Araldo del Divino Amore , Libro Terzo , Le Rivelazioni di Santa Geltrude ,Capitolo L

28 agosto 2016 by

MERITO DELLA PAZIENZA

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Una persona conosciuta da Geltrude, si era gravemente ferita e soffriva assai. La santa, commossa, pregò Dio di guarirle quel membro che era stato colpito durante un lavoro legittimo, sul campo del dovere. Le rispose Gesù: «Io le renderò l’uso della parte malata ed ella otterrà un premio grande per il dolore sofferto. Di più tutti gli altri membri che si sforzarono di sollevare la parte ammalata, otterranno pure un premio eterno. Se si tuffa una stoffa in un bagno colorato, tutta prende la medesima tinta; così, te lo ripeto, quando un membro soffre, anche gli altri, che si sforzano di sollevarlo, saranno con esso ricompensati».

E Geltrude: « Ma Signore, come mai le membra che si aiutano reciprocamente potranno ottenere un premio così grande, poichè non agiscono con un fine soprannaturale, ma soltanto per recare un po’ di refrigerio al dolore? ». Il Signore le diede questa consolante risposta: « Sappi, o figlia, che la parte di sofferenza che l’uomo, dopo di aver cercato tutti gli alleviamenti, sopporta per mio amore, gli procura una gloria incomparabile, perchè venne santificata dalla parola che ho detto al Padre mio, nel momento supremo dell’agonia: “Pater, si fieri potest, transeat a me calix iste Padre, se è possibile, passi da me questo calice”. (Matt. XXVI, 39). Ripetendo questa parola l’uomo acquista molti meriti, e un’ineffabile ricompensa».

 La Santa insistette: « Non preferisci Tu, o mio Dio, che invece di rassegnarsi amorosamente alla parte di dolore che non si può alleggerire, si soffra coscientemente tutto il male, senza accettare ristoro di sorta?». Rispose il Salvatore: « Questo è un segreto della mia divina giustizia. Per esprimermi secondo il vostro modo umano di comprendere la verità, ti dirò che questi due diversi sentimenti sono come due ben distinti colori, ma belli così che sarebbe difficile stabilire quale sia il migliore». Signore, aggiunse Geltrude infino a tanto che riferirò alla persona ammalata quanto a suo riguardo mi hai detto, abbi la bontà di darle un vivo sentimento di gioia».

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Quella Croce fatta con gli elmi dei vigili del fuoco

28 agosto 2016 by

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Angelus, 28.08.2016

28 agosto 2016 by
Pubblicato il 28 ago 2016

Le opere di misericordia sono palestre di carità

All’Angelus, Papa Francesco ha invitato i cristiani a procedere “ogni giorno sulla via dell’umiltà”, coltivando la capacità di “gesti gratuiti di accoglienza e di solidarietà verso gli emarginati”.

 

 

 

 

 

Appello Angelus, 28.08.2016

28 agosto 2016 by
Pubblicato il 28 ago 2016

Il Papa vuole recarsi nelle zone colpite dal terremoto

Dopo la recita mariana dell’Angelus, il Pontefice ha nuovamente rivolto il proprio pensiero a quanti sono stati drammaticamente colpiti dal terremoto in Centro Italia. A tutti ha espresso vicinanza, rimarcando la volontà di essere presto tra loro.

Liturgia del giorno: Audio salmo 68(67)

28 agosto 2016 by

Domenica, 28_ Agosto_ 2016


Hai preparato, o Dio, una casa per il povero.

 

[1] Al maestro del coro. Di Davide. Salmo. Canto.

[2] Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.

[3] Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
come si scioglie la cera di fronte al fuoco,
periscono i malvagi davanti a Dio.

[4] I giusti invece si rallegrano,
esultano davanti a Dio
e cantano di gioia.

[5] Cantate a Dio, inneggiate al suo nome,
appianate la strada a colui che cavalca le nubi:
Signore è il suo nome,
esultate davanti a lui.

[6] Padre degli orfani e difensore delle vedove
è Dio nella sua santa dimora.

[7] A chi è solo, Dio fa abitare una casa,
fa uscire con gioia i prigionieri.
Solo i ribelli dimorano in arida terra.

[8] O Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo,
quando camminavi per il deserto,

[9] tremò la terra, i cieli stillarono
davanti a Dio, quello del Sinai,
davanti a Dio, il Dio d’Israele.

[10] Pioggia abbondante hai riversato, o Dio,
la tua esausta eredità tu hai consolidato

[11] e in essa ha abitato il tuo popolo,
in quella che, nella tua bontà,
hai reso sicura per il povero, o Dio.

[12] Il Signore annuncia una notizia,
grande schiera sono le messaggere di vittoria:

[13] “Fuggono, fuggono i re degli eserciti!
Nel campo, presso la casa, ci si divide la preda.

[14] Non restate a dormire nei recinti!
Splendono d’argento le ali della colomba,
di riflessi d’oro le sue piume”.

[15] Quando l’Onnipotente là disperdeva i re,
allora nevicava sul Salmon.

[16] Montagna eccelsa è il monte di Basan,
montagna dalle alte cime è il monte di Basan.

[17] Perché invidiate, montagne dalle alte cime,
la montagna che Dio ha desiderato per sua dimora?
Il Signore l’abiterà per sempre.

[18] I carri di Dio sono miriadi, migliaia gli arcieri:
il Signore è tra loro, sul Sinai, in santità.

[19] Sei salito in alto e hai fatto prigionieri –
dagli uomini hai ricevuto tributi
e anche dai ribelli -,
perché là tu dimori, Signore Dio!

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

Ritaglio del Vangelo Odierno:

«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

(Lc 14,1.7-14)


 

Tardi ti ho amato

S. Agostino, Confessioni 10.27.38

Tardi ti ho amato,
bellezza così antica e così nuova,
tardi ti ho amato.
Tu eri dentro di me, e io fuori.
E là ti cercavo.
Deforme, mi gettavo
sulle belle forme delle tue creature.
Tu eri con me, ma io non ero con te.
Mi tenevano lontano da te
quelle creature che non esisterebbero
se non esistessero in te.
Mi hai chiamato,
e il tuo grido ha squarciato la mia sordità.
Hai mandato un baleno,
e il tuo splendore
ha dissipato la mia cecità.
Hai effuso il tuo profumo;
l’ho aspirato e ora anelo a te.
Ti ho gustato,
e ora ho fame e sete di te.
Mi hai toccato,
e ora ardo dal desiderio della tua pace

Tweet del Papa

28 agosto 2016 by

Una preghiera facile da dire tutti i giorni: “Signore, io sono un peccatore: vieni con la tua misericordia”.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 12:30 – 28 ago 2016

SULL’IMPORTANZA DEL VIVERE NELLA DIVINA VOLONTÀ LE 24 ORE DELLA PASSIONE DI N.S.G.C. Brani tratti dagli scritti della serva di Dio Luisa Piccaretta,Ottava Parte

28 agosto 2016 by

I carnefici poterono lacerare il Mio Corpo, ma non poterono toccare né la Mia Volontà, né il Mio Amore”. “A mia somiglianza ho dotato l’anima libera nella volontà e nell’amore, affinché liberamente potesse correre verso di Me…. e glorificare il Padre …. E correre nei cuori di tutti per colpirli d’amore”.

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Continuando il mio solito stato, io pensavo alle pene del mio amabile Gesù ed offrivo il mio martirio interno, unito alle pene di Gesù e Gesù mi ha detto:

“Figlia mia, i carnefici poterono lacerare il Mio Corpo, insultarMi, calpestarMi, ecc….J ma non poterono toccare né la Mia Volontà, né il Mio Amore. Questi li volli liberi,affinché, come due correnti potessero correre senza che nessuno potesse impedirle, riversandoMi a bene di tutti, anche degli stessi nemici; essi Mi colpivano coi flagelli, ed Io colpivo i loro cuori col Mio Amore e con la Mia Volontà li incatenavo. Essi Mi pungevano la testa con spine, ed il Mio Amore accendeva la luce nelle loro menti per farmi conoscere; essi Mi aprivano le piaghe, ed il Mio Amore sanava le piaghe delle anime loro; essi Mi davano la morte ed il Mio Amore restituiva loro la Vita, tanto che mentre spirai sulla Croce, la vampa del Mio Amore toccando il loro cuore, li costrinse a prostrarsi davanti a Me ed a confessarMi per vero Dio.

 Mai finii così glorioso e trionfale come lo fui nelle pene nel corso della Mia Vita mortale, quaggiù.

 Ora, figlia mia, amia somiglianza, ho dotato l’anima libera nella volontà e nell’amore, sicché gli altri possono impadronirsi dell’operato esterno delle creature, ma dell’interno della volontà, dell’amore, nessuno, nessuno! Ed Io stesso la volli libera in questo, affinché liberamente , non forzata, potesse correre questa volontà e questo amore verso di Me, ed immergendosi in Me potesse offrirMi gli atti più nobili e pure, possiamo riversarci a vicenda, e correre, correre verso il Cielo, per amore, e glorificare il Padre e dimorare insieme con la Trinità Sacrosanta; correre verso la terra per fare bene a tutti; correre nei cuori di tutti per colpirli d’amore e con la volontà incatenarli e farne conquiste, sicché più grande non potevo dare alla creatura.

 Ma dove la creatura può fare sfoggio di questa libera volontà e di questo amore? Nel patire, perché proprio nel patire l’amore cresce, si ingrandisce la volontà, e come regina regge se stessa, lega il Mio Cuore e le sue pene Mi circondano come corona, Mi impietosiscono e Mi faccio dominare, sicché non so resistere alle pene di un’anima amante, e come regina la tengo al mio fianco, ed è tanto il dominio di queste creatura nelle pene, che le fanno acquistare modi nobili, dignitosi, insinuanti, eroici, disinteressati, simili ai miei modi, che le altre creature fanno a gara per farsi dominare da queste anime.

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Apparizione di San Michele Arcangelo, Apparizione di San Michele in Francia

28 agosto 2016 by

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Stava la Francia non solo in punto di perdersi, avendo gli inglesi guadagnato con la forza delle armi la maggior parte di quel Regno, ma essendo fuggito il re Carlo, ormai non aveva più rimedio umano.

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Vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, Seconda Lettura

28 agosto 2016 by

XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Dalla lettera agli Ebrei

 

Fratelli, non vi siete avvicinati a qualcosa di tangibile né a un fuoco ardente né a oscurità, tenebra e tempesta, né a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli che lo udivano scongiuravano Dio di non rivolgere più a loro la parola.

 Voi invece vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a migliaia di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti i cui nomi sono scritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti resi perfetti, a Gesù, mediatore dell’alleanza nuova.

 

 Parola di Dio

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Vangelo ( Mc 6,17-29) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 29 Agosto 2016) con commento comunitario

28 agosto 2016 by

MARTIRIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA – Memoria

Dal Vangelo secondo Marco ( Mc 6,17-29) 

In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.

E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

Questo è il Vangelo del 29 Agosto, quello del 28 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.


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