Agostino d’Ippona , Confessioni: Libro Quinto

16 maggio 2017 by

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Il male concepito come sostanza

  1. 20. Di conseguenza credevo che anche il male fosse una qualche sostanza simile e fosse dotato di una sua massa oscura e informe, qui densa, ed è ciò che chiamavano terra, là tenue e sottile, secondo la natura dell’aria, che immaginano come uno spirito maligno strisciante su quella terra. E poiché la mia religiosità, qualunque fosse, mi costringeva a riconoscere che un dio buono non poteva aver creato nessuna natura cattiva, stabilivo due masse opposte fra loro, entrambe infinite, ma in misura più limitata la cattiva, più ampia la buona. Da questo principio letale derivavano tutte le altre mie eresie. Ogni tentativo del mio spirito di tornare alla fede cattolica era frustrato dal falso concetto che avevo di quella fede. Mi sembrava più grande devozione, Dio mio che confessano gli atti della tua commiserazione su di me, il crederti infinito nelle altre direzioni, eccetto in quella sola ove ti si opponeva la massa del male ed ero costretto a riconoscerti finito, che non il pensarti limitato in ogni direzione entro la forma di un corpo umano. Così mi sembrava più degno credere che tu non avessi creato nessun male, anziché credere derivata da te la natura del male quale me la figuravo io, che nella mia ignoranza non solo gli attribuivo una sostanza, ma una sostanza corporea, essendo incapace di pensare persino lo spirito privo di un corpo, sottile, che però si diffondesse nello spazio. Lo stesso nostro Salvatore, il tuo unigenito, lo immaginavo emanato dalla massa del tuo corpo luminosissimo per la nostra salvezza, null’altro credendo di lui, se non ciò che poteva rappresentarmi la mia vanità. Naturalmente ritenevo che una simile natura non potesse nascere da Maria vergine senza connettersi con la carne. Come poi questa connessione potesse avvenire e non inquinare l’essere che mi figuravo, non riuscivo a scorgere. Esitavo dunque a credere che fosse nato nella carne, per timore di doverlo credere inquinato dalla carne. I tuoi figli spirituali sorrideranno ora con affettuosa indulgenza di me, al leggere le mie confessioni. Tuttavia ero così.

Accuse dei manichei alle Scritture

  1. 21. Esistevano poi le critiche dei manichei alle tue Scritture, che mi sembravano irrefutabili. Eppure a volte avrei desiderato davvero sottoporre alcuni singoli passi a qualche profondo conoscitore dei libri sacri per sondare la sua opinione. C’era ad esempio un certo Elpidio, che soleva discutere pubblicamente proprio con i manichei e che già a Cartagine mi aveva impressionato con i suoi discorsi, poiché citava certi passi scritturali difficilmente contrastabili. Le risposte degli avversari mi sembravano deboli; per di più preferivano darcele in segreto, anziché esporle in pubblico. Sostenevano che gli scritti del Nuovo Testamento erano stati falsati, chissà poi da chi, col proposito d’innestare la legge dei giudei sulla fede cristiana, senza presentare dal canto loro alcun esemplare integro di quel testo. Ma io, incapace di raffigurarmi un essere incorporeo, rimanevo soprattutto schiacciato, per così dire, dalle due masse famose: prigioniero e soffocato sotto il loro peso, anelavo a respirare l’aria limpida e pura della tua verità, ma invano.

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Tweet del Papa

16 maggio 2017 by

​Gesù ci chiede di essere guardato, di essere riconosciuto, di essere amato.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:30 del 16 maggio 2017

Vangelo (Gv 15, 1-8) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 17 Maggio 2017) con commento comunitario

16 maggio 2017 by

Dal Vangelo secondo Giovanni  (Gv 15, 1-8)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Questo è il Vangelo del 17 Maggio, quello del 16 Maggio lo potete trovare qualche post più sotto.

La tradizione dei cuori

16 maggio 2017 by

http://www.lastampa.it/2017/05/16/vaticaninsider/ita/commenti/riscoprire-la-storia-per-aprirsi-ad-un-nuovo-presente-e-un-nuovo-futuro-F3MIucpRF8TXmT2nlIOz7J/pagina.html

Tweet del Papa

16 maggio 2017 by

Per seguire fedelmente Gesù, chiediamo la grazia di farlo non a parole ma nei fatti, e di avere la pazienza di sopportare la nostra croce.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:30 del 15 maggio 2017

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Liturgia del giorno: Audio 115

15 maggio 2017 by

Lunedì. 15 _ Maggio _ 2017


 

Non a noi, Signore, ma al tuo nome dà gloria.

[1] Non a noi, Signore, non a noi,
ma al tuo nome dà gloria,
per la tua fedeltà, per la tua grazia.

[2] Perché i popoli dovrebbero dire:
“Dov’è il loro Dio?”.

[3] Il nostro Dio è nei cieli,
egli opera tutto ciò che vuole.

[4] Gli idoli delle genti sono argento e oro,
opera delle mani dell’uomo.

[5] Hanno bocca e non parlano,
hanno occhi e non vedono,

[6] hanno orecchi e non odono,
hanno narici e non odorano.

[7] Hanno mani e non palpano,
hanno piedi e non camminano; dalla gola non emettono suoni.

[8] Sia come loro chi li fabbrica
e chiunque in essi confida.

[9] Israele confida nel Signore:
egli è loro aiuto e loro scudo.

[10] Confida nel Signore la casa di Aronne:
egli è loro aiuto e loro scudo.

[11] Confida nel Signore, chiunque lo teme:
egli è loro aiuto e loro scudo.

[12] Il Signore si ricorda di noi, ci benedice:
benedice la casa d’Israele,
benedice la casa di Aronne.

[13] Il Signore benedice quelli che lo temono,
benedice i piccoli e i grandi.

[14] Vi renda fecondi il Signore,
voi e i vostri figli.

[15] Siate benedetti dal Signore
che ha fatto cielo e terra.

[16] I cieli sono i cieli del Signore,
ma ha dato la terra ai figli dell’uomo.

[17] Non i morti lodano il Signore,
né quanti scendono nella tomba.

[18] Ma noi, i viventi, benediciamo il Signore
ora e sempre.

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

Ritaglio del Vangelo odierno:

«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Gv 14,21-26


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Insegnaci ad amare  

Luis Espinal, Oraciones a quemarropa

Signore, insegnaci ad amare.
C’è qualcosa che chiamiamo amore,
ma, tu sai che è meschino e avaro;
è solo un egoismo raffinato.

Non ci doniamo.
Rivendichiamo soltanto,
come un esattore di imposte.

Per questo, Signore, ti cerchiamo invano.
Tu non vivi in questa oscurità,
perché tu sei l’amore.

Tuttavia,
sei così buono, che,
nonostante tutto,
ci parli.

Il tuo amore è più forte della nostra corazza di buio,
così vediamo brillare la tua luce.

Gesù Cristo, insegnaci ad amare;
ogni volta di più,
ogni giorno più disinteressatamente.
Non perché sentiamo bisogno d’affetto,
ma perché gli altri hanno bisogno d’amore.

Vangelo (Gv 14,27-31a) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 16 Maggio 2017) con commento comunitario

15 maggio 2017 by

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,27-31a)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.

Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.

Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può a, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

Questo è il Vangelo del 16 Maggio, quello del 15 Maggio lo potete trovare qualche post più sotto.

La guida di Maria

15 maggio 2017 by

“Il mio cuore immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio” (Maria a Fatima, giugno 2017).

Nel videomessaggio in vista della partenza per Fatima Francesco cita queste parole.

Papa Francesco Regina Caeli 14 maggio 2017

14 maggio 2017 by

 

 

 

 

PAPA FRANCESCO

REGINA COELI

Piazza San Pietro
Domenica, 14 maggio 2017

[Multimedia]

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Ieri sera sono ritornato dal pellegrinaggio a Fatima – salutiamo la Madonna di Fatima! – e la nostra preghiera mariana di oggi assume un significato particolare, carico di memoria e di profezia per chi guarda la storia con gli occhi della fede. A Fatima mi sono immerso nella preghiera del santo Popolo fedele, preghiera che là scorre da cento anni come un fiume, per implorare la protezione materna di Maria sul mondo intero. Rendo grazie al Signore che mi ha concesso di recarmi ai piedi della Vergine Madre come pellegrino di speranza e di pace. E ringrazio di cuore i Vescovi, il Vescovo di Leiria-Fatima, le Autorità dello Stato, il Presidente della Repubblica e tutti coloro che hanno offerto la loro collaborazione.

Fin dall’inizio, quando nella Cappella delle Apparizioni sono rimasto a lungo in silenzio, accompagnato dal silenzio orante di tutti i pellegrini, si è creato un clima raccolto e contemplativo, in cui si sono svolti i vari momenti di preghiera. E al centro di tutto è stato ed è il Signore Risorto, presente in mezzo al suo Popolo nella Parola e nell’Eucaristia. Presente in mezzo ai tanti malati, che sono protagonisti della vita liturgica e pastorale di Fatima, come di ogni santuario mariano.

A Fatima la Vergine ha scelto il cuore innocente e la semplicità dei piccoli Francesco, Giacinta e Lucia, quali depositari del suo messaggio. Questi fanciulli lo hanno accolto degnamente, così da essere riconosciuti come testimoni affidabili delle apparizioni, e diventando modelli di vita cristiana. Con la canonizzazione di Francesco e Giacinta, ho voluto proporre a tutta la Chiesa il loro esempio di adesione a Cristo e di testimonianza evangelica e anche ho voluto proporre a tutta la Chiesa di avere cura dei bambini. La loro santità non è conseguenza delle apparizioni, ma della fedeltà e dell’ardore con cui essi hanno corrisposto al privilegio ricevuto di poter vedere la Vergine Maria. Dopo l’incontro con la “bella Signora” – così la chiamavano -, essi recitavano frequentemente il Rosario, facevano penitenza e offrivano sacrifici per ottenere la fine della guerra e per le anime più bisognose della divina misericordia.

E anche oggi c’è tanto bisogno di preghiera e di penitenza per implorare la grazia della conversione, per implorare la fine di tante guerre che sono dappertutto nel mondo e che si allargano sempre di più, come pure la fine degli assurdi conflitti grandi e piccoli, che sfigurano il volto dell’umanità.

Lasciamoci guidare dalla luce che viene da Fatima. Il Cuore Immacolato di Maria sia sempre il nostro rifugio, la nostra consolazione e la via che ci conduce a Cristo.

Dopo il Regina Coeli:

Cari fratelli e sorelle,

affido a Maria, Regina della pace, la sorte delle popolazioni afflitte da guerre e conflitti, in particolare in Medio Oriente. Tante persone innocenti sono duramente provate, sia cristiane, sia musulmane, sia appartenenti a minoranze come gli yazidi, i quali subiscono tragiche violenze e discriminazioni. Alla mia solidarietà si accompagna il ricordo nella preghiera, mentre ringrazio quanti si impegnano a sovvenire ai bisogni umanitari. Incoraggio le diverse comunità a percorrere la strada del dialogo e della amicizia sociale per costruire un futuro di rispetto, di sicurezza e di pace, lontano da ogni sorta di guerra.

Ieri, a Dublino, è stato proclamato Beato il sacerdote gesuita John Sullivan. Vissuto in Irlanda tra Otto e Novecento, egli dedicò la vita all’insegnamento e alla formazione spirituale dei giovani, ed era tanto amato e ricercato come un padre dai poveri e dai sofferenti. Rendiamo grazie a Dio per la sua testimonianza.

Saluto tutti voi, fedeli di Roma e pellegrini dall’Italia e da vari Paesi. In particolare, i fedeli di Ivrea, Salerno, Valmontone e Rimini; gli alunni di Potenza e di Mozzo (Bergamo). Saluto i partecipanti all’iniziativa denominata “Passeggini vuoti” e il gruppo delle mamme di Bordighera: il futuro delle nostre società richiede da parte di tutti, specialmente delle istituzioni, un’attenzione concreta alla vita e alla maternità. E questo appello è particolarmente significativo oggi mentre si celebra, in tanti Paesi, la festa della mamma, ecco!; ricordiamo con gratitudine e affetto tutte le mamme, anche le nostre mamme in Cielo, affidandole a Maria, la mamma di Gesù. E adesso vi faccio una proposta: rimaniamo alcuni istanti in silenzio, ognuno pregando per la propria mamma.

A tutti auguro una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

 

 

 

I Novissimi: Il Paradiso, felicità paradisica

14 maggio 2017 by

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La felicità paradisiaca non può essere espressa a parole, difatti i mistici rispondono a questa domanda con un “non riesco a spiegarlo”. La felicità di cui sono testimoni li inonda di una grandissima gioia e li rapisce perché sperimentano in qualche modo la bellezza divina. Ed è questa comunione con Dio già su questa terra e in modo completo in paradiso rapisce e manda in estasi.

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Fatima: Storia delle Apparizioni di Fatima /«Le apparizioni e il messaggio di Fatima» secondo i manoscritti di suor Lucia di ANTONIO AUGUSTO BORRELLI MACHADO

14 maggio 2017 by

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ULTIME VISIONI DI GIACINTA


Alla fine di ottobre del 1918, Francesco e Giacinta si ammalarono quasi nello stesso tempo. Andando a fare loro visita, Lúcia trovò Giacinta al sommo della gioia. Ella gliene spiegò la ragione:
«La Madonna ci è venuta a trovare, e ha detto che molto presto viene a prendere Francesco per portarlo in cielo. E a me ha chiesto se volevo convertire ancora altri peccatori. Le ho detto di sì. Mi ha detto che sarei andata in un ospedale, e che là avrei sofferto molto. Di soffrire per la conversione dei peccatori, in riparazione dei peccati contro il Cuore Immacolato di Maria e per amore di Gesù. Ho chiesto se tu saresti venuta con me. Mi ha detto di no. Questo è quello che mi spiace di più. Mi ha detto che mi ci porterà mia madre e che poi resterò là da sola!» (
4).
Durante la malattia dei due veggenti, Lucia faceva loro visita di frequente. Allora conversavano a lungo sugli avvenimenti di cui erano stati protagonisti. Trascriviamo alcune osservazioni di Giacinta:
«Ormai mi manca poco per andare in cielo. Tu resterai qui per dire che Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Quando sarà il momento di dirlo, non nasconderti, dì a tutti che Dio ci concede le grazie attraverso il Cuore Immacolato di Maria, di chiederle a Lei, che il Cuore di Gesù vuole che, al suo fianco si veneri il Cuore Immacolato di Maria. Si chieda la pace al Cuore Immacolato di Maria, ché Dio l’ha affidata a Lei. Se potessi mettere nel cuore di tutti la luce che ho qui dentro nel petto a bruciarmi e a farmi amare tanto il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria!» (
5).
«Vedi, sai? Nostro Signore è triste perché la Madonna ci ha detto di non offenderLo più, che era già molto offeso e che nessuno ci fa caso; continuano a fare gli stessi peccati» (
6)
Alla fine di dicembre del 1919, la Madonna comparve nuovamente a Giacinta, che riferì il fatto alla cugina in questi termini:
«Mi ha detto che andrò a Lisbona in un altro ospedale (
7); che non rivedrò né te né i miei genitori; che dopo aver sofferto molto, morirò sola ma che non devo avere paura, che mi viene a prendere Lei là per portarmi in cielo» (8)

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Preghiera della sera: PREGHIERA AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

14 maggio 2017 by

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O Cuore Immacolato di Maria, colmo di bontà,

mostra il Tuo amore verso di noi.

La fiamma del Tuo Cuore, o Maria,

scenda su tutti gli uomini.

Noi Ti amiamo immensamente.

Imprimi nei nostri cuori il vero amore

così che abbiamo un continuo desiderio di Te.

O Maria, mite e umile di cuore,

ricordati di noi quando pecchiamo.

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Vangelo (Gv 14,21-26) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 15 Maggio 2017) con commento comunitario

14 maggio 2017 by

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,21-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Gli disse Giuda, non l’Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?».

Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito.
Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Questo è il Vangelo del 15 Maggio, quello del 14 Maggio lo potete trovare qualche post più sotto.

Liturgia del giorno: Audio salmo (32) 33

14 maggio 2017 by

Domenica, 14 _ Maggio _ 2017


 

Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.

[1] Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.

[2] Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.

[3] Cantate al Signore un canto nuovo,
con arte suonate la cetra e acclamate,

[4] perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.

[5] Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.

[6] Dalla parola del Signore furono fatti i cieli,
dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.

[7] Come in un otre raccoglie le acque del mare,
chiude in riserve gli abissi.

[8] Tema il Signore tutta la terra,
tremino davanti a lui gli abitanti del mondo,

[9] perché egli parlò e tutto fu creato,
comandò e tutto fu compiuto.

[10] Il Signore annulla i disegni delle nazioni,
rende vani i progetti dei popoli.

[11] Ma il disegno del Signore sussiste per sempre,
i progetti del suo cuore per tutte le generazioni.

[12] Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.

[13] Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini;

[14] dal trono dove siede
scruta tutti gli abitanti della terra,

[15] lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere.

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

Ritaglio del Vangelo odierno:

«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”?

Gv 14,1-12


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Resta vivo

Don Angelo Saporiti, Commento all’Avvento

Tu verrai, Signore. E io lo so.
Sento che la mia attesa non sarà inutile.
In questo tempo tu Signore, mi dici:
“Figlio mio, resta vivo!
Guarda il cuore delle cose e delle persone e non fermarti all’apparenza.
Resta vivo, figlio mio!
Nelle mille cose che fai, trova il tempo di ascoltare cosa provi e cosa senti.
Resta vivo!
Pensa con la tua testa e segui la tua strada, non quella degli altri.
Resta vivo!
Non cedere mai all’odio, alla vendetta e prova ancora a meravigliarti per ciò che ti circonda.
Resta vivo!
Rialzati sempre dopo ogni delusione e dona ali ai tuoi desideri di infinito.
Resta vivo!
Coltiva in te la gioia e non permettere mai alla sofferenza di cancellare la fede.
Resta vivo!
Continua a credere che ogni persona ha in sé un seme di bontà e che vale la pena lottare per un mondo migliore.
Resta vivo, figlio mio!
Resta attaccato alla sorgente della Vita.
Resta unito a me, che sono il tuo Dio, tuo Padre.
Io non ti lascerò mai solo”.

Papa Francesco a Fatima Omelia Messa con la canonizzazione di Giacinta e Francesco

14 maggio 2017 by

 

 

 

 

 

SANTA MESSA CON IL RITO DELLA CANONIZZAZIONE
DEI BEATI FRANCISCO MARTO E JACINTA MARTO

OMELIA DEL SANTO PADRE

Solennità della Beata Vergine Maria di Fátima
Sagrato del Santuario Sabato, 13 maggio 2017

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«Apparve nel cielo […] una donna vestita di sole»: attesta il veggente di Patmos nell’Apocalisse (12,1), osservando anche che ella era in procinto di dare alla luce un figlio. Poi, nel Vangelo, abbiamo sentito Gesù dire al discepolo: «Ecco tua madre» (Gv 19,26-27). Abbiamo una Madre! Una “Signora tanto bella”, commentavano tra di loro i veggenti di Fatima sulla strada di casa, in quel benedetto giorno 13 maggio di cento anni fa. E, alla sera, Giacinta non riuscì a trattenersi e svelò il segreto alla mamma: “Oggi ho visto la Madonna”. Essi avevano visto la Madre del cielo. Nella scia che seguivano i loro occhi, si sono protesi gli occhi di molti, ma… questi non l’hanno vista. La Vergine Madre non è venuta qui perché noi la vedessimo: per questo avremo tutta l’eternità, beninteso se andremo in Cielo.

Ma Ella, presagendo e avvertendoci sul rischio dell’inferno a cui conduce una vita – spesso proposta e imposta – senza Dio e che profana Dio nelle sue creature, è venuta a ricordarci la Luce di Dio che dimora in noi e ci copre, perché, come abbiamo ascoltato nella prima Lettura, il «figlio fu rapito verso Dio» (Ap 12,5). E, secondo le parole di Lucia, i tre privilegiati si trovavano dentro la Luce di Dio che irradiava dalla Madonna. Ella li avvolgeva nel manto di Luce che Dio Le aveva dato. Secondo il credere e il sentire di molti pellegrini, se non proprio di tutti, Fatima è soprattutto questo manto di Luce che ci copre, qui come in qualsiasi altro luogo della Terra quando ci rifugiamo sotto la protezione della Vergine Madre per chiederLe, come insegna la Salve Regina, “mostraci Gesù”.

Carissimi pellegrini, abbiamo una Madre, abbiamo una Madre! Aggrappati a Lei come dei figli, viviamo della speranza che poggia su Gesù, perché, come abbiamo ascoltato nella seconda Lettura, «quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo» (Rm 5,17). Quando Gesù è salito al cielo, ha portato accanto al Padre celeste l’umanità – la nostra umanità – che aveva assunto nel grembo della Vergine Madre, e mai più la lascerà. Come un’ancora, fissiamo la nostra speranza in quella umanità collocata nel Cielo alla destra del Padre (cfr Ef 2,6). Questa speranza sia la leva della vita di tutti noi! Una speranza che ci sostiene sempre, fino all’ultimo respiro.

Forti di questa speranza, ci siamo radunati qui per ringraziare delle innumerevoli benedizioni che il Cielo ha concesso lungo questi cento anni, passati sotto quel manto di Luce che la Madonna, a partire da questo Portogallo ricco di speranza, ha esteso sopra i quattro angoli della Terra. Come esempi, abbiamo davanti agli occhi San Francesco Marto e Santa Giacinta, che la Vergine Maria ha introdotto nel mare immenso della Luce di Dio portandoli ad adorarLo. Da ciò veniva loro la forza per superare le contrarietà e le sofferenze. La presenza divina divenne costante nella loro vita, come chiaramente si manifesta nell’insistente preghiera per i peccatori e nel desiderio permanente di restare presso “Gesù Nascosto” nel Tabernacolo.

Nelle sue Memorie (III, n. 6), Suor Lucia dà la parola a Giacinta appena beneficiata da una visione: «Non vedi tante strade, tanti sentieri e campi pieni di persone che piangono per la fame e non hanno niente da mangiare? E il Santo Padre in una chiesa, davanti al Cuore Immacolato di Maria, in preghiera? E tanta gente in preghiera con lui?». Grazie, fratelli e sorelle, di avermi accompagnato! Non potevo non venire qui per venerare la Vergine Madre e affidarLe i suoi figli e figlie. Sotto il suo manto non si perdono; dalle sue braccia verrà la speranza e la pace di cui hanno bisogno e che io supplico per tutti i miei fratelli nel Battesimo e in umanità, in particolare per i malati e i persone con disabilità, i detenuti e i disoccupati, i poveri e gli abbandonati. Carissimi fratelli, preghiamo Dio con la speranza che ci ascoltino gli uomini; e rivolgiamoci agli uomini con la certezza che ci soccorre Dio.

Egli infatti ci ha creati come una speranza per gli altri, una speranza reale e realizzabile secondo lo stato di vita di ciascuno. Nel “chiedere” ed “esigere” da ciascuno di noi l’adempimento dei doveri del proprio stato (Lettera di Suor Lucia, 28 febbraio 1943), il cielo mette in moto qui una vera e propria mobilitazione generale contro questa indifferenza che ci raggela il cuore e aggrava la nostra miopia. Non vogliamo essere una speranza abortita! La vita può sopravvivere solo grazie alla generosità di un’altra vita. «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12,24): lo ha detto e lo ha fatto il Signore, che sempre ci precede. Quando passiamo attraverso una croce, Egli vi è già passato prima. Così non saliamo alla croce per trovare Gesù; ma è stato Lui che si è umiliato ed è sceso fino alla croce per trovare noi e, in noi, vincere le tenebre del male e riportarci verso la Luce.

Sotto la protezione di Maria, siamo nel mondo sentinelle del mattino che sanno contemplare il vero volto di Gesù Salvatore, quello che brilla a Pasqua, e riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è missionaria, accogliente, libera, fedele, povera di mezzi e ricca di amore.

Papa Francesco Conferenza Stampa sul volo di ritorno da Fatima

14 maggio 2017 by

 

 

E’ avvenuta la vittoria del cuore immacolato di Maria?

14 maggio 2017 by

Papa Benedetto ha chiesto a Fatima nel maggio 2010 che si affrettasse la vittoria del cuore di Maria entro il centenario delle apparizioni (13 maggio 2017). E, in modi sorprendenti, è venuto Francesco che, si direbbe, sta aiutando la Chiesa proprio in questo passaggio al cuore.

Un esempio semplice: una mamma ha un figlio ventenne che non crede. Secondo una religione vissuta con una logica astratta la mamma deve cercare di persuadere il giovane ad andare a messa, etc.. Ma se dici alla mamma di cercare con la sensibilità del cuore con quello specifico ragazzo cosa è meglio fare la signora con semplicità e rasserenata intuisce che magari con lui è meglio non forzare. La via del cuore aiuta a sentirsi amati e ad amare a misura, dunque ad ascoltare, ad entrare in sintonia e non a vivere di schemi prefabbricati. Questo rinnova la vita e gli sguardi a tutto campo, come si può vedere nel Manifesto del cuore divino e umano di Cristo.

Un’intuizione sempre rinnovata di come Cristo fa comunione nella vita reale, non a tavolino, tra i cristiani e con ogni persona. Anche quando intere confessioni cristiane tornassero unite nella Chiesa cattolica vi potrebbero esserne altre divise o che si dividono. Ma le piste per accogliersi, comprendersi, riavvicinarsi, condividere, crescere insieme, potrebbero essere sempre più approfondite. La reale comunione è accogliere e far sviluppare, in un possibilmente reciproco scambio, il cammino di ciascuno. L’incontro concreto può fare maturare una spiritualità semplice, profonda, serena, che fa vedere ogni cosa in modo sempre nuovo.

Un altro esempio di questa via semplice e profonda del cuore: un giovane si inceppa nei dubbi dei ragionamenti, la scienza, l’evoluzionismo… Io, se del caso, gli chiedo: nella tua serena coscienza se ti domando ci credi in Dio o no qual’è​ la prima risposta semplice e immediata? Se dice sì quello è il dono della fede. Quel talora apparentemente piccolo sì è nella luce della fede. La luce che sempre più si scopre serena piena di buonsenso, umana, liberando da sensi di colpa, rigidità, schematismi… Cercando di seguire quella luce serena troviamo risposte nuove benefiche… Poi si può anche riflettere che la Bibbia non è un libro scientifico ma dal lato spirituale vi sono tante intuizioni. L’evoluzionismo c’è già nel primo libro dell’Antico Testamento, la Genesi. Non scientificamente ma come sapienza spirituale: Dio fa le cose con delicatezza, gradualità…

Per il canale di un’astratta ragione la spiritualità si può fare variamente prefabbricata, la psicologia tecnicismo. Anche uno psicologo cristiano non è aiutato, su questa via, a cercare un’adeguata sintesi. La via del cuore nella luce serena, a misura, apre nuove vie nella spiritualità e nella psicologia, armonizzandole. Una sempre nuova, semplice e serena, consapevolezza del cuore. Si possono vissutamente scoprire sempre più nitidamente i riferimenti autentici, spirituali, umani, materiali, del vivere, del discernere e i loro autentici collegamenti. Si delinea sempre più limpidamente, tra l’altro, una logica nuova, viva, spirituale e umana, non da tavolino, come accenno nel Manifesto.

Introduzione dal Manifesto del cuore divino e umano di Cristo: https://gpcentofanti.wordpress.com/2017/01/18/il-cuore-divino-e-umano-di-cristo-chiave-di-ogni-cosa-la-strada-semplice-e-profonda-di-cristo/

Tweet del Papa

13 maggio 2017 by

Fatima è soprattutto il manto di Luce che ci copre quando ci rifugiamo sotto la protezione della Vergine Madre per chiederLe: mostraci Gesù.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 16:00 del 13 maggio 2017

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Vangelo (Gv 14,1-12) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 14 Maggio 2017) con commento comunitario

13 maggio 2017 by

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,1-12)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Questo è il Vangelo del 14 Maggio, quello del 13 Maggio lo potete trovare qualche post più sotto.

Tweet del Papa

12 maggio 2017 by

​Chiedo a tutti di unirsi a me, come pellegrini di speranza e di pace: le vostre mani in preghiera continuino a sostenere le mie.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 12:30 del 12 maggio 2017