Archive for febbraio 2010

La croce del sud (da: Piccolo magnificat)

28 febbraio 2010

(Commento: una persona è nel momento di fare il salto della fede, di affidarsi ed uscire dalla propria terra; è incerta dell’affidarsi ma ha sperimentato a sufficienza che senza Dio la vita va solo verso il dolore)

“Resta”

gli disse

“alla tua strada”,

la risacca

cantava

il suo canto

stanca.

“E dove

vuoi

che vada”,

spine ovunque

la spiaggia

portava…

Brillava

nel vento

sulla barca

una stella,

la prima

della sera…

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Chiesa e Spirito Santo

28 febbraio 2010

“Se dunque presenti la tua offerta sull’altare, e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare  e va prima a riconciliarti con il tuo fratello, poi torna ad offrire il tuo dono”. (Mt 5,23-24)

Per concludere questo mese dedicato allo Spirito Santo, meditiamo su questa reflessione di Paolo VI:

“La Chiesa ha bisogno della perenne Pentecoste dello Spirito Santo; ha bisogno di fuoco nel cuore, di parole sulle labbra, di profezia nello sguardo.

La Chiesa ha bisogno di essere Tempio di Spirito Santo, cioè di totale mondezza e di vita interiore; ha bisogno di risentire dentro di sé salire dal profondo della sua intima personalità, quasi un pianto, una poesia, una preghiera, un inno, la voce orante dello Spirito, che, come ci insegna San Paolo, a noi si sostituisce e prega in noi e per noi “con gemiti ineffabili”, e che interpreta Lui il discorso che noi da soli non sapremmo rivolgere a Dio”.

Vangelo dalle letture della messa del giorno (domenica 28 febbraio) ed un breve commento

27 febbraio 2010

Dal vangelo secondo Luca

9 28 Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.29 E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.30 Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia,31 apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme.32 Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.33 Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva.34 Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura.35 E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo».36 Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Gesù sale sul monte, con i discepoli, a pregare.Cerca, tra l’altro, un luogo per una preghiera profonda.Mentre prega riceve un più profondo dono dello Spirito.Tutto in lui, anche le vesti, è trasfigurato, segno, tra l’altro, di una trasfigurazione cosmica.Mosè ed Elia, la legge e i profeti, confermano le scritture dell’AT, sulla vocazione (sull’esodo, dice il testo, ciascuno di noi è chiamato ad un esodo) di Cristo: dare la sua vita per la salvezza del mondo.E’ la cresima di Cristo.Pietro e gli altri sono oppressi dal sonno.Ciò può rappresentare un incipiente più profondo abbandono in Dio ma anche la fatica, le tentazioni, nel perseverare nella preghiera, fatica che qui è sostenuta da quegli eventi straordinari.Pietro anche in un’occasione così singolare vuole dettare a Gesù il da farsi, che non è altro che ingabbiare, incasellare, in tre tende Gesù, Mosè ed Elia, gestendoli secondo i suoi schemi e criteri.La nube rappresenta la vera tenda (termine greco assonante), il vero sacramento (che libera e non incasella), in Cristo ed il timore che i discepoli provano è dovuto alla confusione, allo smarrimento, dell’uomo che finalmente percepisce di trovarsi davanti ad un mistero che non può dominare.Ed affidarsi veramente fa paura, si avverte il rischio di giocarsi la vita non sulle proprie certezze (anche Mosè ed Elia si stavano accomiatando da Gesù), ma su qualcun Altro che ci sarà davvero? Sarà capace davvero di darmi vita? Dal cielo viene allora una voce, perchè  Cristo qui è confermato nell’essere la Parola del Padre.Nella preghiera l’uomo impara, nel dono dello Spirito, a riconoscere la voce di Dio dalle altre voci interne ed esterne, ansie, etc..Il primo passo di crescita concreta dei discepoli è un passo “mariano”, segno di un incipiente divenire Chiesa: non corrono a raccontare superficialmente le “cose” avvenute ma le custodiscono nel cuore.

Natale (David Maria Turoldo)

27 febbraio 2010
Ma quando facevo il pastore
allora ero certo del tuo Natale.
I campi bianchi di brina,
i campi rotti al gracidio dei corvi
nel mio Friuli sotto la montagna,
erano il giusto spazio alla calata
delle genti favolose.
I tronchi degli alberi parevano
creature piene di ferite;
mia madre era parente
della Vergine,
tutta in faccende
finalmente serena.
Io portavo le pecore fino al sagrato
e sapevo d’essere uomo vero
del tuo regale presepio.

Invito

27 febbraio 2010

Un nuovo modo di comunicare e di ascoltare la Parola di Dio come espressione di una varietà di risonanze. Ecco il senso di questo incontro tra cristiani che vogliono vivere la loro fede in modo semplice, costruttivo, creando quella comunione che nasce dalla vicendevole appartenenza all’unica Chiesa di Cristo. Partecipiano con impegno e nel contempo con grande interesse per tutto quello che costruisce l’uomo, attraverso la fede in Gesù. Un modo vero di crescere insieme. D.Lorenzo.

Supplica alla B.V. Maria della Medaglia Miracolosa

27 febbraio 2010

Oggi è una giornata mariana poiché è il 27 del mese, giorno della supplica alla B.V. Maria della Medaglia Miracolosa da recitare (possibilmente) alle 17.30.

La Medaglia Miracolosa è la medaglia della Madonna per eccellenza, perché è l’unica da Lei ideata e descritta da Maria stessa il 27 novembre del 1830 a Santa Caterina Labourè (1806-1876) a Parigi, in Rue du Bac.

Ecco perché oggi 27, siamo invitati a recitarla, come in ogni urgente necessità.

SUPPLICA

O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia.
Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest’ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d’affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all’unisono col tuo. Lo accenderà d’amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui. Questa è l’ora tua, o Maria, l’ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l’ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o Madre, che quest’ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest’ora sia anche l’ora nostra: l’ora della nostra sincera conversione, e l’ora del pieno esaudimento dei nostri voti. Tu che hai promesso, proprio in quest’ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di noi.
Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l’amore che ti spinse a darci la tua preziosa Medaglia. O Consolatrice degli afflitti, che già ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest’ora solenne ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. Ricordati che anch’essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Cosi sia.

  • Salve Regina…
  • O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi. (3 volte)

Gianmarco C

Vangelo dalle letture della messa del giorno (sabato 27 marzo) ed un breve commento

26 febbraio 2010

Dal vangelo secondo Matteo

5 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 43 Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico;44 ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,45 perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.46 Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?47 E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?48 Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

Il sole, la pioggia, sono segni di Cristo, in cui il Padre ha creato ogni cosa.Un amore vitale, creativo.Continuamente il Padre genera il Figlio nello Spirito ed in lui dà vita ad ogni cosa.Accogliere sempre più questo amore significa lasciare che anche noi siamo sempre più profondamente generati  in esso.La persona che si apre alla fede sempre più vede questo amore, la sua presenza, la sua opera, in ogni cosa, nel (suo, dice il testo) sole, nella pioggia…Il testo originale non dice siate perfetti, dice siate fino in fondo: solo Cristo può sempre più condurci in questo amore e svelarcelo ed è un mistero meraviglioso, pieno di scoperte vitali.”Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15, 13).Dio ci ama come amici, tutti, e ci dona gradualmente un cuore da amico per ogni persona.Come altro esempio, cambiano sempre più i nostri paradigmi: ad es. anche in parrocchia prima magari cerco il gruppo come compagnia umana poi, se cresco sinceramente, sarò portato a cercare prima di tutto la crescita profonda, spirituale, umana, anche culturale e tutti i miei discernimenti si aprono a nuovi orizzonti di vita.

Lo Spirito Santo nell’anno sacerdotale

26 febbraio 2010

Anche se siamo agli sgoccioli…  abbiamo ancora a disposizione alcuni momenti per riflettere sul mese di Febbraio, mese dedicato allo Spirito Santo. Lo Spirito Santo è Dio, è l’Amore del Padre e del Figlio, è la terza persona della Santissima Trinità “Senza lo Spirito Santo siamo come una pietra della strada. Prendete in una mano una spugna imbevuta d’acqua e nell’altra un sasso; premeteli ugualmente; dal sassolino uscirà niente e dalla spugna si vedrà uscire acqua in abbondanza. La spugna è l’anima riempita di Spirito Santo, e la pietra è il cuore freddo e duro dove non abita lo Spirito Santo”. (S. Giovanni Maria Vianney)

Gianmarco C

Il cercatore di Dio (frammento 0) (da Piccolo magnificat)

26 febbraio 2010

(Commento: è un frammento ancora più antico.Qui il cercatore sperimenta lo spogliamento di chi si accorge che la fede, l’amore, possono passare talora per delle prove, delle oscurità, delle situazioni, degli impegni… nei quali sempre più ciò che non è più puramente fede, abbandono, amore, viene setacciato…Sono contingenze, fasi, intorno alle quali si può manifestare più pienamente, specie se il cuore resta sincero,  il salvarci, il donarsi lui a noi, di Dio)

…io che

la vita

ancora

non so,

io che

l’attendo,

sempre

più cose

io perdo

e ti amo

di meno

e ti cerco di più…

Vangelo dalle letture della messa del giorno (venerdì 26 febbraio) ed un breve commento

25 febbraio 2010

Dal vangelo secondo Matteo

5 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
21 Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio.22 Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.23 Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,24 lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.25 Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione.26 In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!

L’osservare e l’insegnare i precetti anche minimi del brano precedente si traduce qui nella misericordia verso gli altri.Vi è una possibilità grave di etichettare l’altro, che si può fare sempre più moralmente negatrice di vita.Lo schema, il pregiudizio, sono propri delle valutazioni che si basano, ad es., sui poveri ragionamenti umani.E’ l’eucaristia che porta nel mistero anche dell’uomo in Dio e apre sempre nuovi orizzonti: “e lì (all’altare del sacrificio) ti ricordi…”.Ecco chi consente di comprenderci sempre più profondamente col nostro avversario: la Parola, l’eucaristia, etc..L ‘eucaristia mi spinge a costruire ponti di comprensione, di perdono e di pace.Allora posso scoprire sempre più profondamente che l’unico mio vero avversario, che può farmi veramente del male, sono io stesso.Lasciando prevalere le mie ferite, le mie amarezze, le vie scelte di testa mia, posso finire nella prigione di un io chiuso in sè stesso, chiuso alla vita.Mettiti presto d’accordo (con Dio, con te stesso, con l’altro), non lasciare che si avvii un processo non positivo che può rendere sempre più faticoso il recuperare.Ascoltare con cuore sincero la Parola di Dio, se possibile tutti i giorni, che potente liberazione, che vita nuova! Dio ci accompagnerà, ci porterà, con immenso amore.

Il cercatore di Dio (frammento 2) (da: Piccolo magnificat)

25 febbraio 2010

(Commento: ci sono periodi di ricerca in cui la persona può sentire il bisogno di ritagliarsi momenti di solitudine durante la settimana, per cercare Dio in un’attesa, in una richiesta della sua venuta che si fà incessante…In questo brano vediamo il cercatore essere portato da Dio nell’abbandono alla sua volontà, in una fiducia che va oltre ogni comprensione, chiarezza…)

…il poeta

va solo,

il dolore

lo stringe

e l’amore

lo spinge,

dove,

egli

non sa…

Vangelo dalle letture della messa del giorno (giovedì 25 febbraio) ed un breve commento

24 febbraio 2010

Dal vangelo secondo Matteo

7 In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: 7 Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto;8 perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.9 Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra?10 O se gli chiede un pesce, darà una serpe?11 Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano! 12 Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.

Dio vede il bene fondamentalmente presente nella preghiera della persona al di là dei limiti della preghiera umana.Lui vede la richiesta del pane e del pesce, cioè di Cristo, datore di vita e di ogni bene spirituale e umano, materiale.Chiedete, cercate, bussate…Ogni ricerca, apertura, solo in Dio trova la sua risposta…chiedete a Dio, cercate con Dio, bussate a Dio.Ma se vogliamo che Dio ci aiuti pienamente diamogli la possibilità di farlo seguendo le sue  ispirazioni, le sue vie, che ci vengono manifestate, donate, nella sua Parola.


Il cercatore di Dio (frammento) (da: Piccolo magnificat)

24 febbraio 2010

(Commento: non si tratta di un poeta “letterario” ma di un poeta esistenziale, che ha intuito, per dono di grazia, che Dio promette una vita sconvolgente)

…solo va

il poeta,

stregato

dalla Poesia,

in cerca

dell’Amante,

che gli canti

una canzone…

Vangelo dalle letture della messa del giorno (mercoledì 24 febbraio) ed un breve commento

23 febbraio 2010

Dal vangelo secondo Luca

11 In quel tempo, 29 Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorchè il segno di Giona.30 Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.31 La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c’è qui.32 Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c’è qui.

Questo brano si inserisce nel quadro del cammino di Gesù verso Gerusalemme, della missione dei discepoli, della preghiera e della potenza di Cristo (e della sua Parola) che scaccia anche i demoni.Ma Cristo nulla può, perchè non usa violenza, contro il rifiuto costante e volontario.La regina del sud venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone.Ma se si pensa di essere possessori della sapienza perchè le si è “vicino” non ci si sente bisognosi, assetati, di luce.Nel vangelo vediamo che i sapienti (ad es. i magi) si sentono in un infinito cammino verso la sapienza.Ma qui il punto è che l’uomo può chiudersi alla grazia, può avere un cuore malvagio.Forse più diffuse della malvagità possono essere tante resistenze in fondo, almeno inizialmente, non definitive: vivere anche il bene senza mai superare la ricerca dell’autogratificazione è il problema di fondo.Si vive il bene come una cosa bella ma non si comprende (per tante cause, volontarie, involontarie) che Cristo ci porta ( in modo sereno, equilibrato, etc.) a morire e a risorgere con lui (ecco il segno di Giona, che stette tre giorni nel ventre della balena perchè non voleva morire a sè stesso).Per questo motivo tra le più coriacee cause di resistenza possono talora risultare  il potere e le fragilità mal digerite (e dunque non quelle, nel profondo, accettate e dunque più facilmente superabili, che possono anzi diventare tappe verso una rinascita profondissima).In questo secondo caso (le fragilità mal digerite) il problema andrebbe risolto con una comprensione spirituale e anche umana nuova, che può però venire ostacolata dal fatto che il malessere può spingere ad evitare qualsiasi entrata dello Spirito nel punctum dolens.Vi sono poi, ad es., i “capricci”, cioè il chiudersi  per cose che potrebbero essere viste in altro modo o comunque potrebbero venire accettate e superate; talora questi capricci si possono superare più facilmente via via che, nel cammino, il Signore dona la semplicità in tanti discernimenti.

Una poesia di Vinicius de Moraes

23 febbraio 2010

(Commento: santa Teresina del Gesù bambino, se non ricordo male, chiese per regalo a Dio per il giorno della sua professione religiosa che nevicasse, e si era in agosto (?).Vi è una libertà dello Spirito che va oltre il calcolo razionale, ma, si badi bene, non è romanticheria, è, appunto, Spirito.La Maddalena è stata talora dalla tradizione riconosciuta come la donna che offrì a Cristo un profumo estremamente prezioso e proprio lei fu tra i pochi a restare anche sotto la croce.A proposito: poi per  s.Teresina nevicò.La libertà nello Spirito è il significato che io voglio dare a questa poesia).

Di mane abbuio,

di giorno attardo,

di sera annotto,

di notte ardo.

Ad ovest morte,

gli vivo contro,

del sud captivo

mio nord

è l’est.

Altri computino

passo per passo,

io muoio ieri,

nasco domani,

vado

ov’è spazio,

mio tempo

è quando.

Vangelo dalle letture della messa del giorno (martedì 23 febbraio) ed un breve commento

22 febbraio 2010

Dal vangelo secondo Matteo

6 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 7 Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole.8 Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.
9
Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome;
10
venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
11
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
12
e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
13
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
14
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi;15 ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

Circa la preghiera non si tratta del numero di parole da mettere sul piatto della bilancia per ottenere qualcosa in uno scambio mercantile con Dio: cercando di camminare gradualmente per mano con il Signore sarà lui a portarci nella preghiera.Allora sì, in questo cammino di crescita scelta autenticamente, è importante crescere gradualmente anche nella quantità di preghiera.Tutto è preghiera, se il cuore è sincero, anche il mio parlare con Dio mentre faccio altre cose.Ma è importante imparare gradualmente a pregare, anche e soprattutto, senza fare altro.Importante è anche chiedere il dono della preghiera.Nel Padre nostro troviamo una sintesi circa il rapporto con Dio: la Paternità comune; la divinità del Padre; la fede, la speranza, la carità; la richiesta del pane sopraessente (testo originale, che fa più chiaramente riferimento dunque al pane soprannaturale e, contemporaneamente, a quello di (sopra) ogni giorno); la richiesta del perdono affinchè (traduzione legittima e più chiara?) anche noi, amati e perdonati da Dio, possiamo gradualmente vivere il perdono da parte nostra; una preghiera che chieda dunque con fiducia a Dio ogni bene spirituale e materiale, nella consapevolezza , stimolata da Cristo stesso, che l’unico problema di un Dio che vorrebbe darci subito tutto è il non indurci in tentazione, il non darci cose che ci possono fare del male; la liberazione dal male e la protezione dal Maligno (letteralmente: sottrai noi dal male).
L’affermazione che leggiamo subito dopo la preghiera vera e propria ci può far riflettere, tra l’altro, sul fatto che il nostro crescere, con la grazia di Dio, nel perdonare, ci può aiutare a intuire, a credere, sempre più nell’amore, nella misericordia senza condizioni di Dio (ed anche all’amore dei fratelli).

Che cosa vuol dire essere uomo

22 febbraio 2010

Mi ha colpito molto un passo del discorso di Benedetto XVI sul sacerdozio nella Lettera agli Ebrei (incontro con i parroci ed i sacerdoti di Roma, 18/2/2010). Si parla di che cosa vuol dire essere veramente uomo e di come nel nostro parlato, il termine «umano» possa talvolta essere solo sinonimo di debolezza e mancanza di ideali:

L’altro elemento è che il sacerdote deve essere uomo. Uomo in tutti i sensi, cioè deve vivere una vera umanità, un vero umanesimo; deve avere un’educazione, una formazione umana, delle virtù umane; deve sviluppare la sua intelligenza, la sua volontà, i suoi sentimenti, i suoi affetti; deve essere realmente uomo, uomo secondo la volontà del Creatore, del Redentore, perché sappiamo che l’essere umano è ferito e la questione di “che cosa sia l’uomo” è oscurata dal fatto del peccato, che ha leso la natura umana fino nelle sue profondità.

Così si dice: “ha mentito”, “è umano”; “ha rubato”, “è umano”; ma questo non è il vero essere umano. Umano è essere generoso, è essere buono, è essere uomo della giustizia, della prudenza vera, della saggezza. Quindi uscire, con l’aiuto di Cristo, da questo oscuramento della nostra natura per giungere al vero essere umano ad immagine di Dio, è un processo di vita che deve cominciare nella formazione al sacerdozio, ma che deve realizzarsi poi e continuare in tutta la nostra esistenza. Penso che le due cose vadano fondamentalmente insieme: essere di Dio e con Dio ed essere realmente uomo, nel vero senso che ha voluto il Creatore plasmando questa creatura che siamo noi.

Essere uomo: la Lettera agli Ebrei fa una sottolineatura della nostra umanità che ci sorprende, perché dice: deve essere uno con “compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo rivestito di debolezza” (5,2) e poi – molto più forte ancora – “nei giorni della sua vita terrena, egli offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime a Dio che poteva salvarlo da morte e per il suo pieno abbandono a Lui, venne esaudito” (5,7). Per la Lettera agli Ebrei elemento essenziale del nostro essere uomo è la compassione, è il soffrire con gli altri: questa è la vera umanità.

Non è il peccato, perché il peccato non è mai solidarietà, ma è sempre desolidarizzazione, è un prendere la vita per me stesso, invece di donarla. La vera umanità è partecipare realmente alla sofferenza dell’essere umano, vuol dire essere un uomo di compassione – metriopathein, dice il testo greco – cioè essere nel centro della passione umana, portare realmente con gli altri le loro sofferenze, le tentazioni di questo tempo: “Dio dove sei tu in questo mondo?”.

Canti della sera (frammenti) (da: Piccolo magnificat)

22 febbraio 2010

(Commento: sono canti di una persona molto anziana e molto credente)

(frammento 1)

…il tempo che starei con te

è un tempo

tra la notte e il giorno,

nè farei molto…

con te sulla porta di casa,

a guardare il mondo

che si quieta

e a sentire l’eco della sera

nelle nostre parole…

(frammento 2)

…tra i fumi dell’inverno

che va alla primavera

e qualche fiore

e qualche foglia,

ad ogni cosa intento

e solo alla soglia…

Vangelo dalle letture della messa del giorno (lunedì 22 febbraio) ed un breve commento

22 febbraio 2010

Dal vangelo secondo Matteo

16 In quel tempo,13 essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?».14 Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».15 Disse loro: «Voi chi dite che io sia?».16 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».17 E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.19 A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Oggi Gesù stimola i suoi discepoli ad accorgersi che il mondo può influenzare la loro vita, con la “testimonianza” concreta di un’inutilità,  di una scarsa presenza, etc., di Dio.Bisogna allora guardare a quelli che realmente, anche se gradualmente, cercano Dio nella propria vita: voi chi dite che io sia? Bisogna guardare alla comunità cristiana viva.E in essa vi sono i pastori mandati dal Signore (Pietro) e vi sono in particolare i santi, che aprono più pienamente alla speranza dell’amore e della potenza di Dio nella vita di chi si lascia gradualmente sempre più portare per mano da Cristo.Quel voi sta dunque, tra l’altro, anche ad indicare che i santi non sono dei marziani ma che tutti coloro che vengono chiamati dal Signore a camminare con lui e gradualmente anche con i fratelli possono sempre più entrare in questa vita piena.

Dal Cantico spirituale (b) (san Giovanni della croce)

21 febbraio 2010

(Commento: presento la terza strofa del Cantico.Quando la persona intuisce sempre più profondamente a quale pienezza di vita il Signore la vuole condurre può gradualmente decidere sempre più profondamente, con l’aiuto del Signore stesso, di cercare di seguirlo sempre più fedelmente, cercando di evitare capricci, pigrizie, di lasciarsi ingannare e distogliere dalla sincera ricerca della volontà di Dio da vari inghippi, ed anche di non lasciarsi scoraggiare dalle prove più difficili).

In cerca del mio amore,

andrò per questi monti e queste rive,

non coglierò mai fiore,

non temerò le fiere,

supererò i forti  e le frontiere.