Archive for maggio 2012

Video (highlights): 100 metri, record mondiale stagionale di Usain Bolt al Golden Gala di Roma (31 maggio 2012)

31 maggio 2012

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4e05a476-
6aae-4f68-a803-f736d7b45fc1-raisport.html#set=ContentSet-d575b982-
3b1e-4f9e-8aa9-b2bbe186abc6&page=0

Curiosità: traduzioni dall’inglese della parola “bolt”:
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PAROLE DEL SANTO PADRE A CONCLUSIONE DEL MESE MARIANO (NEI GIARDINI VATICANI)

31 maggio 2012

Cari fratelli e sorelle,
sono sempre molto lieto di partecipare a questa veglia mariana in Vaticano, un momento che, anche con la presenza di tante persone, ha sempre un carattere intimo e familiare. Il mese che la devozione dei fedeli dedica in modo tutto particolare al culto della Madre di Dio si chiude con la festa liturgica che ricorda il «secondo mistero gaudioso»: la visita di Maria alla parente Elisabetta. Questo evento è caratterizzato dalla gioia espressa dalle parole con le quali la Vergine Santa glorifica l’Onnipotente per le grandi cose che Egli ha compiuto guardando all’umiltà della sua serva: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore» (Lc 1, 46). Il Magnificat è il canto di lode che sale dall’umanità redenta dalla divina misericordia, sale da tutto il popolo di Dio; in pari tempo è l’inno che denuncia l’illusione di coloro che si credono signori della storia e arbitri del loro destino.
Al contrario, Maria ha posto Dio al centro della propria vita, si è abbandonata fiduciosa alla sua volontà, in atteggiamento di umile docilità al suo disegno d’amore. A motivo di questa sua povertà di spirito e umiltà di cuore, è stata scelta per essere il tempio che porta in sé il Verbo, il Dio fatto uomo. Di Lei, pertanto, è figura la «Figlia di Sion» che il profeta Sofonia invita a rallegrarsi, a esultare di gioia (cfr Sof 3,14).
Cari amici, questa sera vogliamo volgere il nostro sguardo a Maria con rinnovato affetto filiale.
Tutti abbiamo sempre da imparare dalla nostra Madre celeste: la sua fede ci invita a guardare al di là delle apparenze e a credere fermamente che le difficoltà quotidiane preparano una primavera che è già iniziata in Cristo Risorto. 
Al Cuore Immacolato di Maria vogliamo attingere questa sera con rinnovata fiducia per lasciarci contagiare dalla sua gioia, che trova la sorgente più profonda nel Signore. La gioia, frutto dello Spirito Santo, è distintivo fondamentale del cristiano: essa si fonda sulla speranza in Dio, trae forza dalla preghiera incessante, permette di affrontare con serenità le tribolazioni. San Paolo ci ricorda: «Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera» (Rm 12, 12). Queste parole dell’Apostolo sono come un’eco al Magnificat di Maria e ci esortano a riprodurre in noi stessi, nella vita di tutti i giorni, i sentimenti di gioia nella fede, propri del cantico mariano.
Vorrei augurare a tutti e a ciascuno di voi, cari fratelli e sorelle, venerati Signori Cardinali, Vescovi, sacerdoti, persone consacrate e fedeli tutti, che questa letizia spirituale, traboccata dal cuore ricolmo di gratitudine della Madre di Cristo e Madre nostra, sia alla fine di questo mese di maggio più consolidata nei nostri animi, nella nostra vita personale e familiare, in ogni ambiente, specialmente nella vita di questa famiglia che qui in Vaticano serve la Chiesa universale. Grazie a tutti!

© Copyright 2012 – Libreria Editrice Vaticana

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 1 Giugno 2012) con commento comunitario

31 maggio 2012

Dal vangelo secondo Marco (Mc 11, 11-26)

[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».

1° giugno. Santi del giorno

31 maggio 2012

File:Justin filozof.jpg

(San Giustino, Icona russa, XIX sec.)

Attorno all’anno 165, sotto l’imperatore Marco Aurelio, muore martire assieme a sei compagni Giustino, ricordato nella tradizione antica come «il Filosofo». Nativo di Flavia Neapolis, l’antica Sichem, Giustino era di famiglia pagana. Egli ricevette un’educazione raffinata nell’ambiente ellenistico del suo tempo, e cercò la risposta ai suoi più profondi interrogativi esistenziali aderendo a diverse scuole filosofiche, senza tuttavia trovare la pace a cui anelava. La sua vita cominciò a cambiare quando egli incontrò gli scritti dell’Antico Testamento, verosimilmente nell’interpretazione datane dai maestri ebrei di quell’epoca. Attraverso le Scritture ebraiche, Giustino approdò al cristianesimo, probabilmente a Efeso. Decisiva per la sua adesione alla fede cristiana fu la testimonianza di tutti coloro che per Cristo erano disposti a dare la vita fino al martirio. A Efeso egli decise di vestire il pallio dei filosofi e di iniziare un ministero di predicazione itinerante di quella che era ormai per lui «la vera filosofia». Giunto a Roma sotto Antonino Pio, vi fondò una scuola per diffondere il cristianesimo. Giustino passò alla storia per la passione e la coerenza con cui difese la fede cristiana dalle accuse dei detrattori. Ciò non gli impedì tuttavia di riconoscere i semi del Verbo presenti al di là dei confini della chiesa visibile, e in tal modo radicò l’annuncio della novità cristiana nella sapienza dei filosofi pagani e dei profeti di Israele. Giustino morì in un luogo imprecisato, per essersi rifiutato di sacrificare agli dei, dopo aver raggiunto, non senza affrontare molte prove, quella serenità che era stata il fine di tutta la sua ricerca filosofica.

La ragione suggerisce che quelli che sono davvero pii e filosofi onorino e amino solo il vero, evitando di seguire le opinioni degli antichi qualora siano false. Infatti la retta ragione suggerisce non solo di non seguire chi agisce o pensa in modo ingiusto, ma bisogna che in ogni modo e al di sopra della propria vita, colui che ama la verità, anche se è minacciato di morte, scelga sia di dire sia di fare il giusto.(da, Apologia prima)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/23200

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2007/documents/hf_ben-xvi_aud_20070321_it.html

Sant’Annibale Maria di Francia, 1851-1927, fondò le Congregazioni dei Rogazionisti del Cuore di Gesù e delle Figlie del Divino Zelo.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55500

San Procolo , martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55530

san Teobaldo Roggeri, 1100-1150

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90139

san Fortunato di Spoleto, IV sec., sacerdote a Montefalco, in Umbria

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92382

san Vistano, re di Mercia, ?-850, martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92669

San Caprasio di Lérins, ?-430, eremita

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92751

Icone mariane. Madre di Dio piena di gloria (Vsepetaia)

31 maggio 2012

Proviene dalla chiesa di Assunzione in Apuchtinka a Mosca. Il nome dell’icona viene dal testo scritto sulla veste della Madonna, in russo antico: “O Madre piena di gloria, che ha partorito la Santissima Parola, accetta questa offerta, liberaci da tutti i mali e toglici le sofferenze che ci aspettano, a te gridiamo: Alleluia”. Nella tradizione dell’iconografia russa questa icona è conosciuta dal secolo XVII°. La sua apparizione non è legata alla venerazione di qualche reliquia concreta. L’immagine è rappresentata in modo sofisticato, caratteristico di quel secolo; la composizione allegorica dell’immagine si basa principalmente su alcuni inni sacri dedicati alla Madonna. L’immagine più antica della Madre di Dio “Piena di Gloria” è del XVII° secolo. L’immagine è rappresentata a mezzobusto in tre quarti, la Madonna sostiene leggermente il Bambino sugli avambracci. Le mani del Cristo sono alzate e messe sul petto della Madonna. Spesso Maria è incoronata con una larga corona reale. La sua veste di solito è composta dal chitone color rosso-marrone e dalla sopraveste rosso scuro “mafori” simbolo del mondo celeste. Sul bordo del “mafori” sono scritte le parole dell’inno sopra-riportato; sulle spalle e sulla testa di Maria, al posto delle stelle, sono dipinti tre angeli – simbolo della Trinità. Nel XIX° secolo la festa dell’icona era il giorno 6 ottobre. La particolarità dell’icona della collezione della galleria Tretiakov è l’immagine di Maria senza corona e il Bambino dipinto a sinistra. La veste del Cristo è composta solo dal panno ai fianchi e dal “ghimati” che su questa icona ha una forma “nuvolosa” che copre il Cristo.

31 maggio. Santi del giorno. Calendario mariano, Visitazione della B.V.Maria

31 maggio 2012

File:Angelico, visitazione da predella annunciazioe di cortona.jpg

(Beato Angelico, Visitazione, dalla predella dell’Annunciazione, 1433, Museo civico di Cortona)

Visitazione della Beata vergine Maria ad Elisabetta,
secondo mistero gaudioso spiegato da Benedetto XVI
:

http://it.gloria.tv/?media=96601

Oggi si ricordano San Vitale di Assisi, 1295-1370, monaco eremita

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90745

i santi Canzio, Canziano e Canzianilla, IV sec, martiri

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91149

Santa Camilla Battista da Varano, 1458-1524, badessa del Monastero di Camerino

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90666

San Felice da Nicosia, 1715-1787, dell’ordine dei frati minori cappuccini

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90637

Santa Petronilla, I sec., martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55450

San Silvio di Tolosa, ?-400, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55400

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Family 2012. Intervento del card. Ravasi

31 maggio 2012

 L’intervento di ieri, 30 maggio, del card. Ravasi al Congresso internazionale teologico pastorale

LA FAMIGLIA TRA OPERA DELLA CREAZIONE E FESTA DELLA SALVEZZA

                                                                              

         Non può restare nascosta una casa collocata sul crinale di un monte: parafrasando una celebre immagine del Discorso della Montagna (Mt 5,14), poniamo al centro della nostra riflessione un simbolo radicale nella stessa storia dell’umanità, la casa, un segno che s’affaccia bel 2092 volte col vocabolo ebraico bajit/bêt nell’Antico Testamento e 209 volte nel Nuovo Testamento sotto le parole analoghe oíkos e oikía, accompagnate da uno sciame di circa quaranta termini derivati. Dal crinale, dove svetta la casa simbolica che vogliamo delineare, si diramano due versanti che costituiscono il titolo stesso del nostro tema: da un lato, ecco l’alfa della creazione, che si distende lungo la traiettoria della storia; dall’altro lato, ascende il versante arduo dell’omega, ossia della festa piena della salvezza, l’escatologia, la meta attesa ove il “non ancora” della storia si trasformerà nell’“ora” perfetta della redenzione compiuta ela Gerusalemme terrena si muterà nella nuova Gerusalemme celeste.

Le fondamenta della “casa”-famiglia

        

Toda casa es un candelabro / donde arden con aislada llama las vidas. Forse questo verso era sbocciato nella mente del giovane Jorge Luis Borges, il famoso scrittore argentino, mentre ventiquattrenne passeggiava per una “strada ignota” della sua città, dato che la raccolta poetica s’intitola appunto Fervore a Buenos Aires (1923). Ed effettivamente le mura dei palazzi celano al loro interno tante fiamme “appartate” (aislada), cioè vite isolate nelle loro solitudini o nei loro drammi, famiglie unite nell’amore o scavate dalle divisioni, benestanti o curve sotto l’incubo della povertà o dell’assenza di lavoro. La “casa”, infatti, in molte lingue non è soltanto l’edificio di mattoni, di pietra e di cemento o la capanna o la tenda in cui si dimora (e la mancanza di una casa è un elemento drammatico di dispersione esistenziale), ma è anche chi vi abita, è il “casato” fatto di persone vive e di generazioni. Anzi, talora la “casa” per eccellenza è persino il tempio, residenza terrestre di Dio.

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Isaia 12 _ Cantico di salvezza

31 maggio 2012

 

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io confiderò, non avrò mai timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza.

Lodate il Signore, invocate il suo nome;
manifestate tra i popoli le sue meraviglie,
proclamate che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi,
ciò sia noto in tutta la terra.
Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion,
perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele.

 

Isaia 12, 2_9

Santuario Maria Licht (della Madonna della Luce)

31 maggio 2012

http://it.gloria.tv/?media=261948

Manda la tua Luce, Signore, per intercessione di Maria.

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 31 Maggio 2012) con commento comunitario

30 maggio 2012

VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39–56)

In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

OSSERVATORE ROMANO: Un (nuovo) inserto al femminile

30 maggio 2012

«L’Osservatore Romano» esce da questo mese
arricchito da un inserto dedicato alle donne: donne
di tutto il mondo, con particolare attenzione al loro
rapporto con la Chiesa. Un foglio mensile che
informa sulla vita e la condizione femminile, senza
tralasciare i temi più “caldi”, come tutto ciò che è
connesso con la procreazione, l’accesso alla cultura e
l’emancipazione. Ci sono tante notizie interessanti, in
genere trascurate dagli organi di informazione e che
invece dovrebbero essere diffuse, per fornire un
livello più alto di consapevolezza sulla situazione
femminile oggi. La prima pagina dell’inserto sarà
dedicata alle donne che svolgono un ruolo
importante nella Chiesa e non sono conosciute, o
sono conosciute troppo poco. Il loro contributo,
siano religiose o laiche, si sta facendo sempre più
vasto e significativo — basti pensare che le religiose
nel mondo sono oggi 740.000, a fronte di 460.000
religiosi e sacerdoti — ma è ancora nascosto.
Renderlo noto, quindi, aiuterà anche a modificare
pregiudizi e idee preconcette sulla Chiesa cattolica e
sul suo atteggiamento verso le donne. In ogni inserto
ci saranno uno spazio destinato alla spiritualità
femminile, un’inchiesta su temi legati alle donne e
alla vita religiosa, la segnalazione di un romanzo, di
un saggio e di un film, anche se non sempre legati
alla religione. Speriamo in questo modo di offrire un
servizio utile, che ampli le informazioni e
contribuisca ad approfondire la conoscenza sul ruolo
delle donne nella Chiesa oggi e nel passato. Abbiamo
scelto di cominciare nel mese di maggio per porre
questa nuova iniziativa sotto il manto protettivo della
Vergine. Sempre a Maria si riferisce la frase della
Scrittura a cui ci siamo ispirate, che ricorre due volte
nel vangelo di Luca (2, 19 e 51). E abbiamo preferito
la traduzione “c o n f ro n t a v a ” al più usuale “meditava”
perché nell’animo della Vergine si agitavano e si
confrontavano situazioni ed eventi differenti, sempre
in movimento, in una turbolenza che trovava la pace
ma non la piatta acquiescenza. (Lucetta Scaraffia.OSSERVATORE ROMANO) (more…)

Trentaseiesima catechesi di Benedetto XVI sulla preghiera

30 maggio 2012

Per vedere il video registrato della catechesi raggiunto il link passare con la freccetta su video e poi cliccare su web-tv; poi selezionare agenda, poi la data del mercoledì 30 maggio 2012, poi cliccare sull’iconcina on demand corrispondente all’udienza generale di oggi.La registrazione sarà visibile all’incirca dalle ore 12,30 dello stesso mercoledì 30 maggio 2012.Questo il link per la videoregistrazione:

http://www.radiovaticana.org/it1/index.asp

Ecco il link al testo scritto della catechesi:

http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/29273.php?index=29273&lang=it

Il cuore divino e umano, il discernimento, di Cristo

30 maggio 2012

Nel cuore divino e umano di Cristo si rivela sempre più ogni cosa.Cristo ha “dovuto”, forse, necessariamente scoprire la delicatezza dello Spirito, che viene illuminando e facendo crescere con sapienza l’umanità senza calpestarla, senza indurla a forzature volontaristiche, senza cerebralismi, cavillosità…Immaginiamo a quali pressioni avrebbe potuto sentirsi sottoposto Cristo nell’intuirsi, nella fede, Figlio di Dio se lo Spirito non fosse sceso su di lui come una colomba.Lo Spirito dunque conduce l’uomo a scoprire sempre più, in Cristo, anche la sua (dell’uomo) autentica (non moralistica, non meccanicistica, etc.) coscienza spirituale e psicofisica.Lo aiuta a scoprire sempre più, dunque, i veri riferimenti spirtuali e umani ed i loro autentici collegamenti (anche qui, Cristo ha “dovuto” forse scoprire bene tutti i principali riferimenti-collegamenti, ad es. per distinguere gli aspetti ad es. psicologici o fisici, del suo comportamento, da quelli spirituali).
Nei miei scritti osservo che la scoperta sempre più profonda del cuore divino e umano di Cristo scioglie nodi, rinnova strade, apre a scoperte sempre nuove in ogni aspetto della vita.E’ forse anche interessante osservare che forse non è, talora, molto diffusa, l’attenzione a cercare, nella grazia, anche la “filosofia” di Cristo, cioè le vie del suo integrale discernere divino e umano.E’ vero che si tratta di misteri ma non è, mi pare, che non si possa tentare di trarre possibili spunti da questa ricerca.Ad es. osservo che Cristo non ha mai parlato di fede e ragione, Cristo mi pare sia rimasto (e sarebbe interessante anche verificare ciò) ed abbia anche molto approfondito la visione ebraica dell’uomo come cuore integrale: non cuore e ragione, non cuore e mente, ma cuore integrale (dell’uomo intero) come centro del discernere, del vivere, integrale, appunto, dunque anche del conoscere, dell’uomo.
Mi pare di vedere qui una possibile fondamentalissima risposta ad un problema forse centrale della nostra epoca, quello della fede: il razionalismo, anche quello residuo di chi parla di cuore e mente, cuore e ragione, orienta, può orientare, anche subliminalmente all’ubris (dunque magari anche del tutto inconsapevole) dell’uomo che si fa criterio del vero, etc.; la scoperta sempre rinnovata, approfondita, della coscienza in Cristo, del cuore in Cristo, orienta, può orientare, alla luce che nella coscienza splende.
Osservo ancora che la maturazione sempre più profonda della coscienza integrale, del cuore, dell’uomo in Cristo può orientare ad un discernimento sempre più profondo in ogni campo ad es. aiutando anche il cristiano convinto a liberarsi da alcune altre possibili gravi distorsioni frutto del razionalismo, come il pragmatismo (dovuto alla circostanza che una inesistente variamente astratta razionalità non dà adeguati riferimenti per il discernimento) ed il conseguente burocratismo.Si tratta, a proposito di queste ultime, di distorsioni che possono anch’esse profondamente ostacolare il riconoscimento, l’accoglienza, della sempre nuova venuta di Cristo.
Forse in quest’epoca il Signore, con l’intercessione potente di Maria, ci vuole immergere in modo rinnovato, ancora più profondo, nella sua nuova creazione, nella sua Parola, nel suo battesimo, nella sua cresima, nell’eucaristia: non sono proprio questi i misteri della luce aggiunti da Giovanni Paolo II al rosario?

Propongo di diffondere una preghiera in preparazione e per l’anno della fede:

Maria, piena di grazia, donaci il cuore divino e umano di Cristo, affretta la vittoria del tuo cuore immacolato.

Mercoledì 6 giugno 2012: inizio della Novena al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore immacolato di Maria (15 – 16 giugno) / Sito dedicato a Padre Pio

30 maggio 2012

La novena la si può trovare nella colonna di destra della homepage di questo sito
dedicato a padre Pio (sito che non ho potuto visionare e dunque, per il resto, da
accostare con cautela):

http://www.sanpiodapietrelcina.org/index.htm

http://www.youtube.com/watch?v=_s80Un2bSmk&feature=youtu.be

Radiovaticana: New Player / Video: Sulla via di Damasco, Giovanni Paolo II, sempre con noi

30 maggio 2012

http://www.radiovaticana.org/it1/index.asp#

Raggiunto il link sopra si può trovare il New player nel primo riquadro
nella colonna di destra della homepage del sito.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem
-5f5b8af1-4e39-452d-b78b-1bd9ed326750.html

 

30 maggio. Santi del giorno

30 maggio 2012

Il Martirologio romano ricorda oggi santa Giovanna d’Arco, Figlia di contadini, analfabeta, lasciò giovanissima la casa paterna per seguire il volere di Dio, rivelatole da voci misteriose, secondo il quale avrebbe dovuto liberare la Francia dagli Inglesi. Presentatasi alla corte di Carlo VII, ottenne dal re di poter cavalcare alla testa di un’armata e, incoraggiando le truppe con la sua ispirata presenza, riuscì a liberare Orleans e a riportare la vittoria di Patay. Lasciata sola per la diffidenza della corte e del re, Giovanna non potè condurre a termine, secondo il suo progetto, la lotta contro gli Anglo-Borgognoni; fu dapprima ferita alle porte di Parigi e nel 1430, mentre marciava verso Compiegne, fatta prigioniera dai Borgognoni, che la cedettero agli Inglesi. Tradotta a Rouen davanti a un tribunale di ecclesiastici, dopo estenuanti interrogatori fu condannata per eresia ed arsa viva. Fu riabilitata nel 1456. Nel 1920 Benedetto XV la proclamava santa.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/33100

sant’Uberto di Tongeren-Maastricht, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/76100

san Ferdinando III.Figlio di Alfonso IX re di León e Berenguela di Castiglia, fu governatore modello dai solidi principi cristiani. Nel1217, all’età di 18 anni, ereditò la Castiglia, la terra di sua madre e nel 1230 il León, quella di suo padre. In questo modo unificò i due regni. Re prudente, si circondò sempre di persone fidate, con cui si consultava per le questioni più problematiche e urgenti. Di Ferdinando erano note anche la profonda devozione alla Madonna e la grande umiltà. Si sposò in prime nozze con Beatrice di Svezia (1219) e poi con Maria de Ponthieu (1235). Dalle due unioni nacquero complessivamente tredici figli. Ma la storia ricorda Ferdinando anche per le guerre contro i saraceni che gli permisero di riconquistare i regni di Cordova, Siviglia, Jaén e Murcia. Nel 1221 il sovrano fondò la cattedrale di Burgos, si deve a lui anche l’ampliamento dell’università di Salamanca. Morì il 30 maggio 1252 e fu sepolto nella cattedrale di Santa Maria a Siviglia. È stato canonizzato da Papa Clemente X il 4 febbraio 1671

santa Dinfna

http://www.santiebeati.it/dettaglio/53225

santi Gavino, Proto e Gianuario

 

Family 2012 VII incontro delle famiglie. Interventi del Card. Scola e Antonelli. Il Programma degli eventi sui media

30 maggio 2012

Gli interventi in link

http://www.avvenire.it/PublishingImages/PDF/antonelli_NOI.pdf

http://www.avvenire.it/PublishingImages/PDF/scola_NOI.pdf

Il programma su tv, radio, web

http://www.family2012.com/static/20618-diretta%20tvok_Layout%201.pdf

L’Omelia del Card. Scola in occasione della messa di Pentecoste assieme ai 5.000 volontari.

1. «Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano» (Lettura, At 2,2).

San Luca, con dovizia di particolari, ci dice le modalità con cui avviene la Pentecoste. «All’improvviso», cioè come dono non esigibile; «dal cielo», cioè da Dio; il «fragore» e il «vento che si abbatte impetuoso» indicano la potenza dell’irruzione; infine l’espressione «riempì tutta la casa» dice come il dono sia totale. Il dono dello Spirito è poi descritto dall’evangelista a partire da tutti i suoi effetti nella vita di coloro che lo ricevono.

Forse, carissimi fedeli e carissimi volontari del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, per meglio cogliere che cosa significa un dono per gli uomini possiamo rifarci ad un elemento fondamentale dell’esperienza familiare: la nascita di un figlio. Non è forse questo un dono gratuito che eccede persino il gesto di amore dei genitori e irrompe potente con la sua irriducibile singolarità ridefinendo totalmente la vita della famiglia? Così avviene, in misura imparagonabilmente maggiore, con il dono dello Spirito del Padre e del Figlio nella comunità cristiana. Dono che ci rende figli nel Figlio.

Le parole di Luca ce lo indicano, per come è possibile umanamente spiegare cose del genere: il dono dello Spirito è un’esperienza eccedente ogni misura. È la pienezza di Dio che si riversa sull’umanità dei discepoli, colmandola. Quella pienezza che riempie il tempo («mentre stava compiendosi il giorno»), lo spazio («riempì tutta la casa»), tutta la loro sensibilità («e tutti furono colmati di Spirito Santo» At 2,4). (more…)

Salmo 147 _ Inno di lode a Dio onnipotente

30 maggio 2012

Grande è il Signore, onnipotente,

la sua sapienza non ha confini.

Il Signore sostiene gli umili

ma abbassa fino a terra gli empi.

Cantate al Signore un canto di grazie,

intonate sulla cetra inni al nostro Dio.

Egli copre il cielo di nubi,

prepara la pioggia per la terra,

fa germogliare l’erba sui monti.

Provvede il cibo al bestiame,

ai piccoli del corvo che gridano a lui.

Non fa conto del vigore del cavallo,

non apprezza l’agile corsa dell’uomo.

Il Signore si compiace di chi lo teme,

di chi spera nella sua grazia.

Salmo 147, 5_11

 

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 30 Maggio 2012) con commento comunitario

29 maggio 2012

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,32-45)

In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.
Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

S. Bernardo, Discorso 37. M.Veladiano, Vedere (2)

29 maggio 2012
Seminate nella giustizia, dice il Signore, e raccoglierete la speranza della vita». Non vi rimanda nell’ultimo giorno, quando tutto vi sarà dato realmente e non più nella speranza; egli parla del presente. Certo, grande sarà la nostra gioia, infinita la nostra esultanza, quando comincerà la vita vera. Ma già la speranza di una tale gioia non può essere senza gioia. «Siate lieti nella speranza», dice l’apostolo Paolo (Rm 12,12). E Davide non dice che sarà nella gioia, bensì che vi è stato il giorno in cui ha sperato di entrare nella casa del Signore (Sal 121,1). Non possedeva ancora la vita, eppure aveva già mietuto la speranza della vita. E faceva l’esperienza della verità della Scrittura che dice che non soltanto la ricompensa ma anche «l’attesa dei giusti finirà in gioia» (Prv 10,28).Questa gioia è prodotta, nell’animo di chi ha seminato per la giustizia, dalla convinzione che i suoi peccati sono perdonati… Chiunque tra voi, dopo gli inizi amari della conversione, ha la fortuna di vedersi alleggerito dalla speranza dei beni che attende… ha mietuto fin d’ora il frutto delle sue lacrime. Ha visto Dio e lo ha sentito dire: «Dategli del frutto delle sue mani» (Prv 31,31). Come colui che ha «gustato e visto quanto è soave il Signore» (Sal 33,9) non avrebbe veduto Dio? Il Signore Gesù sembra molto soave a chi riceve da lui non soltanto la remissione delle sue colpe, ma anche il dono della santità e, meglio ancora, la promessa della vita eterna. Beato chi ha già raccolto una così bella messe… Il profeta dice il vero: «Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo» (Sal 125,2)… Nessun profitto né onore terreno ci sembrerà superare la nostra speranza e questa gioia di sperare, ormai profondamente radicata nei nostri cuori: «La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5).
S. BERNARDO, Discorso 37 sul cvantico dei Cantici
Dal basso. Tre metri sotto la nostra dignità. Difficile vedere. Ma proviamo. Intanto è sottinteso che se si volesse davvero veder tutto alla fine non si vedrebbe niente. Sotto sotto bisogna scegliere, altrimenti non si vive, tutte queste disgrazie e poi a scavare bene ce n’è per tutti. Si nasce che si sta bene, non è poi colpa nostra e i ricchi e i poveri ci saranno sempre. Sotto sotto comunque ci si adatta a tutto e le ricerche ci dicono che i più poveri sono anche più felici, si accontentano di poco. Chi ha di più, ha più preoccupazioni e non può star quieto. A scavare bene si capisce che è una condanna aver qualcosa. In fondo c’è tanta confusione nella vita. Piace al diavolo dicono, ma si sa che in fondo non ci crede nessuno. È che ogni tanto si deve un po’ affiorare per prender fiato e si scopre con sgomento che il mare può continuare a essere blu, vivo, anche se sotto non ci sono più madrepore e coralli ma solo rovine di battelli inumati. E sulle colline oltre la spiaggia i fiori continuano a fiorire senza sforzo alcuno. E vien voglia di andare a riva finalmente e camminare scrollando la gogna di non voler vedere, di non saper commuoversi.
Perché la vita non finisce. Struggente e necessaria. A cosa altro si può obbedire se non a tutte le vite del mondo?
pubblicato in Avvenire di oggi