Posts Tagged ‘Beata Vergine Maria di Fatima’

Preghiera del giorno: Supplica alla Madonna di Fatima

18 giugno 2017

per il 13 Maggio e il 13 Ottobre ore 12

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O Vergine Immacolata, in questo giorno solennissimo, e in quest’ora memoranda, in cui apparendo per l’ultima volta nelle vicinanze di Fatima a tre innocenti pastorelli, vi dichiaraste per la Madonna del Rosario e diceste d’essere venuta appositamente dal cielo per esortare i cristiani a cambiar vita, a far penitenza dei peccati e a recitare ogni giorno il S. Rosario, noi animati dalla vostra bontà veniamo a rinnovarVi le nostre promesse, a protestarVi la nostra fedeltà e ad umiliarVi le nostre suppliche. Volgete, o Madre amatissima, su di noi il vostro sguardo materno ed esauditeci. Ave Maria

1 – O Madre nostra, nel vostro Messaggio ci avete prevenuti: «Una propaganda empia diffonderà nel mondo i suoi errori, suscitando guerre e persecuzione alla Chiesa. Molti buoni saranno martirizzati. Il S. Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno annientate». Tutto purtroppo si va tristamente verificando. La S. Chiesa, nonostante le immense effusioni di carità sulle miserie accumulate dalle guerre e dall’odio, viene combattuta, oltraggiata, coperta di scherno, impedita nella sua divina missione. I fedeli con parole mendaci, ingannati e travolti nell’errore dai senza Dio. O Madre tenerissima, pietà di tanti mali, date forza alla S. Sposa del vostro Divin Figliolo, che prega, combatte e spera. Confortate il S. Padre; sostenete i perseguitati per la giustizia, date coraggio ai tribolati, aiutate i Sacerdoti nel loro ministero, suscitate anime d’Apostoli; rendete fedeli e costanti tutti i battezzati; richiamate gli erranti; umiliate i nemici della Chiesa; conservate i fervorosi, rianimate i tiepidi, convertite gli infedeli. Salve Regina

2 – O Madre benigna, se l’umanità si è allontanata da Dio, se errori colpevoli e perversioni morali col disprezzo dei divini diritti e l’empia lotta contro il S. Nome, hanno provocato la Divina Giustizia, noi non siamo senza colpa. La nostra vita cristiana non è ordinata secondo gl’insegnamenti della Fede del Vangelo. Troppa vanità, troppa ricerca del piacere, troppa dimenticanza dei nostri eterni destini, troppo attaccamento a ciò che passa, troppi peccati, hanno giustamente fatto gravare su di noi il pesante flagello di Dio. Diradate, o Madre, le tenebre del nostro intelletto, corroborate le nostre fiacche volontà, illuminateci, convertiteci e salvateci.
E pietà vi prenda anche delle nostre miserie, dei nostri dolori e dei nostri disagi per la vita quotidiana. O Madre buona, non guardate i nostri demeriti, ma la materna vostra bontà e venite in nostro soccorso. Otteneteci il perdono dei nostri peccati e dateci il pane per noi e le nostre famiglie: pane e lavoro, pane e tranquillità per i nostri focolari, pane e pace imploriamo dal vostro Cuore materno. Salve Regina

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Fatima: Storia delle Apparizioni di Fatima /«Le apparizioni e il messaggio di Fatima» secondo i manoscritti di suor Lucia di ANTONIO AUGUSTO BORRELLI MACHADO

29 maggio 2017

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IV. LA MISSIONE DI SUOR LUCIA

In occasione della seconda apparizione, alla richiesta di Lucia di portarla in cielo con i suoi cugini, la Madonna le rispose, come abbiamo visto:
«Sì, Giacinta e Francesco li porto tra poco. Ma tu rimani quaggiù ancora qualche tempo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato».
Queste parole indicano chiaramente che Lucia, oltre che come depositaria dei segreti rivelati dalla Madonna, restava su questa terra per compiere una determinata missione.
Bisogna anche ricordare che, già nella prima apparizione, il 13 maggio, la Madonna aveva annunciato:
«Vengo per chiedervi di venire qui per sei mesi consecutivi, il giorno 13, a questa stessa ora. Poi vi dirò chi sono e che cosa voglio. Poi ritornerò ancora qui una settima volta».
Doveva quindi esservi una settima apparizione della Madonna alla Cova da Iria. Quando? In essa, che cosa voleva comunicare o manifestare agli uomini la Madonna? Comunque sia, sembra ovvio ammettere che suor Lucia dovrebbe essere ancora una volta la confidente della Madonna alla Cova da Iria.
Stando così le cose, se questa settima apparizione non è avvenuta segretamente, essa rappresenta una delle grandi aspettative relative a Fátima.

L’ITINERARIO DI LUCIA

Il 17 giugno 1921. Lucia partì da Aljustrel per Oporto, e fu ricevuta come alunna interna nel Collegio delle Suore Dorotee, a Vilar, alla periferia della città. Il 24 ottobre 1925 entra nell’Istituto di santa Dorotea, mentre contemporaneamente è ammessa come postulante nel convento di questa stessa congregazione a Tuy, in Spagna, vicino alla frontiera portoghese. Il 2 ottobre 1926 è novizia. Il 3 ottobre 1928 pronuncia i suoi primi voti come sorella conversa. Sei anni dopo, lo stesso giorno di ottobre, emette i voti perpetui. Prende il nome di religione di suor Maria dell’Addolorata.
In occasione della rivoluzione comunista in Spagna, è trasferita, per ragioni di sicurezza, nel Collegio do Sardão, a Vila Nova de Gaia, dove rimane per qualche tempo.
Più tardi, il 20 maggio 1946, suor Lucia può rivedere il luogo delle apparizioni, andando alla Cova da Iria, nella grotta del Cabeço e nel podere dei Valinhos.
Posteriormente, il 25 marzo 1948, ha lasciato l’Istituto di santa Dorotea per entrare nel Carmelo di san Giuseppe, a Coimbra, con il nome di suor Maria Lucia del Cuore Immacolato (
1). Il 13 maggio dello stesso anno ha vestito l’abito di santa Teresa, e il 31 maggio 1949 ha fatto la professione come carmelitana scalza.

LE RIVELAZIONI POSTERIORI AL 1917; I CINQUE PRIMI SABATI

Nel segreto di luglio, la Madonna aveva detto:
«verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati».
Quindi, il messaggio di Fátima non era definitivamente chiuso con il ciclo delle apparizioni della Cova da Iria, nel 1917.
Il 10 dicembre 1925, la santissima Vergine, con al fianco il Bambino Gesù su una nuvola luminosa, apparve a suor Lucia, nella sua cella, nella casa delle Dorotee, a Pontevedra. Ponendole una mano sulla spalla le mostrò un Cuore circondato di spine, che aveva nell’ altra mano. Il Bambino Gesù, indicandolo esortò la veggente con queste parole: «Abbi compassione del Cuore della tua santissima Madre, che è coperto di spine che gli uomini ingrati in ogni momento vi configgono, senza che vi sia nessuno che faccia un atto di riparazione per toglierle».
La santissima Vergine aggiunse: «Guarda figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati in ogni momento Mi configgono con bestemmie e ingratitudini. Almeno tu vedi di consolarMi, e dì che tutti coloro che per cinque mesi, il primo sabato, si confesseranno, ricevendo la santa Comunione, reciteranno un rosario e Mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i quindici misteri del Rosario con l’intenzione di alleviare la mia pena, lo prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie per la salvezza di queste anime» (
2),
Il 15 febbraio 1926, il Bambino Gesù appare di nuovo a suor Lucia, a Pontevedra, chiedendole se aveva già divulgato la devozione alla sua santissima Madre. La veggente espone le difficoltà presentate dal confessore, e spiega che la superiora era pronta a propagarla, ma che quel sacerdote aveva detto che la madre da sola non poteva fare nulla. Gesù rispose: «E vero che la tua superiora da sola non può fare nulla, ma con la mia grazia può tutto». Suor Lucia espose la difficoltà di alcune persone a confessarsi di sabato, e chiese che fosse valida la confessione di otto giorni. Gesù rispose: «Sì, può essere stata fatta anche molti più giorni prima, purché, quando Mi ricevono, siano in grazia e abbiano l’intenzione di sollevare il Cuore Immaco1ato di Maria». Suor Lucia fece anche l’ipotesi che qualcuno dimenticasse, confessandosi, di formulare l’intenzione, al che Nostro Signore rispose: «Possono fomularla nella confessione seguente servendosi della prima occasione che avranno di confessarsi» (3).
La vigilia del 30 maggio 1930 Nostro Signore, parlando interiormente a suor Lucia, risolse anche un’altra difficoltà: «Sarà ugualmente accetta la pratica di questa devozione la domenica seguente il primo sabato, quando i miei sacerdoti, per giusti motivi, così lo concedano alle anime» (4).

LA DIVULGAZIONE DEI SEGRETI

Il 17 dicembre 1927 Lucia andò vicino al tabernacolo, nella cappella della casa delle Dorotee a Tuy, a chiedere a Nostro Signore come avrebbe potuto soddisfare l’ordine del confessore di mettere per iscritto alcune grazie ricevute da Dio, se in esse era racchiuso il segreto che la santissima Vergine le aveva confidato. Gesù con voce chiara, le fece udire queste parole: «Figlia mia, scrivi guanto ti chiedono e scrivi anche tutto quanto ti ha rivelato la santissima Vergine nella apparizione in cui ha parlato di questa devozione [al Cuore Immacolato di Maria]. Per guanto riguarda il resto del segreto, mantieni il silenzio» (5).
In conseguenza dell’ordine così ricevuto, Lucia rivelò quanto era successo nell’apparizione di giugno.
Più tardi, nel 1941, quando il vescovo di Leiria le ordinò di ricordare tutto quanto potesse interessare la storia della vita di Giacinta, per una nuova edizione che si voleva fare stampare, la veggente, avuto il permesso dal Cielo, rivelò due delle tre parti del segreto di luglio.
Ecco le sue parole:
«Il segreto consta di tre cose distinte, di cui sto per rivelarne due.
«La prima, dunque, è stata la visione dell’inferno».
E segue la narrazioni delle due parti del segreto, come le abbiamo riprodotte a suo luogo, riferendo l’apparizione di luglio (ó),
Quanto all’altra parte del segreto (7) la veggente l’ha scritta tra il 22 dicembre 1943 e il 9 gennaio 1944, sotto forma di lettera, indirizzata, attraverso il vescovo titolare di Gurza mons. Manuel Maria Ferreira da Silva, che era stato suo confessore a Oporto, al vescovo di Leiria, che allora era mons. José Alves Correia da Silva. Il documento, che secondo dichiarazioni di suor Lucia non doveva essere reso pubblico prima del 1960 (8), fu portato da mons. João Pereira Venancio quando era ancora vescovo ausiliare di Leiria, alla nunziatura apostolica a Lisbona. Da qui, l’allora nunzio a Lisbona, poi cardinale, Fernando Cento, lo portò, tra l’ottobre 1958 e il febbraio 1959, a Roma dove fu letto da Papa Giovanni XXIII e dal cardinale Alfredo Ottaviani, allora prefetto della Sacra Congregazione del Santo Ufficio. Poi il documento fu depositato negli Archivi segreti vaticani (9).
Si sa da fonte sicura che suor Lucia scrisse questa parte del segreto, su richiesta del vescovo di Leiria, in occasione di una grave malattia da cui fu colpita (l0).

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Fatima: Storia delle Apparizioni di Fatima /«Le apparizioni e il messaggio di Fatima» secondo i manoscritti di suor Lucia di ANTONIO AUGUSTO BORRELLI MACHADO

10 aprile 2017

II. APPARIZIONI DELLA SANTISSIMA VERGINE
(terza parte)

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QUARTA APPARIZIONE: 15 AGOSTO 1917

Il giorno 13 agosto, in cui avrebbe dovuto svolgersi la quarta apparizione, i veggenti non poterono essere presenti alla Cova da Iria, poiché furono rapiti dall’amministratore di Ourém, che a forza volle strappare loro il segreto. I bambini rimasero irremovibili.


Alla solita ora, alla Cova da Iria, si udì un tuono, al quale seguì un lampo, e i presenti notarono una piccola nuvola bianca librarsi qualche minuto sull’elce. Si osservarono anche fenomeni di colorazione, di diversi colori del volto delle persone, degli abiti, delle piante, del suolo. La Madonna era certamente venuta, ma non aveva trovato i veggenti.
Il 15 agosto (
13), Lucia era con Francesco e un altro cugino in una località detta Valinhos, una proprietà di uno dei suoi zii, quando, alle quattro del pomeriggio, cominciarono a prodursi le variazioni atmosferiche che precedevano le apparizioni della Madonna alla Cova da Iria: un improvviso abbassamento della temperatura e un oscurarsi del sole. Lucia, sentendo che si avvicinava qualcosa di soprannaturale e che li avvolgeva, mandò a chiamare in fretta Giacinta, che giunse in tempo per vedere la Madonna che annunciata, come le altre volte da un riflesso di luce era apparsa su un elce, o querciolo, un poco più grande di quello della Cova da Iria.

LUCIA: “Cosa vuole da me Vostra Signoria?”

LA MADONNA: “Voglio che continuiate ad andare alla Cova da Iria il 13 e che continuiate a recitare il rosario tutti i giorni. L’ultimo mese farò il miracolo perché tutti credano” (14).

LUCIA: “Vostra Signoria, che cosa vuole che si faccia con il denaro che il popolo lascia alla Cova da Iria?”

LA MADONNA: “Fate due portantine: una portala tu con Giacinta e altre due bambine vestite di bianco, e l’altra la porti Francesco con altre tre bambini. Il denaro delle portantine è per la festa della Madonna del Rosario, e quello che avanza serve per una cappella che dovete far fare” (15).

LUCIA: “Vorrei chiederLe la guarigione di alcuni malati”.

LA MADONNA: “Sì, alcuni li guarirò entro l’anno”.. E assumendo un aspetto più triste, raccomandò loro di nuovo la pratica della mortificazione, dicendo, alla fine di tutto: “Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all’inferno perché non vi è chi si sacrifichi e preghi per loro”.
«E, come al solito, cominciò n elevarsi verso oriente».
I veggenti tagliarono rami della pianta su cui era apparsa loro la Madonna, e li portarono a casa. I rami diffondevano un profumo particolarmente soave (16). (more…)

Fatima: Storia delle Apparizioni di Fatima /«Le apparizioni e il messaggio di Fatima» secondo i manoscritti di suor Lucia di ANTONIO AUGUSTO BORRELLI MACHADO

23 gennaio 2017

SECONDA APPARIZIONE: 13 GIUGNO 1917

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Prima della seconda apparizione, i veggenti notarono di nuovo una luce, che chiamavano lampo, ma che propriamente non lo era, bensì era il riflesso di una luce che si avvicinava. Alcuni spettatori, che erano accorsi sul posto in numero di circa cinquanta, notarono che la luce del sole si oscurò durante i minuti che seguirono l’inizio del colloquio. Altri dissero che la cima dell’elce, coperta di germogli sembrò curvarsi come sotto un peso, un momento prima ché Lucia parlasse. Durante il colloquio della Madonna con i veggenti, alcuni udirono un sussurro simile al ronzio di un’ape.

LUCIA: “Che cosa vuole da me Vostra Signoria?”

LA MADONNA: “Voglio che veniate qui il 13 del mese prossimo, che diciate il rosario tutti i giorni, che impariate a leggere (4). Poi vi dirò che cosa voglio”.

Lucia chiese la guarigione di una persona malata.

LA MADONNA: “Se si converte, guarirà entro l’anno”.

LUCIA: “Vorrei chiederLe di portarci in cielo”.

LA MADONNA: “Sì Giacinta e Francesco li porto tra poco. Ma tu resti qui ancora qualche tempo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi la abbraccia, prometto la salvezza, e queste anime saranno amate da Dio come fiori posti da Me ad adornare il suo trono”.

LUCIA: “Rimango qui sola?”

LA MADONNA: “No, figlia. E tu soffri molto? Non scoraggiarti. Non ti lascerò mai. Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio”.

«Nel momento in cui disse queste ultime parole -racconta suor Lucia- aprì le mani e ci comunicò per la seconda volta il riflesso di quella immensa luce. In essa eravamo come sommersi in Dio. Giacinta e Francesco sembravano essere nella parte di questa luce che si elevava verso il cielo e io in quella che si diffondeva sulla terra. Di fronte alla palma della mano destra della Madonna stava un Cuore circondato da spine che parevano conficcate in esso. Comprendemmo che era il Cuore Immacolato di Maria oltraggiato dai peccati dell’umanità, che voleva riparazione » (5).

Quando svanì questa visione, la Signora, ancora avvolta nella luce che Lei stessa irradiava, si alzò dall’arbusto senza sforzo, dolcemente, in direzione di oriente, fino a scomparire completamente. Alcune persone più vicine notarono che i germogli della cima dell’elce si erano piegati nella stessa direzione, come se le vesti della Signora li avessero trascinati. Soltanto alcune ore più tardi ripresero la loro posizione naturale (6).

(1) Rispondendo a una domanda di Walsh nel colloquio a lui concesso, se, riferendo le parole dell’Angelo e della Madonna, aveva ripetuto le parole esatte udite, o aveva dato soltanto il senso generale, suor Lucia dichiarò:
«Le parole dell’Angelo erano di una intensità e di una forza preponderante, una realtà soprannaturale, tali da non poter essere dimenticate. Sembrava che mi si incidessero esattamente ed indelebilmente nella memoria. Quanto alle parole della Madonna, la cosa è differente. Non saprei essere sicura che ogni parola sia esatta. Era piuttosto il senso che veniva a me, ed io misi in parole quello che avevo capito. Non mi è tacile spiegare questa cosa » (W. T. WALSH, op. cit., p. 325).
Davanti alla difficoltà di tradurre in parole umane quanto aveva udito dalla Madonna -come è comune in certi fenomeni mistici- suor Lucia mise sempre, tuttavia, tutto l’impegno nel riprodurre parola per parola ciò che la santissima Vergine le comunicò. Questo appare chiaro nell’interrogatorio al quale la sottopose padre Iongen, e che di seguito riproduciamo: (more…)

Fatima: Storia delle Apparizioni di Fatima /«Le apparizioni e il messaggio di Fatima» secondo i manoscritti di suor Lucia di ANTONIO AUGUSTO BORRELLI MACHADO

17 gennaio 2017

II. APPARIZIONI DELLA SANTISSIMA VERGINE
(prima parte)

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Al tempo delle apparizioni della Madonna Lúcia de Jesus, Francisco e Jacinta Marto avevano rispettivamente 10, 9 e 7 anni, essendo nati il 22 marzo 1907, l’11 giugno 1908 e l’11 marzo 1910. I tre bambini, come abbiamo detto abitavano ad Aljustrel, frazione della parrocchia di Fátima. Le apparizioni si svolsero in una piccola proprietà dei genitori di Lucia, chiamata Cova da Iria, a due chilometri e mezzo da Fátima sulla strada di Leiria. La Madonna appariva su un elce, o querciolo, alto un metro o poco più. Francesco vedeva soltanto la Madonna e non la sentiva. Giacinta vedeva e sentiva. Lucia vedeva, sentiva e parlava con la santissima Vergine. Le apparizioni avvenivano attorno al mezzogiorno.

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Fatima: Storia delle Apparizioni di Fatima /«Le apparizioni e il messaggio di Fatima» secondo i manoscritti di suor Lucia di ANTONIO AUGUSTO BORRELLI MACHADO

11 gennaio 2017

I. APPARIZIONI DELL’ANGELO DEL PORTOGALLO

Risultato immagine per le apparizioni dell'angelo ai tre pastorelli di fatima


Prima delle apparizioni della Madonna, Lucia, Francesco e Giacinta Lúcia de Jesus dos Santos, e i suoi cugini Francisco e Jacinta Marto, tutti residenti nel villaggio di Aljustrel, parrocchia di Fátima ebbero tre visioni dell’ Angelo del Portogallo, o della Pace.

PRIMA APPARIZIONE DELL’ANGELO

La prima apparizione dell’Angelo avvenne nella primavera o nell’estate del 1916, in un antro (o grotta) del colle del Cabeço, vicino ad Aljustrel, e si svolse nel modo seguente, come narra suor Lucia:
«Giocavamo da qualche tempo, ed ecco che un vento forte scuote le piante e ci fa sollevare lo sguardo per vedere che cosa succede, perché la giornata era serena. Allora cominciammo a vedere, a una certa distanza, sulle piante che si stendevano in direzione di oriente, una luce più bianca della neve, con l’aspetto di un giovane trasparente, più splendente di un cristallo attraversato dai raggi del sole.
«A misura che si avvicinava ne venivamo distinguendo i tratti: un giovane dai 14 ai 15 anni, di una grande bellezza. Eravamo sorpresi e quasi rapiti. Non dicevamo parola.
«Giunto vicino a noi disse:
«-“Non abbiate paura. Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me”.
«E inginocchiato a terra, curvò la fronte fino al suolo. Spinti da un moto soprannaturale lo imitammo e ripetemmo le parole che gli udimmo pronunciare:
«-“Dio mio! Credo, adoro, spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano”.
«Dopo avere ripetuto questo tre volte si alzò e disse:
«-“Pregate così. I Cuori di Gesù e di Maria sono attenti alla voce delle vostre suppliche”.
«E scomparve.
«L’atmosfera soprannaturale che ci avvolse era tanto intensa che quasi non ci rendevamo conto, per un lungo tratto di tempo, della nostra stessa esistenza restando nella posizione in cui ci aveva lasciato, e ripetendo sempre la stessa preghiera. La presenza di Dio si sentiva così intensa e intima, che non ci decidevamo a parlare neppure fra di noi. Il giorno seguente, sentivamo lo spirito ancora avvolto da questa atmosfera che andò scomparendo soltanto molto lentamente.
«In questa apparizione, nessuno pensò di parlare, né di raccomandare il segreto. Essa lo impose da sé. Era così intima, che non era facile pronunciare su di essa la minima parola. Ci fece anche, f orse, maggiore impressione, per il fatto che fu la prima manifestazione di questo tipo» (
1).

SECONDA APPARIZIONE DELL’ANGELO

 

La seconda apparizione avvenne nell’estate del 1916, sul pozzo della casa dei genitori di Lucia, presso cui i bambini giocavano. Così narra suor Lucia ciò che l’Angelo disse loro -a lei e ai suoi cugini- in quella occasione:
«-“Che fate? Pregate! Pregate molto! I Cuori santissimi di Gesù e di Maria hanno su di voi disegni di misericordia. Offrite costantemente all’Altissimo preghiere e sacrifici”.
«-“Come dobbiamo fare a sacrificarci?”- chiesi.
«- “In tutti i modi possibili, offrite a Dio un sacrificio in atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori. Attirate così sulla vostra patria la pace. Io sono il suo angelo custode l’Angelo del Portogallo. Soprattutto accettate e sopportate con sottomissione la sofferenza che il Signore vi manderà”.
«E scomparve.
«Queste parole dell’Angelo si incisero nel nostro spirito, come una luce che ci faceva comprendere chi era Dio: come ci amava e voleva essere amato; il valore del sacrificio, e come gli era gradito; come, per riguardo a esso, convertiva i peccatori» (
2).

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Si trattava di un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo

13 maggio 2016

LA LITURGIA DEL GIORNO
http://www.lachiesa.it/liturgia

La Liturgia di Venerdi 13 Maggio 2016 ===========================
Venerdì della VII settimana di Pasqua
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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Bianco

PRIMA LETTURA (At 25,13-21)
Si trattava di un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, arrivarono a Cesarèa il re Agrippa e Berenìce e vennero a salutare Festo. E poiché si trattennero parecchi giorni, Festo espose al re le accuse contro Paolo, dicendo:
C’è un uomo, lasciato qui prigioniero da Felice, contro il quale, durante la mia visita a Gerusalemme, si presentarono i capi dei sacerdoti e gli anziani dei Giudei per chiederne la condanna.
Risposi loro che i Romani non usano consegnare una persona, prima che l’accusato sia messo a confronto con i suoi accusatori e possa aver modo di difendersi dall’accusa. Allora essi vennero qui e io, senza indugi, il giorno seguente sedetti in tribunale e ordinai che vi fosse condotto quell’uomo. Quelli che lo incolpavano gli si misero attorno, ma non portarono alcuna accusa di quei crimini che io immaginavo; avevano con lui alcune questioni relative alla loro religione e a un certo Gesù, morto, che Paolo sosteneva essere vivo.
Perplesso di fronte a simili controversie, chiesi se volesse andare a Gerusalemme e là essere giudicato di queste cose. Ma Paolo si appellò perché la sua causa fosse riservata al giudizio di Augusto, e così ordinai che fosse tenuto sotto custodia fino a quando potrò inviarlo a Cesare».

Parola di Dio

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