Preghiera del giorno: Sempre con noi, di Charles de Foucault

6 dicembre 2016 by

Risultato immagine per gesù sempre con noi

Tu sei sempre con noi

mediante la santa Eucaristia,

sempre con noi mediante la tua grazia,

sempre con noi mediante la tua Provvidenza

che ci protegge senza interruzione,

sempre con noi mediante il tuo Amore…

O mio Dio, quale felicità! Dio con noi,

Dio in noi, Dio nel quale ci muoviamo e siamo,

Dio che è a due metri da me in questo

tabernacolo: che cosa ci manca ancora?

Quanto sono felice!

«Emmanuele, Dio-con-noi»,

ecco per così dire la prima parola del Vangelo…

«Io sono con voi fino alla fine del mondo»,

ecco l’ultima. Quanto sono felice! Quanto sei buono!

La santa Eucaristia è Gesù, è tutto Gesù!

Nella santa Eucaristia tu sei tutto intero,

completamente vivo, o mio Amato Gesù,

così pienamente come lo eri

nella casa della santa Famiglia di Nazareth,

nella casa di Maddalena a Betania,

come lo eri in mezzo ai tuoi apostoli.

Allo stesso modo tu sei qui,

o mio Amato e mio Tutto.

Leggi il seguito di questo post »

Articolo di d. Giampaolo uscito su Vatican Insider il 6 dicembre 2016

6 dicembre 2016 by

http://www.lastampa.it/2016/12/06/vaticaninsider/ita/commenti/dio-non-dimentica-nemmeno-un-briciolo-della-vita-e-dei-bisogni-di-una-persona-J8NdJbRaPbmIshXhCiOhyI/pagina.html

Vangelo (Mt 11,28-30) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 7 Dicembre 2016) con commento comunitario

6 dicembre 2016 by

S. AMBROGIO, vescovo e dottore della chiesa – memoria
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,28-30)

In quel tempo, Gesù disse:

«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Questo è il Vangelo del 7 Dicembre, quello del 6 Dicembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Liturgia del giorno: Audio salmo 85(84)

6 dicembre 2016 by

Lunedì, 05 _ Dicembre _2016


 

Ecco il nostro Dio, egli viene a salvarci.

[1] Al maestro del coro. Dei figli di Core. Salmo.

[2] Signore, sei stato buono con la tua terra,
hai ricondotto i deportati di Giacobbe.

[3] Hai perdonato l’iniquità del tuo popolo,
hai cancellato tutti i suoi peccati.

[4] Hai deposto tutto il tuo sdegno
e messo fine alla tua grande ira.

[5] Rialzaci, Dio nostra salvezza,
e placa il tuo sdegno verso di noi.

[6] Forse per sempre sarai adirato con noi,
di età in età estenderai il tuo sdegno?

[7] Non tornerai tu forse a darci vita,
perché in te gioisca il tuo popolo?

[8] Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

[9] Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annunzia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con tutto il cuore.

[10] La sua salvezza è vicina a chi lo teme
e la sua gloria abiterà la nostra terra.

[11] Misericordia e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.

[12] La verità germoglierà dalla terra
e la giustizia si affaccerà dal cielo.

[13] Quando il Signore elargirà il suo bene,
la nostra terra darà il suo frutto.

[14] Davanti a lui camminerà la giustizia
e sulla via dei suoi passi la salvezza.

Premere qui per ascoltare il salmo.


 

Ritaglio del Vangelo Odierno:

«Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.

Lc 5,17-26


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Ascoltare la Sua voce

Ogni recinto ha la sua porta per entrare.
Ogni pastore ha le sue pecore.
Ogni pecora conosce la voce del pastore.

Poco affini alla nostra vita cittadina sono questi termini: recinto, pastore,pecora… questo è un linguaggio che non mi serve!

Ma aspetta, rifletti un attimo,se Gesù ha lasciato come suo dono, proprio per te, questa parola, perché non provare a masticarla un po’ per comprenderla?

Ascoltare la voce di Dio come una pecorella attenta riconosce la voce familiare del suo pastore e non ha paura di avvicinarsi, di lasciarsi condurre nel recinto.

Ascoltare la voce di Dio: che impresa folle!
Dove posso ascoltare Dio?
Come posso capire quello che mi vuole dire?
Non rischio di essere un illuso, appunto una pecora che segue le altre e per tradizione, per buona apparenza faccio come gli altri, per apparire buono?

Ascoltare la voce di Dio è operazione delicata; è ricerca appassionata; è impegno di uomini  e donne forti, pazienti, costanti.
Il segreto è farsi aiutare da Dio stesso nell’ascoltare la Sua voce.
Come potrebbe una piccola pecora riconoscere la voce del Pastore, se il Pastore stesso con pazienza e cura non gli avesse insegnato i modi, i toni, i richiami?

Signore Gesù, insegnami a riconoscere la Tua voce tra le tante troppe voci che mi circondano.
La Tua è voce, le altre sono frastuono.
La Tua voce scende come balsamo calmante nel profondo del mio cuore.
Le altre voci sono schiamazzi che annebbiano il mio pensare.
La Tua voce rende vero ciò che esprime e in forza di questa Tua Parola che mi raggiunge io so che posso ancora credere nella vita,

posso ancora sperare in un futuro, posso ancora amarmi nonostante le tante cadute.

Signore Gesù, voglio ascoltare la tua voce: parlami!

Come pecorella smarrita vado errando cercando chi può introdurmi nel mondo dell’amore,

non lasciarmi vagare per monti e colline,

vieni , buon Pastore e indicami la porta per entrare nella Tua conoscenza!

Tweet del Papa

5 dicembre 2016 by

Gesù insegna ad andare sempre all’essenziale e ad assumere con responsabilità la propria missione.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 13:00 – 5 dic 2016

Messa Santa Marta 05-12-2016

5 dicembre 2016 by

 

 

 

Messa del Pontefice a Santa Marta – L’intuito di Maddalena

2016-12-05 L’Osservatore Romano

 

Con il suo intuito Maddalena ha capito che Gesù voleva “ri-crearla”, non coprire semplicemente i suoi peccati con un’operazione di maquillage: e proprio lei, che ha avuto il coraggio di dare «nome e cognome» ai propri peccati, è stata indicata da Papa Francesco — nell’omelia della messa celebrata lunedì 5 dicembre nella cappella della Casa Santa Marta — come esempio per lasciarsi davvero rinnovare dal Signore nel profondo.

Sadao Watanabe, «Gesù guarisce il paralitico»

La prima lettura, tratta dal libro di Isaia (35, 1-10), «ci parla di rinnovamento: la steppa gioisca e fiorisca perché le sarà data la gloria», ha fatto subito notare Francesco. Dunque «la steppa fiorirà e quello che era deserto, quello che era brutto, quello che era scartato sarà pieno di fiori, nuovo: si rinnoverà». Così «la profezia di Isaia preannuncia la venuta del Salvatore: è il cambio dal brutto al bello, dal cattivo al buono». E «questo ci darà gioia, ci aiuterà giacché preannuncia le guarigioni: “Si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà» e anche nel deserto «ci sarà un sentiero e una strada e la chiameranno via santa»: sarà «una via che il suo popolo potrà percorrere». Sono parole, ha spiegato il Pontefice, che raccontano «un cambiamento in meglio; e così il popolo aspettava il Messia, aspettava questo che il profeta Isaia aveva annunciato».

E infatti «Gesù è venuto — ha affermato il Papa — e Gesù guariva e Gesù insegnava e Gesù faceva vedere una strada di cambiamento alla gente e per questo la gente lo seguiva». Ma «non lo seguiva perché era di attualità: lo seguiva perché il messaggio di Gesù arrivava al cuore». La Bibbia dice «che lui parlava con autorità, non come parlavano i dottori della legge, e il popolo capiva». Inoltre «il popolo vedeva che Gesù guariva e lo seguiva anche per questo: tanti malati li portavano lì perché lui desse loro la salute». Tutto questo è raccontato nel passo evangelico di Luca (5, 17-26) proposto dalla liturgia.

Tuttavia, ha messo in evidenza il Papa, «quello che faceva Gesù non era soltanto un cambiamento dal brutto al bello, dal cattivo al buono: Gesù ha fatto una trasformazione». Infatti «non è un problema di far bello, non è un problema di maquillage, di trucco». In realtà, il Signore «ha cambiato tutto da dentro, ha cambiato con una ri-creazione: Dio aveva creato il mondo; l’uomo è caduto in peccato; viene Gesù a ri-creare il mondo».

Ecco «il messaggio del Vangelo che si vede chiaro: prima di guarire quell’uomo, Gesù perdona i suoi peccati» ha affermato Francesco. Così il Signore «va lì, alla ri-creazione, ri-crea quell’uomo da peccatore in giusto: lo ri-crea come giusto». In sostanza «lo fa nuovo, lo rinnova e questo scandalizza». Perciò «i dottori della legge incominciarono a discutere, a mormorare: “Ma chi è questo che fa queste cose? Con quale autorità fa questo?”».

Gesù «scandalizzava» perché «è capace di farci — noi peccatori — persone nuove», ha insistito il Pontefice. Proprio «questo intuì la Maddalena quando andò da lui, pianse e lavò i piedi con le sue lacrime, li asciugò con i suoi capelli». Lei «intuì lì il guaritore della sua piaga: era una donna sana, aveva salute, ma aveva una piaga dentro, era una peccatrice». Così «intuì che quell’uomo poteva guarire non solo il corpo, ma la piaga dell’anima: poteva ri-creala». Ma «per questo ci vuole tanta fede». Tanto che per capirlo, ha spiegato Francesco, «abbiamo pregato oggi il Signore, nell’orazione colletta, affinché ci aiuti a prepararci al Natale con grande fede».

«Per la guarigione dell’anima , per la guarigione esistenziale, la ri-creazione che porta Gesù, ci vuole grande fede, non è facile» ha affermato il Papa. E a questo proposito ha fatto riferimento a un dialogo evangelico: «“Tutto è possibile a coloro che credono” aveva detto Gesù al papà di quel bambino dopo la trasfigurazione; “Credo, Signore, ma aiutami ad avere più fede” ha detto quel povero uomo». Perché anche lui aveva capito «che c’era qualcosa di più».

«Essere trasformati: questa è la grazia della salute che porta Gesù» ha proseguito il Pontefice, aggiungendo: «Tante volte, quando pensiamo a questo, diciamo: “ma, io non ce la faccio!”», perché «incominciare una vita nuova, lasciarmi trasformare, lasciarmi ri-creare da Gesù è molto difficile». Lo stesso «Isaia profetizza: “Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio”».

Ecco perché, ha aggiunto il Papa, «“coraggio” è la parola di Dio: “Coraggio, lasciatevi ri-creare”». Dunque «non guarire soltanto, ma ri-creare: ri-creare il cuore: tutti siamo peccatori, ma guarda la radice del tuo peccato e che il Signore vada laggiù e la ri-crei; e quella radice amara fiorirà, fiorirà con le opere di giustizia; e tu sarai un uomo nuovo, una donna nuova».

Francesco ha quindi messo in guardia dalla tentazione di non lasciarsi ri-creare dal Signore, limitandoci a riconoscere che «sì, sì, io ho dei peccati», però «vado, mi confesso, due paroline e poi continuo così». Insomma «soltanto due pennellate di vernice e crediamo che con questo sia finita la storia». Invece no, si tratta di riconoscere «i miei peccati, con nome e cognome: io ho fatto questo, questo, questo, e mi vergogno dentro il cuore». Così «apro il cuore: “Signore, l’unico che ho, ri-creami, ri-creami!”». Solo in questo modo «avremo il coraggio di andare con vera fede — come abbiamo chiesto — verso il Natale». Senza mai cercare «di nascondere la gravità dei nostri peccati».

Il Papa ha anche voluto fare un esempio concreto a proposito del peccato di invidia, suggerendo a chi ammette di averne avuta solo «un po’» di pensare invece che è «una cosa bruttissima, come il veleno del serpente», perché si cerca «di distruggere l’altro». Per questa ragione, ha aggiunto, è opportuno «andare al fondo dei nostri peccati e poi darli al Signore, perché lui li cancelli e ci aiuti ad andare avanti con fede».

Prima di riprendere la celebrazione, il Papa ha voluto raccontare «una storia: un grande santo, studioso della Bibbia, aveva un carattere troppo forte con tanti moti di ira». Ma «lui chiedeva perdono al Signore, sempre, facendo tanta penitenza e offriva al Signore tante rinunce e fioretti». Quel «santo, parlando col Signore diceva: “Sei contento, Signore?” — “No!” — “Ma ti ho dato tutto!” — “No, manca qualcosa”. Allora il povero uomo faceva un’altra penitenza, un’altra preghiera, un’altra veglia: “Ti ho dato questo, Signore, va bene?” — “No, manca qualcosa” — “Ma cosa manca, Signore?” — “Mancano i tuoi peccati, dammi i tuoi peccati!”».

Proprio questo, ha concluso il Pontefice, «è quello che, oggi, il Signore ci chiede: “Coraggio, dammi i tuoi peccati e io ti farò un uomo nuovo e una donna nuova”». Che «il Signore — ha auspicato — ci dia fede per credere a tutto ciò».

Vangelo ( Mt 18,12-14) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 6 Dicembre 2016) con commento comunitario

5 dicembre 2016 by

Dal Vangelo secondo Matteo ( Mt 18,12-14)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?

In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.

Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».

Questo è il Vangelo del 6 Dicembre, quello del 5 Dicembre lo potete trovare qualche post più sotto.

Tweet del Papa

4 dicembre 2016 by

L’Avvento è il tempo per preparare i nostri cuori ad accogliere Cristo Salvatore, nostra speranza.

Papa Francesco su Twitter (@Pontifex_it), ore 9:30 – 4 dic 2016

Liturgia del giorno: Audio salmo 72(71)

4 dicembre 2016 by

Domenica, 04 _ Dicembre _2016


 

Vieni, Signore, re di giustizia e di pace.

[1] Di Salomone.
Dio, dà al re il tuo giudizio,
al figlio del re la tua giustizia;

[2] regga con giustizia il tuo popolo
e i tuoi poveri con rettitudine.

[3] Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.

[4] Ai miseri del suo popolo renderà giustizia,
salverà i figli dei poveri
e abbatterà l’oppressore.

[5] Il suo regno durerà quanto il sole,
quanto la luna, per tutti i secoli.

[6] Scenderà come pioggia sull’erba,
come acqua che irrora la terra.

[7] Nei suoi giorni fiorirà la giustizia
e abbonderà la pace,
finché non si spenga la luna.

[8] E dominerà da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.
[9] A lui si piegheranno gli abitanti del deserto,
lambiranno la polvere i suoi nemici.

[10] Il re di Tarsis e delle isole porteranno offerte,
i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi.

[11] A lui tutti i re si prostreranno,
lo serviranno tutte le nazioni.

[12] Egli libererà il povero che grida
e il misero che non trova aiuto,

[13] avrà pietà del debole e del povero
e salverà la vita dei suoi miseri.

[14] Li riscatterà dalla violenza e dal sopruso,
sarà prezioso ai suoi occhi il loro sangue.

[15] Vivrà e gli sarà dato oro di Arabia;
si pregherà per lui ogni giorno,
sarà benedetto per sempre.
Premere qui per ascoltare il salmo.


 

Ritaglio del Vangelo Odierno:

Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

Mt 3,1-12


 

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Per la conversione

 

O Gesù, tu hai detto: “convertitevi e credete al Vangelo”

e ci chiami tutti alla conversione,

ciascuno nel cammino che sta compiendo.

E allora, o mio Maestro, 

insegnaci la chiave di lettura giusta

per aprire le porte della conversione

attraverso il tuo Vangelo.

Donaci oggi la tua Parola, quella in cui c’è la Verità,

in cui ci viene mostrata la Via per convertirci

e che dà Vita.

Ci convertiamo più facilmente

quando vediamo un fatto…un segno…

ma tu aiutaci a farlo solo attraverso

la tua Parola.

Vangelo ( Lc 5,17-26) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 5 Dicembre 2016) con commento comunitario

4 dicembre 2016 by

Dal Vangelo secondo Luca ( Lc 5,17-26)

Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.

Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.

Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».

Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico -: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.

Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».

Questo è il Vangelo del 5 Dicembre, quello del 4 Dicembre lo potete trovare qualche post più sotto.