Archive for gennaio 2013

1 febbraio 2013. Liturgia del giorno. Venerdì della III settimana del T.O. III settimana del Salterio. Santi.

31 gennaio 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : VERDE

 

LITURGIA DEL GIORNO

 

I Lettura Eb 10,32-39
Avete dovuto sopportare una lotta grande. Non abbandonate dunque la vostra franchezza.
Salmo (Sal 36)
La salvezza dei giusti viene dal Signore.
Vangelo Mc 4,26-34
L’uomo getta il seme e dorme; il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/03VENpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/03VENpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/VenCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

 

Oggi si ricordano santa Verdiana. 

Verdiana nacque a Castelfiorentino da nobile famiglia, per quanto decaduta, nel 1182 ed è coetanea di san Francesco d’Assisi che, secondo la tradizione, le fece visita nel 1221 ammettendola al Terz’ordine francescano. Dopo un pellegrinaggio a Compostela, tornata a Castelfiorentino i suoi concittadini le fecero erigere una piccola cella nella quale Verdiana trascorse 34 anni. Da una piccola finestra assisteva alla Messa dell’attiguo oratorio di Sant’Antonio e parlava con i visitatori. Si racconta che nel giorno della sua scomparsa, il 1° febbraio 1242, la morte venne annunciata dall’improvviso e simultaneo suono delle campane del paese che erano azionate da nessuno.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/39250

 

sant’Orso d’Aosta. Sembra fosse un presbitero di Aosta, che aveva il compito di custodire e celebrare, nella chiesa cimiteriale di san Pietro. Sant’Orso, uomo semplice, pacifico e altruista, viveva da eremita trascorrendo il tempo nella preghiera continua, sia di giorno che di notte, dedito al lavoro manuale per procurarsi il cibo per vivere, accogliendo e consolando e aiutando tutti quelli che a lui accorrevano. Il tutto costellato da miracoli e prodigi, testimonianza della sua santità. Se incerto è il periodo in cui visse (fra il V e l’VIII secolo), più sicuro è il giorno della morte, che poi è diventato il giorno della sua festa: 1 febbraio. Il suo culto, oltre che ad Aosta dove l’antica chiesa di san Pietro è diventata la Collegiata di san Pietro e sant’Orso, si estese anche nella diocesi di Vercelli, Ivrea e altre zone dell’Italia Nord- Occidentale. È invocato contro le inondazioni, le malattie del bestiame. A lui è dedicata la fiera che si tiene nel giorno della vigilia della sua festa ad Aosta

http://www.santiebeati.it/dettaglio/31250

 

santa Brigida d’Irlanda

http://www.santiebeati.it/dettaglio/39300

san Severo di Ravenna

http://www.santiebeati.it/dettaglio/39350

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1/2/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

31 gennaio 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 4:26-34. 
Jesus said to the crowds: “This is how it is with the Kingdom of God; it is as if a man were to scatter seed on the land
and would sleep and rise night and day and the seed would sprout and grow, he knows not how.
Of its own accord the land yields fruit, first the blade, then the ear, then the full grain in the ear.
And when the grain is ripe, he wields the sickle at once, for the harvest has come.”
He said, “To what shall we compare the kingdom of God, or what parable can we use for it?  (more…)

Vangelo (Mc 4,26-34) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 1 Febbraio 2013) con commento comunitario

31 gennaio 2013

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,26-34)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Video: A sua immagine, Il libro del card. Bagnasco

31 gennaio 2013

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2013-01-27&ch
=1&v=174528&vd=2013-01-27&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per pochi giorni.

I sogni di s. Giovanni Bosco

30 gennaio 2013

 

Dalle Memorie di s. Giovanni Bosco

 

« A 9 anni ho fatto un sogno. Mi pareva di essere vicino a casa, in un cortile molto vasto, dove si divertiva una gran quantità di ragazzi. Alcuni ridevano, altri giocavano, non pochi bestemmiavano. Al sentire le bestemmie, mi slanciai in mezzo a loro. Cercai di farli tacere usando pugni e parole.

In quel momento apparve un uomo maestoso, vestito nobilmente. Un manto bianco gli copriva tutta la persona. La sua faccia era così luminosa che non riuscivo a fissarla. Egli mi chiamò per nome e mi ordinò di mettermi a capo di quei ragazzi. Aggiunse: «Dovrai farteli amici non con le percosse ma con la mansuetudine e la carità. Su, parla, spiegagli che il peccato è una cosa cattiva e che l’amicizia con il Signore è un bene prezioso». Confuso e spaventato risposi che io ero un ragazzo povero e ignorante, che non ero capace di parlare di religione a quei monelli. (more…)

31 gennaio 2013. Liturgia del giorno. Giovedì della III settimana del T.O. III settimana del Salterio. Santi.

30 gennaio 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  MEMORIA (S. Giovanni Bosco)

Colore liturgico : BIANCO

 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Eb 10,19-25
Nella pienezza della fede, manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza per stimolarci a vicenda nella carità.
Salmo (Sal 23)
Noi cerchiamo il tuo volto, Signore.
Vangelo Mc 4,21-25
La lampada viene per essere messa sul candelabro. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0131lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0131vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/GioCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

 

Oggi si ricorda san Giovanni Bosco. Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere. Sul modello di san Francesco di Sales il suo metodo educativo e apostolico si ispira ad un umanesimo cristiano che attinge motivazioni ed energie alle fonti della sapienza evangelica. Fondò i Salesiani, la Pia Unione dei cooperatori salesiani e, insieme a santa Maria Mazzarello, le Figlie di Maria Ausiliatrice. Tra i più bei frutti della sua pedagogia, san Domenico Savio, quindicenne, che aveva capito la sua lezione: “Noi, qui, alla scuola di Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”. Giovanni Bosco fu proclamato Santo alla chiusura dell’anno della Redenzione, il giorno di Pasqua del 1934. Il 31 gennaio 1988 Giovanni Paolo II lo dichiarò Padre e Maestro della gioventù, stabilendo che “con tale titolo egli sia onorato e invocato, specialmente da quanti si riconoscono suoi figli spirituali”

http://www.santiebeati.it/dettaglio/22600

http://www.sdb.org/

Si ricorda anche santa Marcella. 

Agli inizi del 411 muore Marcella, nobildonna romana ricordata come la prima promotrice della vita monastica femminile nella città di Roma.
La sua vita ci è narrata con ampi dettagli storici e spirituali da Girolamo, che la conobbe attorno al 382 in occasione del suo soggiorno romano. Marcella, nata poco prima del 330, era di famiglia illustre. I fatti decisivi della sua vita furono la sua precoce vedovanza, dopo soli sette mesi di matrimonio, e l’incontro con le Vite dei padri del deserto che cominciavano a circolare in occidente grazie ad Atanasio.
Ritiratasi nella propria casa sull’Aventino, Marcella decise di condurre una vita di rinuncia, alla ricerca della povertà di cuore necessaria per poter comprendere le Scritture e fare la volontà di Dio. E delle Scritture Marcella divenne un’apprezzata interprete.
A lei si unirono col tempo altre giovani donne animate da analoghe intenzioni. Sebbene non fossero né le prime né le uniche donne a cercare di costituire un nucleo monastico nella capitale dell’impero, l’incontro con Girolamo diede loro, assieme a una sicura guida spirituale, una notorietà che è giunta fino ai nostri giorni.
Quando due sue compagne, Paola ed Eustochio, decisero di seguire il loro padre spirituale in Palestina, Marcella ritenne di non dover abbandonare il luogo di solitudine che era riuscita a crearsi nel cuore della città. Neppure l’arrivo dei goti di Alarico, della cui brutalità anche Marcella fece l’esperienza, le impedì di rimanere serenamente sino alla fine nel suo piccolo monastero cittadino, a ricercare la volontà di Dio nell’ascolto orante della sua Parola. (tratto dahttp://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/39200

san Geminiano, ?-348, vescovo di Modena

http://www.santiebeati.it/dettaglio/39175

( Affresco nella Basilica di s. Giulio)

san Giulio. Il culto di san Giulio è molto vivo nella zona del Lago d’Orta, nell’Alto Novarese, dove esiste una chiesa, che sarebbe stata originariamente da lui edificata, nella quale è sepolto. Sulla sua figura storica non ci sono, però, notizie certe. La sua vicenda si intrecciò, infatti, con quella di un san Giuliano. Alcune fonti li indicano come fratelli, altri studiosi ipotizzano una confusione di nomi per la stessa persona. Secondo la più antica “Vita” (VII sec.), i due fratelli erano greci del IV secolo, trasferitisi in Italia perché disgustati dagli errori degli eretici e perseguitati. Dimorarono presso Roma e poi attraversarono la Penisola, fermandosi sul Lago d’Orta. Qui costruirono la novantanovesima chiesa, a Gozzano, e la centesima, dedicata ai santi Pietro e Paolo, sull’isola lacustre. Nella prima, dedicata a San Lorenzo, rimase Giuliano. Dei due antichi edifici non resta nulla e gli attuali non risalgono a prima del IX secolo.

san Ciro e san Giovanni, martiri ad Alessandria

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90327

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90328

san Francesco Saverio Maria Bianchi. Nato ad Arpino, nel Frusinate, il 2 dicembre 1743, Francesco Saverio Maria Bianchi studiò nel Seminario di Nola e all’università di Napoli. Nel 1762 entrò nell’Ordine dei Barnabiti e proseguì gli studi a Macerata, Roma e ancora Napoli dove fu ordinato sacerdote nel 1767. Dedicatosi all’insegnamento rivestì importanti incarichi. Ma oltre che allo studio si dedicò alle opere di carità. Dedito alla penitenza non vi rinunciò neanche quando fu colpito da una misteriosa malattia alle gambe che lo immobilizzò negli ultimi tredici anni della sua vita: anzi, negli ultimi tre anni riuscì prodigiosamente a celebrare Messa tra molte difficoltà fisiche. Morì a Napoli il 31 gennaio 1815. Leone XIII lo beatificò il 22 gennaio 1893 e Pio XII lo canonizzò il 21 ottobre 1951. Il suo corpo è conservato nella chiesa di Santa Maria di Caravaggio a Napoli

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91308

31/1/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

30 gennaio 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 4:21-25. 
He said to them, “Is a lamp brought in to be placed under a bushel basket or under a bed, and not to be placed on a lampstand?
For there is nothing hidden except to be made visible; nothing is secret except to come to light.
Anyone who has ears to hear ought to hear.”
He also told them, “Take care what you hear. The measure with which you measure will be measured out to you, and still more will be given to you.
To the one who has, more will be given; from the one who has not, even what he has will be taken away.”
(more…)

Vangelo (Mc 4,21-25) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 31 Gennaio 2013) con commento comunitario

30 gennaio 2013

dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,21-25)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Tredicesima catechesi di Benedetto XVI sulla fede

30 gennaio 2013

http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/30401.php?
index=30401&po_date=30.01.2013&lang=it

Video: A sua immagine, Frate Metallo, un cappuccino rock

30 gennaio 2013

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2013-01-26&ch=1&v
=174103&vd=2013-01-26&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per alcuni giorni.

Una preghiera: Tu vieni a noi

29 gennaio 2013

  Gesù tu vieni a noi

 Gesù tu vieni a noi nel nostro buio
per farci volgere all’aurora
fa’ che scorgiamo il tuo passare
noi vedremo la Luce nella luce.

Nell’ombra che era in noi tu sei disceso
e ci hai portati al tuo splendore
invita al regno ogni uomo
per ciascuno sia l’ora dell’ascolto.

Noi presentiamo a te o nostra vita
la povertà dei nostri cuori
affretta il giorno che tu sai
sboccerà dalla terra la salvezza.

Noi diamo lode a te Gesù Signore
che nella gloria tornerai
tu ci conduci al Padre tuo
nello Spirito santo dono eterno.

CONTEMPLAZIONE

 R. Vieni, Signore Gesù!

Signore, venga il tuo giorno:
e la nostra miseria incontrerà la tua misericordia. R.

Signore, venga il tuo giorno:
e il nostro cammino terminerà nel tuo regno.  R.

Signore, venga il tuo giorno:
e le nostre lacrime svaniranno davanti al tuo volto. R.

Signore, venga il tuo giorno:
e il nostro cuore riposerà in te. R.

Signore, venga il tuo giorno:
e la tua chiesa ti incontrerà come Sposo. R.

ORAZIONE
Dio nostro Padre,
che in questa notte ci hai conservati nella tua amicizia,
resta con noi durante il giorno che incomincia,
affinché pensiamo, parliamo e agiamo
secondo la tua volontà:
come fai splendere il sole sul mondo,
illumina la nostra intelligenza con la luce del tuo Spirito,
affinché camminiamo nella via della giustizia.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.

30 gennaio 2013. Liturgia del giorno. Mercoledì della III settimana del T.O. III settimana del Salterio. Santi.

29 gennaio 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : VERDE

 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Eb 10,11-18
Ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.
Salmo (Sal 109)
Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.
Vangelo Mc 4,1-20
Il seminatore uscì a seminare.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/03MERpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/03MERpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/MerCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Oggi si ricordano santa Giacinta Marescotti.

Nacque nel 1585, nel castello di Vignanello (Viterbo), Clarice, la figlia del principe Marcantonio Marescotti. Dopo una travagliata giovinezza entrò, costretta e contro il suo volere, nel convento delle clarisse. Dopo tempo, grazie alla guida spirituale del suo confessore, decise di cambiare e si votò alla povertà, ora liberamente scelta. Devota dello Spirito Santo, lo invocava di continuo perché accrescesse il suo amore verso Dio e verso il prossimo. Intraprese due importanti opere di carità: I Sacconi, infermieri, per l’assistenza agli ammalati, gli Oblati di Maria per la cura delle persone anziane. Morì a Viterbo nel 1640, subito venerata come santa dalle consorelle e dai fedeli.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/31150

santa Martina, figlia di un nobile romano, sarebbe stata diaconessa  che per aver rifiutato di fronte al tribunale di Alessandro Severo di sacrificare ad Apollo, dopo molti tormenti, fu condannata a morte. La più antica notizia su Martina è che papa Onorio I le dedicò una chiesa nel Foro.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/39150

san Teofilo il Giovane, martire nel 792. Era a capo di una flotta persiana, quando fu catturato e  imprigionato presso Cipro dai Saraceni..

http://www.santiebeati.it/dettaglio/64050

santa Alda, badessa al tempo di re Dagoberto.,

san David Galvan Bermundez , sacerdote martire a Guadalajara durante le persecuzioni messicane.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90123

sant’Adelmo, abate di Burgos, ?-1097

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90556

santa Batide, regina dei Franchi. Di origine anglosassone, Batilde durante un viaggio fu catturata da alcuni pirati e venduta in Francia, nel 641, ad Erchinoaldo, dignitario di corte di Neustria, che, dopo essere rimasta vedovo, voleva sposarla. L’ex schiava si rifiutò, accettando poi di sposare Clodoveo II re di Neustria e di Borgogna. Ebbe tre figli, Clotario III, Tierrico III e Childerico II. Nel 657 Batilde divenne vedova e quindi reggente del regno in nome del figlio Clotario; con la guida dell’abate Genesio, si diede alle opere di carità, aiutando i poveri e i monasteri. Lottò strenuamente contro la simonia e contro la schiavitù, che fu interdetta per i cristiani, mentre con proprio denaro restituì la libertà a moltissimi schiavi. Quando il figlio Clotario III raggiunse la maggiore età, Batilde si ritirò nel monastero di Chelles, nella diocesi di Parigi, che lei stessa nel 662, aveva fatto restaurare. Vi morì nel 680. Fu sepolta a Chelles, accanto al figlio Clotario III, morto nel 670.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90351

30/1/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

29 gennaio 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 4:1-20. 
On another occasion he began to teach by the sea. A very large crowd gathered around him so that he got into a boat on the sea and sat down. And the whole crowd was beside the sea on land.
And he taught them at length in parables, and in the course of his instruction he said to them,
Hear this! A sower went out to sow.
And as he sowed, some seed fell on the path, and the birds came and ate it up.
Other seed fell on rocky ground where it had little soil. It sprang up at once because the soil was not deep.
And when the sun rose, it was scorched and it withered for lack of roots.
Some seed fell among thorns, and the thorns grew up and choked it and it produced no grain.
And some seed fell on rich soil and produced fruit. It came up and grew and yielded thirty, sixty, and a hundredfold.”
He added, “Whoever has ears to hear ought to hear.”
And when he was alone, those present along with the Twelve questioned him about the parables.
He answered them, “The mystery of the kingdom of God has been granted to you. But to those outside everything comes in parables,
so that ‘they may look and see but not perceive, and hear and listen but not understand, in order that they may not be converted and be forgiven.'”
Jesus said to them, “Do you not understand this parable? Then how will you understand any of the parables? (more…)

Vangelo (Mc 4,1-20) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 30 Gennaio 2013) con commento comunitario

29 gennaio 2013

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,1-20)

In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.

Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre pati caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».

E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

Le preghiere della sera

29 gennaio 2013

Ti adoro

Ti adoro, mio Dio
e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato,
fatto cristiano e conservato in questo giorno.
Perdonami il male oggi commesso,
e se qualche bene ho compiuto, accettalo.
Custodiscimi nel riposo
e liberami dai pericoli.
La Tua grazia sia sempre con me
e con tutti i miei cari.
Agli agonizzanti che
in questa notte morranno dona il Paradiso
e ai fedeli defunti dona il riposo eterno
Amen

Esame di coscienza

Mio Dio, mi pento e mi dolgo

con tutto il cuore dei miei peccati,
perché peccando ho meritato i tuoi castighi
e molto più perché ho offeso Te,
infinitamente buono
e degno di essere amato sopra ogni cosa.
Propongo col Tuo santo aiuto
di non offenderti mai più
e di fuggire le occasioni prossime
di peccato.
Signore, misericordia, perdonami.

A Gesù Bambino

O Santo Bambino Gesù Benedicimi
Gloria al Padre
O Santo Bambino Gesù Benedicimi
Gloria al Padre
O Santo Bambino Gesù Benedicimi
Gloria al Padre

Preghiera a Maria SS. prima del riposo notturno

Affidando a lei, alla sua protezione,
tutto il nostro essere;anima e corpo.

“ O Vergine, si fa tardi,
tutto si addormenta sulla terra,
è l’ora del riposo: non abbandonarmi !
Metti la tua mano sui miei occhi

Come una buona madre.
Chiudili dolcemente alle cose di quaggiù.
L’anima mia è stanca di affanni e di tristezze,
la fatica che mi attende è qui a me vicina.
Metti la tua mano sulla mia fronte,
arresta il mio pensiero.
Dolce sarà il mio riposo,
se benedetto da te.
Perché domani il tuo povero figlio
Si desti più forte
E riprenda allegramente

Il peso del nuovo giorno.
Metti la tua mano sul mio cuore.
Lui solo vegli sempre e
Ridica al suo Dio
Un amore eterno.

Salmo 40 (39) _ Il Verbo obbediente

29 gennaio 2013

Ho sperato: ho sperato nel Signore

ed egli su di me si è chinato,

ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha tratto dalla fossa della morte,

dal fango della palude;

i miei piedi ha stabilito sulla roccia,

ha reso sicuri i miei passi.

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo:

lode al nostro Dio.

 

Molti vedranno e avranno timore

e confideranno nel Signore.

Beato l’uomo che spera nel Signore

e non si mette dalla parte dei superbi,

né si volge a chi segue la menzogna.

Quanti prodigi hai fatto, Signore Dio mio,

quali disegni in nostro favore!

Nessuno a te si può paragonare.

Se li voglio annunziare e proclamare,

sono troppi per essere contati.

 

Sacrificio e offerta non gradisci,

gli orecchi mi hai aperto.

Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.

Allora ho detto: «Ecco, io vengo.

Sul rotolo del libro di me è scritto

che io faccia il tuo volere.

Mio Dio, questo io desidero,

la tua legge è nel profondo del mio cuore».

 

Ho annunziato la tua giustizia

nella grande assemblea;

vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore: tu lo sai.

Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore,

la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato.

Non ho nascosto la tua grazia

e la tua fedeltà alla grande assemblea.

 

Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia;

la tua fedeltà e la tua grazia mi proteggano sempre,

poiché mi circondano mali senza numero,

le mie colpe mi opprimono e non posso più vedere.

Sono più dei capelli del mio capo,

il mio cuore viene meno.

 

Degnati, Signore, di liberarmi;

accorri, Signore, in mio aiuto.

Siano confusi e coperti di vergogna

quanti cercano di togliermi la vita.

Retrocedano coperti d’infamia

quelli che godono della mia sventura.

Siano presi da tremore e da vergogna

quelli che mi scherniscono.

 

Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano.

Dicano sempre: «Il Signore è grande»,

quelli che bramano la tua salvezza.

Io sono povero e infelice; di me ha cura il Signore.

Tu, mio aiuto e mia liberazione,

mio Dio, non tardare!

 

Salmo 40(39), 1_18

 

Un cuore di pietra, un cuore di carne e la spiritualità-cultura

29 gennaio 2013

Ez cap 11: 17 Riferisci: Così dice il Signore Dio: Vi raccoglierò in mezzo alle genti e vi radunerò dalle terre in cui siete stati dispersi e a voi darò il paese d’Israele. 18 Essi vi entreranno e vi elimineranno tutti i suoi idoli e tutti i suoi abomini. 19 Darò loro un cuore nuovo e uno spirito nuovo metterò dentro di loro; toglierò dal loro petto il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne, 20 perché seguano i miei decreti e osservino le mie leggi e li mettano in pratica; saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio.
Mi pare veramente significativo: un cuore integrale nello Spirito, solo lo Spirito può rendere il cuore “di carne”, tendenzialmente pienamente umano.Non è oggi il razionalismo nelle sue varie forme, anche quelle residue, una possibile causa del cuore di pietra?

29 gennaio 2013. Liturgia del giorno. Martedì della III settimana del T.O. III settimana del Salterio. Santi.

28 gennaio 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : VERDE

 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Eb 10,1-10
Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà.
Salmo (Sal 39)
Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.
Vangelo Mc 3,31-35
Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/03MARpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/03MERpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/MerCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Oggi si ricordano san Costanzo di Perugia, vescovo e martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/39050

san Giuliano l’ospitaliere, protettore della città di Macerata

http://www.santiebeati.it/dettaglio/36750

san Valerio di Ravenna,vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/38950

sant’Agnese da Bagno di Romagna, XII sec., camldolese

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90290

san Valerio, vescovo di Treviri, visse tra il III e il IV secolo. Poco si sa di lui. La tradizione lo descrive come un uomo buono, eloquente ed evangelizzatore. La sua esistenza è attestata da un’iscrizione che un tempo era nella chiesa di S. Mattia di Treviri, dove in un sarcofago di tardo stile romanico, sono conservate oggi le sue reliquie.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/39000

santa Sabina di Toyes

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90704

sant’Aquilino. Nacque a Würzburg, in Germania, da una famiglia nobile. Presto si avvicinò alla fede cattolica compiendo gli studi teologici a Colonia, dove diventò prete. Rifiutò, però, la carica di vescovo che gli fu proposta, perché desiderava dedicarsi interamente al ministero e alla preghiera. Per questo fuggì a Parigi, dove curò gli ammalati di colera, guarendoli miracolosamente e, anche qui, gli fu offerto l’incarico di vescovo, che rifiutò nuovamente scappando a Pavia. La città, però, era in mano a seguaci dell’arianesimo e del catarismo, eresie contro cui Aquilino predicava e che gli costarono la vita nel momento in cui si recò a Milano, dove, in una notte del 1015, venne accoltellato da un gruppo di eretici. Il suo cadavere fu tratto da una fogna, nei pressi di Porta Ticinese da alcuni facchini, che lo portarono nell’oratorio della vicina basilica di San Lorenzo. Il suo corpo fu poi sepolto nella Cappella della Regina, che fu subito intitolata al santo. In questa cappella, a tutt’oggi, si può vedere l’urna che ne conserva le reliquie.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90311

29/1/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

28 gennaio 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 3:31-35. 
The mother of Jesus and his brothers arrived at the house. Standing outside, they sent word to Jesus and called him.
A crowd seated around him told him, “Your mother and your brothers (and your sisters) are outside asking for you.”
But he said to them in reply, “Who are my mother and (my) brothers?”
And looking around at those seated in the circle he said, “Here are my mother and my brothers.
(For) whoever does the will of God is my brother and sister and mother.”

(more…)

Vangelo (Mc 3,31-35) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 29 Gennaio 2013) con commento comunitario

28 gennaio 2013

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,31-35)

In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.

Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».

Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Benedetto XVI. Omelia durante la celebrazione dei Vespri a conclusione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

28 gennaio 2013

 

 


Cari fratelli e sorelle!

(….)
Questa celebrazione si inserisce nel contesto dell’Anno della fede, iniziato l’11 ottobre scorso, cinquantenario dell’apertura del Concilio Vaticano II.
La comunione nella stessa fede è la base per l’ecumenismo. L’unità, infatti, è donata da Dio come inseparabile dalla fede; lo esprime in maniera efficace san Paolo: «Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti» (Ef 4,4-6). La professione della fede battesimale in Dio, Padre e Creatore, che si è rivelato nel Figlio Gesù Cristo, effondendo lo Spirito che vivifica e santifica, già unisce i cristiani. Senza la fede – che è primariamente dono di Dio, ma anche risposta dell’uomo – tutto il movimento ecumenico si ridurrebbe ad una forma di “contratto” cui aderire per un interesse comune. Il Concilio Vaticano II ricorda che i cristiani «con quanta più stretta comunione saranno uniti col Padre, col Verbo e con lo Spirito Santo, con tanta più intima e facile azione potranno accrescere la mutua fraternità» (Decr. Unitatis redintegratio, 7). Le questioni dottrinali che ancora ci dividono non devono essere trascurate o minimizzate. Esse vanno piuttosto affrontate con coraggio, in uno spirito di fraternità e di rispetto reciproco. Il dialogo, quando riflette la priorità della fede, permette di aprirsi all’azione di Dio con la ferma fiducia che da soli non possiamo costruire l’unità, ma è lo Spirito Santo che ci guida verso la piena comunione, e fa cogliere la ricchezza spirituale presente nelle diverse Chiese e Comunità ecclesiali.
Nella società attuale sembra che il messaggio cristiano incida sempre meno nella vita personale e comunitaria; e questo rappresenta una sfida per tutte le Chiese e le Comunità ecclesiali. L’unità è in se stessa un mezzo privilegiato, quasi un presupposto per annunciare in modo sempre più credibile la fede a coloro che non conoscono ancora il Salvatore, o che, pur avendo ricevuto l’annuncio del Vangelo, hanno quasi dimenticato questo dono prezioso. Lo scandalo della divisione che intaccava l’attività missionaria fu l’impulso che diede inizio al movimento ecumenico quale oggi lo conosciamo. La piena e visibile comunione tra i cristiani va intesa, infatti, come una caratteristica fondamentale per una testimonianza ancora più chiara. Mentre siamo in cammino verso la piena unità, è necessario allora perseguire una collaborazione concreta tra i discepoli di Cristo per la causa della trasmissione della fede al mondo contemporaneo. Oggi c’è grande bisogno di riconciliazione, di dialogo e di comprensione reciproca, in una prospettiva non moralistica, ma proprio in nome dell’autenticità cristiana per una presenza più incisiva nella realtà del nostro tempo.
La vera fede in Dio poi è inseparabile dalla santità personale, come anche dalla ricerca della giustizia. Nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che oggi si conclude, il tema offerto alla nostra meditazione era: «Quel che il Signore esige da noi», ispirato alle parole del profeta Michea (cfr 6, 6-8). Esso è stato proposto dallo Student Christian Movement in India, in collaborazione con la All India Catholic University Federation ed il National Council of Churches in India, che hanno preparato anche i sussidi per la riflessione e la preghiera. A quanti hanno collaborato desidero esprimere la mia viva gratitudine e, con grande affetto, assicuro la mia preghiera a tutti i cristiani dell’India, che a volte sono chiamati a rendere testimonianza della loro fede in condizioni difficili. «Camminare umilmente con Dio» significa anzitutto camminare nella radicalità della fede, come Abramo, fidandosi di Dio, anzi riponendo in Lui ogni nostra speranza e aspirazione, ma significa anche camminare oltre le barriere, oltre l’odio, il razzismo e la discriminazione sociale e religiosa che dividono e danneggiano l’intera società. Come afferma san Paolo, i cristiani devono offrire per primi un luminoso esempio nella ricerca della riconciliazione e della comunione in Cristo, che superi ogni tipo di divisione. Nella Lettera ai Galati, l’Apostolo delle genti afferma: «Tutti voi siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (3,27-28).
La nostra ricerca di unità nella verità e nell’amore, infine, non deve mai perdere di vista la percezione che l’unità dei cristiani è opera e dono dello Spirito Santo e va ben oltre i nostri sforzi. Pertanto, l’ecumenismo spirituale, specialmente la preghiera, è il cuore dell’impegno ecumenico (cfr Decr. Unitatis redintegratio, 8). Tuttavia, l’ecumenismo non darà frutti duraturi se non sarà accompagnato da gesti concreti di conversione che muovano le coscienze e favoriscano la guarigione dei ricordi e dei rapporti. Come afferma il Decreto sull’ecumenismo del Concilio Vaticano II, «non esiste un vero ecumenismo senza interiore conversione» (n. 7). Un’autentica conversione, come quella suggerita dal profeta Michea e di cui l’apostolo Paolo è un significativo esempio, ci porterà più vicino a Dio, al centro della nostra vita, in modo da avvicinarci maggiormente anche gli uni agli altri. È questo un elemento fondamentale del nostro impegno ecumenico. Il rinnovamento della vita interiore del nostro cuore e della nostra mente, che si riflette nella vita quotidiana, è cruciale in ogni dialogo e cammino di riconciliazione, facendo dell’ecumenismo un impegno reciproco di comprensione, rispetto e amore, «affinché il mondo creda» (Gv 17,21).
Cari fratelli e sorelle, invochiamo con fiducia la Vergine Maria, modello impareggiabile di evangelizzazione, affinché la Chiesa, «segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano» (Cost. Lumen gentium, 1), annunci con franchezza, anche nel nostro tempo, Cristo Salvatore. Amen.

Benedetto XVI. Angelus di domenica 27 gennaio 2012

28 gennaio 2013

 

PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle!

La liturgia odierna ci presenta, uniti insieme, due brani distinti del Vangelo di Luca. Il primo (1,1-4) è il prologo, indirizzato ad un certo «Teofilo»; poiché questo nome in greco significa «amico di Dio», possiamo vedere in lui ogni credente che si apre a Dio e vuole conoscere il Vangelo. Il secondo brano (4,14-21), invece, ci presenta Gesù che «con la potenza dello Spirito» si reca di sabato nella sinagoga di Nazaret.
Da buon osservante, il Signore non si sottrae al ritmo liturgico settimanale e si unisce all’assemblea dei suoi compaesani nella preghiera e nell’ascolto delle Scritture. Il rito prevede la lettura di un testo della Torah o dei Profeti, seguita da un commento. Quel giorno Gesù si alzò a leggere e trovò un passo del profeta Isaia che inizia così: «Lo Spirito del Signore Dio è su di me, / perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; / mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri» (61,1-2). Commenta Origene: «Non è un caso che egli abbia aperto il rotolo e trovato il capitolo della lettura che profetizza su di lui, ma anche questo fu opera della provvidenza di Dio» (Omelie sul Vangelo di Luca, 32, 3). Gesù infatti, terminata la lettura, in un silenzio carico di attenzione, disse: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete [ora] ascoltato» (Lc 4,21). San Cirillo d’Alessandria afferma che l’«oggi», posto tra la prima e l’ultima venuta di Cristo, è legato alla capacità del credente di ascoltare e ravvedersi (cfr PG 69, 1241). Ma, in un senso ancora più radicale, è Gesù stesso «l’oggi» della salvezza nella storia, perché porta a compimento la pienezza della redenzione. Il termine «oggi», molto caro a san Luca (cfr 19,9; 23,43), ci riporta al titolo cristologico preferito dallo stesso Evangelista, cioè «salvatore» (sōtēr). Già nei racconti dell’infanzia, esso è presentato nelle parole dell’angelo ai pastori: «Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, Cristo Signore» (Lc 2,11).
Cari amici, questo brano interpella «oggi» anche noi. Anzitutto ci fa pensare al nostro modo di vivere la domenica: giorno del riposo e della famiglia, ma prima ancora giorno da dedicare al Signore, partecipando all’Eucaristia, nella quale ci nutriamo del Corpo e Sangue di Cristo e della sua Parola di vita. In secondo luogo, nel nostro tempo dispersivo e distratto, questo Vangelo ci invita ad interrogarci sulla nostra capacità di ascolto. Prima di poter parlare di Dio e con Dio, occorre ascoltarlo, e la liturgia della Chiesa è la “scuola” di questo ascolto del Signore che ci parla. Infine, ci dice che ogni momento può divenire un «oggi» propizio per la nostra conversione.
Ogni giorno (kathēmeran) può diventare l’oggi salvifico, perché la salvezza è storia che continua per la Chiesa e per ciascun discepolo di Cristo. Questo è il senso cristiano del «carpe diem»: cogli l’oggi in cui Dio ti chiama per donarti la salvezza!
La Vergine Maria sia sempre il nostro modello e la nostra guida nel saper riconoscere e accogliere, ogni giorno della nostra vita, la presenza di Dio, Salvatore nostro e di tutta l’umanità.

DOPO L’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle,

ricorre oggi la “Giornata della Memoria” in ricordo dell’Olocausto delle vittime del nazismo. La memoria di questa immane tragedia, che colpì così duramente soprattutto il popolo ebraico, deve rappresentare per tutti un monito costante affinché non si ripetano gli orrori del passato, si superi ogni forma di odio e di razzismo e si promuovano il rispetto e la dignità della persona umana.

Si celebra oggi anche la sessantesima Giornata mondiale dei malati di lebbra. Esprimo la mia vicinanza alle persone che soffrono per questo male e incoraggio i ricercatori, gli operatori sanitari e i volontari, in particolare quanti fanno parte di organizzazioni cattoliche e dell’Associazione Amici di Raoul Follereau. Invoco per tutti il sostegno spirituale di san Damiano de Veuster e di santa Marianna Cope, che hanno dato la vita per i malati di lebbra.

In questa domenica ricorre anche una speciale Giornata di intercessione per la pace in Terra Santa. Ringrazio quanti la promuovono in molte parti del mondo e saluto in particolare quelli qui presenti.

(…..)

Salmo 98(97) _ Inno a Dio, che dona salvezza

28 gennaio 2013

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.

Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.

Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;

con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.

Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.

I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne

davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.

Salmo 98(97) ,1-9

 

 

PREGHIERE DEL MATTINO.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
TI ADORO.
Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore.

Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte.

Ti offro le azioni della giornata,

fa’ che siano tutte secondo la tua santa volontà per la maggior tua gloria.

Preservami dal peccato e da ogni male.

La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari.

Amen.

 

PADRE NOSTRO.
Padre nostro, che sei nei cieli sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e

non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

Amen.

28 gennaio 2013. Liturgia del giorno. Lunedì della III settimana del T.O. III settimana del Salterio. Santi.

28 gennaio 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  MEMORIA  (S. Tommaso d’Aquino)

Colore liturgico : BIANCO

 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Eb 9,15.24-28
Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta a coloro che l’aspettano.
Salmo (Sal 97)
Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie.
Vangelo Mc 3,22-30
Satana è finito.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0128lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0128vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/LunCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Nel 1274, mentre si sta recando al concilio di Lione, muore nei pressi dell’abbazia di Fossanova Tommaso d’Aquino, frate domenicano.
Nato nei pressi di Aquino, vicino a Napoli, Tommaso entrò a circa diciotto anni nell’Ordine dei predicatori. Discepolo di Alberto Magno a Colonia e a Parigi, egli insegnò in queste città e poi a Roma, Bologna e Napoli. Tommaso fu autore di una considerevolissima opera teologica, che lasciò incompiuta, e fu con Bonaventura il più grande pensatore cristiano d’occidente del XIII secolo.
La sua originalità sta soprattutto nel modo in cui seppe esprimere la fede della chiesa nella cultura del suo tempo, specie per ciò che concerne la teologia della creazione e della libertà dell’uomo, partendo dalla Scrittura e dai padri della chiesa, e accogliendo la allora recente riscoperta del pensiero aristotelico.
Umile e sapiente, egli seppe unire uno spirito speculativo alla prudenza di uno spirito pratico, il dominio di un temperamento violento alla tenera devozione per Cristo crocifisso e al dialogo continuo con Dio.
Tommaso fu proclamato dottore della chiesa da papa Pio V nel 1567, e la sua teologia ebbe un ruolo di primissimo piano nei secoli successivi, soprattutto al concilio di Trento, dove alla sua Summa theologiae fu accordato un onore senza precedenti nella storia delle chiese d’oriente e d’occidente.

L’insegnamento cristiano fa uso anche della ragione umana, non però per dimostrare la fede – in tal modo si disconoscerebbe il merito proprio della fede -, ma per chiarire alcuni punti che si tramandano nell’insegnamento stesso. poiché infatti la grazia non distrugge la natura, ma anzi la porta a compimento, è bene che la ragione si ponga al servizio della fede, allo stesso modo in cui l’inclinazione naturale della volontà asseconda la carità. Per questo l’Apostolo afferma: «Rendete ogni intelligenza soggetta all’obbedienza di Cristo» (Tommaso d’Aquino, dalla Summa theologiae).

28/1/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

28 gennaio 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 3:22-30. 
The scribes who had come from Jerusalem said of Jesus, “He is possessed by Beelzebul,” and “By the prince of demons he drives out demons.”
Summoning them, he began to speak to them in parables, “How can Satan drive out Satan?
If a kingdom is divided against itself, that kingdom cannot stand.
And if a house is divided against itself, that house will not be able to stand.
And if Satan has risen up against himself and is divided, he cannot stand; that is the end of him.
But no one can enter a strong man’s house to plunder his property unless he first ties up the strong man. Then he can plunder his house.
Amen, I say to you, all sins and all blasphemies that people utter will be forgiven them.
But whoever blasphemes against the holy Spirit will never have forgiveness, but is guilty of an everlasting sin.”
For they had said, “He has an unclean spirit.”

(more…)

Video: Sulla via di Damasco, I monaci di Camaldoli

28 gennaio 2013

http://www.sullaviadidamasco.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/
ContentItem-254db9eb-a7a0-4eef-8bba-1d1f2a4d32c5.html

Vangelo (Mc 3,22-30) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 28 Gennaio 2013) con commento comunitario

27 gennaio 2013

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,22-30)

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».

Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.

Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.

In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».

Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

Video: Zucchero racconta la sua carriera musicale

27 gennaio 2013

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem
-2662deef-03d6-4bb6-931f-d38c3a0d5a30.html

Preghiera di perdono. Giornata della memoria. 27 gennaio

26 gennaio 2013

V de Tina, La forza del perdono, 2009

Signore,
ricordati non solo degli uomini di buona volontà
ma anche di quelli di cattiva volontà.
Non ricordarti
di tutte le sofferenze che ci hanno inflitto.
Ricordati invece
dei frutti che noi abbiamo portato
grazie al nostro soffrire:
la nostra fraternità, la lealtà, il coraggio,
la generosità e la grandezza di cuore
che sono fioriti da tutto ciò che abbiamo patito.
E quando questi uomini giungeranno al giudizio
fa che tutti questi frutti
che abbiamo fatto nascere
siano il loro perdono!

Preghiera
scritta da uno sconosciuto
prigioniero
del campo di sterminio di Ravensbruch

(Questa preghiera è stata già proposta nei post degli anni passati)

Con la legge 211/2000 lo Stato italiano ha istituito il “Giorno della Memoria”

http://www.parlamento.it/parlam/leggi/00211l.htm

Con la risoluzione 60 / 7 sul “ricordo dell’Olocausto”, adottata il 1 ° novembre 2005, l’Assemblea Generale ha deciso di proclamare che le Nazioni Unite ogni anno il 27 gennaio, data anniversario della liberazione di Auschwitz, la Giornata Internazionale della Commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto.

http://www.un.org/french/holocaustremembrance/

27 gennaio 2013. Liturgia del giorno. Domenica della III settimana del T.O. III settimana del Salterio. Santi.

26 gennaio 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  DOMENICA

Colore liturgico : VERDE

 

LITURGIA DEL GIORNO

 

I Lettura Ne 8,2-4.5-6.8-10
Leggevano il libro della legge e ne spiegavano il senso.
Salmo (Sal 18)
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
II Lettura 1Cor 12,12-30
Voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte.
Vangelo Lc 1,1-4; 4,14-21
Oggi si è compiuta questa Scrittura.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/LodDom/03DOMpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/Ves2Dom/03DOMpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/DomCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

Nel 1540 si spegne a Brescia Angela Merici, fondatrice della Compagnia di sant’Orsola.
Nata a Desenzano sul Garda attorno al 1474, Angela aveva ricevuto un’educazione religiosa dal padre, ma era rimasta orfana in giovane età.
Sin da ragazza provò il desiderio di una intensa vita di preghiera e di carità, ma i monasteri del suo tempo non erano ai suoi occhi i luoghi adatti per vivere la vita a cui si sentiva portata, ed era inoltre necessario recare una forte dote per potervi entrare.
Angela, nella sua ricerca, divenne dapprima terziaria francescana; si trasferì poi a Brescia, attorno ai quarant’anni, e con la sua radiosa presenza evangelica attirò a sé moltissime persone, acquisendo una profonda influenza spirituale sugli abitanti di quella città.
Il momento decisivo della sua ricerca vocazionale fu attorno al 1530, quando si stabilì presso la chiesa di Sant’Afra. Angela diede allora inizio a una compagnia di donne, che si proponeva di riattualizzare l’esperienza delle primitive comunità cristiane. Essa si preoccupò di dare alle ragazze del suo tempo un’istruzione, a cui non avevano normalmente accesso, e cercò di inculcare in quante desideravano praticare la carità evangelica il desiderio e la prassi di un’intensa vita di preghiera.
Alla sua morte, la sua fama era giunta ben al di là del territorio bresciano. Iniziava però anche una lunga lotta per impossessarsi delle sue spoglie e della sua eredità spirituale.

Sorelle, vi supplico che vogliate tener conto, e aver scolpite nella mente e nel cuore tutte le vostre figlie, a una a una; non solamente i loro nomi, ma anche la condizione, la natura, e ogni loro stato ed essere. Il che non vi sarà difficile, se le amerete con viva carità. Infatti, si osserva nelle madri secondo la carne che, se avessero mille figli e figlie, li avrebbero tutti totalmente presenti nell’animo, a uno a uno, perché così opera il vero amore. Anzi, pare che quanti più figli si hanno, tanto più l’amore e l’interessamento crescano a ogni figlio. Le madri spirituali possono e devono far questo in misura maggiore, in quanto l’amore spirituale è senza alcun paragone più potente dell’amore fisico. Sicché, mie cordialissime madri, se amerete queste vostre figlie con viva e viscerale carità, non sarà possibile che non le abbiate tutte particolarmente dipinte nella memoria e nel vostro animo.

Angela Merici, Secondo legato

http://www.onde.net/desenzano/citta/santangela/mostra-ita.htm

http://www.santiebeati.it/dettaglio/25900

Si ricordano anche san Vitaliano, ?-672, papa. Nativo di Segni, dopo la sua elezione tentò di ristabilire il dialogo con l’Imperatore e il patriarca di Costantinopoli. Il progetto fallì. Durante il suo pontificato la chiesa di Ravenne manifestò l’intenzione di legarsi alla Chiesa di Costantinopoli.

san Giuliano, martire sotto l’imperatore Antonino, venerato a Sora e ad Atina

http://www.santiebeati.it/dettaglio/38800

san Giuliano, primo vescovo di Le Mans

http://www.santiebeati.it/dettaglio/38850

La chiesa georgiana ricorda oggi Nino, evangelizzatrice della Georgia.
Nino nacque in Cappadocia attorno al 276, in una ricca e nobile famiglia di lingua greca. Recatasi a Gerusalemme assieme ai genitori quando aveva dodici anni, essa fu abbandonata dal padre che si fece monaco nel deserto di Giuda, e rimase diversi anni nella Città Santa assieme alla madre.
Secondo le Vite scritte alcuni secoli dopo la sua morte, Nino raggiunse la Georgia alla ricerca della tunica di Gesù, che si riteneva fosse stata portata in quella terra. Più verosimilmente, essa vi fu deportata assieme ad altre donne ai tempi delle persecuzioni di Diocleziano o di Massimiano.
A Mcketa, la capitale del regno degli Iberi, Nino iniziò a diffondere l’Evangelo di Cristo con un’intensa attività di predicazione; entrata nei favori della famiglia reale, condusse alla fede cristiana i due sovrani, ed è per questo ricordata come «uguale agli apostoli e illuminatrice della Georgia».
Prima di morire, Nino cercò di evangelizzare anche le popolazioni del Caucaso e della Kachezia. Si spense nel piccolo paese di Bobdé, sperduto tra le montagne, attorno al 340.

Al tempo della conversione dell’Etiopia anche la popolazione degli Iberi, che abitava una zona estesa sotto il cielo del Ponto, ebbe modo di abbracciare l’alleanza della Parola divina e la fede nel Regno futuro. A dare inizio alla prima origine di questo dono così grande fu una donna, schiava di condizione. Mentre si trovava tra quel popolo, conduceva una vita fedele, morigerata e casta, e poiché tutti i giorni e tutte le notti rivolgeva a Dio lunghe preghiere, questa stessa sua condotta insolita divenne motivo di ammirazione per quei barbari, e la gente si domandava con molta curiosità che cosa tutto questo potesse significare. Ed essa, com’era naturale, confessava semplicemente che in quel modo intendeva adorare il Cristo come Dio.

Rufino, Storia della chiesa 1,11

Lo stesso giorno in cui i georgiani ricordano Nino, la Chiesa serba ricorda Sava, primo suo arcivescovo.
Figlio dello zupan (capo patriarcale) serbo Stefano Nemanja, il giovane Rastko si recò nel 1192, appena diciassettenne, al monte Athos, e si fece monaco con il nome di Sava al monastero russo di San Panteleimon, contro il volere dei propri familiari. Tuttavia alcuni anni più tardi fu raggiunto dal padre, che nel frattempo aveva abdicato al trono.
Sava è considerato il fondatore, per concessione dell’imperatore di Costantinopoli, del monastero serbo di Hilandar, di cui redasse il typikón.
Nel 1204, il saccheggio di Costantinopoli da parte dei crociati mutò l’intero quadro in cui si muovevano le nascenti chiese balcaniche. Sava abbandonò allora l’Athos e si stabilì a Studenica, dove fu nominato igumeno del locale monastero. Nel 1219 venne consacrato arcivescovo dei serbi da Manuele, patriarca di Costantinopoli, divenendo così di fatto il primate di una nuova chiesa autocefala.
Stabilitosi a Z*PPic*POa, si impegnò profondamente per dare solide basi spirituali e canoniche alla chiesa serba. Si deve a lui, tra l’altro, la revisione della vita liturgica nella sua chiesa, operata grazie alla grande cultura e alle conoscenze che egli aveva maturato nei suoi viaggi nell’oriente bizantino.
Sava morì il 14 gennaio del 1235 a Tarnovo, allora capitale della Bulgaria. I suoi resti mortali, trasportati in Serbia, saranno bruciati dai turchi alla fine del XVI secolo.

La fedeltà della sua condotta all’Evangelo fu per tutti i serbi il solo, vero modello ed espressione di vita di fede, oltre che di vita politica e culturale. Come accade per ogni grande uomo che ispiri le generazioni successive a sempre più alti livelli di vita civile ed ecclesiale, così fu anche per Sava: il suo ideale sollecitò la Serbia, nel XIII e XIV secolo, a divenire uno dei regni più splendidi che il mondo abbia mai conosciuto. La vita religiosa si elevò notevolmente: i monasteri di Serbia erano affollati di monaci che spingevano i connazionali alle più alte vette dell’umiltà e li guidavano a rivelare il tratto che più li faceva e ancor oggi li fa riconoscere: l’ospitalità.

Daniel Rogic, dal Paterikon serbo

27/1/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

26 gennaio 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 1:1-4.4:14-21. 
Since many have undertaken to compile a narrative of the events that have been fulfilled among us,
just as those who were eyewitnesses from the beginning and ministers of the word have handed them down to us,
I too have decided, after investigating everything accurately anew, to write it down in an orderly sequence for you, most excellent Theophilus,
so that you may realize the certainty of the teachings you have received.  (more…)

Vangelo (Lc 1,1-4; 4,14-21) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 27 Gennaio 2013) con commento comunitario

26 gennaio 2013

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,1-4; 4,14-21)

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

«Lo Spirito del Signore è sopra di me;

per questo mi ha consacrato con l’unzione

e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,

a proclamare ai prigionieri la liberazione

e ai ciechi la vista;

a rimettere in libertà gli oppressi,

a proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Commento-omelia alle letture (vangelo di Lc 1, 1-4; 4, 14-21) dalla liturgia della messa di domenica 27 gennaio 2013 anno C

26 gennaio 2013

La prima lettura ci aiuta a comprendere come diverse possano essere le situazioni, anche le epoche.Nella prima lettura la situazione è quella del popolo di Dio che è finalmente tornato, sparuto, dall’esilio babilonese e l’epoca è appunto quella di una storia della salvezza che fondamentalmente era il collante, la vera ragione di essere, di quel popolo.Finalmente a Gerusalemme, ad ascoltare insieme la Parola di Dio: tutto il popolo piangeva di commozione, di dolore, di gioia.
Oggi viviamo in una società che non di rado ci trasmette in mille modi una visione della vita senza Dio e noi vediamo che questo certo non aiuta la fraternità, la vicinanza, il poter contare sugli altri però al tempo stesso questa situazione ci può abituare maggiormente a mettere Dio in un cantuccio.D’altro canto, come vedremo nel vangelo di domenica prossima, prosieguo di quello odierno, anche i nazaretani, che pure attendevano il Messia, lo attendevano però diversamente e rifiuteranno Gesù addirittura cercando di linciarlo.
Dunque nei vari tempi e situazioni della storia, che per certi versi talora aiutano di più le persone ad accogliere Dio ma per altri versi sempre presentano difficoltà, il Signore viene delicatamente, discretamente, incontro all’uomo.Dio vuole e solo lui sa e può dare vita all’uomo e l’uomo però vorrebbe da Dio che soddisfacesse i suoi desideri per le vie e nei modi che più gli piacerebbero ma che non sempre in realtà sono quelli che nel tempo si rivelerebbero realmente autentici e risolutivi.Noi vediamo, ascoltiamo, nella fede, Cristo che viene oggi, qui, in mezzo a noi, in carne e ossa, e ci dice che non vedeva l’ora di raggiungerci, inviato, unto, dal Padre, per donarci il suo amore ed ogni guarigione, liberazione, ogni bene.Ma possiamo restare ad es. variamente perplessi, non così profondamente, radicalmente, toccati da queste parole perché non ci sembra che sia così, non ci sembra che Dio sia capace di darci tutto questo, tutto quello che desideriamo, magari tra di noi domandandoci se poi esiste veramente, se così poco sembra fare per noi e tanto più per tanti innocenti che soffrono.
Oggi il Signore apre il rotolo del libro e capita non a caso proprio questa Parola, piena di consolazione, di speranza, Gesù ci dice che vede le nostre prove, le oppressioni, le prigionie, le oscurità, ci parla di un lieto annuncio, di una anno di grazia, di misericordia… Chi ha sperimentato il sentire Dio magari esistere sì ma variamente ai margini della propria vita, poco incisivo, e poi ha sperimentato Dio manifestarsi in modo nuovo, sempre più, rivelando le ferite, i bisogni, e guarendo e portando tutto verso una pienezza di vita, ecco chi ha iniziato a sperimentare sempre più tutto ciò vorrebbe gridare al mondo che ecco Dio sta qui per noi, la nostra speranza è qui pronta a portarci per mano verso una vita nuova e che, se Dio bussa alla nostra porta, basta cominciare a fare un saltino anche piccolo fuori delle proprie abitudini per aprirsi ad un orizzonte nuovo, sconfinato.E vorrebbe dire che anche in mezzo a noi vi è tanta gente che questa esperienza sempre nuova ha iniziato a farla, anche se nella vita quotidiana ciò lo si manifesta spesso più con i comportamenti che con le Parole, più con una forza nuova di lottare, più con una pace, una fiducia, una speranza, un amore, nuovi che con tante Parole.Oggi vediamo chiaramente questi due aspetti della vita di Gesù: ad es. il suo vivere nell’amore semplice della sua vita di falegname o forse di carpentiere ed il suo annunciare la venuta di Dio incontro agli uomini.La messa, lo vediamo in questo intervento di Cristo nella sinagoga, è un momento nel quale Dio ci consente di ascoltare Parole che il mondo talora non ci dice, le Parole della fede, della presenza e potenza di Dio, come nel vangelo di oggi dice l’evangelista Luca.Nella messa siamo gradualmente introdotti nelle vie, nelle tappe, di questo cammino, nella spiegazione dei pericoli, dei doni, delle guarigioni, delle liberazioni, delle soluzioni gradualmente sempre più piene e profonde, che vi troviamo.E’ il momento dell’annuncio di questo amore potente di Dio e anche della delicatezza, delle vie, attraverso le quali, se gli apriamo il cuore, ci fa gradualmente, sanamente, crescere.Poi nella vita concreta talora anche attraverso semplici esseri umani possiamo incontrare Cristo che fa il falegname accanto a noi, nostro vicino di casa, nostro amico in un luogo di lavoro, in un punto di incontro nel quartiere, nella parrocchia.Cristo che ci accoglie con amore e ci parla, sempre con sana gradualità, di fede ordinariamente solo se in quel momento la stiamo in vario modo cercando.Ci servono tutti e due questi momenti: quello in cui Dio si fa concretamente vicino e certo, se andiamo dove anche materialmente abita, nel corpo eucaristico ed ecclesiale, parrocchiale, cioè dove sono riuniti tanti cristiani ecco lì, è più facile, pur con tutti i limiti, sentirlo vicino, che ci ama, che ci comprende, ci aiuta, nelle nostre sofferenze, nei nostri bisogni, nei percorsi anche difficili della nostra vita.E allora perché questo Cristo nostro amico sia possibile incontrarlo è importante che nella parrocchia vi siano sacerdoti amorevoli, come a dire il vero in questa Chiesa, che si fanno facilmente trovare, etc., ma anche che vi siano proprio comunità che accolgono nell’amicizia, nella semplicità dello stare assieme in fraternità, oltre che, certo, per chi lo desidera, per camminare nella ricerca della vita, nella sequela di Gesù e nel servizio, dietro a lui, per i fratelli, specie quelli più bisognosi (qui la domenica dalle undici alle dodici e trenta, ad es., si incontrano nei locali sotto il teatro tantissime persone, genitori che portano i bambini a giocare e che rimangono volentieri a conversare tra di loro o a giocare anche loro con i bimbi, persone che si incontrano in amicizia a prendere un caffè, un tè o una cioccolata calda…).
Ed è importante anche l’altro momento, quello di cui così poco, talora, sentiamo parlare durante la settimana, quello in cui si tratta di un Dio che solo può e sa rispondere in profondità ai nostri problemi, bisogni, alle nostre speranze e sa aprirci con delicatezza ad una vita nuova.E’ un momento più faticoso, talora, appunto perché tratta in varia misura di cose che ancora possiamo non aver sperimentato e, ad es., perché parla sì delle mille sfumature dell’amore senza condizioni di Dio ma anche manifesta, propone (per entrare più pienamente in una vita nuova), le vie di un graduale, sano, libero (perché Dio ci ama comunque e non ci punisce mai) ma pur sempre di un uscire da noi stessi, fosse anche solo con un secondo di preghiera in più alla settimana.E’ anche il momento in cui più pienamente riceviamo gli aiuti di grazia del Signore, nella Parola-seme di vita, nell’eucaristia, anche, ad es., nella liturgia penitenziale all’inizio della messa, liturgia penitenziale nella quale riceviamo la grazia del perdono di Dio, la sua luce, quasi come in una confessione.Anche se magari sentiamo la messa ancora lontana poi però nella settimana, anche se magari ancora inconsapevolmente, sperimentiamo la grazia, l’aiuto di Dio.Io vedo come le persone quando attingono, gradualmente, agli aiuti di Dio, anche in mezzo alle difficoltà della vita hanno però nel fondo un’altra forza, un’altra luce.Quando invece si allontanano da tutto ciò tornano gradualmente ad una vita più arida, ad uno sguardo più intristito, meno fiducioso, più solo, più faticoso.E’, in vario modo, in varia misura, l’esperienza, cui accennavo all’inizio, del popolo d’Israele che poi torna dall’esilio, commosso di poter finalmente appoggiarsi al Signore, nella sua casa, nella famiglia di Dio, con tanti fratelli.
Unire i due momenti, intuire che quel falegname così disponibile, sereno (che forse anche per lui non voleva dire non innervosirsi mai), amorevole, comprensivo, capace di aiutare gli altri a comprendersi, a crescere sanamente, non poteva essere tutto ciò così tanto senza un grande amore di Dio, senza la sua luce, il suo Spirito, nel cuore, senza un cuore sincero, secondo Dio, è un passaggio da compiere, ma che le nostre stesse difficoltà ci possono aiutare a non banalizzare.

Ol’ga Aleksandrovna Sedakova. Un’incredibile felicità

26 gennaio 2013
Sei pronto?
– l’angelo sorride –
lo chiedo, ma so
che tu certamente sei pronto:
già che non parlo ad un uomo qualunque,
ma a te,
uomo dal cuore che non sa il tradimento
per il tuo Re sulla terra,
che incoronarono qui coram populo,
e per un altro Signore,
Rex coelestis, il nostro Agnello,
che muore sperando
che tu ancora mi oda;
ancora e ancora,
come ogni sera
le campane risuonano il mio nome,
qui, in terra di grano superbo
e vite luminosa,
e la spiga e il grappolo
s’imbevono al mio suono –
e pure,
in questa pietra rosa sgretolata,
levando il braccio
che la grande guerra mi svelse,
eppure lascia ch’io ti ricordi:
sei pronto?
Alla peste, la fame, il terremoto, il fuoco,
l’invasione straniera, l’ira su di noi accesa?
Tutto, certamente, importante, ma io non di questo.
No, non di questo devo farti ricordo.
Non a questo fui inviato.
Io dico a te:
sei
pronto
a un’incredibile felicità?
tratto da O. Sedakova, Solo nel fuoco si semina il fuoco, Qiqajon, Bose 2008, pp. 118-119

Salmo 96(95) _ Cantate al Signore

26 gennaio 2013

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra.

Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunziate di giorno in giorno la sua salvezza.

In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria,
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dei.

Tutti gli dei delle nazioni sono un nulla,
ma il Signore ha fatto i cieli.

Maestà e bellezza sono davanti a lui,
potenza e splendore nel suo santuario.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,

date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri,

prostratevi al Signore in sacri ornamenti.
Tremi davanti a lui tutta la terra.

Dite tra i popoli: “Il Signore regna!”.
Sorregge il mondo, perché non vacilli;
giudica le nazioni con rettitudine.

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
frema il mare e quanto racchiude;

esultino i campi e quanto contengono,
si rallegrino gli alberi della foresta

davanti al Signore che viene,
perché viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e con verità tutte le genti.

«Non voi avete scelto me,
ma io ho scelto voi
e vi ho costituito,
perché andiate e portiate frutto,
e il vostro frutto rimanga», dice il Signore. (Gv 15,16)

Medjugorje: messaggio di venerdì 25 gennaio 2013 a Marija

26 gennaio 2013

“Cari figli! Anche oggi vi invito alla preghiera. La vostra preghiera sia forte come pietra viva affinché con le vostre vite diventiate i  testimoni.  Testimoniate la bellezza della vostra fede. Io sono con voi e intercedo presso il mio Figlio per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

La Chiesa sembra guardare con favore ma non si è ancora espressa
ufficialmente sui fatti di Medjugorje.

Rio de Janeiro capitale dell’accoglienza

26 gennaio 2013

di GIANLUCA BICCINI su L?OSSERVATORE ROMANO venerdì 11 gennaio 2013,  pg  8

Oltre 63.000 volontari iscritti, dei

quali più di 3.500 sono già operativi. E con l’inizio del nuovo anno,

continuano a giungerne in Brasile

ogni giorno. È questa una delle cifre più significative della ventottesima Giornata mondiale della gioventù, in programma a Rio de Janeiro

dal 23 al 28 luglio prossimi. L’a rc i –

vescovo Orani João Tempesta le illustra al nostro giornale in questa

intervista a poco meno di duecento

giorni dall’appuntamento, auspicando anche che le iscrizioni dei giovani vengano fatte «il più presto possibile» per «poter organizzare bene

l’accoglienza». (more…)

26 gennaio 2013. Liturgia del giorno. Sabato della II settimana del T.O. II settimana del Salterio. Santi.

25 gennaio 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  MEMORIA (Ss. Tito e Timoteo)

Colore liturgico : BIANCO

 

LITURGIA DEL GIORNO

 

I Lettura 2Tm 1,1-8
Mi ricordo della tua schietta fede.
Salmo (Sal 95)
Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.
Vangelo Lc 10,1-9
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0126lodPage.htm

PRIMI VESPRI DELLA DOMENICA

http://www.maranatha.it/Ore/ord/Ves1Dom/03SABpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/SabCPage.htm

 

 

SANTI DEL GIORNO

 

Oggi si ricordano i Santi Timoteo e Tito.

Dalla Catechesi del 13 dicembre 2006

Cari fratelli e sorelle,

dopo aver parlato a lungo del grande apostolo Paolo, prendiamo oggi in considerazione i suoi due collaboratori più stretti: Timoteo e Tito. Ad essi sono indirizzate tre Lettere tradizionalmente attribuite a Paolo, delle quali due destinate a Timoteo e una a Tito.

 

 Timoteo è un nome greco e significa «che onora Dio». Mentre Luca negli Atti lo menziona sei volte, Paolo nelle sue lettere fa riferimento a lui ben diciassette volte (in più lo si trova una volta nella Lettera agli Ebrei). Se ne deduce che agli occhi di Paolo egli godeva di grande considerazione, anche se Luca non ritiene di raccontarci tutto ciò che lo riguarda. L’Apostolo infatti lo incaricò di missioni importanti e vide in lui quasi un alter ego, come risulta dal grande elogio che ne traccia nella Lettera ai Filippesi«Io non ho nessuno d’animo tanto uguale (isópsychon) come lui, che sappia occuparsi così di cuore delle cose vostre » (2,20).

Timoteo era nato a Listra (circa 200 km a nord-ovest di Tarso) da madre giudea e padre pagano (cfrAt 16,1). Il fatto che la madre avesse contratto un matrimonio misto e non avesse fatto circoncidere il figlio lascia pensare che Timoteo sia cresciuto in una famiglia non strettamente osservante, anche se è detto che conosceva le Scritture fin dall’infanzia (cfr 2 Tm 3,15). Ci è stato trasmesso il nome della madre, Eunice, ed anche quello della nonna, Loide (cfr 2 Tm 1,5). Quando Paolo passò per Listra all’inizio del secondo viaggio missionario, scelse Timoteo come compagno, poiché «egli era assai stimato dai fratelli di Listra e di Iconio» (At 16,2), ma lo fece circoncidere «per riguardo ai Giudei che si trovavano in quelle regioni» (At 16,3). Insieme con Paolo e Sila, Timoteo attraversò l’Asia Minore fino a Troade, da dove passò in Macedonia. Siamo inoltre informati che a Filippi, dove Paolo e Sila furono coinvolti nell’accusa di disturbatori dell’ordine pubblico e vennero imprigionati per essersi opposti allo sfruttamento di una giovane ragazza come indovina da parte di alcuni individui senza scrupoli (cfr At16,16-40), Timoteo fu risparmiato. Quando poi Paolo fu costretto a proseguire fino ad Atene, Timoteo lo raggiunse in quella città e da lì venne inviato alla giovane Chiesa di Tessalonica per avere notizie e per confermarla nella fede (cfr 1 Ts 3,1-2). Si ricongiunse poi con l’Apostolo a Corinto, portandogli buone notizie sui Tessalonicesi e collaborando con lui nell’evangelizzazione di quella città (cfr 2 Cor 1,19).

Ritroviamo Timoteo a Efeso durante il terzo viaggio missionario di Paolo. Da lì probabilmente l’Apostolo scrisse a Filemone e ai Filippesi, e in entrambe le lettere Timoteo risulta co-mittente (cfr Fm 1; Fil 1,1). Da Efeso Paolo lo inviò in Macedonia insieme a un certo Erasto (cfr At 19,22) e poi anche a Corinto con l’incarico di recarvi una lettera, nella quale raccomandava ai Corinzi di fargli buona accoglienza (cfr 1 Cor4,17; 16,10-11). Lo ritroviamo ancora come co-mittente della Seconda Lettera ai Corinzi, e quando da Corinto Paolo scrive la Lettera ai Romani vi unisce, insieme a quelli degli altri, i saluti di Timoteo (cfrRm 16,21). Da Corinto il discepolo ripartì per raggiungere Troade sulla sponda asiatica del Mar Egeo e là attendere l’Apostolo diretto verso Gerusalemme a conclusione del terzo viaggio missionario (cfr At 20,4). Da quel momento sulla biografia di Timoteo le fonti antiche non ci riservano che un accenno nella Lettera agli Ebrei, dove si legge: «Sappiate che il nostro fratello Timoteo è stato messo in libertà; se arriva presto, vi vedrò insieme con lui» (13,23). In conclusione, possiamo dire che la figura di Timoteo campeggia come quella di un pastore di grande rilievo. Secondo la posteriore Storia ecclesiastica di Eusebio, Timoteo fu il primo Vescovo di Efeso (cfr 3,4). Alcune sue reliquie si trovano dal 1239 in Italia nella Cattedrale di Termoli nel Molise, provenienti da Costantinopoli.

Tito, il cui nome è di origine latina, sappiamo che di nascita era greco, cioè pagano (cfr Gal 2,3). Paolo lo condusse con sé a Gerusalemme per il cosiddetto Concilio apostolico, nel quale fu solennemente accettata la predicazione ai pagani del Vangelo libero dai condizionamenti della legge mosaica. Nella Lettera a lui indirizzata, l’Apostolo lo elogia definendolo «mio vero figlio nella fede comune» (Tt 1,4). Dopo la partenza di Timoteo da Corinto, Paolo vi inviò Tito con il compito di ricondurre quella indocile comunità all’obbedienza. Tito riportò la pace tra la Chiesa di Corinto e l’Apostolo, che ad essa scrisse in questi termini: «Dio che consola gli afflitti ci ha consolati con la venuta di Tito, e non solo con la sua venuta, ma con la consolazione che ha ricevuto da voi. Egli infatti ci ha annunziato il vostro desiderio, il vostro dolore, il vostro affetto per me… A questa nostra consolazione si è aggiunta una gioia ben più grande per la letizia di Tito, poiché il suo spirito è stato rinfrancato da tutti voi» (2 Cor 7,6-7.13). A Corinto Tito fu poi ancora rimandato da Paolo – che lo qualifica come «mio compagno e collaboratore» (2 Cor 8,23) – per organizzarvi la conclusione delle collette a favore dei cristiani di Gerusalemme (cfr 2 Cor 8,6). Ulteriori notizie provenienti dalle Lettere Pastorali lo qualificano come Vescovo di Creta (cfr Tt 1,5), da dove su invito di Paolo raggiunse l’Apostolo a Nicopoli in Epiro (cfr Tt 3,12). In seguito andò anche in Dalmazia (cfr 2 Tm 4,10). Siamo sprovvisti di altre informazioni sugli spostamenti successivi di Tito e sulla sua morte.

Concludendo, se consideriamo unitariamente le due figure di Timoteo e di Tito, ci rendiamo conto di alcuni dati molto significativi. Il più importante è che Paolo si avvalse di collaboratori nello svolgimento delle sue missioni. Egli resta certamente l’Apostolo per antonomasia, fondatore e pastore di molte Chiese. Appare tuttavia chiaro che egli non faceva tutto da solo, ma si appoggiava a persone fidate che condividevano le sue fatiche e le sue responsabilità. Un’altra osservazione riguarda la disponibilità di questi collaboratori. Le fonti concernenti Timoteo e Tito mettono bene in luce la loro prontezza nell’assumere incombenze varie, consistenti spesso nel rappresentare Paolo anche in occasioni non facili. In una parola, essi ci insegnano a servire il Vangelo con generosità, sapendo che ciò comporta anche un servizio alla Chiesa stessa. Raccogliamo infine la raccomandazione che l’apostolo Paolo fa a Tito nella lettera a lui indirizzata: «Voglio che tu insista su queste cose, perché coloro che credono in Dio si sforzino di essere i primi nelle opere buone. Ciò è bello e utile per gli uomini» (Tt 3,8). Mediante il nostro impegno concreto dobbiamo e possiamo scoprire la verità di queste parole, e essere anche noi ricchi di opere buone e così aprire le porte del mondo a Cristo, il nostro Salvatore.

PP BENEDETTO XVI

26/1/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

25 gennaio 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 10:1-9. 
Jesus appointed seventy-two other disciples whom he sent ahead of him in pairs to every town and place he intended to visit.
He said to them, “The harvest is abundant but the laborers are few; so ask the master of the harvest to send out laborers for his harvest.
Go on your way; behold, I am sending you like lambs among wolves.
Carry no money bag, no sack, no sandals; and greet no one along the way.
Into whatever house you enter, first say, ‘Peace to this household.’
If a peaceful person lives there, your peace will rest on him; but if not, it will return to you.
Stay in the same house and eat and drink what is offered to you, for the laborer deserves his payment. Do not move about from one house to another.
Whatever town you enter and they welcome you, eat what is set before you,
cure the sick in it and say to them, ‘The kingdom of God is at hand for you.’  (more…)

Vangelo (Lc 10,1-9) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 26 Gennaio 2013) con commento comunitario

25 gennaio 2013

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,1-9)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.

In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.

Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Ecumenismo: figure e segnali del 2012

25 gennaio 2013

(Di seguito un articolo tratto dal mensile internazionale e missionario dei gesuiti  “Popoli” , gennaio 2013)

 

 

 

Nel mondo ecumenico il 2012 sarà ricordato come un anno segnato dalla scomparsa di quattro patriarchi – «papa» Shenouda III della Chiesa copta, Abuna Paulos della Chiesa ortodossa etiopica, i patriarchi Maxim di Bulgaria e Ignazio IV di Antiochia – e dal ritiro di Rowan Williams, l’arcivescovo di Canterbury, primate della Comunione anglicana. Questo non significa che non vi siano stati eventi significativi a livello di dialogo tra le Chiese, anche se l’attenzione è caduta più sulla preparazione di eventi futuri: dalla prossima Assemblea generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (che si svolgerà a Busan, in Corea del Sud, a novembre), alle celebrazioni per i 1.700 anni dell’Editto di Milano promulgato da Costantino, alla definizione dei programmi per il 500° anniversario della Riforma protestante, che verrà celebrato nel 2017, con una sensibilità e un coinvolgimento ecumenico francamente inimmaginabili fino a pochi decenni orsono. (more…)

Medjugorje: messaggio a Marija del 25 gennaio 2013

25 gennaio 2013

Ecco il link per il messaggio, che dovrebbe venire annunciato nella
giornata del 25 gennaio e poi essere trascritto appunto sul seguente sito::

http://www.medjugorje.hr/it/

La Chiesa sembra guardare con favore ma non si è ancora espressa
ufficialmente sui fatti di Medjugorje.

Video: A sua immagine, La musica sacra come apertura del cuore alla fede

25 gennaio 2013

http://www.asuaimmagine.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/
ContentItem-23ca94f2-1bd9-4a6b-b19c-bad29b1dc317.html#p=0

Preghiera della notte alla nostra Madre

25 gennaio 2013

 

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,
Santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. Amen.
Regina della pace prega per noi.

“Quel che il Signore esige da noi”. 18-25 gennaio 2013. Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Dal Sussidio del Pontificio Concilio per la Promozione dell’Unità tra i Cristiani. 8° giorno

24 gennaio 2013

 

Quel che il Signore esige da noi
(cfr. Michea 6, 6-8)

OTTAVO GIORNO: Camminare insieme nella celebrazione


Abacuc 3,17-19 Celebrare in un momento di difficoltà
Il fico non germoglia più,

le vigne non danno più uva,

gli ulivi non producono niente.
I campi non forniscono raccolto,
le greggi scompaiono dai recinti,
i buoi dalle stalle.
Ma io trovo la mia gioia nel Signore,
sono felice perché Dio è il mio salvatore.
Dio, il Signore, è la mia forza,
egli rende i miei piedi agili
come quelli delle cerve,
mi fa camminare sulle vette dei monti.

 

Salmo 100 (99),1-5 Il culto al Signore in tutta la terra
Salmo per il sacrificio di lode.
Acclamate al Signore, genti tutte della terra.
Servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con lieti canti.
Riconoscete che il Signore è Dio.
Egli ci ha fatti, a lui apparteniamo
siamo il suo popolo, il gregge che egli guida.
Entrate nel suo tempio con canti,
nei suoi cortili con inni di lode:
celebrate e lodate il Signore.
Il Signore è buono,
eterno è il suo amore per noi,
egli rimane fedele per sempre. (more…)

25 gennaio 2013. Liturgia del giorno. Venerdì della II settimana del T.O. II settimana del Salterio. Santi e memoria della Conversione di San Paolo.

24 gennaio 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FESTA (Conversione di S. Paolo)

Colore liturgico : BIANCO

 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura At 22,3-16
Àlzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il nome di Gesù.
Salmo (Sal 116)
Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.
Vangelo Mc 16,15-18
Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/0125lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/0125vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/VenCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Pieter Bruegel  il Vecchio, La conversione di san Paolo, 1567 ,Kunsthistorisches Museum, Vienna, Austria ( nel commento a questo post notizie sull’opera)

Oggi le chiese d’occidente ricordano la rivelazione di Gesù Cristo aSaulo di Tarso, evento di capitale importanza per la storia della chiesa.
Saulo, ebreo della Cilicia, educato alla scuola di rabbi Gamaliele, sei anni circa dopo la morte e la resurrezione di Gesù, mentre si stava recando a Damasco per condurre in catene a Gerusalemme i seguaci della «via» di Cristo, si sentì afferrato dal Signore risorto e vivente, e la sua vita cambiò radicalmente.
Dopo questa personalissima esperienza, Saulo fu rimandato alla chiesa locale di Damasco, perché ricevesse la pienezza dello Spirito e acquisisse una matura visione di fede. In tal modo egli arrivò a comprendere il senso della singolarissima manifestazione che Cristo aveva voluto concedergli per grazia. Saulo, divenuto ormai l’«apostolo Paolo», riconobbe che il Signore lo chiamava ad annunciare alle genti quella che egli stesso definirà «la Parola della croce».
La croce è per Paolo quel mistero in cui è svelata a tutti gli uomini la sapienza annunciata nelle Scritture di Israele e ora rivelata per volontà di Dio: mistero della riconciliazione cosmica a cui conduce l’abbassamento fino alla più infame delle morti accettato dal Messia per amore degli uomini, mentre essi sono ancora nemici di Dio.
Per questo, a partire dalla sua conversione, afferrato dalla misericordia del Cristo crocifisso per amore, Paolo avvertì come sua unica missione quella di annunciare l’Evangelo a tutti i popoli della terra.
La festa odierna, sorta in Gallia già nel VI secolo, fu estesa a tutto l’occidente a partire dall’XI secolo.

Se la memoria della conversione di Paolo è così solenne, questo accade perché è utile a quelli che ne celebrano il ricordo. Perché da questa celebrazione il peccatore attinge la speranza del perdono che l’invita alla penitenza; e chi si è già pentito vi trova il modello di una perfetta conversione.
Come è possibile cedere alla disperazione, per quanto grandi siano le nostre colpe, quando si sente che quel Saulo che sempre fremente minacciava strage contro i discepoli del Signore, fu all’improvviso trasformato in vaso d’elezione? Chi potrebbe dire: «Non posso rialzarmi e condurre una vita migliore» se sulla strada su cui il suo cuore era pieno di veleno, l’accanito persecutore divenne subito il predicatore più fedele?

Bernardo di Clairvaux, Sermone per la conversione di san Paolo 1

Si ricorda anche Gregorio di Nazianzo, il Teologo, celebrato anche il 2 gennaio. Gregorio nacque ad Arianzo, in Cappadocia, verso il 330. Suo padre, dopo essersi convertito al cristianesimo, era divenuto vescovo della vicina diocesi di Nazianzo.
Compiuti gli studi in diverse grandi città dell’epoca, Gregorio ricevette il battesimo a Costantinopoli e raggiunse quindi l’amico Basilio ad Annesi per condividere con lui la ricerca di Dio nella solitudine. Nel 361, tuttavia, egli fu costretto ad abbandonare la quiete monastica per aiutare il padre nel governo della diocesi di Nazianzo.
Quando Basilio divenne vescovo, pensò a lui per la nuova diocesi di Sasima. Gregorio non fu affatto lieto della nomina episcopale, e non prese mai possesso della diocesi: rimase presso il padre, e alla morte di questi si ritirò in monastero.
Ma la sua vita cambiò ancora quando nel 379 fu eletto vescovo della piccola comunità ortodossa di Costantinopoli, città sotto il dominio degli ariani. Recatosi nella capitale, Gregorio vi aprì la chiesa dell’Anastasis e pronunciò discorsi di straordinario valore teologico e letterario, al punto da meritare l’appellativo di «teologo», che la chiesa bizantina riserva a pochissime persone.
All’apertura del concilio di Costantinopoli, Gregorio ne assunse la presidenza dei lavori, ma quando fu riesumato il suo antico rifiuto di recarsi a Sasima, abbandonò la città e tornò a Nazianzo, per concludere nella solitudine il proprio difficile pellegrinaggio terreno.
Morì nel 389/390, con il cuore spezzato e umiliato, ma con lo sguardo fisso nella contemplazione della Trinità, dopo esser divenuto, suo malgrado, un lottatore.

Accanto alle forme di battesimo di cui ci parla la Scrittura, io ne conosco un’altra: l’immersione nelle lacrime. E’ un battesimo impegnativo, perché colui che lo riceve giorno e notte bagna di lacrime il proprio giaciglio. E’ il battesimo di chi procede dolente e rattristato e imita l’umiliazione dei Niniviti, la quale ottenne misericordia. Io, per mio conto, siccome confesso di essere uomo, cioè un animale mutevole, di natura fragile, accetto volentieri questo battesimo e adoro Colui che me lo ha concesso, e ne faccio parte anche agli altri e dono per primo la misericordia per ottenere misericordia. So, infatti, che anch’io sono circondato di debolezza e che sarò misurato con la stessa misura con cui io per primo ho misurato agli altri.

Gregorio di Nazianzo, dal Discorso 39

http://www.santiebeati.it/dettaglio/22250

La storia ricorda infine il martirio degli ebrei di Rufach, avvenuto nel 1338.  In Franconia e in Alsazia esplode nel XIV secolo la persecuzione degli Armleder, così soprannominati perché al posto delle normali armature cavalleresche indossavano dei pezzi di cuoio. Si tratta di bande di contadini e di vagabondi che infieriscono contro le locali comunità ebraiche. Armati di seghe, di pale e di mazze, muovendosi dietro a un emblema e alla croce, il 25 gennaio del 1338 gli Armleder massacrano l’intera popolazione ebraica di Rufach, in Alsazia, dopo averla condotta fuori della città.
Ancora oggi, il luogo dell’eccidio è soprannominato Judenmatt, «prato degli ebrei».

Non sono affatto solo
tra la folla del mio popolo.
Ogni nuovo nato mi dà gioia;
io piango ad ogni morte…
ogni pozzo scavato mi dà gioia.

Ai sogni evaporati, canto
una funebre orazione
e ogni frammento di terra
di ogni dato luogo
cubito a cubito viene misurato
.

Jehuda Karni, Il sole ritrovato

(tratto da http://www.monasterodibose.it)

25/1/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

24 gennaio 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 16:15-18. 
Jesus appeared to the Eleven and said to them: “Go into the whole world and proclaim the Gospel to every creature.
Whoever believes and is baptized will be saved; whoever does not believe will be condemned.
These signs will accompany those who believe: in my name they will drive out demons, they will speak new languages.
They will pick up serpents (with their hands), and if they drink any deadly thing, it will not harm them. They will lay hands on the sick, and they will recover.

(more…)

Vangelo (Mc 16,15-18) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 25 Gennaio 2013) con commento comunitario

24 gennaio 2013

CONVERSIONE DI SAN PAOLO, Apostolo – Festa

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 16,15-18)

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro:

«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.

Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

MESSAGGIO DI BENEDETTO XVI PER LA 47a GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

24 gennaio 2013

http://magisterobenedettoxvi.blogspot.it/2013/01/messaggio-del
-santo-padre-per-la-47a.html

Dal messaggio:

Questi spazi, quando sono valorizzati bene e con equilibrio, contribuiscono a favorire forme di dialogo e di dibattito che, se realizzate con rispetto, attenzione per la privacy, responsabilità e dedizione alla verità, possono rafforzare i legami di unità tra le persone e promuovere efficacemente l’armonia della famiglia umana. Lo scambio di informazioni può diventare vera comunicazione, i collegamenti possono maturare in amicizia, le connessioni agevolare la comunione. Se i network sono chiamati a mettere in atto questa grande potenzialità, le persone che vi partecipano devono sforzarsi di essere autentiche, perché in questi spazi non si condividono solamente idee e informazioni, ma in ultima istanza si comunica se stessi.

Video: A sua immagine, Il sacrificio di Rosy

24 gennaio 2013

http://www.asuaimmagine.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/
ContentItem-0ff151be-8bb9-4f91-9419-b49d524a6c0f.html#p=0