Archive for aprile 2014

Preghiera della sera. Sant’Alfonso Maria de Liguori: Visite al SS. Sacramento e a Maria Santissima (visita XXX)

30 aprile 2014

VISITA XXX

Cristo nostra fiducia

 

A GESÙ

Perché mi nascondi la tua faccia? (Gb 13, 24) Temeva Giobbe che Dio gli celasse il suo volto; ma se Gesù Cristo cela la sua maestà nel santissimo Sacramento, ciò non deve turbarci, bensì infonderci fiducia ed amore; proprio per accrescere la nostra fiducia e per manifestarci il suo amore egli rimane sugli altari nascosto sotto la specie del pane. Mentre Dio cela il suo volto in questo Sacramento, scopre il suo amore. Chi mai oserebbe accostarsi a questo re, e manifestargli con fiducia i suoi desideri, se dispiegasse sugli altari lo splendore della sua gloria?

Gesù, quale amoroso espediente quello di celarti sotto l’apparenza del pane per farti trovare ed amare sulla terra da chi ti desidera! Giustamente auspicava il profeta che in tutto il mondo gli uomini proclamassero che cosa può fare l’amore di Dio: Manifestate tra i popoli le sue meraviglie (Is 12, 4)

O Gesù, riconosco nel Sacramento dell’altare il segno del tuo amore, nascosto si, ma capace di consumare per divina virtù, tutto il peccato del genere umano. Consuma anche i miei e dammi un cuore nuovo, perché viva solo di te e per te. In questo divin Sacramento tu conservi gli stessi sentimenti d’amore che avesti morendo sul calvario, conserva il desiderio che io mi unisca a te, senza resistenze in tutta docilità, per i tuoi meriti, Gesù, feriscimi, legami, stringimi al tuo cuore. Mi propongo, con la tua grazia, di esserti gradito, rinunciando a tutto ciò che possa essermi di ostacolo nell’amarti. Fa’, Signore, che il mio comportamento, le mie azioni, i miei sentimenti siano conformati alla tua volontà. O Maria, tu che puoi tutto presso Dio, ottienimi la grazia di essere fino alla morte servo fedele del puro amore di Gesù. Così sia.

Chi mi separerà dall’amore di Cristo? (Rom 8, 35)

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Trattato della vera devozione a Maria di San Luigi Maria Grignion de Monfort:

30 aprile 2014

GLI EFFETTI MERAVIGLIOSI CHE QUESTA DEVOZIONE PRODUCE IN UN’ANIMA CHE

VI RIMANE FEDELE

219. Ti prego di notare ciò che ho detto: i santi sono modellati in Maria. C’è una grande

differenza tra lo scolpire un’immagine in rilievo, a colpi di martello e scalpello, e il produrla

gettandola in un modello. Gli scultori e gli statuari lavorano molto per realizzare le immagini

nel primo modo e impiegano molto tempo; ma nel secondo modo, ci mettono poco tempo e

faticano meno. Sant’Agostino chiama la Santa Vergine stampo di Dio, uno stampo adatto a

dare forma e a modellare degli esseri divini. Chi viene gettato in questo divino stampo, viene

presto formato e modellato in Gesù Cristo e Gesù Cristo in lui: con poca spesa e in poco

tempo, diventerà dio, poiché è stato gettato nel medesimo stampo che ha dato forma a un Dio.

220. Mi sembra di poter paragonare molto a proposito i direttori spirituali e le persone devote

che vogliono formare Gesù Cristo in sé o negli altri per mezzo di altre pratiche diverse da

questa, agli scultori che ripongono fiducia nel loro saper fare, nel loro ingegno e nella propria

arte: essi danno un’infinità di colpi di martello e scalpello a una pietra dura, o a un pezzo di

legno ruvido, per farne un immagine di Gesù Cristo; a volte non riescono a dare espressione a

Gesù Cristo come egli è, sia per mancanza di conoscenza e di esperienza di Gesù Cristo, sia

per qualche colpo dato male, capace di rovinare l’opera. Quelli invece che abbracciano questo

segreto di grazia che io propongo, li paragono giustamente a dei fonditori e modellatori, i quali

hanno trovato lo stampo buono di Maria, nel quale Gesù Cristo ha preso forma così com’è e in

modo divino; essi non si fidano della propria bravura, ma contano unicamente sulla bontà dello

stampo, e si gettano, e si perdono in Maria, per diventare il ritratto di Gesù Cristo così com’è.

221. Che bel paragone! E corrisponde a verità. Ma chi lo saprà comprendere? Spero che sia tu,

mio caro fratello. Ma ricordati che si getta nello stampo solo un materiale che sia fuso e

liquido; devi cioè distruggere e fondere in te il vecchio Adamo, per diventare quello nuovo in

Maria.

222. 7°. Per mezzo di questa pratica, osservata molto fedelmente, darai più gloria a Gesù

Cristo in meno tempo che non in molti anni con un’altra pratica, anche se più difficile. Eccone

le ragioni: 1°. compiendo le tue azioni per mezzo della Santa Vergine, come questa pratica

propone, abbandoni le tue intenzioni e le tue azioni, anche se buone e conosciute, per perderti

– per così dire – in quelle della Santa Vergine, benché tu non le conosca; in questo modo tu

prendi parte alla sublimità delle sue intenzioni, talmente pure, da dare più gloria a Dio con un

minimo atto, per esempio filare con la conocchia, o dare un punto d’ago, che non san Lorenzo

sulla graticola, con il crudele martirio, o perfino con le azioni più eroiche di tutti i santi:

cosicché, durante – la sua permanenza sulla terra, ella ha acquistato un cumulo così

inimmaginabile di grazie e di meriti, che sarebbe più facile contare le stelle del cielo, le gocce

d’acqua del mare e i granelli di sabbia della spiaggia; ella ha procurato gloria a Dio più di

quella che tutti gli angeli e i santi gli hanno dato e gli daranno. O prodigio di Maria! Tu non

puoi far a meno di operare prodigi di grazia nelle anime che vogliono veramente perdersi in te.

223. 2°. Un’anima fedele a questa pratica ritiene come un nulla ciò che ella pensa e fa da se

stessa; si appoggia invece e trova piacere solo nelle disposizioni di Maria per avvicinarsi a Gesù

Cristo o anche per parlare a lui; in questo modo l’anima pratica l’umiltà più di coloro che

agiscono da se stessi e che contano, o trovano sottilmente piacere nelle proprie disposizioni;

per conseguenza, quest’anima glorifica Dio in modo più alto, poiché egli è glorificato in modo

perfetto solo dagli umili e piccoli di cuore.

224. 3°. Un altro motivo è questo: la Vergine Santa, a causa della sua grande carità, accetta

sicuramente di ricevere nelle sue mani verginali il dono delle nostre azioni e conferisce loro una

bellezza e uno splendore meravigliosi, li offre poi lei stessa a Gesù Cristo, il quale senza dubbio

ne risulta più glorificato che se noi li offrissimo con le nostre mani colpevoli. solo in rapporto a

Dio; è l’eco di Dio, che non fa che ripetere Dio. Se tu dici Maria, ella risponde Dio. Santa

Elisabetta lodò Maria e la disse beata per aver creduto; Maria, eco fedele di Dio, intonò «L

‘anima mia magnifica il Signore». Ciò che Maria ha fatto quella volta, lo fa tutti i giorni; quando

la si loda, la si ama, la si onora, o ci si dona a lei, è Dio che viene lodato, Dio che è amato, Dio

che è onorato ed è a Dio che ci si dona per mezzo di Maria e in Maria.

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Prime Comunioni: preghiera dei genitori

30 aprile 2014

Ti ringraziamo Padre, per la gioia di essere genitori, perché hai riposto in noi la Tua fiducia e ci hai affidato il tesoro più prezioso al mondo: la vita dei nostri figli.

Non ti nascondiamo che a volte ci sentiamo inadeguati per un compito così bello ed importante…

Ma subito ci consoliamo, perché non ci hai lasciati soli, neanche questa volta, ed  hai mandato degli angeli ad aiutarci.

Hai mandato i nonni, che con la loro amorevole e fattiva presenza, sono sostegno prezioso ed aiuto insostituibile nel difficile mestiere di genitore;

hai inviato i sacerdoti, testimoni gioiosi e coraggiosi del Tuo amore e della Tua forza, presenti ogni giorno e specialmente nei momenti più importanti della loro vita, come oggi;

hai mandati gli amici veri, che condividono con noi gioie e dolori, con quel sentimento di fratellanza che Gesù ci ha insegnato;

hai inviato le catechiste, che con amore e pazienza li hanno accompagnato in questi due anni di cammino, fino ad oggi all’incontro con Te.

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Santa Sede: Una nuova homepage

30 aprile 2014

http://w2.vatican.va/content/vatican/it.html

Leggere le Scritture

30 aprile 2014

 

 

Penso che tutti possiamo migliorare un po’ su questo aspetto: diventare tutti più ascoltatori della Parola di Dio, per essere meno ricchi di nostre parole e più ricchi delle sue Parole. ….. Penso al papà e alla mamma, che sono i primi educatori: come possono educare se la loro coscienza non è illuminata dalla Parola di Dio, se il loro modo di pensare e di agire non è guidato dalla Parola; quale esempio possono dare ai figli? Questo è importante, perché poi papà e mamma si lamentano: “questo figlio …” Ma tu, che testimonianza gli hai dato? Come gli hai parlato? Della Parola di Dio o della parola del telegiornale? Papà e mamma devono parlare già della Parola di Dio! 

 

Papa Francesco, Omelia del 4 ottobre 2013

Vangelo (Gv 3,31-36) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 1 Maggio 2014) con commento comunitario

30 aprile 2014

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,31-36)

Chi viene dall’alto, è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.

Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Questo è il Vangelo del 1 Maggio, quello del 30 Aprile lo potrete trovare qualche post più sotto

Santi e Beati. Memoria di oggi: San Pio V (Antonio Ghislieri), Papa

30 aprile 2014

SAN PIO V (ANTONIO GHISLIERI), PAPA

30 aprile – Memoria Facoltativa

 

Bosco Marengo, Alessandria, 27 gennaio 1504 – Roma, 1 maggio 1572

(Papa dal 17/01/1566 al 01/05/1572)

Antonio Michele Ghislieri, religioso domenicano, creato vescovo e cardinale, svolse compiti di alta responsabilità nella Chiesa. Divenuto papa col nome di Pio V, operò per la riforma della Chiesa in ogni settore, sulle linee tracciate dal Concilio tridentino. Pubblicò i nuovi testi del Messale (1570), del Breviario (1568) e del catechismo romano. (Mess. Rom.)

Etimologia: Pio = devoto, religioso, pietoso (signif. Intuitivo)

Emblema: Tiara, Camauro, Bastone Pastorale

Martirologio Romano: San Pio V, papa, che, elevato dall’Ordine dei Predicatori alla cattedra di Pietro, rinnovò, secondo i decreti del Concilio di Trento, con grande pietà e apostolico vigore il culto divino, la dottrina cristiana e la disciplina ecclesistica e promosse la propagazione della fede. Il primo di maggio a Roma si addormentò nel Signore.

(1 maggio: A Roma, anniversario della morte di san Pio V, papa, la cui memoria si celebra il giorno precedente a questo).

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Preghiera del mattino : Novena alla Madonna di Pompei

30 aprile 2014

2° GIORNO

Prima di cominciare la Novena, pregare Santa Caterina da Siena che si degni di recitarla insieme con noi.

O Santa Caterina da Siena, mia Protettrice e Maestra, tu che assisti dal cielo i tuoi devoti allorché recitano il Rosario di Maria, assistimi in questo momento e degnati di recitare insieme con me la Novena alla Regina del Rosario che ha posto il trono delle sue grazie nella Valle di Pompei, affinché per tua intercessione io ottenga la desiderata grazia. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

I.
O Vergine Immacolata e Regina del Santo Rosario, Tu, in questi tempi di morta fede e di empietà trionfante hai voluto piantare il tuo seggio di Regina e di Madre sull’antica terra di Pompei soggiorno di morti pagani. Da quel luogo dove erano adorati gli idoli e i demoni, Tu oggi, come Madre della divina grazia, spargi dappertutto i tesori delle celesti misericordie. Deh! Da quel trono ove regni pietosa, rivolgi, o Maria, anche sopra di me gli occhi tuoi benigni, ed abbi pietà di me che ho tanto bisogno del tuo soccorso. Mostrati anche a me, come a tanti altri ti sei dimostrata, vera Madre di misericordia : mentre io con tutto il cuore Ti saluto e Ti invoco mia Regina del Santo Rosario.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

II.
Prostrata ai piedi del tuo trono, o grande e gloriosa Signora, l’anima mia Ti venera tra gemiti ed affanni ond’è oppressa oltre misura. In queste angustie ed agitazioni in cui mi trovo, io alzo confidente gli occhi a Te, che Ti sei degnata di eleggere per tua dimora le campagne di poveri e abbandonati contadini. E là, di fronte alla città ed all’anfiteatro ove regna silenzio e rovina, Tu come Regina delle Vittorie, levasti la tua voce potente per chiamare d’ogni parte d’Italia e del mondo cattolico i devoti tuoi figli ad erigerti un Tempio. Deh! Ti muovi alfine a pietà di quest’anima mia che giace avvilita nel fango. Pietà di me, o Signora, pietà di me che sono oltremodo ripieno di miseria e di umiliazioni. Tu che sei lo sterminio dei demoni difendimi da questi nemici che mi assediano. Tu che sei l’Aiuto dei cristiani , traimi da queste tribolazioni in cui verso miserevolmente.Tu che sei la Vita nostra, trionfa della morte che minaccia l’anima mia in questi pericoli in cui trovasi esposta; ridonami la pace, la tranquillità, l’amore, la salute. Amen.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

III.
Ah! Il sentire che tanti sono stati da Te beneficati solo perché ricorsi a Te con fede, m’infonde novella lena e coraggio d’invocarti in mio soccorso. Tu già promettesti a S. Domenico che chi vuole le grazie con il tuo Rosario le ottiene; ed io col tuo Rosario in mano oso ricordarti , o Madre, le tue sante promesse. Anzi Tu stessa ai dì nostri operi continui prodigi per chiamare i tuoi figli a onorarti nel Tempio di Pompei. Tu dunque vuoi tergere le nostre lacrime, vuoi lenire i nostri affanni! Ed io col cuore sulle labbra, con viva fede Ti chiamo e T’invoco: Madre mia!…Madre cara!…Madre bella!…Madre dolcissima, aiutami! Madre e Regina del Santo Rosario di Pompei, non più tardare a stendermi la mano tua potente per salvarmi: chè il ritardo, come vedi, mi porterebbe alla rovina.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
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Video: A sua immagine, Anoressia

30 aprile 2014

http://www.asuaimmagine.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/
ContentItem-49f44be1-50f5-4685-b177-7ccac410f4ab.html#p=0

Streaming Pope’s General Audience 2014-04-30

30 aprile 2014

 


Saint Peter
’s Square

Wednesday, 30  april 2014, h 10,25

http://player.rv.va/vaticanplayer01.asp?language=it&visual=Tv

Every Wednesday the Holy Father holds a General Audience where he greets the pilgrims present and delivers a catechesis, that will be read on these pages later on.

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POPE FRANCIS

GENERAL AUDIENCE

St. Peter’s Square
Wednesday, 30 April 2014

Video

 

Speaker:

Dear Brothers and Sisters: In our continuing catechesis on the seven gifts of the Holy Spirit, we now turn to the gift of understanding. Born of our sharing in God’s life through faith and baptism, the gift of understanding enables us to see in all things the unfolding of his eternal plan of love. The Holy Spirit dwells in our hearts and enlightens our minds, guiding us to an ever deeper understanding of Christ’s teaching and his saving mission. Like the disciples on the way to Emmaus, we often fail to recognize the the Lord walking at our side and the working of God’s grace in our lives and the world around us. Yet thanks to the Spirit’s gift of understanding, our eyes are opened and our hearts burn within us (cf. Lk 24:13-27) as we recognize the Risen Lord’s presence and view all things in a new light, with fresh spiritual insight. How important it is to implore this gift of understanding! Through it the Holy Spirit dispels the darkness of our minds and hearts, strengthens us in faith and enables us to savour the richness of God’s word and its promise of salvation.

Holy Father:

Saluto tutti i pellegrini di lingua inglese presenti a questa Udienza, specialmente quelli provenienti da Inghilterra, Irlanda, Finlandia, Norvegia, Filippine, Taiwan, Malesia, Uganda, Sud Africa, Canada e Stati Uniti. Su voi e sulle vostre famiglie invoco la gioia e la pace del Signore Risorto. Dio vi benedica tutti!

Speaker:

I greet all the English-speaking pilgrims taking part in today’s Audience, including those from England, Ireland, Finland, Norway, the Philippines, Taiwan, Malaysia, Uganda, South Africa, Canada and the United States. Upon all of you, and upon your families, I invoke the joy and peace of the Risen Lord. God bless you all!

Udienza Generale del 30 aprile 2014 di Papa Francesco in diretta (testo scritto e videoregistrato).

29 aprile 2014

 

 

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro
Mercoledì, 30 aprile 2014

Video

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno.

Dopo aver preso in esame la sapienza, come primo dei sette doni dello Spirito Santo, oggi vorrei puntare l’attenzione sul secondo dono, cioè l’intelletto. Non si tratta qui dell’intelligenza umana, della capacità intellettuale di cui possiamo essere più o meno dotati. È invece una grazia che solo lo Spirito Santo può infondere e che suscita nel cristiano la capacità di andare al di là dell’aspetto esterno della realtà e scrutare le profondità del pensiero di Dio e del suo disegno di salvezza.

L’apostolo Paolo, rivolgendosi alla comunità di Corinto, descrive bene gli effetti di questo dono – cioè che cosa fa il dono dell’intelletto in noi -,e Paolo dice questo: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito» (1 Cor 2,9-10). Questo ovviamente non significa che un cristiano possa comprendere ogni cosa e avere una conoscenza piena dei disegni di Dio: tutto ciò rimane in attesa di manifestarsi in tutta la sua limpidezza quando ci troveremo al cospetto di Dio e saremo davvero una cosa sola con Lui. Però, come suggerisce la parola stessa, l’intelletto permette di “intus legere”, cioè di “leggere dentro”:questo dono ci fa capire le cose come le capisce Dio, con l’intelligenza di Dio. Perché uno può capire una situazione con l’intelligenza umana, con prudenza, e va bene. Ma capire una situazione in profondità, come la capisce Dio, è l’effetto di questo dono. E Gesù ha voluto inviarci lo Spirito Santo perché noi abbiamo questo dono, perché tutti noi possiamo capire le cose come Dio le capisce, con l’intelligenza di Dio. E’ un bel regalo che il Signore ha fatto a tutti noi. E’ il dono con cui lo Spirito Santo ci introduce nell’intimità con Dio e ci rende partecipi del disegno d’amore che Luiha con noi.

E’ chiaro allora che il dono dell’intelletto è strettamente connesso alla fede. Quando lo Spirito Santo abita nel nostro cuore e illumina la nostra mente, ci fa crescere giorno dopo giorno nella comprensione di quello che il Signore ha detto e ha compiuto. Lo stesso Gesù ha detto ai suoi discepoli: io vi invierò lo Spirito Santo e Lui vi farà capire tutto quello che io vi ho insegnato. Capire gli insegnamenti di Gesù, capire la sua Parola, capire il Vangelo, capire la Parola di Dio. Uno può leggere il Vangelo e capire qualcosa, ma se noi leggiamo il Vangelo con questo dono dello Spirito Santo possiamo capire la profondità delle parole di Dio. E questo è un gran dono, un gran dono che tutti noi dobbiamo chiedere e chiedere insieme: Dacci, Signore, il dono dell’intelletto.

C’è un episodio del Vangelo di Luca che esprime molto bene la profondità e la forza di questo dono. Dopo aver assistito alla morte in croce e alla sepoltura di Gesù, due suoi discepoli, delusi e affranti, se ne vanno da Gerusalemme e ritornano al loro villaggio di nome Emmaus. Mentre sono in cammino, Gesù risorto si affianca e comincia a parlare con loro, ma i loro occhi, velati dalla tristezza e dalla disperazione, non sono in grado di riconoscerlo. Gesù cammina con loro, ma loro sono tanto tristi, tanto disperati, che non lo riconoscono. Quando però il Signore spiega loro le Scritture, perché comprendano che Lui doveva soffrire e morire per poi risorgere, le loro menti si aprono e nei loro cuori si riaccende la speranza (cfr Lc 24,13-27).E questo è quello che fa lo Spirito Santo con noi: ci apre la mente, ci apre per capire meglio, per capire meglio le cose di Dio, le cose umane, le situazioni, tutte le cose. E’ importante il dono dell’intelletto per la nostra vita cristiana. Chiediamolo al Signore, che ci dia, che dia a tutti noi questo dono per capire, come capisce Lui, le cose che accadono e per capire, soprattutto, la Parola di Dio nel Vangelo. Grazie.

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Preghiera della sera. Sant’Alfonso Maria de Liguori: Visite al SS. Sacramento e a Maria Santissima (visita XXIX)

29 aprile 2014

VISITA XXIX

Attirami

 

A GESÙ

Ecco, sto alla porta e busso (Ap 3, 20). Pastore delle tue pecore, per loro amore ti sei sacrificato sulla croce; per esserci vicino e bussare ai nostri cuori ti sei nascosto in questo divin Sacramento; vorrei tanto godere della tua presenza come ne godeva la Sposa del Cantico dei Cantici: Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo (Ct 2, 3) Se ti amassi veramente! Davanti alla tua maestà, velata dall’ombra apparente delle sacre specie, troverei anch’io quella felicità che trovano le anime innamorate di te. Chiamami a te col profumo della tua bellezza e del tuo amore immenso. Chiamami dietro a te, correremo dietro a te attratti dai tuoi profumi (Ct 1, 4). Lascerà le creature ed i piaceri della terra per correre a te come virgulto di ulivo intorno alla tua mensa (Sal 127, 3). Fanno frutti di sante virtù, come piante novelle, le anime felici che sostano amorosamente davanti ai sacri altari.

Gesù, io mi vergogno di me stesso, così spoglio di virtù: se tu hai ordinato di non venire all’altare senza l’offerta di un dono (cf Es 23, 15), come dovrò comportarmi? Non dovrò comparire più davanti a te? Ma questo non ti è gradito: verrà povero come sono, provvederai tu a quelle offerte che vuoi da me. Per questo ti trattieni nel santissimo Sacramento; per premiare coloro che ti amano e per provvedere a loro.

Ti adoro, re del mio cuore: tu che ami gli uomini, pastore innamorato del tuo gregge, a te mi accosto; non ho altro da offrirti che il mio misero cuore consacrato all’amore e alla volontà tua. Così posso amarti; rivolgo a te il mio cuore, legato alla tua volontà; potrò così ripetere le parole dell’apostolo legato dalle catene del tuo amore: Io Paolo, prigioniero di Cristo (Ef 3, 1)) Unito a te, Signore, mi dimenticherò, perderò tutto, anche me stesso, per trovare soltanto te.

Gesù mio, tu solo mi basti.

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Trattato della vera devozione a Maria di San Luigi Maria Grignion de Monfort:

29 aprile 2014

GLI EFFETTI MERAVIGLIOSI CHE QUESTA DEVOZIONE PRODUCE IN UN’ANIMA CHE

VI RIMANE FEDELE

213. Caro fratello mio, stai sicuro che se sarai fedele alle pratiche interiori ed esteriori di

questa devozione, che descriverò più avanti, otterrai degli effetti meravigliosi per la tua anima.

1°. Con l’illuminazione che lo Spirito Santo ti darà per mezzo di Maria, sua cara Sposa,

conoscerai il tuo cattivo fondo, la corruzione e l’incapacità a ogni bene; come conseguenza di

questa conoscenza, non confiderai in te e penserai a te con repulsione; ti considererai come

una lumaca che guasta tutto con la sua bava, o come un rospo che tutto rovina con il suo

veleno, o come una serpe infida, che cerca solo di ingannare. L’umile Maria, insomma, ti farà,

parte della sua profonda umiltà, che ti farà stimare gli altri e non te stesso, anzi ti farà amare

di non essere considerato.

214. 2°. La Santa Vergine ti farà parte della sua fede, che sulla terra è stata più grande della

fede di tutti i patriarchi, i profeti, gli apostoli e i santi. Ora che regna nei cieli, non ha più

questa fede, perché per la luce della gloria vede con chiarezza ogni cosa in Dio; tuttavia, con il

consenso dell’Altissimo, ella non l’ha perduta entrando nella gloria, ma l’ha conservata per

mantenerla nella Chiesa militante ai suoi più fedeli servi e serve. Perciò più ti guadagnerai la

benevolenza di questa augusta Principessa e Vergine fedele, più fede pura avrai in tutto il tuo

agire: una fede pura, che non ti farà preoccupare di cercare il sensibile e lo straordinario; una

fede viva e animata dalla carità, che ti farà compiere ogni azione solo per puro amore; una

fede ferma e incrollabile come una roccia, che ti permetterà di rimanere saldo e perseverante

in mezzo a bufere e tormente; una fede attiva ed efficace, come un misterioso lasciapassare

che ti farà entrare in tutti i misteri di Gesù Cristo, nei fini ultimi della vita e nel cuore di Dio

stesso; una fede coraggiosa, che ti farà intraprendere senza esitare e portare a termine grandi

cose per Dio e per la salvezza delle anime; infine, una fede che sarà la tua fiaccola accesa, la

tua vita divina, il tuo tesoro nascosto della divina Sapienza, la tua arma che tutto può: una

fede di cui ti servirai per rischiarare quelli che sono nelle tenebre e nell’ombra di morte, per

rendere ardenti coloro che sono tiepidi e hanno bisogno dell’oro bruciante della carità, per

rendere vivi coloro che sono morti a causa del peccato, per toccare e convertire, con le tue

parole dolci e forti, i cuori induriti e i cedri del Libano e, infine, per resistere al demonio e a

tutti i nemici del bene.

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Tweet del Papa

29 aprile 2014

Chi di noi può presumere di non essere peccatore? Nessuno. Chiediamo perdono a Dio dei nostri peccati.

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Leggere le Scritture

29 aprile 2014

 

 

 La Chiesa è questo: la comunità …che ascolta con fede e con amore il Signore che parla. Il piano pastorale che state vivendo insieme insiste proprio su questa dimensione fondamentale. E’ la Parola di Dio che suscita la fede, la nutre, la rigenera. E’ la Parola di Dio che tocca i cuori, li converte a Dio e alla sua logica che è così diversa dalla nostra; è la Parola di Dio che rinnova continuamente le nostre comunità…

 

Papa Francesco, omelia del 4 ottobre 2014

Vangelo (Gv 3,16-21) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 30 Aprile 2014) con commento comunitario

29 aprile 2014

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-21)

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

Questo è il Vangelo del 30 Aprile, quello del 29 Aprile lo potrete trovare qualche post più sotto

Vivere la Pasqua (Card. Michele Pellegrino). 1 Perché la Pasqua?

29 aprile 2014

 

Se vogliamo essere veramente cristiani, vivere in modo consapevole e responsabile la nostra vocazione e rendere testimonianza autentica della fede che professiamo, è assolutamente necessario che ci sforziamo di penetrare il significato del mistero pasquale per renderlo operante nella nostra vita individuale e sociale.

Il mistero pasquale è ai centro di tutta l’opera di salvezza che la Chiesa ha la missione di far conoscere agli uomini perché, secondo il volere di Dio, tutti «si salvino e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tim 2,4).

«Quest’opera», spiega il Concilio, «della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio, che ha il suo preludio nelle mirabili gesta divine operate nel popolo del Vecchio Testamento, è stata compiuta da Cristo Signore, specialmente per mezzo del mistero pasquale della sua beata Passione, Risurrezione da morte e gloriosa Ascensione, mistero col quale “morendo ha distrutto la nostra morte e risorgendo ci ha ridonato la vita” (Pref. pasq.)» (SC 5).

Il significato del mistero pasquale, della Pasqua, non si riferisce solo alla risurrezione di Cristo, ma comprende tutta la vicenda della passione, della morte, della risurrezione e dell’ascensione ai cielo…

«La passione di Cristo», afferma energicamente san Leone Magno «contiene in sé il mistero della nostra salvezza» (Serm. LV, 1).

E poiché la salvezza dell’uomo, compiuta una volta per sempre da Cristo Redentore, si va attuando nella vicenda di ogni uomo e nella storia dell’umanità attraverso i secoli, come realtà perennemente in cammino, anche il mistero pasquale, che ne è il centro, è sempre presente e operante nella Chiesa e in tutti gli uomini. «La pasqua del Signore», osserva il padre della Chiesa ora citato, «non è tanto un avvenimento passato che dobbiamo ricordare, quanto una realtà attuale che dobbiamo onorare» (Serm. LXIV, 1), s’intende col parteciparvi per attingerne i frutti di grazia e di salvezza.

Sia dunque ben chiaro: se vogliamo essere veramente cristiani, vivere in modo consapevole e responsabile la nostra vocazione e rendere testimonianza autentica della fede che professiamo, è assolutamente necessario che ci sforziamo di penetrare il significato del mistero pasquale per renderlo operante nella nostra vita individuale e sociale.

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Santi e Beati. Memoria di oggi: Santa Caterina da Siena Vergine e dottore della Chiesa, patrona d’Italia

29 aprile 2014

SANTA CATERINA DA SIENA VERGINE

E DOTTORE DELLA CHIESA, PATRONA D’ITALIA

29 aprile – Festa

 

Siena, 25 marzo 1347 – Roma, 29 aprile 1380

«Niuno Stato si può conservare nella legge civile in stato di grazia senza la santa giustizia»: queste alcune delle parole che hanno reso questa santa, patrona d’Italia, celebre.

La Santa ricevette le Stimmate della Passione di N.S. Gesù Cristo il 1 Aprile 1375.

Nata nel 1347 Caterina non va a scuola, non ha maestri. I suoi avviano discorsi di maritaggio quando lei è sui 12 anni. E lei dice di no, sempre. E la spunta. Del resto chiede solo una stanzetta che sarà la sua “cella” di terziaria domenicana (o Mantellata, per l’abito bianco e il mantello nero). La stanzetta si fa cenacolo di artisti e di dotti, di religiosi, di professionisti, tutti più istruiti di lei. Li chiameranno “Caterinati”. Lei impara a leggere e a scrivere, ma la maggior parte dei suoi messaggi è dettata. Con essi lei parla a papi e re, a donne di casa e a regine, e pure ai detenuti. Va ad Avignone, ambasciatrice dei fiorentini per una non riuscita missione di pace presso papa Gregorio XI. Ma dà al Pontefice la spinta per il ritorno a Roma, nel 1377. Deve poi recarsi a Roma, chiamata da papa Urbano VI dopo la ribellione di una parte dei cardinali che dà inizio allo scisma di Occidente. Ma qui si ammala e muore, a soli 33 anni. Sarà canonizzata nel 1461 dal papa senese Pio II. Nel 1939 Pio XII la dichiarerà patrona d’Italia con Francesco d’Assisi.

Patronato: Italia, Europa (Giovanni Paolo II, 1/10/99)

Etimologia: Caterina = donna pura, dal greco

Emblema: Anello, Giglio

Martirologio Romano: Festa di Santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa, che, preso l’abito delle Suore della Penitenza di San Domenico, si sforzò di conoscere Dio in se stessa e se stessa in Dio e di rendersi conforme a Cristo crocifisso; lottò con forza e senza sosta per la pace, per il ritorno del Romano Pontefice nell’Urbe e per il ripristino dell’unità della Chiesa, lasciando pure celebri scritti della sua straordinaria dottrina spirituale.

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Preghiera del mattino: Novena alla Madonna di Pompei

29 aprile 2014

 

 1° GIORNO

 Prima di cominciare la Novena, pregare Santa Caterina da Siena che si  degni di recitarla insieme con noi.

O Santa Caterina da Siena, mia Protettrice e Maestra, tu che assisti dal cielo i tuoi devoti allorché recitano il Rosario di Maria, assistimi in questo momento e degnati di recitare insieme con me la Novena alla Regina del Rosario che ha posto il trono delle sue grazie nella Valle di Pompei, affinché per tua intercessione io ottenga la desiderata grazia. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

I.
O Vergine Immacolata e Regina del Santo Rosario, Tu, in questi tempi di morta fede e di empietà trionfante hai voluto piantare il tuo seggio di Regina e di Madre sull’antica terra di Pompei soggiorno di morti pagani. Da quel luogo dove erano adorati gli idoli e i demoni, Tu oggi, come Madre della divina grazia, spargi dappertutto i tesori delle celesti misericordie. Deh! Da quel trono ove regni pietosa, rivolgi, o Maria, anche sopra di me gli occhi tuoi benigni, ed abbi pietà di me che ho tanto bisogno del tuo soccorso. Mostrati anche a me, come a tanti altri ti sei dimostrata, vera Madre di misericordia : mentre io con tutto il cuore Ti saluto e Ti invoco mia Regina del Santo Rosario.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

II.
Prostrata ai piedi del tuo trono, o grande e gloriosa Signora, l’anima mia Ti venera tra gemiti ed affanni ond’è oppressa oltre misura. In queste angustie ed agitazioni in cui mi trovo, io alzo confidente gli occhi a Te, che Ti sei degnata di eleggere per tua dimora le campagne di poveri e abbandonati contadini. E là, di fronte alla città ed all’anfiteatro ove regna silenzio e rovina, Tu come Regina delle Vittorie, levasti la tua voce potente per chiamare d’ogni parte d’Italia e del mondo cattolico i devoti tuoi figli ad erigerti un Tempio. Deh! Ti muovi alfine a pietà di quest’anima mia che giace avvilita nel fango. Pietà di me, o Signora, pietà di me che sono oltremodo ripieno di miseria e di umiliazioni. Tu che sei lo sterminio dei demoni difendimi da questi nemici che mi assediano. Tu che sei l’Aiuto dei cristiani , traimi da queste tribolazioni in cui verso miserevolmente.Tu che sei la Vita nostra, trionfa della morte che minaccia l’anima mia in questi pericoli in cui trovasi esposta; ridonami la pace, la tranquillità, l’amore, la salute. Amen.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

III.
Ah! Il sentire che tanti sono stati da Te beneficati solo perché ricorsi a Te con fede, m’infonde novella lena e coraggio d’invocarti in mio soccorso. Tu già promettesti a S. Domenico che chi vuole le grazie con il tuo Rosario le ottiene; ed io col tuo Rosario in mano oso ricordarti , o Madre, le tue sante promesse. Anzi Tu stessa ai dì nostri operi continui prodigi per chiamare i tuoi figli a onorarti nel Tempio di Pompei. Tu dunque vuoi tergere le nostre lacrime, vuoi lenire i nostri affanni! Ed io col cuore sulle labbra, con viva fede Ti chiamo e T’invoco: Madre mia!…Madre cara!…Madre bella!…Madre dolcissima, aiutami! Madre e Regina del Santo Rosario di Pompei, non più tardare a stendermi la mano tua potente per salvarmi: chè il ritardo, come vedi, mi porterebbe alla rovina.

Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

 

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Ancora su Cristo e la logica

29 aprile 2014

Forse talora oggi vi è ancora una certa non poco marcata divisione di campi tra la conoscenza matematica, quella umana e quella più chiaramente religiosa.Questa variamente netta divisione di campi può indurre a considerare irrilevante la conoscenza morale e quella spirituale.In realtà tutta la logica trova i suoi fondamenti nel mistero della Trinità in Cristo.Possiamo ad es. osservare che il livello superiore di significato virtualmente spiega, orienta, quello inferiore.Si arriva però ad un punto nel quale si finisce talora per perdersi: il mondo è sempre, in vario modo, esistito o è stato creato? In entrambi i casi il filo della logica sembra perdersi (e ciò maggiormente nel primo, perchè il mondo, pur nel suo insieme, non sembra potersi configurare come una causa di livello superiore definitiva mentre Dio può apparire di più come tale).Ma un aspetto di tale situazione sembra anche quello di un’assenza di riferimenti decisivamente fondanti nella logica: forse l’uno, forse l’altro, anche se, sia pur in diversa misura, il filo della logica causale sembra interrompersi (infatti ci si potrebbe anche chiedere: e Dio chi l’ha creato?).Rimane forse la sensazione che la logica sia una questione anche nel profondo opinabile e comunque questione che può interessare concretamente solo questioni “terrene”.In realtà se si prova ad intuire un fondamento della logica causale che possa apparire coerente si può forse giungere ad immaginare una causa originante che contenga in sé la sua causa esplicativa.Ma due cause esplicative l’una di fronte o seguente all’altra non farebbero che prolungare la sequela delle cause e la ricerca di ciò che sta a monte.Possiamo osservare che nella Trinità in Cristo: le persone divine del Padre e del Figlio sono coeterne nello Spirito; il Padre ne è l’origine, altrimenti si tratterebbe di tre persone separate ma il Padre stesso non può esistere senza il Figlio e lo Spirito perchè non può esistere, respirare, fuori dell’amore.Il Padre ed il Figlio esistono, si amano, comunicano, nello Spirito: il mistero della realtà trinitaria sembra spiegare alcune possibili cause di questo frequente oscillare, nella storia, tra induzione e deduzione, teoria e pratica, etc.: non si considera la Trinità come fondamento, le vie comunicative, spirituali, umane, “materiali”: si può tendere a rimanere ad un mondo sempre esistito senza spiegazioni o ad un Dio solitario, un po’ estraneo dal mondo stesso.Sembra che solo l’amore trinitario in Cristo sia un fondamento coerente anche della logica, come di tutta la conoscenza.Sembra dunque che solo penetrando nel mistero della Trinità in Cristo si può scoprire sempre più la logica.La logica non è questione che di fatto interessa solo le realtà materiali, anzi solo così non la si può conoscere a fondo, si può finire anche per svilirla, ridurla, sottovalutarla.Non si può fare a meno di Dio nemmeno a proposito di scienza e non solo per motivi morali ma per questioni costitutive.