Archive for settembre 2012

1 ottobre 2012. Liturgia del giorno. Lunedì della II settimana del Salterio. Santi

30 settembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: MEMORIA (s. Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto)

Colore liturgico : BIANCO

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Gb 1,6-22
Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!
Salmo (Sal 16)
Tendi a me l’orecchio, Signore, ascolta le mie parole.
Vangelo Lc 9,46-50
Chi è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande.

LITURGIA PROPRIA DELLA MEMORIA DI S. TERESA DI GESU’ BAMBINO

Prima Lettura  Is 66, 10-14c
Io farò scorrere come un fiume la prosperità.
Salmo Responsoriale  Dal Salmo 130
Ti cerco, mio Dio, in semplicità di cuore.

Vangelo  Mt 18,1-4
Se non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/1001lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/1001vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/LunCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Finalmente avevo trovato il riposo.Considerando il corpo mistico della chiesa, non mi ero riconosciuta in nessun membro di quelli descritti da san Paolo, o, meglio, mi volevo riconoscere in tutti. La carità mi offrì la chiave della mia vocazione. Compresi che se la chiesa aveva un corpo composto da membra diverse, non le poteva mancare il più necessario e il più nobile di tutti; compresi che la chiesa aveva un cuore, e che questo cuore bruciava d’amore. Compresi che solo l’amore faceva agire le membra della chiesa, che se l’amore si fosse spento, gli apostoli non avrebbero più annunciato l’Evangelo, i martiri avrebbero rifiutato di versare il loro sangue. Compresi che l’amore racchiudeva tutte le vocazioni, che l’amore era tutto, che abbracciava tutti i tempi e tutti i luoghi…, insomma, che è eterno!
Allora, nell’eccesso della mia gioia delirante, esclamai: O Gesù, mio Amore, la mia vocazione, finalmente, l’ho trovata, la mia vocazione è l’amore!
Oh, sì, ho trovato il mio posto nella chiesa: nel cuore della chiesa, mia madre, io sarò l’amore…, così sarò tutto!

(Teresa di Lisieux, dal Manoscritto B)

Nel 1897 muore a Lisieux Teresa di Gesù Bambino, monaca carmelitana.
Thérèse Martin era nata ad Alenqon nel 1873. Rimasta orfana di madre a soli quattro anni, essa passò tutta la vita in ambienti profondamente religiosi, come testimonia il linguaggio all’apparenza devozionale dei suoi scritti, soprattutto nelle versioni ritoccate diffuse dopo la sua morte.
Thérèse avvertì presto la chiamata alla vita religiosa, e un primo passo verso la specificazione della sua vocazione lo compì entrando nel 1888, a soli 15 anni, nel Carmelo di Lisieux. Ma fu dopo la professione monastica che la sua missione particolare nella chiesa iniziò ad assumere una precisa fisionomia.
Nel 1895 Teresa si offri come «vittima d’olocausto all’amore misericordioso di Dio»: comprese cioè che quello che rende salvifico per sé e per gli altri il dono della propria vita è il fatto che esso si compia per amore. «La mia vocazione, finalmente, l’ho trovata: nel cuore della chiesa, mia madre, io sarò l’amore, e così sarò tutto». Divenuta, secondo le sue stesse parole, martire dell’amore, Teresa restò fedele all’impegno di amare fino alla morte, sopraggiunta quando aveva appena 24 anni.
La sua vita fu attraversata da molte prove: la drammatica fine del padre, la grave malattia polmonare che la stroncherà in poco più di dodici mesi, ma soprattutto la «tenebra del nulla», il venir meno della stessa certezza della fede. Ciò che le rimase era l’amore, nutrito dalla costante ricerca dell’Amato e vissuto nella quotidiana fedeltà alle sorelle del Carmelo, di cui nel frattempo era divenuta maestra delle novizie. Anche quando l’Amato le sembrerà completamente muto, Teresa non cesserà di amare.
L’insegnamento lasciato dalla vita di Teresa sull’assoluto primato dell’amore, anche nel buio dell’incredulità che attraversa il cuore del credente, le è valso il titolo di dottore della chiesa.

PREGHIERA

O Dio,
che apri il regno
ai piccoli e agli umili,
concedici di camminare
sulle tracce di Teresa di Lisieux,
facendo della nostra vita
un cammino di amore
verso il tuo volto.
Per Cristo nostro unico Signore.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/24700

Si ricordano anche san Bavone di Grand, 589-659 . Esistono quattro «Vite», in gran parte leggendarie. Nobile di alto rango, sposò la figlia del conte merovingio Adilone. Rimasto vedovo, seguì sant’Amando che stava evangelizzando le pagane Fiandre. Distribuì le sue terre ai poveri ed entrò nel monastero benedettino di Gand, che prese poi il suo nome. Fattosi missionario con Amando, tornò in seguito a Gand e visse gli ultimi tre anni da eremita nel cavo di un grosso albero.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72575

san Piatone di Tournai, sacerdote nella Gallia belgica

http://www.santiebeati.it/dettaglio/930

Si ricorda  anche Romano il Melode, diacono, innografo e perfezionatore del genere dei kontakia, inni composti di strofe le cui iniziali formano un acrostico e che sono chiuse da un ritornello sempre uguale.
Romano nacque a Emesa, in Siria, nella seconda metà del v secolo. Della sua vita sappiamo molto poco. Ordinato diacono, dapprima prestò servizio nella chiesa della Resurrezione a Berito (l’odierna Beirut), quindi si trasferì a Costantinopoli all’epoca dell’imperatore Anastasio I (491-518).
Nella capitale dell’impero, egli svolse il proprio ministero nella chiesa della Madre di Dio, nel quartiere detto «di Ciro». A contatto con gli ambienti culturali bizantini, Romano affinò a tal punto la sua arte poetica da essere ritenuto uno dei massimi poeti di Bisanzio. Egli impiegò mirabilmente il genere innico dell’epoca, traendo ispirazione per i suoi inni dalle Scritture ebraiche e cristiane, dagli scritti apocrifi, ma anche dalle vite dei martiri e dei santi. Nei suoi testi colpisce la capacità di sposare la sublimità dell’adorazione alla semplicità e all’immediatezza delle immagini.
Secondo la tradizione Romano, universalmente detto «il Melode», compose più di mille kontakia per le feste del Signore e in memoria dei santi della chiesa.
Egli mori attorno al 556, e nell’iconografia classica è rappresentato vestito da diacono, mentre dorme e riceve in sogno dalla Vergine un rotolo di carta da inghiottire, da cui secondo gli agiografi egli trarrà ispirazione per le sue composizioni.

Molti sono stati i mortali che hanno conosciuto il tuo amore per gli uomini, che il pentimento ha reso manifesto: hai giustificato il pubblicano che gemeva e la peccatrice che versava lacrime. Tu guardi infatti all’intenzione di ognuno e accordi il tuo perdono.
Come a loro, dona la conversione anche a me, ricco in misericordia quale sei, tu che vuoi salvare tutti gli uomini.
Per la grazia hai fatto di me un figlio tuo ed erede. Io invece ti ho offeso, sono divenuto prigioniero e, vendendomi al barbaro peccato, mi sono fatto pure schiavo, me misero! Abbi compassione dell’immagine tua e richiamami, o Salvatore, tu che vuoi salvare tutti gli uomini.
Dammi la capacità di cantarti e di glorificarti sempre con una vita pura. Degnati di farmi armonizzare opere e parole, o Onnipotente; possa io cantare e ricevere da te quanto a te chiedo! Accordami di offrire una preghiera pura a te, unico Cristo, a te che vuoi salvare tutti gli uomini.

(Romano il Melode, Inno 59,1.5.15)

PREGHIERA

Primizia di cose buone,
tu sei stato motivo di salvezza,
padre nostro Romano:
perché intessendo un’ innodia angelica
hai divinamente mostrato
quale fosse il tuo modo di vita.
Implora Cristo nostro Dio
perché siano liberati
da tentazioni e pericoli
quanti ti celebrano.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90455

Nella chiesa Siro-occidentale si fa oggi memoria di Addai, apostolo dell’oriente, che la chiesa caldea ricorda la quinta domenica di Pasqua. I dati storici su di lui sono molto scarni. Originario della Palestina, secondo la tradizione egli sarebbe il primo dei 70 discepoli di cui parla l’Evangelo secondo Luca. Addai fu il fondatore della chiesa di Edessa tra il I e il II secolo, mentre un suo discepolo, Mari, avrebbe fondato la chiesa di Persia. I due apostoli dell’oriente, Addai e Mari, sono ricordati insieme in varie regioni orientali, in date che variano da una zona all’altra; la festa più importante è forse quella che si celebra con una ricca liturgia in Iraq e in Kurdistan il 5 di agosto.

Ti conoscano tutti gli abitanti della terra, poiché tu solo sei Dio, padre di verità! Tu hai mandato il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio e tuo amato, e lui, nostro Signore e nostro Dio, ci ha insegnato, per mezzo del suo Evangelo vivificante, tutta la purezza e la santità dei profeti, degli apostoli, dei martiri, dei confessori, dei vescovi, dei presbiteri, dei diaconi e di tutti i figli della chiesa santa e cattolica, coloro che sono segnati dal santo battesimo.

(dall’Anafora degli apostoli Addai e Mari)

(parte delle notizie tratte da http://www.monasterodibose.it)

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1/10/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα.

30 settembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 9:46-50.

46 Then there arose a reasoning among them, which of them should be greatest. 47 And Jesus, perceiving the thought of their heart, took a child, and set him by him, 48 And said unto them, Whosoever shall receive this child in my name receiveth me: and whosoever shall receive me receiveth him that sent me: for he that is least among you all, the same shall be great. 49 And John answered and said, Master, we saw one casting out devils in thy name; and we forbad him, because he followeth not with us. 50 And Jesus said unto him, Forbid him not: for he that is not against us is for us.

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Vangelo (Lc 9,46-50) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 1 Ottobre 2012) con commento comunitario

30 settembre 2012

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,46-50)

In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.

Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande».

Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

Il tempo è come un fiocco di neve

30 settembre 2012

Benedetto XVI. Angelus del 30 settembre 2012

30 settembre 2012

Cari fratelli e sorelle!

Il Vangelo di questa domenica presenta uno di quegli episodi della vita di Cristo che, pur essendo colti, per così dire, en passant, contengono un profondo significato (cfr Mc 9,38-41). Si tratta del fatto che un tale, che non era dei seguaci di Gesù, aveva scacciato dei demoni nel suo nome. L’apostolo Giovanni, giovane e zelante come era, vorrebbe impedirglielo, ma Gesù non lo permette, anzi, prende spunto da quella occasione per insegnare ai suoi discepoli che Dio può operare cose buone e persino prodigiose anche al di fuori della loro cerchia, e che si può collaborare alla causa del Regno di Dio in diversi modi, anche offrendo un semplice bicchiere d’acqua ad un missionario (v. 41). Sant’Agostino scrive a proposito: «Come nella Cattolica – cioè nella Chiesa – si può trovare ciò che non è cattolico, così fuori della Cattolica può esservi qualcosa di cattolico» (Agostino, Sul battesimo contro i donatistiPL 43, VII, 39, 77). Perciò, i membri della Chiesa non devono provare gelosia, ma rallegrarsi se qualcuno esterno alla comunità opera il bene nel nome di Cristo, purché lo faccia con intenzione retta e con rispetto. Anche all’interno della Chiesa stessa, può capitare, a volte, che si faccia fatica a valorizzare e ad apprezzare, in uno spirito di profonda comunione, le cose buone compiute dalle varie realtà ecclesiali. Invece dobbiamo essere tutti e sempre capaci di apprezzarci e stimarci a vicenda, lodando il Signore per l’infinita ‘fantasia’ con cui opera nella Chiesa e nel mondo.

Nella Liturgia odierna risuona anche l’invettiva dell’apostolo Giacomo contri i ricchi disonesti, che ripongono la loro sicurezza nelle ricchezze accumulate a forza di soprusi (cfr Gc 5,1-6). Al riguardo, Cesario di Arles così afferma in un suo discorso: «La ricchezza non può fare del male a un uomo buono, perché la dona con misericordia, così come non può aiutare un uomo cattivo, finché la conserva avidamente o la spreca nella dissipazione» (Sermoni 35, 4). Le parole dell’apostolo Giacomo, mentre mettono in guardia dalla vana bramosia dei beni materiali, costituiscono un forte richiamo ad usarli nella prospettiva della solidarietà e del bene comune, operando sempre con equità e moralità, a tutti i livelli.

Cari amici, per intercessione di Maria Santissima, preghiamo affinché sappiamo gioire per ogni gesto e iniziativa di bene, senza invidie e gelosie, e usare saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni.

 

 

Pane di vita (da: Piccolo magnificat)

30 settembre 2012

Dove il sole è fatto mare
e vicino al mio dolore viene
e la nube è resa vento,
come l’ansia che mi tiene
e la neve ora è torrente,
di là ora vengo, io che ho
lambito i confini del tempo
come in uno specchio
lacustre e vedevo riflesso,
oltre il grigio ed il nero
di questo dolente acquerello,
quasi nascosto, umile, terso,
uno spicchio di cielo.

G. Ravasi. Catechesi sul Vangelo di Luca (3)

30 settembre 2012

In link la terza catechesi del Card. Ravasi sul Vangelo di Luca

http://www.youtube.com/watch?v=Xc_xeWYpNP8&feature=player_embedded

Guercino, San Luca Evangelista, 1562, Nelson-Atkins Museum of Art, Kansas City

Video: Trittico romano, opera poetica di Giovanni Paolo II

30 settembre 2012

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem
-9aa6da3a-2579-48ca-b58f-745d3fc3c93b.html

La Parola di Dio dall’ Antico al Nuovo Testamento. Letture del 30/09/2012

29 settembre 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul Vangelo del giorno o sui Salmi.

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Num 11,29

Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!

Dal Salmo 18

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.
……..
Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.

“Il profeta è costituito tale dalla Parola di Dio. Non a caso il termine ebraico che designa il profeta, navi’, può significare sia «colui che è chiamato», sia «colui che parla»: in questa ambiguità semantica è inscritto tutto il significato della missione del profeta, un chiamato che diventa un «porta-parola», un servo della Parola di Dio … Il profeta è un uomo di ascolto, che ogni mattina fa attento il suo orecchio (cf Is 50,3). Alla radice del suo essere vi è il coraggio di ascoltare: per lui il Dio invisibile diventa il Dio ascoltabile, e il profeta ascolta una chiamata che è sempre una missione, alla quale deve fare assoluta obbedienza, senza dilazione! … E il pathos di Dio, il suo sentire, la sua passione viscerale, vengono assunti dal profeta che con-soffre e condivide questo pathos: il profeta è un uomo di passione che esprime con tutta la sua vita la passione di Dio, il suo amore folle, la sua fedeltà paradossale, la sua tenerezza. Il profeta non è chiamato semplicemente a parlare di ciò, ma a viverlo in prima persona … In tal modo il profeta diviene interprete del Dio che è Signore della storia, la storia di salvezza; si fa interprete dei segni dei tempi, del disegno di Dio, uno che in-segna, «fa segno» sul futuro che Dio prepara per il suo popolo e per tutta l’umanità. E tutto ciò, si comprenda bene, avviene nell’oggi. Il profeta legge l’oggi nella sua profondità, comprende il progetto nascosto di Dio, coglie l’attualità in prospettiva, e solo così traccia un orientamento per il futuro; egli non è un indovino, non predice il futuro come fanno i profeti delle genti, ma apre al futuro, il tempo in cui è certo «il giorno del Signore», l’ora dell’intervento decisivo di Dio. Quando il profeta proclama il suo oracolo è giunta l’ora cruciale, in cui occorre prendere posizione, in cui occorre reagire e scegliere tra la vita e la morte.
E nel suo ministero, nel suo servizio al Dio che viene, il profeta appare come «sentinella per la casa d’Israele» (Ez 3,16), colui che deve avvertire il popolo da parte del Signore (cfEz 3,17-21; 33,7-20). Egli resta vigilante, di giorno e di notte, a lui è rivolto il grido: «Sentinella, a che punto è la notte? Sentinella, a che punto è la notte?» (Is 21,11); ma il profeta può solo rispondere: «Viene il mattino, poi ancora la notte. Se volete domandare, convertitevi, fate ritorno al Signore!» (Is 21,12). È una sentinella ricercata, desiderata nel pianto (Sal 74,9: «Non c’è più un profeta e non c’è tra di noi chi sappia fino a quando»), ma anche rifiutata, odiata, fino alla persecuzione e alla morte.
Infine, il destino del profeta è quello di stare in mezzo, tra Dio e il popolo, senza mai potersi collocare da una sola parte: egli deve stare con Dio contro il popolo peccatore e, contemporaneamente, in piena solidarietà con il popolo peccatore, contro Dio.”

Enzo Bianchi, tratto dagli Atti della XXX sessione del SAE, leggere i segni dei tempi

Dal Canto al Vangelo (Gv 17,17)
La tua parola, Signore, è verità;
consacraci nella verità.

30/09/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα.

29 settembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 9:38-43.45.47-48. 

38 And John answered him, saying, Master, we saw one casting out devils in thy name, and he followeth not us: and we forbad him, because he followeth not us. 39 But Jesus said, Forbid him not: for there is no man which shall do a miracle in my name, that can lightly speak evil of me. 40 For he that is not against us is on our part. 41 For whosoever shall give you a cup of water to drink in my name, because ye belong to Christ, verily I say unto you, he shall not lose his reward. 42 And whosoever shall offend one of these little ones that believe in me, it is better for him that a millstone were hanged about his neck, and he were cast into the sea. 43 And if thy hand offend thee, cut it off: it is better for thee to enter into life maimed, than having two hands to go into hell, into the fire that never shall be quenched. 45 And if thy foot offend thee, cut it off: it is better for thee to enter halt into life, than having two feet to be cast into hell, into the fire that never shall be quenched. 47 And if thine eye offend thee, pluck it out: it is better for thee to enter into the kingdom of God with one eye, than having two eyes to be cast into hell fire: 48 Where their worm dieth not, and the fire is not quenched.

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30 Settembre 2012. Liturgia del giorno. XXVI Domenica dopo Pentecoste. II settimana del Salterio. Santi

29 settembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: DOMENICA

Colore liturgico : VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Num 11,25-29
Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo!
Salmo (Sal 18)
I precetti del Signore fanno gioire il cuore.
II Lettura Giac 5,1-6
La vostre ricchezze sono marce.
Vangelo Mc 9,38-43.45.47-48
Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/LodDom/26DOMpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/Ves2Dom/26DOMpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/DomCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Ora ti domando, carissimo fratello, se non ti pare di abitare, già qui sulla terra, nel regno dei cieli, quando si vive fra i testi della Scrittura, li si medita, non si conosce o non si cerca di conoscere nessun’altra cosa.
Non vorrei che ti fosse di danno, nella sacra Scrittura, la semplicità e – vorrei dire – la banalità delle parole. Può essere che questa stesura dipenda da difetto d’interpretazione, oppure che sia stata fatta appositamente per renderne più facile la comprensione al pubblico, per far sì che in un’unica e medesima frase, tanto l’uomo di cultura quanto l’ignorante potessero coglierne il senso secondo la propria capacità.
Da parte mia non sono così superficiale e stupido da farmi passare per uno che tutte queste cose le conosce, o che vuol cogliere in terra i frutti di quelle radici che sono piantate in cielo. Confesso però che ne ho il desiderio e che ho pure voglia di impegnarmi con tutte le mie forze per intraprendere il cammino verso tale meta.

(Girolamo, Lettera 53,10)

Nel 420 muore a Betlemme Girolamo, padre della chiesa e monaco. Nato in Dalmazia negli anni ’40 del IV secolo, Girolamo si recò a Roma per studiare i classici latini. Nella capitale dell’impero egli conobbe la vita ascetica dell’occidente, e si recò poi in oriente per conoscere la tradizione monastica del deserto siriaco. Giunto ad Antiochia, fu ordinato presbitero, suo malgrado, dal vescovo Paolino.
Tornato a Roma, Girolamo fondò sull’Aventino un luogo di preghiera frequentato dalle donne dell’aristocrazia romana, tre delle quali, Marcella, Paola ed Eustochio, lo seguiranno in Palestina nel 385. E a Roma che Girolamo acquisì un profondo amore per le Scritture, che non lo abbandonerà più fino alla morte. Uomo dal carattere passionale, egli ebbe amicizie intense, come quella con Rufino di Aquileia, che non tardarono a diventare contrapposizioni altrettanto profonde quando questioni di principio si frapposero tra lui e i suoi interlocutori. Alla morte di papa Damaso, deluso da molti di coloro che aveva amato sino ad allora, Girolamo lasciò tutto e ripartì per l’oriente, alla volta di Betlemme, dove, fondato un monastero maschile e uno femminile, si dedicò alla traduzione e al commento dei libri della Scrittura. È a lui che si deve la Vulgata, il testo latino della Bibbia che fu adottato in tutto l’occidente. Ma neppure nella solitudine monastica trovò pace, poiché venne coinvolto, per la sua conoscenza allora ineguagliabile delle Scritture, nelle grandi controversie teologiche del tempo. Nei suoi scritti, e in particolare nel suo vasto epistolario, Girolamo ha lasciato alla chiesa un tesoro monumentale di insegnamenti e intuizioni sulla vita cristiana e sull’ascesi monastica, ed è ricordato giustamente come uno dei più grandi dottori della chiesa indivisa.

Preghiera

Dio nostro,
tu hai concesso a Girolamo
di indagare con sapienza
la santa Scrittura
e di gustare la dolcezza della tua parola:
concedi anche a noi
di saperla ascoltare, meditare e contemplare,
perché essa
è il nostro cibo quotidiano
nel pellegrinaggio verso il regno.
Per Cristo nostro unico Signore.

(tratto da http://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/24650

Oggi si ricordano anche santa Sofia, martire sotto Traiano, venerata insieme alle figlie Pistis, Elpis, Agape, nomi greci che tradotti sono Sapienza, Fede, SperanzaCarità

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72450

sant‘Antonino di Piacenza, martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72500

sant‘Onorio di Canterbury, vescovo, inviato dal papa Gregorio Magno ad evangelizzare l’Inghilterra.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72550

san Francesco Borgia s.j., 1510-1572, nato in Spagna, visse  alla corte di Carlo V e rimasto vedovo, entrò nella Compagnia di Gesù

http://www.santiebeati.it/dettaglio/73800

Gli antichi calendari d’oriente e d’occidente ricordano il 30 settembreGregorio l’Illuminatore “Armeno”, apostolo degli armeni.

L‘ inconoscibile venne nella carne e fu toccato e conosciuto nella carne; ed egli assunse liberamente su di sé tutte le passioni della carne, e soffrì nell’umiliazione, trovandosi in mezzo a stranieri. E senza esservi costretto da nessuno, ma per sua stessa indipendente volontà, egli portò tutto ciò, come sta scritto: «Io ho il potere di deporre la mia vita secondo il mio beneplacito, per poi riprenderla di nuovo». E nacque da una vergine e volontariamente adempì la volontà di colui che l’aveva inviato. Dice infatti: «Sono venuto a compiere la volontà del Padre mio», così da mostrare l’unica, indissolubile e indivisibile unità che regna tra di loro.

(Gli insegnamenti di san Gregorio 379-380)

File: Istanbul - Chiesa Pammacaristos (Fetiye Camii) - San Gregorio Armeno - Foto G. Dall 'Orto 26-5-2006.jpg

san Gregorio Armeno, Chiesa Pammacaristos, Mosaico bizantino del XIV sec,  Istambul
Gregorio era figlio di un principe parto, Anak, e nacque in Armenia perché il padre vi si era trasferito attorno alla metà del in secolo. In Armenia la sua famiglia, coinvolta nella congiura ordita dal re sassanide Artaserse per eliminare il re di Armenia Cosroe, fu sterminata dai figli di quest’ultimo, e Gregorio sfuggì alla morte riparando a Cesarea di Cappadocia. A Cesarea ricevette il battesimo cristiano, si sposò, ed entrò alla corte del re Tiridate, figlio di Cosroe. A motivo della sua fede cristiana e dell’appartenenza alla famiglia di Anak egli conobbe dure persecuzioni, fino a essere recluso nel carcere di Artaxata per quindici anni, dal 298 al 313.
Secondo i più antichi racconti agiografici, Gregorio guarì il re Tiridate da una grave malattia, e questi si convertì al cristianesimo. Per questo motivo, a Gregorio è attribuita tradizionalmente la conversione di gran parte dell’Armenia al cristianesimo.
Sul piano storico, è certo che Gregorio, una volta ottenuta la libertà, fu ordinato vescovo a Cesarea nel 314 dal vescovo Leonzio, e grazie all’aiuto delle chiese cappadocie riuscì a riorganizzare profondamente la vita dei cristiani armeni, portando l’Evangelo in territori dove non era ancora stato predicato.
Sempre secondo la tradizione, egli morì solitario, dopo essersi ritirato in una grotta vicino al villaggio di Thordan. Gli armeni ne ricordano in tre date differenti l’inizio della prigionia, la fine della prigionia e il ritrovamento delle spoglie mortali.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72525

Vangelo (Mc 9,38-43.45.47-48) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 30 Settembre 2012) con commento comunitario

29 settembre 2012

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 9,38-43.45.47-48)

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.

Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.

Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

G. Ravasi. Catechesi sul Vangelo di Luca (2)

29 settembre 2012

In link la seconda delle cinque catechesi del Card. Ravasi sul Vangelo di Luca, che si leggerà in questo anno liturgico

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=I05fyKUl9C0

L’ Evangelista Luca in una miniatura del X sec.

Chiesa di Cristo Redentore, Bari

29 settembre 2012

 

Concerto offerto in onore di Benedetto XVI dalla diocesi bavarese di Würzburg

29 settembre 2012

Per vedere il video registrato del concerto, raggiunto il link, passare con la freccetta su video e poi cliccare su web-tv; poi selezionare agenda, poi la data del mercoledì 26 settembre 2012, poi cliccare sull’iconcina on demand corrispondente al concerto in questione.Questo il link per la videoregistrazione:

http://www.radiovaticana.org/it1/index.asp

La Parola di Dio dall’ Antico al Nuovo Testamento. Letture del 29/09/2012

28 settembre 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul Vangelo del giorno o sui Salmi.

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Dn 7, 9-10

Io continuavo a guardare
…….
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scorreva
e usciva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.

M.Chagall, La scala di Giacobbe

Gli angeli che hanno giocato nel vecchio patto, in quanto esseri mediatori, un ruolo gnoseologicamente crescente e che, nella concezione del tardo-giudaismo e di Paolo, hanno mediato l’alleanza sul Sinai, nel nuovo patto possono passare in secondo piano solo in funzione del loro servizio di accompagnamento del Figlio dell’uomo sulla terra. La mediazione non è sostanzialmente più necessaria, là dove il Figlio ha il Padre presso di sè e dimora, anzi, nel seno del Padre (1,18) e agisce a partire dal proprio vedere , ascoltare e toccare il Padre (3,11; 8,26.38), in forza della propria potestà ricevuta direttamente dal Padre (5,22). E tuttavia gli angeli non possono mancare, in primo luogo perchè fanno parte della gloria celeste del Figlio dell’uomo ma in secondo luogo e soprattutto perchè devono rendere visibile il carattere sociale del Regno  dei cieli, nel quale il cosmo deve essere trasformato. Non è così e non deve quindi sorgere l’impressione  che il regno che il figlio è venuto a fondare e che certamente incarna nella sua  totalità (come autobasileia) sia un luogo solitario nell’assoluto, che verrebbe ad essere popolato dalla comunità di coloro che risorgeranno dopo di lui. Piuttosto, questo luogo in Dio, al quale devono essere condotti i redenti della terra, è fin dall’inizio la “città del Dio vivente, la Gerusalemme celeste” con le sue ” innumerevoli schiere di angeli, la comunità festosa dei primi nati”. Gli angeli non hanno bisogno di essere prima sopraffatti e assoggettati nella lotta sofferente, come le potenze sulla terra e nel cielo cosmico (Col 1,20). Ma mentre il Figlio, che, come Dio, sta sopra di essi, compie l’opera della redenzione, in quanto “ascendente”, è elevato al di sopra di essi (Eb 1, 4-14) e, proprio  per questo, essi sono posti al suo seguito e al suo servizio. ….Questo, in quanto testimonianza del regno celeste vivente, appartiene alla forma della gloria del Figlio dell’uomo:” Voi vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo” (Gv 1,51). Questa espressione, che senza dubbio si rifà alla visione di Giacobbe nella quale l’ascesa è ricordata prima della discesa, non viene tuttavia mai riempita di contenuto in Giovanni. Bisogna quindi ammettere che egli abbia ripreso l’immagine tramandata forse nel contesto delle immagini relative all’escatologia come la teofania di Dio stesso, come la gloria del Padre nel Figlio. Anche nei sinottici gli angeli  mancano sempre quando Gesù agisce e parla nella pienezza del suo potere. Egli non è rimandato ad essi, nemmeno nella sua forma di servo. Egli li potrebbe ottenere nella sua prigionia dal Padre, ma non lo fa (Mt 26,53). E nemmeno egli incede assieme ad essi, come se completassero la sua forma celeste, allo stesso modo in cui i due ladroni completano la sua forma in croce. Gli angeli accompagnano solo la sua strada, ma solo come lo splendore della luce che ne da testimonianza.

H.U. von Balthasar, da Gloria 1

dal Canto al Vangelo (Sal 102,20.21)
Benedite il Signore, voi tutte sue schiere,
suoi ministri, che eseguite la sua volontà.

Gv 1, 51

«In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo»

Strada di campo (da: Piccolo magnificat)

28 settembre 2012

Forse nella Chiesa si sta scoprendo più profondamente e con rinnovato
stupore e dunque anche per esperienza vissuta che Cristo è anche il più grande
filosofo… invece di perderci in cervellotismi astratti, se lo seguiamo lui
approfondisce, equilibra, rende sempre più preciso, distinto, vivo, il nostro
discernimento spirituale e umano… nei momenti difficili di passaggio anche la
Chiesa, nella storia, si è talora, forse, in qualche caso, lasciata confondere
da più anguste, riduttive, astratte, filosofie… invece imparando a fidarsi
sempre più di Cristo anche nei passaggi difficili ora scopre più profondamente
che solo lui dipana i nodi spirituali, umani, culturali… Cristo nella
poesiola seguente è paragonato ad una strada di campo così semplice e bella, viva e piena
di luce…

Strada di campo

Strada di campo che portavi al bosco bello,
dove specchiava amore un lieto rivo,
io non ti perdo, io non ti schivo,
se questo mondo è obliquo, anzi, ti canto,
anzi, ti ammiro e ammirandoti vedo quel
che non vedevo e più bella e più nel sole
mi sei nel tuo mistero che anche è il mio.

29 Settembre 2012. Liturgia del giorno. Sabato della I settimana del Salterio. Santi.

28 settembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: FESTA

Colore liturgico : BIANCO

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Dn 7,9-10.13-14
Mille migliaia lo servivano.
Salmo (Sal 137)
Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria.
Vangelo Gv
1,47-51
Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/0929lodPage.htm

PRIMI VESPRI DELLA DOMENICA

http://www.maranatha.it/Ore/ord/Ves1Dom/26SABpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/SabCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

Icona cretese, La Congregazione degli Arcangeli, Monastero di Vatopediou sul Monte Athos. E’ considerata opera del pittore Angelos, o, secondo altri, una delle prime opere di A. Ritzos , 1500 ca.

Le chiese d’occidente fanno oggi memoria degli angeli e messaggeri del Signore. Gli angeli, secondo tutta la tradizione biblica, riassunta nella Lettera agli Ebrei, «sono spiriti inviati da Dio al servizio di coloro che devono ereditare la salvezza» (Eb 1,14). A loro, nella prima come nella nuova alleanza, Dio affida il compito di trasmettere la sua volontà al popolo d’Israele o a uomini da lui prescelti per una missione particolare. Certo, Paolo ricorda che «uno solo è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini: l’uomo Cristo Gesù» (I Tm 2,5), tuttavia le chiese cristiane hanno fin da principio riconosciuto un ruolo ai messaggeri di Dio nell’economia del Verbo: nel Nuovo Testamento è agli angeli che viene affidato l’incarico di annunciare l’incarnazione del Figlio di Dio, di custodirne il cammino terreno, di proclamarne la resurrezione, di spiegame l’ascensione, di accompagnarne il ritorno glorioso. Secondo la testimonianza degli antichi testi eucaristici d’oriente e d’occidente, i messaggeri di Dio celebrano alla presenza del Signore un’ininterrotta liturgia celeste, alla quale la liturgia della chiesa sulla terra non fa che unirsi per proclamare Dio tre volte Santo. Con gli interrogativi posti alla fede in epoca moderna, tra le diverse confessioni cristiane sono sorte divergenze di comprensione, tuttora in attesa di approfondimento, riguardo al ruolo che gli spiriti angelici rivestono nel tempo della chiesa, per vegliare su di essa e sui singoli credenti.

“Celebriamo oggi la festa dei santi angeli… Ma cosa possiamo dire di questi spiriti angelici ? Questa è la nostra fede : Crediamo che godano della presenza e della vista di Dio, che possedano una beatitudine eterna, quei beni cioè che « occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo » (1 Cor 2,9). Cosa dunque può dire a questo proposito ad altri uomini mortali, un semplice mortale incapace com’è di concepire tali cose ?… Se parlare della gloria dei santi angeli in Dio è impossibile, possiamo almeno parlare della grazia e dell’amore che essi manifestano nei nostri confronti, perché godono non solo di una dignità incomparabile ma anche di una disponibilità al servizio piena di bontà… Se non possiamo capire la loro gloria, ci stringiamo con ancor più forza alla misericordia di cui sono ricolmi questi familiari di Dio, questi cittadini del cielo, questi principi del Paradiso.

Lo stesso apostolo Paolo, che ha contemplato con i suoi occhi la cortina celeste e ne ha conosciuto i segreti (2 Cor 12,2), attesta che « sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza » (Eb 1,14). Non considerate in questo nulla di straordinario, poiché il Creatore, il Re degli angeli in persona, « non è venuto per essere servito ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti » (Mc 10,45). Quale angelo disprezzerebbe il servizio nel quale lo ha preceduto colui che gli angeli servono nel cielo con sollicitudine e gioia ?” San Bernardo  ( Omelie per la festa di San Michele, 1)

Preghiera

Dio della luce, tu hai affidato agli angeli il ministero della lode continua alla tua presenza e li hai voluti quali tuoi messaggeri per noi uomini: concedi a noi, pellegrini sulla terra, la protezione delle creature del cielo, perché possiamo insieme con loro nel regno contemplare sempre la gloria del tuo volto. Per Cristo nostro Signore.

(tratto da http://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/21600

http://www.santiebeati.it/dettaglio/21650

http://www.santiebeati.it/dettaglio/21700

Oggi si fa memoria anche dei santi Michele di Aozaraza, Guglielmo Courtet, Vincenzo Shiwozuka, Lazzaro di Kyoto, Lorenzo Ruiz, ?-1637, martiri.

Lorenzo Ruiz è il protomartire delle Filippine, il paese più cat­tolico dell’Estremo Oriente, ma il suo martirio insieme ad altri 15 compagni non si consumò nella sua terra, bensì nel Giappone. La maggior parte di loro sacerdoti dell’Ordine dei Predicatori, mentre Lazzaro di Kyoto e Lorenzo da Manila Ruiz, padre di famiglia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72250

San Grimoaldo di Pontecorvo, XIII sec, si tramanda fosse fratello di s. Eleuterio e  di s. Fulco e che sia stato un sacerdote inglese, che, dopo essersi recato come pellegrino a Roma, si portò prima ad Aquino e poi a Pontecorvo, dove, fatti alcuni miracoli, morì il 29 settembre.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90894

san Lotario, 795.855, Imperatore del Sacro Romano Impero dal 818 al 839,  figlio maggiore dell’imperatore Ludovico il Pio e di sua moglie Irmengarda.

Quando Ludovico divise l’Impero tra i suoi figli nel 817, Lotario fu incoronato imperatore aggiunto ad Aquisgrana i. Nell’821 sposò Irmengarda (che morirà nel 851), ed il 5 aprile 823, fu incoronato imperatore da Papa Pasquale I a Roma. Nell’855 si ammalò, rinunciò al trono, divise la sua terre tra i suoi tre figli e il 23 settembre entrò nel monastero di Prüm, dove morì giorni dopo. Fu seppellito a Prüm, dove le sue spoglie furono trovate nel 1860.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91139

29/09/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα.

28 settembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint John 1:47-51.

47 And Nathanael said unto him, Can there any good thing come out of Nazareth? Philip saith unto him, Come and see. 48 Jesus saw Nathanael coming to him, and saith of him, Behold an Israelite indeed, in whom is no guile! 49 Nathanael saith unto him, Whence knowest thou me? Jesus answered and said unto him, Before that Philip called thee, when thou wast under the fig tree, I saw thee. 50 Nathanael answered and saith unto him, Rabbi, thou art the Son of God; thou art the King of Israel. 51 Jesus answered and said unto him, Because I said unto thee, I saw thee under the fig tree, believest thou? thou shalt see greater things than these.

(more…)

Vangelo (Gv 1,47-51) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 29 Settembre 2012) con commento comunitario

28 settembre 2012

SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,47-51)

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».

Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Buongiorno con nel cuore Gesù e la nostra Madre Maria !!!

28 settembre 2012

SOLO PER OGGI

Solo per oggi crederò fermamente,
nonostante le apparenze contrarie,
che la Provvidenza di Dio si occupi di me
come se nessun altro esistesse al mondo.

Solo per oggi avrò cura del mio aspetto;
non alzerò la voce, sarò cortese nei modi,
non criticherò nessuno,
non pretenderò di migliorare nessuno se non me stesso.

Solo per oggi compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

Solo per oggi dedicherò dieci minuti
a qualche buona lettura ricordando che,
come il cibo è necessario al corpo,
così la buona lettura alla vita dell’anima.

Solo per oggi non avrò timori.
Non avrò paura di godere
Ciò che è bello e di credere alla bontà.

Solo per oggi mi farò un programma:
forse non lo seguirò a puntino ma lo farò
e mi guarderò da due malanni: la fretta e l’indecisione.

Posso ben fare per dodici ore ciò che mi sgomenterei
Se pensassi di doverlo fare per tutta la vita..

 

autore: Karol Wojtyla

Salmo (144)143 _ Benedetto Signore , mia roccia.

28 settembre 2012

Benedetto il Signore, mia roccia,
che addestra le mie mani alla guerra,
le mie dita alla battaglia.
Mia grazia e mia fortezza,
mio rifugio e mia liberazione,
mio scudo in cui confido,
colui che mi assoggetta i popoli.

Signore, che cos’è un uomo perché te ne curi?
Un figlio d’uomo perché te ne dia pensiero?
L’uomo è come un soffio,
i suoi giorni come ombra che passa.
Signore, piega il tuo cielo e scendi,
tocca i monti ed essi fumeranno.
Le tue folgori disperdano i nemici,
lancia frecce, sconvolgili.
Stendi dall’alto la tua mano,
scampami e salvami dalle grandi acque,
dalla mano degli stranieri.
La loro bocca dice menzogne
e alzando la destra giurano il falso.

Salmo 144(143), 1_8

G.Ravasi. Catechesi sul Vangelo di Luca (1)

28 settembre 2012

In link la prima delle cinque catechesi tenute da Card. Ravasi sul Vangelo di Luca, che accompagnerà questo anno liturgico.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=TfCy940HjIk
(La Chiesa suddivide il calendario annuale della liturgia in  anni che partono dalla prima domenica di Avvento e terminano l’ultima settimana del Tempo ordinario. Vengono denominati con le prime tre lettere dell’alfabeto, ai quali corrispondono un ciclo di letture: durante l’anno A il Vangelo è tratto dall’evangelista Matteo; durante l’anno B è di Marco, mentre nell’anno C il Vangelo di Luca. San Giovanni, che compare nella Liturgia della Parola di tutti e tre gli anni, viene proposto in modo particolare durante il tempo di Passione del Signore)

Video: A sua immagine, Sarajevo

28 settembre 2012

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-09
-23&ch=1&v=148042&vd=2012-09-23&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per alcuni giorni.

La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento. Letture del 28/09/2012

27 settembre 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul Vangelo del giorno o sui Salmi.

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Qo 3,1…9

Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo

(…..)

(Dio) ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la  durata dei tempi, senza però che gli uomini possano trovare la ragione di ciò  che Dio compie dal principio alla fine.

Kairos, III sec bassorilievo, Monastero benedettine Traù, Croazia

La vigilanza di Dio sul tempo, il suo essere custode del tempo, dà a esso dignità e valore indicibile. Il tempo dell’uomo è il settimo giorno di Dio, di cui nel racconto della creazione si dice che è santo: “Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò” (Gen 2,3). E’ il tempo del Padre che veglia nell’attesa del ritorno del figlio che si è allontanato (cf Lc 15,20), perché non si senta definitivamente perduto! Il tempo non è allora spazio vuoto, luogo neutro, bensì partecipazione alla vita divina, provenienza da Dio, venuta di Dio e avvenire aperto a Dio a ogni istante; esso riflette la provenienza, la venuta e l’avvenire dell’Amore eterno….

La missione del Figlio e quella dello Spirito rivelano la profondità del rapporto tra il Dio vivo e il tempo degli uomini Il tempo viene dalla Trinità, creato con la creazione del mondo; si svolge nel seno della Trinità, perché tutto ciò che esiste, esiste in Dio, nel quale viviamo, ci muoviamo e siamo; è destinato alla gloria della Trinità, quando tutto sarà ricapitolato nel Figlio e consegnato al Padre, perché sia tutto in tutti (cf 1 Cor 15,28). Vivere seriamente il tempo è dunque vivere nella Trinità; cercare di evadere dal tempo è fuggire dal grembo divino che ci avvolge. Il cristianesimo non è la religione della salvezza dal tempo e dalla storia, ma del tempo e della storia.

Perché il tempo sia vissuto così, sia cioè santificato, è necessario che alla vigilanza e alla custodia di Dio sul tempo corrisponda la vigile accettazione dell’uomo: se Dio ha tempo per l’uomo e custodisce il senso della sua vita e della sua storia, l’uomo deve aver tempo per Dio e riconoscerlo, nella vigilanza della fede, della speranza e dell’amore, come il Signore della sua vita e della sua storia. Il “riconoscimento” di Dio come Signore della propria vita equivale a risorgere a una vita nuova, ad accedere all’esistenza autentica. Quando ero ancora incerto sul titolo da dare alla Lettera, uno di quelli che più mi attraevano si riferiva al racconto della risurrezione di Lazzaro (cf Gv 11,1-44). Pensavo all’espressione “Vieni fuori dalla prigione del tempo!”, per indicare che chi ascolta la voce di Gesù si lascia svegliare dal sonno mortale dell’illusione di possedere il tempo e della disperazione che ci spinge a evaderne. Illusione e disperazione chiudono la nostra vita all’azione di Dio. Abbiamo bisogno di essere liberati dalla chiusura, dalla prigione; “Lazzaro, vieni fuori!” (Gv 11,43) è il grido che il Signore fa risuonare nel tempo per liberare non solo dalla prigionia della morte, bensì dalla prigionia del tempo vissuto nell’illusione e nella frustrazione. Chi si lascia risuscitare come Lazzaro dal Dio che gli viene incontro e piange sulla sua creatura mostrando quanto la ama (cf Gv 11,33-36), vive l’esperienza della liberazione dal non senso, dall’angoscia di un tempo chiuso all’orizzonte dell’eternità.

La vigilanza richiesta al cristiano consiste nel vivere i giorni nell’orizzonte del Dio che è venuto, che viene e che verrà. Rapportare a lui la propria vita, riconoscere in lui l’ultimo senso e l’ultima patria che dà valore e sapore a ogni scelta e a ogni passo nel tempo significa rispondere con amore all’amore con cui Dio ci ha amati e ha tempo per noi.

Dire a qualcuno: “Lazzaro, vieni fuori!” significa proporgli la gioia e la pace di gustare il presente come ora della venuta del Signore, attesa del suo ritorno per prenderci con Lui nella gloria.

Io so, Padre, che il tempo che tu mi dai è un dono sincero e che diventa a tutti gli effetti il mio tempo. Piccola traccia, ma indelebile e irripetibile, di un’esistenza personale che attraversa la vita del mondo: tu la riconosci tra mille col tuo sguardo infinitamente limpido e profondo. Per quanto piccola, labile e leggera sia la linea del tempo che la mia traccia percorre, solido e indistruttibile è il valore di cui è segno fin dal primo istante; pura l’intenzione che vi si esprime; indefettibili il vincolo e la promessa che l’accompagnano. In ogni istante del tempo il dono si rinnova; e con esso la certezza che, anche se tutti mi abbandonassero, sono desiderato almeno da te, sono sommamente importante almeno per te.

C.M. MARTINI, Lettera pastorale 6 agosto 1992

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Salmo 143

Signore, che cos’è l’uomo perché tu l’abbia a cuore?
Il figlio dell’uomo,
perché te ne dia pensiero?
L’uomo è come un soffio,
i suoi giorni come
ombra che passa.

Lc 9, 22

«Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

28 Settembre 2012. Liturgia del giorno. Venerdì della I settimana del Salterio. Santi.

27 settembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: FERIA

Colore liturgico : VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Qo 3,1-11
Ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo.
Salmo (Sal 143)
Benedetto il Signore, mia roccia.
Vangelo Lc 9,18-22
Tu sei il Cristo di Dio. Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/01VENpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/01VENpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/VenCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

Oggi si ricordano i santi Lorenzo Ruiz di Manila e 15 compagni, 1630-1637. Tutti appartenenti o associati all’Ordine di san Domenico, contribuirono a diffondere la fede di Cristo nelle Isole Filippine, a Formosa e nell’Arcipelago giapponese. Subirono in giorni diversi il martirio a Nagsaki, ma vengono ricordati tutti in un unica memoria

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90886

san Venceslao, 907-929, principe di Boemia, fu educato cristianamente dalla nonna Santa Ludmilla. Visse nel periodo in cui, in Boemia, il Cristianesimo era agli albori e l’attività apostolica e missionaria era molto difficile e pericolosa. Egli, profondamente religioso, contribuì alla diffusione del messaggio evangelico, promuovendo la crescita  religiosa e culturale del proprio popolo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/29350

http://it.gloria.tv/?media=199733

san Zama, protovescovo di Bologna, metà del III sec. Con lui si ricordano oggi tutti i santi Vescovi della Chiesa bolognese

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72410

san Caritone , III sec, abate  nel Monastero di Souka, vicino a Betlemme, in Palestina

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91023

san Fausto, 410-495, vescovo a Riez, già abate di Lérins, fu esiliato dal re Eurico per aver scritto contro l’arianesimo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72300

beato Bernardino da Feltre (Martino Tomitano), 1439-1494, a Pavia, apparteneva all’ordine dei frati minori

http://www.santiebeati.it/dettaglio/34900

beato Luigi Monza, 18- 1954, fondatore dell’Istituto secolare delle “Piccole Apostole della Carità”

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92641

28/09/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα.

27 settembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 9:18-22.

18 And wheresoever he taketh him, he teareth him: and he foameth, and gnasheth with his teeth, and pineth away: and I spake to thy disciples that they should cast him out; and they could not. 19 He answereth him, and saith, O faithless generation, how long shall I be with you? how long shall I suffer you? bring him unto me. 20 And they brought him unto him: and when he saw him, straightway the spirit tare him; and he fell on the ground, and wallowed foaming. 21 And he asked his father, How long is it ago since this came unto him? And he said, Of a child. 22 And ofttimes it hath cast him into the fire, and into the waters, to destroy him: but if thou canst do any thing, have compassion on us, and help us.

(more…)

Vangelo (Lc 9,18-22) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 28 Settembre 2012) con commento comunitario

27 settembre 2012

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,18-22)

Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».

Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».

Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Lo scoiattolo Bernardo

27 settembre 2012

C’era una volta, nel parco di un vecchio castello, ormai diroccato, una grande, antica e generosa quercia. Proprio nella quercia, alla biforcazione di due rami, cinque allegri scoiattoli striati avevano costruito la loro casa.
La casa degli scoiattoli aveva sette capaci magazzini, spalancati come bocche di uccellini sempre affamati. Per tutta l’estate, gli scoiattoli non facevano che correre, giorno e notte, per riempirli di cibarie. Sapevano che l’inverno era lungo e crudele e dovevano affrontarlo con la dispensa piena, se volevano arrivare a vedere la primavera. Gli scoiattoli non si riposavano mai: si davano da fare freneticamente per raccogliere ed ammassare grano e noci, ghiande e bacche.
Lavoravano tutti. Tutti, tranne Bernardo.
Bernardo era uno scoiattolo dal musetto intelligente, le orecchie da filosofo, il pelame lucente e una bella coda folta. Ma mentre i suoi compagni correvano avanti e indietro trafelati con le zampine cariche di provviste, se ne stava assorto con il muso all’aria e gli occhi chiusi. «Bernardo, perché non lavori?», chiesero gli scoiattoli.
«Come, non lavoro», rispose Bernardo un po’ offeso.
«Sto raccogliendo i raggi del sole per i gelidi giorni d’inverno».
E quando videro Bernardo seduto su una grossa pietra, gli occhi fissi sul prato, domandarono: «E ora, Bernardo, che fai?».
«Raccolgo i colori» rispose Bernardo con semplicità. «L’inverno è così grigio».
Quattro scoiattolini correvano e correvano, sempre più affannati. I magazzini si riempivano di nocciole e bacche e squisitezze. Bernardo, invece, se ne stava accoccolato all’ombra di una pianta.
«Stai sognando, Bernardo?», gli chiesero con tono di rimprovero.
Bernardo rispose: «Oh, no! Raccolgo parole. Le giornate d’inverno sono tante e sono lunghe. Rimarremo senza nulla da dirci».
Venne l’inverno e quando cadde la prima neve, i cinque scoiattolini si rifugiarono nella loro tana dentro la grande quercia. I primi giorni furono pieni di felicità. Gli scoiattolini facevano una gran baldoria, mentre fuori fischiava il vento gelido. Suonavano le nacchere con i gusci di noce, cantavano e ballavano. E prima di dormire con il pancino ben pieno si divertivano a raccontare storielle divertenti sugli allocchi allocchiti e sulle volpi rimbambite. Ma, a poco a poco, consumarono gran parte delle provviste. I magazzini si vuotarono uno dopo l’altro, finirono le nocciole, poi le ghiande (anche quelle amare), poi le bacche. Rimasero solo le radici meno tenere. Nella tana si gelava e nessuno aveva più voglia di chiacchierare.
Improvvisamente si ricordarono dello strano raccolto di Bernardo. Del sole, dei colori, delle parole.
«E le tue provviste, Bemardo?», chiesero.
Bernardo si arrampicò su un grosso sasso e cominciò a parlare: «Chiudete gli occhi. Ora sentite i caldi, dorati raggi del sole che si posano sulla vostra pelliccia; sono lucenti, giocano con le foglie, sono colate d’oro…». E mentre Bernardo parlava, i quattro scoiattolini cominciarono a sentirsi più caldi. Che magia era mai quella?
«E i colori, Bernardo?», chiesero ansiosamente. «Chiudete gli occhi». E quando parlò dell’azzurro dei fiordalisi, dei papaveri rossi nel frumento giallo, delle foglioline verdi dell’edera, videro i colori come se avessero tanti piccoli campicelli in testa.
«E le parole, Bernardo?». Bernardo si schiarì la gola, aspettò un attimo, e poi, come da un palcoscenico, disse: «Nascosto nella corteccia di un albero, nel bel mezzo di una foresta meravigliosa, vive uno scoiattolo dal pelo rosso, lo sguardo brillante e la coda a pennacchio. Questo straordinario scoiattoletto porta sul capo una corona di noci. È un genio: possiede certi poteri e conosce molti segreti.
Quando un coniglietto è ferito da un cacciatore, è il genio scoiattolo che dice qual è la pianta utile per guarire la ferita.
Quando un uccellino si rompe un’ala è il genio scoiattolo che gli applica un supporto di sottili aghi di pino perché possa volare ancora.
Ma la cosa che gli riesce meglio è guarire i cuori malati di tristezza e di paura. «Ci vogliono tante coccole, per vivere», dice il genio scoiattolo, «e tanta tenerezza. Perché tutte le creature del bosco sono come i fiorellini che appassiscono se non sono baciati dai raggi di sole. Quando un animaletto è triste, io faccio il raggio di sole. E lui riapre i petali del suo cuore».
Quando Bernardo tacque, i quattro scoiattolini applaudirono e gridarono: «Bernardo, sei un poeta».
Bernardo arrossì, si inchinò e disse modestamente: «Lo so, cari musetti».
(don Bruno Ferrero)

Pensa agli altri

27 settembre 2012

Mahmoud Darwish

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.
Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.
Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.
Mentre dormi contando i pianeti, pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.
Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.
Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio.

Video: A sua immagine, Luoghi dello Spirito

27 settembre 2012

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-09-22&ch
=1&v=147899&vd=2012-09-22&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per alcuni giorni.

27/09/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα.

26 settembre 2012

 Alessandro Tiarini, san Giovanni Battista che rimprovera Erode, della Pinacoteca Nazionale di Bologna

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 9:7-9.

7 Now Herod the tetrarch heard of all that was done by him: and he was perplexed, because that it was said of some, that John was risen from the dead; 8 And of some, that Elias had appeared; and of others, that one of the old prophets was risen again. 9 And Herod said, John have I beheaded: but who is this, of whom I hear such things? And he desired to see him.

(more…)

La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento. Letture del 27/09/2012.

26 settembre 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul Vangelo del giorno o sui Salmi.

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Qo 1,8

Quel che è stato sarà
e quel che si è fatto si rifarà;

non c’è niente di nuovo sotto il sole.
C’è forse qualcosa di cui si possa
dire:«Ecco, questa è una novità»?

Sono stati veramente vinti e “sepolti in mare cavalli e cavalieri” del Faraone? L’Esodo di Israele in fuga dal Faraone per liberarsi dalla schiavitù egiziana, il primo grande evento che definisce la storia dell’umanità quale storia di una continua liberazione …..  A liberarci non sono gli uomini e le ideologie, (…) la liberazione è molto più misteriosa  e radicale, tanto da superare e travolgere ogni ideologia, che per quanto rivoluzionaria, una volta al potere sarà sempre una forza conservatrice: se non altro per conservare il potere conquistato. E’ così anche per il cristianesiamo, qualora lo si riduca ad ideologia. La libertà trascende tutti i miti. Ed è la ragione per cui la libertà è molto rara, e costosa, e difficile. Perciò gli stessi ebrei nel deserto rimpiangevano la loro schiavitù. E dunque, perchè questo richiamo? Perchè il Faraone non è stato vinto, (…) perchè ho imparato sulla pelle che la liberazione è sempre un miraggio, un miraggio da realizzare tutti i giorni. Perchè ho imparato che ogni uomo -e tanto più se è cristiano!- deve sempre ritenersi uno che resiste, uno nel deserto, appunto. Perchè la Terra Promessa è sempre da raggiungere; come il “Regno” ha sempre da venire; e Cristo è per definizione “posto a segno di contraddizione tra le genti”….Ho scritto un giorno “Beati coloro che hanno fame e sete di opposizione”, oggi aggiungerei “Beato colui che sa resistere”.

D.M.TUROLDO, da, Ritorniamo ai giorni del rischio

Dal Salmo 89

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.

Lc 9,9

Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del
quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

27 Settembre 2012. Liturgia del giorno. Giovedì della I settimana del Salterio. Santi.

26 settembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: MEMORIA (san Vincenzo de’ Paoli)

Colore liturgico : BIANCO

LITURGIA DEL GIORNO

 

I Lettura Qo 1,2-11
Non c’è niente di nuovo sotto il sole.
Salmo (Sal 89)
Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.
Vangelo Lc 9,7-9
Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?

 

LETTURE PROPRIE DELLA MEMORIA DI SAN VINCENZO DE’ PAOLI

Prima Lettura 1 Cor 1,26-31
Dio ha scelto chi è debole.

Dal Salmo 111
Sarà benedetto chi ha cura del povero.

Vangelo  Mt 25, 31-46
Ogni volta che avete fatto qualcosa a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,
l’avete fatto a me.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0927lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0927vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/GioCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

La nostra vocazione è di andare non in una parrocchia, e neppure soltanto di visitare il territorio di una diocesi, rna di percorrere tutta la terra. E che dobbiamo fare? Trasmettere il fuoco ai cuori degli uomini, fare ciò che ha fatto il Figlio di Dio, lui che è venuto a portare il fuoco sulla terra per in- fiammarla con il suo amore. Che altro potremo perciò desiderare, se non che arda sino a consumarsi? Dunque è ben vero che io sono inviato non solo per amare Dio, rria per farlo amare. Non mi basta amare Dio se il mio prossimo non è preso anch’egli dal suo amore.

(Vincenzo de Paoli)

Il 27 settembre del 1660 si spegne serenamente a Parigi Vincenzo de Paoli (Vincent Depaul), fondatore della Congregazione della Missione e di una miriade di attività caritative a favore dei poveri e degli emarginati. Vincent era nato nel 1581 nel borgo rurale di Pouy, nei pressi di Dax (sud-ovest della Francia). L’infanzia di povero contadino, alla quale pure egli sembrò ribellarsi a un certo punto della sua vita, ebbe una profonda influenza sulla sua spiritualità. Avviato al sacerdozio per consentirgli di migliorare la propria condizione sociale, il giovane Vincent, ordinato presbitero a soli 19 anni, attraversò diverse peripezie prima di approdare a Parigi nel 1608. Nella capitale francese egli fu segnato dall’incontro con il cardinale de Bérulle, che lo aiutò a riscoprire la gioia profonda che deriva dalla povertà materiale e spirituale. Ritrovata la pace, Vincent fu nominato cappellano generale delle galere francesi, e soprattutto incontrò il disperato bisogno di misericordia dei poveri delle campagne. Da quel momento egli farà di tutto per recare ai poveri il lieto annuncio dell’amore senza limiti del Dio rivelato da Gesù Cristo. Per promuovere l’evangelizzazione delle campagne Vincent diede vita a «confraternite di carità» e a numerose missioni popolari. A questo scopo egli favorì la creazione di seminari maggiori per la formazione di presbiteri preparati e maturi. Nel 1625, anche grazie all’incontro che Vincent ebbe con François de Sales, fu ufficialmente fondata la Congregazione della Missione, detta dei Vincenziani o dei Lazzaristi perché sorta attorno al priorato parigino di Saint-Lazare. Alla morte di Vincent Depaul, i lazzaristi, che per statuto continuavano a rimanere presbiteri diocesani, erano ormai più di 130, con 25 case in tutta l’Europa. (tratto da http://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/24600

Si ricordano anche san Fidenzio e Terenzio di Todi, martiri sotto Diocleziano e Massimiano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72150

san Florenziano e sant’Ilario, martiri a Bremur per mano dei Vandali

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72200

san Bonfiglio di Foligno, 1040-1115, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90318

sant’Elzeario di Sabran, conte di Ariano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91126

san Sigeberto  II, ?-637, re martire dell’Est Anglia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92315

sant’Iltrude di Liessies, VIII sec.-800 ca.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92700

Vangelo (Lc 9,7-9) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 27 Settembre 2012) con commento comunitario

26 settembre 2012

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,7-9)

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».

Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

Quarantaseiesima catechesi di Benedetto XVI sulla preghiera

26 settembre 2012

Per vedere il video registrato della catechesi, raggiunto il link, passare con la freccetta su video e poi cliccare su web-tv; poi selezionare agenda, poi la data del mercoledì 26 settembre 2012, poi cliccare sull’iconcina on demand corrispondente all’udienza generale di oggi.La registrazione sarà visibile all’incirca dalle ore 12,30 dello stesso mercoledì 26 settembre 2012.Questo il link per la videoregistrazione:

http://www.radiovaticana.org/it1/index.asp

Ed ecco il link al testo scritto della catechesi:

http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/
29723.php?index=29723&po_date=26.09.2012&lang=it

Salmo 119(118) _ Lampada per i miei passi, Signore, è la Tua parola

26 settembre 2012

Io sono prostrato nella polvere;
dammi vita secondo la tua parola.
Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto;
insegnami i tuoi voleri.
Fammi conoscere la via dei tuoi precetti
e mediterò i tuoi prodigi.
Io piango nella tristezza;
sollevami secondo la tua promessa.
Tieni lontana da me la via della menzogna,
fammi dono della tua legge.
Ho scelto la via della giustizia,
mi sono proposto i tuoi giudizi.
Ho aderito ai tuoi insegnamenti, Signore,
che io non resti confuso.
Corro per la via dei tuoi comandamenti,
perché hai dilatato il mio cuore.

Indicami, Signore, la via dei tuoi decreti
e la seguirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io osservi la tua legge
e la custodisca con tutto il cuore.
Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi,                                                                                                           perchè in esso è la mia gioia.

Salmo 119(118), 29_35

Una bella immagine per la GMG di Rio de Janeiro

26 settembre 2012

 

Cliccare sulla foto per ingrandirla.

26 Settembre 2012. Liturgia del giorno. Mercoledì della I settimana del Salterio. Santi.

25 settembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: MEMORIA FACOLTATIVA

Colore liturgico : VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Pr 30,5-9
Non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane.
Salmo
(Sal 118)
Lampada per i miei passi, Signore, è la tua parola.
Vangelo Lc 9,1-6
Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.

 

LITURGIA PER LA MEMORIA DEI S. COSMA E DAMIANO

Prima Lettura  2 Mac 7,1-2,9-14
Siamo pronti a morire piuttosto che trasgredire le patrie
leggi
Salmo 63
I giusti esulteranno nel Signore.
Vangelo  Lc 9,23-26
Chi perderà la propria vita per me, la salverà.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/01MERpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/01MERpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/MerCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

All’inizio del IV secolo, muoiono martiri in Palestina i due medici Cosma e Damiano, noti in oriente come i santi « anargiri» (senza denaro). Secondo la tradizione, essi erano originari dell’Arabia, ed esercitarono con grande carità la loro professione nei pressi di Ege, in Cilicia. Cosma e Damiano dedicarono tutta la vita a curare i malati, senza chiedere compensi per le loro prestazioni, anche perché erano fermamente persuasi che non fosse lecito possedere in proprio alcun bene per chi è discepolo del Signore. Cristiani convinti, essi si adoperarono nel contempo per confessare pubblicamente la loro fede, vero sostegno e alimento della loro attività taumaturgica. Per questo caddero vittime, sempre secondo la tradizione, della persecuzione di Diocleziano, e furono decapitati nell’anno 303. Grazie all’imperatore Giustiniano, il loro culto divenne popolarissimo in tutta la cristianità, e i medici di tutto il mondo li assunsero come loro patroni. Cosma e Damiano sono stati gli ultimi santi inseriti nel Canone Romano, e la data odierna ricorda la dedicazione nel VI secolo della basilica a loro intitolata nel Foro Romano. Sono ricordati dai cattolici d’occidente e dai vetero-cattolici. (tratto da http://www.monasterodibose.it)

( Beato Angelico, Santi Cosma e Daminano crocifissi e lapidati, dalla Pala di S. Marco, 1438-40, Museo Nazionale di san Marco, Firenze)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/29250

http://www.santiebeati.it/dettaglio/29300

Oggi si ricordano anche san Nilo da Rossano, 910-1004, abate di origine greca, che fondò, assieme ad altri monaci provenienti dalla Calabria bizantina tra i quali s. Bartolomeo, il Monastero di Grottaferrata. Tra gli ultimi Monasteri bizantini in Italia, costituisce un unicum in quanto, fondato cinquanta anni prima dello Scisma che portò alla separazione tra Cattolici ed Ortodossi, è sempre stato in comunione con la Chiesa di Roma, pur conservando il rito Bizantino e la tradizione monastica orientale delle origini.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72100

http://www.abbaziagreca.it/index.asp

santa Teresa (Maria Vittoria) Couderc, 1805-1885, nei pressi di Lione fondò, nel villaggio di La Louvesc, presso la tomba di san Giovanni Francesco Regis la Società di Nostra Signora del Ritiro del Cenacolo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/72125

santa Greca, martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90342

san Giustino, ?-62, martire sotto Nerone

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90344

La parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento. Letture del 26 settembre 2012

25 settembre 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul Vangelo del giorno o sui Salmi.

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Pr 30, 5-9

Io ti domando due cose,

non negarmele prima che io muoia:
tieni lontano da
me falsità e menzogna,
non darmi né povertà né ricchezza,
ma fammi avere
il mio pezzo di pane.

Accanto al libro dell’ Eucarestia ce n’è un altro, che la Chiesa chiama Nuovo Testamento-lo stesso nome dato al calice eucaristico:” Questo calice è la nuova alleanza (il “nuovo testamento”) nel mio sangue” (lc 22,20)- e che circonda della medesima venerazione. Sia il calice che la Scrittura contengono infatti, pure se in modo diverso, il mistero di Cristo nella sua Pasqua. E’ lo Spirito santo l’autore delle due opere: egli ha il compito di glorificare Gesù, di farlo conoscere al mondo rendendoglielo presente. Ora anche la Scrittura, in un modo che le è proprio, è un’epifania del Cristo risorto, un’emergenza nel mondo del mistero pasquale, un memoriale di Cristo; anch’essa è una presenza  in vista della comunione. Al pari dell’Eucarestia la Scrittura contribuisce a “fare la Chiesa” ed è opera della Chiesa; che in questo libro ha consegnato i propri ricordi su Gesù e la prima professione di fede. L’ordine di celebrare l’Eucarestia -“Fate questo in memoria di me”- si iscrive del pari della predicazione apostolica,nella missione di evangelizzazione di cui l’Eucarestia è il vertice. Che cosa è infatti l’Evangelo se non il Cristo stesso e la salvezza che è in lui che si diffonde per il mondo sotto la forma dell’apostolato e del sacramento? Lo stesso Spirito che risuscita Cristo consacra anche la parola degli uomini con il pane degli uomini, e li assume nel mistero di Cristo. La consacrazione del pane si chiama conversione eucaristica, quella della parola ispirazione. E come il pane diventa non solamente il segno della presenza ma il suo simbolo reale, così la predicazione apostolica è qualcosa di più di una parola su Dio: è la parola di Dio nel mistero di Cristo ( 1Ts 2,13).

F.X.Durwell, L’Eucharestie Sacrement pascal

dal Salmo 118

Tieni lontana da me la via della menzogna,
donami la grazia della tua legge.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Lc 9,6

Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.

26/09/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα.

25 settembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 9:1-6.

1 Then he called his twelve disciples together, and gave them power and authority over all devils, and to cure diseases. 2 And he sent them to preach the kingdom of God, and to heal the sick. 3 And he said unto them, Take nothing for your journey, neither staves, nor scrip, neither bread, neither money; neither have two coats apiece. 4 And whatsoever house ye enter into, there abide, and thence depart. 5 And whosoever will not receive you, when ye go out of that city, shake off the very dust from your feet for a testimony against them. 6 And they departed, and went through the towns, preaching the gospel, and healing every where.

(more…)

Vangelo (Lc 9,1-6) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 26 Settembre 2012) con commento comunitario

25 settembre 2012

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,1-6)

In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.

Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro».

Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.

Sito del Centro di Formazione Giovanile Madonna di Loreto Casa della Pace

25 settembre 2012

http://www.centromadonnadiloreto.it/

Il tuo nome è amata (da: Piccolo magnificat)

25 settembre 2012
Quando la dolcezza che tanto ti manca
verrà a sfiorare il tuo volto d’ombra
tu guarderai la prima volta oltre la tenda
bruna che chiude il cuore tra queste mura
e lo arta ad ogni fragile, ignara, fuga.
E sarà crisma l’erba e il vento che la danza
e l’acqua e il cielo e il sole in ogni stanza
fin lì sul monte rosso, oltre la valle in canto.

Salmo 119(118) _ Guidami, Signore, sul sentiero dei tuoi comandi

25 settembre 2012

Beato l’uomo di integra condotta,
che cammina nella legge del Signore.
Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.

Non commette ingiustizie,
cammina per le sue vie.
Tu hai dato i tuoi precetti
perché siano osservati fedelmente.

Siano diritte le mie vie,
nel custodire i tuoi decreti.
Allora non dovrò arrossire
se avrò obbedito ai tuoi comandi.
Ti loderò con cuore sincero
quando avrò appreso le tue giuste sentenze.
Voglio osservare i tuoi decreti:
non abbandonarmi mai.

Salmo 119(118), 1_8

Buongiorno con nel cuore Gesù e la Nostra Madre Maria!!!

25 settembre 2012

IL MIO  IMPEGNO DEL GIORNO CON GESU’:

Caro Gesù e mammina mia, vogliamo riconoscerci fratelli e sorelle perchè compiamo tutto ciò che ci ha insegnato Gesù!!!  Un modo più alla portata di noi e vivere e conoscere la vita dei nostri santi per assomigliargLi e cercare di donare un minimo dell’amore che loro  avevano per Dio, e poter donarlo  ad ogni persona che ci stà vicino quella soave carezza  di serenità e gioia del tuo amore!!!

OGGI MARTEDI 25 DI SETTEMBRE, SU RAI 1  ALLE 21:10, RIPROPONGONO UNA MINISERIE BELLISSIMA CHE VI TERRA’ INCHIODATI DAVANTI LA TV.              GUARDATELA E’ MERAVIGLIOSA!!!

http://www.youtube.com/watch?v=pGm4ZZ3xSvs&feature=colike

“State buoni se potete…”
È diventata proverbiale l’espressione di Filippo Neri, uno dei santi più bizzarri della storia della Chiesa. Il santo della gioia, il giullare di Dio, il secondo apostolo di Roma, Pippo il buono, sono solo alcune delle definizioni di questo sacerdote che nacque a Firenze nel 1515 ed ha poi vissuto per sessant’anni a Roma.Mentre si celebrava il Concilio di Trento e prendeva avvio la Controriforma, San Filippo formava bande di giovani scapestrati trasteverini avvicinandoli alla liturgia e facendoli divertire, cantando e giocando, in quello che sarebbe divenuto l’Oratorio, proclamata congregazione da Papa Gregorio XIIInel 1575.Uno spirito libero ed indipendente, un prete libero che con la stessa dedizione e gratuità ha confessato i ricchi ed i pezzenti, convinto che l’approccio migliore al Vangelo sia lo stupore dei bambini.San Filippo Neri nella sua lunga vita fu amico di Sant’Ignazio e del cardinale Carlo Borromeo, ma quando gli fu chiesto se voleva diventare cardinale disse che preferiva il Paradiso! Fu proclamato santo nel 1622.

Medjugorje: messaggio a Marija del 25 settembre 2012

25 settembre 2012

Ecco il link per il messaggio:

http://www.medjugorje.hr/it/

Ed ecco il testo del messaggio:

“Cari figli! Quando nella natura guardate la ricchezza dei colori che l’Altissimo vi dona, aprite il cuore e con gratitudine pregate per tutto il bene che avete e dite: sono creato per l’eternità e bramate le cose celesti perché Dio vi ama con immenso amore. Perciò vi ha dato anche me per dirvi: soltanto in Dio è la vostra pace e la vostra speranza, cari figli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

La Chiesa sembra guardare con favore ma non si è ancora espressa ufficialmente
sui fatti di Medjugorje.

Apocalisse 5, 1-10

25 settembre 2012

[1]E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli. [2]Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: “Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?”. [3]Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo. [4]Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo. [5]Uno dei vegliardi mi disse: “Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli”.

[6]Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra. [7]E l’Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era seduto sul trono. [8]E quando l’ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro vegliardi si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno un’arpa e coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi. [9]Cantavano un canto nuovo:

“Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione [10]e li hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti e regneranno sopra la terra”.

(Cristo, Dio e uomo, che dona la vita, è la chiave di ogni cosa.NdR).

Video Rai: Natuzza Evolo

25 settembre 2012

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem
-749f8c54-35ef-4e00-b2ee-82231921e368.html

25/09/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα.

24 settembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 8:19-21

19 Then came to him his mother and his brethren, and could not come at him for the press. 20 And it was told him by certain which said, Thy mother and thy brethren stand without, desiring to see thee. 21 And he answered and said unto them, My mother and my brethren are these which hear the word of God, and do it.

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