Posts Tagged ‘Beata Vergine Maria della Medaglia Miracolosa’

L’uomo più veloce del mondo è devoto alla Medaglia Miracolosa – Top Stories – Aleteia.org – Italiano

18 agosto 2016

Conosci il significato di questa Medaglia?

ALETEIA
16 AGOSTO 2016

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Usain Bolt è attualmente l’uomo più veloce al mondo: per le terze Olimpiadi consecutive (dopo Pechino 2008 e Londra 2012), il 14 di agosto ha ottenuto la medaglia d’oro nei 100 metri. Ma queste tre medaglie d’oro non sono le uniche che porta. L’atleta ne indossa un’altra sempre al collo, conosciuta come Medaglia Miracolosa, frutto delle apparizioni della Madonna a Santa Caterina Labouré.

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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

1 dicembre 2015

maria medaglia miracolosa

31. OH, SE NOI CONOSCESSIMO IL DONO DI MARIA!
Concludiamo queste meditazioni sul Messaggio della Madonna della Medaglia Miracolosa con una esortazione all’apostolato, scritta proprio da p. Aladel, confessore di Santa Caterina e primo promotore della coniazione e della diffusione della Medaglia in tutto il mondo. Le sue parole sentiamole rivolte ad ognuno di noi:
“Oh, cresca e si estenda sempre più il culto di Maria concepita senza peccato, questo culto così dolce, così adatto a far discendere sulla terra le benedizioni del Cielo! Oh, se noi conoscessimo il dono di Maria, se comprendessimo il suo grande amore per noi! Portate la Medaglia Miracolosa! Portatela voi bambini, questa cara Medaglia, questo dolce ricordo della più tenera fra le Madri. Imparate ed amate ripetere la sua breve preghiera: “O Maria concepita…”. Stella del Mattino, Ella sarà felice di guidare i vostri primi passi e di conservarvi nell’innocenza. Portatela voi giovani e ripetete spesso fra i tanti pericoli che vi circondano: “O Maria concepita…”. Vergine senza macchia, Ella vi preserverà da ogni pericolo. Portatela voi padri e madri di famiglia e la Madre di Gesù spanderà su di voi e sulle vostre famiglie abbondanti benedizioni. Portatela voi, anziani e malati. Soccorso dei cristiani, Maria accorrerà in vostro aiuto per santificare i vostri dolori e per consolare i vostri giorni. Portatela voi, anime consacrate a Dio e non stancatevi di dire: “O Maria concepita…”. Regina dei vergini e delle vergini, Ella farà germogliare nel giardino del vostro cuore i fiori e i frutti che devo no essere le delizie dello Sposo e formare la vostra corona nel giorno delle nozze dell’Agnello. E voi pure peccatori anche se foste piombati nell’abisso delle più grandi miserie, anche se la disperazione si fosse impadronita dell’anima vostra, levate lo sguardo verso la Stella del Mare: vi resta la compassione di Maria. Prendete la Medaglia e gridate dal profondo del vostro cuore: “O Maria concepita…”. Rifugio dei peccatori, Ella vi tirerà fuori dall’abisso nel quale siete caduti e vi ricondurrà sui sentieri fioriti della giustizia e del bene”.
Seminiamo la Medaglia con fede nella sua origine divina e con fiducia nella sua miracolosa potenza. Seminiamola con coraggio e con costanza senza rispetto umano, senza stancarci mai. La Medaglia sia la nostra medicina più efficace, il nostro regalo preferito, il nostro ricordo e il nostro grazie più sincero, per tutti.

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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

30 novembre 2015

maria medaglia miracolosa

30. DIFFONDIAMO LA MEDAGLIA MIRACOLOSA

La Medaglia Miracolosa non è certamente un amuleto, un talismano magico, non è un superstizioso porta fortuna di cui si premuniscono quelli che, lontani dalla fede, non si impegnano in una solida vita cristiana e credono così di attirare su di sé la buona sorte. Chi, con la Medaglia, credesse volutamente di proteggersi dai pericoli e di ottenere l’aiuto di Dio senza convertirsi, continuando una vita lontana dai sacramenti e senza preghiera, profanerebbe questo dono e farebbe una grave offesa a Maria. Il mondo si scandalizza del modo di fare di Dio che, questa volta come sempre, vuole compiere le sue più grandi meraviglie con i mezzi più umili e più semplici. Un pezzo di metallo, più o meno prezioso, come può avere tutta la potenza che gli si attribuisce? È vero, non è la Medaglia in sè ad essere Miracolosa (pensarlo sarebbe superstizioso e pagano, non cristiano), ma un grande potere ce l’ha la fede di chi la accetta, la accoglie, la dona, confidando nell’aiuto di Maria, nel suo amore di Madre e nella potenza di cui il Signore l’ha rivestita. Il valore di quel po’ di metallo che riproduce l’immagine della Madonna dipende dalla volontà espressa di Maria: è Lei che ha voluto farne uno strumento di grazie. Il valore della Medaglia dipende dalla sua formale e solenne promessa di accordare, per suo mezzo, tutte le grazie che le sono richieste con fiducia. La Madre di Dio potrà venir meno alla sua parola? L’uomo più sincero in certi casi può essere nell’impossibilità di mantenere la parola, ma questo non potrà mai accadere a Colei che ha a disposizione l’Onnipotenza stessa di Dio. Perciò fidiamoci di Lei e donando la Medaglia, suppliamo con la nostra fede e con la nostra preghiera a quella di coloro che non credono ancora, che sono indifferenti, critici verso la religione, che sembrano non sentire la nostalgia di Dio: Maria farà grandi cose anche per loro, siamone certi! Per quanto ci riguarda abbiamo dei doveri verso Maria che ci ha portato questo suo dono prezioso: riceviamo la Medaglia con fede: ci viene dal Cielo; con riconoscenza: è tanto preziosa! con amore: è il ricordo della Madre. Portiamola con devozione: èbenedetta e raccomandata dalla Chiesa. Baciamola con affetto: è l’immagine Mella mamma Celeste. Riponiamo tanta fiducia in questo dono: è la Medaglia Miracolosa! Diffondiamola largamente: questo è il desiderio della Madonna e Santa Caterina Labouré, quando le fu presentata la prima Medaglia, disse: “Ora bisogna diffonderla!” Questo è l’invito che, oggi, la Santa fa anche a noi e noi ac cogliamolo e sperimenteremo in che modo Maria sa ricompensare gli apostoli di questa devozione che le è così cara! Seminiamo ovunque la Medaglia Miracolosa, diamola a tutti, ai nostri familiari prima di tutto. Diamola ai bambini, ai giovani, agli adulti, agli anziani, ai malati, a chi è lontano dalla fede. Diffondiamola nelle scuole, nelle fabbriche, negli ospedali, nelle carceri, nei negozi e negli uffici. Offriamola negli Istituti, nelle Comunità, nei Conventi, nei Monasteri, nelle Parrocchie, nei Gruppi ecclesiali. Poniamola nelle case, seminiamola nei luoghi pericolosi, portiamola dappertutto, sempre: è Maria che lo vuole per salvarci e per farci felici!

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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

29 novembre 2015

maria medaglia miracolosa

29. CHE COS’È LA MEDAGLIA MIRACOLOSA?

Che cos ‘è la Medaglia Miracolosa? La Medaglia è la riproduzione dell’immagine di Maria così come si mostrò a Santa Caterina Labouré. È il memoriale delle sue Apparizioni e,’ un potente strumento della Misericordia di Maria è un segno sensibile, un sacramentale, che risveglia in noi la fede, la speranza e la carità, predisponendoci a ricevere tutte le grazie che Maria vuole riversare su di noi. La Medaglia Miracolosa è un distintivo di amore e di onore per tutti coloro che hanno scelto Maria per Madre, è un invito a farci modellare da lei secondo l’immagine di suo Figlio Gesù. La Medaglia è un sicuro pegno di protezione: chi la porterà sarà sotto la specialissima protezione della Madre di Dio. Una protezione forte, fondata sulla potenza di Dio, una protezione continua, per l’anima e per il corpo, per tutti e per sempre. La Medaglia è il “libro” della nostra Maestra. Maria vuole che “leggiamo” e meditiamo le verità e le promesse scritte in questo suo “libro” ideato da lei, capolavoro del suo amore per noi e della sua sapienza. Tutto è una mirabile sintesi delle verità più grandi della fede: la tragedia della caduta, il trionfo della Redenzione, lo splendore della vittoria finale. Maria si mostra come l’Immacolata, la Corredentrice, l’Assunta, la Mediatrice, la Regina e la Madre di ognuno di noi. La Medaglia è il “catechismo” di Maria: leggiamolo, meditiamolo, viviamolo. La Medaglia è uno scudo sicuro e impenetrabile sotto cui rifugiarci nei momenti tristi, nei momenti bui, nel tempo del pericolo e del dolore. Ci protegge dalle tentazioni, ci fortifica nella lotta contro il peccato, ci ripara dagli assalti del demonio che in tanti modi cerca di farci cadere e di allontanarci da Dio. La Medaglia è una sorgente di grazie. La Madonna si è mostrata con le mani aperte verso di noi, nell’atto di offrirci il suo aiuto e di versare su di noi e sul mondo ogni bene spirituale e materiale che serva alla salvezza delle anime. Maria gode nel darci le sue grazie e soffre quando, per la nostra indifferenza , la nostra mancanza di preghiera e il nostro rifiuto, non riesce a ricolmarci di bene. La Medaglia è una calamita di grazie celesti, è un parafulmine contro il male. Tanti, portandola anche a loro insaputa, devono ad essa la salvezza del corpo e dell’anima. Quanti invocano la Madonna della Medaglia Miracolosa con fede, vivendo in grazia di Dio, ricevono da lei guarigioni, conversioni, progressi nella vita spirituale e grandi miracoli. La Medaglia è una chiave che ci apre il Cuore di Maria, il Cuore di Gesù, il cuore degli uomini e le Porte del Cielo. La Medaglia è l’amo con cui Maria pesca anche i cuori più induriti dal peccato, i cuori più chiusi e ostinati ed è anche l’amo che Lei mette nelle nostre mani per ricondurre a Lei e, tramite Lei, a Gesù i nostri fratelli lontani. La Medaglia è un seme di bene e di salvezza, è un dono di Dio. La Madonna ce l’ha portata e noi siamo chiamati a seminarla dappertutto, con fede e con gioia.

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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

28 novembre 2015

maria medaglia miracolosa28. LA MEDAGLIA E LA DEVOZIONE A CRISTO

Maria tende sempre a Dio, noi siamo tenacemente legati alla terra. E allora non c’è altro rimedio che quello indicatoci da Gesù: “Rinunciate a voi stessi…”. Con Maria mettiamo sotto i piedi tutto ciò che ci allontana da Dio, che rischia di diventare un idolo per noi; stacchiamoci da ciò che ci lega e ci impedisce di guardare in alto. Combattiamo il nostro egoismo, il nostro orgoglio, la nostra durezza di cuore. Non è facile. Il Montfort però ci dice di conoscere un Segreto per rendere meno duro e più breve questo cammino verso il Signore, per facilitarci il difficile compito di svestirci dell’uomo vecchio per essere pronti a “nascere di nuovo”. E il Segreto è questo: mettersi nelle mani di Maria, la via facile” che ci porta a Dio. Questo è anche l’insegnamento più profondo della Vergine a Santa Caterina Labouré e, tramite lei, a tutti noi. Maria si presenta come nostra Mediatrice presso l’unico Mediatore che è Gesù e questo non perché Gesù non sia infinitamente misericordioso verso di noi, non perché non ci ascolti o perché ci guardi con severità. No, è perché siamo noi ad aver bisogno di chi ci insegni ad aver fiducia in Lui, a non scoraggiarci nelle nostre cadute, a non vergognarci delle nostre miserie. È strano, ma la verità rivelataci da Dio più difficile da comprendere, non è la sua giustizia, ma la sua bontà. E allora la Madonna non si stanca di venire sulla terra per insegnarci a credere nell’amore di Dio che tutto comprende e tutto perdona. Gesù ha voluto lasciarci Maria come Madre proprio per darci una prova del suo tenero amore per noi. Del resto è Gesù stesso che vuole che andiamo a Lui per mezzo di Maria, così come Lui è venuto a noi per questa stessa via. Inoltre noi portiamo un grande tesoro in vasi di argilla. Siamo deboli, incostanti, spesso le passioni ci travolgono e ogni giorno rischiamo di cadere nell’agguato del demonio che “come leone ruggente va in giro cercando chi divorare Chi può salvarci da lui, chi può unirci così fortemente a Gesù da renderci partecipi della sua vittoria sul male? Maria, sì, la Mamma che Gesù ci ha donato, proprio per questo. La sola vista della Medaglia, monumento della sua sconfitta che, umi liato, lo vede rappresentato sotto i piedi della Donna vestita di sole, mette in fuga il demonio. Perciò ringraziamo lo Spirito Santo per averci ispirato di consacrarci a Maria e ringraziamo Maria per averci accolti come suoi figli, prendendosi cura di noi in tutto, da ora e fino a quando, nell’eternità, godremo per sempre accanto a Lei, ‘la visione della SS. Trinità.

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Una bellissima immagine di Maria Immacolata nello slum di Nairobi – #PapainKenya

27 novembre 2015

Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

27 novembre 2015

maria medaglia miracolosa

27. LA MEDAGLIA E LA CONSACRAZIONE A MARIA

Il giorno 27 di ogni mese, e in particolare quello del mese di novembre, è dedicato in modo speciale alla Madonna della Medaglia Miracolosa. Non c’è quindi momento migliore di questo per approfondire ciò che rappresenta l’ultimo gradino, la meta più elevata della nostra devozione, la parte essenziale del Messaggio di Rue du Bac: la Consacrazione. È questa la realizzazione del desiderio della Vergine apparsa come la Madonna del Globo, tenendo fra le mani, per offrirla a Dio, “ogni anima in particolare”. La Consacrazione a Maria ci unisce più strettamente a lei, è il segno che le apparteniamo totalmente per trovare in Lei la nostra pace e la nostra gioia. Chi non vuole consacrarsi a Maria resta ai suoi piedi, quasi avesse paura di gettarsi fra le sue braccia, di abbandonarsi a lei, come invece faceva il piccolo Gesù, perchè Maria possa fare di noi ciò che più le piace, per il maggior bene nostro, di coloro che più ci stanno a cuore e di tutti. Ma in cosa consiste la Consacrazione? Il p. Crapez, riprendendo i temi fondamentali della dottrina di San Luigi Maria di Montfort, spiega: “La Consacrazione è un atto che costituisce uno stato. Determina, cioè, un modo di vivere. L’atto di Consacrazione impegna al servizio di Maria, all’imitazione delle sue virtù, specialmeute di quella della purezza, dell’umiltà profonda, dell’obbedienza gioiosa alla Volontà di Dio, della sua perfetta carità”. Consacrarsi a Maria è sceglierla per Madre, Patrona e Avvocata. È voler lavorare per lei, per i suoi progetti, è voler far sì che tanti la conoscano e la amino di più. Il Montfort dedica tutta la prima parte del suo Trattato della Vera Devozione a spiegare quanto sia importante appartenere a Maria. E questo perchè Dio ha voluto che Maria avesse una parte essenziale nell’opera della Redenzione. Per questo Egli vuole che abbia una parte altrettanto importante nell’opera della nostra santificazione. Questa unione inseparabile e questa collaborazione di Maria con Gesù è mostrata sulla Medaglia dalla Croce posta sulla M e dai due Cuori. Per questo, dobiamo rivolgerci a Gesù per Maria, a loro dobbiamo amore, riconoscenza, obbedienza. La Consacrazione è tutto questo insieme: è l’atto d’amore più perfetto, il più bel segno di gratitudine, il più completo abbandono alla Mediazione di Maria. Ma il fine ultimo della devozione a Maria, nell’espressione più alta che è la Consacrazione, è sempre Gesù. Porta a Lui. Maria non tiene nulla per sé, volge il suo sguardo a Dio, tende solo a Lui e, anche quando si sofferma a guardare se stessa, lo fa solo per magnificare Colui che in lei ha operato grandi cose. E non solo Maria guarda a Dio, ma è piena di Dio! Essa non vuole essere che un piedistallo, un trono, un ostensorio di Cristo. Maria non aspira ad altro che a far regnare Gesù nel nostro cuore, nella nostra vita. Questo lo sapeva Gesù, lo sapeva che avevamo bisogno di questa Madre per camminare verso di Lui e per questo ce ne ha fatto dono dalla Croce. Consacrandoci a Maria facciamo felice Gesù e facendo felice Gesù, facciamo felice Maria: e in tutta questa gioia celeste noi sperimentiamo un anticipo di Cielo!

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Beata Vergine Maria della Medaglia Miracolosa. Preghiera di San Giovanni Paolo II

27 novembre 2015

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VISITA PASTORALE A PARIGI E LISIEUX

PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II 
NELLA CAPPELLA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Parigi (Francia), 31 maggio 1980

 

Ave Maria,
piena di grazia,
il Signore è con te,
tu sei benedetta fra tutte le donne,
e benedetto è il frutto del ventre tuo,
Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi poveri peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen.

O Maria, concepita senza peccato,
prega per noi che ci rivolgiamo a te.

Questa è la preghiera che hai ispirato, Maria, a Santa Catherine Labouré, in questo stesso luogo, 150 anni fa; e questa invocazione, ormai impressa nella mente di tutti, è pronunciata da moltissimi fedeli in tutto il mondo!

In questo giorno nel quale la Chiesa celebra la visita che tu feci ad Elisabetta quando il figlio di Dio viveva già nel tuo grembo, la nostra prima preghiera sarà per lodarti e benedirti!. Sei benedetta fra tutte le donne! Beata te, che hai creduto! L’Onnipotente fece meraviglie per te! La meraviglia della maternità divina! Ed in vista di questo evento, l’Immacolata Concezione! La meraviglia del tuo Fiat! Sei stata intimamente associata a tutta l’opera della nostra Redenzione, associata alla Croce del nostro Salvatore; il tuo cuore è stato trafitto assieme al suo. E ora, nella gloria di tuo Figlio, non cessi d’intercedere per noi, poveri peccatori. Vegli sulla chiesa di cui tu sei madre. Vegli su di ognuno dei tuoi figli. Ottieni da Dio, per noi, tutte quelle grazie che simboleggiano i raggi di luce che si irradiano dalle tue mani aperte. L’unica condizione è che noi osiamo chiedertelo, che noi ci avviciniamo a te con la fiducia, il coraggio, la semplicità di un bambino. È così che ci conduci incessantemente verso il tuo Figlio divino.

In questo luogo benedetto, voglio ripeterti, oggi, la fiducia, l’affetto profondissimo di cui tu mi hai sempre fatto grazia. Totus tuus. Vengo come pellegrino, dopo tutti quelli che sono venuti in questa cappella in 150 anni, come tutti i cristiani che si accalcano qui ogni giorno per esprimerti la loro gioia, la loro fiducia e le loro suppliche. Vengo come il beato Massimiliano Kolbe: prima del suo viaggio missionario in Giappone, proprio cinquant’anni fa, venne qui per cercare il tuo sostegno per propagare quella che chiamò in seguito “la Milizia dell’Immacolata” ed intraprendere la sua prodigiosa opera di rinnovamento spirituale sotto il tuo patrocinio, prima di donare la sua vita per i fratelli. Cristo chiede oggi alla sua Chiesa una grande opera di rinnovamento spirituale. Ed io, umile Successore di Pietro, vengo per confidarti questa grande opera, come ho già fatto a Jasna Gora, a Notre-dame di Guadalupa, a Knoch, a Pompei, ad Efeso, come farò l’anno prossimo a Lourdes.

Ti consacriamo le nostre forze e le nostre disponibilità per servire il disegno di salvezza operato da tuo Figlio. Ti preghiamo affinché, grazie allo Spirito Santo, la fede si approfondisca e si affermi in tutto il popolo cristiano, affinché la comunione vinca tutti i germi di divisione, affinché la speranza si ravvivi presso coloro che sono scoraggiati. Noi ti preghiamo in particolar modo per questo popolo francese, per i suoi Pastori, per le anime consacrate, per i padri e le madri di famiglia, per i bambini e i giovani, per gli anziani. Ti preghiamo per quelli che soffrono per una difficoltà particolare, fisica o morale, che conoscono la tentazione dell’infedeltà, che sono corrosi dal dubbio in un clima di scetticismo, per quelli che sono perseguitati a causa della loro fede. Ti affidiamo l’apostolato dei laici, il ministero dei sacerdoti, la testimonianza dei religiosi. Ti preghiamo perché la chiamata alla vocazione sacerdotale e religiosa sia ampiamente sentita e seguita, per la gloria di Dio e la vitalità della Chiesa in questo paese, e nei paesi che aspettano sempre un aiuto missionario.

Ti raccomandiamo particolarmente le numerose Figlie della Carità, al cui Casa Madre sorge qui e che, nello spirito del fondatore San Vincenzo de Paoli e di Santa Louise de Marillac, sono sempre pronte a servire la Chiesa e i poveri in tutte le situazioni ed in tutti i paesi. Ti preghiamo per quelle che abitano in questa Casa e che accolgono, nel cuore di questa capitale febbricitante, tutti i pellegrini che conoscono il valore del silenzio e della preghiera.

Ave Maria,
piena di grazia,
il Signore è con te,
tu sei benedetta fra tutte le donne,
e benedetto è il frutto del ventre tuo,
Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi poveri peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen.

  © Copyright 1980 –  Libreria Editrice Vaticana 

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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

26 novembre 2015

maria medaglia miracolosa

In questo inesauribile piccolo “libro” della Madonna che è la Medaglia Miracolosa, troviamo anche una semplice, ma magnifica lezione “teorico-pratica” sulla tentazione. Maria si presenta a noi nell’atto di trionfare sulla tentazione e sul male: sotto i suoi piedi c’è il serpente, simbolo e sorgente dei nostri peccati, delle nostre ribellioni, dei nostri no a Dio. La tentazione è una prova e, in questo senso può essere permessa da Dio. Alcune volte, poi, è Lui stesso che ci mette alla prova. Come un orefice prova i suoi metalli preziosi col fuoco per saggiarne l’autenticità, così Dio prova la fedeltà dei suoi figli e le loro virtù anche con le sofferenze, per renderli più forti e per dare a loro una ricompensa ancora più grande, una gioia infinita che ripaga di ogni pena. Ma, comunemente, tentazione è un invito alla violazione delle leggi di Dio, è un richiamo a far trionfare l’uomo vecchio con tutte le sue esigenze, a far emergere i lati peggiori dell’essere, che si oppongono alla volontà di Dio, la sola buona per noi. In questo senso la tentazione non viene da Dio, ma da colui che da sempre lo odia e odia anche noi, volendoci accomunare a sé nel rifiuto e nel distacco eterno dal nostro Padre celeste, fonte di ogni vera felicità. Dio perciò non può volere queste tentazioni, ma le permette non facendoci mancare mai il suo aiuto e sapendone ricavare un bene per noi, a lode della sua gloria. La Madonna della Medaglia Miracolosa ci viene vicino e ci suggerisce i mezzi per vincere le tentazioni.

1) Evitare le occasioni. La prudenza è una virtù che è stata praticata anche da Maria. Lei, che poggia i piedi sulla terra, schiaccia il serpente perché è ancorata a Dio: nell’apparire come la Madonna del Globo, Maria volge gli occhi e le mani al Cielo.

2) Meditare i dolori di Gesù e Maria, simboleggiati dalla Croce e dai due Cuori nel retro della Medaglia.

3) Avere un grande amore e una grande devozione all’Eucarestia, comunicandosi spesso, cosa che presuppone anche la confessione frequente.

4) Seguire la guida di un confessore che possibilmente sia sempre lo stesso. Questo ha raccomandato la Vergine anche a suor Caterina nella prima apparizione, insegnandole ad aver fiducia e a confidare tutto al suo confessore.

5) Ripetere spesso, specialmente nei momenti di più forte tentazione, la giaculatoria che Lei stessa ci ha insegnato, chiedendole, di aiutarci a vincere, ad ogni costo, per essere suoi veri figli e per dar gloria al Signore. Il solo pensiero di Maria, facilitato dalla Medaglia, è uno dei mezzi più efficaci contro la tentazione. Fra i raggi che partono dalle sue dita ci sono anche quelli che simboleggiano la grazia che Dio ha posto nelle Sue mani per aiutarci a vincere le tentazioni. Ma dobbiamo domandarla, questa grazia, perché scenda efficace sulle nostre anime! Non chiediamo solo ciò che si vede e che si tocca. Ma, se vogliamo sempre più svincolarci dal serpente e resistere alle sue seduzioni, è necessario fare un passo avanti: dobbiamo gettarci fra le braccia di Maria, dobbiamo stringerci al suo Cuore: là il serpente non potrà mai raggiungerci. La consacrazione realizza questa speciale unione con lei. Questo è il significato del globo che la Vergine tiene fra le mani, come una madre che stringe a sé e offre a Dio il suo bambino, per difenderlo dal pericolo. E se la tentazione dura e la lotta si fa più difficile, guardiamo il Cielo dove Maria ci aspetta: le stelle rappresentano il Cielo aperto, il Paradiso; là il Signore ci ha preparato un posto e là Maria ci vuol portare. San Francesco diceva: “Tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto”. Come l’Immacolata, teniamo anche noi gli occhi fissi al Cielo, senza dimenticare la terra nella quale dobbiamo dare testimonianza di vita cristiana, di generosità e di perdono; guardiamo a Lei che ci incoraggia, che ci sostiene nei nostri sforzi e ci premia per le nostre vittorie unendoci sempre più intimamente al suo Figlio Gesù.

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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

25 novembre 2015

maria medaglia miracolosa

26. LA MEDAGLIA E IL DEMONIO

Un altro insegnamento che risulta evidente nelle apparizioni della Madonna della Medaglia Miracolosa è quello dell’importanza e del grande valore dell’ Eucarestia. Ad essa la Vergine orienta suor Caterina e, tramite lei, ognuno di noi. È all’Eucarestia che Maria vuole attrarre le anime che si volgono a lei e da lei si lasciano guidare. Nella prima e nella terza apparizione la Madonna appare accanto all’altare e, davanti al Tabernacolo, si inchina in adorazione. Poi raccomanda a suor Caterina di andare ai piedi dell’altare, che indicava con la mano sinistra e là effondere il suo cuore. Là avrebbe ricevuto tutte le consolazioni di cui avrebbe avuto bisogno. La Vergine dice ancora: “Venite ai piedi di questo altare: qui le grazie saranno sparse su tutte le persone che le chiederanno con fiducia, saranno sparse sui piccoli e sui grandi”. Santa Caterina, fin dall’infanzia, amava in modo tutto speciale l’Eucarestia e la sua devozione deve stimolare tutti i devoti della Madonna della Medaglia Miracolosa a seguire il suo invito e a diventare sempre più “anime eucaristiche”, spiritualmente unite a Gesù e pronte ad adorarlo vicino al Tabernacolo dove resta sempre ad attenderci, per colmarci di Lui. Quel “Venite ai piedi di questo altare…” della Madre, fa eco alle parole del Figlio: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi ed io vi ristorerò”. Rispondiamo a questo invito, con gioia. Andiamo a Gesù, dono di Maria al mondo. Andiamo ad adorare Gesù con Lei. Lasciamo che ci insegni e ci parli delle sue meditazioni e delle sue adorazioni a Nazaret, a Betlemme, sul Calvario, nel Cenacolo e in ogni angolo della terra, vicino ad ogni Tabernacolo. Andiamo a ringraziare Gesù con Lei, per averci dato se stesso e sua Madre. Andiamo da Gesù, con lei, in spirito di riparazione per l’abbandono, l’indifferenza, la freddezza e anche il disprezzo nel quale è spesso lasciata l’Eucarestia. Andiamo a Gesù con lei per domandare la grazia della fede, della speranza e della carità e il resto ci sarà dato in sovrappiù. La fonte delle grazie è sempre una sola: Gesù. Anche pregando Maria è Gesù che preghiamo, perchè la Madre ci porta a suo Figlio e intercede per noi presso di Lui, sempre. Il dono di Maria, la Medaglia Miracolosa, porti nel mondo un risveglio di fede e riporti ogni uomo all’adorazione, alla riparazione e all’offerta a Gesù Eucaristico. È accanto a Gesù che la Vergine ci vuole portare, prendendoci per mano.

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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

24 novembre 2015

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24. LA MEDAGLIA E IL ROSARIO

Le apparizioni a Santa Caterina contengono molti insegnamenti, non solo dal punto di vista dottrinale, ma anche per quanto rignarda la vita cristiana. Ogni volta che la Vergine appare, mostra una grande preoccupazione nel ricordare la legge di Dio e le indicazioni della Chiesa. Attraverso la Medaglia Maria vuole in particolar modo richiamare il mondo alla preghiera. E questo non meraviglia se si considera il posto preminente che la preghiera ha nella vita della Chiesa. Paolo VI ha detto: “Scopo della Chiesa è di insegnare a pregare. Essa ricorda ai fedeli l’obbligo dell’orazione, essa sveglia in essi l’attitudine e il bisogno di pregare, essa fa della preghiera il “grande mezzo” della salvezza e nello stesso tempo la proclama il fine sommo e prossimo della vera religione”. Non è un caso che, tra le apparizioni mariane del XIX e del XX secolo, riconosciute dalla Chiesa, solo quelle di Rue du Bac si sono svolte in una chiesa, in una casa in cui la preghiera aveva un grande posto nella formazione e nella vita di chi l’abitava e, ad eccezione della prima, tutte ebbero luogo mentre la Comunità delle suore era raccolta in preghiera, durante la meditazione della sera. Anche la Madonna è apparsa in atteggiamento di preghiera, di mediazione tra suo Figlio e i suoi figli, tutti gli uomini, e ha voluto insegnare ad ognuno una breve, potente preghiera. Perciò la Medaglia non è un portafortuna da tenere addosso superstiziosamente, per averne protezione e vantaggi. La Medaglia non può essere separata dalla preghiera, ma anzi, deve suggerirla e deve ricordarne la necessità, per ottenere le grazie che la Vergine ha promesso a tutti coloro che si rivolgono a Lei con fiducia. E se chi la riceve la Medaglia, non riesce ancora a pregare, non ha ancora fede, è lontano e bisognoso di conversione e di guarigione, allora più intensa deve essere la preghiera di chi la dona. Una preghiera particolarmente cara a Maria, molto raccomandata da Santa Caterina Labouré, èquella del Santo Rosario. P. Gasnier scrive che gli anelli portati dalla Vergine sono il segno dei misteri del Rosario: “Un modo tanto eloquente per dire che la preghiera da rivolgerle, la sua preghiera, è il Rosario. Più di ogni altra preghiera, il Rosario fa scaturire dalle sue mani torrenti di grazie sulle nostre anime”. E nelle altre apparizioni la Madonna è ritornata su questo argomento con sempre più grande precisione e insistenza. Il richiamo èstato particolarmente solenne a Fatima dove lei ha mostrato di considerare il Rosario il più grande rimedio ai mali del nostro tempo. Alle consorelle che le chiedevano di dire ancora una parola sulla Madonna, prima di morire, suor Caterina disse semplicemente così: “Raccomandate soprattutto che si reciti bene il Santo Rosario”.
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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

23 novembre 2015

maria medaglia miracolosa

23. LA MEDAGLIA E LA MEDIAZIONE DI MARIA

Le apparizioni a Santa Caterina Labouré contengono anche un importante messaggio che non è illustrato nella Medaglia Miracolosa, ma che non è di secondaria importanza. Lo dimostra il fatto che a lungo la Santa si diede da fare, tramite il suo confessore e poi, alla fine della sua vita, attraverso la Superiora, perché nella Cappella delle apparizioni fosse esposta alla venerazione di tutti la statua della Madonna del Globo. Infatti, nella prima fase dell’apparizione del 27 novembre, la Vergine si mostrò a suor Caterina in tutto il suo splendore, tenendo tra le mani un globo sormontato da una Croce. Lei stessa spiegò che questo rappresentava il mondo redento e ogni anima in particolare. I suoi occhi erano rivolti al cielo in atteggiamento di preghiera, mentre offriva il globo a Dio. Viene così rappresentata nell’apparizione la funzione che Maria ha presso il Figlio fino alla fine dei tempi. La sua mediazione di grazia “da Lui assolutamente dipende e attinge tutta la sua efficacia” (Lumen Gentium). Con Gesù e presso Gesù la Vergine Santa intercede instancabilmente per noi, come ci insegna il Concilio Vaticano Il che pone la mediazione di Maria in dipendenza di Cristo, Mediatore unico, necessario e principale. Proprio questo spiegava anche suor Caterina dicendo che “Maria offre il globo a Dio e a Lui domanda le grazie”. Tutto infatti, per le mani di Maria, viene da Lui, fonte della nostra salvezza. La Madonna del Globo è nell’atteggiamento dell’offerta e della preghiera: offre il mondo e prega per il mondo, offre a Dio ognuno di noi e prega per ognuno di noi, per i malati, per i poveri, per i peccatori, per ogni famiglia, per ogni comunità, e specialmente per ogni suo figlio, per ogni sua figlia che accoglie con fede e riconoscenza il dono della sua Medaglia, facendone anche un mezzo di apostolato mariano. La Madonna del Globo prega il Signore per ogni nostro bisogno, offre a Lui le nostre sofferenze, i nostri dolori, le nostre pene e sacrifici, an che quelli piccoli e nascosti che formano ogni giorno il martirio del cuore. Maria prega ed ottiene per i suoi figli grazie di guarigione, conversione, riappacificazione, consolazione, santificazione. Rimaniamo, come bambini, fra le braccia di questa dolce Madre, affidiamo alla sua cura la nostra anima, fidiamoci di Lei, mettiamoci senza indugio, sempre di nuovo, nelle sue mani. Lasciamo stare perciò le esagerate preoccupazioni per la salute, il lavoro, l’andamento della vita. Anche la nostra crescita spirituale affidiamola a lei e lasciamoci portare, vivendo nella pace e nella serenità, nella gioia di sentirci amati, ogni attimo del nostro cammino sulla terra, verso il Cielo.

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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

22 novembre 2015

maria medaglia miracolosa

22. LA MEDAGLIA E LA PREGHIERA

La Madonna ha voluto insegnarci una breve, semplice, preghiera e ha voluto che fosse impressa sulla sua Medaglia perché non potessimo dimenticarla. È un piccolo cantico di lode e di gloria, un piccolo inno di amore e di confidenza, di gioia e di riconoscenza, è una fiduciosa, breve preghiera che non può mai restare senza risposta. La giaculatoria della Medaglia è un grido d’aiuto al quale Maria non può fare a meno di rispondere, come sempre, aprendo le sue mani e facendo scendere le sue grazie su di noi. “Quando la navicella della tua anima sta per essere travolta dal peccato e sommersa dalla colpa, dal rimorso, invoca Maria. Quando l’ambizione ti acceca, l’orgoglio ti divora, l’avarizia ti rode anche il cuore, chiama Maria. Quando in famiglia manca la pace, quando entra la malattia o la morte bussa alla porta, chiama Maria. Quando le nazioni dimenticano la fratellanza universale e per egoismo stanno per dilaniarsi a vicenda, quando divampa la guerra, non c’è altro rimedio che invocare Maria” (Avidano). Sì, in ogni momento, in ogni situazione, quando ogni porta sembra chiusa e non si vede alcuna via di uscita, quando anche vivere diventa difficile e la fede, la speranza e la carità sembrano affievolirsi, chiamiamo accanto a noi l’Immacolata. Vuole che la chiamiamo così, è il suo privilegio più caro. Maria desidera che, nella gioia e nel dolore, ringraziamo Dio con lei e per lei per questo immenso dono. Ma ci chiede, per esaudirci prima, di non essere egoisti, di non pensare solo a noi: ci chiede di pregare al plurale. “Prega per noi”,per tutti quelli che ci stanno a cuore, per chi si raccomanda alle nostre preghiere, per quelli che non conoscono il Signore o lo hanno dimenticato, per quelli che lo ignorano volutamente, lo rifiutano o lo disprezzano. “Prega per noi”, per quelli di noi – siamo tutti fratelli, nessuno ci è estraneo o lontano -‘ che non riconoscono Maria come Madre, che non la onorano, non la amano e feriscono così il Cuore di Cristo, suo Figlio. “Prega per noi”, per la Chiesa, per il Santo Padre, per i sacerdoti, per i religiosi e le religiose, per le persone consacrate, per i laici cristiani, sale e fermento della terra. Preghiamo Maria per tutto ciò che sta a cuore a lei e lei non dimenticherà ciò che sta a cuore a noi, anzi, preghiamola per non avere che i suoi desideri! Ricorriamo a Maria con fiducia, riconoscendo la nostra debolezza, la nostra incapacità in tante cose e diciamo con san Paolo: “Quando sono debole è allora che sono forte” perché Maria mi comunica tutta la forza della vittoria di Cristo e mi mette a disposizione il suo aiuto materno. Perciò ripetiamo sempre, pieni di speranza, la preghiera che Maria ci ha insegnato e che sempre ci dona la pace del cuore.
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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

21 novembre 2015

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21. UN LUMINOSO COMPENDIO DEL MISTERO DI CRISTO

Le stelle che contempliamo sul retro della Medaglia Miracolosa, hanno ancora qualcosa da dirci: ci invitano ad essere noi, fin da ora, le stelle di Maria! L’Immacolata ci chiama a brillare con lo splendore delle nostre virtù, che lei stessa vuole formare in noi, ad illuminare il mondo con la luce del nostro esempio e della nostra testimonianza, a riscaldare il nostro prossimo con la fiamma di una carità pronta, generosa e disinteressata. Attingiamo questa luce e questo fuoco d’amore dai Cuori di Gesù e di Maria. Anche a questo ci richiama la Medaglia, invitandoci a fare della vita un grande apostolato di bene. Ma, perché no?, in quelle stelle possiamo vedere anche un invito ad alzare gli occhi e a guardare più spesso il cielo. Torniamo a guardare le stelle, a incantarci davanti alla bellezza e al mistero di un cielo stellato che ci parla dell’infinito e dell’eternità. Torniamo a fermarci a contemplare il messaggio di amore che Dio ha scritto sulla trama dell’universo e a perderci in quell’immensità nella quale siamo chiamati a vivere per sempre. Le stelle vogliono risvegliare in noi il desiderio delle cose celesti, vogliono tirarci fuori dalla palude dei tanti impegni e delle tante occupazioni, spesso non necessari o inutili, dei tanti falsi valori nei qua-li ci dibattiamo, considerandoli il fine di ogni nostro lavoro e di ogni nostro desiderio. “Guardate alle cose di lassù” ci ripete Maria e anche quelle di qui saranno più leggere, perché riacquisteranno il loro vero valore. Le stelle ci invitano a fermarci, a sconfiggere la fretta, l’agitazione, a trovare il tempo, l’attimo, per gustare l’incontro con Colui che èla vera e sola fonte della nostra felicità: Dio. Ringraziamo Maria per tutti questi insegnamenti che ha voluto racchiudere nel piccolo spazio di questa preziosa Medaglia! Veramente nella Medaglia si trova come il riassunto di tutto il mistero mariano: l’Immacolato Concepimento, l’Assunzione, l’incoronazione di Maria SS. Regina degli angeli e dei santi, la missione di Madre di tutti gli uomini. Tutto allude alla collaborazione di Maria all’opera del Redentore: è lei la donna della Genesi che schiaccia il capo al serpente, in virtù del trionfo del Figlio sul male e sulla morte, è lei la Vergine dell’Apocalisse, la Collaboratrice della Redenzione, la Mediatrice presso il Figlio e la distributrice della sue grazie. Tutta la dottrina mariana della Chiesa è racchiusa nel piccolo ovale della Medaglia. In essa si trova l’insegnamento scritturale, teologico, cristocentrico ed ecclesiale proprio quale il Concilio Vaticano Il l’ha proposto nel cap. VIII della Costituzione dogmatica della Chiesa “Lumen Gentium” (p.Eyler).

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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

20 novembre 2015

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20. MARIA, NOSTRA REGINA

Sul retro della Medaglia si notano dodici stelle che fanno da cornice al monogramma di Maria, alla Croce e ai Cuori. Santa Caterina, nelle sue relazioni scritte, non accenna a questo simbolo, ma certamente ne avrà parlato a voce col p. Aladel perché esse compaiono fin dalla prima coniazione, approvata dalla Santa, che subito ha raccomandato di non cambiare mai i simboli della Medaglia: così l’aveva voluta la Vergine. Le dodici stelle alludono certamente alla splendida visione dell’Apocalisse: “Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i piedi e sul capo una corona di dodici stelle”. (Ap 12,12). La Donna dell’Apocalisse, figura della Chiesa, è anche immagine di Maria che della Chiesa è Regina e Madre. Le stelle sono innanzitutto il segno della Regalità di Maria. San Giovanni parla di una “corona” di stelle e la corona è sempre stata il simbolo della dignità regale. San Bernardo, commentando questo segno, dice: “Perché gli astri non formerebbero la corona di Colei che ha il Sole per veste?”. Ma emergono anche altri simbolismi: le stelle possono indicare i dodici patriarchi, le dodici tribù di Israele, i dodici apostoli: Maria è la Regina dei patriarchi, la Regina degli apostoli… Ma esse indicano anche i Santi. Corona di gloria di questa Madre sono i suoi figli e in particolare quelli che si sono lasciati proteggere e guidare da lei, che l’hanno onorata imitando le sue virtù, hanno cooperato a farla conoscere e amare e infine sono stati portati e accolti da lei in Cielo: Maria è la Regina di tutti i Santi. Ma la più splendente corona di Maria sono i privilegi che Dio le ha concessi e le virtù che lei ha praticato: le stelle perciò simboleggiano anche tutto questo tesoro di grazie che avvolge e riempie il Cuore della nostra Mamma Celeste. Inoltre, la corona di stelle evoca l’Assunzione di Maria al Cielo: la Madre, vestita di Sole, viene accolta nella gloria celeste di cui rifulge Gesù e, come il suo, anche il volto di Maria è diventato luminoso come il sole”. Per tutti questi principi di teologia mariana che possono riscontrarsi nella simbologia della Medaglia, J. Guitton l’ha definita una microapocalisse mariana” cioè una rivelazione mariana in piccolo formato, succinta, ad uso quotidiano degli umili e dei piccoli, quali tutti noi dobbiamo essere per piacere a Gesù: ai piccoli Egli rivela i misteri del Regno dei Cieli e a Maria ci affida perché sia proprio lei a formare in noi un cuore docile e puro, capace di accogliere e di vivere il Vangelo.

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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

18 novembre 2015

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18. CORREDENTRICE NOSTRA

Santa Caterina riferisce di aver visto, nella visione del 27 novembre, come un quadro che si voltava in modo tale che apparisse davanti ai suoi occhi “il retro” della Medaglia. Qui spiccava il monogramma di Maria sormontato da una Croce. Questa poggiava su una barra trasversale. Sotto, poi, erano raffigurati i Sacri Cuori di Gesù e di Maria: infatti quello di sinistra era coronato di spine e l’altro, a destra, era trafitto da una spada, secondo la profezia di Simeone (Lc 2,35). Uno degli studiosi della simbologia della Medaglia, il p. Zangari, dice che la M dovrebbe leggersi come Madre. La barra orizzontale su cui poggia la Croce sarebbe uno “iota”, lettera greca che corrisponde alla nostra I. Questo è il monogramma di Gesù Cristo Salvatore. Non deve meravigliare il fatto che sia posta trasversalmente perché spesso sulle monete e sulle medaglie si poneva così. La Croce vuole indicarci che proprio attraverso di essa Cristo ci ha salvati. Il tutto quindi va letto con molta chiarezza e semplicità e il suo messaggio è alla portata di tutti. L’intero monogramma, oltre all’insegnamento che contiene, è come la “firma” dell’autrice della Medaglia: (Maria) Madre di Gesù Cristo Salvatore. I due Cuori, come disse la Vergine stessa a Santa Caterina, non hanno bisogno di spiegazioni e rappresentano l’intima unione di Gesù e di Maria e il loro amore per noi. Il Vangelo ci dice che “stava presso la Croce la Madre sua” (Gv 19,25), cioè, sul Calvario, accanto al Cuore di Gesù coronato dalle spine del tradimento e dell’abbandono, trafitto dalla lancia del soldato romano, c’era il Cuore di Maria, trafitto da una spada di dolore. La Medaglia vuole ricordarci così, anche il mistero più grande della nostra fede: quello di un Dio che, fattosi uomo, muore e risorge per noi. Accanto a Lui Maria, unita inscindibilmente al Figlio fin dall’incarnazione, non è soltanto la Madre per noi, non è solo la dispensatrice delle grazie, ma è anche la Corredentrice. Nella Lumen Gentium la Chiesa dice: “Avendo concepito Gesù, avendolo nutrito, presentato al Padre e avendo sofferto con Lui morente in croce, Maria ha collaborato in modo tutto speciale all’opera del Salvatore…”. Certamente solo Gesù, perché Dio, poteva essere il Redentore unico e necessario, ma ha voluto che sua Madre cooperasse al mistero della Redenzione con una cooperazione subordinata e partecipata.. Anche questo vuole dirci la Medaglia Miracolosa che ci apre il cuore alle speranze più grandi e dona a chi si offre a Gesù per Maria la certezza di essere salvo.

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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

17 novembre 2015

17. MADRE NOSTRA SPIRITUALE

Qual è il messaggio spirituale che emerge dal lato principale della Medaglia Miracolosa? Forse non esiste rappresentazione più efficace e più commovente della Maternità Spirituale di Maria. In quelle mani verginali, che profumàno di Dio, cariche di grazie, non più alzate verso il Signore, in preghiera, ma maternamente distese e aperte verso gli uomini, verso i suoi figli, noi vediamo la Madre, colei che sul Calvario ci ha presi per figli e che non ci abbandona mai, non ci dimentica mai, non smette un momento di pensare a noi e di procurarci ogni bene necessario alla nostra salvezza, alla nostra crescita spirituale e alla nostra gioia. È lei la Madre che vuole portarci a Gesù, che non ha altro desiderio che formare in noi il suo figlio Gesù e desidera salvarci coltivando in noi gli stessi sentimenti di Lui. La Madonna dei Raggi è l’immagine più eloquente di una Madre piena di amore per i suoi figli: è questo che lei stessa vuole ricordarci e che perciò ha voluto fosse impresso per sempre nella sua Medaglia. Lei, la Madre, ha voluto lasciarci la sua immagine più significativa perché potessimo averla sempre negli occhi, fino ad imprimercela, per nostra consolazione e gioia, nel cuore! Allora perché Maria ha voluto mostrarsi a noi con le mani aperte? Perché è lei la Madre che aspetta i suoi figli. È la Madre che invita i suoi figli a tornare e a gettarsi fra le sue braccia, perché vuole stringerli al cuore. È la Madre che vuole consolare gli afflitti, vuole ottenere il perdono per i peccatori, vuole beneficare i bisognosi e vuole donare a tutti il suo amore materno. E Maria resterà così, con le braccia aperte, fino alla fine del mondo, perché è felice di essere nostra Madre e vuole farci tutti felici portandoci a Gesù, perché nessuno si perda. Per noi è bello contemplare Maria così, perché questo ci fa crescere nell’amore e nella confidenza, ci fa sentire sicuri del suo perdono e della sua protezione. È bello vedere Maria Immacolata, nostra Mamma, con le mani rivolte verso di noi: questo ci assicura, anche nei momenti più duri della vita, che non siamo soli, che lei ci rimane accanto perché ci vuol bene ed è pronta, anzi, desiderosa, di accogliere ogni nostra preghiera.

Impegno: Affidiamo oggi qualcosa che ci sta particolarmente a cuore alla intercessione di Maria e siamo certi che lei non mancherà di esaudirci al momento opportuno.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te.

Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

16 novembre 2015

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6. MANI APERTE VERSO IL MONDO

Con la sua Medaglia la Vergine offre ad ogni suo figlio un semplice e profondo “chatechismo” da studiare, da meditare e da mettere in pratica. Infatti, nella Medaglia, è racchiusa la storia dell’umanità e il piano divino di salvezza che passa attraverso il Cuore Immacolato di Maria. Guardiamo e meditiamo la parte anteriore della Medaglia: dopo aver descritto il vestito di seta, cobr bianco aurora, a maniche lissce e con taglio “alla vergine” e il velo bianco che scendeva fino ai piedi, Maria appare come la “Donna vestita di sole” dell’Apocalisse. Suor Caterina non si sofferma a descrivere il volto della Vergine, tanto era presa dalla sua bellezza da non riuscire ad esprimerla a parole, ma, se non ha parlato di quel volto splendido e inaccessibile, ha ben descritto le mani della Madonna e ha detto che le braccia della Vergine, dopo che il globo era scomparso, si sono distese e le mani si sono aperte verso il mondo. La Medaglia Miracolosa è proprio caratterizzata da questa apertura delle mani di Maria verso ognuno di noi. Questo gesto delle mani aperte è quello dell’accoglienza e più precisamente della compiacenza, è il gesto di chi lascia cadere lo scettro per dare alle sue mani offerte il significato dell’indulgenza, della bontà e dell’amore. Le mani aperte di Maria parlano di dono, di offerta e attendono la gratitudine da noi. Le due mani sono ugualmente distese e questo indica il dono totale: quello che Maria fa di se stessa a chi ricorre a lei con fiducia e amore di figlio. Ogni dito è ricoperto da tre anelli ornati di pietre preziose dalle quali partono raggi di luce. Il simbolo degli anelli è evidente: sono le grazie preziose per la salvezza che Dio ha messo nelle mani di Maria. Gli anelli sono quindici e molti vi hanno visto il simbolo dei misteri del Rosario. Il Rosario avrebbe quindi nel messaggio della Medaglia una grande importanza. La Vergine ama tanto il Rosario che se ne riveste come di un ornamento ed è tale l’efficacia del Rosario che fa sprigionare dalle mani di Maria una immensa pioggia di grazie! Ma non tutti gli anelli splendono. Maria dice a Santa Caterina che quegli anelli senza raggi rappresentano le grazie che nessuno le chiede. Quanta gente non prega, non ha più fede, si ritiene autosufficiente e crede solo in se stessa e nelle proprie possibilità, dimenticando l’amore del Padre Celeste e quello di questa tenera Madre! I piedi della Madonna, coperti dai raggi, poggiano sul globo, che si vede solo a metà, e rappresenta il mondo insidiato dal serpente sul quale però trionfa la Vergine Maria. A far corona a questa immagine celeste, scritta a lettere d’oro, si vede la breve preghiera insegnata dalla Madonna ai suoi figli: “O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!”.
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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

15 novembre 2015

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 15. IL PRIMO DEI GRANDI MESSAGGI MARIANI

Il conio dei primi esemplari della Medaglia se­gnò la rinascita della fede, il rifiorire della preghie­ra e il moltiplicarsi di conversioni e di guarigioni dovute a Maria ”concepita senza peccato”. La Medaglia era richiesta ovunque, sia da privati, sia da parrocchie, Diocesi, tramite i sacerdoti e i Vescovi e l’invocazione “O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te” di­venne la giaculatoria più diffusa in quegli anni, pre­parando il cuore di tutti i cattolici alla solenne pro­clamazione, fatta dal Papa Pio IX l’8 dicebre 1854, del dogma dell’Immacolata Concezione. Queste apparizioni ebbero anche l’effetto di op­porsi al clima di razionalismo e di materialismo che si stava sviluppando anche fra i credenti. Il Can. Barthas scrisse che le manifestazioni mariane, a cominciare dal 1830 a Parigi, hanno come dato ri­levante la progressiva rivelazione del Cuore Immacolato di Maria, quale antidoto ai falsi misti­cismi del XIX e XX secolo. In modo particolare egli dimostra che prima Parigi e poi Lourdes furono un rimedio al razionalismo, Fatima lo fu specialmente all’ateismo. Pio IX aveva colto il legame esistente tra questo dogma mariano e le alterazioni e le nega­zioni del razionalismo. Così proclamò il dogma dell’Immacolata facendo eco ai desideri più profon­di e alle ispirazioni più forti di tutto il mondo catto­lico: Maria SS. stessa, solo quattro anni dopo, l’a­vrebbe confermato a Lourdes dicendo a Bernadette: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Con le appari­zioni a Rue du Bac e con la sua Medaglia la Madonna, così, anticipò la definizione del suo im­macolato concepimento e preannunziò la devozione al suo Cuore Immacolato, poi sviluppata più ampia­mente a Fatima. A Parigi e a Lourdes suggerì di in­vocarla con il titolo di Immacolata e sulla Medaglia volle che il suo Cuore comparisse accanto a quello di Gesù; a Fatima volle che si diffondesse la devo­zione e la consacrazione al suo Cuore Immacolato. Tutto questo perché le apparizioni della Madonna sono sempre in relazione ai bisogni dei suoi figli e servono a porre un argine agli er­rori del tempo. Anche oggi, quando il materiali­smo pratico rischia di sommergere i più grandi va­lori, occorre rivolgersi con particolare fiducia a Lei, ascoltare le sue raccomandazioni e ripetere con amore e con fede: “O Maria concepita senza pecca­to, prega per noi che ricorriamo a te!”.

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Preghiera della sera. Novembre, mese della Madonna della Medaglia Miracolosa

14 novembre 2015

 

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14. LA MEDAGLIA DEI MIRACOLI

Né suor Caterina, né il padre Aladel si erano preoccupati di dare un nome speciale alla Medaglia e nelle relazioni di grazie che subito arrivarono a Parigi da ogni parte, all’inizio venne chiamata con vari nomi, tutti belli e significativi. Alcuni la chiamavano solo “la Medaglia”, altri “la nuova Medaglia”, “la Medaglia di Maria”, “la Medaglia che guarisce”, “la Medaglia dell’ Immacolata”. Ma fra tutti prevalse un nome che presto divenne universale: la Medaglia Miracolosa. Si cominciò a chiamarla così già alla fine del 1833, un anno dopo la prima coniazione e questo è spiegabile pensando allo straordinario numero di prodigi che attraverso di essa il Signore operava. Ma come portare la Medaglia? In una relazione Santa Caterina dice di portarla al collo, ma padre Aladel non si sofferma su questo particolare e fin dall’inizio ognuno la portava come voleva e la Santa non diede molta importanza a questo aspetto. È certo che molte guarigioni si ottengono anche solo appoggiando la Medaglia sulla parte malata. Un altro aspetto è questo: la Medaglia deve essere benedetta? Santa Caterina non ne parla, ma padre Aladel raccomandava di benedirla, secondo l’uso della Chiesa. In ogni caso sia il portarla al collo che la benedizione possono essere aspetti secondari, anche se non trascurabili, perché ciò che più conta è la fede nella bontà e nella potenza della Madonna che tutto può sul Cuore di Dio. L’importante è credere nell’origine celeste della Medaglia e nella fedeltà di Maria nell’adempiere alle sue promesse. Se portiamo la Medaglia al collo, l’immagine dei Cuori di Gesù e di Maria poggerà sul nostro cuore e sarà un segno per ricordarci a quale unione d’amore siamo chiamati. “Legarsi così all’immagine di Maria è una dimostrazione eloquente di amore e di abbandono in lei, è un impegno a prendere su di sè il giogo di questa Vergine senza macchia, non meno dolce e leggero di quello di suo Figlio Gesù. Vi è dunque, nel portare la Medaglia al collo, un simbolismo che sarebbe bene rispettare” (Mott).

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