in lei. Anche in questo Ella è discepola perfetta del suo Figlio, che nell’obbedienza al Padre realizza interamente la propria libertà e proprio così esercita la libertà, obbedendo. Nella seconda Lettura abbiamo ascoltato la stupenda pagina in cui l’Autore della Lettera agli Ebrei interpreta il Salmo 39 proprio alla luce dell’Incarnazione di Cristo: “Entrando nel mondo Cristo dice: … Ecco, io vengo per compiere, o Dio, la tua volontà” (Eb 10,5-7). Di fronte al mistero di questi due “Eccomi”, l’ “Eccomi” del Figlio e l’ “Eccomi” della Madre, che si rispecchiano l’uno nell’altro e formano un unico Amen alla volontà d’amore di Dio, noi rimaniamo attoniti e, pieni di riconoscenza, adoriamo.

Che grande dono, Fratelli, poter tenere questa suggestiva celebrazione nella solennità dell’Annunciazione del Signore! Quanta luce possiamo attingere da questo mistero per la nostra vita di ministri della Chiesa. In particolare voi, cari nuovi Cardinali, quale sostegno potrete avere per la vostra missione di eminente “Senato” del Successore di Pietro! Questa provvidenziale coincidenza ci aiuta a considerare l’evento odierno, in cui risalta in modo particolare il principio petrino della Chiesa, alla luce dell’altro principio, quello mariano, che è ancora più originario e fondamentale. L’importanza del principio mariano nella Chiesa è stata particolarmente evidenziata, dopo il Concilio, dal mio amato Predecessore Papa Giovanni Paolo II, coerentemente col suo motto Totus tuus. Nella sua impostazione spirituale e nel suo instancabile ministero si è resa manifesta agli occhi di tutti la presenza di Maria quale Madre e Regina della Chiesa. Più che mai questa presenza materna fu da lui avvertita nell’attentato del 13 maggio 1981 qui in Piazza San Pietro. A ricordo di quel tragico evento egli volle che un mosaico raffigurante la Vergine dominasse, dall’alto del Palazzo Apostolico, su Piazza San Pietro, per accompagnare i momenti culminanti e la trama ordinaria del suo lungo pontificato, che proprio un anno fa entrava nell’ultima fase, dolorosa e insieme trionfale, veramente pasquale. L’icona dell’Annunciazione, meglio di qualunque altra, ci fa percepire con chiarezza come tutto nella Chiesa risalga lì, a quel mistero di accoglienza del Verbo divino, dove, per opera dello Spirito Santo, l’Alleanza tra Dio e l’umanità è stata suggellata in modo perfetto. Tutto nella Chiesa, ogni istituzione e ministero, anche quello di Pietro e dei suoi successori, è “compreso” sotto il manto della Vergine, nello spazio pieno di grazia del suo “sì” alla volontà di Dio. Si tratta di un legame che in tutti noi ha naturalmente una forte risonanza affettiva, ma che ha prima di tutto una valenza oggettiva. Tra Maria e la Chiesa vi è infatti una connaturalità che il Concilio Vaticano II ha fortemente sottolineato con la felice scelta di porre la trattazione sulla Beata Vergine a conclusione della Costituzione sulla Chiesa, la Lumen gentium.

Il tema del rapporto tra il principio petrino e quello mariano lo possiamo ritrovare anche nel simbolo dell’anello, che tra poco vi consegnerò. L’anello è sempre un segno nuziale. Quasi tutti voi lo avete già ricevuto nel giorno della vostra Ordinazione episcopale, quale espressione di fedeltà e d’impegno a custodire la santa Chiesa, sposa di Cristo (cfr Rito dell’Ordinazione dei Vescovi). L’anello che oggi vi conferisco, proprio della dignità cardinalizia, intende confermare e rafforzare tale impegno, a partire ancora una volta da un dono nuziale, che vi ricorda il vostro essere prima di tutto intimamente uniti a Cristo, per compiere la missione di sposi della Chiesa. Ricevere l’anello sia dunque per voi come rinnovare il vostro “sì”, il vostro “eccomi”, rivolto al tempo stesso al Signore Gesù, che vi ha scelti e costituiti, e alla sua santa Chiesa, che siete chiamati a servire con amore sponsale. Le due dimensioni della Chiesa, mariana e petrina, si incontrano dunque in quello che costituisce il compimento di entrambe, cioè nel valore supremo dellacarità, il carisma “più grande”, la “via migliore di tutte”, come scrive l’apostolo Paolo (1 Cor 12,31; 13,13).

Tutto passa in questo mondo. Nell’eternità solo l’Amore rimane. Per questo, Fratelli, profittando del tempo propizio della Quaresima, impegniamoci a verificare che ogni cosa nella nostra vita personale, come pure nell’attività ecclesiale in cui siamo inseriti, sia mossa dalla carità e tenda alla carità. Anche per questo ci illumina il mistero che oggi celebriamo. Infatti, il primo atto che Maria compì dopo aver accolto il messaggio dell’Angelo, fu di recarsi “in fretta” a casa della cugina Elisabetta per prestarle il suo servizio (cfr Lc1,39). Quella della Vergine fu un’iniziativa di autentica carità, umile e coraggiosa, mossa dalla fede nella Parola di Dio e dalla spinta interiore dello Spirito Santo. Chi ama dimentica se stesso e si mette al servizio del prossimo. Ecco l’immagine e il modello della Chiesa! Ogni Comunità ecclesiale, come la Madre di Cristo, è chiamata ad accogliere con piena disponibilità il mistero di Dio che viene ad abitare in essa e la spinge sulle vie dell’amore. E’ questa la strada su cui ho voluto avviare il mio pontificato invitando tutti, con la prima Enciclica, a edificare la Chiesa nella carità, quale “comunità d’amore” (cfr Enc. Deus caritas est, Seconda parte). Nel perseguire tale finalità, venerati Fratelli Cardinali, la vostra vicinanza, spirituale e fattiva, mi è di grande sostegno e conforto. E per questo vi ringrazio, mentre invito voi tutti, sacerdoti, diaconi, religiosi e laici, ad unirvi nell’invocazione dello Spirito Santo, affinché il Collegio dei Cardinali sia sempre più ardente di carità pastorale, per aiutare tutta la Chiesa a irradiare nel mondo l’amore di Cristo, a lode e gloria della Santissima Trinità. Amen!

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Papa Francesco. Tweet story del viaggio in Sri Lanka

14 febbraio 2015

Video di RaiNews