Vangelo (Mt 19,13-15) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 19 Agosto 2017) con commento comunitario

18 agosto 2017 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,13-15)

In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono.
Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli».
E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.

Questo è il Vangelo del 1 9Agosto, quello del 18 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Tweet del Papa (@Pontifex_it)

17 agosto 2017 by

​Nulla vi impedisca di vivere e crescere nell’amicizia del Padre celeste, e di testimoniare a tutti la sua infinita bontà e misericordia.

13:30 – 17 agosto 2017

IL SACRO CUORE E IL SACERDOZIO Madre Luisa Margherita Claret de la Touche Serva di Dio

17 agosto 2017 by

PARTE SECONDA

LE VIRTU’ SACERDOTALI DEL CUORE DI CRISTO

Risultato immagine per Madre Luisa Margherita Claret de la Touche Serva di Dio

CAPITOLO VII

La purezza

Nessuno ha mai dubitato della purezza di Gesù. Poteva sfidare i suoi contemporanei: « Chi tra voi mi convincerà di peccato? », senza paura di essere smentito. I suoi nemici, furenti, lo insultavano, lo chiamavano indemoniato e blasfemo; non hanno mai osato sospettare della sua virtù. La folla, entusiasta delle grandi opere di Gesù e rispettosa della sua vita santa e pura, lo riconosceva, se non come Messia, almeno come un profeta, un inviato di Dio, nella verità, nella giustizia, nella santità. Noi che sappiamo che è Dio, lo adoriamo nella sua purezza che nessuna macchia, nessuna ombra ha mai oscurato.

è il puro, il santo per eccellenza. Verbo di Dio, splendore dell’eterno, rivela, nella sua natura di Dio, degli splendori, delle trasparenze, dei candori di cui nulla può offrirci un’idea anche imperfetta. Era un uomo perfettamente puro. La sua anima era splendida di innocenza. Il suo cuore, tabernacolo dell’Amore Infinito, batteva soltanto per la gloria del Padre e la salvezza dell’uomo, essendo insieme altare e vittima del sacrificio più puro. Il suo corpo, formato dallo Spirito Santo dal sangue puro di una Vergine, di una Vergine immacolata che la nascita del suo frutto benedetto ha reso più vergine ancora; la sua carne che doveva essere immolata per il peccato e diventare l’antidoto per il veleno dell’impurità iniettato nel sangue dell’uomo dal peccato originale; questa carne di Gesù è la più pura, la più idealmente candida che possiamo immaginare.

Nulla può darci un’idea di questa purezza. Il raggio del sole, nell’istante in cui prorompe, prima ancora di aver trapassato le nubi del cielo e le pesanti nebbie della terra, è meno puro di Cristo. Il fiocco di neve che scende dalle regioni ghiacciate dell’aria, che non ha toccato nulla, sballottato dal vento nello spazio, è meno puro di Cristo. Il giglio appena sbocciato, in fondo a una valle solitaria, che nulla di impuro ha contaminato, che nessuno sguardo ha sfiorato, nel cui calice neppure un’ape si è ancora posata, è meno puro di Cristo.

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Vangelo (Mt 19,3-12) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 18 Agosto 2017) con commento comunitario

17 agosto 2017 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,3-12)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?».
Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Questo è il Vangelo del 18 Agosto, quello del 17 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Un pensiero nella notte al Signore

16 agosto 2017 by

Ciò che porti nel cuore

Storia Zen

 

C’era una volta un vecchio saggio seduto ai bordi di un’oasi all’entrata di una città del Medio Oriente.
Un giovane si avvicinò e gli domandò: “Non sono mai venuto da queste parti. Come sono gli abitanti di questa città?”
L’uomo rispose a sua volta con una domanda: “Come erano gli abitanti della città da cui venivi?”
“Egoisti e cattivi. Per questo sono stato contento di partire di là”.
“Così sono gli abitanti di questa città”, gli rispose il vecchio saggio.

Poco dopo, un altro giovane si avvicinò all’uomo e gli pose la stessa domanda: “Sono appena arrivato in questo paese. Come sono gli abitanti di questa città?”
L’uomo rispose di nuovo con la stessa domanda: “Com’erano gli abitanti della città da cui vieni?”
“Erano buoni, generosi, ospitali, onesti. Avevo tanti amici e ho fatto molta fatica a lasciarli!”
“Anche gli abitanti di questa città sono così”, rispose il vecchio saggio.

Un mercante che aveva portato i suoi cammelli all’abbeveraggio aveva udito le conversazioni e quando il secondo giovane si allontanò si rivolse al vecchio in tono di rimprovero: “Come puoi dare due risposte completamente differenti alla stessa domanda posta da due persone?
“Figlio mio”, rispose il saggio, “ciascuno porta nel suo cuore ciò che è. Chi non ha trovato niente di buono in passato, non troverà niente di buono neanche qui. Al contrario, colui che aveva degli amici leali nell’altra città, troverà anche qui degli amici leali e fedeli. Perché, vedi, ogni essere umano è portato a vedere negli altri quello che è nel suo cuore.”

 

 

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Liturgia del giorno: Audio salmo (65) 66

16 agosto 2017 by

Mercoledì, 16 _ Agosto _ 2017


 

Sia benedetto Dio: è lui che ci mantiene tra i viventi.

[1] Al maestro del coro. Canto. Salmo.

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
[2] cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.

[3] Dite a Dio: “Terribili sono le tue opere!
Per la grandezza della tua potenza
ti lusingano i tuoi nemici.

[4] A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome”.

[5] Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini.

[6] Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.

[7] Con la sua forza domina in eterno,
il suo occhio scruta le genti;
contro di lui non si sollevino i ribelli.

[8] Popoli, benedite il nostro Dio,
fate risuonare la voce della sua lode;

[9] è lui che ci mantiene fra i viventi
e non ha lasciato vacillare i nostri piedi.

[10] O Dio, tu ci hai messi alla prova;
ci hai purificati come si purifica l’argento.

[11] Ci hai fatto cadere in un agguato,
hai stretto i nostri fianchi in una morsa.

[12] Hai fatto cavalcare uomini sopra le nostre teste;
siamo passati per il fuoco e per l’acqua,
poi ci hai fatto uscire verso l’abbondanza.

[13] Entrerò nella tua casa con olocausti,
a te scioglierò i miei voti,

[14] pronunciati dalle mie labbra,
promessi dalla mia bocca
nel momento dell’angoscia.

[15] Ti offrirò grassi animali in olocausto
con il fumo odoroso di arieti,
ti immolerò tori e capri.

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

 

Commento:

 

Il salmo è stato scritto nel postesilio, come è facile ricavare dalla menzione di grandi prove nazionali:Ci hai purificati come si purifica l’argento (…). Hai fatto cavalcare uomini sopra le nostre teste (…), poi ci hai fatto uscire verso l’abbondanza. L’universalismo del salmo è espresso nell’invito a tutta la terra a dare gloria a Dio. Il salmista anima poi il gruppo orante che lo attornia a presentare a Dio il desiderio che sia celebrato in tutta la terra: Dite a Dio: Terribili sono le tue opere! Per la grandezza della tua potenza ti lusingano i tuoi nemici (…). A te si prostri tutta la terra, a te canti inni, canti al tuo nome”. Il salmista riprende il suo invito a tutte le genti, invitandole ad avvicinarsi ad Israele per udire le grandi opere che Dio ha compiuto per il suo popolo, compresa la liberazione da Babilonia: Venite e vedete le opere di Dio, terribile nel suo agire sugli uomini. Egli cambiò il mare in terra ferma….  Dio ha piegato i nemici del suo popolo, compresi i babilonesi:contro di lui non si sollevino i ribelli. Il salmista ancora invita i popoli a lodare Dio: Popoli, benedite il nostro Dio, fate risuonare la voce della sua lode…. Poi il salmista si rivolge direttamente a Dio facendo memoria della catastrofe della deportazione a Babilonia:Dio, tu ci hai messi alla prova; ci hai purificati come si purifica l’argento (…). Hai fatto cavalcare uomini sopra le nostre teste (…), poi ci hai fatto uscire verso l’abbondanza. Il cavalcare uomini sopra le teste era una efferatezza egizia, assira, babilonese e poi anche persiana. I vinti venivano legati e calpestati dai carri dei vincitori. Il salmista, dopo essersi rivolto a Dio nella memoria dei grandi avvenimenti della nazione, che sente suoi per appartenenza, si riferisce a Dio come persona singola, che ha una sua storia di dolore, e che nell’angoscia ha pronunciato voti. Questi voti li assolverà perché è stato beneficato da Dio secondo il suo desiderio espresso nella preghiera, ma anche secondo la giustizia di Dio: Se nel mio cuore avessi cercato il male, il Signore non mi avrebbe ascoltato.

Il salmo, che noi recitiamo in Cristo, ci collega alla grande storia di Israele, alla quale siamo stati innestati per mezzo di Cristo (Cf. Rm 11,24), il quale è la ragione di ogni liberazione, di ogni grazia che viene dal Padre. Noi entriamo nelle sue chiese non offrendo sacrifici di montoni, capri e tori, ma il sacrificio di noi stessi, in unione al sacrificio del Cristo presente sugli altari (Cf. Ps 39,7). Perfettamente nostra è l’invocazione a tutte le genti a venire e vedere. A vedere in noi, nella Chiesa, la grande opera della redenzione.

 

 

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L’assunzione al cielo di Maria: “dirla Beata è dire noi beati”

16 agosto 2017 by

Una riflessione di padre Maurizio Botta

L’assunzione della santa Vergine è una singolare partecipazione alla risurrezione del suo Figlio e un’anticipazione della risurrezione degli altri cristiani. 966 CCC – Catechismo della Chiesa Cattolica


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Vangelo (Mt 18,21-19,1) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 17 Agosto 2017) con commento comunitario

16 agosto 2017 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,21-19,1)

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano.

Questo è il Vangelo del 17 Agosto, quello del 16 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Non imbalsamare le fonti della grazia

16 agosto 2017 by

http://www.lastampa.it/2017/08/16/vaticaninsider/ita/commenti/lascolto-dono-fondamentale-per-la-crescita-di-una-persona-e-della-societ-5p4mz0xXKtQnK7ESpWBsKL/pagina.html

Tweet del Papa (@Pontifex_it)

16 agosto 2017 by

​L’Assunzione di Maria riguarda il nostro futuro: ci fa guardare al cielo, annuncia i cieli nuovi e la terra nuova, con la vittoria di Cristo

13:30 – 15 agosto 2017

Vangelo (Mt 18,15-20) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 16 Agosto 2017) con commento comunitario

15 agosto 2017 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,15-20)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Questo è il Vangelo del 16 Agosto, quello del 15 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Assunzione al Cielo di Maria Vergine

15 agosto 2017 by

 

 

 

 

Preghiera a Maria Assunta di Paolo VI

O Maria Immacolata Assunta in cielo,
tu che vivi beatissima nella visione di Dio:
di Dio Padre che fece di te alta creatura,
di Dio Figlio che volle da te
essere generato uomo e averti sua madre,
di Dio Spirito Santo che in te
compì la concezione umana del Salvatore.
O Maria purissima
o Maria dolcissima e bellissima
o Maria donna forte e pensosa
o Maria povera e dolorosa
o Maria vergine e madre
donna umanissima come Eva più di Eva.
Vicina a Dio nella tua grazia
nei tuoi privilegi
nei tuoi misteri
nella tua missione
nella tua gloria.
O Maria assunta nella gloria di Cristo
nella perfezione completa e trasfigurata
della nostra natura umana.
O Maria porta del cielo
specchio della luce divina
santuario dell’Alleanza tra Dio e gli uomini,
lascia che le nostre anime volino dietro a te
lascia che salgano dietro il tuo radioso cammino
trasportate da una speranza che il mondo non ha
quella della beatitudine eterna.
Confortaci dal cielo o Madre pietosa
e per le tue vie
della purezza e della speranza
guidaci un giorno
all’incontro beato con te
e con il tuo divin Figlio
il nostro Salvatore Gesù.
Amen!

Un pensiero nella notte al Signore

15 agosto 2017 by

Signore, aiutaci a fidarci di te

don Angelo Saporiti

 

Signore, aiutaci a fidarci di te,
della tua Provvidenza.
Guardando a ciò che siamo e a ciò che abbiamo,
fa’ che ci sentiamo dei privilegiati,
appagati e pieni di gratitudine.

Fa’, o Signore,
che arriviamo a comprendere
che nel tuo amore c’è tutto ciò
di cui abbiamo bisogno per vivere
e per essere felici.

A noi, che desideriamo possedere sempre di più,
fa’ comprendere che il tuo amore
è la ricchezza più grande che possiamo avere
e che il sentirci amati da te
è il tesoro più prezioso che possiamo desiderare.

Donaci di capire che
non serve essere invidiosi di chi ha più di noi,
non serve essere tristi
se agli altri le cose vanno meglio che a noi.

Se noi abbiamo te,
se tu sei con noi,
noi abbiamo tutto.
Ma veramente tutto!
E questo ci deve bastare e… avanzare,
perché, tu, Signore,
sei il massimo che noi possiamo avere!

Tu sei il nostro bisogno appagato,
il nostro cuore riposato,
il nostro sogno realizzato.

 

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Liturgia del giorno: Audio salmo 147

15 agosto 2017 by

Lunedì, 14 _ Agosto _ 2017


 

Celebra il Signore, Gerusalemme.

[1] Alleluia.
Lodate il Signore: è bello cantare al nostro Dio,
dolce è lodarlo come a lui conviene.

[2] Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.

[3] Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite;

[4] egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.

[5] Grande è il Signore, onnipotente,
la sua sapienza non ha confini.

[6] Il Signore sostiene gli umili
ma abbassa fino a terra gli empi.

[7] Cantate al Signore un canto di grazie,
intonate sulla cetra inni al nostro Dio.

[8] Egli copre il cielo di nubi,
prepara la pioggia per la terra,
fa germogliare l’erba sui monti.

[9] Provvede il cibo al bestiame,
ai piccoli del corvo che gridano a lui.

[10] Non fa conto del vigore del cavallo,
non apprezza l’agile corsa dell’uomo.

[11] Il Signore si compiace di chi lo teme,
di chi spera nella sua grazia.

[12] Alleluia.
Glorifica il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion.

[13] Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

[14] Egli ha messo pace nei tuoi confini
e ti sazia con fior di frumento.

[15] Manda sulla terra la sua parola,
il suo messaggio corre veloce.

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

Commento:

Il salmo 147 della Vulgata latina era originariamente, nel testo
ebraico, unito al precedente. In questo canto il salmista invita
Gerusalemme, la città della pace, a lodare Dio per glorificarlo.
Ma, come noi sappiamo, la città santa è una immagine della
Gerusalemme celeste, della Chiesa e della Vergine Maria… Il
cristiano, allora, canta “alleluja, lodate Iddio”, in coro, insieme
alla Madre del Signore e Madre nostra e alla Chiesa, cosicché
questo coro diventa una sola voce:
“Alleluja.
Glorifica il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion!”
E questo unico corpo mistico passa subito dopo ad elencare
con gioia i motivi di questa lode. Nel cammino di fede, infatti,
il Signore rinforza le sbarre alle porte del cuore di ciascuno di
noi, rendendolo sempre più resistente agli attacchi del maligno.
“Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Egli ha messo pace nei tuoi confini
e ti sazia con fior di frumento.”
All’interno del recinto della Chiesa le pecore sono al sicuro,
sicure che “le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”
(Mt. 16,18)1
Nella Chiesa veramente possiamo fare

Giacobbe diventa allora Israele, colui che era stato un
imbroglione, un malfattore, può diventare, se solo lo vuole, un
“forte con Dio”, questo il significato della parola Israele.
Israele è il nome nuovo che ogni cristiano, dopo aver fatto
l’esperienza di Dio nella sua storia, è chiamato a portare nel
mondo.

 

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Padre Massimiliano Kolbe, la vittoria della fede sul male del mondo

14 agosto 2017 by

La vita del santo polacco: dalla “Milizia dell’Immacolata” al martirio volontario ad Auschwitz. Tutto in nome dell’amore a Cristo e alla Madonna

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Tweet del Papa (@Pontifex_it)

14 agosto 2017 by

Il cammino di affidarsi al Signore incomincia tutti i giorni, dal mattino in poi.

13:30 – 14 agosto 2017

Vangelo (Lc 1,39-56) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 15 Agosto 2017) con commento comunitario

14 agosto 2017 by

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-56)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Questo è il Vangelo del 1 5Agosto, quello del 14 Agosto lo potete trovare qualche post più sotto.

Un pensiero nella notte al Signore

14 agosto 2017 by

Preghiamo il Signore perché si faccia presente nella nostra vita e ci aiuti a riconoscerlo negli avvenimenti che animano la nostra quotidianità. 

Signore Gesù, vieni accanto a noi

(Tonino Lasconi, Paoline.it)

Signore Gesù,
vieni accanto a noi!
Come un pastore buono,
prendici in braccio e consolaci.
Parla al nostro cuore,
e scaccia da noi la paura
di camminare sulle tue strade.

Aiutaci a non trattenere per noi
i doni della tua bontà,
ma a trafficarli generosamente,
per colmare i vuoti dell’indifferenza
ed eliminare gli inciampi dell’egoismo.

Signore Gesù,
aiutaci a vivere
nella santità della condotta
e nelle preghiere,
affinché la misericordia e la verità,
la giustizia e la pace si incontrino
anche nella nostra vita.

 

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Liturgia del giorno: Audio salmo (84) 85

14 agosto 2017 by

Domenica, 13 _ Agosto _2017


 

Mostraci, Signore, la tua misericordia.

[1] Al maestro del coro. Dei figli di Core. Salmo.

[2] Signore, sei stato buono con la tua terra,
hai ricondotto i deportati di Giacobbe.

[3] Hai perdonato l’iniquità del tuo popolo,
hai cancellato tutti i suoi peccati.

[4] Hai deposto tutto il tuo sdegno
e messo fine alla tua grande ira.

[5] Rialzaci, Dio nostra salvezza,
e placa il tuo sdegno verso di noi.

[6] Forse per sempre sarai adirato con noi,
di età in età estenderai il tuo sdegno?

[7] Non tornerai tu forse a darci vita,
perché in te gioisca il tuo popolo?

[8] Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

[9] Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annunzia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con tutto il cuore.

[10] La sua salvezza è vicina a chi lo teme
e la sua gloria abiterà la nostra terra.

[11] Misericordia e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.

[12] La verità germoglierà dalla terra
e la giustizia si affaccerà dal cielo.

[13] Quando il Signore elargirà il suo bene,
la nostra terra darà il suo frutto.

[14] Davanti a lui camminerà la giustizia
e sulla via dei suoi passi la salvezza.

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

 

Commento del salmo:

ostruito sul verbo ebraico shub, il vocabolo del «ritorno», cioè della conversione e quindi della restaurazione di Israele, questo salmo è il canto di un mondo nuovo in cui tutti gli attributi gloriosi del Dio dell’alleanza si iscrivono come cittadini. Così, la Verità e la Fedeltà amorosa di Dio si abbracceranno, la Giustizia e la Pace si baceranno, dal terreno germoglierà la Fedeltà e dai cieli scenderà la Salvezza. Il poeta inglese Milton ha elaborato questa visione di pace e di speranza nella sua Ode del Natale: «Sì, fedeltà e giustizia ritorneranno verso gli uomini, avvolte in un arcobaleno; e, gloriosamente vestita, la bontà si siederà nel mezzo assidendosi con un lampo celeste, raccogliendo ai suoi piedi scintillanti un tessuto di nubi. E il cielo, come per una festa, aprirà totalmente le porte del suo grande palazzo». La tradizione cristiana, infatti, ha riletto questo canto del «ritorno» di Israele alla sua terra e al suo Dio, e del «ritorno» di Dio verso Israele, sua sposa, come la celebrazione dell’abbraccio perfetto in Cristo tra natura umana e natura divina.

Card.Gianfranco Ravasi

 

 

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Papa Francesco angelus 13 agosto 2017

13 agosto 2017 by