Vangelo (Mt 19,16-22) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 19 Agosto 2019) con commento comunitario

18 agosto 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,16-22)

In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».
Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».
Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

Questo è il Vangelo del 19 Agosto, quello del 18 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

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Vangelo (Lc 12,49-53) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 18 Agosto 2019) con commento comunitario

17 agosto 2019 by

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,49-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!

Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Questo è il Vangelo del 18 Agosto, quello del 17 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 19,13-15) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 17 Agosto 2019) con commento comunitario

16 agosto 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,13-15)

In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono.
Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli».
E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.

Questo è il Vangelo del 17 Agosto, quello del 16 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 19,3-12) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 16 Agosto 2019) con commento comunitario

15 agosto 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,3-12)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?».
Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Questo è il Vangelo del 16 Agosto, quello del 15 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 1,39-56) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 15 Agosto 2019) con commento comunitario

14 agosto 2019 by

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA (MESSA DEL GIORNO) – SOLENNITÀ

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-56)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.

Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Questo è il Vangelo del 15 Agosto, quello del 14 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 18,15-20) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 14 Agosto 2019) con commento comunitario

13 agosto 2019 by

SAN MASSIMILIANO MARIA KOLBE, SACERDOTE E MARTIRE – MEMORIA

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,15-20)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Questo è il Vangelo del 14 Agosto, quello del 13 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

La via della liberazione

13 agosto 2019 by

https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2019/08/13/news/una-via-per-la-maturazione-umana-e-spirituale-1.37343573

Maria a Medjugorje, messaggio del 12 Agosto 2019 a Ivan

13 agosto 2019 by

www.facebook.com/114014721969820/posts/2472134176157851

La Chiesa guarda con favore, ma non si é ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Vangelo (Mt 18,1-5.10.12-14) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 13 Agosto 2019) con commento comunitario

12 agosto 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,1-5.10.12-14)

In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».

Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:

«In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.

Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.

Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita? In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite. Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda.

Questo è il Vangelo del 13 Agosto, quello del 12 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 17,22-27) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 12 Agosto 2019) con commento comunitario

11 agosto 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17,22-27)

In quel giorno, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse loro: «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.

Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì».

Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei».

E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».

Questo è il Vangelo del 12 Agosto, quello dell’ 11 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 12,32-48) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 11 Agosto 2019) con commento comunitario

10 agosto 2019 by

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,32-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.

Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!

Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».

Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.

Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.

Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Questo è il Vangelo dell’11 Agosto, quello del 10 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 12,24-26) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 10 Agosto 2019) con commento comunitario

9 agosto 2019 by

SAN LORENZO, DIACONO E MARTIRE – FESTA

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 12,24-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Questo è il Vangelo del 10 Agosto, quello del 9 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 25,1-13) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 9 Agosto 2019) con commento comunitario

8 agosto 2019 by

SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE, VERGINE E MARTIRE, PATRONA D’EUROPA – FESTA

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,1-13)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.

Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.

Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Questo è il Vangelo del 9 Agosto, quello dell’8 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 16,13-23) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 8 Agosto 2019) con commento comunitario

7 agosto 2019 by

SAN DOMENICO, SACERDOTE – MEMORIA

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-23)

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Questo è il Vangelo dell’8 Agosto, quello del 7 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Maria a Medjugorje, messaggio del 2 Agosto 2019

6 agosto 2019 by

mo Messaggio di Medugorje, 2 agosto 2019 – Apparizione a Mirjana

Cari figli, grande è l’amore di mio Figlio. Se poteste conoscere la grandezza del Suo amore, non smettereste mai di adorarLo e di ringraziarLo. Lui è sempre vivo con voi nell’Eucarestia, perché l’Eucarestia è il Suo cuore, l’Eucarestia è il cuore della fede. Lui non vi ha mai abbandonato: anche quando voi avete provato ad allontanarvi da Lui, Lui non lo ha mai fatto. 

Perciò, il mio cuore materno è felice quando guarda come colmi d’amore ritornate a Lui, quando vede che ritornate a Lui attraverso la via della riconciliazione, dell’amore e della speranza. Il mio cuore materno sa che se vi incamminaste sulla via della fede, sareste come germogli, come boccioli ed attraverso la preghiera ed il digiuno sareste come frutti, come fiori, apostoli del mio amore, sareste portatori della luce ed illuminereste con l’amore e la sapienza tutto intorno a voi. 

Figli miei, come madre, vi prego: pregate, pensate e contemplate. Tutto ciò che vi accade, bello, doloroso e gioioso, tutto ciò fa che cresciate spiritualmente, fa che mio Figlio cresca in voi. Figli miei abbandonatevi a Lui. CredeteGli e confidate nel Suo amore. Che Lui vi guidi. Che l’Eucarestia sia il luogo dove nutrirete le vostre anime per poi diffondere l’amore e la verità. Testimoniate mio Figlio. Vi ringrazio. 

La Chiesa guarda con favore , ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Vangelo (Mt 15,21-28) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 7 Agosto 2019) con commento comunitario

6 agosto 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 15,21-28)

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.

Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».

Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».

Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Questo è il Vangelo del 7 Agosto, quello del 6 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 9,28b-36) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 6 Agosto 2019) con commento comunitario

5 agosto 2019 by

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE, FESTA

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,28b-36)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.

Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».

Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Questo è il Vangelo del 6 Agosto, quello del 5 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 14,13-21) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 5 Agosto 2019) con commento comunitario

4 agosto 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,13-21)

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Questo è il Vangelo del 5 Agosto, quello del 4 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 12,13-21) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 4 Agosto 2019) con commento comunitario

3 agosto 2019 by

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,13-21)

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».

E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».

Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

Questo è il Vangelo del 4 Agosto, quello del 3 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 14,1-12) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 3 Agosto 2019) con commento comunitario

2 agosto 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,1-12)

In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.

Questo è il Vangelo del 3 Agosto, quello del 2 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Un tempo senza chiavi

2 agosto 2019 by

http://gpcentofanti.altervista.org/cercare-di-discernere-la-situazione-presente/

Vangelo (Mt 13,54-58) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 2 Agosto 2019) con commento comunitario

1 agosto 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,54-58)

In quel tempo, Gesù venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Questo è il Vangelo del 2 Agosto, quello dell’1 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Un cambiamento d’epoca

1 agosto 2019 by

Manifesto del cuore divino e umano di Gesu’

https://gpcentofanti.wordpress.com/2017/09/11/articoli-di-d-giampaolo-su-vatican-insider/

https://gpcentofanti.wordpress.com/2017/09/10/articoli-di-d-giampaolo-su-il-sismografo/

https://gpcentofanti.wordpress.com/2017/09/08/interventi-di-d-giampaolo-su-settimana-news/

Vangelo (Mt 13,47-53) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 1 Agosto 2019) con commento comunitario

31 luglio 2019 by

SANT’ALFONSO MARIA DE’ LIGUORI, VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA – MEMORIA

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,47-53)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Terminate queste parabole, Gesù partì di là.

Questo è il Vangelo dell’1 Agosto, quello del 31 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 13,44-46) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 31 Luglio 2019) con commento comunitario

30 luglio 2019 by

S. IGNAZIO DI LOYOLA, SACERDOTE – MEMORIA

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,44-46)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

Questo è il Vangelo del 31 Luglio, quello del 30 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 13,36-43) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 30 Luglio 2019) con commento comunitario

29 luglio 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,36-43)

In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».

Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

Questo è il Vangelo del 30 Luglio, quello del 29 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Preghiera a Santa Marta di Betania

29 luglio 2019 by
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“Ammirabile Vergine,
con piena fiducia ricorro a te.
Mi confido a te sperando che mi esaudirai nelle mie
necessità e che mi aiuterai nella mia prova umana.
Ringraziandoti in anticipo ti prometto di divulgare
questa preghiera.
Consolami, ti supplico in tutti i miei bisogni e
difficoltà.
Ricordandomi del profondo gaudio che riempì il
Tuo Cuore all’incontro col Salvatore del mondo
nella tua casa a Betania.
Ti invoco: assistimi come pure i miei cari, affinché
io rimanga in unione con Dio e che io meriti di
Essere esaudito nelle mie necessità, in particolare
nel bisogno che pesa su di me….(dire la grazia che si desidera)
Con piena fiducia ti prego, Tu, mia auditrice: vinci
le difficoltà che mi opprimono come pure hai vinto
il perfido drago che è rimasto vinto sotto il tuo
piede. Amen”

Padre Nostro; Ave Maria; Gloria al padre
S. Marta prega per noi

Angelus , del 28 Luglio 2019 a Piazza San Pietro

29 luglio 2019 by

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Nell’odierna pagina di Vangelo (cfr Lc 11,1-13), san Luca narra le circostanze nelle quali Gesù insegna il “Padre nostro”. Essi, i discepoli, sanno già pregare, recitando le formule della tradizione ebraica, ma desiderano poter vivere anche loro la stessa “qualità” della preghiera di Gesù. Perché loro possono constatare che la preghiera è una dimensione essenziale nella vita del loro Maestro, infatti ogni sua azione importante è caratterizzata da prolungate soste di preghiera. Inoltre, restano affascinati perché vedono che Egli non prega come gli altri maestri del tempo, ma la sua preghiera è un legame intimo con il Padre, tanto che desiderano essere partecipi di questi momenti di unione con Dio, per assaporarne completamente la dolcezza.

Così, un giorno, aspettano che Gesù concluda la preghiera, in un luogo appartato, e poi chiedono: «Signore, insegnaci a pregare» (v.1). Rispondendo alla domanda esplicita dei discepoli, Gesù non dà una definizione astratta della preghiera, né insegna una tecnica efficace per pregare ed “ottenere” qualcosa. Egli invece invita i suoi a fare esperienza di preghiera, mettendoli direttamente in comunicazione col Padre, suscitando in essi una nostalgia per una relazione personale con Dio, con il Padre. Sta qui la novità della preghiera cristiana! Essa è dialogo tra persone che si amano, un dialogo basato sulla fiducia, sostenuto dall’ascolto e aperto all’impegno solidale. E’ un dialogo del Figlio col Padre, un dialogo tra figli e Padre. Questa è la preghiera cristiana.

Pertanto consegna loro la preghiera del “Padre nostro”, forse il dono più prezioso lasciatoci dal divino Maestro nella sua missione terrena. Dopo averci svelato il suo mistero di Figlio e di fratello, con quella preghiera Gesù ci fa penetrare nella paternità di Dio; voglio sottolineare questo: quando Gesù ci insegna il Padre Nostro ci fa entrare nella paternità di Dio e ci indica il modo per entrare in dialogo orante e diretto con Lui, attraverso la via della confidenza filiale. E un dialogo tra il papà e suo figlio, del figlio con il papà. Ciò che chiediamo nel “Padre nostro” è già tutto realizzato a noi nel Figlio Unigenito: la santificazione del Nome, l’avvento del Regno, il dono del pane, del perdono e della liberazione dal male. Mentre chiediamo, noi apriamo la mano per ricevere. Ricevere i doni che il Padre ci ha fatto vedere nel Figlio. La preghiera che ci ha insegnato il Signore è la sintesi di ogni preghiera, e noi la rivolgiamo al Padre sempre in comunione con i fratelli. A volte succede che nella preghiera ci sono delle distrazioni ma tante volte sentiamo come la voglia di fermarci sulla prima parola: “Padre” e sentire quella paternità nel cuore.

Poi Gesù racconta la parabola dell’amico importuno e dice Gesù: “bisogna insistere nella preghiera”. A me viene in mente quello che fanno i bambini verso i tre anni, tre anni e mezzo: incominciano a domandare cose che non capiscono. Nella mia terra si chiama “l’età dei perché”, credo che anche qui sia lo stesso. I bambini incominciano a guardare il papà e dicono: “Papà, perché?, Papà, perché?”. Chiedono spiegazioni. Stiamo attenti: quando il papà incomincia a spiegare il perché, loro arrivano con un’altra domanda senza ascoltare tutta la spiegazione. Cosa succede? Succede che i bambini si sentono insicuri su tante cose che incominciano a capire a metà. Vogliono soltanto attirare su di loro lo sguardo del papà e per questo: “Perché, perché, perché?”. Noi, nel Padre Nostro, se ci fermiamo sulla prima parola, faremo lo stesso di quando eravamo bambini, attirare su di noi lo sguardo del padre. Dire: “Padre, Padre”, e anche dire: “Perché?” e Lui ci guarderà.

Chiediamo a Maria, donna orante, di aiutarci a pregare il Padre Nostro uniti a Gesù per vivere il Vangelo, guidati dallo Spirito Santo.

Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle,

ho appreso con dolore la notizia del drammatico naufragio, avvenuto nei giorni scorsi nelle acque del Mediterraneo, in cui hanno perso la vita decine di migranti, tra cui donne e bambini. Rinnovo un accorato appello affinché la comunità internazionale agisca con prontezza e decisione, per evitare il ripetersi di simili tragedie e garantire la sicurezza e la dignità di tutti. Vi invito a pregare insieme a me per le vittime e per le loro famiglie. E anche domandare col cuore: “Padre, perché?” [segue minuto di silenzio]

Saluto tutti voi, romani e pellegrini dall’Italia e da varie parti del mondo: le famiglie, i gruppi parrocchiali, le associazioni.

In particolare, saluto le Suore di Santa Elisabetta provenienti da diversi Paesi, il gruppo AVART Organización Internacional de Arte y Cultura Mexicana di Puebla (Messico) e i giovani della Parrocchia Santa Rita da Cascia di Torino. Vedo una bandiera uruguaiana ma non vedo il mate! Benvenuti! Saluto anche i tanti polacchi che vedo qui con le bandiere e pure il gruppo degli spagnoli.

A tutti auguro una buona domenica e, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

Genesi, Capitolo 31

29 luglio 2019 by

[1] Ma Giacobbe venne a sapere che i figli di Làbano dicevano: “Giacobbe si è preso quanto era di nostro padre e con quanto era di nostro padre si è fatta tutta questa fortuna”.

[2] Giacobbe osservò anche la faccia di Làbano e si accorse che non era più verso di lui come prima.

[3] Il Signore disse a Giacobbe: “Torna al paese dei tuoi padri, nella tua patria e io sarò con te”.

[4] Allora Giacobbe mandò a chiamare Rachele e Lia, in campagna presso il suo gregge

[5] e disse loro: “Io mi accorgo dal volto di vostro padre che egli verso di me non è più come prima; eppure il Dio di mio padre è stato con me.

[6] Voi stesse sapete che io ho servito vostro padre con tutte le forze,

[7] mentre vostro padre si è beffato di me e ha cambiato dieci volte il mio salario; ma Dio non gli ha permesso di farmi del male.

[8] Se egli diceva: Le bestie punteggiate saranno il tuo salario, tutto il gregge figliava bestie punteggiate; se diceva: Le bestie striate saranno il tuo salario, allora tutto il gregge figliava bestie striate.

[9] Così Dio ha sottratto il bestiame a vostro padre e l’ha dato a me.

[10] Una volta, quando il piccolo bestiame va in calore, io in sogno alzai gli occhi e vidi che i capri in procinto di montare le bestie erano striati, punteggiati e chiazzati.

[11] L’angelo di Dio mi disse in sogno: Giacobbe! Risposi: Eccomi.

[12] Riprese: Alza gli occhi e guarda: tutti i capri che montano le bestie sono striati, punteggiati e chiazzati, perché ho visto quanto Làbano ti fa.

[13] Io sono il Dio di Betel, dove tu hai unto una stele e dove mi hai fatto un voto. Ora alzati, parti da questo paese e torna nella tua patria!”.

[14] Rachele e Lia gli risposero: “Abbiamo forse ancora una parte o una eredità nella casa di nostro padre?

[15] Non siamo forse tenute in conto di straniere da parte sua, dal momento che ci ha vendute e si è anche mangiato il nostro danaro?

[16] Tutta la ricchezza che Dio ha sottratto a nostro padre è nostra e dei nostri figli. Ora fà pure quanto Dio ti ha detto”.

[17] Allora Giacobbe si alzò, caricò i figli e le mogli sui cammelli

[18] e condusse via tutto il bestiame e tutti gli averi che si era acquistati, il bestiame che si era acquistato in Paddan-Aram, per ritornare da Isacco, suo padre, nel paese di Cànaan.

[19] Làbano era andato a tosare il gregge e Rachele rubò gli idoli che appartenevano al padre.

[20] Giacobbe eluse l’attenzione di Làbano l’Arameo, non avvertendolo che stava per fuggire;

[21] così potè andarsene con tutti i suoi averi. Si alzò dunque, passò il fiume e si diresse verso le montagne di Gàlaad.

[22] Al terzo giorno fu riferito a Làbano che Giacobbe era fuggito.

[23] Allora egli prese con sé i suoi parenti, lo inseguì per sette giorni di cammino e lo raggiunse sulle montagne di Gàlaad.

[24] Ma Dio venne da Làbano l’Arameo in un sogno notturno e gli disse: “Bada di non dir niente a Giacobbe, proprio nulla!”.

[25] Làbano andò dunque a raggiungere Giacobbe; ora Giacobbe aveva piantato la tenda sulle montagne e Làbano si era accampato con i parenti sulle montagne di Gàlaad.

[26] Disse allora Làbano a Giacobbe: “Che hai fatto? Hai eluso la mia attenzione e hai condotto via le mie figlie come prigioniere di guerra!

[27] Perché sei fuggito di nascosto, mi hai ingannato e non mi hai avvertito? Io ti avrei congedato con festa e con canti, a suon di timpani e di cetre!

[28] E non mi hai permesso di baciare i miei figli e le mie figlie! Certo hai agito in modo insensato.

[29] Sarebbe in mio potere di farti del male, ma il Dio di tuo padre mi ha parlato la notte scorsa: Bada di non dir niente a Giacobbe, né in bene né in male!

[30] Certo, sei partito perché soffrivi di nostalgia per la casa di tuo padre; ma perché mi hai rubato i miei dei?”.

[31] Giacobbe rispose a Làbano e disse: “Perché avevo paura e pensavo che mi avresti tolto con la forza le tue figlie.

[32] Ma quanto a colui presso il quale tu troverai i tuoi dei, non resterà in vita! Alla presenza dei nostri parenti riscontra quanto vi può essere di tuo presso di me e prendilo”. Giacobbe non sapeva che li aveva rubati Rachele.

[33] Allora Làbano entrò nella tenda di Giacobbe e poi nella tenda di Lia e nella tenda delle due schiave, ma non trovò nulla. Poi uscì dalla tenda di Lia ed entrò nella tenda di Rachele.

[34] Rachele aveva preso gli idoli e li aveva messi nella sella del cammello, poi vi si era seduta sopra, così Làbano frugò in tutta la tenda, ma non li trovò.

[35] Essa parlò al padre: “Non si offenda il mio signore se io non posso alzarmi davanti a te, perché ho quello che avviene di regola alle donne”. Làbano cercò dunque il tutta la tenda e non trovò gli idoli.

[36] Giacobbe allora si adirò e apostrofò Làbano, al quale disse: “Qual è il mio delitto, qual è il mio peccato, perché ti sia messo a inseguirmi?

[37] Ora che hai frugato tra tutti i miei oggetti, che hai trovato di tutte le robe di casa tua? Mettilo qui davanti ai miei e tuoi parenti e siano essi giudici tra noi due.

[38] Vent’anni ho passato con te: le tue pecore e le tue capre non hanno abortito e i montoni del tuo gregge non ho mai mangiato.

[39] Nessuna bestia sbranata ti ho portato: io ne compensavo il danno e tu reclamavi da me ciò che veniva rubato di giorno e ciò che veniva rubato di notte.

[40] Di giorno mi divorava il caldo e di notte il gelo e il sonno fuggiva dai miei occhi.

[41] Vent’anni sono stato in casa tua: ho servito quattordici anni per le tue due figlie e sei anni per il tuo gregge e tu hai cambiato il mio salario dieci volte.

[42] Se non fosse stato con me il Dio di mio padre, il Dio di Abramo e il Terrore di Isacco, tu ora mi avresti licenziato a mani vuote; ma Dio ha visto la mia afflizione e la fatica delle mie mani e la scorsa notte egli ha fatto da arbitro”.

[43] Làbano allora rispose e disse a Giacobbe: “Queste figlie sono mie figlie e questi figli sono miei figli; questo bestiame è il mio bestiame e quanto tu vedi è mio. E che potrei fare oggi a queste mie figlie o ai figli che esse hanno messi al mondo?

[44] Ebbene, vieni, concludiamo un’alleanza io e te e ci sia un testimonio tra me e te”.

[45] Giacobbe prese una pietra e la eresse come una stele.

[46] Poi disse ai suoi parenti: “Raccogliete pietre”, e quelli presero pietre e ne fecero un mucchio. Poi mangiarono là su quel mucchio.

[47] Làbano lo chiamò Iegar-Saaduta, mentre Giacobbe lo chiamò Gal-Ed.

[48] Làbano disse: “Questo mucchio sia oggi un testimonio tra me e te”; per questo lo chiamò Gal-Ed

[49] e anche Mizpa, perché disse: “Il Signore starà di vedetta tra me e te, quando noi non ci vedremo più l’un l’altro.

[50] Se tu maltratterai le mie figlie e se prenderai altre mogli oltre le mie figlie, non un uomo sarà con noi, ma bada, Dio sarà testimonio tra me e te”.

[51] Soggiunse Làbano a Giacobbe: “Ecco questo mucchio ed ecco questa stele, che io ho eretta tra me e te.

[52] Questo mucchio è testimonio e questa stele è testimonio che io giuro di non oltrepassare questo mucchio dalla tua parte e che tu giuri di non oltrepassare questo mucchio e questa stele dalla mia parte per fare il male.

[53] Il Dio di Abramo e il Dio di Nacor siano giudici tra di noi”. Giacobbe giurò per il Terrore di suo padre Isacco.

[54] Poi offrì un sacrificio sulle montagne e invitò i suoi parenti a prender cibo. Essi mangiarono e passarono la notte sulle montagne.

Spiegazione

Versi 1-21

Gli affari di queste famiglie sono così dettagliatamente riportate mentre i grandi eventi degli stati e di regni di quel periodo non vengono citati. La Bibbia insegna alla gente i compiti quotidiani della vita: come servire Dio, come apprezzare le benedizioni che egli dà e come fare del bene nelle diverse circostanze della vita. Gli egoisti si considerano derubati di tutto quello che non possono ottenere e l’egoismo vuole impedire anche gli affetti naturali. Sopravvalutare le ricchezze terrene è quell’errore che nutre la radice dell’egoismo, dell’invidia e di ogni male. Gli uomini del mondo ricercano le strade l’uno dell’altro e sembra che questo tolga ad ognuno la pace, provocando scontentezza, invidia e disaccordo. Ma ci sono possessi che sono sufficienti in tutto e felici coloro che le cercano prima di tutto. In tutte le nostre rinunce dovremmo avere rispetto del comando e della promessa di Dio. Se Egli è con noi, non abbiamo bisogno di temere. I pericoli che ci circondano sono così tanti, che niente più può realmente scoraggiate i nostri cuori. Ricordare i tempi benedetti della comunione con Dio è molto confortante quando siamo in difficoltà e dobbiamo pure ricordare spesso i nostri voti che non abbiamo adempiuto.

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MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE /PARTE TERZA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE INSEGNA COME SI AMA (Paragrafi :22, 23)

29 luglio 2019 by

Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

23. Amare Dio e il prossimo col Cuore di Maria – La Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria ci dona il suo Cuore per amare Dio e i fratelli come lei li ama. Maria vuole infatti aiutarci a vivere d’amore. “Cari figli, oggi vi invito all’amore. Figlioli, senza l’amore non potete vivere né con Dio né con i fratelli. Perciò vi invito tutti ad aprire i vostri cuori all’amore di Dio che è tanto grande ed è aperto per ognuno di voi. Dio, per amore dell’uomo, mi mandò in mezzo a voi per mostrarvi la via della salvezza, la via dell’amore. Se prima non amate Dio, non potrete amare il prossimo, né colui che odiate. Perciò, figlioli, pregate! E attraverso la preghiera scoprirete l’amore” (aprile 1995). L’amore è il clima naturale, normale, necessario, in cui nascono, maturano, si sviluppano e si realizzano tutte le cose buone. “Dio è amore, chi rimane nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1 Gv 4,16). E quindi, chi ha Dio presente nel suo cuore, da Dio riceve la spinta, l’aiuto, la forza per fare il bene. Chi invece non ama, non ha Dio presente nel suo cuore e perciò non produce nulla di spiritualmente buono. Ma bisogna ricordare che l’amore vero non consiste nel sentimento, ma nelle opere, nella condotta, nel comportamento. Infatti Gesù ha detto: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama” (Gv 15, 21). “In questo consiste l’amore, nell’osservare i suoi comandamenti” (1Gv 5, 3). Quanto più mi sforzo di osservare i comandamenti, anche nelle cose piccole, tanto più dimostro di avere un vero, concreto, sincero amor di Dio! Nel febbraio del 1985 la Madonna ha detto: “Cari figli, oggi vi invito a vivere le seguenti parole: Io amo Dio! Cari figli, con l’amore voi potete conseguire tutto, anche ciò che ritenete impossibile”. Nel maggio del 1986 aggiunge “Cari figli, oggi vi invito tutti a vivere l’amore verso Dio e verso il prossimo nella vostra vita. Senza l’amore, cari figli, voi non potete fare nulla “. Nel novembre del 1986 ci ha rivolto queste parole: “Cari figli, decidetevi per l’amore, affinché l’amore prenda il sopravvento in tutti voi: non però l’amore umano, ma l’amore divino!”. L’amore è indispensabile in ogni rapporto con gli altri. L’amore è apertura, disponibilità, dono di sé. Dove non c’è amore c’è egoismo, che è chiusura verso gli altri e ricerca di se stessi, della propria soddisfazione. L’egoismo accarezzato, assecondato, porta a mettere il proprio io al primo posto, in quel posto che spetta soltanto a Dio e tende ad escludere Dio dai propri pensieri, dalla propria vita. È chiaro quindi che senza l’amore non si può vivere in comunione con Dio e non si può neanche avere un rapporto di fraternità, di solidarietà e di condivisione con il nostro prossimo. Se non amiamo Dio non abbiamo nessun valido motivo umano per amare coloro che ci sono estranei, coloro che magari ci sono antipatici e tanto meno coloro che ci hanno fatto o continuano a farci del male. Per questi ultimi proviamo istintivamente un senso di astio, se non di odio vero e proprio. Ma se invece amiamo Dio sinceramente, sentiamo il dovere e anche il bisogno di amare tutti coloro che Dio ama, anche i nemici, appunto perché Dio li ama come ama noi. È per aiutarci in questo cammino che Dio continua a mandare Maria in mezzo a noi, perché i suoi messaggi possano far breccia nel nostro cuore.

Pratica Spirituale: Offriamo la nostra giornata, con le gioie e i dolori, per ottenere da Dio, per intercessione di Maria, il dono di riuscire ad amare.

Cari figli, vi invito a pregare, affinché dai vostri cuori sgorghi una fonte di amore su tutti gli uomini”. La Madonna a Medjugorje

24. L’amore, la fiducia e l’abbandono in DioCari figli, vi invito all’abbandono totale in Dio. Pregate, figlioli, che satana non vi faccia là agitare come fa il vento con i rami. Siate forti in Dio! Desidero che il mondo, attraverso di voi, conosca il Dio della gioia. Non preoccupatevi, non abbiate paura: Dio vi aiuterà e vi mostrerà la strada. Io vi amo e desidero che vi abbandoniate anche a me, affinché io possa condurvi verso Dio” (maggio1988). La Madonna ci invita ad un amore, ad una fiducia, ad un abbandono totale a Dio, cioè a lasciarci guidare da lui in tutto, ad accettare tutti gli avvenimenti come permessi da lui per il nostro bene, anche quando ci impongono la croce; a prendere la sua Parola come norma di vita, come guida del nostro pensare e agire con una fiducia illimitata in lui, con la certezza che egli vuole soltanto il nostro bene e che, facendo la sua volontà, noi realizziamo davvero il nostro bene. Satana non può sopportare la nostra fiducia e il nostro abbandono in Dio e perciò cerca di turbarci, di gettarci nell’agitazione, come il vento che scuote i rami. Per resistergli dobbiamo essere forti. Non forti confidando unicamente nelle nostre risorse naturali, ma confidando in Dio. Se viviamo nell’abbandono in Dio non dobbiamo temere nulla: Dio stesso ci guiderà, ci mostrerà la strada, come dice Maria. La strada l’abbiamo chiaramente indicata nel Vangelo dove Gesù ci dice: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14, 6). Già nell’antico Testamento Dio aveva promesso: “Io vi insegnerò la via buona e giusta” (libro dei Re). Per avere fiducia e per vivere nell’abbandono come un bambino si abbandona nelle braccia della mamma, la Madonna ci raccomanda l’amore: non un amore calcolato, dettato dalla simpatia, dall’interesse, ma un amore come il suo, soprannaturale, che comprende tutti, perché Dio ama tutti e vuole la salvezza di tutti. La Madonna ci ricorda poi che le apparteniamo, perché siamo stati affidati a lei nella persona di Giovanni. E la Madonna ha preso sul serio questa maternità e perciò si prende cura di noi. Capiremo questo nella misura in cui preghiamo e ci affidiamo a lei per essere guidati, presi per mano e teneramente condotti verso Dio, verso la nostra vera felicità! “Cari figli, oggi vi invito all’abbandono totale a Dio. Tutto ciò che fate, tutto ciò che possedete, datelo a Dio affinché egli possa regnare nella vostra vita” (luglio 1988). L’abbandono, l’amore, la fiducia in Dio è l’atteggiamento fondamentale di Maria ed è lo stesso che ella vuole far nascere nei nostri cuori. La Madonna non ci invita ad un abbandono passivo, ma ad un abbandono attivo. Tutto quello che abbiamo è dono di Dio. Dunque, tutto quello che facciamo con questi doni dobbiamo offrirlo a Dio attraverso le mani e il cuore di Maria, nel rispetto della sua volontà, con sentimenti di profonda gratitudine per i suoi doni e di sincero amore. È così che Dio e Maria regneranno davvero nella nostra vita.

Pratica spirituale: Con gratitudine abbandoniamoci al Signore recitando una preghiera di amore e di fiducia.

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

Liturgia di Santa Marta (memoria) /Missale romanum Vetus Ordo

29 luglio 2019 by

Marta è «la sorella di Lazzaro e di Maria». La loro casa a Betania era un’oasi preferita da Gesù per ritirarvisi dalle fatiche apostoliche, e Marta si dava sempre d’attorno per far onore all’ospite desiderato. Questo suo atteggiamento dinamico spicca in tre episodi, in particolare contrasto con l’atteggiamento quieto e contemplativo di Maria. Innanzitutto un giorno in cui, tutta affaccendata si lamenta che Maria stia ad ascoltare Gesù, egli la richiama amorevolmente al primato dei valori spirituali (Lc 10,38. 42). Poi, nella malattia di Lazzaro, quando Gesù, chiamato dalle due sorelle, giunge che Lazzaro è già morto, Marta gli corre sollecita incontro e fa la sua forte professione di fede. Quel dialogo tra Gesù e Marta è uno dei più antichi temi battesimali in preparazione alla Pasqua, e la Chiesa l’ha pure usato per secoli nella liturgia funebre, per ravvivare nei fedeli la speranza cristiana. Il pianto di Maria fa singhiozzare Gesù (Gv 11,1-44).
Finalmente, la «Cena di Betania», in cui Marta serve a tavola e Maria unge i piedi a Gesù, è una prefigurazione dell’ultima Cena e di ogni nostra Messa (Mc 14,3-9; Mt 26,6-13; Gv 12,1-8). Ora che Maria di Magdala è chiaramente non identificata con Maria di Betania, si resta sorpresi che le due sorelle, unite sempre nel Vangelo, non lo siano anche nel culto, come si è fatto per altri santi fra loro congiunti. Marta è modello di donna laboriosa e patrona dei locandieri, Maria è un modello delle anime contemplative.

Felici coloro che hanno meritato 
di ricevere il Signore nella propria casa

Dai «Discorsi» di sant0Agostino, vescovo  (Disc. 103, 1-2. 6; PL 38, 613. 615)
Le parole di nostro Signore Gesù Cristo ci vogliono ricordare che esiste un unico traguardo al quale tendiamo, quando ci affatichiamo nelle svariate occupazioni di questo mondo. Vi tendiamo mentre siamo pellegrini e non ancora stabili; in cammino e non ancora nella patria; nel desiderio e non ancora nell’appagamento. Ma dobbiamo tendervi senza svogliatezza e senza intermissione, per poter giungere finalmente un giorno alla meta. Marta e Maria erano due sorelle, non solo sul piano della natura, ma anche in quello della religione; tutte e due onoravano Dio, tutte e due servivano il Signore presente nella carne in perfetta armonia di sentimenti. Marta lo accolse come si sogliono accogliere i pellegrini, e tuttavia accolse il Signore come serva, il Salvatore come inferma, il Creatore come creatura; lo accolse per nutrirlo nel suo corpo mentre lei doveva nutrirsi con lo Spirito. Il Signore infatti volle prendere la forma dello schiavo ed essere nutrito in questa forma dai servi, per degnazione non per condizione. Infatti anche questa fu una degnazione, cioè offrirsi per essere nutrito: aveva un corpo in cui sentiva fame e sete.
Così dunque il Signore fu accolto come ospite, egli che «venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto. A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio» (Gv 1, 11-12). Ha adottato dei servi e li ha resi fratelli, ha riscattato dei prigionieri e li ha costituiti coeredi. Tuttavia nessuno di voi osi esclamare: «Felici coloro che hanno meritato di ricevere Cristo in casa propria!». Non rammaricarti, non recriminare perché sei nato in un tempo in cui non puoi vedere il Signore nella carne. Egli non ti ha privato di questo onore, perché ha assicurato: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25, 40).
Del resto tu, Marta, sia detto con tua buona pace, tu, già benedetta per il tuo encomiabile servizio, come ricompensa domandi il riposo. Ora sei immersa in molteplici faccende, vuoi ristorare dei corpi mortali, sia pure di persone sante. Ma dimmi: Quando sarai giunta a quella patria, troverai il pellegrino da accogliere come ospite? Troverai l’affamato cui spezzare il pane? L’assetato al quale porgere da bere? L’ammalato da visitare? Il litigioso da ricondurre alla pace? Il morto da seppellire?
Lassù non vi sarà posto per tutto questo. E allora che cosa vi sarà? Ciò che ha scelto Maria: là saremo nutriti, non nutriremo. Perciò sarà completo e perfetto ciò che qui Maria ha scelto: da quella ricca mensa raccoglieva le briciole della parola del Signore. E volete proprio sapere quello che vi sarà lassù? Il Signore stesso afferma dei suoi servi: «In verità vi dico, li farà mettere a tavola e passerà a servirli» (Lc 12, 37).

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura  1 Gv 4,7-16
Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi. In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito.
E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi.
Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui. 

Salmo Responsoriale  Salmo 33
Gustate e vedete com’è buono il Signore.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

Temete il Signore, suoi santi:
nulla manca a coloro che lo temono.
I leoni sono miseri e affamati,
ma a chi cerca il Signore non manca alcun bene. 

Canto al Vangelo   Gv 8,12
Alleluia, alleluia.

Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.
Alleluia.

Il Vangelo del 29 Luglio 2019 è nel post qui sotto

Oppure


Vangelo 
Lc 10, 38-42
Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose.
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta». 


 


Vangelo (Gv 11,19-27) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 29 Luglio 2019) con commento comunitario

28 luglio 2019 by

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,19-27)

In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

Questo è il Vangelo del 29 Luglio, quello del 28 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 11,1-13) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 28 Luglio 2019) con commento comunitario

27 luglio 2019 by

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,1-13)

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».

Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.

Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.

Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Questo è il Vangelo del 28 Luglio, quello del 27 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 13,24-30) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 27 Luglio 2019) con commento comunitario

26 luglio 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,24-30)

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo:

«Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania.

Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”.
E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio”».

Questo è il Vangelo del 27 Luglio, quello del 26 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE /PARTE SECONDA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL’AMORE ( Paragrafo 22)

26 luglio 2019 by

“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

22. La Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e l’amore – Direttamente la Madonna, a Medjugorje, comincia a parlarne nel 1988, ma tutto il suo messaggio: presenza, atteggiamento, contenuto, non ci mostra altro che lei è venuta e continua a venire per insegnarci che cosa è la consacrazione e come si vive. La Consacrazione al suo Cuore è il mezzo, la via per vivere l’Amore, per vivere tutti i mezzi di grazia con amore, per portare l’amore nella vita e raggiungere Dio-Amore. “Cari figli, vi invito a consacrarvi al mio Cuore Immacolato. Desidero che vi consacriate personalmente, come famiglie e come parrocchie, in modo che tutto appartenga a Dio attraverso le mie mani” (ottobre 1988). La Consacrazione non è solo una formula, una preghiera, ma è anche un cambiamento radicale. Nella Messa, con la consacrazione, pane e vino cambiano e diventano Corpo e Sangue di Gesù. Nella nostra vita, con la consacrazione tutto il nostro modo di vivere deve cambiare e da naturale deve diventare soprannaturale. Non solo ci impegniamo a vivere in grazia di Dio ma tutto quello che facciamo, vogliamo farlo per compiere la volontà di Dio, per fargli piacere, per amore suo, e tutto offriamo a lui. C’è una consacrazione personale che impegna il singolo individuo; c’è una consacrazione familiare che vuole elevare e santificare tutta la vita della famiglia, i rapporti degli sposi fra loro, ispirati a reciproco rispetto, umiltà, benevolenza, comprensione, e i rapporti tra genitori e fi-gli; c’è poi la consacrazione di una famiglia più estesa come può essere la parrocchia, che impegna tutti i membri ad aiutarsi a vicenda a vivere in Dio e per Dio. Facendo la nostra consacrazione a Maria e per mezzo di Maria, la Madonna esercita la sua missione di Mediatrice di tutte le grazie e ci aiuta a vivere in Dio e per Dio. Noi ci consacriamo al Cuore materno di Maria con il nostro amore di figli che ci porta necessariamente ad imitarla non già nei suoi privilegi che sono unici e irripetibili, ma nelle sue virtù di creatura umana che ebbe una vita umile e modesta, come la nostra, quindi perfettamente imitabile. Ci consacriamo a Maria per appartenere a Dio attraverso di lei, con l’impegno di imitarla nel suo atteggiamento di apertura a Dio, di ascolto attento della sua Parola, custodita, meditata nel cuore e vissuta. Cerchiamo di vivere la sua disponibilità e prontezza nel compiere sempre e in tutto la volontà di Dio, ripetendo con il cuore: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1, 38). Ci consacriamo al Cuore di Maria con la generosità e il fervore nell’accogliere i suoi materni inviti ripetuti nel corso dei secoli e specialmente nelle apparizioni di questi ultimi tempi a Medjugorje. Affidiamo a Lei la nostra vita mettiamoci nelle sue mani e nel suo Cuore, lasciamoci guidare qui sulla terra perché ogni passo ci renda più vicino il Cielo. Amiamo Dio con il Suo Cuore e vivremo eternamente la gioia che lei ci promette.

Pratica Spirituale: Rinnoviamo la nostra Consacrazione a Maria o prepariamoci a farla con gioia. 

  Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

Maria a Medjugorje, messaggio del 25 Luglio 2019

26 luglio 2019 by

Cari figli! La mia chiamata per voi è la preghiera. La preghiera sia per voi gioia e una corona che vi lega a Dio. Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù. Perciò figlioli, ritornate alla preghiera affinché la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente , sui fatti di Medjugorje

Messaggi a Confronto 25 Luglio 2018

Cari figli! Dio mi ha chiamata per condurvi a Lui, perché Lui è la vostra forza. Perciò vi invito a pregarLo e a fidarvi di Lui, perché Lui è il vostro rifugio da ogni male che sta in agguato e porta le anime lontano dalla grazia e dalla gioia alle quali siete chiamati. Figlioli vivete il Paradiso qui sulla terra affinché stiate bene e i comandamenti di Dio siano la luce sul vostro cammino. Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. ”

La Chiesa guarda con favore, ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Vangelo (Mt 13,18-23) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 26 Luglio 2019) con commento comunitario

25 luglio 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,18-23)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Questo è il Vangelo del 26 Luglio, quello del 25 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE /PARTE SECONDA MEDJUGORJE UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL’AMORE ( Paragrafo: 21)

25 luglio 2019 by
“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje




“Sono venuta per insegnarvi a vivere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

21. L’adorazione eucaristica e l’amore – “Cari figli, oggi vi invito ad innamorarvi del SS. Sacramento dell’altare. Adoratelo, figlioli, nelle vostre parrocchie e così sarete uniti con tutto il mondo. Gesù vi diventerà amico e non parlerete di lui come di qualcuno che appena conoscete. L’unità sarà per voi gioia e diventerete testimoni dell’amore che Gesù ha per ogni creatura. Figlioli, quando adorate Gesù, voi siete vicini anche a me” (settembre 1995).

Questo invito così chiaro ed esplicito ad adorare Gesù nel SS. Sacramento segue un altro messaggio del marzo del 1984 quando la Madonna disse: “Cari figli, adorate senza interruzione il SS. Sacramento dell’altare. Io sono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione. In quel momento si ottengono grazie particolari “. Prima dell’invito ad adorare c’è questa volta l’invito ad innamorarci del SS. Sacramento ed è logico perché l’adorazione è una conseguenza dell’amore. Se non c’è amore non ci può essere neanche adorazione. Ma perché bisogna essere innamorati dell’Eucaristia? Perché, a differenza degli altri Sacramenti, è una Persona viva e vera. Gli altri Sacramenti sono soltanto dei segni, dei mezzi degni del massimo rispetto e venerazione e amore, ma sono mezzi, elevati da Gesù alla dignità altissima di trasmetterci, di conferirci la grazia di Dio. L’Eucarestia, invece, è Gesù stesso, in persona! oggi come 2000 anni fa, nascosto nel segno visibile del pane e del vino. Ma è proprio lui, qui in mezzo a noi, come lo era allora in mezzo ai suoi discepoli. Di questo noi siamo certamente convinti nella nostra mente, ma questa convinzione non si dimostra sempre nella nostra condotta. Spesso il cuore è lontano, è assente e se succede questo come possiamo essere innamorati del SS. Sacramento? Nell’Ostia consacrata, chiusa nel tabernacolo, c’è Gesù vivo con tutto il suo Amore Infinito per noi. La prima cosa che dobbiamo fare è cercare di essere davvero convinti e coscienti che quel Cuore divino, pieno d’amore per noi, è davvero sempre presente nell’Eucarestia. Da questa convinzione e da questa consapevolezza sgorgheranno l’amore, l’amicizia e l’adorazione. Gesù nel SS. Sacramento merita tutta la nostra adorazione fatta soprattutto di gratitudine e di amore. Gesù resta presente nel tabernacolo per esserci sempre vicino e a disposizione, non solo per ricevere la nostra adorazione, ma per ascoltare ed esaudire le nostre richieste e concederci grazie spirituali e materiali di cui abbiamo continuamente bisogno. Dal tabernacolo egli continua a dirci: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi ed io vi ristorerò” (Mt 11, 28). Se ci impegniamo a fermarci spesso in adorazione davanti al Tabernacolo siamo uniti a tutti i fedeli del mondo che si trovano in adorazione davanti all’Eucarestia. Maria è stata sempre unita a Gesù e continua ad essere vicina a Lui in Cielo e ovunque Gesù si trova, quindi anche in tutti i Tabernacoli del mondo. Quando ci rechiamo in chiesa per adorare Gesù, troviamo sempre lei che ci aspetta, che ci ispira, ci guida e presenta a Gesù le nostre adorazioni e le nostre suppliche avvalorandole con la sua materna intercessione. Quando ci accostiamo all’Eucarestia, allora chiamiamo Maria accanto a noi, chiediamole il suo Cuore per amare Gesù e per adorarlo, facciamo la comunione con lei e lasciamoci preparare all’incontro con Gesù da Colei che lo ha amato e lo ama più di ogni altro. Uniti a Maria il nostro amore sarà più puro e più profondo e Gesù troverà in noi, come in sua Madre, un cuore sul quale riposarsi.

Pratica Spirituale: Facciamo un’ora di adorazione a Gesù, accanto a Maria sua e nostra Madre.

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

Liturgia di San Giacomo Apostolo (Festa), 25 Luglio Missale ROmanunm Vetus Ordo

25 luglio 2019 by

Giacomo, detto «il maggiore», era figlio di Zebedeo e di Salome (Mc 15,40; cf Mt 27,56) e fratello maggiore di Giovanni l’evangelista, col quale fu chiamato fra i primi discepoli da Gesù e fu sollecito a seguirlo (Mc 1,19s; Mt 4,21s; Lc 5,10). È sempre messo fra i primi tre Apostoli (Mc 3,17; Mt 10,2; Lc 6,14; Atti 1,13). Pronto e impetuoso di carattere, come il fratello, con lui viene soprannominato «Boanerghes» da Gesù (Mc 3,17), ma è fra i prediletti di lui insieme col fratello, con Pietro e Andrea. Assiste alla subitanea guarigione della suocera di Pietro (Mc 1,29-31), alla risurrezione della figlioletta di Giairo (Mc 5,37-43; Lc 8,51-56), alla trasfigurazione di Gesù sul Tabor (Mc 9,2-8; Mt 17,1-8; Lc 9,28-36); e con gli altri tre interroga Gesù sui segni dei tempi premonitori della fine (Mc 13,1-8); poi, con Pietro e Giovanni è chiamato da Gesù a vegliare nel Getsemani (Mc 14,33s; Mt 26,37s). Con zelo intempestivo, aveva chiesto di far scendere il fuoco sui Samaritani che non accoglievano Gesù, meritando un rimprovero (Lc 9,51-56). Ambiziosamente mirò ai primi posti nel regno, protestandosi pronto a tutto; e suscitò la reazione degli altri apostoli e il richiamo di Gesù a un altro primato: quello del servizio e del martirio (Mc 10,35-45; Mt 20,20-28). La profezia che allora Gesù gli fece, preannunciando che avrebbe «bevuto con lui il calice del sacrificio», si realizzò in pieno, quando Giacomo fu il primo tra gli Apostoli a dare il sangue per il suo Signore, e come lui durante le feste pasquali fatto decapitare da Erode Agrippa I, nel 42/43 (Atti 12,1-2). San Giacomo non fu l’evangelizzatore della Spagna, né vi è certezza che vi sia stato trasportato il suo corpo: Venanzio Fortunato attesta che, ai suoi tempi (VI secolo), si trovava a Gerusalemme. Però dal secolo IX, san Giacomo ebbe un culto straordinario a Compostella nella Spagna (Galizia), che lo ebbe protettore della sua fede e libertà contro i Mori. Quel santuario divenne per l’Europa uno dei maggiori luoghi di pellegrinaggio nel medioevo e oltre. 

Partecipi alla passione di Cristo

Dalle «Omelie sul vangelo di Matteo» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
(Om. 65, 2-4; PG 58, 619-622)

I figli di Zebedeo chiedono al Cristo: «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra» (Mc 10, 37). Cosa risponde il Signore? Per far loro comprendere che nella domanda avanzata non vi è nulla di spirituale e che, se sapessero ciò che chiedono, non lo domanderebbero, risponde: «Non sapete ciò che domandate», cioè non ne conoscete il valore, la grandezza e la dignità, superiori alle stesse potenze celesti. E aggiunge: «Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?» (Mc 10, 38). Voi, sembra dir loro, mi parlate di onori e di dignità; io vi parlo, invece di lotte e di sudori. Non è questo il tempo dei premi, né la mia gloria si manifesta ora. Il presente è tempo di morte violenta, di guerre e di pericoli.
Osservate quindi come, rispondendo loro con un’altra domanda, li esorti e li attragga. Non chiede se sono capaci di morire, di versare il loro sangue, ma domanda: «Potete voi bere il calice» e per animarli aggiunge «che io devo bere?», in modo da renderli, con la partecipazione alle sue sofferenze, più coraggiosi. Chiama la sua passione «battesimo» per far capire che tutto il mondo ne avrebbe ricevuto una grande purificazione. I due discepoli rispondono: «Possiamo!». Promettono immediatamente, senza sapere ciò che chiedono, con la speranza che la loro richiesta sia soddisfatta. E Gesù risponde: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete» (Mc 10, 39). Preannunzia loro grandi beni: Voi, cioè, sarete degni di subire il martirio e soffrirete con me; finirete la vita con una morte eroica e parteciperete a questi miei dolori. «Ma sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato» (Mc 10, 40).
Dopo aver preparato l’animo dei due discepoli e dopo averli fortificati contro il dolore, allora corregge la loro richiesta.
«Gli altri dieci si sdegnarono con i due fratelli» (Mt 20, 24). Notate come tutti gli apostoli siano ancora imperfetti, sia i due che vogliono innalzarsi sopra i dieci, sia gli altri che hanno invidia di loro. Ma, come ho già detto, osservateli più tardi, e li vedrete esenti da tutte queste miserie. Giovanni stesso, che ora si fa avanti anche lui per ambizione, cederà in ogni circostanza il primato a Pietro, sia nella predicazione, sia nel compiere miracoli, come appare dagli Atti degli Apostoli. Giacomo, invece, non visse molto tempo dopo questi avvenimenti. Dopo la Pentecoste infatti sarà tale il suo fervore che, lasciato da parte ogni interesse terreno, perverrà ad una virtù così elevata da essere ritenuto maturo di ricevere subito il martirio.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura
   2 Cor 4, 7-15
Portiamo nel nostro corpo la morte di Gesù.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita.
Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l’inno di ringraziamento, per la gloria di Dio. 

Parola di Dio

Salmo Responsoriale
  Dal Salmo 125
Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni. 
    
Canto al Vangelo
  Gv 15,16
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.
Alleluia.
 

Il vangelo del 25 luglio 2019 è riportato dopo questo post


  

  

Vangelo (Mt 20,20-28) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 25 Luglio 2019) con commento comunitario

24 luglio 2019 by

SAN GIACOMO, APOSTOLO – FESTA

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,20-28)

In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Questo è il Vangelo del 25 Luglio, quello del 24 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

MEDJUGORJE: IL MESSAGGIO MARIANO CHE INSEGNA A VIVERE LA CONSACRAZIONE

23 luglio 2019 by

Sono venuta per insegnarvi a vi­vere la Consacrazione”. La Madonna a Medjugorje

“Figlioli, vi invito tutti ad amare, non con amore umano, ma con l’amore di Dio”. La Madonna a Medjugorje

PARTE SECONDA

MEDJUGORJE

UN MESSAGGIO CHE CI CONDUCE ALLE FONTI DELL’AMORE

20. La Santa Messa e l’amore a Gesù – Cari figli, Dio desidera farvi santi perciò attraverso di me vi invita all’abbandono totale. La Santa Messa sia per voi la vita. Comprendete che la chiesa è la casa di Dio, il luogo in cui vi riunisco e desidero mostrarvi la strada che conduce a Dio” (aprile 1988). Questo messaggio è un ulteriore invito alla santità. La maggior parte dei cristiani non conosce la Messa, non la capisce e perciò non la apprezza e non la vive. Molti cristiani, anche fra i migliori, la considerano una pratica di pietà, ma invece la Messa deve essere la nostra vita! Al centro della Messa sentiamo queste parole: “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue: fate questo in memoria di me”. È come se Gesù ci dicesse: “Fatevi anche voi Eucaristia. In sostanza fate ciò che ho fatto io: offrite e immolate anche voi il vostro corpo in sacrificio, come vedete che ho fatto io”. Allora la Messa diventa la norma di tutta la nostra vita e la nostra vita di ogni giorno diventa la Messa che noi celebriamo in ogni momento.

La chiesa è la casa di Dio e Gesù, Dio fatto uomo, vi abita giorno e notte con la sua presenza personale, viva, anche se nascosta nel mistero dell’Eucarestia. Siamo davvero persuasi di questa presenza viva e vera? E allora come si spiegano tante mancanze di rispetto, tante superficialità e come si spiega che andiamo raramente in chiesa e vi rimaniamo pure brevemente? Dobbiamo avere più fede nella presenza reale di Gesù nelle nostre chiese anche se non lo vediamo con gli occhi del corpo: vediamolo con la luce della fede! Preghiamo allora il Signore perché aumenti la nostra fede e in questo contiamo sull’aiuto costante di Maria. “Cari figli, io non posso aiutarvi se voi non vivete i comandamenti di Dio, se non vivete la Messa, se non evitate il peccato” (ottobre 1993). Sentiamoci fortemente impegnati su questi tre punti e fra gli altri proprio nel vivere la Messa. Nella prima parte della Messa, Liturgia della Parola, è Dio stesso che ci parla e nel Vangelo è Gesù. La parola è sempre viva, attuale, valida e impegnativa oggi, in tutte le circostanze della vita di ogni giorno. La seconda parte, Liturgia Eucaristica, attualizza la passione e morte di Gesù in croce, cioé rende attuale, misticamente presente a noi oggi, la redenzione di Gesù. Rende misticamente presenti anche noi sul Calvario, insieme a Maria, a Giovanni, alle pie donne e mette a nostra disposizione i frutti della salvezza. Dobbiamo partecipare alla Messa con queste convinzioni e con sentimenti di attenzione, adorazione, compartecipazione, gratitudine e amore, quelli che avremmo avuto se fossimo stati presenti sul Calvario insieme a Maria, mentre Gesù moriva sulla croce. Ecco perché la Messa ha un valore inestimabile! “Figlioli, la Santa Messa non sia per voi un’abitudine, ma sia vita. Vivendo ogni giorno la Santa Messa voi sentirete il bisogno della santità e crescerete nella santità” (gennaio 1998). Fra tutte le preghiere la Santa Messa è la più grande, la più perfetta, la più completa e la più efficace. Qui è Gesù stesso che prega con noi e per noi e ci si rende presente. Alla Messa non si partecipa per abitudine, assistendovi passivamente. Vi si partecipa attivamente facendo nostri i vari sentimenti e atteggiamenti di preghiera che in essa si susseguono e cercando poi di vivere questo nelle occupazioni della giornata. La Santa Messa così vissuta, più di ogni altra preghiera, ci fa sentire il bisogno della santità e ci fa crescere in essa.

Pratica Spirituale: Partecipiamo alla Messa ogni volta che possiamo e uniamoci così più profondamente alla morte e resurrezione di Gesù, uniti al Cuore di Maria.

Tratto da: Mater Divinae Gratiae – “Medjugorje il messaggio Mariano che ci insegna a vivere la Consacrazione” – 4/2000

Vangelo (Mt 13, 1-9) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 24 Luglio 2019) con commento comunitario

23 luglio 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13, 1-9)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

Questo è il Vangelo del 24 Luglio, quello del 23 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 15,1-8) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 23 Luglio 2019) con commento comunitario

22 luglio 2019 by

SANTA BRIGIDA DI SVEZIA, RELIGIOSA, PATRONA D’EUROPA – FESTA

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,1-8)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Questo è il Vangelo del 23 Luglio, quello del 22 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Gv 20,1-2.11-18) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 22 Luglio 2019) con commento comunitario

21 luglio 2019 by

SANTA MARIA MADDALENA – FESTA

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,1-2.11-18)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Questo è il Vangelo del 22 Luglio, quello del 21 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Lc 10,38-42) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 21 Luglio 2019) con commento comunitario

20 luglio 2019 by

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,38-42)

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.

Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.

Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Questo è il Vangelo del 21 Luglio, quello del 20 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 12,14-21) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 20 Luglio 2019) con commento comunitario

19 luglio 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12,14-21)

In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».

Questo è il Vangelo del 20 Luglio, quello del 19 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 12,1-8) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 19 Luglio 2019) con commento comunitario

18 luglio 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12,1-8)

In quel tempo Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Questo è il Vangelo del 19 Luglio, quello del 18 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 11,28-30) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 18 Luglio 2019) con commento comunitario

17 luglio 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,28-30)

In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Questo è il Vangelo del 18 Luglio, quello del 17 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 11,25-27) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 17 Luglio 2019) con commento comunitario

16 luglio 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-27)

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Questo è il Vangelo del 17 Luglio, quello del 16 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.

Vangelo (Mt 11,20-24) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 16 Luglio 2019) con commento comunitario

15 luglio 2019 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,20-24)

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

Questo è il Vangelo del 16 Luglio, quello del 15 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto.