Archivio dell'autore

Metanoeite, percepite oltre

15 ottobre 2018

http://www.lastampa.it/2018/10/16/vaticaninsider/la-gente-ha-bisogno-di-sentirsi-capita-e-amata-e-il-cuore-di-cristo-la-chiave-di-ogni-cosa-thBO8tlxSG9GwDStmuKnVL/pagina.html

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Renzo e Domenico Agasso jr, Solo l’amore salva il mondo

13 luglio 2018

http://www.lastampa.it/2018/07/12/vaticaninsider/massimiliano-kolbe-solo-lamore-salva-il-mondo-okrfkmSmALdpj1MrXCj8KO/pagina.html

Un Francesco in ogni ruolo

5 luglio 2018

http://gpcentofanti.altervista.org/persone-concrete/

A. Tornielli, D. Agasso jr: A piedi nella notte

5 luglio 2018

http://www.lastampa.it/2018/05/26/vaticaninsider/a-piedi-nella-notte-yt1kmhaSsNthqn4pKIP2qI/pagina.html
«Camminare nel buio. Camminare nella notte. Ma non da soli. Camminare brancolando verso una mèta, con compagni di viaggio. La vita è cammino, è pellegrinaggio. E l’esperienza disorientante del buio non è prerogativa di chi vive nel dubbio, nell’incertezza, né di chi conclude che non esistono risposte soddisfacenti alla nostra sete di infinito».

Manifesto del cuore divino e umano di Gesù, chiave di ogni cosa

12 aprile 2018

http://gpcentofanti.altervista.org/manifesto-del-cuore-divino-umano-gesu-2/

Discernimento del cuore e squadrature razionaliste

8 aprile 2018

La maturazione

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Il denaro non governa

28 marzo 2018

http://www.edizpiemme.it/libri/il-denaro-non-governa

Buona Pasqua!

25 marzo 2018
Talora nelle parole che ascoltiamo nella Settimana Santa possiamo per certi versi sentire Dio ancora più lontano.

Per esempio, perché tutta questa sofferenza, per lavare i peccati? Gesù si sarebbe fatto uomo comunque, a prescindere dal nostro peccato, per il gran desiderio di starci vicino, di condividere la nostra vita e di aprirci le porte della pienezza.

È rimasto a testimoniare a Gerusalemme perché Dio mantiene le promesse. Il Messia è davvero venuto. E non ha assunto in modo quasi esoterico su di sé i nostri peccati ma semplicemente ha amato ogni uomo, anche con il suo peccato, anche chi lo mandava a morte. Ci ha mostrato la via della fiducia nell’amore del Padre e la via dell’amore per i fratelli e tra fratelli. È semplice e buono come il pane, gioioso, allegro, come il vino. Ciò non è annullato dalle sue piaghe anche da risorto, perché soffre per chi si chiude alla vita. Un Dio vicino. Da un lato ci fa capire che non è masochista, che avrebbe desiderato la via bella della pace e non la crocifissione. Da un altro lato però dice anche di avere sete. Sete di stare vicino, di condividere, il dolore di ogni uomo. Anche lui si è sentito abbandonato da Dio.
E non è vero che più ci si avvicina a Dio più si devono subire prove. Chi lo segue avrà cento volte tanto e la vita eterna. Cioè sperimenta sempre più la potenza della risurrezione e può più facilmente ricevere ogni bene. È un cammino verso la gioia e la pace sempre più piene. Verso la costruzione di tanti buoni, migliori, rapporti, verso tanta luce nuova.
Può talora accadere che il bene dia fastidio a qualcuno, che si vivano persecuzioni. Ma non si può vedere il dolore fuori della grazia che lui ci darà in quel momento.
Un Dio divino ma anche umano, che ci aiuta a ritrovare la nostra umanità. Buona Pasqua

Nell’anniversario dell’elezione di papa Francesco

13 marzo 2018
Forse il discernimento ignaziano

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Il rivelarsi dell’Eucaristia e le resistenze nella Chiesa

9 marzo 2018
Ogni autentico rinnovamento nella Chiesa è dono, al fondo, di Cristo. È bene porsi verso di lui, verso la Parola, verso l’eucarestia, come Mosè di fronte al roveto ardente. Togliendoci i calzari. Può invece stupire la autoreferenziale certezza di alcune interpretazioni che in realtà messe a confronto col vangelo sembrano essere divenute nel tempo tradizioni di uomini più che vissuta ricerca del vero Spirito di Gesù. Sembra che Cristo offra lui stesso l’eucarestia a Giuda. Certamente la porge ai fuggitivi discepoli di Emmaus. Si dichiara pane della vita che non respingerà chi vada a lui. Parole come degno, non degno, di Dio, come offendere Dio, che si sentono talora nella Chiesa, lui non le ha sostanzialmente mai usate.

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Paragrafi 100 e 101 dal Manifesto del cuore di Cristo

5 marzo 2018

Importante articolo di J Joblin sj su Civiltà Cattolica. Nella cultura odierna si cerca tutt’al più l’accordo sui concetti ma non su ciò che li genera.

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Negletta, in certe guide, sete di luce

1 marzo 2018

Veniamo, specie prima del Concilio Vaticano II, da secoli di visione in varia misura statica della fede. Gesù ha già rivelato, virtualmente, tutto. Ma possiamo dimenticare che egli ha affermato che lo Spirito ci condurrà alla verità tutta intera ricordandoci quello che (Cristo) ha detto. La richiesta della sapienza da parte del giovane Salomone viene lodata da Dio in modo così straordinario da poterci indurre ad osservare che è una richiesta forse rara persino nelle Scritture, sia antico che neotestamentarie. Da quella esperienza biblica possiamo imparare a chiedere anche la fedeltà. Infatti forse la sapienza rese la vita per certi versi così facile al re che poi allentò la vigilanza e si perse.

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Una vita, una cultura, una pastorale, rinnovate

16 febbraio 2018

Una proposta di una nuova cultura sulla stessa scia di Francesco esiste già da molti anni. Una sintesi la si trova qui: https://gpcentofanti.wordpress.com/manifesto-del-cuore-divino-e-umano-di-cristo/ .

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Il Gesù nuovo che nasce oggi

23 dicembre 2017

Il trionfo del cuore di Maria e la venuta di papa Francesco potrebbero rivelarsi sempre più sulla stessa via. Quella di una spiritualità serena, di un discernimento gradualmente pieno di semplicità e buonsenso (nella fede, per un cristiano). San Francesco, santa Teresina, vivevano nella semplicità di cuore ma potevano distinguere meno rigidità, forzature, sensi di colpa… Ora si può comprendere meglio, per grazia, che lo Spirito si rivela nell’umanità (di Cristo). Dunque la piccolezza di cuore non rivela solo cose spirituali, a rischio spiritualismo ma porta con delicatezza, a misura, tutto l’uomo nel mistero. Allora l’umanità vede vissutamente ogni cosa in modo nuovo. Si rinnova tutta la vita, la cultura, la pastorale. Lo scriba trae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche. Nei modi più diversi, a misura, a seconda delle situazioni, si può avvicinare, per grazia di Dio, tantissima gente. Perché bisogna capire il cammino personalissimo di ciascuno, i suoi bisogni, crescere, con discrezione, insieme… Non dunque una pastorale prefabbricata e astratta. Il cuore, non spiritualistico, non razionalistico ma divino e umano di Gesù è la chiave di ogni cosa. Lo Spirito che scende come una colomba e rimane nell’umanità di Cristo come nel suo nido naturale. Una sempre più profonda ed equilibrata consapevolezza della coscienza spirituale e psicofisica in Gesù. La grazia è divina e umana in lui. Si può dunque intuire, per grazia, la via del cuore nella luce dello Spirito. L’uomo si può perdere meno nei propri ragionamenti. Quando viene, la fede orienta il cuore a fidarsi del suo dono. Il Signore spiazza ancora una volta in modo nuovo con la piccolezza e la semplicità. 

Si veda: https://gpcentofanti.wordpress.com/manifesto-del-cuore-divino-e-umano-di-cristo/

O qui l’edizione più stringata: http://gpcentofanti.altervista.org/manifesto-del-cuore-divino-umano-gesu-2/?doing_wp_cron=1523872433.1062929630279541015625

La chiave decisiva dell’accoglienza

3 ottobre 2017

Un cuore fondamentalmente più libero da schemi, più pronto a discernere in contatto con la realtà viva, potrebbe manifestare una certa più pronta disponibilità a recepire il tema dell’accoglienza, del fare spazio. Un tema delicato, da considerare con equilibrio, nell’ottica attenta di una fede coltivata, per un cristiano, e non di un mero fare. Ma certo una via densa di possibili sviluppi, anche dal basso, dunque in varia misura capaci di aggirare eventuali resistenze oligarchiche. L’oligarchia infatti si può più facilmente reggere sull’individualizzazione e massificazione, schematizzazione, sul fondamentale isolamento, delle persone. Cose che l’egoismo, la scarsa accoglienza, possono alimentare. In modo ancora più drammatico e paradossale quando e’ il vario sottostimato che viene manipolato o anche addirittura sceglie liberamente questi orientamenti che perpetuano la sua stessa soggezione. Evidente che l’oligarchia possa invece scricchiolare quando dal basso si formassero reti, per esempio di cittadini, vivificate proprio anche dalla condivisione, dall’accoglienza, reciproche. Diffusione, sviluppo, scoperta, di tante ricchezze che altrimenti, in regime oligarchico, potrebbero restare doni meno volentieri accolti e fatti fruttificare.

Sarebbe per esempio talora bello ospitare, pur con sana prudenza, sulla propria rivista interventi di persone magari anche sconosciute e di diverso orientamento, solo perché comunque interessanti. Con sincera fraternità. Infatti il basarsi su titoli, fame, e altri riferimenti formali rischia di perpetuare, magari talora mascherandoli da ospitalità, gli interessi, gli schemi, dell’oligarchia e i possibili ripiegamenti dell’egoismo umano. Invece cercare di cogliere e di accogliere gli spunti interessanti da qualsiasi parte vengano può animare una ricerca molto più ricca, viva e diffusa. Uno stimolo di comprensione, di dialogo, di incontro, di ricerca di nuovi orizzonti, che farebbe bene a tutti. La fede, si dice talora, è il luogo dell’et et e non dell’aut aut. Ma talora potrebbe accadere che sia difficile questo per certi vari responsabili, nella Chiesa e fuori. Anche quando potrebbe essere proprio il caso dell’et et si può restare chiusi nel “mono”, in qualche varia unidimensionalità. Pensiamo alla decisiva questione della scuola. Dove si può sentire parlare di (falsa) neutralità, di identità o di dialogo. Magari più raramente di identità e di dialogo tra identità, quasi mai in certi casi, anche dove potrebbe apparire opportuno.

In queste direzioni un aiuto potente potrebbe venire, anche stimolata da esse, dalla possibile lettura (domando) che Cristo donerebbe l’eucarestia sostanzialmente a chiunque la desiderasse. Non si può invece forse riscontrare nei paletti attualmente posti alla recezione eucaristica un possibile limite fontale di chiusura identitaria, il contrario dell’accoglienza? Il Signore ci aiuti, appunto, a lasciar amare, parlare, operare, lui.

Pubblicato su Adista Segni Nuovi n° 37 del 20-10-2017, Lettere http://www.adista.it/edizione/4543

Il cuore divino e umano di Cristo, chiave di ogni cosa. Articoli di d. Giampaolo su Vatican Insider

11 settembre 2017

Gli articoli sono ordinati dal più recente a scendere verso il più antico.

http://www.lastampa.it/2018/10/16/vaticaninsider/la-gente-ha-bisogno-di-sentirsi-capita-e-amata-e-il-cuore-di-cristo-la-chiave-di-ogni-cosa-thBO8tlxSG9GwDStmuKnVL/pagina.html (Metanoeite, percepite oltre)

http://www.lastampa.it/2018/10/09/vaticaninsider/la-libera-formazioneuna-decisiva-via-di-rinascita-personale-e-comunitaria-QN0pffEb7kBf7QVNUDxQgO/pagina.html (Un contributo al sinodo dei giovani)

http://www.lastampa.it/2018/10/02/vaticaninsider/sinodo-siamo-anche-noi-w82BBgSlIGUtqfd1EZM6xN/pagina.html (I misteri delle apparizioni di Gesù risorto prima dell’Ascensione)

http://www.lastampa.it/2018/09/25/vaticaninsider/agli-inizi-di-una-rinnovata-sinodalit-mxjjCDn1NzztXwLfJVezoO/pagina.html (Il mistero della sinodalità)

http://www.lastampa.it/2018/09/18/vaticaninsider/un-dio-liberante-in-una-terra-sempre-pi-concretamente-liberata-fafX192kIoPXN03WAR6BuJ/pagina.html (L’amore, via dell’equilibrio)

http://www.lastampa.it/2018/09/11/vaticaninsider/ogni-uomo-che-incontroil-dono-di-cui-ho-davvero-bisogno-aGAxWR5OLphUL0gCljylLP/pagina.html (Tracce per il cammino spirituale delle guide)

http://www.lastampa.it/2018/09/04/vaticaninsider/costruttivit-e-sinodalit-3rwLl97yJVaIxOPppHZXUN/pagina.html (Gli anticorpi dell’abitudine)

http://www.lastampa.it/2018/08/30/vaticaninsider/quella-sincera-apertura-del-papa-sempre-pronto-a-cambiare-quando-serve-YHlAKxyOb4Mb1IWgPCZKHP/pagina.html

http://www.lastampa.it/2018/08/21/vaticaninsider/il-discernimento-per-entrare-in-sintonia-con-i-percorsi-di-ognuno-WEupdjiNJ4bghdBAsUQ1xK/pagina.html (Un discernimento dal vivo)

http://www.lastampa.it/2018/08/14/vaticaninsider/lasciarsi-portare-dallo-spirito-pu-diventare-una-scoperta-sempre-pi-desiderabile-CPZsX7un1vKEd7UJ4XsdHI/pagina.html (Uno Spirito desiderabile)

http://www.lastampa.it/2018/08/07/vaticaninsider/una-spiritualit-disincarnata-che-parla-di-mondi-prefabbricati-ePylgKQIijdq3rYVNfEXgP/pagina.html (I muri invisibili dell’intellettualismo e dello spiritualismo)

http://www.lastampa.it/2018/07/31/vaticaninsider/la-legge-meccanica-e-lamore-autentico-liberante-D55Mi6SVrlpGuH4DpyacMN/pagina.html (Storie 3)

http://www.lastampa.it/2018/07/24/vaticaninsider/essere-amati-gratuitamente-non-per-meriti-zg9UjDKWZAqZ8i7dXx6IUN/pagina.html (Storie 2)

http://www.lastampa.it/2018/07/17/vaticaninsider/il-bene-nel-cuore-che-vince-anche-la-depressione-dBg0obsfgQ2C5GvOvvIXfK/pagina.html (Storie 1)

http://www.lastampa.it/2018/07/10/vaticaninsider/far-parlare-la-vita-K7mF1KRDfYBD0xYom3PECM/pagina.html (Una spiritualità rinnovata)

http://www.lastampa.it/2018/07/03/vaticaninsider/la-meditazione-del-vangelo-deve-nascere-dal-cammino-vissuto-0ecvsovH0fF07jBGoSo3CM/pagina.html (Il fondamento degli apostoli)

http://www.lastampa.it/2018/06/26/vaticaninsider/la-societ-delle-astrazioni-CdUpiy0auN7lqEnpB2zlUL/pagina.html (Sinodalità e speranza)

http://www.lastampa.it/2018/06/19/vaticaninsider/un-astratto-ragionare-tinto-di-emotivit-FyLKJlY7jRuamQDKyJaKEO/pagina.html (Spiritualità cristiane oggi: problemi decisivi e possibili vie di soluzione)

http://www.lastampa.it/2018/06/12/vaticaninsider/una-bont-clerically-correct-senza-la-freschezza-del-vangelo-Jwmfe6ePDgJ4310k1pjjSJ/pagina.html (Sinodalità e vangelo vivo)

http://www.lastampa.it/2018/06/05/vaticaninsider/una-cultura-neutra-e-una-formazioneteleguidata-tqzoIoLDOsjH6daUMRtlNI/pagina.html (Teoria e pratica: un passaggio epocale)

http://www.lastampa.it/2018/05/29/vaticaninsider/uno-sguardo-vivo-non-vivisezionato-po2RhHPVBsKBtBWKLOdD4K/pagina.html (Gesù e i territori)

http://www.lastampa.it/2018/05/22/vaticaninsider/unautentica-sinodalit-in-ascolto-delle-periferie-myj4QeLHScGWuE4v7bjk5M/pagina.html (Sempre nuovo ritorno al vangelo. Sinodalità e media)

http://www.lastampa.it/2018/05/15/vaticaninsider/lo-spiritocolomba-e-le-oscillazioni-religiose-e-culturali-o08qxYhimpc6rTTpVC0ttI/pagina.html (Maria che scioglie i nodi)

http://www.lastampa.it/2018/05/08/vaticaninsider/la-virt-che-senza-amore-diviene-ideologia-dnk4WijWemETXDXG6D1RDM/pagina.html (Moralismo e tecnicismo. Lo Spirito e la donna)

http://www.lastampa.it/2018/04/30/vaticaninsider/i-germi-del-nuovo-qrZCN5okxSXsj21qqbyIvK/pagina.html (Il chicco di grano della profezia)

http://www.lastampa.it/2018/04/24/vaticaninsider/meno-discussioni-astratte-pi-vangelo-dZfEvl5Pzy2kLMMY8yXsLN/pagina.html (La Chiesa nella storia: un cammino di spogliamento di sé e di rivestimento di Cristo)

http://www.lastampa.it/2018/04/17/vaticaninsider/ita/commenti/sete-di-luce-QK1NYhnd5eJMg4pcOBegDJ/pagina.html (Alcune note sulla santità)

http://www.lastampa.it/2018/04/10/vaticaninsider/ita/commenti/amare-per-scoprire-nuove-sfumature-QKQ4vl77pFo3EV2w2DIPFK/pagina.html (False sicurezze e rischio, affidamento, del discernimento)

http://www.lastampa.it/2018/04/03/vaticaninsider/ita/commenti/imparare-da-tutti-fare-spazio-a-tutti-2LFtS2j4PusqtNDuGrN84M/pagina.html (Dinamiche di ripiegamento e germi di apertura)

http://www.lastampa.it/2018/03/27/vaticaninsider/ita/commenti/gli-slogan-di-una-pseudocultura-e-di-una-fasulla-religiosit-dLuXqM0AHywWDkPSOVn5UN/pagina.html (L’amore e gli slogan)

http://www.lastampa.it/2018/03/15/vaticaninsider/ita/commenti/nellepoca-della-coscienza-integrale-1HYUBRiWZDUQ8dpXc6E6XN/pagina.html (Una parabola)

http://www.lastampa.it/2018/03/08/vaticaninsider/ita/commenti/conversione-integrale-8YJVlVPvY92Uccb7OnE3VL/pagina.html (L’eucaristia chiave di ogni cosa)

http://www.lastampa.it/2018/03/06/vaticaninsider/ita/commenti/le-prime-luci-dellalba-di-una-chiesa-rinnovata-con-laiuto-di-tutti-SR8VCnt7fPFHQp2029eQbM/pagina.html (La formazione nel cuore non spiritualistico, non razionalistico ma divino e umano di Gesù può tendenzialmente sciogliere ogni nodo)

http://www.lastampa.it/2018/02/27/vaticaninsider/ita/commenti/le-sfumature-non-le-meccaniche-squadrature-dellamore-NiC1AqpueZKcGG6JrZiPXJ/pagina.html (Le sfumature di Gesù)

http://www.lastampa.it/2018/02/20/vaticaninsider/ita/commenti/una-umanit-non-robotizzata-I7pZUZXoQ6XEwpxxvwbZaM/pagina.html (Cos’è il peccato?)

http://www.lastampa.it/2018/02/13/vaticaninsider/ita/commenti/un-io-umano-che-guarda-al-divino-qeSRcRyslpiNGpGuxfXc8O/pagina.html (Cose antiche e cose nuove)

http://www.lastampa.it/2018/02/06/vaticaninsider/ita/commenti/sguardi-prefabbricati-C4jnyOiWhb6piYQp1HS9xO/pagina.html (La via della gioia)

http://www.lastampa.it/2018/01/30/vaticaninsider/ita/commenti/camminare-in-comunione-in-obbedienza-e-con-sano-discernimento-w0BE32yyqvP7xcA31IQhcI/pagina.html (Confronto con Francesco)

http://www.lastampa.it/2018/01/23/vaticaninsider/ita/commenti/dallindottrinamento-schematico-allattenzione-per-la-persona-umana-MKG7FuWplXenofMhE3s1FO/pagina.html (La gioia del lievito)

http://www.lastampa.it/2018/01/16/vaticaninsider/ita/commenti/la-religione-non-una-vecchia-abitudine-ma-un-cammino-di-continuo-rinnovamento-3Xta0lmF6bqTItIWJizLnL/pagina.html (Il punto decisivo)

http://www.lastampa.it/2018/01/09/vaticaninsider/ita/commenti/un-sistema-di-pensiero-astratto-bloccato-si-sostituisce-a-dio-Pud0MIpDDmQXWCyvGfaBoM/pagina.html (La comunicazione è nello Spirito e nell’umanità)

http://www.lastampa.it/2018/01/02/vaticaninsider/ita/commenti/una-cultura-del-contatto-reale-dellincontro-e-dellincontro-specifico-1IznuIZOFPMfaLkgv893QM/pagina.html (Una cultura dell’incontro specifico)

http://www.lastampa.it/2017/12/27/vaticaninsider/ita/commenti/tornare-a-ges-una-scoperta-continua-V63pJa1HK6KEvBx8baNYdI/pagina.html (Confusione e separazione di piani nella comunicazione)

http://www.lastampa.it/2017/12/19/vaticaninsider/ita/commenti/come-comunicherebbe-oggi-cristo-D7BuCzpNgt6Zwy8mrLyBzI/pagina.html (Un’omelia)

http://www.lastampa.it/2017/12/12/vaticaninsider/ita/commenti/un-dio-di-amore-non-delle-regolette-astratte-FVH9TqSa8D0MsALuUHQu2K/pagina.html (Il mistero dell’eucaristia. Perché Gesù non ha scritto)

http://www.lastampa.it/2017/12/04/vaticaninsider/ita/commenti/nella-chiesa-non-da-soli-A0LeQ4HIjkmsfMwz2Ijs6K/pagina.html (Il secondo segreto di Gesù)

http://www.lastampa.it/2017/11/28/vaticaninsider/ita/commenti/serve-il-vangelo-della-grazia-non-del-moralismo-sHa6r4PbIJRhxmpQj6YD4I/pagina.html (Il segreto di Maria e di Cristo)

http://www.lastampa.it/2017/11/21/vaticaninsider/ita/commenti/pi-liberi-da-astratti-armamentari-culturali-pregressi-0LCGLT8gM3YTf6PXAobzNM/pagina.html (La scuola: il potere e la vita dei giovani e della società)

http://www.lastampa.it/2017/11/14/vaticaninsider/ita/commenti/un-nuovo-equilibrio-nelloscillare-degli-estremi-dQnLWy7gVn8aZ705VjcApN/pagina.html (Una chiave di comprensione, anche nella politica)

http://www.lastampa.it/2017/11/07/vaticaninsider/ita/commenti/il-moralismo-che-schiaccia-nella-debolezza-yHEcubiTARmu9zKvFQJkKO/pagina.html (Il problema culturale nella società e nella politica)

http://www.lastampa.it/2017/10/31/vaticaninsider/ita/commenti/una-chiesa-dallapparente-calma-piatta-OAiagsT49AZKrJdg38eWoM/pagina.html (Cuore nuovo, società, politica nuove)

http://www.lastampa.it/2017/10/24/vaticaninsider/ita/commenti/la-societ-neutra-che-tende-a-tecnicizzare-e-distorcere-ogni-cosa-s8FrlZBIoN4DfoXTEBvQfN/pagina.html (Disoccupazione: nuovi paradigmi)

http://www.lastampa.it/2017/10/17/vaticaninsider/ita/commenti/lavoro-e-disoccupazione-rianimare-i-bisogni-di-una-societ-oggi-tanto-sofferente-IYZA6GnDXjG1NnhTRdXd1N/pagina.html (Disoccupazione: ricerca di nuove soluzioni)

http://www.lastampa.it/2017/10/10/vaticaninsider/ita/commenti/la-tradizione-solo-clericale-appesantisce-e-complica-la-vita-delle-persone-seQgZn5njqM28NU3qo0SPN/pagina.html (Non fuori ma sempre piu’ in Cristo)

http://www.lastampa.it/2017/10/03/vaticaninsider/ita/commenti/chi-profeta-DDINzNczrcnwWED5v4MlgM/pagina.html (La gioia della profezia)

http://www.lastampa.it/2017/09/26/vaticaninsider/ita/commenti/se-si-desse-pi-spazio-alle-suore-come-madri-spirituali-si-convertirebbe-pi-gente-Q5cwe0ReHvmMOS533DVjrO/pagina.html (Sacramento, discernimento, arte)

http://www.lastampa.it/2017/09/19/vaticaninsider/ita/commenti/acuore-e-ragione-astratta-rfMQlZIDsEmu5IJbnGyrBJ/pagina.html (Lo stato del discernimento)

http://www.lastampa.it/2017/09/12/vaticaninsider/ita/commenti/una-fede-affidata-contro-lestrutturazioni-a-rischio-sclerosi-pzZ54ApuE83ta4MURZYjoJ/pagina.html (Il riconciliare della luce)

http://www.lastampa.it/2017/09/05/vaticaninsider/ita/commenti/i-paradossali-effetti-di-clericalismo-ed-oligarchismo-91Gz4vFTWVlucLrrZsugiO/pagina.html (La scelta del vescovo)

http://www.lastampa.it/2017/08/29/vaticaninsider/ita/commenti/scarto-e-profezia-PHm4cXV3gSBbKvggzajP3H/pagina.html

http://www.lastampa.it/2017/08/22/vaticaninsider/ita/commenti/dio-si-rivela-rivelando-anche-lumano-geZwW2PdCmGZosOFf5wM9J/pagina.html (“Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele” (Mt 15, 24). Perché?)

http://www.lastampa.it/2017/08/16/vaticaninsider/ita/commenti/lascolto-dono-fondamentale-per-la-crescita-di-una-persona-e-della-societ-5p4mz0xXKtQnK7ESpWBsKL/pagina.html (Non imbalsamare le fonti della grazia)

http://www.lastampa.it/2017/08/08/vaticaninsider/ita/commenti/su-ecologia-economia-e-lavoro-i-paradigmi-attuali-svuotando-e-schematizzando-luomo-anche-nella-chiesa-stanno-portando-al-disastro-VBflrOaAyNgda4jc22b7WP/pagina.html (Dal moralismo, dall’individualismo, all’incarnazione: una nuova economia)

http://www.lastampa.it/2017/08/01/vaticaninsider/ita/commenti/ges-non-era-prono-ad-alcun-potere-terreno-era-vicino-con-discrezione-a-ogni-persona-7RG8r1Qkc4XwtdweqHU0DM/pagina.html (Le vie principali della crescita e della sua trasmissione)

http://www.lastampa.it/2017/07/26/vaticaninsider/ita/commenti/il-cammino-delle-persone-delle-comunit-lo-conosce-pienamente-solo-dio-6NhgdPSgdKkoRV9Bd2vgRM/pagina.html (La recettività)

http://www.lastampa.it/2017/07/18/vaticaninsider/ita/commenti/razionalismi-e-spiritualismitendenze-che-non-orientano-ad-un-ascolto-del-cuore-80t9hidzchXepdwB94vRmN/pagina.html (Profezia, profeti, società)

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http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/educazione-education-educacion-41964/ (Formazione scolastica nelle identità e nello scambio vissuti e non falso neutralismo intellettualistico)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/psicologia-psichology-psicologia-41771/ (Una nuova psicologia)

http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/gesu-francesco-francis-francisco-vicinanza-41665/ (Intervista di A. Tornielli a d. GP Centofanti sul Manifesto del cuore divino e umano di Cristo)

Un papa profeta

7 settembre 2017

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/september/documents/papa-francesco_20170907_viaggioapostolico-colombia-vescovi.html

Spiritualita’, cultura, da rinnovare

1 settembre 2017

Ho già sottolineato che si può prendere il buono anche da ciò che è in parte distorto. Ma in Cristo grad­ualmente nella storia si può riconoscere meglio anche il distorto.

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Immigrati: buonsenso e burocrazia

11 agosto 2017

Che le persone siano in un graduale cammino e’ giusto. Ma chi (more…)

La crisi odierna e le risposte efficaci

6 luglio 2017

http://www.lastampa.it/2017/07/04/vaticaninsider/ita/commenti/la-crisi-odierna-e-le-risposte-efficaci-ahlDFgTPHM9kfKsm6bWJgP/pagina.html

Al link sopra l’articolo integrale.
Un falso neutralismo tecnicista può in varia misura svuotare le persone fin dalla scuola e renderle isolate, inermi, asservite, sfruttate, dal suo imperversare.

Il tecnicismo orienta a cercare anche in risposta ai problemi soluzioni tecniciste. Non di rado presentate anche nello specifico come vie obbligate. Molti vedono e sperimentano sempre più chiaramente che così non si può più andare avanti. Tanti ragazzi, la società, rischia uno spegnimento sempre più profondo. Serve una svolta decisa.

Ma reazioni violente a tutto ciò almeno nella maggior parte dei casi si pongono sullo stesso piano del tecnicismo, finiscono per confermarlo.

Andare al nocciolo del problema: liberare le coscienze. Libera formazione nelle identità scelte (anche con tutte le diverse legittime sfumature all’interno di esse) e nello scambio tra di esse. Motivazioni, vie autentiche, di crescita per i giovani e per la società.

Pace, democrazia, giustizia, non possono venire avvicinate, come esso stesso cerca di far credere, col pensiero unico ma attraverso la libera crescita e la ricerca anche comune. Che questo sia un punto decisivo lo si può verificare anche dalla sordità assoluta di molti potenti sulla questione. Nella falsa unità del pensiero unico in realtà il potente divide (svuota, isola) et impera. Anche può in certi casi più facilmente usare, ad un già di per sé ingannevole fine di bene, ogni arma per imporsi, per distruggere l’avversario. Si può in molti modi divenire strumenti inconsapevoli, anche talora persuasi, abbindolati, del pensiero unico, schematico. Usati, sfruttati e a suo tempo gettati, anche in ciò, dal potere. Ma non sempre e ad ogni livello inconsapevoli e disinteressati.

No, nel dibattito pubblico, al tecnicismo dei titoli, delle burocrazie. Sì alla verità, alle sue mille sfumature, proposte da chiunque ne intuisca qualcuna. Tecnicismo, burocratismo, possono rivelarsi anche in questo senso vie di variamente stretto controllo del dibattito pubblico.

Libera formazione delle coscienze e scambio stimolano: maturazione, consapevolezza, comprensione non schematica ma invece viva, sempre nuova, di ogni cosa, per esempio dei graduali, reali, cammini personali; dialogo e impegno, anche variamente condiviso, risposte nuove ai bisogni, nelle comunità, tra le comunità, nel territorio, nella società, nel mondo.   Nella società dell’automazione tecnologica si può manifestare più chiaramente la fecondità anche sociale, lavorativa, economica, dell’umano.

Si può dunque concordare una formazione libera ma non settaria. Ossia una scuola dove si possa maturare alla luce dei valori in cui si crede ma anche con congrui, profondamente attenti alla viva, concreta, integrazione, tempi di scambio, di condivisione, con le altre identità. Certo il tutto all’interno di riferimenti essenziali per una convivenza civile.

La guida di Maria

15 maggio 2017

“Il mio cuore immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio” (Maria a Fatima, giugno 1917).

Nel videomessaggio in vista della partenza per Fatima Francesco cita queste parole.

E’ avvenuta la vittoria del cuore immacolato di Maria?

14 maggio 2017

Papa Benedetto ha chiesto a Fatima nel maggio 2010 che si affrettasse la vittoria del cuore di Maria entro il centenario delle apparizioni (13 maggio 2017). E, in modi sorprendenti, è venuto Francesco che, si direbbe, sta aiutando la Chiesa proprio in questo passaggio al cuore.

Un esempio semplice: una mamma ha un figlio ventenne che non crede. Secondo una religione vissuta con una logica astratta la mamma deve cercare di persuadere il giovane ad andare a messa, etc.. Ma se dici alla mamma di cercare con la sensibilità del cuore con quello specifico ragazzo cosa è meglio fare la signora con semplicità e rasserenata intuisce che magari con lui è meglio non forzare. La via del cuore aiuta a sentirsi amati e ad amare a misura, dunque ad ascoltare, ad entrare in sintonia e non a vivere di schemi prefabbricati. Questo rinnova la vita e gli sguardi a tutto campo, come si può vedere nel Manifesto del cuore divino e umano di Cristo.

Un’intuizione sempre rinnovata di come Cristo fa comunione nella vita reale, non a tavolino, tra i cristiani e con ogni persona. Anche quando intere confessioni cristiane tornassero unite nella Chiesa cattolica vi potrebbero esserne altre divise o che si dividono. Ma le piste per accogliersi, comprendersi, riavvicinarsi, condividere, crescere insieme, potrebbero essere sempre più approfondite. La reale comunione è accogliere e far sviluppare, in un possibilmente reciproco scambio, il cammino di ciascuno. L’incontro concreto può fare maturare una spiritualità semplice, profonda, serena, che fa vedere ogni cosa in modo sempre nuovo.

Un altro esempio di questa via semplice e profonda del cuore: un giovane si inceppa nei dubbi dei ragionamenti, la scienza, l’evoluzionismo… Io, se del caso, gli chiedo: nella tua serena coscienza se ti domando ci credi in Dio o no qual’è​ la prima risposta semplice e immediata? Se dice sì quello è il dono della fede. Quel talora apparentemente piccolo sì è nella luce della fede. La luce che sempre più si scopre serena piena di buonsenso, umana, liberando da sensi di colpa, rigidità, schematismi… Cercando di seguire quella luce serena troviamo risposte nuove benefiche… Poi si può anche riflettere che la Bibbia non è un libro scientifico ma dal lato spirituale vi sono tante intuizioni. L’evoluzionismo c’è già nel primo libro dell’Antico Testamento, la Genesi. Non scientificamente ma come sapienza spirituale: Dio fa le cose con delicatezza, gradualità…

Per il canale di un’astratta ragione la spiritualità si può fare variamente prefabbricata, la psicologia tecnicismo. Anche uno psicologo cristiano non è aiutato, su questa via, a cercare un’adeguata sintesi. La via del cuore nella luce serena, a misura, apre nuove vie nella spiritualità e nella psicologia, armonizzandole. Una sempre nuova, semplice e serena, consapevolezza del cuore. Si possono vissutamente scoprire sempre più nitidamente i riferimenti autentici, spirituali, umani, materiali, del vivere, del discernere e i loro autentici collegamenti. Si delinea sempre più limpidamente, tra l’altro, una logica nuova, viva, spirituale e umana, non da tavolino, come accenno nel Manifesto.

Introduzione dal Manifesto del cuore divino e umano di Cristo: https://gpcentofanti.wordpress.com/2017/01/18/il-cuore-divino-e-umano-di-cristo-chiave-di-ogni-cosa-la-strada-semplice-e-profonda-di-cristo/

Una rinnovata pastorale

16 aprile 2017

http://www.lastampa.it/2016/05/03/vaticaninsider/ita/commenti/un-vescovo-burocrate-pu-essere-un-disastro-nFQZZhulE0kcpOpHhBDkFJ/pagina.html?zanpid=2251780550350674944

Cercare la via del concreto discernere del Gesù dei vangeli

27 marzo 2017

http://www.lastampa.it/2017/03/27/vaticaninsider/ita/commenti/n-buonismo-n-astratto-razionalismo-mK7ioAwLTFndgFzI9jjW1I/pagina.html

In diversi interventi precedenti ho mostrato come Cristo sta forse venendo ancora una volta a rinnovare profondamente la spiritualità, la cultura, sciogliendo germinalmente nodi in ogni campo. Razionalismo, spiritualismo, in varia misura riducono, astraggono, distorcono, i discernimenti mentre sulla via del cuore nella luce (di Cristo) serena, a misura, può maturare un discernimento sempre più vivo, equilibrato, appunto a misura. Un discernimento non di un’astratta ragione, di un’anima variamente disincarnata, ma della sempre più profonda ed equilibrata consapevolezza della coscienza spirituale e psicofisica in Cristo. Un discernimento che più viene più guarisce, dà vita, spiritualmente, umanamente. Per questo, per esempio, la guida che entra, per grazia, sempre più in questa via può incontrare più facilmente le persone, cominciare a trovare soluzioni nuove, più semplici, equilibrate e profonde a tutto campo. Discernimenti che possono gradualmente scavare orientamenti rinnovati, vivificanti, nella vita personale, comunitaria, sociale… Quando qualcuno apre in più occasioni luci nuove una evenienza talora magari non infrequente potrebbe essere quella che chi si accorge dello spunto lo prenda per come può senza pensare ad altro. Comunque se, non di rado così chiusi nei loro mondi, in qualche misura si avvedono dell’innovazione e pongono una qualche attenzione all’autore, il razionalismo potrebbe tutt’al più ritenere che si tratta di una persona intelligente, lo spiritualismo potrebbe tendere a riconoscere un carisma particolare. Ma si può ancora una volta, significativamente, trattare di visuali riduttive, anche magari in varia misura distorcenti. Meno pronte a cogliere cosa vi può essere sotto. (more…)

Un libro di grandissimo aiuto: Consigli di un papa amico. Le parole di papa Francesco che ci aiutano a vivere meglio

26 marzo 2017

Consigli di un Papa amico

Andrea Tornielli , Domenico jr Agasso

Consigli di un Papa amico

Le parole di papa Francesco che ci aiutano a vivere meglio

1ª edizione marzo 2017
Collana I PAPI DEL TERZO MILLENNIO
Formato 13,5 x 21 cm

Numero pagine 168

Edizioni San Paolo

Papa Francesco ha colpito, in questi primi quattro anni di Pontificato, per l’immediatezza del suo linguaggio che va al cuore della gente più semplice. È, come dice il titolo stesso, un “Papa amico”, che accompagna – tra l’altro – con le sue meditazioni da Casa Santa Marta i fedeli quasi ogni giorno. Da questa intuizione è nato il libro presente, che raccoglie, in una sorta di vademecum, grandi e piccoli consigli per la vita cristiana di ciascuno. Tornielli e Agasso jr accompagnano il lettore all’interno di questi consigli, aiutandone la comprensione e collegandoli tra loro in una sorta di affresco della vita semplice, quella che ciascuno di noi è chiamato a seguire da credente; ma anche quella che i non credenti possono considerare una sorta di mappa per la loro ricerca quotidiana.

n libro

Il discernimento di Samuele

20 marzo 2017

Il profeta Samuele, come riportano le Scritture, “acquistò autorità poiché il Signore era con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole” (1 Sam 3, 19). Ma anche i profeti sono uomini in cammino. Saul “fu presentato al popolo: egli sopravanzava dalla spalla in su tutto il popolo. Samuele disse a tutta la folla: “Vedete dunque che l’ha proprio eletto il Signore, perché non c’è nessuno in tutto il popolo come lui” (1 Sam 10, 23-24). Samuele cerca di discernere in Dio ma è ancora, inconsapevolmente, influenzato da criteri terreni. Il cammino appunto, anche, in ciò, l’esperienza della riprovazione di Saul da parte di Dio, lo fanno maturare. E mica così facilmente. Il nostro ancora insiste su certe valutazioni di corto respiro, il cambiamento è in un più profondo, attento, ascolto di Dio, del cuore, degli altri, in Lui, che lo aiuta a superare le visuali della mentalità corrente. “Samuele vide Eliàb e disse: “Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!”  Il Signore rispose a Samuele: “Non guardare al suo aspetto né all’imponenza della sua statura. Io l’ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore” (1 Sam 16, 6-7). “Iesse presentò a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripetè a Iesse: “Il Signore non ha scelto nessuno di questi”. Samuele chiese a Iesse: “Sono qui tutti i giovani?”. Rispose Iesse: “Rimane ancora il più piccolo che ora sta a pascolare il gregge”. Samuele ordinò a Iesse: “Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui”. Quegli mandò a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e gentile di aspetto. Disse il Signore: “Alzati e ungilo: è lui!” (1 Sam 16, 10-12).

La spiritualità oggi

11 marzo 2017

http://gpcentofanti.altervista.org/note-sulle-spiritualita-cristiane-odierne/

 

 

Il libro donato dal papa ai preti della sua diocesi 

3 marzo 2017

http://www.eri.rai.it/book/non-aver-paura-di-perdonare/

 

http://www.lastampa.it/2016/05/09/multimedia/vaticaninsider/ita/padre-luis-il-frate-misericordioso-che-il-papa-cita-come-esempio-Kyyn2iAwhPatZfyVUhHqBJ/pagina.html

 

 

I frutti dello Spirito

23 febbraio 2017

La via del discernimento a misura, la via dell’incontro, possono aprire più profondi varchi di comprensione nella persona, nel suo vario rapporto con gli altri, e ad ogni livello, ecclesiale, interreligioso, politico… Si possono sciogliere tendenzialmente sempre più tante cause di incomprensione, di separazione, di difficile collaborazione… Anche se gradualmente, ci avviamo forse verso nuovi possibili percorsi di crescita libera, di dialogo sereno, di partecipazione comune. Si tratta di criteri che già segnalano una più bella umanità, che, per esempio, non assale l’altro alla prima parola magari equivocabile ma casomai con amore dialoga per comprendersi meglio. Su questa via le possibili difficoltà nella comunicazione possono divenire esse stesse occasioni per comprendere meglio certe questioni di fondo. Per esempio secondo qualcuno oggi la Chiesa sta rinunciando ai riferimenti della fede. Nel manifestarsi di tali osservazioni si può chiarire che la Chiesa riconosce, nella loro essenza, per grazia, i riferimenti di fondo della fede come ce li hanno trasmessi Gesù e gli apostoli. Per esempio l’indissolubilita’ del matrimonio, chiaramente rivelata, nella fede, nei vangeli. Nella storia stessa della Chiesa vediamo che hanno subito modifiche, approfondimenti, per esempio, aspetti ascrivibili al contesto storico, ad una più profonda comprensione dell’amore attento, a misura, con il quale Gesù accompagna il cammino personalissimo di ciascuno verso la pienezza dell’amore. La stragrande maggioranza delle persone è contenta di scoprire un Dio che ama senza condizioni, che con discrezione aiuta in ogni amorevole modo a crescere. Se, abbastanza raramente, qualcuno è turbato da certe voci critiche la sua stessa vita personale, familiare, lo aiutano spessissimo facilmente a comprendere con gioia, appena vi accenni in tal senso, il significato di questa maturazione nella Chiesa. Il cuore di una mamma può comprendere subito, presto, che forzare troppo il figlio, ormai grandicello, nella fede può risultare talora controproducente, può non farlo sentire amato, capito. Può comprendere presto che si può pregare per la fede del figlio e accompagnarlo, aiutarlo, con amore, a misura, lungo le tappe del suo personale percorso di crescita. Senza dunque che questo significhi che la fede in Cristo non sia la vera fede. Anzi aiutandoci a percepire meglio che si tratta di un dono meraviglioso.

In viaggio. Il nuovo libro di Andrea Tornielli, con un’intervista a papa Francesco

12 febbraio 2017

Editore: Piemme

È in prima fila sull’aereo papale e ha seguito tutte le visite apostoliche fin dal primo simbolico viaggio a Lampedusa. Tornielli ha scelto di raccontare i grandi temi e i gesti profetici di questo pontificato attraverso i viaggi fatti con il Papa, senza mai tralasciare la narrazione di episodi inediti e aneddoti vissuti in prima persona nei vari spostamenti, negli incontri pubblici negli stadi e nelle chiese, e in quelli privati con i grandi personaggi del panorama mondiale: da Obama a Fidel Castro, da Bartolomeo I al patriarca russo Kirill, da Abu Mazen a Shimon Peres. Con un’intervista a Sua Santità Francesco.

http://www.lastampa.it/2017/01/26/vaticaninsider/ita/vaticano/in-viaggio-con-francesco-NUSVbjCaBbXBHKi2kQzrhJ/pagina.html

 

Genesi di scoperte

19 gennaio 2017

http://www.lastampa.it/2017/01/20/vaticaninsider/ita/commenti/solo-la-comunione-damore-vita-8KBHYwdZxBb4PGf4Ezs9OO/pagina.html?zanpid=2267209899484517376

I fondamentali riferimenti del discernere concreto del Gesù dei vangeli, nelle loro linee generalissime li possiamo rintracciare narrativamente ben delineati per esempio in Gv 1, 29-34. E approfonditi, tra l’altro, in Lc 10, 27. La coscienza spirituale e psicofisica, il cuore, che esiste e matura nello Spirito che scende delicatamente, a misura, come una colomba. Lo Spirito, dunque, come una colomba e Gesù come un agnello, docile e umile (cfr Mt 11, 29), sul quale lo Spirito stesso scende e rimane, come nel suo nido naturale. Si nota dunque un movimento dall’alto, dallo Spirito, ma anche dal basso, dall’umanità, che è via per l’intuizione dello Spirito autentico, per esempio non spiritualistico, razionalistico, moralistico, etc.. Nello sperimentare vissutamente, per grazia, questo duplice movimento sono stato condotto ad intuire in modo rinnovato la vita della stessa Trinità. Il Padre genera il Figlio nello Spirito. Ma il Padre stesso e lo Spirito non possono esistere senza il Figlio. Solo la comunione d’amore è vita. Il Padre è l’origine perché se non vi fosse un’origine si tratterebbe di tre persone giustapposte. Lo Spirito è il ponte, la via comunicativa, amorevole, che consente al Padre e al Figlio di entrare totalmente, delicatamente, l’uno nell’altro, senza confondersi. Senza lo Spirito si tratterebbe di due persone giustapposte. Solo l’amore, dunque è vita e l’amore è Padre, Figlio e Spirito Santo. Questa vissuta interpretazione della Trinità in Cristo, Dio e uomo, nel distinguere e collegare i vari elementi, spirituali, umani, “materiali”, rivela anche i fondamenti spirituali, umani, “materiali”, della logica. Non una logica razionalistica, da tavolino, chiusa in sé. Non una logica solo induttiva, pragmatica. Ma una logica trinitaria in Cristo, Dio e uomo. Un mistero dunque nel quale si può sempre più profondamente venire condotti lasciandosi, per grazia, portare da Gesù. Maturando sempre più profondamente, equilibratamente, spiritualmente e umanamente, per grazia, su questa via. Una logica viva, spirituale e umana. Un vivo intuire, discernere, in vivo contatto con la realtà viva. Non schematismi astratti, variamente a tavolino. Ecco che prendono a delinearsi le basi per un rinnovato incontro tra la fede e la, ora rivista, scienza. Non più il secolare, ripetitivo, paradigma di fede e ragione. Se questa è la via profondamente rinnovate sono anche, per esempio, la teologia, la filosofia, la psicologia… Come osservo dettagliatamente in diversi interventi precedenti. Tutto è tendenzialmente, per grazia, vivificato, equilibrato, ben distinto, messo tendenzialmente in sempre più profondo, adeguato, contatto, per le adeguate, concrete, vie spirituali, umane, “materiali”, con il resto. Dunque possibile sempre nuova adeguatezza, efficacia, Dio volendo, in ogni campo.

La visione della Trinità dunque non è un pensierino a tavolino ma nasce da profondi orientamenti spirituali e umani. Che tendono a plasmare ogni cosa. In un orientamento che solo per brevita’ chiamo spiritualista tutto discende dal Padre, più passivo è il ruolo del Figlio e dello Spirito, come in una certa possibile visuale trinitaria orientale. Da questa tendenza può discendere proprio anche una propensione all’indipendenza di ogni Chiesa regionale. In un orientamento più pragmatico il Padre genera il Figlio e poi si amano nello Spirito, evidenziando la loro parità, come in una talora ormai vecchia, ma non tanto, visione romana. Tale tendenza pragmatica può manifestare una propensione a risolvere i rapporti tra Chiese sul piano di un variamente formale potere giuridico.

La via del cuore nella luce serena, a misura, può orientare, come sopra accennato, alla visuale trinitaria in Cristo, Dio e uomo, descritta all’inizio di questo intervento. Essa può superare le altre due successivamente esposte conservandone le molteplici istanze positive. Il primato del Padre e la sua parità col Figlio non si oppongono ma al contrario o stanno insieme o non possono darsi. Anche nella Chiesa non vi è parità senza primato né vi è primato senza parità. E bisogna considerare il rapporto dei vescovi con le diocesi, che sono parte viva di questa comunione. Anche nell’ottica, per esempio, di un san Pietro, che prima di Roma è stato, pare, vescovo di Antiochia e forse anche di Alessandria d’Egitto. Forse sono questi tra gli orientamenti nuovi che vanno gradualmente emergendo.
Papa Francesco con la sua stessa vita supera schemi della cultura, della mentalità, correnti aprendo tendenzialmente strade nuove, a tutto campo. Può accadere per esempio che qualche buon teologo sia aperto a questi stimoli ma che fatichi, almeno inizialmente, ad uscire più profondamente da un sia pur residuo intellettualismo. Di per sè però non si tratta dell’aprire rinnovati percorsi con il viverli da parte di alcuni mentre altri ne approfondiscono i possibili sviluppi culturali in varia misura a tavolino. È la stessa vita di ciascuno, è poi il vissuto, sempre più profondo, centrarsi in Cristo, Dio e uomo, che orienta a scoprire sempre più distintamente, equilibratamente, i riferimenti spirituali e umani del vivere potendo rinnovare ogni cosa, anche nella cultura. Nell’intervento precedente (   http://www.lastampa.it/2017/01/17/vaticaninsider/ita/commenti/vie-pi-umane-possono-avvicinare-in-modo-nuovo-tanta-gente-in-parrocchia-MVIwk8OqGtKqwMr8r3wS8K/pagina.html )  mi riferisco per esempio alla psicologia. Qui sopra ho accennato anche ad una nuova logica.  Riferendomi ai suoi aspetti spirituali-umani-“materiali”. Non vediamo per esempio una possibile trinitarieta’ anche nel creato? Vi è la voce, il suono, l’udito; il sole, la luce, la vista…

Stiamo entrando dunque in un passaggio da concetti da tavolino a consapevolezze della coscienza. In una cultura ancora razionalista può risultare talora impossibile cercare di spiegare, magari anche dettagliatamente, ad uno studioso quali possono essere i nuovi riferimenti, i nuovi paradigmi, fondamentali e cosa possono comportare i vecchi e i nuovi. La gente invece coglie subito, tendenzialmente, il senso delle cose fondamentalissime. Proprio perché così umane. Come il cuore nella serena luce, il buonsenso nella fede… È il vissuto, con le sue necessarie concrete novità, che si potrà fare gradualmente sempre più profonda, dettagliata, cultura. Allora in un vissuto diffuso i nuovi paradigmi potranno sembrare forse sotto certi aspetti naturali da comprendere per tutti. Mentre oggi può apparire in qualche modo naturale anche il ben più astruso, meno, mi pare, umano, paradigma razionalista.
Lo Spirito scende delicatamente, come una colomba e rimane nel cuore di Cristo, come nel suo nido naturale. La sua umanità (e anche la nostra in lui) dunque è via per intuire lo Spirito autentico, per esempio non cerebrale, rigido… Trovandomi, per grazia, con l’aiuto di molti, specie del mio padre spirituale, su questo cammino ho gradualmente sperimentato sempre più profondamente una libertà a pieni polmoni, perché scoprivo vissutamente che Dio è amore senza limiti e condizioni. Mi sono accorto già prima del 2000 e ho cominciato ad osservare anche per iscritto che forse, superando magari qualche timore di esporsi, si poteva chiarire più profondamente nella Chiesa come la misericordia di Dio è senza limiti. E già intorno al 2000 ho cercato di trasmettere anche per iscritto che forse qui si poteva trovare una limpida soluzione alla questione ecumenica della giustificazione. Accogliendo anche alcuni possibili stimoli del mondo protestante si può affermare appunto che la misericordia divina è senza limiti. Non dimenticando le istanze cattoliche si può nel contempo affermare che Dio è delicato, rispetta la libertà dell’uomo. Il quale dunque può scegliere il suo destino, anche giungere a rifiutare definitivamente e a suo modo con piena consapevolezza (implicita se per esempio ateo) la misericordia del Signore. Ma non era forse, magari, proprio questa la risposta che, per esempio, cercava Lutero?
In questo intervento ho cercato di descrivere con qualche esempio come la sequela di Cristo mi ha condotto a scoprire vissutamente possibili visuali nuove, a tutto campo. Pensiamo anche, per esempio, ad una pastorale sempre più viva, a misura, per tutto l’uomo, non solo per un suo astratto spirito o una sua ragione a tavolino; per ogni specifico uomo. Ho vissutamente scoperto come cercando il discernere concreto, divino e umano, di Cristo potevo intuire in modo nuovo gli intenti positivi dei vari orientamenti e anche coglierli, armonizzati, anche con altri aspetti nuovi, nel suo cuore. Tante sfumature, tanto oscillare, della ricerca umana sono dovuti anche proprio al bisogno di trovare sempre più questo​ equilibrio in Cristo, Dio e uomo. Nei miei interventi su Vatican Insider accenno a molti altri possibili concreti sviluppi, anche in campo ecumenico, su questa via. Il cielo e la terra si possono sempre più profondamente incontrare in Gesù.
Il cuore divino e umano di Cristo è la chiave di ogni cosa.

Il cuore divino e umano di Cristo, chiave di ogni cosa. La strada semplice e profonda di Cristo

18 gennaio 2017

La Evangelii Gaudium, così come la stessa vita e gli altri discorsi e scritti di papa Francesco, sembrano sviluppare, sulla scia anche di papa Benedetto, un cammino di avvicinamento sempre più profondo al cuore divino e umano, non solo divino, spiritualistico, di Cristo, anche, proprio, quello dei vangeli, riscoperto con rinnovata fiducia non solo come Dio ma anche come uomo, come principale punto di riferimento, nelle impostazioni essenziali, anche culturale. Cristo ci è (anche) avanti, ha detto papa Francesco: egli è l’alfa e l’omega. Papa Francesco sembra essere entrato sempre più profondamente in questa strada, forse aiutato da un ambiente talora meno intellettualista, sicuramente crescendo su una strada spirituale di liberazione da incrostazioni che possono in vario modo e misura occludere il cuore, spiritualmente, umanamente. Niente ideologismi, pragmatismi, discernimento spirituale e umano delle situazioni concrete, accompagnamento personalizzato, senza schemi astratti, della crescita verso Cristo, attenzione alle situazioni concrete, una pastorale diversificata in base alle situazioni, alle persone, ascolto attento, spirituale e umano, come importante via per la soluzione di mille questioni, per la crescita, vicinanza concreta e a tutto campo, non spiritualistica: le parabole del figliol prodigo (padre misericordioso), del buon Samaritano, dei discepoli di Emmaus, sembrano prendere naturalmente nuova vita, così come si viene stimolati a meditare con rinnovata attenzione tutto il vangelo, pronti a nuove scoperte, riferendosi in ogni cosa prima di tutto proprio al Cristo dei vangeli, talora invece messo in secondo piano rispetto a teorie, prassi, etc., che sembrano metterlo in un cantuccio, sembrano non cercare una vissuta, sempre più profonda, sintonia col suo autentico cuore, discernere, divino e umano (“Lo Spirito vi condurrà alla verità tutta intera, ricordandovi quello che vi ho detto”, afferma Gesù nel vangelo di Giovanni). Questo amore sempre più così divino e così umano, questo cercare di appoggiarsi (con continui possibili chiarimenti-scoperte anche qui) sempre più, per prima cosa, a Cristo, fonte della grazia, rivela sempre più la sua totale misericordia. Il suo comprendere, perdonare tutto, il suo desiderio di aiutare in ogni discreto modo. Il suo essere vicino, dunque, ad ogni uomo, rivelando sempre più profondamente tanta bella vicinanza anche tra gli uomini. Stiamo forse entrando sempre più profondamente in un passaggio, in una liberazione da orientamenti riduttivi, distorcenti, come lo spiritualismo, l’intellettualismo, il pragmatismo, tutte tendenze che possono indirizzare anche subliminalmente al secolarismo, etc.. Stiamo forse andando verso la riscoperta (sempre più approfondita) di una via nell’essenza semplice e profonda, quella del cuore divino e umano di Cristo nella luce che scende a misura, delicatamente, come una colomba, la via del suo amore divino e umano che rivela ogni cosa in modo sempre rinnovato, facendo incontrare gli uomini in avanti, in lui. Una via che apre, già ha aperto, nuovi orizzonti in tutti i campi della vita, della cultura. Una via che scioglie i nodi: un giovane afferma di non poter credere più… la scienza, la cultura… ma se gli chiedo cosa gli suggerisce la sua serena coscienza ecco che dice, se ha ricevuto il dono della fede, di credere in Cristo. Ecco spesso facilmente risolto il problema, rivelando gli inceppamenti razionalistici. Lo Spirito che grida Abbà, Padre. Non voglio qui entrare in questioni complicate ma oggi anche molti matematici, logici, atei, sanno, dopo Goedel, che la logica si fonda su una fede. La logica stessa si scopre maturando sempre più in Cristo, Dio e uomo. Non ci accorgiamo di riflettere in modo nuovo, più profondo e vivo, maturando? Non contribuisce ad aprire nuovi orizzonti l’amore di questo papa?

Non può far riflettere che Maria, che ha pronunciato sempre poche densissime parole, abbia detto a Fatima che il suo cuore immacolato trionferà? Papa Benedetto ha chiesto a Maria, a Fatima (maggio 2010), che si affrettasse la vittoria del suo cuore immacolato entro il centenario delle apparizioni (2017). E’ Cristo che rinnova ogni cosa, se lo accogliamo, sua è l’opera della salvezza. Si può aggiungere che scoprire, nel suo nucleo essenzialissimo poi sempre da approfondire, questa via può risultare più difficile per persone con una strutturazione spirituale-culturale di lunga data mentre la gente si può sentire invece finalmente compresa, amata, messa, ognuno secondo il proprio personalissimo cammino, su una via semplice, autentica, serena. La difficoltà dunque non è in se ma può essere nel passaggio.

Link al Manifesto: https://gpcentofanti.wordpress.com/manifesto-del-cuore-divino-e-umano-di-cristo/

Buon Natale

12 dicembre 2016

Dio viene in un bimbo che nasce in una stalla. Dopo 2000 anni capiamo meglio, di questo, con Francesco, che dunque non è un Dio legalista, purista, moralista. Dio ci ama con il cuore che batte per ciascuno di noi e comprende ben al di là degli schemi il nostro cammino. L’amore autentico del Padre, così umano, rinnova tutta la vita, tutta la cultura. San Massimiliano Kolbe aveva profetizzato un’era dell’Immacolata. La preghiera di Benedetto XVI (Fatima, maggio 2010) sull’affrettamento della vittoria del cuore immacolato di Maria entro il centenario della prima apparizione ai tre pastorelli (13 maggio 2017). Un papa che si dimette, uno che viene dalla fine del mondo. Amate, comprese, le persone guariscono anche dalle fragilità psicologiche, si possono capire tra loro, possono costruire insieme. Come allora si attendeva il Messia e tanti semplici, per grazia, lo hanno accolto con gioia anche oggi Dio, forse, sembrerebbe, compie le promesse di Maria non stupendoci con effetti speciali ma facendoci scoprire meglio il suo amore vicino, liberante… Il cuore divino e umano di Cristo è la chiave di ogni cosa. 

Papa Francesco: dall’omelia di fine anno santo

20 novembre 2016

Come Dio crede in noi stessi, infinitamente al di là dei nostri meriti, così anche noi siamo chiamati a infondere speranza e a dare opportunità agli altri. Perché, anche se si chiude la Porta santa, rimane sempre spalancata per noi la vera porta della misericordia, che è il Cuore di Cristo. Dal costato squarciato del Risorto scaturiscono fino alla fine dei tempi la misericordia, la consolazione e la speranza.

Presentato il libro Il nome di Dio è misericordia, conversazione di papa Francesco con Andrea Tornielli

31 luglio 2016

http://it.radiovaticana.va/news/2016/01/13/tornielli_libro_con_francesco,_esperienza_di_misericordia/1200503

http://www.lastampa.it/2016/01/12/vaticaninsider/ita/vaticano/benigni-questo-libro-del-papa-come-avere-il-papa-tascabile-z9ToAx7NXTiTA7aCCG3sIJ/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/01/10/vaticaninsider/ita/speciale/giubileo-2015/la-chiesa-non-al-mondo-per-condannare-ma-per-permettere-lincontro-con-quellamore-viscerale-che-la-misericordia-di-dio-3dZoBoCzsAxRuX7zgjbBdL/pagina.html

Papa Francesco: La luce nel cuore

30 luglio 2016

 

Francesco e san Kolbe: solo l’amore crea*

29 luglio 2016

*
http://www.lastampa.it/2016/07/29/vaticaninsider/ita/vaticano/il-silenzio-di-francesco-per-le-vittime-della-shoah-tlg5lUK4NoO25QYEDjEfEL/pagina.html

Benedetto XVI e il cuore di Cristo 

28 giugno 2016

Dalle parole pronunciate nel giorno anniversario della sua ordinazione sacerdotale:

“65 anni fa, un fratello ordinato con me ha deciso di scrivere sulla immaginetta di ricordo della prima Messa soltanto, eccetto il nome e le date, una parola, in greco: “Eucharistomen”, convinto che con questa parola, nelle sue tante dimensioni, è già detto tutto quanto si possa dire in questo momento. “Eucharistomen” dice un grazie umano, grazie a tutti. Grazie soprattutto a Lei, Santo Padre! La Sua bontà, dal primo momento dell’elezione, in ogni momento della mia vita qui, mi colpisce, mi porta realmente, interiormente. Più che nei Giardini Vaticani, con la loro bellezza, la Sua bontà è il luogo dove abito: mi sento protetto. Grazie anche della parola di ringraziamento, di tutto. E speriamo che Lei potrà andare avanti con noi tutti su questa via della Misericordia Divina, mostrando la strada di Gesù, verso Gesù, verso Dio…

“Eucharistomen”: in quel momento l’amico Berger voleva accennare non solo alla dimensione del ringraziamento umano, ma naturalmente alla parola più profonda che si nasconde, che appare nella Liturgia, nella Scrittura, nelle parole “gratias agens benedixit fregit deditque”. “Eucharistomen” ci rimanda a quella realtà di ringraziamento, a quella nuova dimensione che Cristo ha dato. Lui ha trasformato in ringraziamento, e così in benedizione, la croce, la sofferenza, tutto il male del mondo. E così fondamentalmente ha transustanziato la vita e il mondo e ci ha dato e ci dà ogni giorno il Pane della vera vita, che supera il mondo grazie alla forza del Suo amore.

Alla fine, vogliamo inserirci in questo “grazie” del Signore, e così ricevere realmente la novità della vita e aiutare per la transustanziazione del mondo: che sia un mondo non di morte, ma di vita; un mondo nel quale l’amore ha vinto la morte.

Grazie a tutti voi. Il Signore ci benedica tutti.

Grazie, Santo Padre”.
NdR: Parole da meditare con grande attenzione, nella preghiera, nella conversione, nell’ascolto del vangelo… 

Purificazione della memoria ed ecumenismo culturale

18 gennaio 2016

Soltanto cinque Chiese ortodosse sono slave, delle quattordici riconosciute come autocefale dall’ortodossia mondiale: il patriarcato di Mosca (che comprende varie Chiese autonome, in particolare in Ucraina e in Bielorussia), il patriarcato serbo, il patriarcato bulgaro, la Chiesa autocefala di Polonia e la Chiesa autocefala dei Territori Cechi e della Slovacchia. Tuttavia, per il numero dei fedeli, queste Chiese, indubbiamente molto diverse ma legate tra loro da una tradizione comune, hanno un peso considerevole nell’orto dossia mondiale; in effetti, oltre i due terzi dei fedeli ortodossi del mondo sono slavi. (more…)

Natale: messa dell’aurora

25 dicembre 2015

Oggi ho celebrato al mattino presto la messa per le suore. Hanno preparato la messa dell’aurora mentre io pensavo che le letture fossero quelle del giorno. Ma, incredibilmente, io, così attento alla Parola, questa volta avevo pensato di approfondirla in un modo particolare. Mi sono accorto che avevo preparato una breve omelia che rispondeva proprio alle letture presentate dalle suore (Lc 2, 15-20). Infatti volevo dire che se oggi andiamo al presepe è perché una stella ha brillato per noi, angeli ci hanno cantato. Ma quale stella, quali angeli e che canto? Quale nuovo Gesù oggi veramente nasce in noi, intorno a noi, nella Chiesa, nel mondo? Il Gesù vero forse sorprende, spiazza, come allora, apre strade nuove, anche da neonato. Anche se solo lui sa come venire ad ogni specifica persona, magari nella dolcezza di una festa antica e bella. Nella Chiesa le suore avevano preparato un presepe con il prete, le suore, la gente, anche di tante parti del mondo: proprio un presepe di oggi. Ho faticato a trattenere la commozione: forse Gesù voleva proprio che parlassi di questo? Ho detto alle suore che a Natale, una festa così bella, faccio sempre, eccezionalmente, una predica di quaranta minuti. Poi ho subito detto che scherzavo. A Natale mi passa la voglia di parlare, questo avvenimento ci porta nel silenzio, ci porta al presepe. Ho chiesto se volevano stare un minuto in silenzio, andare, nel cuore, come i pastori, al vero presepe di oggi…

Buon natale

Francesco a Bartolomeo: importante messaggio sull’eucaristia

1 dicembre 2015

To His Holiness Bartholomaios
Archbishop of Constantinople
Ecumenical Patriarch

Your Holiness, Beloved Brother in Christ,

A year has passed since we celebrated together, in the Patriarchal Church in the Phanar, the feast of Saint Andrew, the first-called Apostle and brother of Saint Peter. The occasion was a moment of grace which permitted me to renew and to deepen, in shared prayer and personal encounter, the bonds of friendship with you and with the Church over which you preside. It was with joy that I also experienced the vitality of a Church which unceasingly professes, celebrates and offers witness to faith in Jesus Christ, our one Lord and Saviour. I am pleased once again to send a delegation of the Holy See to the Patronal celebrations as a tangible sign of my fraternal affection and the spiritual closeness of the Church of Rome to Your Holiness, as well as to the members of the Holy Synod, the clergy, monks and all the faithful of the Ecumenical Patriarchate.

In our profound communion of faith and charity, and grateful for all that God has accomplished for us, I recall the fiftieth anniversary on 7December 2015 of the Joint Catholic-Orthodox Declaration of Pope Paul VI and the Ecumenical Patriarch Athenagoras I which expressed the decision to remove from memory and from the midst of the Church the excommunications of 1054. The memory of the mutual sentences of excommunication, together with the offensive words, groundless reproaches, and reprehensible gestures on both sides, which accompanied the sad events of this period, represented for many centuries an obstacle to rapprochement in charity between Catholics and Orthodox. Attentive to the will of our Lord Jesus Christ, who prayed to the Father on the eve of his Passion that his disciples “may be one” (Jn17:21), PopePaulVI and Patriarch AthenagorasI consigned these painful memories to oblivion. Since then, the logic of antagonism, mistrust and hostility that had been symbolized by the mutual excommunications has been replaced by the logic of love and brotherhood, represented by our fraternal embrace.

While not all differences between the Catholic and Orthodox Churches were brought to an end, there now existed the conditions necessary to journey towards re-establishing the “full communion of faith, fraternal accord and sacramental life which existed among them during the first thousand years of the life of the Church” (Joint Catholic-Orthodox Declaration, 7December 1965). Having restored a relationship of love and fraternity, in a spirit of mutual trust, respect and charity, there is no longer any impediment to Eucharistic communion which cannot be overcome through prayer, the purification of hearts, dialogue and the affirmation of truth. Indeed, where there is love in the life of the Church, its source and fulfilment is always to be found in Eucharistic love. So too the symbol of the fraternal embrace finds its most profound truth in the embrace of peace exchanged in the Eucharistic celebration.

In order to progress on our journey towards the full communion for which we long, we need continually to draw inspiration from the gesture of reconciliation and peace by our venerable predecessors PaulVI and AthenagorasI. At all levels and in every context of Church life, relations between Catholics and Orthodox must increasingly reflect the logic of love that leaves no room for the spirit of rivalry. Theological dialogue itself, sustained by mutual charity, must continue to examine carefully the questions which divide us, aiming always at deepening our shared understanding of revealed truth. Motivated by God’s love, we must together offer the world a credible and effective witness to Christ’s message of reconciliation and salvation.

The world today has great need of reconciliation, particularly in light of so much blood which has been shed in recent terrorist attacks. May we accompany the victims with our prayers, and renew our commitment to lasting peace by promoting dialogue between religious traditions, for “indifference and mutual ignorance can only lead to mistrust and unfortunately even conflict” (Common Declaration, Jerusalem 2014).

I wish to express my deep appreciation for Your Holiness’s fervent commitment to the critical issue of care for creation, for which your sensitivity and awareness is an exemplary witness for Catholics. I believe that it is a hopeful sign for Catholics and Orthodox that we now celebrate together an annual Day of Prayer for the Care of Creation on 1September, following the longstanding practice of the Ecumenical Patriarchate.

Your Holiness, it is incumbent upon humanity to rediscover the mystery of mercy, “the bridge that connects God and man, opening our hearts to the hope of being loved forever despite our sinfulness” (Misericordiae Vultus, 2). For this reason I have called for an Extraordinary Jubilee of Mercy, a favourable time to contemplate the Father’s mercy revealed fully in his Son, Jesus Christ, and to become ourselves an effective sign of God’s love through our mutual pardon and works of mercy. It is providential that the anniversary of that historic Joint Catholic-Orthodox Declaration concerning the removal of the excommunications of 1054 occurs on the eve of the Year of Mercy. Following Pope PaulVI and Patriarch AthenagorasI, Catholics and Orthodox today must ask pardon of God and one another for divisions that Christians have brought about in the Body of Christ. I ask you and all the faithful of the Ecumenical Patriarchate to pray that this Extraordinary Jubilee may bear the spiritual fruits for which we yearn. I willingly assure you of my prayers for the events that your Church will celebrate in the year to come, especially the Pan-Orthodox Great Synod. May this important occasion for all the Orthodox Churches be a source of abundant blessings for the life of the Church.

With fraternal affection in the Lord, I assure you of my spiritual closeness on the joyous feast of the Apostle Andrew, and I willingly exchange with Your Holiness an embrace of peace in the Lord Jesus.

From the Vatican, 30 November 2015

FRANCISCUS PP.

L’OSSERVATORE ROMANO: Ragioni di un’unità possibile

4 novembre 2015

WASHINGTON, 4. Attingendo a cinquant’anni di dialogo nazionale e internazionale, luterani e cattolici negli Stati Uniti hanno pubblicato insieme un documento ecumenico dal titolo: «Declaration on the Way: Church, Ministry and Eucharist» (“Dichiarazione sul cammino: Chiesa, ministero ed eucaristia”) che segna il percorso verso la piena e visibile unità tra cattolici e luterani. Il documento è stato pubblicato alla vigilia dell’anniversario dell’affissione, avvenuta il 31 ottobre del 1517, delle 95 tesi di Martin Lutero, che diedero inizio alla Riforma protestante. «Papa Francesco nella sua recente visita negli Stati Uniti — ha detto il vescovo ausiliare di Baltimora e co-presidente della task-force sulla dichiarazione congiunta, monsignor Denis James Madden — ha sottolineato più volte la necessità e l’importanza del dialogo. Questa “D eclaration on the Way: Church, Ministry and Eucharist” rappresenta in forma concreta l’occasione per luterani e cattolici di unirsi adesso in maniera unificante su un cammino che porti finalmente alla piena comunione». «Cinquecento anni fa — ha ricordato Elizabeth A. Eaton, presidente della Evangelical Lutheran Church in America — f u ro n o combattute guerre per le stesse ragioni per le quali adesso luterani e cattolici hanno raggiunto un consenso. Chiesa, ministero ed eucaristia sono stati argomenti di disaccordo e di separazione tra le nostre due Chiese, e abbiamo ancora del lavoro da fare sia al livello teologico che pastorale. La dichiarazione però è molto interessante perché ci mostra trentadue punti importanti a proposito dei quali già possiamo dire che non ci sono questioni che ci dividono, ma che ci danno speranza per il futuro». Il documento ecumenico — si legge sul sito della Conferenza episcopale statunitense — si pone nella prospettiva di ulteriori analisi che dovranno essere fatte sia da parte cattolica sia da parte della Federazione luterana mondiale (Lwf), che riunisce 145 comunità ecclesiali in 98 Paesi del mondo. In particolare, ci si augura si possa avviare un processo con tappe prestabilite per affrontare le questioni in sospeso. Il documento suggerisce inoltre che l’aumento delle opportunità per i luterani e per i cattolici di ricevere la santa comunione insieme sarebbe un segno importante del cammino ecumenico. Nel documento si chiede anche un maggiore impegno per un collegamento più profondo a livello locale tra cattolici e luterani. Nel 2011 — ricorda il sito della Conferenza episcopale degli Stati Uniti — il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, aveva proposto proprio l’elaborazione di una dichiarazione comune per identificare ed evidenziare le convergenze esistenti sugli argomenti che sono ora al centro di questo testo.
Oss Rom giov 5 nov pg 6

Le beatitudini

1 novembre 2015

Ascoltando il vangelo delle beatitudini forse pensiamo: io tutta questa beatitudine non la sento. Ma guardiamo nella nostra vita concreta. Una mamma mi diceva che si riprometteva ogni volta di pregare ma poi non lo faceva mai. Poi si è accorta che forse non pregava un’ora al giorno ma aveva cominciato a fare la croce a tavola con il marito e con i bimbi. E sempre d’accordo col marito la sera ora mettevano i bimbi a letto recitando un Padre nostro tutti insieme. Non è una cosa bellissima, dolcissima, un seme di vita bella per tutti, che quei bimbi ricorderanno per sempre? Ecco la povertà, semplicità, di Spirito non è già così un dono meraviglioso? E così Dio entra e certo con i suoi tempi, la sua sapienza, potrà crescere nei cuori…
Il marito è stato trattato male dal suocero ma per amore della moglie ha cercato di non rispondere, di conservare la pace in famiglia. Non sarà ancora l’estasi di san Francesco ma non è una cosa bella e un dono grande? In un momento di prova la moglie va in chiesa a piangere da Dio. E mentre si lamenta con Dio della sua lontananza si ricorda che una volta a messa il sacerdote aveva detto che nel testo originale, in greco, delle beatitudini forse si può comprendere ancora meglio che Dio è lui che ha chiamato l’afflitto tra le sue braccia di Padre per consolarlo. Non è, pur nel dolore, una cosa bella, che può consolare, incoraggiare, dare forza, speranza? E così per la mitezza, la misericordia, etc.. Il seme, coltivato, può crescere all’infinito ma non è da subito un dono incomparabile, che dà un altro sapore, un altro senso, alla vita? Questo è l’amore del Padre, che viene con delicatezza e ci fa assaporare le cose semplici e belle. Lo dico da prete che tra la gente vive: c’è tanta gente buona, che le beatitudini le conosce bene. E c’è gente contenta di tornare a godere di questa o quella beatitudine dimenticata o forse mai conosciuta. Non è una beatitudine questo Padre che ci ama, ci comprende ben al di là degli schemi, ci aiuta a crescere, se lo accogliamo, con delicatezza, con ogni discreto aiuto, ci dona ogni bene? Gesù stesso sperimenta questa beatitudine. “In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli” (Lc 10, 21).

San Francesco

20 ottobre 2015

https://gpcentofanti.wordpress.com/2013/10/04/uno-scritto-autografo-di-san-francesco-la-benedizione-a-frate-leone/

https://gpcentofanti.wordpress.com/2013/03/14/antica-immagine-di-san-francesco-benedizione-di-san-francesco-a-frate-leone-il-saio-di-san-francesco-e-quello-di-santa-chiara/

http://www.assisisantachiara.it/il-crocifisso/
Raggiunto il link cliccare sulla foto del crocifisso per ingrandirla.

Un discernimento evangelico

19 ottobre 2015

Gesù si preoccupava forse di cosa aveva detto questo o quello? Ha persino scelto Giuda ben sapendo che lo avrebbe tradito. Dispiacersi del male fatto nella Chiesa è stata cosa anche di Cristo. Ma certe preoccupazioni talora fanno parte di un vecchio ragionare burocratico che non mi pare fosse di Cristo. Anche in questo papa Francesco sta rinnovando la Chiesa.

Benedetto prega l’Immacolata

18 ottobre 2015

La brevissima intervista (http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/benedetto-benedict-benedicto-44059/) di Benedetto è, forse, importantissima. Forse conferma la preghiera alla Madonna immacolata (Fatima, maggio 2010) per l’affrettamento della vittoria del suo cuore immacolato entro il centenario delle apparizioni (maggio 2017). Quindi, forse, stimola alla preghiera, alla conversione, anche alla profonda disponibilità a lasciarsi portare oltre la propria mentalità, in vigilanza sulla risposta di Maria.

Nota all’articolo sulla Chiesa

16 ottobre 2015

https://gpcentofanti.wordpress.com/2015/10/15/guadi/

* Allora Pietro disse: «Forse che si può proibire che siano battezzati con l’acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?» (At 10, 47). “Non però che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio, che ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza, non della lettera ma dello Spirito; perché la lettera uccide, lo Spirito dà vita” (2 Cor 3, 5-6). “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 5, 17-20).
Pietro battezza i pagani perché hanno ricevuto lo Spirito, asseconda lo Spirito. Gesù dice che non passa neppure un iota della legge. Come mai, se ha cambiato tante cose? Gesù parla un linguaggio spirituale e dunque anche umano: la legge autentica è quella di Dio, le leggi, la giustizia, degli uomini, possono modificarsi, anche progredire. Bisogna guardare, con l’aiuto della grazia, al cuore di Cristo. Come vive, parla, dialoga, ama, nei vangeli e quello che fa nello Spirito. Cristo non sta e non agisce, se accolto, efficacemente anche nel cuore di un peccatore che non rifiuta del tutto la sua grazia?
Altro discorso è vedere tempi, modi, di questo progresso. Nel concilio di Gerusalemme la Chiesa stabilisce di imporre solo pochissimi degli obblighi in realtà della tradizione giudaica (At 15, 28-29). E’ un compromesso in un cammino di avvicinamento sempre più profondo allo Spirito di Cristo. Ciò lascia intendere che si possono dare, e sono già dati, nella Chiesa, margini anche locali di discrezionalità. Anche se evidentemente va posta una grande attenzione ai pericoli che tutto ciò può comportare.Sempre in questa direzione si può forse valutare la possibilità di lasciare al sacerdote il discernimento. Certo qui si tocca un altro punto delicato per esempio perché il sacerdote non può non essere libero nel suo discernimento ma nemmeno può essere una persona fuori di testa. Inoltre la misericordia di Dio è sconfinata.

Gesù e la comunione

15 ottobre 2015

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/comunione-communion-comunion-43978/

Punti critici chiave nella Chiesa oggi

15 ottobre 2015

Nei precedenti articoli apparsi su Vatican Insider ho osservato che l’intellettualismo comporta una riduzione dell’umanità dell’uomo. Una scuola che astrattizza e omologa l’uomo può in varia misura non stimolare la sua ricerca vitale, e con ciò anche il collegamento tra i vari aspetti, ambiti, della sua vita. Già qui si può osservare che è ben difficile costruire una società viva se non si aiuta la personale, comunitaria, civile, etc., maturazione delle persone nei propri valori e anche in un’adeguata condivisione, interscambio. La società degli individui isolati e astratti e della massa anonima e manipolabile sempre si lamenta dell’egoismo dei politici ma non trova le risorse per rinnovare vitalmente ogni cosa.

Eppure su questo punto decisivo della scuola anche nel mondo cattolico si possono riscontrare forse, talora, scarse consapevolezze, timori, reticenze… Ci si può chiedere come mai un tema così evidentemente decisivo non venga così tanto preso in considerazione. Una motivazione decisiva può riscontrarsi appunto nell’intellettualismo. Frammentando, spegnendo, l’uomo, la comunità, etc., talora anche svaluta, agli occhi di non poche persone, a cominciare dalle guide, l’importanza decisiva dell’educazione. Proprio così più facilmente lasciandola nelle mani dei burattinai per esempio dell’economia, della politica. Altro punto decisivo risiede appunto nei potentati della società. Chi detiene le leve dell’informazione di massa può essere perlomeno reticente su queste problematiche. Ulteriori problemi possono nascere, per esempio in campo cattolico: dal timore di alimentare conflitti, anche a livello politico e persino concordatario; dal timore che si perda il controllo, nella vita civile, di eventuali schegge impazzite, anche del tipo terrorismi vari; dal pensiero che la scuola statale favorisce la pace e l’integrazione… Si può osservare che proprio una rinnovata, serena, non intellettualistica, formazione può aiutare a valutare i vari aspetti della problematica educativa senza scadere nel burocratismo, nella disattenzione, in un falso quietismo, nello spiritualismo, alimentando invece un’appassionata ricerca comune. Nella investigazione di vie che, per esempio, aiutino la crescita integrale, profonda, delle persone, delle comunità, nei propri valori; anche dando adeguato spazio all’interscambio, alla vissuta condivisione, alla comune operatività, delle diverse comunità tra di loro; sempre cercando la costruzione ed equilibrata salvaguardia della pace.

Ma l’astrattismo intellettualista può toccare anche, per esempio, la pastorale nel mondo cattolico, orientando in varia misura ad un indottrinamento che non incontra, come la incontrava il Cristo dei vangeli, l’autentica umanità, gli autentici bisogni, delle persone*. Le questioni oggi dibattute al sinodo sulla famiglia sono un esempio di tutto ciò. L’intellettualismo può dunque in varia misura non comprendere l’uomo. Può tendere ad indottrinarlo più che ad essergli, in Cristo, discretamente vicino, a comprenderlo, amarlo, accompagnarlo in modo graduale, personalissimo, aiutarlo in ogni adeguato modo. Con attenzione a tutta la sua umanità e non solo, in varia misura, ad un’anima disincarnata e cervellotizzata. La gente si può sentire dunque variamente non capita, non amata e già in questo è, più o meno consapevolmente, avanti. Più vicina al cuore concreto di Gesù. Più umana.

L’intellettualismo può variamente allontanare anche dalla ricerca sempre più attenta di un profondo centrarsi, e aiutare in ciò i discepoli, sulle fonti e le vie della grazia, su Cristo, che rinnova ogni cosa e non solo un’anima variamente disincarnata. Infatti il razionalismo con le sue astrattezze può orientare in varia misura ad un ascetismo moralista nel quale persino quando si insegna a pregare lo si fa in varia misura puntando su criteri intellettualistici, meccanicistici. Alla fine sulle astratte forze della persona. L’orientamento più frequente può risultare quello di insegnare un filantropismo, un fare, con spruzzatine di fede. Non l’autentica grazia che fa maturare l’uomo gradualmente, con equilibrio. È il cuore, la serena coscienza, dell’uomo e non un astratto ragionare a tavolino, ad essere toccato dalla luce dello Spirito e dall’umanità autentica dell’uomo. Allora la luce stessa orienta l’uomo ad appoggiarsi gradualmente, equilibratamente, sempre più a lei. Anche sempre più attentamente. In ricerca.

Ancora, lo spegnimento, la riduzione, la frammentazione, la settorializzazione, dell’uomo, della comunità, delle comunità, etc., può comportare talora una varia propensione al burocratismo. Anche nella Chiesa. Il burocratismo può spegnere, ostacolare, assecondare la stagnazione… Mille sono le possibili conseguenze negative del burocratismo. Pensiamo alla burocratizzazione nel campo dell’informazione, che può creare élites burocratiche e non un vivo, da sentinelle, scambio di doni nella società.
Il lavoro, l’economia, la politica, in varia misura si generano con questi presupposti.
La situazione descritta lascia dunque intuire le, talora, possibili difficoltà nella maturazione di un sempre più profondo, attento ed equilibrato, discernimento spirituale e umano anche da parte delle guide. Spirituale e umano, non spiritualistico, non razionalistico, non psicologistico, non pragmatista… Senza discernimento ecco l’astrattismo, il pragmatismo, la mancanza di ascolto, di dialogo, attento, personale, comunitario, etc.. Dunque, in varia misura, lo spegnimento, la burocratizzazione, con tutto ciò che possono comportare nel cuore delle persone.
Un cammino di maturazione della coscienza spirituale e psicofisica. Non di uno spirito variamente disincarnato, da un lato; di una ragione variamente astratta da un altro…
Ancora talora si contrappone per esempio ragione e cuore, visto come vuoto sentimentalismo. Ancora, talora, si vuole fondare, in modo anche filosoficamente sprovveduto, il punto base, di incontro, dell’umanità su un’astratta ragione. Incredibilmente anche in campo cattolico. Il che la dice lunga sulla penetrazione di una confusione profonda, che involontariamente allontana dalla sempre rinnovata ricerca, per grazia, del cuore divino e umano di Cristo. Ci si vuole fondare su un’astratta ragione e non si vede che non esiste, che l’uomo pensa secondo quello che ha maturato, anche che è stato aiutato a maturare. Non si vede che puntare su un’astratta ragione priva l’uomo della ricerca viva, personale, comunitaria, etc., nei valori in cui crede. E anche del desiderio della condivisione, dell’interscambio, vitali, con chi la vede diversamente. Qualcuno giunge a ritenere che così si libera l’uomo dal pericolo del fanatismo, senza vedere che una persona spenta, omologata, non può vivere bene e può prendere nel tempo qualsiasi piega. La ragione astratta dunque allontana dalla luce che illumina il cuore, allontana dall’uomo.
Non è facile per la famiglia questa situazione, mi pare evidente. Talora gli appelli alla famiglia sembrano appunto spiritualistici, intellettualistici. Sembrano non comprendere realmente la situazione.Tra l’altro infatti l’intellettualismo, che spegne, settorializza, riduce, non stimola una vissuta, approfondita, visione d’insieme.

Come, da dove, partire per trovare nuovi stimoli che non si riducano a variamente anemiche esortazioni? È il Signore che guida la storia. Maria ci ha parlato del trionfo del suo cuore immacolato. Una sempre rinnovata spiritualità-cultura può aiutare molto. Un papa che si lascia rinnovare, e così un prete, una parrocchia, poi tante parrocchie, associazioni, comunità, un genitore, un giovane, un giornalista, uno sportivo, un operaio, una famiglia… Ogni persona che apre sempre più il cuore si apre e apre a mille possibili scoperte, strade nuove… Forse la via viva del cuore si sta sviluppando gradualmente, le ossa talora in varia misura inaridite viste da Ezechiele stanno prendendo sempre più corpo, vita (Ez 37, 1-14). ” Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo. Togliero’ da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne” (Ez 36, 26).

* Allora Pietro disse: «Forse che si può proibire che siano battezzati con l’acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?» (At 10, 47). “Non però che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio, che ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza, non della lettera ma dello Spirito; perché la lettera uccide, lo Spirito dà vita” (2 Cor 3, 5-6). “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 5, 17-20).
Pietro battezza i pagani perché hanno ricevuto lo Spirito, asseconda lo Spirito. Gesù dice che non passa neppure un iota della legge. Come mai, se ha cambiato tante cose? Gesù parla un linguaggio spirituale e dunque anche umano: la legge autentica è quella di Dio, le leggi, la giustizia, degli uomini, possono modificarsi, anche progredire. Bisogna guardare, con l’aiuto della grazia, al cuore di Cristo. Come vive, parla, dialoga, ama, nei vangeli e quello che fa nello Spirito. Cristo non sta e non agisce, se accolto, efficacemente anche nel cuore di un peccatore che non rifiuta del tutto la sua grazia?
Altro discorso è vedere tempi, modi, di questo progresso. Nel concilio di Gerusalemme la Chiesa stabilisce di imporre solo pochissimi degli obblighi in realtà della tradizione giudaica (At 15, 28-29). E’ un compromesso in un cammino di avvicinamento sempre più profondo allo Spirito di Cristo. Ciò lascia intendere che si possono dare, e sono già dati, nella Chiesa, margini anche locali di discrezionalità. Anche se evidentemente va posta una grande attenzione ai pericoli che tutto ciò può comportare.
Sempre in questa direzione si può forse valutare la possibilità di lasciare al sacerdote il discernimento. Certo qui si tocca un altro punto delicato per esempio perché il sacerdote non può non essere libero nel suo discernimento ma nemmeno può essere una persona fuori di testa. Inoltre la misericordia di Dio è sconfinata.

Chiesa sacramento di unità di tutto il genere umano (Sinodo sulla famiglia)

15 ottobre 2015

In vari articoli precedenti su Vatican Insider accenno ad episodi evangelici nei quali emerge complessivamente lo sguardo amorevole, comprensivo, sereno, fiducioso, di Gesù verso la persona, anche quando è nel peccato volontario. Vediamo che Gesù non punta a far doveristicamente riconoscere i peccati. È il suo personalissimo, discreto,  accompagnamento alla scoperta dell’essere amati, chiamati alla gioia, alla pace, ad ogni bene, che apre gradualmente il cuore delle persone. E orienta anche a riconoscere naturalmente, con equilibrio, gli eventuali peccati commessi, a chiedere perdono, etc..

Nell’articolo immediatamente precedente su Vatican Insider vediamo un episodio in cui è Pietro che chiede a Gesù di allontanarsi da lui che è un peccatore. Ma Gesù lo rincuora, lo rasserena, dicendogli di non temere perché d’ora in poi Pietro stesso sarà pescatore di uomini. L’uomo può talora tendere ad avere una visione moralistica del peccato, del suo riconoscimento, dalla quale Gesù viene a liberarlo. Anche in questo l’uomo è condotto gradualmente verso uno sguardo del cuore, semplice, sereno, sano, equilibrato… Il cuore di Gesù è divino e umano, pieno di umanità.

I santi possono essere persone che, almeno da un certo punto della loro vita in poi, possono non avere commesso più peccati volontari. Ciò naturalmente non significa che siano perfetti. Tra l’altro il ripiegamento del peccato originale lascia qualche traccia di sé. Benché sempre più profondamente superato dalla grazia gradualmente donata e accolta. L’uomo ha infinito bisogno di Dio, del suo amore, della sua luce, della sua grazia, del suo sostegno, senza le quali cose non può nulla.  L’umanità dell’uomo rimane comunque la via stessa per scoprire il vero, semplice, bello, sano,  vivificante, amore di Dio. Rigidità, sensi di colpa, forzature meccaniche, cavillosita’, etc., tutto ciò che non è equilibrato ce lo segnala la nostra stessa umanità. Anche se si possono dare passaggi autentici da poter compiere che possono invece apparire non equilibrati. E possono in particolare richiedere l’aiuto, il confronto, con qualche persona esperta di Dio e dell’uomo. Il punto è che Dio conosce l’umanità serena, autentica, equilibrata, etc., molto più di noi. Il cristiano dunque è gradualmente condotto verso lo scoprirsi una creatura. Davanti a Dio un piccolo, amato dal Padre, con tanti doni. Talora magari con qualche vario peccato valutato con serenità ed equilibrio, e per il quale chiede perdono. Sereno tra le braccia del Padre.

Nell’enciclica di Benedetto XVI Spe salvi al numero 46 si afferma in modo molto chiaro la totale misericordia di Dio. Dio non è un giudice che oltre certi limiti non può non sanzionarmi, anche in modo definitivo. Benedetto fa comprendere ivi che il problema di Dio è il rispetto e la delicatezza verso le persone e la loro libertà. Se in una persona, sia pure implicitamente se atea, vi è nell’ultimo spiraglio della sua anima, pure sommerso da mille consapevoli contraddizioni, il desiderio di andare in cielo Dio, che è totalmente desideroso di accoglierla, potrà farlo perché non le usa violenza. Dunque se la scelta più intima della persona è il paradiso.

Il peccato contro lo Spirito Santo (Mc 3, 29) è il rifiuto della luce che mi fa vedere nel cuore cosa mi dà veramente vita. Finché rifiuto  consapevolmente la vita Dio non può darmela più pienamente perché rispetta la mia volontà. D’altro canto l’amore è solo libertà, non può essere imposto per dovere o con la violenza. Lo Spirito dunque possiamo rifiutarlo. Invece senza la grazia di Dio non possiamo veramente intuire, fidarci, fare, nulla.

Se Dio è totalmente misericordioso come mai poi nel vangelo leggiamo per esempio che Gesù parla di passare per la porta stretta (Mt 7, 13-14)? Il punto chiave è sempre la delicatezza di Dio verso le persone ed il rispetto della loro libertà. Sulla terra il Signore può condurre l’uomo sulla via dell’amore gradualmente, perché maturi un libero e consapevole desiderio di aderire al piano meraviglioso di Dio per lui. Se l’uomo ricevesse una grazia più grande dell’opportuno potrebbe poi ritrovarsi con il peso di un dono indesiderato.
In cielo Dio può, sia pure in un sano percorso graduale,  donarsi più rapidamente alla persona perché questa ha ormai stabilito la sua decisione definitiva a favore della misericordia divina e della sua opera di vita. Chiaro che la persona può, nel corso della vita terrena, anche giungere invece ad una scelta definitiva per il rifiuto della misericordia divina. Sia in terra che in cielo l’amore di Dio entra nel cuore dell’uomo che si lascia spogliare di sé. La porta stretta c’è sempre. In terra per i motivi sopra accennati la grazia per passare attraverso di essa può venire donata più gradualmente. Ma una cosa è entrare più pienamente nella vita già qui sulla terra e un’altra la salvezza eterna, alla quale ho accennato sopra.

In Mt 19, 16-30 alla domanda del giovane ricco sulla via per la vita eterna Gesù gli indica tra i comandamenti solo quelli che lui aveva già ricevuto per grazia di vivere. Anche se il ragazzo inconsapevolmente li ascriveva a proprio merito. Gesù dunque gli dice che sta già vivendo tante cose molto belle, per sé e per gli altri. Quando il giovane gli chiede in cosa ancora può crescere Cristo gli risponde che se vuole essere perfetto lasci tutto, dandolo ai poveri, e lo segua. Il giovane se ne va triste. Ma nel prosieguo del vangelo si può forse intuire che il giovane gradualmente si scoprirà cieco, bisognoso, per entrare sempre più nella vita, non delle proprie forze ma della grazia divina, senza la quale non possiamo nulla (Mt 20, 29-34. I due ciechi di Gerico. Il doppio in Matteo. L’evangelista spesso parla di due persone che entrano in relazione con Gesù perché nella seconda ciascuno di noi possa in vario modo identificarsi). Come mai Gesù, che vediamo accompagnare tante persone in un cammino graduale, qui invece passa dalla stima per il bel cammino graduale del giovane ad una proposta così radicale? Gesù non si è fermato alle apparenze, forse legge l’accendersi sincero di una ricerca ancora più profonda nel cuore del ragazzo, comincia a confermargli il dono di una chiamata profondissima. Che potrà avere il suo giusto tempo per maturare. Dio ama, comprende, ogni persona, sa come portare ciascuno, in modo personalissimo, verso la vita.

La profondità della chiamata non orienta necessariamente alla vocazione sacerdotale o religiosa. Anzi, la famiglia è, nel profondo, l’origine, in Cristo, nella Chiesa, di tutte le vocazioni e anche di ogni profezia. Si può forse dire che ogni persona è, nel profondo, ordinata ad una famiglia. Anche un orfano di genitori sconosciuti, forse atei, portato in un cammino da Dio, potrà gradualmente trovare in Dio una risposta anche in questa direzione. Il sacramento del matrimonio, della famiglia, domando, è un dono anche per lui. Gli dice che la verità profonda dell’uomo è nascere in una famiglia dove c’è amore, benedetta dal cielo. Il sacramento del matrimonio, mi pare, come forse ogni sacramento, non esclude ma include, senza fasulle confusioni. L’amore stesso di Cristo nei sacramenti, con le loro specificità,  si diffonde verso il cammino personalissimo di ogni uomo. Non è chiamata la Chiesa sacramento di unità di tutto il genere umano? Cristo e la Chiesa che con tutto il cuore, con discrezione, delicatezza, attenzione, portano, si fanno vicini, ad ogni uomo, secondo il graduale sereno, personalissimo, aprirsi, del suo cuore.
Altro, mi pare, domando, che dire ad un orfano di genitori sconosciuti, tutto questo non è per te, né tocca in nulla i tuoi genitori. Altro, dunque, domando, che non poter dare, discretamente, l’eucarestia a chi liberamente l’accoglierebbe.

In un precedente articolo su Vatican Insider
( http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/eucarestia-eucharist-eucaristia-42403/ ) osservo che i brani evangelici nei quali Cristo stesso offre l’eucaristia sembrerebbero mostrare che Gesù l’avrebbe donata con tutto il cuore, con discrezione, a chi liberamente l’accoglierebbe. Quello stesso cuore che, mi pare, manifesta in tutto il vangelo. Sono domande che pongo nella comunione e nell’obbedienza alla Chiesa. Non è davvero difficile, leggendo i vangeli, pensare il contrario? Non basta, certo per grazia, leggere i vangeli alla luce di tutta la vita di Gesù, come appunto nei vangeli la troviamo? Non è forse che la crescita talora nella Chiesa può passare, nello Spirito, dall’estrapolare dai vangeli una dottrina astratta, una parola astratta, alla meditazione di tutto il vivere, parlare, dialogare, amare, di Gesù? Tante persone non sentono vicino il Cristo dei vangeli e lontana una dottrina astratta? Non è che in tante cose tanta parte, forse, del popolo è talora avanti?
Ancora: Gesù è nel cuore di qualsiasi persona di buona volontà, quale che sia la tappa del suo cammino, fosse anche un ateo? Gesù è nel cuore anche di una persona che commette peccati consapevoli e volontari, cioè rifiuta aspetti del suo cammino sui quali lo illumina la grazia, ma non ha rifiutato del tutto la grazia che ha ricevuto in dono? Se Gesù è nel cuore di una persona che senso ha non dargli, con discrezione, la comunione? Non vediamo Gesù fare questo nei vangeli? Non dando la comunione non faremmo il contrario di ciò che ha fatto Gesù?