Vangelo (Mt 9,18-26) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 6 Luglio 2015) con commento comunitario

luglio 5, 2015 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,18-26)

In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.

Questo è il Vangelo del 6 Luglio, quello del 5 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto

Sant’Antonio Maria Zaccaria. Messaggio di San Giovanni Paolo II

luglio 5, 2015 by

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
IN OCCASIONE DEL V CENTENARIO DELLA NASCITA
DI SANT’ANTONIO MARIA ZACCARIA

 

Al Reverendissimo Padre
GIOVANNI MARIA VILLA
Superiore Generale dei Chierici Regolari di San Paolo

1. In occasione del V centenario della nascita di Sant’Antonio Maria Zaccaria, desidero unirmi spiritualmente alla gioia di codesta Congregazione, oltre che delle Suore Angeliche di San Paolo e del Movimento dei Laici di San Paolo, ed elevare al Signore fervidi ringraziamenti per aver donato in lui alla Chiesa un instancabile imitatore dell’Apostolo delle genti ed un luminoso modello di carità pastorale. Formulo l’auspicio più sentito che le solenni ricorrenze giubilari costituiscano un’occasione preziosa per porre in evidenza il dono della santità risplendente nella Chiesa di ogni tempo, e che nel secolo XVI trovò in Sant’Antonio Maria Zaccaria un singolare testimone. Auguro, inoltre, a Lei, ai suoi collaboratori ed all’intera Famiglia spirituale di Sant’Antonio Maria Zaccaria di seguirne fedelmente le orme. Egli alla “scienza dell’amore di Gesù Cristo” conquistò innumerevoli anime, suscitando una varietà di carismi di vita consacrata. Additava costantemente la meta della santità non soltanto ai suoi religiosi incamminati sulla via della “riforma” o “rinnovazione” spirituale, ma a tutti i fedeli, ai quali ricordava di essere chiamati a diventare “non piccoli… ma grandi santi” (Lett. XI).

Le celebrazioni del V° centenario della nascita del Fondatore rappresentano una preziosa opportunità per approfondire l’attualità del suo messaggio. Sono certo che la riflessione sul suo amore ardente per Gesù, “esaltato sulla croce e nascosto sotto i veli eucaristici”, e sul suo instancabile zelo per le anime costituirà per i suoi figli spirituali un invito a dedicarsi con rinnovato ardore all’educazione umana e cristiana delle giovani generazioni, che rappresentano il futuro della Chiesa e della società.

2. Nel perseguire quest’obiettivo, Sant’Antonio Maria Zaccaria si ispirò all’Apostolo delle genti e, per tale motivo, amava definirsi “Prete di Paolo Apostolo”. Il medesimo modello indicò alle Famiglie religiose ed al Movimento laicale da lui fondati. Soleva raccomandare ai suoi seguaci: “Statevene adunque sicuri e certi, che edificherete, sopra il fondamento di Paolo, non fieno né legno, ma oro e margarite, e saranno aperti, sopra di voi e dei vostri, i cieli e i loro tesori” (Lett. VI).

Alla scuola di San Paolo, egli apprese la legge fondamentale della vita spirituale intesa come un “crescere di momento in momento” (Lett. X), fino a raggiungere la statura dell’uomo perfetto in Cristo, spogliandosi incessantemente dell’uomo vecchio, per rivestirsi dell’uomo nuovo nella giustizia e santità (cfr Ef 4, 22-24).

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Uno spirito contrito è sacrificio a Dio. Dai «Discorsi» di sant’Agostino, vescovo

luglio 5, 2015 by

Sant' Agostino(Disc. 19, 2-3; CCL 41, 252-254)

Davide ha confessato: «Riconosco la mia colpa» (Sal 50, 5). Se io riconosco, tu dunque perdona. Non presumiamo affatto di essere perfetti e che la nostra vita sia senza peccato. Sia data alla condotta quella lode che non dimentichi la necessità del perdono. Gli uomini privi di speranza, quanto meno badano ai propri peccati, tanto più si occupano di quelli altrui. Infatti cercano non che cosa correggere, ma che cosa biasimare. E siccome non possono scusare se stessi, sono pronti ad accusare gli altri. Non è questa la maniera di pregare e di implorare perdono da Dio, insegnataci dal salmista, quando ha esclamato: «Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre dinanzi» (Sal 50, 5). Egli non stava a badare ai peccati altrui. Citava se stesso, non dimostrava tenerezza con se stesso, ma scavava e penetrava sempre più profondamente in se stesso. Non indulgeva verso se stesso, e quindi pregava sì che gli si perdonasse, ma senza presunzione.

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Preghiera della sera. Vita di San Paolo apostolo, di San Giovanni Bosco

luglio 4, 2015 by

Conversione San Paolo di Caravaggio

Paolo è di nuovo messo in prigione – Scrive la seconda lettera a Timoteo – Suo martirio – Anno di Cristo 69-70 

Con s. Paolo era eziandio venuto a Roma s. Pietro, che da 25 anni ivi teneva la sede della cristianità. Esso era eziandio andato altrove a predicare la fede, e come fu informato della persecuzione suscitata contro ai Cristiani ritornò tosto a Roma. Lavorarono di comune accordo i due principi degli Apostoli finchè Nerone indispettito per le conversioni che eransi fatte nella sua corte, e più ancora per la morte ignominiosa toccata al mago Simone (come raccontammo nella vita di s. Pietro) ordinò che fossero col massimo rigore ricercati s. Pietro e s. Paolo e condotti nella carcere Mamertina appiè del colle Capitolino. Nerone aveva in animo di far tosto condurre i due Apostoli al supplizio, ma ne fu distolto da affari politici e da una congiura tramata contro di lui. Di più egli aveva deliberato di rendere glorioso il suo nome tagliando l’istmo di Corinto che è una lingua di terra larga circa 9 miglia Questa impresa non si potè effettuare, ma lasciò un anno di tempo a Paolo per guadagnare ancora anime a Gesù Cristo.

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I Sogni di San Giovanni Bosco: «Siamo dieci! … Siamo dieci!…»

luglio 4, 2015 by

I mali che Don Bosco denuncia: cattivi discorsi, compagni che fanno la parte del diavolo, confessioni mal fatte, mancanza di proposito…. saranno proprio solo di quei giovani visitati misteriosa mente da Don Bosco? Oggi, oltre i mezzi di corruzione usati nell’800, il demonio ha a disposizione un nuovo mezzo, forse il più deleterio: la pornografia nelle sue varie forme. Occorre aiutare i giovani a difendersi.

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Miracoli e Apparizioni Mariane: Nostra Signora di Knock (Irlanda, 1879)

luglio 4, 2015 by

Il Santuario di Knock è un luogo di culto cattolico ed è la più visitata meta di pellegrinaggio in Irlanda. Fu eretto in seguito ad un’apparizione del 1879. Maria vi è venerata con il titolo di Nostra Signora di Knock.

Il 21 agosto 1879, Mary McLoughlin, 45enne custode della chiesa retta dall’arcidiacono Bartolomeo Kavanagh, andò nel vicino cottage di Mary Byrne alle sette pomeridiane circa. Durante il tragitto, sul lato sud della chiesa, riferì di aver visto, scambiandole per statue, le figure della Vergine Maria, di san Giuseppe e di san Giovanni Evangelista, vestito come un vescovo, e inoltre un altare con una croce e un agnello, tradizionale immagine di Gesù, con angeli in adorazione. La McLoughlin pensò che l’arcidiacono si fosse procurato quelle immagini a Dublino.Dopo mezz’ora Mary tornò alla chiesa con Mary Byrne, di 29 anni, per chiudere a chiave il portone, e lì avrebbero rivisto le figure, e si sarebbero rese conto che si trattava invece di un’apparizione. Mary chiamò allora suo fratello Dominick, sua madre e sua sorella, entrambe di nome Margaret, ed avvisò anche la gente dei dintorni. Accorsero il cugino, Dominick senior, suo figlio Patrick, il domestico John Durkan e il piccolo curry John di sei anni. Nel frattempo Mary Byrne era corsa a casa dell’amica Judith Campbell e della settantacinquenne Bridget Trench, che rilasciò in seguito un racconto vivace della presunta apparizione.La sera del 21 agosto, quindici persone di età compresa tra i cinque e i settantacinque anni e di entrambi i sessi, riportarono di aver visto ciò che secondo loro sarebbe stata un’apparizione della Vergine Maria, san Giuseppe e san Giovanni Evangelista sulla parete meridionale della piccola chiesa parrocchiale, dedicata a San Giovanni Battista. Dietro di loro e leggermente a sinistra di san Giovanni sarebbe apparso un altare semplice e sopra l’altare una croce e un agnello (un’immagine tradizionale di Gesù, l’Agnello di Dio), con angeli adoranti.La Vergine Maria fu descritta come bellissima, in piedi a circa un metro da terra. Portava un manto bianco, con pieghe a tutt’altezza e allacciato al collo. La corona apparve brillante di una luce dorata, di un tono più profondo rispetto al manto bianco, la parte superiore della corona sembrava una serie di scintille o di croci brillanti. La figura fu descritta come se fosse in “orazione profonda”, con gli occhi levati al cielo, le mani alzate all’altezza delle spalle o poco più, le palme leggermente inclinate verso le spalle. Bridget Trench, una degli astanti, corse a baciare, come pensava, i piedi della Beata Vergine, però non sentì nulla nell’abbraccio, solo la parete, e si domandava perché non potesse sentire con le mani le figure che aveva visto così chiare e nitide.
Scultura dell’altare di Knock, basata sui racconti dell’apparizione.San Giuseppe, anch’egli vestito con una tunica bianca, fu visto alla destra della Vergine, con la testa inclinata in avanti verso la Vergine in atteggiamento di rispetto.San Giovanni Evangelista appariva alla sinistra della Vergine, vestito con una tunica lunga e con una mitra in capo, distante dalle altre figure. Dava l’impressione di stare predicando e sosteneva un gran libro con la mano sinistra.Alla sinistra di san Giovanni appariva un altare con un agnello e una croce sull’altare dietro all’agnello.I veggenti rimasero in piedi sotto la pioggia per due ore pregando il rosario. Quando l’apparizione iniziò c’era ancora luce, però, nonostante si fosse fatto molto scuro, i testimoni dicevano che potevano ancora vedere le figure con molta chiarezza – in un colore bianco brillante. L’apparizione non tremò né si mosse in nessun modo. Secondo i testimoni il suolo attorno alle figure si mantenne completamente asciutto durante l’apparizione, nonostante il vento soffiasse da sud. Successivamente però il terreno si bagnò e il frontone si fece scuro.

 

http://www.knock-shrine.ie

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Vangelo (Mc 6,1-6) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 5 Luglio 2015) con commento comunitario

luglio 4, 2015 by

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,1-6)

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Questo è il Vangelo del 5 Luglio, quello del 4 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto

Papa: cristiani uniti nel sangue, non dividiamoci nella vita

luglio 4, 2015 by

2015-07-03 Radio Vaticana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un’invocazione per “l’unità di tutti i cristiani”. L’ha levata Papa Francesco in Piazza San Pietro, intervenendo all’iniziativa “Vie di unità e di pace – Voci in preghiera per i martiri di oggi e per un ecumenismo spirituale”, che nel pomeriggio ha dato il via alla 38.ma convocazione di Rinnovamento nello Spirito. L’evento di preghiera, spiritualità ed evangelizzazione, alla presenza di rappresentanti delle comunità cristiane di tutto il mondo, proseguirà domani allo Stadio Olimpico di Roma e sarà seguito, nel 2017, da un altro appuntamento in Piazza San Pietro “per festeggiare – ha annunciato il Papa – questa corrente di grazia”. Il servizio di Giada Aquilino:

 

 

Una preghiera ecumenica che è sgorgata dal cuore, non letta né recitata. In un pomeriggio prima caldo e assolato, poi bagnato dalla pioggia, davanti a vescovi, pastori, testimoni e gente comune provenienti da Oriente e Occidente, tutti uniti per mano, Papa Francesco ha chiesto al Signore di inviarci lo Spirito Santo, affinché “ci insegni tutto quello che Gesù ci ha insegnato” e ci dia memoria “di quello che Gesù ha detto”, perché “è quello che dà i carismi, che fa le differenze nella Chiesa” e che “fa l’unità”.

“Gesù, Signore, tu hai chiesto per tutti noi la grazia dell’unità in questa Chiesa che è Tua, non è nostra. La storia ci ha divisi. Gesù, aiutaci ad andare sulla strada dell’unità o di questa diversità riconciliata. Signore, Tu sempre fai quello che hai promesso, dacci l’unità di tutti i cristiani”.

“L’unico insostituibile nella Chiesa – ha spiegato – è lo Spirito Santo e l’unico Signore è Gesù”. Le divisioni tra i cristiani, quindi, sono “una contro-testimonianza”:

“L’unità dei cristiani è opera dello Spirito Santo e dobbiamo pregare insieme. L’ecumenismo spirituale, l’ecumenismo della preghiera. ‘Padre, io posso pregare con un evangelico, con un ortodosso, con un luterano?’ Devi, devi: avete ricevuto lo stesso Battesimo”.

D’altra parte – ha proseguito – la realtà di oggi e i nostri martiri ci uniscono in un “ecumenismo del sangue”, ricordando che pochi mesi fa, 23 egiziani copti sono stati sgozzati su una spiaggia  della Libia:

“Se il nemico ci unisce nella morte, ma chi siamo noi per dividerci nella vita? Lasciamo entrare lo Spirito, preghiamo per andare avanti tutti insieme”.

Al Rinnovamento ha chiesto di proseguire l’impegno per i poveri ed i bisognosi, nell’unità e nella diversità, secondo “il modello del poliedro che riflette la convergenza di tutte le parti”. Rifacendosi alle parole del cardinale Leon-Joseph Suenens, tra i primi promotori del movimento che fu per questo ringraziato anche da Paolo VI nel 1975, l’invito del Pontefice è stato ad agire: “il fiume – ha detto – deve perdersi nell’oceano, se diventa fermo si corrompe”. Per questo, ha proseguito, se “questa corrente di grazia non finisce nell’oceano di Dio, lavora per sé stessa” e ciò è opera del maligno, “del padre della menzogna”. Come pure la vanità che tenta chi ha il potere:

“Quanti leader diventano pavoni? Il potere ti porta alla vanità! E anche ti senti capace di fare qualsiasi cosa, puoi scivolare negli affari, perché il diavolo sempre entra per i portafogli! Questa è  la porta d’entrata”.

Anche nella Chiesa, ha sottolineato Francesco, è conveniente che tutti i servizi “abbiano una scadenza” nel tempo. Francesco ha quindi esortato i presenti in Piazza ad investire nelle “relazioni artigianali”, di tutti i giorni, invece che in quei “grandi raduni che spesso finiscono lì. Alla fine dell’udienza ha benedetto le Bibbie dei fedeli, esortando ad avere sempre in tasca il Vangelo.

I canti alle voci di Andrea Bocelli, Noa, Don Moen e altri artisti internazionali si sono intrecciati alle testimonianze da tutto il mondo, per un ‘concerto in preghiera’ – come l’hanno definito gli organizzatori – centrato sul dramma delle persecuzioni religiose in Medio Oriente, in Asia e in altre parti del mondo. Salvatore Martinez, presidente nazionale di Rinnovamento nello Spirito, ha sottolineato come Piazza San Pietro sia “una delle poche piazze al mondo in cui sia ancora possibile confessare pubblicamente la propria fede senza essere fermati o anche essere oggetto di sanzioni o di violenze”.

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha ribadito come si creda davvero “alla necessità e alla bellezza della fraternità tra i cristiani”. Il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e il vescovo siro ortodosso Policarpo Eugenio Aydin hanno pregato assieme per la pace, ricordando che “ogni elemento di divisione può essere vinto e superato”. A loro si sono uniti il pastore pentecostale Giovanni Traettino, presidente della Chiesa evangelica della riconciliazione in Italia e amico di Papa Francesco, e i rappresentanti copto ortodosso, anglicano, evangelico, siro cattolico. Quindi il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali, ha esortato all’unità e a scambiarsi un segno di pace, perché se è vero che “l’uomo può trasformare il mondo in un giardino di pace” è anche vero che quello stesso uomo è capace di trasformarlo in “un cumulo di macerie”.

Vittorio Aliquò, palermitano, magistrato, già membro del ‘pool antimafia’: fu lui a dirigere l’arresto del boss Totò Riina. Si è definito “un sopravvissuto”, per essere venuto a contatto con “ogni tipo di criminalità”. Ha ricordato commosso i colleghi magistrati, gli uomini delle scorte e delle forze dell’ordine, i giornalisti, gli imprenditori uccisi, come il beato don Pino Puglisi:

“Ho visto tanto, tanto sangue innocente scorrere sotto i miei occhi. Guardando ai martiri di oggi e di ieri, e pensando alle nuove generazioni, vorrei dire che la memoria di questo sangue versato nelle strade delle nostre città non deve essere cancellata”.

Il diciassettenne marchigiano Ugo Esposto, dopo un’infanzia travagliata in famiglia che gli ha portato sfiducia e solitudine, ha conosciuto la “grande famiglia” del Rinnovamento nello Spirito:

“Con la preghiera per una nuova effusione dello Spirito la mia esistenza si è completamente trasformata! Ora ho qualcosa anche io da dire e da dare al mondo. La Parola ha acceso un fuoco che non posso più trattenere. La Parola di Dio mi ha rivelato che sono amato e non abbandonato, che sono prezioso, che la mia esistenza ha un senso e un fine. Se Gesù ha ridato speranza alla mia vita, allora può donarla a tutti i ragazzi come me”.

 

Decine di migliaia, dunque, i fedeli accorsi all’incontro promosso da Rinnovamento nello Spirito per ascoltare le parole di Papa Francesco e per pregare insieme per i martiri della fede, di ieri e di oggi. Ascoltiamo le loro emozioni, raccolte da Marina Tomarro:

 

 

(Da Radio Vaticana)

 

 

Liturgia del giorno: Audio Salmo 135(134)

luglio 4, 2015 by

Lodate il Signore, perché il Signore è buono.

[1] Alleluia.
Lodate il nome del Signore,
lodatelo, servi del Signore,

[2] voi che state nella casa del Signore,
negli atri della casa del nostro Dio.

[3] Lodate il Signore: il Signore è buono;
cantate inni al suo nome, perché è amabile.

[4] Il Signore si è scelto Giacobbe,
Israele come suo possesso.

[5] Io so che grande è il Signore,
il nostro Dio sopra tutti gli dei.

[6] Tutto ciò che vuole il Signore,
egli lo compie in cielo e sulla terra,
nei mari e in tutti gli abissi.

[7] Fa salire le nubi dall’estremità della terra,
produce le folgori per la pioggia,
dalle sue riserve libera i venti.

[8] Egli percosse i primogeniti d’Egitto,
dagli uomini fino al bestiame.

[9] Mandò segni e prodigi
in mezzo a te, Egitto,
contro il faraone e tutti i suoi ministri.

Premere qui per ascoltare il salmo.

 

 

Tutto ciò che vuole il Signore, egli lo compie in cielo e sulla terra, nei mari e in tutti gli abissi.

 

 

 Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano». 

Mt 9,14-17

 

 

 

 Aiutami ad essere amico

(Don Angelo Saporiti, Commento sull’amicizia)

 

Signore,
aiutami ad essere per tutti un amico.
Un amico che sa attendere senza stancarsi,
che sa accogliere con bontà,
che sa donare con amore,
che sa ascoltare senza giudicare,
che sa ringraziare senza pretendere.
Un amico speciale,
che si fa trovare
quando se ne ha bisogno.
Aiutami ad essere un amico
a cui ci si può rivolgere
sempre, di giorno e di notte,
quando lo si desidera.
Un amico capace di offrire riposo al cuore,
capace di irradiare pace e gioia.
Aiutami ad essere un amico disponibile
soprattutto verso i più deboli, i discrimati
e quelli che nessuno difende.
Un amico silenzioso,
che senza compiere opere straordinarie,
aiuti ognuno a sentirti compagno di viaggio,
Signore della tenerezza.

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“L’efficacia delle preghiere della Chiesa”: Udienza Generale di San Giovanni Paolo II. Sant’ Elisabetta di Portogallo

luglio 4, 2015 by

Cuore Immacolato di Maria

GIOVANNI PAOLO II

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 7 ottobre 1981

 

Come Pietro, ho sperimentato l’efficacia delle preghiere della Chiesa

1 Oggi mi è dato, dopo una lunga interruzione, di riprendere nuovamente le udienze generali, che sono divenute una delle fondamentali forme di servizio pastorale del Vescovo di Roma.

L’ultima volta, i pellegrini venuti a Roma si sono riuniti per una tale udienza nel giorno 13 maggio. Tuttavia essa non si è potuta svolgere. Tutti sanno per quale motivo…

Oggi, iniziando dopo un intervallo di ormai cinque mesi questo incontro, così caro a me e a voi, non posso non fare riferimento al giorno 13 maggio.

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