Archive for gennaio 2014

Incontro di papa Francesco con le famiglie del Cammino Neocatecumenale. Testo del discorso

31 gennaio 2014

Si può seguire la diretta a partire dalle ore 11,45

http://www.radiovaticana.va/player/index_fb.asp?language=it&visualizzazione=VaticanTic&Tic=VA_R1KE5Q7R

Il testo del Discorso sarà pubblicato non appena reso disponibile dalla Santa Sede

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI RAPPRESENTANTI DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

Aula Paolo VI
Sabato, 1° febbraio 2014

Video

 

Cari fratelli e sorelle,

ringrazio il Signore per la gioia della vostra fede e per l’ardore della vostra testimonianza cristiana, grazie a Dio! Vi saluto tutti cordialmente, ad iniziare dall’Équipe responsabile internazionale del Cammino Neocatecumenale, insieme ai sacerdoti, ai seminaristi e ai catechisti. Un saluto pieno di affetto rivolgo ai bambini, presenti qui in gran numero. Il mio pensiero va in modo speciale alle famiglie, che si recheranno in diverse parti del mondo per annunciare e testimoniare il Vangelo. La Chiesa vi è grata per la vostra generosità! Vi ringrazio per tutto quello che fate nella Chiesa e nel mondo.

E proprio a nome della Chiesa, nostra Madre – la nostra Santa Madre Chiesa, gerarchica come piaceva dire a Sant’Ignazio di Loyola – a nome della Chiesa vorrei proporvi alcune semplici raccomandazioni. La prima è quella di avere la massima cura per costruire e conservare la comunione all’interno delle Chiese particolari nelle quali andrete ad operare. Il Cammino ha un proprio carisma, una propria dinamica, un dono che come tutti i doni dello Spirito ha una profonda dimensione ecclesiale; questo significa mettersi in ascolto della vita delle Chiese nelle quali i vostri responsabili vi inviano, a valorizzarne le ricchezze, a soffrire per le debolezze se necessario, e a camminare insieme, come unico gregge, sotto la guida dei Pastori delle Chiese locali. La comunione è essenziale: a volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale, della quale dovete sempre sentirvi parte.

Un’altra indicazione: dovunque andiate, vi farà bene pensare che lo Spirito di Dio arriva sempre prima di noi. Questo è importante: il Signore sempre ci precede! Pensate a Filippo, quando il Signore lo invia per quella strada dove incontra un amministratore seduto sul suo carro (cfr At 8,27-28). Lo Spirito è arrivato prima: lui leggeva il profeta Isaia e non capiva, ma il cuore ardeva. Così, quando Filippo gli si avvicina, egli è preparato per la catechesi e per il Battesimo. Lo Spirito sempre ci precede; Dio arriva sempre prima di noi! Anche nei posti più lontani, anche nelle culture più diverse, Dio sparge dovunque i semi del suo Verbo. Da qui scaturisce la necessità di una speciale attenzione al contesto culturale nel quale voi famiglie andrete ad operare: si tratta di un ambiente spesso molto differente da quello da cui provenite. Molti di voi faranno la fatica di imparare la lingua locale, a volte difficile, e questo sforzo è apprezzabile. Tanto più importante sarà il vostro impegno ad “imparare” le culture che incontrerete, sapendo riconoscere il bisogno di Vangelo che è presente ovunque, ma anche quell’azione che lo Spirito Santo ha compiuto nella vita e nella storia di ogni popolo.

E infine, vi esorto ad avere cura con amore gli uni degli altri, in particolar modo dei più deboli. Il Cammino Neocatecumenale, in quanto itinerario di scoperta del proprio Battesimo, è una strada esigente, lungo la quale un fratello o una sorella possono trovare delle difficoltà impreviste. In questi casi l’esercizio della pazienza e della misericordia da parte della comunità è segno di maturità nella fede. La libertà di ciascuno non deve essere forzata, e si deve rispettare anche la eventuale scelta di chi decidesse di cercare, fuori dal Cammino, altre forme di vita cristiana che lo aiutino a crescere nella risposta alla chiamata del Signore.

Care famiglie, cari fratelli e sorelle, vi incoraggio a portare dovunque, anche negli ambienti più scristianizzati, specialmente nelle periferie esistenziali, il Vangelo di Gesù Cristo. Evangelizzate con amore, portate a tutti l’amore di Dio. Dite a quanti incontrerete sulle strade della vostra missione che Dio ama l’uomo così com’è, anche con i suoi limiti, con i suoi sbagli, anche con i suoi peccati. Pe questo ha inviato suo Figlio, perché Lui prendesse i nostri peccati su di sé. Siate messaggeri e testimoni dell’infinita bontà e dell’inesauribile misericordia del Padre.

Vi affido alla nostra Madre, Maria, affinché ispiri e sostenga sempre il vostro apostolato. Alla scuola di questa tenera Madre siate missionari zelanti e gioiosi. Non perdete la gioia, avanti!

 


© Copyright – Libreria Editrice Vaticana

Annunci

Preghiera della sera

31 gennaio 2014

Preghiera a San Giovanni Bosco

(festa del 31 Gennaio)

 

O San Giovanni Bosco, padre e maestro della gioventù,

che tanto lavorasti per la salvezza delle anime,

sii nostra guida nel cercare il bene delle anime nostre e la salvezza del prossimo;

aiutaci a vincere le passioni e il rispetto umano;

(more…)

Poesia di Kahlil Gibran, Magia della vita

31 gennaio 2014

In un campo ho veduto una ghianda:
sembrava così morta, inutile.
E in primavera ho visto quella ghianda
mettere radici e innalzarsi,
giovane quercia verso il sole.

(more…)

I DUE SASSI, di Maria Cristina Cattaneo

31 gennaio 2014

C’erano una volta due sassi di montagna, due fratelli che si erano staccati dalla parrete rocciosa e si erano trovati a terra insieme, vicino ad un ruscello. Un giorno decisero di seguire il corso del ruscello per scendere a valle e vedere la grande città. Così si misero di buon sasso… cioè, di buon passo, e rotola oggi, rotola domani, pian piano si dirigevano verso la città. Uno dei due sassi ( il più furbo dei due) di tanto in tanto si tuffava nelle acque del ruscello, si fermava un po’ a farsi carezzare dall’acqua, e poi riprendeva il cammino.

Sbrigati!” gli gridava l’altro, il più sciocco dei due, “Non vedi che resti indietro? E poi, cosa ti fermi a fare nell’ acqua?”

Mi levo un po’ di polvere di dosso!”, rispondeva quello

Che stupido che sei! Quando esci di qui, e hai fatto due rotolate sulla terra, sei di nuovo sporco come prima! A che ti serve lavarti, se poi ti sporchi ancora?”

(more…)

Il Libro di Quelet: “il tempo” tra Seeger, Turoldo e Martini

31 gennaio 2014

Il Libro di Quelet fa parte degli scritti sapienziali. Nella Bibbia ebraica è collocato tra i ketuvim (Scritti).
Qohelet non è un nome personale, ma indica un servizio e richiama colui che parla in assemblea, qahal (assemblea), il predicatore. Il libro risale ai secoli IV-III a. c. quando il popolo venne a contatto con la cultura ellenistica. Per questo è conosciuto anche come Ecclesiaste (da ekklesía: assemblea). Nella tradizione ebraica il libro del Qohelet si legge durante la festa delle capanne.Così nella gioia del raccolto mentre si gode dei doni di Dio, il popolo è invitato ad apprezzare la moderazione, la riconoscenza, a meditare sulla fragilità dell’esistenza umana e sul mistero che la circonda. Le parole più note del libro sono quelle che lo aprono e si ripetono quasi come un ritornello: “Vanità delle vanità, dice Qohelet, tutto è vanità”. Questa parola si ripete trentotto volte. La parola vanità in ebraico: ‘hebel’ significa ‘soffio’, ‘vento’, cioè fugacità delle cose e della stessa vita.

Qu, 3,1-8

1Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

2C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

http://www.youtube.com/watch?v=ivshYkrNWrg

Nella canzone Turn, turn turn di Pete Seeger il testo e il sottotitolo del brano sono assolutamente aderenti ai versetti biblici. Il verso finale è l’unico attribuibile a Seeger –  a time for peace, I swear it’s not too late, un tempo per la pace, io giuro che non è troppo tardi, si canta dando voce alla speranza, all’attesa del tempo che si dovrà compiere. Con altre parole, dai versi di  D.M. Turoldo:

Ancora un’alba sul mondo:

altra luce, un giorno mai vissuto da nessuno,

ancora qualcuno è nato:

con occhi e manie sorride…..

 Tutto deve ancora avvenire

nella pienezza:storia è profezia

sempre imperfetta.

In questo disegno di eternità, la nostra attesa, voce orante, vigilante, che si affida:

Io so, Padre, che il tempo che tu mi dai è un dono sincero e che diventa a tutti gli effetti il mio tempo. Piccola traccia, ma indelebile e irripetibile, di un’esistenza personale che attraversa la vita del mondo: tu la riconosci tra mille col tuo sguardo infinitamente limpido e profondo. Per quanto piccola, labile e leggera sia la linea del tempo che la mia traccia percorre, solido e indistruttibile è il valore di cui è segno fin dal primo istante; pura l’intenzione che vi si esprime; indefettibili il vincolo e la promessa che l’accompagnano. In ogni istante del tempo il dono si rinnova; e con esso la certezza che, anche se tutti mi abbandonassero, sono desiderato almeno da te, sono sommamente importante almeno per te. (C.M. MARTINI, Lettera pastorale 6 agosto 1992)

Una vita Spirituale immersa nel mistero di Gesù

31 gennaio 2014

Vi invito ad approfondire la conoscenza di Dio così come Egli si è rivelato in Gesù Cristo per la nostra piena realizzazione. Fate cose belle, ma soprattutto fate diventare le vostre vite luoghi di bellezza. Interceda per voi Santa Maria di Betlemme, da secoli venerata dai navigatori dell’oceano e oggi dai navigatori del Bene, della Verità e della Bellezza.
Benedetto XVI – Discorso 12 maggio 2010 – Lisbona

(more…)

Salmo 51 (50) CREA IN ME, O DIO, UN CUORE MONDO

31 gennaio 2014

 

«Grazie, o Dio, per averci dato questa divina preghiera del Miserere, questo Miserere che è la nostra preghiera quotidiana… compendio di ogni nostra preghiera» (C. de Foucauld). 

«Il Miserere… silenzioso compagno di lacrime di tanti peccatori pentiti… la segreta biografia di anime sensibili…  lo specchio della coscienza vivissima e lacerata di uomini come Dostoevskij… atto d’accusa contro ogni forma di fariseismo ipocrita» (O. Ravasi).

«Infatti… più la colpa si aggrava, più essa si cela agli occhi del peccatore; ma più cresce l’umiltà, più si diventa sensibili alla minima mancanza» (Max Scheler).

 

3 Pietà di me, o Dio, pietà secondo la tua infinita tenerezza,

per quanto le viscere hai ricolme d’amore cancella le mie infedeltà,

4 lavami e raschia via la mia colpa, fammi mondo dal mio peccato.

5 Le mie trasgressioni io le riconosco, il mio peccato mi sta sempre davanti.

6 Contro te, contro te solo ho peccato, quanto è male ai tuoi occhi ho commesso:

tu, sempre giusto nelle tue sentenze, lascia parlare la tua pietà.

7 Ecco, nella colpa sono stato generato, peccatore mi concepì mia madre;

8 ecco, è la sincerità del cuore che tu ami, per cui fino all’intimo sono da te ammaestrato.

9 Purificami con 1 ‘issopo e sarò mondato, lavami e sarò più bianco della neve.

10 Ridammi ancora gioia e letizia, esultino le ossa che hai frantumate.

11 Distogli il tuo volto  dal mio delitto, dalle radici estirpa ogni colpa.

12 Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito forte.

13 Non cacciarmi dalla tua presenza, non privarmi del tuo santo spirito.

14 Ridammi la gioia di essere salvo, mi regga ancora uno spirito grande.

15 Insegnerò le tue vie ai ribelli e i peccatori a te torneranno.

16 Liberami dalla sentenza di morte, Dio, o Dio mio salvatore,

e griderà la mia lingua alla tua giustizia.

17 Signore, apri tu le mie labbra, la mia bocca acclamerà la tua lode.

18 poiché le vittime tu non gradisci, ne vuoi in dono alcun sacrificio:

19 uno spirito pentito è il sacrificio perfetto,

un cuore contrito e umiliato, o Dio, questa l’offerta che tu non rifiuti.

20 Nel tuo amore fa’ grazia per Sion, le mura rialza di Gerusalemme.

21 Le giuste offerte allor gradirai, l’olocausto e la totale oblazione:

allora sante saranno le vittime sacrificate sul tuo altare.

Il Miserere è, forse, il salmo più celebre, meditato, interpretato, musicato, persino dipinto (da Rouault) da una schiera immensa di uomini pentiti e convertiti. La cellula poetica e spirituale di questa supplica è, infatti, tutta in quell’appassionato «Contro te, contro te solo  ho peccato!» (v. 6). La tradizione giudaica, proprio sulla base di questa confessione, ha attribuito il salmo a Davide adultero con Betsabea e assassino del marito della donna, Urla (vedi 2Samuele 10-12). In realtà lo stile, il tema profetico dello «spirito» e del «cuore»  come sacrificio perfetto (v. 19), l’implorazione per la ricostruzione delle mura di Gerusalemme dopo l’esilio babilonese del VI sec. (vv. 20-21), fanno pensare ad un’epoca posteriore. Resta comunque intatta la potenza interiore di questa preghiera che è simile ad un terreno ricoperto per metà dalla tenebra (la regione oscura del peccato nei vv. 3-11) e per l’altra metà dalla luce (la regione luminosa della grazia nei vv.  12-19). Se il senso della colpa è vivissimo, più intensa è, però, l’esperienza del perdono, della novità dello spirito, della gioia che il Misericordioso, Dio, effonde sul peccatore  pentito. Perciò più che un canto penitenziale, il Salmo 51 è la celebrazione  della risurrezione alla vita nello spirito della parabola del figlio prodigo di Luca 15.

Dossologia

Pure se grande è il tuo dolore chiunque tu sia, o uomo,

ora canta la tua speranza e il canto di gloria a lui che toglie il peccato del mondo.

Preghiera

Signore, donaci sempre la grazia del rimorso;

Signore, non abbandonarci mai qualunque sia il nostro peccato;

Signore, tu sei più grande di tutti i peccati del mondo;

Signore, fa’ di ognuno di noi e di tutti insieme una società di peccatori coscienti:

allora saremo salvi, Signore, perché tu non vedi l’ora di poterci perdonare!

Amen.

…………………………………………………………………………………………………………………………………….

David Maria Turoldo  Gianfranco Ravasi

I SALMI  traduzione poetica e commento

Leggere le Scritture

31 gennaio 2014

“Il passaggio dalla Parola scritta al Signore vivente sembra a molti difficile, sebbene in  fondo sia la cosa più facile. Io sto di fronte al mio Signore ed Egli si rivolge personalmente a me….E’ la Parola, la Parola del Padre in tutte le sue forme umane, sia il parlare che il tacere, sia il grido di esultanza verso il padre che il pianto su Gerusalemme, sia il monito che la consolazione, sia il gesto umile che quello imperioso. Parola lui è sempre. E Parola ora proprio per me”

(H.U.von Balthazar, Meditare da cristiani)

Vangelo (Mc 4,35-41) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 1 Febbraio 2014) con commento comunitario

31 gennaio 2014

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,35-41)

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Questo è il Vangelo del 1 Febbraio, quello del 31 Gennaio lo potrete trovare qualche post più sotto.

Maupal: Com’è nato il SuperPope

31 gennaio 2014

 

 

 

Come già pubblicato su queste pagine, è apparso per le vie di Borgo Pio un murales raffigurante papa Francesco nelle fattezze di un super-eroe

https://gpcentofanti.wordpress.com/2014/01/28/papa-francesco_-jorge-maria-bergoglio/

Di seguito una intervista all’autore del murales

Lunedì, con il favore delle tenebre («In teoria è un’azione illegale, si fa sempre di notte», spiega lui), Mauro Pallotta, pittore per professione, street artist per passione, ha attaccato a un muro di via  Plauto angolo Borgo Pio, a Roma, a due passi dal Vaticano, il lavoro su carta intitolato Superpope («È un graffito ecologico e amovibile, ci tengo a dirlo»), che ritrae Papa Francesco nei panni di un supereroe pronto a spiccare il volo.
Mercoledì mattina, ieri, il telefono di Pallotta ha iniziato a squillare presto, e non ha smesso per tutto il giorno. «Mi hanno detto di andare in via Plauto, e ci ho trovato telecamere, fotografi, giornalisti. Credo di aver parlato con tutte le televisioni del mondo: i miei lavori di strada avevano sempre avuto reazioni positive, questo pensavo che facesse un po’ più di rumore, ma certo non che il rumore arrivasse ovunque».
Martedì il Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali ha pubblicato sul suo profilo ufficiale di Twitter la foto del graffito, firmato, anzi, «taggato» Maupal. E l’imprimatur arrivato direttamente e autorevolmente dalla Santa Sede ha fatto fare a quell’immagine il giro del mondo alla velocità della Rete.
«Ci ho messo più tempo a trovare il muro giusto sul quale appenderlo che a disegnarlo – racconta Mauro -. Sulla zona non ho mai avuto dubbi: a Borgo Pio, il quartiere papalino per eccellenza, sono nato e cresciuto, e qui oggi tutti adorano Francesco. Proprio per l’empatia che riesce a creare intorno a sé, il Papa è molto pop, e pop come un fumetto l’ho voluto disegnare. I superpoteri di cui l’ho dotato rappresentano l’enorme potere di cui dispone, che lui usa, unico leader al mondo, per
fare del bene. È l’unico che fa quel che dice e dice quel che fa. Gli eroi dei fumetti americani discendono da quelli della mitologia greca e io l’ho voluto interpretare in quella chiave, però con tocchi di umanità, quali la sciarpetta della squadra argentina del San Lorenzo, per cui fa il tifo, le vecchie scarpe e quella borsa nera da cui non si separa mai. L’idea mi è venuta una sera di qualche settimana fa: stavo sfogliando un giornaletto di supereroi quando alla tv hanno cominciato a parlare
del Papa. Nella mia mente c’è stato come un corto circuito. Ehi, il Papa è un supereroe!». (more…)

Tweet del Papa

31 gennaio 2014

 

Nessuno si salva da solo. La dimensione comunitaria è essenziale nella vita cristiana.

(more…)

Un ritaglio di me per te …. !!!!

31 gennaio 2014

E’ più facile irritarsi che pazientare

(San Giovanni Bosco)

E’ certo più facile irritarsi che pazientare,

minacciare un fanciullo che persuaderlo:

direi ancora che è più comodo alla nostra impazienza

ed alla nostra superbia castigare quelli che resistono,

che correggerli col sopportarli con fermezza e con benignità

Conversazioni di diritto canonico a Valencia. Testo dell’intervento di G.L. Muller

31 gennaio 2014
 L’arcivescovo prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede è intervenuto a Valencia, all’università cattolica San Vicente Mártir, alla dodicesima edizione delle Conversazioni di diritto canonico. Il cardinale eletto ha tenuto una conferenza intitolata «Collegialità ed esercizio della suprema potestà nella Chiesa». Quì sono tradotto alcuni stralci
Il testo integrale in tedesco e la sua traduzione in spagnolo sono
http://www.osservatoreromano.va/de/news/kollegialitat-und-ausubung-der-hochsten-kirchliche#.uupkpd15pto
http://www.osservatoreromano.va/es/news/para-superar-el-letargo#.Uutydz15NS4
*
 Della Chiesa si può parlare solo sulla base della domanda di Dio e della conoscenza della sua presenza umana in Gesù Cristo per il mondo. Dinanzi alle tragedie globali e quotidiane delle guerre civili e del terrorismo, della povertà e dello sfruttamento, della miseria dei rifugiati, della morte per droga, del crescente numero di suicidi e della dipendenza dalla pornografia nel venti per cento dei giovani, la crisi di significato e il disorientamento spirituale e morale di milioni di persone, la Chiesa di Dio ha il compito epocale di dare nuovamente speranza alla gente. Ma la Chiesa non è la luce; essa può solo dare testimonianza della luce che illumina ogni persona, di Gesù Cristo, Figlio di Dio e redentore dell’intera umanità.
È dalla conoscenza di Dio che si vede se l’uomo è consapevole della sua vocazione divina e se ha un futuro in questo mondo e oltre.
Una Chiesa preoccupata solo dei propri problemi strutturali sarebbe spaventosamente anacronistica e lontana dalla realtà. Infatti, nel suo essere e nella sua missione essa non è nient’altro che la Chiesa del Dio trino, origine e meta di ogni uomo e dell’intero universo. Una nuova messa a punto dell’autonomia e della collaborazione delle Chiese locali, della collegialità episcopale e del primato del Papa non deve mai perdere di vista la sfida epocale della domanda di Dio.
Nella sua Esortazione apostolica Evangelii gaudium Papa Francesco parla di una salutare «decentralizzazione». La vita della Chiesa non può concentrarsi in così grande misura sul Papa e sulla sua Curia, come se nelle parrocchie, nelle comunità e nelle diocesi si svolgesse solo qualcosa di secondario. Il Papa e i vescovi piuttosto rimandano a Cristo che, solo, dà speranza agli uomini. Il Papa non può e non deve capire centralmente, da Roma, le molteplici condizioni di vita, che emergono per la Chiesa nelle singole nazioni e culture, e risolvere di persona ogni problema locale. Un’eccessiva centralizzazione dell’amministrazione non aiuterebbe la Chiesa, ma piuttosto ostacolerebbe la sua dinamica missionaria (Evangelii gaudium, 32).
Per questo, della nuova evangelizzazione, che è stata il tema dell’ultimo sinodo dei vescovi (7-28 ottobre 2012) fa parte anche un esercizio riformato del primato. Ciò riguarda le istituzioni della guida universale della Chiesa, quindi in modo particolare i dicasteri della Curia Romana, della quale il Papa si avvale nell’esercizio della più alta, piena e immediata potestà della Chiesa universale. I dicasteri «compiono il loro lavoro nel suo nome e nella sua autorità, a vantaggio delle Chiese e al servizio dei sacri pastori» (Christus Dominus, n. 9). Nel senso della nuova evangelizzazione, anche i vescovi, i sinodi e le Conferenze episcopali devono essere consapevoli di una maggiore responsabilità, compresa «una certa competenza magisteriale». Questa, infatti, appartiene loro grazie alla consacrazione e alla missione canonica, e non solo per mezzo di uno speciale mandato del Papa.
«I vescovi che insegnano in comunione col romano Pontefice devono essere da tutti ascoltati con venerazione quali testimoni della divina e cattolica verità» (Lumen gentium, n. 25). Il magistero papale non sostituisce l’insegnamento dei vescovi e la loro azione comune a livello nazionale o anche continentale (per esempio i documenti del Celam: Puebla, Medellín, Santo Domingo, Aparecida) ma lo presuppone e lo promuove nella responsabilità per l’intera Chiesa (Evangelii gaudium, n. 16).
(more…)

Testo del Discorso di papa Francesco all’University of Notre Dame, Indiana USA. Address of Pope Francis, English Text

31 gennaio 2014

 

Sala Clementina
Giovedì, 30 gennaio 2014

Cari Amici,

sono lieto di salutare il Consiglio Direttivo dell’Università Notre Dame in occasione del vostro incontro a Roma, che coincide con l’inaugurazione del Centro Universitario di Roma. Sono fiducioso che il nuovo Centro contribuirà alla missione dell’Università, mettendo in contatto gli studenti con l’unicità delle ricchezze storiche, culturali e spirituali della Città Eterna, e aprendo le loro menti e i loro cuori alla mirabile continuità tra la fede dei santi Pietro e Paolo, quella dei confessori e martiri di ogni epoca, e la fede cattolica trasmessa loro nelle famiglie, nelle scuole e nelle parrocchie. Fin dalla sua fondazione, l’Università Notre Dame ha dato un notevole contributo alla Chiesa nel vostro Paese, con il suo impegno nell’educazione religiosa dei giovani e nell’insegnamento di un sapere ispirato dalla fiducia nell’armonia tra fede e ragione nel perseguimento della verità e della rettitudine. Consapevole della speciale importanza dell’apostolato per la nuova evangelizzazione, desidero esprimere la mia gratitudine per l’impegno che l’Università Notre Dame ha mostrato nel corso degli anni, aiutando e rafforzando l’insegnamento cattolico nella scuola elementare e secondaria negli Stati Uniti.

L’ispirazione che ha guidato Padre Edward Sorin e i primi religiosi della Congregazione della Santa Croce nell’istituire l’Università Notre Dame du Lac rimane centrale, nelle mutate circostanze del secolo XXI, per l’identità che contraddistingue l’Università e il suo servizio alla Chiesa e alla società americana. Nell’Esortazione apostolica sulla gioia del Vangelo ho sottolineato la dimensione missionaria del discepolato cristiano, che ha bisogno di rendersi evidente nella vita delle persone e nel lavoro di ciascuna istituzione ecclesiale. Questo coinvolgimento in un “discepolato missionario” dovrebbe essere percepito in un modo del tutto speciale nelle università cattoliche (cfr nn. 132-134), che, per loro stessa natura, sono impegnate a mostrare l’armonia tra fede e ragione e a mettere in evidenza la rilevanza del messaggio cristiano per una vita umana vissuta in pienezza ed autenticità. A tale riguardo, è essenziale una coraggiosa testimonianza delle università cattoliche nei confronti dell’insegnamento morale della Chiesa e della difesa della libertà di sostenere tali insegnamenti, in quanto proclamati con autorità dal magistero dei Pastori, precisamente nelle e attraverso le istituzioni formative della Chiesa.

(more…)

S. Giovanni Bosco: il “Sogno delle due colonne”

31 gennaio 2014

Il sogno profetico che il santo raccontò la sera del 30 Maggio 1862.

 «Figuratevi — disse — di essere con me sulla spiaggia del mare, o meglio sopra uno scoglio isolato, e di non vedere attorno a voi altro che mare. In tutta quella vasta superficie di acque si vede una moltitudine innumerevole di navi ordinate a battaglia, con le prore terminate a rostro di ferro acuto a mo’ di strale. Queste navi sono armate di cannoni e cariche di fucili, di armi di ogni genere, di materie incendiarie e anche di libri. Esse si avanzano contro una nave molto più grande e alta di tutte, tentando di urtarla con il rostro, di incendiarla e di farle ogni guasto possibile.

A quella maestosa nave, arredata di tutto punto, fanno scorta molte navicelle che da lei ricevono ordini ed eseguono evoluzioni per difendersi dalla flotta avversaria. Ma il vento è loro contrario e il mare agitato sembra favorire i nemici.

In mezzo all’immensa distesa del mare si elevano dalle onde due robuste colonne, altissime, poco distanti l’una dall’altra. Sopra di una vi è la statua della Vergine Immacolata, ai cui piedi pende un largo cartello con questa iscrizione: “Auxilium Christianorum”; sull’altra, che è molto più alta e grossa, sta un’OSTIA di grandezza proporzionata alla colonna, e sotto un altro cartello con le parole: “Salus Credentium”. 

(more…)

Visioni dell’altro mondo dalla Genesi a John Lennon, Di Alessandro Scafi

31 gennaio 2014

 Come i cristiani nei secoli hanno disegnato l’Eden indicandone l’ubicazione esatta sulla terra ·

25 gennaio 2014

Stati Uniti d’America, 9 settembre 1971. Esce Imagine di John Lennon, un invito alla pace intriso di musica e poesia, mentre intorno infuria  la guerra in Vietnam, incombe la minaccia nucleare, incalza l’avidità planetaria delle multinazionali: «Immagina che non ci sia nessun paradiso, provaci, non è poi così difficile, immagina che non ci sia nessun inferno sotto di noi; sopra di noi solo il cielo. Immagina che tutti vivano solo nel presente». Imagine  vola in testa alle classifiche, ma è veramente facile, persino possibile, immaginare un mondo senza altri mondi? Un mondo senza inferno o paradiso e solo il cielo sopra di noi?

Carta del mondo da un manoscritto dell’Apocalisse di Beato di Liébana (inizi del XII secolo)

Se guardiamo alla storia delle religioni sembrerebbe proprio di no: in tanti luoghi e in tutte le epoche gli uomini hanno sempre “immaginato” un altrove dopo i limiti della geografia e un istante oltre i confini della storia, a cui hanno dato il nome di un loro paradiso. Tutte le religioni, tutte le civiltà, tutte le letterature hanno narrato di tempi felici e descritto contrade remote allietate da perpetue primavere e fontane di immortalità. Chi ha avuto il dono della fede evangelica sa che il regno dei cieli è già qui, nella vita sacramentale della Chiesa e nella gioia d’amore dell’anima, e che un paradiso perfetto comunque lo attende, secondo modalità misteriose e imprevedibili, promesso dal Cristo crocifisso. Anche chi ha voluto sostenere che oltre l’universo visibile non c’è proprio niente da scoprire o da godere ha poi cercato di aprire una sua finestra su un altrove felice, come in realtà ha fatto anche John Lennon, auspicando un mondo senza violenze, senza religioni e senza i concetti di inferno e paradiso.

(more…)

Santo di oggi: San Giovanni Bosco Sacerdote, 31 gennaio

31 gennaio 2014

SAN GIOVANNI BOSCO SACERDOTE

31 gennaio

Castelnuovo d’Asti, 16 agosto 1815 – Torino, 31 gennaio 1888

Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere. Sul modello di san Francesco di Sales il suo metodo educativo e apostolico si ispira ad un umanesimo cristiano che attinge motivazioni ed energie alle fonti della sapienza evangelica. Fondò i Salesiani, la Pia Unione dei cooperatori salesiani e, insieme a santa Maria Mazzarello, le Figlie di Maria Ausiliatrice. Tra i più bei frutti della sua pedagogia, san Domenico Savio, quindicenne, che aveva capito la sua lezione: “Noi, qui, alla scuola di Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”. Giovanni Bosco fu proclamato Santo alla chiusura dell’anno della Redenzione, il giorno di Pasqua del 1934. Il 31 gennaio 1988 Giovanni Paolo II lo dichiarò Padre e Maestro della gioventù, “stabilendo che con tale titolo egli sia onorato e invocato, specialmente da quanti si riconoscono suoi figli spirituali”.

Patronato: Educatori, Scolari, Giovani, Studenti, Editori

Etimologia: Giovanni = il Signore è benefico, dono del Signore, dall’ebraico

Martirologio Romano: Memoria di san Giovanni Bosco, sacerdote: dopo una dura fanciullezza, ordinato sacerdote, dedicò tutte le sue forze all’educazione degli adolescenti, fondando la Società Salesiana e, con la collaborazione di santa Maria Domenica Mazzarello, l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, per la formazione della gioventù al lavoro e alla vita cristiana. In questo giorno a Torino, dopo aver compiuto molte opere, passò piamente al banchetto eterno.

(more…)

Preghiera del mattino: Novena della Purificazione (Candelora)

31 gennaio 2014

Novena della Purificazione (Candelora)

Ottavo giorno

 

Questa festa, celebrata con gran distinzione dai Greci sotto il nome dl Hypapanta, cioè incontro di Maria SS. e di     Gesù con Simeone ed Anna, fu instituita dal Papa Gelasio nel 492 per opporre la santa processione colle candele perciò     benedette alla pagana festa delle Lupercali o purificazioni, che con giuochi e assembramenti scandalosi si celebrava    verso la metà di Febbraio.

I. Per quella sì eroica obbedienza che voi esercitaste, o gran Vergine, nell’assoggettarvi alla legge della purificazione, ottenete anche a noi la più esatta obbedienza a tutti i comandi di Dio, della Chiesa e dei nostri maggiori.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

II. Per quell’angelica modestia o celestial divozione con cui voi, o gran Vergine, vi recaste e presentaste nel Tempio, ottenete anche a noi di portarci e stare nel tempio con quell’interno ed esterno raccoglimento che conviene alla casa di Dio.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.

(more…)

Papa Francesco.Omelia feriale quotidiana a s. Marta. Testo e videoregistrazione

31 gennaio 2014

31 gennaio 2014

2Sam 11,1-4.5-10.13-17   Sal 50   Mc 4,26-34

 

Franciscus - miserando atque eligendo

 

 

CONSERVARE IL SENSO DEL PECCATO

( Dalla lettura di oggi,  Davide si invaghisce di Betsabea, moglie di Uria, un suo generale, gliela prende e spedisce il marito in prima linea in battaglia, causandone la morte e di fatto perpetrando un assassinio)

“Davide si trova davanti a un grosso peccato, ma lui non lo sente peccato. Non gli viene in mente di chiedere perdono. Quello che gli viene in mente è: ‘Come risolvo questo?’

A tutti noi può accadere questa cosa. Tutti siamo peccatori e tutti siamo tentati e la tentazione è il pane nostro di ogni giorno. Se qualcuno di noi dicesse: ‘Ma io mai ho avuto tentazioni’, o sei un cherubino o sei un po’ scemo, no? Si capisce… E’ normale nella vita la lotta e il diavolo non sta tranquillo, lui vuole la sua vittoria. Ma il problema – il problema più grave in questo brano – non è tanto la tentazione e il peccato contro il nono comandamento, ma è come agisce Davide. E Davide qui non parla di peccato, parla di un problema che deve risolvere. Questo è un segno! Quando il Regno di Dio viene meno, quando il Regno di Dio diminuisce, uno dei segni è che si perde il senso del peccato.

Ogni giorno, recitando il “Padre Nostro”, noi chiediamo a Dio “Venga il Tuo Regno…”, il che vuol dire cresca il Tuo Regno. Quando  si perde il senso del peccato, si perde anche il senso del Regno di Dio e al suo posto  emerge una visione antropologica superpotente, quella per cuinio posso tutto….

La potenza dell’uomo al posto della gloria di Dio! Questo è il pane di ogni giorno. Per questo la preghiera di tutti i giorni a Dio ‘Venga il tuo Regno, cresca il tuo Regno’, perché la salvezza non verrà dalle nostre furbizie, dalle nostre astuzie, dalla nostra intelligenza nel fare gli affari. La salvezza verrà dalla grazia di Dio e dall’allenamento quotidiano che noi facciamo di questa grazia nella vita cristiana……

Uria diventa allora l’emblema di tutte le vittime della nostra inconfessata superbia

Io vi confesso, quando vedo queste ingiustizie, questa superbia umana, anche quando vedo il pericolo che a me stesso avvenga questo, il pericolo di perdere il senso del peccato, mi fa bene pensare ai tanti Uria della storia, ai tanti Uria che anche oggi soffrono la nostra mediocrità cristiana, quando noi perdiamo il senso del peccato, quando noi lasciamo che il Regno di Dio cada… Questi sono i martiri dei nostri peccati non riconosciuti. Ci farà bene oggi pregare per noi, perché il Signore ci dia sempre la grazia di non perdere il senso del peccato, perché il Regno non cali in noi. Anche portare un fiore spirituale alla tomba di questi Uria contemporanei, che pagano il conto del banchetto dei sicuri, di quei cristiani che si sentono sicuri.

Chiediamo a Dio la grazia che in noi non diminuisca mai la presenza del suo Regno”.

Testo proveniente da Radio Vaticana

 

Video: sulla via di Damasco, L’imprevisto (una comunità di recupero)

31 gennaio 2014

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem
-456af847-1a44-48ee-bf9c-2943366ab052.html

Anno dedicato alla vita consacrata. Conferenza di presentazione. Diretta e registrazione. Testo degli interventi

30 gennaio 2014

 

La diretta potrà essere seguita dalle ore 11.30

 

http://www.radiovaticana.va/player/index_fb.asp?language=it&visualizzazione=VaticanTic&Tic=VA_Q4E5M7YE

Preghiera della sera: Novena a San Giovanni Bosco

30 gennaio 2014

Novena a San Giovanni Bosco

(Novena dal 22 al 30 Gennaio)

9° giorno

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi.

Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre …

(more…)

Poesia di Kahlil Gibran: La storia delle onde

30 gennaio 2014

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.

(more…)

Dicembre l’elleboro , Fiabe e Leggende

30 gennaio 2014

Stando alla leggenda, il bel fiore dalla corolla candida e dal cuore d’oro, sbocciò per la prima volta nei giorni del Natale ad opera di un angelo.
Per questo è anche chiamato ROSA DI NATALE.

(more…)

Tweet del Papa

30 gennaio 2014

 

Non posso immaginare un cristiano che non sappia sorridere. Cerchiamo di dare una testimonianza gioiosa della nostra fede.

(more…)

Una vita spirituale immersa nel mistero di Gesù

30 gennaio 2014

Sì, cari giovani, Gesù vuole essere vostro amico, vostro fratello nella vita, il maestro che vi indica la via da percorrere per giungere alla felicità. Egli vi ama per quello che siete, nella vostra fragilità e debolezza, perché, toccati dal suo amore, possiate essere trasformati. Vivete questo incontro con l’amore di Cristo in un forte rapporto personale con Lui; vivetelo nella Chiesa, anzitutto nei Sacramenti.
Benedetto XVI – Discorso ai giovani 2 Maggio 2010

Leggere le Scritture

30 gennaio 2014

 

 

“La Scrittura, in un modo che le è proprio, è un’epifania del Cristo risorto, che emerge nel mondo del mistero pasquale, un memoriale di Cristo….cos’è infatti l’Evangelo se non Cristo stesso e la salvezza che è in lui, che si diffonde per il mondo?” F.X. Durrwell

Vangelo (Mc 4,26-34) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 31 Gennaio 2014) con commento comunitario

30 gennaio 2014

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,26-34)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

 

Questo è il Vangelo del 31 Gennaio, quello del 30 Gennaio lo potrete trovare qualche post più sotto.

C.M.Martini. Chi è Gesù? Meditazioni

30 gennaio 2014

http://it.radiovaticana.va/news/2014/01/25/chi_e_gesu/orc-767290