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Una chiave di comprensione, anche nella politica

13 novembre 2017

http://www.lastampa.it/2017/11/14/vaticaninsider/ita/commenti/un-nuovo-equilibrio-nelloscillare-degli-estremi-dQnLWy7gVn8aZ705VjcApN/pagina.html

 

 

 

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La chiave decisiva dell’accoglienza

3 ottobre 2017

Un cuore fondamentalmente più libero da schemi, più pronto a discernere in contatto con la realtà viva, potrebbe manifestare una certa più pronta disponibilità a recepire il tema dell’accoglienza, del fare spazio. Un tema delicato, da considerare con equilibrio, nell’ottica attenta di una fede coltivata, per un cristiano, e non di un mero fare. Ma certo una via densa di possibili sviluppi, anche dal basso, dunque in varia misura capaci di aggirare eventuali resistenze oligarchiche. L’oligarchia infatti si può più facilmente reggere sull’individualizzazione e massificazione, schematizzazione, sul fondamentale isolamento, delle persone. Cose che l’egoismo, la scarsa accoglienza, possono alimentare. In modo ancora più drammatico e paradossale quando e’ il vario sottostimato che viene manipolato o anche addirittura sceglie liberamente questi orientamenti che perpetuano la sua stessa soggezione. Evidente che l’oligarchia possa invece scricchiolare quando dal basso si formassero reti, per esempio di cittadini, vivificate proprio anche dalla condivisione, dall’accoglienza, reciproche. Diffusione, sviluppo, scoperta, di tante ricchezze che altrimenti, in regime oligarchico, potrebbero restare doni meno volentieri accolti e fatti fruttificare.

Sarebbe per esempio talora bello ospitare, pur con sana prudenza, sulla propria rivista interventi di persone magari anche sconosciute e di diverso orientamento, solo perché comunque interessanti. Con sincera fraternità. Infatti il basarsi su titoli, fame, e altri riferimenti formali rischia di perpetuare, magari talora mascherandoli da ospitalità, gli interessi, gli schemi, dell’oligarchia e i possibili ripiegamenti dell’egoismo umano. Invece cercare di cogliere e di accogliere gli spunti interessanti da qualsiasi parte vengano può animare una ricerca molto più ricca, viva e diffusa. Uno stimolo di comprensione, di dialogo, di incontro, di ricerca di nuovi orizzonti, che farebbe bene a tutti. La fede, si dice talora, è il luogo dell’et et e non dell’aut aut. Ma talora potrebbe accadere che sia difficile questo per certi vari responsabili, nella Chiesa e fuori. Anche quando potrebbe essere proprio il caso dell’et et si può restare chiusi nel “mono”, in qualche varia unidimensionalità. Pensiamo alla decisiva questione della scuola. Dove si può sentire parlare di (falsa) neutralità, di identità o di dialogo. Magari più raramente di identità e di dialogo tra identità, quasi mai in certi casi, anche dove potrebbe apparire opportuno.

In queste direzioni un aiuto potente potrebbe venire, anche stimolata da esse, dalla possibile lettura (domando) che Cristo donerebbe l’eucarestia sostanzialmente a chiunque la desiderasse. Non si può invece forse riscontrare nei paletti attualmente posti alla recezione eucaristica un possibile limite fontale di chiusura identitaria, il contrario dell’accoglienza? Il Signore ci aiuti, appunto, a lasciar amare, parlare, operare, lui.

Pubblicato su Adista Segni Nuovi n° 37 del 20-10-2017, Lettere http://www.adista.it/edizione/4543

Il cuore divino e umano di Cristo, chiave di ogni cosa. Articoli di d. Giampaolo su Vatican Insider

11 settembre 2017

Gli articoli sono ordinati dal più recente a scendere verso il più antico.

http://www.lastampa.it/2017/11/14/vaticaninsider/ita/commenti/un-nuovo-equilibrio-nelloscillare-degli-estremi-dQnLWy7gVn8aZ705VjcApN/pagina.html (Una chiave di comprensione, anche nella politica)

http://www.lastampa.it/2017/11/07/vaticaninsider/ita/commenti/il-moralismo-che-schiaccia-nella-debolezza-yHEcubiTARmu9zKvFQJkKO/pagina.html (Il problema culturale nella società e nella politica)

http://www.lastampa.it/2017/10/31/vaticaninsider/ita/commenti/una-chiesa-dallapparente-calma-piatta-OAiagsT49AZKrJdg38eWoM/pagina.html (Cuore nuovo, società, politica nuove)

http://www.lastampa.it/2017/10/24/vaticaninsider/ita/commenti/la-societ-neutra-che-tende-a-tecnicizzare-e-distorcere-ogni-cosa-s8FrlZBIoN4DfoXTEBvQfN/pagina.html (Disoccupazione: nuovi paradigmi)

http://www.lastampa.it/2017/10/17/vaticaninsider/ita/commenti/lavoro-e-disoccupazione-rianimare-i-bisogni-di-una-societ-oggi-tanto-sofferente-IYZA6GnDXjG1NnhTRdXd1N/pagina.html (Disoccupazione: ricerca di nuove soluzioni)

http://www.lastampa.it/2017/10/10/vaticaninsider/ita/commenti/la-tradizione-solo-clericale-appesantisce-e-complica-la-vita-delle-persone-seQgZn5njqM28NU3qo0SPN/pagina.html (Non fuori ma sempre piu’ in Cristo)

http://www.lastampa.it/2017/10/03/vaticaninsider/ita/commenti/chi-profeta-DDINzNczrcnwWED5v4MlgM/pagina.html (La gioia della profezia)

http://www.lastampa.it/2017/09/26/vaticaninsider/ita/commenti/se-si-desse-pi-spazio-alle-suore-come-madri-spirituali-si-convertirebbe-pi-gente-Q5cwe0ReHvmMOS533DVjrO/pagina.html (Sacramento, discernimento, arte)

http://www.lastampa.it/2017/09/19/vaticaninsider/ita/commenti/acuore-e-ragione-astratta-rfMQlZIDsEmu5IJbnGyrBJ/pagina.html (Lo stato del discernimento)

http://www.lastampa.it/2017/09/12/vaticaninsider/ita/commenti/una-fede-affidata-contro-lestrutturazioni-a-rischio-sclerosi-pzZ54ApuE83ta4MURZYjoJ/pagina.html (Il riconciliare della luce)

http://www.lastampa.it/2017/09/05/vaticaninsider/ita/commenti/i-paradossali-effetti-di-clericalismo-ed-oligarchismo-91Gz4vFTWVlucLrrZsugiO/pagina.html (La scelta del vescovo)

http://www.lastampa.it/2017/08/29/vaticaninsider/ita/commenti/scarto-e-profezia-PHm4cXV3gSBbKvggzajP3H/pagina.html

http://www.lastampa.it/2017/08/22/vaticaninsider/ita/commenti/dio-si-rivela-rivelando-anche-lumano-geZwW2PdCmGZosOFf5wM9J/pagina.html (“Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele” (Mt 15, 24). Perché?)

http://www.lastampa.it/2017/08/16/vaticaninsider/ita/commenti/lascolto-dono-fondamentale-per-la-crescita-di-una-persona-e-della-societ-5p4mz0xXKtQnK7ESpWBsKL/pagina.html (Non imbalsamare le fonti della grazia)

http://www.lastampa.it/2017/08/08/vaticaninsider/ita/commenti/su-ecologia-economia-e-lavoro-i-paradigmi-attuali-svuotando-e-schematizzando-luomo-anche-nella-chiesa-stanno-portando-al-disastro-VBflrOaAyNgda4jc22b7WP/pagina.html (Dal moralismo, dall’individualismo, all’incarnazione: una nuova economia)

http://www.lastampa.it/2017/08/01/vaticaninsider/ita/commenti/ges-non-era-prono-ad-alcun-potere-terreno-era-vicino-con-discrezione-a-ogni-persona-7RG8r1Qkc4XwtdweqHU0DM/pagina.html (Le vie principali della crescita e della sua trasmissione)

http://www.lastampa.it/2017/07/26/vaticaninsider/ita/commenti/il-cammino-delle-persone-delle-comunit-lo-conosce-pienamente-solo-dio-6NhgdPSgdKkoRV9Bd2vgRM/pagina.html (La recettività)

http://www.lastampa.it/2017/07/18/vaticaninsider/ita/commenti/razionalismi-e-spiritualismitendenze-che-non-orientano-ad-un-ascolto-del-cuore-80t9hidzchXepdwB94vRmN/pagina.html (Profezia, profeti, società)

http://www.lastampa.it/2017/07/11/vaticaninsider/ita/commenti/il-superamento-degli-schematismi-apre-a-una-vita-a-un-dialogo-ricchi-di-sfumature-8VLvftx63gJLfweJjoKXfL/pagina.html (Per una concreta svolta sociale)

http://www.lastampa.it/2017/07/04/vaticaninsider/ita/commenti/la-crisi-odierna-e-le-risposte-efficaci-ahlDFgTPHM9kfKsm6bWJgP/pagina.html

http://www.lastampa.it/2017/06/28/vaticaninsider/ita/commenti/una-via-di-liberazione-dalle-consorterie-del-pensiero-unico-YRByQmfjL0gODhkR2uQ7vL/pagina.html (Vie efficaci di rinnovamento anche civile. L’ascolto “dialogato” della Parola)

http://www.lastampa.it/2017/06/19/vaticaninsider/ita/commenti/la-libert-dellascoltoper-intuire-meglio-le-fragilit-aDNjQZg4d5HsarAxn4xLpI/pagina.html (Il linguaggio di Gesù)

http://www.lastampa.it/2017/06/13/vaticaninsider/ita/commenti/in-comunicazione-con-gli-altri-con-s-stessi-con-la-vita-RjxvYoefs0Jk9t2NCm5JfM/pagina.html (La dinamica della parola)

http://www.lastampa.it/2017/06/06/vaticaninsider/ita/commenti/lo-spirito-che-smuove-le-zone-del-cuore-spente-da-anni-GfnXvwemwQiALYfXz6uNfK/pagina.html (La grazia divina e umana, eucaristica, che guarisce tutto l’uomo)

http://www.lastampa.it/2017/05/30/vaticaninsider/ita/commenti/accogliere-la-figliolanza-cEyE9HhbuC249KK3HlPNjO/pagina.html (La chiave decisiva della maturazione nell’affidarsi e i suoi nodi nel cammino della storia della salvezza)

http://www.lastampa.it/2017/05/23/vaticaninsider/ita/commenti/un-cammino-di-rivestimento-di-cristo-e-di-spogliamento-di-s-EehdfyPOVKbmAiUKWa2BOK/pagina.html (L’ermeneutica rivoluzionaria della messa)

http://www.lastampa.it/2017/05/16/vaticaninsider/ita/commenti/riscoprire-la-storia-per-aprirsi-ad-un-nuovo-presente-e-un-nuovo-futuro-F3MIucpRF8TXmT2nlIOz7J/pagina.html (Tradizione di schemi e tradizione dei cuori)

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http://www.lastampa.it/2016/09/20/vaticaninsider/ita/commenti/andare-verso-lumano-accettare-di-essere-creature-in-cammino-ympVWD2Mf1doufIH9vv2HP/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/09/13/vaticaninsider/ita/commenti/vi-una-crisi-pi-integrale-di-quella-economica-wU5BY03qFXcppCkhGrlgRL/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/09/06/vaticaninsider/ita/speciale/giubileo-2015/maria-aiuta-a-riconoscere-i-segni-di-dio-6slqbE7g3z0amqiPz8pwDI/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/08/30/vaticaninsider/ita/commenti/burkini-centofanti-limportante-che-la-donna-possa-scegliere-nessuno-pu-obbligarla-in-una-democrazia-LdGnCwcSTvpbt7iVkx3T6K/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/08/23/vaticaninsider/ita/commenti/istituzioni-come-la-scuola-possono-ostacolare-un-rinnovamento-come-uscirne-dio-pu-tutto-uUrNCsZtHeUt3cPNbkh75N/pagina.html

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http://www.lastampa.it/2016/08/09/vaticaninsider/ita/commenti/i-servi-non-si-vedono-nei-vangeli-ma-senza-di-loro-le-parabole-non-si-realizzerebbero-9kYZ0GdT0FJjEQ0jpvprwO/pagina.html

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http://www.lastampa.it/2016/03/22/vaticaninsider/ita/commenti/il-signore-come-laria-e-la-luce-di-primavera-ed-estate-iupojTnpT31tW1oXSVy8UO/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/03/15/vaticaninsider/ita/commenti/ges-interlocutore-spirituale-e-culturale-anche-per-i-non-cristiani-e-i-non-credenti-vG2F3sIO5COfZayYZqqKZK/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/03/11/vaticaninsider/ita/commenti/una-persona-di-scarsi-studi-ma-fedele-a-dio-pu-vivere-una-vita-pi-centrata-di-tanti-intellettuali-c65lsOj1ffCelmvt4EXG2K/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/03/04/vaticaninsider/ita/commenti/la-famiglia-fonte-feconda-di-valori-per-questo-talora-combattuta-7hVW0fJM5JZdl79DDOn43I/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/02/27/vaticaninsider/ita/commenti/dio-non-chiede-alluomo-di-essere-perfetto-ma-lo-aiuta-a-crescere-uiVXKuiQiMmnBPTslFAqwI/pagina.html (Attenzione al centrarsi, o meno, sulla fede)

http://www.lastampa.it/2016/02/19/vaticaninsider/ita/commenti/la-parola-cristo-stesso-presente-in-mezzo-a-noi-che-ci-parla-wIMlaukB04rDZwdORJ6u4O/pagina.html (Come ascoltare la Parola in parrocchia)

http://www.lastampa.it/2016/02/13/vaticaninsider/ita/commenti/il-rapporto-con-dio-illumina-riscalda-ed-equilibra-ogni-altro-rapporto-44fF0HrIwDA9fWUVlKOATP/pagina.html (La continua rivelazione dell’amore familiare)

http://www.lastampa.it/2016/02/05/vaticaninsider/ita/commenti/un-clochard-pu-essere-pi-vicino-a-dio-di-un-grande-santo-nU5C91uodRIA0JpnOLLWeK/pagina.html (Parola viva, dottrina astratta, equilibrio nel vedere ogni cosa, anche il demonio)

http://www.lastampa.it/2016/01/29/vaticaninsider/ita/commenti/anche-noi-possiamo-essere-una-piccola-parola-di-dio-n6OiKEsWuiwkCrtzWgPeVN/pagina.html (L’opera efficace di Cristo nell’Antico Testamento e nel mondo)

http://www.lastampa.it/2016/01/22/vaticaninsider/ita/commenti/il-mistero-del-peccato-originale-2aiHAZd0fjS2YIxmmKLQ6K/pagina.html (Nuove intuizioni sul peccato originale)

http://www.lastampa.it/2016/01/15/vaticaninsider/ita/commenti/non-si-pu-catalogare-incasellare-schematizzare-giudicare-la-storia-di-un-uomo-4tVFIyjzJPmCMvuyjkmMyK/pagina.html (Nuovi spunti sulla giustificazione)

http://www.lastampa.it/2016/01/07/vaticaninsider/ita/commenti/nemmeno-dio-padre-pu-esistere-fuori-dellamore-2QwSPWnUT3KUL6W1xlXXsK/pagina.html (Nuova comprensione della Trinità, della logica, della Chiesa)

http://www.lastampa.it/2016/01/03/vaticaninsider/ita/documenti/se-scatta-la-molla-dellamore-familiare-una-persona-pu-rinascere-z4n11AoqLIovflLxCsQWkI/pagina.html (Nuovi sguardi familiari)

http://www.lastampa.it/2015/12/25/vaticaninsider/ita/commenti/quel-piccolo-cambiamento-segnale-importantissimo-1zUr86CHmaXm5Jiq37q6PJ/pagina.html (Nuova misericordia e famiglia)

http://www.lastampa.it/2015/12/16/vaticaninsider/ita/commenti/la-parola-di-dio-si-fa-carne-nella-vita-delle-persone-fjdGz0AosfEL1PRlgUUvoK/pagina.html (La Parola e la famiglia)

http://www.lastampa.it/2015/12/09/vaticaninsider/ita/documenti/tante-chiusure-e-decisioni-di-comodo-possono-togliere-tanta-vita-sT9bHSrDP0mk8u4Hw1VANJ/pagina.html (Al cuore delle questioni: nuovi rapporti tra i cristiani, con gli stati, la società)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/giubileo-2015-45023/ (I linguaggi del burocratismo)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/dio-god-dios-44829/ (Come scoprire i discernimenti riduttivi e le loro conseguenze)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/dio-god-dios-44699/ (Le influenze di Platone e Aristotele sulla spiritualità cristiana)

http://www.lastampa.it/2015/11/09/vaticaninsider/ita/documenti/il-burocratismo-di-qualsiasi-orientamento-pu-chiudere-alla-vita-HaXdMaR9978surYyOIPApN/pagina.html (Cause e pericoli del burocratismo)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/cristo-christ-44396/ (Un nuovo padre spirituale)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/44245/ (Le conseguenze del legalismo)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/centofanti-44068/ (Sguardi rinnovati per il sinodo sulla famiglia)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/comunione-communion-comunion-43978/ (La profezia è dei piccoli, nuovi sguardi spirituali)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francisco-francis-centofanti-43835/ (Verso la verità tutta intera, la libertà dell’amore)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/centofanti-centofanti-centofanti-43755/ (Uno sguardo rinnovato su spiritualità e culture)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/francesco-francisco-francis-43654/ (Papa Francesco ci porta al Gesù dei vangeli)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/43340/ (La leggerezza dello Spirito autentico)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/migranti-migrantsmigrantes-43230/ (Individualismo, massificazione, vera democrazia)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/umilta-cuore-di-cristo-43105/ (Un cammino semplice e sempre più profondo, a misura)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/dio-god-dios-42984/ (Alcuni spunti sulla confessione)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/cristo-christ-42871/ (Il cuore divino e umano di Cristo chiave di ogni cosa)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/gesu-jesus-jesus-42777/ (Ostacoli spirituali-culturali alla fede e all’umano)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/centofanti-centofanti-centofanti-42503/ (Il riferimento spirituale-culturale dell’umanità di Cristo)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/eucarestia-eucharist-eucaristia-42403/ (Un vangelo sempre nuovo)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/chiesa-church-iglesia-42110/ (Una nuova visione dell’arte)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/educazione-education-educacion-41964/ (Formazione scolastica nelle identità e nello scambio vissuti e non falso neutralismo intellettualistico)

http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/psicologia-psichology-psicologia-41771/ (Una nuova psicologia)

http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/gesu-francesco-francis-francisco-vicinanza-41665/ (Intervista di A. Tornielli a d. GP Centofanti sul Manifesto del cuore divino e umano di Cristo)

Un papa profeta

7 settembre 2017

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2017/september/documents/papa-francesco_20170907_viaggioapostolico-colombia-vescovi.html

Spiritualita’, cultura, da rinnovare

1 settembre 2017

Ho già sottolineato che si può prendere il buono anche da ciò che è in parte distorto. Ma in Cristo grad­ualmente nella storia si può riconoscere meglio anche il distorto.

(more…)

Immigrati: buonsenso e burocrazia

11 agosto 2017

Che le persone siano in un graduale cammino e’ giusto. Ma chi (more…)

La crisi odierna e le risposte efficaci

6 luglio 2017

http://www.lastampa.it/2017/07/04/vaticaninsider/ita/commenti/la-crisi-odierna-e-le-risposte-efficaci-ahlDFgTPHM9kfKsm6bWJgP/pagina.html

Al link sopra l’articolo integrale.
Un falso neutralismo tecnicista può in varia misura svuotare le persone fin dalla scuola e renderle isolate, inermi, asservite, sfruttate, dal suo imperversare.

Il tecnicismo orienta a cercare anche in risposta ai problemi soluzioni tecniciste. Non di rado presentate anche nello specifico come vie obbligate. Molti vedono e sperimentano sempre più chiaramente che così non si può più andare avanti. Tanti ragazzi, la società, rischia uno spegnimento sempre più profondo. Serve una svolta decisa.

Ma reazioni violente a tutto ciò almeno nella maggior parte dei casi si pongono sullo stesso piano del tecnicismo, finiscono per confermarlo.

Andare al nocciolo del problema: liberare le coscienze. Libera formazione nelle identità scelte (anche con tutte le diverse legittime sfumature all’interno di esse) e nello scambio tra di esse. Motivazioni, vie autentiche, di crescita per i giovani e per la società.

Pace, democrazia, giustizia, non possono venire avvicinate, come esso stesso cerca di far credere, col pensiero unico ma attraverso la libera crescita e la ricerca anche comune. Che questo sia un punto decisivo lo si può verificare anche dalla sordità assoluta di molti potenti sulla questione. Nella falsa unità del pensiero unico in realtà il potente divide (svuota, isola) et impera. Anche può in certi casi più facilmente usare, ad un già di per sé ingannevole fine di bene, ogni arma per imporsi, per distruggere l’avversario. Si può in molti modi divenire strumenti inconsapevoli, anche talora persuasi, abbindolati, del pensiero unico, schematico. Usati, sfruttati e a suo tempo gettati, anche in ciò, dal potere. Ma non sempre e ad ogni livello inconsapevoli e disinteressati.

No, nel dibattito pubblico, al tecnicismo dei titoli, delle burocrazie. Sì alla verità, alle sue mille sfumature, proposte da chiunque ne intuisca qualcuna. Tecnicismo, burocratismo, possono rivelarsi anche in questo senso vie di variamente stretto controllo del dibattito pubblico.

Libera formazione delle coscienze e scambio stimolano: maturazione, consapevolezza, comprensione non schematica ma invece viva, sempre nuova, di ogni cosa, per esempio dei graduali, reali, cammini personali; dialogo e impegno, anche variamente condiviso, risposte nuove ai bisogni, nelle comunità, tra le comunità, nel territorio, nella società, nel mondo.   Nella società dell’automazione tecnologica si può manifestare più chiaramente la fecondità anche sociale, lavorativa, economica, dell’umano.

Si può dunque concordare una formazione libera ma non settaria. Ossia una scuola dove si possa maturare alla luce dei valori in cui si crede ma anche con congrui, profondamente attenti alla viva, concreta, integrazione, tempi di scambio, di condivisione, con le altre identità. Certo il tutto all’interno di riferimenti essenziali per una convivenza civile.

La guida di Maria

15 maggio 2017

“Il mio cuore immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio” (Maria a Fatima, giugno 2017).

Nel videomessaggio in vista della partenza per Fatima Francesco cita queste parole.

E’ avvenuta la vittoria del cuore immacolato di Maria?

14 maggio 2017

Papa Benedetto ha chiesto a Fatima nel maggio 2010 che si affrettasse la vittoria del cuore di Maria entro il centenario delle apparizioni (13 maggio 2017). E, in modi sorprendenti, è venuto Francesco che, si direbbe, sta aiutando la Chiesa proprio in questo passaggio al cuore.

Un esempio semplice: una mamma ha un figlio ventenne che non crede. Secondo una religione vissuta con una logica astratta la mamma deve cercare di persuadere il giovane ad andare a messa, etc.. Ma se dici alla mamma di cercare con la sensibilità del cuore con quello specifico ragazzo cosa è meglio fare la signora con semplicità e rasserenata intuisce che magari con lui è meglio non forzare. La via del cuore aiuta a sentirsi amati e ad amare a misura, dunque ad ascoltare, ad entrare in sintonia e non a vivere di schemi prefabbricati. Questo rinnova la vita e gli sguardi a tutto campo, come si può vedere nel Manifesto del cuore divino e umano di Cristo.

Un’intuizione sempre rinnovata di come Cristo fa comunione nella vita reale, non a tavolino, tra i cristiani e con ogni persona. Anche quando intere confessioni cristiane tornassero unite nella Chiesa cattolica vi potrebbero esserne altre divise o che si dividono. Ma le piste per accogliersi, comprendersi, riavvicinarsi, condividere, crescere insieme, potrebbero essere sempre più approfondite. La reale comunione è accogliere e far sviluppare, in un possibilmente reciproco scambio, il cammino di ciascuno. L’incontro concreto può fare maturare una spiritualità semplice, profonda, serena, che fa vedere ogni cosa in modo sempre nuovo.

Un altro esempio di questa via semplice e profonda del cuore: un giovane si inceppa nei dubbi dei ragionamenti, la scienza, l’evoluzionismo… Io, se del caso, gli chiedo: nella tua serena coscienza se ti domando ci credi in Dio o no qual’è​ la prima risposta semplice e immediata? Se dice sì quello è il dono della fede. Quel talora apparentemente piccolo sì è nella luce della fede. La luce che sempre più si scopre serena piena di buonsenso, umana, liberando da sensi di colpa, rigidità, schematismi… Cercando di seguire quella luce serena troviamo risposte nuove benefiche… Poi si può anche riflettere che la Bibbia non è un libro scientifico ma dal lato spirituale vi sono tante intuizioni. L’evoluzionismo c’è già nel primo libro dell’Antico Testamento, la Genesi. Non scientificamente ma come sapienza spirituale: Dio fa le cose con delicatezza, gradualità…

Per il canale di un’astratta ragione la spiritualità si può fare variamente prefabbricata, la psicologia tecnicismo. Anche uno psicologo cristiano non è aiutato, su questa via, a cercare un’adeguata sintesi. La via del cuore nella luce serena, a misura, apre nuove vie nella spiritualità e nella psicologia, armonizzandole. Una sempre nuova, semplice e serena, consapevolezza del cuore. Si possono vissutamente scoprire sempre più nitidamente i riferimenti autentici, spirituali, umani, materiali, del vivere, del discernere e i loro autentici collegamenti. Si delinea sempre più limpidamente, tra l’altro, una logica nuova, viva, spirituale e umana, non da tavolino, come accenno nel Manifesto.

Introduzione dal Manifesto del cuore divino e umano di Cristo: https://gpcentofanti.wordpress.com/2017/01/18/il-cuore-divino-e-umano-di-cristo-chiave-di-ogni-cosa-la-strada-semplice-e-profonda-di-cristo/

Una rinnovata pastorale

16 aprile 2017

http://www.lastampa.it/2016/05/03/vaticaninsider/ita/commenti/un-vescovo-burocrate-pu-essere-un-disastro-nFQZZhulE0kcpOpHhBDkFJ/pagina.html?zanpid=2251780550350674944

Cercare la via del concreto discernere del Gesù dei vangeli

27 marzo 2017

http://www.lastampa.it/2017/03/27/vaticaninsider/ita/commenti/n-buonismo-n-astratto-razionalismo-mK7ioAwLTFndgFzI9jjW1I/pagina.html

In diversi interventi precedenti ho mostrato come Cristo sta forse venendo ancora una volta a rinnovare profondamente la spiritualità, la cultura, sciogliendo germinalmente nodi in ogni campo. Razionalismo, spiritualismo, in varia misura riducono, astraggono, distorcono, i discernimenti mentre sulla via del cuore nella luce (di Cristo) serena, a misura, può maturare un discernimento sempre più vivo, equilibrato, appunto a misura. Un discernimento non di un’astratta ragione, di un’anima variamente disincarnata, ma della sempre più profonda ed equilibrata consapevolezza della coscienza spirituale e psicofisica in Cristo. Un discernimento che più viene più guarisce, dà vita, spiritualmente, umanamente. Per questo, per esempio, la guida che entra, per grazia, sempre più in questa via può incontrare più facilmente le persone, cominciare a trovare soluzioni nuove, più semplici, equilibrate e profonde a tutto campo. Discernimenti che possono gradualmente scavare orientamenti rinnovati, vivificanti, nella vita personale, comunitaria, sociale… Quando qualcuno apre in più occasioni luci nuove una evenienza talora magari non infrequente potrebbe essere quella che chi si accorge dello spunto lo prenda per come può senza pensare ad altro. Comunque se, non di rado così chiusi nei loro mondi, in qualche misura si avvedono dell’innovazione e pongono una qualche attenzione all’autore, il razionalismo potrebbe tutt’al più ritenere che si tratta di una persona intelligente, lo spiritualismo potrebbe tendere a riconoscere un carisma particolare. Ma si può ancora una volta, significativamente, trattare di visuali riduttive, anche magari in varia misura distorcenti. Meno pronte a cogliere cosa vi può essere sotto. (more…)

Un libro di grandissimo aiuto: Consigli di un papa amico. Le parole di papa Francesco che ci aiutano a vivere meglio

26 marzo 2017

Consigli di un Papa amico

Andrea Tornielli , Domenico jr Agasso

Consigli di un Papa amico

Le parole di papa Francesco che ci aiutano a vivere meglio

1ª edizione marzo 2017
Collana I PAPI DEL TERZO MILLENNIO
Formato 13,5 x 21 cm

Numero pagine 168

Edizioni San Paolo

Papa Francesco ha colpito, in questi primi quattro anni di Pontificato, per l’immediatezza del suo linguaggio che va al cuore della gente più semplice. È, come dice il titolo stesso, un “Papa amico”, che accompagna – tra l’altro – con le sue meditazioni da Casa Santa Marta i fedeli quasi ogni giorno. Da questa intuizione è nato il libro presente, che raccoglie, in una sorta di vademecum, grandi e piccoli consigli per la vita cristiana di ciascuno. Tornielli e Agasso jr accompagnano il lettore all’interno di questi consigli, aiutandone la comprensione e collegandoli tra loro in una sorta di affresco della vita semplice, quella che ciascuno di noi è chiamato a seguire da credente; ma anche quella che i non credenti possono considerare una sorta di mappa per la loro ricerca quotidiana.

n libro

Il discernimento di Samuele

20 marzo 2017

Il profeta Samuele, come riportano le Scritture, “acquistò autorità poiché il Signore era con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole” (1 Sam 3, 19). Ma anche i profeti sono uomini in cammino. Saul “fu presentato al popolo: egli sopravanzava dalla spalla in su tutto il popolo. Samuele disse a tutta la folla: “Vedete dunque che l’ha proprio eletto il Signore, perché non c’è nessuno in tutto il popolo come lui” (1 Sam 10, 23-24). Samuele cerca di discernere in Dio ma è ancora, inconsapevolmente, influenzato da criteri terreni. Il cammino appunto, anche, in ciò, l’esperienza della riprovazione di Saul da parte di Dio, lo fanno maturare. E mica così facilmente. Il nostro ancora insiste su certe valutazioni di corto respiro, il cambiamento è in un più profondo, attento, ascolto di Dio. “Samuele vide Eliàb e disse: “Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!”  Il Signore rispose a Samuele: “Non guardare al suo aspetto né all’imponenza della sua statura. Io l’ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore” (1 Sam 16, 6-7). “Iesse presentò a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripetè a Iesse: “Il Signore non ha scelto nessuno di questi”. Samuele chiese a Iesse: “Sono qui tutti i giovani?”. Rispose Iesse: “Rimane ancora il più piccolo che ora sta a pascolare il gregge”. Samuele ordinò a Iesse: “Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui”. Quegli mandò a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e gentile di aspetto. Disse il Signore: “Alzati e ungilo: è lui!” (1 Sam 16, 10-12). Che bella questa scelta più portata da Dio, più libera da ripiegamenti vari terreni.

La spiritualità oggi

11 marzo 2017

Come comprendere sempre più profondamente le persone senza entrare, per grazia, sempre più profondamente, equilibratamente, in una maturazione spirituale e umana della coscienza in Cristo, Dio e uomo? Come può la conoscenza tecnica di qualche possibile causa di malessere psicologico, magari con l’aggiunta di un qualche tirocinio più o meno tecnico, supplire alla profonda maturazione di cui sopra? Come non vedere in questo secondo caso il rischio di schematismi, riduzionismi, di fronte al mistero dell’uomo? Certi orientamenti psicologici, anche cattolici, sembrano cogliere poco, per esempio, la necessità di una sempre rinnovata, anche nella storia, più profonda ed equilibrata, “divina e umana”, a misura, spiritualità; di una visione dell’uomo come, mi pare, coscienza spirituale e umana nella luce serena e dunque non riduttivamente, astrattamente, di una visione razionalistica. Anche correnti più avanzate tendono talora a riferirsi ad un discernimento spirituale più che spirituale e umano. Si è dunque forse non di rado poco attenti alla coscienza più che, nei discernimenti della vita concreta, ad un variamente astratto ragionare. Se si è magari più attenti alla coscienza lo si è ancora, non di rado, in chiave più spirituale che spirituale e umana. Si è attenti dunque alla coscienza per un certo, poco incarnato, discernimento delle intenzioni meno forse per un discernimento integrale, spirituale e umano. Meno attenti, dunque, ad una sempre più profonda ed equilibrata consapevolezza della coscienza spirituale e umana in Cristo, Dio e uomo. Si possono così forse aprire profondamente nuovi orizzonti per comprendere, aiutare, le persone. Orizzonti che possono lasciare intuire profondi limiti a tutto campo di certa cultura attuale. La cultura razionalistica, spiritualistica, si va esaurendo, svuotando, mostrando sempre più, nel concreto, le sue astrazioni, le sue striminzite incarnazioni, le sue inadeguatezze. Diverse persone possono non sentirsi comprese, aiutate a comprendersi… Pensiamo alla preparazione al matrimonio. Si può parlare di cose anche utili ma in varia misura astratte invece di aiutare a trovare gli adeguati punti spirituali e umani per la crescita di quella specifica persona, di quella specifica coppia. Si arriva al matrimonio e magari si scopre un giorno di non aver mai neanche pensato alla necessità di valutare per le vie, nei modi, nei tempi, adeguati le vere, specifiche, problematiche spirituali e umane della propria vita e di quella dell’altro, della coppia.
Talora si sente dire che il prete per esempio nella confessione non deve fare lo psicologo. Certo la confessione è il sacramento nel quale Cristo dona la grazia della riconciliazione. Ma anche qui si possono manifestare frammentazioni, varie scissioni, tra le intenzioni e il resto dell’umanità della persona. Lo Spirito scende anche su Gesù, nel suo battesimo, delicatamente, a misura, come una colomba. Cristo è condotto in una sempre più profonda ed equilibrata consapevolezza del cuore. Non matura solo a livello di intenzioni, più o meno disincarnate poco importa. Dunque Gesù matura in una sempre più profonda consapevolezza di sé, dell’umanità dell’uomo, anche psicologica. L’umanità stessa è via per l’intuizione dello Spirito autentico, non rigido, schematico, etc.. Non aiutare a scoprire la via semplice e piena di buonsenso nella fede nella sequela di Cristo può talora comportare confusioni dolorose, scoraggianti, variamente deleterie. Si dice anche talora, per esempio, che la confessione non è il luogo per la direzione spirituale. Ed è vero che la persona è bene si senta libera, è bene porre grande attenzione e delicatezza in ciò. Ma in tanti casi queste distinzioni sono astrattismi: le persone sono chiaramente ben contente di aver trovato il tempo per dialogare su tutta la propria vita. E Gesù, Dio e uomo, nel sacramento della riconciliazione viene a guarire tutta la nostra umanità, non uno spirito astratto, disincarnato (cfr Mc 2, 1-12). Il vero punto è l’amore sereno, a misura, di Gesù. Quando la persona si sente amata, capita, a misura, non ha alcun problema anzi quasi sempre desidera vivere la confessione come un’apertura confidente di tutta la propria vita, come un aiuto per un discernimento a misura, spirituale e umano, non solo spiritualistico, in tante situazioni concrete.
Una spiritualità tendenzialmente sempre più “divina e umana” orienta così, per esempio, la guida ad un ascolto approfondito, spirituale e umano, dell’altro. Il razionalismo tende alle risposte di logica variamente astratta, in varia misura prefabbricate, può ascoltare poco. Lo spiritualismo può talora forse un po’ più liberamente ascoltare il cuore ma forse talora, appunto, ancora a livello di intenzioni variamente meno incarnate, a misura. Anche qui dunque l’ascolto è meno integrale, più sbrigativo anche se magari non come per certo razionalismo. La guida spiritualista può appunto ritenere che non si debba perdere tempo a parlare delle cose umane, se non per riflettere, in modo poco incarnato, sulle intenzioni del fedele. Tale guida può tendere dunque a limitare in varia misura l’accogliere, con equilibrio, la persona nel suo bisogno umano di aprire il cuore, anche, per esempio, di sfogarsi. Come se questa piena accoglienza fosse un di più inutile. E non invece la via naturale dell’amore, di un discernimento incarnato. In varia misura si resta e si insegna a restare nell’astratto. Dunque discernimenti razionalisti, o spiritualisti, non più pienamente umani in Cristo, Dio e uomo. Specialmente nel caso di una guida spiritualista con un discreto equilibrio tante persone che sono giunte a maturare la scelta di crescere nella fede si possono comunque trovare sufficientemente bene, anche perché possono non venire aiutate altrove a scoprire la via di una crescita più semplice e profonda, piena di buonsenso nella fede, più incarnata a misura. Può invece più evidentemente sperimentare i limiti di un tale orientamento per esempio chi è incappato in passaggi più difficili, anche se in realtà del tutto risolvibili. In tali casi la guida spiritualista si può sentire in varia misura insicura, non in grado di discernere, evidenziando più manifestamente un certo affidarsi a criteri fasulli, variamente schematici. Oppure, altro esempio, possono non sentirsi comprese, adeguatamente avvicinate, persone variamente più lontane da una vita di fede.
Siamo dunque, forse, germinalmente, in un passaggio decisivo da un amore indistinto, spesso inconsapevolmente orientato da logiche schematiche, razionaliste o da un certo più attento ascolto delle sole, variamente disincarnate, intenzioni spirituali alla via dell’amore umano, a misura, in Cristo. La via del cuore semplice nella luce serena, piena di buonsenso, via che conduce tendenzialmente verso una sempre più profonda consapevolezza della coscienza spirituale e umana. Dunque una sempre più profonda abilitazione a leggere, con discrezione, nella vita integrale, spirituale e umana, dell’altro. Sempre più superando logiche astratte o spiritualismi disincarnati. Questo passaggio da un amore variamente indistinto, che può essere rigido, disincarnato, etc., ad un amore semplice, umano, a misura, in Cristo rinnova ogni cosa.
Trovando sempre più, per grazia, le autentiche vie, tappe, della propria personalissima maturazione spirituale e umana si scopre dunque sempre più l’autentico cuore di Cristo, i doni spirituali, umani, materiali, pieni di mille sfumature, a misura, che ogni istante lo Spirito con discrezione elargisce.
La persona è qui, per grazia, sulla via semplice e profonda del cuore nella luce serena, piena di buonsenso nella fede (nei valori per un non credente), a misura. Non è più frammentata per esempio in un’anima variamente disincarnata, in una ragione astratta, in un resto malcompreso della propria umanità. Si è dunque sulla via per trovare l’unità semplice e armonica di tutto il proprio essere.  E dunque anche con Dio, con gli altri, con il mondo. Come, per esempio, percorrere più profondamente le vie della comunicazione, dell’ecumenismo, se l’uomo è frammentato, distorto, in sé stesso? Cercare insieme le vie della comunicazione, dell’unità, è anche cercare le vie della comunicazione e dell’unità interiore, spirituale e umana e viceversa. Pensiamo anche alla famiglia. Francesco stimolando, per esempio, una maturazione delle guide ad un discernimento, ad un accompagnamento, personalizzato, a misura, non schematico, di ciascuno, stimolando una sempre più adeguata sinodalita’, una vissuta ricerca comune con ogni uomo, aiuta molto nella direzione unitaria sopra indicata. Sempre più chiaramente su questa scia la Chiesa può tra l’altro stimolare lo sviluppo integrale di tutte le identità e non solo di quelle cristiane, contribuendo anch’essa a superare gli opposti astrattismi, le opposte imposizioni, dell’integralismo religioso e della piatta omologazione razionalista. Un incontro vivo, di persone, di popoli, concreti, vivi. Pensiamo all’Europa. Non un recupero esclusivo delle radici cristiane ma un aiuto, anche per esempio nella scuola, alla maturazione, anche culturale, delle persone nelle identità liberamente scelte e nel vissuto scambio con le altre.

Il libro donato dal papa ai preti della sua diocesi 

3 marzo 2017

http://www.eri.rai.it/book/non-aver-paura-di-perdonare/

 

http://www.lastampa.it/2016/05/09/multimedia/vaticaninsider/ita/padre-luis-il-frate-misericordioso-che-il-papa-cita-come-esempio-Kyyn2iAwhPatZfyVUhHqBJ/pagina.html

 

 

I frutti dello Spirito

23 febbraio 2017

La via del discernimento a misura, la via dell’incontro, possono aprire più profondi varchi di comprensione nella persona, nel suo vario rapporto con gli altri, e ad ogni livello, ecclesiale, interreligioso, politico… Si possono sciogliere tendenzialmente sempre più tante cause di incomprensione, di separazione, di difficile collaborazione… Anche se gradualmente, ci avviamo forse verso nuovi possibili percorsi di crescita libera, di dialogo sereno, di partecipazione comune. Si tratta di criteri che già segnalano una più bella umanità, che, per esempio, non assale l’altro alla prima parola magari equivocabile ma casomai con amore dialoga per comprendersi meglio. Su questa via le possibili difficoltà nella comunicazione possono divenire esse stesse occasioni per comprendere meglio certe questioni di fondo. Per esempio secondo qualcuno oggi la Chiesa sta rinunciando ai riferimenti della fede. Nel manifestarsi di tali osservazioni si può chiarire che la Chiesa riconosce, nella loro essenza, per grazia, i riferimenti di fondo della fede come ce li hanno trasmessi Gesù e gli apostoli. Per esempio l’indissolubilita’ del matrimonio, chiaramente rivelata, nella fede, nei vangeli. Nella storia stessa della Chiesa vediamo che hanno subito modifiche, approfondimenti, per esempio, aspetti ascrivibili al contesto storico, ad una più profonda comprensione dell’amore attento, a misura, con il quale Gesù accompagna il cammino personalissimo di ciascuno verso la pienezza dell’amore. La stragrande maggioranza delle persone è contenta di scoprire un Dio che ama senza condizioni, che con discrezione aiuta in ogni amorevole modo a crescere. Se, abbastanza raramente, qualcuno è turbato da certe voci critiche la sua stessa vita personale, familiare, lo aiutano spessissimo facilmente a comprendere con gioia, appena vi accenni in tal senso, il significato di questa maturazione nella Chiesa. Il cuore di una mamma può comprendere subito, presto, che forzare troppo il figlio, ormai grandicello, nella fede può risultare talora controproducente, può non farlo sentire amato, capito. Può comprendere presto che si può pregare per la fede del figlio e accompagnarlo, aiutarlo, con amore, a misura, lungo le tappe del suo personale percorso di crescita. Senza dunque che questo significhi che la fede in Cristo non sia la vera fede. Anzi aiutandoci a percepire meglio che si tratta di un dono meraviglioso.

In viaggio. Il nuovo libro di Andrea Tornielli, con un’intervista a papa Francesco

12 febbraio 2017

Editore: Piemme

È in prima fila sull’aereo papale e ha seguito tutte le visite apostoliche fin dal primo simbolico viaggio a Lampedusa. Tornielli ha scelto di raccontare i grandi temi e i gesti profetici di questo pontificato attraverso i viaggi fatti con il Papa, senza mai tralasciare la narrazione di episodi inediti e aneddoti vissuti in prima persona nei vari spostamenti, negli incontri pubblici negli stadi e nelle chiese, e in quelli privati con i grandi personaggi del panorama mondiale: da Obama a Fidel Castro, da Bartolomeo I al patriarca russo Kirill, da Abu Mazen a Shimon Peres. Con un’intervista a Sua Santità Francesco.

http://www.lastampa.it/2017/01/26/vaticaninsider/ita/vaticano/in-viaggio-con-francesco-NUSVbjCaBbXBHKi2kQzrhJ/pagina.html

 

Genesi di scoperte

19 gennaio 2017

http://www.lastampa.it/2017/01/20/vaticaninsider/ita/commenti/solo-la-comunione-damore-vita-8KBHYwdZxBb4PGf4Ezs9OO/pagina.html?zanpid=2267209899484517376

I fondamentali riferimenti del discernere concreto del Gesù dei vangeli, nelle loro linee generalissime li possiamo rintracciare narrativamente ben delineati per esempio in Gv 1, 29-34. E approfonditi, tra l’altro, in Lc 10, 27. La coscienza spirituale e psicofisica, il cuore, che esiste e matura nello Spirito che scende delicatamente, a misura, come una colomba. Lo Spirito, dunque, come una colomba e Gesù come un agnello, docile e umile (cfr Mt 11, 29), sul quale lo Spirito stesso scende e rimane, come nel suo nido naturale. Si nota dunque un movimento dall’alto, dallo Spirito, ma anche dal basso, dall’umanità, che è via per l’intuizione dello Spirito autentico, per esempio non spiritualistico, razionalistico, moralistico, etc.. Nello sperimentare vissutamente, per grazia, questo duplice movimento sono stato condotto ad intuire in modo rinnovato la vita della stessa Trinità. Il Padre genera il Figlio nello Spirito. Ma il Padre stesso e lo Spirito non possono esistere senza il Figlio. Solo la comunione d’amore è vita. Il Padre è l’origine perché se non vi fosse un’origine si tratterebbe di tre persone giustapposte. Lo Spirito è il ponte, la via comunicativa, amorevole, che consente al Padre e al Figlio di entrare totalmente, delicatamente, l’uno nell’altro, senza confondersi. Senza lo Spirito si tratterebbe di due persone giustapposte. Solo l’amore, dunque è vita e l’amore è Padre, Figlio e Spirito Santo. Questa vissuta interpretazione della Trinità in Cristo, Dio e uomo, nel distinguere e collegare i vari elementi, spirituali, umani, “materiali”, rivela anche i fondamenti spirituali, umani, “materiali”, della logica. Non una logica razionalistica, da tavolino, chiusa in sé. Non una logica solo induttiva, pragmatica. Ma una logica trinitaria in Cristo, Dio e uomo. Un mistero dunque nel quale si può sempre più profondamente venire condotti lasciandosi, per grazia, portare da Gesù. Maturando sempre più profondamente, equilibratamente, spiritualmente e umanamente, per grazia, su questa via. Una logica viva, spirituale e umana. Un vivo intuire, discernere, in vivo contatto con la realtà viva. Non schematismi astratti, variamente a tavolino. Ecco che prendono a delinearsi le basi per un rinnovato incontro tra la fede e la, ora rivista, scienza. Non più il secolare, ripetitivo, paradigma di fede e ragione. Se questa è la via profondamente rinnovate sono anche, per esempio, la teologia, la filosofia, la psicologia… Come osservo dettagliatamente in diversi interventi precedenti. Tutto è tendenzialmente, per grazia, vivificato, equilibrato, ben distinto, messo tendenzialmente in sempre più profondo, adeguato, contatto, per le adeguate, concrete, vie spirituali, umane, “materiali”, con il resto. Dunque possibile sempre nuova adeguatezza, efficacia, Dio volendo, in ogni campo.

La visione della Trinità dunque non è un pensierino a tavolino ma nasce da profondi orientamenti spirituali e umani. Che tendono a plasmare ogni cosa. In un orientamento che solo per brevita’ chiamo spiritualista tutto discende dal Padre, più passivo è il ruolo del Figlio e dello Spirito, come in una certa possibile visuale trinitaria orientale. Da questa tendenza può discendere proprio anche una propensione all’indipendenza di ogni Chiesa regionale. In un orientamento più pragmatico il Padre genera il Figlio e poi si amano nello Spirito, evidenziando la loro parità, come in una talora ormai vecchia, ma non tanto, visione romana. Tale tendenza pragmatica può manifestare una propensione a risolvere i rapporti tra Chiese sul piano di un variamente formale potere giuridico.

La via del cuore nella luce serena, a misura, può orientare, come sopra accennato, alla visuale trinitaria in Cristo, Dio e uomo, descritta all’inizio di questo intervento. Essa può superare le altre due successivamente esposte conservandone le molteplici istanze positive. Il primato del Padre e la sua parità col Figlio non si oppongono ma al contrario o stanno insieme o non possono darsi. Anche nella Chiesa non vi è parità senza primato né vi è primato senza parità. E bisogna considerare il rapporto dei vescovi con le diocesi, che sono parte viva di questa comunione. Anche nell’ottica, per esempio, di un san Pietro, che prima di Roma è stato, pare, vescovo di Antiochia e forse anche di Alessandria d’Egitto. Forse sono questi tra gli orientamenti nuovi che vanno gradualmente emergendo.
Papa Francesco con la sua stessa vita supera schemi della cultura, della mentalità, correnti aprendo tendenzialmente strade nuove, a tutto campo. Può accadere per esempio che qualche buon teologo sia aperto a questi stimoli ma che fatichi, almeno inizialmente, ad uscire più profondamente da un sia pur residuo intellettualismo. Di per sè però non si tratta dell’aprire rinnovati percorsi con il viverli da parte di alcuni mentre altri ne approfondiscono i possibili sviluppi culturali in varia misura a tavolino. È la stessa vita di ciascuno, è poi il vissuto, sempre più profondo, centrarsi in Cristo, Dio e uomo, che orienta a scoprire sempre più distintamente, equilibratamente, i riferimenti spirituali e umani del vivere potendo rinnovare ogni cosa, anche nella cultura. Nell’intervento precedente (   http://www.lastampa.it/2017/01/17/vaticaninsider/ita/commenti/vie-pi-umane-possono-avvicinare-in-modo-nuovo-tanta-gente-in-parrocchia-MVIwk8OqGtKqwMr8r3wS8K/pagina.html )  mi riferisco per esempio alla psicologia. Qui sopra ho accennato anche ad una nuova logica.  Riferendomi ai suoi aspetti spirituali-umani-“materiali”. Non vediamo per esempio una possibile trinitarieta’ anche nel creato? Vi è la voce, il suono, l’udito; il sole, la luce, la vista…

Stiamo entrando dunque in un passaggio da concetti da tavolino a consapevolezze della coscienza. In una cultura ancora razionalista può risultare talora impossibile cercare di spiegare, magari anche dettagliatamente, ad uno studioso quali possono essere i nuovi riferimenti, i nuovi paradigmi, fondamentali e cosa possono comportare i vecchi e i nuovi. La gente invece coglie subito, tendenzialmente, il senso delle cose fondamentalissime. Proprio perché così umane. Come il cuore nella serena luce, il buonsenso nella fede… È il vissuto, con le sue necessarie concrete novità, che si potrà fare gradualmente sempre più profonda, dettagliata, cultura. Allora in un vissuto diffuso i nuovi paradigmi potranno sembrare forse sotto certi aspetti naturali da comprendere per tutti. Mentre oggi può apparire in qualche modo naturale anche il ben più astruso, meno, mi pare, umano, paradigma razionalista.
Lo Spirito scende delicatamente, come una colomba e rimane nel cuore di Cristo, come nel suo nido naturale. La sua umanità (e anche la nostra in lui) dunque è via per intuire lo Spirito autentico, per esempio non cerebrale, rigido… Trovandomi, per grazia, con l’aiuto di molti, specie del mio padre spirituale, su questo cammino ho gradualmente sperimentato sempre più profondamente una libertà a pieni polmoni, perché scoprivo vissutamente che Dio è amore senza limiti e condizioni. Mi sono accorto già prima del 2000 e ho cominciato ad osservare anche per iscritto che forse, superando magari qualche timore di esporsi, si poteva chiarire più profondamente nella Chiesa come la misericordia di Dio è senza limiti. E già intorno al 2000 ho cercato di trasmettere anche per iscritto che forse qui si poteva trovare una limpida soluzione alla questione ecumenica della giustificazione. Accogliendo anche alcuni possibili stimoli del mondo protestante si può affermare appunto che la misericordia divina è senza limiti. Non dimenticando le istanze cattoliche si può nel contempo affermare che Dio è delicato, rispetta la libertà dell’uomo. Il quale dunque può scegliere il suo destino, anche giungere a rifiutare definitivamente e a suo modo con piena consapevolezza (implicita se per esempio ateo) la misericordia del Signore. Ma non era forse, magari, proprio questa la risposta che, per esempio, cercava Lutero?
In questo intervento ho cercato di descrivere con qualche esempio come la sequela di Cristo mi ha condotto a scoprire vissutamente possibili visuali nuove, a tutto campo. Pensiamo anche, per esempio, ad una pastorale sempre più viva, a misura, per tutto l’uomo, non solo per un suo astratto spirito o una sua ragione a tavolino; per ogni specifico uomo. Ho vissutamente scoperto come cercando il discernere concreto, divino e umano, di Cristo potevo intuire in modo nuovo gli intenti positivi dei vari orientamenti e anche coglierli, armonizzati, anche con altri aspetti nuovi, nel suo cuore. Tante sfumature, tanto oscillare, della ricerca umana sono dovuti anche proprio al bisogno di trovare sempre più questo​ equilibrio in Cristo, Dio e uomo. Nei miei interventi su Vatican Insider accenno a molti altri possibili concreti sviluppi, anche in campo ecumenico, su questa via. Il cielo e la terra si possono sempre più profondamente incontrare in Gesù.
Il cuore divino e umano di Cristo è la chiave di ogni cosa.

Il cuore divino e umano di Cristo, chiave di ogni cosa. La strada semplice e profonda di Cristo

18 gennaio 2017

La Evangelii Gaudium, così come la stessa vita e gli altri discorsi e scritti di papa Francesco, sembrano sviluppare, sulla scia anche di papa Benedetto, un cammino di avvicinamento sempre più profondo al cuore divino e umano, non solo divino, spiritualistico, di Cristo, anche, proprio, quello dei vangeli, riscoperto con rinnovata fiducia non solo come Dio ma anche come uomo, come principale punto di riferimento, nelle impostazioni essenziali, anche culturale. Cristo ci è (anche) avanti, ha detto papa Francesco: egli è l’alfa e l’omega. Papa Francesco sembra essere entrato sempre più profondamente in questa strada, forse aiutato da un ambiente talora meno intellettualista, sicuramente crescendo su una strada spirituale di liberazione da incrostazioni che possono in vario modo e misura occludere il cuore, spiritualmente, umanamente. Niente ideologismi, pragmatismi, discernimento spirituale e umano delle situazioni concrete, accompagnamento personalizzato, senza schemi astratti, della crescita verso Cristo, attenzione alle situazioni concrete, una pastorale diversificata in base alle situazioni, alle persone, ascolto attento, spirituale e umano, come importante via per la soluzione di mille questioni, per la crescita, vicinanza concreta e a tutto campo, non spiritualistica: le parabole del figliol prodigo (padre misericordioso), del buon Samaritano, dei discepoli di Emmaus, sembrano prendere naturalmente nuova vita, così come si viene stimolati a meditare con rinnovata attenzione tutto il vangelo, pronti a nuove scoperte, riferendosi in ogni cosa prima di tutto proprio al Cristo dei vangeli, talora invece messo in secondo piano rispetto a teorie, prassi, etc., che sembrano metterlo in un cantuccio, sembrano non cercare una vissuta, sempre più profonda, sintonia col suo autentico cuore, discernere, divino e umano (“Lo Spirito vi condurrà alla verità tutta intera, ricordandovi quello che vi ho detto”, afferma Gesù nel vangelo di Giovanni). Questo amore sempre più così divino e così umano, questo cercare di appoggiarsi (con continui possibili chiarimenti-scoperte anche qui) sempre più, per prima cosa, a Cristo, fonte della grazia, rivela sempre più la sua totale misericordia. Il suo comprendere, perdonare tutto, il suo desiderio di aiutare in ogni discreto modo. Il suo essere vicino, dunque, ad ogni uomo, rivelando sempre più profondamente tanta bella vicinanza anche tra gli uomini. Stiamo forse entrando sempre più profondamente in un passaggio, in una liberazione da orientamenti riduttivi, distorcenti, come lo spiritualismo, l’intellettualismo, il pragmatismo, tutte tendenze che possono indirizzare anche subliminalmente al secolarismo, etc.. Stiamo forse andando verso la riscoperta (sempre più approfondita) di una via nell’essenza semplice e profonda, quella del cuore divino e umano di Cristo nella luce che scende a misura, delicatamente, come una colomba, la via del suo amore divino e umano che rivela ogni cosa in modo sempre rinnovato, facendo incontrare gli uomini in avanti, in lui. Una via che apre, già ha aperto, nuovi orizzonti in tutti i campi della vita, della cultura. Una via che scioglie i nodi: un giovane afferma di non poter credere più… la scienza, la cultura… ma se gli chiedo cosa gli suggerisce la sua serena coscienza ecco che dice, se ha ricevuto il dono della fede, di credere in Cristo. Ecco spesso facilmente risolto il problema, rivelando gli inceppamenti razionalistici. Lo Spirito che grida Abbà, Padre. Non voglio qui entrare in questioni complicate ma oggi anche molti matematici, logici, atei, sanno, dopo Goedel, che la logica si fonda su una fede. La logica stessa si scopre maturando sempre più in Cristo, Dio e uomo. Non ci accorgiamo di riflettere in modo nuovo, più profondo e vivo, maturando? Non contribuisce ad aprire nuovi orizzonti l’amore di questo papa?

Non può far riflettere che Maria, che ha pronunciato sempre poche densissime parole, abbia detto a Fatima che il suo cuore immacolato trionferà? Papa Benedetto ha chiesto a Maria, a Fatima (maggio 2010), che si affrettasse la vittoria del suo cuore immacolato entro il centenario delle apparizioni (2017). E’ Cristo che rinnova ogni cosa, se lo accogliamo, sua è l’opera della salvezza. Si può aggiungere che scoprire, nel suo nucleo essenzialissimo poi sempre da approfondire, questa via può risultare più difficile per persone con una strutturazione spirituale-culturale di lunga data mentre la gente si può sentire invece finalmente compresa, amata, messa, ognuno secondo il proprio personalissimo cammino, su una via semplice, autentica, serena. La difficoltà dunque non è in se ma può essere nel passaggio.

Link al Manifesto: https://gpcentofanti.wordpress.com/manifesto-del-cuore-divino-e-umano-di-cristo/

Buon Natale

12 dicembre 2016

Dio viene in un bimbo che nasce in una stalla. Dopo 2000 anni capiamo meglio, di questo, con Francesco, che dunque non è un Dio legalista, purista, moralista. Dio ci ama con il cuore che batte per ciascuno di noi e comprende ben al di là degli schemi il nostro cammino. L’amore autentico del Padre, così umano, rinnova tutta la vita, tutta la cultura. San Massimiliano Kolbe aveva profetizzato un’era dell’Immacolata. La preghiera di Benedetto XVI (Fatima, maggio 2010) sull’affrettamento della vittoria del cuore immacolato di Maria entro il centenario della prima apparizione ai tre pastorelli (13 maggio 2017). Un papa che si dimette, uno che viene dalla fine del mondo. Amate, comprese, le persone guariscono anche dalle fragilità psicologiche, si possono capire tra loro, possono costruire insieme. Come allora si attendeva il Messia e tanti semplici, per grazia, lo hanno accolto con gioia anche oggi Dio, forse, sembrerebbe, compie le promesse di Maria non stupendoci con effetti speciali ma facendoci scoprire meglio il suo amore vicino, liberante… Il cuore divino e umano di Cristo è la chiave di ogni cosa. 

Papa Francesco: dall’omelia di fine anno santo

20 novembre 2016

Come Dio crede in noi stessi, infinitamente al di là dei nostri meriti, così anche noi siamo chiamati a infondere speranza e a dare opportunità agli altri. Perché, anche se si chiude la Porta santa, rimane sempre spalancata per noi la vera porta della misericordia, che è il Cuore di Cristo. Dal costato squarciato del Risorto scaturiscono fino alla fine dei tempi la misericordia, la consolazione e la speranza.

Presentato il libro Il nome di Dio è misericordia, conversazione di papa Francesco con Andrea Tornielli

31 luglio 2016

http://it.radiovaticana.va/news/2016/01/13/tornielli_libro_con_francesco,_esperienza_di_misericordia/1200503

http://www.lastampa.it/2016/01/12/vaticaninsider/ita/vaticano/benigni-questo-libro-del-papa-come-avere-il-papa-tascabile-z9ToAx7NXTiTA7aCCG3sIJ/pagina.html

http://www.lastampa.it/2016/01/10/vaticaninsider/ita/speciale/giubileo-2015/la-chiesa-non-al-mondo-per-condannare-ma-per-permettere-lincontro-con-quellamore-viscerale-che-la-misericordia-di-dio-3dZoBoCzsAxRuX7zgjbBdL/pagina.html

Papa Francesco: La luce nel cuore

30 luglio 2016

 

Francesco e san Kolbe: solo l’amore crea*

29 luglio 2016

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http://www.lastampa.it/2016/07/29/vaticaninsider/ita/vaticano/il-silenzio-di-francesco-per-le-vittime-della-shoah-tlg5lUK4NoO25QYEDjEfEL/pagina.html

Benedetto XVI e il cuore di Cristo 

28 giugno 2016

Dalle parole pronunciate nel giorno anniversario della sua ordinazione sacerdotale:

“65 anni fa, un fratello ordinato con me ha deciso di scrivere sulla immaginetta di ricordo della prima Messa soltanto, eccetto il nome e le date, una parola, in greco: “Eucharistomen”, convinto che con questa parola, nelle sue tante dimensioni, è già detto tutto quanto si possa dire in questo momento. “Eucharistomen” dice un grazie umano, grazie a tutti. Grazie soprattutto a Lei, Santo Padre! La Sua bontà, dal primo momento dell’elezione, in ogni momento della mia vita qui, mi colpisce, mi porta realmente, interiormente. Più che nei Giardini Vaticani, con la loro bellezza, la Sua bontà è il luogo dove abito: mi sento protetto. Grazie anche della parola di ringraziamento, di tutto. E speriamo che Lei potrà andare avanti con noi tutti su questa via della Misericordia Divina, mostrando la strada di Gesù, verso Gesù, verso Dio…

“Eucharistomen”: in quel momento l’amico Berger voleva accennare non solo alla dimensione del ringraziamento umano, ma naturalmente alla parola più profonda che si nasconde, che appare nella Liturgia, nella Scrittura, nelle parole “gratias agens benedixit fregit deditque”. “Eucharistomen” ci rimanda a quella realtà di ringraziamento, a quella nuova dimensione che Cristo ha dato. Lui ha trasformato in ringraziamento, e così in benedizione, la croce, la sofferenza, tutto il male del mondo. E così fondamentalmente ha transustanziato la vita e il mondo e ci ha dato e ci dà ogni giorno il Pane della vera vita, che supera il mondo grazie alla forza del Suo amore.

Alla fine, vogliamo inserirci in questo “grazie” del Signore, e così ricevere realmente la novità della vita e aiutare per la transustanziazione del mondo: che sia un mondo non di morte, ma di vita; un mondo nel quale l’amore ha vinto la morte.

Grazie a tutti voi. Il Signore ci benedica tutti.

Grazie, Santo Padre”.
NdR: Parole da meditare con grande attenzione, nella preghiera, nella conversione, nell’ascolto del vangelo… 

Purificazione della memoria ed ecumenismo culturale

18 gennaio 2016

Soltanto cinque Chiese ortodosse sono slave, delle quattordici riconosciute come autocefale dall’ortodossia mondiale: il patriarcato di Mosca (che comprende varie Chiese autonome, in particolare in Ucraina e in Bielorussia), il patriarcato serbo, il patriarcato bulgaro, la Chiesa autocefala di Polonia e la Chiesa autocefala dei Territori Cechi e della Slovacchia. Tuttavia, per il numero dei fedeli, queste Chiese, indubbiamente molto diverse ma legate tra loro da una tradizione comune, hanno un peso considerevole nell’orto dossia mondiale; in effetti, oltre i due terzi dei fedeli ortodossi del mondo sono slavi. (more…)

Natale: messa dell’aurora

25 dicembre 2015

Oggi ho celebrato al mattino presto la messa per le suore. Hanno preparato la messa dell’aurora mentre io pensavo che le letture fossero quelle del giorno. Ma, incredibilmente, io, così attento alla Parola, questa volta avevo pensato di approfondirla in un modo particolare. Mi sono accorto che avevo preparato una breve omelia che rispondeva proprio alle letture presentate dalle suore (Lc 2, 15-20). Infatti volevo dire che se oggi andiamo al presepe è perché una stella ha brillato per noi, angeli ci hanno cantato. Ma quale stella, quali angeli e che canto? Quale nuovo Gesù oggi veramente nasce in noi, intorno a noi, nella Chiesa, nel mondo? Il Gesù vero forse sorprende, spiazza, come allora, apre strade nuove, anche da neonato. Anche se solo lui sa come venire ad ogni specifica persona, magari nella dolcezza di una festa antica e bella. Nella Chiesa le suore avevano preparato un presepe con il prete, le suore, la gente, anche di tante parti del mondo: proprio un presepe di oggi. Ho faticato a trattenere la commozione: forse Gesù voleva proprio che parlassi di questo? Ho detto alle suore che a Natale, una festa così bella, faccio sempre, eccezionalmente, una predica di quaranta minuti. Poi ho subito detto che scherzavo. A Natale mi passa la voglia di parlare, questo avvenimento ci porta nel silenzio, ci porta al presepe. Ho chiesto se volevano stare un minuto in silenzio, andare, nel cuore, come i pastori, al vero presepe di oggi…

Buon natale

Francesco a Bartolomeo: importante messaggio sull’eucaristia

1 dicembre 2015

To His Holiness Bartholomaios
Archbishop of Constantinople
Ecumenical Patriarch

Your Holiness, Beloved Brother in Christ,

A year has passed since we celebrated together, in the Patriarchal Church in the Phanar, the feast of Saint Andrew, the first-called Apostle and brother of Saint Peter. The occasion was a moment of grace which permitted me to renew and to deepen, in shared prayer and personal encounter, the bonds of friendship with you and with the Church over which you preside. It was with joy that I also experienced the vitality of a Church which unceasingly professes, celebrates and offers witness to faith in Jesus Christ, our one Lord and Saviour. I am pleased once again to send a delegation of the Holy See to the Patronal celebrations as a tangible sign of my fraternal affection and the spiritual closeness of the Church of Rome to Your Holiness, as well as to the members of the Holy Synod, the clergy, monks and all the faithful of the Ecumenical Patriarchate.

In our profound communion of faith and charity, and grateful for all that God has accomplished for us, I recall the fiftieth anniversary on 7December 2015 of the Joint Catholic-Orthodox Declaration of Pope Paul VI and the Ecumenical Patriarch Athenagoras I which expressed the decision to remove from memory and from the midst of the Church the excommunications of 1054. The memory of the mutual sentences of excommunication, together with the offensive words, groundless reproaches, and reprehensible gestures on both sides, which accompanied the sad events of this period, represented for many centuries an obstacle to rapprochement in charity between Catholics and Orthodox. Attentive to the will of our Lord Jesus Christ, who prayed to the Father on the eve of his Passion that his disciples “may be one” (Jn17:21), PopePaulVI and Patriarch AthenagorasI consigned these painful memories to oblivion. Since then, the logic of antagonism, mistrust and hostility that had been symbolized by the mutual excommunications has been replaced by the logic of love and brotherhood, represented by our fraternal embrace.

While not all differences between the Catholic and Orthodox Churches were brought to an end, there now existed the conditions necessary to journey towards re-establishing the “full communion of faith, fraternal accord and sacramental life which existed among them during the first thousand years of the life of the Church” (Joint Catholic-Orthodox Declaration, 7December 1965). Having restored a relationship of love and fraternity, in a spirit of mutual trust, respect and charity, there is no longer any impediment to Eucharistic communion which cannot be overcome through prayer, the purification of hearts, dialogue and the affirmation of truth. Indeed, where there is love in the life of the Church, its source and fulfilment is always to be found in Eucharistic love. So too the symbol of the fraternal embrace finds its most profound truth in the embrace of peace exchanged in the Eucharistic celebration.

In order to progress on our journey towards the full communion for which we long, we need continually to draw inspiration from the gesture of reconciliation and peace by our venerable predecessors PaulVI and AthenagorasI. At all levels and in every context of Church life, relations between Catholics and Orthodox must increasingly reflect the logic of love that leaves no room for the spirit of rivalry. Theological dialogue itself, sustained by mutual charity, must continue to examine carefully the questions which divide us, aiming always at deepening our shared understanding of revealed truth. Motivated by God’s love, we must together offer the world a credible and effective witness to Christ’s message of reconciliation and salvation.

The world today has great need of reconciliation, particularly in light of so much blood which has been shed in recent terrorist attacks. May we accompany the victims with our prayers, and renew our commitment to lasting peace by promoting dialogue between religious traditions, for “indifference and mutual ignorance can only lead to mistrust and unfortunately even conflict” (Common Declaration, Jerusalem 2014).

I wish to express my deep appreciation for Your Holiness’s fervent commitment to the critical issue of care for creation, for which your sensitivity and awareness is an exemplary witness for Catholics. I believe that it is a hopeful sign for Catholics and Orthodox that we now celebrate together an annual Day of Prayer for the Care of Creation on 1September, following the longstanding practice of the Ecumenical Patriarchate.

Your Holiness, it is incumbent upon humanity to rediscover the mystery of mercy, “the bridge that connects God and man, opening our hearts to the hope of being loved forever despite our sinfulness” (Misericordiae Vultus, 2). For this reason I have called for an Extraordinary Jubilee of Mercy, a favourable time to contemplate the Father’s mercy revealed fully in his Son, Jesus Christ, and to become ourselves an effective sign of God’s love through our mutual pardon and works of mercy. It is providential that the anniversary of that historic Joint Catholic-Orthodox Declaration concerning the removal of the excommunications of 1054 occurs on the eve of the Year of Mercy. Following Pope PaulVI and Patriarch AthenagorasI, Catholics and Orthodox today must ask pardon of God and one another for divisions that Christians have brought about in the Body of Christ. I ask you and all the faithful of the Ecumenical Patriarchate to pray that this Extraordinary Jubilee may bear the spiritual fruits for which we yearn. I willingly assure you of my prayers for the events that your Church will celebrate in the year to come, especially the Pan-Orthodox Great Synod. May this important occasion for all the Orthodox Churches be a source of abundant blessings for the life of the Church.

With fraternal affection in the Lord, I assure you of my spiritual closeness on the joyous feast of the Apostle Andrew, and I willingly exchange with Your Holiness an embrace of peace in the Lord Jesus.

From the Vatican, 30 November 2015

FRANCISCUS PP.

L’OSSERVATORE ROMANO: Ragioni di un’unità possibile

4 novembre 2015

WASHINGTON, 4. Attingendo a cinquant’anni di dialogo nazionale e internazionale, luterani e cattolici negli Stati Uniti hanno pubblicato insieme un documento ecumenico dal titolo: «Declaration on the Way: Church, Ministry and Eucharist» (“Dichiarazione sul cammino: Chiesa, ministero ed eucaristia”) che segna il percorso verso la piena e visibile unità tra cattolici e luterani. Il documento è stato pubblicato alla vigilia dell’anniversario dell’affissione, avvenuta il 31 ottobre del 1517, delle 95 tesi di Martin Lutero, che diedero inizio alla Riforma protestante. «Papa Francesco nella sua recente visita negli Stati Uniti — ha detto il vescovo ausiliare di Baltimora e co-presidente della task-force sulla dichiarazione congiunta, monsignor Denis James Madden — ha sottolineato più volte la necessità e l’importanza del dialogo. Questa “D eclaration on the Way: Church, Ministry and Eucharist” rappresenta in forma concreta l’occasione per luterani e cattolici di unirsi adesso in maniera unificante su un cammino che porti finalmente alla piena comunione». «Cinquecento anni fa — ha ricordato Elizabeth A. Eaton, presidente della Evangelical Lutheran Church in America — f u ro n o combattute guerre per le stesse ragioni per le quali adesso luterani e cattolici hanno raggiunto un consenso. Chiesa, ministero ed eucaristia sono stati argomenti di disaccordo e di separazione tra le nostre due Chiese, e abbiamo ancora del lavoro da fare sia al livello teologico che pastorale. La dichiarazione però è molto interessante perché ci mostra trentadue punti importanti a proposito dei quali già possiamo dire che non ci sono questioni che ci dividono, ma che ci danno speranza per il futuro». Il documento ecumenico — si legge sul sito della Conferenza episcopale statunitense — si pone nella prospettiva di ulteriori analisi che dovranno essere fatte sia da parte cattolica sia da parte della Federazione luterana mondiale (Lwf), che riunisce 145 comunità ecclesiali in 98 Paesi del mondo. In particolare, ci si augura si possa avviare un processo con tappe prestabilite per affrontare le questioni in sospeso. Il documento suggerisce inoltre che l’aumento delle opportunità per i luterani e per i cattolici di ricevere la santa comunione insieme sarebbe un segno importante del cammino ecumenico. Nel documento si chiede anche un maggiore impegno per un collegamento più profondo a livello locale tra cattolici e luterani. Nel 2011 — ricorda il sito della Conferenza episcopale degli Stati Uniti — il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, aveva proposto proprio l’elaborazione di una dichiarazione comune per identificare ed evidenziare le convergenze esistenti sugli argomenti che sono ora al centro di questo testo.
Oss Rom giov 5 nov pg 6

Le beatitudini

1 novembre 2015

Ascoltando il vangelo delle beatitudini forse pensiamo: io tutta questa beatitudine non la sento. Ma guardiamo nella nostra vita concreta. Una mamma mi diceva che si riprometteva ogni volta di pregare ma poi non lo faceva mai. Poi si è accorta che forse non pregava un’ora al giorno ma aveva cominciato a fare la croce a tavola con il marito e con i bimbi. E sempre d’accordo col marito la sera ora mettevano i bimbi a letto recitando un Padre nostro tutti insieme. Non è una cosa bellissima, dolcissima, un seme di vita bella per tutti, che quei bimbi ricorderanno per sempre? Ecco la povertà, semplicità, di Spirito non è già così un dono meraviglioso? E così Dio entra e certo con i suoi tempi, la sua sapienza, potrà crescere nei cuori…
Il marito è stato trattato male dal suocero ma per amore della moglie ha cercato di non rispondere, di conservare la pace in famiglia. Non sarà ancora l’estasi di san Francesco ma non è una cosa bella e un dono grande? In un momento di prova la moglie va in chiesa a piangere da Dio. E mentre si lamenta con Dio della sua lontananza si ricorda che una volta a messa il sacerdote aveva detto che nel testo originale, in greco, delle beatitudini forse si può comprendere ancora meglio che Dio è lui che ha chiamato l’afflitto tra le sue braccia di Padre per consolarlo. Non è, pur nel dolore, una cosa bella, che può consolare, incoraggiare, dare forza, speranza? E così per la mitezza, la misericordia, etc.. Il seme, coltivato, può crescere all’infinito ma non è da subito un dono incomparabile, che dà un altro sapore, un altro senso, alla vita? Questo è l’amore del Padre, che viene con delicatezza e ci fa assaporare le cose semplici e belle. Lo dico da prete che tra la gente vive: c’è tanta gente buona, che le beatitudini le conosce bene. E c’è gente contenta di tornare a godere di questa o quella beatitudine dimenticata o forse mai conosciuta. Non è una beatitudine questo Padre che ci ama, ci comprende ben al di là degli schemi, ci aiuta a crescere, se lo accogliamo, con delicatezza, con ogni discreto aiuto, ci dona ogni bene? Gesù stesso sperimenta questa beatitudine. “In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli” (Lc 10, 21).