Archive for maggio 2012

Video (highlights): 100 metri, record mondiale stagionale di Usain Bolt al Golden Gala di Roma (31 maggio 2012)

31 maggio 2012

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4e05a476-
6aae-4f68-a803-f736d7b45fc1-raisport.html#set=ContentSet-d575b982-
3b1e-4f9e-8aa9-b2bbe186abc6&page=0

Curiosità: traduzioni dall’inglese della parola “bolt”:
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PAROLE DEL SANTO PADRE A CONCLUSIONE DEL MESE MARIANO (NEI GIARDINI VATICANI)

31 maggio 2012

Cari fratelli e sorelle,
sono sempre molto lieto di partecipare a questa veglia mariana in Vaticano, un momento che, anche con la presenza di tante persone, ha sempre un carattere intimo e familiare. Il mese che la devozione dei fedeli dedica in modo tutto particolare al culto della Madre di Dio si chiude con la festa liturgica che ricorda il «secondo mistero gaudioso»: la visita di Maria alla parente Elisabetta. Questo evento è caratterizzato dalla gioia espressa dalle parole con le quali la Vergine Santa glorifica l’Onnipotente per le grandi cose che Egli ha compiuto guardando all’umiltà della sua serva: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore» (Lc 1, 46). Il Magnificat è il canto di lode che sale dall’umanità redenta dalla divina misericordia, sale da tutto il popolo di Dio; in pari tempo è l’inno che denuncia l’illusione di coloro che si credono signori della storia e arbitri del loro destino.
Al contrario, Maria ha posto Dio al centro della propria vita, si è abbandonata fiduciosa alla sua volontà, in atteggiamento di umile docilità al suo disegno d’amore. A motivo di questa sua povertà di spirito e umiltà di cuore, è stata scelta per essere il tempio che porta in sé il Verbo, il Dio fatto uomo. Di Lei, pertanto, è figura la «Figlia di Sion» che il profeta Sofonia invita a rallegrarsi, a esultare di gioia (cfr Sof 3,14).
Cari amici, questa sera vogliamo volgere il nostro sguardo a Maria con rinnovato affetto filiale.
Tutti abbiamo sempre da imparare dalla nostra Madre celeste: la sua fede ci invita a guardare al di là delle apparenze e a credere fermamente che le difficoltà quotidiane preparano una primavera che è già iniziata in Cristo Risorto. 
Al Cuore Immacolato di Maria vogliamo attingere questa sera con rinnovata fiducia per lasciarci contagiare dalla sua gioia, che trova la sorgente più profonda nel Signore. La gioia, frutto dello Spirito Santo, è distintivo fondamentale del cristiano: essa si fonda sulla speranza in Dio, trae forza dalla preghiera incessante, permette di affrontare con serenità le tribolazioni. San Paolo ci ricorda: «Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera» (Rm 12, 12). Queste parole dell’Apostolo sono come un’eco al Magnificat di Maria e ci esortano a riprodurre in noi stessi, nella vita di tutti i giorni, i sentimenti di gioia nella fede, propri del cantico mariano.
Vorrei augurare a tutti e a ciascuno di voi, cari fratelli e sorelle, venerati Signori Cardinali, Vescovi, sacerdoti, persone consacrate e fedeli tutti, che questa letizia spirituale, traboccata dal cuore ricolmo di gratitudine della Madre di Cristo e Madre nostra, sia alla fine di questo mese di maggio più consolidata nei nostri animi, nella nostra vita personale e familiare, in ogni ambiente, specialmente nella vita di questa famiglia che qui in Vaticano serve la Chiesa universale. Grazie a tutti!

© Copyright 2012 – Libreria Editrice Vaticana

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 1 Giugno 2012) con commento comunitario

31 maggio 2012

Dal vangelo secondo Marco (Mc 11, 11-26)

[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».

1° giugno. Santi del giorno

31 maggio 2012

File:Justin filozof.jpg

(San Giustino, Icona russa, XIX sec.)

Attorno all’anno 165, sotto l’imperatore Marco Aurelio, muore martire assieme a sei compagni Giustino, ricordato nella tradizione antica come «il Filosofo». Nativo di Flavia Neapolis, l’antica Sichem, Giustino era di famiglia pagana. Egli ricevette un’educazione raffinata nell’ambiente ellenistico del suo tempo, e cercò la risposta ai suoi più profondi interrogativi esistenziali aderendo a diverse scuole filosofiche, senza tuttavia trovare la pace a cui anelava. La sua vita cominciò a cambiare quando egli incontrò gli scritti dell’Antico Testamento, verosimilmente nell’interpretazione datane dai maestri ebrei di quell’epoca. Attraverso le Scritture ebraiche, Giustino approdò al cristianesimo, probabilmente a Efeso. Decisiva per la sua adesione alla fede cristiana fu la testimonianza di tutti coloro che per Cristo erano disposti a dare la vita fino al martirio. A Efeso egli decise di vestire il pallio dei filosofi e di iniziare un ministero di predicazione itinerante di quella che era ormai per lui «la vera filosofia». Giunto a Roma sotto Antonino Pio, vi fondò una scuola per diffondere il cristianesimo. Giustino passò alla storia per la passione e la coerenza con cui difese la fede cristiana dalle accuse dei detrattori. Ciò non gli impedì tuttavia di riconoscere i semi del Verbo presenti al di là dei confini della chiesa visibile, e in tal modo radicò l’annuncio della novità cristiana nella sapienza dei filosofi pagani e dei profeti di Israele. Giustino morì in un luogo imprecisato, per essersi rifiutato di sacrificare agli dei, dopo aver raggiunto, non senza affrontare molte prove, quella serenità che era stata il fine di tutta la sua ricerca filosofica.

La ragione suggerisce che quelli che sono davvero pii e filosofi onorino e amino solo il vero, evitando di seguire le opinioni degli antichi qualora siano false. Infatti la retta ragione suggerisce non solo di non seguire chi agisce o pensa in modo ingiusto, ma bisogna che in ogni modo e al di sopra della propria vita, colui che ama la verità, anche se è minacciato di morte, scelga sia di dire sia di fare il giusto.(da, Apologia prima)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/23200

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2007/documents/hf_ben-xvi_aud_20070321_it.html

Sant’Annibale Maria di Francia, 1851-1927, fondò le Congregazioni dei Rogazionisti del Cuore di Gesù e delle Figlie del Divino Zelo.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55500

San Procolo , martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55530

san Teobaldo Roggeri, 1100-1150

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90139

san Fortunato di Spoleto, IV sec., sacerdote a Montefalco, in Umbria

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92382

san Vistano, re di Mercia, ?-850, martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92669

San Caprasio di Lérins, ?-430, eremita

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92751

Icone mariane. Madre di Dio piena di gloria (Vsepetaia)

31 maggio 2012

Proviene dalla chiesa di Assunzione in Apuchtinka a Mosca. Il nome dell’icona viene dal testo scritto sulla veste della Madonna, in russo antico: “O Madre piena di gloria, che ha partorito la Santissima Parola, accetta questa offerta, liberaci da tutti i mali e toglici le sofferenze che ci aspettano, a te gridiamo: Alleluia”. Nella tradizione dell’iconografia russa questa icona è conosciuta dal secolo XVII°. La sua apparizione non è legata alla venerazione di qualche reliquia concreta. L’immagine è rappresentata in modo sofisticato, caratteristico di quel secolo; la composizione allegorica dell’immagine si basa principalmente su alcuni inni sacri dedicati alla Madonna. L’immagine più antica della Madre di Dio “Piena di Gloria” è del XVII° secolo. L’immagine è rappresentata a mezzobusto in tre quarti, la Madonna sostiene leggermente il Bambino sugli avambracci. Le mani del Cristo sono alzate e messe sul petto della Madonna. Spesso Maria è incoronata con una larga corona reale. La sua veste di solito è composta dal chitone color rosso-marrone e dalla sopraveste rosso scuro “mafori” simbolo del mondo celeste. Sul bordo del “mafori” sono scritte le parole dell’inno sopra-riportato; sulle spalle e sulla testa di Maria, al posto delle stelle, sono dipinti tre angeli – simbolo della Trinità. Nel XIX° secolo la festa dell’icona era il giorno 6 ottobre. La particolarità dell’icona della collezione della galleria Tretiakov è l’immagine di Maria senza corona e il Bambino dipinto a sinistra. La veste del Cristo è composta solo dal panno ai fianchi e dal “ghimati” che su questa icona ha una forma “nuvolosa” che copre il Cristo.

31 maggio. Santi del giorno. Calendario mariano, Visitazione della B.V.Maria

31 maggio 2012

File:Angelico, visitazione da predella annunciazioe di cortona.jpg

(Beato Angelico, Visitazione, dalla predella dell’Annunciazione, 1433, Museo civico di Cortona)

Visitazione della Beata vergine Maria ad Elisabetta,
secondo mistero gaudioso spiegato da Benedetto XVI
:

http://it.gloria.tv/?media=96601

Oggi si ricordano San Vitale di Assisi, 1295-1370, monaco eremita

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90745

i santi Canzio, Canziano e Canzianilla, IV sec, martiri

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91149

Santa Camilla Battista da Varano, 1458-1524, badessa del Monastero di Camerino

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90666

San Felice da Nicosia, 1715-1787, dell’ordine dei frati minori cappuccini

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90637

Santa Petronilla, I sec., martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55450

San Silvio di Tolosa, ?-400, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55400

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Family 2012. Intervento del card. Ravasi

31 maggio 2012

 L’intervento di ieri, 30 maggio, del card. Ravasi al Congresso internazionale teologico pastorale

LA FAMIGLIA TRA OPERA DELLA CREAZIONE E FESTA DELLA SALVEZZA

                                                                              

         Non può restare nascosta una casa collocata sul crinale di un monte: parafrasando una celebre immagine del Discorso della Montagna (Mt 5,14), poniamo al centro della nostra riflessione un simbolo radicale nella stessa storia dell’umanità, la casa, un segno che s’affaccia bel 2092 volte col vocabolo ebraico bajit/bêt nell’Antico Testamento e 209 volte nel Nuovo Testamento sotto le parole analoghe oíkos e oikía, accompagnate da uno sciame di circa quaranta termini derivati. Dal crinale, dove svetta la casa simbolica che vogliamo delineare, si diramano due versanti che costituiscono il titolo stesso del nostro tema: da un lato, ecco l’alfa della creazione, che si distende lungo la traiettoria della storia; dall’altro lato, ascende il versante arduo dell’omega, ossia della festa piena della salvezza, l’escatologia, la meta attesa ove il “non ancora” della storia si trasformerà nell’“ora” perfetta della redenzione compiuta ela Gerusalemme terrena si muterà nella nuova Gerusalemme celeste.

Le fondamenta della “casa”-famiglia

        

Toda casa es un candelabro / donde arden con aislada llama las vidas. Forse questo verso era sbocciato nella mente del giovane Jorge Luis Borges, il famoso scrittore argentino, mentre ventiquattrenne passeggiava per una “strada ignota” della sua città, dato che la raccolta poetica s’intitola appunto Fervore a Buenos Aires (1923). Ed effettivamente le mura dei palazzi celano al loro interno tante fiamme “appartate” (aislada), cioè vite isolate nelle loro solitudini o nei loro drammi, famiglie unite nell’amore o scavate dalle divisioni, benestanti o curve sotto l’incubo della povertà o dell’assenza di lavoro. La “casa”, infatti, in molte lingue non è soltanto l’edificio di mattoni, di pietra e di cemento o la capanna o la tenda in cui si dimora (e la mancanza di una casa è un elemento drammatico di dispersione esistenziale), ma è anche chi vi abita, è il “casato” fatto di persone vive e di generazioni. Anzi, talora la “casa” per eccellenza è persino il tempio, residenza terrestre di Dio.

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Isaia 12 _ Cantico di salvezza

31 maggio 2012

 

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io confiderò, non avrò mai timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
Attingerete acqua con gioia alle sorgenti della salvezza.

Lodate il Signore, invocate il suo nome;
manifestate tra i popoli le sue meraviglie,
proclamate che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto opere grandi,
ciò sia noto in tutta la terra.
Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion,
perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele.

 

Isaia 12, 2_9

Santuario Maria Licht (della Madonna della Luce)

31 maggio 2012

http://it.gloria.tv/?media=261948

Manda la tua Luce, Signore, per intercessione di Maria.

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 31 Maggio 2012) con commento comunitario

30 maggio 2012

VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39–56)

In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

OSSERVATORE ROMANO: Un (nuovo) inserto al femminile

30 maggio 2012

«L’Osservatore Romano» esce da questo mese
arricchito da un inserto dedicato alle donne: donne
di tutto il mondo, con particolare attenzione al loro
rapporto con la Chiesa. Un foglio mensile che
informa sulla vita e la condizione femminile, senza
tralasciare i temi più “caldi”, come tutto ciò che è
connesso con la procreazione, l’accesso alla cultura e
l’emancipazione. Ci sono tante notizie interessanti, in
genere trascurate dagli organi di informazione e che
invece dovrebbero essere diffuse, per fornire un
livello più alto di consapevolezza sulla situazione
femminile oggi. La prima pagina dell’inserto sarà
dedicata alle donne che svolgono un ruolo
importante nella Chiesa e non sono conosciute, o
sono conosciute troppo poco. Il loro contributo,
siano religiose o laiche, si sta facendo sempre più
vasto e significativo — basti pensare che le religiose
nel mondo sono oggi 740.000, a fronte di 460.000
religiosi e sacerdoti — ma è ancora nascosto.
Renderlo noto, quindi, aiuterà anche a modificare
pregiudizi e idee preconcette sulla Chiesa cattolica e
sul suo atteggiamento verso le donne. In ogni inserto
ci saranno uno spazio destinato alla spiritualità
femminile, un’inchiesta su temi legati alle donne e
alla vita religiosa, la segnalazione di un romanzo, di
un saggio e di un film, anche se non sempre legati
alla religione. Speriamo in questo modo di offrire un
servizio utile, che ampli le informazioni e
contribuisca ad approfondire la conoscenza sul ruolo
delle donne nella Chiesa oggi e nel passato. Abbiamo
scelto di cominciare nel mese di maggio per porre
questa nuova iniziativa sotto il manto protettivo della
Vergine. Sempre a Maria si riferisce la frase della
Scrittura a cui ci siamo ispirate, che ricorre due volte
nel vangelo di Luca (2, 19 e 51). E abbiamo preferito
la traduzione “c o n f ro n t a v a ” al più usuale “meditava”
perché nell’animo della Vergine si agitavano e si
confrontavano situazioni ed eventi differenti, sempre
in movimento, in una turbolenza che trovava la pace
ma non la piatta acquiescenza. (Lucetta Scaraffia.OSSERVATORE ROMANO) (more…)

Trentaseiesima catechesi di Benedetto XVI sulla preghiera

30 maggio 2012

Per vedere il video registrato della catechesi raggiunto il link passare con la freccetta su video e poi cliccare su web-tv; poi selezionare agenda, poi la data del mercoledì 30 maggio 2012, poi cliccare sull’iconcina on demand corrispondente all’udienza generale di oggi.La registrazione sarà visibile all’incirca dalle ore 12,30 dello stesso mercoledì 30 maggio 2012.Questo il link per la videoregistrazione:

http://www.radiovaticana.org/it1/index.asp

Ecco il link al testo scritto della catechesi:

http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/29273.php?index=29273&lang=it

Il cuore divino e umano, il discernimento, di Cristo

30 maggio 2012

Nel cuore divino e umano di Cristo si rivela sempre più ogni cosa.Cristo ha “dovuto”, forse, necessariamente scoprire la delicatezza dello Spirito, che viene illuminando e facendo crescere con sapienza l’umanità senza calpestarla, senza indurla a forzature volontaristiche, senza cerebralismi, cavillosità…Immaginiamo a quali pressioni avrebbe potuto sentirsi sottoposto Cristo nell’intuirsi, nella fede, Figlio di Dio se lo Spirito non fosse sceso su di lui come una colomba.Lo Spirito dunque conduce l’uomo a scoprire sempre più, in Cristo, anche la sua (dell’uomo) autentica (non moralistica, non meccanicistica, etc.) coscienza spirituale e psicofisica.Lo aiuta a scoprire sempre più, dunque, i veri riferimenti spirtuali e umani ed i loro autentici collegamenti (anche qui, Cristo ha “dovuto” forse scoprire bene tutti i principali riferimenti-collegamenti, ad es. per distinguere gli aspetti ad es. psicologici o fisici, del suo comportamento, da quelli spirituali).
Nei miei scritti osservo che la scoperta sempre più profonda del cuore divino e umano di Cristo scioglie nodi, rinnova strade, apre a scoperte sempre nuove in ogni aspetto della vita.E’ forse anche interessante osservare che forse non è, talora, molto diffusa, l’attenzione a cercare, nella grazia, anche la “filosofia” di Cristo, cioè le vie del suo integrale discernere divino e umano.E’ vero che si tratta di misteri ma non è, mi pare, che non si possa tentare di trarre possibili spunti da questa ricerca.Ad es. osservo che Cristo non ha mai parlato di fede e ragione, Cristo mi pare sia rimasto (e sarebbe interessante anche verificare ciò) ed abbia anche molto approfondito la visione ebraica dell’uomo come cuore integrale: non cuore e ragione, non cuore e mente, ma cuore integrale (dell’uomo intero) come centro del discernere, del vivere, integrale, appunto, dunque anche del conoscere, dell’uomo.
Mi pare di vedere qui una possibile fondamentalissima risposta ad un problema forse centrale della nostra epoca, quello della fede: il razionalismo, anche quello residuo di chi parla di cuore e mente, cuore e ragione, orienta, può orientare, anche subliminalmente all’ubris (dunque magari anche del tutto inconsapevole) dell’uomo che si fa criterio del vero, etc.; la scoperta sempre rinnovata, approfondita, della coscienza in Cristo, del cuore in Cristo, orienta, può orientare, alla luce che nella coscienza splende.
Osservo ancora che la maturazione sempre più profonda della coscienza integrale, del cuore, dell’uomo in Cristo può orientare ad un discernimento sempre più profondo in ogni campo ad es. aiutando anche il cristiano convinto a liberarsi da alcune altre possibili gravi distorsioni frutto del razionalismo, come il pragmatismo (dovuto alla circostanza che una inesistente variamente astratta razionalità non dà adeguati riferimenti per il discernimento) ed il conseguente burocratismo.Si tratta, a proposito di queste ultime, di distorsioni che possono anch’esse profondamente ostacolare il riconoscimento, l’accoglienza, della sempre nuova venuta di Cristo.
Forse in quest’epoca il Signore, con l’intercessione potente di Maria, ci vuole immergere in modo rinnovato, ancora più profondo, nella sua nuova creazione, nella sua Parola, nel suo battesimo, nella sua cresima, nell’eucaristia: non sono proprio questi i misteri della luce aggiunti da Giovanni Paolo II al rosario?

Propongo di diffondere una preghiera in preparazione e per l’anno della fede:

Maria, piena di grazia, donaci il cuore divino e umano di Cristo, affretta la vittoria del tuo cuore immacolato.

Mercoledì 6 giugno 2012: inizio della Novena al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore immacolato di Maria (15 – 16 giugno) / Sito dedicato a Padre Pio

30 maggio 2012

La novena la si può trovare nella colonna di destra della homepage di questo sito
dedicato a padre Pio (sito che non ho potuto visionare e dunque, per il resto, da
accostare con cautela):

http://www.sanpiodapietrelcina.org/index.htm

http://www.youtube.com/watch?v=_s80Un2bSmk&feature=youtu.be

Radiovaticana: New Player / Video: Sulla via di Damasco, Giovanni Paolo II, sempre con noi

30 maggio 2012

http://www.radiovaticana.org/it1/index.asp#

Raggiunto il link sopra si può trovare il New player nel primo riquadro
nella colonna di destra della homepage del sito.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem
-5f5b8af1-4e39-452d-b78b-1bd9ed326750.html

 

30 maggio. Santi del giorno

30 maggio 2012

Il Martirologio romano ricorda oggi santa Giovanna d’Arco, Figlia di contadini, analfabeta, lasciò giovanissima la casa paterna per seguire il volere di Dio, rivelatole da voci misteriose, secondo il quale avrebbe dovuto liberare la Francia dagli Inglesi. Presentatasi alla corte di Carlo VII, ottenne dal re di poter cavalcare alla testa di un’armata e, incoraggiando le truppe con la sua ispirata presenza, riuscì a liberare Orleans e a riportare la vittoria di Patay. Lasciata sola per la diffidenza della corte e del re, Giovanna non potè condurre a termine, secondo il suo progetto, la lotta contro gli Anglo-Borgognoni; fu dapprima ferita alle porte di Parigi e nel 1430, mentre marciava verso Compiegne, fatta prigioniera dai Borgognoni, che la cedettero agli Inglesi. Tradotta a Rouen davanti a un tribunale di ecclesiastici, dopo estenuanti interrogatori fu condannata per eresia ed arsa viva. Fu riabilitata nel 1456. Nel 1920 Benedetto XV la proclamava santa.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/33100

sant’Uberto di Tongeren-Maastricht, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/76100

san Ferdinando III.Figlio di Alfonso IX re di León e Berenguela di Castiglia, fu governatore modello dai solidi principi cristiani. Nel1217, all’età di 18 anni, ereditò la Castiglia, la terra di sua madre e nel 1230 il León, quella di suo padre. In questo modo unificò i due regni. Re prudente, si circondò sempre di persone fidate, con cui si consultava per le questioni più problematiche e urgenti. Di Ferdinando erano note anche la profonda devozione alla Madonna e la grande umiltà. Si sposò in prime nozze con Beatrice di Svezia (1219) e poi con Maria de Ponthieu (1235). Dalle due unioni nacquero complessivamente tredici figli. Ma la storia ricorda Ferdinando anche per le guerre contro i saraceni che gli permisero di riconquistare i regni di Cordova, Siviglia, Jaén e Murcia. Nel 1221 il sovrano fondò la cattedrale di Burgos, si deve a lui anche l’ampliamento dell’università di Salamanca. Morì il 30 maggio 1252 e fu sepolto nella cattedrale di Santa Maria a Siviglia. È stato canonizzato da Papa Clemente X il 4 febbraio 1671

santa Dinfna

http://www.santiebeati.it/dettaglio/53225

santi Gavino, Proto e Gianuario

 

Family 2012 VII incontro delle famiglie. Interventi del Card. Scola e Antonelli. Il Programma degli eventi sui media

30 maggio 2012

Gli interventi in link

http://www.avvenire.it/PublishingImages/PDF/antonelli_NOI.pdf

http://www.avvenire.it/PublishingImages/PDF/scola_NOI.pdf

Il programma su tv, radio, web

http://www.family2012.com/static/20618-diretta%20tvok_Layout%201.pdf

L’Omelia del Card. Scola in occasione della messa di Pentecoste assieme ai 5.000 volontari.

1. «Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano» (Lettura, At 2,2).

San Luca, con dovizia di particolari, ci dice le modalità con cui avviene la Pentecoste. «All’improvviso», cioè come dono non esigibile; «dal cielo», cioè da Dio; il «fragore» e il «vento che si abbatte impetuoso» indicano la potenza dell’irruzione; infine l’espressione «riempì tutta la casa» dice come il dono sia totale. Il dono dello Spirito è poi descritto dall’evangelista a partire da tutti i suoi effetti nella vita di coloro che lo ricevono.

Forse, carissimi fedeli e carissimi volontari del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, per meglio cogliere che cosa significa un dono per gli uomini possiamo rifarci ad un elemento fondamentale dell’esperienza familiare: la nascita di un figlio. Non è forse questo un dono gratuito che eccede persino il gesto di amore dei genitori e irrompe potente con la sua irriducibile singolarità ridefinendo totalmente la vita della famiglia? Così avviene, in misura imparagonabilmente maggiore, con il dono dello Spirito del Padre e del Figlio nella comunità cristiana. Dono che ci rende figli nel Figlio.

Le parole di Luca ce lo indicano, per come è possibile umanamente spiegare cose del genere: il dono dello Spirito è un’esperienza eccedente ogni misura. È la pienezza di Dio che si riversa sull’umanità dei discepoli, colmandola. Quella pienezza che riempie il tempo («mentre stava compiendosi il giorno»), lo spazio («riempì tutta la casa»), tutta la loro sensibilità («e tutti furono colmati di Spirito Santo» At 2,4). (more…)

Salmo 147 _ Inno di lode a Dio onnipotente

30 maggio 2012

Grande è il Signore, onnipotente,

la sua sapienza non ha confini.

Il Signore sostiene gli umili

ma abbassa fino a terra gli empi.

Cantate al Signore un canto di grazie,

intonate sulla cetra inni al nostro Dio.

Egli copre il cielo di nubi,

prepara la pioggia per la terra,

fa germogliare l’erba sui monti.

Provvede il cibo al bestiame,

ai piccoli del corvo che gridano a lui.

Non fa conto del vigore del cavallo,

non apprezza l’agile corsa dell’uomo.

Il Signore si compiace di chi lo teme,

di chi spera nella sua grazia.

Salmo 147, 5_11

 

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 30 Maggio 2012) con commento comunitario

29 maggio 2012

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,32-45)

In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.
Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

S. Bernardo, Discorso 37. M.Veladiano, Vedere (2)

29 maggio 2012
Seminate nella giustizia, dice il Signore, e raccoglierete la speranza della vita». Non vi rimanda nell’ultimo giorno, quando tutto vi sarà dato realmente e non più nella speranza; egli parla del presente. Certo, grande sarà la nostra gioia, infinita la nostra esultanza, quando comincerà la vita vera. Ma già la speranza di una tale gioia non può essere senza gioia. «Siate lieti nella speranza», dice l’apostolo Paolo (Rm 12,12). E Davide non dice che sarà nella gioia, bensì che vi è stato il giorno in cui ha sperato di entrare nella casa del Signore (Sal 121,1). Non possedeva ancora la vita, eppure aveva già mietuto la speranza della vita. E faceva l’esperienza della verità della Scrittura che dice che non soltanto la ricompensa ma anche «l’attesa dei giusti finirà in gioia» (Prv 10,28).Questa gioia è prodotta, nell’animo di chi ha seminato per la giustizia, dalla convinzione che i suoi peccati sono perdonati… Chiunque tra voi, dopo gli inizi amari della conversione, ha la fortuna di vedersi alleggerito dalla speranza dei beni che attende… ha mietuto fin d’ora il frutto delle sue lacrime. Ha visto Dio e lo ha sentito dire: «Dategli del frutto delle sue mani» (Prv 31,31). Come colui che ha «gustato e visto quanto è soave il Signore» (Sal 33,9) non avrebbe veduto Dio? Il Signore Gesù sembra molto soave a chi riceve da lui non soltanto la remissione delle sue colpe, ma anche il dono della santità e, meglio ancora, la promessa della vita eterna. Beato chi ha già raccolto una così bella messe… Il profeta dice il vero: «Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo» (Sal 125,2)… Nessun profitto né onore terreno ci sembrerà superare la nostra speranza e questa gioia di sperare, ormai profondamente radicata nei nostri cuori: «La speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5).
S. BERNARDO, Discorso 37 sul cvantico dei Cantici
Dal basso. Tre metri sotto la nostra dignità. Difficile vedere. Ma proviamo. Intanto è sottinteso che se si volesse davvero veder tutto alla fine non si vedrebbe niente. Sotto sotto bisogna scegliere, altrimenti non si vive, tutte queste disgrazie e poi a scavare bene ce n’è per tutti. Si nasce che si sta bene, non è poi colpa nostra e i ricchi e i poveri ci saranno sempre. Sotto sotto comunque ci si adatta a tutto e le ricerche ci dicono che i più poveri sono anche più felici, si accontentano di poco. Chi ha di più, ha più preoccupazioni e non può star quieto. A scavare bene si capisce che è una condanna aver qualcosa. In fondo c’è tanta confusione nella vita. Piace al diavolo dicono, ma si sa che in fondo non ci crede nessuno. È che ogni tanto si deve un po’ affiorare per prender fiato e si scopre con sgomento che il mare può continuare a essere blu, vivo, anche se sotto non ci sono più madrepore e coralli ma solo rovine di battelli inumati. E sulle colline oltre la spiaggia i fiori continuano a fiorire senza sforzo alcuno. E vien voglia di andare a riva finalmente e camminare scrollando la gogna di non voler vedere, di non saper commuoversi.
Perché la vita non finisce. Struggente e necessaria. A cosa altro si può obbedire se non a tutte le vite del mondo?
pubblicato in Avvenire di oggi

29 maggio. Santi del giorno

29 maggio 2012

Il Martirologio Romano ricorda oggi sant’Ursula Ledochowska. Nacque nel 1865 a Loosdorf, in Austria. A 21 anni entrò tra le Orsoline di Cracovia. Spese la sua vita a favore del prossimo peregrinando tra la Russia, la Svezia e la Finlandia. Nel 1920 istituì una nuova Congregazione, le Orsoline del Sacro Cuore di Gesù agonizzante. Morì nel 1939.

http://gloria.tv/?media=294768

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55100

sant’Alessandro, san Martirio e san Sisinnio, protomartiri  trentini. I tre martiri trentini arrivavano dalla Cappadocia, furono martirizzati in Trentino. Sono Alessandro (ostiario), Sisinnio (diacono) e Martirio (lettore), ancora venerati a Trento. Vissuti nel IV secolo, i tre fanno parte della schiera di evangelizzatori giunti dalle comunità cristiane del Mediterraneo per diffondere il Vangelo in quella penisola che era un ponte naturale verso il continente. L’Italia cristiana deve la sua fede anche a santi come loro: inviati dal vescovo di Milano Ambrogio a quello di Trento Vigilio, furono arsi vivi davanti all’altare del dio Saturno. Le loro reliquie nel ’97, a 1600 anni dal martirio, hanno girato le parrocchie della diocesi di Trento

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55020

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55060

san Senatore di Milano, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92056

santa Bona da Pisa

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90352

san Massimo di Verona, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55050

“Gioisce la chiesa……”Lettera dei fratelli e delle sorelle di Bose in occasione della Pentecoste 2012

29 maggio 2012

 

Maestro di Vesfalia, Pentecoste, 1380

Cari amici, quest’anno ricorrono i cinquant’anni dall’apertura del concilio Vaticano II. Per ricordare quell’evento di grazia cui ci sentiamo profondamente debitori nel nostro cammino cristiano e monastico, vi riproponiamo i passi più salienti del discorso di apertura pronunciato da papa Giovanni XXIII l’11 ottobre 1962. “Gaudet Mater Ecclesia” è un testo ancora attualissimo, capace di suscitare e rianimare l’autentica speranza cristiana.

I fratelli e le sorelle di Bose

27 maggio 2012 Solennità della Pentecoste

SOLENNE APERTURA DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO II DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII

Giovedì, 11 ottobre 1962

Venerabili fratelli,

1. La madre chiesa si rallegra perché, per un dono speciale della divina provvidenza, è ormai sorto il giorno tanto desiderato nel quale qui, presso il sepolcro di san Pietro, auspice la vergine Madre di Dio, di cui oggi si celebra con gioia la dignità materna, inizia solennemente il concilio ecumenico Vaticano II.

I concili ecumenici nella chiesa

2. 1. Tutti i concili – sia i venti ecumenici sia gli innumerevoli e da non sottovalutare provinciali e regionali – che sono stati celebrati nel succedersi dei secoli, attestano con evidenza la vitalità della chiesa cattolica e sono iscritti come lumi splendenti nella sua storia.

2. Nell’indire questa grandiosa assemblea, il più recente e umile successore del principe degli apostoli, che vi parla, si è proposto di riaffermare ancora una volta il magistero ecclesiastico, che non viene mai meno e perdura sino alla fine dei tempi; magistero che con questo concilio si presenta in modo straordinario a tutti gli uomini che sono nel mondo, tenendo conto delle deviazioni, delle esigenze, delle opportunità dell’età contemporanea.

3. Iniziando questo concilio universale, il vicario di Cristo, che vi sta parlando, guarda, com’è naturale, al passato, e quasi ne percepisce la voce incitante e incoraggiante: volentieri infatti ripensa alle benemerenze dei sommi pontefici che vissero in tempi più antichi e più recenti, e che dalle assemblee dei concili, tenuti sia in oriente che in occidente dal quarto secolo fino al medio evo e agli ultimi tempi, hanno trasmesso le testimonianze di tale voce veneranda e solenne. Esse acclamano senza sosta al trionfo di quella società umana e divina, cioè della chiesa, che assume dal divin Redentore il nome, i doni della grazia e tutto il suo valore. (…)

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Salmo 98 (97) _ Inno a Dio, che donna la salvezza

29 maggio 2012

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.

Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.
Cantate inni al Signore con l’arpa,
con l’arpa e con suono melodioso;
con la tromba e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.

Frema il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene,
che viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.

 

Salmo 98(97), 1_9

Video: Sulla via di Damasco, Famiglia

29 maggio 2012

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem
-851f522d-504e-491b-9e40-2ec3ab9ec709.html

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Martedì 29 Maggio 2012) con commento comunitario

28 maggio 2012

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,28–31)

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno i primi».

Video: Vieni Signore Gesù! / Rio 2013: tra i cinque patroni della Gmg anche il beato Giovanni Paolo II

28 maggio 2012

http://www.youtube.com/watch?v=_s80Un2bSmk&feature=youtu.be

http://www.news.va/it/news/rio-2013-tra-i-cinque-patroni-della-gmg
-anche-il-b

28 maggio. Santi del giorno

28 maggio 2012

Oggi si fa memoria di San Germano di Parigi, fine V sec.- 576, dapprima abate di San Sinforiano di Autun poi vescovo a Parigi.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54950

Santa Ubaldesca Baccini, 1136-1206

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90595

Sant‘Eliconide di Tessalonica, III sec, martire in Grecia sotto l’imperatore Gordiano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54940

La venerazione di un santo è determinata soprattutto dall’ideale evangelico che attraverso la sua figura viene trasmesso di generazione in generazione. Solo così si può comprendere la straordinaria importanza di Andrea, primo folle per Cristo della chiesa bizantina. Le notizie storiche su di lui sono contraddittorie, fino a far dubitare della sua esistenza. Egli fu forse originario della Scizia, ed era uno schiavo. Secondo il suo agiografo, un certo Niceforo presbitero di Santa Sofia, fu educato dal suo padrone che lo volle suo segretario. Poi, ancora giovanissimo e in maniera improvvisa, Andrea diede chiari segni di follia. Il padrone lo fece incatenare presso la chiesa di Sant’Anastasia, ma inutilmente: era ormai inziata la vicenda del più amato folle per Cristo di Costantinopoli. Da quel momento, egli vivrà simulando un tale degrado esteriore da far ribrezzo persino agli animali; faceva questo, secondo la tradizione, per poter servire gli uomini nell’umiltà e nel nascondimento. Visionario, affascinato dal futuro ultimo dell’uomo, Andrea esprime con la vita e con numerosi dialoghi la sua attesa del regno e il giudizio che il compiersi dei tempi profetizzato nelle Scritture proietta sulla storia. Lo accompagna spesso come interlocutore Epifanio, personaggio ben dotato di senno, che diverrà patriarca di Costantinopoli. A differenza del suo predecessore di Emesa, Simeone il Folle, Andrea non simula tanto la follia per smascherare i peccati di quanti incontra, ma dedica piuttosto tutta la sua vita a indicare un mondo invisibile, una sapienza «altra». Forse per questo è molto amato dai monaci bizantini, che gli dedicheranno una miriade di piccole chiese ubicate nei luoghi più impensabili. Nella chiesa russa la memoria di Andrea è legata alla festa della Protezione della Madre di Dio, da lui profetizzata in una delle sue più celebri visioni.

Il 28 maggio del 1970 si spegne a Bucarest il vescovo greco-cattolico Iuliu Hossu, testimone tra i più eloquenti delle persecuzioni patite da centinaia di migliaia di cristiani romeni sotto i regimi totalitari e nazionalisti del XX secolo. Fin dall’ascesa al potere del regime comunista, la Romania conobbe infatti ripetuti tentativi di «nazionalizzazione» delle chiese, attuati per soggiogarle pienamente al controllo del regime. Tutte le confessioni cristiane furono sottoposte a persecuzioni, arresti di massa, privazione delle libertà fondamentali; migliaia furono i confessori che morirono di fame in prigione. Tra coloro che più pagarono in termini di vittime e di privazioni vi fu a partire dal 1° dicembre del 1948 la Chiesa Greco-cattolica romena, soppressa per decreto dello Stato e brutalmente repressa sino alla fine degli anni ’80. Accanto all’arcivescovo di Cluj Iuliu Hossu, vescovi come l’ausiliare di Blaj Vasile Aftenie e l’amministratore apostolico della medesima sede Ioan Suciu furono condotti in prigione tra il 1948 e il 1950. Tutti rifiutarono di rinnegare la loro comunione con Roma: Aftenie fu ucciso dopo un anno di cella d’isolamento, Suciu morì in prigione nel 1953; Hossu, invece, resistette per più di vent’anni a ripetuti periodi di detenzione e di molestie. Un anno prima di morire, fu creato cardinale in pectore da Paolo VI. I loro nomi, accanto a quelli di padre Daniil Sandu Tudor, monaco ortodosso, e a moltissimi personaggi più o meno in vista delle giurisdizioni greco-cattoliche, ortodosse, latine e protestanti di Romania, costituiscono quel patrimonio comune di martiri su cui le chiese cristiane in quella terra sono chiamate a edificare il difficile cammino dell’unità tra i cristiani, superando divisioni e lacerazioni che da secoli sfigurano il volto della chiesa.

(da www.monasterodibose.it)

Salmo 111(110) _ Inno alfabetico alla provvidenza vicina

28 maggio 2012

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
nel consesso dei giusti e nell’assemblea.

Grandi le opere del Signore,
le contemplino coloro che le amano.
Le sue opere sono splendore di bellezza,
la sua giustizia dura per sempre.
Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi:
pietà e tenerezza è il Signore.
Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza.

Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
gli diede l’eredità delle genti.
Le opere delle sue mani sono verità e giustizia,
stabili sono tutti i suoi comandi,
immutabili nei secoli, per sempre,
eseguiti con fedeltà e rettitudine.
Mandò a liberare il suo popolo,
stabilì la sua alleanza per sempre.

Santo e terribile il suo nome.
Principio della saggezza è il timore del Signore,
saggio è colui che gli è fedele;
la lode del Signore è senza fine.

 

Salmo 110(119, 1_10

Alcuni video: Basilica del santo curato d’Ars / Pentecoste / Video musicale: Veni Sancte Spiritus

28 maggio 2012

http://it.gloria.tv/?media=181696

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/
ContentItem-c86da07e-5386-4413-88d5-417e18ac6dd7.html

http://it.gloria.tv/?media=14

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 28 Maggio 2012) con commento comunitario

27 maggio 2012

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,17–27)

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fce scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile presso Dio».

DOMENICA DI PENTECOSTE, vangelo del giorno dalle letture della Messa (27 Maggio 2012) con commento comunitario

27 maggio 2012

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,26-27; 16,12-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Benedetto XVI, Omelia e Regina Caeli del 27 maggio 2012. Pentecoste

27 maggio 2012

PRIMA DEL REGINA CAELI

Cari fratelli e sorelle!

Celebriamo oggi la grande festa di Pentecoste, che porta a compimento il Tempo di Pasqua, cinquanta giorni dopo la Domenica della Risurrezione. Questa solennità ci fa ricordare e rivivere l’effusione dello Spirito Santo sugli Apostoli e gli altri discepoli, riuniti in preghiera con la Vergine Maria nel Cenacolo (cfr At 2,1-11). Gesù, risorto e asceso al cielo, invia alla Chiesa il suo Spirito, affinché ogni cristiano possa partecipare alla sua stessa vita divina e diventare suo valido testimone nel mondo. Lo Spirito Santo, irrompendo nella storia, ne sconfigge l’aridità, apre i cuori alla speranza, stimola e favorisce in noi la maturazione interiore nel rapporto con Dio e con il prossimo.
Lo Spirito, che «ha parlato per mezzo dei profeti», con i doni della sapienza e della scienza continua ad ispirare donne e uomini che si impegnano nella ricerca della verità, proponendo vie originali di conoscenza e di approfondimento del mistero di Dio, dell’uomo e del mondo.
In questo contesto, sono lieto di annunciare che il prossimo 7 ottobre, all’inizio dell’Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, proclamerò san Giovanni d’Avila e santa Ildegarda di Bingen Dottori della Chiesa universale. Questi due grandi testimoni della fede vissero in periodi storici e ambienti culturali assai diversi. Ildegarda fu monaca benedettina nel cuore del Medioevo tedesco, autentica maestra di teologia e profonda studiosa delle scienze naturali e della musica. Giovanni, sacerdote diocesano negli anni del rinascimento spagnolo, partecipò al travaglio del rinnovamento culturale e religioso della Chiesa e della compagine sociale agli albori della modernità. Ma la santità della vita e la profondità della dottrina li rendono perennemente attuali: la grazia dello Spirito Santo, infatti, li proiettò in quell’esperienza di penetrante comprensione della rivelazione divina e di intelligente dialogo con il mondo che costituiscono l’orizzonte permanente della vita e dell’azione della Chiesa.
Soprattutto alla luce del progetto di una nuova evangelizzazione, alla quale sarà dedicata la menzionata Assemblea del Sinodo dei Vescovi, e alla vigilia dell’Anno della Fede, queste due figure di Santi e Dottori appaiono di rilevante importanza e attualità. Anche ai nostri giorni, attraverso il loro insegnamento, lo Spirito del Signore risorto continua a far risuonare la sua voce e ad illuminare il cammino che conduce a quella Verità che sola può renderci liberi e dare senso pieno alla nostra vita.
Pregando ora insieme il Regina Caeli, invochiamo l’intercessione della Vergine Maria affinché ottenga alla Chiesa di essere potentemente animata dallo Spirito Santo, per testimoniare Cristo con franchezza evangelica e aprirsi sempre più alla pienezza della verità.

File:La Pentecôte.jpg

J. Fouquet, XV sec

OMELIA DI PENTECOSTE

Cari fratelli e sorelle!

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M. Veladiano, Vedere (1)

27 maggio 2012
Certo che li abbiamo visti, con la coda dell’occhio e il fastidio nel cuore. Per come si muovevano non c’era modo di evitarli: da un canale all’altro, da un giornale all’altro, anche nei settimanali ci si inciampava, hai un bel voltar pagina veloce, spesso ne occupavano due e li abbiamo pure sentiti, in macchina alla radio, anche le frequenze occupavano.
Certo che sono poveri, ma in fondo se la son voluta. Hanno tutto, a saper vivere: oro, petrolio, diamanti e uranio. Ma fanno la guerra invece degli affari e anche in questo non sono poi così bravi. Non vince mai nessuno e poi arrivano da noi, perché siamo qui, terra di mezzo comoda come una passerella. Ma Lourdes è da un’altra parte, e anche Santiago, glielo dite una buona volta. Vogliono udienza. Ma grazieadio che ci sono le stagioni e non arrivano tutti e un po’ ci restano, e in fondo, non si vuol dire perché sembra male, ma invece è meglio anche per loro, almeno hanno smesso di soffrire, in fondo tutti si deve morire.
E poi, che vita avrebbero avuto qua, non c’è posto per tutti, non sanno la lingua, ci rubano il lavoro, e le figlie, disturbano il passeggio nei centri storici, così belli.
Se la costruiscano, la loro storia.
Certo che li abbiamo visti, con la coda dell’occhio e la vergona nel cuore.
pubblicato in Avvenire di oggi

27 maggio. Santi del giorno

27 maggio 2012

Oggi si ricorda Sant’Agostino di Canterbury, ?-604, abate benedettino, invitato da San Gregorio Magno ad evangelizzare l’Inghilterra

http://it.gloria.tv/?media=161113

dono della chiesa anglicana al monastero camaldolese di San Gregorio al Celio

(S. Gregorio Magno e S. Agostino di Canterbury,le due chiese di Roma e d’Inghilterra  ricevono la benedizione dell’unico Signore.

La scultura è un regalo dell’Ordine monastico anglicano di Santa Croce ai monaci Camaldolesi, in segno di amicizia)

Si ricordano anche San Liberio, V sec., eremita

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54800

San Bruno di Wurzburg, ?- 1045vescovo in Franconia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54850

San Secondino, il cui culto è diffuso in Campania

http://www.santiebeati.it/dettaglio/60150

San Restituto di Roma, martire durante l’impero di Diocleziano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91726

Sant’Anastasio Bazzekuketta, 1866-1886, che  appartiene ad un gruppo di 22 martiri ugandesi,  uccisi in diversi momenti sotto il regno di  Muanga

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(Dipinto di Albert Wider, 1962)

Inoltre oggi si ricorda la morte nel 1676 a Lübben, in Germania, dell pastore Paul Gerhardt, forse il massimo poeta dell’ortodossia luterana.

Nelle sue opere, egli volle unire un fedele ascolto della Scrittura a un’osservanza rigorosa dei principi della fede luterana, e soprattutto a una forte attenzione alle esigenze della devozione popolare. Ispirandosi ai grandi inni medievali e alle opere dei mistici, egli propose una poesia semplice e profonda, capace di toccare l’intimo dei cuori senza incorrere negli eccessi in cui finiranno per scivolare alcuni pietisti tedeschi mossi da analoghe intenzioni. I suoi inni più celebri, musicati da Johann Sebastian Bach, si diffonderanno in tutte le chiese del mondo, ben al di là dei confini confessionali della chiesa luterana tedesca.

Trascrivo il testo di un famoso inno della passione, scritto da Gherard e musicato prima da  Hans Leo Hassler e trasformato musicalmente in seguito da J. S. Bach

O capo insanguinato
coperto di piaghe e disonore,
o capo attorcigliato
da una corona di spine,
o capo ormai redento
che irradia ovunque onore,
a te rivolgo il mio saluto,
volto irriso del Signore.

O volto di bellezza
che ogni creatura timorosa
verrà per giudicare,
quanto sei stato sfigurato!
Quanto sei fragile e sfinito!
Tu che irradiasti
una luce incomparabile,
chi ti ha ridotto in questo stato?

(Paul Gerhardt, dall’inno O capo insanguinato).

(alcune notizie tratte da http://www.monasterodibose.it)

Parrocchia san Timoteo a Casal Palocco, Roma: Africa day, sabato-domenica 26-27 maggio 2012

27 maggio 2012

Sabato 26 Maggio:

– ore 20,00: preveglia con la Tavola Rotonda “Aprire una finestra sul mondo: le relazioni nord-sud del Mondo” con Padre Pippo Creb e altri relatori, animata dai canti africani del coro Bandeko;

– ore 21,30: Veglia di Pentecoste;

Domenica 7 Maggio:

– ore 09,30 Messa, animata dal coro Bandeko, a seguire, Colazione;

– ore 11,00 MESSA, a seguire, APERITIVO;

– ore 12,15 MESSA, (col coro Bandeko) e dopo APERITIVO;

– ore 13,15 PRANZO, a seguire, SPETTACOLO di DANZA;

– ore 15,30 TORNEO di BURRACO, JAM SESSION, PERCUSSIONI;

– ore 18,00 MESSA (anticipata) e dopo APERITIVO;

– ore 19,00 PREMIAZIONE della LOTTERIA;

– ore 19,30 CENA e MUSICA dal VIVO;

– ore 21,00 SPETTACOLO FINALE.

Video: Pentecoste al cenacolo

27 maggio 2012

http://it.gloria.tv/?media=80250

Il video è del 2010.

Salmo 11(10) _ Fiducia del giusto nel suo Dio

26 maggio 2012

Nel Signore mi sono rifugiato.
Come potete dirmi:
«Fuggi come un passero verso il monte»?
Ecco, i malvagi tendono l’arco,
aggiustano la freccia sulla corda
per colpire nell’ombra i retti di cuore.
Quando sono scosse le fondamenta,
il giusto che cosa può fare?
Ma il Signore sta nel suo tempio santo,
il Signore ha il trono nei cieli.
I suoi occhi osservano attenti,
le sue pupille scrutano l’uomo.
Il Signore scruta giusti e malvagi,
egli odia chi ama la violenza.
Brace, fuoco e zolfo farà piovere sui malvagi;
vento bruciante toccherà loro in sorte.
Giusto è il Signore, ama le cose giuste;
gli uomini retti contempleranno il suo volto.

Salmo 11(10), 1_7

Vigilia di Pentecoste: Benedetto XVI, Maria nella Spe Salvi

26 maggio 2012

http://www.gloria.tv/?media=237013

26 maggio, Santa Maria del Fonte, presso Caravaggio

26 maggio 2012

Guidaci alle acque della vita.

26 maggio, s.Filippo Neri. Altri santi e memorie del giorno

26 maggio 2012

Cattolici e anglicani ricordano oggi Filippo Neri, presbitero e fondatore degli Oratoriani.
Nato nel 1515 a Firenze, Filippo ricevette una prima educazione religiosa frequentando il convento domenicano di San Marco, dove da poco si era conclusa la grande stagione spirituale animata da Girolamo Savonarola.
All’età di diciotto anni, Filippo si recò a Roma, dove dimorerà per tutta la vita. Studente di teologia e di filosofia, egli amava ritirarsi in preghiera presso le catacombe, spostandosi come un pellegrino da una chiesa all’altra della città. Uomo semplice e gioviale, Filippo diede vita dapprima a una fraternità per l’assistenza di ammalati e pellegrini, quindi fu ordinato presbitero e si unì a un gruppo di preti che operavano presso la chiesa di San Girolamo.
Confessore e padre spirituale molto apprezzato, egli custodì la sua passione per la vita di preghiera anche quando si trovò circondato da un nutrito gruppo di giovani discepoli, molti dei quali diverranno a loro volta presbiteri. Nasceva in tal modo la Congregazione dell’Oratorio, così chiamata dal luogo di preghiera e d’incontro in cui troveranno ispirazione le opere di apostolato di Filippo Neri e dei suoi compagni.
Egli morì in questo giorno, nel 1595. La sua fama e l’influsso della sua semplicità evangelica si diffonderanno dall’Italia alla Francia all’intera Europa occidentale. Sarà ammirato anche da un personaggio come Johann Wolfgang Goethe.

Amate la vita comune, fuggite ogni singolarità, vigilate sulla purezza del vostro cuore: lo Spirito santo dimora nelle anime semplici e candide. E’ lui il maestro della preghiera, che ci fa abitare nella vera pace e nella gioia incessante, facendoci pregustare in questo modo il cielo. La gioia rende saldo il cuore e consente di perseverare in una vita buona. Siate gioiosi(Agostino Valier, da Filippo o Della gioia cristiana)

http://it.gloria.tv/?media=160823

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Medjugorje: messaggio del 25 maggio 2012

25 maggio 2012

Cari figli! Anche oggi vi invito alla conversione e alla santità. Dio desidera darvi la gioia e la pace attraverso la preghiera ma voi, figlioli, siete ancora lontano, attaccati alla terra e alle cose della terra. Perciò vi invito di nuovo: aprite il vostro cuore e il vostro sguardo verso Dio e le cose di Dio e la gioia e la pace regneranno nel vostro cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

La Chiesa non si è ancora pronunciata ufficialmente sui fatti di Medjugorje.

Composizione della Commissione internazionale d’inchiesta sui fatti di Medjugorje
istituita dalla Santa Sede:

http://www.radiomaria.it/documenti/dwnl.php?id=1558

UDIENZA SPECIALE concessa da Sua Santità Benedetto XVI al Rinnovamento nello Spirito

25 maggio 2012

L’Udienza si svolgerà sabato 26 maggio in Piazza S. Pietro, dalle ore 8.00 (apertura dei varchi) alle 12.30 (congedo).

Un “dono nel dono” sarà la presenza di S. E. R. il Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che presiederà una Celebrazione eucaristica prima dell’arrivo del Santo Padre.

Sarà possibile seguire in diretta da casa l’Udienza Speciale del Rinnovamento nello Spirito Santo con il Santo Padre Benedetto XVI in diversi modi:

Vitanuova.tv trasmetterà lo streaming video dell’intero appuntamento (9-12.30)
Tv2000, visibile sul digitale terrestre canale 28 e sul satellite al canale 801 Sky, trasmetterà la diretta dalle ore 10.00
Telepace, visibile sul digitale terrestre canale 73 e sul satellite al canale 850 Sky, trasmetterà la diretta dalle ore 10.00
Radio Vaticana trasmetterà la diretta dalle ore 11.30

Per vedere il video registrato dell’Udienza raggiunto il link passare con la freccetta su video e poi cliccare su web-tv; poi selezionare agenda, poi la data del sabato 26 maggio 2012, poi cliccare sull’iconcina on demand corrispondente all’udienza citata.Questo il link per la videoregistrazione:

http://www.radiovaticana.org/it1/index.asp

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Sabato 26 Maggio 2012) con commento comunitario

25 maggio 2012

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 21,20-25)

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

DECRETO DELLA PENITENZIERIA APOSTOLICA CON IL QUALE SI CONCEDE L’INDULGENZA PLENARIA IN OCCASIONE DEL “VII INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE”

25 maggio 2012

MILANO

D E C R E T O

Si concede il dono delle Indulgenze ai fedeli, in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, da celebrarsi a Milano dal 30 maggio al 3 giugno 2012.

Il consorzio familiare sarà celebrato nell’imminente Incontro Mondiale di Milano sotto il tema “La famiglia, il lavoro e la festa”, con l’intento di indicare come conciliare al meglio le esigenze della famiglia con quelle del lavoro e dei giorni di festa, in special modo della domenica, Pasqua settimanale, giorno del Signore e giorno dell’uomo, giorno della famiglia e della comunità.

Affinché i fedeli si preparino spiritualmente a partecipare nel miglior modo all’avvenimento, Sua Santità Benedetto XVI volentieri concede loro il dono delle Indulgenze a tenore del seguente dispositivo, così che, veramente pentiti e stimolati dalla carità, si dedichino alla santificazione della famiglia, seguendo l’esempio della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe.

Si concede l’Indulgenza plenaria alle solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre) ai fedeli che, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato, devotamente parteciperanno a qualche funzione durante il suddetto Incontro Mondiale delle Famiglie, nonché alla sua solenne conclusione.

I fedeli, impossibilitati a partecipare a tale evento, potranno conseguire l’Indulgenza plenaria, alle medesime condizioni, se, uniti spiritualmente ai fedeli presenti a Milano, reciteranno in famiglia il “Padre Nostro”, il “Credo” e altre devote orazioni per invocare dalla Divina Misericordia le finalità sopra indicate, particolarmente quando le parole del Pontefice verranno trasmesse per televisione e per radio.

Si concede, inoltre, l’Indulgenza parziale ai fedeli ogniqualvolta, con cuore contrito, nel tempo indicato pregheranno per il bene delle famiglie.

Il presente Decreto ha validità per questa occasione. Nonostante qualunque disposizione contraria.

Dato in Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 17 maggio 2012, nella solennità dell’Ascensione del Signore.

Manuel Card. Monteiro de Castro

Penitenziere Maggiore

+ Gianfranco Girotti, O. F. M. Conv.

Vesc. Tit. di Meta, Reggente

[00720-01.01] [Testo originale: Latino]

Il Padre gesuita Marko Ivan Rupnik: L’icona per l’incontro mondiale delle famiglie è nata così

25 maggio 2012

http://www.famigliacristiana.it/chiesa/incontro-mondiale-delle-famiglie
-2012/articolo/una-famiglia-modellata-dallalto.aspx?

Al link sotto: Scopri l’icona della Santa Famiglia creata da Rupnik

http://www.famigliacristiana.it/iniziative/icona.aspx?utm_source=fc&utm
_medium=banner_interne&utm_campaign=iconafamily2012

M.Veladiano, Ricordare

25 maggio 2012
Non è bene ricordare tutto, è una malattia. Ma ricordare nulla è un peccato, e nella classifica dei peccati, è il primo, e il più grave, dimenticare. Che c’è stato chi ci ha fatto volare da bambini, e ci ha ripreso sicuro, voltando la paura in allegria, che non abbiamo meritato tutto, ma lo stesso abbiamo avuto, e insieme agli affetti anche tutti i dispetti portiamo con noi, ferite benedette che mi dicono non sei Dio, il mondo siamo tanti. C’è poi da ricordare chi è vissuto troppo poco per avere una storia da lasciare, e chi non ha avuto testimoni, perché gli altri erano tutti spettatori ben accomodati da qualche parte. Per questi chi sa scrivere deve scrivere, storie più lunghe del loro essere stato, con parole vere perché sono nostre, di chi sa che possiamo dire e fare perché c’è chi ce l’ha permesso a caro prezzo, e per questo ha lasciato la vita e davvero dimenticare è peccato mortale. E non abbiamo bisogno dei tanti giorni comandati per ricordare. È un’arte divina il ricordare, che contiene la grazia del dimenticare, perché se si ricordano le colpe, chi si può salvare? Ed è divina perché chi non c’è più è qui ancora, e possiamo sentirci dentro il suo risorgere. Ma a noi attenti, «La bocca del passato non parla se l’orecchio del presente non ascolta». (Karl Barth)
pubblicato in Avvenire di oggi.

Gilberto Gil Official site / Web Radio Pino Daniele

25 maggio 2012

http://www.gilbertogil.com.br/sec_video.php?id=3&id_type=2

Selezionare ad es. Amor atè o fim (= amore sino alla fine)

http://www.pinodaniele.com/test-widget-pinodaniele.html

Video: Biografia Ratzinger

25 maggio 2012

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d97f3872-
880b-429f-bea0-237643ad978b.html#p=

Madonna del Pozzo. Calendario Mariano, 25 maggio. Santi del giorno.

25 maggio 2012

Si racconta che nella notte tra il 25 e i 26 settembre 1256, un lavorante del cardinale Pietro Capocci  avesse gettato, per sbaglio o deliberatamente nel pozzo della stalla, questa immagine della Madonna, dipinta su un pesante mattone di terracotta. Ma prima che l’immagine toccasse il fondo, le acque,  improvvisamente abbondanti, la riportarono in superficie.

Per questo segno di prodigio, da allora l’immagine è diventata oggetto di grande venerazione, devozione e  preghiere. Probabilmente dipinta da un pittore della scuola romana del XIII sec, ora  si trova nella cappella a lei dedicata nella chiesa di Santa Maria in via, nel rione Trevi, tra  via del Tritone e piazza Colonna e nella chiesa, affidata ai frati dell’ordine dei Servi di Maria, si continua a bere l’acqua dall’antico pozzo.

Gv. 4, 15”Signore…. dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete”

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Discorso del papa ai vescovi italiani riuniti in assemblea

25 maggio 2012

http://magisterobenedettoxvi.blogspot.it/2012/05/il-papa-ai-vescovi-italiani
-giovanni.html